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Martedì, 11 Dicembre 2018

E' Sergio Mattarella il candidato del Pd alla presidenza della Repubblica

E' Sergio Mattarella il candidato del Pd alla presidenza della Repubblica. Matteo Renzi ufficializza il nome del giudice della Corte Costituzionale all'Assemblea dei grandi elettori del Pd ai quali chiede anche un voto che sigilli la scelta. "Non possiamo fallire" dice il premier invitando tutti all'unità ma sul nome del 'padre' della riforma elettorale del '93 si sommano i consensi del centrosinistra. Arriva l'ok di Pier Luigi Bersani, Anna Finocchiaro e Piero Fassino, ma anche quello di Nichi Vendola. E Pippo Civati fa sapere che lo voterà dal quarto scrutinio.  Insomma, si tratta di un nome che sulla carta compatta il Pd e sul quale i numeri sembrerebbero poter esserci anche senza il 'soccorso azzurro'.

Forza Italia - pressata dai Dem - ancora non scioglie la riserva. Silvio Berlusconi prende tempo e si dedica allo shopping. Incontrerà nel primo pomeriggio Angelino Alfano e deciderà con Ncd l'atteggiamento da tenere.

Un nome che ricompatta il Pd con i sì che arrivano dalla minoranza, ma anche da diversi esponenti Dem considerati 'papabili' per il Colle più alto, da Anna Finocchiaro a Pier Luigi Bersani a Piero Fassino. Con Romano Prodi che si chiama fuori sottolineando di non voler essere "un nome divisivo".

Renzi in mattinata ha riunito il vertice del Pd a Palazzo Chigi e ha incontrato, poco prima, anche Raffele Cantone, pm, responsabile dell'autorità anti-corruzione che è tra i nomi sui quali i cinquestelle si stanno esprimendo per le Quirinarie sul web. Un incontro che potrebbe dunque essere considerato anche in chiave di pressing del leader Pd nei confronti di Silvio Berlusconi che ancora non sarebbe del tutto convinto sul nome del giudice della Corte Costituzionale.

Intanto Romano Prodi si chiama fuori sottolineando di non volere che il suo nome sia divisivo e l'ok a Mattarella arriva anche da Pierluigi Bersani, Anna Finocchiaro e dal leader di Sel Nichi Vendola.

"Se tutti sono responsabili ce la si fa comunque". Così Pier Luigi Bersani in Transatlantico a proposito della candidatura di Sergio Mattarella. "Berlusconi? - ha aggiunto - Farà quello che vuole, noi abbiamo già tanti problemi...".

"Io posso essere un segno di contraddizione ma non voglio essere uno strumento di divisione". È quanto dichiara Romano Prodi con riferimento alla elezione alla Presidenza della Repubblica.

"Il percorso scelto dal Segretario Pd per arrivare alla scelta del candidato al Quirinale mi sembra corretto e positivo. Se il segretario indicherà il nome di Matterella all'assemblea dei grandi elettori Pd troverà tutto il partito unito su questo nome che saprà garantire le nostre istituzioni e la nostra democrazia".

Oggi alle 15 a Montecitorio si comincia a votare per il presidente della Repubblica Ieri Renzi ha visto Bersani e Berlusconi. Pd e Forza Italia al primo scrutinio voteranno scheda bianca, Lega e Fratelli d'Italia Vittorio Feltri. I Cinquestelle scelgono su internet il loro candidato su una rosa di 9: fra loro anche Prodi e Bersani

Renzi ha incontrato questa mattina presto, a quanto si apprende, anche il presidente dell'Autorità anticorruzione Raffaele Cantone Il nome del magistrato è girato nei giorni scorsi tra i possibili candidati al Quirinale.

Ieri in serata il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, all'uscita dalla Camera aveva affermato che per il voto "si parte" dal nome di Sergio Mattarella e "si arriva" a Mattarella. Guerini aveva incontrato alcuni esponenti del suo partito tra cui Beppe Fioroni e i giovani turchi Matteo Orfini e Andrea Orlando. "Stiamo lavorando, la nottata è lunga", ha risposto Guerini a chi gli ha chiesto se ci sia stata una riunione.

Mattarella al Quirinale? "Ora vediamo" faremo i nomi "al momento opportuno", afferma il leader di Sel Nichi Vendola uscendo da Palazzo Chigi dove ha tenuto un incontro sui fondi Ue. A breve la riunione di Sel sulla candidatura alla presidenza della Repubblica.

Non è ancora stato fissato, secondo quanto si apprende, un nuovo incontro tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi per sciogliere il nodo Quirinale. Il premier alle 13 incontrerà i grandi elettori del Pd e da questa mattina ha ripreso una serie di riunioni a Palazzo Chigi sempre per futura presidenza della Repubblica. A quanto si apprende però il capo del Governo e il Cavaliere potrebbero sentirsi telefonicamenteanche se l'ipotesi di un incontro in giornata non è da escludere.

Fonti di Palazzo Chigi smentiscono che ieri ci sia stato un incontro o un colloquio tra Matteo Renzi e Fedele Confalonieri come riportato oggi da alcuni organi di informazione.

