Corriere Del Sud - edizione online https://www.corrieredelsud.it/ Giornale on-line, periodico politico economico culturale di formazione e informazione it-it Al Gallo torna in libreria con “Trenta e ‘na pizza - Occhio per occhio, figlio per figlio” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/34454-al-gallo-torna-in-libreria-con-trenta-e-na-pizza-occhio-per-occhio-figlio-per-figlio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/34454-al-gallo-torna-in-libreria-con-trenta-e-na-pizza-occhio-per-occhio-figlio-per-figlio.html Lo scrittore e sceneggiatore napoletano Al Gallo torna in libreria con “Trenta e ‘na pizza - Occhio per occhio, figlio per figlio” pubblicato da Bolis Edizioni nella collana CSI, crime story inside.   Già noto al grande pubblico per la sua capacità di svelare il volto più spietato di Napoli, Al Gallo ci conduce nel quartiere Moro, dove la legge coincide con la volontà criminale di Giò Laurano, rampollo di un boss ergastolano. Tutti soccombono al clan che governa il Rione. Michele, un meccanico, per non perdere l’officina paterna chiede aiuto a Giò, iniziando a custodire droga.Il clan lo sacrifica per far passare un carico.Tradotto a Poggioreale, si impicca. Schiantata dal dolore, sua madre Miranda cova vendetta. Quando apprende che i Laurano stanno assumendo pensionate per confezionare droga in cambio di 30 euro e ‘na pizza a notte, implora gli aguzzini del figlio. Il vero scopo della madre-coraggio è vendicarsi, studiando da vicino l’obiettivo. Ad affiancarla in questa follia, Mario ex brigatista custode di tragiche verità…   «Trenta e ‘na pizza non è soltanto una vendetta retributiva: è l’immagine speculare di una società che parcheggia gli ultimi, escludendo poiché ritenuti pesi morti – ha spiegato l’autore. In questo nuovo libro, ho voluto raccontare due anziani – Miranda e Mario – che il Sistema, ambiguo termine che designa tanto lo Stato quanto l’anti-Stato, ha relegato ai margini. Miranda Giannon è una vedova, sola e ammalata. Vive nel rione Moro, ostaggio di un clan e del figlioccio volubile e burbero di un ergastolano. Quando suo figlio ha bisogno di lei, non sa ascoltarlo, non sa aiutarlo. E quando è troppo tardi, decide che l’unica soluzione è vendicarsi di chi glielo ha rubato. In fondo non ha più molto da perdere. Per lei, il camorrista non è solo un bersaglio piuttosto un simbolo, una figura emersa dal crollo delle illusioni in un mondo che ha fatto del denaro – ottenuto a qualsiasi prezzo – il fine ultimo dell’esistenza, smarrito ogni idealismo. In una Napoli di periferia, la vicenda di Miranda si intreccia con quella di un altro “sopravvissuto”: Mario Amato, cognato di un tempo lontano, da sempre innamorato perso di lei. Mario oggi è un malato di Parkinson che non può curarsi, temendo che i suoi trascorsi di brigatista vengano scoperti. Rifiutati dai vivi e perseguitati dal ricordo dei morti, Miranda e Mario pianificano una vendetta dal sapore epico seppur inutile. Cercheranno di realizzare il loro sogno d’amore impossibile, in una città dura, sempre pronta a irridere coloro che ancora credono in qualcosa che non sia il proprio tornaconto».   «La camorra raccontata da Al Gallo fa paura. È furba, istituzionale. A farne le spese, tutti noi» - ha commentato la casa editrice.   Un libro, insomma, che va oltre i confini del crimine e della denuncia sociale, trasformando il dolore privato in una riflessione universale sulla dignità umana. Biografia   Al Gallo vive a Napoli. Ai libri, affianca la stesura di soggetti cinematografici. Ha pubblicato nel 2025 Indian Napoli, Mursia. A gennaio 2026 i racconti L’ultimo m’accompagna, Nulla die.   Fonte Uff.St F.Ghezzani   Fri, 12 Jun 2026 06:33:28 +0000 Napoli A Venezia Annamaria Farricelli presenta “L’Eco del Silenzio” https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34453-a-venezia-annamaria-farricelli-presenta-l-eco-del-silenzio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34453-a-venezia-annamaria-farricelli-presenta-l-eco-del-silenzio.html Presso l’Avani Rio Novo Hotel di Venezia, l’autrice Annamaria Farricelli presenterà il prossimo 11 giugno la nuova edizione del romanzo “L’Eco del Silenzio” e la silloge poetica “ABYSSUM”. Verrà fatto accenno anche all’intenso lavoro letterario “In un soffio d’Amore, pubblicato da We Edizioni, che ha riscosso notevole successo di critica e pubblico al prestigioso salotto letterario di Casa Sanremo Writers 2026. L’approdo di Annamaria Farricelli a Venezia rappresenta un connubio elettivo tra la profondità della parola scritta e l’anima di una città che, da secoli, elegge la bellezza a sua forma d’essere. Questo incontro non si configura come una semplice presentazione editoriale, ma come un momento di alto valore culturale e istituzionale, dove la sensibilità dell’autrice trova nel contesto veneziano la cassa di risonanza ideale per narrare storie di fragilità trasformate in forza.    La città lagunare, crocevia di narrazioni universali, accoglie una voce capace di esplorare l'universo femminile con un'intensità rara, rendendo l'evento un punto di riferimento per il panorama letterario contemporaneo. In un’epoca di rapidi cambiamenti, la sinergia tra letteratura e ospitalità di prestigio diventa un volano fondamentale per la promozione del territorio. Venezia, attraverso l’accoglienza di figure di spicco della cultura internazionale, riafferma il proprio ruolo di capitale intellettuale. L'evento è frutto di una raffinata organizzazione curata dall’Associazione Veneziana Albergatori (AVA), custode dell’accoglienza cittadina, ed è stato reso possibile grazie alla sensibilità e alla intercessione del Dr. Claudio Scarpa, attuale Presidente del Centro Studi, la cui dedizione alla città è testimoniata da una storica carriera di ventisei anni alla direzione dell'Associazione. L’incontro si terrà in una location che simboleggia l'unione tra modernità e tradizione, offrendo uno spazio di riflessione e ascolto nel cuore della città.Key Facts dell'Appuntamento: Data: Martedì 11 giugno Promotori: Associazione Veneziana Albergatori (AVA) Opere in presentazione: “L’Eco del Silenzio” e “ABYSSUM” (Edizioni Il Cuscino di Stelle) Intervista pubblica a cura di Lisa Bernardini, giornalista della Associazione della Stampa Estera in Italia, nonché Presidente della Associazione culturale “Occhio dell’Arte” APS. Oltre l'aspetto organizzativo, l'incontro rappresenta un'immersione nell'estetica del dolore e della sua risoluzione, addentrandosi nel cuore pulsante della produzione di Farricelli. Il Viaggio Letterario: “L’Eco del Silenzio” e “ABYSSUM” La missione narrativa di Annamaria Farricelli risiede nella straordinaria capacità di operare una metamorfosi del dolore, convertendo la sofferenza in testimonianza attiva e luce di speranza. Le sue opere rappresentano un punto di riferimento per l’universo femminile, offrendo uno spazio di riflessione condiviso in cui la scrittura non è solo testimonianza, ma strumento di salvezza. In “L’Eco del Silenzio”, l'autrice propone il suo romanzo biografico in una veste rinnovata per Amazon. L'opera esplora il confine sottile tra la ferita e la guarigione, narrando una sofferenza vissuta fin dall’infanzia che non viene negata, ma trasformata in una rinascita interiore. Farricelli consegna al mondo valori di dignità e ascolto, dimostrando che anche nei luoghi più bui dell'esperienza umana può accendersi una luce capace di orientare altre vite. Con la silloge poetica “ABYSSUM”, il viaggio si fa squisitamente introspettivo. I temi trattati emergono come frutti colti dall’albero della vita e dell'esperienza, colti da un cuore sensibile che ha conosciuto l’abisso. La sua è una poesia che spezza le catene del tempo, risalendo dalle profondità del dolore verso un futuro di libertà, nuovi sogni e colori. L'opera culmina in un'ode alla bellezza presente in ogni frammento dell'esistenza, offrendo uno sguardo lirico e universale sull'animo umano. Questa produzione letteraria è indissolubilmente legata alla resilienza dell'autrice, definendo un profilo intellettuale dove il vissuto personale si eleva a valore collettivo. Annamaria Farricelli incarna l'esempio della resilienza intellettuale contemporanea. Nata e cresciuta a Castellammare di Stabia (NA) e laureata in Materie Letterarie presso l'Istituto "Suor Orsola Benincasa", ha dedicato la sua vita all'insegnamento e alla scrittura, unendo un solido rigore accademico a una vibrante passione creativa. La sua figura di docente le ha permesso di trasmettere l'amore per il patrimonio letterario a generazioni di studenti, valorizzando la lettura critica come strumento di libertà. La carriera di Annamaria Farricelli è un intreccio sapiente di impegno civile e sperimentazione narrativa, suggellata da un prestigioso dittico di riconoscimenti internazionali ricevuti nell'ultimo anno: il Premio “Storie di Donne” e il “Maria Callas Tribute Prize NY”, conferito a New York in occasione dell'ultima Giornata Internazionale della Donna. Questi premi celebrano la sua capacità di trasformare la fragilità in potenza letteraria, restituendo voce a chi abita il silenzio e confermandosi come una delle figure più significative della letteratura italiana odierna. L'incontro veneziano rappresenta dunque un'occasione preziosa per approfondire il percorso di un'autrice che ha saputo fare della parola un ponte verso la speranza. L'autrice e l'organizzazione invitano la stampa, i critici e il pubblico a partecipare a questo momento di condivisione e confronto. Annamaria Farricelli resta a disposizione per interviste e approfondimenti, confermando la trasparenza e l’apertura al dialogo che caratterizzano il suo percorso umano e artistico.   Fri, 12 Jun 2026 06:31:36 +0000 Libri Coppie e famiglie in primo piano ieri sera al Sacro Cuore di Gesù a Ragusa https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34452-coppie-e-famiglie-in-primo-piano-ieri-sera-al-sacro-cuore-di-gesu-a-ragusa.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34452-coppie-e-famiglie-in-primo-piano-ieri-sera-al-sacro-cuore-di-gesu-a-ragusa.html Migliore occasione non poteva esserci, ieri sera, per celebrare la vigilia della solennità del Sacro Cuore di Gesù nell’omonima parrocchia di Ragusa. Intanto con la festa per le coppie di sposi che hanno celebrato il 25esimo e il 50esimo anniversario di matrimonio. A presiedere la celebrazione eucaristica è stato il vicario generale della diocesi, mons. Sebastiano Roberto Asta, presente il parroco, il sacerdote Marco Diara, con l’animazione del gruppo famiglia e giovani coppie. Tenuto anche un significativo incontro sul tema della comunicazione nella coppia. E, subito dopo, alla presenza del vescovo diocesano, mons. Giuseppe La Placa, un simpatico momento dedicato alla famiglia in festa, una occasione di condivisione e di letizia, ospitato in cortile, con tanto di cena, in attesa delle celebrazioni programmate per oggi con la processione con il Santissimo Sacramento che si terrà a partire dalle 20. Domenica, intanto, alle 20,30, è in programma la commedia “A libretta” con la compagnia teatrale “Sacro Cuore”. Martedì 16 giugno, poi, alle 19,30, in chiesa, si terrà la presentazione della lettera enciclica di papa Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale “Magnifica Humanitas”. Relatore don Alessandro Rovello, docente di Teologia morale.   Fri, 12 Jun 2026 06:28:35 +0000 Ragusa Forum PA 2026 ospita di nuovo l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34450-forum-pa-2026-ospita-di-nuovo-l-accademia-di-belle-arti-di-catanzaro.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34450-forum-pa-2026-ospita-di-nuovo-l-accademia-di-belle-arti-di-catanzaro.html Per il secondo anno consecutivo, l'Accademia di Belle Arti di Catanzaro ha partecipato Forum PA. la più importante manifestazione italiana dedicata all'innovazione nella pubblica amministrazione. Dopo che nel 2025 aveva presentato il progetto “Performing”, anche per l’edizione 2026 l’Accademia è stata accolta per parlare della compartecipazione al progetto FAMI — Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione, nello stand del Ministero dell'Università e della Ricerca. L'ABA è parte integrante del partenariato We.For., coordinato dall'Università di Roma Tor Vergata come istituzione capofila, che riunisce complessivamente 41 istituzioni di formazione superiore italiane tra Università, Accademie di Belle Arti e Scuole Superiori per Mediatori Linguistici.  Il progetto FAMI: inclusione come missione istituzionale Il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione è lo strumento con cui l'Unione Europea sostiene gli Stati membri nella gestione dei fenomeni migratori. Il MUR è beneficiario del progetto nell'ambito dell'Obiettivo Specifico 2 — Migrazione legale e integrazione, con una dotazione di 6 mln di euro per il periodo gennaio 2025 – aprile 2029. L'obiettivo è rafforzare la capacità delle istituzioni di formazione superiore di accogliere, orientare e integrare studenti provenienti da Paesi terzi — rifugiati, titolari di protezione sussidiaria e temporanea — attraverso un sistema articolato di interventi. L'Accademia di Belle Arti di Catanzaro è coinvolta nei WP del progetto, che riguardano la formazione del personale, il potenziamento degli sportelli di accoglienza, il rafforzamento dei servizi dedicati agli studenti AFAM e la concessione di borse di studio. Tra le azioni già avviate: percorsi di aggiornamento per il personale su aspetti normativi e interculturali, il rafforzamento degli sportelli fisici di accoglienza e mediazione culturale — coordinati da Roma Tre e UNINT — e l'erogazione di borse di studio. Il MUR ha già avviato la concessione di 93 borse per l'anno accademico 2024/25 e ha pubblicato un avviso per ulteriori 300 borse per l'a.a. 2025/26 rivolte a studenti AFAM e SSML.  A Forum PA: il racconto di un progetto e di una storia Al talk nello stand MUR, moderato dalla dirigente ministeriale Lavinia Monti, sono intervenuti Diego Cortes Velasquez, docente dell'Università Roma Tre e Bianca Sulpasso, docente e delegata del Rettore alle Relazioni Internazionali di Tor Vergata. Il progetto ha mostrato come 41 istituzioni diverse abbiano cooperato per costruire soluzioni concrete e diversificate: dalla Staff Week condivisa con il Conservatorio di Milano alla ridefinizione degli sportelli di orientamento, fino al sistema delle borse di studio. Il momento più intenso della giornata è stato la testimonianza diretta di uno studente afghano, beneficiario di una delle borse FAMI, il cui racconto ha restituito il lato umano di dati e percentuali: una storia che ricorda come il diritto allo studio possa rappresentare una concreta via di fuga dalle crisi geopolitiche e un'opportunità reale di rinascita.  La voce dell'Accademia L'ABA di Catanzaro era rappresentata da Miriam Piccari, dell'Ufficio Relazioni Internazionali: «È stato un grande piacere condividere il racconto di questa progettualità con l'Università di Tor Vergata in occasione di Forum PA. Il progetto dimostra una straordinaria convergenza di 41 istituzioni italiane che, partendo dai capisaldi del bando ministeriale, hanno cooperato per attivare soluzioni concrete e diversificate per la multiculturalità. La testimonianza dello studente afghano ha ricordato a tutta la platea come il diritto allo studio possa rappresentare una reale via di fuga dalle crisi geopolitiche e una concreta opportunità di rinascita. In un momento storico così complicato, avviare percorsi di sostegno alla formazione destinati a chi viene da contesti di guerra è un segnale che merita di essere evidenziato: umanamente, poi, far parte di questi percorsi è un’esperienza bellissima».  La partecipazione a Forum PA con un progetto europeo di questa portata conferma il posizionamento dell'Accademia di Belle Arti di Catanzaro come istituzione attiva e riconosciuta a livello nazionale sul fronte dell'internazionalizzazione e dell'inclusione — un percorso che negli ultimi mesi ha già visto oltre 45 tra docenti e studenti in mobilità internazionale e l'arrivo di ospiti da tutta Europa. Fri, 12 Jun 2026 06:17:56 +0000 Catanzaro Peperoncino di Calabria IGP: Cia Calabria celebra lo storico traguardo europeo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34449-peperoncino-di-calabria-igp-cia-calabria-celebra-lo-storico-traguardo-europeo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34449-peperoncino-di-calabria-igp-cia-calabria-celebra-lo-storico-traguardo-europeo.html Cia-Agricoltori Italiani della Calabria esprime profonda soddisfazione e orgoglio per l'ufficializzazione dell'Iscrizione dell'Indicazione Geografica Protetta "Peperoncino di Calabria" nel registro dell'Unione Europea, sancita dal Regolamento di Esecuzione (UE) 2026/1273. Questo riconoscimento rappresenta il coronamento di un lungo percorso e premia il lavoro e il sacrificio dei produttori calabresi. Il peperoncino, simbolo indiscusso dell'identità gastronomica e culturale della nostra regione, ottiene finalmente la tutela e la valorizzazione che merita sui mercati internazionali. L'IGP non è solo un marchio di qualità, ma un potente strumento di contrasto alle contraffazioni e un volano economico per le aree rurali della Calabria. Questo successo dimostra che la sinergia tra territorio, tradizione e istituzioni è la chiave per rendere la nostra agricoltura sempre più competitiva e sostenibile. Cia Calabria invita ora tutti gli attori della filiera a fare rete per massimizzare l'impatto di questa storica certificazione, trasformandola in una concreta opportunità di reddito, occupazione e promozione turistica per l'intera regione. Thu, 11 Jun 2026 08:34:31 +0000 Economia Al via domani la 17esima edizione del festival letterario "A Tutto Volume https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34448-al-via-domani-la-17esima-edizione-del-festival-letterario-a-tutto-volume.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34448-al-via-domani-la-17esima-edizione-del-festival-letterario-a-tutto-volume.html Presentata questa mattina al Comune di Ragusa la diciassettesima edizione di “A Tutto Volume – Libri in festa”, il festival letterario che da domani, 11 giugno, e fino al 14 giugno trasformerà Marina di Ragusa, Ragusa Superiore e Ragusa Ibla in un grande palcoscenico dedicato ai libri, alla cultura, alla musica e all’attualità. Nel corso della conferenza stampa sono intervenuti il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, gli assessori Elvira Adamo e Andrea Di Stefano, il presidente del Consiglio comunale Fabrizio Ilardo, il direttore artistico Alessandro Di Salvo e la dirigente della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, Giovanna Licitra. È stata l’occasione per presentare il programma della nuova edizione e sottolineare il ruolo che il festival continua a svolgere nel panorama culturale nazionale, richiamando ogni anno oltre 25 mila partecipanti provenienti da tutta Italia. Ideato da Alessandro Di Salvo e diretto insieme ad Antonio Pascale, Massimo Polidoro e Paolo Verri, il festival è promosso dall’associazione culturale La Girandola e rappresenta oggi uno degli appuntamenti culturali più importanti e riconoscibili del Mezzogiorno. L’edizione 2026 si aprirà domani sera alla Rotonda sul Mare di Marina di Ragusa con un evento in anteprima nazionale che vedrà protagonista Pacifico. Il cantautore, scrittore e autore presenterà infatti “Diario sentimentale di una donna libera. Ornella Vanoni, le parole, la musica”, uno spettacolo che nasce dal lungo rapporto umano e artistico con la grande interprete italiana e dall’esperienza condivisa nella scrittura del libro “Vincente o perdente”, pubblicato da La Nave di Teseo. Attraverso racconti, letture, ricordi personali e musica dal vivo, Pacifico offrirà al pubblico un ritratto inedito e intimo di Ornella Vanoni, raccontandone la libertà, l’ironia, la fragilità e la straordinaria personalità artistica. Lo spettacolo sarà arricchito dalla voce di Elisa Parmigiani e dal pianoforte di Carlo Gaudiello, che accompagneranno il racconto con alcune delle canzoni più celebri della cantante milanese. Tra le novità di quest'anno c'è un premio che sarà assegnato ad un autore tra quelli presenti capace di raccontare con enfasi la Sicilia. Da quest’anno infatti "A Tutto Volume" si arricchisce di un nuovo riconoscimento dedicato alla narrativa e al legame profondo tra letteratura e territorio. Nasce infatti il Premio Polara “Parole Solari”, promosso da Polara nell’ambito della rassegna letteraria. Un premio che affonda le proprie radici nella storia di un’azienda che da settant’anni cresce insieme alla Sicilia, condividendone valori, identità e capacità di guardare al futuro senza dimenticare le proprie origini. Con lo stesso spirito, il Premio Polara “Parole Solari” nasce per celebrare gli scrittori e le scrittrici capaci di raccontare la Sicilia non come semplice scenario narrativo, ma come presenza viva e pulsante: paesaggio, memoria, contraddizione, bellezza, esperienza umana. Il riconoscimento valorizza opere in cui la narrativa diventa strumento di racconto dell’identità culturale, sociale e umana del Sud, attraverso storie che restituiscono la complessità e la ricchezza di una terra unica. Romanzi nei quali il luogo non è una cornice, ma un protagonista capace di incidere sui destini dei personaggi e sulla costruzione del racconto. Il primo Premio Polara “Parole Solari” sarà assegnato domenica 14 giugno nell’ambito della serata conclusiva del festival, alla scrittrice Simona Lo Iacono per il romanzo “Joanna degli incanti” (Guanda), opera che interpreta con intensità e originalità il rapporto tra memoria, immaginazione e appartenenza, restituendo al lettore una Sicilia ricca di fascino, storia e suggestioni. Tra gli autori confermati per l’edizione 2026: Stefania Andreoli, Stefania Auci, Daria Bignardi, Dario Bressanini, Claudio Cerasa, Piercamillo Davigo, Vera Gheno, Eliana Liotta, Simona Lo Iacono, Vito Mancuso, Beatrice Mautino, Serena Mazzini, Mariangela Pira, Gianni Riotta, Davide Rondoni e Lorenzo Tondo. Uno degli appuntamenti più attesi del festival è quello con lo scrittore francese Olivier Norek, in programma il 13 giugno. Considerato uno degli autori più apprezzati della narrativa contemporanea europea, Norek presenterà per la prima volta in Italia il suo romanzo storico “I guerrieri d’inverno”, pubblicato da Rizzoli. Racconta la guerra d’Inverno del 1939 e la resistenza del popolo finlandese all’invasione sovietica. Al centro della narrazione la figura leggendaria del cecchino Simo Häyhä, conosciuto come “La Morte Bianca”, simbolo di coraggio e determinazione. Un’opera che, pur raccontando un conflitto, si propone come una profonda riflessione sul valore della pace, della fratellanza e sulle conseguenze della guerra. La chiusura del festival, prevista domenica 14 giugno nella suggestiva cornice di Piazza Duomo a Ragusa Ibla, sarà affidata a Serena Dandini e Gherardo Colombo, protagonisti di una serata speciale dedicata agli ottant’anni della Repubblica Italiana. L’incontro sarà anche l’occasione per presentare il nuovo libro della scrittrice e conduttrice televisiva, “Paura non abbiamo. Le donne che hanno fatto la Repubblica”, pubblicato da Einaudi. Ad accompagnare il dialogo saranno i disegni realizzati dal vivo dall’illustratore Angelo Ruta, autore tra i più originali del panorama contemporaneo. Da sottolineare inoltre due eventi speciali in collaborazione con Fondazione Veronesi e con Fondazione Bufalino, quest'ultima celebra lo scrittore comisano a 30 anni dalla sua scomparsa.  Anche quest’anno il programma si articolerà in sette sezioni tematiche pensate per coinvolgere pubblici diversi e offrire molteplici chiavi di lettura del presente.  "A Tutto Volume" è realizzato con il sostegno della Regione Siciliana, del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, del Comune di Ragusa, della Camera di Commercio del Sud-Est e di istituzioni nazionali quali il CEPELL (Centro per il libro e la lettura) e la SIAE (Società Italiana degli Autori e degli Editori), della Fondazione Sicilia e di numerosi partner privati. Con oltre quattro giorni di incontri, spettacoli, presentazioni e momenti di confronto, “A Tutto Volume” si conferma così un appuntamento capace di andare oltre il mondo dei libri, trasformando la cultura in un’occasione di partecipazione, dialogo e condivisione per migliaia di persone. Da domani e fino al 14 giugno, Ragusa tornerà ad essere la capitale della lettura e delle idee. Thu, 11 Jun 2026 08:32:50 +0000 Ragusa Festa della Musica 2026 – Simeto Etna: La musica torna protagonista a Ragalna per la sua nona edizione https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34447-festa-della-musica-2026-simeto-etna-la-musica-torna-protagonista-a-ragalna-per-la-sua-nona-edizione.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34447-festa-della-musica-2026-simeto-etna-la-musica-torna-protagonista-a-ragalna-per-la-sua-nona-edizione.html Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato. Domenica 21 giugno 2026, a partire dalle ore 19:00, la suggestiva cornice di Piazza Cisterna a Ragalna si trasformerà in un grande palcoscenico a cielo aperto per ospitare la 9ª edizione della Festa della Musica – Simeto Etna, quest'anno incentrata sul tema profondamente evocativo "La Voce dei Luoghi". L'evento, che si inserisce nel circuito della celebre manifestazione nazionale ed europea giunta alla sua 32ª edizione storica complessiva, rappresenta un appuntamento ormai imprescindibile per l'inizio dell'estate siciliana. Una serata interamente dedicata alla celebrazione delle note, dell'energia creativa e della condivisione sociale, ambientata in una location d'eccezione adagiata ai piedi del vulcano attivo più alto d'Europa. Promossa e patrocinata in sinergia dal Comune di Ragalna, dalla Pro Loco Paternò, dalla Pro Loco Ragalna e con la collaborazione dell'Associazione Musica & Movimento, l'iniziativa rinnova con forza il proprio impegno istituzionale e culturale: valorizzare gli artisti locali, dare spazio alle giovani promesse e cementare il senso di comunità attraverso il linguaggio universale e inclusivo della musica. "La Voce dei Luoghi" non è soltanto un sottotitolo, ma una vera e propria dichiarazione d'intenti. La manifestazione mira a far risuonare l'identità storico-paesaggistica del comprensorio Simeto-Etna attraverso le performance live. Artisti, band emergenti e storici talenti del territorio daranno vita a un programma dinamico e coinvolgente, capace di far dialogare generazioni diverse e generi musicali eterogenei in un'atmosfera di autentica festa popolare. Per completare l'esperienza di convivialità e accoglienza della serata, all'interno dello spazio dell'evento è prevista anche un'apposita area food, ideale per accompagnare i momenti di spettacolo e intrattenimento. Nove edizioni di successo testimoniano un percorso di crescita costante, fatto di migliaia di emozioni condivise, accordi sotto le stelle e una partecipazione di pubblico sempre più calorosa. Per la cittadinanza di Ragalna e per i numerosi visitatori e turisti attesi, la serata del solstizio d'estate si preannuncia come un'esperienza sensoriale e culturale vibrante, dove la passione per l'arte si fonde con la bellezza dei luoghi.  Riepilogo Dettagli Evento: Evento: Festa della Musica 2026 – Simeto Etna: "La Voce dei Luoghi" (32ª FdM) Data: Domenica, 21 giugno 2026 Orario: Inizio spettacoli ore 19:00 Luogo: Piazza Cisterna, Ragalna (Catania) Ingresso: Libero e aperto al pubblico Thu, 11 Jun 2026 08:30:36 +0000 Catania Nello Di Micco, “L'arte di stare soli" https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34445-nello-di-micco-l-arte-di-stare-soli.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34445-nello-di-micco-l-arte-di-stare-soli.html In libreria il nuovo saggio di Nello Di Micco “L'arte di stare soli. La solitudine come spazio creativo e come disagio del nostro tempo”, per uno sguardo equilibrato su una realtà spesso fraintesa o semplificata   Curatore di diverse rubriche di psicologia su magazine nazionali, ospite ed opinionista fisso come esperto su temi di psicologia in diverse trasmissioni radiotelevisive e relatore a eventi tematici, culturali e sociali, lo psicoterapeuta Nello Di Micco torna in libreria con un nuovo saggio dal titolo “L'arte di stare soli. La solitudine come spazio creativo e come disagio del nostro tempo” (Editore Brè, Collana Bresag. Saggistica Brè).   Viviamo in un mondo dove tutto è a portata di clic, eppure qualcosa continua a sfuggirci: il senso autentico della connessione. La solitudine non è scomparsa: si è trasformata. Non è più solo assenza, ma può diventare scelta. Spazio. Libertà. Questo libro ti accompagna dentro uno dei paradossi più profondi del nostro tempo: sentirsi soli anche quando non lo si è mai stati così poco, almeno in apparenza. Con uno sguardo lucido e coinvolgente, ribalta la prospettiva comune e ti invita a riscoprire la solitudine non come vuoto da colmare, ma come occasione preziosa per ritrovare te stesso. Perché è proprio lì, nel silenzio che spesso evitiamo, che nascono le connessioni più vere. Quelle che contano davvero. Se vuoi capire come trasformare la solitudine in una forza e costruire relazioni più autentiche, questo è il punto da cui iniziare. “Ho scritto quest’opera per riflettere su una condizione che appartiene a ogni essere umano – ha dichiarato il Dott. Di Micco. Ho sentito l'esigenza di esplorare questo tema nelle sue diverse sfaccettature, mostrando come possa essere sia un'occasione di crescita interiore e di conoscenza di sé, sia una fonte di disagio e sofferenza nella società contemporanea. Da un lato, la solitudine come spazio di introspezione, contemplazione e dialogo con se stessi, capace di favorire la crescita personale e la consapevolezza. Dall'altro, la solitudine come fenomeno sempre più diffuso nella società moderna, caratterizzato da isolamento, incomunicabilità e senso di smarrimento, nonostante le numerose possibilità di connessione offerte dal nostro tempo. La stesura è stata, infatti, un percorso di riflessione e approfondimento. Ho cercato di unire osservazioni personali, considerazioni filosofiche e aspetti legati alla realtà sociale odierna. È stato un lavoro che ha richiesto sensibilità e attenzione, perché l’argomento coinvolge esperienze profonde e molto diverse tra loro”. Il messaggio di queste pagine è, quindi, che la solitudine non è una realtà univoca: può essere una risorsa preziosa oppure una condizione dolorosa. La differenza sta nel modo in cui viene vissuta e affrontata. Attraverso questa opera il lettore è invitato a riscoprire il valore del tempo trascorso con se stesso, senza però dimenticare l'importanza delle relazioni umane autentiche, fondamentali per il benessere individuale e collettivo.   Biografia Nello Di Micco, psicoterapeuta, si occupa di violenza di genere. Lavora esclusivamente online con donne che stanno vivendo un momento di difficoltà emotiva o si sentono bloccate in una situazione stagnante, grazie a percorsi di terapia breve online e ipnosi, clinica Ericksoniana. Laureato in Psicologia e in Filosofia, si è formato in Terapia Breve delle esperienze di equilibrio, specializzandosi in personalizzazione della psicoterapia con Mick Cooper. Inoltre ha conseguito il Master di II livello in Ipnosi Clinica e Psicoterapia Ericksoniana presso la Sipe di Roma, sotto la guida diretta del professor Camillo Loriedo. Precedentemente, ha conseguito la specializzazione quadriennale post-laurea in Psicoterapia presso l’ICLeS di Napoli.   Wed, 10 Jun 2026 16:08:34 +0000 Libri “Neanche con una rosa” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34444-neanche-con-una-rosa.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34444-neanche-con-una-rosa.html Si terrà il prossimo 11 giugno 2026 ore 10:00 a Bari la nuova tappa del progetto “Neanche con una rosa”, iniziativa dedicata alla promozione della cultura del rispetto e alla prevenzione di ogni forma di violenza. Realizzato da ACSI e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali L’evento, si svolge con il patrocinio del Comune di Bari, si svolgerà presso la Sala Consiliare in Corso Vittorio Emanuele II 84, sede istituzionale messa a disposizione dall’Amministrazione comunale, a testimonianza dell’impegno concreto delle istituzioni pubbliche locali nel sostenere percorsi di sensibilizzazione e responsabilità collettiva. Bari è oggi una delle realtà urbane e culturali più importanti del Mezzogiorno e dell’intero Paese, punto di riferimento per il dialogo sociale, la partecipazione giovanile e le attività culturali.  Portare qui il progetto significa dare voce a un territorio dinamico, capace di coinvolgere comunità, istituzioni e nuove generazioni in una riflessione condivisa sui temi del rispetto e della prevenzione. Bari diventa così una tappa simbolica e strategica di un percorso nazionale che intende costruire consapevolezza e responsabilità collettiva. “Neanche con una rosa” intende promuovere una riflessione profonda sul tema della violenza, anche nelle sue forme più sottili e meno riconoscibili, ribadendo con forza che nessuna espressione di sopraffazione può trovare giustificazione, neanche quando si manifesta attraverso gesti apparentemente simbolici o culturalmente accettati. L’iniziativa si configura come un momento di incontro e confronto aperto alla cittadinanza, con l’obiettivo di rafforzare la cultura del rispetto, della dignità e della responsabilità condivisa. La tappa di Bari si inserisce, inserendosi in un più ampio percorso nazionale che mira a coinvolgere territori diversi, uniti dalla necessità di affrontare con consapevolezza e determinazione i temi legati alla prevenzione della violenza. Per informazioni e dettagli sul programma è possibile contattare l’organizzazione ai riferimenti ufficiali del progetto. Luogo: Sala Consiliare Comune di BariData: 11 giugno 2026 h. 09.30 09.30 – 10.00 Accoglienza e registrazione dei partecipanti 10.00 -10.30 Saluti istituzionali - Vito Leccese – Sindaco di Bari - Michelangelo Cavone Assessore alla Giustizia, al Benessere sociale e ai Diritti Civili con deleghe ai Servizi alla persona, Inclusione sociale e Contrasto alle povertà, Contrasto alle discriminazioni, Accoglienza e Integrazione. 10.30 -10.45 Apertura lavori convegno Antonino Viti - Presidente Nazionale ACSI Patrizia Sannino – Responsabile Nazionale Progetti 10.45 – 12.20 Tavola rotonda / Panel di discussione interventi: - Nicola Sardaro – Dirigente Ministero Lavoro Div. III - Promozione, sviluppo e sostegno degli enti del Terzo Settore e del volontariato. Promozione e rafforzamento dell’economia sociale - Maria Pia Vigilante – Avvocata Presidente dell’Associazione Giraffa APS - Marcella Loporchio Specialista in sviluppo organizzativo & DEI, Presidente ASD Fight for your life - Giuseppe Ceglie – Avvocato - Direttore Ripartizione Personale del Comune di Bari - Emanuele Bruno – Campione Judoka – co-ideatore del metodo JK Defense Donna - Stefano Maniscalco – Campione Karateka co-ideatore del metodo JK Defense Donna Wed, 10 Jun 2026 16:05:36 +0000 Bari Il Museo del Rock incontra Alberto Fortis tra musica e parole https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34443-il-museo-del-rock-incontra-alberto-fortis-tra-musica-e-parole.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34443-il-museo-del-rock-incontra-alberto-fortis-tra-musica-e-parole.html Ci sono artisti che non si limitano a scrivere canzoni, ma che costruiscono ponti tra epoche e generazioni. Alberto Fortis è uno di questi. Venerdì 12 giugno, alle ore 18, il Museo del Rock di Catanzaro gli apre le sue porte per una serata che promette di non essere solo un incontro con un artista che ha segnato la storia della musica italiana, ma un’occasione per ascoltare da vicino la sua storia e le sue nuove prospettive. L’appuntamento si intitola “Alberto Fortis, musica e parole”, e già nel titolo c’è tutto: la voce e la storia di un cantautore che ha attraversato il nostro panorama musicale con un songbook che ha sempre trasmesso profonde emozioni. L’accoglienza del Museo del Rock A introdurre la serata sarà Piergiorgio Caruso, direttore del Museo, che accoglierà il pubblico con una riflessione che nasce dal cuore del progetto culturale che porta avanti da anni: «Ospitare Alberto Fortis significa accogliere un pezzo vivo della nostra memoria musicale. Ma soprattutto significa incontrare un artista che continua a cambiare, mettendosi continuamente in gioco. È questo che rende la sua presenza così preziosa per il Museo del Rock e per la città». Un dialogo tra musica e vita Dopo l’introduzione, Fortis dialogherà con il giornalista Franco Schipani, ripercorrendo una carriera che ha lasciato segni profondi. Gli esordi folgoranti, gli incontri che lo hanno accompagnato, le collaborazioni internazionali e le scelte artistiche che lo hanno reso una voce libera e riconoscibile, non saranno solo un racconto: Alberto Fortis porterà con sé anche la sua musica, eseguendo alcuni brani che hanno segnato il suo percorso e anticipando lo spirito del suo nuovo progetto. Un anno di rinascita creativa Perché il 2026 è un anno speciale: un nuovo album di inediti, “Sentimental city”, un tour che attraverserà l’Italia, un libro che aggiunge un nuovo tassello alla sua produzione letteraria. È un momento di rinascita creativa. E poterlo ascoltare da vicino, in un luogo come il Museo del Rock, significa entrare nella sua “città sentimentale” con discrezione e con la certezza di aver conosciuto ancor di più Alberto Fortis, artista e uomo.   Wed, 10 Jun 2026 08:33:20 +0000 Catanzaro Basta speculazioni su olio e grano: Coldiretti mobilita migliaia di agricoltori in tutta Italia https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34442-basta-speculazioni-su-olio-e-grano-coldiretti-mobilita-migliaia-di-agricoltori-in-tutta-italia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34442-basta-speculazioni-su-olio-e-grano-coldiretti-mobilita-migliaia-di-agricoltori-in-tutta-italia.html Il sit-in a Cosenza davanti la prefettura. Consegnato al prefetto un documento contenente le richieste  A rischio la salute dei cittadini. Le speculazioni e l’import selvaggio fanno crollare le quotazioni, servono più controlli e l’uso delle tecnologie come risonanza magnetica e isotopi da impiegare come prove in giudizio Migliaia di agricoltori della Coldiretti sono scesi in piazza in tutta Italia, in Calabria a Cosenza dove hanno consegnato un documento al Prefetto, per dire basta alle manovre di veri e propri trafficanti che fanno crollare i prezzi di olio extravergine d’oliva e grano, due simboli del nostro agroalimentare e della Dieta Mediterranea, prodotti 100% italiani che devono stare in tutte le mense pubbliche come quelle delle scuole e degli ospedali. “Speculazioni, inganni e mancanza di trasparenza - dichiara un battagliero Aceto presidente di Coldiretti Calabria -mettono a rischio la salute dei cittadini e la tenuta delle aziende agricole, già in grave difficoltà a causa dell’aumento dei costi legato alla guerra in Iran”. Il blitz ha coinvolto tredici capoluoghi con gli agricoltori davanti alle Prefetture dove è stato consegnato un documento con le principali richieste. Agricoltori mobilitati a Roma, Bari, Bologna, Napoli, Palermo, Firenze, Cagliari, Pescara, Cosenza, Ancona, Perugia, Campobasso e Potenza. Gli agricoltori chiedono un’azione immediata rispetto ai vergognosi tentativi in atto da parte dei trafficanti: da chi cerca di “strozzare” le aziende pagando al Sud il grano sotto trebbiatura 19 centesimi al chilo, mentre la pasta costa minimo 2 euro al chilo e il pane 3 euro, o chi taglieggia i produttori italiani pagandoli sotto i costi di produzione.  Olio sotto attacco -Fermiamo i trafficanti di olio extravergine d’oliva Made in Italy  Proprio l’olio extravergine di oliva, pilastro della Dieta Mediterranea, è uno dei casi simbolo del Made in Italy sotto attacco. Nell’ultimo anno il prezzo del prodotto è crollato del 50%, mentre i costi a carico dei produttori nazionali sono aumentati di oltre 200 euro a ettaro, secondo il Centro studi Divulga. Come è possibile? Per capire l’inganno basta guardare ai numeri. I dati ufficiali della filiera mostrano infatti che l’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extra vergine d’oliva, cifra che peraltro potrebbe essere rivista ulteriormente al ribasso con controlli più stringenti, a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, un export di 318 milioni di litri e un import di ben 545 milioni di litri all’anno. In Calabria, con 180mila ettari ulivetati  e una forte presenza di cultivar autoctone la produzione 2025/26 si è attestata di poco sotto le 40mila tonnellate con una qualità elevata. Ma i conti non tornano, sottolinea Coldiretti, perché c’è chi trucca l’origine ingannando cittadini e agricoltori nascondendosi anche dietro l’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, che va cancellata per tutti gli alimenti. Da qui le richieste di Coldiretti contenute nel documento consegnato ai prefetti. Aumentare le ispezioni e fermare le frodi sull’origine con controlli innovativi, risonanza magnetica e mappatura isotopica possono dire con chiarezza da dove arriva un prodotto. Applicare sempre la legge contro le pratiche sleali e le vendite sotto il costo di produzione. Da vietare anche la miscelazione di olio d’oliva extravergine e sottoprodotti trattati termicamente che per magia diventano extravergine. Necessaria la fatturazione obbligatoria delle olive per una tracciabilità completa del prodotto e serve anche sospendere l’olio a dazio zero dalla Tunisia e fermare il meccanismo del traffico di perfezionamento attivo (Tpa) sull’olio estero, ulteriore fonte di frodi. Grano: prezzi indegni e frodi I trafficanti speculatori all’assalto del grano italiano Dall’olio al grano la situazione non cambia. Nelle ultime ore, denuncia Coldiretti, commercianti e industriali senza scrupoli stanno cercando di comprare grano duro durante la trebbiatura alla cifra illogica di 19 centesimi al chilo. Diciannove centesimi è un prezzo che rappresenta un insulto intollerabile a tutti gli agricoltori. Questi, sottolinea Coldiretti, sono gli stessi trafficanti di grano che cercano di comprare fatture da aziende compiacenti per far diventare italiano grano estero e spargono terrore all’apertura della campagna di raccolta per abbassare ancora i prezzi e rubare dalle tasche dei cerealicoltori. Nel frattempo, continuano ad arrivare navi piene di grano al glifosato, molecola chimica che genera cancro soprattutto nei bambini. Coldiretti chiede dunque di fermare le frodi con controlli a tappetto in tutta la filiera per verificare il rispetto delle leggi sull’origine, anche utilizzando la nuova Legge Caselli contro l’agropirateria. I trafficanti speculatori vanno bloccati applicando la legge contro le pratiche sleali a partire dal divieto di vendita sotto il costo di produzione. E serve poi – continua Coldiretti – fermare una volta per tutte il grano al glifosato, applicando il principio di reciprocità. Non è più accettabile continuare a importare grano fatto seccare con il diserbante quando in Europa ciò non è permesso. Dalla Cun (Commissione Unica Nazionale)  Grano vanno poi esclusi i commissari in conflitto di interessi. Non è tollerabile che Confcooperative chieda ribassi più alti di quelli proposti dagli industriali. Rispetto all’aumento record dei costi di produzione serve infine – conclude Coldiretti – mettere a disposizione subito 40 milioni per abbattere le spese dei produttori in contratti di filiera. Wed, 10 Jun 2026 08:31:31 +0000 Cosenza Mediterranean Open 2026, Dojo Catania protagonista assoluto a Ostia https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34440-mediterranean-open-2026-dojo-catania-protagonista-assoluto-a-ostia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34440-mediterranean-open-2026-dojo-catania-protagonista-assoluto-a-ostia.html Si chiude con un bilancio straordinario l'avventura del Dojo Catania al Mediterranean Open 2026, uno degli appuntamenti internazionali più prestigiosi del calendario del Ju Jitsu. Per tre giorni gli atleti rossazzurri hanno dato prova di talento, preparazione e spirito di squadra, conquistando una lunga serie di podi nelle specialità Duo System e Show, dalle categorie giovanili fino agli adulti. Complessivamente il bilancio di Ostia parla di 19 ori, 16 argenti e 15 bronzi: 50 podi complessivi.  Fin dalla prima giornata il Dojo Catania ha imposto il proprio marchio sulla manifestazione. Nel Duo Open è arrivato il successo, l'ennesimo, di Salvatore Molino e Salvatore Ensabella, mentre Salvatore Luca Adornetto e Sebastiano Amore hanno conquistato il bronzo. Gli stessi Adornetto e Amore si sono poi imposti nello Show Men Adults, davanti ai compagni Gaetano Sorce e Andrea Biagio Rinaudo. Ottimi risultati anche nello Show Merged con il trionfo di Angelo Zito e Giovanni Cardillo, seguiti da Maria Amore e Giovanni Cardillo e da Giordana Lombardo e Angelo Zito. Tra gli Under 12 sono arrivate ulteriori soddisfazioni grazie all'oro di Mattia Coco e Matteo Luppino nel Duo Male e nello Show Male, all'argento di Edoardo Di Prima e Flavio Annino, al secondo posto di Flavio Annino e Carla Spampinato nel Duo Mix e all'argento di Alice Di Mauro e Milena Sciacca nel Duo Female. La seconda giornata ha confermato la superiorità tecnica della delegazione etnea. Negli Under 14 sono arrivati successi a ripetizione con Luca Cannavò e Alessio Fazio vincitori nel Duo Men e nello Show Men, Miriam Finocchiaro e Fabiola Torresi prime nel Duo Women e nello Show Women, mentre Miriam Finocchiaro e Alessandro Canfarelli hanno conquistato il gradino più alto del podio sia nel Duo Mix sia nello Show Mix. Da segnalare anche i secondi posti di Alessandro Canfarelli e Tommaso Marino (terzo posto Samuel Roggio e Arseny Sciuto, stesso podio dietro Cannavò e Fazio), e Sofia Spinella e Luca Cannavò (Show Mix e Duo Mix, due argenti). Nelle categorie superiori sono arrivati altri risultati di prestigio: Salvatore Molino e Salvatore Ensabella hanno conquistato l'oro nel Duo Men + Women Adults. Un podio tutto Dojo con il secondo posto di Giada Costa e Alice La Rosa e il terzo di Sebastiano Amore e Salvatore Luca Adornetto Giovanni Cardillo e Angelo Zito hanno dominato il Duo Men U18-U21, Chiara Visalli e Giuliana Petralia hanno vinto il Duo Women U18 (3^ posto Federica Di Geronimo e Sofia Calcagno), mentre Giorgio Sciacca e Giuliana Petralia hanno ottenuto l'argento nel Duo Mix U16. Successi anche nello Show Men U16 con Paolo Panebianco e Alessio Fazio (secondo posto Flavio D’Augusta Perna e Alessandro Picerno e il terzo posto per Francesco Milazzo e Giorgio Sciacca)  e nello Show Mix U18 con ulteriori podi per gli atleti catanesi con il secondo posto di Sofia Calcagno e Lorenzo Ingarao e il terzo posto Chiara Visalli e Paolo Panebianco. Nel Duo Women bronzo per Adriana Petralia e Giordana Lombardo. Nel Duo Mix Under 16 secondi Giorgio Sciacca e Giuliana Petralia. Nell'ultima giornata il Dojo Catania ha completato l'opera. Alice La Rosa e Salvatore Ensabella hanno conquistato l'oro nel Duo Mix Adults, mentre Giada Costa e Sebastiano Amore e Giulia Scaletta e Salvatore Luca Adornetto hanno centrato il bronzo. Argento per Chiara Visalli e Paolo Panebianco nel Duo Mix U18 e bronzo per Sofia Calcagno e Lorenzo Ingarao. Grande spettacolo nello Show Open con il primo posto di Giada Costa e Sebastiano Amore e il secondo di Maria Amore e Giovanni Cardillo (terza anche nel Duo Mix Under 21). Successi anche per Giuliana Petralia e Giorgio Sciacca nello Show Mix U16 e per Adriana Petralia e Chiara Visalli nello Show Men+Women U18 (bronzo per Giacomo Cannizzaro e Francesco Filippini). Nel Duo Men Under 16 secondi Alessio Fazio e Paolo Panebianco; mentre al terzo si sono classificati Flavio D’Augusta Perna e Alessandro Picerno Il quadro complessivo restituisce l'immagine di una società capace di competere ad altissimo livello in tutte le fasce d'età, confermando la qualità del lavoro svolto quotidianamente in palestra. Dai più piccoli agli atleti senior, il Dojo Catania ha saputo coniugare risultati, crescita tecnica e spirito di appartenenza, portando a Ostia una delle delegazioni più numerose e competitive dell'intera manifestazione. «Torniamo da Ostia con enorme soddisfazione – è la considerazione finale dello staff tecnico del Dojo Catania, guidato dal maestro Cosimo Costa –. Le medaglie rappresentano certamente un motivo d'orgoglio, ma il risultato più importante è aver visto tanti ragazzi e ragazze affrontare una competizione internazionale con maturità, determinazione e grande qualità tecnica. Il Mediterranean Open è stato un banco di prova prezioso che ci permette di misurare il percorso di crescita della nostra società. Abbiamo raccolto risultati importanti, ma soprattutto conferme sul valore del gruppo, sulla forza del settore giovanile e sulla capacità dei nostri atleti di esprimersi ai massimi livelli».     PRIMA GIORNATA   DUO OPEN: 1) Salvatore Molino e Salvatore Ensabella; 3) Salvatore Luca Adornetto e Sebastiano Amore; SHOW MEN ADULTS: 1) Salvatore Luca Adornetto e Sebastiano Amore; 2) Gaetano Sorce e Andrea Biagio Rinaudo; SHOW MERGED (Mix, Men & Women U21): 1) Angelo Zito e Giovanni Cardillo; 2) Maria Amore e Giovanni Cardillo; 3) Giordana Lombardo e Angelo Zito; 4 Adriana Petralia e Giordana Lombardo; DUO MALE U12: 1) Mattia Coco e Matteo Luppino; 2) Edoardo Di Prima e Flavio Annino; DUO MIX U12: 2) Flavio Annino e Spampinato Carla; DUO FEMALE U12: 2) Alice Di Mauro e Milena Sciacca; SHOW MALE U12: 1) Mattia Coco e Matteo Luppino    SECONDA GIORNATA   DUO MEN U14: 1) Luca Cannavò e Alessio Fazio; 2) Alessandro Canfarelli e Tommaso Marino; 3) Samuel Roggio e Arseny Sciuto; DUO WOMEN U14: 1) Fabiola Torresi e Miriam Finocchiaro; DUO MIX U14: 1) Miriam Finocchiaro e Alessandro Canfarelli; 2) Sofia Spinella e Luca Cannavò; DUO MEN + WOMEN ADULTS: 1) Salvatore Molino e Salvatore Ensabella; 2) Giada Costa e Alice La Rosa; 3) Sebastiano Amore e Salvatore Luca Adornetto; DUO WOMEN U18: 1) Chiara Visalli e Giuliana Petralia; 3) Federica Di Geronimo e Sofia Calcagno; DUO WOMEN U21: 3) Adriana Petralia e Giordana Lombardo; DUO MEN U18+U21: 1) Giovanni Cardillo e Angelo Zito; DUO MIX U16: 2) Giorgio Sciacca e Giuliana Petralia; SHOW MEN U14: 1) Luca Cannavò e Alessio Fazio; 2) Alessandro Canfarelli e Tommaso Marino; 3) Samuel Roggio e Arseny Sciuto; SHOW WOMEN U14: 1) Miriam Finocchiaro e Fabiola Torresi; SHOW MIX U14: 1) Miriam Finocchiaro e Alessandro Canfarelli; 2) Sofia Spinella e Luca Cannavò; SHOW MIX U18: 2) Sofia Calcagno e Lorenzo Ingarao; 3) Chiara Visalli e Paolo Panebianco; SHOW MEN U16: 1) Paolo Panebianco e Alessio Fazio; 2) Flavio D’Augusta Perna e Alessandro Picerno; 3) Francesco Milazzo e Giorgio Sciacca   TERZA GIORNATA   DUO MEN U16: 2° posto Alessio Fazio e Paolo Panebianco; 3° posto Flavio D’Augusta Perna e Alessandro Picerno. DUO MIX ADULTS: 1° posto Alice La Rosa e Salvatore Ensabella; 3° posto Giada Costa e Sebastiano Amore; 3° posto Giulia Scaletta e Salvatore Luca Adornetto; DUO MIX U21: 3° posto Maria Amore e Giovanni Cardillo; DUO MIX U18: 2° posto Chiara Visalli e Paolo Panebianco; 3° posto Sofia Calcagno e Lorenzo Ingarao; SHOW OPEN: 1° posto Giada Costa e Sebastiano Amore; 2° posto Maria Amore e Giovanni Cardillo; SHOW MIX U16: 1° posto Giuliana Petralia e Giorgio Sciacca; SHOW MEN+WOMEN U18: 1° posto Adriana Petralia e Chiara Visalli; 3° posto Giacomo Cannizzaro e Francesco Filippini Wed, 10 Jun 2026 08:27:24 +0000 Sport Ok alla mozione riguardo il SIN Crotone https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34439-ok-alla-mozione-riguardo-il-sin-crotone.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34439-ok-alla-mozione-riguardo-il-sin-crotone.html «La mozione 14 approvata nella seduta odierna del Consiglio Regionale rappresenta un segnale di forte attenzione verso i temi legati alla salute e alla sua tutela in un territorio, come quello del Sito di Interesse Nazionale (SIN) Crotone- Cassano – Cerchiara, che soffre da decenni gli effetti dell’inquinamento. Il testo è finalizzato a rafforzare le iniziative per la sorveglianza sanitaria gratuita della popolazione residente nell’area e delinea una strategia organica che collega bonifica ambientale, prevenzione sanitaria, monitoraggio epidemiologico e programmazione dello sviluppo del territorio. Un approccio che individua nella tutela della salute il principio guida per ogni scelta riguardante il futuro di Crotone. Un impegno fatto proprio anche dal Presidente Occhiuto lo scorso 24 giugno in audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari, nell’ambito del filone d’inchiesta relativo al SIN di Crotone. Mantenendo fermo il vincolo previsto dal PAUR del 2019, la mozione di oggi ribadisce che i rifiuti pericolosi derivanti dagli interventi di bonifica del SIN Crotone devono essere trasferiti fuori dalla Calabria verso impianti autorizzati e idonei al loro trattamento e smaltimento. Una prescrizione, quella del PAUR 2019, già recepita dalla Conferenza dei Servizi decisoria convocata dal Ministero dell'Ambiente che, con il Decreto Ministeriale n. 7 del 3 marzo 2020, ha approvato definitivamente il progetto operativo di bonifica, confermando l'obbligo di conferire fuori dalla Calabria i rifiuti pericolosi derivanti dagli interventi di risanamento ambientale. Il testo chiede la governo regionale di istituire un protocollo di monitoraggio sanitario attivo e gratuito per tutti i residenti nel perimetro del SIN, garantendo controlli medici periodici e gratuiti con priorità assoluta per bambini, donne in gravidanza, anziani e soggetti fragili. In questo quadro assume particolare importanza anche la previsione di screening sui metalli pesanti attraverso esami su sangue, urine e capelli al fine di verificare l'eventuale presenza nell'organismo di sostanze tossiche quali arsenico, cadmio, mercurio, cromo, nichel, piombo, zinco e rame e consentire di raccogliere dati scientifici affidabili sul livello di esposizione della popolazione e di programmare eventuali interventi sanitari mirati. Un modo per trasformare la prevenzione in un diritto concreto e non in una possibilità riservata a chi dispone delle risorse economiche necessarie per affrontare controlli specialistici e una risposta concreta alle raccomandazioni della comunità scientifica, che da anni chiede un monitoraggio sistematico della popolazione residente nelle aree interessate dalla contaminazione ambientale. La mozione prevede inoltre di rafforzare il Registro Tumori Regionale per effettuare un migliore monitoraggio dell’incidenza delle patologie oncologiche, individuare eventuali anomalie statistiche, supportare la ricerca scientifica e approfondire il possibile rapporto tra contaminazione ambientale e insorgenza delle malattie. Non da ultimo, il testo introduce inoltre un principio destinato a incidere sulle future scelte di sviluppo del territorio: nessun nuovo impianto industriale o infrastrutturale potrà essere valutato esclusivamente sotto il profilo economico o occupazionale. Ogni progetto dovrà essere preventivamente sottoposto a una rigorosa valutazione dell'impatto sanitario. Ringrazio l’autrice della mozione, la collega Barbuto, cui esprimo la mia solidarietà per la sua storia sanitaria di cui ha dato testimonianza in aula, Una storia incarnata in questa mozione che in tanti abbiamo voluto sottoscrivere, dato che riguarda la custodia e la tutela della salute non solo dei crotonesi, ma di tutti i calabresi. Per la prima volta vengono collegati in modo organico bonifica ambientale, prevenzione sanitaria, monitoraggio epidemiologico e pianificazione dello sviluppo territoriale. Il messaggio che emerge è chiaro: la salute dei cittadini non può più essere considerata una variabile secondaria rispetto alle esigenze produttive o industriali». Così Filippo Pietropaolo, Presidente della Presidente Commissione Bilancio, Programmazione economica, Affari dell'Unione europea e Relazioni con l'estero del Consiglio Regionale della Calabria   Tue, 09 Jun 2026 07:47:27 +0000 Crotone Sacro Cuore di Gesù a Ragusa, i festeggiamenti entrano nel vivo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34438-sacro-cuore-di-gesu-a-ragusa-i-festeggiamenti-entrano-nel-vivo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34438-sacro-cuore-di-gesu-a-ragusa-i-festeggiamenti-entrano-nel-vivo.html Proseguono con grande partecipazione i festeggiamenti in onore del Sacro Cuore di Gesù nella parrocchia di Ragusa. Dopo le intense giornate del fine settimana, ieri sera, la comunità ha vissuto un momento di profonda spiritualità con la celebrazione eucaristica presieduta da don Riccardo Bocchieri, parroco della chiesa Santa Maria di Portosalvo di Marina di Ragusa. La messa, animata dal gruppo adulti dell’Azione Cattolica, ha rappresentato un’occasione di preghiera e riflessione sul valore della fede vissuta nella quotidianità e sulla forza della comunione tra le parrocchie della diocesi. Da oggi, martedì 9 giugno, il programma prosegue con nuovi appuntamenti di preghiera e condivisione. Dopo la celebrazione eucaristica di questa mattina, alle 18,15 la preghiera del Santo Rosario e la novena al Sacro Cuore di Gesù, animata dal gruppo della Caritas parrocchiale. Alle 19 la messa sarà presieduta da don Francesco Mallemi e animata dalla comunità della parrocchia San Pio X, in un clima di gioiosa partecipazione. Mercoledì 10 giugno la giornata si aprirà alle 8,30 con la celebrazione eucaristica e proseguirà alle 18,15 con la preghiera del Rosario e la novena animata dal gruppo missionario. Alle 19 la messa sarà celebrata da don Filippo Bella, con l’animazione della comunità parrocchiale Maria Ss. Nunziata di Ragusa, segno di un legame spirituale che unisce le diverse realtà della città. Giovedì 11 giugno, vigilia della solennità del Sacro Cuore di Gesù, sarà una giornata di particolare intensità. Alle 8,30 si terrà la celebrazione eucaristica che sarà seguita alle 9 dall’esposizione eucaristica e alle 12 dalla benedizione eucaristica mentre alle 18,15 ci sarà la preghiera del Rosario e la novena al Sacro Cuore di Gesù. Alle 19 la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Sebastiano Roberto Asta, vicario generale, e animata dal gruppo famiglie e giovani coppie. Saranno festeggiate le coppie di sposi che celebrano quest’anno il 25esimo e il 50esimo anniversario di matrimonio. Alle 20, poi, l’iniziativa famiglia in festa con la presenza del vescovo diocesano, mons. Giuseppe La Placa. Un percorso di fede e partecipazione che accompagna i fedeli verso la solennità del Sacro Cuore, cuore pulsante della vita spirituale della parrocchia e simbolo di amore e misericordia per tutta Ragusa.   Tue, 09 Jun 2026 07:45:34 +0000 Ragusa C’era una volta il Duale: la lingua perduta dell’amore diventa un libro e una lezione di vita per il presente https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34437-c-era-una-volta-il-duale-la-lingua-perduta-dell-amore-diventa-un-libro-e-una-lezione-di-vita-per-il-presente.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34437-c-era-una-volta-il-duale-la-lingua-perduta-dell-amore-diventa-un-libro-e-una-lezione-di-vita-per-il-presente.html Nella raffinata cornice della Sala degli Specchi della Provincia di Cosenza, gremita di un pubblico partecipe e attento, si è svolta la presentazione del volume “C’era una volta il duale… La lingua perduta dell’amore”. L'opera, edita da Falco Editore, è il frutto di un suggestivo percorso didattico realizzato dagli alunni delle classi I, II e III D del Liceo Classico "B. Telesio" di Cosenza, sotto la sapiente guida della professoressa di latino e greco Daniela Filice. L'evento ha dimostrato come la scuola, quando sa attivare dinamiche empatiche, sia capace di coniugare profondità educativa e attualizzazione della memoria storica. Al centro di tutto vi è il recupero del duale: una categoria grammaticale del greco antico che, lungi dall'essere un mero tecnicismo, si rivela oggi più che mai una preziosa chiave interpretativa dell'umano. Se la comunicazione contemporanea oscilla pericolosamente tra l'individualismo atomizzato dell'“uno” e il rumore indistinto dei social (i “tanti”), gli antichi Greci ci consegnano un'eredità opposta. Dal punto di vista della professoressa Filice, tutto ci fa intendere che il duale sia sempre attuale: “non è singolare e non è plurale, ma rappresenta un'unità intermedia, unica: il noi due. È la dimostrazione che si possa vivere uniti senza avere il timore di perdere la propria identità, né con la paura di avvertire l'altro come una minaccia, ma accogliendolo invece come una presenza capace di migliorarci, di aiutarci a crescere e di consentirci di guardare le cose nella loro giusta complessità”. Dal punto di vista strettamente linguistico, infatti, il duale si colloca esattamente tra il singolare e il plurale. Non indica una quantità numerica generica, ma definisce la relazione pura, in cui l’identità del singolo non si dissolve, ma si completa e si definisce nell’incontro con l’altro. Per la cultura classica, il rapporto di coppia, sia esso espresso nella fratellanza, nell'amicizia eroica o nell'amore, era investito di una dimensione sacra e fondativa. Recuperare questa "lingua perduta" significa riscoprire il valore del legame, del riconoscimento reciproco e del dialogo come unici antidoti al conflitto e all'isolamento. Ad aprire la serie di interventi è stato il Dirigente Scolastico, Domenico De Luca, che si è complimentato per i contenuti significativi dell'opera, soffermandosi sulla perdurante validità dei classici e sul concetto di apprendimento significativo. Il Liceo Classico, ha sottolineato il Dirigente, offre l’opportunità non solo di conoscere a fondo la tradizione, ma di attualizzarla in modo vivo e consapevole. Particolarmente sentito è stato l'intervento dell'editore Falco, presente nella duplice veste di editore e genitore. Falco ha voluto scardinare il luogo comune secondo cui i giovani sarebbero distanti dalla lettura e dalla cultura: "La straordinarietà della prof.ssa Filice risiede nella capacità di dimostrare come i ragazzi, se adeguatamente stimolati, sappiano rispondere con entusiasmo e profondità. Quando si instaura un rapporto empatico, i risultati diventano sorprendenti”; l'editore ha poi concluso evidenziando come “il "duale" diventi sinonimo di una sintonia autentica tra docente e studenti, ribadendo l'originalità e la profondità della mente umana, che non potrà mai essere sostituita dall'intelligenza artificiale”. Il dibattito è entrato nel vivo grazie ai contributi di illustri docenti: la Prof.ssa Franca Occhiuto (già docente del Liceo Telesio): ha indicato nella curiositas il punto di partenza del sapere e nel duale la regola grammaticale che, in un momento complesso per la scuola, si eleva a categoria dell’anima e dello spirito. La Prof.ssa Ada Capilupo (Liceo Classico V. Julia - Acri) ha espresso grande emozione per riflessioni che superano la stessa età anagrafica dei ragazzi. Citando Galimberti ("non si apre la mente se prima non si aprono i cuori"), ha osservato che il duale è alla base di un pensiero pluralistico e democratico: senza il riconoscimento dell’altro non può esserci dialogo, e la sua assenza conduce inevitabilmente al conflitto. Il Prof. Nimpo (Liceo Telesio) con un intervento ricco di ironia e ricordi personali, ha definito la collega Filice un "duale" nella sua esperienza umana e professionale. Ha inoltre elogiato la maturità e la sensibilità non comuni degli studenti, capaci di cogliere nei miti greci verità profonde e legami inaspettati sull'esistenza. Dietro il successo della giornata vi è stata anche una forte sinergia interna al corpo docente. La professoressa Filice ha tenuto a sottolineare come la Prof.ssa Antonella Maio si sia detta subito disponibile ad aiutarla, curando la parte scenografica dell’evento e il servizio d'ordine con gli studenti del quarto e del quinto anno. Ragazzi che la stessa Filice ringrazia e che considera, in quanto suoi ex studenti, comprimari e protagonisti del libro, a testimonianza di un legame continuo che si riflette nella dedica del volume, espressamente rivolta "agli alunni di ieri, di oggi e di domani". La vera magia del progetto è consistita nella capacità dei ragazzi di trasformare le regole della grammatica in sentimento vissuto. Durante la presentazione, tre studentesse, in rappresentanza delle rispettive classi, hanno offerto riflessioni di straordinaria maturità: Francesca Caiello (III D) autrice della bella introduzione del volume, ha guidato il pubblico oltre la dimensione prettamente tecnica del testo, ricordando come i Greci avessero la capacità unica di rendere "eterno il temporaneo". Il duale, ha spiegato la studentessa, in un'epoca distratta, diventa un invito potente a cercare ciò che davvero ci completa. Maria Irene Carere (I D) ha raccontato come il concetto di duale fosse inizialmente del tutto inedito per il gruppo e come la curiositas abbia spinto tutti loro a superare lo scoglio delle difficoltà iniziali e a comprendere ancor più come il greco antico non sia una materia silente da memorizzare, ma una realtà viva da abitare. Sophia Granieri (II D) ha posto l'accento sulla straordinaria esperienza del lavoro di squadra che ha mostrato plasticamente come il linguaggio non sia mai il frutto di una voce solitaria, ma si arricchisca proprio nel passaggio tra sensibilità diverse. Ha inoltre ricordato una verità fondamentale: perdere un elemento linguistico significa spesso smarrire la sensibilità antropologica ad esso collegata. Il percorso narrativo del libro, illustrato in copertina da un disegno di Mariastella Garritano (II D) e riassunto in un emozionante trailer video sulle note di Alex Warren, attraversa i grandi miti della dualità: dalla frattura generativa di Gea e Ponto, fino alle coppie immortali della letteratura come Castore e Polluce, Achille e Patroclo, Elena e Paride, per chiudersi con la matrice latina di Amore e Psiche. A suggello del valore etico dell'iniziativa, l'intero ricavato della vendita del volume sarà devoluto in beneficenza. Un gesto concreto che chiude il cerchio del progetto: perché, come hanno dimostrato i ragazzi del Liceo Telesio e la loro professoressa Daniela Filice, nel mondo dei classici e in quello degli uomini, conoscere non è mai un atto isolato, ma significa, prima di tutto, saper donare.   Tue, 09 Jun 2026 07:44:01 +0000 Cosenza Mandato agli Animatori degli Oratori Estivi ad Acireale https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34436-mandato-agli-animatori-degli-oratori-estivi-ad-acireale.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34436-mandato-agli-animatori-degli-oratori-estivi-ad-acireale.html Si è svolto lunedì 8 giugno, nella Parrocchia Cuore Immacolato di Maria di Acireale, il Mandato agli Animatori degli Oratori Estivi della Diocesi di Acireale. Un momento di preghiera, riflessione e condivisione che ha riunito giovani animatori, educatori e responsabili parrocchiali chiamati a vivere nelle prossime settimane il servizio estivo a favore dei bambini e dei ragazzi delle comunità. A presiedere l'incontro è stato il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, che ha voluto rinnovare la propria vicinanza alle parrocchie e a quanti si dedicano con generosità alla missione educativa degli oratori. Il presule ha ribadito l'attenzione che la Diocesi continua a riservare alle nuove generazioni, sottolineando come l'impegno educativo rappresenti una delle priorità pastorali del territorio. Nel suo intervento, mons. Raspanti ha richiamato le sfide del tempo presente, segnato dalla transizione digitale e dall'intelligenza artificiale, evidenziando la necessità di formare giovani capaci di vivere con consapevolezza le nuove tecnologie. «Abbiamo in diocesi una grande responsabilità educativa e questo mi riempie di speranza – ha affermato il vescovo –. Viviamo un'epoca nella quale giovani e animatori possono diventare vittime di dinamiche che non controllano. Le piattaforme digitali sono spesso gestite da pochi soggetti e non sempre perseguono il bene della persona. Per questo siamo chiamati a conoscere la verità, ad abitare la sapienza e a riscoprire il valore dell'educazione autentica». Il vescovo ha invitato gli animatori a non subire passivamente il mondo digitale, ma a governarlo con responsabilità e discernimento, indicando l'Oratorio Estivo come un luogo privilegiato per costruire relazioni vere e significative. «L'Oratorio Estivo offre una straordinaria opportunità: quella di vivere relazioni autentiche, allargare gli orizzonti e imparare, giorno dopo giorno, la scienza della vita. Non dobbiamo diventare schiavi di strumenti che dovrebbero essere al nostro servizio», ha sottolineato. Mons. Raspanti ha inoltre espresso gratitudine verso tutti gli animatori e i volontari che dedicano tempo ed energie ai ragazzi, riconoscendo nel loro servizio un'alternativa concreta alla solitudine e all'isolamento che spesso caratterizzano il mondo giovanile. «Attraverso il vostro impegno offrite ai ragazzi incontri autentici, amicizia e condivisione. Ma il vostro servizio non si limita alle relazioni umane: avete anche la possibilità di accompagnare bambini e ragazzi all'incontro con Gesù. Molti di loro non hanno punti di riferimento che li aiutino a conoscerlo; voi potete essere per loro una guida preziosa». Il vescovo ha infine ricordato che l'educazione cristiana trova il suo fondamento nell'incontro con Cristo, che rende l'uomo più autenticamente umano e capace di vivere il perdono, la fraternità e l'amore. Nel corso della serata è stato conferito il mandato agli animatori che saranno impegnati negli oratori estivi delle parrocchie della diocesi. Mons. Raspanti ha inoltre ricordato il prossimo appuntamento del Raduno degli Oratori Estivi, in programma il 10 luglio, quale occasione di incontro per tutte le realtà coinvolte. Tue, 09 Jun 2026 07:42:30 +0000 Catania Musei Capitolini , la mostra “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34435-musei-capitolini-la-mostra-diego-rivera-e-la-costruzione-dell-arte-moderna-in-messico-nel-xx-secolo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34435-musei-capitolini-la-mostra-diego-rivera-e-la-costruzione-dell-arte-moderna-in-messico-nel-xx-secolo.html Ai Musei Capitolini – Villa Caffarelli si apre la mostra “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo”: un’intensa retrospettiva dedicata al celebre pittore e muralista messicano, la cui opera rappresenta una cerniera tra tradizione e futuro, capace di dare vita a un linguaggio visivo autonomo e distintivo dell’arte moderna messicana. Accanto alle opere di Diego Rivera, l’esposizione presenta capolavori di artisti straordinari come Frida Kahlo, José María Velasco, José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros, María Izquierdo, Tamayo, Lozano, Montenegro, Ruiz, Dr. Atl, Saturnino Herrán e molti altri. Ad arricchire il percorso alcuni video e scatti suggestivi, tra cui le fotografie di Rivera, immortalato da Tina Modotti. Un gruppo di artisti che ha saputo intrecciare tradizione, avanguardia e pluralità di linguaggi estetici. Il percorso espositivo permette così di ripercorrere le genealogie della modernità messicana, collocando la figura di Rivera al centro di una trama visiva e concettuale in cui la formazione accademica dialoga con la sperimentazione e con una profonda attenzione al presente sociale. Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la mostra è prodotta in collaborazione con MetaMorfosi Eventi e con il Museo Kaluz di Città del Messico, con il supporto di Zètema Progetto Cultura e con il patrocinio dell’INBAL, Instituto Nacional de Bellas Artes y Literatura del Messico e dell’Ambasciata del Messico in Italia. L’esposizione è curata da Miguel Fernández Félix (direttore del Museo Kaluz) e Alberto González Torres (direttore del Museo Robert Brady). Attraverso una straordinaria selezione di oltre 140 opere, di cui trenta di Diego Rivera, il percorso espositivo restituisce la complessità di un processo le cui radici affondano nella nascita del Messico indipendente nel 1821, quando si afferma l’esigenza di un’identità culturale in grado di rappresentare un Paese nuovo, eterogeneo e in continua trasformazione. In questo contesto, l’arte diventa strumento privilegiato per costruire visivamente il volto del Messico, nonché veicolo di progetti di trasformazione culturale che coniugano tradizione e modernità e proiettano sulla scena internazionale un’immagine plurale e in costante evoluzione. Durante la prima metà del Novecento, l’arte messicana si ridefinisce attraverso la creazione di un linguaggio e di un’iconografia di carattere nazionale. La pratica artistica orienta il proprio sguardo verso la fusione tra retaggio precolombiano, culture popolari e istanze sociali emerse nel periodo post-rivoluzionario. In questo quadro, le arti visive svolgono un ruolo decisivo nella ricostruzione del tessuto sociale del Paese, trovando nel movimento muralista uno dei progetti più influenti sul piano nazionale e internazionale. Promosso nel 1921 da José Vasconcelos e consolidato dagli artisti José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros e Diego Rivera, il Muralismo contribuisce a democratizzare l’arte e a costruire una narrazione epica della storia messicana, in cui popolo, operai e contadini diventano protagonisti centrali. Ne scaturisce una nuova iconografia nazionale, che parla alle comunità e agli spazi pubblici e ridisegna il ruolo sociale dell’artista.Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni tematiche: Accademia e tradizione – La formazione di Rivera: esplora il confronto con l’eredità ottocentesca e le genealogie del mestiere, tra accademie e scuole di belle arti, per comprendere le radici tecniche e culturali della modernità messicana. Il contributo di Diego Rivera e del Messico alle avanguardie europee – Gli anni europei: focus sui dialoghi con cubismo e avanguardia, e sull’apporto originale degli artisti messicani alla scena internazionale attraverso una sintassi visiva nuova. Il Rinascimento culturale messicano analizza la stagione successiva alla Rivoluzione quando arti visive, letteratura, architettura e musica convergono nella definizione di una moderna identità nazionale, fondendo retaggio precolombiano, tradizioni popolari e istanze sociali. Oltre il Realismo sociale: esamina la disseminazione di modelli e idee oltre i canoni del muralismo, verso ricerche che ampliano il lessico dell’arte moderna messicana e ne attestano la vitalità nel lungo periodo. Ciascuna sezione riunisce opere emblematiche tra XIX e XX secolo, accompagnate dai contributi critici di autorevoli storici dell’arte raccolti nel catalogo della mostra, edito da Gangemi Editore. “Siamo lieti di ospitare a Roma nei Musei Capitolini l’esposizione “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo”, che restituisce al pubblico la forza di una stagione artistica in cui, soprattutto dopo la Rivoluzione messicana del secondo decennio del Novecento, l’arte divenne uno strumento di ricostruzione civile, di emancipazione popolare, di riflessione collettiva e di definizione di una nuova identità messicana: profondamente radicata nella propria storia e nelle culture indigene, ma al tempo stesso pienamente moderna, internazionale e cosmopolita. Sono certo che tutti i visitatori e le visitatrici della mostra potranno riconoscere, attraverso le opere esposte, quel sentimento di emancipazione e rinascita che attraversò il Messico in quegli anni e che non ha ancora perso la sua spinta propulsiva” dichiara il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri. “Ospitare la mostra “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo” è importante non solo per il suo straordinario talento pittorico, che coinvolse un intero movimento di artiste e di artisti nel suo Paese e nel resto del mondo, ma anche perché egli decise, con le sue opere, di riportare l’arte alla sua funzione pubblica, civile e pedagogica, uscendo dagli spazi esclusivi dedicati all’arte pittorica, per restituirla al popolo, al lavoro, alle persone e alla loro storia collettiva. La trasformazione pittorica, con il Muralismo, di edifici civili e luoghi di lavoro nella narrazione visiva di un Paese, il Messico post-rivoluzionario, fu il suo dono più grande per gli artisti e gli intellettuali contemporanei e successivi, grazie alla sua pittura che sapeva richiamare all’uguaglianza, al senso del progresso e della democrazia, alla cittadinanza. Le artiste e gli artisti le cui opere sono esposte insieme a quelle di Diego Rivera ci raccontano di donne e uomini al lavoro, di comunità indigene, di diritti sociali, di dignità del lavoro e accesso all’istruzione. Ci parlano di una rivoluzione che non si compie solo nella politica, o che tenta di realizzarsi in quei decenni, ma anche nelle arti visive, nell’immaginario pittorico che diventa così accessibile a tutti, è l’arte a diventare, com’è giusto che sia, il diritto di tutte e tutti”, sottolinea l’Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio. “La storia dell’arte moderna messicana è, in questo senso, una straordinaria lezione di libertà. Gli artisti che incontriamo lungo il percorso espositivo non scelgono tra tradizione e innovazione, tra radici e apertura, tra identità e cosmopolitismo. Scelgono di abitare quella tensione creativa. Trasformano il dialogo tra mondi differenti in una sorgente inesauribile di energia culturale” continua Pietro Folena, Presidente di MetaMorfosi Eventi.   Fonte Zètema Progetto Cultura Mon, 08 Jun 2026 15:30:45 +0000 Arte Oltre sessant’anni di storia culturale europea approdano a Villa Salviati https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34434-oltre-sessant-anni-di-storia-culturale-europea-approdano-a-villa-salviati.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34434-oltre-sessant-anni-di-storia-culturale-europea-approdano-a-villa-salviati.html Oltre sessant’anni di storia culturale europea approdano a Villa Salviati: gli archivi della Fondazione Culturale Europea aperti al pubblico Un patrimonio documentale che racconta oltre sei decenni di storia culturale e politica dell’Europa sarà presto accessibile a studiosi, ricercatori e cittadini. L’archivio storico della Fondazione Culturale Europea (European Cultural Foundation – ECF) è stato infatti trasferito presso gli Archivi Storici dell’Unione Europea (HAEU), ospitati nella prestigiosa Villa Salviati a Firenze, sede dell’Istituto Universitario Europeo. L’iniziativa consentirà di consultare una vasta raccolta di documenti che testimoniano momenti cruciali della costruzione europea, dalla nascita del programma Erasmus alle attività di diplomazia culturale durante la Guerra Fredda, offrendo una prospettiva unica sul ruolo della cultura nel processo di integrazione del continente. Per celebrare il trasferimento della collezione, il prossimo 10 giugno, dalle ore 9 alle 13, Villa Salviati aprirà le proprie porte al pubblico con una mattinata di incontri e dibattiti dedicati al significato della cultura nella costruzione dell’identità europea. L’evento vedrà la partecipazione di personalità di rilievo del panorama culturale e accademico internazionale, tra cui la scrittrice e giornalista Géraldine Schwarz, la direttrice della Casa della Storia Europea di Bruxelles Constanze Itzel e l’economista ceco Tomáš Sedláček, membro del Consiglio Economico Nazionale della Repubblica Ceca. I relatori discuteranno del contributo della cultura alla formazione di un immaginario europeo condiviso e del suo ruolo nel rafforzare il senso di appartenenza tra i popoli del continente. Al centro del confronto vi sarà anche la capacità della cultura di rappresentare ancora oggi uno spazio di dialogo democratico, di creatività e di connessione tra società diverse. La mattinata si concluderà con la presentazione in anteprima di una selezione di documenti provenienti dall’archivio della Fondazione e con l’inaugurazione della mostra “Building European Belonging: Inside the Archives of the European Cultural Foundation”, dedicata alla storia e all’eredità dell’organizzazione. Contestualmente verranno lanciate due nuove borse di ricerca, una accademica e una artistica, finalizzate a incentivare studi, progetti e approfondimenti sulle collezioni appena rese disponibili. Sottolineando il valore storico dell’iniziativa, il direttore degli Archivi Storici dell’Unione Europea, Dieter Schlenker, ha ricordato come il progetto europeo continui a richiedere un costante impegno di consolidamento. “A ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale e a quasi quarant’anni dal crollo del regime sovietico nel 1989, l’unione politica fondata sui valori della pace, dello Stato di diritto, della democrazia e del rispetto dei diritti fondamentali rimane fragile e incompleta”, ha dichiarato Schlenker. “La cultura rappresenta uno dei più forti elementi di connessione tra gli europei e gli archivi della Fondazione Culturale Europea costituiscono un importante legame con questa memoria culturale condivisa”. Tra i materiali più significativi custoditi nella collezione spiccano quelli relativi alla nascita e allo sviluppo del programma Erasmus. Appunti, rapporti, bozze e studi realizzati tra il 1987 e il 1994 documentano il periodo in cui la Fondazione contribuì all’avvio e alla gestione dell’iniziativa, mostrando come un progetto inizialmente limitato si sia trasformato in uno dei programmi più emblematici e di maggiore successo dell’Unione Europea. Tra i documenti conservati figura anche il celebre rapporto di Jean-Claude Masclet sulla mobilità degli studenti europei. Di particolare interesse sono inoltre le testimonianze dell’attività di diplomazia culturale svolta durante la Guerra Fredda. Gli archivi raccontano il sostegno offerto alla pubblicazione e alla traduzione di opere di dissidenti e intellettuali dell’Europa orientale, nonché l’organizzazione del seminario di Leningrado del 1989, che riunì fondazioni dell’Est e dell’Ovest poche settimane prima della caduta del Muro di Berlino. La raccolta comprende anche una preziosa corrispondenza tra alcuni dei protagonisti del processo di integrazione europea. Tra questi figurano Altiero Spinelli, considerato uno dei padri fondatori dell’Unione Europea, e Henrik Brugmans, primo presidente dell’Unione dei Federalisti Europei. Le lettere, risalenti agli anni Cinquanta, testimoniano l’importanza attribuita alla cultura e alle infrastrutture culturali come strumenti essenziali per costruire l’Europa del dopoguerra. Un’altra sezione significativa riguarda l’allargamento dell’Unione Europea. I documenti illustrano programmi di cooperazione culturale come Mémoires de la Méditerranée, dedicato agli scambi letterari tra Europa e mondo arabo, e Policies for Culture, volto a sostenere lo sviluppo di infrastrutture culturali indipendenti nei Paesi dell’Europa sud-orientale, contribuendo indirettamente al percorso di integrazione di queste regioni. Gli archivi raccontano inoltre l’evoluzione del sistema mediatico europeo. Particolare rilievo assume la documentazione dell’European Institute for the Media, fondato nel 1983 dalla Fondazione Culturale Europea insieme all’Università di Manchester. L’istituto svolse un ruolo fondamentale nel monitoraggio dell’impatto dei media sui processi elettorali nei Paesi dell’Europa orientale dopo la fine del blocco sovietico, producendo analisi e rapporti sulla relazione tra informazione e sviluppo democratico. Tra i documenti conservati emergono infine le testimonianze della nascita della moderna filantropia europea. L’archivio ripercorre infatti la creazione dell’European Foundation Centre, fondato il giorno stesso della caduta del Muro di Berlino grazie all’impulso del Fondo europeo di cooperazione, iniziativa sviluppata dall’ECF e oggi conosciuta come Network of European Foundations (NEF). Gli Archivi Storici dell’Unione Europea custodiscono attualmente circa 300 fondi archivistici istituzionali e privati, per un totale di oltre 800.000 fascicoli distribuiti lungo 10 chilometri di scaffalature. La loro missione è preservare la memoria dell’integrazione europea, favorire la ricerca storica e accrescere la trasparenza delle istituzioni dell’Unione. Fondata nel 1954 da figure visionarie come Denis de Rougemont, Robert Schuman, Hendrik Brugmans e il principe Bernardo dei Paesi Bassi, la Fondazione Culturale Europea ha promosso per oltre settant’anni il ruolo della cultura e dell’istruzione come strumenti fondamentali per rafforzare il senso di appartenenza europea, la solidarietà tra i popoli e la partecipazione democratica. Un impegno che ha contribuito alla nascita di numerosi programmi e iniziative, tra cui il celebre Erasmus, diventato nel tempo uno dei simboli più riconoscibili dell’Europa unita. Fonte M.Poppa Eui press Mon, 08 Jun 2026 15:28:02 +0000 Cultura Daniela Lucangeli lunedì 15 giugno al Teatro Metropolitan https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34433-daniela-lucangeli-lunedi-15-giugno-al-teatro-metropolitan.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34433-daniela-lucangeli-lunedi-15-giugno-al-teatro-metropolitan.html La psicologa e professoressa Daniela Lucangeli, porta nei principati teatri italiani “Tu chiamale se vuoi…”, una Lectio di che ci guida alla scoperta del nostro sentire profondo. Un monologo che è un viaggio per scoprire quanto psyché, corpo, cuore e memorie siano profondamente connessi: lo stesso flusso di vita. Lo spettacolo prodotto da Savà Produzioni Creative arriva anche a Catania grazie alla Agave Spettacoli di Andrea Randazzo ed alla Giuseppe Rapisarda Management. La tappa etnea è in programma lunedì 15 giugno 2026 a Catania al Teatro Metropolitan. Inizio alle ore 21:15. Ultimi biglietti disponibili in prevendita su www.ticketone.it e nei circuiti locali autorizzati. Nel pensiero occidentale i dualismi corpo/mente, razionalità/emozioni, io/gli altri, sono stati predominanti per secoli… Oggi scricchiolano e ci costringono a cambiare paradigma, a cambiare modo di comprendere e sentire l’esistenza. Attraverso racconti, ricerche scientifiche e umane riflessioni Daniela Lucangeli ci condurrà ad intendere meglio i linguaggi del nostro cervello e ci porterà a comprendere che le emozioni non possono più essere intese e vissute come qualcosa di superficiale, quasi fossero la schiuma dei maremoti della mente, bensì come la forza generativa, il vettore del moto ondoso. Ci parlerà nel dettaglio di quante diverse emozioni possono nascondersi nella biochimica di una lacrima. Ci porterà a ripensare l’intelligenza non solo come complesso processo cognitivo, ma avventura affettiva, che si nutre di emozioni, fiducia, incoraggiamento e cura. Una lezione compartecipata in cui comprendere e percepire. Una lezione che mescola scienza e umanità capace di toccare corde profonde per risvegliare la consapevolezza a riscoprire quanto di più autentico il nostro essere ci mette a disposizione: il sentire. Chi è Daniela Lucangeli Professore Ordinario in Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione presso l’Università di Padova. Membro dell’Accademia Mondiale delle Ricerche sulle difficoltà di apprendimento (IARLD) e di comitati scientifici di numerose Società di Ricerca nazionali e internazionali nell’ambito della salute e dell’educazione. Presidente di Mind4Children, lo Spin-Off dell’Università degli studi di Padova che sostiene la ricaduta della ricerca scientifica in azioni a servizio del potenziale umano attraverso la sperimentazione, la divulgazione, la consulenza e la formazione. È inoltre, ideatrice e fondatrice di Heart4Children, associazione di Promozione Sociale che opera in stretta sintonia con il contributo scientifico dello Spin-Off Mind4Children per sviluppare progetti educativi e di impatto sociale. Presidente dell’Associazione CNIS (Coordinamento Nazionale degli Insegnanti Specializzati) e Direttrice scientifica dei Poli Apprendimento, una rete di Centri Clinici ed educativi per famiglie con bambini che vivono in situazioni di particolare vulnerabilità. Le sue principali aree di ricerca sperimentale sono i processi maturazionali del neurosviluppo, con particolare attenzione al rapporto tra apprendimento ed emozioni, i trend evolutivi e le difficoltà di apprendimento. Rewiers e membro di numerosi comitati di riviste scientifiche nazionali ed internazionali. È autrice di numerosi contributi nazionali e internazionali (paper scientifici, manualistica, saggistica, metodologia e didattica). Per info e approfondimenti è possibile inviare una mail all’indirizzo agavespettacoli@inwind.it. Mon, 08 Jun 2026 06:36:42 +0000 Catania Il docufilm “Sacro Cuore: il suo regno non avrà mai fine” approda a Crotone: evento di chiusura nazionale all’Apollo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34432-il-docufilm-sacro-cuore-il-suo-regno-non-avra-mai-fine-approda-a-crotone-evento-di-chiusura-nazionale-all-apollo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34432-il-docufilm-sacro-cuore-il-suo-regno-non-avra-mai-fine-approda-a-crotone-evento-di-chiusura-nazionale-all-apollo.html Arriva a Crotone, per l’evento conclusivo delle proiezioni in Italia, il docufilm “Sacro Cuore: il suo regno non avrà mai fine”, distribuito da Dominus Production. L’appuntamento è fissato per sabato 13 e domenica 14 giugno, alle ore 21:00, presso il Cinema Teatro Apollo. La pellicola – diretta da Sabrina e Steven J. Gunnell per celebrare il 350° anniversario delle apparizioni del Cuore di Gesù a Paray-le-Monial – ha già registrato un notevole successo internazionale. Nei primi mesi di programmazione in Francia ha superato i 400mila spettatori, nonostante le polemiche che ne hanno osteggiato la promozione. Il documentario esplora il significato storico e sociale della devozione al Sacro Cuore, inserendosi nel solco tracciato dal recente magistero pontificio. Nel 1986, in occasione della visita a Paray le Monial, san Giovanni Paolo II proclamava che «la pietà al Sacro Cuore rappresenta la via fondamentale con cui instaurare nel mondo attuale, in preda al disordine, la “Civiltà dell’amore”». Tale espressione era stata lanciata da Paolo VI al termine dell’anno santo 1975. Il tema è stato ripreso anche da papa Francesco nella sua enciclica Dilexit nos, dedicata proprio al Sacro Cuore di Gesù.   Info e Prenotazioni: Date: 13 e 14 Giugno 2026 Orario: 21:00 Luogo: Cinema Teatro Apollo, Viale Regina Margherita 6, Crotone Biglietto ordinario: € 8,00 Ridotto (gruppi di min. 10 persone): € 6,00 La cittadinanza è invitata a partecipare a questo momento di cultura e spiritualità. Mon, 08 Jun 2026 06:30:12 +0000 Crotone Convegno nazionale “Chirurgia biorigenerativa: esperienze dei Centri Ustioni Italiani a confronto” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34431-convegno-nazionale-chirurgia-biorigenerativa-esperienze-dei-centri-ustioni-italiani-a-confronto.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34431-convegno-nazionale-chirurgia-biorigenerativa-esperienze-dei-centri-ustioni-italiani-a-confronto.html Giovedì 11 e venerdì 12 giugno a Villa Romanazzi Carducci a Bari, SIUST, la Società Italiana Ustioni, organizza il Convegno nazionale “Chirurgia biorigenerativa: esperienze dei Centri Ustioni Italiani a confronto”. Si tratta di un innovativo approccio terapeutico per il trattamento delle ustioni gravi che riduce mortalità e tempi di guarigione. Al Policlinico di Bari è attivo questo nuovo modello basato sull’integrazione tra escarolisi enzimatica precoce e chirurgia biorigenerativa. Una combinazione di tecniche mini-invasive che consente di evitare interventi di chirurgia tradizionale, ridurre il rischio di complicanze e migliorare la qualità degli esiti cicatriziali, anche nei pazienti pediatrici.  Nel corso del Convegno, presieduto dal direttore del Centro Ustioni del Policlinico di Bari, Giulio Maggio, dal Co-Presidente prof. Giuseppe Giudice, direttore della Chirurgia plastica e ricostruttiva del Policlinico di Bari, nonchè dai Presidenti Onorari Antonio Di Lonardo e Michele Maruccia, saranno illustrate le esperienze dei 14 Centri Ustioni Italiani a confronto, tra cui quello di Torino, Pisa, Cesena, Roma, Brindisi e Milano con illustri relatori che parleranno delle nuove linee guida e delle indicazioni europee. Tra gli interventi anche quello di Franz W. Baruffaldi Preis che si soffermerà sulla gestione dell’emergenza per la tragedia di Crans-Montana scattata nella notte dello scorso Capodanno.  Il Centro Ustioni del Policlinico di Bari è un riferimento importante per il Mezzogiorno, un’eccellenza per la cura dei grandi ustionati. Le cause delle ustioni sono spesso accidentali soprattutto provocate da fiamma, legate ad un uso improprio di alcol e benzina, da liquidi bollenti e da agenti chimici in incidenti sul lavoro. Le ustioni da fiamma sono la forma più comune di ustione tra gli individui di età superiore ai 5 anni, mentre le ustioni da liquido bollente sono le più comuni nei bambini di età inferiore ai 5 anni. La maggior parte delle ustioni (75%) si verificano in ambiente domestico, mentre il 13% nell’ambiente di lavoro. Circa il 95% delle ustioni è accidentale, mentre il 2% è legato a tentati omicidi e l'1% a tentati suicidi.  L’approccio per curare le ustioni deve essere multidisciplinare e coinvolge rianimatori, infettivologi, fisiatri, neurologi, nefrologi, psichiatri, cardiologi, ematologi, nutrizionisti, farmacisti e psicologi. Il trattamento dei grandi ustionati è lungo e complesso: per ustioni superiori al 20% la degenza media è di circa 30 giorni, mentre per i pazienti con ustioni più estese e insufficienza respiratoria si arriva anche a 3 mesi in ospedale.  L’indice di mortalità nei pazienti che riportano ustioni profonde superiori al 70% è sempre elevato. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, le ustioni costituiscono un problema per la salute pubblica globale e sono responsabili di circa 180.000 morti ogni anno, rappresentando il quarto tipo di trauma più comune al mondo, dopo gli incidenti stradali, le cadute e la violenza interpersonale. Inoltre chi sopravvive alle ustioni spesso, presenta disabilità permanenti.  “I Centri Ustioni Italiani vivono un momento di grande criticità a causa della sempre minore disponibilità di chirurghi plastici ad interessarsi alle ustioni – dichiara il dott. Giulio Maggio -. Salvare vite, curare persone sofferenti con ferite estese a gran parte del corpo e di qualsiasi età, è una missione che richiede non solo alta professionalità e competenza ma soprattutto umanità, empatia, complicità, disponibilità, coraggio e accanimento. Tutto questo fa la differenza di chi esercita la professione del medico per vocazione”. Mon, 08 Jun 2026 06:24:25 +0000 Bari La “Palermo di chitarra e coltello” di Giuseppe Sottile arriva martedì 9 giugno in piazzetta Bagnasco https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34430-la-palermo-di-chitarra-e-coltello-di-giuseppe-sottile-arriva-martedi-9-giugno-in-piazzetta-bagnasco.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34430-la-palermo-di-chitarra-e-coltello-di-giuseppe-sottile-arriva-martedi-9-giugno-in-piazzetta-bagnasco.html Un grande appuntamento, quello in programma alle 18 di martedì 9 giugno in piazzetta Bagnasco. Sarà Giuseppe Sottile con il suo ultimo romanzo “Palermo di chitarra e coltello”, edito da Einaudi, ad animare uno degli spazi più amati dai palermitani. A dialogare con l’autore saranno Stefania Petyx, Salvo Piparo e Gaetano Savatteri. L’evento fa parte del ricco cartellone dell’ottava edizione della stagione culturale di Piazzetta Bagnasco, promossa dall’associazione Piazzetta Bagnasco con Cappadonia Gelati come sponsor e i gemellaggi con Efebo D’Oro ed Etna Book.   Il libro L'educazione sentimentale di un ragazzo degli anni Cinquanta, musicante di paese con gli occhi pieni di sogni. Un'epopea della miseria che dalla provincia siciliana più profonda arriva nella Palermo delle guerre di mafia, teatro in cui si spegne l'incanto della giovinezza. Crescere nel dopoguerra a Gangi – un paese arroccato su una montagna tra i Nebrodi e le Madonie – significa essere destinato a zappare la terra. Pochi fortunati hanno la possibilità di studiare entrando in seminario e il protagonista di questa storia è uno di loro. Nei quattro anni trascorsi in un istituto dei salesiani scopre l’arte, la letteratura, la musica, ma quando la sua vocazione vacilla il ritorno a casa è inevitabile. A Gangi lo attendono una promessa d’amore e un’orchestrina volante che si muove leggera tra serenate e funerali. A questa Sicilia di preziosa favola, in cui «quattro picciottelli con gli strumenti in mano avvampano di sogni e ambizioni», si contrappone la Palermo della mafia e dei tradimenti, dei delinquenti e dei morti ammazzati. Quella che Giuseppe Sottile ha imparato presto a conoscere come cronista di nera e che ha continuato a osservare e raccontare per cinquant’anni. Il ritratto che ci consegna è appassionato e vibrante, intessuto di rimandi letterari e ricco di chiaroscuri, disilluso eppure rivolto verso un futuro in cui la città che ha visto succedersi molte dominazioni possa ritrovare il suo «genio».   