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Mercoledì, 08 Luglio 2020

L'Irlanda è uno scrigno di meravigliosi siti monastici e manufatti paleocristiani che raccontano un periodo dorato della storia dell'isola.

Non a caso l'Irlanda è conosciuta anche come l'isola di santi e studiosi.

Infatti, nell’epoca paleocristiana sono sorti numerosi monasteri in cui i monaci creavano meravigliosi manoscritti miniati, insegnavano lingue e letteratura e trasmettevano l'amore per l'apprendimento, la spiritualità e le arti, che è ancora percepibile in ogni angolo dell’isola.

Di notevole rilevanza storica Skelling Michael, uno dei primi siti monastici sorti in Irlanda. I monaci del VI secolo scelsero di insediare il loro monastero, e le loro celle in pietra, su un’isola frastagliata al largo della costa della Contea di Kerry sulla Wild Atlantic Way: uno spettacolo impressionante.

Ora patrimonio mondiale dell'UNESCO, l'isola ha anche guadagnato la fama che ha oggi in quanto nascondiglio di Luke Skywalker in Star Wars: The Force Awakens, come anche in The Last Jedi.

Nella splendida cornice del Wicklow Mountains National Park, giacciono echi di un tempo passato come le alte croci, le chiese in rovina e un'imponente torre rotonda di 33 metri di altezza, ancora intatta. Questi sono i resti della città monastica di Glendalough che risale al VI secolo, un gioiello dell'antico Oriente d'Irlanda.

La croce celtica è uno dei celebri simboli del cristianesimo irlandese e anche la testimonianza della tecnica e dell'abilità artistica degli scultori paleocristiani. La Croce delle Scritture nel sito monastico di Clonmacnoise, sorto nel VI secolo nella contea di Offaly, è una delle più riccamente scolpite, presentando su tutti i lati figure straordinariamente intricate.

Nella contea di Tyrone, la croce celtica di Ardboe del X° secolo è scolpita con scene bibliche sulla parte ovest, mentre Dromore High Cross nella contea di Down ha motivi a traforo sul suo fusto.

Tuttavia, i più grandi tesori paleocristiani dell'Irlanda non sono le sue chiese in rovina o le croci celtiche, ma senza dubbio i manoscritti così straordinariamente complessi e magnificamente decorati creati dai monaci, tra i quali il più noto è il Libro di Kells.

Si pensa che sia stato creato intorno all'800 d.C. e contiene i quattro vangeli della Bibbia. Ospitato nel Trinity College di Dublino - dove una mostra dedicata spiega come è stato realizzato e il simbolismo presente al suo interno - è famoso per le sue pagine riccamente decorate e l'abilità artistica dei suoi creatori.

Il libro di Armagh è un altro dei grandi tesori della cultura irlandese. Sebbene meno decorato del Libro di Kells, è di notevole interesse in quanto contiene la Confessione di San Patrizio, il Santo Patrono dell'Irlanda.

Inoltre, altri numerosi manufatti paleocristiani, di estrema rilevanza, sono esposti al Museo Nazionale d'Irlanda, tra cui la Campana di San Patrizio dell'VIII secolo e il bellissimo Ardagh Chalice.

Dal 2 giugno riaprono al pubblico tutti gli spazi del Sistema Musei in Comune di Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Dopo la ripresa delle attività dei Musei Capitolini e del Museo di Roma a Palazzo Braschi, lo scorso 19 maggio, riaprono anche Museo dell’Ara Pacis, Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali, Centrale Montemartini, Museo di Roma in Trastevere, Galleria d’Arte Moderna, Musei di Villa Torlonia, Museo Civico di Zoologia, Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Napoleonico, Museo Pietro Canonica, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Museo di Casal de’ Pazzi, Museo delle Mura. Dalla stessa data, saranno nuovamente visitabili le aree archeologiche dei Fori Imperiali (ingresso dalla Colonna Traiana e uscita dal Foro di Cesare su Via dei Fori Imperiali), dalle 08.30 alle 19.15 (ultimo ingresso 18.15), e del Circo Massimo (a esclusione di Circo Maximo Experience), dalle 9.30 alle 19.00 (ultimo ingresso 18.00).

