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Videomessaggio del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni all'Assemblea Annuale 2023 di Confesercenti

Parla di "fiducia e di collaborazione" e si dice convinta che "è da qui che l'Italia deve e può ripartire. Dalla fiducia reciproca, dalla capacità di riscoprirsi parte di una comunità, di pensare ciò che si fa ogni giorno come parte di un progetto più grande, come parte di un progetto più alto". Giorgia Meloni, nel suo videomessaggio per l'Assemblea Annuale 2023 di Confesercenti, ricorda che si tratta di "un sentimento che in passato ha reso l'Italia ciò che è e che oggi noi dobbiamo saper recuperare, perché il governo potrà adottare le norme migliori del mondo, le più efficaci e le più giuste, ammesso che sia capace di farlo, ma tutto sarà inutile se gli italiani non sapranno riscoprire l'orgoglio di se stessi, la consapevolezza delle proprie capacita'".

Questo e il videomessaggio del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, all'Assemblea Annuale 2023 di Confesercenti  :   Saluto e ringrazio la Presidente De Luise, tutta la Confesercenti per questo invito. Mi spiace non essere riuscita ad essere con voi questa mattina a Venezia, città meravigliosa che, come si sa, amo molto, però non potevo far mancare il mio contributo in ogni caso alla vostra Assemblea annuale.

Prima di tutto voglio congratularmi con voi per l’idea che avete avuto di utilizzare il metaverso per l’evento di oggi. Scelta che dà la misura della capacità di Confesercenti e dei suoi associati di saper raccogliere, senza timori, senza pregiudizi, le sfide che il futuro ci mette davanti. È una caratteristica comune a tutto il mondo imprenditoriale italiano che ha consentito alle nostre imprese di affrontare cambiamenti epocali in questi anni. Penso su tutti all’avvento del commercio elettronico e alle grandi piattaforme online: un’innovazione che la pandemia ha contribuito ad accelerare in modo determinante e che, come tutti i cambiamenti, se non è adeguatamente governato, può portare insieme a grandi opportunità anche enormi rischi. È un cambiamento che è ancora in atto, sul quale è necessario dal mio punto di vista trovare un giusto equilibrio per fare in modo che il suo impatto sul nostro sistema economico e produttivo sia sostenibile. Certo, noi possiamo contare su due punti di forza: la capacità di fare rete dei commercianti e degli artigiani italiani e la straordinaria potenza del Made in Italy, un brand globale di cui i colossi del commercio non possono fare a meno e che nessun altro è in grado di eguagliare.

Nessun commercio elettronico o colosso del web potrà mai sostituire la funzione culturale e sociale che ricoprono i commercianti, gli artigiani, esercizi di vicinato. Voi siete dei presidi di sicurezza e di socialità, il principale antidoto alla desertificazione delle nostre strade, allo spopolamento dei nostri borghi. In questo compito non potete essere ovviamente lasciati da soli e noi siamo convinti che lo Stato debba fare la sua parte. A partire proprio dalla sicurezza, che è la precondizione per fare impresa e per permettervi di alzare ogni mattina la saracinesca della vostra attività. È il motivo per il quale questo Governo ha deciso di aumentare gli organici delle Forze dell’Ordine, di stanziare un miliardo e mezzo di euro per rinnovare i loro contratti, potenziare l’operazione ‘Strade sicure’ e riconoscere ai nostri uomini e alle nostre donne in divisa maggior strumenti per fare il proprio lavoro. E poi non solo sicurezza, ovviamente, ma anche grande attenzione ai nostri borghi, a chi decide di vivere e lavorare in collina e in montagna, nelle aree più interne della Nazione. Stiamo lavorando per prenderci cura di questi territori, che custodiscono la nostra identità più autentica che non devono essere lasciati indietro. Garantire risposte veloci, in termini di servizi, alle esigenze specifiche di ciascun territorio è una priorità per noi.

Essere al fianco di chi, come voi, rappresenta un pezzo importante dell’economia italiana vuol dire anche costruire un fisco alleato di chi produce e che non considera più un imprenditore, un commerciante, un artigiano come un evasore fino a prova contraria. Noi vogliamo cambiare approccio, vogliamo affermare una cosa semplice: il cittadino non è un suddito da vessare e il rapporto con lo Stato deve basarsi sulla fiducia e sulla collaborazione. È una visione che abbiamo declinato anche nella riforma fiscale che trova la sua attuazione concreta in alcune norme molto importanti. Penso, ad esempio, all’estensione del concordato preventivo ai contribuenti di minori dimensioni, titolari di reddito di impresa e di lavoro autonomo. È uno strumento che dà la possibilità di accordarsi preventivamente con il fisco sulle imposte da pagare, ed essere liberi da accertamenti per i due anni di durata dell’accordo che poi è rinnovabile. Un grande segnale di fiducia e di collaborazione. Perché io credo che è da qui che l’Italia deve e può ripartire. Dalla fiducia reciproca, dalla capacità di riscoprirsi parte di una comunità, di pensare ciò che si fa ogni giorno come parte di un progetto più grande, come parte di un progetto più alto. È un sentimento che in passato ha reso l’Italia ciò che è e che oggi noi dobbiamo saper recuperare. Perché il Governo potrà adottare le norme migliori del mondo, le più efficaci e le più giuste, ammesso che sia capace di farlo, ma tutto sarà inutile se gli italiani non sapranno riscoprire l’orgoglio di sé stessi, la consapevolezza delle proprie capacità.  Questa è in assoluto la sfida più grande che abbiamo davanti, e su questo, però, io sono certa che posso contare sul vostro contributo.

Grazie davvero per quello che rappresentate, per il lavoro che fate, per l’interlocuzione che avete garantito al Governo su tante materie che sono importanti per voi e per la nostra capacità di dare risposte ai cittadini e, ovviamente, buona assemblea!

Intanto il ministero degli Esteri, con una lettera inviata nei giorni scorsi all'ambasciata della Repubblica Popolare Cinese, ha comunicato che l'Italia non estendera la durata del memorandum sulla Via della Seta. Nessun commento da Palazzo Chigi, mentre, al question time, il ministro degli Esteri e vice premier Antonio Tajani, ha precisato: "A settembre in Cina ho sottolineato la volontà del governo di rilanciare il partenariato strategico, indipendentemente dalla nostra partecipazione alla Via della Seta".

"Io penso che si debbano mantenere e migliorare rapporti di cooperazione commerciale ed economica con la Cina ma che lo strumento della via della seta non abbia dato i risultati che erano attesi".A dirlo è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in visita agli stand della Fiera dell'Artigianato rispondendo a chi gli chiedeva un commento sull'uscita dell'Italia dalla Via della Seta.

"Beh, ti credo, l'aveva sottoscritta, dopodiché Conte ci deve spiegare la ragione per la quale noi siamo l'unica nazione che ha aderito alla Via della Seta, ma non siamo la nazione che ha gli interscambi maggiori con la Cina, anche tra economie europee".

 

Fonte Pal.Chigi Comunicazione 

 

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