Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Domenica, 12 Luglio 2026

Si è svolta, presso l’aula magna dell’IIS “Leonardo” di Giarre, la “Giornata dedicata all’Affettività”, iniziativa educativa e sociale, promossa dall’ istituto “Leonardo”, in collaborazione con l’associazione Rinascendo ODV, nell’ambito del progetto “Arti di ogni Genere”.

L’evento ha coinvolto studenti delle terze e prime classi, in un’esperienza interattiva con momenti di riflessione e partecipazione sui temi dell’affettività, del rispetto reciproco, della gestione delle emozioni e della prevenzione della violenza.

La dirigente scolastica, dott.ssa Tiziana D’Anna, ha sottolineato l’importanza di creare spazi di ascolto e dialogo all’interno della scuola, mentre la presidente di Rinascendo ODV, dott.ssa Angela Leonardi, ha evidenziato il valore educativo del progetto nel promuovere relazioni sane e consapevoli tra i giovani.

«La scuola – ha dichiarato la dirigente scolastica Tiziana D’Anna – non è soltanto luogo di formazione didattica, ma anche spazio di crescita umana ed emotiva. Iniziative come questa rappresentano un’opportunità preziosa per aiutare i ragazzi a sviluppare consapevolezza, rispetto e capacità di ascolto, elementi fondamentali per costruire relazioni sane e contrastare ogni forma di violenza».

«Attraverso il nostro contributo – ha affermato la presidente di Rinascendo ODV Angela Leonardi – vogliamo offrire ai giovani strumenti concreti per riconoscere e vivere le emozioni in modo autentico e rispettoso. Educare all’affettività significa promuovere inclusione, empatia e cultura del dialogo, creando una comunità più attenta ai bisogni dell’altro».

Numerosi gli interventi che hanno arricchito la mattinata. La dott.ssa Angela Leonardi ha guidato gli studenti in una riflessione sul significato dell’affettività e sul valore terapeutico del contatto umano, presentando il tema “La Terapia degli Abbracci”. La dott.ssa Irene Ferrara ha affrontato il delicato argomento “Le Radici della Violenza”, offrendo spunti di analisi e confronto particolarmente apprezzati dagli studenti. L’avvocata Enrica Cristaldi ha invece approfondito gli aspetti giuridici legati alla violenza, sensibilizzando i presenti sull’importanza della tutela dei diritti e della legalità e si è soffermata sul tema della libertà.

Grande partecipazione anche durante i laboratori condotti da Marika e Valeria, esperte di clownterapia, che hanno coinvolto gli studenti in attività di alfabetizzazione emotiva, giochi interattivi e momenti di condivisione, presentando anche la preziosa attività di volontariato, svolta presso gli ospedali e i reparti pediatrici catanesi.

Particolarmente significativo è stato “Il Muro delle Emozioni”, spazio partecipativo in cui gli studenti hanno potuto esprimere liberamente i loro stati d’ animo, trasformando le emozioni in gesti e parole.

Il progetto ha rappresentato un’importante esperienza educativa e formativa, capace di coinvolgere i ragazzi non soltanto sul piano delle conoscenze, ma in particolare su quello umano, relazionale ed emotivo. Attraverso attività diverse, linguaggi artistici molteplici ed esperienze concrete, gli studenti hanno avuto la possibilità di riflettere su temi fondamentali.

Proprio grazie alla possibilità di esprimersi attraverso forme artistiche differenti, gli studenti hanno inoltre realizzato manifesti ed elaborati creativi, dedicati al tema del rispetto e contro la violenza sulle donne, in mostra negli spazi antistanti l’aula magna.  I lavori hanno rappresentato un’importante testimonianza della sensibilità, della partecipazione e della capacità di riflessione, maturata dai ragazzi durante il percorso progettuale.

L’intero percorso è stato pensato come un vero e proprio “compito di realtà”, nel quale i ragazzi hanno potuto apprendere valori importanti attraverso l’esperienza diretta. Proprio perché vissute in prima persona, le attività sono risultate più efficaci nel favorire la partecipazione, la riflessione e la consapevolezza emotiva. Esperienze di questo tipo, infatti, aiutano gli studenti non solo a ricordare meglio ciò che hanno vissuto, ma anche ad elaborarlo in maniera più profonda e significativa nel tempo.

Il parterre è stato impreziosito dalla presenza dei piccoli ospiti del Centro Antiviolenza il “Bucaneve”, guidati dalla vicepresidente suor Rosalba La Pegna, che insieme ai volontari dell’associazione Rinascendo, hanno preso parte al progetto “Arti di ogni Genere”, contribuendo a rendere ancora più significativo il messaggio di inclusione, accoglienza e solidarietà promosso durante la giornata.

