
Dalla memoria di Mauro e Manolo Bolognini al futuro della Settima Arte, la quinta edizione del riconoscimento ha riunito attori, registi, sceneggiatori e maestranze del cinema. Premio alla carriera a Franco Nero, omaggi a Claudia Cardinale e ai protagonisti di una tradizione artistica che continua a unire generazioni e Paesi.
Una serata dedicata alla memoria, al talento e alle tante professionalità che hanno contribuito a costruire la storia del cinema italiano. Domenica 25 ottobre 2026, nella raffinata cornice del Radisson Blu Grand Hotel Ritz, in via Domenico Chelini 41, la quinta edizione del Premio Bolognini ha riunito personalità del mondo dello spettacolo, registi, attori, sceneggiatori, giornalisti e rappresentanti della cultura, confermandosi un appuntamento nel segno della grande tradizione cinematografica nazionale.
Non soltanto una cerimonia di premiazione, ma un incontro tra generazioni e competenze diverse, unite dalla consapevolezza che il cinema sia il risultato di un lavoro collettivo, nel quale il talento degli interpreti e la visione dei registi si intrecciano con l'esperienza delle maestranze tecniche e artistiche. Un patrimonio che il Premio Bolognini intende custodire e tramandare, nel ricordo di Mauro Bolognini, celebre regista, e di Manolo Bolognini, produttore cinematografico.
A guidare l'iniziativa è stata Carlotta Bolognini, direttrice artistica, nipote di Mauro e figlia di Manolo, che ha trasformato un'importante eredità familiare in un progetto culturale capace di valorizzare il cinema italiano e quanti continuano a contribuire alla sua vitalità. All'organizzazione ha collaborato Graziano Marraffa, fondatore e presidente dell'Archivio Storico del Cinema Italiano.
«Questa quinta edizione rappresenta un traguardo emozionante e un tassello fondamentale nel percorso di valorizzazione di una tradizione di famiglia che appartiene, in realtà, a tutta la storia della nostra cultura», aveva dichiarato Carlotta Bolognini, sottolineando l'importanza di mantenere vivo il legame tra passato e presente e di riconoscere il lavoro di chi opera quotidianamente, con passione e dedizione, nel mondo cinematografico.
Franco Nero e i grandi protagonisti della Settima Arte
Il riconoscimento alla carriera assegnato a Franco Nero ha rappresentato uno dei momenti centrali della manifestazione. Attore di fama internazionale e interprete di una lunga stagione del cinema italiano, Nero è diventato negli anni un volto conosciuto in tutto il mondo, portando sullo schermo personaggi e storie che hanno attraversato generi e tradizioni cinematografiche differenti.
Accanto a lui, l'edizione 2026 ha celebrato numerose personalità che, attraverso percorsi professionali diversi, hanno contribuito alla realizzazione di opere di rilievo. Per la regia sono stati premiati Matteo Garrone e Stefano Reali, mentre per la recitazione i riconoscimenti sono andati a Simona Cavallari e Kim Rossi Stuart.
Ampio spazio è stato riservato alle professionalità tecniche e artistiche che operano spesso lontano dai riflettori, ma il cui contributo risulta fondamentale nella costruzione di un film. Luigi Rocchetti è stato premiato per il trucco, i Fratelli Cartocci per i mezzi tecnici, Elide Cortesi per la segreteria di edizione e Maurizio Millenotti per i costumi. Per la fotografia sono stati riconosciuti i meriti di Nino Celeste e Roberto Girometti, mentre Massimo Vanni è stato premiato per la sua attività di stuntman e maestro d'armi. A Chiara Colizzi è andato il riconoscimento per il doppiaggio.
Un elenco che restituisce la complessità del lavoro cinematografico e il valore di un insieme di competenze nel quale creatività, preparazione tecnica, esperienza e collaborazione concorrono alla riuscita di un'opera.
Tra i premi speciali, anche quello alla carriera conferito alla poetessa e scrittrice Anna Maria Farricelli, il cui percorso letterario è stato apprezzato per la profondità narrativa e la capacità di costruire personaggi e vicende dalla forte dimensione drammaturgica, richiamando la sensibilità del cinema d'autore.
Sad Hill, un ponte culturale tra Italia e Spagna
Tra i momenti più significativi della serata, particolare rilievo ha assunto l'iniziativa dedicata alla memoria cinematografica internazionale e alla conservazione dei luoghi simbolo della Settima Arte.
In occasione della quinta edizione del Premio Bolognini, le associazioni gemellate Camposecco Far West A.P.S., in Italia, e Museo Carlo Simi, in Spagna, hanno presentato un video-tributo dedicato al progetto delle croci commemorative nel leggendario Cimitero di Sad Hill. Il luogo è entrato nell'immaginario collettivo grazie a Il buono, il brutto, il cattivo, il celebre film diretto da Sergio Leone, diventato una pietra miliare del cinema western.
Dopo la croce dedicata a Bud Spencer, il progetto ha celebrato anche Manolo Bolognini, Luigi Montefiori, conosciuto artisticamente come George Eastman, e Franco Nero, attraverso nuovi riconoscimenti destinati a questo luogo simbolico.
L'iniziativa ha sottolineato ancora una volta come la memoria cinematografica non appartenga esclusivamente al Paese nel quale un film è stato realizzato, ma costituisca un patrimonio condiviso, capace di attraversare i confini e di parlare a pubblici di età e provenienze differenti. La collaborazione tra le realtà associative italiane e spagnole rappresenta, in questo senso, un esempio concreto di come la cultura possa mantenere vivi i legami tra territori, artisti e appassionati.
L'omaggio a Claudia Cardinale e il ricordo di Kiki Puccini
La manifestazione ha dedicato un momento particolarmente intenso a Claudia Cardinale, attrice indimenticabile e figura di primo piano del cinema italiano e internazionale. Il suo rapporto professionale con Mauro e Manolo Bolognini ha offerto l'occasione per ripercorrere una stagione importante della storia cinematografica, nella quale grandi interpreti, registi e produttori contribuirono a consolidare il prestigio del cinema italiano anche oltre i confini nazionali.
Il ricordo dell'attrice si è intrecciato con quello dei due esponenti della famiglia Bolognini, evocando un mondo cinematografico nel quale la valorizzazione degli interpreti si accompagnava alla cura della regia, alla ricerca artistica e a una precisa visione produttiva. Un patrimonio di esperienze e collaborazioni che continua a rappresentare un riferimento per chi lavora oggi nel settore.
Un pensiero speciale è stato inoltre rivolto a Kiki Puccini, imprenditrice e proprietaria del Radisson Blu Grand Hotel Ritz, recentemente scomparsa. Alla sua memoria è stata dedicata la serata, conferendo alla manifestazione una dimensione umana e affettiva particolarmente sentita. Legata da amicizia a Carlotta Bolognini, Puccini è stata ricordata non soltanto per il suo ruolo professionale, ma anche per il valore personale di un rapporto che ha accompagnato l'organizzazione dell'evento.
Una platea ricca di volti noti
La quinta edizione del Premio Bolognini ha visto la partecipazione di circa un centinaio di ospiti selezionati, in una sala gremita che ha riunito numerosi protagonisti del cinema, della televisione, della scrittura e della cultura. Un parterre articolato, testimonianza dell'interesse suscitato da un appuntamento che punta a valorizzare la storia del cinema e le persone che ne alimentano la tradizione.
Dal mondo dei casting cinematografici è arrivata la famiglia Spoletini, rappresentata da Gianfilippo e Margherita Spoletini. Numerosi gli attori presenti, tra i quali Adriana Russo, Alexandra Celi, Dario Guidi, Francesca Aledda, Joyce Conte, Yasmin Pucci, Olga Bisera, Alex Partexano, Pippo Franco, accompagnato dalla moglie Piera Bassino, Gaia Zucchi e Monica Menchi.
La serata ha visto inoltre la partecipazione dello sceneggiatore e regista Sergio Martino, dello sceneggiatore e produttore Giuseppe Pedersoli, del regista Fabio Luigi Lionello e del doppiatore Roberto Chevalier. Presenti anche lo scrittore Niky Marcelli, accompagnato dalla marchesa Maria Giulia Cherubini Menchetti, e il diplomatico Bruno Scapini, già ambasciatore d'Italia.
La varietà degli ospiti ha confermato il carattere trasversale della manifestazione, capace di mettere in relazione professionisti appartenenti a settori differenti, ma accomunati dal legame con la cultura e con il mondo dello spettacolo.
Una rete di collaborazioni per il cinema
La riuscita dell'iniziativa è stata sostenuta dal Radisson Blu Grand Hotel Ritz, main sponsor della manifestazione, e dalla collaborazione della clinica romana Ars Medica, dell'associazione culturale Occhio dell'Arte APS e di ACSI – Associazione di Cultura Sport e Tempo Libero.
Al termine della cerimonia, un aperitivo ha offerto agli ospiti un'ulteriore occasione per incontrarsi, scambiare impressioni e condividere ricordi ed esperienze legate al mondo del cinema.
La quinta edizione del Premio Bolognini si è così conclusa in un clima di partecipazione e soddisfazione, confermando l'obiettivo di coniugare la celebrazione dei grandi nomi con il riconoscimento delle tante professionalità che rendono possibile la realizzazione di un film.
Soddisfatta Carlotta Bolognini, che ha dato appuntamento alla prossima edizione, rinnovando idealmente l'impegno a mantenere viva una tradizione culturale che porta il nome della sua famiglia, ma che appartiene all'intero patrimonio cinematografico italiano.
Nel ricordo di Mauro e Manolo Bolognini, il premio ribadisce così un principio fondamentale: la storia del grande cinema non si esaurisce nelle immagini che arrivano sullo schermo. È fatta anche di competenze, intuizioni, lavoro artigianale, amicizie, collaborazioni e vicende umane che, insieme, contribuiscono a costruire opere destinate a restare nel tempo.