Si tornerà così a vivere di persona tutti i musei civici, spazi di cultura e bellezza, visitando le loro prestigiose collezioni permanenti e la ricca e variegata offerta di mostre molte delle quali prorogate dopo la sospensione dovuta al lockdown. La riapertura avverrà nel rispetto delle linee di indirizzo per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Sono varie e interessanti le mostre da visitare, gratuite o con biglietto ridotto per i possessori della MIC card. Al Museo di Roma a Palazzo Braschi è stata prorogata fino al 21 giugno la grande mostra Canova. Eterna bellezza, dedicata al legame tra Antonio Canova e la città di Roma, con oltre 170 opere e prestigiosi prestiti da importanti Musei e collezioni italiane e straniere. Al Museo dell’Ara Pacis la grande mostra C’era una volta Sergio Leone Roma celebra, a 30 anni dalla morte e a 90 dalla sua nascita, uno dei miti assoluti del cinema italiano. Altri tre mesi per visitarla: la chiusura della mostra è stata posticipata al 30 agosto.

Alla Centrale Montemartini è stata prorogata all’1 novembre la mostra Colori degli Etruschi. Tesori di terracotta, la straordinaria selezione di lastre parietali figurate e decorazioni architettoniche a stampo in terracotta policroma, provenienti dal territorio di Cerveteri (l’antica città di Caere), in parte inedite. Sono esposti reperti archeologici di fondamentale importanza per la storia della pittura etrusca, recentemente rientrati in Italia grazie a un’operazione di contrasto del traffico illegale La Centrale Montemartini e la Galleria d’Arte Moderna di via Crispi ospitano la mostra Miresi. Sguardi e Architetture. 

Berlino/Roma/Barcellona, una serie di opere dedicate agli “sguardi” e alle “architetture” delle tre capitali in parallelo con gli spazi museali e le collezioni, prorogata al 23 agosto. Alla Galleria d’Arte Moderna di via Crispi ospita anche la mostra La rivoluzione della visione. Verso il Bauhaus. Moholy-Nagy e i suoi contemporanei ungheresi, dedicata all’arte di László Moholy-Nagy, artista d’origine ungherese e figura chiave del movimento Bauhaus nel mondo, in occasione delle celebrazioni per i 125 anni dalla sua nascita (1895-2020). Nell’ambito della mostra, prorogata al 23 agosto, nell’area del chiostro/giardino, è presente un’installazione di Sàndor Vàly, in una prospettiva di ricostruzione ambientale contemporanea delle teorie sulla luce dello stesso fondatore del Bauhaus. Sempre alla Galleria, proroga fino all’11 ottobre per Spazi d’arte a Roma. 
 
Documenti dal centro ricerca e documentazione arti visive (1940-1990), un progetto espositivo e di workshop in correlazione con i 40 anni del Centro Ricerca e Documentazione Arti Visive (1979-2019). Al Museo di Roma in Trastevere sono state prorogate fino al 20 settembre due esposizioni fotografiche. La mostra Ara Güler è dedicata al fotografo turco, lucido osservatore della storia e della società del proprio Paese d’origine: reclutato da Henri Cartier-Bresson per l’agenzia Magnum, Ara Güler fu il primo corrispondente dal Medio Oriente per il quotidiano Times. È poi possibile visitare la mostra Frammenti. Fotografie di Stefano Cigada, un lavoro che indaga il patrimonio statuario di alcuni grandi Musei attraverso il medium fotografico. 
 
Al Museo Napoleonico, la mostra Aspettando l’Imperatore - prorogata al 25 ottobre - ricostruisce il volto utopico della Roma napoleonica, rimasto in gran parte al solo livello progettuale, mentre ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali prosegue fino al 6 settembre Civis Civitas Civilitas che illustra, attraverso plastici degli edifici sacri e pubblici, il modello di vita urbano romano, esportato militarmente anche nelle città dell’impero.

Da visitare nei Musei di Villa Torlonia: Carlo Levi e l’arte della politica, al Casino dei Principi, una mostra a cura del Centro Carlo Levi di Matera e della Fondazione Carlo Levi che, attraverso l’esposizione di 58 disegni politici e 46 opere pittoriche, spazia nella poliedrica personalità di Levi, dalla letteratura alla poesia, dalla pittura al disegno. L’esposizione è stata prorogata al 19 luglio. Al Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese in mostra fino al 6 settembre marzo Monica Ferrando. Bianco, Nero, in levità passare. 
 
