Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Martedì, 24 Ottobre 2017

Trovata,sul Delta del Po postazione radar tedesca della Seconda Guerra Mondiale

“Il Delta del Po continua a regalare testimonianze della nostra storia . Ho trovato la postazione radar dei tedeschi risalente alla Seconda Guerra Mondiale . La scoperta è di queste ore . Lungo via XXV Aprile , nel comune di Rosolina , in Veneto , in provincia di Rovigo ,ho trovato la postazione radar dei tedeschi . Si tratta di una rarità per l’Italia e di una postazione del radar tedesco del tipo “Würzburg (radar) Fu MO 214” - Würzburg-Riese (Würzburg gigante) che in Italia, verso la fine del Seconda Guerra Mondiale andò ad aggiungersi o a sostituire i pochi radar italiani “Folaga”. La postazione era completamente sepolta dall’alta vegetazione di rovi ed arbusti in un piccolo appezzamento agricolo  sul Delta del Po”

 

Lo ha annunciato Luciano Chiereghin , ricercatore che da ben 15 anni  è sulle tracce delle antiche fortificazioni  . Chiereghin dopo avere scoperto le Fortificazioni militari della Grande Guerra ma anche quelle Austriache e Napoleoniche, dopo aver rintracciato una linea del telegrafo ottico “Chappe” che per volere di Napoleone era stata installata da Ancona a Venezia lungo il litorale adriatico, adesso ha trovato la postazione radar dei tedeschi risalente alla Seconda Guerra Mondiale.  “E’ una delle poche, forse l’unica, postazione radar tedesca rimasta in Italia– ha proseguito Chiereghin – dunque una rarità . Tale postazione radar tedesca era  in  costante collegamento radio e telefonico con le batterie antiaeree tedesche chiamate Flaktürme (conosciute come il terrore dei piloti dei bombardieri alleati)  e italiane, le quali una volta ricevuti i dati rilevati dai radar si preparavano ad aprire il fuoco contraereo. Non escluderei la possibilità di trovare nelle vicinanze , a distanza di pochi km , queste batterie antiaeree . La ricerca è durata mesi ed è stata approfondita con materiale fotografico dettagliato , documenti , analisi storica e militare . 

 

Siamo dinanzi ad una postazione radar tedesca con base esagonale con il lato di 2,5 metri che è stata edificata con sasso vivo posato in malta cementizia molto tenace ed è alta sul livello della campagna quanto la lunghezza del suo lato; è sovrastata da un tronco di piramide in calcestruzzo armato sempre a base esagonale e alto circa un paio di metri: su una di queste facce inclinate si apre una finestrella a forma quadrata 80x80 cm da cui si può accedere al suo interno. Due fori da un lato della finestrella fanno arguire che un tempo fosse dotata di un battente che ora è scomparso. Alla base del manufatto  vi è un pozzetto a base quadrata sempre in cemento armato, con dimensioni 1,5x1,5 m. e alto 1 m. su uno dei lati vi sono 5 fori da 10 cm. circa di diametro, disposti uno sopra l’altro”.

 

“Dopo l’8 Settembre del ’43 la R.S.I. chiese aiuto ai tedeschi per poter fronteggiare l’avanzata delle forze alleate nel nostro Paese dove già da tempo erano sbarcate, prima in Sicilia, poi a Napoli e infine ad Anzio. Gli alleati, con estrema facilità avevano travolto le esigue difese erette dagli italiani e per giunta queste erano anche mal gestite. L’avanzata progressiva delle forze alleate verso il nord dell’Italia, l’avvio di una resistenza armata e il cambio di fronte del governo monarchico spinsero Hitler a occupare in pochi giorni tutta la parte d’Italia non ancora in mano agli alleati: la Wehrmacht prese così il totale controllo di tutto il centro-nord appoggiandosi allo scarno e inaffidabile esercito repubblichino. 

