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Da Pompei, l’Italia ha invocato l’intercessione di Maria

Grandissima partecipazione di fedeli ieri, 15 aprile, al “Rosario per l’Italia” recitato nel Santuario di Pompei e trasmesso da Tv2000 e InBluradio. Per la quinta volta, dopo il primo appuntamento del 19 marzo, l’Italia si è rivolta in preghiera a Maria chiedendoLe l’intercessione presso Dio affinché si arresti la pandemia di coronavirus.

A guidare la recita della preghiera, durante la quale sono stati meditati i Misteri della Gloria, è stato l’Arcivescovo, monsignor Tommaso Caputo, che, ad ogni Mistero, ha legato una particolare intenzione di preghiera.    

Gli scritti del Beato Bartolo Longo, fondatore del Tempio mariano e delle Opere di Carità, e quelli del Servo di Dio monsignor Francesco Saverio Toppi, arcivescovo della città mariana dal 1990 al 2001, hanno introdotto e ispirato la preghiera. «Il beato Bartolo Longo, nei “Quindici Sabati”, invita ad entrare spiritualmente nel cenacolo per pregare con Maria, attendere fiduciosamente e desiderare con Maria il Consolatore». È stato il responsabile della Casa Famiglia “Oasi Vergine del Sorriso” a leggere questo passo tratto dai pensieri di monsignor Toppi che, poi, invita ad entrare «ancora nel cenacolo, come suggerisce il nostro beato» e a trattenerci «con Maria ad implorare una rinnovata Pentecoste per noi e per la Chiesa».

Il “Rosario per l’Italia” ha visto la partecipazione anche della Madre Generale delle Suore Domenicane “Figlie del Santo Rosario di Pompei”, di un Fratello delle Scuole Cristiane, di un altro responsabile delle Case Famiglia del Santuario, della presidente diocesana di Azione Cattolica e di una dottoressa che hanno recitato l’Ave Maria, e del vice rettore della Basilica che ha invece letto il Vangelo e recitato le Litanie.

«La preghiera dà conforto e speranza» – ha detto monsignor Caputo nell’introdurre la recita del Rosario. «Mediteremo sui Misteri della Gloria per ravvivare la nostra fede in Gesù morto e risorto, e per rinsaldare la nostra speranza in Lui che è la Risurrezione e la vita. Nel commentare la Risurrezione di Gesù dal sepolcro, Bartolo Longo scrisse: “Spuntava appena l’alba del terzo giorno e Gesù in un istante risorge da morte ed esce dalla tomba chiusa, come era uscito dal seno immacolato di sua Madre”. No, non siamo stati creati per la morte e l’angoscia, né per la tristezza e le tenebre, ma per la vita, la gioia, la luce!».

Nelle intenzioni sono state ricordate le vittime del terribile virus, in particolare il personale medico, i sacerdoti e gli anziani. Non è mancata la preghiera per il Papa e per coloro che «ci governano: abbiano sempre volontà e impegno di mettersi a servizio degli altri con perseveranza e gratuità».

Ad animare il “Rosario per l’Italia”, rispettando le distanze sociali e con la consueta grande capacità di guidare la preghiera con la musica, sono stati don Franco Di Fuccia, all’organo, e le Suore Domenicane.

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