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Mercoledì, 29 Giugno 2022

Brunetta a Renzi, Italicum entro Pasqua o salta il patto

'Noi a Renzi abbiamo dato ampio credito'' e per credere ''davvero'' che ha cambiato il Dna del Pd ''vorremmo sentirgli dire qualcosa sulla Giustizia''. ''Per noi è dirimente, è un fatto politico''. Lo ha detto il consigliere politico di Berlusconi, Giovanni Toti, parlando a Tgcom24

"Noi chiediamo a Renzi, se vuole mantenere la parola, se vuole mantenere i patti, di approvare la riforma elettorale prima di Pasqua, altrimenti casca l'accordo con Berlusconi, con Forza Italia". Lo afferma il capogruppo FI alla Camera, Renato Brunetta, a Skytg 24.

"La riforma della legge elettorale è ferma da tre settimane al Senato e non è stata ancora consegnata alla Commissione Affari Costituzionali
competente. Se è in grado Renzi approvi la riforma elettorale, così com'è stata approvata dalla Camera, prima di Pasqua, se non è in grado, non ha i numeri per farlo, ne tragga le conseguenze, magari anche con le sue dimissioni", presegue Brunetta.

Mentre, in merito alla riforma del Senato, il capogruppo Fi alla Camera sottolinea: "La riforma del Senato è stata approvata lunedì scorso dal Consiglio dei ministri, ma quella riforma non è stata consegnata agli uffici competenti di Palazzo Madama, il che vuol dire che non esiste ancora, che ci stanno ancora lavorando".

Berlusconi ha accettato di fare le riforme assieme a Renzi, riforme che Berlusconi vuol fare dal 1994 per fare cose utili al Paese ma che siano riforme serie e fatte bene". Lo afferma Giovanni Toti, consigliere politico di Silvio Berlusconi. Sulla riforma del Senato, in particolare, Toti sottolinea: "La vogliamo scrivere decentemente invece che su un folgio a quadretti, dove la Lombardia ha gli stessi rappresentanti della Val d'Aosta ? ". Per Toti, comunque, "i paletti" della riforma restano: "Riduzione dei costi e dei parlamentari e fine del bicameralismo perfetto". Ma, evidenzia, "o facciamo una cosa seria o il Senati lo aboliamo".

Le riforme annunciate dal premier Matteo Renzi rischiano uno stop vista la decisione che il tribunale di sorveglianza di Milano prenderà il prossimo 10 aprile nei confronti di Silvio Berlusconi?  "Mi auguro davvero di no", ha risposto Dario Nardella, vicesindaco di Firenze e deputato dimissionario Pd, interpellato dai giornalisti a margine dell'inaugurazione di alcuni cassonetti interrati in piazza Nazario Sauro a Firenze. "Quando Berlusconi e Forza Italia hanno preso un impegno, siglando un patto con il Pd e le altre forze davanti al Paese, sapevano bene quali fossero i destini giudiziari del loro leader", ha spiegato Nardella, sottolineando che "siamo convinti che l'interesse del paese venga prima di qualunque altro interesse personale, anche di grandi e rilevanti politici.

E' davvero in gioco una sfida storica, decisiva per il nostro Paese, che è quella di avere istituzioni che funzionino". A chi gli chiedeva se ci sarebbe stato un nuovo vertice Renzi-Berlusconi, Nardella ha risposto dicendo che "non sono in grado di dire se ci saranno nuovi incontri".

"Non è più sopportabile vedere un Parlamento dove due Camere fanno esattamente le stesse cose: io l'ho visto da deputato prima di dimettermi, siamo inefficienti, siamo costosi, ma soprattutto non siamo al passo con i nostri cittadini e con il cambiamento rapido dell'economia e della società". Lo ha detto Dario Nardella, vicesindaco di Firenze e deputato dimissionario Pd, interpellato dai giornalisti a margine dell'inaugurazione di alcuni cassonetti interrati in piazza Nazario Sauro a Firenze. Secondo Nardella "la politica deve correre alla velocità dei suoi cittadini, altrimenti finisce soltanto per essere un peso". Il vicesindaco fiorentino, parlando delle riforme annunciate dal premier Matteo Renzi, ha affermato che ci sono "tante forze, sia a Roma che a Firenze, che hanno una gran voglia di fermare il cambiamento che è partito. Noi siamo qui per fare in modo che invece il cambiamento continui e semmai vada anche più rapido".

Forza Italia vuole le riforme vere, non il prendere o lasciare di Renzi su una riforma che non abolisce il Senato ma lo trasforma in un nuovo Cnel, mentre quella elettorale potrebbe già essere legge ma è rinviata alle calende greche. Renzi e i suoi ministri non prendano in giro gli italiani con annunci e promesse che sanno di non poter mantenere per il sabotaggio dei loro stessi parlamentari, si confrontino invece sulle nostre proposte che hanno l'obiettivo di dare al Paese una politica più efficiente e meno costosa". Lo afferma la senatrice Anna Maria Bernini, vice presidente vicario di Forza Italia a palazzo Madama.

Una maggioranza di riserva per le riforme istituzionali se Fi dovesse far saltare il patto del Nazareno con il Pd ? "Il punto è la riforma di Renzi - dice a Radio Radicale la capogruppo di Sel al Senato Loredana De Petruis - se Renzi cambia schema di riforma ci può essere una maggioranza diversa, ma l'idea che ci possa essere una maggioranza diversa e quindi anche i voti di Sel, e magari qualche ex 5 Stelle, su quel progetto di riforma del Senato di Renzi ad oggi non è dato. Stiamo lavorando su un'altra idea, quella di un forte Senato elettivo molto ridotto nei numeri, 150 senatori e 450 alla Camera, una riduzione forte dei due rami del Parlamento, ma con un Senato con forti funzioni di garanzia, è lo stesso schema presentato dal senatore Chiti"

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, ha ricevuto questa mattina, a Palazzo Chigi, una rappresentanza del movimento dei "Forconi", guidata dal portavoce Mariano Ferro. "Durante l'incontro, che ha fatto seguito all'impegno preso dal Presidente Matteo Renzi durante la sua visita a Siracusa, il sottosegretario Delrio - si legge in una nota di Palazzo Chigi - ha ascoltato le richieste della delegazione, focalizzate in particolare sulla tutela dei prodotti 'made in Italy' dalla contraffazione e sull'allarme destato dal numero crescente dei procedimenti esecutivi che investono le piccole imprese. Il sottosegretario Delrio ha assicurato l'interesse del governo nel vigilare sulla riconoscibilità delle produzioni italiane e si è impegnato a verificare la possibilità di dar seguito alle altre richieste".

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