
Sotto l’egida di un’eleganza senza tempo, l’isola di Capri, grazie alla sua storica capacità di attrarre intellettuali, artisti e pensatori da tutto il mondo, si riconferma l’ombelico culturale di quell'area geografica, avendo inaugurato lo scorso 15 marzo la stagione espositiva 2026 della Fondazione Serena Messanelli Zweig.
Il progetto, dal titolo evocativo "Voyage en France", si dipana come un raffinato contrappunto visivo tra l’identità italiana e quella transalpina, affidando all'attento sguardo del documentarista e fotografo Piero Cannizzaro il compito di tracciare le coordinate di un dialogo sentimentale e storico.
Curata da Bruno Flavio, l'esposizione - una vera geometria dell'anima - raccoglie sessanta istantanee di medio formato, frutto di quindici anni di viaggi attraverso le terre di Francia: dalle scogliere della Bretagna ai silenzi della Loira, dal rigore della Normandia, sino al fulgore solare della Provenza e di Marsiglia.
L’opera trascende il mero diario di viaggio per farsi esplorazione identitaria. Il risultato è un racconto di momenti di vita condivisi, dedicato alla memoria di Michèle Leridon, la cui presenza aleggia tra i fotogrammi come un’ispirazione costante.
Quasi per un'urgenza del destino, il progetto nasce da un dialogo informale tra amici. Dopo la precedente esperienza caprese a Villa Lysis con “Racconti d’Africa”, il sodalizio tra Bruno e Piero si evolve oggi in un percorso espositivo. Più che una cronaca di viaggio, l’opera si configura come una ricerca del sè: la Francia osservata da un italiano e reinterpretata da un francese radicato in Italia.
Questo scambio di prospettive celebra il profondo legame storico, culturale e affettivo che unisce le due nazioni.
La creatività di Cannizzaro rifugge l'artefizio. In linea con la grande tradizione di maestri quali Luigi Ghirri e Gabriele Basilico, l’autore pratica una fotografia della "presenza", dove l’immagine non viene costruita o alterata, ma colta nella sua nuda e sacra immediatezza. È la luce - protagonista assoluta e sovrana - a dettare il tempo dello scatto: una luminosità naturale che attraversa architetture e volti, strade di campagna e insegne, rivelando ciò che l’occhio frettoloso non sa scorgere.
«Se la luce che c'è non mi emoziona, niente foto» - dichiara Cannizzaro - sancendo il primato della risonanza interiore sulla tecnica fine a se stessa.
Nel testo critico che accompagna il catalogo, Fabio Gambaro (già direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi) delinea il profilo di una «Francia multipla», osservata con «gusto della scoperta, con curiosità e disponibilità, pronto a coglierne la sorprendente molteplicità e a rivelare i mille tasselli che ne costituiscono il mosaico».
Le immagini di Cannizzaro non evidenziano la ricerca dell’effetto spettacolare, bensì una sobria essenzialità che richiama la lezione di Luigi Ghirri e Gabriele Basilico: uno sguardo che si posa sulle cose per comprenderle, non per dominarle.
La fotografia diventa così meditazione e presenza, un modo per “esserci” davvero nei luoghi attraversati.
“Voyage en France” è anche un omaggio affettivo alla compagna, con cui quei viaggi sono stati condivisi e a un Paese che continua a rappresentare per l’autore uno spazio di scoperta ed appartenenza.
Un viaggio a misura d’uomo, spesso percorso lentamente, talvolta evocato anche dall’iconica Citroën, simbolo di un’idea di libertà semplice e concreta.
L’evento non si esaurisce nella sola contemplazione; la Fondazione ha, infatti, predisposto un fitto calendario di workshop e laboratori creativi, destinati a studenti e professionisti, nobilitando la propria mission di centro attivo volto allo scambio internazionale.
La mostra - realizzata con il patrocinio di Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli, Città di Capri e Comune di Anacapri - resterà aperta al pubblico fino al prossimo 7 aprile, offrendo ai visitatori l’opportunità di smarrirsi e ritrovarsi in quella luce che, dal Tirreno, sembra oggi illuminare con nuova intensità l’intero spirito profondo della nazione francese.





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