 

Allo scopo, fa velocemente mettere in atto un piano di difesa e prima di tutto fa edificare la cosiddetta Linea Gotica per tentare di bloccare o quantomeno rallentare l’avanzata alleata e per fare questo incarica l’Organizzazione paramilitare Todt, detta anche O.T., che raggiungeva con le sue diramazioni tutta l’Europa occupata, compresa l’Italia, con più di 1.500 ditte costruttrici edili e circa 35.000 operai reclutati in parte volontariamente in parte a forza in loco. Fa quindi edificare, oltre alla Linea Gotica, anche moltissimi manufatti che vanno dagli enormi bunker alle difese antisbarco, dalle difese antiaeree a quelle anticarro e dalle piccole piazzole per mitragliatrici poste nei principali incroci stradali ai basamenti per i grandi radar tedeschi. È necessario sapere che questo tipo di radar era ancora alquanto primordiale e non era certamente paragonabile a quello che avevano in dotazione le forze alleate, molto più sofisticato. Infatti i tedeschi, pur conoscendo tutte le potenzialità di quel mezzo tecnico che negli ultimi anni aveva avuto un avanzato sviluppo tecnologico, non potevano utilizzarlo al meglio, non certo per mancanza di finanziamenti ma per mancanza di componentistica e di strumentazione tecnica all’avanguardia di cui al contrario si erano oramai dotati gli alleati. Già dal ‘42 questi primordiali radar erano stati installati sia in Germania che in tutta l’Europa occupata dai tedeschi.

 

Potevano usarlo solo come telemetro, cioè si limitavano a rilevare la distanza, l’altitudine e la direzione degli stormi di aerei bombardieri alleati in avvicinamento che in Italia decollavano dalla base di Foggia per andare a bombardare le industrie belliche in Germania e non solo”.

 

Delta del Po grande Patrimonio per l’Italia raccontato dalle Guide Ambientali Escursionistiche AIGAE , vere sentinelle del territorio. Sulle Dune fossili, paragonabili ad una piccola catena di piccole colline di sabbia possiamo vedere il litorale adriatico dell’epoca etrusca.  I Musei archeologici, le corti veneziane dei Papadopoli, dei Vèndramin, dei Pisani, raccontano la storia del Polesine.

 Non dimentichiamo che il delta del fiume Po è dal 1999 Patrimonio Unesco come estensione del riconoscimento conferito alla città di Ferrara nel 1995  ed oggi, grazie al suo alto valore ambientale è Riserva della Bisfera- nell’ambito del programma MAB dell’UNESCO.  Ad esempio è possibile visitare scavi e siti archeologici ad Adria e dintorni -  ha dichiarato Isabella Finotti, Consigliere Nazionale delle Guide Ambientali Escursionistiche Italiane ed esperta del Delta del Po – o lasciarci avvolgere dai profumi lungo i sentieri del Giardino Botanico Litoraneo di Porto Caleri. Oltre alla foce del Po è possibile osservare la foce dell’Adige, il secondo fiume in Italia per lunghezza, dopo il Po. Tanti i siti da vedere di persona nel cuore del Parco del Delta del Po Veneto come il Museo Archeologico Nazionale di Adria con reperti straordinari che vanno dal XIII secolo a. C. al periodo romano o ancora all’epoca dei paleoveneti, degli etruschi e dei greci, dei galli . Al suo interno abbiamo le ceramiche attiche, corinzie e rodiensi ma anche le espressioni etrusche  ed ancora anche corredi tombali greco – etruschi, gioielli in ambra, oro e pasta vitrea. Il periodo romano è documentato da ceramiche, vetri, oggetti d'uso e d'ornamento ai piedi della scala che porta al piano terra si colloca la viga, rinvenuta negli scavi del '38: davanti al cocchio i due cavalli aggiogati, dietro il cavallo da sella del guerriero. Nel museo sono esposte alcune delle più significative scoperte avute nel territorio polesano: dagli abitati preistorici di Canar a Castelnuovo Bariano, le ceramiche dell'età del bronzo di Marola e Canova, l'ambiente protovillanoviano di Mariconda e Villamarzana, ma soprattutto di Frattesina e quello greco - etrusco e paleoveneto di San Basilio. La visita al Museo di Adria si conclude con ciò che è stato restituito dal complesso di età imperiale di Corte Cavanella di Loreo (la Mansio Fossis nella Tabula Peutingeriana), e i corredi della necropoli di fondo Canotto, le coppe di produzione adriese in terra sigillata firmata da Lucius Sarius Surus”.

