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Economia UE sempre più in giù

Le previsioni della Commissione sui Paesi membri Ue  non sono peraltro nemmeno le più pessimistiche. Secondo Ispi,Il mese scorso il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha ritoccato al ribasso (di quasi tre punti percentuali) le sue stesse previsioni di aprile: il Pil dell’Eurozona dovrebbe crollare fino al -10,2%. Parallelamente, se la Commissione Ue prevede che il Pil di Germania, Francia e Italia si ridurrà, rispettivamente, del 6,3, 10,6 e 11,2%, il FMI si aspetta il -7,8, -12,5 e -12,8%. Quindi il quadro già molto negativo (e in peggioramento) tracciato dalla Commissione europea potrebbe esserlo ancora di più a fine anno.

La Ue  secondo Maurizio Blondet entra in deflazione irreversibile, “ la giapponesizzazione. L'inflazione di fondo è scesa al minimo storico dello 0,4%. L‘inflazione complessiva è scesa a meno 2,1% in Grecia, meno 0,6% in Spagna e meno 0,5% in Italia, accumulando problemi per la dinamica del debito.  Non c’è quasi nulla che la BCE possa fare per combattere questo congelamento deflazionistico o per rilanciare la crescita economica, a parte diventare una Reichsbank monetaria  e finanziare direttamente i deficit. Tale azione, però”,  è vietata dagli Spilorci: “ La Corte costituzionale tedesca è già sul sentiero di guerra, accusando la BCE  di impegnarsi in salvataggi  di stati insolventi”.

La  Germania dice che, per lei, l'inflazione  è già salita oltre il 2% e la BCE deve smettere di pompare..

Una ottusità persino autolesionista, perché “l’Associazione europea dei costruttori di automobili ha emesso un avvertimento a tutto campo di una Brexit senza accordi  porterà ” un disastro da 110 miliardi di euro” per il settore.

L’Italia?  Anche senza secondo  lockdown,scrive Blondet, “ i danni al di sotto della linea di galleggiamento delle aziende  sono già gravi.  La  Review of Corporate Finance Studies – The Covid-19 Shock and Equity Shortfall – ha rilevato che il 17% delle 81.000 aziende italiane campionate avrà un patrimonio netto negativo entro un anno. Lo stesso modello vale probabilmente per l’intera Europa meridionale.  

“L’Europa langue mentre l'economia americana  avanza”: così titola Ambrose Evans-Pritchard, il miglior giornalista economico del Telegraph.  E spiega  che l’”Europa” sta ripetendo lo stesso (criminale)  errore che commise Jean Claude Trichet, l’allora governatore  della BCE, che nel 2008 aumentò i tassi mentre doveva abbassarli, regalando  agli stati europei  il quindicennio di gelo, disoccupazione strutturale e austerità  da cui non riusciamo a uscire.

Trichet  dimostrò allora secondo l articolo di Maurizio Blondet, che i tecnocrati, ammantati di  pseudo oggettività “scientifica”,  sono  incompetenti come la casalinga di Voghera; e gli eurocrati ancora di più,  visto  che si son fatti dare l’impunibilità legale per non pagare  i loro misfatti.  Sono, per la scienza monetaria, quello che è Palamara  per la “giustizia”.

Perché allora,  nel  2008, la Federal Reserve americana  i tassi li abbassò, come necessario, e sarebbe bastato a Trichet imitarla. O almeno chiedere consiglio: perché la Fed  in questo gioco  ci capisce.  

A forza di pompare per  contrastare l'effetto del lockdown, informa Evans-Pritchard, scrive Blondet, “i rischi di una doppia recessione in America stanno diminuendo,  con ordini alle imprese in aumento al ritmo più rapido in due anni.  Le famiglie americane  stanno ancora attingendo a $ 1,6 trilioni di risparmi in eccesso accumulati durante il blocco. Le vendite di case hanno raggiunto il massimo da 14 anni ad agosto.

“Gli Stati Uniti sono ancora in convalescenza, ma la spesa per le vendite al dettaglio ha retto meglio di quanto si temesse  quando il Congresso  (in odio a  Trump)  ha permesso che il pacchetto di aiuti settimanali da 600 dollari per 30 milioni di persone cessasse  (temporaneamente) alla fine di luglio.

E  l’Europa? secondo Maurizio Blondet, sotto l’imperio degli Spilorci, “la ripresa dell'Europa stava già svanendo prima che la seconda ondata di Covid-19 colpisse: una “V” tronca,  gravida di traumi economici, sociali e politici a venire.   I servizi sono di nuovo in contrazione, anche in Germania.  L'indice Stoxx 600 delle banche europee questa settimana è sceso al di sotto dei livelli visti durante la svendita panica di marzo, o addirittura visti durante la crisi bancaria della zona euro.

La Banca di Spagna ha appena abbassato di nuovo le sue previsioni,  prevedendo una contrazione del PIL fino al 12,6% quest'anno, con la piena ripresa  solo  fino al 2023.  La Francia ha alzato leggermente le sue previsioni quest'anno a meno 10% (da meno 11%), ma potrebbe aver sparato a salve.

Nell’arco dell’intero anno l’Italia scrive l Ispi,dovrebbe dunque lasciare sul terreno oltre l’11% del proprio Pil secondo la Commissione (ma, come anticipato sopra, il FMI reputa più probabile che la percentuale si aggiri tra il 12 e il 13%). Dove le previsioni di Commissione e FMI convergono è il recupero del Pil nel corso del 2021 che dovrebbe risultare di poco superiore al 6% (grazie soprattutto a una ripresa delle esportazioni che dovrebbero crescere di pari passo con la ripresa del commercio mondiale). Il che vuol dire che l’Italia, come molti altri paesi europei, nel corso del prossimo anno non recupererà il terreno perduto. Anzi inizierà il 2022 con un Pil che sarà del 6% circa più basso di quello del 2019.

Rimanendo al 2020, sempre secondo la Commissione,sottolinea l Ispi, i depositi bancari delle famiglie (complici le minori spese soprattutto nel periodo del lockdown) dovrebbero mantenersi su livelli relativamente alti. Una nota positiva per il nostro sistema bancario che vedrà crescere la quota di crediti deteriorati (soprattutto di quelli delle imprese). Il grande clima di incertezza e la necessità per le imprese di ritenere liquidità peserà inevitabilmente sugli investimenti privati anche nella seconda parte dell'anno. Questi dovrebbero invece aumentare nel 2021 trainati soprattutto dagli investimenti pubblici anche grazie ai crediti e alle sovvenzioni a fondo perduto che l'Italia riceverà tramite il Recovery Fund (sempre che venga approvato quanto prima dai leader europei e rimanga quantitativamente significativo.

Insomma il futuro più prossimo per l’Italia appare tutt'altro che roseo, tanto più che molte incognite (in primis l'evoluzione dell'epidemia) possono far cambiare – e di molto – tutte le proiezioni indicate sopra. Comunque la si pensi, la tenuta del nostro paese dipende dall’Unione europea. Senza la BCE e senza tutte le altre misure europee non avremmo la forza di superare la crisi.

 

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