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«Penso di aver realizzato un balletto autobiografico – racconta Giorgio Mancini – una sorta di ‘balletto nel balletto’ che mette in luce la mia personalità poliedrica. Coppélia è stato il primo titolo che ho danzato da bambino, quello che mi ha avvicinato alla danza in modo decisivo. La mia versione è una lettura per adulti e bambini.»

Dal 3 al 7 dicembre, al Teatro Nazionale, torna in scena Coppélia in un nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma, con scene di Michele Della Cioppa, costumi di Anna Biagiotti e luci di Stefano La Selva. Creata da Giorgio Mancini per il Teatro di San Carlo di Napoli nel 2009, la coreografia era già stata interpretata con successo nel 2017 dal Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Ora viene riproposta dagli allievi della Scuola di Danza, in una produzione che unisce tradizione e sguardo contemporaneo.

Ispirato a un racconto di E.T.A. Hoffmann, Coppélia debuttò nel 1870 all’Opéra di Parigi con la coreografia di Arthur Saint-Léon e la musica di Léo Delibes. Considerato un punto di svolta rispetto al balletto romantico, il titolo abbandona gli spiriti eterei – silfidi e villi – per raccontare con ironia le avventure di una bambola meccanica.

Il coreografo Giorgio Mancini rivisita la drammaturgia originale offrendo una lettura più psicologica dei personaggi e più fedele allo spirito del racconto di Hoffmann. L’ambientazione, reinterpretata in chiave moderna, si ispira alla società dell’effimero e al culto dell’immagine tipico della contemporaneità. Mancini, infine, inserisce un vero e proprio omaggio alla danza: nel laboratorio di Coppélius infatti prendono vita, come figure di un sogno, i grandi ruoli del repertorio ballettistico – Odette, Giselle, Kitri, il Fauno, Petruska e lo Spettro della Rosa.

«Siamo felici e orgogliosi – dichiara Eleonora Abbagnato, Direttrice della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma – di presentare un nuovo allestimento di Coppélia con i nostri giovani artisti. Questo progetto rappresenta un’occasione di crescita e di incontro tra generazioni, dove la tradizione si rinnova attraverso il talento e l’entusiasmo degli allievi. Un ringraziamento speciale va alla Andrea Bocelli Foundation per il prezioso sostegno e per la sensibilità dimostrata nel promuovere la formazione e il futuro dei giovani danzatori.» 

Protagonista nel ruolo di Coppélia sarà la giovane allieva Daniela Creciun, di origine moldava, ammessa al primo corso della Scuola nell’anno scolastico 2019/2020. Sin da bambina vive a Roma con la madre, mentre il padre è rimasto nella loro città d’origine, Cocieri, nel distretto moldavo di Dubasari. Nel 2022, riconoscendone le doti artistiche e la particolare situazione familiare, la direttrice Eleonora Abbagnato ha chiesto e ottenuto dalla Andrea Bocelli Foundation una borsa di studio che le ha consentito di frequentare gratuitamente la Scuola di Danza.

Nello stesso anno, la Fondazione ha invitato Daniela a esibirsi a Firenze in occasione delle celebrazioni natalizie, alla presenza del Sindaco e di numerosi giovani talenti sostenuti dalla ABF. La vicinanza e l’impegno della Andrea Bocelli Foundation si sono estesi anche ad altri allievi della Scuola: nel 2022 è stata offerta una borsa di studio alla studentessa Adriana Lavignani, e nel 2025 un analogo sostegno è stato destinato ai giovani Gioele Innocenti e Niccolò Virgillito, dei corsi maschili secondo e terzo.

Nata nel 2011, dalla volontà del Maestro Bocelli e della sua famiglia, la Andrea Bocelli Foundation ha come mission quella di creare un mondo in cui bambini, giovani e comunità vulnerabili siano messi nella condizione di esprimere appieno il proprio potenziale, attraverso programmi educativi di qualità e inclusivi che valorizzano l’arte, la musica e il digitale come strumenti chiave per una crescita personale e collettiva.

 

Fonte Uff.St Cosimo Manicone

seminariale La Volonté si racconta, una giornata interamente dedicata al corso di Recitazione della Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté, una delle realtà formative più rilevanti nel panorama nazionale per l’alta formazione in ambito audiovisivo.