L’autore Giuseppe Sottile, giornalista, ha lavorato per ventitré anni a Palermo. Prima a «L'Ora» di Vittorio Nisticò, per il quale ha condotto numerose inchieste sulla mafia, poi al «Giornale di Sicilia», del quale è stato capocronista e vicedirettore. Dopo essere stato caporedattore del «Giorno» e di «Studio aperto» è approdato al «Foglio» di Giuliano Ferrara, dove dirige l'inserto culturale del sabato. Per Einaudi ha pubblicato Nostra Signora della Necessità (2006) e Palermo di chitarra e coltello (2026).   Mon, 08 Jun 2026 06:21:53 +0000 Palermo Brasile trovato il più grande giacimento petrolifero degli ultimi 25 anni https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34429-brasile-trovato-il-piu-grande-giacimento-petrolifero-degli-ultimi-25-anni.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34429-brasile-trovato-il-piu-grande-giacimento-petrolifero-degli-ultimi-25-anni.html Questo è il più grande giacimento petrolifero degli ultimi 25 anni – Dove l'hanno trovato e quando iniziano a trivellare La compagnia energetica BP si prepara ad avviare una serie di perforazioni di valutazione in Brasile per verificare se quello che viene già considerato il più grande giacimento petrolifero scoperto dall'azienda negli ultimi venticinque anni possa essere sfruttato in modo economicamente sostenibile. La scoperta risale all'agosto del 2025, quando BP annunciò di aver individuato un importante accumulo di idrocarburi durante una perforazione esplorativa effettuata nel bacino di Santos, al largo delle coste brasiliane. Il giacimento si trova nel blocco offshore denominato Bumerangue, circa 400 chilometri a sud di Rio de Janeiro, a una profondità complessiva di 5.855 metri sotto il livello del mare. L'entità della scoperta ha immediatamente attirato l'attenzione del settore energetico internazionale, poiché potrebbe rappresentare una delle più significative risorse individuate negli ultimi anni nelle acque profonde del Brasile, una regione già nota per la presenza di enormi riserve petrolifere pre-saline. Per comprendere il reale potenziale commerciale del giacimento, BP ha pianificato tre perforazioni speciali di valutazione che saranno completate entro la metà del 2027. L'obiettivo di queste operazioni sarà raccogliere dati precisi sulla dimensione del serbatoio, sulla qualità degli idrocarburi presenti e sui volumi effettivamente recuperabili. Solo dopo questa fase sarà possibile stabilire con maggiore accuratezza la convenienza economica dello sviluppo del progetto. Le prime stime diffuse dopo la scoperta indicavano una colonna verticale di idrocarburi di circa 500 metri. Tuttavia, una successiva comunicazione pubblicata dalla società alla fine di ottobre ha notevolmente ampliato la portata del ritrovamento. Secondo i nuovi dati, il giacimento presenta infatti una colonna complessiva di idrocarburi che raggiunge circa 1.000 metri. Nel dettaglio, questa struttura comprende circa 100 metri di colonna di petrolio greggio e altri 900 metri costituiti da gas naturale ricco di condensati, una combinazione particolarmente interessante dal punto di vista commerciale per il valore dei prodotti ottenibili durante le fasi di lavorazione e raffinazione. Il serbatoio geologico è formato da rocce carbonatiche di alta qualità sviluppatesi sotto gli spessi strati di sale presenti nel sottosuolo marino. Si tratta delle cosiddette formazioni pre-saline, considerate tra le più produttive al mondo. Secondo le valutazioni preliminari, il giacimento si estende su una superficie superiore a 300 chilometri quadrati, un'area paragonabile all'intera estensione della città di Parigi. In termini più semplici, gli esperti descrivono il Bumerangue come un gigantesco contenitore naturale sotterraneo capace di ospitare enormi quantità di petrolio e gas naturale. La sua individuazione è stata resa ancora più significativa dalle difficili condizioni geologiche nelle quali si trova, fattore che rende la scoperta particolarmente rilevante sia per BP sia per l'intero mercato energetico internazionale. Attualmente la compagnia britannica sta conducendo una vasta serie di analisi di laboratorio per determinare le caratteristiche dettagliate del giacimento. Gli studi riguardano il rapporto tra gas e petrolio, la proporzione tra condensati e gas, nonché la valutazione delle quantità complessive di idrocarburi presenti nel sottosuolo. Parallelamente, prosegue la pianificazione delle attività di appraisal, ovvero la fase di valutazione tecnica necessaria per definire il futuro sviluppo del campo. Le perforazioni dovrebbero iniziare nei primi mesi del 2027, subordinatamente all'ottenimento di tutte le autorizzazioni normative e ambientali richieste dalle autorità competenti. Commentando i risultati preliminari, Gordon Birrell, vicepresidente esecutivo Produzione e Operazioni di BP, ha sottolineato come il 2026 abbia rappresentato un anno di forte crescita per il comparto upstream dell'azienda. «Quest'anno abbiamo registrato progressi significativi nelle attività upstream di BP, con sei grandi progetti entrati in produzione, altri cinque approvati e una serie di nuove scoperte, tra cui Bumerangue», ha dichiarato il dirigente. «Sebbene siamo ancora nella fase esplorativa, i risultati iniziali sono molto incoraggianti e indicano la presenza di una vasta colonna di idrocarburi e di importanti volumi di liquidi all'interno del serbatoio». Fin dall'annuncio della scoperta, BP aveva inoltre chiarito la propria intenzione di individuare un partner industriale con cui condividere lo sviluppo del progetto. Secondo quanto comunicato dalla società, il processo di ricerca potrebbe richiedere da uno a due anni, con l'obiettivo di raggiungere un accordo prima della decisione finale d'investimento. Tra i candidati più accreditati figura Petrobras, la compagnia petrolifera statale brasiliana. A confermarlo è stato Andre Guevara, responsabile di BP Brasile, secondo il quale il gruppo brasiliano rappresenta una delle opzioni più concrete. Del resto, anche numerosi analisti del settore indicavano Petrobras fin dall'inizio come il principale favorito, grazie alla sua lunga esperienza nello sfruttamento dei giacimenti offshore e alla profonda conoscenza delle risorse energetiche presenti nel bacino di Santos. Fri, 05 Jun 2026 13:23:13 +0000 Economia Nasce la Giornata Nazionale del Cavallo https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34428-nasce-la-giornata-nazionale-del-cavallo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34428-nasce-la-giornata-nazionale-del-cavallo.html Nasce la Giornata Nazionale del Cavallo: un omaggio annuale a un animale simbolo della storia dell’uomo È un’iniziativa nata dalla passione e dall’impegno di un’associazione che, sin dal 2005, lavora per promuovere la conoscenza del cavallo, soprattutto tra i più giovani, attraverso eventi di rilevanza nazionale. Da questa esperienza è maturata un’idea semplice ma significativa: dedicare anche al cavallo una giornata nazionale riconosciuta, colmando un vuoto simbolico. “Quasi ogni cosa ha una propria giornata nazionale — spiegano i promotori — tranne il cavallo”. Da qui la decisione di istituire, nel 2022, la Giornata Nazionale del Cavallo, affidando la gestione e la comunicazione al partner mediatico Club Cavallo Italia, con l’obiettivo di rendere finalmente omaggio a un animale che ha avuto un ruolo centrale nella storia dell’umanità. Un riconoscimento che vuole sottolineare l’importanza del cavallo nello sviluppo della civiltà. Senza il suo contributo — ricordano gli organizzatori — l’uomo difficilmente avrebbe raggiunto i traguardi che oggi consideriamo acquisiti: dai trasporti alle attività agricole, fino all’ambito militare e sportivo. Una data simbolica tra storia e tradizione La scelta della data non è casuale. La Giornata Nazionale del Cavallo si celebra ogni anno l’ultima domenica di maggio, un momento carico di significati storici. Secondo quanto ricostruito, infatti, proprio l’ultima domenica di maggio del 1250 rappresenterebbe la prima testimonianza conosciuta in Italia del rapporto organizzato tra uomo e cavallo, segnando l’inizio di una lunga convivenza. Dal 2022, dunque, questa ricorrenza viene celebrata annualmente in tutta Italia con iniziative dedicate, contribuendo a diffondere cultura e sensibilità verso il mondo equestre. L’edizione 2026: protagonista la voce dei più piccoli Il 31 maggio 2026 e stata fatta la quinta edizione della Giornata Nazionale del Cavallo. Per quest’anno, gli organizzatori hanno scelto di dare un forte valore simbolico all’evento, affidando a una bambina di sei anni, Futura, un ruolo centrale nelle celebrazioni. È stata letta la “Lettera al Cavallo” in tre diverse location, all’interno di un maneggio dell’Oltrepò Pavese. Una scelta che intende sottolineare il legame tra le nuove generazioni e il cavallo, con un messaggio educativo e affettivo che guarda al futuro. Solidarietà e sostegno alle attività associative L’evento avrà anche una dimensione solidale. Le eventuali vendite della felpa con il logo di Club Cavallo Italia, indossata dalla piccola Futura durante la lettura della lettera, saranno destinate a sostenere le attività dell’associazione promotrice, contribuendo così alla realizzazione di nuovi progetti dedicati alla promozione del mondo equestre. Un’iniziativa che coniuga cultura, memoria e impegno sociale, e che punta a consolidarsi negli anni come un appuntamento fisso nel calendario italiano, capace di valorizzare il cavallo non solo come animale, ma come parte integrante della storia dell’uomo. Lettera al Cavallo Il mio amico Mito Ti guardo e vedo la storia. Non sei solo un animale, sei un pezzo di noi, un amico che ci accompagna da sempre. Sei passato tra i secoli con passo leggero. Sei nell'arte dei nostri musei e nel sudore di chi ha costruito l'Italia. Sei forza, ma anche misura. Nel tuo passo trovo l'equilibrio. Nel tuo sguardo, imparo cos'è la fiducia. E nel tuo silenzio... scopro la dignità. Oggi è la tua Giornata Nazionale. Ma proteggerti non è solo un dovere, è ricordarsi chi siamo. Perché parlare di te, significa imparare a voler bene al mondo. 31 maggio 2026. Cavalli, Arte e Cultura: il nostro Mito Eterno. Fri, 05 Jun 2026 13:19:22 +0000 Società e costume Nasce la Giornata Nazionale del Cavallo https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34428-nasce-la-giornata-nazionale-del-cavallo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34428-nasce-la-giornata-nazionale-del-cavallo.html Nasce la Giornata Nazionale del Cavallo: un omaggio annuale a un animale simbolo della storia dell’uomo È un’iniziativa nata dalla passione e dall’impegno di un’associazione che, sin dal 2005, lavora per promuovere la conoscenza del cavallo, soprattutto tra i più giovani, attraverso eventi di rilevanza nazionale. Da questa esperienza è maturata un’idea semplice ma significativa: dedicare anche al cavallo una giornata nazionale riconosciuta, colmando un vuoto simbolico. “Quasi ogni cosa ha una propria giornata nazionale — spiegano i promotori — tranne il cavallo”. Da qui la decisione di istituire, nel 2022, la Giornata Nazionale del Cavallo, affidando la gestione e la comunicazione al partner mediatico Club Cavallo Italia, con l’obiettivo di rendere finalmente omaggio a un animale che ha avuto un ruolo centrale nella storia dell’umanità. Un riconoscimento che vuole sottolineare l’importanza del cavallo nello sviluppo della civiltà. Senza il suo contributo — ricordano gli organizzatori — l’uomo difficilmente avrebbe raggiunto i traguardi che oggi consideriamo acquisiti: dai trasporti alle attività agricole, fino all’ambito militare e sportivo. Una data simbolica tra storia e tradizione La scelta della data non è casuale. La Giornata Nazionale del Cavallo si celebra ogni anno l’ultima domenica di maggio, un momento carico di significati storici. Secondo quanto ricostruito, infatti, proprio l’ultima domenica di maggio del 1250 rappresenterebbe la prima testimonianza conosciuta in Italia del rapporto organizzato tra uomo e cavallo, segnando l’inizio di una lunga convivenza. Dal 2022, dunque, questa ricorrenza viene celebrata annualmente in tutta Italia con iniziative dedicate, contribuendo a diffondere cultura e sensibilità verso il mondo equestre. L’edizione 2026: protagonista la voce dei più piccoli Il 31 maggio 2026 e stata fatta la quinta edizione della Giornata Nazionale del Cavallo. Per quest’anno, gli organizzatori hanno scelto di dare un forte valore simbolico all’evento, affidando a una bambina di sei anni, Futura, un ruolo centrale nelle celebrazioni. È stata letta la “Lettera al Cavallo” in tre diverse location, all’interno di un maneggio dell’Oltrepò Pavese. Una scelta che intende sottolineare il legame tra le nuove generazioni e il cavallo, con un messaggio educativo e affettivo che guarda al futuro. Solidarietà e sostegno alle attività associative L’evento avrà anche una dimensione solidale. Le eventuali vendite della felpa con il logo di Club Cavallo Italia, indossata dalla piccola Futura durante la lettura della lettera, saranno destinate a sostenere le attività dell’associazione promotrice, contribuendo così alla realizzazione di nuovi progetti dedicati alla promozione del mondo equestre. Un’iniziativa che coniuga cultura, memoria e impegno sociale, e che punta a consolidarsi negli anni come un appuntamento fisso nel calendario italiano, capace di valorizzare il cavallo non solo come animale, ma come parte integrante della storia dell’uomo. Lettera al Cavallo Il mio amico Mito Ti guardo e vedo la storia. Non sei solo un animale, sei un pezzo di noi, un amico che ci accompagna da sempre. Sei passato tra i secoli con passo leggero. Sei nell'arte dei nostri musei e nel sudore di chi ha costruito l'Italia. Sei forza, ma anche misura. Nel tuo passo trovo l'equilibrio. Nel tuo sguardo, imparo cos'è la fiducia. E nel tuo silenzio... scopro la dignità. Oggi è la tua Giornata Nazionale. Ma proteggerti non è solo un dovere, è ricordarsi chi siamo. Perché parlare di te, significa imparare a voler bene al mondo. 31 maggio 2026. Cavalli, Arte e Cultura: il nostro Mito Eterno. Fri, 05 Jun 2026 13:19:22 +0000 Società e costume Cariati - Premio Ausonia 2026, a Roma la presentazione ufficiale dell'evento https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34427-cariati-premio-ausonia-2026-a-roma-la-presentazione-ufficiale-dell-evento.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34427-cariati-premio-ausonia-2026-a-roma-la-presentazione-ufficiale-dell-evento.html È stata la sede dell’Europe Experience “David Sassoli” di Roma a fare da cornice alla conferenza stampa di presentazione del Premio Ausonia 2026, la manifestazione culturale ideata e diretta da Antonio Maria D’Amico che dal 9 all’11 luglio animerà la città di Cariati con un ricco programma di eventi dedicati alla cultura, all’inclusione, al dialogo interreligioso e alla valorizzazione delle eccellenze italiane. L’incontro, moderato da Giovanni De Negri, direttore di Eurocomunicazione, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, amministratori locali, esponenti del mondo della cultura e dell’associazionismo, offrendo l’occasione per presentare il programma della nuova edizione e illustrare il percorso che, in dodici anni di attività, ha trasformato il Premio Ausonia in un punto di riferimento per la promozione dell’identità culturale e sociale del territorio. Tra gli interventi più significativi quello del sindaco di Cariati, Cataldo Minò, che ha evidenziato il forte rapporto di collaborazione instaurato tra l’amministrazione comunale e il progetto culturale guidato da Antonio Maria D’Amico. «Sono due anni che condividiamo con Antonio questo premio. Questo connubio è stato fortemente voluto da entrambi per i valori e le finalità che rispecchiano anche la volontà dell’amministrazione comunale. Inclusione, ospitalità e cultura sono temi che portiamo avanti con convinzione e che vogliamo continuare a sviluppare. Cariati è una realtà turistica insignita della Bandiera Blu e della Bandiera Verde e intendiamo crescere ulteriormente anche sotto questo profilo», ha dichiarato il primo cittadino. Parole che confermano il ruolo sempre più strategico assunto dal Premio Ausonia nelle politiche di promozione culturale e turistica della città ionica, pronta ad accogliere ospiti, relatori e personalità provenienti da tutta Italia per tre giornate all’insegna del confronto, della riflessione e dello spettacolo. A ripercorrere la storia della manifestazione è stato il suo ideatore e direttore artistico, Antonio Maria D’Amico, che ha ricordato le origini del progetto e il percorso di crescita che lo ha portato ad assumere una dimensione sempre più ampia. «Ausonia è di tutti, Ausonia è Italia. Dodici anni fa eravamo pronti a lanciare questo progetto per celebrare la storia e la tradizione del nostro territorio, ma anche per valorizzare il mondo dello spettacolo e della cultura. Oggi il Premio è diventato un contenitore ancora più grande, capace di accogliere il tema dell’inclusione e di trasmettere il messaggio che tutti possono emergere e contribuire alla crescita della società», ha affermato D’Amico. Una visione che rappresenta il cuore dell’edizione 2026 e che punta a promuovere il merito e le eccellenze senza alcuna barriera, favorendo la partecipazione e il coinvolgimento di tutte le componenti della comunità. La conferenza stampa è stata arricchita da numerosi contributi istituzionali e videomessaggi che hanno confermato il respiro nazionale e internazionale dell’iniziativa. Particolarmente apprezzato il saluto della figlia del grande autore teatrale Pietro Garinei, figura simbolo della cultura italiana, che ha voluto testimoniare la propria vicinanza alla manifestazione. Sono inoltre giunti i messaggi istituzionali di Giusi Princi, deputata al Parlamento Europeo, e di Simona Renata Baldassarre, assessore alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche Giovanili e della Famiglia e Servizio Civile della Regione Lazio. Entrambe hanno sottolineato il valore culturale e sociale del Premio Ausonia e la sua capacità di creare opportunità di dialogo, crescita e sviluppo per i territori. Uno dei momenti più significativi della presentazione è stato dedicato al programma del 9 luglio, incentrato sul dialogo interreligioso e previsto a Rossano. In tale occasione è stato proiettato il video messaggio dell’imam Ataul Wasih Tariq della Comunità Ahmadiyya, che ha evidenziato come la conoscenza reciproca e la costruzione di ponti tra culture e confessioni diverse rappresentano strumenti fondamentali per promuovere la pace e la convivenza tra i popoli. Nella stessa direzione si è inserito anche il contributo della presidente dell’UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Livia Ottolenghi, che attraverso un messaggio ha ribadito l’importanza del dialogo tra le diverse comunità religiose e del rispetto delle differenze come patrimonio comune da custodire e rafforzare. Ampio spazio è stato dedicato anche alle nuove generazioni. Il presidente del Consiglio comunale di Cariati, Alda Montesanto, ha infatti presentato il tema scelto per l’edizione 2026, “Ponti di Luce”, evidenziando il forte coinvolgimento del mondo scolastico nel progetto. «Ponti di Luce sarà il tema del Premio Ausonia 2026 e attorno a questo concetto si è sviluppata una significativa connessione con le scuole. La scelta della mascotte è stata una vera e propria sfida creativa tra bambini, che hanno partecipato con entusiasmo e grande coinvolgimento», ha spiegato. Nel corso della presentazione è stata inoltre annunciata la mascotte ufficiale della manifestazione: Pylos il delfino, simbolo che accompagnerà il Premio Ausonia per i prossimi due anni e che “nuoterà” idealmente nelle acque di Cariati, comune insignito della Bandiera Blu per la qualità del proprio mare. L’iniziativa conferma la volontà degli organizzatori di investire sulle giovani generazioni, promuovendo percorsi educativi fondati sui valori dell’inclusione, della creatività, della partecipazione e della cittadinanza attiva. L’edizione 2026 del Premio Ausonia si presenta così come un grande contenitore culturale multidisciplinare, capace di coniugare spettacolo, memoria, riflessione, dialogo interreligioso e valorizzazione del territorio. Per tre giorni Cariati diventerà il punto d’incontro di personalità provenienti da diversi ambiti culturali, istituzionali e professionali, consolidando la propria vocazione a luogo di accoglienza, confronto e crescita. Con la conferenza stampa ospitata a Roma prende ufficialmente il via il percorso che condurrà alla manifestazione di luglio. Un appuntamento che si annuncia tra i più rilevanti dell’estate culturale calabrese e che punta a rafforzare ulteriormente il ruolo del Premio Ausonia come uno dei principali laboratori italiani dedicati alla promozione delle eccellenze, dell’inclusione sociale e del dialogo tra culture e popoli. Fri, 05 Jun 2026 13:16:14 +0000 Cosenza In arrivo oltre un milione di euro per la ristrutturazione della Chiesa della Mercè https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34426-in-arrivo-oltre-un-milione-di-euro-per-la-ristrutturazione-della-chiesa-della-merce.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34426-in-arrivo-oltre-un-milione-di-euro-per-la-ristrutturazione-della-chiesa-della-merce.html Un milione e ottantaquattromila euro: questo il frutto dell’importante sinergia a quattro fra Comune di Aci Sant’Antonio, Curia di Acireale, Soprintendenza per i beni Culturali e Ambientali di Catania e Prefettura di Catania. Si tratta di un finanziamento ottenuto dal Ministero dell’Interno per la ristrutturazione della Chiesa della Mercè, ubicata nei pressi dei ‘Quattro Cantuneri’ e dedicata al culto della Vergine Maria, il più antico edificio di culto del territorio santantonese, nonché l’unico, e uno degli ottocento sparsi sul territorio italiano, ad essere gestito proprio dal Ministero retto da Matteo Piantedosi. Il Sindaco, Quintino Rocca, ha espresso tutta la sua soddisfazione: “La notizia è straordinaria, perché quella della Mercè non è semplicemente una chiesa a cui fa riferimento una parte intera del nostro territorio e una comunità, ma anche e soprattutto perché si tratta del bene culturale più antico del nostro paese, oltre che l’unica chiesa del nostro paese che fa parte del Fondo Edifici di Culto. “Ringrazio il nostro vescovo, sua Eccellenza Monsignor Antonino Raspanti, per essersi interessato della questione, e ringrazio il nostro parroco, don Angelo Milone, con il quale finalmente possiamo annunciare questa notizia ai santantonesi. “La prossima Settimana firmeremo l’apposita convenzione per fare partire i lavori il più velocemente possibile”.   Fri, 05 Jun 2026 09:08:53 +0000 Catania Provincia di Vibo Valentia e Guardia di Finanza insieme per diffondere la cultura del rispetto delle regole https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/34425-provincia-di-vibo-valentia-e-guardia-di-finanza-insieme-per-diffondere-la-cultura-del-rispetto-delle-regole.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/34425-provincia-di-vibo-valentia-e-guardia-di-finanza-insieme-per-diffondere-la-cultura-del-rispetto-delle-regole.html Rafforzare il senso di responsabilità collettiva, rendere sempre più accessibili e comprensibili le attività delle istituzioni e diffondere una maggiore consapevolezza del valore delle regole nella vita quotidiana. È su questi obiettivi che si fonda la collaborazione istituzionale avviata tra la Provincia di Vibo Valentia e il Comando provinciale della Guardia di Finanza, un percorso condiviso orientato alla crescita civile e sociale del territorio.  L’iniziativa nasce dalla comune convinzione che la legalità non rappresenti soltanto un insieme di norme da osservare, ma costituisca un patrimonio collettivo da promuovere e consolidare attraverso la conoscenza, il dialogo e la partecipazione attiva dei cittadini. In questa prospettiva assume un significato strategico la diffusione di messaggi capaci di tradurre temi complessi in contenuti accessibili e immediatamente comprensibili. Nell’ambito di questa sinergia, particolare attenzione viene riservata alla diffusione dei contenuti del Calendario Storico della Guardia di Finanza. Attraverso immagini evocative e slogan incisivi, il Calendario affronta questioni di rilevante interesse pubblico, contribuendo a diffondere i valori della legalità economica, della responsabilità civile e del rispetto delle regole.  Tra i messaggi più significativi proposti dal Calendario Storico figura quello dedicato al contrasto dell’evasione e delle frodi fiscali, tema sintetizzato dall’efficace slogan «Sull’evasione siamo fiscali anche nei paradisi». Un messaggio che richiama l’attenzione sull’obiettivo prioritario perseguito dalla Guardia di Finanza attraverso verifiche, controlli fiscali e indagini di polizia giudiziaria finalizzati a contrastare i fenomeni più dannosi per il bilancio dell’Unione europea, dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali. Un’azione che si concentra sulle frodi tributarie, in particolare quelle legate all’Iva e alle accise, sul lavoro sommerso, sull’evasione fiscale internazionale, sull’economia sommersa, sui fenomeni di elusione e pianificazione fiscale aggressiva, nonché sulle violazioni in ambito doganale, con specifica attenzione al contrabbando e al settore del gioco pubblico. L’evasione fiscale, infatti, non rappresenta soltanto una violazione delle norme tributarie, ma un comportamento che incide direttamente sulla qualità dei servizi pubblici, sulle opportunità di sviluppo dei territori e sul benessere delle comunità. Contrastarla significa contribuire alla costruzione di una società più giusta, nella quale ciascuno partecipa, secondo le proprie possibilità, al sostegno delle funzioni e dei servizi essenziali garantiti dallo Stato e dagli enti locali.  Attraverso questa collaborazione, la Provincia di Vibo Valentia intende amplificare la diffusione di tali contenuti, promuovendo occasioni di approfondimento e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza. Un impegno che contribuisce anche a consolidare la performance delle attività di informazione pubblica e istituzionale, rafforzando la capacità degli enti di comunicare in modo efficace temi di interesse generale e di favorire una più ampia partecipazione consapevole alla vita della comunità. La collaborazione tra Provincia e Guardia di Finanza testimonia la volontà di costruire un modello di azione condivisa fondato sulla prevenzione, sulla formazione e sulla diffusione dei valori della cittadinanza responsabile. Perché il rispetto delle regole non rappresenta soltanto un dovere civico, ma una condizione essenziale per garantire sviluppo, coesione sociale e opportunità per le future generazioni. È da questa visione comune che prende forma un percorso destinato a rafforzare il legame tra istituzioni e comunità, nella consapevolezza che la legalità, prima ancora che un obbligo, è un valore che appartiene a tutti e che richiede l’impegno quotidiano di ciascuno. Un impegno che la Provincia di Vibo Valentia e il Comando provinciale della Guardia di Finanza hanno scelto di condividere, trasformando l’informazione pubblica e istituzionale in uno strumento concreto di crescita culturale, partecipazione civica e tutela dell’interesse collettivo.     Fri, 05 Jun 2026 09:07:15 +0000 Vibo Valentia Nora Lux e i ciclio femminile https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34424-nora-lux-e-i-ciclio-femminile.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34424-nora-lux-e-i-ciclio-femminile.html Il prossimo 20 giugno a Roma, alle ore 17.00, presso il Palazzo di Giustizia in Piazza Cavour nel rione Prati, l’evento inaugurale del progetto “Le Eretiche, Sante e Profetesse” dell’Artista Nora Lux si pone come un’urgenza ontologica nel panorama della cultura contemporanea, un atto di risignificazione che trasforma la performance in un’interpellanza radicale verso i fondamenti della giustizia universale.  Non si tratta di una mera rievocazione, ma di un intervento site-specific di portata internazionale, che sfida secoli di storiografia maschile proprio nel tempio della legge codificata. La scelta del Solstizio d’Estate e del Palazzo di Giustizia di Roma non è puramente estetica, bensì una mossa strategica di comunicazione simbolica: nel momento di massima luce solare, l’azione rituale penetra l’oscurità delle sentenze storiche per rivendicare la libertà di pensiero e l’autodeterminazione dell’essere. La nota artista visuale e transmediale Nora Lux presenterà in questa occasione la tappa inaugurale del suo nuovo ciclo monumentale, intitolata “LE ERETICHE”.  L'azione avrà quindi luogo nella cornice ieratica di Piazza Cavour, dinanzi al Palazzo di Giustizia, in perfetta coincidenza con il Solstizio d'Estate, e attraverso un linguaggio che fonde corpo, rito e installazione, la performance interrogherà l’istituzione giudiziaria sulla natura del “diritto alla scelta”, riaprendo un processo poetico e filosofico che lega l’attualità della libertà individuale alla profondità millenaria della ricerca di Nora Lux. Il baricentro speculativo del progetto risiede nella riscoperta del termine greco hairetikos, ovvero “colui che sceglie”. Nora Lux opera una trasformazione filosofica decisiva: l'eresia smette di essere un marchio d'infamia per divenire un manifesto di autodeterminazione spirituale. In un ribaltamento sistematico della storiografia tradizionale, che ha storicamente silenziato il dissenso femminile, il progetto si configura come un viaggio visivo ed emotivo attraverso sette figure femminili di cui le prime tre hanno osato deviare dal dogma. Questa azione non celebra la vittima, ma la potenza del pensiero non allineato, materializzando a Roma un nuovo paradigma dove l'atto di scegliere è l'unica vera forma di conoscenza sacra.  L'utilizzo del Palazzo di Giustizia come scenario metafisico crea una frizione feconda tra l'ortodossia del potere e la fluidità del rito. L'imponente architettura giudiziaria diventa il fondale per un'azione dedicata a chi è stato condannato per non essersi piegato alla legge dell'uomo. I giardini di Piazza Cavour si trasformeranno così in uno spazio di connessione tra il “Corpo Terra Acqua” e l’ideale di giustizia intesa come equilibrio cosmico. La performance “LE ERETICHE” di Nora Lux, oltre alla Artista protagonista, sarà composta da figure centrali, corrispondenti a tre eretiche medievali che hanno pagato con la vita il proprio diritto alla scelta, Margherita Porete, Giovanna d’Arco e Guglielma di Milano, interpretate rispettivamente dalle attrici Stefania Morra, Alberta Perini e Ottavia Dominici, le quali daranno corpo e voce a queste figure, agendo come veicoli di una memoria mai sopita. Sotto la luce del fuoco solstiziale, Nora Lux presenterà simboli inediti che fungeranno da archetipi di trasformazione, facendo diventare la performance un rito di sintonizzazione collettiva. L'originalità di Nora Lux risiede nella sua capacità di far convergere la ricerca accademica - attingendo agli studi di Carl Gustav Jung sugli archetipi, di Marija Gimbutas sul matriarcato e di Erich Neumann - con una pratica alchemica e sciamanica vissuta sulla pelle. L'opera non è solo visuale, ma transmediale, integrando video, installazione e sonorità ancestrali. I segni creati dall’artista richiamano le miniature circolari di Ildegarda di Bingen, dove la geometria medievale esprimeva l'ordine del cosmo. Questi “segni di trasformazione” agiscono come ponti teologici tra il microcosmo umano e il macrocosmo universale. La narrazione si snoda attraverso le cinque fasi della trasmutazione alchemica: nero, verde, bianco, oro e rosso. Questo percorso non è solo dell'Artista, ma dello spettatore, invitato a subire una metamorfosi interiore attraverso la visione. Infine, il cosmo è rappresentato come una serie di cerchi concentrici (fuoco, aria, acqua, terra, etere), elementi che Nora Lux manipola per restituire una percezione sacra del femminile. CHI E’ NORA LUX Profilo dell'Artista: vent'anni di Ricerca Nora Lux incarna la figura dell'artista-ricercatrice. Il suo percorso inizia con rigorose opere in pellicola bianco e nero, utilizzando l'autoscatto come strumento di indagine psichica nelle vie sacre e negli ipogei etruschi. La performance attuale è lo sviluppo naturale di quegli autoscatti: il corpo di Nora Lux non si limita più a specchiarsi nell'obiettivo, ma decide di sfuggire alla vocazione dello specchio per diventare parte degli elementi naturali. La sua carriera è segnata da collaborazioni di prestigio, come quella con Roberto Laneri, maestro del canto armonico, che sottolinea la dimensione sciamanica della sua arte. Tra i suoi riferimenti totemici spiccano il corvo (Nigredo), il pavone (Albedo) e l’aquila (Rubedo), figure centrali in lavori come Vitriolum e il serpente in  Unus Mundus. Un elemento distintivo è la presenza di Ygea, il serpente che l’artista alleva da sei anni: richiamando le antiche statue minoiche delle Dee sacerdotesse guaritrici, Lux trasforma un animale storicamente demonizzato in un emblema di ciclicità vitale e potere oracolare.     Thu, 04 Jun 2026 13:40:23 +0000 Roma Coldiretti: educazione alimentare e stili di vita sani gli alunni baresi a lezione di agricultura https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34422-coldiretti-educazione-alimentare-e-stili-di-vita-sani-gli-alunni-baresi-a-lezione-di-agricultura.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34422-coldiretti-educazione-alimentare-e-stili-di-vita-sani-gli-alunni-baresi-a-lezione-di-agricultura.html Una giornata all'insegna dell'educazione alimentare, della sostenibilità, del benessere e della conoscenza del mondo agricolo ha visto protagonisti gli alunni delle scuole baresi che hanno partecipato all'iniziativa conclusiva delle masserie didattiche "A lezione di Agricoltura, Cibo, Salute, Prevenzione e Movimento", promossa da Campagna Amica, Coldiretti Puglia, Municipio II del Comune di Bari e LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) nell'ambito del progetto "Guadagnare Salute", presso il Mercato Coperto di Campagna Amica Bari in via Bernardini. Hanno preso parte all'iniziativa gli alunni degli istituti comprensivi De Amicis-Laterza-Monte San Michele-Mungivacca, Zingarelli-Anna Frank e Massari-Galilei, coinvolti in un percorso educativo che ha trasformato il mercato contadino in un grande laboratorio a cielo aperto dedicato alla scoperta dell'agricoltura, delle produzioni locali e dei corretti stili di vita. Nel corso della mattinata i bambini hanno partecipato ad attività pratiche e laboratoriali nell'orto didattico, cimentandosi nella piantumazione di ortaggi e piantine per comprendere il valore della terra, della stagionalità e della biodiversità. Grande entusiasmo hanno suscitato anche i laboratori "Mani in pasta", durante i quali gli alunni hanno potuto conoscere e sperimentare direttamente le tradizioni alimentari legate alla dieta mediterranea. Accanto alle attività didattiche, ampio spazio è stato dedicato alla promozione del movimento e del benessere fisico attraverso giochi educativi e percorsi ludico-sportivi, con l'obiettivo di sensibilizzare i più giovani sull'importanza della prevenzione e di uno stile di vita sano. Particolarmente apprezzata è stata la dimostrazione della filatura della mozzarella dal vivo, che ha consentito ai partecipanti di osservare da vicino le tecniche artigianali di lavorazione del latte e la trasformazione in uno dei prodotti simbolo dell'agroalimentare e anche della pasta fatta in diretta con le orecchiette protagoniste della mattinata. "Con questa giornata agrididattica abbiamo dato ai ragazzi la possibilità di vivere un'esperienza concreta e coinvolgente, entrando in contatto diretto con il mondo agricolo, con il cibo autentico e con i valori della sana alimentazione", ha dichiarato Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia. "Educare i giovani alla stagionalità, alla qualità delle produzioni locali, al rispetto dell'ambiente e all'importanza dell'attività fisica significa investire sul loro futuro e sulla salute delle nostre comunità. Il protocollo siglato con ANCI Puglia rappresenta uno strumento strategico per rafforzare questo percorso e portare sempre più spesso nelle scuole e nei territori esperienze formative capaci di creare cittadini consapevoli e consumatori responsabili". L'iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione dell'educazione alimentare e ambientale promosso da Coldiretti Puglia anche attraverso il Protocollo d'Intesa sottoscritto con ANCI Puglia, finalizzato a qualificare le mense scolastiche e collettive dei Comuni, privilegiando prodotti locali, stagionali e a chilometro zero, promuovendo alimenti “glifosato free” ed escludendo dai menu i cibi ultra-processati. Thu, 04 Jun 2026 07:21:17 +0000 Bari Nuvola Comics 2026, Catanzaro ha trovato il suo One Piece https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34421-nuvola-comics-2026-catanzaro-ha-trovato-il-suo-one-piece.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34421-nuvola-comics-2026-catanzaro-ha-trovato-il-suo-one-piece.html Ogni città cerca il proprio tesoro. Catanzaro, con Nuvola Comics, ha iniziato da tre anni, a intravederlo tra le tavole disegnate, le storie illustrate, i laboratori per ragazzi e una comunità che cresce attorno alla cultura pop. Dal 19 al 21 giugno il Complesso Monumentale del San Giovanni tornerà a essere il cuore pulsante del festival, ma la sensazione sempre più diffusa è che Nuvola non sia più soltanto un evento di tre giorni. È diventato un progetto culturale permanente, un laboratorio diffuso che attraversa la città e ne collega quartieri, scuole, artisti, nuove e vecchie generazioni. Il percorso verso l'edizione 2026 è iniziato ben prima dell'apertura dei cancelli del festival. Durante il mese di maggio, infatti, il tour itinerante "Nuvole di Primavera", ha portato mostre, incontri e attività direttamente nelle scuole dei quartieri cittadini, trasformando aule e corridoi in spazi di confronto, immaginazione e creatività. Per la prima volta Nuvola Comics è uscito dal suo perimetro naturale per entrare nella quotidianità degli studenti, raggiungendo realtà come l'Istituto Comprensivo Casalinuovo e il Liceo Artistico Siciliani-De Nobili. Un percorso che ha idealmente tessuto un filo tra la periferia e il centro storico, tra i quartieri e il Complesso Monumentale del San Giovanni, luogo simbolo della città e punto di approdo di un racconto che coinvolge un pubblico eterogeneo. «Abbiamo voluto costruire il festival partendo dalle scuole e dai quartieri – sottolinea il direttore artistico Emiliano Lamanna – .  È stata un’esperienza sorprendente: i ragazzi hanno dimostrato curiosità e interesse. Nei loro confronti abbiamo assunto il dovere di resistere e portare avanti questo progetto». La cifra che distingue Nuvola Comics nel panorama degli eventi dedicati alla cultura pop è ben chiara: non una semplice manifestazione per addetti ai lavori ed esperti del settore, ma un luogo dove il fumetto diventa strumento pedagogico, linguaggio artistico e chiave di lettura della contemporaneità. In un'epoca in cui la cultura pop rappresenta uno dei principali codici attraverso cui le nuove generazioni interpretano il mondo, Nuvola ha scelto di valorizzarne il potenziale più profondo. Dietro i personaggi iconici e le grandi saghe si nascondono infatti temi come inclusione, diritti, legalità, ambiente, memoria e cittadinanza attiva. È qui che il festival trova la sua identità più autentica: nel punto d'incontro tra intrattenimento e formazione, tra immaginazione e consapevolezza. Per questo Nuvola Comics appare oggi come un vero investimento culturale per Catanzaro. Un bene comune che cresce, si consolida e continua ad allargare i propri confini, dimostrando ogni anno una sorprendente capacità di evoluzione.  Un festival multidisciplinare in crescita Le anticipazioni del programma confermano l’ambizione di costruire un’iniziativa di qualità e attenta nei contenuti. La terza edizione porterà a Catanzaro autori e tra i più autorevoli del panorama nazionale come Riccardo Nunziati, uno dei disegnatori di riferimento di Diabolik, Paolo Bacilieri, che firma opere che mettono in contatto fumetto e letteratura, Enzo Rizzi, noto per la capacità di coniugare musica e narrazione disegnata, Vincenzo Filosa, una delle voci più originali del fumetto italiano contemporaneo, Alessandro Giordano, tra gli autori del celebre “Dylan Dog Color Fest”. Tutti rappresentanti di sensibilità artistiche e generazioni differenti. Accanto agli incontri con gli autori, il festival amplia ulteriormente il proprio orizzonte con spazi dedicati al gioco e alla creatività condivisa: dai giochi da tavolo curati dall'Antro del Troll alle attività outdoor di Joka Park, fino ai giochi di carte organizzati da Maestri del Vento. Grande attenzione sarà riservata anche ai più giovani attraverso i laboratori della Scuola del Fumetto Grafite e le attività "Mattoncini tra le Nuvole" di AleBrik realizzate in collaborazione con UNICEF – Federazione Catanzaro, confermando la vocazione educativa ed aggregativa della manifestazione. L'edizione 2026 sarà accompagnata dal claim "Disegni del destino", tema che attraversa anche il manifesto ufficiale firmato da Stefano Orsetti. Un omaggio al fumetto popolare italiano e alla sua capacità di creare memoria collettiva, emozioni condivise e legami tra generazioni. Sul poster compaiono tre icone assolute dell'immaginario nazionale - Tex Willer, Dylan Dog e Diabolik - che si incontrano sotto la Torre del San Giovanni, simbolo della città e casa del festival. Un'immagine che racconta perfettamente ciò che Nuvola Comics è diventato: il punto in cui il patrimonio urbano incontra l'immaginario pop, dove la cultura si fa accessibile, condivisa e partecipata. Dal 19 al 21 giugno Nuvola Comics non porterà semplicemente il fumetto in città: sarà il fumetto a diventare elemento fondamentale del racconto della città stessa. Thu, 04 Jun 2026 07:19:06 +0000 Catanzaro Beer Bubbles compie 10 anni: a Palermo la decima edizione del festival https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34420-beer-bubbles-compie-10-anni-a-palermo-la-decima-edizione-del-festival.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34420-beer-bubbles-compie-10-anni-a-palermo-la-decima-edizione-del-festival.html Dall’11 al 14 giugno Piazza Politeama ospita 24 birrifici, oltre 200 birre in degustazione, 10 punti food, aziende agroalimentari, distillati, show cooking, talk e musica. A giugno Palermo torna a brindare con Beer Bubbles, il festival che da dieci anni porta nel cuore della città la cultura del bere artigianale, trasformandola in un’esperienza urbana fatta di degustazioni, incontri, musica e nuove forme di convivialità.  Da giovedì 11 a domenica 14 giugno, Piazza Castelnuovo e Piazza Ruggero Settimo ospiteranno la decima edizione di Beer Bubbles: un traguardo importante per un festival nato per raccontare la birra craft e cresciuto, anno dopo anno, fino a diventare un appuntamento riconosciuto per appassionati, curiosi, giovani, famiglie e operatori del settore.  Dieci anni di Beer Bubbles significano dieci anni di birrai, produttori, territori, incontri, amicizie nate davanti a un bicchiere e contaminazioni. Ma significano anche dieci anni di cambiamento: è cambiato il modo di bere, è cresciuta l’attenzione alla qualità, si è rafforzato il desiderio di conoscere cosa c’è dietro un prodotto, chi lo realizza, da dove arrivano le materie prime, quali storie e quali filiere porta con sé. Per questo questa edizione guarda soprattutto a un pubblico giovane e consapevole: una generazione che cerca esperienze autentiche, sceglie con più attenzione cosa consumare, dà valore all’artigianalità, alla sostenibilità, alla prossimità, al lavoro dei produttori e alla cultura del bere.  Ad arricchire il percorso, un programma di talk, show cooking, musica live e dj set, pensato per vivere la piazza come spazio aperto di scoperta e socialità.  Il centro del capoluogo siciliano diventerà per quattro giorni un grande laboratorio a cielo aperto, dove assaggiare, sperimentare abbinamenti, ascoltare le storie dei produttori e lasciarsi guidare dai birrai tra stili, fermentazioni, profumi e contaminazioni. Ipa, Saison, Blanche, Weizen, Stout, Lager, Sour e molti altri stili saranno protagonisti di un viaggio pensato sia per gli appassionati sia per chi si avvicina per la prima volta al mondo della birra artigianale.  Beer Bubbles, nato per promuovere la birra craft, oggi è una piattaforma di valorizzazione delle eccellenze brassicole, agroalimentari ed enogastronomiche siciliane e italiane. Un festival che mette al centro il lavoro artigianale, le produzioni indipendenti, il rapporto con i territori e una nuova idea di consumo: più curiosa, più informata, più responsabile.  Tra le novità di questa edizione, alcuni birrifici arriveranno per la prima volta a Beer Bubbles, portando a Palermo linguaggi, identità e approcci produttivi molto diversi.  Aimara, da Subiaco, porta con sé un racconto che nasce nel Lazio e attraversa stili classici, suggestioni britanniche, riferimenti belgi e sperimentazioni acide. Una realtà che ha costruito il proprio percorso partendo da un legame forte con il territorio e con la produzione artigianale.  Zona Mosto, da Rho, arriva con un’idea contemporanea di birra: giovane, urbana e immediata. Il suo motto, “Crafting beers for modern drinkers”, racconta bene un approccio che unisce pulizia produttiva, influenze anglosassoni, basse fermentazioni e luppolature moderne.   Muttnik, dall’hinterland milanese, porta a Palermo un immaginario riconoscibile e diretto: birre essenziali, beverine, immediate, con un’identità grafica e narrativa ironica e libera.  Nama Brewing, da Treviglio, lavora soprattutto su lager di tradizione tedesca e birre luppolate di ispirazione americana, con grande attenzione all’acqua, alle materie prime e alla pulizia gustativa. Una presenza che racconta bene una nuova generazione di birrifici italiani: tecnici, consapevoli, ma sempre pensati per il piacere della bevuta.  Non mancheranno due grandi ritorni: Birrificio Lambrate e Jungle Juice Brewing. Lambrate, attivo a Milano dal 1996, rappresenta una delle realtà storiche e più riconoscibili della birra artigianale italiana, con un’identità profondamente legata alla scena craft milanese. Jungle Juice Brewing, da Roma, torna a Beer Bubbles con il suo approccio contemporaneo, creativo e diretto, tra luppolature decise, influenze internazionali e una forte riconoscibilità. Due presenze diverse ma complementari, capaci di raccontare l’evoluzione della birra artigianale italiana: dalle radici storiche del movimento craft alle sue espressioni più attuali, giovani e sperimentali.  Accanto ai birrifici, il festival ospiterà anche momenti di approfondimento e confronto. In programma talk e show cooking realizzati in collaborazione con il Comune di Valledolmo, Cantieri Formativi ‘Mursia’, Idimed e l’Unione Regionale dei Cuochi Siciliani, per raccontare il rapporto sempre più fertile tra birra artigianale, cucina, prodotti agricoli e filiere agroalimentari.  La musica avrà un ruolo centrale con quattro format differenti distribuiti nelle quattro giornate del festival. Si parte giovedì con Limoni Sonori, per inaugurare il festival con un sound fresco e coinvolgente. Venerdì si continua con la musica Live e un repertorio pensato per ripercorrere i brani che hanno fatto la storia: canzoni capaci di attraversare generazioni diverse e di trasformarsi, ancora oggi. Sabato Palermo Sonora, il format itinerante che sta portando la musica tra ville, giardini storici e spazi monumentali della città. Domenica sonorità indie con Tachipirina.  “Arrivare alla decima edizione significa guardarsi indietro e vedere un percorso fatto di persone, relazioni e fiducia”, racconta Maurilio Cassata, organizzatore di Beer Bubbles. “Beer Bubbles è cresciuto insieme al suo pubblico: dieci anni fa parlavamo soprattutto agli appassionati di birra artigianale, oggi parliamo anche a una nuova generazione che vuole conoscere, scegliere meglio, capire cosa beve e cosa mangia. Quest’anno celebriamo dieci anni di lavoro, contaminazioni e crescita, portando a Palermo birrifici storici, nuove realtà e un programma pensato per vivere la birra come un’esperienza”.  “Beer Bubbles è diventato un appuntamento che la città aspetta”, aggiunge Alessia Billitteri, organizzatrice del festival. “Per quattro giorni Piazza Politeama sarà uno spazio urbano aperto, con un evento fruibile gratuitamente, attraversato da musica, birra artigianale, street food, produttori e incontri. La decima edizione guarda all’attenzione per la qualità e alla sostenibilità. Vogliamo che Beer Bubbles sia un luogo in cui divertirsi, certo, ma anche scoprire storie, filiere, prodotti e modi più consapevoli di vivere il consumo”.  Beer Bubbles promuove e valorizza le eccellenze agroalimentari, brassicole ed enogastronomiche, raccontando la Sicilia e l’Italia attraverso i prodotti artigianali, le filiere, le competenze e le persone che le rendono vive.  L’evento è patrocinato dal Comune di Palermo – Area della Cultura, Turismo e Sport, della Città Metropolitana di Palermo, dall’Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea e da CNA Palermo. Il progetto è co-finanziato dalla Regione Siciliana – Assessorato per le Attività Produttive, Iniziativa ‘Sicilia che piace’ - Capitolato di Bilancio 342525. Sponsor: Auto System e Doppio Malto. Thu, 04 Jun 2026 07:17:36 +0000 Palermo La “Pier Giorgio Frassati” offre un catalogo "senza confini" https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34419-la-pier-giorgio-frassati-offre-un-catalogo-senza-confini.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34419-la-pier-giorgio-frassati-offre-un-catalogo-senza-confini.html Prosegue l’opera di rinnovamento della Biblioteca “Pier Giorgio Frassati” grazie ai fondi derivati dalla vincita del bando Misure di sostegno per Biblioteche e Archivi Storici pubblici e privati annualità 2024 promosso dalla Regione Calabria – FSC Calabria 2021-2027. L’archivio bibliotecario si arricchisce con un’offerta tutta digitale. È infatti disponibile per gli utenti il prestito digitale, da fruire comodamente da casa, in completa autonomia, attingendo dall’ampio catalogo di ebook e audiolibri ora disponibili tramite l’accesso alla piattaforma MLOL,  la prima e principale biblioteca digitale italiana, accessibile sempre e ovunque. La Frassati ha scelto di acquistare titoli e contenuti (ebook e audiolibri) dei maggiori editori e gruppi editoriali italiani messi a disposizione della piattaforma previo abbonamento. La selezione operata dai nostri bibliotecari include i volumi più richiesti, ultime uscite,  bestseller e le opere pluripremiate in primo piano nel dibattito culturale odierno. A questi contenuti si aggiungono le risorse ad accesso libero che MLOL mette a disposizione. Oltre ebook e audiolibri dei grandi classici della letteratura mondiale, troviamo una collezione variegata, composta da manualistica, periodici scientifici, podcast, risorse e-learning, banche dati, immagini, spartiti musicali, video, videogiochi, mappe, manoscritti e materiale archivistico, per un totale di 52.203.153 risorse. Gli ebook commerciali potranno essere scaricati e letti sia su computer sia su dispositivi mobili scaricando l’app MLOL Reader e saranno disponibili nel numero massimo di 2 al mese, con scadenza di 15 giorni rinnovabile per altri 7. I contenuti a libero accesso potranno essere invece fruiti senza limitazione alcuna. Per quanto riguarda gli audiolibri, l’ascolto potrà avvenire in streaming previo download, utilizzando qualsiasi computer, smartphone e tablet compatibile con MLOL Reader. Il prestito degli audiolibri in download è invece di 28 giorni. Per un’estate all’insegna della cultura, immersi in storie travolgenti anche sotto l’ombrellone, la “Pier Giorgio Frassati” invita gli utenti a recarsi in biblioteca per scoprire nuovi titoli e servizi. Wed, 03 Jun 2026 09:03:46 +0000 Crotone Giornate Calabresi di Otorinolaringoiatria e Allergologia: a Rende il 5 e 6 giugno il nuovo appuntamento scientifico regionale https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34418-giornate-calabresi-di-otorinolaringoiatria-e-allergologia-a-rende-il-5-e-6-giugno-il-nuovo-appuntamento-scientifico-regionale.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34418-giornate-calabresi-di-otorinolaringoiatria-e-allergologia-a-rende-il-5-e-6-giugno-il-nuovo-appuntamento-scientifico-regionale.html   Saranno le eleganti sale di Villa Fabiano a Rende a ospitare, il 5 e 6 giugno, le Giornate Calabresi di Otorinolaringoiatria e Allergologia, un nuovo appuntamento di aggiornamento specialistico che si propone di diventare un riferimento stabile per la formazione medica nel distretto testa-collo. Il congresso è organizzato per la quinta edizione da Stefano Fucile e presieduto da Elena Cantone entrambi appartenenti alla Uoc di Otorinolaringoiatria dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza, supportati dal provider Xenia di Francesca Mazza, realtà ormai consolidata nella progettazione di eventi formativi ad alto contenuto scientifico. Un congresso pensato per integrare competenze e costruire percorsi condivisi. Alla base dell’iniziativa vi è un razionale scientifico chiaro e ambizioso: offrire un aggiornamento multidisciplinare che abbracci le principali aree dell’otorinolaringoiatria, della rinologia, dell’allergologia, dell’otologia, dell’audiovestibologia e della laringologia. L’obiettivo è rispondere alla crescente necessità di integrare competenze diverse per una gestione realmente efficace delle patologie del distretto testa-collo, che oggi richiedono un approccio sempre più coordinato e personalizzato. Le sessioni scientifiche esploreranno l’intero spettro delle condizioni cliniche:dalle patologie allergiche e rino-sinusali,alle vertigini e alle ipoacusie improvvise,fino ai quadri oncologici e alle patologie chirurgiche di confine. In questo contesto, il congresso offrirà un confronto diretto tra otorinolaringoiatri e altri professionisti coinvolti nella presa in carico del paziente, con l’obiettivo di costruire percorsi diagnostico-terapeutici condivisi, più rapidi ed efficaci. Innovazione diagnostica, chirurgica e terapeutica, dunque. Ampio spazio sarà dedicato all’evoluzione delle strategie diagnostiche e terapeutiche, con un focus su strumenti innovativi in età pediatrica,nuovi percorsi riabilitativi,gestione chirurgica avanzata,utilizzo dei farmaci biologici, oggi sempre più centrali nella cura delle patologie allergiche e infiammatorie croniche. Le lezioni magistrali e le sessioni pratiche offriranno ai partecipanti strumenti immediatamente applicabili nella pratica clinica quotidiana, con un taglio operativo che valorizza l’esperienza diretta e il confronto tra specialisti. Le Giornate Calabresi di Otorinolaringoiatria e Allergologia si presentano come un’occasione di aggiornamento di alto livello, capace di coniugare rigore scientifico, multidisciplinarità e attenzione ai bisogni reali dei professionisti sanitari. Un evento che rafforza il ruolo della Calabria come luogo di confronto e crescita per la comunità medica, valorizzando competenze, esperienze e nuove prospettive cliniche.   Wed, 03 Jun 2026 08:19:50 +0000 Cosenza Concluso con successo il progetto “Zampe che curano”: scuola, inclusione e pet therapy al servizio degli studenti https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34417-concluso-con-successo-il-progetto-zampe-che-curano-scuola-inclusione-e-pet-therapy-al-servizio-degli-studenti.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34417-concluso-con-successo-il-progetto-zampe-che-curano-scuola-inclusione-e-pet-therapy-al-servizio-degli-studenti.html Si è concluso con grande partecipazione ed entusiasmo il progetto “Zampe che Curano”, il percorso educativo dedicato all’IAA promosso nell’ambito delle attività di orientamento e inclusione scolastica dell’Istituto Comprensivo Statale di Lauropoli - Sibari - Cassano allo Ionio. L’iniziativa ha coinvolto studenti, docenti e genitori in un’esperienza formativa innovativa basata sull’interazione con Unità Cinofile operative per 365 giorni l’anno, e specializzate, favorendo benessere emotivo, socializzazione e sviluppo delle competenze relazionali. Attraverso laboratori pratici, attività assistite con animali e momenti educativi dedicati alla comunicazione empatica e alla collaborazione, gli studenti hanno potuto vivere un percorso capace di coniugare apprendimento, crescita personale e inclusione sociale. Particolare attenzione è stata dedicata al laboratorio educativo “Piccoli Addestratori Crescono”, un’attività pratica e coinvolgente attraverso la quale gli alunni hanno appreso la sicurezza nella sua totalità e le basi della relazione uomo-cane, dell’educazione cinofila e della corretta gestione degli animali. Il percorso ha permesso agli studenti di sviluppare senso di sicurezza, responsabilità, capacità comunicative, autocontrollo e spirito di collaborazione, rafforzando al tempo stesso il rispetto verso gli animali e il valore della cura reciproca. Determinante è stato il contributo delle Unità Cinofile UCSN - Sezione Calabria, regolarmente operative e riconosciute dalla Regione Calabria Dipartimento di Protezione Civile e da molteplici Istituzioni nei settori del Salvataggio Fluviale, Alluvionale e Nautico, della Ricerca e Soccorso a persona e del Rilevamento, Ricerca Sostanze ed TPA & IAA, che hanno accompagnato gli studenti durante le attività formative insieme ai cani operativi Mae, Lily e Butcher, assieme al loro Conduttore Giancarlo Silipo, Addestratore ed    Istruttore Nazionale sia Cinofilo sia di Nuoto per Salvamento. Nel corso del progetto scolastico, Giancarlo Silipo, inquadrato come Esperto di settore, è stato inoltre affiancato dai giovani Addestratori ed Istruttori Cinofili dell’unico Centro Cinofilo Regionale della Calabria ENCI ed OPES della CANINUM DOG RELAIS, Giuseppe Turcomanni e Rocco Pietro Uccelli, che hanno collaborato attivamente alle attività educative e dimostrative rivolte agli studenti. La loro presenza ha ulteriormente arricchito il percorso formativo, consentendo agli alunni di approfondire aspetti legati all’educazione cinofila, alla gestione del cane e alle tecniche di addestramento, all’interno di un contesto educativo improntato alla collaborazione, al rispetto e alla crescita personale. La presenza delle unità cinofile e degli istruttori ha consentito agli alunni di conoscere da vicino il valore del lavoro di squadra, dell’addestramento, del soccorso e del servizio alla collettività, trasformando il progetto in un’esperienza educativa altamente coinvolgente e significativa. Il progetto ha rappresentato un’importante occasione per: promuovere il benessere psicologico degli alunni; rafforzare autostima ed empatia; migliorare le dinamiche relazionali all’interno del gruppo classe; valorizzare le potenzialità individuali attraverso metodologie esperienziali e partecipative. Le attività sono state coordinate da professionisti con esperienza nel settore cinofilo, della pet therapy e del soccorso operativo, già impegnati in numerose iniziative educative e sociali sul territorio. Particolarmente significativo è stato il coinvolgimento degli studenti, che hanno mostrato interesse, partecipazione attiva e sensibilità verso i temi del rispetto, della cura e della relazione con gli animali. L’esperienza di “Zampe che Curano” conferma il valore educativo della pet therapy come strumento innovativo capace di sostenere i processi di inclusione, contrastare il disagio scolastico e favorire un clima positivo all’interno della comunità educativa. La conclusione del progetto lascia in eredità un’esperienza altamente formativa e un modello educativo orientato al benessere, alla solidarietà e alla crescita armonica delle nuove generazioni. Come UCSN – Sezione Calabria, desideriamo rivolgere un sentito e sincero ringraziamento alla Dirigente Scolastica Dott.ssa Rossella Ciappetta, alla Responsabile del Progetto Dott.ssa Manuela Martino, al Tutor Dott. Salvatore Golia, a tutti gli insegnanti, collaboratori scolastici, alunni e genitori dell’intero Istituto Comprensivo Statale Lauropoli - Sibari - Cassano Jonio, che ci hanno accolto con grande affetto, disponibilità e straordinaria sensibilità umana. Grazie per aver riposto in noi la vostra fiducia, la vostra stima e soprattutto per aver condiviso con noi un percorso fatto di emozioni autentiche, sorrisi, crescita reciproca e momenti che porteremo sempre nel cuore. Ogni incontro, ogni abbraccio, ogni sguardo pieno di entusiasmo da parte dei  ragazzi ha rappresentato per noi qualcosa di immensamente prezioso. Abbiamo trovato una comunità scolastica straordinaria, capace di trasmettere valori autentici di inclusione, umanità, rispetto e amore verso il prossimo. L’affetto ricevuto da studenti, famiglie e personale scolastico ha reso questa esperienza non solo un progetto educativo, ma una vera esperienza di vita, intensa e indimenticabile. Nel finale del percorso, inoltre, tutti gli alunni, con il prezioso supporto del Tutor Salvatore Golia, hanno voluto organizzare un’intera giornata insieme alle Unità Cinofile sopra citate, ai loro conduttori ed operatori Giancarlo Silipo, Giuseppe Turcomanni e Rocco Pietro Uccelli, presso la loro Web-Radio scolastica. Un momento conclusivo ricco di entusiasmo ed emozione, durante il quale gli studenti hanno avuto modo di applicare concretamente tutto ciò che avevano appreso sia nel progetto “Zampe che Curano” sia nel percorso dedicato alla Web-Radio scolastica, realizzando una puntata speciale interamente dedicata all’esperienza vissuta insieme. A tutti voi va il nostro più profondo grazie, con l’augurio che questo percorso possa lasciare nei ragazzi un ricordo felice e un insegnamento importante: che il rispetto, l’empatia, la collaborazione e l’amore verso gli altri - uomini o animali che siano - rappresentano i valori più belli su cui costruire il futuro. Wed, 03 Jun 2026 08:18:13 +0000 Cosenza Lo scrittore Luca Sabatini al Salone Internazionale del Libro di Torino https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34416-lo-scrittore-luca-sabatini-al-salone-internazionale-del-libro-di-torino.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34416-lo-scrittore-luca-sabatini-al-salone-internazionale-del-libro-di-torino.html Luca Sabatini, sociologo e docente di statistica, ha presentato alla XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino il suo romanzo “Il nome sbagliato”. Originario di Campomorone, città della Liguria, vive e lavora a Genova, parla il dialetto ligure che è una grande ricchezza storico-culturale, ha studiato all’estero, a Barcellona, e in Italia a Milano e Pavia conseguendo un dottorato di statistica. Mantiene un forte e radicato legame con il suo paese di origine Santo Stefano, una frazione a Campomorone di circa trecento abitanti e, ogni volta che ritorna a casa, va sempre nel cimitero in cui si trovano i suoi parenti e conoscenti proprio per onorare la loro memoria e mantenere il rapporto con le sue origini e le sue radici storiche.  Di quale argomento tratta il romanzo?  “Il libro che ho scritto ha una peculiarità: è una analisi semiseria dei problemi che molti di noi hanno quando emigrano all’estero, ad esempio per motivi di studio o di lavoro. Si parte sempre con una valigia reale e una invisibile che pesa poco all’inizio e tanto in seguito e, fuori di metafora, mi riferisco al bagaglio costituito dalle tradizioni culturali, dalle credenze e dai valori della società di appartenenza”.  Chi sono i protagonisti del libro e quale ruolo svolgono?  “Il protagonista del racconto è Pasquale che parte da Napoli per trasferirsi a Sesto San Giovanni, considerata “cintura DDR” (Repubblica Democratica Tedesca, ovvero l'ex Germania Est) relegata e contrapposta alla Milano della moda e della finanza. Il suo coinquilino, Tonino, è barese, ha le stesse radici socio-culturali di Pasquale, sono simili ma nel contempo diversi nelle dinamiche tradizionali e relazionali che li uniscono e li rendono affini”.  Nel testo esistono componenti socio-culturali di tradizioni locali?  “Ad esempio il rito del caffè nel Meridione ha un carattere quasi “liturgico” perché questa pratica richiede il compimento di una serie di atti in cui si condivide un prodotto, il caffè, e contemporaneamente si trascorre insieme del tempo conversando. Tonino definisce il rito del caffè il luogo e il tempo in cui il problema è la soluzione, altrimenti è solo problema; per lui la caffettiera giusta è quella da tre e infatti riempie sempre tre tazze anche se meno di tre persone bevono il caffè”.  Pasquale è anche un uomo innamorato, come si sviluppa questo sentimento e le dinamiche che lo sottendono?    “Pasquale, uomo del Sud che è arrivato a Sesto San Giovanni, a un certo punto vuole conoscere una donna, ma ritiene che la città non permetta la possibilità di sviluppare e di creare contatti reali, perciò decide di iscriversi al sito social di incontri “Tinder”. Lui crede che la sua provenienza geo-storica e il suo nome Pasquale Esposito possano costituire un limite, perciò decide di chiamarsi Valentino per muoversi sui social più velocemente attirando l’attenzione femminile. Su Tinder Pasquale-Valentino conosce Chiara di Bergamo e, con questa nuova e diversa identità, Pasquale inizia a costruire un castello di bugie che sarà sempre più difficile e pesante da gestire. Il 13 febbraio Chiara gli scrive in chat: “Che bello, domani ci vediamo” e, per Pasquale, questa frase rappresenta quasi un brusco risveglio nella realtà. Pensa subito al suo vero nome che compare sul citofono di casa e studia come sia possibile cancellarlo.   Pasquale come decide di risolvere la situazione che si è creata con la sua bugia?  “La prima idea che gli viene in mente è quella di posizionare del nastro adesivo isolante sul citofono per coprire la P della dicitura “Esposito P. e Laricchia A.”, ma si accorge che così risulta ancora più evidente proprio ciò che vuole nascondere. Tutta questa scena si svolge mentre è in pigiama e scalzo alle due del mattino; al suo rientro nell’appartamento trova una terza persona che funge da coscienza. L’epilogo sarà a Sesto San Giovanni e in un paesino della riviera ligure”.  Questo è il suo primo romanzo?  “I testi che ho scritto finora hanno riguardato temi e argomenti di natura scientifica, perciò questo libro rappresenta una novità dal punto di vista stilistico e narrativo. Su Facebook inserisco post divertenti che narrano storie e, sempre più amici, mi chiedevano perché non provassi a scrivere un libro. Il post progenitore della attuale storia è stato quello di una persona che aveva dei problemi con il suo nome e è stato lo spunto ispiratore che ha dato il via alla narrazione di questo testo. I riferimenti letterari a cui mi sono ispirato sono stati “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde e la commedia degli equivoci. Ho ripercorso l’ironia britannica di Wilde e il romanzo è improntato a caratteri di gentilezza che oscillano fra la commedia romantica e la tradizione anglosassone. La storia è caratterizzata dai riti, dalle identità e dalle relazioni fra le persone con una nota stilistica di rigore metodologico che abbina al lato comico uno stile coerente che non deborda mai in un eccessivo realismo”. Wed, 03 Jun 2026 08:11:06 +0000 Libri Torna “Un caffè…storicamente corretto” a Locri Epizefiri https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34415-torna-un-caffe-storicamente-corretto-a-locri-epizefiri.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34415-torna-un-caffe-storicamente-corretto-a-locri-epizefiri.html Per il terzo anno consecutivo il Museo archeologico nazionale di Locri Epizefiri e il Circolo di Studi Storici “Le Calabrie” offriranno “Un caffè...storicamente corretto”, la rassegna ideata e curata dalla Direttrice del Museo Elena Trunfio e dalla Presidente del Circolo Marilisa Morrone, che ogni anno abbraccia temi multidisciplinari con particolare riferimento alla storia e all’archeologia. L’edizione 2026, patrocinata dai comuni di Locri e Portigliola e dalla Deputazione di Storia Patria per la Calabria, sarà concentrata nella seconda parte dell’anno, da giugno a novembre, con cinque appuntamenti dedicati prevalentemente alla presentazione di volumi. Si partirà il 18 giugno con “Storia della Calabria. Dall’unità del sud all’unità di Italia (Secoli XI-XIX)” di Giuseppe Caridi. A luglio, giorno 7, il prof. Aurelio Musi tratterà “Un medico a rovescio. Marco Aurelio Severino nell’Europa del Seicento”. A tema prettamente storico sarà anche l’appuntamento del 3 settembre con il volume di Roberto Fuda “Aristocratici servitori: corrispondenze fra nobiluomini del Regno di Napoli e la corte toscana in età spagnola (secoli XVI-XVII)”. Il mese di ottobre (giorno 3) sarà invece dedicato all’archeologia: insieme con il prof. Giuseppe Cordiano si andrà “Ai piedi dell’Aspromonte tra Brettii e Romani. Indagini archeologiche presso Capo Spartivento 2020-2024”. Chiuderà il ciclo una conferenza della Presidente Marilisa Morrone sul tema “Fra Mistiae e Stabiae. Francesco Antonio Pellicano numismatico e antichista della Calabria neoclassica” in programma del 21 novembre. Wed, 03 Jun 2026 08:03:16 +0000 Reggio Calabria La Festa degli Artisti Sicilia 2026: tra Ragusa e Comiso un’edizione all’insegna della creatività, delle collaborazioni e della condivisione https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34414-la-festa-degli-artisti-sicilia-2026-tra-ragusa-e-comiso-un-edizione-all-insegna-della-creativita-delle-collaborazioni-e-della-condivisione.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34414-la-festa-degli-artisti-sicilia-2026-tra-ragusa-e-comiso-un-edizione-all-insegna-della-creativita-delle-collaborazioni-e-della-condivisione.html La Festa degli Artisti Sicilia 2026 si prepara a vivere una nuova edizione ricca di contenuti, emozioni e contaminazioni artistiche, articolata in due momenti distinti: con inizio il 13 giugno a Ragusa, al Teatro Leader di via Asia, e il 10 e 11 luglio a Comiso, negli spazi della Pinacoteca comunale. Un percorso che unisce formazione, spettacolo, inclusione e valorizzazione dei talenti, confermando la manifestazione come uno degli appuntamenti culturali più attesi del territorio. Il patron Maurizio Di Mauro sottolinea come anche quest’anno la Festa mantenga intatta la sua vocazione originaria: «Il nostro obiettivo è far emergere il talento creando un ambiente di serenità, confronto e condivisione, dove le arti dialogano senza competizione. Non stiamo costruendo classifiche, ma opportunità. Ogni partecipante avrà il suo spazio, il suo momento, la sua possibilità di crescere». Di Mauro anticipa inoltre che «le sorprese saranno numerose e verranno annunciate progressivamente, e chi ci segue sui nostri canali social potrà scoprirle in anteprima». L’appuntamento di Ragusa sarà dedicato soprattutto alla formazione professionale. I doppiatori Perla Liberatori e Marco Altini guideranno la masterclass dal titolo “L’Arte del Doppiaggio, dal Testo al Microfono”, un percorso intensivo pensato per chi desidera avvicinarsi al mondo della voce e della recitazione. Le iscrizioni sono già aperte tramite WhatsApp al numero 338 8614800. A Comiso, invece, la Festa si trasformerà in un vero viaggio nel tempo e nelle arti. Tra gli ospiti attesi figurano il concertista internazionale Samuel Vaccaro, oggi maestro di chitarra classica, e il maestro Dario Adamo, che si esibirà insieme a Vaccaro in una performance congiunta pensata per valorizzare il dialogo tra linguaggi artistici diversi. Sul palco anche il poeta Maurizio Damiano, con una selezione di letture. Per la sezione teatrale, Aregolad’Arte – Progetti e Ricerca presenterà la commedia classica “Lisistrata – Potere alle Donne”, tratta dall’opera di Aristofane del 411 a.C., in una rielaborazione che unisce tradizione e attualità. L’11 luglio si terrà inoltre il convegno di musicoterapia “Sentiero della mente” con Saro Ingegneri, aperto ad associazioni, operatori del settore disabilità e famiglie. Non mancheranno momenti di spettacolo puro, tra cui esibizioni canore, performance artistiche, pittura creativa, cabaret, corteo storico e una sfilata di abiti d’epoca dell’Ottocento. Sul palco anche Matteo Bellina, giovane artista catanese che, nonostante la disabilità, ogni anno porta un contributo di grande intensità. Di Mauro ribadisce che «la Festa degli Artisti è un laboratorio vivo, un luogo dove le arti si incontrano e si sostengono a vicenda. Ogni edizione cresce, si arricchisce e si apre a nuove forme espressive. Il 2026 sarà un anno particolarmente speciale, e ciò che abbiamo in serbo sorprenderà il pubblico».   Wed, 03 Jun 2026 07:59:58 +0000 Ragusa Concluso il “corso di primo soccorso per la fauna selvatica” organizzato a Caltanissetta dal WWF Sicilia centrale https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/34412-concluso-il-corso-di-primo-soccorso-per-la-fauna-selvatica-organizzato-a-caltanissetta-dal-wwf-sicilia-centrale.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/34412-concluso-il-corso-di-primo-soccorso-per-la-fauna-selvatica-organizzato-a-caltanissetta-dal-wwf-sicilia-centrale.html Domenica si è tenuto a Caltanissetta, presso la Casa delle Culture e del Volontariato “L. Colajanni”, il “Corso di formazione per il Primo Soccorso alla Fauna Selvatica e la gestione degli animali in difficoltà”, organizzato da WWF Sicilia Centrale OdV col sostegno finanziario del CeSVoP (Centro di Servizi per il Volontariato di Palermo) ed il patrocinio dell’Ordine provinciale dei Medici Veterinari e della Consulta comunale Tutela dei Diritti degli Animali. Su disposizione dell’Ispettore ripartimentale delle foreste ing. Salvatore Bonsangue, anche una rappresentanza del Distaccamento di Caltanissetta del Corpo Forestale regionale ha partecipato al corso. L'evento ha riscosso un lusinghiero successo, con oltre 40 partecipanti (tra volontari, guardie venatorie e zoofile, responsabili di associazioni protezioniste, operatori di protezione civile, operatori di aree protette, giovani studenti ecc.) provenienti da tutta la provincia di Caltanissetta e da altri comuni viciniori. Il corso è nato con lo scopo di far conoscere - grazie a qualificati ed esperti docenti - la normativa e le modalità di “primo soccorso” in caso di rinvenimento di un piccolo animale selvatico in difficoltà, per proteggerlo da situazioni di pericolo senza causare incidenti o morte dell’animale o rischi per l’incolumità dei soccorritori. La struttura didattica del Corso – con la direzione scientifica affidata al veterinario dott. Andrea Cortese - prevedeva moduli teorici (quadro normativo e legislazione sulla tutela della fauna; biologia, etologia e riconoscimento delle principali specie autoctone; primo soccorso, triage, stabilizzazione del paziente e tecniche di alimentazione artificiale) ed indicazioni pratiche e di addestramento, per esempio su come utilizzare correttamente guanti, trasportini, reti e asciugamani per immobilizzare l'animale in sicurezza. Le lezioni sono state tenute dal dott. Elia Rizzo (medico veterinario dirigente presso il Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASP n. 2 di Caltanissetta), dall'avv. Salvatore Antonino Patrì (responsabile dell'Ufficio legale di WWF Sicilia Centrale OdV, esperto in diritto ambientale e venatorio); dal dott. Andrea Cortese (medico veterinario libero professionista, specialista in tecnologia e patologia delle specie avicole, del coniglio e della selvaggina, esperto in medicina degli animali non convenzionali) e dalla dott.ssa Daria Collodoro (biologa, operatrice del “Progetto Tartarughe marine” di WWF Italia autorizzata dal Ministero dell’Ambiente per il recupero di animali spiaggiati). Uno degli scopi principali dell’evento di formazione era quello di educare la cittadinanza a riconoscere quando un animale è davvero in pericolo: moltissimi nidiacei di uccelli vengono erroneamente sottratti alla madre da passanti in buona fede (c.d. "falso soccorso"), compromettendone la sopravvivenza. Un altro focus ha riguardato la sicurezza degli operatori e degli animali: le lezioni hanno inteso fornire le competenze necessarie per manipolare specie selvatiche (anche pericolose o protette) senza causare stress o traumi all'animale e riducendo a zero il rischio di morsi, graffi o trasmissione di zoonosi. «Siamo estremamente soddisfatti per il successo di questa iniziativa - dichiara Ennio Bonfanti, direttore organizzativo del corso e presidente di WWF Sicilia Centrale - che conferma l'importanza di iniziative che promuovono la conoscenza degli animali selvatici e la loro tutela, viste le molteplici e sempre più pericolose minacce che in Sicilia colpiscono il patrimonio faunistico. Grazie all’ampia partecipazione di pubblico, siamo in grado di sostenere la formazione di una rete di supporto locale con un bacino di volontari formati, in grado di fare da "ponte" sul territorio, prelevando l'animale ferito e trasportandolo rapidamente nei centri specializzati». «Adesso i nostri sforzi sono rivolti alla creazione di un “Centro di primo soccorso per la fauna selvatica” a Borgo Petilia (CL), nell’ex vivaio forestale che, da circa un anno, il Dipartimento sviluppo territoriale della Regione ha concesso in comodato al WWF – prosegue Marcello Mirisola, membro del project team – che rappresenterà la prima ed unica struttura del genere in Sicilia. Stiamo coinvolgendo istituzioni locali e partner privati per contribuire al finanziamento delle opere di ristrutturazione e riadattamento dell’immobile alle specifiche esigenze veterinarie; il nostro progetto mira ad istituire un presidio di riferimento per le emergenze ma anche un Centro multifunzionale dedicato alla conservazione della fauna e della biodiversità ed alla promozione dell'educazione ambientale e della ricerca scientifica».   Fri, 29 May 2026 07:14:56 +0000 Caltanissetta Grande partecipazione e profonda riflessione a Reggio Calabria per il convegno “Like, identità e senso. Cosa cercano davvero i giovani” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34411-grande-partecipazione-e-profonda-riflessione-a-reggio-calabria-per-il-convegno-like-identita-e-senso-cosa-cercano-davvero-i-giovani.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34411-grande-partecipazione-e-profonda-riflessione-a-reggio-calabria-per-il-convegno-like-identita-e-senso-cosa-cercano-davvero-i-giovani.html Un importante momento di confronto sul disagio giovanile, il mondo digitale e la necessità di ricostruire relazioni autentiche Si è svolto ieri pomeriggio, presso l’Auditorium Santa Maria della Neve di Riparo a Reggio Calabria, il convegno dal titolo “Like, identità e senso. Cosa cercano davvero i giovani”, promosso dalla Parrocchia San Nicola di Bari e Santa Maria della Neve di Prumo, Riparo e Cannavò, in collaborazione con le associazioni Oratorio Sant’Agata e Ape Reggina. L’iniziativa ha registrato una significativa e partecipata presenza di famiglie, educatori, insegnanti, studenti, operatori pastorali, rappresentanti del mondo associativo e semplici cittadini, confermando quanto il tema del disagio giovanile, dell’identità personale e dell’impatto dei social network rappresenti oggi una delle principali emergenze educative e culturali del nostro tempo. Presenti all’evento anche i giovani operatori della comunità “DesTEENazione – Desideri in Azione” di Reggio Calabria, realtà impegnata nell’accompagnamento educativo e relazionale degli adolescenti e dei giovani del territorio. La loro partecipazione ha rappresentato un importante segnale di coinvolgimento attivo delle nuove generazioni nei percorsi di ascolto, prevenzione e crescita comunitaria. L’incontro si è distinto per il clima di ascolto, attenzione e coinvolgimento che ha caratterizzato gli interventi dei relatori e il successivo confronto con il pubblico, offrendo un’importante occasione di riflessione condivisa sulle difficoltà vissute dalle nuove generazioni in una società sempre più segnata dalla velocità della comunicazione, dall’isolamento relazionale e dalla continua ricerca di approvazione virtuale. Presenti all’evento anche il comandante della Stazione dei Carabinieri di Cataforio e San Salvatore, maresciallo Renzo Romeo, e il comandante della Stazione dei Carabinieri di Cannavò, maresciallo Emanuele Vaccari, la cui partecipazione ha rappresentato un significativo segnale di attenzione delle istituzioni e delle forze dell’ordine verso le problematiche giovanili, la prevenzione del disagio e la tutela educativa del territorio. L’evento, patrocinato da Ancore (Associazione Nazionale Counselor Relazionale), dal Comune di Reggio Calabria, dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria e dal Consiglio Regionale della Calabria, ha voluto accendere i riflettori su un fenomeno sempre più diffuso: il bisogno dei giovani di essere riconosciuti, ascoltati e accolti in una società in cui spesso il valore personale sembra misurarsi attraverso la visibilità online, i “like” e il consenso digitale. Ad aprire i lavori è stato il parroco don Giovanni Gattuso, che nel suo intervento ha richiamato la responsabilità educativa condivisa tra famiglie, scuola, istituzioni, Chiesa e territorio. Don Giovanni ha evidenziato come dietro molti comportamenti apparentemente superficiali si nascondano in realtà fragilità profonde, solitudine, paura del giudizio e un forte desiderio di autenticità e relazioni vere. «I giovani – ha sottolineato – hanno bisogno di adulti credibili, capaci di ascoltare senza giudicare e di accompagnare senza sostituirsi. Non possiamo limitarci ad osservare il disagio da lontano, ma dobbiamo creare luoghi veri di incontro, comunità capaci di accogliere e sostenere il loro cammino umano e relazionale». Nel corso dell’incontro il dott. Roberto Placido Di Palma, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, ha affrontato il tema delle nuove fragilità sociali e delle difficoltà che sempre più frequentemente coinvolgono il mondo minorile, richiamando l’attenzione sulla necessità di rafforzare il ruolo educativo della comunità e delle istituzioni. Nel suo intervento il Procuratore ha evidenziato come molti episodi di disagio giovanile nascano da forme di solitudine emotiva, dalla mancanza di riferimenti educativi stabili e dall’assenza di dialogo autentico tra adulti e ragazzi. Ha inoltre sottolineato l’importanza di costruire reti territoriali capaci di prevenire il disagio prima che esso sfoci in fenomeni di devianza o marginalità sociale. La dott.ssa Maria Laura Creazzo della Polizia Postale di Reggio Calabria ha invece approfondito i rischi legati all’utilizzo inconsapevole della rete, soffermandosi sui fenomeni del cyberbullismo, dell’esposizione eccessiva sui social e dei pericoli connessi alla dimensione digitale, invitando giovani e famiglie a sviluppare maggiore consapevolezza nell’uso degli strumenti tecnologici. Durante il suo intervento ha ricordato quanto sia fondamentale educare i ragazzi ad un utilizzo responsabile dei social network, promuovendo una cultura digitale fondata sul rispetto, sulla tutela della privacy e sulla consapevolezza delle conseguenze emotive e legali che alcuni comportamenti online possono generare. Particolarmente apprezzato anche l’intervento della dott.ssa Luciana Megali del Forum delle Associazioni Familiari di Reggio Calabria, che ha evidenziato il ruolo fondamentale della famiglia come primo luogo educativo, spazio di dialogo e punto di riferimento affettivo indispensabile nella crescita dei ragazzi. La dott.ssa Megali ha inoltre sottolineato come le famiglie abbiano oggi bisogno di essere sostenute nel loro compito educativo attraverso reti di prossimità, collaborazione tra scuola e territorio e percorsi condivisi capaci di contrastare l’isolamento relazionale che spesso coinvolge genitori e figli. Il dott. Gianni Trudu, psicologo, ha invece analizzato gli aspetti emotivi e relazionali legati alla costruzione dell’identità nell’epoca digitale, soffermandosi sulle conseguenze psicologiche della continua esposizione ai modelli proposti dal web e sulla difficoltà di molti giovani nel distinguere tra immagine virtuale e autenticità personale. Nel suo intervento ha spiegato come la continua ricerca di approvazione online possa incidere sull’autostima e sulla percezione di sé, generando ansia, senso di inadeguatezza e fragilità emotiva. Ha inoltre evidenziato l’urgenza di restituire ai giovani spazi autentici di relazione, ascolto e confronto reale. A moderare l’incontro è stato il prof. Vincenzo Malacrinò, che ha guidato con equilibrio e sensibilità il confronto tra relatori e pubblico, favorendo momenti di dialogo e approfondimento molto partecipati. Nel corso del convegno è emersa con chiarezza la necessità di costruire vere alleanze educative tra famiglie, scuola, istituzioni, associazioni e comunità ecclesiale, nella consapevolezza che il disagio giovanile non possa essere affrontato in maniera isolata, ma richieda una risposta condivisa, concreta e continuativa. Particolarmente significativo è stato il messaggio finale emerso dall’incontro: dietro la ricerca di visibilità, approvazione e consenso virtuale si nasconde spesso il bisogno autentico di relazioni vere, ascolto, riconoscimento e senso. Un bisogno che interpella l’intera società e che richiede la capacità di restituire centralità alla persona e alla dimensione umana delle relazioni. L’evento è stato sostenuto anche da Termocasa Srl - Clima, Ambiente ed Energia, azienda che ha scelto di condividere e sostenere concretamente i valori educativi, sociali e comunitari dell’iniziativa, offrendo ai partecipanti un segno tangibile di vicinanza al territorio e alle famiglie. Il convegno ha rappresentato un importante momento culturale e sociale per l’intero territorio reggino, riaffermando l’urgenza di investire sulle nuove generazioni, sull’ascolto delle fragilità giovanili e sulla costruzione di comunità educanti capaci di accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescita personale, relazionale e sociale.   Fri, 29 May 2026 07:09:33 +0000 Reggio Calabria Applausi ed emozione al Teatro Duemila: “Gente di facili costumi” chiude una stagione di successi https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34410-applausi-ed-emozione-al-teatro-duemila-gente-di-facili-costumi-chiude-una-stagione-di-successi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34410-applausi-ed-emozione-al-teatro-duemila-gente-di-facili-costumi-chiude-una-stagione-di-successi.html Il sipario del Teatro Duemila di Ragusa si è chiuso nel segno dell’emozione e dell’applauso. La stagione teatrale promossa dall’associazione culturale C&M, sotto la direzione artistica di Carlo Nobile, ha trovato la sua conclusione ideale con “Gente di facili costumi”, la celebre commedia di Nino Manfredi diretta da Luca Manfredi e interpretata da Flavio Insinna e Giulia Fiume. Lo spettacolo, andato in scena mercoledì della scorsa settimana, ha registrato una grande partecipazione e conquistato il pubblico con la sua miscela di ironia, malinconia e umanità. La storia di Anna, detta “Principessa”, e di Ugo, intellettuale disilluso, si è trasformata in un intenso duetto di anime che si sfiorano e si scontrano, rivelando fragilità e verità universali. La regia di Luca Manfredi ha saputo restituire la delicatezza del testo originale, mentre la prova attoriale di Flavio Insinna e Giulia Fiume ha ammaliato gli spettatori: lui, capace di passare dal sorriso alla malinconia con naturalezza; lei, intensa e luminosa nel dare voce a una donna che sogna riscatto e dignità. Un equilibrio perfetto che ha reso la rappresentazione un piccolo gioiello di teatro contemporaneo, capace di emozionare e far riflettere. Con questo ultimo appuntamento, il Teatro Duemila chiude una stagione di grande qualità, confermandosi punto di riferimento per la cultura teatrale in Sicilia. Ma non è un addio: è un arrivederci. La nuova stagione 2026-2027 è già pronta e promette altre emozioni. Sul palcoscenico ragusano arriveranno nomi di primo piano del panorama nazionale: Fioretta Mari, Nadia De Luca e Francesca Ferro con Tre donne alte di Edward Albee; Cesare Bocci e Vittoria Belvedere in Indovina chi viene a cena?; Rossella Brescia, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo con la brillante commedia Belle ripiene; e ancora Carlo Buccirosso con Qualcosa è andato storto, Vincenzo Pirrotta con Il commissario Montalbano, addirittura in prima nazionale; Giampiero Ingrassia e Paolo Triestino in Ciò che vide il maggiordomo, fino a Enrico Guarneri con Fiat Voluntas Dei. Un cartellone ricco e variegato, che conferma la vocazione del Teatro Duemila a proporre spettacoli di alto livello, capaci di unire tradizione e innovazione, intrattenimento e riflessione. Ragusa, ancora una volta, si prepara a recitare la sua parte — quella di una città che ama il teatro e lo vive come specchio della propria anima.   Fri, 29 May 2026 07:07:16 +0000 Ragusa Corso BLSD al Filolao di Crotone con la SIMEUP https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34409-corso-blsd-al-filolao-di-crotone-con-la-simeup.