Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Domenica, 22 Settembre 2019

Una diatriba sui Fondi Ue assegnati al Mezzogiorno

In primis, noi diciamo che, per l’assegnazione dei Fondi dell’Unione europea, al Mezzogiorno, si è creata una diatriba, ovvero, un discorso aspro e polemico, nei rapporti con l’Unione europea: se il Mezzogiorno non si sveglia, a dargli la sveglia, sarà l’Unione europea. Vediamo perché. Nelle casse del Ministero del Mezzogiorno ci sono 76 miliardi di Fondi europei, per il periodo 2014-2020, da spendere, ancora. Quelle risorse per il Mezzogiorno sono fondamentali, anche, alla luce degli ultimi dati dell’Istat, sulla povertà nel Sud d’Italia, che ci obbligano a fare presto e bene. I dati della Commissione europea valgono più di tante parole.  Tra i fondi sociali, fondi per lo sviluppo regionale e per l’agricoltura, la Campania ha avuto in dono, per il 2014-2020, 6,7 miliardi. Ma, finora, ha annotato la Commissione europea, è riuscita ad allocarne in progetti, la metà e a spenderne una manciata: 255 milioni, pari al 3,7% del totale. Al palo ci sono, anche i Fondi europei della Sicilia: di 7,5 miliardi di euro sono stati, finora, rendicontati, appena, 397 milioni, poco più del 5%. Inchiodata a quota 5%, anche, la Puglia, che ha saputo tradurre, in risultati concreti, soltanto 452 milioni, degli 8,7 miliardi, messi in cassa. Ha fatto, un poco meglio, la Calabria la quale, è riuscita ad utilizzare 338 milioni dei 3,5 miliardi complessivi, avuti a disposizione. Ma va detto, anche, senza mezzi termini, che ci sono, delle giuste doglianze, di Confagricoltura sul nuovo impianto della Politica Agricola Comunitaria: per i tagli al bilancio agricolo (5%, in meno per l’Italia, significherebbe perdere circa 3 miliardi di euro, senza calcolare, poi, il 15%, in meno, per i Programmi di sviluppo rurale). In conclusione, diciamo che il nostro Paese, da un lato, si trova in posizione di credito verso l’Unione europea ma, dall’altro, è debole al tavolo negoziale, della spesa, delle risorse europee.

 

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI