
Grande partecipazione al Circolo Canottieri Lazio di Roma per la presentazione di Dove nascono i silenzi, il libro di Claudia Conte che affronta temi di grande attualità come il disagio giovanile, la salute mentale, l’educazione e la prevenzione delle diverse forme di violenza. L’evento si è trasformato in un’occasione di confronto tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo della scuola, dell’economia e dell’associazionismo, dando vita a un dibattito articolato sulle sfide che le nuove generazioni si trovano ad affrontare.
Ad aprire l’incontro è stato il vicepresidente del Circolo Canottieri Lazio, Luciano Crea, che ha sottolineato il ruolo del Circolo non solo come realtà sportiva e culturale, ma anche come luogo di dialogo e riflessione su questioni sociali di particolare rilevanza.
La presentazione, moderata dal direttore del Secolo d’Italia Antonio Rapisarda, ha visto susseguirsi numerosi interventi che hanno approfondito, da prospettive differenti, le fragilità che caratterizzano il mondo giovanile e le possibili risposte da parte delle istituzioni, della scuola e del sistema produttivo.
Tra i relatori, Andrea Prete, presidente di Unioncamere, ha evidenziato l’importanza del ruolo delle imprese nel favorire l’inclusione e la crescita delle nuove generazioni. Secondo Prete, il dialogo tra formazione, territorio e mondo produttivo rappresenta uno strumento essenziale per offrire ai giovani opportunità concrete e percorsi capaci di valorizzarne il talento e le competenze.
Un intervento particolarmente orientato alle prospettive delle nuove generazioni è stato quello di Nicola Caruso, esponente di Gioventù Nazionale, che ha richiamato il concetto della cosiddetta “Generazione Phoenix”. Una generazione chiamata a reagire alle difficoltà del presente, trasformando le proprie fragilità in occasioni di rinascita attraverso responsabilità personale, partecipazione attiva e impegno civile.
Ampio spazio è stato dedicato anche ai temi della salute mentale e del disagio psicologico tra gli adolescenti. Marta Di Meo ha posto l’attenzione sul fenomeno del mutismo selettivo e sulle difficoltà emotive che interessano un numero crescente di giovani. Nel suo intervento ha sottolineato la necessità di riconoscere tempestivamente i segnali di sofferenza e di costruire una rete educativa capace di ascoltare, comprendere e sostenere ragazzi e ragazze nei momenti di maggiore fragilità.
Uno dei momenti più significativi della serata è stato l’intervento del sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano, che ha affrontato il tema della violenza economica, una forma di abuso spesso poco conosciuta ma profondamente lesiva della libertà individuale.
Richiamando i dati del report Edufin del Ministero dell’Economia, Albano ha spiegato come le principali forme di violenza economica siano il controllo, lo sfruttamento e il sabotaggio economico. Comportamenti che possono iniziare con atteggiamenti apparentemente innocui, come il controllo costante delle spese, per arrivare a limitare la possibilità della vittima di lavorare o di raggiungere una piena autonomia economica. Un fenomeno che, secondo il sottosegretario, deve essere riconosciuto e contrastato con maggiore efficacia per garantire alle donne indipendenza e libertà di scelta.
Nel corso dell’incontro è stato letto anche il messaggio del sottosegretario all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti, che ha ribadito il ruolo centrale della scuola nella prevenzione del disagio giovanile. Frassinetti ha ricordato come l’istituzione scolastica rappresenti il primo presidio educativo e sociale in grado di intercettare segnali di difficoltà e accompagnare gli studenti nel loro percorso di crescita.
Nel suo intervento è stato inoltre evidenziato l’impegno del Ministero nel rafforzare le politiche di orientamento e personalizzazione dei percorsi scolastici attraverso le figure del docente tutor e del docente orientatore. Tra le iniziative richiamate anche le misure per un utilizzo più consapevole delle tecnologie, come il divieto dell’uso dei telefoni cellulari durante l’attività didattica nelle scuole superiori, e l’attenzione riservata nelle nuove Linee guida per l’educazione civica ai valori del rispetto, dell’empatia, della responsabilità e della cultura della non violenza.
Ad arricchire la serata sono state le letture dell’attore Max Vado, che ha interpretato alcuni dei passaggi più significativi del volume, contribuendo a creare un momento di intensa partecipazione emotiva e di coinvolgimento del pubblico.
Nel corso dell’evento, Claudia Conte ha inoltre ricevuto il Premio per il Giornalismo assegnato dal Giornale del Lazio, riconoscimento che valorizza il suo impegno nel raccontare temi sociali e nel promuovere, attraverso il giornalismo e la scrittura, una cultura fondata sull’ascolto, sulla consapevolezza e sul senso di responsabilità civile.
La presentazione romana di Dove nascono i silenzi ha così confermato il valore dell’opera non soltanto come libro, ma come strumento di sensibilizzazione e confronto su questioni che riguardano l’intera società. Un invito a riflettere sul disagio giovanile, sulla salute mentale, sulla prevenzione della violenza e sull’importanza dell’ascolto, nella convinzione che solo un impegno condiviso tra istituzioni, scuola, famiglie, imprese e società civile possa offrire risposte efficaci alle sfide delle nuove generazioni.













.jpeg)





























.jpeg)





























.jpg)























































.jpg)




.jpg)