Fondata nel 2011 e sostenuta dalla Regione Lazio, la Scuola Volonté si è affermata in pochi anni come punto di riferimento per la formazione di attori e attrici attraverso un approccio laboratoriale, gratuito e inclusivo, fondato sul lavoro collettivo, sulla sperimentazione artistica e sull’integrazione fra i diversi reparti tecnici e creativi che contribuiscono alla realizzazione di un film.

L’evento del 15 novembre nasce come momento di riflessione pubblica, confronto e condivisione sull’esperienza didattica e artistica del corso di Recitazione, coinvolgendo coordinatrici, docenti, ex allievi e professionisti del settore.

La mattina, a partire dalle ore 10.30, sarà dedicata all’approfondimento del metodo e dell’impostazione didattica del corso, con un focus sul processo di selezione, sulle strategie didattiche adottate e sul dialogo tra la recitazione e gli altri reparti professionali dell’offerta formativa della Scuola Volonté.

Il programma è curato dalle coordinatrici del corso Laura Muccino e Sarah Silvagni, dalla docente Nicoletta Robello, dalla coordinatrice dei tirocini e dei rapporti con l’industria Paola Sangiovanni, con la collaborazione dell’attrice Giulia Galassi e dei curatori didattici Eros Achiardi e Marco Neri, con la partecipazione di docenti come Francesca De Martini, Tatiana Lepore e Leonardo Gambardella, e testimonianze di numerosi ex allievi e allieve.)

Non mancheranno contributi audiovisivi: verranno proiettati clip presentate al bando di ammissione ed estratti da laboratori, tra cui una sequenza ispirata a Gli attori in buona fede di Marivaux, frutto della collaborazione tra i corsi di Recitazione, Scenografia e Costume.

Particolare attenzione sarà riservata anche alle esperienze di “Acting in English”, condotte da Imogen Kusch e Lynn Swanson, che hanno offerto agli allievi/e della Scuola l le opportunità di recitare in lingua straniera: anche in questo caso saranno proposti esempi concreti e materiali video.

Dalle ore 14.30, al centro dell’incontro vi saranno le numerose collaborazioni artistiche che arricchiscono il percorso degli allievi, tra stage, laboratori e progetti di produzione.

Si parlerà dello spettacolo Credo di aver avuto un’infanzia normale con l’attrice e regista Daria Deflorian e l’art director Andrea Pizzalis, con interventi di ex allievi/e e del drammaturgo e sound designer Riccardo Fazi, che introdurrà Effemeridi, un’installazione sonora di cui è curatore, visitabile nella caffetteria di SCENA.

Seguiranno focus su esperienze dedicate ai testi di Mattia Torre, laboratori guidati da interpreti come Pietro Sermonti, Massimo De Lorenzo e Carlo De Ruggieri, e momenti di riflessione sugli stage “Davanti alla macchina da presa”, condotti da Stefania De Santis, casting director tra le più attive nel panorama italiano, con la visione di materiali backstage curati da giovani registi.ex allievi della Scuola.
Il momento conclusivo, alle ore 17.30, sarà dedicato alla proiezione del film La mia storia si perde e si confonde, realizzato nell’ambito di uno stage del triennio 2016–2019. Il film sarà introdotto dalla regista Imogen Kusch, insieme a Gabriel Montesi e Romana Maggiora Vergano, ex allievi della Volonté e tra gli interpreti, che racconteranno la genesi del progetto e la loro esperienza.

Con La Volonté si racconta, la Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté apre uno spazio di confronto pubblico che intende restituire la complessità e la ricchezza del suo percorso formativo: un laboratorio permanente in cui formazione e produzione convivono, alimentandosi a vicenda. Attraverso un’offerta didattica gratuita e un forte radicamento nella realtà culturale contemporanea, la Scuola prosegue la sua missione di formare artisti consapevoli, in grado di inserirsi in una dimensione professionale collaborativa e di confrontarsi con temi e linguaggi di un presente in continua evoluzione.

Hanno attraversato più di 9.000 chilometri per realizzare un sogno: Camila Bustamante Correa e Valentina Ramos Mendoza, due talentuose ballerine quattordicenni di Medellín, in Colombia, sono state ammesse ai corsi regolari della Scuola di Danza del Teatro dell'Opera di Roma. Un traguardo reso possibile grazie alla costante attenzione della direttrice Eleonora Abbagnato nella ricerca di talenti sparsi per l’Italia e nel mondo a cui offrire l’opportunità di una formazione professionale d’eccellenza nel campo della danza. Così è stato per Camila e Valentina, che potranno formarsi a Roma, anche grazie al contributo di Fondazione Roma istituzione di rilievo nazionale nell’ambito filantropico, protagonista di numerose iniziative a favore di sanità, ricerca, istruzione, arte, cultura e a sostegno di categorie sociali deboli.

«Con l’adesione a questo progetto, Fondazione Roma – dichiara il Presidente di Fondazione Roma Franco Parasassi - conferma il suo impegno nel promuovere l’arte e la formazione dei giovani talenti a fianco della Scuola di Danza del Teatro sotto la guida di Eleonora Abbagnato. Tra le iniziative principali, spiccano il corso introduttivo, unico in Italia, e il nuovo corso triennale di formazione insegnanti 2025-2027, per dare opportune prospettive future a questa prestigiosa realtà. Mi piace evidenziare che il nostro contributo, oltre a sostenere i maggiori costi gestionali derivanti dal l'auspicato incremento delle attività della Scuola, permetterà a due brillanti giovani promesse della danza provenienti dalla Colombia di completare il percorso di perfezionamento artistico, dando loro la possibilità di realizzare i propri sogni.»

«Credo profondamente nel potere formativo della danza e nella sua capacità di cambiare la vita delle persone» – dichiara la direttrice della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma Eleonora Abbagnato. – «Accogliere Camila e Valentina è il frutto di un percorso di scouting internazionale che portiamo avanti con grande impegno per scoprire e sostenere giovani talenti in ogni parte del mondo. La loro ammissione dimostra che la passione e la dedizione non hanno confini. Ringrazio di cuore la Fondazione Roma per il sostegno a questo progetto, che ci permette di offrire un’autentica opportunità di crescita artistica e umana. La nostra Scuola vuole essere un luogo dove l’eccellenza si unisce alla sensibilità, e dove ogni allievo può costruire il proprio futuro attraverso la danza.»

«Siamo profondamente grati alla Fondazione Roma per il prezioso sostegno al nostro Teatro e, in particolare, alla Scuola di Danza» – afferma il Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma Francesco Giambrone. – «Questo intervento si inserisce nella linea di impegno per la formazione dei giovani talenti, accanto ai progetti di Fabbrica e del Coro di Voci Bianche, in un ambito in cui poche realtà possono offrire una preparazione professionale di alto livello. Particolarmente significativo è il sostegno a due giovani allieve, cui viene garantita l’accessibilità a un percorso formativo d’eccellenza: un gesto che interpreta pienamente la nostra missione, rendendo l’accessibilità un principio concreto che unisce partecipazione e formazione. La presenza di Camila e Valentina, provenienti dalla Colombia – e ringrazio l’Ambasciatrice per le sinergie che stiamo costruendo – conferma la capacità della nostra Scuola di attrarre talenti da tutto il mondo e il riconoscimento del ruolo dell’Opera di Roma come istituzione culturale di eccellenza nel nostro Paese e nel panorama mondiale. Ringrazio ancora la Fondazione Roma per la sua lungimiranza e generosità: sostenere la formazione significa credere nella forza dell’arte di trasformare le vite e di dare forma al domani. E siamo felici che questo spirito prenda corpo nell’impegno e nella passione delle nostre allieve, che vedremo danzare in Coppélia, in scena a dicembre al Teatro Nazionale.»

«É una bellissima partnership per cui ringrazio la Fondazione Roma per l’impegno a sostegno della nostra scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, che è un’eccellenza mondiale, "dichiara il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri." 

Grazie anche a questo sostegno potrà attrarre e formare giovani talenti da tutto il mondo, come le due ragazze beneficiarie di questa borsa di studio. Roma si conferma come un grande polo di formazione della danza, che poi porta danzatori di qualità nel corpo di ballo del Teatro dell’Opera e nei teatri di tutto il mondo.»

