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Giovedì, 11 Agosto 2022

Multe, Marinoopaga 1.021 euro

E la sua Panda rossa pizzicata in divieto di sosta? «Chiedo scusa a romane e romani - ha detto Marino - e mi assumo le mie responsabilità. Ma per ironia della sorte non ho ricevuto nessuna multa per quella sosta vietata, purtroppo non sono passati i vigili a controllare».

Sul caso multe ci metto la faccia e le ho pagate anche se non dovevo". Così sindaco di Roma Ignazio Marino in consiglio comunale relazionando sul caso multe. Il sindaco ha anche chiesto scusa per "la mia auto in divieto di sosta". "Per quanto mi riguarda - ha precisato inoltre Marino - non ci sono dimissioni né elezioni in vista. Andiamo avanti, in modo convinto e deciso".

"Dimissioni, dimissioni". Così il pubblico in aula Giulio Cesare aveva accolto l'ingresso del sindaco Ignazio Marino che dovrà relazionare il Consiglio comunale sul caso multe. "Te ne devi andare", hanbno urlato alcuni del pubblico mascherati da pagliacci. Dopo una interrogazione del senatore Andrea Augello (Ncd), la denuncia ai carabinieri del sindaco e l'apertura da parte della Procura di Roma di un fascicolo contro ignoti, oggi la vicenda è arrivata in Consiglio Comunale.

"Ho detto agli uffici, che pur mi comunicavano che non ero tenuto a farlo, che volevo pagare le multe. Mi sono state indicate le somme ed ho pagato", ha proseguito il sindaco che è stato applaudito quando ha detto "in questi giorni la mia Panda rossa è stata trattata manco fosse un caccia bombadiere". "In questa settimana di morbosa attenzione la mia auto è anche stata fotografata in divieto di sosta. Anche di questo mi assumo la responsabilità e chiedo scusa a romane e romani", ha spiegato.

La relazione del sindaco di Roma Ignazio Marino sull'affaire multe ha trasformato la gremitissima Aula Giulio Cesare in uno stadio. Cori e striscioni hanno scandito ogni passaggio della relazione con supporter a favore e contro il primo cittadino, con pochi cittadini non politicizzati seduti ad ascoltare. "Te ne devi andare", intonano cantando esponenti di destra, "Marino sindaco di Roma", gli rispondono a sinistra; applausi e fischi quasi coprono le parole di Marino.

Le ipotesi dimissioni vengono ancora una volta escluse categoricamente dal sindaco durante la sua relazione in Aula: «Ho letto di mie dimissioni e vi dico la verità: ho sorriso. Chi ne parla non vuole comprendere le dimensioni della nostra sfida».

«Anche pallotta mi ha chiamato preoccupato per le mie possibili dimission per paura che possa naufragare il progetto dello stadio. Ma l'ho rasicurato: non mi dimetto», ha detto ancora Marino.


«Per quanto mi riguarda non ci sono dimissioni né elezioni in vista. Andiamo avanti, in modo convinto e deciso», ha detto ancora Marino. «Spero che si smetta di chiedere le mie dimissioni: sarebbe l'unico caso al mondo in cui si chiede di dimettersi a un sindaco che ha pagato multe che non doveva pagare» ha aggiunto. «Concentriamoci invece sulle cose da fare, che sono tante - ha concluso Marino - e sui cambiamenti attivati e da realizzare».

Nell'Aula la tensione durante l'intervento di Marino era altissima e il clima da stadio. Da una parte ci sono i "mariniani" che fanno ovviamente il tifo il per il sindaco mentre dall'altra parte salgono fischi e insulti dagli esponenti di Ncd, tutti con il naso rosso da clown. Tra loro il deputato Vincenzo Piso che a un certo punto ha interrotto la relazione del sindaco mandandolo leteralmente a quel paese, scaldando ulteriormente gli animi dei presenti.

Marino è stato più volte interrotto dai consiglieri Ncd al grido "dimettiti". E alla fine ci sono stati cori, urla e pernacchie.

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