Attraverso momenti di condivisione, esperienze artistiche, attività laboratoriali e occasioni di incontro con realtà del volontariato, gli studenti hanno avuto la possibilità di sperimentare il valore dell’ascolto, dell’inclusione e della partecipazione attiva. In questo senso, il progetto si inserisce pienamente in un percorso educativo orientato allo sviluppo di cittadini consapevoli, equilibrati e capaci di vivere la propria realizzazione personale anche in una dimensione sociale e collettiva.

L’esperienza conclusiva ha quindi rappresentato non solo il momento finale di un percorso articolato, ma anche un’occasione concreta per seminare nei ragazzi valori, sensibilità e consapevolezze che potranno maturare nel tempo e accompagnarli nel loro percorso di crescita personale e relazionale.

Mercoledì 27 maggio approderà a Riposto presso quel litorale drammaticamente colpito dal ciclone Harry, la Motovela MareNostrum Dike, imbarcazione confiscata agli scafisti e oggi protagonista del ‘Viaggio della Legalità’, simbolo di rinascita, educazione e inclusione sociale. La tappa di Riposto fa parte del progetto direttamente promosso da Archeoclub d’Italia Nazionale ‘MAREGALITÀ 2026 – Storie di Viaggi, Eroi e Legalità’, ispirato alla figura di Giulia Civita Franceschi che, dal 1913 al 1928, diresse la storica nave-asilo Caracciolo, dedicandosi al recupero sociale degli ‘scugnizzi’ napoletani. Durante la sosta a Riposto con il supporto organizzativo della sede Archeoclub area ionico-etnea e in sinergia con il Comune di Riposto, il Porto dell’Etna e l’Istituto scolastico Amari-Rizzo-Pantano, avranno luogo attività mirate a promuovere tra le nuove generazioni il rispetto della legalità, la tutela del mare e la conoscenza del patrimonio culturale e archeologico sommerso, attraverso un percorso condiviso tra istituzioni, scuola e associazionismo. La scelta è quella di coinvolgere gli studenti in attività che permettano un approccio concreto alla tematica in oggetto.

 “Le visite all’imbarcazione prenderanno il via alle ore 9.30 dal Molo Centrale Senatore Rapisarda del Porto dell’Etna e saranno curate direttamente da Rosario Santanastasio e Pietro Cirigliano, presidente e segretario Generale di Archeoclub d’Italia e da Giuseppe Esposito, referente del progetto - dichiara Maria Rosaria Grasso, presidente Archeoclub d’Italia sede di Riposto - Successivamente i giovani visitatori parteciperanno a laboratori curati dalla Lega Navale Italiana – sede di Riposto, da sempre attiva nel promuovere il connubio fra mare e legalità, ad opera del suo presidente, Giuseppe Ballistreri. Giuseppe Cannavò, del Gruppo Sommozzatori di Riposto, parlerà agli studenti di archeologia subacquea e gli studenti dell’I.S. ‘Amari – Rizzo – Pantano’ cureranno l’accoglienza delle scuole del territorio in visita. Tutto si svolgerà all’interno e nelle adiacenze del Circolo Velico, generosamente messo a disposizione dal Porto dell’Etna-Marina di Riposto il cui amministratore delegato, Mario Zappalá, il direttore Leonardo Biasi e l’ispettore Emiliano Indelicato, sin dall’inizio hanno creduto nell’evento”.

 Nel pomeriggio, a partire dalle 18.30, presso i locali dell’Istituto Tecnico Nautico “Luigi Rizzo, avrà luogo la manifestazione ‘Per un mare di legalità’ in cui la voce delle istituzioni si alternerà a quella dei giovani. Gli studenti dell’Amari-Rizzo-Pantano, alla presenza della dirigente scolastica Rosalba Mingiardi, che aprirà i lavori, esprimeranno il loro impegno e la loro speranza in un mondo più giusto attraverso la musica, la lettura di testi e la realizzazione di video. Presente l’Orchestra giovanile ‘Falcone Borsellino’, nata nel 2009 ad opera della fondazione ‘La Città Invisibile’ con l’obiettivo di trasformare   la musica in uno strumento di legalità e inclusione. L’appassionante vicenda sarà raccontata da Alfia Milazzo, presidente della Fondazione. Testimonieranno il loro impegno a favore della legalità e  in difesa del territorio e di quel mare che è risorsa preziosa e indispensabile per la vita umana il sindaco del Comune di Riposto Davide Vasta, il vicesindaco Carmelo D’Urso e l’assessore Davide Palermo; per le Forze Armate Mario D’Arco, Comandante Compagnia dei Carabinieri di Giarre, Matteo Cannella, Comandante Sezione Operativa Navale Guardia di Finanza di Catania e  Arturo Laudato, Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Riposto;  Sergio Fisicaro, Giudice Onorario del Tribunale per i Minorenni; Leonardo Leonardi, Ispettore Onorario Beni Archeologici Sommersi, ci condurrà nell’affascinante mondo dei fondali marini e del suo patrimonio storico-archeologico. A illustrare tutto il progetto e a trarre le conclusioni del dibattito, Rosario Santanastasio, presidente di Archeoclub d’Italia e Francesca Esposito, referente generale di esso. A moderare l’incontro Ines Torrisi, vicepresidente Archeoclub d’Italia sede area ionico-etnea.

Si è svolto sabato 16 maggio nella chiesa di San Rocco ad Acireale il “Grande Concerto per la Pace”, importante momento di musica misto a riflessione e preghiera nato per rilanciare un forte appello alla fraternità tra i popoli e al rifiuto della guerra.

Numerosi i presenti che hanno voluto condividere un concerto, in un tempo segnato da conflitti, tensioni internazionali e sofferenze che continuano a colpire diverse parti del mondo. L’iniziativa, promossa in comunione con il patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, ha trasformato la musica in un autentico linguaggio di pace.

Protagonisti della serata il coro polifonico Tablarmonica Ensemble insieme ai solisti della Catania Philarmonic Orchestra, che hanno proposto un raffinato repertorio di polifonia classica per coro e orchestra, accompagnando il pubblico in un percorso di meditazione e speranza.

Ad aprire la riflessione sono state le parole dedicate al messaggio di Papa Leone X sulla necessità di una “pace disarmata e disarmante”, appello che ha attraversato tutta la serata come filo conduttore. Più volte è stato sottolineato il bisogno di uscire dall’indifferenza e dal quieto vivere per riscoprire una responsabilità comune davanti ai drammi della guerra.

Molto intenso l’intervento di Don Orazio Barbarino, promotore dell’evento e di una raccolta fondi a favore dei bambini di Gaza, che ha spiegato come "il concerto sia nato dal desiderio di fare qualcosa di concreto per la pace: non solo un appuntamento musicale, ma un gesto collettivo di sensibilizzazione e vicinanza ai popoli feriti dai conflitti".

Nel corso della serata è intervenuto anche il vescovo mons. Antonino Raspanti, che ha invitato i presenti "a custodire nel cuore il valore della pace come dono da costruire quotidianamente attraverso dialogo, solidarietà e attenzione agli ultimi".

Particolarmente toccante il videomessaggio di don Gabriel Romanelli da Gaza, che ha raccontato la drammatica situazione vissuta nella Striscia, segnata ancora da paura, sofferenza e precarietà. Le sue parole hanno profondamente emozionato i presenti, richiamando tutti all’urgenza della preghiera e dell’impegno concreto per la pace.

A condurre la serata Grazia Russo, che ha accompagnato il pubblico nei diversi momenti dell’evento, culminato in un lungo applauso finale come segno di partecipazione e speranza condivisa.

Da Acireale si è così levato un messaggio chiaro e corale: la pace non è un’utopia, ma una responsabilità che appartiene a tutti.

Si è svolto presso la sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Catania un incontro promosso dalla Commissione ordinistica di contrasto alla violenza sui minori, presieduta dalla consigliera OMCeO dott.ssa Elisabetta Battaglia, finalizzato all’avvio di un percorso interistituzionale dedicato alla prevenzione e alla rilevazione precoce delle situazioni di disagio e abuso sui minori.

L’iniziativa nasce a seguito di un articolato lavoro di interlocuzione sviluppato dopo una lunga attività dalla Commissione con le istituzioni territoriali e con il Comune di Catania, in particolare con il presidente della Commissione Sanità dott. Bruno Brucchieri, con l’obiettivo di costruire una rete stabile di collaborazione tra i soggetti che, a vario titolo, operano a contatto con i minori.

Al centro del confronto è emersa l’esigenza di rafforzare il collegamento tra pediatria e istituzioni, individuando nella scuola uno dei principali presìdi territoriali in grado di intercettare precocemente eventuali segnali di fragilità, disagio o maltrattamento.