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34409-corso-blsd-al-filolao-di-crotone-con-la-simeup.html La formazione dei giovani rappresenta uno degli strumenti più importanti per costruire una società più sicura, consapevole e pronta ad affrontare le emergenze. Con questo obiettivo, la SIMEUP Crotone ha organizzato un importante corso BLSD rivolto agli studenti delle classi quinte del Liceo Scientifico “Filolao” di Crotone, un’iniziativa che ha riscosso grande partecipazione, entusiasmo e coinvolgimento da parte degli alunni e del personale scolastico. L’evento formativo ha permesso ai ragazzi di apprendere le principali tecniche di primo soccorso, le manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP) e l’utilizzo corretto del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), strumenti fondamentali per intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiaco improvviso. Formazione BLSD nelle scuole: un investimento sulla sicurezza e sulla vita Portare i corsi BLSD nelle scuole significa diffondere concretamente la cultura della prevenzione, della sicurezza e dell’emergenza sanitaria tra le nuove generazioni. Oggi più che mai è fondamentale formare i giovani non soltanto dal punto di vista scolastico e culturale, ma anche umano e civico, fornendo loro competenze pratiche che possano rivelarsi decisive in situazioni di emergenza. Gli studenti del quinto anno del Liceo Scientifico Filolao di Crotone hanno partecipato con grande attenzione, entusiasmo e spirito collaborativo alle attività formative organizzate dalla SIMEUP Crotone, dimostrando forte sensibilità verso il tema della tutela della vita umana e della responsabilità sociale. Durante il corso BLSD, i ragazzi hanno avuto modo di approfondire le principali tecniche di primo soccorso e di comprendere quanto sia importante intervenire nei primi minuti in caso di arresto cardiaco improvviso. Gli istruttori hanno spiegato come riconoscere tempestivamente un’emergenza sanitaria, come attivare correttamente il sistema di emergenza territoriale e come mantenere lucidità e rapidità nelle fasi iniziali del soccorso. Un momento particolarmente significativo è stato rappresentato dalle prove pratiche sui manichini didattici, durante le quali gli studenti hanno potuto esercitarsi nelle manovre di rianimazione cardiopolmonare e nell’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE). Attraverso simulazioni realistiche, i partecipanti hanno acquisito maggiore sicurezza, consapevolezza e capacità di gestione delle emergenze. La formazione BLSD nelle scuole assume oggi un ruolo strategico anche dal punto di vista sociale. Sempre più spesso, infatti, episodi di malore improvviso possono verificarsi in ambienti pubblici, sportivi o scolastici, rendendo fondamentale la presenza di persone formate e capaci di intervenire nell’immediato. La tempestività delle manovre salvavita può aumentare significativamente le probabilità di sopravvivenza di una persona colpita da arresto cardiaco. Educare i giovani al primo soccorso significa anche trasmettere valori fondamentali come il senso civico, la solidarietà, il rispetto per la vita e l’importanza dell’aiuto reciproco. Ogni studente formato può diventare un potenziale primo soccorritore e una risorsa importante per la comunità. La scuola, in questo contesto, assume un ruolo centrale nella costruzione di una società più preparata e consapevole. Integrare percorsi BLSD all’interno dell’esperienza scolastica significa creare ambienti più sicuri e promuovere una vera cultura della prevenzione sanitaria. La SIMEUP Crotone continua da anni a investire nella formazione dei giovani, collaborando con istituti scolastici, associazioni e realtà territoriali per diffondere sempre più le competenze salvavita e sensibilizzare la popolazione sull’importanza del primo soccorso. Iniziative come quella svolta presso il Liceo Scientifico Filolao rappresentano un esempio concreto di come scuola e formazione sanitaria possano lavorare insieme per il bene della collettività. BLSD a scuola: studenti protagonisti della prevenzione La giornata formativa organizzata dalla SIMEUP Crotone presso il Liceo Scientifico Filolao non è stata soltanto un momento di apprendimento tecnico, ma una vera esperienza educativa e di crescita personale per tutti gli studenti coinvolti. I ragazzi hanno partecipato con entusiasmo, curiosità e grande senso di responsabilità, comprendendo concretamente quanto la conoscenza delle manovre salvavita possa fare la differenza nei momenti più critici. Sempre più spesso si parla dell’importanza della prevenzione sanitaria e della necessità di diffondere la cultura del primo soccorso tra la popolazione. Coinvolgere direttamente gli studenti delle scuole superiori significa investire sul futuro, formando giovani cittadini capaci di riconoscere un’emergenza, mantenere la calma e intervenire correttamente nell’attesa dei soccorsi sanitari. Durante il corso BLSD, gli studenti hanno avuto modo di capire come anche una persona comune, grazie a una formazione adeguata, possa diventare parte fondamentale della cosiddetta “catena della sopravvivenza”. In caso di arresto cardiaco improvviso, infatti, i primi minuti sono determinanti e un intervento tempestivo con massaggio cardiaco e defibrillatore può aumentare in maniera significativa le possibilità di sopravvivenza della vittima. I partecipanti hanno seguito con attenzione sia la parte teorica sia quella pratica, confrontandosi con scenari realistici di emergenza e mettendo in pratica le tecniche apprese sotto la guida degli istruttori della SIMEUP Crotone. Le esercitazioni pratiche hanno rappresentato uno dei momenti più coinvolgenti della giornata, permettendo agli studenti di acquisire maggiore sicurezza nelle proprie capacità e di comprendere l’importanza della rapidità e della precisione durante un soccorso. L’iniziativa ha inoltre contribuito a sensibilizzare i giovani sul valore della responsabilità sociale e dell’aiuto verso il prossimo. La formazione BLSD non insegna soltanto manovre tecniche, ma educa anche all’empatia, alla solidarietà e al senso civico. Sapere di poter aiutare concretamente una persona in difficoltà rappresenta infatti una consapevolezza di enorme valore umano. La presenza di corsi BLSD nelle scuole assume oggi un’importanza strategica anche dal punto di vista culturale. Diffondere la cultura della prevenzione significa costruire una comunità più preparata, capace di affrontare le emergenze con maggiore competenza e consapevolezza. Gli studenti formati oggi potranno diventare domani cittadini più attenti alla sicurezza, alla salute pubblica e alla tutela della vita umana. Molti ragazzi hanno mostrato particolare interesse verso il mondo del soccorso e dell’emergenza sanitaria, partecipando attivamente alle simulazioni e ponendo domande agli istruttori. Questo dimostra quanto le nuove generazioni siano sensibili ai temi della prevenzione e quanto sia importante offrire loro opportunità formative concrete e di qualità. La SIMEUP Crotone continua a credere fortemente nel valore della formazione sanitaria nelle scuole e nel ruolo fondamentale dei giovani nella diffusione delle competenze salvavita. Ogni studente formato rappresenta infatti un potenziale aiuto per la comunità e un tassello importante nella costruzione di una società più sicura, solidale e preparata ad affrontare le emergenze. Iniziative come quella svolta presso il Liceo Scientifico Filolao di Crotone testimoniano come scuola, formazione e sensibilizzazione possano unirsi per creare un percorso educativo capace di lasciare un segno concreto nei ragazzi e nel territorio. Il ruolo fondamentale della scuola nella diffusione della cultura del primo soccorso La scuola rappresenta uno dei luoghi più importanti per la crescita culturale, personale e civica delle nuove generazioni. Oltre alla formazione scolastica tradizionale, gli istituti hanno oggi un ruolo fondamentale nella diffusione di valori legati alla sicurezza, alla prevenzione e alla tutela della salute pubblica. In questo contesto, la formazione sul primo soccorso e sui protocolli BLSD assume un’importanza sempre più centrale all’interno del percorso educativo degli studenti. Promuovere corsi BLSD nelle scuole significa offrire ai giovani strumenti concreti per affrontare situazioni di emergenza e sviluppare maggiore consapevolezza rispetto al valore della vita umana. La conoscenza delle manovre salvavita permette infatti agli studenti di acquisire competenze pratiche che possono rivelarsi decisive non solo nell’ambiente scolastico, ma anche nella vita quotidiana, nello sport, nei luoghi pubblici e all’interno delle famiglie. La formazione sanitaria nelle scuole contribuisce inoltre a creare ambienti più sicuri e preparati. Sapere come riconoscere un arresto cardiaco, come allertare tempestivamente i soccorsi e come utilizzare correttamente un defibrillatore semiautomatico può fare la differenza nei minuti immediatamente successivi a un’emergenza. Diffondere queste competenze tra i giovani significa aumentare il numero di cittadini pronti a intervenire in caso di necessità. Il percorso educativo legato al primo soccorso non riguarda soltanto l’apprendimento di tecniche pratiche, ma coinvolge anche aspetti umani e sociali molto profondi. Attraverso i corsi BLSD, gli studenti sviluppano senso civico, spirito di collaborazione, autocontrollo e responsabilità verso gli altri. Imparano a gestire situazioni di stress, a mantenere lucidità nei momenti critici e a comprendere l’importanza dell’aiuto reciproco. Le scuole diventano così un punto di riferimento fondamentale per la costruzione di una vera cultura della prevenzione. Inserire attività formative dedicate al primo soccorso all’interno dell’esperienza scolastica significa educare i ragazzi a essere cittadini più consapevoli, attenti e partecipi della vita della comunità. Iniziative come il corso BLSD organizzato dalla SIMEUP Crotone presso il Liceo Scientifico Filolao dimostrano concretamente quanto sia importante creare sinergie tra istituzioni scolastiche e realtà impegnate nella formazione sanitaria. La collaborazione tra scuola e associazioni del territorio permette infatti di offrire agli studenti esperienze formative di alto valore educativo, capaci di lasciare competenze reali e durature. La sensibilità dimostrata dal personale scolastico e la partecipazione attiva degli studenti confermano come i giovani siano pronti ad accogliere percorsi legati alla sicurezza e alla prevenzione sanitaria. Investire nella formazione BLSD nelle scuole significa quindi investire nel futuro della comunità, creando una generazione più preparata ad affrontare le emergenze e più consapevole dell’importanza della solidarietà e della tutela della vita umana. La SIMEUP Crotone continua a promuovere con convinzione progetti educativi dedicati alle scuole, con l’obiettivo di diffondere sempre più la cultura del primo soccorso e rendere la formazione sanitaria parte integrante del percorso di crescita dei giovani. I ringraziamenti della SIMEUP Crotone La riuscita del corso BLSD organizzato presso il Liceo Scientifico Filolao di Crotone è stata possibile grazie alla collaborazione, alla sensibilità e alla disponibilità dimostrate dall’istituzione scolastica e da tutte le persone che hanno creduto nel valore educativo e sociale di questa importante iniziativa formativa. La SIMEUP Crotone desidera esprimere un sentito e sincero ringraziamento al Dirigente Scolastico Prof.ssa Maria R. Iaccarino per l’accoglienza, l’ospitalità e l’attenzione riservata a un progetto dedicato alla diffusione della cultura del primo soccorso e della prevenzione sanitaria tra i giovani. La disponibilità dimostrata dalla Dirigenza scolastica conferma quanto sia fondamentale il ruolo della scuola nella promozione di attività educative capaci di lasciare un impatto concreto sulla formazione degli studenti. Un particolare ringraziamento va inoltre alla professoressa Maria Rosaria Paluccio per l’impegno, la collaborazione e la preziosa organizzazione dell’evento. Grazie al suo contributo e alla sensibilità dimostrata verso le tematiche della sicurezza e della formazione sanitaria, gli studenti hanno avuto l’opportunità di partecipare a un’esperienza altamente formativa e di grande valore umano. La partecipazione attiva degli studenti delle classi quinte del Liceo Scientifico Filolao ha rappresentato uno degli aspetti più significativi della giornata. Interesse, attenzione, entusiasmo e coinvolgimento hanno caratterizzato tutte le attività teoriche e pratiche svolte durante il corso BLSD, dimostrando quanto le nuove generazioni siano sensibili ai temi della prevenzione, della sicurezza e dell’aiuto verso il prossimo. La SIMEUP Crotone ringrazia inoltre tutti gli istruttori, i collaboratori e il personale coinvolto nell’organizzazione del corso, che con professionalità, competenza e passione hanno contribuito alla realizzazione di una giornata di formazione sanitaria di alto livello. Iniziative come questa rappresentano un importante esempio di collaborazione tra scuola e realtà impegnate nella promozione della salute pubblica e della cultura dell’emergenza sanitaria. Continuare a investire nella formazione BLSD nelle scuole significa costruire una comunità più preparata, consapevole e capace di affrontare le emergenze con maggiore responsabilità e competenza. La SIMEUP Crotone continuerà a promuovere progetti formativi, corsi BLSD e attività di sensibilizzazione sul territorio, con l’obiettivo di diffondere sempre più le competenze salvavita e contribuire alla crescita di una cultura della prevenzione accessibile a tutti. SIMEUP Crotone continua la formazione BLSD sul territorio La SIMEUP Crotone prosegue con impegno e continuità il proprio percorso di formazione sanitaria e diffusione delle competenze salvavita sul territorio, promuovendo corsi BLSD, attività di primo soccorso e progetti educativi rivolti a studenti, cittadini, associazioni, operatori sportivi e realtà scolastiche. L’obiettivo principale è quello di diffondere sempre più la cultura della prevenzione e dell’emergenza sanitaria, formando cittadini consapevoli e pronti a intervenire nei primi minuti di un’emergenza. In caso di arresto cardiaco improvviso, infatti, la rapidità dell’intervento può risultare decisiva e aumentare significativamente le possibilità di sopravvivenza della persona colpita. Attraverso i corsi BLSD organizzati sul territorio, la SIMEUP Crotone offre ai partecipanti una formazione completa sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP), sull’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) e sulle corrette procedure di primo soccorso da adottare nelle situazioni di emergenza. Le attività formative vengono svolte con un approccio pratico, coinvolgente e altamente professionale, grazie al lavoro di istruttori qualificati e costantemente aggiornati. Le esercitazioni pratiche permettono ai partecipanti di acquisire maggiore sicurezza, capacità di gestione dello stress e consapevolezza delle proprie competenze durante un intervento di soccorso. Negli ultimi anni, la SIMEUP Crotone ha intensificato il proprio impegno nelle scuole, promuovendo percorsi di formazione sanitaria rivolti agli studenti con l’obiettivo di creare una nuova generazione di giovani preparati, responsabili e sensibili ai temi della sicurezza e della tutela della vita umana. La formazione BLSD nelle scuole rappresenta infatti un investimento concreto sul futuro della comunità. Educare i giovani al primo soccorso significa diffondere valori fondamentali come solidarietà, senso civico, collaborazione e responsabilità sociale. Ogni studente formato può diventare una risorsa importante per il territorio e contribuire concretamente alla sicurezza collettiva. Parallelamente alle attività scolastiche, la SIMEUP Crotone continua a collaborare con associazioni sportive, enti, istituzioni e realtà locali per promuovere eventi, corsi e iniziative dedicate alla prevenzione sanitaria e alla diffusione delle manovre salvavita. L’associazione conferma così la propria volontà di essere un punto di riferimento sul territorio per la formazione BLSD e per la sensibilizzazione della popolazione sui temi dell’emergenza sanitaria. Investire nella formazione significa costruire una comunità più preparata, più sicura e più consapevole. La missione della SIMEUP Crotone continuerà quindi a essere quella di portare la cultura del primo soccorso sempre più vicino ai cittadini, ai giovani e alle famiglie, contribuendo concretamente alla tutela della salute e della vita umana. Fri, 29 May 2026 07:04:20 +0000 Crotone A Michele Affidato la “Menzione Speciale” della Camera di Commercio https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34407-a-michele-affidato-la-menzione-speciale-della-camera-di-commercio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34407-a-michele-affidato-la-menzione-speciale-della-camera-di-commercio.html Il maestro orafo Michele Affidato è stato insignito della “Menzione Speciale” nell’ambito della XXI edizione del Premio Fedeltà al Lavoro e Progresso Economico, promosso dalla Camera di Commercio di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia. Il prestigioso riconoscimento è stato conferito dalla Commissione esaminatrice presieduta dal Presidente dell’Ente camerale Pietro Falbo, nel corso della cerimonia ufficiale svoltasi presso il Teatro Politeama di Catanzaro. La “Menzione Speciale” rappresenta un importante tributo al percorso artistico e professionale di Michele Affidato, da anni protagonista nel panorama dell’artigianato artistico italiano grazie alla realizzazione di gioielli e opere create interamente a mano, frutto di una profonda conoscenza delle antiche tecniche di lavorazione orafa, custodite nel tempo e reinterpretate in chiave contemporanea. Nelle sue creazioni convivono tradizione, ricerca e innovazione, elementi che hanno reso il suo stile riconoscibile e apprezzato in Italia e all’estero. Un percorso che, negli anni, si è arricchito di una particolare attenzione verso l’arte sacra, ambito nel quale Affidato si è distinto attraverso la realizzazione di numerose opere destinate a Chiese, Santuari e autorità religiose in tutto il mondo. Un impegno che gli è valso la nomina di “Interlocutore Referente presso la Pontificia Accademia di Teologia”. La sua attività nel campo dell’arte sacra gli ha inoltre consentito di incontrare gli ultimi quattro Pontefici. Durante il Pontificato di Papa Francesco, la Segreteria di Stato Vaticana gli ha affidato la realizzazione di opere ispirate ai valori e ai messaggi contenuti nel Magistero Pontificio. Creazioni che prima Papa Francesco e oggi Papa Leone XIV consegnano a Capi di Stato, Ministri e autorità religiose provenienti da tutto il mondo, rendendo negli anni Michele Affidato e la sua azienda un punto di riferimento nell’ambito dell’artigianato artistico legato alle istituzioni vaticane. Le sue opere, oggi condivise anche con il figlio Antonio Affidato, orafo-scultore, rappresentano un esempio di continuità generazionale e di eccellenza manifatturiera italiana, capace di dialogare con i più alti contesti istituzionali, culturali e religiosi internazionali. Parallelamente all’attività legata all’arte sacra, Michele Affidato si è distinto anche nel panorama dei grandi eventi italiani, firmando premi e riconoscimenti destinati a importanti manifestazioni nazionali dedicate alla musica, al cinema, al giornalismo e alla cultura. Tra le collaborazioni più note figurano quelle con il Festival di Sanremo e con prestigiose rassegne cinematografiche e televisive, nelle quali le sue opere sono diventate autentici simboli dell’eccellenza artistica e del Made in Italy. Il riconoscimento conferito dalla Camera di Commercio assume così un significato che va oltre il percorso personale dell’artista, diventando un tributo al lavoro, alla dedizione e alla visione condivisa dall’intera famiglia Affidato e da tutti i collaboratori dell’azienda. Una realtà nata in Calabria e cresciuta negli anni fino a diventare un punto di riferimento dell’artigianato artistico italiano, capace di custodire le radici culturali del territorio e al tempo stesso proiettarle in una dimensione internazionale. “Ricevere questo riconoscimento dalla mia terra ha per me un significato profondo e speciale – ha dichiarato Michele Affidato –. Ogni opera che realizzo nasce da un legame autentico con la Calabria, con la sua storia, la sua identità e le sue tradizioni. Questo premio lo condivido con mia moglie, con i miei figli Vanessa, Emanuela e Antonio e con tutti i miei collaboratori che ogni giorno, con passione, sacrificio e professionalità, contribuiscono alla crescita della nostra azienda. È un riconoscimento che ci incoraggia a continuare a lavorare con lo stesso entusiasmo, promuovendo l’arte orafa italiana e le eccellenze della nostra terra nei più importanti contesti nazionali e internazionali”. Thu, 28 May 2026 14:07:59 +0000 Crotone Lamezia Terme ospita il convegno sulle interstiziopatie polmonari: specialisti da tutta Italia a confronto https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34406-lamezia-terme-ospita-il-convegno-sulle-interstiziopatie-polmonari-specialisti-da-tutta-italia-a-confronto.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34406-lamezia-terme-ospita-il-convegno-sulle-interstiziopatie-polmonari-specialisti-da-tutta-italia-a-confronto.html Sarà Lamezia Terme ad ospitare il prossimo 5 giugno il convegno medico dal titolo “Interstiziopatie Polmonari 2026 – Stato dell’arte e prospettive future”, appuntamento di rilievo scientifico dedicato alle più recenti innovazioni nella diagnosi e nella cura delle patologie polmonari interstiziali. L’evento, articolato in quattro sessioni tra mattina e pomeriggio, riunirà medici, specialisti e ricercatori provenienti da diverse realtà ospedaliere e universitarie della Calabria e di importanti centri nazionali come Roma, Milano e Modena. A presiedere il congresso sarà il dottor Massimo Calderazzo, già Primario del Reparto di Pneumologia dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme. Responsabili scientifici dell’iniziativa i dottori Paolo Gambardella, Primario della Pneumologia lametina, ed Eugenio Arrighi, che introdurranno i temi centrali dell’incontro. Nel corso dei lavori verranno approfonditi i principali aspetti legati all’aumento dell’incidenza delle interstiziopatie polmonari, con particolare attenzione ai progressi delle tecniche diagnostiche innovative e all’approccio multidisciplinare nella gestione della malattia. Spazio anche alle nuove prospettive terapeutiche: dalle più avanzate strategie di medicina personalizzata all’utilizzo di molecole innovative e farmaci antifibrotici, oggi sempre più centrali nel trattamento delle ILD. Obiettivo del congresso sarà inoltre quello di contribuire al miglioramento degli esiti clinici e della qualità della vita dei pazienti affetti da queste patologie respiratorie croniche. Ad aprire la prima sessione sarà il Prof. Girolamo Pelaia, Direttore della Scuola di specializzazione in Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Thu, 28 May 2026 05:07:08 +0000 Catanzaro Mendicino si accende di cultura con “La scuola dei classici 2026”: un festival tra teatro, paesaggio e innovazione narrativa https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34405-mendicino-si-accende-di-cultura-con-la-scuola-dei-classici-2026-un-festival-tra-teatro-paesaggio-e-innovazione-narrativa.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34405-mendicino-si-accende-di-cultura-con-la-scuola-dei-classici-2026-un-festival-tra-teatro-paesaggio-e-innovazione-narrativa.html Mendicino si prepara a vivere una stagione culturale di grande intensità con una rassegna teatrale e artistica che, tra maggio e giugno 2026, attraverserà il centro storico, il Teatro Comunale, il Ridotto del teatro, Palazzo Campagna, l’Anfiteatro Catalano e i percorsi naturalistici del territorio. L’iniziativa è promossa dalla compagnia Porta Cenere, con la direzione artistica di Nat Filice e Mario Massaro, con il patrocinio della Città di Mendicino e il cofinanziamento della Regione Calabria – Dipartimento “La Calabria che incanta”, nell’ambito del Programma Operativo Complementare (POC) 2014-2020. La rassegna si configura come un sistema narrativo diffuso sul territorio, in cui teatro, formazione e paesaggio si intrecciano fino a diventare parti inseparabili della medesima esperienza culturale. Il programma alterna spettacoli, percorsi formativi, incontri con autori, azioni sceniche, con una particolare attenzione a un pubblico sempre più giovane. L’impianto pedagogico è centrale e si traduce in una costante attivazione creativa dei partecipanti. Accanto agli eventi teatrali, trovano spazio giornate di esplorazione del territorio, momenti di osservazione astronomica e interventi di video mapping curati da Giampaolo Palumbo, che trasformano l’architettura storica in superficie dinamica di racconto. Il festival è stato inaugurato l'11 maggio al Teatro Comunale di Mendicino con “Il Giudizio, spettacolo di ombre in cui gli animali processano gli uomini” di Onur Uysal. È un tribunale simbolico in cui la natura prende la parola e accusa l’uomo, ribaltando ogni gerarchia. L’ombra non è decorazione, ma coscienza visiva: un linguaggio primordiale che mette in discussione il presente. Nella stessa giornata, lo spazio si è trasformato in laboratorio con “Karagöz e le Maravigliose Ombre Turche” a cura di Astragali Teatro e Eufonia ETS. Qui il teatro d’ombre è diventato ponte tra culture: la tradizione popolare turca si fa esperienza viva, manuale e collettiva, restituendo alla narrazione la sua funzione originaria di incontro sociale. Sabato 30 maggio 2026 (ore 17.00), al Ridotto del Teatro Comunale prenderà vita la dimensione più fiabesca del festival con “Le avventure di Giovannino” di Elisa Ianni Palarchio. Lo spettacolo racconta le disavventure di un giovane senza paura, figura archetipica dell’infanzia che si confronta con il mondo attraverso ingenuità, coraggio e improvvisazione. Il lavoro è liberamente ispirato alla fiaba di Italo Calvino, ma se ne distacca per assumere una forma viva, mutevole, profondamente relazionale. In scena troviamo una sola attrice, immersa tra i bambini. Non esiste distanza tra palco e platea, perché il racconto si costruisce insieme al pubblico. L’elemento centrale non è la struttura fissa del testo, ma l’improvvisazione continua, alimentata dalle risposte, dalle reazioni e dalla partecipazione attiva dei giovani spettatori. Lo spettacolo ricostruisce una forma antica e insieme radicalmente contemporanea del teatro: quella del racconto davanti al fuoco, quando le storie venivano tramandate oralmente nelle case, diventando strumenti di immaginazione e formazione morale. Il risultato è un’esperienza sempre diversa, irripetibile. È un teatro che si rigenera a ogni parola, che si trasforma nel momento stesso in cui viene pronunciato. Alle ore 18.30 il laboratorio “Il teatro di narrazione per ragazzi” firmato Porta Cenere ridurrà il teatro all’essenza: la voce. Senza scenografia, il racconto diventerà spazio mentale condiviso. Alle ore 20.30 al Teatro Comunale il festival compirà un salto nel mito con “Le Troiane” da Euripide, per la regia di Nat Filice. Le donne di Troia non saranno figure lontane, ma corpi contemporanei della guerra. La giornata del 4 giugno si aprirà alle ore 9.30 al Teatro Comunale con “Favoloso 2” di Antonio Filippelli, che non si limiterà a raccontare fiabe ma costruirà un ponte generazionale. Le storie - tra natura, animali e immaginazione - apriranno domande, mettendo in dialogo immaginazione e realtà. Alle ore 11.00, il laboratorio “Costruire una storia” smonterà e ricomporrà la narrazione come un meccanismo vivo: ogni storia è una macchina emotiva, e ogni partecipante ne diventa ingegnere e narratore. Alle ore 17.30, la Drama School di Cosenza porterà in scena “Sulla strada per OZ”, dove il viaggio di Dorothy diventerà metafora di crescita artistica e personale, attraversando paure, desideri e trasformazioni. Alle ore 19.00 a Palazzo Campagna, il festival entrerà nella sua dimensione più visionaria e poetica con “Antigone – Il sogno della farfalla” di Donatella Venuti. Antigone, interpretata da Maria Milasi, e Polinice/Eteocle di Americo Melchionda, abitano un mondo mentale instabile, dove la memoria è alterata e le identità si dissolvono. . Il mito diventerà psiche, la tragedia diventerà allucinazione lucida. La domanda finale resterà sospesa: è possibile una città senza dolore? Alle ore 20.30, lo stesso Palazzo Campagna si trasformerà in superficie luminosa con “Architetture”, intervento di video mapping a cura di Giampaolo Palumbo che riscriverà lo spazio storico attraverso la luce, trasformando la pietra in racconto. Il 5 giugno (ore 11.00) al Teatro Comunale, Paolo Capodacqua porterà in scena “Bianchi, Rossi, Gialli e Neri”. Un progetto ispirato a Rodari che rifiuta ogni semplificazione infantile e restituisce alla parola poetica la sua complessità musicale. Alle ore 12.00, il laboratorio “Raccontare in musica” esplorerà il punto esatto in cui il suono diventa narrazione. Alle ore 17.00, “Le avventure di un pulcino nel cosmo” aprirà un universo narrativo dove il viaggio interstellare diventa metafora della curiosità infantile e della scoperta del mondo. Alle ore 21.00 all’Anfiteatro Catalano, Debora Caprioglio indosserà i panni di Artemisia Gentileschi in “Non fui gentile, fui Gentileschi”. Un monologo che attraversa violenza, arte e autodeterminazione, restituendo alla pittura il valore di sopravvivenza. Alle ore 22.30, il borgo si riscriverà nella luce con il video mapping di Giampaolo Palumbo, “Raccontare il borgo con la luce”. Il 12 giugno (ore 16.30), il centro storico diventerà percorso con “Tra cielo e pietra”. Con il trekking urbano guidato ogni strada sarà un racconto, ogni salita una trasformazione. Alle ore 20.30 all’Anfiteatro Catalano, Pippo Franco porterà in scena “Il grande viaggio: il suono e la parola”, un’esperienza che fonde comicità e filosofia, leggerezza e profondità, fino a far emergere il teatro come strumento di disvelamento. Alle ore 22.00, la notte si aprirà al cielo con l’osservazione astronomica: il borgo si spegnerà per accendersi altrove, nell’infinito. Il 13 giugno 2026 (ore 16.30), “Monte Cocuzzo: la montagna che guarda il mare” condurrà il pubblico in una delle esperienze più immersive del festival: il paesaggio diventerà narrazione verticale, dalla terra al cielo. Alle ore 21.00, l’osservazione astronomica trasformerà la cima in osservatorio naturale: il teatro qui non avrà palco, perché sarà l’universo stesso a recitare. Il 17 giugno (ore 17.00), il “Living lab per il patrimonio culturale” trasformerà il centro storico in laboratorio: gli spettatori diventeranno parte del processo di valorizzazione del borgo. Alle ore 21.00 all’Anfiteatro Catalano, Paola Quattrini sarà protagonista de “Il potere di un no”, la storia di Franca Viola sulla rivoluzione civile contro il matrimonio riparatore e il delitto d’onore. Alle ore 22.30, la luce tornerà a scrivere le architetture con il video mapping notturno. Il 20 giugno 2026, il gran finale: emozioni, poesia e stelle. Alle ore 18.00 al Teatro Comunale di Mendicino, “Il timone e il vento” costruirà un William Shakespeare emotivo e contemporaneo: amore, rabbia, dolore e stupore diventeranno forze vive che guidano e travolgono i personaggi. Alle ore 21.00 all’Anfiteatro Catalano, Giorgio Colangeli darà voce a Dante in “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, accompagnato da Tommaso Cuneo. Il Purgatorio si trasformerà così in esperienza sonora e poetica, tra parola recitata e improvvisazione musicale. Alle ore 22.30, il festival troverà il suo ultimo respiro nel video mapping finale: le architetture si dissolveranno e si ricomporranno in un ultimo respiro di luce. Il borgo si concederà una pausa dopo aver raccontato sé stesso. Come se la pietra stessa trattenesse ancora la voce degli spettacoli appena conclusi, e il silenzio non fosse assenza ma eco viva, una memoria che continuerà a vibrare sotto la superficie della notte.   Thu, 28 May 2026 05:05:26 +0000 Cosenza “Giornata dedicata all’Affettività”: emozioni, confronto e inclusione all’IIS “Leonardo” di Giarre https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34404-giornata-dedicata-all-affettivita-emozioni-confronto-e-inclusione-all-iis-leonardo-di-giarre.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34404-giornata-dedicata-all-affettivita-emozioni-confronto-e-inclusione-all-iis-leonardo-di-giarre.html Si è svolta, presso l’aula magna dell’IIS “Leonardo” di Giarre, la “Giornata dedicata all’Affettività”, iniziativa educativa e sociale, promossa dall’ istituto “Leonardo”, in collaborazione con l’associazione Rinascendo ODV, nell’ambito del progetto “Arti di ogni Genere”. L’evento ha coinvolto studenti delle terze e prime classi, in un’esperienza interattiva con momenti di riflessione e partecipazione sui temi dell’affettività, del rispetto reciproco, della gestione delle emozioni e della prevenzione della violenza. La dirigente scolastica, dott.ssa Tiziana D’Anna, ha sottolineato l’importanza di creare spazi di ascolto e dialogo all’interno della scuola, mentre la presidente di Rinascendo ODV, dott.ssa Angela Leonardi, ha evidenziato il valore educativo del progetto nel promuovere relazioni sane e consapevoli tra i giovani. «La scuola – ha dichiarato la dirigente scolastica Tiziana D’Anna – non è soltanto luogo di formazione didattica, ma anche spazio di crescita umana ed emotiva. Iniziative come questa rappresentano un’opportunità preziosa per aiutare i ragazzi a sviluppare consapevolezza, rispetto e capacità di ascolto, elementi fondamentali per costruire relazioni sane e contrastare ogni forma di violenza». «Attraverso il nostro contributo – ha affermato la presidente di Rinascendo ODV Angela Leonardi – vogliamo offrire ai giovani strumenti concreti per riconoscere e vivere le emozioni in modo autentico e rispettoso. Educare all’affettività significa promuovere inclusione, empatia e cultura del dialogo, creando una comunità più attenta ai bisogni dell’altro». Numerosi gli interventi che hanno arricchito la mattinata. La dott.ssa Angela Leonardi ha guidato gli studenti in una riflessione sul significato dell’affettività e sul valore terapeutico del contatto umano, presentando il tema “La Terapia degli Abbracci”. La dott.ssa Irene Ferrara ha affrontato il delicato argomento “Le Radici della Violenza”, offrendo spunti di analisi e confronto particolarmente apprezzati dagli studenti. L’avvocata Enrica Cristaldi ha invece approfondito gli aspetti giuridici legati alla violenza, sensibilizzando i presenti sull’importanza della tutela dei diritti e della legalità e si è soffermata sul tema della libertà. Grande partecipazione anche durante i laboratori condotti da Marika e Valeria, esperte di clownterapia, che hanno coinvolto gli studenti in attività di alfabetizzazione emotiva, giochi interattivi e momenti di condivisione, presentando anche la preziosa attività di volontariato, svolta presso gli ospedali e i reparti pediatrici catanesi. Particolarmente significativo è stato “Il Muro delle Emozioni”, spazio partecipativo in cui gli studenti hanno potuto esprimere liberamente i loro stati d’ animo, trasformando le emozioni in gesti e parole. Il progetto ha rappresentato un’importante esperienza educativa e formativa, capace di coinvolgere i ragazzi non soltanto sul piano delle conoscenze, ma in particolare su quello umano, relazionale ed emotivo. Attraverso attività diverse, linguaggi artistici molteplici ed esperienze concrete, gli studenti hanno avuto la possibilità di riflettere su temi fondamentali. Proprio grazie alla possibilità di esprimersi attraverso forme artistiche differenti, gli studenti hanno inoltre realizzato manifesti ed elaborati creativi, dedicati al tema del rispetto e contro la violenza sulle donne, in mostra negli spazi antistanti l’aula magna.  I lavori hanno rappresentato un’importante testimonianza della sensibilità, della partecipazione e della capacità di riflessione, maturata dai ragazzi durante il percorso progettuale. L’intero percorso è stato pensato come un vero e proprio “compito di realtà”, nel quale i ragazzi hanno potuto apprendere valori importanti attraverso l’esperienza diretta. Proprio perché vissute in prima persona, le attività sono risultate più efficaci nel favorire la partecipazione, la riflessione e la consapevolezza emotiva. Esperienze di questo tipo, infatti, aiutano gli studenti non solo a ricordare meglio ciò che hanno vissuto, ma anche ad elaborarlo in maniera più profonda e significativa nel tempo. Il parterre è stato impreziosito dalla presenza dei piccoli ospiti del Centro Antiviolenza il “Bucaneve”, guidati dalla vicepresidente suor Rosalba La Pegna, che insieme ai volontari dell’associazione Rinascendo, hanno preso parte al progetto “Arti di ogni Genere”, contribuendo a rendere ancora più significativo il messaggio di inclusione, accoglienza e solidarietà promosso durante la giornata. Attraverso momenti di condivisione, esperienze artistiche, attività laboratoriali e occasioni di incontro con realtà del volontariato, gli studenti hanno avuto la possibilità di sperimentare il valore dell’ascolto, dell’inclusione e della partecipazione attiva. In questo senso, il progetto si inserisce pienamente in un percorso educativo orientato allo sviluppo di cittadini consapevoli, equilibrati e capaci di vivere la propria realizzazione personale anche in una dimensione sociale e collettiva. L’esperienza conclusiva ha quindi rappresentato non solo il momento finale di un percorso articolato, ma anche un’occasione concreta per seminare nei ragazzi valori, sensibilità e consapevolezze che potranno maturare nel tempo e accompagnarli nel loro percorso di crescita personale e relazionale. Thu, 28 May 2026 05:03:35 +0000 Catania CIHEAM Bari a Women & the City con un panel dedicato alla cooperazione mediterranea https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34403-ciheam-bari-a-women-the-city-con-un-panel-dedicato-alla-cooperazione-mediterranea.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34403-ciheam-bari-a-women-the-city-con-un-panel-dedicato-alla-cooperazione-mediterranea.html Anche il CIHEAM Bari sarà tra i partecipanti della prima edizione pugliese di Women & the City, il festival nazionale dedicato ai temi della leadership femminile, della sostenibilità e dell’innovazione sociale che, dopo quattro edizioni a Torino, approda per la prima volta a Bari. Nell’ambito del festival, la sede italiana del CIHEAM organizza il panel Donne, agricoltura e sviluppo dei territori, in programma sabato 30 maggio 2026, dalle ore 9.00 alle 10.30, in Piazza del Ferrarese, Bari. La tavola rotonda riunisce rappresentanti istituzionali, accademici e ricercatori del Bacino mediterraneo. L’occasione è il lancio di una strategia di cooperazione mediterranea che intreccia politiche alimentari urbane, ruolo delle donne in agricoltura e sviluppo sostenibile dei territori: tematiche al cuore della missione del CIHEAM Bari. La partecipazione dell’Istituto si inserisce coerentemente nel quadro delle attività di valorizzazione e disseminazione istituzionale, in un contesto di elevato profilo che vede il coinvolgimento di interlocutori strategici quali Regione Puglia e Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), riconfermando la centralità del proprio ruolo nella promozione del dialogo euromediterraneo e nella costruzione di modelli di sviluppo fondati su cooperazione, inclusione e sostenibilità. Il 2026, proclamato anno internazionale delle donne agricoltrici, rappresenta inoltre un’occasione significativa per rilanciare il dibattito sul contributo delle donne nei processi di innovazione agricola, rigenerazione territoriale e sviluppo sostenibile nel Mediterraneo. Interverranno Aurela Saliaj, rettrice dell’Università di Valona “Ismail Qemali” in Albania, Marta Collu della vice direzione AICS, Eva Ziedan, ricercatrice ed esperta di patrimonio culturale e sviluppo comunitario e membro del Mediterranean Women Mediators Network, Francesco Paolicelli, assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale, Damiano Petruzzella, funzionario del CIHEAM Bari, Gaetano Frulli, presidente della Nuova Fiera del Levante, e Rita Tamborrino, presidente di Coldiretti Donne Puglia. A moderare l’incontro sarà la giornalista e Wine & Food Expert Antonella Millarte. Thu, 28 May 2026 05:01:15 +0000 Bari A Castrovillari la XXVI edizione di Primavera dei Teatri https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34402-a-castrovillari-la-xxvi-edizione-di-primavera-dei-teatri.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34402-a-castrovillari-la-xxvi-edizione-di-primavera-dei-teatri.html Prosegue a Castrovillari la XXVI edizione di Primavera dei Teatri, confermandosi come uno dei principali spazi di osservazione e sperimentazione della scena contemporanea italiana. Il festival continua a interrogare il rapporto tra arte e realtà, mettendo al centro opere e processi capaci di attraversare le contraddizioni del presente. Tra creazioni sceniche, percorsi di ricerca e momenti di confronto pubblico, Primavera dei Teatri rinnova la propria vocazione a essere luogo di prossimità culturale, ascolto e costruzione di pensiero collettivo. Di seguito gli appuntamenti in programma per venerdì 29 maggio. 10.30 | Giardino Emi’s Bakery  I festival teatrali del ‘900 Oltre, libri  A cura di Monica Cristini e Arianna Frattali   I festival teatrali hanno assunto un ruolo decisivo nella storia dello spettacolo contemporaneo, contribuendo a ridefinire le modalità di produzione, fruizione e trasmissione del teatro e aprendo un dialogo fecondo tra maestri riconosciuti, giovani artisti, studiosi e comunità locali. I contributi qui raccolti intrecciano prospettive storiche, estetiche, socioantropologiche e organizzative, evidenziando come la formula festivaliera sia diventata un dispositivo culturale capace di rinnovare lo spazio scenico e di favorire una più profonda penetrazione del teatro nel corpo sociale. Il volume offre dunque una riflessione corale sul valore dei festival come crocevia di linguaggi e catalizzatori di processi creativi, ma anche come spazi in cui il pubblico diventa parte attiva di un dialogo più ampio che attraversa i territori dell’arte, della politica e della vita sociale. Un invito a ripensare il festival non soltanto come evento, ma come esperienza culturale capace di incidere nel presente e di immaginare il futuro del teatro.   11:30 | Giardino Emi’s Bakery  Oltre, incontro Rotte di terra  BINOCOLO / diritto di regia Con l’avv. Iazeolla, Dario De Luca, Saverio La Ruina, Roberto Rustioni e Mario Perrotta A cura di R.A.C.   Con Rotte di terra, R.A.C. prosegue gli appuntamenti di Rotte imperfette - Esercizi di orientamento tra etica e pratiche della regia contemporanea, un ciclo di incontri ed eventi per discutere e partecipare attivamente a un approccio etico, consapevole e rispettoso alla regia teatrale. Le nostre rotte sono imperfette, ma perfettibili: per questo è essenziale continuare a formarsi e confrontarsi. A Primavera dei Teatri approfondiremo temi caldi come under 35 & parità di genere, il rapporto tra regia e realtà, e la formazione registica in Italia, con un focus sul “diritto di regia” a cura dell’Avv. Giovanbattista Iazzeolla, primo presidente di R.A.C.   18.45 | Teatro Vittoria Qualcuno, nessuno, centomila. Pirandello in loop  Teatro – Prima Nazionale    Regia: Mario Perrotta  Con: Paola Roscioli, Dalila Cozzolino  Drammaturgia: Mario Perrotta, Dalila Cozzolino  Da: Luigi Pirandello  Produzione: Permàr Compagnia Mario Perrotta   L’interesse di Mario Perrotta per Luigi Pirandello è un rapporto antico, viscerale, quasi inevitabile. Un legame che affonda le radici nella formazione filosofica di Perrotta e nel suo stesso debutto sulle scene, e che negli anni si è trasformato in un dialogo vivo, necessario, capace di rinnovarsi a ogni incontro con il presente. Questa relazione artistica trova oggi una nuova forma e una rinnovata energia nello spettacolo Qualcuno, nessuno, centomila. Pirandello in loop, che si configura come un’indagine teatrale intensa e attuale sul tema dell’identità. Al centro, la molteplicità delle maschere che ciascuno indossa per esistere, una riflessione che, se nel Novecento aveva un carattere rivoluzionario, oggi trova una risonanza ancora più potente nell’epoca digitale. I social media amplificano all’infinito questo gioco di travestimenti, generando un loop continuo di rappresentazioni di sé e trasformando la rete in una zona franca in cui è possibile essere, contemporaneamente, qualcuno, nessuno e centomila. Ma lo spettacolo non si limita a tradurre Pirandello in chiave contemporanea. Si costruisce piuttosto su uno slittamento continuo tra piani diversi: tra teatro e vita, tra finzione e realtà, tra i personaggi pirandelliani e le nostre esperienze quotidiane. Figure come Enrico IV, L’uomo dal fiore in bocca, Ciampa de Il berretto a sonagli, il Signor Mostarda di Uno, nessuno, centomila non vengono semplicemente evocati, ma interrogati nella loro capacità di parlarci ancora oggi. Cosa resta delle loro inquietudini? Quanto ci appartengono le loro fratture interiori? In questo attraversamento, le intuizioni di Pirandello si rivelano ancora vive e necessarie: mettono in crisi l’idea di un io stabile, mostrando invece un’identità fragile, plurale, continuamente ridefinita nello sguardo degli altri. Lo spettacolo si muove proprio dentro questa instabilità, senza offrire risposte né soluzioni, ma scegliendo di osservare — qua-si spiare — le nostre abitudini più quotidiane. È lì, nei gesti ripetuti e apparentemente innocui, che si manifesta forse una nuova incrinatura: una frattura sottile nel rapporto tra noi stessi e il mondo.   20.15 | Teatro S. Girolamo  KR70M16 – Naufrago senza nome Teatro   Scritto, diretto e interpretato da: Saverio La Ruina  Con: Cecilia Foti e Dario De Luca  Musiche originali: Gianfranco De Franco  Disegno luci e illustrazione: Dario De Luca  Luci e audio: Daniele Nocera  Costumi: Cecilia Foti  Responsabile allestimento: Giovanni Spina  Assistente alla regia: Rosy Parrotta  Organizzazione: Egilda Orrico  Amministrazione: Tiziana Covello  Produzione: Scena Verticale   Una nuova scrittura che continua il lavoro di scavo dentro le ferite aperte della Storia, sul fronte reale, concreto, delle Differenze là dove il Mediterraneo restituisce corpi senza vita, nomi cancellati, storie spezzate. Senza rinunciare all’ironia, l’autore ci presenta l’incontro in un cimitero tra una vittima della migrazione clandestina e una della shoah in una dimensione visionaria e surreale. Fin dal titolo, dove «KR» indica la provincia, «70» il settantesimo ritrovamento, «M» che si tratta di un maschio e «16» l’età, il lavoro porta l’attenzione su quanto è difficile l’esercizio della memoria storica, quanto è facile ricordare i vincitori, arduo dare una voce agli sconfitti. Dietro ogni naufragio c’è un nome che non verrà mai inciso su una lapide e senza un corpo su cui piangere non ci può essere l’elaborazione del lutto, come ci insegna la struggente supplica di Priamo, re di Troia, quando chiede ad Achille la restituzione del corpo del figlio Ettore. L’insulto finale è la cancellazione dell’identità, quella appunto che reclama KR70M16.   21:45 | Teatro Sybaris  Nada del amore me produce envidia Teatro – Prima Nazionale   Di: Santiago Loza  Regia: Roberto Rustioni  Con: Silvia D’Amico  Dramaturg e sound design: Gabriele Gerets Albanese  Traduzione: Francesco Fava  Produzione: Compagnia Mauri/Sturno Testo inedito per l’Italia   Secondo me il vestito era perfetto, non c’ erano difetti, era tra le cose migliori che avevo creato con le mie mani…allora ho alzato lo sguardo ,perché ero chinata, e dal basso mi son scappate le parole: “ma perchè?”...”perché?”…mi ascoltavo mentre domandavo insolente, c’era un silenzio di tomba… ero pentita, giuro che ero pentita della domanda, però ormai era troppo tardi, le parole mi erano scappate di bocca e Libertad, stringendo gli occhi nel silenzio, sussurrò: ”non mi convince, al massimo potrebbe essere un vestito per la Duarte.” Questo è quello che mi sembra di aver sentito. Era meglio se mi mordevo la lingua fino a farla sanguinare pur di non parlare, restare mutilata delle mie parole. Poi lei ha lasciato cadere il viso, in quel modo, di lato, come fa nei film quando si prepara a cantare, come se stesse per svenire. Non completamente, un semi svenimento, uno svenimento  che si ferma a metà strada. Era dalla profondità di quel corpo quasi abbandonato che usciva la sua voce.  Da NADA DEL AMOR ME PRODUCE ENVIDIA di Santiago Loza                        Nada del amor me produce envidia è una leggenda metropolitana, una favola dark che sfiora un pezzo di storia argentina del’900,e che, attraverso la scrittura poetica e leggera di Santiago Loza, prende un respiro universale. La protagonista è una sarta di quartiere dalle mani di fata che crea abiti unici. È la storia di una donna umile che scopriamo nella sua assoluta solitudine, una voce che narra e canta, ma una voce di solito abituata a tacere. La sarta ammira Libertad Lamarque - attrice, cantante, acclamata diva argentina - canta le sue canzoni, la imita, la idolatra. La vita le offre l’opportunità di realizzare un abito da ballo per la star, ma un’altra figura importante dell’epoca reclama il vestito: Eva Peron. Evita, la patria. Quell’abito speciale è conteso da Libertad ed Evita: per chi non ha mai avuto scelta, è arrivato il momento di scegliere. Nada del amor me produce envidia è un monologo che ha un tono da melò commovente e divertente al tempo stesso, in una struttura da teatro musicale minimalista. Sento che nel testo c’è anche una qualità politica forte. La sarta prende una decisione sorprendente. Solo una minuscola presa di coscienza intorno a se stessa all’inizio, un fugace momento di lucidità che acquista sempre piu’ forza e fa emergere una consapevolezza che ha a che fare con la tragedia forse: le sue piccole parole ed i suoi umili gesti esplodono in un fuoco vitale che consuma tutto. Il potere da un lato e la sua dignità (tragica) dall’altra parte. In questo percorso mi accompagneranno Silvia D’Amico, che andrà ad interpretare la protagonista della pièce - il testo è inedito per l’Italia -, insieme a Gabriele Gerets Albanese, autore delle musiche e del tappeto sonoro. Andremo a costruire un panorama musicale contemporaneo in cui la tradizione argentina non è ricostruita ma rilavorata: il tango, la cumbia, la cultura popolare restano come radici vive da cui attingere timbri e memorie, che si innestano su una scrittura elettronica dinamica ed attuale dove il suono e la voce cantata si collocano in uno spazio presente e non museale.                                                                                                                                                       (Roberto Rustioni)   Quando ho cominciato a scrivere per il teatro, ho scritto subito un monologo. Questo tipo di scrittura per una voce sola è molto naturale e stimolante per me, è qualcosa che continuo a scoprire e non mi esaurisco. Sono attratto dall’apparizione di quella voce, così posso seguirla ed accompagnarla. C’è qualcosa di piacevole in questo, e di doloroso anche. Quello che intendo è che c’è molta intensità una volta che quella voce appare. In genere, quello che mi interessa è una certa area vulnerabile dei personaggi, una certa fragilità o esposizione emotiva. Mi piace dipingere quadri di piccole dimensioni, mondi molto concentrati.                                                                                                                                                            (Santiago Loza)   23:00 | Emi’s Bakery La mia casa sei tu Bonzo e Belmonte Terre da ascoltare   Bonzo e Belmonte iniziano a suonare insieme alla fine del 2021 anche se si conoscono da quando il presidente era ancora Carlo Azeglio Ciampi. I primi concerti li vedono protagonisti in serata nei principali locali di Cosenza. Nel 2024 esordiscono nel panorama musicale discografico con Sugo, il loro primo disco. Si rifanno ad artisti come Nirvana, Squallor, Weezer, Mario Biondi, Elio e le storie tese. Nel gennaio del 2025 esce il singolo La mia casa sei tu. Bonzo e Belmonte vantano concerti in tutta Italia, condividendo il palco con artisti come Piotta, wepro e Nico Arezzo. Con Nico Arezzo nasce una collaborazione nel suo secondo disco Non c’è fretta, nella traccia Terapia d’urlo che li porta fino al palco del concertone del Primo Maggio 2026 a Roma. Attualmente sono al lavoro sul loro secondo album, un progetto che promette di segnare un ulteriore passo avanti nel loro percorso artistico… e, perché no, magari anche verso la strada per diventare miliardari. Thu, 28 May 2026 04:59:18 +0000 Cosenza Al Castello Carlo V la mostra pittorica di Francesca Mele fra memoria e identità https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34400-al-castello-carlo-v-la-mostra-pittorica-di-francesca-mele-fra-memoria-e-identita.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34400-al-castello-carlo-v-la-mostra-pittorica-di-francesca-mele-fra-memoria-e-identita.html Il Castello Carlo V ospita “Ricomincio da qui: la mia terra”, mostra personale di Francesca Mele L’Associazione MULTITRACCE APS è lieta di presentare “Ricomincio da qui: la mia terra”, mostra pittorica personale dell’artista Francesca Mele, in programma presso il Castello Carlo V di Crotone dal 31 maggio al 26 giugno 2026. L’inaugurazione della mostra si terrà domenica 31 maggio alle ore 18:00 negli spazi del Castello. L’esposizione rappresenta un ritorno simbolico e artistico dell’autrice alla propria terra d’origine attraverso un percorso pittorico intenso ed emotivo, fatto di memoria, identità, paesaggi interiori e ricerca personale. Nata in provincia di Crotone, Francesca Mele si forma artisticamente a Firenze, dove frequenta l’Istituto d’Arte per la Ceramica e sviluppa la propria esperienza tra decorazione e pittura, collaborando con laboratori e maestri del territorio fiorentino. Negli anni successivi prosegue il proprio percorso di ricerca artistica approfondendo una pittura gestuale ed emotiva, caratterizzata da una forte attenzione alla luce, al colore e all’espressività della figura umana. Le opere in mostra attraversano temi legati alla trasformazione, alla memoria e all’identità femminile, sviluppando un linguaggio pittorico intenso e materico capace di muoversi tra figurazione e dimensione emotiva. La mostra raccoglie visioni, paesaggi e frammenti interiori che dialogano con gli spazi storici del Castello Carlo V, creando un incontro suggestivo tra arte contemporanea e patrimonio storico della città. L’iniziativa nasce anche come naturale prosecuzione del percorso avviato con il “Premio Castello 2025”, all’interno del quale Francesca Mele ha ricevuto il Premio Popolare assegnato dal pubblico. La mostra rappresenta quindi non solo un’importante occasione espositiva per l’artista, ma anche la volontà di MULTITRACCE APS di valorizzare concretamente i percorsi artistici emersi durante le attività culturali promosse al Castello. “Ricomincio da qui: la mia terra” vuole essere un’esperienza immersiva capace di parlare al passato, al presente e al futuro attraverso la forza evocativa della pittura e il legame profondo con il territorio. Informazioni: Mostra: “Ricomincio da qui: la mia terra” Artista: Francesca Mele Luogo: Castello Carlo V – Crotone Periodo: dal 31 maggio al 26 giugno 2026 Inaugurazione: domenica 31 maggio ore 18:00 Wed, 27 May 2026 05:14:53 +0000 Crotone I rischi dell’amore. Ieri un convegno, oggi un libro https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34399-i-rischi-dell-amore-ieri-un-convegno-oggi-un-libro.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34399-i-rischi-dell-amore-ieri-un-convegno-oggi-un-libro.html In principio fu un convegno, accaduto nel settembre 2025, celebrato nel reggino Palazzo Alvaro. Poi, quel convegno, divenne libro. E quel libro, titolato “I rischi dell’amore”, proprio come quel convegno, pubblicato da Città del Sole Edizioni e curato da Eva Gerace Gemelli, venerdì 29 maggio 2026, alle ore 17,30, verrà presentato a Spazio Open, in via dei Filippini e in cima al tapis roulant. Relazionerà Francesco Idotta, docente e scrittore. Modererà Ilda Tripodi, giornalista. Parteciperanno Annarita Scarfone e Arturo Callegari. Sarà l’occasione per tentar di ragionare attorno all’amore, vincolo arcano che dall’alba dei tempi sostiene la vita, ispira poeti, scrittori, musicisti e pittori, così come gli studiosi. L’amore, ordito sottile come la trama stessa della vita, che si manifesta in forma celebrata ogni giorno con rinnovato incanto. Un’utile, tenera, concreta occasione, insomma, per guardare alla vita con gli occhi dell’amore. Wed, 27 May 2026 05:11:53 +0000 Reggio Calabria Turismo accessibile, a Cerignola un laboratorio per famiglie, associazioni e imprese https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/34398-turismo-accessibile-a-cerignola-un-laboratorio-per-famiglie-associazioni-e-imprese.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/34398-turismo-accessibile-a-cerignola-un-laboratorio-per-famiglie-associazioni-e-imprese.html Ti fa male un ginocchio e rinunci a partire? Sei in sedia a rotelle e ogni vacanza diventa un percorso a ostacoli? La vista o l’udito iniziano a tradirti e viaggiare diventa complicato? Assisti una persona cara e non riesci più a ritagliarti un’esperienza realmente serena? Oppure hai un’attività, organizzi eventi o gestisci un locale e vuoi capire come renderli davvero accessibili a tutti? Da queste domande concrete partirà il laboratorio del progetto “L’A.L.V.E.A.R.E. – Accompagnare Lentamente Valorizzando Esperienze Antiche e Rievocando Emozioni”, in programma giovedì 28 maggio alle 10.00 e alle 16.00 presso lo Spazio Aperto/CERCAT di Cerignola. L’iniziativa rientra nel progetto regionale dedicato al turismo accessibile promosso dall’ATS composta da 24 partner pugliesi con capofila ESCOOP – European Social Cooperative e punta a costruire una rete territoriale capace di trasformare l’accessibilità in una concreta opportunità sociale ed economica per la Puglia. L’obiettivo è chiaro: creare un territorio più inclusivo, ma anche più competitivo, pronto ad accogliere un numero crescente di persone che oggi cercano strutture, servizi, eventi ed esperienze realmente accessibili. Secondo i promotori, il turismo accessibile non riguarda soltanto la disabilità, ma un pubblico molto più ampio: persone anziane, famiglie, caregiver, persone con difficoltà temporanee o esigenze specifiche. Un segmento in forte crescita che rappresenta oggi una nuova domanda turistica e nuove opportunità per operatori, attività commerciali, strutture ricettive, associazioni e territori. “Vogliamo costruire una rete concreta tra famiglie, imprese, associazioni e operatori affinché il turismo accessibile diventi una reale opportunità di crescita sociale ed economica per tutto il territorio”, dichiara Pasquale Panico, presidente di ESCOOP e capofila dell’ATS. La giornata si aprirà alle 10.00 con la conferenza stampa istituzionale alla presenza del sindaco di Cerignola Francesco Bonito, della vicesindaca e assessora al Welfare Maria Dibisceglia, del sindaco di Zapponeta Vincenzo Riontino e del garante regionale dei diritti delle persone con disabilità Antonio Giampietro. Seguiranno i workshop partecipativi curati dalla Cooperativa Sociale L’Integrazione e dalla Cooperativa Sociale Aliante, dedicati ai temi dell’accoglienza inclusiva, dell’accessibilità e delle nuove prospettive del turismo per tutti. L’invito è rivolto a famiglie, associazioni, operatori turistici, ristoratori, gestori di locali, professionisti, imprese e cittadini interessati a comprendere come il turismo accessibile possa diventare una nuova leva di sviluppo per il territorio.   Wed, 27 May 2026 05:09:33 +0000 Foggia UnArchive Forum; crocevia internazionale del riuso delle immagini https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34397-unarchive-forum-crocevia-internazionale-del-riuso-delle-immagini.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34397-unarchive-forum-crocevia-internazionale-del-riuso-delle-immagini.html Oltre 200 professionisti accreditati da tutto il mondo tra archivi, autori, produzione cinematografica, ricerca e industria culturale per la prima edizione del Forum di UnArchive Found Footage Fest A poche ore dall’apertura della prima edizione di UnArchive Forum – The Image Reuse Ecosystem, la nuova piattaforma professionale internazionale nata al fianco di UnArchive Found Footage Fest, emergono i numeri di una partecipazione che conferma immediatamente la portata strategica del progetto: oltre 200  professionisti accreditati, provenienti da più di 18 paesi, si incontreranno all'Orto Botanico di Roma dal 27 al 29 maggio 2026, trasformando la Capitale in uno dei principali punti di riferimento internazionali per il riuso creativo delle immagini d’archivio. Nato dall’esperienza e dal patrimonio di relazioni di UnArchive Found Footage Fest, che giunge alla sua quarta edizione, il Forum rappresenta il primo evento professionale internazionale interamente dedicato all’ecosistema del riuso delle immagini d'archivio e mette per la prima volta in dialogo archivi, cineaste e cineasti, artisti, produttori, broadcaster, studiosi, archive producer, commissioning editor, distributori e operatori culturali impegnati nella valorizzazione e reinterpretazione del patrimonio filmico.  I dati emersi dagli accrediti restituiscono il profilo di un evento già fortemente internazionale: circa il 30% dei partecipanti proviene dall’estero, con rappresentanti principalmente da Regno Unito, Francia, Spagna, Stati Uniti, Polonia, Germania, Svizzera, Paesi Bassi, Québec/Canada, Argentina. Particolarmente significativa anche la composizione professionale del Forum. Il gruppo più numeroso è quello dell’area creativa e autoriale, per circa il 40% filmmaker, artisti, musicisti, montatori, performer e visual artist, tra cui figure di rilievo internazionale come  Bill Morrison, Sierra Pettengill e Tomasz Wolski. Forte anche la presenza del comparto industry, per circa il 30%, con produttori, archive producer, executive e responsabili acquisizioni provenienti da realtà come ARTE, Rai Documentari, Bibi Film, Taskovski Films e Light Cone. Il Forum vede anche una rilevante partecipazione di archivi, istituzioni culturali e festival internazionali (30%) tra cui British Film Institute, l’olandese Beeld and Geluid, la Cinémathèque Quebecoise, DOK-Leipzig e DocsBarcelona, oltre alla presenza delle quattro cineteche romane che, per la prima volta insieme promuovono l’evento: AAMOD, Archivio Luce, Rai Teche, Cineteca Nazionale. Importante anche la componente accademica, con studiose, studiosi e ricercatori provenienti da università italiane e internazionali (Università Roma Tre, Università di Macerata, University of California, Berkeley e The University of Texas at Austin). Il Forum - diretto da Luca Ricciardi per AAMOD e coordinato da Joana de Freitas Ginori e Lorenzo Spinelli - nasce per rispondere a una trasformazione ormai evidente nel panorama audiovisivo contemporaneo: il riuso delle immagini d’archivio è una pratica sempre più centrale nella produzione audiovisiva, dal documentario alle arti visive, dal cinema di finzione alla serialità, alle produzioni museali, all’arte pubblica. Mancava tuttavia uno spazio capace di mettere in relazione tutti gli attori dell'ecosistema. In questo senso, UnArchive Forum si propone come luogo permanente di confronto internazionale sulle sfide artistiche, produttive, tecnologiche ed etiche legate alla memoria audiovisiva, alla riattivazione degli archivi, alle sfide della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale. Cuore dell’iniziativa le sessioni di Project Amplifier e Pitching the Archive, che vedono sul palco progetti di film in sviluppo e alcuni dei più importanti archivi audiovisivi europei, insieme a panel, tavole rotonde, case studies e spazi dedicati al networking professionale.   A moderare i pitch due figure d’eccezione: il regista e intellettuale Eyal Sivan e la studiosa e artista Rossella Catanese. Con questa nuova iniziativa, UnArchive Found Footage Fest amplia ulteriormente il proprio raggio d’azione, consolidandosi non solo come festival internazionale di riferimento per il cinema di found footage, ma anche come piattaforma culturale capace di connettere preservazione, creatività, ricerca e industria audiovisiva su scala globale. UnArchive Forum è ideato e prodotto dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD), con l’Associazione EIKON, in coproduzione con Archivio Luce  e in collaborazione con CSC - Cineteca Nazionale e Rai Teche; con la collaborazione dell’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo Rifiuti del Comune di Roma, del Polo Museale Sapienza Cultura – sezione Orto Botanico, di Doc/it, di Archive Producer Italia; con il sostegno di APA - Associazione Produttori Audiovisivi; con il patrocinio del Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, della Fédération Internationale des Archives du Film (FIAF), di CNA-Cinema e Audiovisivo; con il patrocinio gratuito della Fondazione Roma Lazio Film Commission, Con la partecipazione di ArchiveON, Mnemonica, Regesta.exe, Archives for education, L’Immagine Ritrovata. Media Partnership Rai Cultura, Radio Tre. Tue, 26 May 2026 15:09:40 +0000 Arte Scenica Festival 2026: Vittoria è già diventato un palcoscenico internazionale tra circo contemporaneo, teatro e musica https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34395-scenica-festival-2026-vittoria-e-gia-diventato-un-palcoscenico-internazionale-tra-circo-contemporaneo-teatro-e-musica.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34395-scenica-festival-2026-vittoria-e-gia-diventato-un-palcoscenico-internazionale-tra-circo-contemporaneo-teatro-e-musica.html Il primo weekend di Scenica Festival 2026 ha trasformato Vittoria in un grande teatro a cielo aperto tra spettacoli di circo contemporaneo, musica, teatro e teatro di figura diffusi tra piazze, chiostri, palazzi storici e teatri. La XVIII edizione del festival proseguirà fino al 31 maggio con anteprime nazionali, produzioni originali e ospiti internazionali. Si riparte martedì 26 maggio alle 20.30 al Teatro Vittoria Colonna con il Santa Briganti Lab e “Che cos’è l’amor?”, regia di Peppe Macauda con 30 adolescenti in scena che frequentano il laboratorio annuale di teatro di Santa Briganti, liberamente tratto da "Like Alcestis" di Rosario Palazzolo. Mercoledì 27 maggio spazio all’anteprima nazionale dei vincitori di Scenicall 2026: la Compagnia Lamerimè con “Capolinea”, spettacolo di circo contemporaneo tra trapezio aereo, marionette e maschere. Dal 28 maggio il festival riprenderà ad animare diversi spazi della città. A Palazzo Giudice-Lanzon andrà in scena “William Shakespeare’s Half Time Job” del Teatro dell’Elce, esperienza per un solo spettatore alla volta. Al Teatrino montato in Piazza del Popolo in scena “Eden” del Théâtre Jaleo, cabaret visionario tra danza e marionette. Arricchiscono il programma “Brigitte et le petit bal perdù” di Nadia Addis, alla Biblioteca Comunale il 29 e 30 maggio, spettacolo intimo, per soli 4 spettatori alla volta, dedicato alla lentezza e alla bellezza delle piccole cose. Al Granaio Culturale spazio a “Calzina” della Cie Fada, mentre a Sala delle Capriate debutta “Ricordati" di Novas”, spettacolo di nouvelle magie tra illusionismo e teatro visivo. Al Wunder Casa Teatro arrivano “La vertigine del desiderio” di El Grito/Costantini e “Finzioni (studio)” di Oltrenotte, vincitore di Trampolino Vetrina 2025. Sabato 30 maggio il Teatro Vittoria Colonna ospiterà “Il tenace soldatino di piombo” di teatrodelleapparizioni, premiato con l’Eolo Award 2015. Nella stessa giornata Traberproduktion presenterà “Heinz Baut”, performance urbana ipnotica della durata di quasi 4 ore nel corso della quale un acrobata costruirà una torre di pali intrecciati, mentre la Cie Fada porterà in scena “Miracle”, tragicommedia a bordo di un’Ape a tre ruote. A chiudere la serata del 30 maggio sarà il concerto di Sour Girl, progetto palermitano tra dream pop ed elettronica. Gran finale domenica 31 maggio alla Villa Comunale con il progetto “Raccordi”, tra laboratori, incontri e spettacoli. Attesi i Black Blues Brothers con “Let’s Twist Again”, reduci da tournée internazionali, i FusaiFusa con il loro mix di sonorità mediterranee ed elettroniche e, al Teatro Vittoria Colonna, Kepler-452 con “La zona blu”, lettura scenica nata dall’esperienza a bordo della Sea-Watch 5. Tra le mostre in collaborazione col festival giovedì 28 maggio inaugura quella dedicata all’artista ivoriano Frédéric Bruly Bouabré. Scenica è organizzata dall’associazione culturale Santa Briganti con la direzione artistica di Andrea Burrafato e il sostegno di Comune di Vittoria, Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Regione Sicilia, Ministero della Cultura e sponsor privati. Tue, 26 May 2026 05:48:49 +0000 Ragusa Kairos Nuoto Lamezia, è vittoria al “I Trofeo Città di Crotone” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34394-kairos-nuoto-lamezia-e-vittoria-al-i-trofeo-citta-di-crotone.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34394-kairos-nuoto-lamezia-e-vittoria-al-i-trofeo-citta-di-crotone.html   Arriva un nuovo risultato di grande prestigio per la Kairos Nuoto Lamezia: la vittoria al “I° Trofeo Città di Crotone”, disputato il 23 e 24 maggio in vasca lunga, presso il Centro Federale di Crotone. Con 575 punti la società della piscina comunale “Salvatore Giudice” di Lamezia Terme ha saputo imporsi sulle altre protagoniste della kermesse, precedendo la Calabria Swim Race, seconda classificata con 541 punti, e l’AQA Cosenza, terza con 440 punti. Un risultato, questo, maturato al termine di due intense giornate di gare, che hanno visto gli atleti distinguersi per la qualità delle prestazioni. Da sottolineare anche gli importanti traguardi conseguiti a livello individuale: durante la manifestazione sono stati infatti conquistati 4 pass per i Campionati Italiani Estivi di nuoto. Ben due quelli staccati da Giulia Ragozzino, nei 100 e 200 farfalla, che in quest’ultima gara ha fatto suo anche il record regionale di tutte le categorie: Ragazzi, Juniores, Categoria e Assoluti. Terzo pass, invece, per il talentuoso Gianluca Pittelli, che dopo aver già ottenuto la qualifica in occasione degli Assoluti nei 50 e 100 rana, è riuscito ora a far sua anche la distanza più lunga. Altro pass per i Campionati Estivi è arrivato per Gioele Perri, che dopo i Criteria tornerà a gareggiare in una manifestazione nazionale nei 100 farfalla. Un bottino prezioso non solo per i singoli atleti, ma per tutto il team, che conferma una crescita di valore e un lavoro attento e curato svolto quotidianamente insieme allo staff tecnico. La Kairos Nuoto Lamezia continua così a distinguersi nel panorama natatorio regionale e nazionale, portando alto il nome della città e dimostrando ancora una volta solidità, talento e spirito di squadra. Tue, 26 May 2026 05:45:51 +0000 Catanzaro Mostra di pittura: “Ali sulla tela: quando la disabilità si fa volo” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34393-mostra-di-pittura-ali-sulla-tela-quando-la-disabilita-si-fa-volo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34393-mostra-di-pittura-ali-sulla-tela-quando-la-disabilita-si-fa-volo.html L’Associazione CivicaMente – Cultura e Solidarietà, presieduta dalla Prof.ssa Vincenza Armino, è lieta di presentare la mostra di pittura “Ali sulla tela: quando la disabilità si fa volo”, esposizione artistica dell’artista Mimma Zenone, che si terrà il 30 e 31 maggio presso la Chiesa San Francesco di Polistena. L’inaugurazione con conferenza è prevista per venerdì 30 maggio alle ore 10.00. Non sarà soltanto una mostra d’arte. Sarà un viaggio dentro la sensibilità, la resilienza e la straordinaria capacità dell’essere umano di trasformare il dolore, le fragilità e le difficoltà in bellezza, colore ed emozione. Mimma Zenone, artista e donna disabile, attraverso le sue opere racconta sé stessa, la sua forza interiore e il desiderio di vivere senza permettere alla disabilità di diventare un confine. Ogni quadro diventa una finestra aperta sull’anima, un messaggio potente che parla di dignità, coraggio, speranza e libertà. “La mia disabilità non mi ha mai fermata. Sono una persona solare, piena di entusiasmo. È la mia voglia di esprimermi attraverso l’arte che mi fa volare alto.” Parole semplici ma profonde, capaci di racchiudere il senso autentico di questa iniziativa: abbattere le barriere culturali e guardare alla disabilità non come ad un limite, ma come ad una diversa e preziosa espressione della vita. L’arte, infatti, ha la capacità di unire, emozionare e restituire voce a chi troppo spesso rischia di essere osservato soltanto attraverso le proprie fragilità. Con questa mostra, CivicaMente vuole accendere i riflettori sul valore dell’inclusione, della partecipazione e del rispetto della persona umana in ogni sua forma. Ma questa iniziativa vuole essere anche un messaggio rivolto alle istituzioni, affinché il tema della disabilità venga affrontato con sempre maggiore attenzione, sensibilità e concretezza. È necessario costruire comunità realmente inclusive, nelle quali nessuno si senta escluso o invisibile. Servono più investimenti nei servizi, nell’accessibilità, nei percorsi di integrazione sociale e lavorativa, ma soprattutto serve un cambiamento culturale che metta al centro la persona, la sua dignità ed il suo diritto a vivere pienamente la propria vita. La disabilità non può e non deve essere considerata un limite alla realizzazione dei sogni, dei talenti e delle aspirazioni individuali. Esperienze come quella di Mimma Zenone dimostrano che dietro ogni fragilità può nascondersi una straordinaria forza creativa e umana, capace di arricchire l’intera società. “Ali sulla tela” è un invito rivolto all’intera comunità a fermarsi, osservare e lasciarsi attraversare dalle emozioni. Perché dietro ogni disabilità esiste una persona con sogni, talenti, sensibilità e una straordinaria voglia di vivere. L’Associazione CivicaMente – Cultura e Solidarietà continua così il proprio percorso di attenzione verso i temi sociali, della solidarietà e dell’inclusione, promuovendo iniziative capaci di costruire una comunità più umana, consapevole e vicina alle persone. “L’arte abbatte i limiti, la volontà apre le ali.” Tue, 26 May 2026 05:36:11 +0000 Reggio Calabria Il 27 maggio approda la Motovela MareNostrum Dike, protagonista del 'Viaggio della Legalità'. https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34390-il-27-maggio-approda-la-motovela-marenostrum-dike-protagonista-del-viaggio-della-legalita.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34390-il-27-maggio-approda-la-motovela-marenostrum-dike-protagonista-del-viaggio-della-legalita.html Mercoledì 27 maggio approderà a Riposto presso quel litorale drammaticamente colpito dal ciclone Harry, la Motovela MareNostrum Dike, imbarcazione confiscata agli scafisti e oggi protagonista del ‘Viaggio della Legalità’, simbolo di rinascita, educazione e inclusione sociale. La tappa di Riposto fa parte del progetto direttamente promosso da Archeoclub d’Italia Nazionale ‘MAREGALITÀ 2026 – Storie di Viaggi, Eroi e Legalità’, ispirato alla figura di Giulia Civita Franceschi che, dal 1913 al 1928, diresse la storica nave-asilo Caracciolo, dedicandosi al recupero sociale degli ‘scugnizzi’ napoletani. Durante la sosta a Riposto con il supporto organizzativo della sede Archeoclub area ionico-etnea e in sinergia con il Comune di Riposto, il Porto dell’Etna e l’Istituto scolastico Amari-Rizzo-Pantano, avranno luogo attività mirate a promuovere tra le nuove generazioni il rispetto della legalità, la tutela del mare e la conoscenza del patrimonio culturale e archeologico sommerso, attraverso un percorso condiviso tra istituzioni, scuola e associazionismo. La scelta è quella di coinvolgere gli studenti in attività che permettano un approccio concreto alla tematica in oggetto.  “Le visite all’imbarcazione prenderanno il via alle ore 9.30 dal Molo Centrale Senatore Rapisarda del Porto dell’Etna e saranno curate direttamente da Rosario Santanastasio e Pietro Cirigliano, presidente e segretario Generale di Archeoclub d’Italia e da Giuseppe Esposito, referente del progetto - dichiara Maria Rosaria Grasso, presidente Archeoclub d’Italia sede di Riposto - Successivamente i giovani visitatori parteciperanno a laboratori curati dalla Lega Navale Italiana – sede di Riposto, da sempre attiva nel promuovere il connubio fra mare e legalità, ad opera del suo presidente, Giuseppe Ballistreri. Giuseppe Cannavò, del Gruppo Sommozzatori di Riposto, parlerà agli studenti di archeologia subacquea e gli studenti dell’I.S. ‘Amari – Rizzo – Pantano’ cureranno l’accoglienza delle scuole del territorio in visita. Tutto si svolgerà all’interno e nelle adiacenze del Circolo Velico, generosamente messo a disposizione dal Porto dell’Etna-Marina di Riposto il cui amministratore delegato, Mario Zappalá, il direttore Leonardo Biasi e l’ispettore Emiliano Indelicato, sin dall’inizio hanno creduto nell’evento”.  Nel pomeriggio, a partire dalle 18.30, presso i locali dell’Istituto Tecnico Nautico “Luigi Rizzo, avrà luogo la manifestazione ‘Per un mare di legalità’ in cui la voce delle istituzioni si alternerà a quella dei giovani. Gli studenti dell’Amari-Rizzo-Pantano, alla presenza della dirigente scolastica Rosalba Mingiardi, che aprirà i lavori, esprimeranno il loro impegno e la loro speranza in un mondo più giusto attraverso la musica, la lettura di testi e la realizzazione di video. Presente l’Orchestra giovanile ‘Falcone Borsellino’, nata nel 2009 ad opera della fondazione ‘La Città Invisibile’ con l’obiettivo di trasformare   la musica in uno strumento di legalità e inclusione. L’appassionante vicenda sarà raccontata da Alfia Milazzo, presidente della Fondazione. Testimonieranno il loro impegno a favore della legalità e  in difesa del territorio e di quel mare che è risorsa preziosa e indispensabile per la vita umana il sindaco del Comune di Riposto Davide Vasta, il vicesindaco Carmelo D’Urso e l’assessore Davide Palermo; per le Forze Armate Mario D’Arco, Comandante Compagnia dei Carabinieri di Giarre, Matteo Cannella, Comandante Sezione Operativa Navale Guardia di Finanza di Catania e  Arturo Laudato, Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Riposto;  Sergio Fisicaro, Giudice Onorario del Tribunale per i Minorenni; Leonardo Leonardi, Ispettore Onorario Beni Archeologici Sommersi, ci condurrà nell’affascinante mondo dei fondali marini e del suo patrimonio storico-archeologico. A illustrare tutto il progetto e a trarre le conclusioni del dibattito, Rosario Santanastasio, presidente di Archeoclub d’Italia e Francesca Esposito, referente generale di esso. A moderare l’incontro Ines Torrisi, vicepresidente Archeoclub d’Italia sede area ionico-etnea. Mon, 25 May 2026 08:18:33 +0000 Catania Camera di commercio di Reggio Calabria: il turismo metropolitano conquista i buyer nazionali e internazionali https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34389-camera-di-commercio-di-reggio-calabria-il-turismo-metropolitano-conquista-i-buyer-nazionali-e-internazionali.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34389-camera-di-commercio-di-reggio-calabria-il-turismo-metropolitano-conquista-i-buyer-nazionali-e-internazionali.html   Il territorio metropolitano di Reggio Calabria si conferma una meta turistica dal forte appeal sia in Italia che all'estero. Si è infatti concluso con successo il ciclo di due webinar strategici organizzati dalla Camera di Commercio di Reggio Calabria per far scoprire e promuovere le straordinarie bellezze del territorio a buyer e operatori del settore nazionali e internazionali. Gli incontri hanno registrato una significativa partecipazione. Il primo webinar, dedicato al mercato nazionale, ha visto il coinvolgimento di circa 60 operatori; al secondo incontro, dedicato al mercato internazionale, hanno partecipato circa 40 professionisti del settore. "Siamo estremamente soddisfatti del crescente interesse manifestato verso il nostro territorio da parte degli operatori turistici nazionali e internazionali” – ha dichiarato il Presidente della Camera di commercio Antonino Tramontana. “I webinar si confermano la formula più diretta ed efficace per presentare le meraviglie della nostra provincia e un'offerta di accoglienza strutturata. Quest'anno, accanto al consolidato turismo culturale e naturalistico, abbiamo lanciato un itinerario unico legato al bergamotto, il nostro prezioso agrume e ambasciatore nel mondo, che diventa oggi un vero e proprio motore di attrazione territoriale." Durante i webinar sono stati presentati i progetti di punta promossi dall'Ente camerale per destagionalizzare e internazionalizzare i flussi turistici: Reggio Calabria Welcome e La Via del Bergamotto. Reggio Calabria Welcome è il progetto che aggrega in modo integrato un'ampia rete di operatori locali. L'obiettivo è offrire pacchetti ed esperienze complete che spaziano dalla cultura allo sport, fino all'enogastronomia, in sinergia con gli Enti pubblici che tutelare e valorizzano il patrimonio naturale e culturale. A garanzia dei viaggiatori e per certificare l'eccellenza dell'offerta, la Camera di commercio ha istituito il marchio collettivo "RC Reggio Calabria Welcome", che unifica e rafforza l'immagine della destinazione. La Via del Bergamotto è il progetto realizzato in collaborazione con Isnart e nato sulla scia del successo di Bergarè 2025, che promuove un innovativo itinerario ad anello che abbraccia l'intero territorio metropolitano. Il progetto punta sull'"agrumiturismo", creando una rete virtuosa tra imprese agricole, aziende di trasformazione e operatori culturali. Un'iniziativa che offre nuove opportunità di sviluppo economico alle aree interne, integrando il fascino del "Principe degli agrumi" con le tappe della storia, a partire dall'imperdibile visita al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Mare, cultura, natura incontaminata ed enogastronomia d'eccellenza: la varietà della del territorio metropolitano di Reggio Calabria lo rende la meta ideale per ogni tipologia di viaggiatore. E la Camera di commercio punta ad offrire al turista la libertà di vivere infinite esperienze differenti, mantenendo sempre uno standard qualitativo elevatissimo.   Mon, 25 May 2026 08:16:18 +0000 Reggio Calabria Coldiretti Puglia: verde urbano strategico per salute, ambiente e qualità della vita https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34388-coldiretti-puglia-verde-urbano-strategico-per-salute-ambiente-e-qualita-della-vita.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34388-coldiretti-puglia-verde-urbano-strategico-per-salute-ambiente-e-qualita-della-vita.html Il verde urbano non è soltanto un elemento decorativo, ma una leva strategica per salute, sostenibilità ambientale e qualità della vita, mentre il florovivaismo pugliese raggiunge un valore di 178 milioni di euro confermandosi tra i comparti più dinamici dell’agricoltura regionale. A rilanciare il tema è Coldiretti Puglia, in occasione dell’evento Campagna Amica in Fiore, nel corso del convegno sul florovivaismo e il verde urbano che si è tenuto a Bari nella Sala Ex Mercato del Pesce di Piazza Ferrarese, a cui hanno partecipato il presidente del Municipio I del Comune di Bari, Annamaria Ferretti, Fiorenza Pascazio, presidente ANCI Puglia, l’assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Bari Pietro Petruzzelli, il landscape designer Gianni Birardi, Giuseppe Caporale, presidente del Distretto Florovivaistico regionale, e l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli.  Nel corso del confronto è stato evidenziato il ruolo fondamentale del verde urbano nella lotta ai cambiamenti climatici, nella riduzione dell’inquinamento e nel miglioramento della qualità della vita, con particolare attenzione ai benefici sulla salute e sul benessere delle persone.  “Investire nel verde significa investire nella salute delle persone, nella sostenibilità ambientale e nella qualità delle nostre città. Il florovivaismo italiano è un patrimonio da valorizzare perché unisce produzione agricola, tutela del paesaggio e innovazione”, ha evidenziato Nada Forbici, coordinatrice della Consulta Florovivaistica Coldiretti.  “Le città hanno bisogno di più verde, non solo per ragioni estetiche ma per migliorare concretamente la qualità dell’aria, contrastare il caldo estremo e rendere gli spazi urbani più vivibili. Il florovivaismo oggi è parte integrante delle politiche ambientali e della rigenerazione urbana”, ha sottolineato il direttore di Coldiretti Puglia Pietro Piccioni. “Il florovivaismo pugliese rappresenta una risorsa economica, ambientale e sociale strategica per la nostra regione. Servono strumenti concreti per sostenere le imprese che hanno investito in innovazione, sostenibilità e qualità, tutelando il Made in Italy e garantendo reciprocità negli scambi internazionali”, ha dichiarato il presidente di Coldiretti Puglia Alfonso Cavallo. Il florovivaismo pugliese si conferma una realtà strategica dell’agricoltura regionale e nazionale, con circa 2.000 aziende attive capaci di generare occupazione, presidio del territorio e opportunità economiche diffuse. Un comparto che però continua a fare i conti con gli effetti della Xylella, che negli ultimi dieci anni ha contribuito a ridurre i volumi produttivi di circa il 15%, aggravati dalle restrizioni fitosanitarie, dall’aumento dei costi burocratici e dalle difficoltà commerciali soprattutto sui mercati esteri. Nel corso del convegno sono stati richiamati anche i risultati della ricerca promossa da Coldiretti con il CNR-Istituto di Bioeconomia, che ha dimostrato come l’introduzione di specifiche piante negli ambienti scolastici possa ridurre fino al 20% le concentrazioni di CO2 e del 15% le polveri sottili, confermando il contributo concreto del verde nel migliorare la qualità della vita negli ambienti chiusi. Mon, 25 May 2026 08:14:45 +0000 Bari Ditonellapiaga ospite della Notte dei Musei https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34386-ditonellapiaga-ospite-della-notte-dei-musei.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34386-ditonellapiaga-ospite-della-notte-dei-musei.html Roma si prepara ad accogliere una delle voci più originali della nuova scena musicale italiana: DITONELLAPIAGA sarà l’ospite speciale della sedicesima edizione della NOTTE DEI MUSEI DI ROMA, l’atteso appuntamento culturale che ogni anno trasforma la Capitale in un grande palcoscenico diffuso di arte, musica e spettacolo. Reduce dal terzo posto ottenuto al 76° Festival di Sanremo, l’artista porterà le sue sonorità all’interno del Museo dell’Ara Pacis in una speciale performance piano e voce, intima e coinvolgente, durante la quale ripercorrerà alcuni dei brani più iconici del suo repertorio riarrangiati per l’occasione in una nuova veste. La performance avrà inizio alle ore 20.30. In ragione della capienza limitata del museo, potranno assistere all’evento solo le prime 250 persone, previo acquisto sul posto del biglietto di accesso al museo di 1 euro per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana e di 2 euro per i non residenti. Per i possessori della Roma MIC Card l’ingresso è gratuito ma non è previsto l’accesso prioritario. I biglietti saranno distribuiti a partire dalle ore 19.30. “Siamo felici che DITONELLAPIAGA, cantautrice molto apprezzata e premiata con molti riconoscimenti, tra cui la Targa Tenco e il Premio Roma Videoclip, voglia omaggiare la città e le migliaia di romane e di romani che parteciperanno alla manifestazione. Ci emoziona che l’Ara Pacis e DITONELLAPIAGA, arte e musica insieme, possano donare in una sola serata tanta bellezza. Grazie all’artista per la sua generosa disponibilità” – dichiara Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale. La NOTTE DEI MUSEI DI ROMA è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata da Zètema Progetto Cultura. Official Partner: Digital360 Gov. Radio Ufficiale: Dimensione Suono Roma.   Fonte Zetema progetto cultura Fri, 22 May 2026 15:44:33 +0000 Roma I solenni festeggiamenti in onore di san Giorgio martire a Ragusa https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34385-i-solenni-festeggiamenti-in-onore-di-san-giorgio-martire-a-ragusa.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34385-i-solenni-festeggiamenti-in-onore-di-san-giorgio-martire-a-ragusa.html Domani, alle 11, nella prestigiosa sede del Circolo di conversazione di Ragusa Ibla, si terrà la conferenza stampa di presentazione dei festeggiamenti patronali in onore di San Giorgio martire. All’incontro saranno presenti il parroco, sacerdote Giuseppe Antoci, i componenti del comitato dei festeggiamenti e le autorità civili, per illustrare nel dettaglio il programma delle celebrazioni che animeranno la città nei prossimi giorni. Tra le prime novità annunciate, domenica, alle 19, in piazza G. B. Marini, si svolgerà la prima edizione, in occasione della festa di San Giorgio martire, di “Arrusti e mancia”. L’evento, che prevede l’esibizione del gruppo Faciti Rota e della scuola Danzart, nasce come momento di convivialità e di comunità, un modo semplice e autentico per celebrare insieme l’avvio dei solenni festeggiamenti dedicati al patrono. Sempre domenica, a partire dalle 18, all’auditorium San Vincenzo Ferreri sarà inaugurata la mostra “Caleidoscopio ibleo – La lancia, la luce e l’Oltre”, un percorso espositivo nel segno dei festeggiamenti patronali che accompagnerà i visitatori dal 25 al 31 maggio, con apertura quotidiana dalle 10 alle 21. La festa di San Giorgio martire rappresenta uno dei momenti più identitari per la città di Ragusa. Le sue origini affondano nel Seicento, quando il culto del santo cavaliere si consolidò come simbolo di protezione e rinascita per la comunità. Dopo il terremoto del 1693, la ricostruzione della chiesa e la realizzazione del maestoso simulacro segnarono l’inizio di una tradizione che, nei secoli, ha unito fede, arte e partecipazione popolare. Ancora oggi, la festa è riconosciuta per la sua forza evocativa, per la devozione dei fedeli e per la capacità di coinvolgere l’intera città in un clima di profonda appartenenza. La conferenza stampa di domani (a cui le testate giornalistiche sono invitate a partecipare) sarà l’occasione per presentare ufficialmente il programma completo e per condividere con la cittadinanza lo spirito che anima ogni anno i festeggiamenti dedicati al glorioso patrono San Giorgio.   Fri, 22 May 2026 09:09:04 +0000 Ragusa Abusi sui minori: a Catania il primo passo per una rete di tutela https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34384-abusi-sui-minori-a-catania-il-primo-passo-per-una-rete-di-tutela.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34384-abusi-sui-minori-a-catania-il-primo-passo-per-una-rete-di-tutela.html Si è svolto presso la sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Catania un incontro promosso dalla Commissione ordinistica di contrasto alla violenza sui minori, presieduta dalla consigliera OMCeO dott.ssa Elisabetta Battaglia, finalizzato all’avvio di un percorso interistituzionale dedicato alla prevenzione e alla rilevazione precoce delle situazioni di disagio e abuso sui minori. L’iniziativa nasce a seguito di un articolato lavoro di interlocuzione sviluppato dopo una lunga attività dalla Commissione con le istituzioni territoriali e con il Comune di Catania, in particolare con il presidente della Commissione Sanità dott. Bruno Brucchieri, con l’obiettivo di costruire una rete stabile di collaborazione tra i soggetti che, a vario titolo, operano a contatto con i minori. Al centro del confronto è emersa l’esigenza di rafforzare il collegamento tra pediatria e istituzioni, individuando nella scuola uno dei principali presìdi territoriali in grado di intercettare precocemente eventuali segnali di fragilità, disagio o maltrattamento. Per tale ragione hanno partecipato all’incontro numerosi dirigenti scolastici degli istituti comprensivi del territorio catanese, chiamati a confrontarsi su una proposta progettuale condivisa con il Comune di Catania e finalizzata a valutare l’inserimento, nella modulistica di iscrizione scolastica, del nominativo del Pediatra di Libera Scelta del minore. L’ipotesi mira a favorire la creazione di un canale di dialogo e collaborazione tra istituzioni scolastiche e pediatri, anche sotto il profilo culturale, formativo e operativo. Nel corso dell’incontro sono emersi diversi spunti di approfondimento di natura organizzativa e giuridica, illustrati e chiariti dall’avv. Eleonora Savoca, responsabile dell’area legale dell’OMCeO di Catania. «Anche salvare un solo bambino significa aver raggiunto un risultato importante» ha dichiarato la dott.ssa Elisabetta Battaglia, sottolineando il valore dell’iniziativa e la necessità di sviluppare strumenti concreti di cooperazione tra i diversi attori coinvolti nella tutela dei minori. I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali del vicepresidente OMCeO Catania dott. Giuseppe Liberti. Sono intervenuti, inoltre, la dott.ssa Antonella Di Stefano, direttore dell’UOC di Pediatria e del Presidio Ospedaliero Pediatrico dell’A.O. Cannizzaro, il dott. Bruno Brucchieri, presidente della Commissione Sanità del Comune di Catania, il dott. Filippo Di Forti e il dott. Antonio Gulino, pediatri ed esponenti FIMP, e la prof.ssa Giovanna Micale, delegata del sindaco di Catania per le politiche di contrasto alla dispersione scolastica e referente dell’Osservatorio d’Area. Presenti anche le componenti della Commissione ordinistica dott.ssa Diana Cinà, dott.ssa Patrizia Barone, dott.ssa Claudia Prococo e dott.ssa Piera Bonaccorso. L’incontro ha inoltre registrato un’ampia e significativa partecipazione del mondo scolastico cittadino, con la presenza della dott.ssa Chiara Gerevini, delegata del Dirigente Scolastico dell’I.C. Malerba, della dott.ssa Isabella Di Gregorio, delegata del Dirigente Scolastico dell’I.C. Di Guardo-Quasimodo, della dott.ssa Maria Concetta Lazzara, dirigente dell’I.C. Giuffrida, della dott.ssa Paola Adalgisa S. Cinquerrui, dirigente dell’I.C. Vespucci-Capuana-Pirandello, della dott.ssa Maria Accardo, delegata del Dirigente Scolastico dell’I.C. San Giovanni Bosco, della dott.ssa Concetta Baglio, delegata del Dirigente Scolastico dell’I.C. Vittorino da Feltre, della dott.ssa Concetta Manola per l’I.C. San Giorgio, del dott. Antonio Pittalà, dirigente dell’I.C. Fermi-Eredia, della dott.ssa Lucia D’Aquila, delegata del Dirigente Scolastico dell’I.O.S. Musco, della dott.ssa Katia Perna per l’I.C. Rapisardi-Alighieri e della dott.ssa Elga Maria G. Schembri per l’I.C. Brancati. L’incontro rappresenta soltanto il primo passo di un confronto operativo che pone al centro la tutela del minore e la costruzione di una rete territoriale integrata.   Fri, 22 May 2026 09:07:25 +0000 Catania La Lombardia capitale europea dell'innovazione e della tecnologia quantistica https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34382-la-lombardia-capitale-europea-dell-innovazione-e-della-tecnologia-quantistica.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34382-la-lombardia-capitale-europea-dell-innovazione-e-della-tecnologia-quantistica.html Alla World Tech Conference di Milano, governi, grandi aziende tecnologiche, fornitori di servizi cloud su larga scala, importanti gruppi industriali e alcuni dei principali scienziati del mondo discuteranno del futuro del calcolo quantistico, dell'intelligenza artificiale, dell'HPC e dell'energia. Tra gli oltre 200 relatori attesi figurano Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, insieme ad alcuni tra i più eminenti fisici e matematici contemporanei, tra cui Alain Connes, vincitore della Medaglia Fields e del Premio Crafoord; Michele Parrinello dell'ETH di Zurigo; Gian Francesco Giudice del CERN; Thibault Damour dell'IHÉS; Jürg Fröhlich dell'ETH di Zurigo; il Dr. Alan Baratz di D-Wave Quantum Inc.; e Hidetoshi Nishimori, considerato uno dei padri teorici del ricottura quantistica. È previsto anche un contributo speciale del premio Nobel Giorgio Parisi. Uno dei protagonisti principali della conferenza sarà D-Wave, azienda pionieristica nel campo dell'informatica quantistica applicata, oggi riconosciuta a livello internazionale per aver trasformato la tecnologia quantistica da sperimentale a piattaforma industriale operativa. I sistemi di ricottura quantistica di D-Wave, con oltre 4.400 qubit e architetture avanzate dedicate all'ottimizzazione computazionale, vengono ora utilizzati per affrontare alcuni dei problemi più complessi al mondo, spesso intrattabili per i computer classici, tra cui l'ottimizzazione finanziaria e bancaria, la gestione del rischio, la logistica avanzata, le reti energetiche intelligenti, le telecomunicazioni, l'ottimizzazione delle infrastrutture di intelligenza artificiale, le catene di approvvigionamento, la ricerca farmaceutica, la scoperta di farmaci, la simulazione molecolare, la difesa, la sicurezza informatica e la gestione delle infrastrutture critiche. Il tema centrale della World Tech Conference sarà la convergenza tra calcolo quantistico, intelligenza artificiale ed energia, in un momento storico caratterizzato da una crescita esplosiva che sta generando una domanda e un'offerta senza precedenti di capacità computazionale ed efficienza energetica. Secondo gli organizzatori, l'informatica quantistica rappresenta oggi una delle poche tecnologie in grado di affrontare concretamente l'ottimizzazione di sistemi industriali complessi, riducendo i costi energetici, i tempi di calcolo e le inefficienze infrastrutturali. L'obiettivo della World Tech Conference è trasformare Milano e la Lombardia nel principale punto di convergenza europeo per governi, industria e ricerca avanzata sulle nuove architetture computazionali. In questo contesto, la presenza di D-Wave riveste inoltre un valore altamente strategico per il posizionamento dell'Italia nel nuovo panorama tecnologico europeo, sempre più orientato verso la capacità di calcolo sovrana, l'intelligenza artificiale industriale, la medicina computazionale e le infrastrutture energetiche avanzate. La World Tech Conference si propone inoltre di incoraggiare la partecipazione dei principali attori mondiali del settore quantistico, creando in Italia il primo grande forum europeo dedicato al futuro industriale del calcolo quantistico. Milano si prepara dunque ad ospitare uno degli eventi più importanti d'Europa dedicati alle tecnologie strategiche del prossimo decennio.       Thu, 21 May 2026 15:10:32 +0000 Economia Il liceo Telesio celebra la Giornata della Legalità: testimonianze, istituzioni e studenti a confronto https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34380-il-liceo-telesio-celebra-la-giornata-della-legalita-testimonianze-istituzioni-e-studenti-a-confronto.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34380-il-liceo-telesio-celebra-la-giornata-della-legalita-testimonianze-istituzioni-e-studenti-a-confronto.html Il 23 maggio, in occasione della Giornata Nazionale della Legalità, il Liceo Classico "Bernardino Telesio" di Cosenza promuove un importante momento di riflessione e dibattito dal titolo "Il valore della memoria, il coraggio della scelta". L’appuntamento si terrà a partire dalle ore 10:00 all'interno dell’Auditorium "Antonio Guarasci", un evento corale che vedrà la scuola porsi ancora una volta come fulcro e avamposto di cittadinanza attiva e legalità sul territorio. L’incontro, che sarà moderato dalla giornalista e docente del Telesio Barbara Marchio, metterà al centro del dibattito la necessità di offrire alle nuove generazioni punti di riferimento saldi e testimonianze credibili. I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del Dirigente Scolastico del Telesio, Domenico De Luca, a cui seguiranno quelli dell’Ass. regionale all’Istruzione e politiche giovanili, Eulalia Micheli, di Loredana Giannicola Direttrice ufficio scolastico regionale, del Sindaco della città bruzia Franz Caruso, e del Vicario dell'Arcivescovo don Michele Fortino. Una sinergia strategica tra il mondo della scuola e le massime istituzioni regionali, unite nel promuovere percorsi di crescita civile e protagonismo giovanile all'insegna del rispetto delle regole. Il cuore dell'evento sarà scandito da testimonianze di altissimo valore civile. Saliranno sul palco dell'Auditorium Anna De Luca e Alfredo Lio, rispettivamente moglie e figlio dell’Appuntato Renato Lio, Medaglia d'Oro al Valor Civile, ucciso a Soverato dalla criminalità organizzata durante un posto di blocco. Un momento di profonda commozione a cui si affiancheranno gli interventi tecnici e di analisi del Procuratore Capo di Cosenza, Vincenzo Capomolla , del caporedattore di Gazzetta del Sud e saggista Arcangelo Badolati, e di Mariateresa Fragomeni, Sindaco di Siderno, scelta dalla DIA nel proprio calendario ufficiale come simbolo di resilienza e buona amministrazione in un contesto territoriale complesso. "Educare alla legalità in un territorio complesso come il nostro non può essere un atto formale, ma una quotidiana operazione di bonifica culturale" – dichiara il Dirigente Scolastico, Domenico De Luca. "La presenza dei familiari dell'Appuntato Lio, della Magistratura, del giornalismo d'inchiesta e di amministratori coraggiosi come il Sindaco di Siderno, unita al supporto dell’Assessorato Regionale guidato da Eulalia Micheli, dimostra ai nostri studenti che lo Stato è una rete solida. I ragazzi, attraverso la scuola, lo sport e l'impegno civico, non sono spettatori della storia, ma i titolari del futuro della nostra terra".   Thu, 21 May 2026 08:33:56 +0000 Cosenza Nel ricordo di Falcone, lo sport sfida le mafie: doppio evento tra Monreale e Corleone https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34379-nel-ricordo-di-falcone-lo-sport-sfida-le-mafie-doppio-evento-tra-monreale-e-corleone.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34379-nel-ricordo-di-falcone-lo-sport-sfida-le-mafie-doppio-evento-tra-monreale-e-corleone.html Domani, venerdì 22 maggio 2026, sarà una giornata all’insegna dell’impegno civile, della culura della legalità e dei valori dello sport, con un doppio appuntamento tra  Monreale e Corleone organizzato dall'Arcidiocesi di Monreale, in collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, la Rete di Magistrati "Sport e Legalità" e la Sezione distrettuale di Palermo dell'Associazione Nazionale Magistrati.  