Ma intanto anche i 5 Stelle provano a giocare la loro partita.... sottoporranno al voto della Rete spuntano Romano Prodi e anche Bersan

"Oggi - si legge sul blog - si vota online per il candidato alla Presidenza della Repubblica del Movimento 5 Stelle dalle 9.00 alle 14.00 (per finire prima dell'inizio della votazione in Parlamento). Dall'assemblea del gruppo parlamentare è uscita una rosa di nomi che è in votazione oggi. A questa rosa è stato aggiunto Romano Prodi perche' riteniamo di dover onorare l'impegno preso con i parlamentari del PD attraverso l'email inviatagli. Dopo che Lorenza Carlassare ha declinato la candidatura la rosa completa di nove nomi è la seguente: Pierluigi Bersani, Raffaele Cantone, Nino Di Matteo, Ferdinando Imposimato, Elio Lannutti, Paolo Maddalena, Romano Prodi, Salvatore Settis, Gustavo Zagrebelsky".

Gli iscritti potranno esprimere una preferenza attraverso un link: "Il candidato che otterrà più voti sarà votato dal gruppo parlamentare sin dal primo scrutinio. Ti informiamo che, in ogni caso, se dal quarto scrutinio i cambi di maggioranza dovessero portare ad un nome condiviso tra più forze politiche in Parlamento si deciderà come meglio muoverci con una votazione lampo sul blog".

I Cinque Stelle hanno la loro rosa di nomi da far votare in rete per indicare il proprio candidato alla Presidenza della Repubblica: dieci nomi - che diventano subito nove con la rinuncia preventiva di Lorenza Carlassare, la giurista e costituzionalista acclamatissima tra i parlamentari che hanno indicato i nomi - tra i quali spiccano quelli di Romano Prodi e Pierluigi Bersani.

Un colpo di scena che potrebbe rivoluzionare tattiche e strategie per l'elezione del prossimo Capo dello Stato. Se infatti Grillo e Casaleggio spiegano che Prodi è stato inserito per "onorare l'impegno preso con i parlamentari del Pd" di inserire il nome da loro proposto nella consultazione da fare in rete, la candidatura di Bersani arriva come un netto segnale politico della disponibilità del Movimento a voler spezzare il patto del Nazareno.

A farla è uno dei componenti del direttorio a Cinque Stelle: Alessandro Di Battista. Lui chiarisce in streaming di non sapere ancora se quella sarà la sua scelta, ma indica chiaramente che questa è un'opzione che il Movimento deve prendere in considerazione. Con lui ci sono anche altri deputati: "Serve un nome che destabilizzi mister Bean e gli dia uno schiaffone". Ma il nome 'vero' su cui M5s punta è quello di Prodi: anche il nuovo 'ideologo' del Movimento, Aldo Giannuli, opta per questa opzione. "L'unico nome che può essere speso, per incidere profondamente nel Pd è quello di Prodi" afferma sul suo blog dove spiega "Perchè il M5s deve votare Prodi". Il M5s offre insomma alla minoranza Pd e a Sel la sua disponibilità a convergere su Prodi (o eventualmente Bersani) per indebolire Renzi ma rafforza allo stesso tempo il premier nella trattativa con Berlusconi consentendogli di tenere alta la candidatura di Mattarella. 

Nome non uscito nelle candidature per le Quirinarie ma su cui un deputato M5s, Giuseppe Brescia, avvia una personale consultazione via Facebook dopo aver dato 'prova' di fedeltà allo spirito M5s votando per le Quirinarie Roberto Scarpinato e Salvatore Settis. Nessuno, a questo punto, si stupirebbe se il risultato delle Quirinarie indicasse proprio Romano Prodi come il candidato 'di bandiera' del M5s. Una strategia che sul blog fa indignare molti attivisti ma che riceve il plauso di quanti salutano con soddisfazione la svolta. "Prodotà!" ironizza qualcuno in rete, in bilico tra gli indignati ("il mondo intero ci riderà dietro") e chi è contento della nuova via ("Certo Prodi non è il candidato eccellente ma un'inversione di marcia. Sarà meglio sarà peggio, questo non lo so, ma io voterò Prodi"). 

Gli altri nomi che verranno offerti alla Rete sono invece 'puri' candidati di bandiera del M5s: Raffaele Cantone, Nino Di Matteo, Ferdinando Imposimato, Elio Lannutti, Paolo Maddalena, Salvatore Settis e Gustavo Zagrebelsky. Il 'prescelto' sarà votato dal Movimento dal primo scrutinio anche se il blog avverte che "se dal quarto scrutinio i cambi di maggioranza dovessero portare ad un nome condiviso tra più forze politiche in Parlamento si deciderà come meglio muoverci con una votazione lampo sul blog". La 'graticola' per i candidati alla Presidenza è andata 'orgogliosamente' in streaming, ricompensando i parlamentari M5s dello schiaffo subito tenendoli fuori dai 'giochi' sul Colle. Il dibattito è stato serrato; hanno detto la loro in 68, proponendo nomi tra i più vari: da Cofferati ad Umberto Eco, da Magalli a Benigni, passando per le icone No Tav come Erri De Luca e Alberto Perino fino ad arrivare a Paolo Savona e Dario Fo.

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