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Pasqua, per la prima volta senza rami di ulivo

Sarà la prima settimana Santa in cui non saranno distribuiti i tradizionali ramoscelli di ulivo nella domenica delle Palme se si vuole evitare la diffusione di una epidemia che sta facendo strage di piante secolari che dal Salento in Puglia potrebbe estendersi in tutta Europa. E’ questo uno degli effetti della lotta alla diffusione del terribile patogeno colpevole del disseccamento degli ulivi “Xjlella fastidiosa”, poichè la schiusa delle uova della sputacchina, insetto vettore colpevole della diffusione della malattia, inizierà proprio nei giorni  che precedono la Pasqua e ciò renderà molto pericoloso scambiarsi i tradizionali rametti d’ulivo, simbolo della pace nel mondo. Nessun timore per gli uomini naturalmente e per l’olio che resta ottimo ma un grande rischio per il paesaggio, l’ambiente, l’economia e il lavoro economiche di una componente importante del Made in Italy tanto che la stessa Regione Puglia ha emanato le misure obbligatorie per la lotta al patogeno che prevedono, tra l’altro, nella zona infetta interventi di potatura per eliminare parti sintomatiche infette con distruzione del materiale di potatura (bruciatura o uso biomassa previo disseccamento nella zona infetta o interramento). In gioco c’è un patrimonio del Salento dove si trovano 11 milioni di piante di ulivo, della Puglia e del mondo che va difeso a partire dagli interventi naturali di buone pratiche agricole proposti dal Commissario all’emergenza iniziati alla presenza del Presidente Nazionale Coldiretti, Roberto Moncalvo, che accompagnato dall’intera Giunta, ha dato il via alla terapia salva ulivi con le attività di potatura, trinciatura, sarchiatura e aratura dei terreni, necessarie a fermare la propagazione del contagio a Lecce nell’azienda agricola situata sulla Strada provinciale 27 - Cavallino/Caprarica Km 2,7. Gli insetti ancora giovani di sputacchina risultano stanziali, sono soliti vivere sulle erbacce presenti ai piedi degli olivi. Buone pratiche colturali adeguate, interventi periodici, tesi all’arieggiamento delle piante e miglioramento dello stato vegetativo, possono ridurre in maniera imponente tali vettori, senza alcun impatto ambientale. “Inizia una battaglia contro il tempo per difendere le storiche piante millenarie e salvare un bene dell’intera Umanità” ha affermato il Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “è necessario garantire l’impegno delle istituzioni, gli interventi necessari e le risorse adeguate per salvare un bene pubblico che tutto il mondo ci invidia”.

 

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