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Mercoledì, 29 Giugno 2022

La Beethoven porta in Cattedrale grandi concertisti

Conc.Orch.Stillo-G.Santo-D.Gentile 5

Una serata all’insegna dei grandi avvenimenti è stata quella che abbiamo vissuto, organizzata dalla Società Beethoven di Crotone, con l’orchestra “O.Stillo” e la presenza di solisti famosi come il trombettista Gino Santo, la pianista Daniela Gentile e il violinista Giuseppe Arnaboldi.

Un’orchestra, quella dell’Orfeo Stillo, che con la sua ormai decennale esperienza riesce a creare un clima artistico di grande coesione e di grande simbiosi anche nell’affrontare,con solisti inseriti nel panorama internazionale, programmi non facili e di notevole impegno interpretativo.

Il programma comprendeva infatti:A.Vivaldi- “Concerto in Sol Magg.”(“Alla Rustica”), J.Massenet- “Meditazione da Thais” per tromba e orchestra, M.Bruch - “KolNidrei op. 47”   per tromba e orchestra , A.Vivaldi-   “Primavera”da “le quattro stagioni” , D.Shostakovich- “Concerto per pianoforte, tromba e orchestra, A.Vivaldi-“Inverno”da “Le Quattro Stagioni”, S.Rachmaninoff- “Vocalise”per tromba e orchestra, P.Mascagni -Intermezzo da “Cavalleria Rusticana” per tromba e orchestra.Suono fascinoso e aristocratico, insieme,levicato e dialogante, che spingono a sentire e risentire quegli attacchi così decisi e quell’articolazione quasi astratta ma mordente dei solisti, che si fondevano e amalgamavano con un suono duttile e mai supponente dell’orchestra, che evidentemente si fida del braccio e delle idee del Direttore.

Una cantabilità quella della tromba di Gino Santo, che in Racmaninoff (“Vocalise”) ha saputo cogliere il vero creatoredel Lied in Russia, mentre MaxBruch - “KolNidrei op. 47”, mirabilmente sostenuto da un pianismo incisivo e lucido dell’artista Daniela Gentile, ha colto e trasmesso un Romanticismo nostalgico, sensibile al fascino della melodia e al garbo dell’armonia.

Conc.Orch.Stillo-G.Santo-D.Gentile 9

Due brani nati per essere eseguiti su altri strumenti così come “Thais” di Massenet ed Intermezzo di “Cavalleria Rusticana” , che gli artisti hanno saputo coglierne e trasmetterne l’essenza vera della loro potenza evocativa.

Un Vivaldi all’insegna della sempre viva rivelazione è stata quella eseguita dal violinista Arnaboldi nelle due Stagioni (“Primavera” – “Inverno”) dove con una tecnica sicura e brillante ha messo in luce un lirismo vivaldiano di cui si cercherebbe invano traccia nei concerti degli altri suoi contemporanei.

Una serata artistica veramente molto bella e ricca di grandi sensazioni che non mancherà di essere ricordata, nella quale il pubblico numerosissimo che gremiva il Duomo di Crotone, ha saputo rendere doveroso omaggio a solisti e orchestra con calorosi e sentiti applausi.

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