Camila e Valentina provengono da un contesto sociale complesso che le ha esposte a privazioni e difficoltà importanti. La possibilità offerta dalla Scuola di Danza in collaborazione con Fondazione Roma rappresenta per queste due giovani artiste uno spazio concreto di crescita e miglioramento altrimenti impossibile da realizzare. Le due allieve colombiane hanno studiato danza fin da giovanissime presso la Scuola di Balletto Metropolitano di Medellín, dove grazie al loro impegno e talento hanno potuto usufruire già in Colombia di borse di studio assegnate dal programma Training Scholarship voluto dalla direttrice Juliana Acosta Pérez. Si sono inoltre fatte notare in gare nazionali e internazionali, fra queste l’ITA ON TOUR Colombia nel 2024, anno in cui la ballerina argentina Paloma Herrera, ̶  principal dancer all’American Ballet Theatre dal 1995 al 2015 ̶  ha assegnato alle giovani ballerine due borse di studio per la finale del concorso, svoltasi lo scorso febbraio a Cattolica. In quell’occasione Angie Esposito, referente della manifestazione per il Sud e Centro America, ha suggerito un’audizione al Teatro dell’Opera di Roma. Camila e Valentina sono così arrivate in Italia conquistando da subito l’attenzione di Eleonora Abbagnato, che le ha volute nella scuola.

Fondata nel 1928, la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, che nel 2028 compirà cento anni dalla sua fondazione, è una delle più antiche e prestigiose realtà professionali italiane. Luchino Visconti l’aveva scelta come location per alcune scene del film Bellissima con Anna Magnani. Al suo interno si articolano diversi corsi, il principale della durata di otto anni, scandito da esami volti a decretare il passaggio o meno all’annualità successiva, permette ai ballerini di ottenere un Diploma di Danzatore Professionista. Con questo titolo i diplomati possono partecipare ad audizioni internazionali e ulteriori corsi professionalizzanti nei più prestigiosi teatri del mondo. Al termine del percorso formativo è inoltre previsto un ulteriore anno di perfezionamento rivolto ai più meritevoli.

 

Fonte TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Dopo l’apertura della quarta edizione, lo scorso 31 ottobre con La terra dell’abbastanza dei fratelli D’Innocenzo, prosegue il ciclo “Buona la prima!”, la rassegna promossa e organizzata dalla Scuola d’Arte Cinematografica “Gian Maria Volonté”, dedicata agli esordi più significativi del cinema italiano contemporaneo.

Il secondo appuntamento si terrà venerdì 7 novembre alle ore 18:30 con la proiezione di Non odiare, opera prima di Mauro Mancini, presentata in anteprima alla Settimana Internazionale della Critica della 77ª Mostra del Cinema di Venezia. A seguire, un incontro con il regista e con Luka Zunic, interprete del giovane Marcello, che per questa prova ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Nuovo Imaie come miglior attore esordiente a Venezia e la Stella d’Argento al Festival di San Vito Lo Capo.

Ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto in Germania, il film racconta la storia di Simone Segre, un chirurgo di origine ebraica, figlio di un sopravvissuto all’Olocausto, che si ritrova a dover scegliere se salvare o meno un uomo gravemente ferito, dopo aver scoperto un tatuaggio nazista sul suo corpo. Un gesto, una scelta, una colpa: Non odiare è un’opera intensa, che indaga sulla responsabilità individuale, il senso della giustizia e la possibilità di perdonare, in un’Europa ancora attraversata da antiche e note ferite.

Interpretato da Alessandro Gassmann, Sara Serraiocco e Luka Zunic, il film è stato il primo a essere girato all’interno della Sinagoga di Trieste e ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Pasinetti alla Mostra di Venezia per la miglior interpretazione maschile e numerose candidature ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento.

Con il suo taglio asciutto e il suo sguardo etico, Non odiare si inserisce con forza tra gli esordi che hanno saputo lasciare un segno nel panorama cinematografico italiano degli ultimi anni. L’incontro sarà moderato da Boris Sollazzo, curatore della rassegna e responsabile delle attività della Scuola Volonté presso SCENA.

La Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté è un Centro di formazione professionale della Regione Lazio, dedicato alle professioni del cinema. Il percorso formativo triennale, gratuito, è cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo e gestito tramite convenzione dalla società regionale LAZIO crea S.p.A.

Si è chiusa con oltre 7000 presenze complessive la XVII edizione di France Odeon, segnando un successo straordinario di pubblico e partecipazione per il festival del cinema francese contemporaneo a Firenze. Un’edizione che ha visto le sale del Cinema La Compagnia costantemente gremite e un coinvolgimento vivo che ha confermato France Odeon come appuntamento imprescindibile nel panorama culturale italiano.

La giuria 2025, presieduta da Antonio Piazza e composta da Colapesce e Celeste Dalla Porta, ha decretato i seguenti riconoscimenti:

Il Premio Foglia d’Oro France Odeon 2025 per il miglior film è stato assegnato a L’inconnu de la Grande Arche di Stéphane Demoustier (Distr. It Movie Inspired), film intenso e raffinato che ricostruisce la vicenda poco nota dell’architetto danese Otto Von Spreckelsen, progettista della Grande Arche della Défense. “Un film che fa riflettere su ogni creazione artistica, sottolineando la tensione inevitabile tra la purezza dell’idea e i compromessi dettati dalla realizzazione pratica, tra la coerenza a se stessi del creatore e i continui adattamenti al contesto e ai committenti, in equilibrio tra la ricerca della perfezione e l’ombra dell’ossessione autodistruttiva. Un cast perfetto in ogni ruolo dona leggerezza e profondità a un racconto che unisce perfezione formale e umanità”.

Allo stesso titolo è andato anche il Premio Foglia d’Oro per la Miglior Colonna Sonora Originale, attribuito al compositore Olivier Marguerit: “L’intera soundtrack aderisce perfettamente alla storia e dialoga con efficacia con la dimensione diegetica: un lavoro di sottrazione sul tema principale, adattato ai diversi contesti emotivi vissuti dal protagonista, dal suo senso di frustrazione espresso tramite l’ottimo uso del contrappunto ai tappeti sonori d’ambiente, quasi impalpabili, oltre ad un finale che vede il suono dissolversi lentamente, insieme al grande Architetto”.

Il Premio Foglia d’Oro speciale (menzione speciale della giuria) è stato conferito a Dans la cuisine des Nguyen di Stéphane Ly-Cuong (Distr.It. Kitchenfilm), “una commedia musicale vibrante e sincera, che dipinge con autenticità la comunità vietnamita di Parigi e il piccolo universo di un ristorante dove si scontrano due generazioni. Tra canzoni e involtini vietnamiti, il film smonta con ironia gli stereotipi che troppo facilmente affidare alle minoranze e ai mondi lontani, raccontando il rapporto tra appartenenza e libertà, tra radici familiari e desiderio di essere se stessi, con un cast perfetto, che mescola attori professionisti e non professionisti, donando al film una vitalità travolgente”.

Il Premio della Giuria Giovani, composto da studentesse del liceo internazionale Machiavelli Capponi, ha incoronato Dalloway di Yann Gozlan, un thriller psicologico ambientato in una Parigi del futuro, dove un’intelligenza artificiale – inquietante e invisibile – accompagna una scrittrice in crisi creativa. “La potenza del film risiede nella geniale idea di fare leva sul sentimento di paura delle conseguenze di un uso smisurato e incontrollato delle nuove tecnologie stimolando nel pubblico una riflessione sul rapporto fra uomo e macchina”.

Una menzione speciale della Giuria Giovani è andata a La venue de l’avenir di Cédric Klapisch (Distr.It. Teodora Film), un racconto che segue un gruppo di sconosciuti che scoprono di essere parenti e co-eredi, in un viaggio che attraversa la Parigi contemporanea e la Francia ottocentesca sulle orme della fotografia e dell’arte pittorica. Un premio assegnato “per la grande maestria artistica con cui il regista è riuscito a mettere in scena una doppia narrazione simultanea, dando luce al periodo d'oro dell'Impressionismo”. Il film è stato insignito anche del Premio Foglia d’Oro del Pubblico.

