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Lunedì, 19 Gennaio 2026

All'Ara Pacis, una mostra sull'impressionismo e oltre

Al Museo dell’Ara Pacis arriva una prestigiosa selezione di cinquantadue capolavori dal Detroit Institute of Arts: un viaggio nell’arte europea tra XIX e XX secolo, dai pionieri dell’impressionismo ai protagonisti delle avanguardie. In mostra opere di Degas, Renoir, Cézanne, Pissarro, Van Gogh, Matisse, Picasso, fino agli innovatori dell’espressionismo tedesco come Kandinsky, Beckmann e Pechstein.

La grande esposizione Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts sarà visitabile da giovedì 4 dicembre 2025 a domenica 3 maggio 2026. Promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali – e organizzata da MondoMostre con il supporto di Zètema Progetto Cultura, la mostra porta per la prima volta in Italia un nucleo di opere raramente concesse in prestito.

Curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi, l’esposizione ripercorre le trasformazioni profonde che, tra Ottocento e Novecento, hanno ridefinito il linguaggio pittorico moderno: dal naturalismo e dalla modernità urbana osservata dagli impressionisti, fino alla rivoluzione formale del cubismo e alle tensioni espressive dell’avanguardia tedesca.

«Un’occasione unica per comprendere uno dei momenti più decisivi della storia dell’arte,» sottolinea l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio. «L’impressionismo ha cambiato per sempre il nostro modo di rappresentare la realtà: luce, colore e paesaggio “en plein air” hanno aperto la strada a nuove sensibilità e a una piccola grande rivoluzione dello sguardo.»

Il percorso espositivo si apre con i maestri francesi di metà Ottocento: cinque opere di Edgar Degas, Bagnanti di Cézanne, Donna in poltrona di Renoir – immagine guida della mostra – e lavori di Pissarro, Sisley e Max Liebermann, che testimoniano la diffusione della poetica impressionista oltre la Francia.

La seconda sezione affronta l’evoluzione della pittura dopo il 1886, anno dell’ultima mostra impressionista: Cézanne, con una Sainte-Victoire dei primi del Novecento, anticipa un nuovo ordine formale; Renoir rilegge la tradizione con un linguaggio ormai maturo; Van Gogh interpreta la realtà attraverso una pennellata vibrante che trasforma l’immagine in esperienza emotiva. È l’epoca che Roger Fry definirà “postimpressionista”, quella in cui il dipinto si emancipa dalla mera imitazione del reale.

Il cuore della mostra è dedicato alla Parigi dei primi decenni del Novecento: sei opere di Pablo Picasso illustrano il passaggio dal periodo rosa al cubismo fino ai ritratti degli anni Venti; tre dipinti di Henri Matisse, realizzati tra il 1916 e il 1919, raccontano un artista in metamorfosi, dall’ordine geometrico alle composizioni più fluide e sensuali. Accanto a loro, i lavori cubisti di María Blanchard e Juan Gris, e quelli espressionisti di Modigliani e Soutine, protagonisti della Scuola di Parigi.

La sezione finale è dedicata all’avanguardia tedesca, acquisita dal Detroit Institute of Arts grazie alla visione del direttore Wilhelm R. Valentiner. Le opere di Pechstein, Kandinsky e Feininger rappresentano i movimenti di Die Brücke e Blaue Reiter, mentre i dipinti del dopoguerra di Heckel, Schmidt-Rottluff, Nolde, Kokoschka e Beckmann – con il suo intenso Autoritratto del 1945 – riportano la drammaticità e l’angoscia della Germania segnata dal conflitto.

Impressionismo e oltre restituisce così uno straordinario affresco della modernità europea, mostrando la ricchezza delle collezioni americane e il fitto intreccio di ricerche e rivoluzioni che, in mezzo secolo, hanno trasformato radicalmente la pittura.

In linea con l’impegno della Sovrintendenza Capitolina per la piena accessibilità dei musei, la mostra offre percorsi multisensoriali, visite integrate, laboratori creativi, video LIS sottotitolati e servizi tattili e interpretariato LIS gratuiti per tutta la durata dell’esposizione, grazie alla collaborazione con l’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza, Rai Pubblica Utilità e il Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale.

Fonte Zetema

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