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Micromega vuole Berlusconi in galera

La rabbia degli antiberlusconiani, mai sopita, riemerge in modo virulento. Lo vogliono in galera. E lo dicono con la bava alla bocca
La libertà di Berlusconi è un'indecenza". Micromega lancia un appello perché al "delinquente patentato" Silvio Berlusconi vengano revocato l'affidamento ai servizi sociali e il leader FI vada "in galera o in stringenti domiciliari che gli inibiscano radicalmente la scena pubblica, che invece continua impunemente a lordare".
Nell'appello, che ha raccolto al momento più di duemila firme, Micromega afferma che mantenere l'affidamento in prova "diventa un affronto alla legge eguale per tutti".Cosi
Lo "strumento" scelto per manifestare questa rabbia è l'appello: "La libertà di Berlusconi è un'indecenza - si legge sul sito della rivista Micromega -. Firma anche tu per la revoca dei "servizi sociali". Una dichiarazione d'intenti decisamente bellicosa,secondo il quotidiano Il Giornale in linea con lo spirito forcaiolo di Paolo Flore d'Arcais, direttore di Micromega. Ma vediamo meglio come viene argomentata la battaglia per mandare in galera il Cav. "La libertà di Berlusconi è un'indecenza. Un delinquente patentato può evitare di scontare la pena – attraverso l’affidamento ai servizi sociali – solo “nei casi in cui si può ritenere che il provvedimento contribuisca alla rieducazione del reo” (art. 47 della Legge sull’ordinamento penitenziario). Era chiaro perciò che le condizioni stabilite dalla legge per tale misura rieducativa non sono mai esistite".

Fatta questa premessa secondo il quotidiano il tono si fa ancora più bellicoso: "Non revocarla immediatamente diventa ora un affronto alla legge eguale per tutti, visto che il reo Berlusconi Silvio sta utilizzando quotidianamente il privilegio che gli è stato concesso per infangare le istituzioni, insultando come golpisti i magistrati che lo hanno condannato, e come torturatori quanti stanno cercando di assicurare alla giustizia il suo degno compare Dell’Utri, o addirittura per insultare un intero popolo con la speranza di un lurido tornaconto elettorale". Alla fine si chiude con un invito-auspicio: "Basta! La legge eguale per tutti viene calpestata ogni minuto di più che Berlusconi continua a passare in libertà, anziché in galera o in stringenti “domiciliari” che gli inibiscano radicalmente la scena pubblica, che invece continua impunemente a lordare". Da questa ultima frase ci capisce soprattutto una cosa: l'obiettivo (vero) è cancellare Berlusconi, rimuoverlo dalla vita pubblica, metterlo a tacere una volta per tutte. Far espiare a un condannato la pena ricevuta, nelle modalità previste dalla legge (tenendo conto dell'età e del peso della condanna), è solo un pretesto.

Seguono le firme dei "primi firmatari" dell'appello: don Aldo Antonelli, Roberta De Monticelli, Angelo d'Orsi, Paolo Flores d’Arcais, Giorgio Parisi, Adriano Prosperi. Al testo si accompagna un fotomontaggio di Berlusconi che abbraccia un maiale e sopra una citazione da "La fattoria degli animali" di George Orwell: "Tutti gli animali sono uguali, ma qualcuno è più uguale".

Daniela Santanchè commenta al quotidiano della famiglia Berlusconi in questo modo l'appello per mandare Berlusconi in galera: "La sinistra ha sfornato negli anni intellettuali controversi, alcuni libertari. Meglio quelli degli pseudo attuali, che vogliono la galera per Berlusconi solo perché non hanno armi intellettuali per fermare la sua scalata elettorale".

"Nel corso della sua carriera politica Berlusconi ha sempre espresso idee libere e democratiche - osserva l'europarlamentare Lara Comi -. Che Micromega si permetta di sventolare la bandiera delle manette è la dimostrazione della sua disonestà intellettuale e della totale mancanza di idee. È una indecenza privare milioni di cittadini italiani del leader politico che ha contribuito in prima persona al rinnovamento del Paese dopo anni di governi di sinistra che hanno contribuito a fare dell’Italia un Paese meno ricco e con più problemi".

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