Cosa porta l'erede al trono emiratino in Grecia

Atene e Abu Dhabi mantengono un rapporto economico e geopolitico caldo, poiché si ricorda che anni fa hanno firmato anche un accordo di cooperazione in materia di difesa con una clausola di assistenza reciproca alla difesa, così come con la Francia

Grecia ed Emirati Arabi Uniti, il principe ereditario Khaled bin Mohamed ad Atene: difesa, investimenti ed energia al centro dei colloqui

In una fase particolarmente delicata per gli equilibri geopolitici del Mediterraneo orientale, la visita ad Atene del principe ereditario di Abu Dhabi, Sheikh Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, assume un significato che va oltre il rafforzamento dei rapporti economici tra Grecia ed Emirati Arabi Uniti. L'incontro previsto oggi al Palazzo Maximos con il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis si svolge infatti sullo sfondo delle tensioni legate alla ratifica, da parte del Parlamento libico, del memorandum d'intesa turco-libico sulla delimitazione delle aree marittime, un'intesa contestata da Atene per le sue implicazioni sul diritto internazionale e sugli interessi greci nel Mediterraneo.

La Grecia ha reagito alla decisione attraverso un'intensa attività diplomatica, coinvolgendo l'Unione europea e mantenendo i contatti con i Paesi della regione che condividono le sue preoccupazioni, tra cui Egitto, Israele e Cipro. In questo contesto, la presenza ad Atene del principe ereditario emiratino rappresenta anche un'occasione per affrontare gli sviluppi regionali e consolidare la cooperazione tra due Paesi che negli ultimi anni hanno progressivamente ampliato il proprio partenariato strategico.

Il partenariato strategico e il messaggio ad Ankara

I rapporti tra Atene e Abu Dhabi si sono sviluppati su due direttrici principali: la cooperazione in materia di difesa e il rafforzamento dei legami economici e finanziari. Alcuni anni fa, i due Paesi hanno sottoscritto un accordo di cooperazione militare che prevede anche una clausola di assistenza reciproca in materia di difesa, sulla scia dell'intesa siglata dalla Grecia con la Francia. Un passaggio che ha contribuito a consolidare la dimensione strategica delle relazioni bilaterali, in un'area caratterizzata da rivalità geopolitiche e interessi concorrenti.

Successivamente, l'attenzione si è concentrata in misura crescente sugli investimenti emiratini nell'economia greca. Fondi e gruppi finanziari di Abu Dhabi hanno ampliato la propria presenza in diversi comparti, dall'energia alle infrastrutture, fino alle nuove tecnologie e ad altri settori produttivi. Un interesse che Atene intende valorizzare ulteriormente attraverso nuovi accordi e iniziative di collaborazione.

Il colloquio alla Maximos offrirà tuttavia a Mitsotakis anche l'opportunità di affrontare la situazione nel Mediterraneo orientale e le conseguenze delle recenti iniziative legate al memorandum turco-libico. Il governo greco vuole ribadire che non intende accettare modifiche degli equilibri marittimi che ritiene contrarie al diritto internazionale e lesive dei propri interessi nazionali.

La posizione di Atene si rivolge tanto ad Ankara quanto agli interlocutori libici, in particolare alle autorità della Libia orientale, nel tentativo di impedire che accordi contestati sul piano giuridico si traducano in fatti compiuti sul terreno diplomatico e marittimo.

In questa direzione, la Grecia ha lavorato per ottenere una posizione comune dei 27 Stati membri dell'Unione europea sulla questione. Mitsotakis ha seguito personalmente il dossier, attraverso diversi contatti con i partner europei, affiancato dal ministro degli Esteri Giorgos Gerapetritis, impegnato a sostenere la linea diplomatica del governo greco.

La visita del principe ereditario emiratino si inserisce dunque in una strategia più ampia, nella quale Atene punta a rafforzare le proprie relazioni con partner regionali e internazionali, affiancando alla cooperazione economica un dialogo costante sui principali dossier di sicurezza.

Una delegazione di 60 imprenditori e nuovi accordi economici

Accanto alla dimensione geopolitica, la componente economica rappresenta uno degli elementi centrali della visita. Sheikh Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, arrivato ad Atene dopo essere stato accolto in aeroporto dal ministro degli Esteri Giorgos Gerapetritis, è accompagnato da una consistente delegazione imprenditoriale emiratina composta da circa 60 rappresentanti del mondo economico e finanziario.

Il programma comprende il forum Grecia-Emirati Arabi Uniti, al quale prenderanno parte anche esponenti di importanti aziende greche. L'obiettivo è individuare nuove opportunità di collaborazione, ampliare gli investimenti già avviati e favorire l'ingresso di capitali emiratini in ulteriori comparti dell'economia nazionale.

Sono inoltre previste la firma di memorandum bilaterali e la conclusione di intese di cooperazione tra le istituzioni dei due Paesi. Gli incontri economici, in programma, costituiscono un'occasione per mettere in contatto imprese, investitori e rappresentanti istituzionali, con l'intento di trasformare il partenariato politico in nuove iniziative concrete.

L'interesse degli Emirati per la Grecia si è già tradotto in operazioni di rilievo, soprattutto nel settore energetico, che negli ultimi anni è diventato uno dei principali ambiti di cooperazione.

Energia e infrastrutture, gli investimenti emiratini in Grecia

Tra le operazioni più significative figura l'acquisizione di TERNA Energy da parte di Masdar, società emiratina attiva nelle energie rinnovabili, attraverso una transazione del valore di circa 3,2 miliardi di euro. L'operazione conferma l'interesse degli investitori del Golfo per il mercato greco e per le prospettive offerte dalla transizione energetica.

Un altro progetto riguarda DAMAC, che ha avviato una collaborazione con PPC, la principale società elettrica greca, per lo sviluppo di un centro dati a Spata, nell'area metropolitana di Atene. Il progetto prevede un investimento iniziale di circa 150 milioni di euro e si inserisce nel più ampio sviluppo delle infrastrutture digitali, un settore sempre più strategico per la competitività economica.

Anche Mubadala, uno dei principali gruppi d'investimento di Abu Dhabi, mantiene una presenza in Grecia, con partecipazioni in diversi comparti, tra cui quello dell'acquacoltura. A queste iniziative si aggiunge il quadro di cooperazione sugli investimenti del valore di 4 miliardi di euro con ADQ, gruppo che dal 2022 ha sottoscritto un memorandum di collaborazione con la Banca ellenica di sviluppo e guarda con interesse a diverse opportunità nel Paese.

L'insieme di queste operazioni testimonia come la relazione tra Grecia ed Emirati abbia acquisito una dimensione sempre più articolata. Non si tratta più soltanto di una cooperazione politica e militare, ma di un partenariato che coinvolge energia, infrastrutture, tecnologia e investimenti strategici.

La visita di Sheikh Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan rappresenta quindi un passaggio importante per consolidare questo percorso. Per Atene, l'obiettivo è rafforzare la presenza di capitali internazionali nell'economia nazionale e, contemporaneamente, ampliare la rete di relazioni con partner considerati rilevanti per la stabilità del Mediterraneo orientale. Per Abu Dhabi, la Grecia costituisce un interlocutore europeo con cui sviluppare nuove opportunità economiche e mantenere un dialogo sulle trasformazioni geopolitiche della regione.

L'agenda della giornata riflette così il duplice carattere del rapporto bilaterale: da un lato, la necessità di coordinarsi di fronte alle tensioni regionali; dall'altro, la volontà di dare ulteriore impulso agli investimenti e alla cooperazione economica, consolidando un'intesa che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente per entrambi i Paesi.

Fonte Stampa Ellenica

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