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Sabato, 22 Gennaio 2022

La Raggi al Pronto Soccorso per un malore

La sindaca di Roma Virginia Raggi si trova in ospedale a Roma per alcuni accertamenti in seguito ad un malore avuto stamani. La sindaca è al San Filippo Neri e si sta sottoponendo a verifiche mediche.

"Sono stati eseguiti gli accertamenti necessari. Le condizioni della sindaca sono in netto miglioramento e sarà mantenuta in osservazione e valutata la dimissibilità nelle prossime ore". Queste le condizioni di salute della sindaca Virginia Raggi secondo quanto emerso dal bollettino medico emesso dall'ospedale San Filippo Neri.

Oggi certi giornali sportivi davano la notizia che Pallotta  venderebbe la Roma se non si fa lo Stadio ma ieri alla trasmissione di Antonio de Bartolo Orazi e Curiazi alla Gold tv il Sindaco di Fiumicino in una intervista telefonica con il conduttore  ha dichiarato che ha proposto alla A.S Roma due giorni fa che candida il Fiumicino per la realizazione dello stadio della squadra e che potrebbe essere tutto finito in sette mesi....

L'incontro in Campidoglio sullo stadio della Roma, a quanto si apprende, è slittato di qualche ora e dovrebbe iniziare alle 18:30-19 anziché alle 16. Il motivo sarebbe la volontà della sindaca di Roma Virginia Raggi di parteciparvi, visto il rilievo della riunione.

La sindaca, pur occupandosi direttamente del dossier, non è stata mai presente agli ultimi incontri col club dove il Campidoglio è stato rappresentato dal vice sindaco Luca Bergamo, dal presidente d'Aula Marcello De Vito e dal capogruppo M5S Paolo Ferrara.

Il vecchio ippodromo di Tor di Valle sorge al centro di una distesa di verde, che costeggia il Tevere. È qui, a pochi minuti di macchina dall’Eur, che l’imprenditore James Pallotta e il gruppo del costruttore Luca Parnasi, vogliono costruire il nuovo stadio della Roma, con annesso un Business Park. 

Intanto guerra di sondaggi sullo stadio della Roma alla vigilia dell'incontro tra la società e il Campidoglio. Incontro che potrebbe essere quello definitivo e che, secondo i rumors, potrebbe portare a ricominciare l'iter dall'inizio, con un cambio anche di location, per scelta dell'amministrazione capitolina. La tensione sale a tal punto che proprio quando viene diffuso un sondaggio Ixè, presentato ad Agorà (Raitre), secondo cui il 62% degli elettori totali e il 63% di quelli del Movimento 5 Stelle dice "no" al nuovo stadio della Roma, la società balza sulla sedia, si attacca al telefono e replica con un altro sondaggio in suo possesso: "Non serve una consultazione su scala nazionale, vanno interpellati i romani".

Così viene tirato fuori un sondaggio di pochi giorni, realizzato da Lorien Consulting, e commissionato da Unione Tifosi Romanisti Onlus (U.T.R.), secondo cui il 61% dei cittadini della Capitale sostiene la realizzazione dello stadio della Roma a Tor di Valle. L'ok dei romani arriva anche per ambiente e decoro: per il 59% ci sarà riqualificazione urbanistica. Per il 57% il progetto porterà nuovi posti di lavoro e secondo due abitanti su tre e molto forte è la convinzione per il rilancio economico. La ricerca è stata condotta su un campione rappresentativo di 800 intervistati. La società si sta giocando le ultime carte a sua disposizione per convincere l'amministrazione capitolina ad andare avanti con la delibera attualmente approvata, cioè quella di Tor di Valle facendo leva sul consenso dei romani.

Da quanto emerge dalla rilevazione, l’argomento del nuovo stadio dell’As Roma e delle relative opere infrastrutturali è uno dei temi più seguiti in città, conosciuto dalla quasi totalità degli abitanti romani: il 94% degli intervistati ha infatti dichiarato di conoscere il progetto e di averne sentito parlare.

Analizzando il giudizio espresso dai tifosi della Roma sul progetto, si rileva un’opinione positiva ancor più marcata, con percentuali di approvazione molto alte. L’86% dei sostenitori intervistati ritiene che la realizzazione dello stadio creerà nuovi posti di lavoro, il 75% che porterà benefici economici per la città, mentre il 79% ritiene che Roma debba avere uno stadio all’altezza del calcio internazionale.

L’ippodromo, celebre per essere stato il set del film Febbre da Cavallo, è stato progettato dall’architetto Julio Lafuente per le olimpiadi del 1960. Dopo cinquant’anni di corse, nel 2013 ha chiuso i battenti ed è stato acquistato da Parnasi. Oggi la struttura cade a pezzi e tutt’intorno sembra una discarica a cielo aperto. Per arrivarci bisogna passare in mezzo a cumuli di immondizia, materiale edile, masserizie, motorini abbandonati e piccoli insediamenti di nomadi.

Intanto, il Campidoglio sarebbe pronto a bloccare, in via cautelativa, la delibera ereditata dalla giunta Marino, che stabilisce la pubblica utilità dello stadio della Roma, per il venir meno dell’interesse pubblico e alla luce delle criticità emerse, con riferimento al vincolo della soprintendenza. Mentre è slittato a venerdì l'incontro che era in programma oggi tra Campidoglio, As Roma e Eurnova, proponenti del progetto per il nuovo stadio della Roma. La strada per la costruzione dello stadio a Tor di Valle appare, quindi, sempre più in salita

Nonostante lo stato di degrado in cui versa l’edificio, il 18 febbraio scorso Margherita Eichberg, soprintendente all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma, ha avviato un procedimento “di dichiarazione di interesse particolarmente importante del manufatto Ippodromo di Tor di Valle". Praticamente, l’anticamera del vincolo sulla vecchia tribuna e sull’area circostante. Vincolo che costringerebbe i proponenti del progetto a dire addio alla costruzione di centri commerciali e grattacieli. La Roma ha subito promesso battaglia contro la decisione della soprintendenza e del Mibact, annunciando di voler percorrere “ogni possibile azione a tutela del progetto”. E martedì, in un tour organizzato dalla società all’interno dell’Ippodromo di proprietà di Parnasi, l’architetto Roberto Della Seta e l’urbanista Remo Calzona, hanno definito "surreale" la proposta di vincolo su un impianto sportivo ormai ridotto ad un rudere, con le tribune pericolanti e le stalle ricoperte dall’amianto.

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