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Sabato, 16 Ottobre 2021

Ungheria, via libera a referendum su piano Ue

Il Parlamento ungherese intanto ha approvato il referendum proposto dal governo sul piano dell'Ue per il reinsediamento dei rifugiati in base ad un sistema di quote. La consultazione, che per essere valida dovrà registrare un affluenza superiore al 50% degli aventi diritto, è prevista per il prossimo ottobre e sarà articolata nella domanda 'Vuoi che l'Ue prescriva l'insediamento obbligatorio di cittadini non ungheresi in Ungheria, anche senza il consenso del parlamento?'. Secondo il premier Viktor Orban, il "no" al referendum sarà "a favore dell'indipendenza dell'Ungheria".

Il governo tedesco vuole portare avanti i controlli alle frontiere con l'Austria, avviati a settembre, fino a quando la protezione dei confini esterni dell'Ue non sarà migliorata. Lo ha affermato in uno statement a Berlino il ministro dell'Interno tedesco Thomas De Maiziere.

Intanto la coalizione di Angela Merkel sta perdendo consensi. A renderlo noto è la Bild-Zeitung, che riprende un sondaggio promosso dalla Insa, un istituto che si occupa di sondaggistica.

I dati emersi mostrano come la Union (Unione di dei partiti Cdu e Csu presieduta dalla Cancelliera) vanti del consenso del 30per cento dei tedeschi; la Spd, il partito di Centrosinistra che è in coalizione con la Union, si ferma a 19,5. Alla Grande Coalizione di governo viene quindi attribuito il 50per cento dei consensi totali.

Questi numeri mostrano come la maggioranza stia vivendo una profonda emorragia di voti. Alle ultime elezioni nazionali la Grande Coalizione aveva raccolto il 67per cento dei voti. Il 17per cento dei consensi perduti sembrerebbe essere finito principalmente a favore di Alternative fuer Deutschland, partito euroscettico che nel 2013 era appena nato e al quale oggi vengono attribuiti il 15per cento dei consensi, classificandosi come terzo partito nazionale subito sopra ai Verdi (13per cento). Ulteriori partiti non superano il 4per cento a livello nazionale.

La perdita di consensi della maggioranza era ampiamente prevedibile. Un forte indicatore in tal senso erano state le elezioni regionali che avevano mostrato un forte calo ei partiti storici.

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