Per tale ragione hanno partecipato all’incontro numerosi dirigenti scolastici degli istituti comprensivi del territorio catanese, chiamati a confrontarsi su una proposta progettuale condivisa con il Comune di Catania e finalizzata a valutare l’inserimento, nella modulistica di iscrizione scolastica, del nominativo del Pediatra di Libera Scelta del minore. L’ipotesi mira a favorire la creazione di un canale di dialogo e collaborazione tra istituzioni scolastiche e pediatri, anche sotto il profilo culturale, formativo e operativo.

Nel corso dell’incontro sono emersi diversi spunti di approfondimento di natura organizzativa e giuridica, illustrati e chiariti dall’avv. Eleonora Savoca, responsabile dell’area legale dell’OMCeO di Catania.

«Anche salvare un solo bambino significa aver raggiunto un risultato importante» ha dichiarato la dott.ssa Elisabetta Battaglia, sottolineando il valore dell’iniziativa e la necessità di sviluppare strumenti concreti di cooperazione tra i diversi attori coinvolti nella tutela dei minori.

I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali del vicepresidente OMCeO Catania dott. Giuseppe Liberti. Sono intervenuti, inoltre, la dott.ssa Antonella Di Stefano, direttore dell’UOC di Pediatria e del Presidio Ospedaliero Pediatrico dell’A.O. Cannizzaro, il dott. Bruno Brucchieri, presidente della Commissione Sanità del Comune di Catania, il dott. Filippo Di Forti e il dott. Antonio Gulino, pediatri ed esponenti FIMP, e la prof.ssa Giovanna Micale, delegata del sindaco di Catania per le politiche di contrasto alla dispersione scolastica e referente dell’Osservatorio d’Area. Presenti anche le componenti della Commissione ordinistica dott.ssa Diana Cinà, dott.ssa Patrizia Barone, dott.ssa Claudia Prococo e dott.ssa Piera Bonaccorso.

L’incontro ha inoltre registrato un’ampia e significativa partecipazione del mondo scolastico cittadino, con la presenza della dott.ssa Chiara Gerevini, delegata del Dirigente Scolastico dell’I.C. Malerba, della dott.ssa Isabella Di Gregorio, delegata del Dirigente Scolastico dell’I.C. Di Guardo-Quasimodo, della dott.ssa Maria Concetta Lazzara, dirigente dell’I.C. Giuffrida, della dott.ssa Paola Adalgisa S. Cinquerrui, dirigente dell’I.C. Vespucci-Capuana-Pirandello, della dott.ssa Maria Accardo, delegata del Dirigente Scolastico dell’I.C. San Giovanni Bosco, della dott.ssa Concetta Baglio, delegata del Dirigente Scolastico dell’I.C. Vittorino da Feltre, della dott.ssa Concetta Manola per l’I.C. San Giorgio, del dott. Antonio Pittalà, dirigente dell’I.C. Fermi-Eredia, della dott.ssa Lucia D’Aquila, delegata del Dirigente Scolastico dell’I.O.S. Musco, della dott.ssa Katia Perna per l’I.C. Rapisardi-Alighieri e della dott.ssa Elga Maria G. Schembri per l’I.C. Brancati.

L’incontro rappresenta soltanto il primo passo di un confronto operativo che pone al centro la tutela del minore e la costruzione di una rete territoriale integrata.

 

Arancino o arancina? Una disputa che da sempre infiamma la Sicilia, accendendo una contesa che negli anni ha coinvolto persino l'Accademia della Crusca, chiamata ad esprimersi sul corretto nome della pietanza da street-food più celebre dell'Isola.
Ma se la domanda fosse quella sbagliata?
Se, invece di dividerci sul “genere”, provassimo a risalire all’origine di questa prelibata preparazione, simbolo della gastronomia isolana?
E' con questo intento che lo storico dell’alimentazione siciliana e docente di enogastronomia-cucina Calogero Matina pubblica “Il sole da mangiare – Da principe delle tavole dei nobili a... re dello street food” frutto di una ricerca storica durata quasi dieci anni che lo ha portato in giro per Sicilia, e che ha il nobile intento di mettere pace tra l'arancina e l'arancino, due mondi che appartengono in egual misura all'autore, nato nell'Agrigentino e naturalizzato catanese da oltre vent'anni.