 

I colori della Primavera sul Delta del Po. San Basilio con ritrovamenti etruschi ed ancora il Museo dei Sette Mari. Le Golene, aree naturali di grande valore.

Le acque del grande Po scorrono lente verso il mare, chi in direzione nord, come il Po di Maistra, chi verso la grande foce ad Est, verso Pila; e chi come i rami del Po di Tolle, di Gnocca e di Goro decisamente scorrono verso Sud. Tutti i 5 fratelli  - ha proseguito Finotti - però sanno che si rincontreranno in Adriatico, il mare di "Adrias"  polis di origine Etrusca, ai giorni nostri  Adria.

E dalla polis, lungo stradine e argini si incontrano corti, palazzi, chiese, oratori e..ciminiere, che come sentinelle presidiano il territorio, quel territorio che con fatica e perseveranza l'Uomo ha addomesticato, o si illude di aver addomesticato.

 

Nel Parco del Delta possiamo entrare nel Centro Turistico San Basilio dove sono conservati i ritrovamenti più antichi come le ceramiche di uso domestico sia del periodo paleoveneto che etrusco, ritrovate in un abitato del VI – V secolo a.C.  Ma c’è la possibilità di ammirare anche ceramica fine da mensa, lucerne per l’illuminazione notturna di una villa romana portata alla luce a poche centinaia di metri dal Centro.

Tanti i musei ed i siti di grande valore come il Museo Regionale della Bonifica a Taglio di Po. Le idrovore, strumento fondamentale per la bonifica meccanizzata, oggi sono grandi esempi di archeologia industriale in grado di raccontarci il Polesine , la bonifica di questi territori .

 

C’è un Museo il cui tema è l’acqua, in un edificio nato in funzione dell’acqua . Questo museo si trova ad  Adria ed è il  Septem Maria Museum, il Museo dei Sette Mari una denominazione che Plinio il Vecchio diede a questi territori. Nel Parco del Delta c’è anche il Museo delle Api. Nel cuore del Parco del Delta del Po, poco distante da  Porto Viro sorge il paesino di Ca’ Cappellino, dove all’interno di una Scuola Elementare c’è il Museo delle Api con il Centro di Apicoltura.  Possiamo tranquillamente vedere una mostra – museo ma anche entrare nella sala di smielatura, locale idoneo all’estrazione, matyrazione ed invasettamento del miele. Ecco che è nato così il Miele del Parco del Delta del Po.  Ma nel Parco del Delta del Po abbiamo meravigliose Golene , spettacolari aree naturali lungo le sponde del Po di Maistra come la Golena Ca’ Pisani, ambiente di notevole importanza faunistica dove possiamo osservare la Garzetta, l’Airone cinerino, l’Airone bianco, l’Airone rosso, la Sgarza ciuffetto, il Cavaliere d’Italia, il Gruccione.  ed abbiamo la Golena di Panarella. Notevole è il suo valore paesaggistico ”.

Le spiagge dell’Adriatico, d’epoca etrusca, oggi possiamo vederle in una bella campagna.

Sulle dune fossili di Donada possiamo identificare addirittura quello che, in età etrusca, era l’antico litorale adriatico.  

 

Oggi l’antico litorale è in mezzo alla campagna – ha concluso Isabella Finotti -  e le dune fossili rimaste costituiscono uno degli ultimi residui di quel grande sistema di cordoni litoranei formatesi tra l’età pre etrusca e quella altomedioevale. Le Dune fossili di Porto Viro sono tra le uniche rimaste nella provincia di Rovigo assieme ai rettili dunosi di Rosolina e di Ariano nel Polesine. A Porto Viro troviamo anche il Centro Visitatori, mentre a Grillara di Ariano nel Polesine c’è la possibilità di entrare nel mondo della fantasia e della musica, grazie al Museo dell’Ocarina. Ecco che il Delta del Po rappresenta un mondo da scoprire, un grande patrimonio di tutta l’Umanità e per la nostra Italia. Aigae racconta l’Italia, il territorio da tutti i punti di vista per generare amore, sviluppo, turismo, valori sociali . Siamo le sentinelle del territorio e lo siamo da 25 anni”.

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI