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Venerdì, 19 Aprile 2019

Juncker fa mea culpa: «Austerity avventata e Ue poco solidale con la Grecia»

Juncker fa autocritica sul rigore europeo: durante la crisi del debito «c'è stata dell'austerità avventata, ma non perché volevamo sanzionare chi lavora e chi è disoccupato: le riforme strutturali restano essenziali», ha detto il presidente della Commissione Ue nel suo intervento in aula a Strasburgo per la celebrazione dei vent'anni dell'euro.

«Mi rammarico di aver dato troppa importanza all'influenza del Fondo monetario internazionale. Al momento dell'inizio della crisi - ha ricordato Juncker - molti di noi pensavano che l'Europa avrebbe potuto resistere all'influenza del Fmi. Se la California è in difficoltà, gli Stati Uniti non si rivolgono» al Fondo monetario internazionale e «noi avremmo dovuto fare altrettanto».

Il mea culpa di Juncker prosegue sulla Grecia: «Non siamo stati sufficientemente solidali con la Grecia e con i greci» durante la crisi del debito. «Mi rallegro di constatare che la Grecia, il Portogallo ed altri Paesi - ha aggiunto - hanno ritrovato se non un posto al sole», almeno «un posto tra le antiche democrazie europee».

Pero possono fare tutti i mea culpa che volete ma si capisce il danno fatto alla Grecia  in questa intervista fatta dal giornale Investireoggi.it con il Prof Konstantinos Voudouris docente in diversi istituti privati di preparazione universitaria, e parla sulla situazione economica in Grecia . Lui risponde alle domande del Gionale on line cosi :

I creditori della Grecia hanno spazzato via il default sotto il tappeto con il taglio dei bond ellenici del 2012. Il rischio di un nuovo devastante default è sopito, ma esiste. L’FMI crede che il debito possa essere reso sostenibile da alti avanzi. Ma la Grecia ha bisogno di un taglio almeno del 30% per avere la possibilità di ripagare il suo debito esplosivo. Questo il primo passo. Il secondo è la necessità di maggiori tassi di crescita per ravvivare l’economia e inevitabilmente le entrate fiscali, nonché per ridurre il bisogno di nuovi prestiti. Ma alti avanzi al 3,5% del pil sono un errore fatale.  Angela Merkel è ormai fuori dalle scene e dai riflettori e il suo sostegno per Tsipras appare simbolico. L’austerità fiscale nell’Eurozona si alimenta della cattiva struttura dell’area, in quanto si tratta di una unione monetaria sostanzialmente basata sul marco tedesco, non su una singola moneta per tutti gli stati aderenti, non è un’unione ottimale. Angela Merkel è stata in questi anni la vera dea Ira della mitologia greca per l’austerità, ma ci attende il cambiamento di questa Eurozona morta.

Sono fortemente convinto che il caos politico in Grecia sia poco importante. Gli analisti prevedono che sarà centrato il numero magico di 151 deputati per assicurare la poltrona a Tsipras. Ma Syriza non ha possibilità di rivincere, il suo tempo sta per volgere al termine  

Concludendo il prof.Voudouris la sua intervista al giornale investire oggi  il debito privato, unitamente a quello pubblico, è il principale problema della Grecia. Gli NPL frenano la concessione di nuovi prestiti e le famiglie sono sovraindebitate. Le banche sono riluttanti a incrementare l’offerta di prestiti. Il moltiplicatore monetario sta scendendo, ciò significa che l’offerta di moneta cresce a tassi inferiori. Un euro portato in banca genera solo 1,46 euro per l’economia contro gli oltre 2 euro di 7 anni fa.

Intanto  «Luigi Di Maio viene davanti al Parlamento europeo senza entrarci, critica l'Europarlamento, critica Strasburgo... Inizio di campagna o dichiarazione di guerra alla democrazia europea?». «La Francia - aggiunge- è fiera di Strasburgo capitale europea».  

«Quella di Strasburgo è una sede che si usa 40 giorni l'anno - ha attaccato Di Maio - una marchetta alla Francia, un favore che non serve nulla e che costa un miliardo di euro l'anno. Basta una sola sede a Bruxelles, quella a Strasburgo va chiusa».
È di nuovo scontro tra la Francia e l'Italia dopo che il vicepremier Luigi Di Maio, arrivato in auto a Strasburgo insieme ad Alessandro Di Battista, ha detto che la sede Ue francese va chiusa perché non è altro che una marchetta a Parigi. Gli risponde la ministra francese per gli Affari Europei, Nathalie Loiseau: «Siamo fieri di Strasburgo».

Ma i problemi non finiscono cosi oggi dopo aver chiuso le contrattazioni di ieri con un calo in Borsa del 10% circa, riavvicinando l'istituto, il cui azionista di maggioranza è il ministero del Tesoro dopo la complicata azione di salvataggio degli anni scorsi, ai minimi storici, oggi Mps cede ancora terreno e trascina in rosso tutti i titoli del comparto. "Può un'istituzione non politica prendere con leggerezza decisioni che influiscono profondamente sulla vita e i risparmi dei cittadini?", si chiede Matteo Salvini denunciando "l'atteggiamento prevaricatore" dell'istituto di Francoforte .

La mossa della Bce arriva in un momento particolarmente delicato per il settore bancario italiano, già sotto pressione per il caso di Carige. Per Salvini "il nuovo attacco della vigilanza della Bce" al nostri sistema è la dimostrazione plastica del fallimento di quell'unione bancaria, voluta dall'Unione europea e votata dal Pd. "Non solo non ha reso più stabile il nostro sistema finanziario - accusa il vicepremier leghista - ma causa instabilità, colpendo i risparmi dei cittadini e un sistema bancario, come quello italiano, che aveva retto meglio di tutti alla grande crisi finanziaria del 2008". 

Per Salvini, "l'atteggiamento prevaricatore" di Francoforte non solo "scavalca aggravandole le recenti decisioni della Commissione" ma rilancia il tema dei poteri di questa istituzione non politica che prende "con leggerezza decisioni che influiscono profondamente sulla vita e i risparmi dei cittadini". "Indipendenza non vuol dire irresponsabilità", incalza il leader leghista invocando, a questo punto, "assoluta trasparenza" da parte della Bce. "Questa trasparenza è necessaria per scacciare il dubbio che la Bce faccia un uso politico dei poteri che le sono attribuiti - conclude - l'ennesimo intervento a gamba tesa della Bce può creare un danno all’Italia da 15 miliardi  

Ieri la Banca centrale europea è tornata a farsi sentire sui fronte dei crediti deteriorati di Mps. Lo ha fatto raccomandato nuovamente la svalutazione totale sia dei nuovi flussi di npl sia degli stock di crediti deteriorati in essere. Per farlo Mps ha tempo fino al 2026. Entro sette anni dovranno aver applicato alla lettera ill cosiddetto addendum che prevede l'azzeramento a bilancio del valore dei crediti non performanti dopo un determinato periodo, a seconda delle garanzie. La mossa dell'Eurotower ha messo sotto pressione tutto il settore perché sui mercati finanziari si è subito diffusa l'opinione che la Bce possa utilizzare un approccio più o meno severo a seconda dei casi. Secondo gli analisti di Equita, sentiti dall'agenzia Agi, quello che si è delineato con Mps rappresenta, infatti, per le banche italiane "un pericoloso precedente".

 

 

 

 

 

 

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