“Il sole da mangiare” - un volume di 152 pagine edito da Markat Studio per conto della “Confraternita dell’Arancinu” e corredato da immagini realizzate con l'AI - sarà presentato sabato 16 maggio alle ore 11.30 al Parco Paternò del Toscano di Sant’Agata li Battiati (via Roma, 59) e alle ore 17 al Palazzo del Turismo di Acireale (via Ruggero Settimo, 11) nell'ambito dell'evento “Sicilia in tavola – le botteghe del gusto” organizzato dalla Confederazione nazionale artigiani. In entrambe le occasioni, che si concluderanno con una degustazione dell'antenato dell'iconica pietanza, dialogherà con l'autore la giornalista Carmen Greco.

“Il sole da mangiare – Da principe delle tavole dei nobili a... re dello street food” non vuole dettare regole né stabilire vincitori, ma raccontare con rigore solo ciò che ha riscontri documentali, quelli che Matina ha messo insieme girando biblioteche, scavando negli archivi, studiando fonti e testimonianze scritte: dal “Libro delle vivande “ di Al-Baghdadi (il celebre ricettario arabo del 1226) ad Al-Idrisi, da Giuseppe Pitré,  che descrive le “pallottole di riso fritte”, a Salomone Marino, fino alla moderna storia dell'alimentazione.
In questo volume Calogero Matina non si erge a giudice, non propone alcuna “ricetta definitiva”, ma punta a far conoscere le radici profonde dell’arancinu – così come lo definì per primo nel 1857  Giuseppe Biundi nel suo dizionario, dove compare in una versione dolce - che l'autore considera «memoria collettiva, il racconto di un’isola attraversata nei secoli dai popoli», a partire dalle sue materie prime.
Non solo cibo, dunque, ma anzitutto identità. «Sono un docente che ha imparato a leggere la storia nei piatti», scrive, spiegando come «la cucina sia anche un atto di resistenza per ricordare chi siamo».
“Il sole da mangiare” si inserisce in un clima nuovo, quello che prova a superare le contrapposizioni. Lo stesso spirito che anima la “Confraternita dell’arancinu”, nata nel 2025 da un'idea del Maestro di cucina Domenico Privitera (che firma una delle prefazioni al libro) per mettere pace allo storico braccio di ferro tra Sicilia occidentale e orientale nel segno di un prodotto di qualità, e della quale fanno parte cuochi, cultori e divulgatori del buon cibo, in ogni parte dell'Isola.
Troppo spesso, infatti, questa eccellenza gastronomica tutta siciliana è stata «massacrata sull’altare della vendita», perdendo qualità e significato, «ma l'evoluzione non si può arrestare – precisa Calogero Matina - anche quello dell'arancinu, ancorato al passato ma necessariamente proiettato verso il futuro».
E se vi state chiedendo se è nato prima l'arancinu al ragù o quello al burro, la scrittura attenta e delicata di Calogero Matina vi riserverà più di una sorpresa, conducendovi per mano in una Sicilia «che non sta restare immobile, che impasta l'antico con il nuovo e il rustico con il raffinato, senza mai smarrire del tutto sé stessa».

Calogero Matina. Docente di enogastronomia, storico dell’alimentazione, autore e regista, è una figura poliedrica che unisce in modo originale il sapere culinario, la ricerca umanistica e l’espressione artistica. Il suo percorso nasce in cucina negli Anni 80, ma è negli Anni 90 che si orienta verso la formazione, iniziando così una lunga carriera come docente di cucina nei migliori istituti professionali alberghieri italiani. Il suo profilo si distingue per una forte interdisciplinarità: nel 1993 consegue il diploma in scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Agrigento, successivamente completa il proprio percorso accademico con la laurea in Letteratura, arte, musica e spettacolo, consolidando una visione culturale ampia e articolata. Parallelamente all’insegnamento, Calogero Matina ha svolto numerosi incarichi come esperto e formatore, occupandosi di storia della gastronomia siciliana, tecniche professionali di cucina, banqueting e catering. Accanto alla dimensione didattica e tecnica ha sempre coltivato quella di autore, ricercatore e narratore della cultura gastronomica. È infatti autore del volume “Nostos – Storia di un viaggio nella cucina del Mediterraneo nel periodo greco-romano” che intreccia archeologia, storia e gastronomia. Fondatore e presidente della Confraternita dell’Arancinu, è promotore di iniziative che uniscono cultura e territorio, come la manifestazione “Nostos – Cibo e Mito” e il format “L’Arte a Tavola”  che fonde teatro, narrazione e degustazione in un’esperienza multisensoriale. Riconosciuto come ambasciatore della pasticceria e della gastronomia siciliana, nel 2001 è stato insignito del prestigioso Collare di Auguste Escoffier.

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI