
Roma ha vissuto una serata all’insegna della musica, della scienza e della promozione del benessere con “VITA! Il concerto”, il grande evento che è andato in onda in scena al Circo Massimo ed è stato trasmesso in diretta su Rai1 alle ore 21. Alla vigilia dell’appuntamento, nella hall del Policlinico Universitario Agostino Gemelli, la giornalista Giorgia Cardinaletti ha intervistato due tra le più autorevoli personalità della ricerca scientifica mondiale, i premi Nobel per la Medicina Thomas Christian Südhof e Gregg Leonard Semenza.
All’incontro hanno partecipato anche il professor Francesco Landi, direttore delle Scienze dell’Invecchiamento del Policlinico Gemelli, Giovanni Scapagnini, direttore scientifico della Fondazione Garda Valley, e Antonio Gasbarrini, direttore scientifico della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS.
L’evento rappresenta un’iniziativa unica nel suo genere, nata con l’obiettivo di promuovere la cultura della longevità sana e contrastare il crescente disagio giovanile attraverso un dialogo innovativo tra musica, ricerca scientifica e mondo imprenditoriale. Sul palco del Circo Massimo alcuni dei più amati protagonisti della musica italiana: Andrea Bocelli, Annalisa, Gianni Morandi, Biagio Antonacci, Emma, Antonello Venditti, Alessandra Amoroso, Gigi D’Alessio, Riccardo Cocciante e Il Volo. Ad accompagnarli è stata la Nuova Orchestra Sinfonica diretta dal Maestro Leonardo De Amicis.
La conduzione della serata affidata a Giorgia Cardinaletti e Nek, con la partecipazione di ospiti d’eccezione come Lorella Cuccarini e Raoul Bova.
“VITA! Il concerto è promosso da Asso Concerti, FIMI e SIAE, realizzato in collaborazione con la Fondazione Garda Valley ETS e patrocinato dal Ministero della Cultura e dal Ministero del Turismo. Fondazione Garda Valley ETS ha inoltre ringraziato per il sostegno le famiglie Garrone e Mondini e la Fondazione Famiglia Rana.
Thomas Christian Südhof: dare significato agli anni della vita
Nato a Gottinga nel 1955, Thomas Christian Südhof è uno dei più importanti biologi contemporanei. Dopo la laurea in Medicina presso l’Università di Göttingen, si è trasferito negli Stati Uniti nel 1983 per proseguire la propria attività di ricerca presso l’Università del Texas Health Science Center di Dallas.
I suoi studi hanno rivoluzionato la comprensione della trasmissione sinaptica e dei meccanismi che regolano la comunicazione tra le cellule nervose. Per le sue scoperte sui sistemi di trasporto intracellulari e sul traffico delle vescicole cellulari, nel 2013 ha ricevuto il Premio Nobel per la Medicina insieme a Randy W. Schekman e James E. Rothman. Dal 2008 insegna presso la Stanford University, dove è professore di Neurologia, Psichiatria e Scienze Comportamentali.
Nel corso dell’incontro al Gemelli, Südhof ha richiamato una celebre riflessione di Rita Levi-Montalcini, sottolineando come il vero obiettivo della longevità non sia semplicemente vivere più a lungo, ma vivere meglio.
«È più importante aggiungere vita agli anni che anni alla vita», ha ricordato il Nobel, spiegando che una vita piena non coincide con il benessere materiale, ma con la capacità di dare significato alla propria esistenza e contribuire al bene degli altri.
Secondo Südhof, il segreto di un invecchiamento sano passa non solo dalla cura del corpo, ma anche dall’attenzione alla mente. Mantenersi attivi, coltivare obiettivi, desideri e progetti rappresenta una componente essenziale per continuare a sentirsi parte della società e contribuire positivamente alla comunità.
Gregg Leonard Semenza: la salute del cervello si costruisce fin da giovani
Anche Gregg Leonard Semenza, nato a New York nel 1956, è una figura di riferimento della medicina contemporanea. Dopo gli studi ad Harvard e all’Università della Pennsylvania e la specializzazione in pediatria presso la Duke University, ha sviluppato una brillante carriera accademica alla Johns Hopkins University School of Medicine, dove insegna Pediatria, Oncologia, Radiologia Oncologica e Chimica Biologica.
Le sue ricerche hanno portato alla scoperta dell’enzima HIF-1, fondamentale per comprendere come le cellule si adattino alla disponibilità di ossigeno. Per questi studi, nel 2019 ha ricevuto il Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia insieme a William G. Kaelin e Peter J. Ratcliffe.
Durante il confronto con Giorgia Cardinaletti, Semenza ha posto l’accento sull’importanza della prevenzione e dell’educazione dei più giovani. Proteggere la salute del cervello e prevenire le dipendenze, ha spiegato, è fondamentale per costruire uno stile di vita sano e duraturo.
Il ricercatore ha ricordato come l’adolescenza rappresenti una fase particolarmente delicata, nella quale possono consolidarsi sia comportamenti salutari sia abitudini dannose. Per questo motivo è essenziale informare i giovani sui rischi legati al fumo, all’abuso di alcol e droghe, promuovendo invece l’attività fisica, una corretta alimentazione e un adeguato riposo.
Nel suo messaggio finale, Semenza ha ribadito che la qualità della vita dipende in larga misura dalle scelte individuali. Seguire una dieta equilibrata, fare esercizio fisico regolarmente, evitare il fumo e il consumo eccessivo di alcol, imparare a gestire lo stress e coltivare relazioni sociali positive sono comportamenti semplici ma determinanti per mantenersi in salute nel corso degli anni.
«È la qualità della vita che conta», ha affermato il Nobel. «Mantenere buone abitudini ci permette di continuare a fare ciò che amiamo e di goderci pienamente gli anni che verranno».










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