L’iniziativa si colloca simbolicamente alla vigilia dell’anniversario della strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio 1992, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Un richiamo forte alla memoria e alla responsabilità collettiva, che rafforza il significato degli eventi in programma.  La mattina, dalle ore 10.30 alle 13.00, presso il Centro Maria Immacolata di Monreale  (Strada Provinciale 89 – Poggio San Francesco), si terrà il convegno dal titolo “Le mafie nello sport – Lo sport contro le mafie”, un momento di approfondimento e confronto dedicato a uno dei temi più delicati e attuali del panorama sportivo e sociale. Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Carlo Hamel, presidente Associazione Nazionale Magistrati (ANM) Palermo, e di Antonio Balsamo, presidente della Corte di Appello di Palermo. Seguiranno gli interventi introduttivi di S.E. mons. Gualtiero Isacchi, arcivescovo di Monreale, e di Lia Sava, procuratore generale di Palermo. La relazione centrale sarà affidata a Bruno Brucoli, sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, che approfondirà il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nello sport. A seguire, la tavola rotonda “Lo sport contro le mafie” vedrà il confronto tra autorevoli protagonisti del mondo istituzionale e sportivo, tra cui  Sergio Sottani, procuratore generale di Perugia e presidente della Rete Sport e Legalità,  Beniamino Quintieri, presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, ed  Elena Pantaleo, pluricampionessa mondiale di kickboxing e già consigliera nazionale del CONI. L’incontro sarà moderato da Daniele Pasquini, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport. «Quella del 22 maggio - dichiara S.E. mons. Gualtiero Isacchi, arcivescovo di Monreale - è una giornata importante per l’Arcidiocesi di Monreale, perché racconta una duplice volontà della nostra Chiesa locale: anzitutto il desiderio di abitare il mondo dello sport, affiancando tutti coloro che lo vivono come strumento educativo con la costituzione del nuovo Ufficio diocesano per la Pastorale dello Sport, e in secondo luogo ribadire che lo sport può essere uno strumento efficace di contrasto a ogni forma di illegalità e avamposto di resistenza alla mentalità mafiosa».  Nel pomeriggio, dalle ore 16.00 alle 19.00, l’iniziativa si sposterà al Campo Sportivo Comunale di Corleone (Contrada Santa Lucia), dove si terrà il “Trofeo Sport e Legalità”, un triangolare di calcio che vedrà scendere in campo la Rete di magistrati “Sport e Legalità”, la rappresentativa “Sport Arcidiocesi di Monreale” e una rappresentativa della società civile. L’evento sportivo sarà preceduto dai saluti istituzionali di Giuseppe Tango, presidente nazionale ANM, Fabrizio Basei, coordinatore della Rete di Magistrati “Sport e Legalità”, e S.E. mons. Gualtiero Isacchi. «Mettere insieme riflessione e pratica sportiva nella stessa giornata non è casuale: è una scelta precisa - sottolinea Daniele Pasquini, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport -. Nel ricordo delle vittime di Capaci, lo sport diventa anche un linguaggio capace di rinnovare ogni giorno l’impegno per la legalità. È uno straordinario strumento educativo e un presidio civile: parlare di mafie nello sport significa accendere i riflettori su un fenomeno reale, ma anche ribadire con forza che esiste un’alternativa concreta fatta di regole, rispetto e responsabilità. Il campo, in questo senso, diventa il luogo simbolico dove questi valori prendono forma e si trasmettono soprattutto alle nuove generazioni».  Parole importanti anche quelle del coordinatore della Rete Magistrati “Sport e Legalità” Fabrizio Basei: «Lo sport abbatte le barriere, consente di sensibilizzare le giovani generazioni ai valori della legalità, rende possibile l’incontro e il dialogo tra istituzioni, magistratura e società civile, così divenendo anche strumento concreto di lotta alla mafia. Iniziative come queste testimoniano la vicinanza ai cittadini e la presenza dello Stato nella comunità, affinché si accenda un faro su ogni forma di illegalità nello sport».  La giornata rappresenta un’occasione concreta per ribadire il ruolo dello sport come strumento educativo e presidio di legalità, capace di contrastare ogni forma di illecito e promuovere valori positivi, soprattutto tra i più giovani. Attraverso il dialogo tra istituzioni e la forza simbolica del gioco di squadra, l’iniziativa intende lanciare un messaggio chiaro: lo sport può e deve essere un alleato nella costruzione di una società più giusta, libera da condizionamenti criminali.  Di seguito il programma delle giornata: Convegno “Le mafie nello sport – Lo sport contro le mafie” Monreale – Centro Maria Immacolata (Strada Prov.le 89, Poggio San Francesco) - Ore 10.30 – 13.00 Saluti istituzionali Carlo Hamel – presidente ANM Palermo Antonio Balsamo – presidente Corte di Appello di Palermo Introduzione e interventi S.E. mons. Gualtiero Isacchi – arcivescovo di Monreale Lia Sava – procuratore generale Palermo Relazione “Le mafie nello sport” Bruno Bruccoli – P.M. Direzione Distrettuale Antimafia, Procura di Palermo Tavola rotonda – “Lo sport contro le mafie” Sergio Sottani – procuratore generale Perugia, presidente Rete Sport e Legalità Beniamino Quintieri – presidente Istituto per il Credito Sportivo e Culturale Padre Mauro Billetta – parroco Sant’Agnese V.M., Presidente Associazione Comunità di Danisinni ETS Elena Pantaleo – pluricampionessa mondiale di Kickboxing Modera Daniele Pasquini – presidente Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport  Pomeriggio – Trofeo “Sport e Legalità” – Triangolare di calcio a 11 Campo Sportivo Comunale di Corleone (Contrada Santa Lucia) - Ore 16.00 – 19.00 Squadre partecipanti Rete di magistrati “Sport e Legalità” Rappresentativa “Sport Arcidiocesi di Monreale” Rappresentativa “Società civile” Programma gare Ore 16.00 – Saluti iniziali Ore 16.15 – Magistrati vs Società civile Ore 17.00 – Sport Arcidiocesi vs Magistrati Ore 17.45 – Società civile vs Sport Arcidiocesi Ore 19.00 – Premiazioni Conclusioni Giuseppe Tango – presidente Nazionale ANM Fabrizio Basei – coordinatore Rete Magistrati “Sport e Legalità” S.E. mons. Gualtiero Isacchi – arcivescovo di Monreale Thu, 21 May 2026 08:32:01 +0000 Palermo Sesta edizione del festival “L’Ingegnere di Babele”: dal 5 giugno al 5 luglio a Comiso https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34378-sesta-edizione-del-festival-l-ingegnere-di-babele-dal-5-giugno-al-5-luglio-a-comiso.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34378-sesta-edizione-del-festival-l-ingegnere-di-babele-dal-5-giugno-al-5-luglio-a-comiso.html A trent’anni dalla scomparsa di Gesualdo Bufalino, Comiso torna ad abbracciare il suo scrittore più visionario con un mese di appuntamenti che intrecciano letteratura, musica, teatro e arte contemporanea. Dal 5 giugno al 5 luglio 2026 la città siciliana diventerà ancora una volta il cuore pulsante de “L’ingegnere di Babele”, il festival promosso dalla Fondazione Gesualdo Bufalino che, giunto alla sesta edizione, rende omaggio all’autore comisano interrogandosi sui linguaggi del presente e sulle infinite trasformazioni della parola. Un cartellone intenso e prestigioso, costruito nel segno della memoria e della sperimentazione, che porterà a Comiso ospiti di rilievo nazionale come Giovanni Caccamo, Fabio Troiano e Fabrizio Bosso, nel nome di uno degli intellettuali più raffinati del Novecento italiano. «A trent’anni dalla scomparsa di Bufalino sentiamo ancora più forte la responsabilità di custodire e rilanciare il suo pensiero – sottolinea il presidente della Fondazione, Giovanni Digiacomo – “L’ingegnere di Babele” nasce proprio da questa esigenza: fare dialogare la sua opera con i linguaggi contemporanei, coinvolgendo artisti, musicisti, attori e intellettuali capaci di restituire l’attualità della sua visione. Bufalino continua a parlarci del presente, delle inquietudini dell’uomo e della necessità della cultura come strumento di libertà e conoscenza». Mutuato dal titolo di un racconto dello stesso Bufalino, contenuto nella raccolta “L’uomo invaso”, il festival è promosso e organizzato dalla Fondazione Gesualdo Bufalino con il sostegno dell’Assemblea Regionale Siciliana, del Comune di Comiso, del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, di Agriplast SpA di Vittoria e di SAC Aeroporto di Catania. L’edizione 2026 assume un significato ancora più profondo perché ricorre il trentesimo anniversario della tragica scomparsa di Bufalino, avvenuta il 14 giugno 1996. La Fondazione sceglie così di ricordare il grande autore siciliano proseguendo nel suo duplice percorso di divulgazione e rilettura dell’opera bufaliniana attraverso una programmazione ricca e trasversale. Ad aprire il festival, venerdì 5 giugno alle ore 21 nel suggestivo Loggiato della sede della Fondazione, in piazza delle Erbe a Comiso, sarà lo spettacolo teatrale-musicale “R4cconti” di Giovanni Arezzo e Giorgia Faraone. Una lettura-concerto in cui la voce di Arezzo darà vita a quattro racconti brevi di Bufalino intrecciandosi con le musiche originali eseguite dal vivo da Faraone. Un allestimento minimale e moderno pensato per restituire intatta, nel tempo presente, la forza delle parole dello scrittore comisano. L’ingresso allo spettacolo sarà libero fino a esaurimento posti. Sabato 6 giugno, alle ore 19, la Galleria della Fondazione ospiterà l’inaugurazione della mostra “Quadri per un’esposizione… Qualcuno, per favore, me li dipinge? Giampiero Nanni per Gesualdo Bufalino”. Protagonista sarà Giampiero Nanni, artista italiano che vive tra Inghilterra e Francia e che ha raccolto la provocazione lanciata da Bufalino in una pagina del suo “Malpensante” del 1987: dipingere diciannove quadri dai titoli volutamente “bislacchi”. Le opere di Nanni diventano così le comparse di una commedia ideale i cui veri protagonisti sono proprio i titoli immaginati dallo scrittore. La mostra resterà aperta fino al 19 luglio dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 21 (lunedì chiuso). Il festival si sposterà poi a Ragusa sabato 13 giugno alle ore 19.15, ospite di un altro importante festival, “A Tutto Volume”, al cortile del Centro Culturale Commerciale “Mimì Arezzo”, per l’evento “30 anni senza Bufalino”. Nell’occasione sarà presentata la nuova edizione del volume di Bufalino “Cur? Cui? Quis? Quomodo? Quid? Tre giorni a Taormina parlando di sé”, curata da Nunzio Zago e ripubblicata da Archilibri. A dialogare sui temi del libro saranno lo stesso Zago, direttore scientifico della Fondazione, e Giuseppe Traina, docente di Letteratura italiana all’Università di Catania e componente del comitato scientifico della Fondazione. Domenica 14 giugno, nel giorno dell’anniversario della morte dello scrittore, il Loggiato della Fondazione ospiterà alle ore 21 un concerto per piano solo del pluripremiato Ruben Micieli, artista ormai di fama internazionale. Il musicista interpreterà composizioni di Frédéric Chopin e altri autori, e concluderà il concerto con una composizione scritta dallo stesso pianista, tra l’altro di origini comisane, per Bufalino. Anche in questo caso l’ingresso sarà libero fino a esaurimento posti. Tra gli appuntamenti più attesi della rassegna c’è certamente il concerto di Giovanni Caccamo, in programma venerdì 19 giugno alle ore 21 nel Loggiato della Fondazione. Il cantautore modicano si esibirà insieme alla Sicily Orchestra diretta dal maestro Luigi Sferrazza, accompagnando il pubblico in un percorso tra i suoi successi e un omaggio al suo mentore Franco Battiato. La prevendita è disponibile su https://oooh.events/evento/giovanni-caccamo-lalba-dentro-limbrunire-biglietti/. Domenica 21 giugno il festival tornerà a dare spazio al teatro con il monologo “Il Dio bambino”, interpretato da Fabio Troiano per la regia di Giorgio Gallione. Scritto trent’anni fa da Giorgio Gaber e Sandro Luporini, il testo conserva intatta la sua attualità muovendosi tra tenerezza e cinismo, tra il desiderio di paternità e la difficoltà di diventare adulti. Troiano accompagnerà il pubblico in un viaggio emotivo segnato dalla poetica gaberiana fatta di domande scomode e profonda fragilità umana. Il 28 giugno, alle ore 21, il festival celebrerà invece una delle passioni musicali più amate da Bufalino, il jazz, con il concerto del Giovanni Digiacomo Quartet. Ospite speciale della serata sarà Fabrizio Bosso, tra i più importanti trombettisti della scena jazz internazionale. Sul palco, insieme a Giovanni Digiacomo al sassofono, ci saranno Gianluca Di Ienno al pianoforte, Carlo Bavetta al basso e Pasquale Fiore alla batteria. Il festival proseguirà sabato 4 luglio con l’attore Gaetano Aronica che porterà in scena “Il miracolo del bis. Frammenti di un dialogo immaginario” con Gesualdo Bufalino. L’adattamento e la regia sono firmati da Andrea Traina. Ed entrambi chiuderanno la sesta edizione del festival, domenica 5 luglio alle ore 21, nella multisala del “Cinema Golden” di Vittoria con la proiezione in anteprima del docufilm “Sulle soglie della notte. Gesualdo Bufalino, fotogrammi di una vita immaginaria”. L’ingresso alla proiezione sarà libero. Con questa nuova edizione “L’ingegnere di Babele” conferma così la volontà della Fondazione Gesualdo Bufalino di mantenere viva la lezione dello scrittore di Comiso, facendo dialogare la sua opera con i linguaggi del presente e con le nuove forme della narrazione contemporanea. Informazioni sul sito www.fondazionebufalino.it e sui canali social. Tutti gli incontri sono ad accesso gratuito ad esclusione del concerto di Caccamo. Thu, 21 May 2026 08:29:43 +0000 Ragusa I mondi di Gustave Moreau: alla Galleria Borghese e a Villa Medici https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34377-i-mondi-di-gustave-moreau-alla-galleria-borghese-e-a-villa-medici.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34377-i-mondi-di-gustave-moreau-alla-galleria-borghese-e-a-villa-medici.html Il 21 e 22 maggio 2026 l'Accademia di Francia a Roma – Villa Medici e la Galleria Borghese promuovono I mondi di Gustave Moreau, una doppia giornata di studio internazionale dedicata al grande pittore francese in occasione del bicentenario della sua nascita. Un progetto scientifico che intende approfondire il rapporto tra Gustave Moreau e l’Italia, ripercorrendo il fondamentale soggiorno romano dell’artista e il suo ruolo nella definizione della cultura simbolista europea. L’iniziativa si articolerà in due appuntamenti: giovedì 21 maggio alla Galleria Borghese e venerdì 22 maggio a Villa Medici, coinvolgendo storici dell’arte, studiosi e ricercatori italiani e internazionali in un dialogo interdisciplinare sulle influenze artistiche, culturali e intellettuali che hanno attraversato l’opera di Moreau. Presentatosi come il rinnovatore della pittura storica francese al Salon del 1864, Gustave Moreau fondò gran parte della propria ricerca artistica sull’esperienza vissuta in Italia tra il 1857 e il 1859. Roma rappresenta un momento decisivo della sua formazione: accolto a Villa Medici dal direttore Victor Schnetz, il giovane artista frequentò i pensionanti dell’Accademia di Francia, stringendo amicizia con Jules-Élie Delaunay, Henri Chapu e Georges Bizet, e partecipando all’“Académie du soir”, dove incontrò anche Edgar Degas.  Il soggiorno italiano lasciò un’impronta profonda nella sua poetica. Le copie dai maestri italiani, i riferimenti alla grande tradizione rinascimentale e barocca e l’immersione nel patrimonio artistico della penisola alimentarono una visione della pittura capace di intrecciare storia, mito, spiritualità e immaginazione, anticipando molte delle istanze simboliste della fine del XIX secolo. La sessione romana offrirà l’occasione per rileggere quel periodo alla luce di nuove prospettive di ricerca, approfondendo il contesto artistico italiano dell’epoca, le reti culturali frequentate da Moreau e la fortuna critica dell’artista in Italia. Particolare attenzione sarà inoltre dedicata alla storica mostra Gustave Moreau e l’Italia, organizzata a Villa Medici nel 1996 da Geneviève Lacambre, a trent’anni dalla quale studiosi e ricercatori saranno invitati a proseguire il dialogo internazionale attorno alla figura del maestro francese. Per l’occasione, cinque incisioni di Gustave Moreau provenienti dalla Fondazione Primoli saranno esposte nel Grand Salon di Villa Medici. Il programma si aprirà giovedì 21 maggio alle ore 18.00 presso la Loggia della Galleria Borghese con una tavola rotonda introdotta da Francesca Cappelletti, direttrice del museo. Interverranno Giovanna Capitelli, Luisa Capodieci, Francesca Castellani e Peter Cooke, con la moderazione di Maria Grazia Messina. La giornata di venerdì 22 maggio si svolgerà invece nel Grand Salon di Villa Medici a partire dalle ore 10.00, con l’apertura affidata a Sam Stourdzé e Alessandro Gallicchio. Le sessioni approfondiranno il rapporto di Moreau con l’Italia del Risorgimento, la tradizione veneziana, la trasformazione della pittura romantica e la ricezione del simbolismo europeo tra Otto e Novecento, attraverso gli interventi di studiosi provenienti da università e istituzioni internazionali. PROGRAMMA Giovedì 21 maggio 2026 – Galleria Borghese, Loggia Tavola rotonda 18.00 Benvenuto da Francesca Cappelletti (Galleria Borghese) Relatori: Giovanna Capitelli (Università Roma Tre), Luisa Capodieci (Université de Lorraine, CRULH), Francesca Castellani (Università Iuav di Venezia), Peter Cooke (Storico dell’Arte). Moderatore: Maria Grazia Messina (Università degli Studi di Firenze) Venerdì 22 maggio 2026 – Villa Médicis, Grand Salon 10.00 Apertura con Sam Stourdzé e Alessandro Gallicchio (Académie de France à Rome – Villa Médicis) 10.15 Introduzione di Luisa Capodieci (Università della Lorena, CRULH) e Pierre Pinchon (Università Aix-Marseille, TELEMMe) Essere un artista in Italia al tempo dell’Indipendenza Sessione presieduta da: Alessandro Gallicchio (Académie de France à Rome – Villa Médicis) 10.30 Giovanna Capitelli (Università Roma Tre) Le arti a Roma 1857-1859: occasioni, cantieri, incontri, scontri 11.15 Pausa caffè 11.30 Francesca Castellani (Università Iuav di Venezia) “Diventare un colorista”. Il viaggio a Venezia come antagonismo culturale, 1856-1860 12.15 Peter Cooke (storico dell’arte) Gustave Moreau e l’Italia: la trasformazione della pittura romantica Italia dopo Italia Sessione presieduta da Charles Villeneuve de Janti (Musée Gustave-Moreau e Musée Jean-Jacques Henner) 14.30 Pierre Pinchon (Università Aix-Marseille, TELEMMe) Immersione, pietrificazione e generazione: i ricordi della Grotta del Buontalenti nell’opera di Gustave Moreau 15.15 Sara Vitacca (Università Marie et Louis Pasteur, Besançon, Centre Lucien Febvre) Alle origini del simbolismo italiano: la ricezione fin-de-siècle di Gustave Moreau, George F. Watts ed Edward Burne-Jones 16:00 Luisa Capodieci (Università della Lorena, CRULH) Ritorno all’Accademia di Francia a Roma. Gustave Moreau e l’Italia, Villa Medici 1996 Dibattito Comitato di organizzazione Luisa Capodieci (Università di Lorena, CRULH) Alessandro Gallicchio (Accademia di Francia a Roma – Villa Medici) Pierre Pinchon (Université Aix-Marseille, TELEMMe) Comitato scientifico Luisa Capodieci, Professore di Storia dell’Arte, Università di Lorena Alessandro Gallicchio, Direttore del Dipartimento di Storia dell’Arte dell’Académie de France di Roma – Villa Medici Pierre Pinchon, Professore di Storia dell’Arte, Università di Aix-Marseille Charles Villeneuve de Janti, Direttore dei Musei Nazionali Gustave-Moreau e Jean-Jacques Henner Wed, 20 May 2026 11:49:59 +0000 Arte “Famiglie in Gioco”. All’Hub Casa della Cultura i laboratori lego con LUGO Brickgames dedicati a bambini e genitori https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34375-famiglie-in-gioco-all-hub-casa-della-cultura-i-laboratori-lego-con-lugo-brickgames-dedicati-a-bambini-e-genitori.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34375-famiglie-in-gioco-all-hub-casa-della-cultura-i-laboratori-lego-con-lugo-brickgames-dedicati-a-bambini-e-genitori.html Due pomeriggi all’insegna della creatività, della collaborazione e del gioco condiviso. Il 22 e 23 maggio, dalle ore 16:00 alle 19:00, presso l’Hub Casa della Cultura di Lamezia Terme, si terranno i laboratori educativi “Famiglie in Gioco: il potere dei mattoncini LEGO”, promossi in collaborazione con LUGO Brickgames. L’iniziativa, promossa dalla Cooperativa Sociale Inrete ETS e da ARCI Lamezia Terme – Vibo Valentia APS, è pensata per coinvolgere bambini e genitori in un’esperienza partecipativa capace di trasformare il gioco in uno strumento educativo, relazionale e creativo. Attraverso attività guidate con i mattoncini LEGO®, le famiglie avranno l’opportunità di sperimentare momenti di condivisione e apprendimento, sviluppando competenze trasversali come comunicazione, cooperazione, problem solving e fantasia. Il percorso si inserisce all’interno di un ciclo di appuntamenti dedicati al valore educativo del gioco condiviso, con particolare attenzione al rapporto tra adulti e bambini e alla costruzione di relazioni positive attraverso attività collaborative. Durante i laboratori verranno affrontate diverse tematiche legate allo sviluppo e alla crescita in famiglia, tra cui: creatività e immaginazione, collaborazione e comunicazione, esplorazione e costruzione di significati condivisi, problem solving e gioco strutturato. Un’occasione per riscoprire il gioco come linguaggio comune tra generazioni, capace di creare connessioni autentiche e stimolare la partecipazione attiva di tutta la famiglia. Nell’ambito delle attività previste nelle due giornate, si svolgeranno anche i laboratori “Giochi di una volta e non…”, con i giochi artigianali realizzati da Officina Equestre di Gennaro Pileggi: uno spazio speciale dedicato alla riscoperta del gioco tradizionale e dei giocattoli di una volta, dove bambini e famiglie potranno sperimentare, toccare e giocare con creazioni ispirate ai giochi antichi, valorizzando il patrimonio ludico popolare e il piacere della condivisione lontano dagli schermi digitali. “Crediamo fortemente nel valore educativo del gioco condiviso. Attraverso questi laboratori vogliamo offrire alle famiglie uno spazio di creatività e incontro, dove bambini e genitori possano riscoprire il piacere di costruire insieme, non solo con i mattoncini ma anche nei rapporti quotidiani”, dichiara Antonio Scaramuzzino, Vice Presidente e direttore scientifico della cooperativa Inrete. Wed, 20 May 2026 08:26:53 +0000 Catanzaro All’ospedale Di Venere eseguita una rara procedura mininvasiva sul cuore di un paziente inoperabile https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34374-all-ospedale-di-venere-eseguita-una-rara-procedura-mininvasiva-sul-cuore-di-un-paziente-inoperabile.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34374-all-ospedale-di-venere-eseguita-una-rara-procedura-mininvasiva-sul-cuore-di-un-paziente-inoperabile.html Riparare una valvola mitrale gravemente insufficiente e, nello stesso intervento, ridurre il rischio di ictus legato alla fibrillazione atriale. È il risultato ottenuto grazie a un intervento ad alta complessità eseguito nella UOC di Cardiologia dell’Ospedale Di Venere su un uomo di 86 anni, affetto da cardiopatia ischemica e numerose comorbidità, con una procedura combinata interamente eseguita per via percutanea. L’uomo, per età e condizioni cliniche, non era candidabile né alla terapia anticoagulante né a un intervento cardiochirurgico tradizionale. In un’unica seduta mini-invasiva, i cardiologi e gli emodinamisti sono riusciti prima a correggere l’insufficienza mitralica severa mediante l’impianto di una clip sui lembi valvolari e successivamente a chiudere l’auricola sinistra con un dispositivo di occlusione, prevenendo così la formazione di trombi e il conseguente rischio di ictus. Per i pazienti più anziani e fragili, questo approccio offre vantaggi importanti: consente di evitare la chirurgia tradizionale, riduce i rischi operatori e i tempi di degenza e favorisce un recupero più rapido. La correzione dell’insufficienza mitralica può inoltre alleviare sintomi come affanno e stanchezza, migliorando in modo significativo la qualità della vita. La procedura, eseguita in anestesia generale nella sala di Emodinamica, è stata effettuata dal dottor Francesco Cassano, con il coordinamento del responsabile della UOS di Emodinamica, dottor Maurizio Turturo, e il supporto di un’équipe multidisciplinare composta dai cardiologi Mariangela Cicala, Sergio Rutigliano e Saverio Lanzone, dalla cardiologa ecocardiografista Francesca Bux, dall’anestesista Valeria Zaccaria, dagli infermieri Alessandro Angelilli, Viviana Grandolfo e Francesco Molinari e dal tecnico sanitario di radiologia medica Giuseppe Bottalico. “Questa procedura rappresenta una soluzione terapeutica particolarmente importante per i pazienti con fibrillazione atriale ad alto rischio emorragico, che non possono assumere farmaci anticoagulanti perché esposti a emorragie talora fatali – spiega il dottor Massimo Vincenzo Bonfantino, direttore della UOC di Cardiologia e del Dipartimento Cardiologico aziendale –. Nel caso specifico, il paziente presentava anche una insufficienza mitralica severa che avrebbe richiesto un intervento cardiochirurgico, ma l’età avanzata, la fragilità clinica e le numerose patologie concomitanti rendevano questa opzione estremamente rischiosa”. “L’eccezionalità della procedura – aggiunge il dottor Maurizio Turturo, responsabile della UOS di Emodinamica afferente alla UOC di Cardiologia – è consistita nell’aver eseguito i due trattamenti in modo combinato, in un’unica seduta e senza ricorrere alla chirurgia tradizionale. Prima è stata impiantata una clip sui lembi della valvola mitrale, con una sensibile riduzione del rigurgito valvolare; successivamente è stato posizionato un dispositivo di occlusione all’imbocco dell’auricola sinistra, ottenendone la completa chiusura. Un approccio che testimonia il livello di specializzazione raggiunto dalla Cardiologia del Di Venere e la capacità di offrire soluzioni sempre più avanzate e sicure ai pazienti più complessi”. La UOC di Cardiologia del Di Venere è oggi una struttura in costante evoluzione. Negli ultimi mesi ha ampliato la propria offerta con nuove procedure di elettrofisiologia, tra cui le ablazioni con radiofrequenza per il trattamento delle aritmie sopraventricolari, consolidando un’attività che comprende ogni anno centinaia di procedure diagnostiche e interventistiche tra coronarografie, angioplastiche, impianti di pacemaker e defibrillatori, studi elettrofisiologici e interventi strutturali sul cuore. Wed, 20 May 2026 08:25:32 +0000 Bari Nel Cinquantesimo dalla sua fondazione, la Cooperativa Valle del Dittaino organizza “La pagnotta del Dittaino DOP Day” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/34373-nel-cinquantesimo-dalla-sua-fondazione-la-cooperativa-valle-del-dittaino-organizza-la-pagnotta-del-dittaino-dop-day.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/34373-nel-cinquantesimo-dalla-sua-fondazione-la-cooperativa-valle-del-dittaino-organizza-la-pagnotta-del-dittaino-dop-day.html Una storia lunga cinquant’anni quella della cooperativa Valle del Dittaino, indissolubilmente legata alla Pagnotta del Dittaino DOP, il pane simbolo della Sicilia, nato dalle spighe di grano duro che crescono rigogliose in una zona tra le più fertili e assolate dell’isola tra le province di Enna e Catania, da cui prende il nome. Ed è in occasione del suo  anniversario che la cooperativa Valle del Dittaino organizza per sabato  23 maggio (dalle 10 alle 15) “La pagnotta del Dittaino DOP Day”, iniziativa che prevede la partecipazione dei produttori della zona di grano duro e gli operatori del settore. Oggi come ieri, la Pagnotta del Dittaino, dal 2009 tutelata dal rigido protocollo di produzione e dalla denominazione d’origine protetta, DOP è custode di storie, tradizioni locali ed elemento identitario per le comunità della valle per la sua genuinità, salubrità e radicamento territoriale. Con la materia prima di eccellenza, il grano duro siciliano, la Cooperativa Valle del Dittaino non solo ha costruito la sua storia cominciata ad Assoro, nel cuore della provincia di Enna, nel lontano 1976, ma ha dato un nuovo volto a quelle terre “siccagne” dell’isola, grazie ad un progetto produttivo innovativo che da lì a breve avrebbe fatto nascere il primo stabilimento di panificazione in Europa dotato di un processo altamente verticalizzato: raccolta, conservazione, macinazione, impasto fino alla cottura, tutto su un’unica linea produttiva. Questa integrazione ha permesso negli anni di valorizzare il grano locale, garantire tracciabilità e qualità costante e sostenere l’economia rurale del territorio. “La Pagnotta del Dittaino DOP è esempio virtuoso di valorizzazione della filiera locale attraverso un sistema integrato che coinvolge gli agricoltori”, sottolinea il presidente della cooperativa, Biagio Pecorino. Nel corso della mattinata si svolgeranno focus e tavole rotonde con esperti di settore legati ai temi: Le opportunità offerte dalle certificazioni europee, con particolare riferimento alla Denominazione di Origine Protetta (DOP); Il ruolo dei disciplinari di produzione, strumenti indispensabili per garantire standard elevati e uniformità lungo tutta la filiera; Norme e procedure di certificazione; I benefici derivanti dall’adesione a un sistema DOP. Inoltre, viene sottolineata l’importanza dell’aggregazione tra operatori, elemento chiave per superare le criticità strutturali del settore e per costruire strategie comuni di sviluppo. Un ulteriore aspetto riguarderà il ruolo del marketing territoriale nella promozione dei prodotti certificati. Un focus sul grano duro e sulla filiera cerealicola siciliana metterà in luce, poi, le principali criticità del settore, tra cui la volatilità dei prezzi, la frammentazione produttiva e la concorrenza internazionale, ma anche le importanti opportunità legate alla crescente domanda di prodotti tracciabili, sostenibili e di qualità certificata. Saranno ospiti anche gli studenti dell’Istituto alberghiero di Giarre e durante l’incontro verranno illustrate le caratteristiche distintive del prodotto: un cereale asciutto, resistente e proteico che presenta un basso indice di glutine e una migliore digeribilità rispetto ad altre varietà coltivate altrove. Il clima mediterraneo dell’isola favorisce una maturazione ottimale del chicco, conferendo al pane un profilo organolettico distintivo. Ne risultano una crosta ben consistente, un colore giallo tenue e una mollica dall’alveolatura fine, compatta e uniforme. “Iniziative come il “DOP Day – commenta il presidente Pecorino – rappresentano occasioni preziose per raccontare il prodotto, il territorio e le persone che ne sono protagoniste, contribuendo a creare un legame emotivo con il consumatore e a rafforzare la reputazione del marchio”. Wed, 20 May 2026 08:23:45 +0000 Enna Strategie creative per rilanciare il turismo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34367-strategie-creative-per-rilanciare-il-turismo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34367-strategie-creative-per-rilanciare-il-turismo.html In un contesto economico e turistico segnato da incertezze internazionali e da un generale aumento dei costi di viaggio, gli operatori privati del territorio ibleo si stanno distinguendo per creatività e spirito d’iniziativa. Tra questi, il centro commerciale naturale Antica Ibla ha ideato la HiRagusa Valore+ Card, un progetto che punta a rendere Ragusa Ibla una meta ancora più accessibile e attrattiva, trasformando il “caro-vacanze” in un’opportunità di risparmio e scoperta.  L’iniziativa consente ai visitatori di recuperare il costo del viaggio, da qualsiasi parte del mondo, attraverso sconti, benefit e vantaggi reali da utilizzare in ristoranti, botteghe artigiane, strutture ricettive e servizi turistici convenzionati. Dopo aver prenotato il viaggio e scelto una struttura aderente, il turista riceve gratuitamente la card presso l’Infopoint Hi! Hybla Tourist Information, attivando così un circuito virtuoso che premia la permanenza e valorizza l’economia locale.  Ma il valore di questa proposta va oltre il singolo progetto. Essa testimonia come gli operatori privati stiano studiando formule sempre più interessanti e sostenibili per attrarre visitatori, puntando su esperienze autentiche e su un turismo che unisce convenienza e qualità. In un momento in cui il settore pubblico fatica a rispondere con rapidità alle sfide del mercato, iniziative come questa mostrano la capacità del tessuto imprenditoriale locale di anticipare i bisogni dei viaggiatori e di proporre soluzioni concrete.  La HiRagusa Valore+ Card diventa così simbolo di una strategia più ampia: quella di un territorio che sceglie di reagire con intelligenza e collaborazione, trasformando le difficoltà in occasioni di rilancio. Ragusa Ibla conferma la sua vocazione all’accoglienza e alla bellezza, ma anche la sua capacità di innovare, grazie a operatori che credono nel valore della cultura, dell’ospitalità e dell’esperienza condivisa.   Mon, 18 May 2026 08:51:08 +0000 Ragusa Oncologia Ospedale San Paolo, donato un nuovo sistema elimina-code per migliorare l’accoglienza dei pazienti https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34366-oncologia-ospedale-san-paolo-donato-un-nuovo-sistema-elimina-code-per-migliorare-l-accoglienza-dei-pazienti.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34366-oncologia-ospedale-san-paolo-donato-un-nuovo-sistema-elimina-code-per-migliorare-l-accoglienza-dei-pazienti.html Un nuovo sistema elimina-code per rendere più semplice, ordinato e accogliente l’accesso ai servizi del reparto di Oncologia medica dell’Ospedale San Paolo. Il dispositivo è stato donato dall’associazione Energia Donna OdV e dal Rotary Club Bari Alto “Terra dei Peuceti” alla ASL Bari, nell’ambito di un’iniziativa finalizzata a migliorare la qualità dell’accoglienza e l’organizzazione del percorso dei pazienti oncologici. Il nuovo sistema consentirà di gestire in modo più efficiente l’afflusso dei numerosi utenti che ogni giorno accedono al reparto per terapie, prime visite, controlli di follow up, piani terapeutici e altre prestazioni. Grazie alla possibilità di differenziare i diversi percorsi assistenziali, il totem contribuirà a rendere l’attesa più ordinata e a facilitare l’orientamento dei pazienti e dei loro familiari. Contestualmente sono stati installati tre monitor nelle sale d’attesa, uno dei quali donato dalla società Cronotime a Energia Donna OdV, dopo aver conosciuto da vicino l’attività di volontariato svolta dalle volontarie all’interno del reparto. “Ringraziamo Energia Donna OdV, il Rotary Club Bari Alto ‘Terra dei Peuceti’ e Cronotime per questo gesto di grande sensibilità e attenzione verso i nostri pazienti – dichiara il direttore generale della ASL Bari, Luigi Fruscio, intervenuto questa mattina per la consegna dei dispositivi - migliorare l’organizzazione dei servizi e rendere più accoglienti gli ambienti di cura significa prendersi cura della persona nella sua interezza, offrendo non solo prestazioni sanitarie di qualità, ma anche un’esperienza più serena e rispettosa dei bisogni di chi affronta la malattia”. La donazione si inserisce nel più ampio percorso di umanizzazione delle cure portato avanti dalla ASL Bari nel reparto di Oncologia del San Paolo. Un impegno che ha già trovato espressione, nei mesi scorsi, nella realizzazione di murales nella sala d’attesa esterna, con l’obiettivo di rendere gli spazi più accoglienti e rassicuranti per le persone che affrontano terapie e percorsi di cura particolarmente impegnativi.  Alla cerimonia di consegna hanno partecipato il direttore medico di presidio, Alessandro Guaccero; Francesco Giuliani, direttore dell’Oncologia medica dell’Ospedale San Paolo; Marcello Palumbo, presidente del Rotary Club Bari Alto “Terra dei Peuceti”; la presidente del Municipio III Luisa Verdoscia; Mariagrazia Ramires, presidente dell’associazione Energia Donna OdV e Presidente Cronotime ing. Giovanni Morgese. Mon, 18 May 2026 08:49:13 +0000 Bari Acireale canta la pace nella chiesa di San Rocco https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34365-acireale-canta-la-pace-nella-chiesa-di-san-rocco.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34365-acireale-canta-la-pace-nella-chiesa-di-san-rocco.html Si è svolto sabato 16 maggio nella chiesa di San Rocco ad Acireale il “Grande Concerto per la Pace”, importante momento di musica misto a riflessione e preghiera nato per rilanciare un forte appello alla fraternità tra i popoli e al rifiuto della guerra. Numerosi i presenti che hanno voluto condividere un concerto, in un tempo segnato da conflitti, tensioni internazionali e sofferenze che continuano a colpire diverse parti del mondo. L’iniziativa, promossa in comunione con il patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, ha trasformato la musica in un autentico linguaggio di pace. Protagonisti della serata il coro polifonico Tablarmonica Ensemble insieme ai solisti della Catania Philarmonic Orchestra, che hanno proposto un raffinato repertorio di polifonia classica per coro e orchestra, accompagnando il pubblico in un percorso di meditazione e speranza. Ad aprire la riflessione sono state le parole dedicate al messaggio di Papa Leone X sulla necessità di una “pace disarmata e disarmante”, appello che ha attraversato tutta la serata come filo conduttore. Più volte è stato sottolineato il bisogno di uscire dall’indifferenza e dal quieto vivere per riscoprire una responsabilità comune davanti ai drammi della guerra. Molto intenso l’intervento di Don Orazio Barbarino, promotore dell’evento e di una raccolta fondi a favore dei bambini di Gaza, che ha spiegato come "il concerto sia nato dal desiderio di fare qualcosa di concreto per la pace: non solo un appuntamento musicale, ma un gesto collettivo di sensibilizzazione e vicinanza ai popoli feriti dai conflitti". Nel corso della serata è intervenuto anche il vescovo mons. Antonino Raspanti, che ha invitato i presenti "a custodire nel cuore il valore della pace come dono da costruire quotidianamente attraverso dialogo, solidarietà e attenzione agli ultimi". Particolarmente toccante il videomessaggio di don Gabriel Romanelli da Gaza, che ha raccontato la drammatica situazione vissuta nella Striscia, segnata ancora da paura, sofferenza e precarietà. Le sue parole hanno profondamente emozionato i presenti, richiamando tutti all’urgenza della preghiera e dell’impegno concreto per la pace. A condurre la serata Grazia Russo, che ha accompagnato il pubblico nei diversi momenti dell’evento, culminato in un lungo applauso finale come segno di partecipazione e speranza condivisa. Da Acireale si è così levato un messaggio chiaro e corale: la pace non è un’utopia, ma una responsabilità che appartiene a tutti. Mon, 18 May 2026 08:47:40 +0000 Catania Con “Il sole da mangiare” Calogero Matina mette pace tra arancina e arancino https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34361-con-il-sole-da-mangiare-calogero-matina-mette-pace-tra-arancina-e-arancino.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34361-con-il-sole-da-mangiare-calogero-matina-mette-pace-tra-arancina-e-arancino.html Arancino o arancina? Una disputa che da sempre infiamma la Sicilia, accendendo una contesa che negli anni ha coinvolto persino l'Accademia della Crusca, chiamata ad esprimersi sul corretto nome della pietanza da street-food più celebre dell'Isola. Ma se la domanda fosse quella sbagliata? Se, invece di dividerci sul “genere”, provassimo a risalire all’origine di questa prelibata preparazione, simbolo della gastronomia isolana? E' con questo intento che lo storico dell’alimentazione siciliana e docente di enogastronomia-cucina Calogero Matina pubblica “Il sole da mangiare – Da principe delle tavole dei nobili a... re dello street food” frutto di una ricerca storica durata quasi dieci anni che lo ha portato in giro per Sicilia, e che ha il nobile intento di mettere pace tra l'arancina e l'arancino, due mondi che appartengono in egual misura all'autore, nato nell'Agrigentino e naturalizzato catanese da oltre vent'anni. “Il sole da mangiare” - un volume di 152 pagine edito da Markat Studio per conto della “Confraternita dell’Arancinu” e corredato da immagini realizzate con l'AI - sarà presentato sabato 16 maggio alle ore 11.30 al Parco Paternò del Toscano di Sant’Agata li Battiati (via Roma, 59) e alle ore 17 al Palazzo del Turismo di Acireale (via Ruggero Settimo, 11) nell'ambito dell'evento “Sicilia in tavola – le botteghe del gusto” organizzato dalla Confederazione nazionale artigiani. In entrambe le occasioni, che si concluderanno con una degustazione dell'antenato dell'iconica pietanza, dialogherà con l'autore la giornalista Carmen Greco. “Il sole da mangiare – Da principe delle tavole dei nobili a... re dello street food” non vuole dettare regole né stabilire vincitori, ma raccontare con rigore solo ciò che ha riscontri documentali, quelli che Matina ha messo insieme girando biblioteche, scavando negli archivi, studiando fonti e testimonianze scritte: dal “Libro delle vivande “ di Al-Baghdadi (il celebre ricettario arabo del 1226) ad Al-Idrisi, da Giuseppe Pitré,  che descrive le “pallottole di riso fritte”, a Salomone Marino, fino alla moderna storia dell'alimentazione. In questo volume Calogero Matina non si erge a giudice, non propone alcuna “ricetta definitiva”, ma punta a far conoscere le radici profonde dell’arancinu – così come lo definì per primo nel 1857  Giuseppe Biundi nel suo dizionario, dove compare in una versione dolce - che l'autore considera «memoria collettiva, il racconto di un’isola attraversata nei secoli dai popoli», a partire dalle sue materie prime. Non solo cibo, dunque, ma anzitutto identità. «Sono un docente che ha imparato a leggere la storia nei piatti», scrive, spiegando come «la cucina sia anche un atto di resistenza per ricordare chi siamo». “Il sole da mangiare” si inserisce in un clima nuovo, quello che prova a superare le contrapposizioni. Lo stesso spirito che anima la “Confraternita dell’arancinu”, nata nel 2025 da un'idea del Maestro di cucina Domenico Privitera (che firma una delle prefazioni al libro) per mettere pace allo storico braccio di ferro tra Sicilia occidentale e orientale nel segno di un prodotto di qualità, e della quale fanno parte cuochi, cultori e divulgatori del buon cibo, in ogni parte dell'Isola. Troppo spesso, infatti, questa eccellenza gastronomica tutta siciliana è stata «massacrata sull’altare della vendita», perdendo qualità e significato, «ma l'evoluzione non si può arrestare – precisa Calogero Matina - anche quello dell'arancinu, ancorato al passato ma necessariamente proiettato verso il futuro». E se vi state chiedendo se è nato prima l'arancinu al ragù o quello al burro, la scrittura attenta e delicata di Calogero Matina vi riserverà più di una sorpresa, conducendovi per mano in una Sicilia «che non sta restare immobile, che impasta l'antico con il nuovo e il rustico con il raffinato, senza mai smarrire del tutto sé stessa». Calogero Matina. Docente di enogastronomia, storico dell’alimentazione, autore e regista, è una figura poliedrica che unisce in modo originale il sapere culinario, la ricerca umanistica e l’espressione artistica. Il suo percorso nasce in cucina negli Anni 80, ma è negli Anni 90 che si orienta verso la formazione, iniziando così una lunga carriera come docente di cucina nei migliori istituti professionali alberghieri italiani. Il suo profilo si distingue per una forte interdisciplinarità: nel 1993 consegue il diploma in scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Agrigento, successivamente completa il proprio percorso accademico con la laurea in Letteratura, arte, musica e spettacolo, consolidando una visione culturale ampia e articolata. Parallelamente all’insegnamento, Calogero Matina ha svolto numerosi incarichi come esperto e formatore, occupandosi di storia della gastronomia siciliana, tecniche professionali di cucina, banqueting e catering. Accanto alla dimensione didattica e tecnica ha sempre coltivato quella di autore, ricercatore e narratore della cultura gastronomica. È infatti autore del volume “Nostos – Storia di un viaggio nella cucina del Mediterraneo nel periodo greco-romano” che intreccia archeologia, storia e gastronomia. Fondatore e presidente della Confraternita dell’Arancinu, è promotore di iniziative che uniscono cultura e territorio, come la manifestazione “Nostos – Cibo e Mito” e il format “L’Arte a Tavola”  che fonde teatro, narrazione e degustazione in un’esperienza multisensoriale. Riconosciuto come ambasciatore della pasticceria e della gastronomia siciliana, nel 2001 è stato insignito del prestigioso Collare di Auguste Escoffier. Fri, 15 May 2026 06:56:33 +0000 Catania Al Teatro Agricantus replica il Michael Jackson jazz tribute del Giuseppe Milici 4et https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/34360-al-teatro-agricantus-replica-il-michael-jackson-jazz-tribute-del-giuseppe-milici-4et.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/34360-al-teatro-agricantus-replica-il-michael-jackson-jazz-tribute-del-giuseppe-milici-4et.html Dopo il grande successo della prima esibizione, l'armonicista e compositore Giuseppe Milici  torna ad omaggiare “Re del Pop”, l'artista che più di ogni altro ha influenzato tutto il mondo dello spettacolo, dalla musica alla danza passando per la moda: Michael Jackson, il  “Re del Pop” Con il suo quartetto composto da Aki Spadaro al pianoforte, Marco Gaudio al basso e Simone Rumolo alla batteria, Giuseppe Milici (armonica) sabato 16 maggio alle ore 21 torna in scena al Teatro Agricantus di Palermo in occasione del “Michael Jackson Jazz tribute” presenterà le composizioni più rappresentative dell'artista americano in una chiave assolutamente inedita.   Durante il concerto verrà tracciato un percorso artistico del “Re del Pop”: dai primi successi internazionali con i Jackson Five fino ad arrivare ai capolavori dell’album “Triller”, passando in rassegna sia i brani più celebri quali Billie Jean e Off the Wall, sia quelli meno noti ma non per questo di minore interesse ed intensità, come You Are Not Alone, She’s Out Of My Life. Nella sua quarantennale carriera Giuseppe Milici ha affrontato linguaggi musicali diversi, collaborando a livello internazionale con decine di artisti, da Laura Fygi a Toots Thielemans, da Gino Paoli a Gigi D’Alessio e i Dirotta su Cuba, ma anche esprimendosi da solista come autore ed esecutore di colonne sonore cinematografiche e in alcune tra le maggiori trasmissioni televisive italiane - dal Festival di Sanremo a Fantastico - nonché siglando fiction di successo. Come Frank Sinatra, Elvis Presley ed i Beatles, Michael Jackson oltre ad essere una delle più grandi star del mondo della musica, è uno degli artisti che Milici ha più amato e tra quelli che lo hanno maggiormente influenzato. Da molti riconosciuto come l’ultima grande pop star americana, Michael Jackson è stato quasi del tutto ignorato dal mondo del jazz (fatta eccezione per Miles Davis), ed è per questo motivo che quello del Giuseppe Milici Quartet sarà un omaggio in chiave jazz. Fri, 15 May 2026 06:55:10 +0000 Messina Cosenza Comics and Games 2026: da oggi prende il via il grande Festival della Cultura Nerd https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34358-cosenza-comics-and-games-2026-da-oggi-prende-il-via-il-grande-festival-della-cultura-nerd.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34358-cosenza-comics-and-games-2026-da-oggi-prende-il-via-il-grande-festival-della-cultura-nerd.html Da questa mattina 15 maggio 2026 si apre ufficialmente la XII edizione di Cosenza Comics and Games, il più grande Festival della Cultura Nerd della provincia di Cosenza, ormai riconosciuto come uno degli appuntamenti tematici più importanti del Sud Italia. Il Parco Acquatico Santa Chiara di Rende torna a trasformarsi in una cittadella del fumetto, dell’animazione, del gioco e della creatività pop, accogliendo migliaia di appassionati e ospiti di rilievo internazionale. Eisaku Inoue, la star dell’edizione 2026 Tra gli ospiti più attesi c’è Eisaku Inoue, storico animatore della Toei Animation, autore di sequenze iconiche per Dr. Slump & Arale, One Piece e soprattutto Saint Seiya – I Cavalieri dello Zodiaco. Grazie al lavoro di Edoardo Serino, Inoue è arrivato in Italia direttamente dal Giappone per incontrare i fan calabresi.   Il suo primo firmacopie si tiene oggi alle 11:00, mentre alle 15:00 è previsto un panel dedicato alla sua carriera, con la partecipazione di Alessandro Apreda, in arte DocManhattan.   Il firmacopie si ripeterà anche nei prossimi giorni, con 100 posti disponibili al giorno e una stampa esclusiva realizzata da Inoue per l’edizione 2026 del festival.  Federic e il mondo Pokémon protagonisti del pomeriggio Nel tardo pomeriggio di oggi, dopo le 17:00, arriva al festival Federic, fondatore di Federicstore e punto di riferimento nazionale per i collezionisti Pokémon. Partecipa all’evento in occasione del trentennale del brand, raccontando la sua esperienza imprenditoriale e la passione che ha trasformato un hobby in un lavoro di successo.  Sabato 16 maggio: i grandi doppiatori italiani Domani, sabato 16 maggio, il festival ospita due voci amatissime dal pubblico italiano:   - Emanuela Pacotto, voce di Bulma (Dragon Ball), Nami (One Piece) e Jessie (Pokémon).   - Davide Garbolino, voce storica di Ash Ketchum, Nobita (Doraemon), Trunks (Dragon Ball) e molti altri personaggi iconici.    Un’occasione unica per incontrare due protagonisti assoluti del doppiaggio italiano.  Main Stage: spettacoli, musica e show esclusivi Il Main Stage del festival propone un programma ricchissimo.  Oggi alle 11:00 va in scena Buongiorno Radio Kids, lo spettacolo live di Rai Radio Kids con Marco Di Buono e Arianna Ciampoli, tra musica, giochi e curiosità.  Sabato pomeriggio spazio alla musica e alla danza:   - Ore 17:00 – Once Upon a Tune, lo show dedicato agli anni 2000 dell’Associazione Attivamente.   - Ore 19:00 – Live musicale Disney delle ArteMuse, un viaggio emozionale nei classici dell’animazione.  Domenica 17 maggio: K-pop, cosplay e Giorgio Vanni La giornata conclusiva si apre alle 11:00 con uno show tributo a Kpop Demon Hunters, film vincitore dell’Oscar come miglior animazione. Sul palco le ballerine M2B e la cantante Charlie Yay.   Segue un contest K-pop aperto ai ballerini del territorio.  Alle 15:00 torna la tradizionale gara cosplay, uno degli appuntamenti più amati del festival.  Gran finale alle 20:30 con il live di Giorgio Vanni, autore delle sigle più celebri dei cartoni animati, che torna in Calabria dopo il successo del 2022.  Autori, illustratori, giochi e aree tematiche Durante tutti e tre i giorni del festival è possibile incontrare autori e illustratori internazionali, partecipare a firmacopie, richiedere commission artistiche e immergersi nelle aree dedicate ai videogiochi, ai giochi da tavolo, ai giochi di ruolo e alle attività outdoor.  I biglietti sono disponibili su ticket.cosenzacomics.it e anche al botteghino durante gli orari del festival. Fri, 15 May 2026 06:51:16 +0000 Cosenza Il Premio Minerva di Anna Maria Mammoliti torna a Roma https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34353-il-premio-minerva-di-anna-maria-mammoliti-torna-a-roma.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34353-il-premio-minerva-di-anna-maria-mammoliti-torna-a-roma.html Il premio Minerva  ideato da Anna Maria Mammoliti torna a Roma con la sua XXXV edizione, confermandosi uno degli appuntamenti più autorevoli dedicati all’eccellenza femminile e alla promozione dei diritti delle donne. Nato nel 1983 da un’idea di Anna Maria Mammoliti, il riconoscimento – primo premio al femminile in Italia – è oggi promosso dall’Associazione Premio Minerva Anna Maria Mammoliti e rappresenta da oltre quarant’anni un simbolo di impegno civile, cultura e pari opportunità. Dal 2009 il Premio è dedicato alla sua fondatrice e continua a portare avanti la visione di una società fondata sull’uguaglianza, valorizzando ogni anno figure femminili che si distinguono nei campi del sapere, delle arti, delle professioni, dell’impresa e dell’impegno sociale. Una vera e propria “holding dei saperi”, come viene definita dagli organizzatori, capace di mettere in rete esperienze, competenze e percorsi di leadership femminile in Italia e nel mondo. La cerimonia si svolgerà nella prestigiosa cornice della Sala della Protomoteca, in Campidoglio, con il patrocinio del Senato della Repubblica Italiana, della Camera dei Deputati e della Regione Lazio, in collaborazione con la Presidenza dell’Assemblea Capitolina. Ad aprire la serata sarà Olga Mammoliti Severi, presidente dell’Associazione promotrice del Premio. L’edizione 2026 è presieduta da Saveria Dandini, mentre la conduzione sarà affidata alla giornalista Maria Chiara Carbone. Porterà il saluto istituzionale l’On. Svetlana Celli. Il Premio Minerva 2026 celebrerà undici personalità di altissimo profilo, donne che si sono distinte per competenza, visione e responsabilità nei rispettivi ambiti. Alle vincitrici sarà consegnata la storica spilla raffigurante la Dea Minerva, disegnata nel 1983 dal Maestro Renato Guttuso. Tra le premiate figura Balghis Badri, insignita del Premio Internazionale ai Diritti Umani e Civili per il suo impegno nei processi di pace e nella promozione dei diritti delle donne in Sudan e nel Corno d’Africa. A Pernilla Cento andrà il riconoscimento per il Digital Transformation Management, mentre Giorgia Todrani riceverà il premio alle Arti, consacrando ancora una volta tra le voci più amate della musica italiana contemporanea. Per l’Impegno Sociale sarà premiata Elena Bulfone, punto di riferimento nella tutela dei diritti e dell’inclusione delle persone con autismo. Il riconoscimento alla Cultura sarà assegnato a Marina Valensise, consigliere delegato della Fondazione INDA, storica istituzione che da oltre un secolo realizza le rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa. A Manuela Battaglia sarà attribuito il premio “Women for STEM” per il contributo alla ricerca scientifica internazionale e allo sviluppo di soluzioni innovative per la salute. Il premio allo Sviluppo e Innovazione andrà invece a Anna Mareschi Danieli, espressione di una leadership imprenditoriale di respiro internazionale. Tra le altre premiate figurano Maria Alessandra Sandulli per le Istituzioni, Francesca De Sanctis per l’Imprenditoria e Raffaella Menichetti per le Professioni, grazie a un percorso artistico capace di coniugare ricerca e linguaggio contemporaneo. Il Premio dell’Associazione Premio Minerva Anna Maria Mammoliti sarà invece conferito a Francesca De Masi, presidente della Cooperativa Sociale Bee Free, realtà impegnata nel contrasto alla violenza di genere, alla tratta e alle discriminazioni. Il riconoscimento “Premio all’Uomo” sarà assegnato a Padre Sandro Barlone, presidente della Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro, per il suo impegno umano, educativo e spirituale. A sostenere la XXXV edizione saranno importanti partner istituzionali e aziendali, tra cui Banca del Fucino, sponsor platinum del Premio, rappresentata dal presidente Mauro Masi. Presenti anche Enel, con la dott.ssa Veronica Jorio, e Consap, con l’amministratore delegato Vincenzo Sanasi d'Arpe. Nel corso della serata, l’attrice Valentina Martino Ghiglia interpreterà alcuni testi tratti da “CICATRICI”, installazione del progetto CHORR – Voci · Arte · Azioni, ideata dall’artista visiva Tiziana Ballarini in collaborazione con l’Associazione Premio Minerva Anna Maria Mammoliti. Il progetto, dedicato al contrasto della violenza di genere, raccoglie testimonianze, parole e segni di donne che hanno attraversato esperienze di violenza e che oggi trasformano il proprio percorso di rinascita in memoria viva attraverso l’arte. In oltre quarant’anni di storia, il Premio Minerva ha costruito un patrimonio culturale e umano straordinario, accogliendo tra le sue protagoniste figure di rilievo internazionale come Simone Veil, Nilde Iotti, Ursula von der Leyen, Margherita Hack e Monica Vitti. Un percorso che continua guardando al futuro, nel segno della libertà, della parità e del riconoscimento del talento femminile. Wed, 13 May 2026 15:07:05 +0000 Società e costume Il Premio Minerva di Anna Maria Mammoliti torna a Roma https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34353-il-premio-minerva-di-anna-maria-mammoliti-torna-a-roma.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34353-il-premio-minerva-di-anna-maria-mammoliti-torna-a-roma.html Il premio Minerva  ideato da Anna Maria Mammoliti torna a Roma con la sua XXXV edizione, confermandosi uno degli appuntamenti più autorevoli dedicati all’eccellenza femminile e alla promozione dei diritti delle donne. Nato nel 1983 da un’idea di Anna Maria Mammoliti, il riconoscimento – primo premio al femminile in Italia – è oggi promosso dall’Associazione Premio Minerva Anna Maria Mammoliti e rappresenta da oltre quarant’anni un simbolo di impegno civile, cultura e pari opportunità. Dal 2009 il Premio è dedicato alla sua fondatrice e continua a portare avanti la visione di una società fondata sull’uguaglianza, valorizzando ogni anno figure femminili che si distinguono nei campi del sapere, delle arti, delle professioni, dell’impresa e dell’impegno sociale. Una vera e propria “holding dei saperi”, come viene definita dagli organizzatori, capace di mettere in rete esperienze, competenze e percorsi di leadership femminile in Italia e nel mondo. La cerimonia si svolgerà nella prestigiosa cornice della Sala della Protomoteca, in Campidoglio, con il patrocinio del Senato della Repubblica Italiana, della Camera dei Deputati e della Regione Lazio, in collaborazione con la Presidenza dell’Assemblea Capitolina. Ad aprire la serata sarà Olga Mammoliti Severi, presidente dell’Associazione promotrice del Premio. L’edizione 2026 è presieduta da Saveria Dandini, mentre la conduzione sarà affidata alla giornalista Maria Chiara Carbone. Porterà il saluto istituzionale l’On. Svetlana Celli. Il Premio Minerva 2026 celebrerà undici personalità di altissimo profilo, donne che si sono distinte per competenza, visione e responsabilità nei rispettivi ambiti. Alle vincitrici sarà consegnata la storica spilla raffigurante la Dea Minerva, disegnata nel 1983 dal Maestro Renato Guttuso. Tra le premiate figura Balghis Badri, insignita del Premio Internazionale ai Diritti Umani e Civili per il suo impegno nei processi di pace e nella promozione dei diritti delle donne in Sudan e nel Corno d’Africa. A Pernilla Cento andrà il riconoscimento per il Digital Transformation Management, mentre Giorgia Todrani riceverà il premio alle Arti, consacrando ancora una volta tra le voci più amate della musica italiana contemporanea. Per l’Impegno Sociale sarà premiata Elena Bulfone, punto di riferimento nella tutela dei diritti e dell’inclusione delle persone con autismo. Il riconoscimento alla Cultura sarà assegnato a Marina Valensise, consigliere delegato della Fondazione INDA, storica istituzione che da oltre un secolo realizza le rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa. A Manuela Battaglia sarà attribuito il premio “Women for STEM” per il contributo alla ricerca scientifica internazionale e allo sviluppo di soluzioni innovative per la salute. Il premio allo Sviluppo e Innovazione andrà invece a Anna Mareschi Danieli, espressione di una leadership imprenditoriale di respiro internazionale. Tra le altre premiate figurano Maria Alessandra Sandulli per le Istituzioni, Francesca De Sanctis per l’Imprenditoria e Raffaella Menichetti per le Professioni, grazie a un percorso artistico capace di coniugare ricerca e linguaggio contemporaneo. Il Premio dell’Associazione Premio Minerva Anna Maria Mammoliti sarà invece conferito a Francesca De Masi, presidente della Cooperativa Sociale Bee Free, realtà impegnata nel contrasto alla violenza di genere, alla tratta e alle discriminazioni. Il riconoscimento “Premio all’Uomo” sarà assegnato a Padre Sandro Barlone, presidente della Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro, per il suo impegno umano, educativo e spirituale. A sostenere la XXXV edizione saranno importanti partner istituzionali e aziendali, tra cui Banca del Fucino, sponsor platinum del Premio, rappresentata dal presidente Mauro Masi. Presenti anche Enel, con la dott.ssa Veronica Jorio, e Consap, con l’amministratore delegato Vincenzo Sanasi d'Arpe. Nel corso della serata, l’attrice Valentina Martino Ghiglia interpreterà alcuni testi tratti da “CICATRICI”, installazione del progetto CHORR – Voci · Arte · Azioni, ideata dall’artista visiva Tiziana Ballarini in collaborazione con l’Associazione Premio Minerva Anna Maria Mammoliti. Il progetto, dedicato al contrasto della violenza di genere, raccoglie testimonianze, parole e segni di donne che hanno attraversato esperienze di violenza e che oggi trasformano il proprio percorso di rinascita in memoria viva attraverso l’arte. In oltre quarant’anni di storia, il Premio Minerva ha costruito un patrimonio culturale e umano straordinario, accogliendo tra le sue protagoniste figure di rilievo internazionale come Simone Veil, Nilde Iotti, Ursula von der Leyen, Margherita Hack e Monica Vitti. Un percorso che continua guardando al futuro, nel segno della libertà, della parità e del riconoscimento del talento femminile. Wed, 13 May 2026 15:07:05 +0000 Società e costume Concluse le attività della Frassati, da quest'anno anche "in movimento" https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34350-concluse-le-attivita-della-frassati-da-quest-anno-anche-in-movimento.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34350-concluse-le-attivita-della-frassati-da-quest-anno-anche-in-movimento.html Si sono concluse le attività di formazione culturale organizzate dalla biblioteca Pier Giorgio Frassati della Fondazione D’Ettoris, indirizzate agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. Anche per l’anno scolastico 2025/2026 è stata proposta l’iniziativa Bibliocinescuola avente l’obiettivo di promuovere la lettura attraverso metodologie multidisciplinari e integrate, valorizzare il “libro”, incentivare i più giovani a frequentare le biblioteche e a sviluppare uno spirito riflessivo e critico nell’approccio alle varie tematiche affrontate. Gli incontri si sono svolti presso i locali della biblioteca, coinvolgendo gli studenti delle diverse scuole partecipanti e offrendo loro momenti di riflessione. Attraverso la lettura ad alta voce di libri e la visione di prestigiosi film, gli alunni hanno avuto ancora una volta, la possibilità di affrontare tematiche importanti riguardanti il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza su cui hanno lavorato nel corso dell’anno per poter accedere al Premio Pino D’Ettoris. Il premio che si terrà prossimamente, si dividerà come sempre in tre categorie: lettori, scrittori e giornalisti televisivi. A loro come ogni anno, la Fondazione donerà libri. Per la prima volta, inoltre quest’anno, l’attività dedicata ai bambini dell’infanzia, è stata realizzata nelle scuole, iniziando così un processo di biblioteca in movimento. Il personale della biblioteca, recandosi presso gli istituti scolastici per lo svolgimento degli incontri, attraverso la lettura di significativi albi illustrati, ha cercato di potenziare il desiderio di conoscenza degli spazi e del patrimonio della biblioteca. La Fondazione ringrazia le scuole che hanno aderito “I.C. Papanice - V. Alfieri”, “I.C. M.G. Cututli - Don Milani”, I.C. A. Rosmini - Giovanni XXIII”, per la sensibilità dimostrata e per aver compreso che per la crescita del territorio è indispensabile  la collaborazione tra istituzioni. Wed, 13 May 2026 08:24:19 +0000 Crotone Graphic design, tre studenti dell’Accademia conquistano l’intero podio del OneMorePack 2026 a Napoli https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34349-graphic-design-tre-studenti-dell-accademia-conquistano-l-intero-podio-del-onemorepack-2026-a-napoli.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34349-graphic-design-tre-studenti-dell-accademia-conquistano-l-intero-podio-del-onemorepack-2026-a-napoli.html Primo, secondo e terzo posto del Premio OneMorePack 2026 sono stati consegnati tutti allo stesso indirizzo. Gli studenti di Graphic design dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro Francesca Palleria, Paolo Ionà e Francesco Antonio Ceniviva hanno conquistato l'intero podio di una delle competizioni di packaging design più seguite nel panorama nazionale. La cerimonia di premiazione si è tenuta nei giorni scorsi alla Città della Scienza di Napoli, nell'ambito della dodicesima edizione del concorso.  Il Premio OneMorePack e la sfida di quest'anno Organizzato da Grafica Metelliana, il Premio OneMorePack chiama ogni anno studenti provenienti dalle principali accademie e scuole di design italiane a confrontarsi con un brief professionale reale. La dodicesima edizione aveva come protagonista un'eccellenza tutta calabrese: il Vecchio Amaro del Capo, prodotto iconico della Distilleria Caffo — storica realtà fondata ai piedi dell'Etna da Giuseppe Caffo, con radici produttive a Limbadi, in Calabria. La sfida progettuale era ambiziosa: ideare un packaging cartotecnico in edizione limitata capace di destagionalizzare l'acquisto del prodotto — tradizionalmente legato alle festività e all'estate — proponendo nuovi rituali di consumo e occasioni di convivialità per un pubblico di consumatori tra i 25 e i 45 anni, attenti al design e all'esperienza. I progetti dovevano dimostrare coerenza visiva con l'identità di marca — mediterranea, autentica, conviviale — e prevedere accessori e contenuti capaci di rendere il packaging un oggetto da vivere, non solo da aprire.  I tre protagonisti Sul gradino più alto del podio è salita Francesca Palleria, il cui progetto ha convinto la giuria per la sua straordinaria coerenza tra concept e forma. Ogni scelta visiva — dalla cromia agli elementi iconici, dalla struttura del packaging all'esperienza di apertura — risulta motivata da una visione progettuale matura, perfettamente allineata al tone of voice del brand: autentico, mediterraneo, iconico e contemporaneo.  Il secondo posto è andato a Paolo Ionà, autore di un lavoro capace di immaginare un rituale di consumo originale e di costruirvi intorno un sistema di packaging funzionale, esteticamente risolto e narrativamente coerente. Il suo progetto si distingue per la capacità di tenere insieme vincolo formale e libertà espressiva, rendendo la funzione un elemento di racconto e non una costrizione.  Terzo posto per Francesco Antonio Ceniviva, premiato per un progetto dall'identità visiva forte e immediatamente riconoscibile. La giuria ha apprezzato l'originalità dell'approccio — capace di leggere il brand con uno sguardo fresco — e la solidità della soluzione progettuale, che rivela una sensibilità matura nel tradurre in forma il carattere del prodotto.  Tre letture diverse dello stesso brief. Tre soluzioni che hanno convinto la giuria più di tutte le altre in gara.  Una sfida nata in aula I tre lavori premiati sono maturati nell'ambito del Corso di Packaging della Scuola di Graphic Design dell'Accademia. La partecipazione al concorso non è stata casuale: è nata dalla proposta di Denise Melfi, docente del corso, che ha trasformato il brief di OneMorePack in una vera e propria sfida professionale in aula, accompagnando i propri studenti lungo tutto il percorso con rigore metodologico e fiducia nel loro potenziale. Una scommessa vinta, e vinta alla grande.  L’orgoglio dell’Accademia «Questo podio non è soltanto una vittoria di tre studenti straordinari: è la dimostrazione concreta di ciò che un'accademia può e deve essere - ha dichiarato il direttore Virgilio Piccari -. Quando formiamo, non trasmettiamo soltanto tecniche o linguaggi: costruiamo la capacità di stare nel mondo con uno sguardo originale e con gli strumenti per tradurlo in progetto. Francesca, Paolo e Francesco Antonio hanno dimostrato che quel percorso funziona, che il talento coltivato in un'aula di Catanzaro può confrontarsi con il meglio del design italiano e salire sul podio. E il loro è solo l’ultimo esempio di quanto i nostri studenti e le nostre studentesse siano apprezzati quando si misurano al di fuori delle mura dell’Accademia. Sono orgoglioso di loro e di tutta la Scuola di Graphic Design. Risultati come questo ci confermano nella direzione che abbiamo scelto: fare dell'Accademia di Belle Arti di Catanzaro un luogo dove l'eccellenza non è un'aspirazione, ma una pratica quotidiana». Wed, 13 May 2026 08:21:43 +0000 Catanzaro A Bari un momento di confronto sullo stato della famiglia nel nostro Paese https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34348-a-bari-un-momento-di-confronto-sullo-stato-della-famiglia-nel-nostro-paese.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34348-a-bari-un-momento-di-confronto-sullo-stato-della-famiglia-nel-nostro-paese.html Sabato 23 maggio 2026, alle ore 10.00, presso la Sala Conferenze della Biblioteca De Gemmis di Bari, si terrà l’incontro pubblico dal titolo “Il fragile domani. Paure, progetti e speranze delle famiglie italiane”, promosso dal Forum delle Associazioni Familiari di Puglia insieme alla Consulta di Pastorale Familiare della Conferenza Episcopale Pugliese. L’iniziativa rappresenta un importante momento di confronto sullo stato della famiglia nel nostro Paese e nel territorio pugliese, a partire dalla presentazione del CISF Family Report 2025, il rapporto annuale realizzato dal Centro Internazionale Studi Famiglia, da anni punto di riferimento nazionale per l’analisi delle trasformazioni sociali, relazionali ed economiche che coinvolgono le famiglie italiane. Il Report 2025, significativamente intitolato “Il fragile domani”, mette in luce le inquietudini che attraversano oggi molte famiglie: la precarietà economica, le difficoltà educative, il calo della natalità, l’incertezza rispetto al futuro e la crescente fatica nel progettare percorsi di vita stabili. Accanto a queste fragilità, tuttavia, emergono anche elementi di resilienza, reti di solidarietà e una persistente domanda di relazioni autentiche e di comunità. L’evento, patrocinato dal Consiglio Regionale della Puglia, dalla Città Metropolitana di Bari, dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e dallo stesso Centro Internazionale Studi Famiglia, vedrà la partecipazione di autorevoli rappresentanti del mondo accademico, ecclesiale e istituzionale. Ad aprire i lavori saranno Mons. Giuseppe Satriano, Presidente della Conferenza Episcopale Pugliese, Toni Matarelli, Presidente del Consiglio Regionale della Puglia, e Francesca Bottalico, Consigliera delegata alla Cultura della Città Metropolitana di Bari. L’introduzione sarà affidata a don Lorenzo Elia insieme a Teresa Fiore e Michele Colacicco, responsabili della Consulta di Pastorale Familiare della CEP. Cuore dell’incontro saranno gli interventi del sociologo Francesco Belletti, direttore del CISF e tra i maggiori studiosi italiani delle politiche familiari, della prof.ssa Valeria Rossini, ordinaria di Pedagogia generale e sociale presso il Dipartimento For.Psi.Com. dell’Università di Bari, e dell’on. Ubaldo Pagano, Presidente della Commissione Bilancio della Regione Puglia. L’incontro intende offrire non soltanto una lettura sociologica dei cambiamenti in atto, ma anche uno spazio di ascolto e dialogo tra istituzioni, mondo ecclesiale, associazionismo familiare e cittadinanza, nella convinzione che la famiglia continui a rappresentare un presidio fondamentale di coesione sociale, solidarietà e speranza per il futuro del Paese. A moderare i lavori sarà Giovanni Gallo, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari di Puglia. L’ingresso è libero, con prenotazione obbligatoria attraverso il seguente link: https://forms.gle/RJsgbvMTDuAHMVvz8. Wed, 13 May 2026 08:18:52 +0000 Bari La Lega Navale Italiana apre le porte della propria base nautica: arriva “Open Day 2026 – Il Mare come Scuola di Vita” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34343-la-lega-navale-italiana-apre-le-porte-della-propria-base-nautica-arriva-open-day-2026-il-mare-come-scuola-di-vita.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34343-la-lega-navale-italiana-apre-le-porte-della-propria-base-nautica-arriva-open-day-2026-il-mare-come-scuola-di-vita.html La Lega Navale Italiana Sezione di Reggio Calabria presenta “Open Day 2026 – Il Mare come Scuola di Vita”, una grande iniziativa dedicata alla cultura del mare, agli sport nautici e all’educazione ambientale, che si svolgerà nelle giornate di: ? Sabato 16 maggio 2026 ? Domenica 17 maggio 2026 ? Dalle ore 08:30 alle ore 14:00 ? Presso la Base Nautica della Lega Navale Italiana Sezione di Reggio Calabria – Sporting Stelle del Sud L’evento, completamente gratuito e aperto all’intera cittadinanza, nasce con l’obiettivo di avvicinare giovani, famiglie e appassionati al mondo del mare attraverso un’esperienza diretta, educativa e coinvolgente. Nel corso delle due giornate sarà prevista la partecipazione di circa 100 studenti del Convitto Nazionale Tommaso Campanella, che prenderanno parte alle attività formative e pratiche organizzate dalla Lega Navale Italiana insieme ad istruttori, esperti ed operatori del settore marittimo. Durante l’Open Day i partecipanti potranno assistere a una serie di micro-lezioni tematiche dedicate a: Vela Kite surf, SUP e wing foil Canoa Sport subacquei Pesca sportiva Sicurezza in mare e primo soccorso Tutela dell’ambiente marino Patenti nautiche A seguire, sarà possibile vivere in prima persona le varie discipline grazie agli stand pratici allestiti all’esterno della base nautica, con istruttori ed esperti pronti a guidare i partecipanti alla scoperta delle attività marinaresche. Uno dei momenti più attesi dell’evento sarà rappresentato dalle mini veleggiate gratuite, della durata di circa un’ora, che permetteranno ai partecipanti di osservare Reggio Calabria dal mare e vivere l’emozione della navigazione a vela. L’iniziativa vedrà inoltre la partecipazione di gruppi scout, associazioni del territorio ed enti istituzionali impegnati nella promozione della sicurezza, della legalità e della cultura marittima. “Il mare non è solo uno spazio da osservare, ma un luogo da vivere, conoscere e rispettare. È attraverso esperienze come questa che si formano i cittadini del mare di domani.” La partecipazione è gratuita, ma per motivi organizzativi è richiesta la registrazione online. ? Prenotazioni e iscrizioni: Eventbrite – Open Day 2026 Per ulteriori informazioni: ? reggiocalabria@leganavale.it Tue, 12 May 2026 07:50:30 +0000 Reggio Calabria Dall’Archivio alla Storia: documenti inediti raccontano la nascita della Sinagoga di Firenze https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34336-dall-archivio-alla-storia-documenti-inediti-raccontano-la-nascita-della-sinagoga-di-firenze.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34336-dall-archivio-alla-storia-documenti-inediti-raccontano-la-nascita-della-sinagoga-di-firenze.html Dall’Archivio alla Storia: documenti inediti raccontano la nascita della Sinagoga di Firenze | Dal 10 maggio al Museo Ebraico una nuova sezione presenta per la prima volta i materiali originali che testimoniano il percorso verso la costruzione del Tempio Il Museo Ebraico di Firenze annuncia l’apertura di una nuova sezione espositiva dedicata ai documenti dell’Archivio Storico della Comunità Ebraica, che per la prima volta vengono presentati al pubblico in un percorso organico e narrativo. L’esposizione, visitabile da domenica 10 maggio, offre uno sguardo inedito sulle vicende che portarono alla costruzione della Sinagoga di Firenze, inaugurata nel 1882, attraverso una selezione di materiali originali – lettere, registri, progetti, mappe e documenti amministrativi – mai esposti prima. Si tratta di testimonianze preziose che raccontano il lungo e complesso processo decisionale, economico e culturale che ha accompagnato la nascita del Tempio. “Questa nuova componente del percorso espositivo - spiega il direttore del Museo Ebraico di Firenze, Francesco Spagnolo - permette al pubblico che visita e alla comunità che vive la straordinaria architettura della sinagoga di conoscerne la storia in presa diretta. E porta finalmente i tesori dell’Archivio della comunità in seno al Museo, ampliandone gli orizzonti tematici”. Il percorso mette in luce momenti cruciali della storia della Comunità ebraica fiorentina: dal dibattito sulla scelta dell’area più idonea alla raccolta dei fondi, fino ai contributi di figure chiave come architetti, benefattori e membri delle istituzioni comunitarie. Particolare rilievo è dato ai documenti che illustrano il passaggio dall’antico ghetto di Via delle Oche alla nuova collocazione urbana, simbolo di emancipazione e integrazione. Questa nuova sezione valorizza il patrimonio dell’Archivio Storico, che si compone di 724 unità archivistiche e conserva documentazione dal XVI al XX secolo, rendendolo accessibile non solo agli studiosi ma anche al grande pubblico. L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di tutela, studio e divulgazione della memoria storica della Comunità Ebraica di Firenze. Attraverso un allestimento che combina rigore scientifico e capacità narrativa, il Museo in collaborazione con Opera Laboratori invita i visitatori a scoprire come i documenti d’archivio (il più antico risale al 1576, mentre la parte più consistente risale agli ultimi due secoli) possano trasformarsi in un racconto vivo, capace di restituire il contesto storico, sociale e umano che ha portato alla realizzazione di uno dei luoghi simbolo della città. La selezione dei materiali è a cura di Sandra Bacchitta, Milka Ventura e Francesco Spagnolo. Fonte Uff.St. A.Acampa Fri, 08 May 2026 15:48:39 +0000 Cultura “Summer Camp Energy 2026”: il quartiere Sperone di Palermo a misura di bambino https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34334-summer-camp-energy-2026-il-quartiere-sperone-di-palermo-a-misura-di-bambino.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34334-summer-camp-energy-2026-il-quartiere-sperone-di-palermo-a-misura-di-bambino.html Al via la seconda edizione del Summer Camp Energy 2026, il campus estivo gratuito dedicato a oltre 120 bambini dello Sperone. Il progetto, arrivato al secondo anno, è finanziato da The Human Safety Net, fondazione del gruppo Generali ed è realizzato da Fondazione Reggio Children - Centro Loris Malaguzzi in collaborazione, a Palermo, con l’Istituto comprensivo Sperone-Pertini e con le associazioni Ecomuseo Mare Memoria Viva e Cuore che vede. Un’iniziativa che propone un modello educativo d’eccellenza per contrastare la povertà educativa in periferia. Previsti anche uno sportello di ascolto rivolto ai genitori e tante attività di orientamento per le famiglie.   I giornalisti e le testate sono invitati alla presentazione del programma e delle attività che si terrà: domani 9 maggio alle 10 all’Istituto comprensivo Sperone-Pertini  Plesso Puglisi, via Nicolò Giannotta n.4  Interverrà la dirigente scolastica Antonella Di Bartolo. Sarà l’occasione per fare la pre-iscrizione, conoscere da vicino i laboratori di Fondazione Reggio Children e confrontarsi con gli educatori di Ecomuseo Mare memoria viva.    Fri, 08 May 2026 08:43:13 +0000 Palermo Seconda giornata di lavori del Seminario Internazionale delle Città Metropolitane per l’Inclusione https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34333-seconda-giornata-di-lavori-del-seminario-internazionale-delle-citta-metropolitane-per-l-inclusione.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34333-seconda-giornata-di-lavori-del-seminario-internazionale-delle-citta-metropolitane-per-l-inclusione.html Proseguono a Palazzo Alvaro, sede della Città Metropolitana di Reggio Calabria, le sessioni di lavoro del Seminario Residenziale Internazionale delle Città Metropolitane per l’Inclusione “Politiche urbane transatlantiche”. Dopo la cerimonia inaugurale, l'agenda si è concentrata su quattro panel tematici, che hanno visto la partecipazione attiva di rappresentanti di amministrazioni locali italiane, statunitensi, canadesi ed europee. Governance Locale dell’Inclusione La prima sessione, moderata da Agnese Canevari, Direttrice Generale dell’Ufficio per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha affrontato il tema della promozione dell’inclusione attraverso politiche, programmi e partnership concrete. Al dibattito hanno portato i propri contributi le città di Torino, Genova, Bari, Los Angeles (California) e Mechelen (Belgio), condividendo esempi pratici e lezioni apprese. Prevenzione dell’Odio Online e Offline Il secondo panel, moderato da Eunice Lee dello Strong Cities Network, è stato dedicato allo scambio di soluzioni innovative, a guida locale, per affrontare le cause e le manifestazioni dell'odio. Hanno partecipato al confronto le città di Cagliari, Firenze, Reggio Calabria, Philadelphia (Pennsylvania), Ottawa (Ontario) e Graz (Austria). Giovani, Inclusione e Spazio Pubblico Nel pomeriggio, con la moderazione di Benedetto Zacchiroli, Presidente dell’ICCAR, si è discusso del coinvolgimento dei giovani come protagonisti delle politiche inclusive e del ruolo degli spazi pubblici nel favorire l’interazione tra comunità. Sono intervenute le città di Edmonton (Alberta), Newark (New Jersey) e Fuenlabrada (Spagna). La giornata si è conclusa con il panel sulla salvaguardia della coesione sociale in quartieri caratterizzati da forte diversità. Moderato da Charlotte Moeyens di Strong Cities Network, ha visto la partecipazione delle città di Milano, Venezia, Napoli, Pittsburgh (Pennsylvania) e Oslo (Norvegia), chiamate a presentare approcci e programmi per prevenire e superare le barriere all'inclusione. I lavori del seminario, che confermano la Città Metropolitana di Reggio Calabria come crocevia di un dialogo transatlantico fondato sullo scambio di buone pratiche, proseguiranno domani, venerdì 8 maggio, sempre a Palazzo Alvaro. Il programma prevede sessioni sul coordinamento tra livelli locali e nazionali e sulla cooperazione city-to-city, per concludere con una visita nel borgo storico di Scilla. Fri, 08 May 2026 08:41:24 +0000 Reggio Calabria "Abitare il Rinascimento: Arredi domestici a Siena dal XV secolo all'epoca della Maniera" https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34330-abitare-il-rinascimento-arredi-domestici-a-siena-dal-xv-secolo-all-epoca-della-maniera.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34330-abitare-il-rinascimento-arredi-domestici-a-siena-dal-xv-secolo-all-epoca-della-maniera.html In anteprima stampa della mostra "ABITARE IL RINASCIMENTO. Arredi domestici a Siena dal XV secolo all'epoca della Maniera" che si terrà giovedì, 21 maggio alle ore 12 presso Palazzo delle Papesse di Siena. Saranno presenti: Giuseppe Costa, presidente e amministratore delegato di Opera Laboratori; Riccardo Coppini presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena; Laura Bonelli e Marilena Caciorgna curatrici dell'esposizione. L'esposizione è stata prodotta da Opera Laboratori, Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Vernice Progetti ed è accompagnata da un catalogo edito da Sillabe. La mostra, ospitata nelle sale di Palazzo delle Papesse, dimora rinascimentale appartenuta a Caterina Piccolomini, sorella di Papa Pio II, documenta, attraverso più di ottanta opere, la feconda produzione di arte domestica sviluppatasi a Siena tra il XV e il XVI secolo.  Arredi come cassoni, spalliere, lettucci, testate di letto, manufatti tessili e suppellettili, saranno protagonisti di un percorso che intende restituire la ricchezza e la varietà di una cultura figurativa destinata all’ornamento degli spazi abitativi. Si tratta di oggetti che, un tempo parte integrante dell’arredo delle residenze nobiliari, risultano oggi dispersi e conservati in musei italiani e stranieri, dove non sempre sono immediatamente riconoscibili nella loro originaria funzione: decontestualizzati, appaiono spesso come semplici dipinti esposti alle pareti delle gallerie. Tali arredi erano destinati prevalentemente alla camera da letto, ambiente privilegiato del palazzo, strettamente connesso alla celebrazione del matrimonio e alla perpetuazione della stirpe. Nell’ambito di questa esposizione l’opera conserva il suo valore storico-artistico, tuttavia, l’attenzione si concentra anche sulla complessa realtà in cui essa è nata: sulle relazioni tra artista e committente, dell'ideatore del programma iconografico che ne ha determinato il soggetto ispirandosi ai testi antichi e alle consuetudini dell’epoca.  Per il tramite di allestimenti, il fine è di ricostruire stanze e ambienti mediante l’inserimento di spalliere, cassoni, ecc. che, raffigurando storie di eroi ed eroine, svolgevano anche una funzione educativa, in particolare nei confronti della giovane sposa, richiamandola alle virtù dell’amore coniugale e della fedeltà. Un altro aspetto della mostra riguarda il collezionismo da parte di coloro che acquisirono dal mercato quelle opere per arredare il proprio palazzo mostrando la consapevolezza del valore di un genere che rischiava di emigrare in maniera definitiva nei paesi anglosassoni. Si tratta di una concezione di esposizione innovativa, che non si limita a presentare al pubblico una selezione di significative opere della scuola senese, ma si propone di ricreare l’ambiente domestico per il quale esse furono concepite, restituendole, per quanto possibile, alla loro originaria funzione. Allo stesso modo sarà possibile seguire un itinerario artistico che tenga conto degli artisti della scuola senese e delle loro efficienti botteghe, fra i quali segnaliamo la presenza di Francesco di Giorgio Martini, Benvenuto di Giovanni, Bernardino Fungai, Girolamo del Pacchia, Domenico Beccafumi, Andrea Piccinelli, detto il Brescianino, ecc. “Abitare il Rinascimento” si avvale di numerosi prestiti provenienti da istituzioni e musei italiani e stranieri, tra cui la Banca Monte dei Paschi (alcune opere si trovano nei depositi della Collezione Chigi-Saracini), della Fondazione Monte dei Paschi, dell’Opera della Metropolitana di Siena, dell’Arcidiocesi di Siena, Colle val d’Elsa, Montalcino della Pinacoteca Nazionale di Siena, della Società di Esecutori di Pie Disposizioni, del Museo Diocesano di Pienza, del Museo Stibbert di Firenze, del Museo del Bargello di Firenze, del Musée du Petit Palais - Musée du Louvre en Avignon, oltreché da collezionisti privati. Nell’occasione sono stati eseguiti numerosi restauri da parte di prestigiosi laboratori, restituendo lo splendore originario a numerose tavole e ad alcune suppellettili. Prodotta da Opera Laboratori e Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Vernice Progetti, la mostra è curata da Laura Bonelli e Marilena Caciorgna. Il catalogo è pubblicato da Sillabe.   Fonte Uff.St : A.Acampa Thu, 07 May 2026 15:52:36 +0000 Arte Al via il progetto “Casa Circondariale Solidale CardioProtetta” cofinanziato dalla Rotary Foundation e dal Distretto 2102 https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34329-al-via-il-progetto-casa-circondariale-solidale-cardioprotetta-cofinanziato-dalla-rotary-foundation-e-dal-distretto-2102.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34329-al-via-il-progetto-casa-circondariale-solidale-cardioprotetta-cofinanziato-dalla-rotary-foundation-e-dal-distretto-2102.html Una giornata di straordinario valore sociale, sanitario e umano quella svolta oggi, 6 maggio 2026, presso la Casa Circondariale di Crotone, dove è stato ufficialmente avviato il progetto “Casa Circondariale Solidale CardioProtetta”, cofinanziato dalla Rotary Foundation e dal Distretto Rotary 2102. Per la realizzazione del primo step operativo del progetto, dedicato alla formazione BLSD e al primo soccorso, il Rotary ha scelto di affidarsi alla competenza della SIMEUP Crotone, chiamata a svolgere il corso certificato rivolto al personale amministrativo e alla Polizia Penitenziaria della struttura. L’iniziativa rappresenta un importante esempio di collaborazione tra istituzioni, associazionismo e mondo sanitario, con l’obiettivo di promuovere sicurezza, prevenzione e cultura del soccorso anche all’interno di contesti complessi e delicati come quello penitenziario. La SIMEUP Crotone protagonista della formazione BLSD Il primo step del progetto ha previsto il corso abilitante BLSD per personale laico, finalizzato all’utilizzo del defibrillatore semiautomatico (DAE) e alle manovre di primo soccorso. La formazione è stata certificata dalla SIMEUP e diretta dal Direttore del Corso Giovanni Capocasale, figura di riferimento nell’ambito della formazione sanitaria territoriale e della diffusione della cultura dell’emergenza. Grazie alla sua guida e alla consolidata esperienza nel settore, il corso ha consentito ai partecipanti di acquisire competenze pratiche e operative fondamentali per affrontare situazioni di emergenza sanitaria all’interno della struttura. Fondamentale anche il contributo degli Istruttori Nazionali BLSD SIMEUP, il Dott. Daniele Ermanno e Gaetano Nicoletta, che hanno curato le sessioni teoriche e pratiche con elevata professionalità e competenza. Attraverso simulazioni realistiche e addestramento pratico all’utilizzo del defibrillatore, il personale coinvolto ha potuto apprendere le corrette manovre di rianimazione cardiopolmonare e le procedure salvavita previste nei casi di arresto cardiaco improvviso. Formazione salvavita per Polizia Penitenziaria e personale amministrativo L’importanza della formazione BLSD all’interno di una Casa Circondariale assume un valore strategico. La Polizia Penitenziaria e il personale amministrativo operano quotidianamente in un contesto dove la rapidità di intervento può risultare decisiva per la tutela della salute e della vita delle persone presenti nella struttura. La presenza di operatori formati: migliora la sicurezza sanitaria interna; riduce i tempi di risposta nelle emergenze; aumenta le probabilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco; promuove una cultura della prevenzione e della responsabilità condivisa. L’arresto cardiaco improvviso richiede infatti interventi immediati: ogni minuto perso riduce drasticamente le possibilità di sopravvivenza. Per questo motivo la diffusione delle competenze BLSD rappresenta oggi uno strumento fondamentale di tutela collettiva. Presenti la Direttrice Maria Stella Fedele e il Comandante Claudio Caruso Alla giornata formativa hanno preso parte la Direttrice della Casa Circondariale Maria Stella Fedele e il Comandante della Polizia Penitenziaria Claudio Caruso, che hanno espresso apprezzamento per il progetto e per il lavoro svolto. La loro presenza ha sottolineato l’importanza istituzionale dell’iniziativa e il forte impegno condiviso verso la sicurezza sanitaria e il miglioramento della qualità dei servizi interni alla struttura.  Consegnata la targa di “Struttura Cardioprotetta” Al termine del corso è stata conferita alla Casa Circondariale di Crotone la targa di “Struttura Cardioprotetta”, simbolo concreto dell’impegno assunto nel campo della prevenzione cardiovascolare e della tutela della salute. Un riconoscimento che certifica il percorso avviato oggi e che rappresenta il primo importante traguardo del progetto. Dopo il primo step dedicato alla formazione BLSD del personale amministrativo e della Polizia Penitenziaria, il programma entrerà nella sua fase operativa con l’installazione di un defibrillatore semiautomatico (DAE) all’interno della struttura penitenziaria. Si tratta di un passaggio fondamentale che completerà il percorso di cardioprotezione avviato oggi grazie alla formazione certificata dalla SIMEUP. La presenza del defibrillatore, unita alla preparazione del personale formato durante il corso, consentirà di garantire un intervento rapido ed efficace in caso di emergenze cardiache, aumentando significativamente il livello di sicurezza all’interno dell’istituto. Ma il progetto guarda anche oltre l’aspetto sanitario, ponendo grande attenzione alla dimensione sociale e umana della vita carceraria. Uno dei momenti più significativi sarà infatti rappresentato dalla realizzazione di un’area verde dedicata ai colloqui tra detenuti e familiari, con particolare attenzione ai bambini. L’obiettivo è quello di rendere più accoglienti, sereni e dignitosi gli incontri tra i detenuti e i propri figli, trasformando il momento del colloquio in uno spazio più umano e meno traumatico per i più piccoli. L’area verrà attrezzata con giochi per bambini, sedute dedicate e spazi separati pensati per garantire maggiore privacy, tranquillità e intimità durante gli incontri familiari. Un intervento dal forte valore sociale che testimonia la volontà di mettere al centro la persona, i legami affettivi e il benessere emotivo dei bambini coinvolti. L’intero progetto rappresenta inoltre un importante esempio di collaborazione territoriale e di sinergia associativa. Fondamentale è stato infatti il contributo dei club Rotary del territorio che hanno scelto di unire risorse, competenze e sensibilità per dare vita a un’iniziativa concreta e innovativa. Hanno partecipato al progetto: Rotary Club Crotone, Rotary Club Cirò, Rotary Club Strongoli, Rotary Club Petilia Policastro Valle del Tacina Centenario ,Rotary Club Santa Severina ,Rotaract Crotone ,Interact Crotone ,Inner Wheel Crotone, La conclusione ufficiale del progetto avverrà alla presenza del Governatore Dino De Marco, del DRFC Luciano Lucania e delle sottocommissioni distrettuali, a testimonianza dell’importanza che questa iniziativa riveste non soltanto per il territorio crotonese, ma anche come modello di solidarietà, prevenzione e inclusione sociale. SIMEUP Crotone: formazione e prevenzione al servizio del territorio La partecipazione della SIMEUP Crotone a questo importante progetto conferma ancora una volta il ruolo centrale dell’associazione nella diffusione della cultura dell’emergenza, della prevenzione e della formazione sanitaria sul territorio. Essere stati chiamati dal Rotary per la realizzazione del corso BLSD rappresenta un riconoscimento importante della qualità formativa e della professionalità maturata negli anni dalla SIMEUP Crotone nel settore della formazione salvavita. La creazione di strutture cardioprotette e la diffusione delle competenze BLSD rappresentano oggi strumenti fondamentali per costruire comunità più sicure, preparate e attente alla tutela della vita. Thu, 07 May 2026 07:55:08 +0000 Crotone “A un passo dal domani”: Bari tra le città raccontate nel documentario di Cesvi e Factanza sulle periferie dimenticate https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34328-a-un-passo-dal-domani-bari-tra-le-citta-raccontate-nel-documentario-di-cesvi-e-factanza-sulle-periferie-dimenticate.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34328-a-un-passo-dal-domani-bari-tra-le-citta-raccontate-nel-documentario-di-cesvi-e-factanza-sulle-periferie-dimenticate.html C’è anche Bari tra le città protagoniste di “A un passo dal domani”, il documentario realizzato da Factanza Media insieme a CESVI e presentato il 6 maggio al Cinema Anteo di Milano. Un docufilm di circa 45 minuti che attraversa le periferie di Napoli, Bari e Siracusa per raccontare cosa significa oggi proteggere l’infanzia nei territori dove il rischio di esclusione, povertà educativa e marginalità è più alto. Al centro del racconto barese c’è la Casa del Sorriso di CESVI nel quartiere San Paolo, presidio educativo e sociale attivo in un’area che soffre di isolamento, violenza e povertà educativa. Secondo l’Indice di disagio socioeconomico dell’Istat, l’area presenta un valore IDISE pari a 103,9, superiore alla soglia di riferimento di 100, che indica una condizione di disagio più elevata. Nel 2025, proprio a Bari, la Casa del Sorriso CESVI ha supportato 1.021 beneficiari, di cui 719 minorenni, offrendo ascolto, sostegno educativo, supporto psicologico e accompagnamento alle famiglie. Il documentario sceglie di partire da queste storie per mostrare una realtà spesso poco visibile: quella di bambini, ragazzi, operatori e comunità che ogni giorno costruiscono spazi di relazione, fiducia e possibilità in contesti dove crescere può essere più difficile. La proiezione è stata preceduta da un dialogo, incentrato sul tema delle disuguaglianze, presentato da Bianca Arrighini, CEO e Co-founder di Factanza Media, a cui hanno partecipato Roberto Vignola, Vicedirettore Generale di CESVI, Andrea Forghieri, Executive Director Intesa Sanpaolo per il Sociale, insieme a Flavia Restivo, politologa, autrice e divulgatrice italiana, e Claudia Fauzia, attivista ed economista esperta di politiche di genere. «Questo documentario nasce dal desiderio di mostrare che cosa significa, oggi, proteggere l’infanzia nei territori più fragili del nostro Paese. Le Case del Sorriso non sono solo luoghi fisici, ma spazi di relazione, fiducia e possibilità, dove bambini e ragazzi possono trovare ascolto, strumenti e adulti capaci di esserci davvero. Portare queste storie al pubblico significa chiedere a tutti di guardare più da vicino una realtà troppo spesso invisibile e allo stesso tempo far comprendere quanto sia possibile cambiare un destino, che sembra scritto, con il giusto supporto», dichiara Roberto Vignola, vicedirettore generale di CESVI. «Oggi i media hanno una responsabilità cruciale, perché decidono ogni giorno quali mondi mettere a fuoco e quali invece lasciare sullo sfondo. Con “A un passo dal domani” abbiamo voluto portare lo sguardo su un’Italia che esiste nel silenzio del dibattito pubblico. È l’Italia delle periferie, dove il luogo in cui si nasce può ancora incidere su opportunità, diritti e futuro delle nuove generazioni. Per Factanza fare informazione significa anche questo: raccontare questi territori fuori dalla solita cronaca emergenziale, per restituire la complessità e la dimensione umana che esprimono» ha aggiunto Bianca Arrighini, CEO e Co-founder di Factanza Media. Le Case del Sorriso - alla cui progettualità contribuisce anche Intesa Sanpaolo - sono luoghi sicuri in cui bambini, adolescenti e famiglie in condizione di vulnerabilità trovano ascolto, sostegno educativo, supporto psicologico e accompagnamento alla genitorialità. Oggi il Programma Case del Sorriso è attivo a Milano, Bari, Napoli e Siracusa, attraverso centri di coordinamento di attività sociali educative e di sensibilizzazione per bambini e donne a rischio. Nel 2025, il programma Case del Sorriso ha sostenuto in Italia 2.093 persone, di cui 1.384 minorenni. Un impegno che si misura con un bisogno profondo: nel nostro Paese si stima che 1 milione di bambini sia vittima di maltrattamenti e/o trascuratezza. Inoltre, circa 1,3 milioni di minorenni vivono in povertà assoluta, con un’incidenza molto più alta nel Mezzogiorno rispetto al Centro-Nord. Dopo una prima fase di proiezioni dal vivo, “A un passo dal domani” sarà disponibile anche su YouTube, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la diffusione del progetto. La presentazione del documentario si inserisce in un contesto più ampio di sensibilizzazione sui diritti dell’infanzia e sull’urgenza di rafforzare i servizi educativi e di cura nei territori più esposti alla marginalità. In questa direzione, CESVI presenterà a giugno una nuova edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia, lo studio che analizza la vulnerabilità di bambini e adolescenti nei diversi territori del Paese e che, nell’ultima edizione disponibile, ha confermato un forte divario tra Nord e Sud. Thu, 07 May 2026 07:52:13 +0000 Bari Quando l’amore diventa trappola. Femminicidio e Narcisismo Patologico: a Partinico un confronto necessario https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34326-quando-l-amore-diventa-trappola-femminicidio-e-narcisismo-patologico-a-partinico-un-confronto-necessario.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34326-quando-l-amore-diventa-trappola-femminicidio-e-narcisismo-patologico-a-partinico-un-confronto-necessario.html A volte la violenza non urla. Si insinua lentamente, prende la forma dell’amore, del controllo camuffato da premura, della gelosia scambiata per attenzione. È da qui che nasce il convegno “Quando l’amore diventa trappola. Femminicidio e narcisismo patologico”, in programma lunedì 11 maggio 2026, dalle 10.00 alle 12.00, a Partinico presso la Reale Cantina Borbonica. Un appuntamento che non è soltanto un evento culturale, ma un atto di coscienza collettiva, promosso con il coinvolgimento di diverse associazioni e realtà del territorio, unite dall’urgenza di parlare apertamente di violenza di genere, di prevenirla e di riconoscerne i segnali prima che sia troppo tardi. Il convegno affronta uno dei nodi più complessi e dolorosi della cronaca contemporanea: il legame tra narcisismo patologico e femminicidio, tra relazioni tossiche e dinamiche di potere che possono condurre a esiti irreversibili. Non numeri freddi, ma storie che spesso iniziano in silenzio e finiscono tragicamente sotto gli occhi di tutti. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Partinico Pietro Rao, del Vicesindaco Dorotea Speciale e dell’Assessore alla Pubblica Istruzione Nicola DeGaetano, il dibattito entrerà nel vivo con il contributo di esperti che offriranno una lettura profonda e accessibile del fenomeno. Interverranno: - Andrea Giostra, psicologo clinico e criminologo, - Rosa Maria Sciortino, avvocato del Foro di Termini Imerese, - Mariangela Sciandra, professore associato di Statistica presso l’Università di Palermo, - Loredana Berritta, delegata regionale Zero Molestie SINALP.  Quattro voci, quattro prospettive diverse, unite da un obiettivo comune: dare strumenti per capire, per riconoscere le dinamiche manipolative, per sapere che chiedere aiuto è possibile e necessario. A moderare l’incontro sarà la prof.ssa Fausta Santagati, docente di Lettere presso l’Istituto Tecnico “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Partinico, che accompagnerà il pubblico in un percorso di ascolto e riflessione. L’iniziativa vuole parlare a tutti: studenti, famiglie, professionisti, operatori sociali, cittadini, perché la violenza di genere non è un problema privato, ma una ferita che riguarda l’intera comunità. Informare, educare e sensibilizzare restano le armi più forti per spezzare il ciclo della violenza. Un incontro per capire che l’amore non deve mai fare paura. Un’occasione per trasformare la consapevolezza in responsabilità. Sede dell’evento: Reale Cantina Borbonica – Museo delle Tradizioni Storiche, Culturali ed Agricole Via Principe Umberto, 312 – Partinico (PA). Thu, 07 May 2026 07:47:22 +0000 Palermo A Palazzo Alvaro la cerimonia ufficiale di apertura del Seminario Residenziale Internazionale delle Città Metropolitane per l’Inclusione https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34325-a-palazzo-alvaro-la-cerimonia-ufficiale-di-apertura-del-seminario-residenziale-internazionale-delle-citta-metropolitane-per-l-inclusione.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34325-a-palazzo-alvaro-la-cerimonia-ufficiale-di-apertura-del-seminario-residenziale-internazionale-delle-citta-metropolitane-per-l-inclusione.html Si è tenuta nella Sala Monsignor Ferro di Palazzo Alvaro, sede della Città Metropolitana di Reggio Calabria, la cerimonia ufficiale di apertura del Seminario Residenziale Internazionale delle Città Metropolitane per l’Inclusione, dal titolo “Politiche urbane transatlantiche”, in programma a Reggio Calabria dal 6 al 9 maggio.  L’iniziativa rappresenta un importante momento di confronto istituzionale e operativo tra città metropolitane italiane, realtà urbane europee e nordamericane, reti internazionali e organismi impegnati nella promozione dell’inclusione, nel contrasto alle discriminazioni e nella costruzione di politiche urbane capaci di rispondere alle trasformazioni sociali contemporanee.  La cerimonia si è aperta con il discorso di benvenuto del Sindaco metropolitano di Reggio Calabria, che ha sottolineato il valore dell’accoglienza istituzionale e il ruolo dei territori nella definizione di strategie condivise per città più inclusive, coese e accessibili. Dopo di lui il saluto della Direttrice Generale dell’Ufficio per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Agnese Canevari. Sono quindi intervenuti il Presidente dell’ICCAR, Benedetto Zacchiroli, e il Direttore Esecutivo di Strong Cities Network,  Eric Rosand, che hanno richiamato l’importanza del lavoro congiunto tra istituzioni nazionali, amministrazioni locali e reti globali di città per prevenire fenomeni di odio, discriminazione ed esclusione, promuovendo al contempo partecipazione, coesione sociale e governance urbana inclusiva.  Il Seminario, ospitato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, conferma la volontà di costruire uno spazio di dialogo transatlantico fondato sullo scambio di esperienze, buone pratiche e strumenti operativi. Al centro dei lavori vi sono temi cruciali quali la governance locale dell’inclusione, la prevenzione dell’odio online e offline, il protagonismo dei giovani nello spazio pubblico, la coesione sociale nei quartieri caratterizzati da elevata diversità, il coordinamento tra livelli locali e nazionali e la cooperazione tra città come leva concreta di intervento.  Nel corso della giornata inaugurale si è tenuta anche la visita al Museo Archeologico di Reggio Calabria. I lavori proseguiranno domani, 7 maggio, a Palazzo Alvaro, con una prima sessione dedicata alla governance locale dell’inclusione, facilitata da ICCAR, alla quale prenderanno parte le città di Milano, Messina, Palermo e rappresentanti di città statunitensi ed europee. Seguirà un panel sulla prevenzione dell’odio online e offline, facilitato dallo Strong Cities Network, con il contributo delle città di Catania, Roma, Savannah in Georgia e Graz in Austria.  Nel pomeriggio, il programma affronterà il tema giovani, inclusione e spazio pubblico, con la proiezione del documentario ICCAR dedicato al Bootcamp e la presentazione dell’esperienza italiana del 21 marzo a cura dell’UNAR. La sessione vedrà il coinvolgimento, tra le altre, delle città di Firenze, Genova, Rochester Hills, Edmonton e ulteriori realtà europee. La giornata si concluderà con un panel sulla coesione sociale nei quartieri ad alta diversità, facilitato dallo Strong Cities Network, con la partecipazione di Cagliari, Reggio Calabria e città europee.  Venerdì 8 maggio, sempre a Palazzo Alvaro, i lavori continueranno con il panel dedicato al coordinamento tra livelli locali e nazionali nelle politiche di inclusione, facilitato dall’UNAR, con la partecipazione di Bologna, Torino, Bari e Heidelberg. A seguire, una sessione sulla cooperazione city-to-city come strumento operativo, con il contributo di Napoli, Venezia, Sassari e Columbus, Ohio.  Nel pomeriggio dell’8 maggio è prevista una sessione di coordinamento moderata dall’UNAR ed un momento conclusivo del Seminario con la visita nello splendido scenario di Scilla. Thu, 07 May 2026 07:45:26 +0000 Reggio Calabria NBC Camps italia festeggia il suo 20° anniversario https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34323-nbc-camps-italia-festeggia-il-suo-20-anniversario.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34323-nbc-camps-italia-festeggia-il-suo-20-anniversario.html Nel 2026 NBC Camps Italia celebra un traguardo significativo: vent’anni di attività nel settore dei campi estivi di pallacanestro, un percorso che ha contribuito alla formazione sportiva e personale di migliaia di giovani atleti. L’edizione estiva di quest’anno segna infatti il ventennale della presenza nel Paese, confermando il ruolo dell’organizzazione come punto di riferimento nel panorama cestistico giovanile. Le origini di NBC Camps risalgono al 1971, quando il progetto prese vita negli Stati Uniti, a Spokane, nello Stato di Washington, con l’obiettivo di sviluppare un modello formativo basato sulla crescita completa dell’atleta. Fin dall’inizio, l’approccio non si è limitato agli aspetti tecnici del gioco, ma ha puntato a integrare preparazione fisica, sviluppo mentale e valori educativi. Nel corso degli anni, l’organizzazione ha progressivamente ampliato la propria presenza oltre i confini americani, arrivando in Europa e consolidandosi in Paesi come il Regno Unito e l’Italia. Proprio nel contesto italiano, NBC Camps ha costruito una posizione di rilievo tra i camp estivi dedicati alla pallacanestro, distinguendosi per un’offerta formativa strutturata e orientata alla crescita globale dei partecipanti. L’anniversario dei vent’anni rappresenta non solo un momento celebrativo, ma anche un’occasione per rafforzare l’identità del progetto e rilanciarne le prospettive future. Per l’edizione 2026, il programma prevede la partecipazione di ospiti di rilievo del panorama cestistico nazionale e internazionale, oltre a una serie di iniziative pensate sia per gli atleti sia per gli allenatori, con l’obiettivo di favorire il confronto e la condivisione di esperienze. Al centro dell’attività rimane la filosofia educativa che ha caratterizzato NBC Camps fin dalle sue origini: un approccio che considera lo sport come strumento di formazione personale, capace di incidere sul carattere e sulla crescita dei giovani. In questo senso, il camp si propone non soltanto come luogo di allenamento, ma come spazio in cui sviluppare competenze trasversali e valori fondamentali. A sottolineare questa visione è stato Timos Philippou, fondatore e presidente dell’organizzazione, che ha ribadito come l’obiettivo principale non sia esclusivamente il miglioramento dei fondamentali tecnici, ma anche la trasmissione dei principi cardine della pallacanestro: spirito di squadra, rispetto e resilienza. Valori che, secondo Philippou, rappresentano il vero elemento distintivo dell’esperienza NBC Camps. In vent’anni di attività in Italia, il progetto ha coinvolto un numero crescente di giovani cestisti, contribuendo alla diffusione di una cultura sportiva attenta non solo alla performance, ma anche alla dimensione educativa. Un percorso che oggi, con il raggiungimento di questo importante anniversario, guarda al futuro con l’intenzione di continuare a investire nella formazione delle nuove generazioni, mantenendo al centro l’equilibrio tra crescita tecnica e sviluppo umano. Wed, 06 May 2026 14:55:22 +0000 Sport Noleggio auto 2026: primo trimestre da record con una quota di mercato al 34% https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34322-noleggio-auto-2026-primo-trimestre-da-record-con-una-quota-di-mercato-al-34.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34322-noleggio-auto-2026-primo-trimestre-da-record-con-una-quota-di-mercato-al-34.html Il mercato automobilistico italiano apre il 2026 confermando una tendenza ormai strutturale: la transizione dalla proprietà all'uso. Gli italiani abbandonano sempre di più l’acquisto dell’auto per scegliere nuove formule di mobilità, prima tra tutti il noleggio a lungo termiche che, secondo le ultime analisi di settore relative al primo trimestre 2026, continua a crescere. Il comparto, infatti, ha messo a segno risultati straordinari, superando le performance delle immatricolazioni nazionali. I dati evidenziano una crescita solida e costante, con cifre che parlano chiaro: il noleggio ha raggiunto una quota di mercato record del 33,6%. In pratica, un veicolo su tre immatricolato in Italia nei primi tre mesi dell'anno appartiene ai canali del noleggio. Numeri che fanno registrare un incremento del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, una progressione superiore a quella del mercato auto nel suo complesso, che si è fermato a un +8,2%. Solo nel lungo termine, si contano oltre 251.000 contratti stipulati tra gennaio e marzo. Ma non è tutto. Il vero boom lo registrano le alimentazioni green: le ibride plug-in segnano un +57,4%, stabilendo il loro record storico di quota all'interno delle flotte. Ma perché il noleggio continua a crescere? Il successo del 2026 è figlio di una consapevolezza sempre maggiore da parte di aziende e privati che scelgono la certezza dei costi in un periodo di incertezza economica, l'assenza di rischi legati alla svalutazione dell'usato e la possibilità di accedere a tecnologie elettriche e ibride senza l'onere dell'acquisto iniziale. In particolare, i privati continuano a rappresentare una fetta significativa del mercato: oltre il 15% dei contratti a lungo termine. Per chi desidera seguire questo trend e sperimentare la formula del noleggio la scelta del partner è fondamentale. Sottoscrivere un contratto con un operatore accreditato permette, infatti, di personalizzare ogni aspetto della propria mobilità. Un vantaggio offerto da Rent4You noleggio, tra i leader più affidabili in Italia per soluzioni personalizzate e flessibili. Con Rent4you, è possibile avere accesso alle migliori offerte del mercato 2026, assicurandosi un servizio d'eccellenza che permette all’utente di godersi solo il piacere della guida, con la sicurezza di un canone fisso e tutto incluso. Ogni utente, che sia un privato, un libero professionista o un’azienda, viene guidato nella scelta della combinazione ideale tra durata del contratto, chilometraggio annuo e servizi accessori. Questo garantisce che il canone mensile sia realmente ottimizzato sull'utilizzo effettivo del veicolo. Wed, 06 May 2026 14:45:34 +0000 Economia Successo per “Aprile Blu Aut”. La Cooperativa Intorno a me 1000 colori ha acceso i riflettori sull’autismo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34321-successo-per-aprile-blu-aut-la-cooperativa-intorno-a-me-1000-colori-ha-acceso-i-riflettori-sull-autismo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34321-successo-per-aprile-blu-aut-la-cooperativa-intorno-a-me-1000-colori-ha-acceso-i-riflettori-sull-autismo.html Si è concluso Aprile Blu Aut, il progetto promosso dalla Cooperativa Intorno a me 1000 colori, che per un intero mese ha trasformato Reggio Calabria e la sua provincia in uno spazio di incontro, riflessione e partecipazione attiva sul tema dell’autismo. Un percorso intenso, capace di lasciare un segno concreto sul territorio, accendendo una luce su un mondo che non chiede altro che essere compreso, valorizzato e accolto. I riflettori si sono accesi, innanzitutto, attraverso tre mostre che hanno dato voce all’espressione artistica di bambini e ragazzi della Cooperativa. Disegni, colori, visioni: opere autentiche, ospitate a Palazzo Campanella a Reggio Calabria e nei municipi di Palmi e Taurianova, che hanno saputo raccontare l’autismo come dimensione ricca di potenzialità, sensibilità e creatività. Eventi che hanno ottenuto una significativa attenzione mediatica, contribuendo a portare al centro del dibattito pubblico una narrazione diversa: non solo bisogni, ma anche risorse; non solo fragilità, ma competenze e possibilità. Da anni, la Cooperativa Intorno a me 1000 colori opera sul territorio di Reggio Calabria e Palmi al fianco di bambini, ragazzi, adulti e famiglie, costruendo percorsi di supporto e crescita. Nell’ambito di Blu Aut, ha inoltre offerto consulenze gratuite in ambito logopedico, sportivo e valutazioni CAA, confermando un impegno concreto e quotidiano. Grande partecipazione ha registrato anche il webinar gratuito “Comunicazione e comportamento: strategie e pratiche per casa e terapia”, un momento formativo rivolto alle famiglie. Esperti di rilievo internazionale, come Sara Bassani e Denise Smith, hanno condiviso strumenti operativi e strategie educative, dimostrando come proprio nella quotidianità si possano costruire percorsi efficaci e significativi. Il mese di aprile ha portato con sé anche un importante riconoscimento: la nomina di Anna Maria Arena, presidente della Cooperativa, a responsabile del settore Disabilità, Disturbi dello Spettro Autistico e del Neurosviluppo di ASC Calabria. Un incarico che rappresenta la naturale evoluzione di un impegno radicato e coerente, che pone al centro anche lo sport come leva fondamentale nei percorsi riabilitativi. “Ringrazio ASC Calabria – ha dichiarato Anna Maria Arena – per la fiducia accordatami. Sarà un percorso fatto di progettualità concrete, formazione e opportunità reali per le famiglie e per il territorio. Il lavoro più bello è quello che lascia un segno.” Con la chiusura di Blu Aut non si conclude un’esperienza, ma si apre una nuova fase. La Cooperativa è già al lavoro per programmare ulteriori iniziative ed eventi, con l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione su temi fondamentali come i disturbi del comportamento, l’autismo e l’inclusione. Wed, 06 May 2026 08:27:18 +0000 Reggio Calabria ‘Orizzonti solidali’: 361 progetti per il bando rivolto al terzo settore pugliese promosso dalla Fondazione Megamark https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/trani/34320-orizzonti-solidali-361-progetti-per-il-bando-rivolto-al-terzo-settore-pugliese-promosso-dalla-fondazione-megamark.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/trani/34320-orizzonti-solidali-361-progetti-per-il-bando-rivolto-al-terzo-settore-pugliese-promosso-dalla-fondazione-megamark.html Sono 361 i progetti candidati alla quattordicesima edizione di ‘Orizzonti solidali’, il bando di concorso destinato agli enti del terzo settore - interessati a realizzare progetti in Puglia - promosso dalla Fondazione Megamark di Trani, in collaborazione con le insegne A&O, Dok, Famila, Sole365 e Ottimo. Per numero di candidature è il secondo miglior risultato dal 2012, anno della prima edizione del bando, confermandolo come atteso strumento di ascolto e supporto ai bisogni delle comunità e al lavoro quotidiano delle organizzazioni sociali.  Il bando, chiuso il 30 aprile, mette a disposizione delle organizzazioni del terzo settore 300mila euro per sostenere progetti nei settori dell’assistenza sociale, della sanità, dell’ambiente, della cultura e del contrasto all’abbandono scolastico.  Nel dettaglio, i 361 progetti candidati si concentrano soprattutto nell’ambito dell’assistenza sociale con 118 proposte, seguito dalla cultura con 89 progetti e da 73 iniziative volte al contrasto dell’abbandono scolastico. Completano il quadro 45 progetti in ambito sanitario e 36 dedicati all’ambiente.  La partecipazione è stata capillare in tutte le province pugliesi: 122 progetti arrivano dalla provincia di Bari, 73 dalla Bat, 50 da Taranto, 43 da Foggia, 40 da Lecce e 27 da Brindisi. A questi si aggiungono 6 progetti presentati da enti di livello nazionale, segno dell’attenzione che il bando suscita anche oltre i confini regionali.  La commissione esaminatrice, composta da esponenti della Fondazione Megamark ed esperti di responsabilità sociale, è già al lavoro per la valutazione delle proposte a seguito della quale ci saranno i colloqui conoscitivi con i rappresentanti delle associazioni promotrici dei progetti più meritevoli; i vincitori saranno resi noti entro  fine giugno.  «Il numero così elevato di candidature racconta di una Puglia ricca di energie, competenze e voglia di costruire risposte concrete ai bisogni sociali – dichiara il cavaliere del Lavoro Giovanni Pomarico, presidente della Fondazione Megamark –, continuando a rendere ‘Orizzonti solidali’ un punto di incontro tra le fragilità del territorio e l’impegno quotidiano di associazioni e volontari».  Nel frattempo, il ‘Premio Fondazione Megamark – Incontri di Dialoghi’ - il concorso letterario dedicato alle opere prime di narrativa italiana promosso dalla Fondazione Megamark giunto alla sua undicesima edizione (chiusura del bando il 1° giugno), vola a Torino in occasione del Salone del Libro con momenti di confronto e racconto. Giovedì 14 maggio, al Salone Off, la giornalista Mariateresa Carbone e lo srittore Paolo Di Palo dialogheranno con Paolo Maccari, autore del romanzo “Ballata di Memmo e del Biondo”, uno dei due vincitori della decima edizione del premio. Mentre, venerdì 15 maggio, nello stand della Regione Puglia, il giornalista e scrittore Graziano Graziani incontrerà Enrico Fink, autore del romanzo “Patrilineare. Una storia di fantasmi”, il secondo vincitore della stessa edizione. Wed, 06 May 2026 08:25:27 +0000 Trani Scuola e nuove diseguaglianze: al Salone del Libro di Torino la sfida dell’inclusione al tempo degli algoritmi https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34319-scuola-e-nuove-diseguaglianze-al-salone-del-libro-di-torino-la-sfida-dell-inclusione-al-tempo-degli-algoritmi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34319-scuola-e-nuove-diseguaglianze-al-salone-del-libro-di-torino-la-sfida-dell-inclusione-al-tempo-degli-algoritmi.html Qual è il ruolo della scuola in un’epoca segnata dall’intelligenza artificiale e dalla crescita delle diseguaglianze? Quali opportunità e quali rischi emergono dall’uso sempre più pervasivo degli algoritmi nei processi educativi e sociali? A questi interrogativi sarà dedicato l’incontro “Scuola e nuove diseguaglianze. La sfida dell’inclusione fra opportunità e resistenze al tempo degli algoritmi”, in programma giovedì 14 maggio alle ore 14.15, presso la Sala Rossa del Lingotto Fiere, nell’ambito del Salone Internazionale del Libro di Torino. L’iniziativa, promossa dai Lions Clubs come momento di approfondimento e confronto pubblico, vedrà la partecipazione di autorevoli esponenti del mondo della ricerca, dell’università e dell’associazionismo civico: Andrea Gavosto, Direttore della Fondazione Agnelli Flavio Ceravolo, sociologo e metodologo della ricerca sociale – Università di Pavia Rossella Vitali, Presidente del Consiglio dei Governatori del Multidistretto Lions 108 Italy Ad aprire i lavori con i saluti istituzionali sarà Giovanna Sereni, Governatrice del Distretto Lions 108Ia1. «La scuola è oggi uno dei principali luoghi dove le nuove diseguaglianze si manifestano e al tempo stesso possono essere affrontate e ridotte», dichiara Andrea Gavosto. «Le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale possono rappresentare risorse efficaci per la riduzione dei divari, ma solo se accompagnate da politiche educative consapevoli, investimenti strutturali nella formazione didattica dei docenti e una visione inclusiva. Altrimenti rischiano di amplificare le differenze già esistenti. Dobbiamo concentrarci sulla costruzione di una visione inclusiva più strutturata che consenta davvero ai docenti di assumere un ruolo centrale nell’integrare strategie differenti e tecnologie innovative». «Gli algoritmi non sono mai neutri», sottolinea Flavio Ceravolo. «Portano con sé modelli culturali, criteri di selezione e meccanismi di esclusione che devono essere compresi e governati. Il tema dell’inclusione oggi non può prescindere da una lettura critica delle tecnologie che strutturano l’accesso alle opportunità formative e sociali». «Come Lions sentiamo forte la responsabilità di aprire spazi di riflessione su temi che incidono direttamente sul futuro delle persone e delle comunità», afferma Rossella Vitali, Presidente del Consiglio dei Governatori del Multidistretto 108 Italy. «Scuola, educazione e innovazione devono procedere insieme, mettendo sempre al centro la dignità della persona e l’equità delle opportunità». «Il nostro impegno come Distretto Lions è prima di tutto educativo», dichiara Giovanna Sereni, Governatrice del Distretto Lions 108Ia1. «Siamo chiamati non solo a leggere i cambiamenti in atto, ma anche a contribuire attivamente a orientarne gli effetti, promuovendo consapevolezza, responsabilità e inclusione, soprattutto tra le nuove generazioni». L’incontro si inserisce nel più ampio percorso dei Lions italiani sui temi dell’educazione, dell’innovazione e dell’impatto sociale delle nuove tecnologie, rafforzando il ruolo dell’associazione come attore civico impegnato nel dialogo tra cultura, società e futuro. Wed, 06 May 2026 08:23:31 +0000 Cultura “Romeo e Giulietta”, il Teatro dei 3 Mestieri porta in scena Shakespeare con gli allievi della FormAzione Permanente https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/34318-romeo-e-giulietta-il-teatro-dei-3-mestieri-porta-in-scena-shakespeare-con-gli-allievi-della-formazione-permanente.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/34318-romeo-e-giulietta-il-teatro-dei-3-mestieri-porta-in-scena-shakespeare-con-gli-allievi-della-formazione-permanente.html Il Teatro dei 3 Mestieri continua la stagione teatrale “10” con “Romeo e Giulietta”, nuovo appuntamento affidato alla compagnia della FormAzione Permanente. Lo spettacolo andrà in scena venerdì 8 e sabato 9 maggio alle ore 20:45, con replica domenica 10 maggio alle ore 18:00, negli spazi del Teatro dei 3 Mestieri di Messina. Lo spettacolo nasce da un percorso creativo e pedagogico sviluppato nel corso dell’anno dalla classe di FormAzione Permanente del Teatro dei 3 Mestieri, impegnata da ottobre a maggio in un lavoro di approfondimento e riscrittura scenica a partire dal celebre capolavoro di William Shakespeare.L’obiettivo del progetto è stato quello di utilizzare il testo del Bardo come punto di partenza per un’esplorazione contemporanea di temi, conflitti ed emozioni ancora profondamente attuali, attraverso un linguaggio teatrale capace di parlare al presente e di restituire tutta la forza drammaturgica dell’opera originale.La messinscena mantiene l’integrità cronologica del testo shakespeariano, pur intervenendo su alcuni elementi per rendere lo spettacolo più vicino alla sensibilità del pubblico contemporaneo. Un lavoro che mette al centro il corpo, la parola e la relazione scenica, valorizzando le potenzialità espressive degli interpreti.Particolarmente significativo il lavoro svolto con il cast composto interamente dagli allievi attori della FormAzione Permanente, capaci di portare in scena freschezza interpretativa, energia e autenticità.Lo spettacolo vede in scena Mariarita Andronaco, Alessia Bitto, Ash Bitto, Teresa Calabrò, Carmen Calogero, Andrea Curcuruto, Eugenio Enea, Pietro Pellegrino, Emanuele Pilato e Fabio Pisana. Adattamento e regia sono firmati da Stefano Cutrupi e Mariapia Rizzo. Wed, 06 May 2026 08:21:12 +0000 Messina IV edizione di “Mamma che Chef”: le tradizioni culinarie e il talento femminile al centro di un percorso d’eccellenza https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34316-iv-edizione-di-mamma-che-chef-le-tradizioni-culinarie-e-il-talento-femminile-al-centro-di-un-percorso-d-eccellenza.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34316-iv-edizione-di-mamma-che-chef-le-tradizioni-culinarie-e-il-talento-femminile-al-centro-di-un-percorso-d-eccellenza.html Lamezia Terme diventa il cuore pulsante della tradizione gastronomica calabrese ospitando la IV edizione di “Mamma Che Chef”, manifestazione itinerante promossa dall’Associazione Provinciale Cuochi Catanzaro (APC.CZ) e dalle Lady Chef Catanzaro, sostenuta dal Soroptimist Club di Lamezia Terme e Catanzaro, la cui missione si sposa perfettamente con la valorizzazione del talento femminile e il superamento del gender gap. L'iniziativa, presentata ufficialmente presso l’Istituto Alberghiero “Einaudi”, vede la collaborazione attiva della Dirigente Scolastica Anna Primavera, la quale ha dichiarato che accogliere tale progetto significa aprire le porte della scuola al territorio e alla storia viva delle nostre famiglie, mentre Annita Ferragina, Delegata Lady Chef APC.CZ, ha ribadito come la cucina autentica passi necessariamente dalle mani delle mamme, vere custodi di un'identità che rischia di andare perduta senza questi momenti di condivisione. La presidente del Soroptimist Club di Lamezia Terme Luigina Pileggi ha evidenziato come il club abbia voluto investire in questo percorso poiché celebra la donna non solo come figura domestica ma come professionista potenziale e custode di cultura, concetto ribadito dalla Program Director del Soroptimist Club di Catanzaro Cinzia Cantaffio, che ha sottolineato l'importanza della borsa di studio di 500 euro messa a disposizione dai Soroptimist Club per incentivare la formazione e l'empowerment femminile attraverso l'arte culinaria. Durante la conferenza, la Presidente del Consiglio Comunale Maria Grandinetti ha espresso il suo orgoglio per la scelta di Lamezia, definendola una vetrina d’eccellenza, seguita dall’Assessore all’Agricoltura Donatella Amicarelli che ha lodato la capacità del progetto di unire i prodotti della terra alla sapienza tecnica. Il programma laboratoriale coinvolgerà dieci mamme lametine in tre tappe cruciali: il 5 maggio al Panificio Angotti, dove il titolare ha promesso di mostrare come un semplice impasto racchiuda mille tradizioni; il 13 maggio al Podere D’Ippolito con Maria Cristina Di Giovanni che parlerà dell'olio come anima della Calabria e l’intervento tecnico dello Chef Emanuele Mancuso; il 19 maggio presso “I Giardini del Novecento” con lo Chef Giuseppe Gallo e Santina Pullì della Pasticceria Pullì che sveleranno i segreti del Bacio di Dama lametino. Lidia Cipriani, membro del direttivo Lady Chef, ha ricordato che la competizione finale del 26 maggio non sarà solo una sfida ma una festa della trasmissione dei saperi, dove oltre alla borsa di studio del Soroptimist, verranno assegnati gioielli della Gioielleria Angela Costa a testimonianza della preziosità del lavoro femminile. L'intero evento si configura dunque come una sinergia perfetta tra il mondo produttivo, le istituzioni e l'associazionismo di alto profilo rappresentato dal Soroptimist, tutti uniti per dimostrare che la cucina è amore, creatività e, soprattutto, un volano di crescita sociale per l'intera comunità calabrese. L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di promozione del patrimonio enogastronomico locale e di trasmissione delle tradizioni culinarie alle nuove generazioni. Tue, 05 May 2026 07:33:54 +0000 Catanzaro Copagri Salerno protagonista al dibattito sulla sinergia venatoria per la difesa del territorio https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/34314-copagri-salerno-protagonista-al-dibattito-sulla-sinergia-venatoria-per-la-difesa-del-territorio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/34314-copagri-salerno-protagonista-al-dibattito-sulla-sinergia-venatoria-per-la-difesa-del-territorio.html In un panorama agricolo sempre più complesso, la necessità di trovare soluzioni concrete ai danni causati dalla fauna selvatica diventa una priorità assoluta per la sopravvivenza delle aziende. Con questo spirito, l’Istituto Superiore “Enzo Ferrari” di Battipaglia ospiterà, mercoledì 6 maggio 2026 alle ore 10:00, un incontro fondamentale dal titolo "Agricoltura, Biodiversità e Attività Venatoria: una sinergia possibile, forse necessaria". Il dibattito vedrà la partecipazione attiva della Copagri di Salerno, rappresentata dalla Presidente Dott.ssa Angela Pisacane, figura di riferimento nella difesa degli interessi degli agricoltori che, oggi più che mai, si trovano a fronteggiare una crescita esponenziale di specie come i cinghiali, capace di distruggere interi raccolti e vanificare mesi di duro lavoro.  Il contributo della Dott.ssa Pisacane e della Copagri sarà centrale nel ribadire che l'agricoltore non è soltanto un produttore di cibo, ma il vero e proprio "custode" della terra. Senza una gestione equilibrata che includa una regolazione scientifica della fauna, il rischio di abbandono dei campi diventa reale, trascinando con sé il degrado dell'intero paesaggio rurale. In questa ottica, la Copagri si fa promotrice di una collaborazione stretta con il mondo venatorio, visto non come un'attività ludica, ma come uno strumento tecnico indispensabile per riportare l'equilibrio ambientale a livelli sostenibili. La visione della Presidente Pisacane punta a una sinergia dove scienza, istituzioni e operatori sul campo lavorino uniti per garantire che l'agricoltura resti il pilastro economico e ambientale delle nostre zone.  L’evento, moderato dalla giornalista Stefania Cavaliere, si aprirà con i saluti del dirigente scolastico Luca Mattiocco e delle autorità locali, tra cui la sindaca di Battipaglia Cecilia Francese, per poi entrare nel vivo con l’analisi scientifica del Prof. Domenico Fulgione e le prospettive istituzionali dell’assessore regionale Carmela Serluca. La centralità della Copagri nel tessuto produttivo sarà inoltre testimoniata dalla selezione di prodotti tipici offerti dall'associazione per il buffet finale, preparato con cura dagli studenti dell'indirizzo Enogastronomico. Questa conclusione conviviale, arricchita dai vini e dagli oli della FIS, rappresenterà plasticamente il successo di una terra che, grazie alla protezione e alla guida di associazioni attente, continua a generare eccellenza e vita per il futuro della comunità.   Tue, 05 May 2026 07:27:57 +0000 Salerno "Tra le onde e il velo" apre il mese mariano https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34313-tra-le-onde-e-il-velo-apre-il-mese-mariano.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34313-tra-le-onde-e-il-velo-apre-il-mese-mariano.html Si è svolto ieri, mercoledì 29 aprile, l'incontro per la presentazione del libro di Salvatore Barresi "Tra le onde e il velo. Il mare e la Madonna di Capocolonna" edito dalla casa editrice D'Ettoris Editori. Numerosi i partecipanti che fra curiosità, amicizia e devozione, hanno ascoltato nella sala Sant'Agostino della parrocchia di Santa Rita gli interventi dei relatori. Dopo i saluti dell'Editore, Antonio D’Ettoris, che ha aperto la serata con toccanti parole sulla Madonna, stella che guida il nostro cammino e ci conduce al Figlio, nonostante le tempeste della vita, ha preso la parola mons. Alessandro Saraco, Rettore della Cattedrale di Crotone, che inaugurato la serata con una riflessione sulla dimensione ecclesiale della devozione mariana. Sottolineando il valore spirituale dell'opera, e prendendo spunto da un'espressione offerta dall'Autore, si è soffermato sulla figura di Maria come diaconessa della speranza. Nell'intervento successivo Mons. Pancrazio Limina, Presidente del Capitolo Cattedrale, ha approfondito il ruolo del Capitolo, il legame fra liturgia, tradizione e custodia spirituale dell'icona mariana. Mons. Limina ha arricchito il suo intervento, divulgando una novità assoluta: il culto della nostra Madonna di Capocolonna è giunto fino alla Liguria nei sec. XVI-XVII, dove, nella Concattedrale San Maurizio di Imperia, è tutt'ora presente un'immagine.Ha preso poi la parola don Bernardino Mongelluzzi, Rettore del Santuario della Madonna di Capocolonna, che ha proposto una meditazione sul Santuario come luogo di pellegrinaggio, identità e fede popolare, ma anche come luogo soglia fra il visibile e l'invisibile, fra l'umano e il divino. Ha concluso la serata l'intervento dell'Autore che, visibilmente commosso, ha parlato di come la sua vita personale e spirituale sia profondamente intrecciata a Maria: "La coincidenza tra la Festa Settennale della Madonna di Capocolonna e il ventennale della mia ordinazione diaconale costituisce per me non soltanto un dato cronologico, ma una convergenza teologica e spirituale. È come se due itinerari – quello del Popolo crotonese e quello personale del mio servizio ecclesiale – si incontrassero sul medesimo orizzonte: il mare che circonda e la Madre che custodisce". Il mare si fa, dunque, metafora della vita, con la sua bellezza e con la sua imprevedibilità, ma anche segno dell'infinito cui il nostro cuore deve sempre tendere. Thu, 30 Apr 2026 07:48:27 +0000 Crotone Una legione Star Wars sbarca al Toys Center di Catanzaro https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34312-una-legione-star-wars-sbarca-al-toys-center-di-catanzaro.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34312-una-legione-star-wars-sbarca-al-toys-center-di-catanzaro.html In occasione dello Star Wars Day, ricorrenza celebrata in tutto il mondo dai tantissimi appassionati della saga di Star Wars, il punto vendita Toys Center di Catanzaro si prepara ad accogliere un evento speciale capace di trasportare i visitatori nell’atmosfera di una galassia lontana. Il “May the 4th” nasce dal celebre gioco di parole ispirato alla frase della saga “May the Force be with you” ed è diventato negli anni un appuntamento simbolico per milioni di fan. È proprio da questo immaginario condiviso che prende vita l’iniziativa prevista da Toys Center per domenica 3 maggio, pensata per anticipare le celebrazioni ufficiali e portare in store un’esperienza immersiva, tra suggestione e divertimento. Per l’occasione, il punto vendita Toys Center di Catanzaro, presso Le Fontane, ospiterà una Legione Star Wars: gruppo di appassionati che, su base volontaria, interpretano i personaggi più iconici della saga con costumi di straordinaria qualità. Armature, dettagli e accessori sono spesso realizzati o personalizzati dagli stessi partecipanti, frutto di competenza, dedizione e autentica passione. Nel corso del pomeriggio, il negozio si trasformerà in uno spazio di incontro e scoperta, dove adulti e bambini potranno imbattersi nei protagonisti dell’universo Star Wars, vivere momenti di animazione e partecipare a sessioni fotografiche, lasciandosi coinvolgere in un’esperienza capace di sorprendere e divertire. L’appuntamento è per domenica 3 maggio, dalle ore 14.00 alle ore 18.00, con la presenza di 5 figuranti. Un’occasione per vivere da vicino la magia di Star Wars e condividere, anche solo per qualche ora, lo spirito di una community che continua a far vivere, con entusiasmo e creatività, uno degli universi narrativi più amati di sempre. Wed, 29 Apr 2026 07:40:48 +0000 Catanzaro I medici di famiglia messinesi scrivono ai pazienti contro la riforma Schillaci https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/34304-i-medici-di-famiglia-messinesi-scrivono-ai-pazienti-contro-la-riforma-schillaci.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/34304-i-medici-di-famiglia-messinesi-scrivono-ai-pazienti-contro-la-riforma-schillaci.html I medici di famiglia messinesi scendono in campo contro la bozza di riforma del ministro della Salute Orazio Schillaci sulla medicina generale: "Il tuo medico non esisterà più" è il titolo della missiva firmata da Giuseppe Zagami, vicesegretario vicario FIMMG Messina, la Federazione che riunisce i medici di medicina generale e rappresenta il sindacato più importante della categoria.      Ecco il testo della lettera:    Il tuo medico non esisterà più: lettera di un Medico di Famiglia  Caro paziente il tuo medico, almeno come lo hai conosciuto fino ad oggi, non esisterà più. In questi giorni avrai forse sentito parlare di una riforma della medicina territoriale, legata allo sviluppo delle Case della Comunità. È un cambiamento importante, presentato come necessario per rendere il sistema più efficiente e organizzato. Ma dentro questa trasformazione si nasconde qualcosa che riguarda molto da vicino il nostro rapporto. Da sempre, il cuore della medicina di famiglia è uno solo: la tua libertà di scegliere. Tu scegli il tuo medico. Non è un dettaglio burocratico. È ciò che dà senso a tutto. È il motivo per cui io, ogni giorno, cerco di meritare la tua fiducia: con ascolto, con responsabilità, con impegno. È il motivo per cui ho deciso di fare questa professione. Essere scelti significa rispondere a qualcuno, non a qualcosa. Significa sapere che il mio lavoro ha valore perché è riconosciuto da te, non perché è misurato da un indicatore. La riforma che propone il Ministro Schillaci, però, introduce un cambiamento profondo: il passaggio da un sistema basato sulla tua scelta a uno fondato su obiettivi e indicatori definiti dall’organizzazione. Tradotto in parole semplici: rischio di non essere più guidato principalmente da ciò che ritengo migliore per te, ma da ciò che devo raggiungere secondo criteri stabiliti altrove. E qui nasce una domanda che non posso ignorare: cosa succede alla cura quando entra in competizione con un obiettivo? Un sistema costruito su obiettivi aziendali tende inevitabilmente a privilegiare ciò che è misurabile, standardizzabile, controllabile. Ma la medicina, quella reale, è fatta di complessità, di individualità, di decisioni che non sempre possono essere ricondotte a indicatori numerici. Il pericolo quindi è quello che mi possa trasformare  in un esecutore di linee guida rigide, più attento a rispettare vincoli di spesa che a rispondere ai tuoi bisogni specifici. In questo scenario rischio di diventare “governabile” non nel senso virtuoso della coordinazione, ma in quello più problematico del controllo. Le scelte cliniche potrebbero essere orientate non da ciò che è meglio per te, ma da ciò che è compatibile con i limiti imposti. È un cambio di paradigma che mette in discussione l’autonomia professionale e, con essa, la qualità stessa dell’assistenza. C’è poi un altro aspetto che mi preoccupa, e riguarda il futuro del sistema nel suo insieme. Quando un lavoro perde autonomia e significato, diventa meno attrattivo. E quando un sistema perde attrattività, non resta immobile: si indebolisce. Si allungano i tempi, si riduce la disponibilità, si crea spazio per un’offerta parallela, spesso accessibile solo a chi può permettersela. È così che, lentamente, si passa da un modello universalistico a uno selettivo. Non è una questione che riguarda solo noi medici. Riguarda tutti noi come cittadini. Riguarda te. Riguarda il diritto di essere seguito da qualcuno che hai scelto. Riguarda la possibilità di essere visto come una persona e non come un numero. La medicina di famiglia è sempre stata il primo punto di contatto, il luogo più vicino, quello in cui la prevenzione e la cura si incontrano davvero. Difenderla non significa opporsi al cambiamento, ma chiedere che il cambiamento non perda di vista ciò che conta. Siamo in un momento storico complesso, in cui le trasformazioni sono rapide e spesso inevitabili. Ma proprio per questo è necessario essere consapevoli. Noi medici dobbiamo esserlo del nostro ruolo e della responsabilità che comporta, restando uniti a difesa di tutta la salute pubblica. Tu devi esserlo del valore del sistema che c'è ancora oggi e dei rischi che sta correndo. Io vorrei continuare a fare il mio lavoro come ho sempre fatto, mettendo al centro la tua salute e non una variabile subordinata all’equilibrio economico, purtroppo non so se me lo permetteranno.  La Salute deve restare il centro, come la tua libertà di scegliere da chi vuoi essere seguito e curato per tutta la vita.   Sentivo il bisogno di dirtelo, con chiarezza e onestà. Perché il nostro rapporto non è scontato e perché il futuro della tua cura riguarda anche le scelte che verranno fatte oggi. Con stima e responsabilità, Il tuo medico di famiglia  Giuseppe Zagami  Tue, 28 Apr 2026 06:41:20 +0000 Messina Mostra inedita di Michelangelo Pistoletto https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34296-mostra-inedita-di-michelangelo-pistoletto.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34296-mostra-inedita-di-michelangelo-pistoletto.html La creatività unica e geniale di Michelangelo Pistoletto ad Assisi, in una grande mostra che approfondisce il rapporto tra arte, spiritualità e responsabilità sociale, mettendo in dialogo alcune delle opere più significative dell’artista. Un’esposizione unica – intitolata “FRANCISCUS. Fratello in arte”, dal 24 aprile al 4 ottobre 2026 nella suggestiva Rocca Maggiore – che prende avvio da un gesto radicale di Pistoletto: la proclamazione di Papa Francesco come “Primo Santo dell’Arte”.  Non si tratta di un atto religioso, ma di un’azione interna al linguaggio dell’arte, che riconosce in Francesco una figura capace di trasformare la vita in opera e la spiritualità in responsabilità condivisa. Un progetto inedito, che abbraccia Assisi e la storia di San Francesco, nell’ottavo centenario della morte. L’iniziativa è promossa dal Comune di Assisi, prodotta da Opera Laboratori, in collaborazione con Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e Galleria Continua e con il patrocinio della Regione Umbria. La mostra è curata dallo stesso autore. Padre Antonio Spadaro, sottosegretario del Dicastero Vaticano per la cultura e l’educazione, ha dato un contributo alla riflessione sul tema dell’ultima innovativa creazione del maestro Pistoletto. La nuova opera e la proclamazione “Primo Santo dell’Arte” nasce dalla lettura della croce pettorale del pontefice come “paesaggio spirituale”, in cui il simbolo si apre a un orizzonte di relazione fondato su cura, pace e armonia. In questo senso, Papa Francesco viene riconosciuto come “fratello in Arte”, figura esemplare di una pratica della vita come atto creativo. Attorno a questo nucleo si articolano opere che attraversano da decenni la ricerca di Pistoletto: Il tempo del giudizio, conTatto, il Terzo Paradiso e Le Bandiere delle religioni. In esse, l’artista sviluppa un linguaggio capace di unire differenze, mettendo in relazione sistemi culturali, spirituali e sociali apparentemente distanti. Le opere della serie Segno Arte - Stella di David, Metroquadrato d’infinito - Stella islamica, Rotazione dello specchio - Indù, Specchio dinamico della Trinità - Cristianesimo e Metrocubo d’infinito, traducono simboli religiosi e geometrie universali in forme aperte, riflettenti e condivise. Lo specchio, elemento centrale nella pratica di Pistoletto, si configura come interfaccia tra realtà e rappresentazione, attivando lo spazio dell’opera come luogo di partecipazione e includendo lo spettatore in un processo di trasformazione. Al centro del percorso c’è il simbolo del Terzo Paradiso, che diventa orizzonte comune di dialogo, equilibrio e co-creazione, rappresentando l’incontro tra le fedi e le culture del mondo, passate e presenti. La mostra si configura così come un viaggio attraverso la storia delle religioni e delle filosofie, dove l’arte agisce come strumento di armonia e mediazione culturale, invitando il pubblico a riflettere sulla possibilità di un futuro condiviso. Una serie di materiali fotografici ed esplicativi sulla storia del Terzo Paradiso dialogano con l’opera permanente collocata nei primi anni Duemila nel Bosco di San Francesco ad Assisi, che si può vedere dalla Torre Poligonale, il punto più alto della Rocca Maggiore, creando un legame tra interno ed esterno e offrendo al visitatore un’esperienza immersiva unica, che unisce meditazione, riflessione e percezione visiva in un percorso coerente e coinvolgente. La mostra culmina nell’installazione video della santificazione artistica di Papa Francesco: un atto performativo che rende la proclamazione un’esperienza collettiva, restituendola alla dimensione relazionale dell’arte. “Per me – afferma Michelangelo Pistoletto – in questo luogo che risuona del nome di Francesco, la mostra abbraccia la storia del Santo celebrando l'otto centesimo anno dalla morte. E, contemporaneamente, il primo anno dalla morte di Papa Bergoglio che ha voluto riportare in vita, con la propria vita, la persona di Francesco. La Santificazione artistica dunque nella Rocca di Assisi unisce quella nuova di Papa Francesco a quella antica del Fraticello di Assisi, con il quale Jorge Bergoglio ha voluto unificare anche nella stessa tomba, che infatti porta un solo nome FRANCISCUS.  Inoltre dall‘alto della Rocca vediamo il Viale di Ulivi del Terzo Paradiso distendersi nella radura del Bosco di San Francesco”.  “Una mostra di grande spessore – sottolinea Valter Stoppini, sindaco di Assisi – che rilancia i valori francescani attraverso l’arte e il genio di uno degli artisti contemporanei più amati, che con Assisi ha un legame speciale. Si tratta di un evento di grande rilievo culturale, che arricchisce le celebrazioni e le iniziative per l’ottavo centenario della morte di San Francesco. Un’esposizione in grado di parlare a tutti, che conferma il ruolo di Assisi come città di pace e dialogo, capace di lanciare al mondo un messaggio di speranza”. “Papa Francesco – spiega padre Antonio Spadaro, sottosegretario del Dicastero Vaticano per la cultura e l’educazione – è stato fratello in arte nell’intera vita trascorsa e anche dopo la vita, per aver lasciato, con la sua tomba, un’architettura scultura che, oltre a contenere il corpo, è testimonianza del pensiero che permea il suo intero operato. Sottostante il simbolo d’argento che indossava in vita sul petto e mostra un pastore che regge sulle spalle un agnello, sulla pietra della tomba è unicamente inciso il nome Franciscus, con il quale Jorge Mario Bergoglio riconosce la sua fratellanza nell’Arte Povera di San Francesco”. “Con FRANCISCUS. Fratello in arte – evidenzia Beppe Costa, presidente e amministratore delegato di Opera Laboratori – abbiamo voluto contribuire alla realizzazione di un progetto espositivo di grande valore simbolico e culturale, capace di mettere in dialogo arte contemporanea, spiritualità e identità del territorio. L’allestimento all’interno della Rocca Maggiore rappresenta una sfida e al tempo stesso un’opportunità: rendere fruibile dal pubblico uno spazio storico straordinario, attraverso un linguaggio artistico attuale e partecipativo. Come Opera Laboratori, siamo orgogliosi di aver prodotto questa mostra e di affiancare il Comune di Assisi nella gestione e valorizzazione dei musei civici, promuovendo esperienze che sappiano coinvolgere pubblici diversi e rafforzare il legame tra patrimonio e contemporaneità“.  Fonte Uff.St A.Acampa Thu, 23 Apr 2026 16:15:51 +0000 Arte Dopo "“La Pasquetta Brindisina” si prosegue con la Festa della Liberazione al Parco Cillarese https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/34295-dopo-la-pasquetta-brindisina-si-prosegue-con-la-festa-della-liberazione-al-parco-cillarese.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/34295-dopo-la-pasquetta-brindisina-si-prosegue-con-la-festa-della-liberazione-al-parco-cillarese.html Sull’onda dell’entusiasmo e della straordinaria partecipazione registrata lo scorso 6 aprile, giorno della Pasquetta 2026 quando migliaia di persone – famiglie, bambini e giovani – hanno scelto di vivere il Parco Cillarese trasformandolo in un vero e proprio centro di aggregazione cittadina, “La Pasquetta Brindisina” prosegue il suo percorso evolutivo nel 2026. Dopo il grande avvio pasquale, il format si rinnova e si ripropone nella giornata del 25 aprile, Festa della Liberazione, mantenendo saldo il cuore dell’iniziativa ma arricchendosi di nuove sfumature e contenuti invitando i cittadino a partire dalle ore 10 nel Parco 19 maggio 2012 (Parco del Cillarese) che tornerà ad animarsi con le sue aree simbolo: spazi dedicati allo sport, all’intrattenimento, al food e alle famiglie, in un equilibrio ormai riconosciuto e apprezzato dal pubblico. L’evento conserverà la sua identità, ma proporrà esperienze ogni volta differenti grazie al contributo dei protagonisti coinvolti. Un passaggio importante riguarda anche il miglioramento dei servizi: a seguito delle criticità riscontrate durante la giornata di Pasquetta, in particolare per quanto concerne i servizi igienici del parco, il Comune di Brindisi è già intervenuto garantendo il ripristino e la piena funzionalità delle strutture. A questo si affianca l’impegno diretto dell’organizzazione: il maestro Carmine Iaia ha infatti predisposto la presenza di una ditta di pulizie dedicata, al fine di assicurare standard adeguati di igiene e fruibilità durante tutta la durata degli eventi. Particolare attenzione sarà ancora una volta riservata ai più piccoli. L’animazione firmata Que Lo Cura scandirà il pomeriggio con attività coinvolgenti: dalle 14:30 alle 16:00 spazio a giochi, musica, balli e truccabimbi, mentre alle ore 16:30 prenderà vita una suggestiva parata dedicata al mondo dei cartoni animati, con mascotte e personaggi che attraverseranno il parco a ritmo di musica, regalando momenti di magia e la possibilità di scattare foto ricordo con i bambini. Confermata anche l’area ludica dedicata alle famiglie, con gonfiabili, giostrine e attrazioni curate dai Fratelli Montenero, pensata per offrire ai bambini uno spazio sicuro e divertente in cui giocare e socializzare. La componente musicale resterà uno degli elementi centrali dell’evento, con dj set e l’energia della vocalist Vanexa pronti a creare un’atmosfera dinamica e coinvolgente per tutta la durata della giornata. Lo sport continuerà ad essere uno dei pilastri della manifestazione, grazie alla partecipazione di realtà locali che promuoveranno le proprie discipline attraverso dimostrazioni e momenti aperti al pubblico. Accanto alla Volley Koru, si aggiungono l’ASD Lunaris Ritmica di Brindisi, con esibizioni di ginnastica ritmica, e la Bram Sport Brindisi, ampliando così l’offerta e rendendo l’area sportiva ancora più ricca e partecipativa. Sul fronte gastronomico, l’esperienza sarà arricchita da un percorso di sapori pensato per soddisfare ogni gusto: l’area food, coordinata da Armando Iaia, proporrà una selezione variegata di street food e specialità da gustare all’aria aperta, trasformando ogni pausa in un momento di convivialità e piacere. Ideata e organizzata dal maestro Carmine Iaia in tandem con le associazioni di “Uniti Per Lo Sport”, la manifestazione compie infatti un passo decisivo: per la sua quinta edizione è diventata un evento diffuso nel tempo, pensato per accompagnare la città lungo tutti i ponti festivi tra aprile e maggio 2026.  “La Pasquetta Brindisina” si conferma così non solo come un appuntamento, ma come un vero e proprio progetto di valorizzazione del territorio, capace di generare partecipazione, attrarre visitatori e restituire centralità agli spazi pubblici. Un contenitore di energia, relazioni e opportunità che continua a crescere, trasformando il Parco Cillarese nel cuore pulsante della primavera brindisina. Thu, 23 Apr 2026 07:56:52 +0000 Brindisi La nuova fondazione degli ingegneri sarà motore di crescita per il territorio https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/34294-la-nuova-fondazione-degli-ingegneri-sara-motore-di-crescita-per-il-territorio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/34294-la-nuova-fondazione-degli-ingegneri-sara-motore-di-crescita-per-il-territorio.html Formazione continua per gli iscritti, ricerca, divulgazione scientifica e rapporti con le università, gli enti pubblici e privati. Sono queste le priorità della nuova Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri ufficialmente operativa nella provincia di Caltanissetta. È arrivato infatti il riconoscimento della personalità giuridica da parte della Prefettura, con la conseguente iscrizione nel Registro delle Persone Giuridiche ai sensi del D.P.R. 361/2000. Questo traguardo di rilevanza istituzionale segna una nuova fase nel percorso di crescita della Fondazione e consolida il suo ruolo quale presidio di competenza, innovazione e cultura tecnico-scientifica al servizio della collettività. La Fondazione infatti nasce con l’obiettivo di rafforzare l’attività dell’Ordine a servizio dei professionisti e mira al consolidamento del ruolo dell’ingegnere nei processi di sviluppo e innovazione del territorio. Il Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri, a seguito della nomina del Consiglio di Amministrazione, ha nominato alla presidenza l’ingegnere Andrea Polizzi, che guiderà la struttura in questa fase cruciale di avvio e crescita.  «Il riconoscimento della personalità giuridica della Fondazione ricevuta dalla Prefettura rappresenta un passaggio storico per il nostro Ordine – afferma Fabio Corvo – la Fondazione sarà uno strumento strategico per ampliare e qualificare le attività a favore degli iscritti e del territorio, rafforzando il ruolo dell’ingegneria quale motore di crescita». «Assumo questo incarico con senso di responsabilità – spiega Andrea Polizzi, primo presidente della Fondazione - l’obiettivo è rendere la Fondazione un punto di riferimento autorevole per la formazione, la ricerca e il trasferimento di competenze, lavorando in sinergia con l’Ordine per promuovere iniziative di qualità per i professionisti e per l’intero territorio». Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione è costituito da Andrea Polizzi (Presidente), Antonio Catalano (Vicepresidente), Giuseppe Rivituso (Segretario), Aurelio Alaimo (Tesoriere) e dai Consiglieri Maria Grazia Cuda, Gianfranco Di Pietro, Ivana Guarneri, Cecilia Manduca, Michele Privitera, Giuseppe Schillaci e Silvia Sollami. Con l’insediamento del CdA, la Fondazione si appresta ad avviare le prime attività operative per lo sviluppo di collaborazioni a livello locale, regionale e nazionale. Una nuova istituzione, dunque, che ambisce a diventare volano di crescita e laboratorio di idee, contribuendo in modo concreto alla costruzione del futuro del territorio.     Thu, 23 Apr 2026 07:54:01 +0000 Caltanissetta Terra e mare: la sfida della pianificazione a Siracusa esperti, istituzioni e accademici a confronto https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/34287-terra-e-mare-la-sfida-della-pianificazione-a-siracusa-esperti-istituzioni-e-accademici-a-confronto.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/34287-terra-e-mare-la-sfida-della-pianificazione-a-siracusa-esperti-istituzioni-e-accademici-a-confronto.html La fascia costiera come spazio strategico dove s’incontrano ambiente, sviluppo economico e sicurezza del territorio. Sarà questo il focus del convegno “Gestire i margini tra Terra e Mare. La pianificazione integrata della fascia costiera”, in programma giovedì 23 aprile 2026, dalle ore 9 alle 18, nella Sala Ferruzza-Romano dell’Area Marina Protetta del Plemmirio a Siracusa. Un’intera giornata di lavori che riunirà istituzioni, esperti, accademici e professionisti per affrontare uno dei temi più urgenti dell’agenda europea e nazionale: la gestione sostenibile delle aree costiere, oggi sempre più esposte agli effetti dei cambiamenti climatici, all’erosione, al consumo di suolo e alla pressione antropica. L’evento, promosso dall’Area Marina Protetta del Plemmirio, dal Censu, dal CNI, dall’Ordine degli Ingegneri di Catania e di Siracusa e dal Cepsu, con il coinvolgimento di enti di ricerca, ordini professionali e istituzioni, si inserisce nel quadro delle strategie europee sulla Gestione Integrata delle Zone Costiere (ICZM) e della Pianificazione Spaziale Marittima (PSM), strumenti fondamentali per garantire equilibrio tra tutela ambientale e sviluppo economico. Un tema reso ancora più centrale dalle politiche comunitarie sulla biodiversità e dalla strategia UE al 2030, che punta alla protezione del 30% delle aree marine e terrestri. Ad aprire i lavori, alle ore 9.30, saranno i saluti istituzionali, con il presidente dell’Area Marina Protetta del Plemmirio Patrizia Maiorca, il presidente Centro Nazionale Studi Urbanistici Paolo La Greca, il sindaco di Siracusa Francesco Italia, il presidente Libero Consorzio Comunale di Siracusa Michelangelo Giansiracusa, l’assessore regionale al Territorio e Ambiente Giuseppa Savarino e il presidente del Consiglio Nazionale Ingegneri Angelo Domenico Perrini. A seguire, la relazione introduttiva affidata al direttore dell’Area Marina Protetta Salvatore Cartarrasa delineerà il quadro della pianificazione integrata della fascia costiera, mentre alle ore 11 è previsto l’intervento da remoto del ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, sul Piano del Mare, strumento strategico per la governance nazionale degli spazi marittimi. Il programma si articolerà in tre sessioni tematiche che approfondiranno, con un approccio multidisciplinare, le principali sfide e opportunità legate alla gestione delle aree costiere. La prima sessione, moderata dal presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Catania Mauro Scaccianoce ,sarà dedicata alla Gestione Integrata della fascia costiera, con focus su pianificazione spaziale marittima, cambiamenti climatici, vulnerabilità dei territori costieri e nuove prospettive legate alle Zone Economiche Speciali e all’economia blu. Nel pomeriggio, la seconda sessione – moderata dal presidente dell’Ordine di Siracusa Guido Monteforte - analizzerà il ruolo delle Aree Naturali Protette come laboratori di sostenibilità e innovazione ambientale, approfondendo il contributo di parchi e riserve nella tutela degli ecosistemi e nella gestione della biodiversità, in linea con le direttive europee. A chiudere, la terza sessione – moderata dal presidente Centro provinciale Studi Urbanistici di Catania Carmelo Grasso - sarà interamente dedicata alle politiche di gestione della fascia costiera con un focus sul caso Sicilia, con interventi su strumenti urbanistici, pianificazione portuale, gestione del demanio marittimo e mitigazione dei rischi ambientali. L’iniziativa rappresenta un momento di confronto di alto profilo su un tema che riguarda direttamente il futuro dei territori costieri, chiamati a ripensare i propri modelli di sviluppo alla luce delle sfide climatiche, della transizione ecologica e delle nuove dinamiche economiche legate al mare. Un’occasione per mettere a sistema competenze, esperienze e visioni, e per costruire un approccio integrato capace di trasformare i margini tra terra e mare in spazi di innovazione, sostenibilità e crescita.   Wed, 22 Apr 2026 07:51:47 +0000 Siracusa Il Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo” si rinnova: nasce la Sezione “Grande Opera” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/34280-il-concorso-di-ceramica-contemporanea-mediterraneo-si-rinnova-nasce-la-sezione-grande-opera.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/34280-il-concorso-di-ceramica-contemporanea-mediterraneo-si-rinnova-nasce-la-sezione-grande-opera.html Dal 4 luglio al 18 ottobre 2026, Grottaglie (TA) torna a essere uno dei punti di riferimento della scena artistica internazionale con il XXXIII Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo”.  Nata nel 1971 la rassegna ha saputo negli anni evolversi insieme ai linguaggi dell’arte, diventando uno degli appuntamenti più autorevoli dedicati alla sperimentazione ceramica. Un luogo in cui la tradizione manifatturiera incontra la ricerca contemporanea, senza mai perdere il legame con l’identità del territorio.  L’inaugurazione e la cerimonia di premiazione sono in programma sabato 4 luglio alle ore 18.30 al Castello Episcopio, dando ufficialmente il via a una stagione espositiva che conferma Grottaglie come laboratorio vivo del Mediterraneo, dove memoria e innovazione continuano a dialogare.  Nel corso di oltre cinquant’anni, il Concorso “Mediterraneo” ha accompagnato l’evoluzione di tecniche, poetiche e visioni, aprendo il confronto ad artisti provenienti da tutto il mondo e contribuendo a consolidare il ruolo della città come capitale pugliese della ceramica. Un’identità che trova espressione anche nel Quartiere delle Ceramiche e nel Museo ospitato nel Castello Episcopio.  L’edizione 2026 si presenta particolarmente significativa, non solo per la qualità attesa delle opere, ma anche per l’introduzione di una nuova sezione destinata a lasciare un segno concreto nello spazio urbano.  La principale novità è infatti la Sezione “Grande Opera”, dedicata a interventi scultorei e installativi in ceramica pensati per dialogare con la città. Con un premio di 10.000 euro, questa sezione nasce con l’obiettivo di portare la ceramica fuori dagli spazi espositivi, mettendola in relazione con l’architettura e con il tessuto urbano, in una prospettiva di rigenerazione culturale. Il sistema dei premi conferma l’attenzione sia alla qualità artistica sia al sostegno concreto degli autori: il 1° Premio “Mediterraneo” da 5.000 euro prevede l’ingresso dell’opera vincitrice nella collezione del Museo della Ceramica; il 2° Premio “Mostra Personale” da 2.000 euro offre, oltre al riconoscimento economico, uno spazio espositivo dedicato nell’edizione successiva; il 3° Premio “Residenza d’artista” – Under 35 da 1.000 euro, finanziato dalla BCC San Marzano di San Giuseppe, consiste in una residenza completa di tutoraggio e supporto produttivo. A questi si affianca il premio da 10.000 euro per la Sezione “Grande Opera”.   La curatela della XXXIII edizione è affidata a Lisa Hockemeyer, storica dell’arte e del design selezionata tramite bando pubblico. La sua esperienza, maturata tra studi sulla ceramica italiana, il design e la cultura materiale, guiderà un progetto capace di coniugare rigore scientifico e apertura internazionale. Sono state inoltre individuate le giurie, entrambe caratterizzate da un profilo internazionale e multidisciplinare. Per i premi principali, la Giuria sarà composta da Ciro D’Alò, sindaco di Grottaglie, dalla curatrice Lisa Hockemeyer, storica dell’arte e del design, critica e docente universitaria, dalla giornalista, critica e curatrice londinese specializzata in design e craft contemporanei Corinne Julius, da Paola Centanni, direttrice di Palazzo Merulana a Roma, e da Emanuele Di Palma, presidente della BCC San Marzano. Per la sezione “Grande Opera”, la commissione sarà invece composta dal presidente e dalla curatrice, insieme a Valeria Talò, responsabile del Settore Lavori Pubblici, e a Daniela De Vincentis, responsabile del Settore Cultura del Comune. “Il Concorso si conferma un appuntamento di respiro internazionale, capace di attrarre visioni, linguaggi e sensibilità provenienti da contesti culturali differenti. Grottaglie si afferma sempre più come luogo di confronto artistico e culturale, un laboratorio aperto in cui la tradizione ceramica dialoga con la contemporaneità e con le sfide del presente. – dichiara Raffaella Capriglia, assessore alla Cultura del Comune di Grottaglie.  La principale novità di questa edizione, la Sezione ‘Grande Opera’, rappresenta un passaggio importante in questa direzione: portare la ceramica nello spazio pubblico significa rafforzare il legame tra arte, città e comunità, creando opere capaci di dialogare con il contesto urbano e di lasciare un segno duraturo nel tempo. È un’evoluzione che consolida il ruolo di Grottaglie come centro di sperimentazione e produzione culturale proiettato nel panorama internazionale”. Il XXXIII Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo” è promosso dal Comune di Grottaglie – Assessorato e Settore Cultura, Turismo e Valorizzazione della Ceramica, con il patrocinio della Regione Puglia e la collaborazione di POP Pottery of Puglia. La segreteria organizzativa è curata da CoopCulture – Infopoint Castello Episcopio. Tra i partner figurano inoltre AiCC Associazione italiana Città della Ceramica, il main sponsor BCC San Marzano di San Giuseppe e lo sponsor tecnico Monun.   Una storia lunga oltre cinquant’anni Il Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo” nasce nel 1971 per volontà del Comune di Grottaglie, con l’obiettivo di celebrare e rinnovare l’antica tradizione ceramica del territorio. Dedicato esclusivamente alla ceramica, il Concorso rappresenta oggi un punto di riferimento per artisti provenienti da tutto il mondo, chiamati a interpretare in chiave contemporanea un sapere millenario. Radicato nel Quartiere delle Ceramiche – un unicum urbano, situato nella gravina che attraversa Grottaglie – in cui le botteghe tramandano da secoli tecniche e segreti dell’arte figulina –, l’evento è divenuto nel tempo un crocevia culturale tra tradizione e innovazione, capace di unire l’identità storica del territorio con le più avanzate visioni artistiche. Fin dalle sue origini, la manifestazione si è posta l’ambizioso obiettivo di mettere nel nuovo un cuore antico: difendere i valori autentici della storia, della civiltà e dell’originalità dell’oggetto ceramico, opponendosi all’omologazione imposta dalla produzione industriale. In oltre cinquant’anni di storia, il Concorso ha affermato il ruolo centrale della ceramica nell’identità culturale di Grottaglie, evolvendosi in una piattaforma internazionale di dialogo e confronto tra linguaggi artistici differenti. Negli ultimi due decenni, la manifestazione ha rafforzato la sua vocazione mediterranea, promuovendo la ceramica come linguaggio universale, simbolo di appartenenza, narrazione e scambio tra culture. Con la XXXII edizione si rinnova l’impegno a costruire un appuntamento annuale di respiro internazionale, capace di attivare connessioni tra popoli e visioni artistiche, contribuendo nel contempo alla costituzione di una preziosa collezione museale di ceramica contemporanea, patrimonio condiviso della comunità. Grottaglie è l’unica città italiana con un intero insediamento urbano dedicato alla produzione ceramica. Il Quartiere delle Ceramiche, lungo la gravina di San Giorgio, ospita oltre settanta botteghe artigianali e continua a essere luogo di vita e lavoro di maestri ceramisti riconosciuti in tutto il mondo. Grottaglie è tra le Città Italiane della Ceramica riconosciute da AiCC, simbolo di una tradizione viva che ha saputo evolversi nei secoli mantenendo intatta la propria identità, valorizzando il suo patrimonio storico, artistico e cultura. Tue, 21 Apr 2026 08:18:50 +0000 Taranto Catania e dintorni: 5 tappe imperdibili tra mare, vulcano e barocco https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34277-catania-e-dintorni-5-tappe-imperdibili-tra-mare-vulcano-e-barocco.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34277-catania-e-dintorni-5-tappe-imperdibili-tra-mare-vulcano-e-barocco.html Catania è una città che vive di contrasti armoniosi. Il fuoco dell’Etna e il blu dello Ionio, il barocco nato dalla ricostruzione e i mercati popolari che mantengono intatta un’anima antica, le pietre laviche nere e le facciate chiare che si accendono al sole. Visitare Catania e il suo versante orientale significa entrare in una Sicilia intensa, scenografica, spesso sorprendente, dove in pochi chilometri puoi passare da una salita sul vulcano a un bagno in mare, da un borgo barocco a una scogliera di origine vulcanica.   Questo tratto di Sicilia si presta perfettamente a un itinerario on the road, perché molte delle sue meraviglie si scoprono proprio muovendosi senza fretta, lasciandosi guidare dal paesaggio. Piazza Duomo, il cuore simbolico di Catania Ogni viaggio a Catania inizia qui, in Piazza Duomo, il centro monumentale e simbolico della città. È il luogo dove si percepisce subito il carattere catanese: elegante, teatrale, vitale. La piazza, patrimonio UNESCO insieme al Val di Noto, racconta la rinascita della città dopo il devastante terremoto del 1693. Al centro domina la Fontana dell’Elefante, il celebre “Liotru”, simbolo cittadino scolpito in pietra lavica, mentre la Cattedrale di Sant’Agata custodisce la devozione profonda per la patrona. Qui il barocco siciliano mostra tutta la sua forza scenografica, ma Piazza Duomo è anche il punto di partenza ideale per entrare nella dimensione più autentica di Catania. A pochi passi si aprono la Pescheria, storico mercato del pesce dai toni quasi teatrali, Via Crociferi con i suoi capolavori barocchi e le strade dove il profumo di agrumi e street food accompagna la passeggiata. Di giorno è luminosa e monumentale, al tramonto cambia volto, quando la pietra lavica si scalda di riflessi dorati. L’Etna, l’esperienza che cambia il viaggio Non si può raccontare Catania senza parlare dell’Etna. Più che un’escursione, l’ascesa al vulcano è un’esperienza che ridefinisce il viaggio. Salire sull’Etna significa attraversare paesaggi che mutano continuamente. I vigneti lasciano spazio ai boschi, i boschi si diradano e compaiono distese nere di lava, crateri spenti, scenari quasi lunari. Il punto di partenza più frequentato è il versante sud, da Rifugio Sapienza, da cui si possono raggiungere i Crateri Silvestri o proseguire con funivia e mezzi autorizzati verso quote più alte, spesso accompagnati da guide vulcanologiche. Ogni salita è diversa, perché l’Etna è vivo, in trasformazione continua. Non è solo una questione paesaggistica. C’è una componente quasi emotiva nel trovarsi davanti al vulcano attivo più alto d’Europa. Il silenzio in quota, il vento, il contrasto tra il nero della lava e l’azzurro del mare sullo sfondo creano una percezione rara, difficile da replicare altrove. Se c’è una tappa che rende unico questo itinerario, è questa. Acitrezza e la Riviera dei Ciclopi, dove mito e mare si incontrano A nord di Catania il paesaggio cambia ancora. Acitrezza, con il suo piccolo porto e i Faraglioni dei Ciclopi che emergono dal mare, sembra sospesa tra leggenda e quotidianità. Secondo il mito, questi scogli furono lanciati da Polifemo contro Ulisse. Al di là della narrazione epica, la costa qui ha una bellezza ruvida, vulcanica, molto diversa dalle immagini più classiche della Sicilia balneare. Le scogliere nere, il mare trasparente, le barche dei pescatori e il ritmo lento del borgo ne fanno una tappa ideale per una pausa diversa, soprattutto se si vuole vedere come il vulcano abbia modellato anche il paesaggio costiero. Poco distante, Acicastello aggiunge un’altra dimensione con il castello normanno costruito su una rupe lavica che guarda il mare. Taormina, il grande classico che continua a stupire Ci sono luoghi celebri che rischiano di essere dati per scontati. Taormina non è tra questi. Pur essendo una meta iconica, conserva una forza scenica straordinaria. Il Teatro Antico, con l’Etna sullo sfondo e il mare che si apre dietro le gradinate, resta una delle immagini più potenti del Mediterraneo. Ma Taormina non è solo il suo teatro. Sono le terrazze panoramiche, i vicoli in salita, i giardini, Isola Bella poco sotto, raggiungibile per una pausa sul mare. Inserirla in un itinerario da Catania ha senso proprio perché aggiunge la dimensione della Sicilia da cartolina, ma senza risultare artificiale. Noto e il barocco che diventa paesaggio Se si vuole comprendere davvero il barocco siciliano, una deviazione verso Noto è quasi naturale. Qui l’architettura non è solo monumento, è atmosfera. Le facciate color miele cambiano tonalità durante il giorno, i palazzi sembrano scenografie, le chiese si susseguono come un racconto in pietra. Passeggiare su Corso Vittorio Emanuele significa leggere la storia della ricostruzione siciliana dopo il sisma, ma significa anche immergersi in una bellezza che appare sorprendentemente coerente, quasi totale. È una tappa che completa il viaggio perché mostra il volto più raffinato e artistico di questo versante dell’isola. Come organizzare gli spostamenti all’arrivo Per esplorare Catania e dintorni con libertà, l’auto resta una scelta strategica. Molte tappe, soprattutto Etna, Riviera dei Ciclopi e Val di Noto, danno il meglio se raggiunte con un itinerario flessibile. Chi arriva in aeroporto spesso sceglie di organizzare subito gli spostamenti ritirando il veicolo all’arrivo, così da iniziare il viaggio senza passaggi intermedi e ottimizzare i tempi, soprattutto nei soggiorni di pochi giorni. Per approfondire modalità operative, documenti richiesti, procedure e consigli utili per il ritiro, puoi consultare questa pagina. Inserire questo aspetto nella pianificazione fa davvero la differenza, perché in Sicilia orientale le distanze non sono grandi, ma avere autonomia nei movimenti permette di trasformare un semplice soggiorno in un vero itinerario. Un viaggio dove la Sicilia mostra tutte le sue anime Catania e il suo territorio hanno qualcosa di raro: condensano molte Sicilie diverse nello spazio di pochi chilometri. C’è la Sicilia vulcanica dell’Etna, potente e primordiale. C’è quella barocca di Piazza Duomo e Noto, elegante e monumentale. C’è quella marina di Acitrezza e Taormina, sospesa tra mito e luce. Ed è proprio questa alternanza continua a rendere il viaggio così coinvolgente. Non è una destinazione che si lascia raccontare con una sola immagine, perché cambia continuamente forma, colore, ritmo. Forse è questo il motivo per cui Catania non è solo una città da visitare, ma un punto di partenza per capire una parte essenziale della Sicilia. Mon, 20 Apr 2026 15:50:20 +0000 Economia Il Premio "La sorgente di Castalia" illumina il futuro del legame padri-figli https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34273-il-premio-la-sorgente-di-castalia-illumina-il-futuro-del-legame-padri-figli.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34273-il-premio-la-sorgente-di-castalia-illumina-il-futuro-del-legame-padri-figli.html Non è stata una semplice premiazione, ma un’immersione profonda nelle dinamiche dell’anima e della società. Sabato 11 aprile 2026 la Sala Tirreno di Follonica - alla presenza del Sindaco l'Avv. Metteo Buoncristiani, della Presidente della Commissione delle pari opportunità del Comune di Follonica Alfreda Cappellini - ha ospitato la prima edizione del Premio Internazionale di Poesia “La sorgente di Castalia”, un evento che ha saputo trasformare la poesia in uno strumento di indagine sociologica e di resistenza culturale. Il successo della manifestazione deve molto alla fondamentale guida di Loriano Lotti, responsabile del Premio e Presidente di Giuria, che ha coordinato l'intera macchina organizzativa con dedizione e competenza. L'obiettivo della manifestazione è stato raggiunto, poichè si è riusciti a coniugare il rigore della competizione letteraria con una profonda mission di solidarietà promossa dal Kiwanis Club Follonica - guidato dalla Presidente Dott.ssa Carla Moscatelli - con il patrocinio del Comune di Follonica. L’architettura concettuale dell'evento è stata delineata dalla Dott.ssa Daniela Cecchini, Madrina d’Onore dell'evento culturale. L'intuizione di trasformare il concorso in un’indagine sul passaggio dall’“io” al “noi” si è rivelata vincente, in quanto ha stimolato i poeti ad esplorare con coraggio la metamorfosi del rapporto padri-figli. La Giuria di Qualità - composta da Daniela Cecchini, Gordiano Lupi e Patrizio Avella - ha selezionato le opere con un rigore valutativo che ha premiato la capacità della parola di farsi analisi sociale. Hanno presenziato all'evento il Governatore Ing. Basilio Valente del Kiwanis international Distretto Italia - San Marino, il Luogotenente Governatore della Div. 8 Toscana del Kiwanis International Distretto Italia - San Marino Dott.ssa Anna Fazio e numerosi soci del Kiwanis Follonica. Ad arricchire l’atmosfera della serata sono stati gli intermezzi musicali eseguiti dai giovanissimi allievi della Scuola comunale di musica "Bonello Bonarelli". Questi spazi dedicati alla musica e al canto hanno celebrato l'unione tra le diverse espressioni dell'arte. Il momento più atteso è stato quello dedicato ai protagonisti dell'edizione 2026. I prestigiosi Premi di Eccellenza sono stati conferiti al Prof. Cheikh Tidiane Gaye - Premio di Eccellenza alla Carriera - per il suo instancabile impegno nella promozione dell’integrazione e della letteratura interculturale e alla Prof.ssa Rosanna Cracco - Premio Clinamen all’Eccellenza Poetica - celebrata per la rara sensibilità e l’originalità stilistica dei suoi componimenti poetici. A seguire, l'attenzione si è concentrata sulla rosa dei dieci finalisti, gli unici resi noti, come da regolamento. Il Podio: 1° classificato Alessandro Biagioni "A mio padre"; 2° classificato Sergio Pieri "...in cammino"; 3° classificato Maria Francesca Mosca "Nel manto del tempo"; 3° classificato ex aequo Rosanna Giovinazzo "Tra le rughe e le pieghe dell'anima". Gli altri sei finalisti che compongono l'esclusivo gruppo dei primi dieci sono: Assunta Spedicato "Se ottuso fosse il cielo"; Giovanni Bottaro "Verso un nuovo giorno"; Marilena Parro Marconi "Incontri"; Leonardo Nannini "La volontà di un ponte"; Angelo Soldatini "Incomprensioni"; Alessia Guarraci "Maternage". “La sorgente di Castalia” si congeda così come una promessa mantenuta: un’acqua che scava solchi di consapevolezza e che, grazie all'impegno di Loriano Lotti e di tutto lo staff, ha già segnato un importante punto fermo nel panorama culturale. Il servizio fotografico è stato realizzato dal Ph Massimo Batisti. Fri, 17 Apr 2026 06:57:35 +0000 Cultura Ute Lemper: inizia il tour primaverile https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34271-ute-lemper-inizia-il-tour-primaverile.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34271-ute-lemper-inizia-il-tour-primaverile.html Mancano pochi giorni all’inizio del tour italiano di Ute Lemper, uno degli appuntamenti più attesi della primavera 2026, che porterà l’artista in tre città – Chiasso (18 aprile), Roma (20 aprile) e Padova (24 aprile) – con tre concerti diversi, pensati come tappe di un unico percorso artistico. A rendere ancora più ricco questo momento è anche l’annuncio delle prime date del tour estivo, che vedranno Ute Lemper protagonista il 13 giugno a Venezia al Teatro Goldoni con il progetto sinfonico “From Berlin to Broadway”, accompagnata dalla PN3 Orchestra diretta da Valter Sivilotti, solista Andrea Dindo al pianoforte, per poi proseguire il 4 luglio a Pisa, nella cornice del Chiostro del Museo dell’Opera del Duomo, e l’8 luglio a Bari al Teatro Petruzzelli. Tra le tre tappe primaverili, è Roma a rappresentare il cuore simbolico della tournée. Il 20 aprile all’Auditorium Parco della Musica, Ute Lemper porterà in scena “Paris Paris”, il suo nuovo progetto dedicato alla grande chanson française Paris Paris” è un viaggio nella Parigi più poetica ed evocativa: tra le note di Édith Piaf, Jacques Brel, Léo Ferré, Charles Trenet e Barbara e le parole di Jacques Prévert, prende forma un universo fatto di notti lungo la Senna, amori sospesi e atmosfere intrise di malinconia e bellezza. Un racconto musicale intenso e cinematografico, in cui la voce di Lemper diventa guida e presenza scenica di rara eleganza. Ad accompagnarla nel tour (con esclusione della tappa veneziana), tre musicisti di straordinario profilo internazionale: il pianista Vana Gierig, il contrabbassista Giuseppe Bassi e l’accordionista Ludovic Beier, per una formazione capace di restituire tutte le sfumature di un repertorio senza tempo. Artista tra le più complete e riconosciute a livello mondiale, Ute Lemper ha costruito una carriera eccezionale, spaziando dal teatro musicale al repertorio d’autore, dalle interpretazioni di Kurt Weill e del cabaret berlinese fino ai successi a Broadway e nel West End. Premi come il Laurence Olivier Award e il Premio Molière ne attestano il talento, così come una presenza costante nei più importanti teatri internazionali. La carriera di Ute Lemper è vasta e poliedrica. Ha lasciato il segno in teatro, nel cinema, in concerto e come artista discografica unica, con oltre 30 CD pubblicati in 40 anni di carriera. È stata universalmente acclamata per le sue interpretazioni delle canzoni del cabaret berlinese, delle opere di Kurt Weill e Bertolt Brecht e delle chanson di Marlene Dietrich, Édith Piaf, Jacques Brel, Léo Ferré, Jacques Prévert, Nino Rota, Astor Piazzolla; è stata inoltre la voce tedesca di Ariel ed Esmeralda nei film Disney, oltre a distinguersi per le sue composizioni originali e per i suoi ruoli in musical e opere teatrali a Broadway, a Parigi, Berlino e nel West End di Londra. È una delle pochissime artiste nate in Germania ad aver ottenuto un riconoscimento internazionale duraturo per decenni. Recentemente il New York Times ha dedicato la copertina della sezione Cultura al suo ultimo album, Pirate Jenny – Songs of Rebellion Revisited. Ha vinto il Laurence Olivier Award in Gran Bretagna e l’American Theater World Award per la sua interpretazione di Velma Kelly nel West End e a Broadway, il Premio Molière in Francia per il ruolo di Sally Bowles a Parigi, oltre a numerosi altri premi internazionali per la musica e il teatro e diverse nomination ai Grammy Awards. Nel 2023 Ute ha pubblicato la sua autobiografia, Die Zeitreisende, diventata immediatamente un bestseller dello Spiegel. Il libro è stato pubblicato anche in Italia da Baldini & Castoldi. Come cantautrice ha recentemente pubblicato l’album Time Traveler, che ripercorre il suo cammino artistico e umano in occasione dei suoi 60 anni, in dialogo con il libro. Nel 2025 pubblica il nuovo album Pirate Jenny – Kurt Weill Reimagined, una rilettura contemporanea per celebrare il 125° anniversario della nascita di Kurt Weill. Partecipa inoltre a una serie di rappresentazioni di I sette peccati capitali con il Tanztheater Pina Bausch, una collaborazione speciale iniziata 30 anni fa. Le sue creazioni e composizioni originali sono raccolte negli album Forever (su testi di Pablo Neruda), The 9 Secrets (su parole di Paulo Coelho) e The Bukowski Project, progetti portati in tournée in tutto il mondo. Ha inoltre presentato Songs for Eternity, dedicato ai canti eseguiti nei ghetti durante l’Olocausto dai prigionieri ebrei, uno dei progetti a lei più cari, trasmesso anche dalla RAI e disponibile, come gli altri, su YouTube. Nel 2026 Ute celebra il 125° anniversario della nascita di Marlene Dietrich con lo spettacolo Rendezvous with Marlene, ispirato a una conversazione telefonica di tre ore avuta con l’attrice a Parigi nel 1987. Attualmente è in tour con un nuovo spettacolo dedicato alla chanson française che ama profondamente, con brani di Piaf, Brel, Michel Legrand, Ferré e altri. Ute racconta di aver formato la propria identità artistica come giovane donna tedesca nei primi anni Ottanta, vivendo attivamente nella comunità teatrale di Berlino Ovest prima della caduta del Muro. Le pubblicazioni internazionali dei suoi primi album dedicati a Kurt Weill hanno trasformato il suo percorso in una missione, una responsabilità e un viaggio artistico che continua a coltivare e rinnovare, con sempre nuove sfaccettature, a oltre quarant’anni di distanza. Nel 2026 intraprende anche un tour Disney in Germania, per ripercorrere il suo passato come voce originale di Ariel, la sirenetta, e di altri personaggi Disney. Nello stesso anno celebrerà il 125° anniversario della nascita di Marlene Dietrich con spettacoli in tutto il mondo, da Parigi a New York, da Londra a Berlino, da Roma a Madrid e oltre. Fonte  Uff.st.: E.Castiglioni   Mon, 13 Apr 2026 15:52:18 +0000 Moda e spettacolo Minoranza tracia esclusivamente religiosa https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34269-minoranza-tracia-esclusivamente-religiosa.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34269-minoranza-tracia-esclusivamente-religiosa.html La minoranza musulmana della Tracia è una comunità di natura esclusivamente religiosa e non etnica: è quanto ribadito dal Ministero degli Affari Esteri greco in una nota ufficiale diffusa in risposta alle recenti dichiarazioni provenienti da Ankara.  Al centro della posizione di Atene vi è il Trattato di Losanna del 1923, che – sottolinea la diplomazia greca – definisce in modo chiaro e non soggetto a interpretazioni lo status giuridico della minoranza. Secondo il ministero, il trattato non prevede in alcun modo l’elezione dei mufti da parte della minoranza stessa, anche in considerazione del fatto che tali figure esercitano non solo funzioni religiose, ma anche competenze di natura giudiziaria e amministrativa. Proprio per questo motivo, evidenzia Atene, la procedura di nomina rientra nelle prerogative dello Stato. La nota richiama inoltre la recente legislazione nazionale: con la legge 4964/2022, la Grecia ha istituito un comitato composto da membri della minoranza – incluse rappresentanti femminili – con il compito di valutare e proporre i candidati più idonei alla carica di mufti. In base a questo meccanismo è già stata completata la nomina del nuovo mufti di Didymoteicho, mentre sono state avviate le procedure per le sedi di Xanthi e Komotini. Il ministero sottolinea inoltre che anche in Turchia i mufti vengono nominati e non eletti. Atene ribadisce quindi di gestire le questioni relative alla minoranza musulmana della Tracia nel pieno rispetto dello stato di diritto, garantendo uguaglianza davanti alla legge e libertà religiosa. Una linea che, si legge nella dichiarazione, non è destinata a cambiare, così come non è modificabile la denominazione ufficiale della minoranza stabilita dal diritto internazionale. Di segno opposto la posizione del Ministero degli Esteri turco, che accusa la Grecia di violare i diritti della minoranza musulmana nella Tracia occidentale, in particolare per quanto riguarda la scelta dei mufti. Ankara contesta il mancato riconoscimento dei leader religiosi eletti dalla comunità e sollecita un cambio di politica da parte di Atene. Nel mirino della diplomazia turca vi è soprattutto la procedura adottata per la nomina del mufti di Didymoteicho, definita come una designazione presentata impropriamente come processo elettorale e realizzata senza un adeguato coinvolgimento dei rappresentanti della minoranza. “Non possiamo accettare queste pratiche”, afferma Ankara, che conclude assicurando che continuerà a monitorare attentamente il rispetto dei diritti della minoranza turca nella regione, in linea con gli obblighi derivanti dagli accordi internazionali. Thu, 09 Apr 2026 15:06:34 +0000 Cultura Premio Internazionale di Poesia "La Sorgente di Castalia" - Quando La poesia si fa incontro https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34265-premio-internazionale-di-poesia-la-sorgente-di-castalia-quando-la-poesia-si-fa-incontro.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34265-premio-internazionale-di-poesia-la-sorgente-di-castalia-quando-la-poesia-si-fa-incontro.html Fervono I preparativi per la serata conclusiva della I Edizione del Premio internazionale di Poesia “La sorgente di Castalia”. Alla presenza di numerosi rappresentanti delle istituzionI del Comune di Follonica e del Kiwanis, sabato 11 aprile 2026, alle ore 17:00, la Sala Tirreno - via Bicocchi 56/A Follonica si trasformerà nel palcoscenico di un evento che ambisce a essere molto più di una cerimonia di premiazione: un vero e proprio atto di resistenza culturale contro l'indifferenza. La manifestazione, nata sotto l’egida del Kiwanis Club Follonica e con il patrocinio del Comune di Follonica, egregiamente guidato dalla Presidente Dott.ssa Carla Moscatelli, intreccia in modo indissolubile l’arte al servizio dei bambini e degli adolescenti. Il cuore pulsante di questa I edizione del Premio Internazionale di Poesia è la Dott.ssa Daniela Cecchini, anima critica del Premio. Giornalista - da anni nostra stimata collaboratrice - attenta studiosa delle dinamiche all'interno del dibattito sociale e culturale, esperta di analisi e gestione dei dati in quanto Cultrice della materia in Data Management negli ambiti accademici, non riveste solo il ruolo di Madrina d’Onore, ma è l’architetto concettuale dietro il tema conduttore proposto agli aspiranti poeti di tutta Italia. Interessante l’intuizione di aver trasformato il concorso in un’indagine sociologica: il passaggio dalla logica dell’io a quella del "noi", con un focus coraggioso sulla metamorfosi del rapporto padri-figli. A vagliare le numerose opere giunte da ogni parte d'Italia è stata una Giuria di Qualità, composta da: Daniela Cecchini - Gordiano Lupi - Patrizio Avella, nomi di assoluto rilievo nel panorama culturale e critico, che garantiscono un rigore valutativo di altissimo profilo. Sotto la lente di questi esperti, la parola scritta ha abbandonato l'estetica fine a se stessa per farsi strumento d'analisi sulla nostra struttura sociale. Il momento più solenne della serata sarà dedicato a chi della cultura ha fatto una mission di vita. Riflettori accesi sui Premi di Eccellenza, riconoscimenti che nobilitano l’albo d’oro della manifestazione: Premio di Eccellenza alla Carriera conferito al Prof. Cheikh Tidiane Gaye, eminente figura di riferimento per la promozione culturale, l'integrazione e la letteratura interculturale. Premio Clinamen all’Eccellenza Poetica assegnato alla Prof.ssa Rosanna Cracco, per la capacità di declinare il verso poetico in forme di rara sensibilità ed originalità stilistica. Il coordinamento della serata è affidato a Loriano Lotti, responsabile della manifestazione e Presidente di Giuria. Sarà lui, insieme alla Presidente, alla Madrina e alla Giuria, a svelare i nomi dei primi dieci classificati e ad assegnare i Premi speciali, in un’atmosfera che si preannuncia carica di emozioni. Tue, 07 Apr 2026 08:21:01 +0000 Cultura Avviata una collaborazione tra Accademia Nazionale di San Luca ETS e Opera Laboratori https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34262-avviata-una-collaborazione-tra-accademia-nazionale-di-san-luca-ets-e-opera-laboratori.