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Venerdì, 03 Febbraio 2023

Berlusconi, il tempo delle ipocrisie deve finire

Non è pensabile nessuna ipotesi di slittamento" del voto sulla decadenza di Berlusconi da senatore: "vanno rispettati il regolamento e le procedure ed è inutile che il Pdl cerchi alibi per nascondere l'unica certezza che è quella condanna definitiva di Berlusconi per frode fiscale". Lo ha ribadito il responsabile Giustizia del Pd, Danilo Leva

Il tempo delle ipocrisie, delle parole dolci verso Silvio Berlusconi, ma degli atti ostili nei suoi confronti, deve finire. Altrimenti il rischio non è che si voglia "guastare la festa" al presidente Berlusconi, ma che si voglia "fargli la festa"". E' quanto afferma in una nota il deputato Pdl Raffaele Fitto rivolgendosi ad Angelino Alfano. 'Mentre Alfano descrive sul "Corriere della Sera" un quadro unitario, sereno, nel quale non sembrano esservi ombre (semplicemente perché il vicepremier sceglie di eludere i nodi di fondo), altri a lui vicini, contemporaneamente, si incaricano di chiarire lo scenario: Berlusconi deve di fatto mettersi da parte (al di là dei consueti omaggi formali); il Governo deve essere sostenuto "a prescindere"; il voto sulla decadenza, al di là di qualche lacrima di coccodrillo, non deve produrre conseguenze; quanto alla legge di stabilità, sarà quel che sarà", prosegue Fitto. "E' il momento di dire con assoluta chiarezza che noi riteniamo inaccettabile questo approccio", aggiunge. "Non crediamo che Berlusconi debba mettersi da parte, perché è stato scelto (lui, non altri) da milioni di elettori; non crediamo che un partito serio possa mai permettersi di accucciarsi davanti a un esecutivo, rinunciando a posizioni chiare; non crediamo che il voto sulla decadenza possa essere considerato un evento scontato e quindi da subire come se nulla fosse; e non crediamo - sottolinea - che si possa tradire il patto con i nostri elettori accettando il ritorno delle tasse sulla casa". "E riteniamo che sia ormai un vero e proprio "metodo buffo" che si continui a parlare di "metodo Boffo" da chi , da sempre, ha avuto solo onori, ruoli e trattamento in guanti bianchi. "E se un "metodo" va quindi denunciato, è quello di chi, tra una riunione di corrente e l'assenza alle riunioni ufficiali di partito, vuole solo guadagnare tempo per realizzare un percorso alternativo rispetto a Silvio Berlusconi, ai nostri programmi e ai nostri elettori", conclude.

Confidiamo che ci siano le condizioni per andare insieme a fare una scelta unitaria e condivisa attorno a Berlusconi". Così Angelino Alfano, a "La telefonata" (Canale 5). "Noi siamo tutti frutti o rami dell'albero berlusconiano. Non accettiamo paragoni che non ci appartengono per storia, biografia e anche per rapporto con Berlusconi, perché con lui abbiamo un rapporto di grande affetto e un vincolo non paragonabile a quello di altri", ha aggiunto Alfano sul paragone con Fini.

Far cadere Letta per la decadenza di Berlusconi? "In ogni caso dopo sarebbe peggio", perché o si farebbe un "governo di sinistra-sinistra" all'opposto delle posizioni Pdl o si andrebbe al voto "senza il nostro campione, Silvio Berlusconi, che sarà incandidabile", ha spiegato Alfano a "La telefonata". Alla domanda su come si faccia a rimanere alleati con chi fa decadere Berlusconi, Alfano replica: "Il punto è uno: una volta che sarà avvenuta la reazione facendo cadere il governo a seguito di una ingiusta decadenza, perché applicata in modo retroattivo una norma che non può esserlo, subito dopo che si fa? Si fa cadere la legislatura e andiamo al voto senza il nostro campione, Silvio Berlusconi, che sarà incandidabile? Oppure la legislatura prosegue con un governo di sinistra-sinistra? In tutti e due i casi, sarebbe peggio dello stato attuale. Un governo di sinistra-sinistra abbasserebbe il livello dei contanti, farebbe un attacco ulteriore al patrimonio privato e alla casa, farebbe delle nostre frontiere, per l'immigrazione, delle frontiere-gruviera. Se finisse la legislatura, invece, non potremmo schierare Berlusconi".

"Se si vuole ragionare per poter evitare uno scontro, questo Consiglio nazionale dovrebbe essere annullato, ma allo stato attuale non ho sentito cose di questo tipo". Così Fabrizio Cicchitto del Pdl ospite di Omnibus su La7, aggiungendo che in ogni caso non si può "smontare" il Pdl per mettere Berlusconi da solo al comando e poi rinviare il nodo governo al 27, perché sarebbe "un imbroglio". Quanto a un rinvio del voto sulla decadenza, sottolinea che si sono già guadagnati due mesi grazie ai "governativi", ma nessuno gliene dà atto. "Nessuno - dice - può pensare di fare il furbo e cioè fare il Cn, smontare il Pdl, fare un partito con a guida un uomo solo e risolvere il problema del rapporto governo-decadenza il 27: questo sarebbe un percorso impossibile, un falso compromesso, un imbroglio". "Se il contesto del Consiglio Nazionale segna un'intesa politica e si fa un dibattito e un confronto normale è un conto, ma se le cose restano al punto in cui stanno, con le ultime dichiarazioni di Berlusconi, allora le cose sono molto più complicate", ha ribadito. Per Cicchitto "per il bene di Berlusconi e del paese bisogna tenere in piedi questo Governo, fare le riforme istituzionali e la riforma elettorale, realizzare un politica economica per la crescita, con tutti i vincoli di un Europa arcigna, dopodiché nel 2015 andare al voto. Se si butta tutto per aria e si fa la crisi di Governo non si sa cosa ne viene fuori: nei migliore dei casi un Governo di scopo senza di noi per fare una legge elettorale rispetto alla quale noi non potremmo dire nulla, con un paese che ci metterebbe in conto la crisi finanziaria che ne verrebbe e nessun vantaggio per Berlusconi". Alla domanda se pensa che Alfano stia cercando di posticipare il voto sulla decadenza, Cicchitto osserva che "per chi ha seguito i lavori parlamentari al Senato sa che la decadenza doveva essere dichiarata addirittura a ottobre, se non a settembre, e che se è arrivata così in là, è il frutto di un'azione fatta senza proclami dall'ala governativa e specialmente dal presidente Schifani: si sono guadagnati 2 mesi ma di questo non è stato dato atto per niente".

 

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