Les filles désir di Prïncia Car, potente racconto collettivo nato nei laboratori teatrali dei sobborghi marsigliesi, ha vinto il Premio Sguardi Mediterranei – Regards Méditerranéens. "Girato con i giovani del quartiere, il film affronta con coraggio le dinamiche patriarcali, i traumi nascosti, ma anche la forza della solidarietà e la possibilità di autodeterminarsi attraverso il teatro. L’autrice ha raccontato l’origine del progetto come una rivoluzione silenziosa, capace di dare voce a chi non ce l’ha, costruendo un cinema radicato nella realtà e nello scambio umano".

France Odeon ha conferito anche il Premio Foglia d’Oro d’onore a Olivier Assayas, autore eclettico dallo sguardo sempre aperto alla contemporaneità. Il suo cinema, da L’heure d’été a L’eau froide, fino a Sils Maria e a Les destinées sentimentales, ha saputo sempre coniugare rigore formale e sensibilità narrativa, spaziando con naturalezza tra generi e linguaggi. In questa edizione, il festival ha dedicato un focus speciale al suo ultimo film, Le Mage du Kremlin, che conferma la lucidità del suo sguardo nell’affrontare le ambiguità del potere politico.

Accanto alle premiazioni, l’edizione si è distinta per una partecipazione vivace agli incontri con gli autori. In primis, il primo giorno, il premio Oscar Michel Hazanavicius, ha presentato il suo libro Carnets d’Ukraine (Allary Éditions), diario-ritratto del suo viaggio sul fronte ucraino, i cui proventi sono interamente devoluti a United24, per la ricostruzione dell’Ucraina.

Emmanuel Carrère e Olivier Assayas sono stati protagonisti dell’appuntamento domenicale “Scritture – Le Mage du Kremlin: dal romanzo al film”, moderato da Ritanna Armeni. L’incontro ha messo al centro il passaggio dalla narrazione letteraria alla sceneggiatura, affrontando la complessa parabola del personaggio di Vadim Baranov, figura chiave nel racconto della Russia post-sovietica e dell’ascesa di Putin. Si è discusso di potere, manipolazione, mediazione narrativa e del ruolo della finzione nel raccontare il reale. Il film – in uscita a febbraio per 01 Distribution – è stato presentato in anteprima come evento speciale del festival, con grande affluenza e partecipazione.

Il pubblico ha inoltre riempito la sala per i Q&A con Prïncia Car, Stéphane Ly-Cuong, e la coppia Laure Calamy e Fabien Gorgeart, protagonisti di un dialogo ironico e intenso sul loro film, C’est quoi l’amour, la divertente storia di un’ex marito e moglie che si rivedono per chiedere l’annullamento ecclesiastico del loro matrimonio alla Sacra Rota.

Grande interesse è stato infine mostrato per il convegno dal titolo I.A. generativa: etica e legalità per uno sviluppo sostenibile, un’analisi delle conseguenze concrete dell’AI Act, entrato in vigore nell’agosto 2024, una discussione che ha visto alternare gli interventi sul diritto d’autore, etica e legalità che hanno stimolato riflessioni l’urgenza di trovare un equilibrio tra la spinta innovativa della tecnologia e la necessità di proteggere il lavoro intellettuale in ogni sua forma.

“In questa edizione – ha commentato Francesco Ranieri Martinotti, direttore artistico del festival – la forte partecipazione di pubblico ha confermato che abbinare una buona programmazione di film in anteprima nazionale ad approfonditi confronti con ospiti di eccezione è una formula vincente in grado di far ritornate numeroso il pubblico in sala. Il dialogo culturale tra Italia e Francia resta al centro della nostra missione: un cinema che racconta il presente con profondità, bellezza e pensiero critico.”

Il successo di quest’anno è il frutto della dedizione e passione di un gruppo di lavoro affiatato, guidato dallo stesso Ranieri Martinotti, che nel contesto del festival è stato insignito dall’Ambasciatore di Francia in Italia Martin Briens della medaglia difficile delle Arti e delle Lettere per il suo impegno come regista e promotore della cultura francese in Italia, il che sottolinea l’importanza di continuare a costruire spazi di confronto e di  scambio anche tra professionisti del cinema e della narrativa.

 

 

 

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