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34262-avviata-una-collaborazione-tra-accademia-nazionale-di-san-luca-ets-e-opera-laboratori.html Una nuova fase di sviluppo e valorizzazione si apre per la Accademia Nazionale di San Luca, che annuncia l’avvio di una collaborazione strategica con Opera Laboratori, realtà di riferimento nella gestione e promozione del patrimonio culturale. A partire da aprile, il progetto punta a rafforzare la presenza dell’Accademia nel panorama nazionale e internazionale, attraverso una serie di interventi mirati. Tra le principali novità figurano il potenziamento della visibilità sui canali digitali, l’attivazione di sinergie con agenzie e tour operator e la creazione di un centro prenotazioni dedicato. Parallelamente, verranno introdotti nuovi strumenti di orientamento e informazione per migliorare l’esperienza dei visitatori, dalla segnaletica ai materiali divulgativi. L’obiettivo è accompagnare il pubblico alla scoperta di un’istituzione di rilievo internazionale, valorizzandone la storia, le collezioni e il ruolo centrale nella promozione delle arti e dell’architettura, oltre al patrimonio documentario custodito negli archivi e nella biblioteca. L’esperienza di visita sarà ulteriormente arricchita grazie a percorsi dedicati, supporti multimediali e applicazioni per dispositivi mobili, con contenuti sia sul patrimonio permanente sia sulle mostre temporanee. Nell’ambito di questo rinnovamento, sarà introdotto anche un biglietto d’ingresso al costo di 5 euro, destinato a sostenere le attività di tutela, valorizzazione e programmazione culturale. Fondata nel XVI secolo, l’Accademia Nazionale di San Luca continua a rappresentare un punto di riferimento per la promozione delle arti visive, grazie a un’intensa attività espositiva e a iniziative di ricerca. La sua collezione, ampia e stratificata, attraversa secoli di storia artistica e comprende opere di maestri come Gian Lorenzo Bernini, Raffaello Sanzio, Guido Reni, accanto ai lavori di Antonio Canova e Carlo Maratta. Dipinti, bozzetti, studi preparatori, ritratti accademici e sculture di grande valore storico e artistico compongono un patrimonio che non solo custodisce la memoria dell’istituzione, ma continua a dialogare con il presente, offrendo al pubblico un percorso capace di intrecciare tradizione e contemporaneità. Wed, 01 Apr 2026 15:28:47 +0000 Arte A Roma la Festa Nazionale Ellenica https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34257-a-roma-la-festa-nazionale-ellenica.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34257-a-roma-la-festa-nazionale-ellenica.html Una serata all’insegna della musica, capace di unire emozione e suggestione sotto il segno del Mediterraneo. Si è svolta pochi giorni fa all’Auditorium Parco della Musica di Roma, oltre mille invitati hanno preso parte alle celebrazioni della Festa nazionale della Repubblica Ellenica, promosse dall’Ambasciata di Grecia in Italia. Protagonista dell’evento è stato un concerto di grande livello, che ha visto esibirsi il tenore Stavros Salabasopoulos, accompagnato da un’orchestra di quindici musicisti diretta dal maestro Georgios Papachristoudis. Il programma musicale ha attraversato repertori greci e internazionali, costruendo un ideale ponte sonoro tra Grecia e Italia. Ad aprire la serata è stata una mostra del pittore Kostas Spiropoulos, le cui opere hanno introdotto il pubblico in un’atmosfera artistica intensa, anticipando le emozioni del concerto. L’iniziativa ha rappresentato anche un momento di riflessione sui profondi legami storici e culturali tra i due Paesi, radicati fin dall’epoca della Magna Grecia e ancora oggi vivi, in particolare nelle regioni del Sud Italia. Un rapporto fatto di vicinanza e solidarietà, rafforzata nel tempo anche grazie al contributo dei filelleni italiani durante la lotta per l’indipendenza greca. A sottolinearlo, nel suo intervento, è stata l’ambasciatrice Eleni Sourani, che ha ricordato come quei valori condivisi abbiano contribuito a intrecciare le storie dei due popoli, fino a ispirare, a loro volta, il percorso verso la libertà dell’Italia. “Un ponte musicale”, dedicato appunto alla Festa Nazionale Ellenica, ma anche ai legami di amicizia e gratitudine per i vincoli storici e culturali che uniscono i Italia e Grecia, nati 28 secoli fa, quando i primi greci fondarono le prime colonie della Magna Grecia.“Legami che hanno resistito a ogni avversità e che sono ancora vivi nelle città di Puglia e Calabria – ha sottolineato dalla S.E Eleni Sourani   -. Legami di solidarietà, che si sono manifestati con la partecipazione dei Filelleni italiani alla lotta per la nostra indipendenza, dalla quale trassero ispirazione per la libertà dell’Italia”.  L’evento, che si è svolto alla presenza di un migliaio di ospiti tra cui rappresentanti della leadership politica e militare italiana, imprenditori e membri della comunità ellenica e del mondo accademico, è stato condotto dal giornalista Teodoro Andreadis. Il tenore greco Stavros Salabasopoulos che ha cantato all'evento organizzato dall Ambasciata Ellenica si è avvicinato alla musica fin da giovane, dedicandosi inizialmente allo studio del pianoforte. In seguito ha intrapreso la formazione nel canto lirico e, nell’arco di un anno, ha debuttato nel Dipartimento Infantile dell’Opera Nazionale di Grecia. Proseguendo il proprio percorso artistico, si è trasferito a Parigi grazie a una borsa di studio concessa dallo Stato francese, dove ha affiancato agli studi un’attività professionale presso l'Opéra di Parigi. Nel corso della sua carriera ha preso parte a numerosi programmi televisivi e ha collaborato con importanti personalità della musica classica, del teatro d’opera e della musica d’arte greca (“entechni”), spaziando anche nei repertori crossover e pop. Artista versatile, ha interpretato ruoli sia del repertorio classico sia di quello contemporaneo, esibendosi in diversi Paesi, tra cui Italia, Francia, Germania e Grecia, e partecipando a festival musicali di rilievo a livello nazionale e internazionale. Mon, 30 Mar 2026 14:46:04 +0000 Roma Dare forma alle decisioni, il valore di una visione strategica nelle imprese di oggi https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34254-dare-forma-alle-decisioni-il-valore-di-una-visione-strategica-nelle-imprese-di-oggi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34254-dare-forma-alle-decisioni-il-valore-di-una-visione-strategica-nelle-imprese-di-oggi.html Ci sono momenti in cui le aziende si trovano davanti a scelte che non riguardano solo il breve periodo, ma ridefiniscono traiettorie intere. Non sempre sono decisioni eclatanti, spesso si giocano nella capacità di leggere segnali deboli, interpretare mercati in evoluzione e trasformare intuizioni in azioni concrete. È proprio qui che la gestione e la strategia d’impresa smettono di essere concetti teorici e diventano leve operative, quotidiane, decisive. Nel panorama attuale, segnato da trasformazioni rapide e da una competizione sempre più articolata, il ruolo di chi guida processi decisionali si amplia. Serve anticipare, connettere, orchestrare. Per questa ragione, le aziende cercano figure capaci di tenere insieme numeri e visione, execution e pensiero strategico. Professionisti che sappiano leggere il contesto, ma anche intervenire con metodo. In questo scenario, la formazione si trasforma in uno snodo fondamentale. Non tanto come semplice aggiornamento, quanto come vero e proprio acceleratore di competenze. Uno snodo in cui si inserisce sapientemente il lavoro di 24ORE Business School, che negli anni ha costruito un’offerta formativa pensata per chi vuole sviluppare una visione manageriale solida e contemporanea e che oggi trova piena realizzazione nel nuovo Executive Master in Gestione e Strategia d'Impresa.  Il percorso, di fatto, è progettato per intercettare proprio l’esigenza di formare professionisti in grado di affrontare la complessità decisionale con strumenti aggiornati e un approccio concreto. Il programma si sviluppa attorno a una struttura che combina analisi strategica, sviluppo organizzativo e capacità di execution. Non si limita a fornire modelli teorici, ma lavora sulla loro applicazione, attraverso casi reali, simulazioni e momenti di confronto con il mondo aziendale. Forte è soprattutto l’attenzione alla dimensione trasversale del management. La strategia non viene trattata come un comparto isolato, ma come un processo che attraversa tutte le funzioni aziendali. Marketing, finanza, operation e risorse umane diventano così parti di un disegno più ampio, da coordinare e rendere coerente. In questo senso, il master accompagna i partecipanti nello sviluppo di una mentalità sistemica, sempre più richiesta nelle organizzazioni contemporanee. Il valore aggiunto emerge anche nella composizione del corpo docente e nella struttura didattica. Professionisti e manager portano in aula esperienze concrete, contribuendo a creare un dialogo continuo tra teoria e pratica. Il confronto con casi aziendali reali permette di misurarsi con dinamiche complesse, stimolando una riflessione che va oltre l’apprendimento passivo. Dal punto di vista degli sbocchi professionali, il percorso si rivolge a chi ambisce a ruoli di responsabilità, sia all’interno di grandi organizzazioni sia in contesti imprenditoriali. Manager, consulenti, professionisti che vogliono rafforzare la propria capacità decisionale trovano in questo tipo di formazione un passaggio strategico per consolidare il proprio posizionamento. Guardando al medio periodo, emerge con chiarezza che le aziende non cercano solo competenze tecniche, ma profili capaci di interpretare scenari e guidare cambiamenti. La differenza, spesso, sta nella qualità delle decisioni prese nei momenti chiave. E quella qualità si costruisce nel tempo, attraverso esperienze, confronto e formazione mirata. L’Executive Master in Gestione e Strategia d’Impresa permette di affinare uno sguardo, sviluppare una postura professionale, allenare la capacità di scegliere in un contesto in cui le variabili si moltiplicano giorno dopo giorno. Fri, 27 Mar 2026 17:41:35 +0000 Economia L’Allievo Baltazar Delmo Herrero Lopez del Valle racconta la sua esperienza alla Scuola Militare Teulié https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34248-l-allievo-baltazar-delmo-herrero-lopez-del-valle-racconta-la-sua-esperienza-alla-scuola-militare-teulie.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34248-l-allievo-baltazar-delmo-herrero-lopez-del-valle-racconta-la-sua-esperienza-alla-scuola-militare-teulie.html Mi chiamo Baltazar Delmo Herrero Lopez del Valle, sono nato a Pietra Ligure, ma sono cresciuto nella città di Savona dove ho frequentato il Liceo Scientifico Orazio Grassi con opzione scienze applicate, per poi proseguire i miei studi alla Scuola Militare Teulié. Sono il secondo figlio di una famiglia numerosa. I miei genitori sono di origine argentina. Mi appassionano l’economia, i motori e la musica che sto continuando a praticare facendo parte del coro alla Scuola Militare.  Perché hai deciso di entrare alla Scuola Militare Teulié? Le motivazioni principali per cui ho deciso di entrare alla Scuola Militare Teulié sono state il desiderio di coltivare la disciplina necessaria per eccellere in futuro e la preparazione che questo Istituto offre per una possibile carriera militare. La scelta è stata rafforzata dal prestigio storico della Scuola Militare Teulié.  Quanto tempo hai dedicato alla preparazione del concorso e cosa consiglieresti a chi come te sta pensando di partecipare al concorso? Ho dedicato diversi mesi alla mia preparazione, cercando di rafforzare le competenze teoriche e fisiche. Sono stato fortunato a provenire da una scuola che mi ha fornito una base molto solida, permettendomi di affrontare il concorso con maggiore sicurezza. A chi sta pensando di partecipare consiglierei di iniziare per tempo, lavorando con disciplina e costanza e senza trascurare la preparazione mentale oltre a quella accademica e fisica. Inoltre, è fondamentale conoscere al dettaglio il bando di concorso per affrontare al meglio ogni prova.  Quali sono state le tue prime impressioni all’arrivo della scuola Militare Teulié e come hai vissuto i primi giorni in Istituto? L’impatto iniziale è stato impegnativo: tutto è molto rapido, quasi travolgente, e richiede una capacità di adattamento immediata. I ritmi serrati e le responsabilità non lasciano spazio all’improvvisazione. In questo mi ha aiutato il mio percorso scout nell’AGESCI in cui ho ricoperto anche ruoli di capo. Inoltre, provenendo da una famiglia numerosa, sono cresciuto abituandomi alla vita condivisa: non ho mai avuto bisogno di attenzioni particolari e l’inserimento in un contesto simile non ha rappresentato per me una difficoltà.  Quale significato ha per te giurare fedeltà alla Repubblica Italiana? Per me il giuramento significa sentirmi finalmente parte di una Patria e dichiararlo ufficialmente. Questo momento rappresenta il riconoscimento formale di un’appartenenza che ho costruito negli anni. È anche un segno di gratitudine verso l’Italia, che ha accolto i miei genitori dall’Argentina, offrendo loro opportunità, stabilità e la possibilità di crescere e di far crescere anche me.  Cosa caratterizza il percorso formativo che svolgi in questo Istituto? quali attività svolgete durante il giorno? Alla Scuola Militare Teulié l’attività principale è lo studio: siamo preparati da professori competenti che ci guidano in un percorso formativo di alto livello. Inoltre, svolgiamo attività di addestramento militare. È presente anche la giusta quantità di sport, fondamentale per la crescita fisica. Mi piacciono molto le numerose conferenze organizzate con personalità del mondo militare e civile, che arricchiscono la nostra formazione culturale.   Come gestisci la distanza dalla famiglia e dagli amici? Quale posto ti manca di più della tua città do origine? La distanza dalla famiglia e dagli amici è sicuramente uno degli aspetti più difficili del percorso e rappresenta una delle sfide con cui bisogna confrontarsi ogni giorno. Nei momenti che abbiamo a disposizione per le chiamate a casa, così come durante le libere uscite e le licenze, cerco sempre di mantenere vivi i miei rapporti con amici e famiglia. Wed, 25 Mar 2026 10:28:54 +0000 Società e costume L’Allievo Baltazar Delmo Herrero Lopez del Valle racconta la sua esperienza alla Scuola Militare Teulié https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34248-l-allievo-baltazar-delmo-herrero-lopez-del-valle-racconta-la-sua-esperienza-alla-scuola-militare-teulie.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34248-l-allievo-baltazar-delmo-herrero-lopez-del-valle-racconta-la-sua-esperienza-alla-scuola-militare-teulie.html Mi chiamo Baltazar Delmo Herrero Lopez del Valle, sono nato a Pietra Ligure, ma sono cresciuto nella città di Savona dove ho frequentato il Liceo Scientifico Orazio Grassi con opzione scienze applicate, per poi proseguire i miei studi alla Scuola Militare Teulié. Sono il secondo figlio di una famiglia numerosa. I miei genitori sono di origine argentina. Mi appassionano l’economia, i motori e la musica che sto continuando a praticare facendo parte del coro alla Scuola Militare.  Perché hai deciso di entrare alla Scuola Militare Teulié? Le motivazioni principali per cui ho deciso di entrare alla Scuola Militare Teulié sono state il desiderio di coltivare la disciplina necessaria per eccellere in futuro e la preparazione che questo Istituto offre per una possibile carriera militare. La scelta è stata rafforzata dal prestigio storico della Scuola Militare Teulié.  Quanto tempo hai dedicato alla preparazione del concorso e cosa consiglieresti a chi come te sta pensando di partecipare al concorso? Ho dedicato diversi mesi alla mia preparazione, cercando di rafforzare le competenze teoriche e fisiche. Sono stato fortunato a provenire da una scuola che mi ha fornito una base molto solida, permettendomi di affrontare il concorso con maggiore sicurezza. A chi sta pensando di partecipare consiglierei di iniziare per tempo, lavorando con disciplina e costanza e senza trascurare la preparazione mentale oltre a quella accademica e fisica. Inoltre, è fondamentale conoscere al dettaglio il bando di concorso per affrontare al meglio ogni prova.  Quali sono state le tue prime impressioni all’arrivo della scuola Militare Teulié e come hai vissuto i primi giorni in Istituto? L’impatto iniziale è stato impegnativo: tutto è molto rapido, quasi travolgente, e richiede una capacità di adattamento immediata. I ritmi serrati e le responsabilità non lasciano spazio all’improvvisazione. In questo mi ha aiutato il mio percorso scout nell’AGESCI in cui ho ricoperto anche ruoli di capo. Inoltre, provenendo da una famiglia numerosa, sono cresciuto abituandomi alla vita condivisa: non ho mai avuto bisogno di attenzioni particolari e l’inserimento in un contesto simile non ha rappresentato per me una difficoltà.  Quale significato ha per te giurare fedeltà alla Repubblica Italiana? Per me il giuramento significa sentirmi finalmente parte di una Patria e dichiararlo ufficialmente. Questo momento rappresenta il riconoscimento formale di un’appartenenza che ho costruito negli anni. È anche un segno di gratitudine verso l’Italia, che ha accolto i miei genitori dall’Argentina, offrendo loro opportunità, stabilità e la possibilità di crescere e di far crescere anche me.  Cosa caratterizza il percorso formativo che svolgi in questo Istituto? quali attività svolgete durante il giorno? Alla Scuola Militare Teulié l’attività principale è lo studio: siamo preparati da professori competenti che ci guidano in un percorso formativo di alto livello. Inoltre, svolgiamo attività di addestramento militare. È presente anche la giusta quantità di sport, fondamentale per la crescita fisica. Mi piacciono molto le numerose conferenze organizzate con personalità del mondo militare e civile, che arricchiscono la nostra formazione culturale.   Come gestisci la distanza dalla famiglia e dagli amici? Quale posto ti manca di più della tua città do origine? La distanza dalla famiglia e dagli amici è sicuramente uno degli aspetti più difficili del percorso e rappresenta una delle sfide con cui bisogna confrontarsi ogni giorno. Nei momenti che abbiamo a disposizione per le chiamate a casa, così come durante le libere uscite e le licenze, cerco sempre di mantenere vivi i miei rapporti con amici e famiglia. Wed, 25 Mar 2026 10:28:54 +0000 Società e costume Lo stilista calabrese Elio Guido presenta la sua prima collezione couture in Campidoglio https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34247-lo-stilista-calabrese-elio-guido-presenta-la-sua-prima-collezione-couture-in-campidoglio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34247-lo-stilista-calabrese-elio-guido-presenta-la-sua-prima-collezione-couture-in-campidoglio.html Domenica 29 marzo, nel cuore pulsante di Roma, là dove la storia si fa pietra e la pietra si fa memoria, il Campidoglio si prepara ad accogliere “Forever”, la prima collezione couture del giovane stilista calabrese — classe 2001 — Elio Guido, in occasione della terza edizione di Roma Couture. Creazioni che oltrepassano la passerella: un linguaggio che si fa identità, visione, presenza. Un titolo che è promessa e vertigine, eco e destino. “Forever” è un viaggio. È una ferita aperta nel tempo e, insieme, una carezza che lo attraversa. È il tentativo - audace - di trattenere l’eterno dentro il gesto effimero dell’abito. È la dichiarazione di un inizio che ambisce a durare per sempre. Ma è anche una riflessione profonda: sull’identità, sulla verità, sulla necessità di togliere le maschere per tornare a ciò che è autentico. E in questa tensione si rivela la sua anima più profonda: un dialogo serrato con la poetica di Luigi Pirandello, dove l’identità si frantuma, si moltiplica, si nasconde dietro le maschere. Come nelle pagine del celebre drammaturgo, anche qui la realtà non è mai una. È prospettiva. È sguardo. È illusione. “Uno, nessuno e centomila” - non è solo letteratura, ma diagnosi del contemporaneo, denuncia di un’industria che si riflette nella propria superficie senza mai toccare la sostanza. L’essere umano - e in questo caso la moda stessa - si frammenta, si sdoppia.  E allora la passerella si fa palcoscenico di verità scomode. Nella collezione di Elio Guido, le maschere - simbolo pirandelliano per eccellenza - si materializzano come elementi scenici e concettuali e si traducono in copricapi che aprono la sfilata e catturano lo sguardo. Una presenza imponente, quasi ieratica, ispirata alla mitra di San Gennaro: simbolo che evoca sacralità e distanza, ma anche costruzione artificiale. Una sacralità ambigua, quasi disturbante. Un volto che non è volto, un’identità imposta. È l’immagine stessa di una moda che guarda principalmente al rumore anziché al silenzio del lavoro sartoriale. È punto di rottura: sotto quella forma rigida si cela una crisi identitaria che Guido trasforma in linguaggio estetico. Poi, lentamente, la verità si rivela. Eppure, proprio in questo contrasto, nasce la forza di “Forever”. Sotto quella superficie, emerge il dialogo tra forme, volumi e materiali; tra controllo e abbandono creativo. Un equilibrio instabile, quasi pirandelliano, in cui la costruzione sartoriale - rigorosa, lucida, disciplinata - si lascia attraversare da improvvise fughe di libertà. Il nero domina come abisso e rinascita, consente di esaltare contrasti di forma e luce. È il colore dell’essenza, del rigore, della verità non filtrata. In questo buio grafico, emergono volumi monumentali e trasparenze leggere, ricami preziosi, pizzi, paillettes. Strutture quasi invisibili. Tutto è presente, ma mai ostentato. La verità, come in Pirandello, si trova “dentro”; nell’anima dell’abito. È una moda che chiede di essere guardata due volte. Una prima volta per emozionare. Una seconda per comprendere. Ogni capo è il risultato di una ricerca meticolosa. Come in Pirandello, l’apparenza è solo un velo: ciò che conta è il percorso verso l’interiorità. Eppure, in questa complessità, Guido non dimentica la donna. La sua è una femminilità viva, concreta. Non un’astrazione, ma un corpo, una presenza, una voce. Gli abiti — con drappeggi studiati, scollature misurate e schiene rivelate con raffinata delicatezza — rivelano il corpo con misura e armonia. Non costruiscono una maschera, ma accompagnano un’identità tra opulenza e sottrazione. E in questa dimensione, si inserisce anche il tributo. Un omaggio silenzioso ma potente a Valentino Garavani, maestro di grazia ed eleganza senza tempo. In una collezione avvolta dal nero, appare un solo abito rosso: una sirena, emblema di eleganza classica, attraversata da una costruzione radicale, quasi scultorea. È un incontro tra passato e presente, tra eredità e futuro. Accanto a questo, un’altra dimensione più intima: gli abiti dedicati alle donne che abitano la vita dello stilista. Non nomi, ma presenze. Non biografie, ma legami. Un ponte emotivo che rende “Forever” un diario emozionale cucito con fili di memoria e affetto. Ogni creazione è una sfida, perché nasce in tempi estremamente ridotti. Il giovane talento affronta così la couture come un campo di battaglia: tra disciplina e visione. In vista della sfilata, Elio Guido dichiara: «Presentare Forever in Campidoglio è un’emozione profonda, una sfida che mi mette alla prova e un grande onore. È un progetto che nasce per tutte le donne che desiderano riconoscersi nella propria unicità e custodire un’eleganza che non conosce tempo». Wed, 25 Mar 2026 10:25:55 +0000 Moda e spettacolo “Weightless”, prima mostra personale dell’artista Adele Dezi https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34243-weightless-prima-mostra-personale-dell-artista-adele-dezi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34243-weightless-prima-mostra-personale-dell-artista-adele-dezi.html La Strati d’Arte Gallery di Roma, ospita fino 3 aprile 2026 “WEIGHTLESS”, prima mostra personale dell’artista Adele Dezi, a cura di Diana Daneluz. L’esordio ufficiale della giovane pittrice ha registrato un’ottima partecipazione di pubblico già in occasione dell’inaugurazione di sabato 21 marzo, che ha visto la presenza di numerosi esponenti della scena artistica romana, tra artisti, fotografi e musicisti, accorsi per conoscere e sostenere il suo lavoro. Un titolo che è metodo e dichiarazione d’intentin“Weightless”, ovvero “senza peso”, racchiude il nucleo della ricerca di Adele Dezi: una leggerezza che si manifesta nelle figure sottili e sospese, così come nella fluidità dei corpi più pieni. È la stessa leggerezza che l’artista sperimenta affidando al gesto pittorico emozioni e contenuti difficili da elaborare. L’opera, una volta compiuta, diventa strumento di comprensione più efficace del pensiero stesso, consentendo di riconoscere e approfondire il vissuto emotivo. La pittura si configura così come metodo di conoscenza, forma di esistenza e mezzo per trasformare l’esperienza in immagine. Allo stesso tempo, “Weightless” si propone anche come promemoria: dare il giusto peso a ciò che conta davvero, alleggerendo il superfluo. Il corpo come linguaggio e soglia simbolica Come sottolinea la curatrice Diana Daneluz nel testo in catalogo, la mostra segna un passaggio importante nel percorso dell’artista, già presente in precedenti esposizioni collettive. Il progetto pone al centro il corpo, inteso come linguaggio primario e spazio di trasformazione. Le opere selezionate sviluppano una ricerca essenziale e simbolica, in dialogo con una dimensione arcaica del gesto pittorico e con la sensibilità contemporanea. Sulle tele — così come su supporti realizzati anche attraverso il riuso di materiali quotidiani — emergono figure umane prive di identità individuale, immerse in campiture cromatiche intense, spesso dominate dal rosso. I corpi, ridotti all’essenza del movimento o fissati in una tensione sospesa tra dinamismo e immobilità meditativa, evocano una dimensione collettiva e atemporale. Il segno e il colore diventano strumenti di evocazione più che di rappresentazione, aprendo una riflessione sul corpo come punto d’incontro tra individuo, memoria e simbolo. In questa prospettiva, il lavoro di Dezi indaga anche una condizione contemporanea: lo smarrimento dello “sguardo”, inteso come capacità di relazione consapevole con il mondo, concetto evocato dalla scrittrice Amélie Nothomb nel suo Metafisica dei tubi. Ne emerge l’immagine di un’umanità talvolta impermeabile a ciò che la circonda, sospesa in una sorta di stallo percettivo. “Ninfe di Primavera” e la lettura critica La dimensione simbolica della ricerca è al centro anche del contributo dello storico e critico d’arte Francesco Gallo Mazzeo, autore del testo “Ninfe di Primavera”, disponibile in galleria. Il critico richiama due immagini emblematiche — la Ninfa di Primavera di Lucas Cranach il Giovane e il ritratto di Isabelle Caro realizzato da Oliviero Toscani — per individuare nei corpi filiformi dell’artista una dimensione che supera la materia: non carne né spirito, ma un “distillato immaginario”, una vibrazione quasi astratta che si fa immagine. Le figure diventano frammenti di universo e la pittura si trasforma in un testo carico di tensione emotiva e riflessione, in cui pensiero e immaginazione si intrecciano in una visione unitaria. Una galleria attenta al contemporaneo La Strati d’Arte Gallery prosegue così il suo impegno nella valorizzazione dell’arte contemporanea, sostenendo anche le voci emergenti attraverso progetti capaci di dialogare con pubblici diversi e di intercettare nuove sensibilità. La mostra è realizzata con il supporto della società Indoor Rowing S.r.l., attiva da oltre venticinque anni nella promozione dello sport accessibile e inclusivo. L’artista Adele Dezi (1996), artista e attrice italo-inglese, vive e lavora a Castelnuovo di Porto. Dopo la maturità classica, si forma alla Scuola Internazionale di Comics e al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, intrecciando arti visive e performative in un percorso articolato. Pittura e recitazione condividono per lei la stessa urgenza espressiva: dare forma all’invisibile e restituire emozioni. Tra tela e set, Dezi esplora la vulnerabilità e la fragilità dell’esistenza, trasformando il disagio in possibilità estetica, in un dialogo continuo tra corpo e segno. La curatrice Diana Daneluz, giornalista e comunicatrice, è socia professionista FERPI. Dopo un’esperienza nell’editoria e nelle media relations, si è avvicinata al mondo dell’arte contemporanea lavorando come addetta stampa per artisti e istituzioni, per poi dedicarsi anche alla curatela, dove unisce competenza narrativa, visione estetica e relazioni professionali. Biografia Adele Dezi (1996) è un’artista e attrice italo-anglosassone. Vive e lavora a Castelnuovo di Porto, dove è nata, in provincia di Roma. Ha trascorso gli anni dell’adolescenza a Roma con la famiglia, per poi fare ritorno stabilmente al paese laziale dopo il diploma liceale. Conseguita la Maturità classica, frequenta la Scuola Internazionale di Comics e successivamente completa il triennio di recitazione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, intrecciando così le arti visive e performative in un percorso formativo unico, ricco e stratificato. Entrambe le discipline condividono la stessa urgenza: dare forma a quello che ancora non c’è, incarnare e restituire emozioni.  Sia il set che la tela in senso lato, le consentono di esplorare la vulnerabilità umana, la fragilità dell’esistere, la necessità di liberare spazi, fisici o simbolici, dove l’eventuale disagio possa trasformarsi in bellezza. Adele abita quindi contemporaneamente due dimensioni creative, quella dell’arte visiva e quella della recitazione, come pratiche che si alimentano reciprocamente, generando un dialogo continuo tra corpo e segno, presenza scenica e traccia grafica Per Adele, il disegno non è una mera questione tecnica, ma un linguaggio privilegiato, un’esigenza espressiva vitale, qualcosa che le permette di tradurre e metabolizzare la realtà. È una finestra sul mondo interiore, anche quando troppo fragile e sfuggente per essere verbalizzato. Attraverso il gesto del disegnare, esperienze ed emozioni vengono immobilizzate sulla superficie, dove possono essere osservate da una distanza sicura, analizzate e, infine, se serve, esorcizzate.  La sua vocazione artistica nasce dalla consapevolezza della distanza tra la percezione di un oggetto e il segno tracciato sulla carta, quello scarto necessario a catturarne l’essenza. La sua pratica artistica si nutre invece di materiali di recupero: retro di casse di arance abbandonate nei mercati, scarti di scenografia, legni di falegnameria, frammenti di vecchi mobili, ferro scartato dai macchinisti sul set, anche, per le sue piccole sculture in fil di ferro.  Questi supporti comuni e dimenticati diventano lo spazio fisico e simbolico in cui fissare ciò che ha da dire. I suoi personaggi senza volto abitano atmosfere sospese, indefinite, evocative, figure che incarnano un disagio intimo, ma universale, ora lasciato alle spalle. Il desiderio di Adele quando ha iniziato a dipingere è stato forse quello è dare forma visibile a un malessere profondamente personale che, per poter essere riconosciuto ed esistere pienamente, aveva bisogno di appellarsi alla collettività.  La sua arte diventava così un ponte tra l’individuale e il collettivo, tra il silenzio interiore e la condivisione pubblica. Oggi quei soggetti, quelle figure sospese, la rappresentano ancora, ma nel senso di un ritrovato, anche se sempre precario, come per tutti, equilibrio.   NINFE DI PRIMAVERA  Il noto critico d arte Francesco Gallo Mazzeo e la sua dedica : Due immagini negli occhi della memoria, Lucas Cranach il giovane, la sua Ninfa di Primavera, aggiunto a Oliviero Toscani, la sua Isabelle Caro Rosei. Un dipinto, una fotografia. Due opere che incarnano l’ideale filiforme, l’opposto della corpulenza di corpi di Rubens oppure di Botero. Anoressia. Bulimia. Gli estremi. Qui vige il filiforme, che non è corpo, non è anima, ma è frutto di un distillato immaginario, d’un rasente d’astratto, fatto di sottrazione corporale, quasi stringa di un’armonia che abita lontano, nell’ondularità spaziale, che entrano nella mente e diventano immagini, frazioni di mondo, d’universo, d’amore. Si diffonde un odore analitico, asciutto, denso di plasticità, fatto di sensualità implosa, partecipata di una coralità casta, la cui forza danzante è la ricerca di una insula felice, dove il nuovo del giorno si possa mischiare con l’astrale luce dell’ombra. Quello che rimane, è un grande senso di Eco che fugge Narciso, rimbalzando di qua e di là, ora nel candido ora nel torbido. Pittura, sì, ma testo sofferto, di un inchino all’eterna sincronia, che è pensiero, immaginario, perché tutto è, Velo di Maya.     Per Adele Dezi – Marzo 2026     Tue, 24 Mar 2026 16:11:20 +0000 Arte "Voyage en France": a Capri riflessi d'oltralpe di memorie condivise https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34238-voyage-en-france-a-capri-riflessi-d-oltralpe-di-memorie-condivise.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34238-voyage-en-france-a-capri-riflessi-d-oltralpe-di-memorie-condivise.html Sotto l’egida di un’eleganza senza tempo, l’isola di Capri, grazie alla sua storica capacità di attrarre intellettuali, artisti e pensatori da tutto il mondo, si riconferma l’ombelico culturale di quell'area geografica, avendo inaugurato lo scorso 15 marzo la stagione espositiva 2026 della Fondazione Serena Messanelli Zweig. Il progetto, dal titolo evocativo "Voyage en France", si dipana come un raffinato contrappunto visivo tra l’identità italiana e quella transalpina, affidando all'attento sguardo del documentarista e fotografo Piero Cannizzaro il compito di tracciare le coordinate di un dialogo sentimentale e storico. Curata da Bruno Flavio, l'esposizione - una vera geometria dell'anima - raccoglie sessanta istantanee di medio formato, frutto di quindici anni di viaggi attraverso le terre di Francia: dalle scogliere della Bretagna ai silenzi della Loira, dal rigore della Normandia, sino al fulgore solare della Provenza e di Marsiglia. L’opera trascende il mero diario di viaggio per farsi esplorazione identitaria. Il risultato è un racconto di momenti di vita condivisi, dedicato alla memoria di Michèle Leridon, la cui presenza aleggia tra i fotogrammi come un’ispirazione costante. Quasi per un'urgenza del destino, il progetto nasce da un dialogo informale tra amici. Dopo la precedente esperienza caprese a Villa Lysis con “Racconti d’Africa”, il sodalizio tra Bruno e Piero si evolve oggi in un percorso espositivo. Più che una cronaca di viaggio, l’opera si configura come una ricerca del sè: la Francia osservata da un italiano e reinterpretata da un francese radicato in Italia. Questo scambio di prospettive celebra il profondo legame storico, culturale e affettivo che unisce le due nazioni. La creatività di Cannizzaro rifugge l'artefizio. In linea con la grande tradizione di maestri quali Luigi Ghirri e Gabriele Basilico, l’autore pratica una fotografia della "presenza", dove l’immagine non viene costruita o alterata, ma colta nella sua nuda e sacra immediatezza. È la luce - protagonista assoluta e sovrana - a dettare il tempo dello scatto: una luminosità naturale che attraversa architetture e volti, strade di campagna e insegne, rivelando ciò che l’occhio frettoloso non sa scorgere. «Se la luce che c'è non mi emoziona, niente foto» - dichiara Cannizzaro - sancendo il primato della risonanza interiore sulla tecnica fine a se stessa. Nel testo critico che accompagna il catalogo, Fabio Gambaro (già direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi) delinea il profilo di una «Francia multipla», osservata con «gusto della scoperta, con curiosità e disponibilità, pronto a coglierne la sorprendente molteplicità e a rivelare i mille tasselli che ne costituiscono il mosaico». Le immagini di Cannizzaro non evidenziano la ricerca dell’effetto spettacolare, bensì una sobria essenzialità che richiama la lezione di Luigi Ghirri e Gabriele Basilico: uno sguardo che si posa sulle cose per comprenderle, non per dominarle. La fotografia diventa così meditazione e presenza, un modo per “esserci” davvero nei luoghi attraversati. “Voyage en France” è anche un omaggio affettivo alla compagna, con cui quei viaggi sono stati condivisi e a un Paese che continua a rappresentare per l’autore uno spazio di scoperta ed appartenenza. Un viaggio a misura d’uomo, spesso percorso lentamente, talvolta evocato anche dall’iconica Citroën, simbolo di un’idea di libertà semplice e concreta. L’evento non si esaurisce nella sola contemplazione; la Fondazione ha, infatti, predisposto un fitto calendario di workshop e laboratori creativi, destinati a studenti e professionisti, nobilitando la propria mission di centro attivo volto allo scambio internazionale. La mostra - realizzata con il patrocinio di Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli, Città di Capri e Comune di Anacapri - resterà aperta al pubblico fino al prossimo 7 aprile, offrendo ai visitatori l’opportunità di smarrirsi e ritrovarsi in quella luce che, dal Tirreno, sembra oggi illuminare con nuova intensità l’intero spirito profondo della nazione francese. Thu, 19 Mar 2026 07:05:55 +0000 Cultura 70 case automobilistiche in 10 anni di Saloni all’aperto https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34232-70-case-automobilistiche-in-10-anni-di-saloni-all-aperto.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34232-70-case-automobilistiche-in-10-anni-di-saloni-all-aperto.html 70 case automobilistiche in 10 anni di Saloni all’aperto In via Tortona 35, dal 20 aprile la mostra che racconta il format italiano che ha portato i motor show nelle città, inventato da Andrea Levy Torino, 18 marzo 2026 In occasione della Milano Design Week sarà inaugurata lunedì 20 aprile alle ore 9.30, in via Tortona 35 a Milano, la mostra “10 anni di Saloni dell’Auto all’aperto”, dedicata al format inventato da Andrea Levy, che dal 2015 ha portato i motor show all’aperto a Torino, Milano e Monza, trasformando piazze e luoghi simbolo in un grande palcoscenico per l’automobile. Promotori della mostra sono MIMO Milano Monza Motor Show, in programma all’Autodromo Nazionale Monza dal 26 al 28 giugno 2026, e Salone Auto Torino, che si svolgerà dall’11 al 13 settembre 2026 nel centro di Torino. L’installazione alla Milano Design Week L’installazione “10 anni di Saloni dell’Auto all’aperto” ripercorre dieci anni di eventi attraverso un videowall immersivo lungo 50 metri, progettato con una forma ondulata che accompagna il visitatore in un racconto continuo dei momenti più significativi dei motor show open-air. Al centro del progetto espositivo ci sono i brand: oltre 70 case automobilistiche che, edizione dopo edizione, hanno scelto MIMO Milano Monza Motor Show e Salone Auto Torino come piattaforma per presentare anteprime, city car, modelli elettrici, plug-in hybrid, supercar e concept, contribuendo a definire nuove modalità di dialogo con il pubblico e nuovi linguaggi espositivi. Attraverso immagini e sequenze dinamiche, la mostra restituisce come ogni marchio abbia evoluto il proprio modo di innovare, disegnare e presentarsi, portando nelle città visioni, tecnologie e strategie legate alle trasformazioni dell’industria, con una crescente attenzione ai temi della sostenibilità e della mobilità del futuro. Il racconto mette in evidenza sia la dimensione espositiva sia quella dinamica degli eventi, mostrando come i brand abbiano utilizzato lo spazio urbano non solo come vetrina, ma come luogo di esperienza, relazione e sperimentazione, contribuendo a ridefinire il concetto stesso di motor show. La mostra “10 anni di Saloni dell’Auto all’aperto” diventa così uno strumento per leggere l’evoluzione dell’industria automotive attraverso il contributo diretto dei suoi protagonisti, restituendo una narrazione corale in cui ogni brand trova spazio, visibilità e riconoscimento all’interno di un percorso che sintetizza dieci anni di innovazione. Il percorso espositivo è completato dalla presenza di 10 auto uniche provenienti dalla 777 Collection, raccolta internazionale di vetture di grande valore storico e collezionistico. I momenti iconici raccontati dal videowall Il videowall traduce questo racconto in una sequenza di immagini e momenti iconici che hanno segnato i dieci anni dei Saloni dell’Auto all’aperto: dalla grande e spettacolare parata davanti al Duomo di Milano, simbolo della ripartenza post-pandemia, al passaggio di una monoposto Red Bull di Formula 1 in via Roma a Torino, fino alle parate di supercar nel centro cittadino che hanno trasformato Torino in un palcoscenico diffuso e alla Mole Antonelliana illuminata con i loghi delle case automobilistiche come segno di accoglienza ai brand. Scorrono inoltre le Président Parade, che hanno visto i vertici dell’industria al volante dei modelli più rappresentativi, e la sfilata emozionante che ripercorre 100 anni di storia della mobilità, dalla carrozza alle auto più tecnologiche, passando per prototipi e modelli iconici che hanno segnato l’evoluzione dell’automotive, insieme alle iniziative più recenti, come l’inaugurazione con un modello a guida autonoma, fino alle edizioni più attuali del Salone Auto Torino, che segnano il ritorno del salone nel centro della città e l’apertura a nuovi brand e scenari internazionali. I brand protagonisti dei Saloni dell’Auto all’aperto Nel corso del decennio hanno partecipato ai Saloni dell’Auto open-air oltre 70 brand automobilistici, tra case storiche, marchi premium, costruttori internazionali e nuovi protagonisti della mobilità, che hanno presentato anteprime e celebrazioni. I brand che hanno partecipato sono stati: Abarth, Alfa Romeo, Alpine, Aston Martin, Audi, Bentley, BMW, Bugatti, BYD, Cadillac, Changan, Chevrolet, Cirelli, Citroën, Cupra, Dacia, Dallara, Denza, DFSK, Dodge, Dongfeng, DR, DS Automobiles, EMC, Evo, Ferrari, Fiat, Ford, Foton, Geely, GFG Style, Honda, Hyundai, ICH-X, Italdesign, Jaecoo, Jaguar, Jeep, Kia, Lamborghini, Lancia, Land Rover, Leapmotor, Lepas, Lexus, Lotus, Maserati, Mazda, McLaren, Mercedes-Benz, MG, M-Hero, MINI, Mitsubishi, Nissan, Omoda, Opel, Pagani, Peugeot, Pininfarina, Polestar, Porsche, RAM, Renault, SEAT, Seres, Škoda, smart, Sportequipe, Subaru, Suzuki, SWM, Tesla, Tiger, Toyota, Volkswagen, Volvo, Voyah, Yangwang. Il supporto del sistema automotive Nel tempo lo sviluppo dei Saloni dell’Auto all’aperto è stato accompagnato dal supporto delle istituzioni e delle principali realtà del sistema automotive italiano. Tra queste ACI e ASI Automotoclub Storico Italiano, insieme alle associazioni di categoria ANFIA, UNRAE e Federauto, oltre a una rete culturale e museale dedicata alla storia dell’automobile, tra cui il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino. La partecipazione delle istituzioni I Saloni dell’Auto open-air hanno visto nel tempo la partecipazione di numerosi rappresentanti delle istituzioni italiane e internazionali, presenti alle conferenze stampa di presentazione e alle cerimonie inaugurali. Tra i membri del Governo che hanno partecipato alle diverse edizioni figurano i Ministri Graziano Delrio, Danilo Toninelli e Matteo Salvini, intervenuti negli anni agli appuntamenti istituzionali dedicati al settore automotive. Accanto ai rappresentanti del Governo hanno preso parte agli eventi anche sindaci delle città ospitanti e presidenti delle Regioni, tra cui Piero Fassino, Chiara Appendino, Stefano Lo Russo, Giuseppe Sala, Dario Allevi e Paolo Pilotto, insieme ai presidenti di Regione Sergio Chiamparino, Alberto Cirio e Attilio Fontana. Particolarmente significativa è stata anche la presenza di delegazioni istituzionali internazionali, tra cui il Ministro del Commercio della Repubblica Popolare Cinese Wang Wentao, intervenuto in occasione del Salone Auto Torino. I prossimi appuntamenti: MIMO e Salone Auto Torino La mostra “10 anni di Saloni dell’Auto all’aperto” sarà aperta al pubblico dal 20 al 26 aprile 2026, per tutta la durata della Milano Design Week. L’appuntamento sarà anche l’occasione per presentare i prossimi eventi del calendario open-air: - MIMO Milano Monza Motor Show, dal 26 al 28 giugno 2026 all’Autodromo Nazionale Monza. - Salone Auto Torino, dall’11 al 13 settembre 2026 nel centro di Torino. Entrambi gli eventi continueranno a rappresentare un punto di incontro tra industria, istituzioni, media e pubblico, nel segno di un format che negli ultimi dieci anni ha portato i motor show nelle città italiane, ridefinendo il modo di viverli.     Fonte  Uff.St. Barbara Santise Wed, 18 Mar 2026 16:54:21 +0000 Economia Gipsy Jazz Trio Swing Manouche, Jazz e Musica Gitana https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34231-gipsy-jazz-trio-swing-manouche-jazz-e-musica-gitana.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34231-gipsy-jazz-trio-swing-manouche-jazz-e-musica-gitana.html Il Museo del Saxofono apre le sue porte a una serata che profuma di swing e atmosfere d’altri tempi. Sabato 21 marzo 2026 alle ore 21:00 è di scena il Gipsy Jazz Trio con un concerto che invita il pubblico a immergersi nel mondo elegante e irrequieto del jazz manouche, tra virtuosismo, improvvisazione e suggestioni che arrivano direttamente dalla Parigi degli anni Trenta. Sul palco saliranno tre musicisti tra i più apprezzati della scena manouche italiana: Moreno Viglione e Augusto Creni alle chitarre manouche e Renato Gattone al contrabbasso. Il loro dialogo musicale restituisce tutta la vitalità di uno stile che vive di ritmo, complicità e invenzione. Il repertorio prescelto attraversa alcune delle pagine più affascinanti della tradizione gipsy jazz, alternando standard americani reinterpretati con spirito manouche, composizioni rese celebri da Django Reinhardt e brani della tradizione francese, fino ai suggestivi valzer musette che evocano le sale da ballo e i caffè della Parigi bohémien. Un programma che mira a riaccendere un'epoca con energia contemporanea, trasformando ogni brano in una piccola storia fatta di ritmo, malinconia e improvvisa euforia. Il trio porta con sé anche un bagaglio di esperienze maturate accanto ad alcuni dei protagonisti internazionali del genere. Nel percorso artistico di ognuno dei musicisti figurano infatti collaborazioni con artisti del calibro di Angelo Debarre, Dorado & Samson Schmitt, Noe Reinhardt e Stochelo Rosenberg, interpreti che rappresentano il cuore pulsante della scena gypsy jazz mondiale. Questo dialogo continuo con i grandi del genere ha contribuito a plasmare uno stile personale che coniuga rispetto della tradizione e libertà espressiva. Il jazz manouche, nato nella Parigi cosmopolita degli anni Trenta grazie all’inconfondibile talento di Django Reinhardt, è una musica che porta dentro di sé lo spirito del viaggio. È jazz senza batteria, costruito sul battito delle chitarre e sul respiro del contrabbasso; una musica capace di essere festosa e malinconica nello stesso istante, fatta di melodie appassionate e improvvisazioni scintillanti. che regna nelle strade e nei club dei balli improvvisati e delle notti parigine, con un linguaggio che, nel corso del tempo, ha continuati a rinnovarsi mantenendo intatta la sua anima nomade.   Fonte E.Castiglioni Uff.St   Wed, 18 Mar 2026 16:52:54 +0000 Moda e spettacolo Addio a Enrica Bonaccorti https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34226-addio-a-enrica-bonaccorti.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34226-addio-a-enrica-bonaccorti.html La televisione italiana perde uno dei suoi volti più eleganti e riconoscibili. È morta a Roma Enrica Bonaccorti, conduttrice, autrice e attrice che ha segnato un’epoca del piccolo schermo. Aveva 76 anni. La presentatrice si è spenta questa mattina in una clinica romana, dove era ricoverata a causa delle complicazioni legate a un tumore al pancreas diagnosticato meno di un anno fa. A confermarlo alle agenzie di stampa è stato il suo agente, Andrea Quattrini, che le è stato accanto negli ultimi quindici anni. «La diagnosi era arrivata prima dell’estate del 2025 – ha ricordato – e purtroppo con quel tipo di tumore le speranze sono molto poche». Accanto a lei fino all’ultimo la famiglia. La figlia Verdiana Bonaccorti ha scelto di restare lontana dai riflettori in queste ore di dolore, mentre nelle prossime ore verranno definiti i dettagli delle esequie e della camera ardente. Una carriera tra televisione, teatro e musica Attrice di teatro, cinema e prosa agli esordi, Bonaccorti è diventata negli anni uno dei volti più noti della televisione italiana. Il grande successo è arrivato negli anni Ottanta in Rai con programmi popolari come Italia Sera e Pronto, chi gioca?, erede dello storico format Pronto, Raffaella? condotto da Raffaella Carrà. Successivamente il passaggio alle reti Fininvest, dove guidò anche la prima edizione di Non è la Rai, contribuendo a rendere il programma uno dei fenomeni televisivi dei primi anni Novanta. Parallelamente alla carriera televisiva, Bonaccorti ha lasciato un segno anche nella musica italiana. È infatti l’autrice del testo della celebre La lontananza, interpretata da Domenico Modugno, uno dei brani più amati del repertorio del cantautore. La canzone nacque nel 1970 durante la preparazione dello spettacolo teatrale Mi è caduta una ragazza nel piatto e racconta, con tono nostalgico, il dolore di una separazione e il ricordo dell’ultimo addio. La malattia e il racconto pubblico Dopo la diagnosi di tumore al pancreas, Bonaccorti aveva inizialmente scelto il silenzio. Solo in un secondo momento aveva deciso di condividere sui social e in alcune interviste televisive il suo percorso di cura. Già nel settembre 2023 aveva raccontato pubblicamente un altro momento difficile della sua salute: un delicato intervento a cuore aperto con l’inserimento di quattro bypass. In quell’occasione aveva lanciato un appello ai suoi fan: «Controllatevi il più possibile». Funerali a Roma L’ultimo saluto alla conduttrice si terrà sabato alle ore 15 nella Chiesa degli Artisti a Roma. La camera ardente sarà allestita nella clinica romana dove è morta e resterà aperta da venerdì mattina fino a sabato alle 12 per amici e familiari. Il ricordo del mondo dello spettacolo Numerosi i messaggi di cordoglio. «Enrica mia, sarai sempre con me», ha scritto su Instagram Mara Venier, condividendo una foto insieme all’amica. Il conduttore Pierluigi Diaco ha annunciato uno speciale del programma BellaMa' su Rai, dedicato alla conduttrice: «Enrica si è distinta per passione, educazione, regalità d’animo ed eleganza, qualità che ha trasformato in una vera grammatica televisiva». Anche la ministra del Turismo Daniela Santanchè ha voluto salutarla sui social: «Hai vissuto da protagonista. Ora sarà il cielo a godere della tua bravura e della tua bellezza». La Rai ha ricordato Bonaccorti sottolineandone «il garbo, l’eleganza, la professionalità e il profondo rispetto per il pubblico», definendola una figura capace di attraversare con naturalezza teatro, cinema, radio e televisione. Tra i tanti messaggi anche quelli di Caterina Balivo, Rita Pavone, Antonella Clerici e Simona Ventura, che hanno ricordato la sua ironia, l’eleganza e il coraggio dimostrato negli ultimi mesi. Il legame con Renato Zero Tra le amicizie più profonde della sua vita artistica quella con Renato Zero. Il loro rapporto, nato negli anni della giovinezza e inizialmente sentimentale, si è trasformato nel tempo in un legame di grande affetto e stima reciproca. Lo stesso cantante aveva ricordato recentemente come il rapporto con Bonaccorti non si fosse mai davvero interrotto, ma semplicemente evoluto negli anni in una sincera amicizia. Un legame suggellato anche da un abbraccio sul palco durante un suo concerto romano, gesto che aveva commosso la conduttrice. Con la scomparsa di Enrica Bonaccorti se ne va una figura poliedrica dello spettacolo italiano: una donna capace di muoversi con naturalezza tra teatro, musica e televisione, lasciando dietro di sé una lunga stagione di programmi, canzoni e ricordi che hanno accompagnato generazioni di spettatori. Thu, 12 Mar 2026 17:49:04 +0000 Moda e spettacolo Milano Cortina 2026 in prima linea contro le discriminazioni https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34224-milano-cortina-2026-in-prima-linea-contro-le-discriminazioni.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34224-milano-cortina-2026-in-prima-linea-contro-le-discriminazioni.html Presentato alla Casa Paralimpica Italiana a Cortina d’Ampezzo il Manifesto contro ogni discriminazione nello sport sottoscritto dalla Fondazione Milano Cortina 2026 insieme al Comitato Italiano Paralimpico e all’Osservatorio per la Sicurezza contro gli Atti Discriminatori 10 marzo 2026 - In occasione dei Giochi Paralimpici Invernali, Fondazione Milano Cortina 2026 rinnova il suo impegno contro le discriminazioni, presentando presso la Casa Paralimpica Italiana di Cortina d’Ampezzo il “Manifesto contro ogni discriminazione nello sport”. È stato diffuso inoltre il toolkit educativo “Parità in Campo”, un’occasione per promuovere i valori di inclusività e rispetto tra i più giovani. Si tratta di una legacy significativa del Comitato Organizzatore, che da sempre lavora per sensibilizzare su questi temi universali.   All’incontro promosso da OSCAD hanno partecipato Valentina Marchei, atleta olimpica di pattinaggio di figura e Head of Ambassador Programme Milano Cortina 2026 e Martina Caironi, campionessa paralimpica e Ambassador di Milano Cortina 2026, che hanno presentato il toolkit “Parità in Campo” di Fondazione Milano Cortina 2026. Gli studenti della scuola secondaria di primo grado hanno potuto dialogare con le due atlete e prendere parte ad un’attività pratica dedicata alla rappresentazione inclusiva nello sport, con l’obiettivo di superare gli stereotipi e valorizzare le performance degli atleti. A seguire, si è tenuto l’evento di presentazione del “Manifesto contro ogni discriminazione” in cui OSCAD ha rinnovato il proprio impegno nella lotta contro ogni forma di discriminazione. Il manifesto rappresenta una legacy importante di Fondazione Milano Cortina 2026, raccolta come eredità dalle commissioni atleti di CONI e CIP, che si impegnano a promuovere questi valori attraverso progetti futuri. Durante l’evento, ospitato presso la Casa Paralimpica Italiana, Diana Bianchedi, Chief Strategy, Planning & Legacy Officer di Fondazione Milano Cortina 2026, ha dichiarato: “Ci troviamo nel pieno dei Giochi Paralimpici e non vogliamo dimenticare la grande responsabilità che abbiamo: utilizzare questo palcoscenico per generare un cambiamento concreto nella vita delle persone del nostro Paese. Lo sport è lo specchio della società e, come Comitato Organizzatore, ci impegniamo a costruire insieme a CIP e CONI un percorso condiviso che rafforzi questo impegno.” Martina Caironi ha inoltre sottolineato il valore dei principi alla base del movimento paralimpico: “Gli atleti si impegnano ogni giorno per promuovere valori universali di rispetto e inclusione. Fondazione Milano Cortina 2026 sta lasciando un’eredità fondamentale, e questi Giochi rappresentano un’occasione preziosa per diffondere questi temi e amplificare il significato.” Fonte Fondazione Milano Cortina 2026 Wed, 11 Mar 2026 16:52:11 +0000 Società e costume Milano Cortina 2026 in prima linea contro le discriminazioni https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34224-milano-cortina-2026-in-prima-linea-contro-le-discriminazioni.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34224-milano-cortina-2026-in-prima-linea-contro-le-discriminazioni.html Presentato alla Casa Paralimpica Italiana a Cortina d’Ampezzo il Manifesto contro ogni discriminazione nello sport sottoscritto dalla Fondazione Milano Cortina 2026 insieme al Comitato Italiano Paralimpico e all’Osservatorio per la Sicurezza contro gli Atti Discriminatori 10 marzo 2026 - In occasione dei Giochi Paralimpici Invernali, Fondazione Milano Cortina 2026 rinnova il suo impegno contro le discriminazioni, presentando presso la Casa Paralimpica Italiana di Cortina d’Ampezzo il “Manifesto contro ogni discriminazione nello sport”. È stato diffuso inoltre il toolkit educativo “Parità in Campo”, un’occasione per promuovere i valori di inclusività e rispetto tra i più giovani. Si tratta di una legacy significativa del Comitato Organizzatore, che da sempre lavora per sensibilizzare su questi temi universali.   All’incontro promosso da OSCAD hanno partecipato Valentina Marchei, atleta olimpica di pattinaggio di figura e Head of Ambassador Programme Milano Cortina 2026 e Martina Caironi, campionessa paralimpica e Ambassador di Milano Cortina 2026, che hanno presentato il toolkit “Parità in Campo” di Fondazione Milano Cortina 2026. Gli studenti della scuola secondaria di primo grado hanno potuto dialogare con le due atlete e prendere parte ad un’attività pratica dedicata alla rappresentazione inclusiva nello sport, con l’obiettivo di superare gli stereotipi e valorizzare le performance degli atleti. A seguire, si è tenuto l’evento di presentazione del “Manifesto contro ogni discriminazione” in cui OSCAD ha rinnovato il proprio impegno nella lotta contro ogni forma di discriminazione. Il manifesto rappresenta una legacy importante di Fondazione Milano Cortina 2026, raccolta come eredità dalle commissioni atleti di CONI e CIP, che si impegnano a promuovere questi valori attraverso progetti futuri. Durante l’evento, ospitato presso la Casa Paralimpica Italiana, Diana Bianchedi, Chief Strategy, Planning & Legacy Officer di Fondazione Milano Cortina 2026, ha dichiarato: “Ci troviamo nel pieno dei Giochi Paralimpici e non vogliamo dimenticare la grande responsabilità che abbiamo: utilizzare questo palcoscenico per generare un cambiamento concreto nella vita delle persone del nostro Paese. Lo sport è lo specchio della società e, come Comitato Organizzatore, ci impegniamo a costruire insieme a CIP e CONI un percorso condiviso che rafforzi questo impegno.” Martina Caironi ha inoltre sottolineato il valore dei principi alla base del movimento paralimpico: “Gli atleti si impegnano ogni giorno per promuovere valori universali di rispetto e inclusione. Fondazione Milano Cortina 2026 sta lasciando un’eredità fondamentale, e questi Giochi rappresentano un’occasione preziosa per diffondere questi temi e amplificare il significato.” Fonte Fondazione Milano Cortina 2026 Wed, 11 Mar 2026 16:52:11 +0000 Società e costume Riuso e consumo responsabile, la sfida delle “mistery box” al Vibo Center https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/34216-riuso-e-consumo-responsabile-la-sfida-delle-mistery-box-al-vibo-center.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/34216-riuso-e-consumo-responsabile-la-sfida-delle-mistery-box-al-vibo-center.html Riuso, sostenibilità ambientale e lotta allo spreco. È da questi concetti che prende forma il progetto “Mistery Box”, un format legato allo shopping, dalle forti tinte sociali, che punta a dare una seconda possibilità a prodotti provenienti da resi, giacenze di magazzino, stock invenduti, spedizioni smarrite e pacchi non ritirati dell’e-commerce. Dall’11 al 15 marzo 2026 l’esperienza sbarca anche a Vibo Valentia, con uno spazio dedicato di “Ama discount” all’interno del Centro Commerciale Vibo Center, da anni promotore di eventi legati proprio al mondo del sociale, al rispetto dell’ambiente e alla sostenibilità. Il meccanismo dell’iniziativa è molto semplice: i clienti, nei giorni indicati, possono recarsi nella galleria dello shopping center e scegliere il proprio pacco senza aprirlo e senza conoscerne il contenuto. Il prezzo è di trenta euro al chilo e si paga in base al peso. Solo dopo l’acquisto si può decidere se portare a casa la scatola ancora sigillata oppure aprirla sul momento per scoprirne il contenuto. All’interno delle “mistery box” possono trovarsi prodotti di varia natura: gadget elettronici, accessori per la casa, articoli tecnologici, cosmetici, capi di abbigliamento, orologi, videogiochi e molto altro. Il valore dei beni contenuti non è noto e non è possibile sapere in anticipo se sia superiore o inferiore al prezzo pagato. Al di là dell’effetto sorpresa, l’iniziativa si inserisce nel più ampio tema della gestione dei resi nell’e-commerce. Ogni anno una quantità crescente di prodotti viene restituita dai consumatori. La facilità con cui oggi si può rendere un acquisto - spesso con un semplice click - ha modificato le abitudini di consumo, portando molti clienti ad acquistare più articoli del necessario, talvolta con l’intenzione di provarli e restituirli. Per le aziende, tuttavia, la gestione dei resi comporta procedure articolate e costose: ricezione della merce, controllo, eventuale ripristino dell’imballaggio, reinserimento in magazzino e nuova immissione sul mercato. Lo stesso vale per le rimanenze di stock. In diversi casi, per ragioni economiche e logistiche, parte di questi prodotti rischia di essere smaltita, con un impatto ambientale significativo. Le “mistery box” rappresentano, quindi, una possibile alternativa in chiave di economia circolare: consentono di rimettere in circolo beni che altrimenti potrebbero rimanere inutilizzati o essere distrutti, contribuendo alla riduzione degli sprechi e alla valorizzazione delle risorse già prodotte. In questo senso, l’acquisto “al buio” diventa non solo un’esperienza curiosa, ma anche un piccolo gesto concreto verso un modello di consumo più responsabile e attento all’ambiente. Per ulteriori informazioni è possibile visitare i canali social del Vibo Center e il sito web www.centrocommercialevibocenter.it Mon, 09 Mar 2026 09:35:35 +0000 Vibo Valentia MTB South Experience, prima tappa sui Monti Dauni in memoria di Gianpier Clima https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/34214-mtb-south-experience-prima-tappa-sui-monti-dauni-in-memoria-di-gianpier-clima.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/34214-mtb-south-experience-prima-tappa-sui-monti-dauni-in-memoria-di-gianpier-clima.html È dedicata alla memoria di Gianpier Clima, filmmaker giramondo e spirito libero autentico interprete della filosofia MTB, la prima tappa del circuito Mountain Bike South Experience 2026. Il 15 marzo è la Puglia a inaugurare il calendario MTBSE, alla scoperta dei Monti Dauni. Anche quest’anno, per la quinta edizione consecutiva, l’organizzazione è affidata all’A.S.D. MTB Puglia, con un team d’esperienza capeggiato dal suo presidente, Francesco Velluto, e da Giancarlo Casoli, presidente del Comitato provinciale Federciclismo Foggia. Domenica 15 marzo, Monti Dauni Mtb on Tour partirà alle 9 da Biccari, meta del turismo esperienziale immersa nella natura. Una location ricca di fascino, Masseria Lauri sulla Strada Provinciale 132, ospiterà il raduno dei partecipanti. Sono due i percorsi: Cicloturistica EASY (34km D+ 200mt) e HARD (40 km D+ 1200mt). Il primo, più semplice, si snoda lungo la Via Francigena e le arterie rurali fino a Lucera. Monti Dauni Mtb on Tour attraverserà il centro federiciano, passando per la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta e la Fortezza Svevo Angioina. Si pedala per circa 35 chilometri su fondo misto, asfalto e ghiaia, con dislivello minimo (circa 200 metri). La Cicloturistica è aperta a tutti, percorribile con mountain bike, bici gravel o da cicloturismo. Il percorso più impegnativo, con salite e discese tecniche, invece, conduce i partecipanti nell’incantevole borgo di Biccari, per poi salire sulla vetta più alta della Puglia con i suoi 1151 metri, il Monte Cornacchia. Si passa attraverso il Sentiero Frassati e i nuovi trail per mountain bike dell’area boschiva di Biccari. È prevista una sosta al Lago Pescara, con ristoro al Parco Daunia Avventura. È un percorso panoramico di eccezionale bellezza, ma adatto solo a pedalatori esperti. Sono richieste abilità di guida in fuoristrada, buona forma fisica e attrezzatura adeguata. Durante l’evento promosso dall’A.S.D. MTB Puglia con il patrocinio della Provincia di Foggia e dei Comuni di Biccari e Lucera, sarà intitolato un sentiero, nell’area del Monte Cornacchia, all’indimenticato Gianpier Clima, scomparso il 21 gennaio scorso. In sella alla sua Mtb ha raccontato magistralmente il territorio, trasmettendo nei suoi video reportage tutta la passione per una terra che amava profondamente. Sul sentiero, sarà apposta una targa commemorativa. La partecipazione alle cicloescursioni è gratuita per tutti coloro che hanno conosciuto Gianpier e pedalato con lui. Per informazioni e iscrizioni: Francesco Velluto 328.2873800; Giancarlo Casoli 346.2179600. Monti Dauni Mtb on Tour è il primo evento cicloturistico di nove tappe alla scoperta di Puglia e Campania del circuito Mountain Bike South Experience 2026, progetto ideato da Alfonso Cassella per promuovere il territorio e valorizzare le aree interne.  Fri, 06 Mar 2026 10:18:08 +0000 Foggia Il Dj Miky Bionic alle Paralimpiadi Milano Cortina https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34207-il-dj-miky-bionic-alle-paralimpiadi-milano-cortina.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34207-il-dj-miky-bionic-alle-paralimpiadi-milano-cortina.html Talento, innovazione e determinazione si incontrano sul palcoscenico di uno degli eventi più attesi del 2026: Michele Specchiale, in arte Dj Miky Bionic, parteciperà ufficialmente alla Cerimonia di Apertura dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, in programma il 6 marzo 2026 presso la storica Arena di Verona L’evento si presenta come un incontro tra espressione artistica e valore simbolico, in sintonia con il tema “Life in Motion”, un concept che richiama il linguaggio dell’arte e la sua capacità di leggere una realtà in costante trasformazione, proponendo una visione rinnovata della disabilità come armonia dinamica tra individuo e ambiente.Un simbolo vivente di innovazione e rinascita Michele Specchiale — conosciuto come Dj Miky Bionic — è il primo DJ al mondo a esibirsi con una protesi mioelettrica avanzata. Dopo aver perso il braccio sinistro in un grave incidente da giovanissimo, ha trasformato la propria esperienza in un percorso di rinascita personale e professionale, diventando un punto di riferimento nel panorama musicale e paralimpico italiano. La sua protesi utilizza sensori in grado di leggere i segnali muscolari, consentendogli di manipolare vinili, mixer e controller con straordinaria precisione. Tecnologia e arte si fondono così in uno stile riconoscibile, coinvolgente ed energetico: Miky Bionic incarna un esempio concreto di come una condizione di disabilità possa trasformarsi in una forza creativa, capace di generare innovazione, ispirazione e una nuova consapevolezza sociale. L’Arena di Verona: un palcoscenico storico per un momento storico Per la prima volta, la Cerimonia di Apertura Paralimpica si svolgerà in un sito Patrimonio Mondiale UNESCO, segnando ufficialmente l’inizio dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. L’Arena, già protagonista della spettacolare chiusura Olimpica, si trasformerà nuovamente in un grande teatro a cielo aperto per accogliere atleti, delegazioni e spettatori da tutto il mondo. La produzione è realizzata in collaborazione con Filmmaster, già artefice della cerimonia del 22 febbraio nello stesso scenario. L’obiettivo è dare vita a uno spettacolo di altissimo profilo artistico e istituzionale, capace di intrecciare cultura italiana, narrazione paralimpica e linguaggi contemporanei. La musica che apre nuovi orizzonti La presenza di Miky Bionic alla Cerimonia di Apertura incarna perfettamente lo spirito di questi Giochi: inclusione, resilienza, innovazione sociale. La sua performance si inserirà in un racconto che celebra il talento senza barriere e la capacità degli atleti di riscrivere i confini del possibile. In un’Arena che diventa simbolo di storia e rinascita, la musica di un artista che ha fatto della trasformazione la propria cifra identitaria contribuirà a dare il via a un’edizione destinata a lasciare un segno profondo, non solo sportivo ma umano e culturale.FONDAZIONE MILANO CORTINA 2026 L’obiettivo della Fondazione Milano Cortina 2026, in accordo con il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), il Comitato Paralimpico Internazionale (IPC), il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le Città di Milano e di Cortina d’Ampezzo, la Regione del Veneto e la Regione Lombardia, le Province autonome di Trento e Bolzano, è quello di pianificare, organizzare, finanziare e realizzare i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina nel 2026. Istituita il 9 dicembre 2019, la Fondazione Milano Cortina 2026 è guidata dal Presidente Giovanni Malagò e dal CEO Andrea Varnier. Wed, 04 Mar 2026 16:57:06 +0000 Sport I cieli narrano la gloria di Dio? https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/34203-i-cieli-narrano-la-gloria-di-dio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/34203-i-cieli-narrano-la-gloria-di-dio.html   Alla ricerca delle tracce del divino nel mondo moderno   «I cieli narrano la gloria di Dio, l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.» (Salmo 19,2)  L’obiettivo di questo articolo è risvegliare la curiosità e invitare il lettore a osservare il mondo con occhi diversi, alla ricerca di segni dell’esistenza di Dio e delle sue tracce, sottili ma percepibili. Un Dio che – come insegna la Scrittura – è sì nascosto, ma non per questo irraggiungibile. Un Dio che, per chi lo cerca sinceramente, è possibile incontrare.  Viviamo in un tempo in cui la frenesia e la distrazione regnano sovrane. Eppure, non mancano segnali sorprendenti che ci spingono a riflettere. Uno su tutti: il successo internazionale del libro francese Dio, la scienza, le prove, pubblicato anche in italiano.  Si tratta di un’opera coraggiosa e ben argomentata, che ha attirato la mia attenzione proprio per un motivo curioso: molte delle critiche più severe provengono da ambienti cattolici, da sacerdoti e teologi. Questo paradosso ha suscitato in me il desiderio di indagare con più profondità, per comprendere le ragioni di tali reazioni.   Un'introduzione illuminante: Cornelio Fabro e gli "amici delle idee"   Nel riflettere su questo tema, ho ritenuto utile richiamare le parole di padre Cornelio Fabro (1911–1994), uno dei più acuti filosofi cattolici del Novecento. Nella prefazione a un suo testo dedicato alla filosofia di san Tommaso d’Aquino, egli scrive:  «Esso cerca i sinceri amici delle idee che, appartati dal brusio delle vicende contingenti, cercano in serenità l’itinerario per le cose eterne».  Questo articolo, pur con intenti divulgativi, richiede qualcosa di simile: tempo, attenzione, silenzio interiore. Solo così potremo affrontare insieme questo percorso con spirito autentico.  Scienza e fede: una relazione problematica?  Le critiche rivolte al libro Dio, la scienza, le prove si possono ben sintetizzare nelle riflessioni, pubblicate sul Corriere della Sera, di Carlo Rovelli, fisico, e padre Giuseppe Tanzella-Nitti, teologo:  «Se la struttura e l’evoluzione dell’universo rispondono all’intenzione di un Dio Creatore, ciò non può essere dedotto dalle osservazioni e dalle misure proprie del metodo scientifico […]. Infine, soprattutto, tutto ciò non è una critica a chi desidera leggere il mondo come l’espressione di un Dio Creatore. […] È la sciocca commistione di religione e scienza che qui critichiamo, da scienziato e da teologo».   Una domanda provocatoria   Dopo aver letto e meditato queste parole, mi sono chiesto: È davvero una sciocca commistione? O esistono vie legittime per riflettere sull’origine e sul senso del mondo, anche a partire dalla scienza?  Filosofia e scienza: due strade verso la stessa vetta? A questa domanda, ritengo si possa rispondere in modo affermativo, e su due livelli:  Scientificamente, nell’ambito della scienza galileiana e quantitativa;  Filosoficamente, attraverso una ragione che si confronta con la totalità dell’esperienza.  Riformuliamo la questione così: La nostra ragione, applicata integralmente alla realtà, può condurci a Dio?  Risposta: si.  Ma serve distinguere senza separare, come troppo spesso accade.   Il concetto di NOMA: dialogo o separazione?   Nel 1997, il biologo Stephen Jay Gould propose il celebre concetto di NOMA (Non Overlapping Magisteria), secondo cui scienza e religione operano su piani distinti e non sovrapponibili.  Questa visione ha il merito di evitare conflitti inutili. Tuttavia, se assunta rigidamente, rischia di isolare i saperi e impoverire il nostro approccio alla realtà.   Il cielo come via alla Verità: la voce di un astronomo credente   L’astronomo Piero Benvenuti, in una riflessione profonda e appassionata, offre un punto di vista differente:  «Se il concetto di NOMA è perfettamente accettabile da parte di un non credente […], quando è visto dalla prospettiva di un cristiano esso può non essere soddisfacente. […] Osservare il cielo – oggi con i sofisticati strumenti che la tecnologia ci offre – […] può aiutarci ad avvicinarci sempre più alla Verità».  Benvenuti non nega la distinzione tra i saperi, ma invita a ricomporre l’unità del conoscere, aprendosi alla possibilità che anche la scienza possa offrire spunti per la riflessione teologica.  La fede non ha paura della ragione  Il cammino che propongo non è semplice. Richiede concentrazione e perseveranza. Ma per chi lo intraprende con onestà, può rivelarsi straordinariamente fecondo.  D’altra parte, è proprio la Sacra Scrittura a invitare l’uomo a riflettere sull’opera del Creatore. Il Magistero della Chiesa e persino la scienza moderna, se ben comprese, non sono ostacoli ma alleate di questa ricerca.   Non una confusione, ma una convergenza   Alla luce di quanto detto, la tesi di Rovelli e Tanzella-Nitti secondo cui il libro Dio, la scienza, le prove sarebbe frutto di una "sciocca commistione" tra fede e scienza, non convince.  Una riflessione di mons. Antonio Livi (1938–2020), teologo e filosofo, ci offre una chiave preziosa:  «Riflettere sull’esperienza genera tre discipline del sapere: Teologia, filosofia e scienza. Che conducono a Dio. […] Tutte e tre hanno uno stretto rapporto con il senso comune […] esperienza universale che accomuna tutti gli uomini […]».   Il punto d'origine del sapere: il senso comune   In effetti, alla radice di ogni forma di conoscenza c’è il senso comune: quell’esperienza universale e originaria da cui scaturiscono tutti i rivoli del sapere.   Filosofia, scienza e teologia, pur distinguendosi nei metodi e negli oggetti, non sono mondi separati. Hanno in comune la realtà, ciascuna indagata da prospettive diverse.    Ogni scienza particolare può, nel proprio ambito, cogliere un frammento del reale e – in ultima analisi – condurre alla domanda su Dio.   In cammino verso una sintesi più alta   Nel prosieguo di questo percorso, cercheremo di mostrare come, a partire proprio dal senso comune, sia possibile una convergenza dei saperi, in grado di aprire la ragione umana a una comprensione più ampia del reale. Che cos’è il senso comune? Il senso comune è un insieme di certezze che precede ogni riflessione filosofica e rende possibile la stessa conoscenza scientifica. Esso costituisce il punto di partenza di ogni scienza particolare, insieme ai principi universali dell’essere — non contraddizione, causalità, finalità — e ne rappresenta il fondamento.  Ad esempio, la fisica, l’astronomia e la biologia, che indagano vari aspetti dell’unico ordine ontologico — dal cuore del protone ai confini del cosmo, passando per le cellule viventi di cui noi stessi siamo fatti — si basano sull’evidenza che esiste un mondo naturale da conoscere e che la nostra ragione, come riconosceva anche Albert Einstein (1879-1955), è misteriosamente adatta a coglierne relazioni e caratteristiche, esprimibili in linguaggio matematico.  Questa corrispondenza tra ragione e realtà non è affatto scontata. Nel corso della storia, infatti, le menti più eccelse si sono sempre meravigliate di questa straordinaria armonia.  Galileo affermava che Dio ci aveva donato due libri: la Sacra Scrittura e il libro della natura, quest’ultimo scritto in caratteri matematici. Papa Benedetto XVI (2005-2013), in un colloquio con i giovani avvenuto il 6 aprile 2006, riprese l’argomento:  «Riflettiamo ora su cos’è la matematica: di per sé è un sistema astratto, un’invenzione dello spirito umano, che come tale nella sua purezza non esiste. […] Mi sembra una cosa quasi incredibile che un’invenzione dell’intelletto umano e la struttura dell’universo coincidano: la matematica inventata da noi ci dà realmente accesso alla natura dell’universo e lo rende utilizzabile per noi. Quindi la struttura intellettuale del soggetto umano e la struttura della realtà coincidono: la struttura soggettiva e la realtà oggettivata nella natura sono identiche. Penso che questa coincidenza tra quanto noi abbiamo pensato e il come si realizza e si comporta la natura sia un enigma e una sfida grandi, perché vediamo che, alla fine, è una “ragione” che le collega entrambe: la nostra ragione non potrebbe scoprire quest’altra, se non vi fosse un’identica ragione a monte di entrambe».  Se fisici, astronomi e biologi fossero partiti dall’idea di dover dimostrare previamente l’esistenza di atomi, molecole, stelle, galassie, cellule, ecc., le loro scienze particolari non sarebbero mai nate come discipline specifiche e strutturate. L’esistenza del mondo e la nostra capacità di cogliere l’essere sono dunque evidenze primarie: in quanto tali, non vanno e non possono essere dimostrate.  La dimostrazione scientifica, infatti, è un ragionamento che, partendo da due premesse, giunge a una conclusione: essa mostra qualcosa attraverso un procedimento che utilizza conoscenze evidenti e principi primi. San Tommaso d’Aquino utilizza la nota espressione per aliud nota per indicare il processo con cui si dimostra qualcosa di non evidente ricorrendo a ciò che è già noto.  Se, invece, una cosa è evidente (dal latino evidere, cioè “mostrare con immediatezza”), allora la presenza dell’oggetto davanti al soggetto è, per così dire, “forte” e innegabile: essa rivela all’uomo la sua originaria apertura all’essere. La modernità, purtroppo, a partire da Cartesio, ha rifiutato di riconoscere l’evidenza, pretendendo di dimostrare ciò che era invece di per sé noto. Così si è verificato un rovesciamento che ha spostato il principio della conoscenza dall’essere al pensiero, dall’oggetto al soggetto. È la realtà a fondare la conoscenza, non il contrario: questo è il “peccato originale” della modernità.  Un sapere che non è riconosciuto come tale dalla ragione, ma posto da essa, inevitabilmente non può essere universale, bensì soggettivo; non più immutabile, ma mutevole. In nuce, questi erano i primi vagiti del relativismo e del soggettivismo moderni.  Riassumendo i tratti generali del senso comune: esso è un insieme di evidenze — dunque indubitabili e indimostrabili — derivate dall’esperienza, strutturanti la nostra conoscenza e precedenti qualsiasi riflessione critica. Per questo, è patrimonio di tutta l’umanità.   I contenuti specifici del senso comune   Quali sono i suoi contenuti specifici? Nella formulazione di mons. Antonio Livi, il senso comune si basa su cinque pilastri fondamentali, che costituiscono la garanzia minima di verità assolutamente necessarie per il nostro intelletto. Questi principi ci permettono di evitare, da un lato, le secche dello scetticismo e, dall’altro, le paludi del razionalismo gnostico. Impediscono all’uomo di cadere in due estremi opposti: da una parte, l’illusione di una conoscenza esaustiva, quasi divina, secondo cui “tutto è già dentro di me”; dall’altra, lo scetticismo radicale, che nega la possibilità stessa della conoscenza.   Analizziamo brevemente questi cinque pilastri:   Esistono le cose (res sunt) – Il mondo materiale è la prima esperienza (apprensione) che ciascuno di noi fa non appena viene al mondo.  Percepisco il mio “io” come distinto dal mondo – Ho coscienza, non conoscenza, di me stesso.  Esistono altri “io”, ovvero altre persone.  I rapporti tra le cose e tra gli altri “io” sono ordinati, non casuali – Ogni “io” agisce in vista di un fine: questa è l’evidenza di un ordine morale.  Questo ordine, che non è creato da noi, fa capo a una Causa prima, che chiamiamo Dio.  Come osserva la studiosa Laura Boccenti, la nozione di Dio propria del senso comune non nasce dall’esperienza diretta dell’infinito, né deve essere confusa con una dimostrazione razionale della Sua esistenza. Si tratta, piuttosto, di una nozione che scaturisce dal riconoscimento della trascendenza dell’essere: un’intuizione primordiale (e pre-filosofica) dell’esistenza di un Fondamento del mondo, in cui tutti viviamo, stiamo ed esistiamo.  Ora, con questo “bagaglio” concettuale, con questa “cassetta degli attrezzi”, possiamo inoltrarci in una ricerca razionale più riflessa e critica, in grado di essere utile anche agli altri, per giungere a Colui che ha fatto il mondo.   Il senso comune nella rivelazione   Per chi è credente, già la Sacra Scrittura, fin dall’Antico Testamento, insegna che l’uomo può, per sua stessa natura, cercare e trovare Dio con il solo lume naturale della ragione, riconoscendoLo come Creatore e Causa dell’essere di tutti gli enti, ossia delle creature.  Particolarmente significativi, a tal proposito, ci sembrano questi versetti del Libro della Sapienza (13,1-5):  «Veramente sono vani per natura tutti gli uomini che ignorano Dio e che dai beni visibili non furono capaci di conoscere Colui che è […] Infatti, dalla grandezza e bontà delle creature, ragionando, si può conoscere il loro autore».  Non è da meno un celebre passaggio di San Paolo, nella Lettera ai Romani (1,19-21), che, ispirandosi probabilmente ai versetti della Sapienza, ne sviluppa ulteriormente l’insegnamento:  «Poiché ciò che è noto di Dio è manifesto in loro: infatti, dopo la creazione del mondo, Dio manifestò ad essi le sue proprietà invisibili, come la sua eterna potenza e la sua divinità, che si rendono visibili all’intelligenza mediante le opere da lui fatte. E così essi sono inescusabili, poiché, avendo conosciuto Dio, non lo glorificarono come Dio né gli resero grazie, ma i loro ragionamenti divennero vuoti e la loro coscienza stolta si ottenebrò».  Di particolare interesse è il commento del biblista Martino Conti a questi due passaggi scritturistici:  «Dio manifesta sé stesso per mezzo delle cose create (rivelazione naturale). Dalla grandezza e dalla bontà della natura, ragionando, cioè per mezzo della ragione, l’uomo può giungere a conoscerne l’autore. San Paolo, ispirandosi a questo testo, sposta il ragionamento dalla possibilità al fatto e afferma che, di fatto, i pagani, considerando le opere di Dio, riconobbero il Creatore. Ma proprio per questo sono inescusabili: perché, pur avendolo conosciuto, non gli hanno dato gloria né gli hanno reso grazie come a Dio».  Non meno significativo, citato soprattutto durante il Medioevo, fu un altro celebre passaggio del Libro della Sapienza, precisamente (Sap. 11,20):  «Dio ha disposto ogni cosa con misura, calcolo e peso». Un viaggio non privo di ostacoli, ma animato da una certezza: I cieli narrano davvero la gloria di Dio. Sta a noi imparare ad ascoltare. Lo storico della scienza e Fisico benedettino Stanley L. Jaki (1920-2009) – considerato nella sua disciplina, almeno in campo cattolico, come la più alta autorità mondiale in merito, vincitore, ad esempio, del premio Templeton -, nel commentare quel versetto, disse: «Un teologo riesce a vedere molto più lontano se è disposto a imparare dal versetto biblico che afferma che il Creatore ha disposto ogni cosa secondo misura, calcolo e peso»  Il Magistero della Chiesa Un’affermazione analoga si trova nel Magistero della Chiesa, al suo più alto livello, nella Costituzione dogmatica Dei Filius, promulgata durante il Concilio Vaticano I (24 aprile 1870): «La medesima Santa Madre Chiesa professa ed insegna che Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto con certezza al lume naturale della ragione umana attraverso le cose create; infatti, le cose invisibili di Lui vengono conosciute dall’intelligenza della creatura umana attraverso le cose che furono fatte (Rm 1,20)».  Dopo questa dichiarazione solenne, la questione sembrava chiusa. Tuttavia, accadde un episodio singolare. All’indomani della precipitosa chiusura del Concilio—dapprima sospeso a luglio per lo scoppio della guerra franco-prussiana, e poi definitivamente interrotto dopo la breccia di Porta Pia, il 20 settembre successivo—si costituì una sorta di “santa alleanza” tra modernisti e fideisti di ogni orientamento.  L’oggetto del contendere fu un’espressione latina usata dai Padri nel testo conciliare: certo cognosci posse, che poteva essere interpretata in senso soggettivo, dato che il conoscere con “certezza” non equivale alla “dimostrazione” della filosofia medievale.  In risposta, san Pio X (1903–1914), nel quadro della più ampia lotta al modernismo, promulgò un motu proprio, Sacrorum Antistitum (1º settembre 1910), in cui precisava: «Dio, principio e fine di tutte le cose, con il lume naturale della ragione, “attraverso le cose create” (Rm 1,20), cioè attraverso le visibili opere della creazione, come la Causa attraverso gli effetti, può essere conosciuto con certezza, fino al punto che può essere dimostrato».  Un identico insegnamento si trova anche nel Catechismo della Chiesa Cattolica, che al paragrafo 286 afferma: «Infatti, è possibile conoscere con certezza l’esistenza di Dio Creatore attraverso le sue opere, grazie alla ragione umana».   La scienza e la visione galileiana   Sul versante prettamente scientifico, di stampo galileiano, può essere utile richiamare un’intervista realizzata dal fisico Stefano Cristiani alla rivista L’Astronomia, diretta dalla celebre astronoma Margherita Hack (1922–2013), non certo sospettabile di simpatie clericali.  L’intervistato era Harry van der Laan, radioastronomo di fama internazionale, all’epoca direttore dell’ESO, nonché professore di Fisica presso l’Università di Utrecht.  Dopo aver spiegato la natura interdisciplinare dell’astronomia, e come persino la matematica della scansione tomografica (TAC) derivasse direttamente dalla radioastronomia, gli venne posta la classica domanda: «C’è spazio per Dio in tutto ciò?» La sua risposta fu un capolavoro di epistemologia, meritevole di essere riportata per intero: «Sulla religione non ho alcuna risposta semplice, perché molto dipende dal proprio punto di vista sulla vita e sul mondo. Un esempio: se per qualche ragione la storia della musica del XVII secolo andasse perduta, ma noi trovassimo la musica di Bach, imparassimo a suonarla e ad apprezzarla, e fossimo capaci di derivare le regole con cui venne composta—armonia, tonalità, ecc.—allora potremmo domandarci: è una domanda rilevante chiedersi se c’è stato o meno un compositore? Poiché questa musica è fantastica, ha una struttura, è necessario chiedersi se ha avuto un creatore? No, perché abbiamo tutta questa musica che possiamo eseguire, suonare, discutere, analizzare senza pensare che c’è stato un particolare compositore nato il tal anno, morto il tal anno, impiegato da un certo vescovo in una città, che ogni settimana scriveva un nuovo pezzo per la messa domenicale... Naturalmente, tutti penseranno che questo è un modo ridicolo di trattare la musica di Bach. E per me è ugualmente ridicolo parlare della bellezza dell’universo fisico e dire che un creatore non è necessario. Ma così come è possibile studiare la musica di Bach a un livello accademico ed estetico, e apprezzarla senza supporre che Bach sia esistito, allo stesso modo si può studiare l’astronomia senza presupporre un creatore. Ma per me sarebbe ridicolo» Come si vede, anche uno scienziato di chiara fama come Van der Laan ritiene perfettamente plausibile — e tutt’altro che ingenuo — dedurre l’esistenza di un Creatore dalla bellezza e armonia che l’uomo, anche attraverso la scienza galileiana, scopre nel cosmo. Esattamente la tesi del libro in questione.  Nessuna commistione di metodo, dunque: è chiarissimo come si possa continuare a fare scienza pur essendo atei. Ma è altrettanto evidente che, per alcuni, questa è una scelta “ridicola”.   Fine prima parte Fri, 27 Feb 2026 09:05:18 +0000 Religione A Salerno il Convegno sui sistemi agroalimentari promosso dalla Camera di Commmercio https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/34201-a-salerno-il-convegno-sui-sistemi-agroalimentari-promosso-dalla-camera-di-commmercio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/34201-a-salerno-il-convegno-sui-sistemi-agroalimentari-promosso-dalla-camera-di-commmercio.html Si terrà martedì 3 marzo 2026, alle ore 15.00, a Salerno, presso la Camera di Commercio di Salerno (via Roma, 29), il convegno dal titolo “Il modello cooperativo: motore di sviluppo dei sistemi agroalimentari campani tra terra e mare”, promosso da Confcooperative Campania, con il patrocinio della Camera di Commercio di Salerno e dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Salerno. L’iniziativa prende forma dalla visione del Presidente di Confcooperative Campania, Salvatore Scafuri, che da tempo promuove con convinzione il ruolo strategico della cooperazione nello sviluppo dell’agroalimentare regionale. Il convegno si propone come un’occasione di confronto qualificato tra mondo accademico, istituzioni e sistema imprenditoriale, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo lungo l’intera filiera agroalimentare campana, dalla terra al mare.  “Si tratta di un vero e proprio confronto a più voci, focalizzato sul punto di vista accademico, istituzionale e imprenditoriale”, dichiara Salvatore Scafuri. “Il Made in Campania si fonda su un mix di eccellenze tra agricoltura e pesca, dove tradizione e innovazione si integrano. Il modello cooperativo rappresenta uno strumento moderno ed efficace per accrescere la competitività delle imprese, tutelare il lavoro e promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo”. A sottolineare il rilievo istituzionale dell’appuntamento sarà la partecipazione di due Assessori regionali con deleghe chiave per il comparto agroalimentare: Fiorella Zabatta, Assessore alle Politiche Giovanili, Sport, Protezione Civile, Biodiversità, Politiche di riforestazione, Pesca e acquacoltura e tutela degli animali della Regione Campania, e Maria Carmela Serluca, Assessore all’Agricoltura della Regione Campania. Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Andrea Prete, Presidente di Unioncamere, e dello stesso Salvatore Scafuri. Interverranno inoltre: Vincenzo Peretti, Ordinario del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Rossella Robusto, Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Salerno; A moderare il dibattito sarà la giornalista Anna La Rosa. Fri, 27 Feb 2026 08:51:55 +0000 Salerno The Art of moment: la Ginnastica diventa Leggenda https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34200-the-art-of-moment-la-ginnastica-diventa-leggenda.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34200-the-art-of-moment-la-ginnastica-diventa-leggenda.html   Svelata la nuova divisa ufficiale della Nazionale di Ginnastica firmata Freddy   Presentati i calendari della nuova stagione agonistica 2026   La nuova divisa ufficiale 2026 della Nazionale Italiana di Ginnastica, frutto della collaborazione tra Freddy e la FGI è stato presentato alla “La Lanterna – Palazzo Fuksas”, a pochi giorni dal 157° di fondazione della Federazione Ginnastica d’Italia, il più antico sodalizio sportivo del Bel Paese. La nuova divisa, svelata in anteprima assoluta, è stata raccontata attraverso una performance narrativa ideata e diretta artisticamente da Giulia Staccioli, ex ginnasta olimpica e fondatrice della compagnia Kataklò Athletic Dance Theatre. Un vero e proprio performance & fashion show che ha trasformato la sfilata in un racconto emotivo: il diario ideale di un atleta della Nazionale, dalle prime convocazioni fino alla competizione e al podio. Attraverso una successione di quadri scenici, accompagnati da una narrazione dal vivo, sound design immersivo e contenuti visuali, il pubblico e le istituzioni presenti hanno ripercorso le tappe fondamentali della vita sportiva – allenamento, sacrificio, viaggio, gara e celebrazione – vivendo dall’interno le emozioni, la fatica e i trionfi del Team Italia. In questo racconto, le divise Freddy non sono state semplici uniformi, ma compagne di viaggio, capaci di assecondare il movimento, sostenere la performance e rappresentare l’identità azzurra dentro e fuori dal campo gara.   «Freddy nasce 50 anni fa con l’obiettivo di innovare l’abbigliamento sportivo, unendo performance, tecnologia e stile», ha dichiarato Carlo Freddi, Presidente di Freddy. «Questo approccio si esprime da sempre nel nostro claim The Art of Movement e trova nella ginnastica uno dei suoi pilastri: di questi cinquant’anni, la seconda metà è stata vissuta insieme alla Federazione Ginnastica d’Italia, in un percorso iniziato nel 2001 e oggi rafforzato da un nuovo accordo quadriennale».   «La ginnastica è movimento e Freddy ha sempre saputo cogliere l’arte e l’eleganza del gesto tecnico – ha aggiunto il Presidente Federginnastica Andrea Facci - Per questo il connubio è stato e continuerà ad essere vincente. Sono felice di aver rinnovato l’accordo fino al 2029 e, con l’aiuto di Carlo, di aver aperto alla possibilità di far vestire la maglia azzurra anche ai nostri appassionati, che ora potranno acquistare la divisa dei propri beniamini negli store di Freddy. Alla Lanterna abbiamo acceso di nuovo l’entusiasmo, festeggiando con le nostre Leggende del passato l’inizio di un futuro tutto da scoprire. Lo sport vive di emozioni e le emozioni della ginnastica durano per sempre». Nel corso della serata è stato inoltre presentato Gym Legend, il nuovo club esclusivo dedicato alle leggende della ginnastica italiana e riservato ai partecipanti olimpici e ai medagliati mondiali, nato per valorizzare gli atleti e i protagonisti che hanno contribuito a costruire la storia e il prestigio della disciplina. Presenti per l’occasione stelle del calibro di Vanessa Ferrari, Igor Cassina, Matteo Morandi, Manila Esposito, Giorgia Villa e alcune esponenti delle Farfalle d’Argento di Atene 2004, tanto per citare gli olimpionici. Particolarmente emozionante il tributo federale al compianto Franco Menichelli, oro al corpo libero ai Giochi di Tokyo 1964 e il più medagliato ginnasta olimpico dell’ultracentenaria storia federale. L’angelo azzurro, bronzo a squadre a Roma ’60, l’unica edizione delle Olimpiadi Estive mai organizzata in Italia, è stato ricordato con un’esibizione dal vivo del soprano Cinzia D’Astola Perroni, accompagnato dal maestro Claudio Junior Bielli, con immagini di repertorio del grande campione romano, scomparso alla fine di gennaio. Toccante anche il monologo dell’attore, regista Luca Ferri che, vestito come un gentiluomo dell’Ottocento, ha dato voce alle leggende dei secoli passati della decana delle Federazioni Sportive Nazionali, eroi antichi ma immortali come Alberto Braglia, Romeo Neri, Savino Guglielmetti, Giorgio Zampori, Francesco Martino, e anche le Piccole Pavesi di Amsterdam, Miranda Cicognani, prima portabandiera donna del CONI, e le Farfalle ante litteram di L’Avana e Madrid. In anteprima è stato presentato anche il calendario gare e gli eventi federali della stagione, a cominciare dai Top Events 2026, che saranno trasmessi in diretta su “Vorale Tv”, il canale della ginnastica sul bouquet di SportFace, offrendo una visione complessiva sui principali appuntamenti che segneranno la prossima stagione sportiva. A cominciare dalla tappa inaugurale del Campionato di Serie A e B di Artistica, in programma al PalaPanini di Modena, venerdì 27 e sabato 28 febbraio (i biglietti sono disponibili su VivaTicket).   Alla sfilata hanno partecipato per l’Artistica Maschile Nicola Bartolini (Pro Patria Bustese), Tommaso Brugnami (Giovanile Ancona), Thomas Grasso (Juventus Nova Melzo 1960), Lorenzo Minh Casali e Carlo Macchini (G.S. Fiamme Oro); per l’Artistica Femminile Emma Fioravanti (Forza e Coraggio), Manila Esposito, Martina Maggio e Giorgia Villa (G.S. Fiamme Oro); per la Ritmica le individualiste Sofia Raffaeli e Tara Dragas (G.S. Fiamme Oro) e le componenti della squadra del centro tecnico di Chieti - Chiara Badii, Sofia Sicignano e Bianca Vignozzi(Raffaello Motto), Serena Ottaviani (G.S. Aeronautica Militare), Sasha Mukhina e Gaia Pozzi (San Giorgio ’79) – e dell’Accademia di Desio - Sofia Colombo (San Giorgio ’79),Lorjen D’Ambrogio (Ginnastica Opera), Laura Golfarelli(Eurogymnica), Allegra Jakic (Cervia Ginnastica e Sport), Alexandra Naclerio e Giulia Segatori (G.S. Aeronautica Militare); per il Trampolino Elastico Samuele Patisso Colonna(Milano 2000) e Silvia Coluzzi (G.S. Esercito Italiano); per l’Aerobica Sara Cutini (Artistica Porto S. Elpidio), Matteo Falera(Ginnastica Agorà), Davide Nacci (Ginnastica Francavilla) e Lucrezia Rexhepi (Ginnastica Valentia); per l’Acrobatica Sofia D’Errico e Camilla Poerio (Ginnastica Grugliasco); per ilParkour Andrea Consolini e Giulio De Carolis (Brixia Brescia). La Federazione Ginnastica d’Italia, il Consiglio Direttivo Federale e la Consulta dei Presidenti Regionali, a cominciare dal CR. Lazio del Presidente Paolo Orlando, ringraziano, oltre all’official partner tecnico FGI Freddy, tutte le autorità intervenute, dal Governo al Comune di Roma, Coni e Sport e Salute, i rappresentanti dei Gruppi Sportivi di riferimento, Militari, con Esercito e Aeronautica, e di Pubblica Sicurezza con le Fiamme Oro della Polizia di Stato e le Fiamme Rosse dei Vigili del Fuoco.    