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Presentato il libro di don Edoardo Scordio

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“Non lasciatevi travolgere”. Con questo titolo, nel novembre del 1988,don Edoardo Scordio dava il via al primo editoriale del mensile “L'Isula”. Venticinque anni dopo quegli editoriali sono diventati centinaia e sono stati raccolti in un volume dall’omonimo titolo “Non lasciatevi travolgere – venticinque anni di storia raccontati attraverso il mensile l’Isula” e presentato ieri pomeriggio a Capo Rizzuto presso la sala “Antonio Rosmini” nel 40° anniversario di sacerdozio del parroco. Un vero e proprio capitale culturale gli editoriali del parroco, che in ogni episodio cruciale della vita di Isola, è riuscito con la propria analisi sociologica a dare risposte e porre interrogativi di riflessione per la crescita e lo sviluppo culturale del paese. Un modo di comunicare diretto, attraverso il quale don Edoardo da fine osservatore qual è, riesce a mettere a nudo con pungente ironia anche i vizi e le consuetudini di un popolo, divertendo i lettori nonostante le amare verità. “Non lasciatevi travolgere: un messaggio che venticinque anni fa – ha raccontato un emozionato don Edoardo Scordio, intervistato dalla giornalista Giusy Regalino -  ho lanciato durante il funerale di un uomo assassinato, esortando tutti a non indebolire la capacità di resistere e crescere nella grazia di Gesù Cristo”. “Oggi quelle parole – ha continuato – sono più che attuali e vogliono essere un monito e un incoraggiamento per i più giovani”. Così come ha ribadito nel corso della sua omelia, durante la santa messa celebrata nel Santuario della Madonna Greca, asserendo che: “Questo nostro territorio, questo nostro popolo ha bisogno di Dio per vivere una vita degna di essere vissuta, per liberarsi dalla sue schiavitù antiche come l’esasperato familismo o moderne come lo sfrenato consumismo e la spasmodica attenzione alle apparenze”. “Il Signore misericordioso e compassionevole – ha detto ancora - risponde ancora oggi, come ieri, chiamando qualcuno a mettere ai suoi piedi la propria vita per farne strumento dei suoi miracoli presso la folla che lo cerca ovunque”. Una celebrazione eucaristica molto emozionante alla quale ha preso parte tutta la popolazione di Isola, particolarmente affezionata al parroco rosminiano, che presta servizio nel territorio da oltre 35 anni. “Se dovessi dare uno sguardo in profondità a questi anni vissuti nella e per la Chiesa di Isola – ha detto ancora rivolgendosi ai fedeli e ai tanti collaboratori - non potrei non fermarmi a contemplare il volto, uno per uno, dei miei giovani degli anni ottanta e novanta!”. “Oggi – ha continuato - siete tutti padri e madri di figli e quasi tutti operate in maniera eccellente ma in forme diverse in questa comunità ecclesiale e civile per il bene di questo territorio”. Don Edoardo ha poi sottolineato che il dovere di un parroco non è solo quello di celebrare la santa messa, ma di guidare la comunità attraverso la crescita sociale e culturale: “Vi sto consegnando gradualmente  tante attività e opere che vogliono proiettare  questo nostro popolo verso un futuro di pace, di sviluppo culturale, economico  e sociale. Rimanete ancorati alle vostre radici cristiane e cattoliche, la tentazione di adeguarsi alle mode trasgressive odierne è forte ma vi assicuro che non hanno veri orizzonti di crescita”. Il riferimento alle tante strutture nate grazie all’opera incessante della Parrocchia e della Misericordia di Isola che ogni giorno in ogni settore della vita sociale operano per dare alla comunità risposte certe ai bisogni di ciascuno. Presenti alla giornata dedicata a don Edoardo i familiari, gli amici più cari, il sindaco di Isola Gianluca Bruno, l’assessore provinciale Alessandro Carbone e soprattutto la popolazione che ha partecipato con affetto ai vari momenti di festa.

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