Opere Recenti, una mostra che si muove tra novità e tradizione pittorica come le opere della sede museale in cui è ospitata. Prosegue qui inoltre fino al 23 agosto Le altre opere. Artisti che collezionano artisti, la prima tappa della rassegna delle opere di 86 artisti contemporanei, che si svolge in cinque sedi museali romane. Secondo appuntamento al  Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, fino al 30 agosto, e al Museo di Roma in Trastevere, fino al 13 settembre.

L’obbligo del preacquisto del biglietto è necessario anche per le mostre Canova. Eterna bellezza e C’era una volta Sergio Leone, entrambe accessibili con riduzione sul costo del ticket. Si consiglia l’acquisto della MIC Card online (con 1€ di prevendita) con ritiro in biglietteria dei musei. Anche tutte le categorie beneficiarie di gratuità secondo le norme vigenti devono prenotare gratuitamente il turno d’ingresso
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Riparte la vita a piccoli passi, in sicurezza ma riparte. La ripresa dei cantieri edilizi come da ultimo DPCM, all’interno dei cancelli del Parco Archeologico di Ercolano significa la ripresa delle attività di restauro. Vicino il termine e la consegna dei lavori alla Mensa Marmorea della Palestra:  “una grandiosa mensa marmorea, la più grande che siasi finoggi rinvenuta tra Pompei e Ercolano” così ne parlò Amedeo Maiuri quando nel mese di Giugno del 1936 gli scavi della città erano giunti a liberare buona parte della Palestra e venne alla luce il magnifico reperto.

Come lui stesso racconta ‘l’oggetto era mutilato ma non asportato dai precedenti scavatori’. A scavo ultimato la ricompose a partire dagli elementi superstiti e la integrò dotandola di una struttura con tubolari metallici di supporto. A distanza di oltre ottant’anni dalla sua scoperta la gamba posteriore destra, interamente ricostruita in malta con un’anima interna di metallo, si presentava ormai notevolmente ossidata con la conseguente frantumazione e il distacco di alcune porzioni della ricostruzione. Tutte le parti originali in pietra marmorea a causa della costante esposizione agli agenti atmosferici erano interamente ricoperte da incrostazioni licheniche e patine di colore scuro che alteravano la lettura della superficie originale. Tra i mesi di gennaio e febbraio 2020 è stato eseguito il restauro integrale dell’opera con interventi di consolidamento, la pulitura e la presentazione estetica, oltre che la sostituzione della gamba già di ricostruzione con una nuova copia eseguita in stampa 3D sulla base di un rilievo fotogrammetrico della gamba originale più integra. L’intervento ha finalmente messo in luce le venature del piano.

Questo tipo di mensa non semplicemente decorativa, era destinata a cerimonie che dato il carattere dell’edificio lascia supporre si tratti di una mensa agonistica dove si esponevano i doni per i vincitori delle gare atletiche che si svolgevano nella Palestra.

Questo è il primo lavoro concluso nell’emergenza coronavirus– interviene il Direttore Sirano -  E’ quasi come vedere una farfalla che timidamente si sporge dal suo bozzolo affacciata al centro del Golfo di Napoli. Il restauro di questo manufatto unico nel mondo romano forse avviene non a caso proprio nella Palestra (in realtà il campus)  della città che da Ercole prende il nome, il luogo dove si forgiavano le future generazioni avendo a modello le grandi imprese dell’eroe.  Non vedo l’ora che le strade del Parco si animino nuovamente di energia, vita e speranza. Ci rialzeremo, resilienti, in sicurezza, garantendo la tutela di tutti quanti saranno i protagonisti della ripartenza: dal personale ai visitatori che ritorneranno a popolare le strade, le case, ogni angolo di questo patrimonio che si è, diciamo riposato, ma che è pronto per inaugurare una nuova stagione dove il timore viene sostituito dalla prudenza e dal piacere di visitare Ercolano con i tempi “quieti e intensi” da sempre consoni a questo sito.

   

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