Fri, 27 Feb 2026 08:44:12 +0000 Sport Domenica 1 marzo ai Giardini del Castello partono le “Tende Incantate: storie per il pianeta” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/barletta/34199-domenica-1-marzo-ai-giardini-del-castello-partono-le-tende-incantate-storie-per-il-pianeta.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/barletta/34199-domenica-1-marzo-ai-giardini-del-castello-partono-le-tende-incantate-storie-per-il-pianeta.html Barletta si prepara ad accogliere il primo appuntamento di “Tende Incantate: storie per il pianeta”, il progetto del Teatro Fantàsia vincitore del bando europeo No Planet B, promosso da Punto Sud, cofinanziato dall’Unione Europea e sostenuto in Italia da Fondazione Cariplo. L’iniziativa, totalmente gratuita, prenderà il via domenica 1° marzo, dalle ore 11:00 alle 13:00, presso i Giardini del Castello, con un evento completamente gratuito dedicato ai bambini dai 3 ai 10 anni e alle loro famiglie. Per l’occasione saranno allestite tre tende teatrali immersive, all’interno delle quali i bambini potranno vivere esperienze di narrazione dedicate ai temi dell’ambiente e della cura del pianeta. Accanto alle attività teatrali, saranno proposti giochi realizzati con materiali riciclati e laboratori creativi dove ogni bambino potrà dipingere un vasetto e piantare personalmente un semino, trasformando il gesto creativo in un simbolo concreto di responsabilità e attenzione verso la natura. L’obiettivo del progetto è avvicinare le nuove generazioni ai temi ambientali attraverso il linguaggio del teatro, rendendo accessibili contenuti scientifici in modo coinvolgente e partecipato. “Tende Incantate” nasce infatti per contrastare il disinteresse verso l’azione climatica, partendo dai più piccoli e coinvolgendo indirettamente le famiglie e la comunità. «Abbiamo scelto di portare il teatro fuori dagli spazi convenzionali – dichiara Alessandro Piazzolla, direttore artistico del Teatro Fantàsia – perché crediamo che la cultura non debba abitare i luoghi della vita quotidiana. Un parco pubblico non è solo uno spazio verde: è un luogo di incontro, di crescita, di comunità. Portare qui il teatro significa restituire alla cultura la sua funzione più profonda, quella di generare consapevolezza collettiva. Parlare di ambiente attraverso l’arte vuol dire costruire un immaginario diverso, capace di formare cittadini più attenti e responsabili. Il teatro, con la sua forza simbolica ed emotiva, riesce a trasformare temi complessi in esperienze vive, accessibili e condivise. Non si tratta solo di raccontare il cambiamento climatico, ma di educare allo sguardo, alla cura, al senso di appartenenza al pianeta. Seminare cultura ambientale nei bambini significa investire nel futuro della nostra comunità.» A sottolineare l’importanza organizzativa e comunitaria del progetto è anche Rosa Dicuonzo, responsabile dell’organizzazione: «“Tende Incantate” è un lavoro di squadra che coinvolge professionisti, volontari e territorio. Per noi è fondamentale che le famiglie si sentano parte attiva dell’esperienza. Non è solo un evento, ma un percorso che unisce creatività, responsabilità e condivisione.» A ogni partecipante verrà consegnato un ticket e chi completerà il percorso riceverà un biglietto omaggio per lo spettacolo teatrale per bambini, che andrà in scena a fine settembre presso il Teatro Fantàsia, in via Imbriani 144 a Barletta. Dopo l’appuntamento inaugurale del 1° marzo, il progetto proseguirà con i successivi incontri previsti il 5 aprile, il 3 maggio e il 20 settembre, continuando a trasformare i parchi cittadini in luoghi di cultura, incontro e consapevolezza ambientale. L’ingresso è gratuito. Per informazioni contattare il Teatro Fantàsia al 340 3310937. Fri, 27 Feb 2026 08:40:23 +0000 Barletta Nelle profondità della terra un mondo nascosto e dormiente https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/34189-nelle-profondita-della-terra-un-mondo-nascosto-e-dormiente.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/34189-nelle-profondita-della-terra-un-mondo-nascosto-e-dormiente.html Nel profondo della Terra si trova un mondo nascosto di "in-Terra" che è rimasto dormiente per centinaia di migliaia di anni Sotto la superficie terrestre si cela un regno di vita microscopica inesplorata. Questi esseri "sulla Terra" sopravvivono in alcune delle condizioni più dure del pianeta, catturando l'interesse di scienziati e ricercatori.In un estratto dal libro "Intraterrestrials: Discovering the Strangest Life on Earth" (Princeton University Press, 2025), l'autrice Karen Ji Lloyd, biogeochimica microbica presso l'Università della California del Sud, esamina l'idea di evoluzione tra forme di vita che possono sopravvivere per centinaia di migliaia - se non milioni - di anni in uno stato di ibernazione e cosa possiamo aspettarci quando si "risvegliano". Come può un organismo evolversi per smettere di crescere per migliaia di anni? Ricerche recenti suggeriscono che i microbi sepolti in profondità nei sedimenti del fondale oceanico potrebbero fare proprio questo. Tali organismi possono essere definiti endoterrestri: piccoli microrganismi che vivono all'interno della crosta terrestre in tutto il pianeta. Affinché Livescience possa rispondere a questa difficile domanda, esamina cosa sperimenterebbero questi organismi durante la loro vita. Questi organismi lenti non si preoccuperebbero della durata di una giornata. Sono sepolti così in profondità che non riescono nemmeno a percepire il sole. Probabilmente non si accorgerebbero nemmeno del cambio di stagione. Tuttavia, potrebbero essere interessati ad altri ritmi geologici più lunghi: l'apertura e la chiusura dei bacini oceanici attraverso la tettonica a placche, la formazione e il cedimento di nuove catene di isole, o i nuovi flussi di fluidi causati dalla lenta formazione di crepe nella crosta terrestre. Ad esempio, i fringuelli di Darwin hanno sviluppato nuove forme di becco perché sono stati isolati su un'isola con una certa forma di semi da mangiare. Questa evoluzione avvenne durante la scala temporale geologica della creazione dell'isola, ma avvenne in una genealogia delle specie, non in un singolo uccello. Sappiamo però che anche gli individui sono capaci di cambiare in base ai ritmi dell'ambiente circostante. Il mantello di una singola volpe artica (Vulpes lagopus) cambia da bianco a marrone quando la neve si scioglie ogni primavera. Molte persone si svegliano alla stessa ora ogni mattina senza l'aiuto di una sveglia. I ritmi giornalieri e annuali sembrano ragionevoli per un essere umano o animale da tenere d'occhio. I ghiacciai, non tanto. Prevedere cambiamenti su scale temporali più lunghe sembra ridicolo. Sarebbe sciocco supporre che un coleottero nel deserto del Gobi potesse riprodursi solo quando mangiava un seme della foresta pluviale amazzonica perché nacque milioni di anni fa, quando Sud America e Africa erano uniti, e il suo DNA gli ordinava di riprodursi quando la divisione tettonica si chiuse nuovamente. Questi scenari non hanno senso per gli animali, ma potrebbero averlo per gli organismi intraterrestri. Una persona che vive un milione di anni può essere evolutivamente predisposta a fare affidamento su qualcosa di lento come l'affondamento di un'isola, allo stesso modo in cui noi siamo predisposti ad aspettare che il sole sorga domani. Per comprendere appieno gli organismi intraterrestri, potremmo dover riconsiderare cosa viene considerato uno stimolo evolutivo.Vivere per milioni di anni Il fatto che le cellule viventi probabilmente esistano in uno stato di non crescita per lunghi periodi solleva due domande importanti: un microrganismo può adattarsi per evitare la divisione cellulare per migliaia di anni o più, invece che accadere per caso? E, se sì, come funziona l'evoluzione per un organismo che apparentemente non produce mai prole? Affrontiamo la prima domanda formulando nel modo seguente, per aiutarci a collocare questa scoperta nel contesto dell'evoluzione darwiniana: questi microbi sono evolutivamente adattati a rimanere in questo stato dormiente e morto per migliaia o milioni di anni, o persistono semplicemente perché le cellule non hanno bisogno di adattamenti speciali per sopravvivere così a lungo? Per Lloyd, vivere per centinaia di migliaia di anni sembra improbabile senza adattamento. Troppi cambiamenti fisiologici sono necessari per sostenere questo stile di vita, quindi sono solo un effetto collaterale di una vita "normale" frenetica. Inoltre, se questo stile di vita è accidentale, allora le fasi principali del loro sviluppo dovrebbero avvenire in un altro ambiente. Ma raramente vediamo i tipi di microbi che troviamo sul fondo sottomarino altrove. Non è che fossero microbi marini comuni che nuotavano felicemente, si dividevano e crescevano, e quando cadevano sul fondo semplicemente dimenticavano di morire. Al contrario, la maggior parte di questo gruppo altamente diversificato di microbi sembra esistere solo nei sedimenti marini. Dato ciò, potrebbero essere scelti per i sedimenti marini tanto quanto i pappagalli per la foresta pluviale. Infatti, riscontriamo che, con l'aumentare della profondità nei sedimenti marini, i microbi producono enzimi con maggiore specificità per i tipi di substrati disponibili nel sottosuolo, il che suggerisce che siano specificamente adattati a questo ambiente. I microrganismi del sottosuolo possiedono anche adattamenti che permettono metabolismi e divisioni cellulari estremamente lenti. Questo suggerisce che, in qualche modo, siano evolutivamente predisposti a trovarsi in uno stato di non crescita a lungo termine. Ma qui sorge un problema. Secondo la teoria della selezione naturale di Darwin, queste cellule devono crescere e produrre nuova prole per evolversi. La selezione naturale funziona perché, durante la riproduzione, gli organismi subiscono mutazioni. E quando un organismo ha una mutazione benefica, quella mutazione ne aumenta l'adattabilità, così che la sua prole prevalga su quella degli organismi non mutanti, portando a più discendenti portatori della mutazione. Queste generazioni successive continuano a fare meglio delle linee non mutate e, alla fine, la mutazione si diffonde in tutta la popolazione. Ecco qua: l'adattamento è avvenuto tramite selezione naturale. Ma come possiamo anche solo pensare all'evoluzione darwiniana in popolazioni che non si riproducono? Come si può adattarsi a non avere figli? Non credo che Darwin avesse in mente la non-crescita quando descrive la sopravvivenza del più adatto. Fortunatamente, abbiamo un buon modello di inattività stagionale a breve termine. Qui, l'ibernazione durante l'inverno offre un vantaggio evolutivo, poiché gli organismi dormienti mantengono popolazioni più grandi quando le condizioni tornano a crescere in primavera. Pertanto, questi organismi hanno un vantaggio rispetto ad altri organismi e possono trasmettere i geni di inattività a una popolazione più ampia di discendenti in primavera ed estate. Questo è un classico esempio di selezione naturale darwiniana. Estendiamo questo modello all'inerzia che dura migliaia di anni nei sedimenti marini. Dobbiamo pensare a un evento che gli organismi terrestri potrebbero eventualmente aspettarsi e che li porterebbe all'inerzia quando vengono sepolti a centinaia di metri di profondità nella crosta terrestre. Se incontriamo un microrganismo inattivo nel terreno in inverno, possiamo presumere che stia aspettando di ricominciare a crescere in estate. Qual è la situazione corrispondente per un organismo sedimentario marino che è sepolto in profondità e rimane dormiente per migliaia o milioni di anni? Facciamo un esperimento immaginario per liberare la nostra mente dalle nostre supposizioni non dette sulla durata della vita. Immagina che la vita umana durasse solo circa 24 ore. Nasceresti a mezzanotte, ti ribelleresti ai genitori a colazione, ti sistemisti e avresti figli poco prima di pranzo, e inizieresti a pescare come hobby per la pensione intorno a cena. A mezzanotte, i tuoi cari – che a loro volta sarebbero nati solo poche ore prima – si radunano vicino a te e ti tenevano la mano mentre morivi silenziosamente nella profonda vecchiaia di un solo giorno. Se tutti vivessero così, centinaia di generazioni umane verrebbero e sarebbero andate in un solo inverno. Durante tutto questo periodo, che avrebbe rappresentato una parte importante della storia umana, gli alberi decidui rimasero marroni e privi di vita.La vita su scale temporali geologiche Quindi, cosa aspettano questi microrganismi per svegliarsi? I cicli stagionali sono molto veloci. Le uniche cose che arrivano piuttosto tardi sono i processi geologici. Ad esempio, le isole di cedimento, le inondazioni, la siccità o le tempeste spesso si verificano in cicli di centinaia o migliaia di anni. Frane sott'acqua, terremoti, tsunami ed eruzioni vulcaniche possono spostare materiali su scale temporali ancora più ampie, esponendo gli esseri terrestri a nuove fonti di cibo che li riportano fuori dal loro ibernazione dopo centinaia di migliaia di anni. Sembra strano dire che un microbo sia adattato ad aspettare qualcosa di raro come un'eruzione vulcanica, ma la storia della Terra mostra che si può contare sulle eruzioni vulcaniche purché si abbia tempo per aspettarle. Se lasciamo davvero correre la nostra immaginazione, i singoli microbi potrebbero essere adattati ad eventi con periodi ancora più lunghi, come i cicli glaciali, che cambiano ogni circa 30.000 anni. O il lento movimento delle placche tettoniche. Man mano che nuovi fondali marini appaiono sulle dorsali interoceaniche, il fondale esistente viene costantemente spinto lontano dal centro dell'oceano, come una persona che si trova su una pista mobile in un aeroporto. Il fondale marino infine si schianta contro un continente, in una collisione con il movimento più lento di sempre. Alcuni sedimenti e gli esseri endogeotici che vi vivono si riverseranno nella placca sommersa e alla fine schiacceranno temperature e pressioni che distruggeranno qualsiasi forma di vita come la conosciamo. Anche per gli estremofili, essere trascinati giù nel mantello sarebbe certamente un vicolo cieco evolutivo. Tuttavia, alcuni dei sedimenti che si trovano nelle fasi iniziali di subduzione sotto le placche continentali possono tornare attraverso crepe e fessure che si aprono nella placca sovrastante. Durante questa collisione, alcuni sedimenti del fondale marino vengono spinti verso l'alto nei prismi protesici e nelle faglie associate create da terremoti o altre deformazioni delle placche. Il beneficio evolutivo di aspettare milioni di anni nei sedimenti marini profondi sarebbe un ritorno al fondo oceanico superiore, dove il cibo è più nutriente. A quel punto, il microbo trasmetteva i suoi geni alle generazioni future. Come in ogni classica selezione naturale darwiniana, gli individui che possiedono le migliori adattazioni per rimanere dormienti per milioni di anni avrebbero un vantaggio di crescita quando riemergevano, assicurando che tali adattamenti fossero radicati nelle comunità. È la versione estiva degli organismi terrestri a ripartire verso i sedimenti superficiali? Fonte: Livescience/ Ertnews Fri, 20 Feb 2026 17:40:48 +0000 Scienza Milano Cortina 2026 e il capodanno cinese https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34180-milano-cortina-2026-e-il-capodanno-cinese.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34180-milano-cortina-2026-e-il-capodanno-cinese.html Il Capodanno Lunare, che nel 2026 si celebra oggi 17 febbraio e segna l’ingresso nell’Anno del Cavallo di Fuoco, porta a Milano colori, simboli e festeggiamenti che si intrecciano naturalmente con l’atmosfera dei Giochi. Nel quartiere di via Paolo Sarpi, cuore della storica comunità cinese, presente in città da oltre un secolo, le strade si illuminano di lanterne rosse e addobbi tradizionali, mentre ristoranti e botteghe propongono i piatti tipici del Festival di Primavera. Quest’anno, complice la presenza delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, la grande sfilata del Dragone è stata posticipata al 1° marzo, quando piazza Sempione e l’Arco della Pace, a partire dalle 14:00, accoglieranno le scenografiche danze del Leone e del Drago, arti marziali, costumi tradizionali e migliaia di spettatori, in un evento offerto alla città dalle associazioni cinesi con il supporto del Comune di Milano.  La storia di Olivia:  un augurio che attraversa continenti In questo clima di festa e incontro tra culture, abbiamo ricevuto un augurio speciale da Olivia, una giovane studentessa cinese appassionata di sport invernali e dei Giochi di Milano Cortina 2026. Per celebrare il Capodanno Lunare, Olivia, che ci scrive dal distretto di Haidian a Pechino, ha disegnato Tina e Milo sul carattere “福” (Fu), simbolo di felicità e prosperità, unendo la tradizione del Festival di Primavera al suo affetto per le nostre mascotte. Un gesto semplice e bellissimo, nato dall’entusiasmo con cui ha seguito i Giochi dall’altra parte del mondo, e che trova un’eco naturale nella presenza della Casa Olimpica cinese a Milano.  La China House:  un salotto culturale nel cuore dei Giochi La forte vicinanza tra la Cina e i Giochi di Milano Cortina 2026 si riflette nella presenza del Comitato Olimpico Cinese (NOC China), in città dal 04 al 22 febbraio in Villa Clerici con la China House, uno spazio dedicato allo scambio culturale e all’incontro tra comunità, un vero e proprio salotto culturale. Lo spazio rappresenta il cuore pulsante delle iniziative culturali del NOC China durante i Giochi, offrendo mostre dedicate alla tradizione sportiva cinese, percorsi espositivi sui traguardi dello sport moderno in Cina, attività esperienziali che raccontano l’intenso scambio culturale tra Cina e Italia, momenti di immersione nella cultura tradizionale attraverso attività interattive e prove sportive. L’accesso alla China House è su prenotazione.   La partecipazione della comunità cinese ai Giochi La presenza cinese ai Giochi non si esprime solo attraverso le celebrazioni culturali, ma anche attraverso un contributo umano e sportivo di grande rilievo. Sono 1.500 i volontari con cittadinanza cinese parte del programma Team 26, una delle comunità più numerose e attive all’interno del progetto volontari. La delegazione cinese conta 286 membri, di cui 126 atleti e 160 membri dello staff. La squadra partecipa a 7 sport, 15 discipline e 91 eventi, rappresentando la più ampia partecipazione della Cina in un’Olimpiade Invernale ospitata all’estero. In questi giorni, la Cina ha conquistato quattro medaglie, due argenti e due bronzi, arricchendo il medagliere di questa edizione dei Giochi FONDAZIONE MILANO CORTINA 2026 L’obiettivo della Fondazione Milano Cortina 2026, in accordo con il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), il Comitato Paralimpico Internazionale (IPC), il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le Città di Milano e di Cortina d’Ampezzo, la Regione del Veneto e la Regione Lombardia, le Province autonome di Trento e Bolzano, è quello di pianificare, organizzare, finanziare e realizzare i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina nel 2026. Istituita il 9 dicembre 2019, la Fondazione Milano Cortina 2026 è guidata dal Presidente Giovanni Malagò e dal CEO Andrea Varnier. Tue, 17 Feb 2026 17:02:11 +0000 Società e costume Milano Cortina 2026 e il capodanno cinese https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34180-milano-cortina-2026-e-il-capodanno-cinese.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34180-milano-cortina-2026-e-il-capodanno-cinese.html Il Capodanno Lunare, che nel 2026 si celebra oggi 17 febbraio e segna l’ingresso nell’Anno del Cavallo di Fuoco, porta a Milano colori, simboli e festeggiamenti che si intrecciano naturalmente con l’atmosfera dei Giochi. Nel quartiere di via Paolo Sarpi, cuore della storica comunità cinese, presente in città da oltre un secolo, le strade si illuminano di lanterne rosse e addobbi tradizionali, mentre ristoranti e botteghe propongono i piatti tipici del Festival di Primavera. Quest’anno, complice la presenza delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, la grande sfilata del Dragone è stata posticipata al 1° marzo, quando piazza Sempione e l’Arco della Pace, a partire dalle 14:00, accoglieranno le scenografiche danze del Leone e del Drago, arti marziali, costumi tradizionali e migliaia di spettatori, in un evento offerto alla città dalle associazioni cinesi con il supporto del Comune di Milano.  La storia di Olivia:  un augurio che attraversa continenti In questo clima di festa e incontro tra culture, abbiamo ricevuto un augurio speciale da Olivia, una giovane studentessa cinese appassionata di sport invernali e dei Giochi di Milano Cortina 2026. Per celebrare il Capodanno Lunare, Olivia, che ci scrive dal distretto di Haidian a Pechino, ha disegnato Tina e Milo sul carattere “福” (Fu), simbolo di felicità e prosperità, unendo la tradizione del Festival di Primavera al suo affetto per le nostre mascotte. Un gesto semplice e bellissimo, nato dall’entusiasmo con cui ha seguito i Giochi dall’altra parte del mondo, e che trova un’eco naturale nella presenza della Casa Olimpica cinese a Milano.  La China House:  un salotto culturale nel cuore dei Giochi La forte vicinanza tra la Cina e i Giochi di Milano Cortina 2026 si riflette nella presenza del Comitato Olimpico Cinese (NOC China), in città dal 04 al 22 febbraio in Villa Clerici con la China House, uno spazio dedicato allo scambio culturale e all’incontro tra comunità, un vero e proprio salotto culturale. Lo spazio rappresenta il cuore pulsante delle iniziative culturali del NOC China durante i Giochi, offrendo mostre dedicate alla tradizione sportiva cinese, percorsi espositivi sui traguardi dello sport moderno in Cina, attività esperienziali che raccontano l’intenso scambio culturale tra Cina e Italia, momenti di immersione nella cultura tradizionale attraverso attività interattive e prove sportive. L’accesso alla China House è su prenotazione.   La partecipazione della comunità cinese ai Giochi La presenza cinese ai Giochi non si esprime solo attraverso le celebrazioni culturali, ma anche attraverso un contributo umano e sportivo di grande rilievo. Sono 1.500 i volontari con cittadinanza cinese parte del programma Team 26, una delle comunità più numerose e attive all’interno del progetto volontari. La delegazione cinese conta 286 membri, di cui 126 atleti e 160 membri dello staff. La squadra partecipa a 7 sport, 15 discipline e 91 eventi, rappresentando la più ampia partecipazione della Cina in un’Olimpiade Invernale ospitata all’estero. In questi giorni, la Cina ha conquistato quattro medaglie, due argenti e due bronzi, arricchendo il medagliere di questa edizione dei Giochi FONDAZIONE MILANO CORTINA 2026 L’obiettivo della Fondazione Milano Cortina 2026, in accordo con il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), il Comitato Paralimpico Internazionale (IPC), il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le Città di Milano e di Cortina d’Ampezzo, la Regione del Veneto e la Regione Lombardia, le Province autonome di Trento e Bolzano, è quello di pianificare, organizzare, finanziare e realizzare i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina nel 2026. Istituita il 9 dicembre 2019, la Fondazione Milano Cortina 2026 è guidata dal Presidente Giovanni Malagò e dal CEO Andrea Varnier. Tue, 17 Feb 2026 17:02:11 +0000 Società e costume Gustiamo Insieme la vita - la campagna di sensibilizzazione di Donna Donna Aps https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34179-gustiamo-insieme-la-vita-la-campagna-di-sensibilizzazione-di-donna-donna-aps.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34179-gustiamo-insieme-la-vita-la-campagna-di-sensibilizzazione-di-donna-donna-aps.html A Roma, mercoledì 18 febbraio 2026, a partire dalle h 10:00, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati in Via della Missione 4, si terrà la conferenza stampa di presentazione della campagna di sensibilizzazione e del "concorso partecipato" per le scuole di ogni ordine e grado dal titolo “Gustiamo Insieme la Vita”. Promossa da Donna Donna APS. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di conoscere, affrontare e vincere i disturbi alimentari, favorendo un rapporto sano ed equilibrato con cibo, corpo ed emozioni. Il progetto coinvolgerà studenti e docenti in un percorso educativo e culturale volto a promuovere consapevolezza, prevenzione e corretti stili di vita, attraverso attività formative e un concorso "partecipato", dedicato agli studenti di tutta Italia, dove vincono tutti. Del resto, la vera vittoria è partecipare e mettersi in gioco. È parlare di questi temi senza vergogna per scegliere la vita. Alla conferenza stampa interverranno autorevoli rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico, sanitario ed associativo: l’On. Paola Frassinetti, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione e del Merito; l’On. Paolo Trancassini, Questore della Camera dei Deputati; l’On. Girolamo Cangiano, VII Commissione Cultura, Istruzione e Scienze di Montecitorio; l’On. Antonella Sberna, Vice Presidente del Parlamento Europeo; il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio Antonello Aurigemma; il Dott. Alessio Nardini, Direttore Generale al Ministero della Salute, Dipartimento Corretti Stili di Vita e Rapporti con l’Ecosistema; il Presidente di ANCI Lazio e Sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi; Ciro Toma e Virginia Fiore, Dirigenti INPS; il Prof. Mario Rusconi, Presidente Associazione Nazionale Presidi Roma; Mariagrazia Dardanelli, in rappresentanza della Rete Nazionale Licei Artistici; Marinella Di Stasi, Presidente SIRIDAP; Patrizia Todisco, Presidente SISDCA; Alfredo D’Antimi, Presidente Associazione Nazionale Città dell’Olio Lazio; Adriana Aniceto e Anna Pina Guglielmi, docenti dell’Istituto Pantaleone Buonarroti di Frascati. Saranno, inoltre, presenti gli studenti dell’Istituto, Tiziana Volpes, Presidente Onoraria Donna Donna Aps e la Chef Vitalia Scano. A moderare l’incontro sarà Nadia Accetti, Fondatrice dell’ Associazione Donna Donna APS, vittima di violenza e testimone della malattia che ha fatto della sensibilizzazione dei giovani verso questi temi la sua mission da oltre quindici anni. “Gustiamo Insieme la Vita - dichiara Nadia Accetti - si propone come un percorso multidisciplinare che unisce scuola, istituzioni, professionisti della salute e realtà associative, con l'obiettivo di contrastare i disturbi alimentari, fenomeno in crescente diffusione tra i giovani. Attraverso il coinvolgimento diretto degli studenti, infatti, la campagna mira a promuovere la cultura del benessere, partendo dal cuore e dalla sfera emozionale. Un ringraziamento speciale va a ANCOS, ASSOGIOCATTOLI, ANIR, CREA, ARSIAL e MAESTRI DEL LAVORO per il supporto, unitamente a tutti coloro che ogni anno permettono a questo piccolo miracolo d'amore di crescere e diffondersi sempre più tra le giovani generazioni”. Tue, 17 Feb 2026 09:02:09 +0000 Roma La Settimana Santa di Valladolid https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34178-la-settimana-santa-di-valladolid.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34178-la-settimana-santa-di-valladolid.html Il centro multimediale interattivo di Piazza di Spagna a Roma ha accolto una delegazione di turismo di Valladolid, in occasione della presentazione della Settimana Santa, dichiarata festa d’interesse turistico internazionale. La Settimana Santa di Valladolid, una delle celebrazioni religiose e culturali più importanti della Spagna, è stata la prima a essere dichiarata di Interesse Turistico Internazionale nel 1980. È composta da un insieme di atti liturgici popolari, celebrati nelle strade e nelle piazze, che permettono al visitatore di sperimentare la profonda religiosità di radice castigliana, austera e solenne, nel contesto unico del centro storico della capitale castigliana. 20 confraternite – associazioni popolari di uomini e donne di ogni età e condizione sociale, con circa 25.000 membri – sfileranno per la città accompagnando i carri processionali, che a Valladolid raggiungono la considerazione di autentico “Museo a Cielo Aperto” grazie alle sculture realizzate dai più grandi scultori castigliani, la maggior parte intagliate nel XVI-XVII secolo, da Gregorio Fernández a Juan de Juni. All’evento erano presenti il Sindaco di Valladolid e Senatore, D. Jesús Julio Carnero, il Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, D. Luis Argüello, il Presidente della Deputazione Provinciale di Valladolid, D. Conrado Íscar, e il Presidente della Junta de Cofradías della Settimana Santa di Valladolid, D. Miguel Vegas, il Direttore di Turismo di Valladolid D. Juan Manuel Guimerans così come Il Direttore del’ufficio Spagnolo del Turismo, D. Gonzalo Ceballos. Oltre alle solenni processioni, il cui culmine si raggiunge il Venerdì Santo nella cosiddetta “Processione Generale”, con un percorso completo di oltre cinque ore, la Settimana Santa di Valladolid offre al visitatore un’atmosfera vibrante, arricchita non solo da eventi di carattere religioso, come il Sermone delle Sette Parole nella centrale Plaza Mayor, ma anche da un’ampia proposta di visite guidate ed esposizioni. Il viaggiatore interessato a conoscere Valladolid in occasione della Settimana Santa avrà inoltre l’opportunità di godere anche della ricca gastronomia dei suoi bar e ristoranti, incluse le rinomate “tapas”, promosse durante tutto l’anno in vista dei Concorsi Nazionale e Mondiale che si tengono in città da anni; e, naturalmente, degli eccellenti vini di denominazioni di primo livello come Ribera del Duero, Rueda, Toro o Cigales, considerati tra i più prestigiosi di Spagna. La Spagna è uno dei principali riferimenti della Cristianità, con tre delle cinque Città Sante della cristianità: Santiago de Compostela, Santo Toribio de Liébana e Caravaca de la Cruz e come ha sottolineato Gonzalo Ceballos: “ Uno dei modi più autentici per scoprire la Spagna è attraverso le sue celebrazioni religiose, soprattutto la Settimana Santa, vissuta con grande intensità e partecipazione popolare. Questo tipo di esperienze sono al centro della nuova campagna internazionale Think you know Spain? Thinkagain, che mira alla promozione del turismo slow in destinazioni meno note. In Spagna ci sono 43 manifestiazioni religiose dichiarate d’interesse turistico internazionale, delle quali 20 corrispondono a Settimane Sante, a testimonianza del loro straordinario valore culturale, storico e spirituale”.   Tue, 17 Feb 2026 08:59:00 +0000 Società e costume La Settimana Santa di Valladolid https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34178-la-settimana-santa-di-valladolid.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34178-la-settimana-santa-di-valladolid.html Il centro multimediale interattivo di Piazza di Spagna a Roma ha accolto una delegazione di turismo di Valladolid, in occasione della presentazione della Settimana Santa, dichiarata festa d’interesse turistico internazionale. La Settimana Santa di Valladolid, una delle celebrazioni religiose e culturali più importanti della Spagna, è stata la prima a essere dichiarata di Interesse Turistico Internazionale nel 1980. È composta da un insieme di atti liturgici popolari, celebrati nelle strade e nelle piazze, che permettono al visitatore di sperimentare la profonda religiosità di radice castigliana, austera e solenne, nel contesto unico del centro storico della capitale castigliana. 20 confraternite – associazioni popolari di uomini e donne di ogni età e condizione sociale, con circa 25.000 membri – sfileranno per la città accompagnando i carri processionali, che a Valladolid raggiungono la considerazione di autentico “Museo a Cielo Aperto” grazie alle sculture realizzate dai più grandi scultori castigliani, la maggior parte intagliate nel XVI-XVII secolo, da Gregorio Fernández a Juan de Juni. All’evento erano presenti il Sindaco di Valladolid e Senatore, D. Jesús Julio Carnero, il Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, D. Luis Argüello, il Presidente della Deputazione Provinciale di Valladolid, D. Conrado Íscar, e il Presidente della Junta de Cofradías della Settimana Santa di Valladolid, D. Miguel Vegas, il Direttore di Turismo di Valladolid D. Juan Manuel Guimerans così come Il Direttore del’ufficio Spagnolo del Turismo, D. Gonzalo Ceballos. Oltre alle solenni processioni, il cui culmine si raggiunge il Venerdì Santo nella cosiddetta “Processione Generale”, con un percorso completo di oltre cinque ore, la Settimana Santa di Valladolid offre al visitatore un’atmosfera vibrante, arricchita non solo da eventi di carattere religioso, come il Sermone delle Sette Parole nella centrale Plaza Mayor, ma anche da un’ampia proposta di visite guidate ed esposizioni. Il viaggiatore interessato a conoscere Valladolid in occasione della Settimana Santa avrà inoltre l’opportunità di godere anche della ricca gastronomia dei suoi bar e ristoranti, incluse le rinomate “tapas”, promosse durante tutto l’anno in vista dei Concorsi Nazionale e Mondiale che si tengono in città da anni; e, naturalmente, degli eccellenti vini di denominazioni di primo livello come Ribera del Duero, Rueda, Toro o Cigales, considerati tra i più prestigiosi di Spagna. La Spagna è uno dei principali riferimenti della Cristianità, con tre delle cinque Città Sante della cristianità: Santiago de Compostela, Santo Toribio de Liébana e Caravaca de la Cruz e come ha sottolineato Gonzalo Ceballos: “ Uno dei modi più autentici per scoprire la Spagna è attraverso le sue celebrazioni religiose, soprattutto la Settimana Santa, vissuta con grande intensità e partecipazione popolare. Questo tipo di esperienze sono al centro della nuova campagna internazionale Think you know Spain? Thinkagain, che mira alla promozione del turismo slow in destinazioni meno note. In Spagna ci sono 43 manifestiazioni religiose dichiarate d’interesse turistico internazionale, delle quali 20 corrispondono a Settimane Sante, a testimonianza del loro straordinario valore culturale, storico e spirituale”.   Tue, 17 Feb 2026 08:59:00 +0000 Società e costume In estate ritorna il Festval Florio 2026 https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/34175-in-estate-ritorna-il-festval-florio-2026.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/34175-in-estate-ritorna-il-festval-florio-2026.html Dopo anni di silenzio e un’anteprima autunnale carica di emozione, il Festival Florio torna finalmente nella sua veste estiva, nella terra che lo ha visto nascere e crescere. Dal 28 giugno al 5 luglio 2026, l’isola di Favignana sarà ancora una volta il cuore pulsante di una rassegna culturale trasversale e di qualità. Un ritorno fortemente voluto, condiviso e costruito con passione da tutta la comunità delle Egadi e dai suoi protagonisti: dal Comune di Favignana all’Associazione Kymbala, passando per artisti, partner istituzionali e privati, e un’intera rete di volontari. Festival Florio 2026 è una promessa mantenuta. È l’eco di un progetto culturale che non si è mai del tutto spento, ma che oggi rinasce con rinnovata energia, come a voler “riannodare i fili” del racconto interrotto, per ritessere il dialogo tra le isole e il mondo. Un dialogo che ha radici lontane e sguardo aperto sull’Europa, grazie anche al lavoro del direttore artistico Giuseppe Scorzelli, che vive e lavora tra la Germania e l’Italia, portando avanti un’intensa attività di promozione del Festival anche nei circuiti internazionali del turismo e della cultura. «Il ritorno del Festival Florio rappresenta un segnale fortissimo di rinascita per la nostra comunità – dichiara il Sindaco di Favignana, Giuseppe Pagoto –. Dopo anni difficili, riportare sull’isola un evento culturale di questa portata significa molto più che riempire un cartellone: vuol dire restituire alle Egadi una voce nel panorama artistico nazionale, offrendo opportunità concrete di sviluppo sostenibile. Il Festival non è solo un appuntamento: è un bene comune, un brand identitario, un progetto che appartiene a tutti noi. E in questa edizione vogliamo tornare a farlo sentire vivo, vicino, accessibile, radicato nel territorio e capace di guardare lontano.». È anche attraverso la cultura, infatti, che le isole Egadi possono ripensare la propria posizione nel Mediterraneo, promuovendo una destagionalizzazione turistica intelligente, fondata sull’esperienza, sulla narrazione e sulla qualità. In quest’ottica, l’intenso lavoro di internazionalizzazione condotto da Giuseppe Scorzelli – in sinergia con enti, festival e reti culturali europee – ha già portato risultati concreti: dalla partecipazione alla BIT di Milano e all’ITB di Berlino, al dialogo avviato con Ryan Air per il potenziamento dei collegamenti diretti dalla Germania a Trapani, passando per il prestigioso riconoscimento dell’EFFE Label, che ogni anno premia i migliori festival europei.  «Questa edizione del Festival Florio nasce come ponte verso il futuro – spiega Giuseppe Scorzelli –. Dopo lo stop forzato, ripartiamo con un cartellone agile, ma denso di contenuti e significati. Volevamo creare un fil rouge che legasse parola e musica, racconto e riflessione, memoria e attualità. Il tema che attraversa tutta la programmazione è quello dell’eredità: artistica, umana, culturale. Lo vedremo nei grandi omaggi teatrali, nei concerti, negli incontri. E lo respireremo nel luogo simbolo del Festival, gli ex Stabilimenti Florio: una cattedrale di pietra che continua a raccontarci storie, a chiederci futuro.». A dare l’avvio al Festival sarà un evento di grande valore simbolico: la consegna del Premio Favignana per il Teatro a Leo Gullotta, domenica 28 giugno. Un riconoscimento che celebra non solo una carriera straordinaria, ma anche un modo di abitare la scena e la vita con profondità, ironia e coerenza. Gullotta sarà protagonista di un incontro pubblico e della cerimonia di premiazione nella storica sede degli ex Stabilimenti Florio, alla presenza delle autorità isolane. Il giorno successivo, spazio a un sentito omaggio a Gigi Proietti, con lo spettacolo Insegnamenti e chiacchiere, portato in scena dalla figlia, Carlotta Proietti, insieme a Claudio Pallottini. Un viaggio teatrale, musicale e affettivo nel mondo del grande maestro romano, tra ricordi, aneddoti e preziose eredità artistiche. Il programma prosegue martedì 30 giugno con una giornata interamente dedicata al pianista e compositore Enrico Pieranunzi, che racconterà e interpreterà due giganti della musica: Bill Evans, al quale ha dedicato il suo più recente libro, oggetto dell’appuntamento pomeridiano, ed Ennio Morricone, in onore del quale è improntato il suo concerto serale, Pieranunzi plays Morricone. Si conferma la tradizionale collaborazione con il Conservatorio di Musica "Antonio Scontrino" di Trapani che il 1° luglio porterà ad esibirsi in concerto a Favignana i migliori studenti dell’anno. Il tour delle Egadi proseguirà successivamente anche a Levanzo e Marettimo. Il 2 luglio sarà invece il giorno dell’intimità familiare e del ricordo, con due incontri che intrecciano arte e memoria: nel pomeriggio, la storica Maria Procino ci guiderà tra le lettere inedite di Eduardo e Luca De Filippo, mentre la sera sarà Marco Morricone, figlio del Maestro, a raccontare il padre Ennio come uomo e genio, in un dialogo carico di emozione. Grande attesa anche per il concerto di Raphaela Gromes e Julian Riem (venerdì 3 luglio), due tra i più affermati interpreti della musica classica europea. Il loro programma, ispirato anche al progetto Fortissima! dedicato dalla Gromes alle compositrici dimenticate, sarà una dichiarazione d’amore per l’arte e per la bellezza, che si estende anche alle masterclass aperte al pubblico. Sabato 4 luglio il Festival si aprirà alla riflessione storica e spirituale con l’incontro condotto da Mario Prignano, che analizzerà la figura di San Francesco e il Papato nell’Italia del Duecento. In serata, spazio alla scienza e alla narrazione teatrale con Cacciatori di comete, una performance inedita che vedrà protagonisti Paolo Ferri e Amedeo Feniello, accompagnati dalla chitarra di Carlo Mascilli Migliorini, per un racconto tra cosmologia, storia e poesia. A chiudere questa intensa settimana sarà, domenica 5 luglio, il pianista e compositore Giovanni Allevi con il suo nuovo progetto Armonie Invisibili: una performance che si annuncia come esperienza immersiva e sensoriale, dove la musica si fa parola, riflessione, guarigione. Un finale evocativo per un’edizione che vuole lasciare il segno. Durante il Festival sono previsti anche laboratori, incontri, degustazioni di vini e masterclass musicali tenute dagli stessi artisti ospiti, tra cui Giovanni Baglioni (chitarra acustica) e Raphaela Gromes (violoncello), in una commistione virtuosa tra alta formazione, tradizione locale e dialogo internazionale. Alcuni eventi saranno a pagamento, ma la gran parte delle iniziative sarà a ingresso gratuito, per favorire la partecipazione più ampia e trasversale possibile. Festival Florio è promosso dall’Associazione Kymbala con il Comune di Favignana, e si avvale della collaborazione del Conservatorio di Trapani, della MEMA Mediterranean Music Association, dell’Associazione Cucina Siciliana, di Camparia e di numerosi sponsor e partner, tra cui Cantine Florio e Mare Puro.   Uff. st.:  E.Castiglioni Wed, 11 Feb 2026 16:49:05 +0000 Trapani Nordés Gin approda da
“Rosemary Terra e Sapori” https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34162-nordes-gin-approda-da-rosemary-terra-e-sapori.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34162-nordes-gin-approda-da-rosemary-terra-e-sapori.html Da Milano a Roma, il format firmato Nordés Gin approda da
“Rosemary Terra e Sapori”
per un nuovo dialogo gastronomico tra Galizia e Italia. Dopo il successo della prima edizione milanese, il brand Premium Nordés sceglie Roma come nuova tappa del suo format culinario collaborativo Fuera de Carta. A ospitare il progetto quest’anno è Rosemary Terra e Sapori, realtà romana che incarna una visione autentica di cucina sostenibile, locale e consapevole.   Fuera de Carta nasce come un “Menù Collaborativo”pensato per mettere in connessione il profilo aromatico unico di Nordés gin con una reinterpretazione contemporanea delle tradizioni gastronomiche locali. Un progetto concepito con una visione di lungo periodo, che punta a crescere ed evolversi nel tempo, estendendosi progressivamente ad altre città italiane e dando vita a un vero e proprio viaggio tra esperienze culinarie radicate nell’identità dei territori. A Roma, questo incontro prende forma attraverso una cucina che valorizza le materie prime del Lazio, provenienti da piccoli e medi produttori locali e selezionate con grande attenzione alla qualità, alla stagionalità e alla sostenibilità delle filiere.   “Con Fuera de Carta proseguiamo un percorso che racconta la versatilità di Nordés gin non solo nella mixology, ma anche nella gastromixology”, commenta Julio Miyares Armendariz, Global Marketing Director of Gins di Osborne. “Dopo l’esperienza positiva di Milano, siamo orgogliosi di portare questo format a Roma, con l’ambizione di costruire un progetto capace di svilupparsi nel tempo e raggiungere altre città italiane, ciascuna interpretata attraverso la propria cultura gastronomica. Collaborare con una realtà come Rosemary, che condivide i nostri valori di rispetto per la terra, attenzione all’origine delle materie prime e capacità di trasformare l’ordinario in un’esperienza straordinaria, riflette perfettamente la filosofia Maxia Pura di Nordés”.   Rosemary Terra e Sapori è molto più di un ristorante: è un progetto che mette al centro il territorio, i produttori e l’ambiente. La sua cucina si fonda su ingredienti di alta qualità, preferibilmente biologici, provenienti da filiere etiche e sostenibili. In collaborazione con Legambiente, Rosemary promuove attivamente la tutela e la salvaguardia dell’ambiente, trasformando ogni scelta gastronomica in un atto di responsabilità.   All’interno della collaborazione Fuera de Carta, il carattere fresco, equilibrato e aromatico di Nordés gin dialoga con i sapori autentici della tradizione romana, appositamente reinterpretati per l’occasione. A completare il viaggio sensoriale è l’inconfondibile distillazione da uve albariño, varietà simbolo della Galizia, che rende Nordés un gin davvero unico: floreale, avvolgente, con delicate sfumature marine. Un profilo che lo rende ideale non solo per la mixology, ma anche per l’abbinamento gastronomico, dando vita a piatti e cocktail originali creati appositamente per il format sotto l’attenta guida di Francesco Pavone, chef formatosi in rinomati ristoranti stellati italiani e oggi partner di Rosemary. Ogni sabato, fino alla fine di marzo, cittadini e visitatori della Città Eterna potranno degustare il piatto originale Nordés, disponibile come proposta “fuori menù” da Rosemary Terra e Sapori (Via Modena 15, Roma) insieme a due drink unici. Accanto al piatto ideato da Rosemary, l’edizione romana di Fuera de Carta si arricchisce infatti anche di un’esperienza cocktail dedicata, curata da Timoty Kitchen and Drinks, realtà dinamica della scena mixology capitolina. Due le creazioni esclusive: un cocktail originale a base di Nordés gin, che ne esprime la freschezza atlantica e la profondità aromatica, e un mocktail analcolico a base di Nordés 0,0, pensato per offrire la stessa eleganza, struttura e complessità botanica di un cocktail classico, rispondendo al contempo alla crescente domanda di esperienze premium alcohol-free. Nordés 0,0 è l’espressione zero alcol del brand, creata per preservare fedelmente l’identità sensoriale distintiva del gin. Sviluppato attraverso un processo dedicato di dealcolizzazione, Nordés 0,0 mantiene la freschezza e la complessità delle botaniche originali — tra cui alloro, salvia, verbena odorosa e delicate note balsamiche — offrendo un’alternativa equilibrata, raffinata e contemporanea, pensata per un consumo consapevole e inclusivo, senza rinunciare a gusto e carattere. Il mocktailvalorizza il profilo distintivo di Nordés 0,0 — floreale, fresco e delicatamente balsamico — dimostrando come la variante analcolica del brand possa essere protagonista a pieno titolo nella mixology contemporanea. Nordés, il brand premium più venduto in Spagna con quote di mercato in forte crescita in Italia, rinnova così il proprio impegno verso una cultura del gusto che unisce condivisione, sostenibilità e qualità, trasformando l’incontro tra Spagna e Italia in un’esperienza autentica e profondamente contemporanea.   Su Nordés Gin Il marchio Nordés appartiene al gruppo Osborne, la seconda azienda più antica di Spagna (fondata nel 1772), con oltre 250 anni di storia e una missione chiara: diventare l’ambasciatrice dei prodotti dell’alta gastronomia in tutto il mondo. Il suo gin, creato nel 2012, nasce come un omaggio alla propria terra, come suggerisce il nome stesso: Nordés, il vento galiziano che annuncia l’arrivo del bel tempo. Originario del comune di Vedra, vicino a Santiago de Compostela, questo gin riflette in ogni sua sfumatura l’essenza dell’Atlantico, l’oceano che gli ha dato i natali. Una delle sue caratteristiche più particolari è la base alcolica d’uva Albariño, che gli conferisce un carattere fresco e morbido. A questa si aggiungono sei botaniche selvatiche di tradizione galiziana e cinque botaniche d’oltremare, ognuna macerata separatamente per estrarne le essenze nella misura perfetta, al fine di ottenere un aroma equilibrato e un gusto unico e distintivo. Grazie al suo carattere innovativo e distintivo, Nordés ha ricevuto numerosi premi internazionali, affermandosi come uno dei gin più riconosciuti a livello mondiale. Tra i riconoscimenti più recenti spiccano quelli del 2025, anno in cui è stato premiato come “Best Spanish Spirit” e “Gold Medal” ai prestigiosi USA Spirits Ratings, oltre a essere stato eletto per il quinto anno consecutivo come Miglior Gin dall’Associazione Spagnola di Giornalisti e Scrittori del Vino (AEPEV). Nel 2024 ha ottenuto la Medaglia d’Oro al Concours International de Lyon. Inoltre, nel 2023 ha ricevuto la Double Gold Medal ai China Wine & Spirits Awards, la Gold Medal del Beverage Taste Institute USA e il titolo di Gin of the Year a Londra. In pochi anni, Nordés si è affermato come il gin gastronomico per eccellenza, capace di nobilitare la quotidianità grazie al suo sapore autentico e al suo carattere unico. Oggi è il gin premium più venduta in Spagna ed è presente in oltre 50 paesi nei cinque continenti. Nordés è passato dall’essere un brand monoprodotto a un brand che esplora diverse categorie, abbracciando le tendenze emergenti. Ha ampliato il proprio portafoglio con innovazioni come Nordés 0,0, la prima alternativa analcolica ispirata a un gin premium nel mercato spagnolo, che mantiene il carattere fresco, aromatico e atlantico dell’originale. Inoltre, ha lanciato Nordés Vermouth Blanco e Nordés Vermouth Rojo, elaborati con botaniche di tradizione galiziana e acquavite d’uva, che donano un gusto morbido e vinoso, ideale per l’aperitivo e nuove esperienze di consumo. Come parte della sua proposta, Nordés dispone di un proprio spazio aperto al pubblico: Casa Nordés, un’esperienza immersiva, sensoriale e divulgativa situata a Vedra, dove è possibile scoprire l’origine e il processo di distillazione e macerazione di questa gin, nel cuore della natura galiziana. Un brand che è pura magia, capace di sorprendere per il suo sapore, le sue origini e la sua iconica bottiglia. Mon, 02 Feb 2026 16:56:44 +0000 Società e costume Nordés Gin approda da
“Rosemary Terra e Sapori” https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34162-nordes-gin-approda-da-rosemary-terra-e-sapori.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34162-nordes-gin-approda-da-rosemary-terra-e-sapori.html Da Milano a Roma, il format firmato Nordés Gin approda da
“Rosemary Terra e Sapori”
per un nuovo dialogo gastronomico tra Galizia e Italia. Dopo il successo della prima edizione milanese, il brand Premium Nordés sceglie Roma come nuova tappa del suo format culinario collaborativo Fuera de Carta. A ospitare il progetto quest’anno è Rosemary Terra e Sapori, realtà romana che incarna una visione autentica di cucina sostenibile, locale e consapevole.   Fuera de Carta nasce come un “Menù Collaborativo”pensato per mettere in connessione il profilo aromatico unico di Nordés gin con una reinterpretazione contemporanea delle tradizioni gastronomiche locali. Un progetto concepito con una visione di lungo periodo, che punta a crescere ed evolversi nel tempo, estendendosi progressivamente ad altre città italiane e dando vita a un vero e proprio viaggio tra esperienze culinarie radicate nell’identità dei territori. A Roma, questo incontro prende forma attraverso una cucina che valorizza le materie prime del Lazio, provenienti da piccoli e medi produttori locali e selezionate con grande attenzione alla qualità, alla stagionalità e alla sostenibilità delle filiere.   “Con Fuera de Carta proseguiamo un percorso che racconta la versatilità di Nordés gin non solo nella mixology, ma anche nella gastromixology”, commenta Julio Miyares Armendariz, Global Marketing Director of Gins di Osborne. “Dopo l’esperienza positiva di Milano, siamo orgogliosi di portare questo format a Roma, con l’ambizione di costruire un progetto capace di svilupparsi nel tempo e raggiungere altre città italiane, ciascuna interpretata attraverso la propria cultura gastronomica. Collaborare con una realtà come Rosemary, che condivide i nostri valori di rispetto per la terra, attenzione all’origine delle materie prime e capacità di trasformare l’ordinario in un’esperienza straordinaria, riflette perfettamente la filosofia Maxia Pura di Nordés”.   Rosemary Terra e Sapori è molto più di un ristorante: è un progetto che mette al centro il territorio, i produttori e l’ambiente. La sua cucina si fonda su ingredienti di alta qualità, preferibilmente biologici, provenienti da filiere etiche e sostenibili. In collaborazione con Legambiente, Rosemary promuove attivamente la tutela e la salvaguardia dell’ambiente, trasformando ogni scelta gastronomica in un atto di responsabilità.   All’interno della collaborazione Fuera de Carta, il carattere fresco, equilibrato e aromatico di Nordés gin dialoga con i sapori autentici della tradizione romana, appositamente reinterpretati per l’occasione. A completare il viaggio sensoriale è l’inconfondibile distillazione da uve albariño, varietà simbolo della Galizia, che rende Nordés un gin davvero unico: floreale, avvolgente, con delicate sfumature marine. Un profilo che lo rende ideale non solo per la mixology, ma anche per l’abbinamento gastronomico, dando vita a piatti e cocktail originali creati appositamente per il format sotto l’attenta guida di Francesco Pavone, chef formatosi in rinomati ristoranti stellati italiani e oggi partner di Rosemary. Ogni sabato, fino alla fine di marzo, cittadini e visitatori della Città Eterna potranno degustare il piatto originale Nordés, disponibile come proposta “fuori menù” da Rosemary Terra e Sapori (Via Modena 15, Roma) insieme a due drink unici. Accanto al piatto ideato da Rosemary, l’edizione romana di Fuera de Carta si arricchisce infatti anche di un’esperienza cocktail dedicata, curata da Timoty Kitchen and Drinks, realtà dinamica della scena mixology capitolina. Due le creazioni esclusive: un cocktail originale a base di Nordés gin, che ne esprime la freschezza atlantica e la profondità aromatica, e un mocktail analcolico a base di Nordés 0,0, pensato per offrire la stessa eleganza, struttura e complessità botanica di un cocktail classico, rispondendo al contempo alla crescente domanda di esperienze premium alcohol-free. Nordés 0,0 è l’espressione zero alcol del brand, creata per preservare fedelmente l’identità sensoriale distintiva del gin. Sviluppato attraverso un processo dedicato di dealcolizzazione, Nordés 0,0 mantiene la freschezza e la complessità delle botaniche originali — tra cui alloro, salvia, verbena odorosa e delicate note balsamiche — offrendo un’alternativa equilibrata, raffinata e contemporanea, pensata per un consumo consapevole e inclusivo, senza rinunciare a gusto e carattere. Il mocktailvalorizza il profilo distintivo di Nordés 0,0 — floreale, fresco e delicatamente balsamico — dimostrando come la variante analcolica del brand possa essere protagonista a pieno titolo nella mixology contemporanea. Nordés, il brand premium più venduto in Spagna con quote di mercato in forte crescita in Italia, rinnova così il proprio impegno verso una cultura del gusto che unisce condivisione, sostenibilità e qualità, trasformando l’incontro tra Spagna e Italia in un’esperienza autentica e profondamente contemporanea.   Su Nordés Gin Il marchio Nordés appartiene al gruppo Osborne, la seconda azienda più antica di Spagna (fondata nel 1772), con oltre 250 anni di storia e una missione chiara: diventare l’ambasciatrice dei prodotti dell’alta gastronomia in tutto il mondo. Il suo gin, creato nel 2012, nasce come un omaggio alla propria terra, come suggerisce il nome stesso: Nordés, il vento galiziano che annuncia l’arrivo del bel tempo. Originario del comune di Vedra, vicino a Santiago de Compostela, questo gin riflette in ogni sua sfumatura l’essenza dell’Atlantico, l’oceano che gli ha dato i natali. Una delle sue caratteristiche più particolari è la base alcolica d’uva Albariño, che gli conferisce un carattere fresco e morbido. A questa si aggiungono sei botaniche selvatiche di tradizione galiziana e cinque botaniche d’oltremare, ognuna macerata separatamente per estrarne le essenze nella misura perfetta, al fine di ottenere un aroma equilibrato e un gusto unico e distintivo. Grazie al suo carattere innovativo e distintivo, Nordés ha ricevuto numerosi premi internazionali, affermandosi come uno dei gin più riconosciuti a livello mondiale. Tra i riconoscimenti più recenti spiccano quelli del 2025, anno in cui è stato premiato come “Best Spanish Spirit” e “Gold Medal” ai prestigiosi USA Spirits Ratings, oltre a essere stato eletto per il quinto anno consecutivo come Miglior Gin dall’Associazione Spagnola di Giornalisti e Scrittori del Vino (AEPEV). Nel 2024 ha ottenuto la Medaglia d’Oro al Concours International de Lyon. Inoltre, nel 2023 ha ricevuto la Double Gold Medal ai China Wine & Spirits Awards, la Gold Medal del Beverage Taste Institute USA e il titolo di Gin of the Year a Londra. In pochi anni, Nordés si è affermato come il gin gastronomico per eccellenza, capace di nobilitare la quotidianità grazie al suo sapore autentico e al suo carattere unico. Oggi è il gin premium più venduta in Spagna ed è presente in oltre 50 paesi nei cinque continenti. Nordés è passato dall’essere un brand monoprodotto a un brand che esplora diverse categorie, abbracciando le tendenze emergenti. Ha ampliato il proprio portafoglio con innovazioni come Nordés 0,0, la prima alternativa analcolica ispirata a un gin premium nel mercato spagnolo, che mantiene il carattere fresco, aromatico e atlantico dell’originale. Inoltre, ha lanciato Nordés Vermouth Blanco e Nordés Vermouth Rojo, elaborati con botaniche di tradizione galiziana e acquavite d’uva, che donano un gusto morbido e vinoso, ideale per l’aperitivo e nuove esperienze di consumo. Come parte della sua proposta, Nordés dispone di un proprio spazio aperto al pubblico: Casa Nordés, un’esperienza immersiva, sensoriale e divulgativa situata a Vedra, dove è possibile scoprire l’origine e il processo di distillazione e macerazione di questa gin, nel cuore della natura galiziana. Un brand che è pura magia, capace di sorprendere per il suo sapore, le sue origini e la sua iconica bottiglia. Mon, 02 Feb 2026 16:56:44 +0000 Società e costume Milano Cortina 2026: chi sono i portabandiera https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34161-milano-cortina-2026-chi-sono-i-portabandiera.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34161-milano-cortina-2026-chi-sono-i-portabandiera.html Sono stati annunciati oggi i portabandiera che accompagneranno la Bandiera Olimpica durante la Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Dieci personalità di rilievo internazionale, scelte dal Comitato Olimpico Internazionale e da Fondazione Milano Cortina 2026: atlete e atleti, ma anche persone che per il valore delle loro storie umane e professionali incarnano i principi di pace, unità e solidarietà che ispirano il Movimento Olimpico. Cinque cerchi olimpici intrecciati su sfondo bianco, che rappresentano l’unione dei cinque continenti e l’incontro tra atlete e atleti di tutto il mondo presenti ai Giochi: la Bandiera Olimpica è un emblema senza tempo, capace ancora oggi di parlare al presente e ricordarci la forza dello sport come strumento di dialogo e progresso per l’umanità. Ogni edizione dei Giochi Olimpici ha l’ambizione di lasciare un segno che vada oltre la competizione sportiva. I portabandiera scelti per Milano Cortina 2026 rappresentano questa visione, attraverso percorsi di vita segnati da impegno civile, resilienza, inclusione e responsabilità globale, in grado di ispirare gli spettatori di ogni parte del pianeta. In linea con lo spirito dei Giochi Olimpici Invernali diffusi, la Bandiera Olimpica sfilerà in due luoghi simbolici delle Cerimonie di Apertura: al San Siro Olympic Stadium di Milano, accompagnata da otto portabandiera, e a Cortina, con due portabandiera.Ecco i nomi di coloro che avranno l’onore di portare la bandiera Olimpica a Milano: Tadatoshi Akiba (Giappone) è stato sindaco di Hiroshima dal 1999 al 2011. Nel corso della sua carriera politica si è distinto per il suo impegno globale a favore del disarmo nucleare. È stato inoltre un membro attivo dei Mayors for Peace, organizzazione internazionale dedicata alla promozione della pace. Rebeca Andrade (Brasile) è l’atleta Olimpica più premiata nella storia del suo Paese. Dopo aver superato numerosi e gravi infortuni che più volte l’hanno spinta a pensare al ritiro, è diventata un potente simbolo di perseveranza e resilienza. Ha partecipato a tre Olimpiadi (Rio 2016, Tokyo 2020, Parigi 2024), ha vinto la medaglia d’oro in due edizioni dei Giochi, Tokyo 2020 (volteggio) e Parigi 2024 (corpo libero) oltre ad aver ricevuto il Laureus World Comeback of the Year Award nel 2025. Sostiene attivamente le cause legate ai diritti delle donne, alla sostenibilità e all’educazione, ed è stata ambasciatrice dell’IOC e del programma One Win Leads to Another, organizzato dall’Ente delle Nazioni Unite per l'uguaglianza di genere e l'empowerment femminile, in Brasile. Maryam Bukar Hassan (Nigeria) è stata nominata UN Global Peace Advocate nel luglio 2025. Artista e poetessa di fama internazionale, è profondamente impegnata nella promozione della parità di genere, dell’empowerment giovanile e nella costruzione di una pace più inclusiva e duratura. Nicolò Govoni (Italia) è uno scrittore e attivista, candidato al Premio Nobel per la Pace nel 2020 e nel 2023 per il suo impegno nella protezione dei minori rifugiati. È CEO e Presidente di Still I Rise, organizzazione umanitaria dedicata a contrastare la crisi globale dell’educazione. Filippo Grandi (Italia) è stato Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati dal 2016 al 2025. Forte di decenni di esperienza umanitaria in Africa, Medio Oriente e Asia, ha guidato gli sforzi globali dell’UNHCR per proteggere le persone costrette a fuggire da conflitti e persecuzioni. È Vicepresidente della Olympic Refuge Foundation ed è stato insignito dell’Olympic Laurel ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, riconoscimento che premia figure di spicco per i loro contributi in ambito educativo, culturale, sociale e di promozione della pace attraverso lo sport. Eliud Kipchoge (Kenya) è considerato uno dei più grandi maratoneti di sempre. Ha partecipato cinque volte ai Giochi (Atene 2004, Pechino 2008, Rio 2016, Tokyo 2020, Parigi 2024), è due volte Campione Olimpico di maratona (Rio 2016 e Tokyo 2020). Nel 2019 ha superato i limiti del potenziale umano correndo una maratona in meno di due ore (1:59:40) a Vienna, diventando un simbolo globale di eccellenza, disciplina e perseveranza. È inoltre Ambasciatore di Buona Volontà UNESCO per Sport, Integrità e Valori. Cindy Ngamba è un’atleta del Refugee Olympic Team. Costretta a fuggire nel Regno Unito all’età di 11 anni, ha inizialmente praticato il calcio prima di scoprire nel pugilato la sua vera passione. Ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 ha fatto la storia diventando la prima atleta del Refugee Olympic Team a conquistare una medaglia Olimpica (bronzo). Pita Taufatofua (Tonga) è stato il primo atleta tongano ad aver rappresentato il proprio Paese sia ai Giochi Olimpici Estivi (taekwondo a Rio 2016 e Tokyo 2020) sia ai Giochi Olimpici Invernali (sci di fondo a PyeongChang 2018). Oltre alle sue partecipazioni Olimpiche, è ampiamente riconosciuto per i suoi sforzi umanitari nel soccorso in situazioni di calamità e negli ambiti dell’empowerment giovanile, dell’educazione e della resilienza climatica nel Pacifico. Il suo impegno gli è valso la nomina a UNICEF Pacific Ambassador, ruolo in cui sostiene i diritti, l’educazione e la salute dei bambini.A portare la bandiera Olimpica a Cortina saranno: Franco Nones, nato in Val di Fiemme nel 1941, è il primo campione Olimpico italiano della storia dello sci di fondo. Vinse la medaglia d'oro nella 30 km ai Giochi Olimpici Invernali di Grenoble del 1968, interrompendo così il lungo dominio degli atleti scandinavi nella disciplina. Oltre all'oro Olimpico, vanta anche un bronzo ai Mondiali di Oslo del 1966 e ben 16 ori ottenuti in ambito nazionale. Martina Valcepina gareggia per le Fiamme Oro e fa parte della Nazionale italiana di short track. Ha vinto tre medaglie Olimpiche tra il 2014 e il 2018: 2 argenti e 1 bronzo, tutti ottenuti nelle staffette. In ambito europeo ha vinto oltre dieci medaglie, tra cui 4 ori tra il 2011 e il 2018. La Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 è un evento da non perdere: venerdì 6 febbraio, alle ore 20.00, l’iconico Stadio San Siro di Milano ospiterà uno spettacolo senza precedenti. Firmata da Balich Wonder Studio, la Cerimonia unirà sport, musica e spettacolo in una serata irripetibile, capace di riflettere la storia dell’Italia e la sua visione verso il futuro dell’Italia, emozionando il pubblico di tutto il mondo. Un’occasione unica per essere presenti, dal vivo, a un momento destinato a entrare nella storia Olimpica.   Uff. St.Fondazione Milano Cortina 2026      Mon, 02 Feb 2026 16:52:54 +0000 Sport Milano Cortina 2026: i numeri della cerimonia di apertura https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34156-milano-cortina-2026-i-numeri-della-cerimonia-di-apertura.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34156-milano-cortina-2026-i-numeri-della-cerimonia-di-apertura.html A dieci giorni dal suo inizio, la Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, in programma il 6 febbraio allo Stadio San Siro, si preannuncia come uno degli appuntamenti più imponenti e spettacolari nella storia dei Giochi. Sarà per la prima volta una Cerimonia diffusa, che si svolgerà in località diverse: un evento di portata globale, frutto di un progetto corale che coinvolge migliaia di persone e mette in campo competenze artistiche, tecniche e organizzative di altissimo livello.   Una serata senza precedenti, impreziosita da un eccezionale ensemble di artisti, trasformerà lo stadio di San Siro in un palcoscenico unico agli occhi del mondo. Si esibiranno alcune tra le voci e i volti più conosciuti della scena artistica italiana e internazionale come Mariah Carey, Andrea Bocelli, Laura Pausini, Pierfrancesco Favino, Sabrina Impacciatore, Matilde De Angelis, Ghali, Cecilia Bartoli, Lang Lang e molti altri, che saranno protagonisti di uno show destinato a diventare uno dei momenti più iconici di Milano Cortina 2026.   Inoltre, saranno più di 1.300 i membri del cast impegnati nello spettacolo, tra professionisti e volontari provenienti da oltre 27 Paesi, affiancati da più di 950 operatori tra staff e forza lavoro degli altri fornitori, attivi tra lo Stadio di San Siro e i diversi hub operativi. Insieme a loro, nella realizzazione dello spettacolo, oltre 1.300 membri del cast, tra professionisti e volontari provenienti da oltre 27 Paesi, affiancati da più di 950 operatori tra staff e forza lavoro degli altri fornitori, attivi tra lo Stadio di San Siro e i diversi hub operativi.     La componente musicale ha visto il coinvolgimento di oltre 500 musicisti per la composizione delle colonne sonore originali, mentre la preparazione dell’evento sta richiedendo oltre 700 ore di prove tra Milano, Cortina, Livigno, Predazzo e Arco della Pace. Di grande importanza il lavoro dedicato a costumi, trucco e acconciature: 182 design originali, oltre 1.400 costumi realizzati, 1.500 paia di scarpe e 7.500 metri di tessuto, con il contributo di 110 make-up artist, 70 hair stylist e l’utilizzo di oltre 1.000 elementi di scena. Elemento altamente simbolico della Cerimonia saranno i due Bracieri dei Giochi, che per la prima volta si accenderanno e spegneranno simultaneamente, a Milano e Cortina. Le strutture, ad alta complessità tecnologica, sono composte da 4,5 tonnellate di metallo, 1.440 componenti di connessione e 1.000 metri di LED dinamici. Numeri complessivi che restituiscono la dimensione di un evento pensato per unire spettacolo, innovazione e partecipazione collettiva, che segnerà in maniera indelebile l’apertura dei Giochi, ed è pronto a scrivere una pagina indimenticabile della storia Olimpica, offrendo al pubblico internazionale l’immagine di un’Italia capace di coniugare creatività, visione e capacità organizzativa su scala globale. FONDAZIONE MILANO CORTINA 2026 L’obiettivo della Fondazione Milano Cortina 2026, in accordo con il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), il Comitato Paralimpico Internazionale (IPC), il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le Città di Milano e di Cortina d’Ampezzo, la Regione del Veneto e la Regione Lombardia, le Province autonome di Trento e Bolzano, è quello di pianificare, organizzare, finanziare e realizzare i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina nel 2026. Istituita il 9 dicembre 2019, la Fondazione Milano Cortina 2026 è guidata dal Presidente Giovanni Malagò e dal CEO Andrea Varnier.  Fonte : Uff. St. Fondazione Milano Cortina 2026    Tue, 27 Jan 2026 16:58:39 +0000 Sport La Grecia a Roma https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34152-la-grecia-a-roma.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34152-la-grecia-a-roma.html “La Grecia a Roma”, la grande mostra in corso ai Musei Capitolini – Villa Caffarelli sarà il tema della conferenza di giovedì 29 gennaio, alle ore 16.30, in Sala Tenerani al Museo di Roma a Palazzo Braschi. Per l’occasione la conferenza sarà tenuta dal Sovrintendente Capitolino e curatore della mostra Claudio Parisi Presicce, e da Alessandra Avagliano, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. La conferenza prende spunto dalla mostra “La Grecia a Roma”, ospitata ai Musei Capitolini, Villa Caffarelli, fino al 12 aprile 2026, e intende raccontare il complesso rapporto tra due civiltà fondamentali della storia antica. Attraverso una selezione di opere e temi, l’intervento propone una lettura narrativa del processo con cui Roma, pur affermandosi come potenza politica e militare, fece della cultura greca un modello di riferimento, rielaborando linguaggi e forme. La mostra diventa così occasione per riflettere su concetti quali scambio culturale, copia e originalità, costruzione dell’identità. La conferenza privilegia un approccio accessibile e dialogico, invitando a considerare l’antico come uno spazio di confronto ancora attuale. L’incontro rientra nella programmazione della quarta edizione di Roma Racconta - il ciclo di conferenze organizzate dalla Sovrintendenza Capitolina e ospitate in vari musei di Roma, con cadenza settimanale fino a maggio 2026. Gli appuntamenti accompagnano il pubblico alla scoperta di personaggi, luoghi ed eventi culturali della storia di Roma. La partecipazione alla conferenza in presenza è gratuita e libera fino a esaurimento dei posti disponibili. È possibile partecipare anche con collegamento streaming. L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.LA MOSTRA Con oltre 150 opere tra sculture, rilievi e reperti archeologici, tutti originali greci e alcuni esposti per la prima volta, la mostra racconta l’incontro tra due civiltà straordinarie, in un dialogo che ha plasmato il gusto e l’estetica dell’Occidente. Un viaggio che parte dalla fondazione di Roma e attraversa i secoli fino all’età imperiale, restituendo la straordinaria forza con cui l’arte greca penetrò la società romana: dapprima attraverso gli scambi commerciali e l’importazione di raffinati manufatti, poi grazie alle conquiste nel Mediterraneo Orientale, che portarono a Roma capolavori di inestimabile valore — statue in marmo e bronzo, argenti cesellati, pitture e arredi di lusso. Queste opere, spesso collocate in piazze, edifici pubblici e giardini, trasformarono il volto della città e contribuirono alla ridefinizione dei modelli estetici e culturali romani. Anche negli spazi privati l’arte greca fu sinonimo di distinzione e potere. Tra i numerosi capolavori esposti spiccano i grandi bronzi capitolini, eccezionalmente riuniti, affiancati da monumenti chiave come la magnifica stele dell’Abbazia di Grottaferrata e le sculture di Niobidi dagli Horti Sallustiani, che furono disperse tra Roma e Copenaghen. Un ritorno dal forte valore simbolico è rappresentato da una scultura acroteriale femminile della celebre collezione rinascimentale del cardinale Alessandro Peretti Montalto, venduta oltre due secoli fa e oggi finalmente di nuovo visibile a Roma. Presenti anche dei reperti inediti, come le ceramiche attiche recentemente rinvenute in scavi archeologici presso il Colosseo e qui esposte al pubblico per la prima volta. Il percorso espositivo è arricchito da un apparato multimediale con videoproiezioni che accompagnano il visitatore in un viaggio immersivo alla scoperta del passato.   Fonte Chiara Sanginiti Uff. St. Zètema Progetto Cultura Mon, 26 Jan 2026 16:54:45 +0000 Roma E' morto lo stilista Valentino https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34143-e-morto-lo-stilista-valentino.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34143-e-morto-lo-stilista-valentino.html È morto ieri, all’età di 93 anni, lo stilista Valentino Garavani. «Si è spento nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari», si legge nella nota diffusa dalla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. La camera ardente sarà allestita presso PM 23, in piazza Mignanelli 23 a Roma, e sarà aperta al pubblico mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, dalle 11 alle 18. Valentino Ludovico Clemente Garavani, noto in tutto il mondo semplicemente come Valentino (Voghera, 11 maggio 1932 – Roma, 19 gennaio 2026), è stato uno dei più grandi protagonisti dell’alta moda italiana e il fondatore dell’omonima maison. Attivo sin dagli anni Cinquanta, ha contribuito in maniera decisiva all’affermazione internazionale del Made in Italy nel secondo dopoguerra, diventando un punto di riferimento assoluto dello stile e dell’eleganza del Novecento. Il primo importante riconoscimento arrivò con la vittoria di un concorso internazionale promosso dall’International Wool Secretariat, volto a sostenere i giovani talenti e a valorizzare la lana. Un successo che gli aprì le porte dell’atelier del couturier francese Jean Dessès. Nel 1957, quando Guy Laroche – allora illustratore nello stesso atelier – fondò la propria maison, Valentino lo seguì, lavorando con lui per circa due anni. Fu un periodo fondamentale per la sua formazione: l’influenza dell’alta moda francese, l’eleganza delle donne parigine e il loro stile di vita raffinato segnarono profondamente la sua idea di lusso e la sua estetica. Rientrato in Italia, Valentino si stabilì a Roma, dove completò la formazione lavorando prima come allievo nell’atelier di Emilio Schuberth e successivamente collaborando con Vincenzo Ferdinandi, tra i maggiori interpreti dell’alta moda italiana dell’epoca. Nel 1959 aprì il suo primo atelier in via dei Condotti, grazie al sostegno economico del padre e di alcuni finanziatori, dando ufficialmente inizio alla sua avventura imprenditoriale. I primi anni non furono semplici: i costi elevati e una visione orientata a un lusso estremo misero a dura prova la solidità economica della maison, tanto che alcuni soci si ritirarono. In quegli anni, però, la vita romana di Valentino non era fatta solo di lavoro. «A quel tempo volevo solo divertirmi, guidare una macchina sportiva, prendere il sole in spiaggia, indossare pantaloni di pelle e ballare», ricordava lo stilista. Fu proprio durante una serata mondana che incontrò Giancarlo Giammetti, allora studente di architettura, destinato a diventare il compagno di una vita e il partner fondamentale nella costruzione del successo della maison. Numerosi e immediati i messaggi di cordoglio dal mondo delle istituzioni, della cultura e dello spettacolo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo ha ricordato come «maestro indiscusso di stile ed eleganza e simbolo eterno dell’alta moda italiana. Oggi l’Italia perde una leggenda, ma la sua eredità continuerà a ispirare generazioni. Grazie di tutto». Tra i ricordi più toccanti, quello di Sophia Loren, che sui social ha scritto: «Mio caro Valentino, la notizia della tua scomparsa mi addolora profondamente. Con te ho condiviso momenti di grande affetto e di sincera stima reciproca. Avevi un animo gentile, ricco di umanità. Sei stato un amico e la tua arte e la tua passione resteranno per sempre fonte di ispirazione. È stato un privilegio conoscerti e ti porterò sempre con me». L’attrice ha poi rivolto un pensiero a Giancarlo Giammetti e alla famiglia dello stilista. Dal mondo politico, il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha parlato di «uno dei più grandi simboli della moda italiana, un maestro di stile che ha portato nel mondo l’eleganza, la creatività e il talento del nostro Paese». Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato come Valentino abbia reso il Made in Italy «simbolo di stile, creatività e prestigio». Matteo Salvini lo ha definito «un maestro di eleganza, simbolo del genio italiano conosciuto in tutto il mondo». Indissolubilmente legato al nome di Valentino è il celebre Rosso Valentino, nato da un’immagine rimasta impressa nella memoria dello stilista: una sera all’Opera di Barcellona, quando una donna vestita di rosso catturò il suo sguardo per intensità e presenza scenica. Da quel colpo di fulmine estetico nacque una scelta creativa destinata a diventare una firma. Non un semplice rosso, ma una nuance precisa, calda e regale, riconoscibile e diversa da ogni altra. Nel tempo, come racconta un volume celebrativo, è stata declinata in oltre 550 tonalità, a dimostrazione che il Rosso Valentino è più un linguaggio che un singolo colore. Un’icona capace di attraversare passerelle e red carpet, fino a ispirare alcuni degli abiti rossi più celebri del cinema, come quelli de La signora in rosso e di Pretty Woman. Con la scomparsa di Valentino Garavani, l’Italia perde uno dei suoi interpreti più alti e riconoscibili: un maestro che ha trasformato l’eleganza in patrimonio culturale e che continuerà a vivere nelle sue creazioni. Tue, 20 Jan 2026 17:42:51 +0000 Moda e spettacolo Il Primitivo di Manduria protagonista a Roma, Parigi e Berlino https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/34137-il-primitivo-di-manduria-protagonista-a-roma-parigi-e-berlino.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/34137-il-primitivo-di-manduria-protagonista-a-roma-parigi-e-berlino.html Circa 185 etichette da 80 aziende: questi i numeri con cui il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria sarà presente nelle prossime settimane in tre grandi capitali europee, Roma, Parigi e Berlino, in occasione di importanti eventi internazionali dedicati al vino. Con postazioni dedicate alla grande DOC pugliese, la mescita sarà guidata da sommelier interni, pronti a far degustare le diverse espressioni del Primitivo di Manduria. A Roma il Consorzio parteciperà a Beviamoci Sud, il grande festival dei vini del Sud Italia. La VII edizione si terrà il 31 gennaio e 1° febbraio presso il Westin Excelsior Grand Hotel, in via Veneto, tra Villa Borghese e Trinità dei Monti. Due giorni intensi di degustazioni a banchi di assaggio e masterclass con i produttori del Sud Italia, pronti a far scoprire la varietà e la ricchezza dei vini meridionali. L’evento, rivolto a professionisti, operatori HoReCa, stampa specializzata e appassionati, rappresenta un’occasione unica per conoscere direttamente i produttori e approfondire le caratteristiche delle loro produzioni. Domenica 1° febbraio, alle 14, è in programma una masterclass dedicata al Primitivo di Manduria, pensata per veri wine lovers. Sarà un viaggio attraverso annate storiche e interpretazioni diverse, dal Primitivo di Manduria DOC e DOC Riserva fino alla versione più rara e affascinante, il Dolce Naturale DOCG. Dopo Roma, l’attività prosegue con Wine Paris 2026, in programma dal 9 all’11 febbraio nella capitale francese. L’evento costituisce una delle principali kermesse internazionali per produttori, buyer e operatori del settore vitivinicolo, confermando l’importanza strategica della presenza del Primitivo di Manduria sui mercati esteri. A seguire ESPÓ 2026, fiera mercato B2B dedicata al food & beverage, che si terrà a Berlino il 21 e 22 febbraio presso l’Aedes Forum, nel quartiere Prenzlauer Berg. L’evento è riservato esclusivamente agli operatori professionali e rappresenta un’importante opportunità di posizionamento e sviluppo commerciale nel mercato tedesco. “Iniziamo il 2026 con tre eventi internazionali di grande rilevanza, a Roma, Parigi e Berlino che rappresentano solo l’inizio di un anno ricco di appuntamenti dedicati alla promozione del Primitivo di Manduria nel mondo. - dichiara Novella Pastorelli, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria - La partecipazione a questi eventi si inserisce in una strategia di promozione sempre più orientata all’internazionalizzazione, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento del nostra Dop sui mercati esteri. La nostra identità si fonda su tre pilastri: la territorialità, che racconta le caratteristiche uniche del nostro territorio; la sostenibilità, che guida ogni fase della produzione; e la qualità produttiva, garanzia dell’eccellenza dei nostri vini. Siamo orgogliosi di poter presentare le nostre etichette a professionisti e appassionati di tutto il mondo”. Tue, 20 Jan 2026 09:14:31 +0000 Taranto Magia a Roma https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34135-magia-a-roma.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34135-magia-a-roma.html Supermagic Elementi pronto a incantare Roma con la sua 22ª edizione e talenti internazionali.  la manifestazione Supermagic Elementi 2026 si svolge dal 22 gennaio all'8 febbraio all'Auditorium della Conciliazione di Roma, e prosegue poi a Torino al Teatro Alfieri dal 13 al 15 febbraio. Lo spettacolo offre oltre due ore di magia dal vivo con 16 artisti internazionali, ed è riconosciuto come il migliore spettacolo di magia dalla Fédération Internationale des Sociétés Magiques. Tra i molti, i prestigiatori finlandesi Jay Niemi & Jade portano eleganza e raffinatezza sul palco con apparizioni impossibili di colombe e pappagalli. Jay Niemi, noto per esibizioni in varietà internazionali, emoziona milioni di spettatori con il suo fascino nordico. Il cast include Darcy Oake dal Canada, Maurice Grange dalla Germania, Xavier Mortimer dalla Francia, Topas dalla Germania, Paolo Carta & Sara dall'Italia, Matteo Fraziano e Jimmy Delp dalla Francia. Remo Pannain, ideatore di Supermagic, guida l'evento per oltre 280.000 spettatori nelle edizioni passate. Biglietti e info: Biglietti su TicketOne e supermagic.it, con opzioni per posti premium e incontri esclusivi. Mon, 19 Jan 2026 17:40:08 +0000 Roma La cronaca di Brunori fa chiarezza sul Medio Oriente https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34116-la-cronaca-di-brunori-fa-chiarezza-sul-medio-oriente.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34116-la-cronaca-di-brunori-fa-chiarezza-sul-medio-oriente.html Giovanni Battista Brunori, Corrispondente Responsabile dell’Ufficio Rai per il Medio Oriente ha mandato alle stampe le sue cronache da quella martoriata terra. Cronache che fanno chiarezza di molti luoghi comuni e apparenti contraddizioni che hanno caratterizzato specialmente questi ultimi anni a fare capo dal 7 ottobre 2023. Il capitolo che presenta le testimonianze dei sopravvissuti andrebbe letto in tutte le scuole per toccare con mano l’odio che ha portato le milizie di Hamas a perpetrate una carneficina difficilmente immaginabile nella sua crudeltà. Il volume è corredato da codici QR attraverso i quali è possibile accedere a servizi, interviste e reportage andati in onda sulle reti Rai che Brunori ha fatto in questi anni. Pubblicato dall’editore livornese Belforte, dal titolo Il nuovo Medio Oriente. Il declino della Mezzaluna Sciita si apre con la crisi militare che ha coinvolto l’Iran, prima con gli attacchi a Hezbollah attraverso le esplosioni di walkie talkie minati, poi con l’intervento Usa contro i laboratori dove viene arricchito l’uranio a scopi militari. Tutto questo, oltre a indebolire l’Iran, ha anche ridotto il potenziale militare di Hezbollah che ha nell’Iran la fonte prima di aiuti. Il gesto libanese di chiudere l’aeroporto di Beirut ai voli provenienti dall’Iran è stato indicativo della volontà dei nuovi responsabili del governo libanese di mandare un messaggio forte a proprio ad Hezbollah. I primi capitoli descrivono il declino del progetto iraniano della “Mezzaluna scita”: una regione che abbraccia, oltre all’Iran, l’Iraq, la Siria, il Libano e lo Yemen. Sul Libano e sulla presenza armata di Hezbollah Brunori dedica un capitolo per spiegare i pericoli del partito armato libanese che, come Hamas nella striscia di Gaza, ha costruito tunnel e una città sotterranea al confine con Israele dal quale controllare e colpire, seminando il terrore nel paese vicino. E questo spiega le reazioni di Israele che è arrivata a colpire Hezbollah fin dentro Beirut. Tunnel visitati da Brunori e che non hanno avuto una particolare eco, ma le richieste del nuovo presidente della repubblica libanese, il generale Aoun, di disarmare Hezbollah, la dicono lunga sul pericolo di questo partito armato per la sicurezza del Libano. Disarmerà Hezbollah? Disarmerà Hamas? Questi sono i dubbi che attanagliano gli unici due stati democratici del Medio Oriente: Libano e Israele. La parte centrale del volume è dedicata al 7 ottobre e descrive anche il caos provocato in Israele, il dramma dei rapiti e la guerra ad Hamas. Un capitolo è dedicato agli stupri commessi proprio il 7 ottobre attraverso le numerose testimonianze, i dossier e le inchieste che Al Jazeera ha cercato di smentire, ma che il Tg1 racconta grazie proprio a Brunori (21 febbraio 2024 alle ore 20). Anche la catastrofe umanitaria a Gaza viene descritta grazie ai racconti di Medici Senza Frontiere cercando di fare chiarezza tra le informazioni manipolate da Hamas e anche dalle Nazioni Unite senza negare la sofferenza dei civili. Le violenze dei coloni ebraici non vengono nascoste, come pure le spinte espansionistiche che hanno come fine l’impossibilità della nascita di uno Stato palestinese. Il volume lancia uno sguardo sulla realtà del Medio Oriente senza pregiudizi e senza nulla tacere, scritto da giornalista che racconta i fatti anche scomodi e che coinvolgono tutte le parti in conflitto, ma con una conclusione certa: l’Iran sta perdendo buona parte della sua influenza nell’area. Un’influenza che cresceva anche a scapito di quella dell’Arabia Saudita in una «contesa antica che affonda le sue radici in uno scontro mai sopito che dura da quattordici secoli, esploso con la morte di Maometto, nel 632 d.C. tra chi (i sunniti) sostenevano che la successione dovesse avvenire tramite elezione da parte della comunità e chi invece riteneva che dovesse avvenire all’interno della famiglia del profeta». Ancora la questione non è risolta e da decenni il conflitto è esploso su vari fronti. Ultimi ad entrare in questa guerra gli Houthi che hanno portato alla grave crisi umanitaria nello Yemen. Ma adesso la Lega Araba ha preso posizione contro Hamas e in favore dell’Autorità Nazionale Palestinese. Un fatto storico, ma in Medio Oriente le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Ultimo aspetto affrontato da Giovan Battista Brunori è il ritorno dell’antisemitismo «il virus che ha di nuovo contagiato il mondo, che ha spezzato legami sociali e anche di amicizia, circolerà molto a lungo prima che vangano trovati gli anticorpi»  anche perché si alimenta di un «indottrinamento antioccidentale, che identifica Israele come schiavista, colonizzatore e sfruttatore» e di quell’odio di sé dell’Occidente che portò Benedetto XVI a dire, davanti al Parlamento tedesco (22 settembre 2011) ed è proprio Brunori a citarlo: «La cultura dell’Europa è nata dall’incontro fra Gerusalemme, Atene e Roma – dall’incontro fra la fede in Dio di Israele, la ragione filosofica dei greci e il pensiero giuridico di Roma. Questo triplice incontro forma l’intima identità dell’Europa».   Mon, 12 Jan 2026 10:04:47 +0000 Libri Il professor Antonio Malfi spiega la Liturgia https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/34114-il-professor-antonio-malfi-spiega-la-liturgia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/34114-il-professor-antonio-malfi-spiega-la-liturgia.html Il Professor Antonio Malfi, docente di “Storia e Teologia della Liturgia” all’Istituto Superiore di Scienze Religiose San Giuseppe Moscati di Benevento, durante il suo corso ha sviluppato importanti tematiche di questa disciplina teologica che studia il culto cristiano come partecipazione all'opera di Cristo. Analizzando l'evoluzione dei riti e il significato profondo dei segni sensibili ponendo al centro la partecipazione del fedele per vivere il mistero pasquale di salvezza e, in riferimento a che cosa sia la “Liturgia” spiega: “Tre sono gli aspetti fondamentali della liturgia rinnovata che ci porteranno a capire qual è la essenza stessa della liturgia: quello biblico-teologico, quello rituale e quello pastorale. Per quanto riguarda la dimensione biblico-teologica, la visione della liturgia ereditata, soprattutto a partire dal I millennio, aveva due connotazioni chiare: una di tipo esteriore (insieme di cerimonie) e una di carattere giuridico (complesso di norme fissate dalla gerarchia per esercitare il culto). Come dice Papa S. Giovanni Paolo II nella Lettera Apostolica “Spiritus et Sponsa: “La liturgia viene collocata dai padri conciliari nell’orizzonte della storia della salvezza, il cui fine è la redenzione umana e la perfetta glorificazione di Dio. La redenzione ha il suo preludio nelle mirabili gesta divine dell’Antico Testamento ed è stata portata a compimento da Cristo Signore, specialmente per mezzo del mistero pasquale della sua beata passione, risurrezione dalla morte e gloriosa ascensione”. La Costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen Gentium al capitolo 9 rileva che “Il Dio della rivelazione biblica non è il Dio dei Filosofi, ma il Dio di Abramo, Isacco, Giacobbe e soprattutto il Dio di Gesù Cristo, e che pur Totalmente Altro dagli uomini, cioè trascendente, è entrato nella storia umana. In essa non solo si è fatto conoscere ma si è reso presente ed operante, per invitare gli uomini alla comunione con sé, chiamandoli alla vita attraverso l’alleanza dell’amore. Con tutti quelli che poi, con la fede accolgono la sua proposta, costituisce un popolo, una comunità, che lo riconosca nella verità e fedelmente lo serva”. Così dice infatti la Sacrosanctum Concilium al numero 5: “ Dio, il quale «vuole che tutti gli uomini si salvino e arrivino alla conoscenza della verità» (1 Tm 2,4), «dopo avere a più riprese e in più modi parlato un tempo ai padri per mezzo dei profeti» (Eb 1,1), quando venne la pienezza dei tempi, mandò il suo Figlio, Verbo fatto carne, unto dallo Spirito Santo, ad annunziare la buona novella ai poveri, a risanare i cuori affranti [8], « medico di carne e di spirito » [9], mediatore tra Dio e gli uomini [10]. Infatti la sua umanità, nell'unità della persona del Verbo, fu strumento della nostra salvezza. Per questo motivo in Cristo «avvenne la nostra perfetta riconciliazione con Dio ormai placato e ci fu data la pienezza del culto divino» Eccoci allora ad una puntualizzazione di ciò che è la liturgia nella Sacrosanctum Concilium: costituisce l’oggi della salvezza ed è memoriale. La liturgia è, allora, l’insieme delle parole e dei gesti con cui la Chiesa, popolo sacerdotale convocato in ogni assemblea liturgica, fa memoria e rende presente, specie nei sacramenti e in modo particolare in quello dell’eucarestia, ciò che Egli ha fatto nella sua vita terrena per dare gloria al Padre e donare all’uomo la salvezza (parole ed insegnamento). Per quanto concerne la dimensione rituale, il celebrare significa agire in assemblea: il soggetto dell’agire è la Chiesa e la modalità dell’agire è quella dell’assemblea. Il dinamismo della liturgia viene espresso in tre punti: l’incontro – raduno che è l’elemento fondamentale sul piano valoriale; il dialogo che è l’aspetto che qualifica la celebrazione; i segni rituali, diversi l’uno dall’altro, in riferimento al mistero di Cristo che viene celebrato. Per quanto riguarda la dimensione pastorale, si tratta di portare il popolo alla liturgia e la liturgia al popolo. La liturgia si era ridotta a cerimonie a cui i fedeli assistevano come muti ed estranei spettatori per due ragioni: la lingua e la rottura tra parole e gesti. Per una liturgia che diviene l’oggi della salvezza nel tempo, la Costituzione ci dice che vi è bisogno di partecipare: la Sacrosanctum Concilium al numero 14 :” è ardente desiderio della Madre Chiesa che tutti i fedeli vengano formati a quella piena, consapevole e attiva partecipazione alle celebrazioni liturgiche, che è richiesta dalla natura stessa della liturgia e alla quale il popolo cristiano, stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, ha diritto e dovere in forza del battesimo”. E’ inoltre fondamentale la ministerialità ecclesiale: ognuno è chiamato a svolgere la propria parte e ci deve essere il corretto e armonioso esercizio della propria azione. Ogni competenza necessita di formazione e non può esaurirsi nell’azione liturgica. Al numero 49 ,negli “Orientamenti pastorali” dei vescovi italiani, si afferma: “serve una liturgia seria, bella e semplice, che sia veicolo del mistero rimanendo al tempo stesso intellegibile, capace di narrare la perenne alleanza di Dio con gli uomini”.   Mon, 12 Jan 2026 10:00:13 +0000 Religione In piazza di Porta Capena apre al pubblico la Casina Vignola Boccapaduli https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34102-in-piazza-di-porta-capena-apre-al-pubblico-la-casina-vignola-boccapaduli.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34102-in-piazza-di-porta-capena-apre-al-pubblico-la-casina-vignola-boccapaduli.html Dopo un accurato lavoro di restauro e un processo di riqualificazione e allestimento dell’edificio, apre il nuovo spazio della Casina Vignola Boccapaduli, edificio storico situato in piazza di Porta Capena, a pochi metri da dove sorgeva l’antica porta di accesso alla via Appia. Originariamente destinato a ospitare la dimora del conservatore capitolino Prospero Boccapaduli, l’edificio cinquecentesco, completamente ripensato, si propone oggi come un punto di riferimento informativo per i cittadini e i turisti di passaggio nell’area, grazie alla sua posizione strategica tra l’Area Archeologica Centrale e la via Appia Antica, a poca distanza dal Celio, dal Palatino e dall’Aventino. I lavori di valorizzazione, realizzati sotto la direzione scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, hanno consentito di trasformare l’antico portico in travertino del piano terra in un punto adibito alla vendita dei biglietti del sistema dei Musei Civici e di prodotti culturali e editoriali. Il centro, aperto tutti i giorni, avrà anche la funzione di infopoint per l’Area Archeologica Centrale e i siti monumentali dell’Appia Antica. Per questo è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra il Parco Archeologico dell’Appia Antica e la Sovrintendenza con l’obiettivo di rendere la Casina un punto informazione e di collegamento tra il Celio, il Colosseo e le Terme di Caracalla e una stazione di partenza dei percorsi pedonali e ciclabili diretti verso l’Appia Antica, fornendo informazioni sui numerosi percorsi e punti di interesse che da Porta Capena si diramano verso i Castelli Romani, lungo il tracciato dell’antica via. I lavori, finanziati con fondi giubilari, hanno riconvertito il portico in uno spazio per i visitatori, con vetrate a taglio termico e acustico e con un nuovo sistema di climatizzazione. Gli infissi in legno sono stati sostituiti con nuovi serramenti. Per la rimozione delle barriere architettoniche è stata realizzata una rampa esterna d’accesso, progettata in coerenza con il contesto storico e paesaggistico. Un nuovo impianto di illuminazione e un desk centrale, realizzato su misura, scandiscono le diverse aree funzionali. Il mobile integra una postazione informativa per il personale, una seduta con prese elettriche per la ricarica dei dispositivi mobili, un ripiano con libreria e ulteriori sedute per la consultazione. L’intervento si inserisce all’interno del Centro Archeologico Monumentale (CArMe), il piano di trasformazione dell’area compresa tra Fori, Colosseo, Colle Oppio, Celio, Terme di Caracalla, Circo Massimo, Foro Boario e Campidoglio, il cui primo tassello è la realizzazione della Nuova Passeggiata Archeologica nell’area centrale della città: un grande anello pedonale che consentirà di passeggiare in un contesto mirabile e unico al mondo, dai Fori, al Colosseo, al Celio, al Palatino, alle Terme di Caracalla, al Circo Massimo, fino al Campidoglio.CENNI STORICI La Casina Vignola Boccapaduli rappresenta un brillante recupero della memoria del paesaggio urbano in un periodo di grandi cambiamenti. Con la prima legge sulla zona monumentale di Roma (1887) e le successive (1898,1907) si formò un’apposita Commissione Reale per procedere alla valorizzazione della valle tra i colli Celio e Aventino dove doveva essere realizzata la cosiddetta Passeggiata archeologica. Fu demolito, perché divenuto un ostacolo per il nuovo tracciato di via delle Terme di Caracalla, il casino cinquecentesco che Prospero Boccapaduli, nobile romano e Conservatore in Campidoglio aveva fatto costruire presso le Terme, tra i chiostri di S. Balbina e di S. Saba. L’architetto originario è in realtà ignoto: la denominazione Vignola Boccapaduli suggerisce una suggestiva attribuzione dell’opera originaria a Jacopo Barozzi detto il Vignola, ma al nome è stato anche attribuito il senso di “campagna, piccola vigna”. La Commissione Reale si impegnò tuttavia a ricostruire la Casina nel sito attuale, a circa 300 metri di distanza dal sito originario. Nel 1911 l’architetto Pietro Guidi riedificò dunque l’edificio in piazzale della Moletta, dotandolo di una scalinata di 10 gradini, utilizzando gli elementi decorativi in travertino e cercando di rispettare per quanto possibile la pianta e le volumetrie del Casino originario. Sul fianco destro del Casino venne murata una lapide a memoria di un’antica e celebre fonte consacrata a Mercurio (fons Mercurii) situata nei pressi.   Fonte Zetema Thu, 18 Dec 2025 17:52:03 +0000 Roma Christmas Gala: il Natale nei quartieri della città https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34101-christmas-gala-il-natale-nei-quartieri-della-citta.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34101-christmas-gala-il-natale-nei-quartieri-della-citta.html Dopo la tradizionale accensione dell’Albero di Natale di Piazza del Popolo con il Sindaco di Roma e Presidente della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma Roberto Gualtieri e la Presidente di Acea Barbara Marinali, ha preso il via Christmas Gala, una serie di concerti e recital gratuiti dedicati alla grande tradizione musicale del periodo natalizio in diverse chiese cittadine, protagonisti la Scuola di Canto Corale e gli artisti di Fabbrica Young Artist Program del Teatro dell'Opera di Roma con la partecipazione speciale dei cori del territorio di Roma Capitale.  «Con il Christmas Gala il Teatro dell’Opera di Roma consolida la sua presenza nei territori, dopo l’esperienza di OperaCamion e grazie al coinvolgimento dei cori locali come veri e propri presìdi culturali nel contesto urbano. È un progetto che promuove i giovani talenti della Scuola di Canto Corale e del programma “Fabbrica”, con l’obiettivo di formare artisti consapevoli che la bellezza possa e debba essere accessibile a tutti. Le festività natalizie rappresentano il momento ideale per portare la musica tra le comunità, e la risposta calorosa del pubblico ci emoziona profondamente. Ci conferma che l’opera può contribuire al benessere collettivo, a colmare distanze sociali e geografiche e a "rammendare le nostre città"». Così il Sovrintendente Francesco Giambrone descrive Christmas Gala, un’iniziativa, realizzata con il sostegno di Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale. A sottolineare il valore inclusivo di Christmas Gala è anche l’Assessore Alessandro Onorato: «Dare la possibilità a tutti – famiglie, giovani, adulti, romani – di assistere gratuitamente a questi spettacoli durante il periodo natalizio ci riempie di orgoglio. È un modo per stare insieme, divertirsi e ascoltare buona musica». Onorato richiama inoltre il senso pubblico del progetto: «Abbiamo fortemente voluto questa iniziativa, insieme agli spettacoli gratuiti nelle piazze di Ostia, Don Bosco e Casal de’ Pazzi, perché crediamo in una città che non lascia indietro nessuno, una città dove musica, cultura e intrattenimento siano davvero un diritto di tutti». Una visione condivisa che traduce il patrimonio musicale natalizio in occasioni di incontro e condivisione. Il 17 dicembre il Coro della Cappella Vestiniana della Basilica di San Vitale al Quirinale diretto da Andrea Rossi apre nella basilica omonima il primo dei quattro concerti finali, unendosi il 19 dicembre al Corale S. Maria della Fiducia nel quartiere Don Bosco, il 20 dicembre al Coro Tempi Dispari al Villaggio Breda e il 21 dicembre al Coro In Canto Libero nel quartiere Settecamini. Quattro serate dedicate alla musica e alle atmosfere natalizie, in cui si alternano assoli lirici, parti corali ed esecuzioni d'insieme. L’Opera di Roma porta il Natale in città, con un viaggio musicale che attraversa il repertorio sacro e operistico, passando per celebri melodie gospel e canti popolari. Fino al 21 dicembre un programma fitto di capolavori internazionali che ha visto impegnata la Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera, diretta dai Maestri Alberto de Sanctis e Isabella Giorcelli, docenti di riferimento dell’attività educativa e artistica del Teatro. Gli allievi della Scuola sono stati accompagnati al pianoforte Zenoviia-Anna Danchak, artista diplomata della quinta edizione di Fabbrica Young Artist Program, il progetto del Teatro dell’Opera di Roma che ogni anno forma nuove generazioni di professionisti attraverso percorsi artistici, produzioni, masterclass e debutti nei titoli della stagione lirica e sinfonica. A loro sono stati affidati suggestivi medley natalizi che includono i canti della tradizione italiana (Tu scendi dalle stelle), Noël d’enfants di Fauré, Minuit chrétiens di Adam, spiritual afroamericani e celebri brani del film Sister Act. Oltre ai cori del territorio di Roma Capitale -con il coordinamento di Andrea Rossi e Don Elio Lops- danno vita alle serate gli artisti della quarta edizione di Fabbrica attualmente in corso: le cantanti Sofia Barbashova, Jessica Ricci, Maria Elena Pepi e Irene Zas Martinez, i cantanti Guangwei Yao e Alejo Alvarez Castillo e le pianiste Elettra Aurora Pomponio e Maki Hamada. I programmi combinano composizioni sacre, come Ave Maria di Gounod e tradizionali canti natalizi come Astro del ciel, ad alcune delle pagine più amate da Nabucco, La bohème e Samson et Dalila, insieme a celebri brani di Händel, Puccini, Franck, Bizet e Mendelssohn. I concerti ospitati in varie chiese cittadine, dalle periferie al centro storico, trasformano tradizionali luoghi di culto in spazi di ascolto e partecipazione. Il felice incontro, già sperimentato in occasione di OperaCamion, conferma l’impegno del Teatro dell’Opera di Roma nel diffondere la cultura musicale nel tessuto urbano capitolino, valorizzando il talento dei giovani artisti in un contesto metropolitano di comunità.   Fonte Teatro dell opera di Roma Wed, 17 Dec 2025 16:48:58 +0000 Roma Le Libellule di Sicilia, indicatrici della qualità dell’ambiente. Incontro della Società Siciliana di Scienze Naturali https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34097-le-libellule-di-sicilia-indicatrici-della-qualita-dell-ambiente-incontro-della-societa-siciliana-di-scienze-naturali.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34097-le-libellule-di-sicilia-indicatrici-della-qualita-dell-ambiente-incontro-della-societa-siciliana-di-scienze-naturali.html Il 18 dicembre 2025 alle ore 16:00, la Società Siciliana di Scienze Naturali invita alla tradizionale riunione di fine anno, che si terrà nella splendida cornice del Museo Geologico G. G. Gemmellaro, in Corso Tukory 131 a Palermo.  Protagoniste del pomeriggio saranno le Libellule, di cui parlerà Andrea Corso, che guiderà in un affascinante viaggio nel mondo delle “Libellule di Sicilia”, svelandone caratteristiche, curiosità e segreti.  Un’occasione unica per avvicinarsi a questi straordinari insetti e scoprire quanto siano importanti per gli ecosistemi e indicatrici della qualità dell’ambiente. Le libellule solcano i cieli della Terra da milioni di anni: basti pensare che un loro lontanissimo antenato, la Meganeura monyi, ha lasciato tracce già 350 milioni di anni fa. Le libellule moderne conservano intatto il loro fascino di predatori efficienti, protagonisti di una doppia vita: larve completamente acquatiche e adulti abilissimi nel volo. Emblematica è la libellula imperatore (Anax ephippiger), con un’apertura alare di circa 10 cm, capace di compiere straordinarie migrazioni dall’Africa subsahariana fino al Nord Europa, passando anche per la Sicilia.  Inoltre, le libellule sono preziosi indicatori ecologici: dove sono numerose e diverse, l’ambiente acquatico gode di buona salute. L’evento è aperto al pubblico (sino ad esaurimento posti a sedere) ed è gratuito. Tue, 16 Dec 2025 09:45:56 +0000 Palermo L'Università di "Tor Vergata" esalta l'etica e la cultura del successo sportivo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/34073-l-universita-di-tor-vergata-esalta-l-etica-e-la-cultura-del-successo-sportivo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/34073-l-universita-di-tor-vergata-esalta-l-etica-e-la-cultura-del-successo-sportivo.html Un'analisi profonda e multidisciplinare della vera essenza della vittoria sportiva è stata al centro del seminario "LO SPORT È ORO", tenutosi mercoledì 3 dicembre 2025 presso l'Aula Fleming della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma “Tor Vergata”. L'evento, ideato e coordinato dal Prof. Ivo Pulcini - docente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dello Sport - si è imposto come un crocevia di saperi, unendo mondi apparentemente distanti sotto il segno del rigore e dell'eccellenza. Moderato con acume da Massimo Proietto vicedirettore di Rai Sport, il dibattito ha superato la mera celebrazione atletica per sondare le radici etiche, psicologiche e artigianali del successo. La metafora dell'oro è stata esplorata nel suo duplice significato: il metallo prezioso del trionfo e la qualità intrinseca del percorso formativo. La levatura istituzionale e accademica è stata garantita dalla presenza di figure apicali, tra cui il Sen. Claudio Lotito, il Magnifico Rettore dell’Università di Roma “Tor Vergata” Prof. Nathan Levialdi Ghiron, e il Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia Prof. Roberto Bei, affiancati dal Prof. David Della Morte Canosci Presidente del Corso di Laurea. Il parallelismo tra l'atleta e l'artigiano ha rappresentato il filo conduttore più originale del simposio. Antonio Natale, maestro orafo e docente di Oreficeria, ha descritto la trasformazione della materia grezza in medaglia attraverso una tecnica, precisione e dedizione che echeggiano la disciplina dell'allenamento. Dall'altra parte, il percorso dell'atleta – dalla base fino alla vetta, raggiunto grazie a allenamento, disciplina, autostima e capacità di allontanarsi dalle distrazioni quotidiane – è stato incarnato dalla testimonianza del giovane talento del motociclismo italiano Vincenzo Di Veroli. Il confronto ha delineato una visione univoca e potente: il successo non è un incidente, ma la sintesi virtuosa di fattori interconnessi. La vittoria sportiva è emersa come il risultato finale dell’unione tra talento, preparazione atletica e fisica, alimentazione sana, equilibrio mentale e valori umani profondi. Il contributo di illustri esperti ha arricchito il quadro: il giornalista Osvaldo Bevilacqua ha offerto il suo sguardo sul racconto sportivo, mentre Valerio Bianchini - storico allenatore del basket italiano - ha portato l'esperienza del gesto tecnico calato nella strategia. A completare l'approccio olistico, sono intervenuti il fisioterapista Lorenzo Bonatesta e lo psicologo dello sport Vincenzo Chiavetta, che hanno ribadito l'importanza della cura fisica e psicologica come fondamenta della performance duratura. Nel suo prezioso intervento, il Prof. Ivo Pulcini – figura di spicco che unisce l'Accademia (docente di Tor Vergata) alla Sanità (Consigliere dell’Ordine dei Medici di Roma e Provincia e Direttore Sanitario della S.S. Lazio) e al merito sportivo (insignito della Stella d’Oro al Merito Sportivo del CONI e del Leonardo d’Oro della FMSI) – ha ribadito l’obiettivo formativo dell'Ateneo: formare professionisti capaci di integrare le competenze tecniche con una salda etica e cultura. L'oro, in questa prospettiva, si manifesta non solo nel momento della premiazione, ma soprattutto quando lo sport si fa veicolo di rispetto, empatia, collaborazione, solidarietà e crescita personale. La giornata, grazie a un meticoloso lavoro di squadra e all’entusiastica partecipazione degli studenti, si è rivelata non solo altamente formativa, ma un vibrante manifesto del valore culturale dello sport. Thu, 04 Dec 2025 17:41:09 +0000 Scienza Tor Vergata svela il segreto della perfezione nello sport https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/34058-tor-vergata-svela-il-segreto-della-perfezione-nello-sport.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/34058-tor-vergata-svela-il-segreto-della-perfezione-nello-sport.html Non si tratta solo di fatica ed impegno fisico, né di mero mestiere. La conquista di un oro olimpico, o l'eccellenza in qualsiasi disciplina sportiva, rappresenta l'esito di una complessa sinfonia che fonde scienza, tecnica e arte. È questa la tesi affascinante che anima il seminario di alto profilo intitolato "LO SPORT È ORO: un seminario prezioso", promosso dal Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dello Sport dell’Università di Roma “Tor Vergata”. L'appuntamento è fissato per il prossimo 3 dicembre 2025, alle ore 14:00, presso l’Aula Fleming della Facoltà di Medicina e Chirurgia. L'iniziativa, che si preannuncia come un'analisi approfondita e interdisciplinare, si propone di tracciare l'intera parabola che porta al podio: dai metodi di preparazione dell’atleta, alla forgiatura della medaglia stessa. Un viaggio che ambisce a superare la percezione comune dello sport come semplice prestazione, elevandolo a fenomeno di ricerca e creazione. L'evento è stato fortemente voluto e promosso dal Prof. Ivo Pulcini, docente del Corso di Metodologia di Ricerca, Teoria e Pratica Sportiva presso il Corso di Laurea Magistrale di Scienze e Tecniche dello Sport, che sarà anche relatore centrale. A fare gli onori di casa, il Presidente del Corso di Laurea Magistrale, Prof. David Della Morte. Il parterre di relatori e ospiti riflette l'elevata ambizione del seminario: Prof. Ivo Pulcini (Docente, Tor Vergata) – Curatore scientifico, esplorerà le dinamiche della preparazione atletica d'avanguardia. Antonio Natale (Maestro orafo, docente di Oreficeria presso il Tarí “Design School”) - porterà la prospettiva dell'arte manifatturiera, rivelando come il metallo grezzo si trasformi, con "passione e tecnica", nell'oggetto del desiderio agonistico. Il dibattito sarà moderato da Massimo Proietto, giornalista di spicco e vicedirettore di Rai Sport, garanzia di un confronto incisivo. Ospite d’onore: riflettori puntati sul talento cristallino di Vinci49, al secolo Vincenzo Di Veroli, giovane promessa azzurra del motociclismo, noto non solo per le sue doti in pista ma anche per la lealtà che gli vale la stima dei suoi avversari. Il seminario si configura, dunque, come un'inedita e suggestiva fusione di agon e techne, sport e arte orafa, dando sostanza alla celebre massima attribuita, in diverse varianti, all'intelletto creativo: “Chi lavora con le mani è un manovale; chi lavora con le mani e la mente è un artigiano; ma chi lavora con le mani, la mente e il cuore è un artista.” L’Università di Roma Tor Vergata invita caldamente studiosi, studenti e appassionati a cogliere l’occasione di questo incontro unico, capace di innalzare la discussione sull'eccellenza sportiva oltre la cronaca. Segreteria organizzativa: per informazioni e partecipazione, contattare la Dott.ssa Catia Battaglini presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia – Edificio D, piano 2, stanza D20 (Via Montpellier, 1 – 00133 Roma). Wed, 26 Nov 2025 17:42:11 +0000 Scienza Luigi Cinque Hypertext O’rchestra torna con il Concerto di Santo Stefano https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34056-luigi-cinque-hypertext-o-rchestra-torna-con-il-concerto-di-santo-stefano.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34056-luigi-cinque-hypertext-o-rchestra-torna-con-il-concerto-di-santo-stefano.html Venerdì 26 dicembre 2025, alle ore 11.00, nella suggestiva cornice della Basilica di Santa Maria in Ara Coeli a Roma, torna il Concerto di Santo Stefano, ideato e diretto da Luigi Cinque, giunto alla sua ventottesima edizione. L’ingresso è gratuito. Il titolo scelto per quest’anno, Le vie dei canti, evoca il celebre libro di Bruce Chatwin e introduce un’edizione che attraversa orizzonti sonori antichi e contemporanei, con un intreccio di voci, culture e linguaggi musicali che spaziano dal flamenco all’Iran, dalle montagne del Caucaso al canto popolare del Sud Mediterraneo, in dialogo con Monteverdi, Ligeti, John McLaughlin e lo stesso Luigi Cinque. Il concerto è un’esperienza immersiva, potente e rituale, che nella Basilica si trasforma in un abbraccio sonoro collettivo. Un evento artistico, ma anche spirituale, che unisce celebrazione e riflessione, in un’atmosfera sospesa tra sacro e profano. Come scrisse all’epoca Ernesto Assante, si tratta di un laboratorio di world music unico nel suo genere, capace di fondere in modo originale tradizione e sperimentazione. Quest’anno saranno protagonisti, tra gli altri: Greta Panettieri, Urna Chahar Tugchi, Carles Denia, Giovanna Famulari, Marco Colonna, Riccardo Tesi, Alireza Mortazavi, i Musicisti del Caucaso, il NUbras Ensemble, e un ensemble di maestri zampognari riuniti nell’Hypertext O’rchestra, che darà vita a una composizione in quadrifonia, pensata per trasformare lo spazio sacro in un’ideale piazza sonora. “Il Concerto di Santo Stefano dichiara Luigi Cinque, ideatore del progetto sin dalla sua prima edizione - è diventato un tempo dell’ascolto condiviso. Ogni anno cerchiamo la forma viva di un canto collettivo che sia insieme memoria, viaggio e interrogazione in grado di aprire spazi di ascolto imprevisti per andare aldilà di un semplice concerto e farsi esperienza rituale unica e condivisibile”. L’appuntamento è ormai un riferimento nella vita culturale della città, con un pubblico numeroso che sin dal mattino riempie la Basilica. Nel corso degli anni, sul sagrato e all’interno della chiesa si sono alternati grandi nomi del jazz, del rock, della musica colta e delle tradizioni popolari – da Paco Peña a Raiz, da Fabrizio Bosso a Jivan Gasparyan, da Petra Magoni ai Tenores di Bitti, da Danilo Rea a Youssou N’Dour, Alex Balanescu, Stefano Di Battista, Efren Lopez Kelly Toma passando per attori, poeti, giornalisti e artisti da tutto il mondo. Il Concerto di Santo Stefano continua a essere un luogo di incontro e sperimentazione, un momento corale che raccoglie voci diverse in un unico grande racconto musicale, ogni anno nuovo, ogni anno necessario. Fonte Uff. st.: Elisabetta Castiglioni Wed, 26 Nov 2025 17:33:33 +0000 Roma SPOLETO JAZZ 2025: Alfredo Rodriguez Coral Way https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34048-spoleto-jazz-2025-alfredo-rodriguez-coral-way.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34048-spoleto-jazz-2025-alfredo-rodriguez-coral-way.html Si avvia al termine la stagione 2025 di Spoleto Jazz, e lo fa nel segno dell’eccellenza con un concerto attesissimo: sabato 22 novembre alle ore 21:00, il Teatro Caio Melisso ospiterà il trio di Alfredo Rodríguez, uno dei pianisti più brillanti della scena jazz internazionale, affiancato da Yarel Hernandez al basso e Michael Olivera alla batteria. Un appuntamento imperdibile che sta avviandosi verso il tutto esaurito, a conferma dell’entusiasmo crescente con cui il pubblico ha seguito l’intera rassegna. Il jazz, con il suo linguaggio universale e sfaccettato, ha saputo parlare a una città storicamente legata ad altri mondi sonori, trovando nel cuore degli spettatori una partecipazione calda, emotiva e  autentica. Il concerto finale vedrà protagonista Alfredo Rodríguez, con un progetto che è un'esplosione di energia, ritmo e raffinatezza, capace di fondere in modo naturale le radici caraibiche con il linguaggio del jazz contemporaneo. Con il suo trio Rodríguez porta sul palco un suono inconfondibile, in cui percussioni incalzanti, armonie sofisticate e improvvisazione si intrecciano in un’alchimia travolgente. Nato a L’Avana, Rodríguez ha iniziato il suo percorso artistico studiando pianoforte classico presso il Conservatorio della sua città. Fin da giovanissimo ha dimostrato una naturale inclinazione alla composizione e all’improvvisazione. La svolta arriva nel 2006, quando viene scoperto da Quincy Jones durante il Montreux Jazz Festival: colpito dal suo talento, il leggendario produttore decide di affiancarlo nella realizzazione del suo primo album, Sounds of Space (2012), che segna l’inizio di un percorso artistico ricco di esplorazioni timbriche e contaminazioni culturali. Da allora, Rodríguez ha saputo conquistare pubblico e critica in tutto il mondo grazie a una discografia sempre più matura e personale. Tra i suoi lavori più significativi si segnalano Tocororo (2016), un omaggio alla diaspora cubana, The Little Dream (2018) e Dialogue (2019), realizzato in duo con il percussionista Pedrito Martínez, con cui esplora l’interazione tra ritmo, spiritualità e improvvisazione. Il suo album più recente, Coral Way (2023), rappresenta una nuova evoluzione del suo stile: un tributo vibrante alle radici afro-cubane del jazz, arricchito da influenze pop, urban e un’energia contagiosa, senza mai perdere la profondità e l’eleganza del linguaggio jazzistico. Artista dalla versatilità straordinaria, Rodríguez ha collaborato con figure di spicco come Chucho Valdés, Robert Glasper e Jon Batiste, portando il suo pianismo in contesti artistici diversi, ma sempre coerenti con la sua visione. Nel 2015 ha ricevuto una nomination ai GRAMMY Awards per il suo arrangiamento di Guantanamera, nella categoria “Best Arrangement, Instrumental or A Cappella”, confermando anche il suo talento nella scrittura e nella rilettura creativa del repertorio tradizionale. Il suo ritorno in Italia, in un teatro dalla bellezza intima come il Caio Melisso, rappresenta un’occasione rara per ascoltare dal vivo un artista che coniuga passione latina, virtuosismo e profondità espressiva, offrendo un’esperienza musicale capace di toccare corde universali. Un gran finale che si preannuncia memorabile. Wed, 19 Nov 2025 18:54:22 +0000 Moda e spettacolo Convegno Nazionale Ciclismo ACSI 2025: le conclusioni https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34027-convegno-nazionale-ciclismo-acsi-2025-le-conclusioni.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34027-convegno-nazionale-ciclismo-acsi-2025-le-conclusioni.html Si è appena svolta a Riccione l’Assemblea Nazionale del Ciclismo ACSI, che ha visto la partecipazione dei responsabili provinciali e regionali provenienti da tutta Italia. L’incontro ha rappresentato un importante momento di confronto, analisi e coesione del movimento, in un contesto reso complesso dalle recenti vicende con la Federazione Ciclistica Italiana (FCI). L’Assemblea ha preso atto, con piena consapevolezza, della situazione venutasi a creare a seguito della sospensione e della successiva gestione della convenzione da parte della FCI, in un momento delicato per il rinnovo delle affiliazioni per l’anno 2026. I presenti hanno unanimemente stigmatizzato i comportamenti e le comunicazioni federali, giudicando contrari allo spirito di collaborazione, alla trasparenza e ai principi di lealtà sportiva che dovrebbero ispirare ogni Organismo nell’ambito dell’Ordinamento Sportivo Italiano, con eventuale disinformazione di ciclisti ed organizzatori. L’Assemblea ha ritenuto pertanto non più percorribile la strada della sottoscrizione di nuove convenzioni, laddove esse prevedano vincoli o imposizioni di carattere unilaterale da parte della FCI, incompatibili con l’autonomia, la dignità e la funzione istituzionale degli Enti di Promozione Sportiva. L’ACSI ha confermato  la propria disponibilità al dialogo costruttivo con la FCI, ma escludendo ogni forma di accordo basata su imposizioni o concessioni. Nel corso del dibattito è emersa la volontà di valutare accordi diretti di reciprocità tra Enti di Promozione Sportiva, finalizzati a garantire la piena partecipazione degli atleti e delle società alle manifestazioni ciclistiche, senza la mediazione o autorizzazioni estranee alla volontà dei singoli EPS, nel rispetto dell’Ordinamento Sportivo. Una prospettiva che mira a rafforzare la coesione e la sinergia tra gli EPS, restituendo al movimento amatoriale la sua dimensione autentica di libertà, collaborazione e pluralismo sportivo. L’Assemblea ha riconosciuto che, nonostante le difficoltà, la situazione attuale ha reso ancora più evidente la solidità e la credibilità del modello ACSI, fondato su prossimità, competenza, qualità organizzativa e attenzione alle persone. L’ACSI ha dimostrato di saper gestire il ciclismo amatoriale con efficacia, sicurezza e trasparenza, ricevendo la fiducia delle società, degli atleti e delle istituzioni territoriali. L’Assemblea ha in ultima analisi espresso la volontà di ricompattare il movimento ciclistico ACSI e di proseguire con determinazione verso un 2026 certo, duraturo e proficuo, nel segno della crescita, della stabilità e della continuità.  E' stato deliberato di mantenere invariate le quote di affiliazione e tesseramento anche per la stagione sportiva 2026, in continuità con quanto stabilito per il 2024 e il 2025. L’obiettivo comune resta quello di costruire uno sport aperto, inclusivo e sostenibile, dove prevalgono la passione, la correttezza e il rispetto reciproco. Mon, 10 Nov 2025 16:40:09 +0000 Sport Duo Aurilio incanta il pubblico del Teatro Sollima di Marsala https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/34022-duo-aurilio-incanta-il-pubblico-del-teatro-sollima-di-marsala.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/34022-duo-aurilio-incanta-il-pubblico-del-teatro-sollima-di-marsala.html Duo Aurilio, padre e figlio, ha magistralmente incantato il pubblico del Teatro Sollima di Marsala ieri sera, 9 novembre 2025, con una performance che ha confermato l'eccellenza della XXV Stagione Concertistica dell’Accademia Beethoven. La serata ha proposto un programma che, partendo da Mozart, ha attraversato un viaggio musicale ricco di virtuosismo e raffinata sensibilità esecutiva, conquistando con intensità ogni ascoltatore presente. La Sonata in Si bemolle maggiore K 454 di W.A. Mozart ha aperto la serata con un dialogo cameristico che ha messo in luce l'equilibrio e l’intesa tra Amedeo Francesco Aurilio al pianoforte e Vincenzo Aurilio al violino. L’interpretazione di questo capolavoro mozartiano ha svelato una profonda comprensione del fraseggio e una compartecipazione emotiva rara, qualità che hanno dato subito il tono alla serata. La successiva esecuzione del Preludio e Allegro di Pugnani-Kreisler ha rivelato la tecnica virtuosistica del duo, valorizzando tanto la precisione quanto la passionalità del violino di Vincenzo, sostenuto dall’autorevole e solido accompagnamento pianistico del padre.  Il trittico di G. Martucci, Andantino, Allegretto e Allegro op. 67, ha rappresentato un omaggio sentito alla grande tradizione musicale italiana, con una resa che ha saputo fondere la dolcezza melodica con la disinvoltura tecnica, confermando la maturità artistica del duo. Granados-Kreisler con la Danza Andalusa ha aggiunto un tocco di flamenco e folklore, con il violino che ha espresso agilità e pathos in una narrazione sonora coinvolgente e vibrante. Amedeo e Vincenzo Aurilio hanno poi interpretato Le Ronde des Lutins e lo Scherzo Fantastico op. 25 di A. Bazzini con un’energia giocosa e virtuosistica, capace di sorprendere per l’accuratezza esecutiva e il coinvolgimento emotivo. La serata si è conclusa con la celebre Czardas di V. Monti, un pezzo di grande impatto emotivo che ha richiamato l’emozione popolare attraverso una gestione scenica e musicale impeccabile, lasciando il pubblico avvolto in un’atmosfera di sentita partecipazione. Gli applausi convinti hanno premiato un bis suggestivo: la Danza Ungherese n. 5 di J. Brahms, offerta come conclusione vibrante e festosa di un evento che ha saputo onorare la grande musica con un'interpretazione all’altezza delle più alte aspettative.  Il Teatro Sollima ha ospitato una serata di rara intensità artistica, in cui l'unione familiare del Duo Aurilio si è tradotta in una dimostrazione concreta di qualità e passione per la musica. L’Accademia Beethoven si conferma così un faro culturale nel panorama musicale siciliano, portando al pubblico marsalese eventi di pregio e artisti di valore internazionale. Questo dialogo ha contribuito a elevare la crescita culturale dell'area marsalese e trapanese. Non a caso, questa prestigiosa XXV Stagione Concertistica, per un pubblico maturo ed esigente, vanta i patrocini del Ministero della Cultura, dell’Assessorato allo Sport e Spettacolo della Regione Siciliana e del Comune di Marsala. Il prossimo appuntamento della XXV Stagione Concertistica dell'Accademia Beethoven si terrà domenica 23 novembre con il recital "La donna e l'amore", interpretato dal mezzosoprano Elisabetta Paglia e dalla pianista Angela Ignacchiti. La serata proporrà una selezione di brani tratti da celebri opere e operette, offrendo un intenso viaggio emozionale attraverso temi universali. Mon, 10 Nov 2025 07:15:48 +0000 Trapani Sherbeth, il festival che racconta il futuro del gelato https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34020-sherbeth-il-festival-che-racconta-il-futuro-del-gelato.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34020-sherbeth-il-festival-che-racconta-il-futuro-del-gelato.html Una seconda giornata intensa e ricca di spunti allo Sherbeth Festival, la grande manifestazione internazionale dedicata al gelato artigianale, che fino al 10 novembre trasforma Palermo in una capitale del gusto, della ricerca e della creatività.       Sabato il Festival ha raccontato il gelato come un linguaggio universale, capace di unire tradizione e innovazione, territorio e ricerca, arte e inclusione sociale. La mattinata si è aperta all’Officina Culturale di piazza Verdi con il talk “L’innovazione è una tradizione”, che ha visto protagonisti i maestri gelatieri Vittorio Pasquetti, Arnaldo Conforto, Ruben Pili e Giovanna Musumeci.            Un incontro che ha approfondito il valore del sapere artigianale come motore di modernità. «Ogni edizione cerchiamo di migliorarci sotto ogni aspetto», ha spiegato Giovanna Musumeci, componente del direttivo tecnico di Sherbeth. «Gestire 50 gelatieri non è semplice, ma oggi abbiamo una struttura organizzata, competenze definite e un obiettivo comune: far crescere il Festival e rispondere alle aspettative del pubblico. Sherbeth è un luogo in cui si cresce, perché ogni confronto diventa occasione di formazione e miglioramento». A seguire, il talk “Destinazione Sicilia”, in collaborazione con Oleum Sicilia, ha portato al centro la ricchezza dell’entroterra dell’isola e il valore culturale dell’olio extravergine d’oliva, proposto in degustazione in un gelato realizzato dal gelatiere Stefano Cecconi.     Il presidente della società cooperativa Oleum, Mario Terrasi, ha sottolineato come «la Sicilia stia vivendo una svolta culturale legata all’olio: noi siamo riusciti a mettere insieme tremila piccoli produttori per creare un’unica squadra, con un unico obiettivo: migliorare la qualità e far conoscere nel mondo l’olio siciliano, esattamente come è avvenuto per il vino».         Il gelato come esperienza sensoriale e sociale      Il pomeriggio ha intrecciato tecnologia, inclusione e gusto, con una programmazione che ha alternato talk e degustazioni. Nell’incontro “Gelato Sottovuoto”, Bravo S.p.A., sponsor tecnico del Festival, ha presentato le innovazioni legate alla tecnologia Trittico®, aprendo nuove prospettive di ricerca per i maestri gelatieri. Con il talk sulla “Brioscia cu tuppu”, il gelato è diventato simbolo di riscatto sociale e dialogo culturale grazie agli interventi di Antonello Cracolici, Lucia Lauro e Carmelo Pollichino. «Sherbeth è un festival che vive nella città e deve avere anche un’utilità», ha spiegato Giovanna Musumeci che, nell’ambito del progetto Cotti in Fragranza, nei giorni scorsi ha lavorato con i ragazzi del carcere minorile Malaspina: «è stato un piacere condividere con loro la mia esperienza nel mondo della lievitazione. È un modo per restituire qualcosa alla società, insegnando un mestiere e lasciando un segno concreto». Il maestro gelatiere Roberto Lobrano ha tenuto una “lezione” sull’analisi sensoriale del gelato. Una comparazione tra due gusti di gelato al mango, uno realizzato con un mango fresco siciliano poco maturo, l’altro con un frutto surgelato maturo proveniente dall’estero.   Grande partecipazione per i Gelato in Show della giornata: il primo è stato “L’eleganza del gusto”, in cui Luca Bernardini ha proposto un dessert vegetale e senza glutine, reinterpretando la pasticceria fredda in chiave contemporanea: «Le sfide più belle nascono quando togli qualcosa. È lì che riscopri la creatività e la voglia di sperimentare».          Poi “Dalla Cina con furore”, con la degustazione del gelato realizzato da Bang Gai, vincitore del concorso internazionale “Francesco Procopio Cutò 2024” e “Gelato casalingo, pensiero professionale”, con la gastronoma Anna Marlena Buscemi e Andrea Rapanaro, fondatore di CucinaLi. «Andrea è un ingegnere che ha iniziato a fare gelato a casa per passione – ha spiegato Buscemi –, ma è riuscito a portarlo ad un livello tecnico altissimo. Il suo percorso dimostra che anche nel gelato casalingo servono conoscenza, metodo e consapevolezza. Il gelato è un prodotto complesso: non basta l’istinto, serve studio e precisione».           A seguire la novità di Sherbeth 2025: “Il gelato tra i biscotti”, con il nuovissimo “Cookie Maker” di Audere Pro. Un sistema veloce, pratico ed efficace, per servire il gelato accompagnato da due cialde, sperimentato negli stand del Festival e in degustazione con il gelato di Ilaria Guerrieri e Sandro Paolini. Si è parlato di arte, design e gastronomia nel talk “La bellezza del gelato”, affrontando il tema di come sia cambiato, nel corso degli anni, il modo di presentare il gelato, concluso con una degustazione di gelato alla pala di fico d’India. Un tema della giornata anche il gelato gastronomico e inclusivo con la maestra Chiara Spalluto, che ha presentato un sorprendente gelato di ricotta forte, con aglio fermentato, menta e black lime, servito con riduzione di pomodoro su pane croccante. Sherbeth, il festival che racconta il futuro del gelato     Anche in questa edizione Sherbeth conferma la sua vocazione a essere laboratorio di idee, innovazione e cultura del gusto. Un festival che non celebra solo il gelato come eccellenza artigianale italiana, ma come strumento di conoscenza, inclusione e identità.  Mon, 10 Nov 2025 07:10:02 +0000 Palermo Spoleto Jazz 2025: Anthony Strong & Colours Jazz Orchestra https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34010-spoleto-jazz-2025-anthony-strong-colours-jazz-orchestra.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34010-spoleto-jazz-2025-anthony-strong-colours-jazz-orchestra.html Nuovo appuntamento musicale per Spoleto Jazz con uno dei concerti più attesi dell’intera rassegna: venerdì 7 novembre, alle ore 21.00 al Teatro Nuovo G. Menotti, arriva il carismatico Anthony Strong insieme alla potente macchina sonora della Colours Jazz Orchestra, guidata dal direttore e trombonista Massimo Morganti, per un evento che promette scintille. In un’unica serata, due fuochi che si incontrano: da una parte la voce vellutata e il pianismo elegante di Anthony Strong, autentico crooner contemporaneo che ha riportato in auge lo swing con uno stile personale, raffinato e sempre sorprendente; dall’altra, la Colours Jazz Orchestra, una delle più affermate big band italiane, che con la sua precisione esecutiva e il suo spirito avanguardista è diventata un punto di riferimento per il jazz orchestrale europeo. Con un titolo che di per sé è già una promessa sul repertorio proposto - Da Cole Porter a Frank Sinatra -  la performance rappresenta non solo una semplice celebrazione della golden age dello swing, ma una vera e propria reinvenzione del repertorio dei grandi classici, rivisitati con nuovi arrangiamenti, slanci improvvisativi e una freschezza interpretativa che lascia il segno. Anthony Strong, voce e pianoforte, torna in Italia dopo una carriera che l’ha visto protagonista su palchi di tutto il mondo: dalla BBC alla Royal Albert Hall, dai festival jazz europei alle classifiche internazionali. I suoi dischi (Stepping Out, On a Clear Day, Easy Sailing) hanno incantato pubblico e critica, con il loro mix di swing, eleganza e uno stile che attinge tanto a Sinatra, Mel Tormé, Nat King Cole, quanto a Oscar Peterson. Sul palco sarà affiancato dal batterista Luke Tomlinson e da una delle formazioni orchestrali più affiatate del nostro Paese. La Colours Jazz Orchestra, costituita nelle Marche nel 2002, è oggi un laboratorio vivissimo di jazz orchestrale, capace di muoversi con disinvoltura tra standard e composizioni originali, tra tradizione e contemporaneità. Il lavoro di Massimo Morganti, direttore, arrangiatore e solista, ha reso questa big band una delle realtà più ammirate anche fuori dai confini italiani. Non è un caso se artisti come Kenny Wheeler, Ayn Inserto, John Taylor e Scott Robinson abbiano scelto di collaborare con loro in progetti discografici e dal vivo. La serata si inserisce nel cartellone del festival diretto da Silvia Alunni e promosso da Visioninmusica con il contributo del Comune di Spoleto. Una sesta edizione - dal tema Jazz not war - che sta registrando grandi consensi, partecipazione crescente e teatri sold out, confermandosi tra le rassegne più autorevoli per chi ama il jazz come linguaggio contemporaneo e come terreno fertile di contaminazioni. E Spoleto, con la sua storia artistica millenaria, diventa ancora una volta scenario ideale per accogliere questo terzo concerto-evento, che non è solo un tributo alla grande stagione dei crooner, ma una serata esplosiva tra swing incalzante e ballad orchestrali. Tue, 04 Nov 2025 16:46:17 +0000 Moda e spettacolo Gli studenti dell’istituto Omnicomprensivo di Filadelfia protagonisti della prima edizione di “Corri insieme a noi” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33994-gli-studenti-dell-istituto-omnicomprensivo-di-filadelfia-protagonisti-della-prima-edizione-di-corri-insieme-a-noi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33994-gli-studenti-dell-istituto-omnicomprensivo-di-filadelfia-protagonisti-della-prima-edizione-di-corri-insieme-a-noi.html Nella mattinata di sabato 25 ottobre 2025, gli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo “Rita Levi Montalcini” di Filadelfia hanno preso parte alla prima edizione di “Corri Insieme a Noi”, manifestazione sportiva organizzata dall’ASD Filadelfiatletica, con il patrocinio del Comune di Filadelfia e la collaborazione del Progetto SAI – Sistema di Accoglienza e Integrazione. All’iniziativa hanno partecipato gli alunni della scuola secondaria di primo grado di Filadelfia e Francavilla, insieme agli studenti del Liceo Scientifico e dell’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato, tutte articolazioni dell’Istituto Omnicomprensivo di Filadelfia. L’evento si è svolto all’interno del Campo Sportivo di Filadelfia, trasformato per l’occasione in un vivace palcoscenico di entusiasmo, partecipazione e spirito di squadra. La manifestazione si è aperta con i saluti istituzionali del Sindaco di Filadelfia, Anna Bartucca, del Presidente dell’ASD Filadelfiatletica, Vincenzo Buccinnà, del rappresentante regionale della FIDAL – Federazione Italiana di Atletica Leggera, Franco Arena, della Dirigente scolastica, prof.ssa Maria Viscone e dell’Assessore comunale con delega allo Sport, Tommasino Diaco. Nel suo intervento, la dirigente ha sottolineato il valore educativo dello sport come strumento di crescita personale e collettiva: «In un tempo in cui la vita è sempre più sedentaria e digitale, iniziative come questa restituiscono ai ragazzi il piacere del movimento, il valore dell’impegno e la consapevolezza che ogni traguardo si raggiunge con costanza e determinazione. L’atletica, in particolare, insegna a conoscersi, a gestire la fatica e a porsi obiettivi concreti nel rispetto delle regole e degli altri. Come scuola, crediamo fermamente che la formazione dei giovani passi anche attraverso esperienze come questa, capaci di unire mente e corpo, disciplina e passione.» La giornata ha rappresentato un’autentica festa dello sport e dell’inclusione, con una partecipazione numerosissima e un coinvolgimento corale da parte di studenti, docenti e famiglie. Le gare di velocità e di mezzofondo hanno offerto ai giovani l’opportunità di mettersi alla prova in un contesto di condivisione e divertimento, rafforzando il senso di appartenenza e di comunità. L’Istituto Omnicomprensivo “Rita Levi Montalcini” ha aderito con entusiasmo all’iniziativa, riconoscendone il valore educativo e sociale. L’esperienza si inserisce pienamente nella visione formativa della scuola, da sempre attenta a promuovere il benessere, la partecipazione e la cittadinanza attiva, nella convinzione che l’educazione motoria e sportiva sia parte essenziale di una crescita armoniosa e consapevole per i giovani. Tue, 28 Oct 2025 11:27:57 +0000 Vibo Valentia Dal dark web alle nostre case: come imparare a difendere la propria privacy https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/33988-dal-dark-web-alle-nostre-case-come-imparare-a-difendere-la-propria-privacy.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/33988-dal-dark-web-alle-nostre-case-come-imparare-a-difendere-la-propria-privacy.html Edito da Mondadori Università, è in libreria il nuovo libro a cura di Nicola Bernardi "Smetti di farti spiare, difendi la tua privacy" con la prefazione di Guido Scorza, membro del Garante per la protezione dei dati personali. Uno strumento utile anche per sapere come comportarsi se si è vittima di reati digitali. L'obiettivo è aumentare la consapevolezza e fornire soluzioni concrete per riconquistare la propria privacy. Negli ultimi mesi, l'Italia è stata teatro di numerosi episodi di violazione della privacy che hanno suscitato grande allarme nell'opinione pubblica. Dal noto caso che ha coinvolto il conduttore televisivo Stefano De Martino, in cui immagini e video privati sono stati sottratti da telecamere di sorveglianza domestica e diffusi online, agli inquietanti furti di immagini rubate da telecamere installate in spazi riservati come camere d'albergo, palestre e studi medici. Particolarmente grave il massiccio attacco informatico dell'estate 2025, che ha colpito oltre dieci hotel italiani portando al furto e alla pubblicazione nel dark web di più di 70 mila scansioni di documenti d'identità di clienti italiani e stranieri. Una giovane poi è stata vittima per mesi di un episodio di deepfake: le sue foto sono state alterate e diffuse insieme a contenuti a sfondo sessuale, riportando anche i suoi dati personali.  Questi e altri casi che si susseguono uno dopo l'altro, amplificati dai social media e dalla mancanza di adeguate misure di sicurezza, hanno acceso i riflettori sulla vulnerabilità della privacy di ognuno di noi nell'era digitale. In questo scenario di crescente insicurezza e attenzione, è stato pubblicato da Mondadori Università, nella collana Saggi Oltre, il libro "Smetti di farti spiare, difendi la tua privacy", a cura di Nicola Bernardi - Presidente di Federprivacy - con Gianluca Amarù, Alessandra Fava e Marco Fossi, e con la prefazione di Guido Scorza, membro del Garante per la protezione dei dati personali. Il volume propone una riflessione aggiornata e strumenti pratici per orientarsi tra rischi, diritti e nuove forme di tutela della privacy.  Il libro contiene consigli pratici e best practices per difendere la propria privacy, in un percorso tra le insidie che si incontrano quotidianamente. Nicola Bernardi, autore del libro e Presidente di Federprivacy afferma: "Ci sono molte cattive abitudini e ingenuità che possono spesso indurre a cadere in molteplici tranelli. Oggi nel mondo digitale la complessità è enorme, ancor più con l'avvento dell'AI. Imparare a destreggiarsi nel web tutelando i dati personali è diventata una sfida impegnativa che vale però la pena portare avanti perché è prima di tutto un nostro diritto".  Tra i capitoli e i consigli approfonditi nel volume, in particolare risultano di straordinaria attualità quelli legati agli strumenti tecnologici sempre più di uso comune come le Smart tv, la domotica e gli assistenti digitali, le webcam installate in moltissimi luoghi. Ecco dunque un estratto di alcuni dei principali consigli pratici che il libro suggerisce di seguire per tutelarsi.   Assistenti digitali e domotica: il rischio di essere spiati tra le mura domestiche -    evitare di utilizzare l'assistente digitale per memorizzare i dati relativi a salute, password, numeri di carte di credito e altre informazioni delicate -    scegliere con cura la parola di attivazione vocale del dispositivo smart evitando parole di uso frequente che potrebbero attivarlo involontariamente -    disattivare o disconnettere il dispositivo quando non è in uso (es. di notte o quando si è fuori casa) -    cancellare periodicamente la cronologia delle informazioni registrate   Smart tv, tu la guardi e lei guarda te -    valutare di coprire la webcam della smart tv e di disconnetterla da Internet quando non è necessario il collegamento alla rete -    controllare regolarmente se ci sono notifiche su disponibilità di aggiornamenti del firmware da scaricare verificando naturalmente prima che provengano realmente dal produttore -    disattivare le funzioni che monitorano i programmi visti e altre abitudini d'uso dell'apparecchio -    in presenza di minori, affidarsi alla custodia attiva di un sistema di parental control   Telecamere ovunque: difendersi dagli occhi elettronici indiscreti Alleate in tanti casi per famiglie, aziende e forze dell'ordine, le telecamere hanno portato con sé anche rischi importanti per la privacy. Nel 2022 una ricerca svolta da Federprivacy in Italia aveva evidenziato che su 1000 sistemi di videosorveglianza solo l'8% era correttamente segnalato. Tali aspetti sono regolamentati dal GDPR e dalla normativa italiana in materia di videosorveglianza. Se si sospettano violazioni della privacy tramite una webcam o una telecamera di videosorveglianza, è necessario contattare il Data Protection Officer dell'organizzazione che ha effettuato le riprese delle immagini. In seconda battuta, occorre rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali se le rassicurazioni ricevute non siano sufficienti.  Attenzione, infine, anche ai wearable devices, come lo smart watch, e agli smart toys come bambole, peluche, robot e giochi educativi in grado di collegarsi al web e ai social network.     Thu, 23 Oct 2025 08:43:14 +0000 Libri La guerra bianca. Vita e morte sul fronte italiano 1915-1919 https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/33978-la-guerra-bianca-vita-e-morte-sul-fronte-italiano-1915-1919.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/33978-la-guerra-bianca-vita-e-morte-sul-fronte-italiano-1915-1919.html "La guerra bianca" è il racconto documentato degli anni della Prima guerra mondiale sul fronte del Nordest italiano: un’«opera-mondo», per citare l’espressione usata da Carlo Greppi nella sua prefazione, che tocca ogni aspetto – dalla quotidianità in trincea all’impreparazione tecnica, dagli errori degli alti comandi alle difficoltà logistiche – di un momento storico in cui, ogni giorno, per migliaia di persone la vita e la morte sono state distanti solo pochi attimi. Agli albori del 1915 l’Italia è una nazione ancora da forgiare: non c’è una lingua, non c’è un sentimento comune, non c’è un'idea diffusa di patria. Per le classi dirigenti del paese è ora che gli italiani si temprino in una solida unità nazionale, e con l’uccisione di Francesco Ferdinando d'Austria la soluzione è a portata di mano: la guerra. La fucina, il campo di battaglia. A pagarne il prezzo saranno i giovani costretti in un fronte lungo seicento chilometri, dalle Dolomiti all'Adriatico; giovani che, uniti nella paura e nell'angoscia, combatteranno in un biancore costante di pietre e di neve, uccideranno e saranno uccisi. Grazie ai diari dell’epoca, alle interviste dei reduci e alle esperienze di scrittori come Ungaretti, Hemingway, Musil e Gadda, Mark Thompson delinea con lucidità il panorama socio-culturale e politico-economico di un’epoca spartiacque non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa, la cui fisionomia verrà stravolta dalla dissoluzione degli imperi centrali che aprirà la strada ai totalitarismi. Questo libro mostra in modo evidente come le illusioni e le attese evocate dalla retorica nazionalista furono sconfessate dalla brutalità della guerra di logoramento. Un monito che, a distanza di più di cento anni e di fronte a guerre sempre nuove, continua a supplicarci affinché la prossima «inutile strage» possa essere evitata.   Fri, 17 Oct 2025 08:28:31 +0000 Libri Come un fiore di papavero scuro https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/33977-come-un-fiore-di-papavero-scuro.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/33977-come-un-fiore-di-papavero-scuro.html Cracovia, 1895. In una fredda mattina di aprile, sulle sponde della Vistola viene ritrovato il corpo di una giovane donna. I capelli sciolti, l'abbigliamento composto e una macchia di sangue scuro sulla camicetta chiara rendono la ricostruzione degli accadimenti più complessa rispetto alle comuni morti violente che si registrano di solito in quel quartiere periferico e poco raccomandabile della città. La vittima è Karolina Szulcówna, fino al giorno prima domestica irreprensibile nel Palazzo del Pavone, dove in quelle stesse ore Zofia Rombotynska, moglie di uno stimato professore, si domanda stizzita perché mai la ragazza abbia lasciato senza preavviso il lavoro, proprio alla vigilia di Pasqua, vale a dire nei giorni indaffarati che precedono la festa. Dopo aver ricevuto la terribile notizia, Zofia torna a vestire gli amati panni d'investigatrice; lo deve, nonostante tutto, alla povera Karolina. Ed è allora partendo da un misterioso ingegnere innamorato della ragazza che la sua indagine la porta a scoprire una rete di criminali dediti alla tratta a sfondo sessuale: un coacervo di ambizioni spregiudicate che dalle case di malaffare si allarga fino ai luoghi corrotti del potere, e che costringerà la nostra Zofia a mettere in discussione le sue granitiche. Con il secondo romanzo della serie che ha per protagonista la signora ribelle della buona società cracoviana, ecco servito al lettore curioso un nuovo affascinante capitolo dal tipico sapore fin de siècle, mirabile nell'intrecciare con ironica verve l'indagine poliziesca al costume; dietro l'angolo un mondo in rapidissimo cambiamento, dove già prende spazio, caparbia, la presenza delle donne. Fri, 17 Oct 2025 08:26:47 +0000 Libri Il professor Giovanni Liccardo presenta a Benevento il suo ultimo libro https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/benevento/33968-il-professor-giovanni-liccardo-presenta-a-benevento-il-suo-ultimo-libro.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/benevento/33968-il-professor-giovanni-liccardo-presenta-a-benevento-il-suo-ultimo-libro.html Martedì 21 ottobre alle ore 17 all’Antico Teatro di Palazzo Paolo V in Corso Garibaldi 145 a Benevento si svolgerà l’incontro con l’autore del libro “Storie insolite di uomini, luoghi e oggetti dei musei di Napoli” Giovanni Liccardo presentato dalla dirigente scolastica Maria Buonaguro. Il valore fondamentale di un museo risiede nella sua funzione di conservare le testimonianze materiali del passato, salvando oggetti destinati alla distruzione e all'oblio. I musei sono custodi e artefici della costruzione e comunicazione della memoria collettiva attraverso il patrimonio materiale. Inoltre, i musei, in linea con la definizione dell'ICOM, sono istituzioni senza scopo di lucro al servizio della società che promuovono ricerca, acquisizione, conservazione, comunicazione ed esposizione di testimonianze materiali e immateriali per studio, educazione e diletto, generando integrazione, dialogo e coesione sociale. Il libro di Giovanni Liccardo, Storie insolite di uomini, luoghi e oggetti dei Musei di Napoli, edito per i tipi di Cuzzolin editore, adotta questa prospettiva, concentrandosi non sulla descrizione dettagliata di ogni sala, ma sul racconto di storie di persone, luoghi e oggetti insoliti custoditi nei musei di Napoli, dopo una contestualizzazione storica e tipologica. Il libro si presenta martedì 21 ottobre nella prestigiosa sala dell’Antico Teatro di Palazzo Paolo V, Benevento; relatrice sarà la prof.ssa Maria Buonaguro, mentre i saluti saranno proposti da Maria Felicia Crisci, presidente del comitato di Benevento della Società Dante Alighieri (e promotrice dell’evento), e dalla dott.ssa Antonella Tartaglia Polcini, assessore alla cultura del Comune di Benevento. Il volume di Liccardo non è una guida descrittiva né una semplice presentazione di luoghi espositivi, piuttosto la valorizzazione della memoria storica dei musei di Napoli, delle loro raccolte e dei personaggi che li hanno plasmati, distinguendo la memoria (emotiva, partecipativa, di continuità) dalla storia (scientifica, critica, di distacco). Di conseguenza intende sottolineare il valore della memoria delle loro trame e delle loro raccolte; memoria che è cosa diversa dalla storia, un’opposizione che bisogna capire bene, perché questa è scientifica e quella è emotiva, questa è critica e quella partecipativa, questa propone distacco dal passato e quella la continuità di un presente senza limiti in cui anche ciò che si è svolto tanto tempo fa è ancora qui. Dunque, il libro di Liccardo vuole fornire un quadro dei musei della città come centri di conoscenza, informazioni, riflessioni e produzione culturale radicati nel territorio urbano; presentarli, in altre parole, con una prospettiva nuova e originale, ovvero nel loro forte connotato educativo e propositivo nei confronti della vita culturale passata, presente e futura di Napoli. Se l’intento di ricordare la storia della città per tramandarla ai posteri è sempre esistito, si scoprono le ragioni per le quali alcune opere d’arte erano collocate un tempo nei luoghi pubblici; si raccontano avvenimenti storici specifici da angolazioni originali; si riconoscono manufatti straordinari conservati e opere di varia natura e tipologia che hanno caratterizzato l’identità, la storia e le tradizioni della città. Certo, i musei di Napoli sono una tipologia molto complessa, soprattutto per le finalità, le collezioni, gli esiti formali e il rapporto con la città. Eppure, paradossalmente è in questa differenza il loro forte legame con Napoli e il territorio in cui essi stessi s’innestano ed esplicano le loro attività: appunto per tale ragione, le caratteristiche proprie di ciascun museo napoletano non solo non sono esportabili, ma sono anche originali e uniche. Giovanni Liccardo, dirigente scolastico, è autore di numerose opere, tra le quali Vita quotidiana a Napoli prima del medioevo (Tempolungo, 1999 - Premio letterario “Campanile d’argento. Città di Cimitile” 2000), Introduzione allo studio dell’archeologia cristiana. Storia, metodo, tecnica (Edizioni San Paolo, 2004), Architettura e liturgia nella Chiesa antica (Edizioni Skira, 2005). Tra i più recenti: Alla scoperta di Napoli archeologica (2021), La storia di Napoli in 1001 luoghi (2022) e Alla scoperta dei segreti perduti di Napoli (2023). Tue, 14 Oct 2025 07:46:55 +0000 Benevento A Taormina il Forum The European House Ambrosetti sul sistema cultura della Sicilia https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33967-a-taormina-il-forum-the-european-house-ambrosetti-sul-sistema-cultura-della-sicilia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33967-a-taormina-il-forum-the-european-house-ambrosetti-sul-sistema-cultura-della-sicilia.html Sarà presentata a Taormina la piattaforma “Sistema Cultura Sicilia”, lanciata da The European House - Ambrosetti (TEHA Group), in collaborazione con il Parco Archeologico di Naxos Taormina e l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, finalizzata a identificare, quantificare e misurare il valore del patrimonio storico, culturale ed artistico della Regione Siciliana: appuntamento giovedì 16 ottobre dalle ore 10 alle ore 17 al San Domenico Palace alla presenza di illustri rappresentanti istituzionali e relatori tra cui: Eleonora Berti (Council of Europe Cultural Routes Coordinator; Membro del Gruppo di esperti Commissione Europea sull’eredità culturale), Giuseppe Cipolla (critico d’arte), Cateno De Luca (sindaco di Taormina), Orazio Micali (direttore Parco Archeologico di Naxos Taormina), Francesco Paolo Scarpinato (assessore regionale Beni Culturali e Identità Siciliana), Elvira Amata (assessora regionale Turismo, Sport e Spettacolo), Dipo Faloyin (giornalista e scrittore), Mauro Felicori (presidente Circolo Marco Biagi), Carlo Adelio Galimberti (critico d’arte e pittore), Eva Giovannini (giornalista RAI), Emilio Isgrò (artista, scrittore, poeta e drammaturgo), Simonetta Agnello Hornby (scrittrice e avvocato), Michele Trimarchi (professore di Economia della cultura, IUAV e Treccani Accademia), Mirella Serlorenzi (direttrice, Terme di Caracalla), Mauro De Bari (Founder, Chrack Lab), Mauro Felicori (presidente, Circolo Marco Biagi), Antonio Lampis (direttore Dipartimento cultura italiana e sviluppo economico, Provincia Autonoma di Bolzano - Alto Adige e vicepresidente Libera Università di Bolzano), Cetti Lauteta (Partner, The European House - Ambrosetti; responsabile Practice Scenario Sud, TEHA Group), Angelo Firrito (consigliere Fondazione BAPR – Gruppo BAPS, Banca Popolare di Sicilia), Elvira Seminara (scrittrice, giornalista e pop artist) e Fabrizio Zappi (direttore Cultura e Educational, RAI). Il progetto “Sistema Cultura Sicilia” mira a individuare contestualmente azioni e progetti concreti in grado di rafforzarne l’attrattività a beneficio dello sviluppo regionale, catalizzando interesse e consenso del territorio in un percorso di crescita che si auto-alimenti nel tempo. L’iniziativa si propone di evidenziare le eccellenze locali, affrontare le criticità infrastrutturali e proporre soluzioni per rafforzare l’accessibilità, la partecipazione giovanile e la sinergia tra territorio e comunità. L’obiettivo è trasformare la cultura in motore di sviluppo sostenibile, posizionando la Sicilia come riferimento creativo e culturale nel Mediterraneo. Tra i temi in programma: Presentazione del Paper SISTEMA-CULTURA SICILIA; L’identità siciliana come perno della cultura mediterranea; Il patrimonio culturale: conservazione, valorizzazione e attrattività e Linguaggi e nuovi paradigmi identitari per la cultura di domani. Tue, 14 Oct 2025 07:44:26 +0000 Messina Più richieste d’aiuto tra i giovani? Il deepnude e il revenge porn nuove frontiere della violenza digitale https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33956-piu-richieste-d-aiuto-tra-i-giovani-il-deepnude-e-il-revenge-porn-nuove-frontiere-della-violenza-digitale.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33956-piu-richieste-d-aiuto-tra-i-giovani-il-deepnude-e-il-revenge-porn-nuove-frontiere-della-violenza-digitale.html Con il ritorno a scuola, l’Associazione Meter richiama l’attenzione sull’aumento dei casi legati all’uso improprio dell’intelligenza artificiale e del revenge porn: immagini manipolate, condivisioni non consensuali e comportamenti digitali che coinvolgono sempre più spesso i minori.  Una delle ultime segnalazioni raccolte da Meter riguarda 125 studentesse italiane denudate virtualmente da coetanei tramite l’IA, a dimostrazione di una violenza digitale che cresce silenziosamente accanto ai casi di sexting, sextortion e adescamento.  Nel 2024 il Centro Ascolto dell’associazione ha gestito 490 richieste di tutela di minori. La maggior parte dei casi riguarda i rischi online, con interventi di supporto psicologico, giuridico e informatico. Significativa anche la presenza di abusi sessuali, disturbi d’ansia e difficoltà familiari, per i quali il Centro ha offerto assistenza.  Il Centro Ascolto di Meter è attivo tutto l’anno, in presenza e online, e mette a disposizione un’équipe multidisciplinare composta da psicologi, psicoterapeuti, legali e tecnici informatici. Offre ascolto e consulenza a minori, famiglie, insegnanti e adulti che affrontano situazioni di disagio: dall’abuso e dalla violenza digitale ai problemi emotivi, alle dipendenze da internet, al cyberbullismo e ai conflitti familiari.  È possibile contattare il Centro Ascolto tramite il Numero Verde o compilando il modulo online — anche in forma anonima — sul sito ufficiale: https://associazionemeter.org/servizi/centro-ascolto/richiedi-consulenza/. Nell’ultimo anno è stato registrato un aumento delle richieste di aiuto via WhatsApp, canale preferito soprattutto dagli adolescenti: il servizio è dunque raggiungibile al numero +39 342 7319716. Wed, 08 Oct 2025 06:39:59 +0000 Siracusa L’orchestra sinfonica di Matera In Mozart dopo le nozze di Figaro https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/33948-l-orchestra-sinfonica-di-matera-in-mozart-dopo-le-nozze-di-figaro.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/33948-l-orchestra-sinfonica-di-matera-in-mozart-dopo-le-nozze-di-figaro.html Il genio di Mozart torna a incantare Matera con un programma che fa vibrare corde di emozione, eleganza e profondità. Dopo la brillante freschezza de Le Nozze di Figaro, il compositore salisburghese apre a nuove sfumature, tra poesia e tensione drammatica, regalando pagine che continuano a vibrare con sorprendente attualità. Sabato 4 ottobre, l’Orchestra Sinfonica di Matera invita il pubblico all’Auditorium “Raffaele Gervasio” (ingresso ore 20:00, inizio ore 20:30) per il concerto Mozart dopo le Nozze di Figaro un appuntamento che trasformerà la sala in uno spazio di emozione e dialogo tra passato e presente. Il programma intreccia tre capolavori che raccontano l’evoluzione creativa del genio viennese: l’Ouverture dalle Nozze di Figaro, esplosiva e teatrale; la Sinfonia n. 40 in sol minore, K. 550, una delle pagine più intense e amate della storia della musica; il luminoso e solenne Concerto per pianoforte e orchestra in do maggiore, K. 503, che incarna la bellezza del classicismo maturo. Considerato tra i più profondi interpreti di Mozart della nostra epoca, Alexander Lonquich ha sviluppato una carriera internazionale che lo ha portato a collaborare con orchestre prestigiose come la Mahler Chamber Orchestra, i Wiener Symphoniker, la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Apprezzato per l’originalità delle sue letture, che coniugano rigore stilistico e libertà poetica, Lonquich è regolarmente ospite dei maggiori festival europei ed è noto anche per la sua intensa attività cameristica. La sua interpretazione di Mozart, riconosciuta per eleganza e profondità espressiva, trova un terreno particolarmente fertile nella doppia veste di pianista e direttore, che gli consente di instaurare un dialogo diretto con l’orchestra e il pubblico. “Il legame tra l’Orchestra Sinfonica di Matera e Mozart è un filo prezioso che attraversa le stagioni – afferma la presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera, Gianna Racamato -  Dalle raffinate esecuzioni nella stagione invernale 2024 del Concerto n. 20 K.466 e della Sinfonia “Jupiter” K.551 del concerto “Il fascino di Mozart”, e, ancor prima nel 2022 in collaborazione con il Festival Duni, con l’incontro tra il classicismo napoletano di Paisiello accostato al Mozart della Sinfonia “Praga” K.504, l’Orchestra ha più volte restituito al pubblico la freschezza e la vitalità del repertorio mozartiano. Questi appuntamenti hanno costruito un patrimonio di esperienze e di interpretazioni che oggi trova una nuova tappa in “Mozart dopo le Nozze di Figaro”, testimoniando la continuità di una ricerca artistica che unisce tradizione e rinnovamento”. I singoli biglietti dei concerti della Quarta Stagione Concertistica Autunno–Inverno dell’Orchestra Sinfonica di Matera, si possono acquistare Online su TicketSms https://www.ticketsms.it/collection/Stagione-Concertistica-2025-Orchestra-Sinfonica-Matera e di persona al botteghino prima dell’inizio dello spettacolo. I 9 concerti della rassegna autunno - inverno si svolgeranno a Matera dal 21 settembre al 30 dicembre 2025 all’Auditorium “Raffaele Gervasio”, con ingresso alle ore 20:00 e inizio alle 20:30.   Prossimo appuntamento: Venerdì 10 ottobre ore 20:30 - Auditorium Raffaele Gervasio - Matera CARMEN 150 Gianna Racamato - mezzosoprano Ugo Tarquini - tenore Domenico Fortunato - voce recitante ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA Direttore: Daniele Agiman Programma di sala Musiche di Georges Bizet     Informazioni sulla Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera:   La Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera organizza e promuove le attività dell’Orchestra Sinfonica di Matera. Partecipata da Comune di Matera, Provincia di Matera e Conservatorio Egidio Romualdo Duni di Matera che ne sostengono le attività. A queste istituzioni si aggiungono: il Ministero della Cultura che ha ammesso l’Orchestra al percorso per il riconoscimento quale ICO Istituzione Concertistica Orchestrale e la sostiene attraverso il Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus), e la Regione Basilicata, che la sostiene con fondi regionali. La stagione concertistica autunno inverno 2025, con la direzione artistica del Maestro Saverio Vizziello, è stata realizzata in collaborazione con Festival Duni Thu, 02 Oct 2025 05:28:26 +0000 Matera “Voci Nascoste” - podcast teatrale in 5 appuntamenti https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/barletta/33947-voci-nascoste-podcast-teatrale-in-5-appuntamenti.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/barletta/33947-voci-nascoste-podcast-teatrale-in-5-appuntamenti.html Il Teatro Fantàsia di Barletta presenta “Voci Nascoste”, un nuovo progetto culturale che unisce teatro e narrazione digitale per dare voce a storie autentiche di donne che, con impegno e passione, hanno saputo trasformare i propri sogni in realtà. L’iniziativa, vincitrice del bando regionale Futura 2025, si articolerà in cinque appuntamenti dal vivo, con la possibilità di seguire gli incontri anche in formato podcast, tutti i venerdì di ottobre. L’idea alla base di “Voci Nascoste” è semplice ma rivoluzionaria: il successo non è un privilegio destinato a pochi, ma una possibilità concreta per chiunque scelga di credere in sé stesso. Per questo, sul palco non saliranno celebrità irraggiungibili, ma donne comuni che racconteranno le loro esperienze con autenticità, mostrando come impegno, resilienza e determinazione possano aprire la strada a percorsi straordinari. Le protagoniste della rassegna saranno cinque figure femminili provenienti da ambiti diversi: 3 ottobre: Angela Dargenio, docente di lettere e storia, che rifletterà sul ruolo delle donne nella scrittura e nella cultura; 10 ottobre: Veronica Inglese, atleta olimpionica, che condividerà il suo percorso di crescita nello sport; 17 ottobre: Cristina Biscozzi, psicologa, che parlerà di salute mentale e autostima; 24 ottobre: Valentina Scatigno, process engineer specialist, che porterà la sua testimonianza di resilienza e affermazione in un settore a prevalenza maschile. 31 ottobre: Cristina Rubbiani, artista ed ex agente di viaggio, che racconterà la sua rinascita creativa dopo la pensione; Gli incontri saranno ospitati dal Teatro Fantàsia, in via Imbriani 144 a Barletta, uno spazio culturale giovane e inclusivo che negli ultimi anni è diventato un punto di riferimento per la città, grazie a una programmazione attenta ai temi sociali e alle nuove generazioni. La conduzione sarà affidata ad Alessandro Piazzolla, direttore artistico del teatro. Il progetto si rivolge in particolare ai giovani fino ai 25 anni, con l’obiettivo di offrire loro esempi concreti e positivi, stimolando la fiducia in sé stessi e la consapevolezza delle proprie possibilità. L’ingresso agli eventi sarà gratuito, così da favorire la massima partecipazione. “Voci Nascoste” è realizzato in collaborazione con partner strategici del territorio: l’ITET “Cassandro-Fermi-Nervi” di Barletta, Springtime Jazz Festival e il Leo Club Barletta. Una rete di sinergie che conferma la natura comunitaria e partecipativa del progetto. Attraverso il teatro e i podcast, “Voci Nascoste” vuole lasciare un’eredità duratura, custodendo e diffondendo testimonianze che possano continuare a ispirare nel tempo. L’ingresso è libero, su prenotazioni. Tutte le informazioni e prenotazioni possono essere effettuate telefonicamente al 340 3310937 o direttamente in sede in via Imbriani 144 a Barletta. Thu, 02 Oct 2025 05:25:45 +0000 Barletta “Aladino – Le notti d’Oriente” apre la 14ª edizione di C’era una volta – I Family Show https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33944-aladino-le-notti-d-oriente-apre-la-14-edizione-di-c-era-una-volta-i-family-show.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33944-aladino-le-notti-d-oriente-apre-la-14-edizione-di-c-era-una-volta-i-family-show.html La magia prende vita sul palco del Teatro delle Arti di Salerno con “Aladino – Le notti d’Oriente”, spettacolo inaugurale della 14ª edizione di C’era una volta – I Family Show, la fortunata rassegna dedicata alle famiglie firmata dalla Compagnia dell’Arte. Un appuntamento da non perdere: domenica 5 ottobre, il sipario si alzerà alle ore 11:00, 17:00 e 19:15, per accompagnare grandi e piccini in un viaggio straordinario tra sogni, magia e amicizia senza confini. Diretto dal regista Antonello Ronga, lo spettacolo è liberamente ispirato al celebre racconto persiano Aladino e la lampada meravigliosa, tratto dalla raccolta Le Mille e una Notte. Una commedia musicale ritmata e coinvolgente, colorata e divertente, che fa volare il pubblico su un tappeto magico tra musiche incalzanti, coreografie spettacolari ed effetti visivi mozzafiato. Sul palco, la storia dell’incontro tra Aladino, giovane ragazzo di strada astuto e sognatore, e la più bella principessa d’Oriente, che fuggendo dal suo palazzo scopre il mondo esterno. Tra loro nasce un’amicizia autentica, destinata a trasformarsi in amore grazie ai consigli del fidato compagno di Aladino: un Genio della Lampada davvero speciale. Un cast di talento porta in scena questa straordinaria avventura: Gianni D’Amato, Giovanni D’Auria, Alessandro Musto, Aurora Renata Ronga, Francesco Maria Sommaripa, Peter Zobel. Le coreografie sono firmate da Fortuna Capasso del Professional Ballet diretto da Pina Testa. Le scenografie video portano la firma di Marcello De Martino e il service è a cura di GfM Service. I raffinati costumi sono realizzati da Francesca Canale. La direzione organizzativa è affidata a Valentina Tortora, la segreteria a Monica Lamberti, mentre l’amministrazione è curata da Mauro Collina. I biglietti sono in vendita presso il botteghino del Teatro delle Arti, aperto tutti i giorni dalle 17:00 alle 21:00. Aladino – Le notti d’Oriente è più di uno spettacolo: è un tuffo in un mondo incantato dove i desideri possono avverarsi. Un’avventura musicale per tutta la famiglia, tra sogno, risate e magia… su un tappeto volante!     Thu, 02 Oct 2025 05:19:27 +0000 Salerno Giornata internazionale del caffè: eventi e degustazioni firmati Morettino https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/33943-giornata-internazionale-del-caffe-eventi-e-degustazioni-firmati-morettino.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/33943-giornata-internazionale-del-caffe-eventi-e-degustazioni-firmati-morettino.html Mercoledì 1 ottobre tutto il mondo celebra la Giornata internazionale del caffè e anche Morettino, storica torrefazione di Palermo, dà vita a una serie di attività che hanno come scopo quello di diffondere la cultura di questa bevanda, tanto diffusa quanto poco conosciuta e valorizzata. Un calendario di eventi che parte domani, 1 ottobre, e continuerà per tutto il mese di ottobre e quello di novembre, grazie anche alla collaborazione con il festival Le Vie dei tesori e la Comunità emblematica di Palermo del Rito dell’espresso italiano. Si parte domani con l’evento “L’Espresso: i suoi valori sensoriali e sociali”, in programma presso il Morettino Lab (via Filippo Patti 30, Palermo Marina Yachting), con due sessioni: dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. L’incontro, gratuito e aperto a tutti, prevede un educational con degustazione guidata, in collaborazione con la Comunità Emblematica Nazionale dell’Espresso Italiano, rappresentata a Palermo da Arturo Morettino, impegnata nel percorso di candidatura del Rito dell’Espresso Italiano a Patrimonio immateriale dell’umanità Unesco. Oltre agli aspetti legati al gusto, l’evento approfondirà il valore simbolico del caffè come gesto quotidiano di condivisione e dialogo. I partecipanti avranno l’opportunità di esplorare diverse estrazioni di espresso con blend selezionati e specialty coffee, scoprendone le caratteristiche sensoriali e le storie legate alle origini e alle filiere sostenibili. A partire dal 19 ottobre fino al 16 novembre, Morettino aderisce alla manifestazione Le Vie dei Tesori, aprendo le porte della Fabbrica museale del caffè (via Enzo Biagi 3/5). Il percorso guidato condurrà i visitatori dalla piantagione didattica al Museo del Caffè, offrendo una panoramica sulla storia, la cultura e la trasformazione del caffè. All’interno della stessa iniziativa, presso il Morettino Lab, sarà possibile partecipare alle Specialty Coffee Experience, degustazioni guidate dedicate a diverse modalità di estrazione (espresso, moka, filtro) con caffè di alta qualità selezionati da filiere etiche. Appuntamento il 18 e 25 ottobre dalle 16 alle 17.       Tue, 30 Sep 2025 09:02:25 +0000 Palermo “Il Giubileo è cultura”, Terrasini ricorda Salvo D’Acquisto https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/33923-il-giubileo-e-cultura-terrasini-ricorda-salvo-d-acquisto.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/33923-il-giubileo-e-cultura-terrasini-ricorda-salvo-d-acquisto.html Seconda tappa della rassegna “Il Giubileo è cultura”, promossa dall’associazione culturale “Così, per… passione!”, che accompagna la comunità di Terrasini nel cammino verso il Giubileo 2025. Dopo l’apertura di lunedì scorso dedicata a Rosario Livatino, oggi la città ha reso omaggio a Salvo D’Acquisto, il vicebrigadiere dell’Arma dei Carabinieri fucilato il 23 settembre 1943 a soli 23 anni, per salvare 22 civili innocenti dalla rappresaglia nazista. Un sacrificio che è divenuto patrimonio della coscienza nazionale, esempio luminoso di fede, coraggio e amore per il prossimo. Alle ore 10.30, in un clima di grande partecipazione e commozione, si è svolta la cerimonia di intitolazione di una nuova strada, all’incrocio con via Carlo Alberto dalla Chiesa, dedicata a D’Acquisto. Presenti autorità civili, religiose e militari: il prefetto di Palermo Massimo Mariani, il comandante della Legione Carabinieri Sicilia, generale di brigata Ubaldo Del Monaco, il questore di Palermo Vito Calvino, il sindaco di Terrasini Giosuè Maniaci, e – in rappresentanza della famiglia – il maresciallo maggiore Mauro D’Acquisto, nipote dell’eroe. La benedizione è stata impartita dall’arcivescovo di Monreale, monsignor Gualtiero Isacchi, assistito dal cappellano militare don Salvatore Falzone. Una corona di alloro è stata deposta ai piedi della nuova targa, mentre le note del silenzio hanno avvolto i presenti in un silenzio carico di emozione. La recente elevazione di Salvo D’Acquisto al titolo di Venerabile sottolinea come quel gesto non sia stato solo un atto di eroismo militare, ma anche una suprema testimonianza di fede cristiana e di amore universale. Le voci della memoria «Siamo giunti alla seconda tappa della nostra rassegna dedicata ai pellegrini di speranza – ha detto commosso Ino Cardinale, presidente dell’associazione “Così, per… passione!” – e oggi per noi è un giorno importante grazie anche alla presenza del maresciallo Mauro D’Acquisto, nipote del nostro Salvo. Il vice brigadiere viene da noi ricordato non solo per avere salvato la vita a 22 innocenti ma perché donò all'Italia un simbolo eterno di coraggio, di amore per il prossimo e di rinascita morale. E oggi abbiamo bisogno di trasmettere sempre di più il valore di questi uomini, abbiamo bisogno di tenere viva la memoria ed instillare, giorno dopo giorno, nelle nuove generazioni messaggi di speranza, amore e coraggio». «Salvo D’Acquisto è una pagina indelebile nella storia dell'Arma dei carabinieri ma anche nella coscienza nazionale – ha detto il generale Ubaldo Del Monaco –. Non aveva neanche 23 anni quando fu fucilato, eppure, quando dovette prendere una decisione, non esitò e andò incontro alla morte, con grande coraggio, tenendo fede a quello che era il suo credo. Un carabiniere è un uomo che crede come credono tutti i servitori dello Stato. Ed è quello che ha fatto Salvo sentendo forte il bisogno di salvare 22 innocenti sacrificando la propria vita. Una testimonianza di sacrificio, un dono di se stesso e non un atto impulsivo, del momento. Un atto di amore. Oggi noi abbiamo il dovere di ricordarlo, di onorare la sua memoria. Di onorare il suo sacrificio, ma soprattutto, abbiamo il dovere di salvaguardare e di custodire il patrimonio morale a cui tutti noi dobbiamo aspirare». «Abbiamo voluto, anche noi nell’anno giubilare – ha aggiunto il sindaco Giosuè Maniaci – dare il nostro contributo come amministrazione comunale, celebrando, nel corso di questa rassegna, quattro personaggi che hanno fatto grande il nome della Sicilia ma di tutta l’Italia». La giornata proseguirà alle ore 17 a Palazzo d’Aumale, con un incontro-conversazione “Raccontaci di…” Salvo Rosario Antonio D’Acquisto … se muoio per altri cento, rinasco altre cento volte: Dio è con me e io non ho paura! Un’occasione per approfondire la sua figura attraverso testimonianze e riflessioni, affinché la sua scelta resti viva e parlante anche per le nuove generazioni. La rassegna: un cammino di speranza La manifestazione, iniziata lunedì 22 con la giornata dedicata a Rosario Livatino, proseguirà nei prossimi mesi con le tappe dedicate a padre Pino Puglisi e a fratel Biagio Conte, per concludersi il 30 dicembre 2025. Un percorso di cultura, memoria e spiritualità che, attraverso intitolazioni, incontri, concerti e momenti di riflessione, vuole rendere Terrasini un laboratorio di memoria condivisa. Prossimi appuntamenti Giornata dedicata a padre Pino Puglisi (autunno 2025) Giornata dedicata a fratel Biagio Conte (dicembre 2025) La rassegna è promossa dall’associazione “Così, per… passione!” con il sostegno dell’assessorato regionale ai Beni culturali e dell’Identità siciliana, della Fondazione Sicilia e dell’amministrazione comunale di Terrasini, in collaborazione con parrocchie, scuole, associazioni e istituzioni civili e militari. Thu, 25 Sep 2025 07:14:40 +0000 Palermo Asportato a Taranto un tumore ovarico da 15 kg https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33922-asportato-a-taranto-un-tumore-ovarico-da-15-kg.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33922-asportato-a-taranto-un-tumore-ovarico-da-15-kg.html Una donna della provincia di Taranto è stata sottoposta a un intervento chirurgico complesso che ha permesso di rimuovere un tumore alle ovaie di circa 15 kg. La massa era stata diagnosticata a giugno, quando misurava meno di 30 centimetri. Nei mesi successivi, prima dell’intervento a settembre presso la Casa di cura Bernardini, la crescita era stata rapida fino a raggiungere i 50 centimetri, comprimendo gli organi interni e provocando serie difficoltà respiratorie e rischio di occlusione intestinale.  L’operazione ha richiesto un lavoro coordinato e altamente specializzato. La complessità non risiedeva solo nelle dimensioni eccezionali del tumore, ma anche nella necessità di proteggere i tessuti circostanti e garantire la massima sicurezza per la paziente. Il risultato, che ha salvato la vita alla donna, è stato possibile grazie alla collaborazione multidisciplinare tra l’unità operativa di Ginecologia, diretta dal dr. Vito Carone, l’unità operativa di Chirurgia Generale diretta dal Dr. Martino Minardi e quella Anestesiologica, diretta dalla dr.ssa Marina Montrone. Fondamentale il supporto di tutto il personale infermieristico di reparto e del blocco operatorio che ha preso in cura la paziente.  Il decorso post-operatorio è stato regolare, privo di complicanze e la paziente è tornata a casa pochi giorni dopo.  «Nella sfera delle neoplasie ginecologiche, il tumore dell’ovaio è sicuramente il più aggressivo e rappresenta il 3% di tutte le neoplasie femminili - ha dichiarato il dr. Vito Carone della Casa di cura Bernardini- l’incidenza massima colpisce la fascia d’età tra i 50 e i 70 anni, ma non risparmia la popolazione giovanile. Per questo è importante effettuare controlli e visite ginecologiche almeno annuali, specialmente quando c’è familiarità per tumore ovarico o della mammella. Questo caso mette in evidenza anche come una diagnosi precoce possa cambiare positivamente la prognosi della malattia. La rapida crescita della massa in pochi mesi dimostra quanto sia essenziale intervenire tempestivamente e quanto sia importante un approccio multidisciplinare nell’interesse del paziente, approccio che quotidianamente caratterizza il nostro lavoro».   Thu, 25 Sep 2025 07:08:02 +0000 Taranto La Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici: con Inaf un viaggio nella scienza italiana https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/33911-la-notte-europea-dei-ricercatori-e-delle-ricercatrici-con-inaf-un-viaggio-nella-scienza-italiana.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/33911-la-notte-europea-dei-ricercatori-e-delle-ricercatrici-con-inaf-un-viaggio-nella-scienza-italiana.html Venerdì 26 settembre, torna la Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici, un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea con l’obiettivo di divulgare la scienza in ogni sua declinazione e avvicinare i cittadini al mondo della ricerca. L'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) partecipa all'evento su tutto il territorio nazionale con un ricco programma di attività gratuite e rivolte a tutte le età. Da nord a sud, gli osservatori e istituti dell’INAF si trasformeranno in luoghi di incontro e scoperta, offrendo al pubblico l'opportunità unica di incontrare ricercatori e ricercatrici che ogni giorno studiano e scoprono le meraviglie dell’Universo. Il programma dell’INAF spazia dalle classiche, ma sempre affascinanti, osservazioni al telescopio, che permetteranno di ammirare da vicino i corpi celesti come Saturno, a esperienze innovative come escape room scientifiche e il “Cody Maze astrofisico” per mettere alla prova l'ingegno di grandi e piccini. Non mancheranno i laboratori interattivi, i caffè e passeggiate astronomiche, le lezioni al planetario e i giochi scientifici, pensati appositamente per far divertire e imparare i più piccoli. Roma, Catania, Palermo, L’Aquila, Teramo, Milano, Firenze, Bologna, Napoli, Trieste, Padova, Torino e Cagliari: la Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici vedrà le sedi INAF aprire le porte con un programma diffuso e variegato. I visitatori avranno l'occasione di scoprire cosa ci cela dietro le quinte della ricerca, visitando i laboratori dove vengono costruiti gli strumenti per le prossime missioni spaziali ed esplorando le grandi infrastrutture scientifiche italiane. La notte dedicata alla ricerca rappresenta ogni anno un'opportunità imperdibile per toccare con mano l'affascinante mondo dell'astrofisica e per scoprire il lavoro di chi ogni giorno si dedica a svelare i segreti dell'universo. L'evento è un invito a guardare al cielo con occhi nuovi, guidati dai protagonisti della scienza italiana. Tue, 23 Sep 2025 06:07:18 +0000 Scienza “La giusta strada”: riparte il progetto della Provincia di Salerno per educare i giovani alla sicurezza stradale e alla consapevolezza dei rischi https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33904-la-giusta-strada-riparte-il-progetto-della-provincia-di-salerno-per-educare-i-giovani-alla-sicurezza-stradale-e-alla-consapevolezza-dei-rischi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33904-la-giusta-strada-riparte-il-progetto-della-provincia-di-salerno-per-educare-i-giovani-alla-sicurezza-stradale-e-alla-consapevolezza-dei-rischi.html Ha ripreso ufficialmente ieri mattina, mercoledì 17 settembre, presso il liceo “Mons. B. Mangino” di Pagani, diretto dalla dottoressa Ezilda Pepe, il progetto “La giusta strada”, promosso dalla Provincia di Salerno e finanziato dall’Unione Province d’Italia nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Mobilità sicura”. Un’iniziativa che parla ai giovani con un linguaggio diretto, concreto e moderno, per costruire insieme a loro una cultura della responsabilità e della sicurezza sulle strade. Il progetto, avviato nella sua prima fase lo scorso marzo, nasce con l’obiettivo di formare e sensibilizzare gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado su temi fondamentali come l’educazione stradale, la prevenzione dei rischi alla guida, l’uso consapevole delle sostanze, l’educazione alimentare e la comprensione dei fattori patologici che possono compromettere la sicurezza di chi è al volante. Attraverso incontri con esperti, agenti della polizia locale, professionisti della salute e operatori della prevenzione, “La giusta strada” offre ai ragazzi strumenti per leggere in modo critico il mondo della mobilità in cui si muovono ogni giorno. Non solo nozioni tecniche, ma anche riflessioni profonde sul concetto di responsabilità, rispetto delle regole, attenzione agli altri e consapevolezza delle proprie azioni. Il progetto vede coinvolti in prima linea i comandi di polizia locale del Comune di Pagani e del Comune di Castel San Giorgio, accanto a importanti istituti scolastici del territorio salernitano, come il Liceo Scientifico “Alfonso Gatto” di Agropoli, il Liceo Statale “Alfano I” di Salerno, l’Istituto d’Istruzione Superiore “Giovanni XXIII” di Salerno e lo stesso Liceo “Mangino” di Pagani, che ha ospitato il primo incontro della seconda fase progettuale. A preoccupare – e a dare ulteriore impulso al progetto – sono i dati contenuti nella tabella ISTAT sull’incidentalità stradale, che fotografano una realtà allarmante, soprattutto tra i giovani. Proprio per questo, la Provincia di Salerno ha scelto di agire in sinergia con le scuole e i comandi di polizia locale, promuovendo azioni concrete di prevenzione e contrasto all’incidentalità legata all’alcol e alle sostanze stupefacenti. “La giusta strada” si propone dunque come un percorso integrato che coniuga informazione, educazione e azione sul campo. Oltre agli incontri in aula, sono previste campagne di sensibilizzazione, attività laboratoriali, momenti interattivi e anche controlli mirati nei pressi di luoghi di aggregazione giovanile, a dimostrazione del fatto che la prevenzione non può essere solo teoria, ma deve entrare nella quotidianità. Ieri mattina al Liceo “Mangino” di Pagani, ad aprire la seconda fase del progetto, è stato anche lo psicologo Dott. Antonio Francese, che ha condotto un incontro di grande impatto emotivo con gli studenti, affrontando il tema dei comportamenti a rischio con uno sguardo attento al vissuto giovanile. Lo stesso dott. Francese sarà presente anche oggi, giovedì 18 settembre, per proseguire il confronto con gli alunni coinvolti. Il progetto entrerà poi nel vivo lunedì 22 settembre, con tre appuntamenti attesi: al mattino si terrà un incontro al Liceo “Alfano I” di Salerno, seguito da un secondo presso l’Istituto “Giovanni XXIII”, dove ancora una volta sarà protagonista il Dott. Antonio Francese. Sempre il 22, nella mattinata, si tornerà infine al Liceo “Mangino” di Pagani, dove ad incontrare gli studenti sarà il comandante Salvatore Dionisio della Polizia Municipale di Vico Equense, per un momento di confronto diretto sulle regole della strada e sull’importanza dell’educazione civica. Un percorso lungo, ma necessario, che vuole lasciare un segno duraturo nella mente e nel cuore dei ragazzi. Perché educare alla sicurezza significa, prima di tutto, educare alla vita.   Thu, 18 Sep 2025 07:43:03 +0000 Salerno Vini di Sicilia: festa per tre giorni di vendemmia https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33901-vini-di-sicilia-festa-per-tre-giorni-di-vendemmia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33901-vini-di-sicilia-festa-per-tre-giorni-di-vendemmia.html Il vino che unisce diventa protagonista del turismo esperienziale in Sicilia. Tra cultura e enogastronomia. Tra futuro e tradizione. La Festa della Vendemmia, in programma dal 19 al 21 settembre a Pachino, in tre giorni celebra oltre 60 etichette delle cantine locali in degustazione alla Stazione del Vino, in Piazza Pietro Nenni durante un susseguirsi di momenti di intrattenimento, gare, conferenze. La Festa della Vendemmia a Pachino è organizzata dall’associazione Vivi Vinum Pachino, anche grazie al progetto Vino Connect Sicilia, l’acceleratore della filiera vitivinicola siciliana, in sinergia con BCC Pachino e BCC di San Cataldo, Federcasse, Confcooperative Sicilia, supportato da Azure Consulting e finanziato da Fondo Sviluppo Spa, svolto in collaborazione con la Cooperativa di Comunità Le Terre di Ebe, con il patrocinio del Comune di Pachino e della Fondazione Ferrovie dello Stato. L’evento avrà inizio venerdì 19 settembre alle 18.00 con la conferenza “Il Palmento Di Rudinì: verso la musealizzazione” per porre l’attenzione sulla riqualificazione dello storico edificio ottocentesco in contrada Lettiera, alle porte di Marzamemi. Il confronto sarà aperto sulle strategie di sviluppo del nuovo polo turistico culturale accessibile. Tra i banchi d’assaggio dei vagoni del vino – durante la tre giorni – il pubblico potrà ammirare opere pittoriche, attrezzi dell’arte contadina, libri di autori locali e potrà assistere a laboratori d’artigianato, gustando cibi tipici preparati dagli “Artigiani del Gusto” e dagli studenti dell’Istituto Alberghiero P. Calleri, ballando tra le performance musicali. Non mancheranno le degustazioni di Mustata, l’antico dolce siciliano ottenuto dal mosto. Sabato 20 settembre alle 16.30 avrà inizio il concorso “La Vendemmia nel Piatto” con la straordinaria partecipazione di Luisa Marabita (“Le Ricette di Luisa). La piazza, durante il pomeriggio, diventerà anche il fulcro dei “giochi di una volta” coinvolgendo giovani e bambini in curiose sfide. Sarà possibile farsi affascinare dalle bolle di Maga Mandina. L’intrattenimento musicale a cura dei gruppi locali renderà piacevole la degustazione dei vini al calice, da scoprire uno dopo l’altro. Alle 18.00 si svolgerà la conferenza “L’enoturismo come nuova motivazione di viaggio: il cammino del vino e i percorsi esperienziali”: a partire dalla ferrovia e guardando alle esperienze di successo, nel focus saranno individuati i fattori chiave che possono dare slancio alle visite dei viaggiatori nei borghi del “Red Heritage Pachino”, il rosso che in questo territorio unisce vino, pomodoro e tonno. Alle 19.00 sarà assegnata la Pampina d’Oro, il pregiato riconoscimento che premia una personalità della filiera vitivinicola che si è distinta per il suo valoroso impegno. Alle 21.00 la serata diventerà più romantica con i Dik Dik, con Sognando la California, Senza luce, L’isola di Wight e molti altri successi hanno fatto la storia della beat generation italiana degli anni ’60. Domenica 21 settembre a partire dalle 16.30 tutti saranno stupiti dal divertente e avventuroso Palio della Botte, alla gara di rotolanti barrique parteciperanno decine cantine, associazioni, famiglie e gruppi che mirano alla vittoria. La serata di domenica sarà dedicata alle premiazioni del Concorso dei Vini dello Scagno, della Vendemmia nel Piatto e del travolgente Palio delle Botti. Il culmine sarà l’arrivo dei tradizionali carretti d’uva e dei piccoli vendemmiatori, daranno il via alla partecipata pigiatura che coinvolgerà tra danze e musiche tutta la collettività.   Thu, 18 Sep 2025 07:28:34 +0000 Siracusa Deepnude su studentesse: Associazione Meter scopre 125 immagini all’apertura delle scuole https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33900-deepnude-su-studentesse-associazione-meter-scopre-125-immagini-all-apertura-delle-scuole.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33900-deepnude-su-studentesse-associazione-meter-scopre-125-immagini-all-apertura-delle-scuole.html Avola, 17 settembre 2025 - Nel giorno in cui milioni di studenti italiani sono tornati in classe, Meter ha acceso i riflettori su un’aula parallela e invisibile: quella delle piattaforme online dove i minori diventano vittime di nuove forme di violenza. Stamattina, nella settimana  di avvio dell’anno scolastico, l’osservatorio mondiale di Meter ha monitorato e segnalato due gruppi Telegram, nei quali circolavano 125 immagini di studentesse manipolate tramite intelligenza artificiale: foto reali di adolescenti, fotografate di nascosto nelle aule scolastiche, poi denudate ed immesse in gruppi pedopornografici. «Questa è la nuova frontiera della pedocriminalità digitale» – denuncia il presidente di Meter, don Fortunato Di Noto – «non siamo più solo davanti a scambi di materiale illegale, ma alla creazione di immagini false, generate o modificate dall’IA, che ledono in modo irreparabile la dignità dei minori. Le studentesse che abbiamo riscontrato sono giovanissime, avranno 14 anni, forse sono ignare delle immagini diffuse online ma il danno per le vittime è reale e devastante, questo non è assolutamente cyberbullismo come qualcuno lo definisce, è pornografia minorile.» Meter sottolinea che il fenomeno dei chatbot e degli strumenti di intelligenza artificiale non è un rischio teorico, ma già oggi una realtà concreta, che si intreccia con l’inizio dell’anno scolastico.  Don Di Noto poi riflette: “Il ministro Valditara ha annunciato dei limiti all’uso dei cellulari a scuola, eppure già nei primi giorni dell’anno scolastico, durante le ore di lezione, tra i banchi, molti studenti scambiano materiale sessualmente esplicito. Di fronte a fenomeni gravissimi come la creazione di deepnude su minori, non si può più aspettare: serve individuare subito artefici e vittime e intervenire concretamente". Thu, 18 Sep 2025 07:25:08 +0000 Siracusa I giovani Santi della strada nel quotidiano https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/33879-i-giovani-santi-della-strada-nel-quotidiano.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/33879-i-giovani-santi-della-strada-nel-quotidiano.html La canonizzazione di Carlo Acutis e Piergiorgio, la prima di Papa Prevost, Leone XIV, che riceve il testimone da Papa Francesco. Come in una staffetta i Papi si passano il testimone anche nelle canonizzazioni. La vera ricchezza della Chiesa sono i santi di tutte le età e di tutte le categorie sociali. Carlo Acutis, il primo santo millennial. Carlo è stato un giovane come tanti altri, amò l’Eucaristia, visse la sua fede con gioia e ci ricorda che la santità non è un sogno lontano, ma una meta possibile per tutti. La semplice vita di Carlo mostra che per prendere sul serio la fede non è necessario avere 80 anni. Godersi i 15 anni e cercare di farlo davanti a Dio è possibile, e lui lo ha dimostrato. Carlo non voleva semplicemente “credere in Dio”: voleva essere connesso a Lui come chi respira è connesso con l’aria. Sempre. Senza pausa. Come il battito del cuore. In un’epoca in cui comandano i filtri, in cui l’autostima si misura con le visualizzazioni e l’amore sembra avere una data di scadenza, Carlo ci lancia questa frase come una bomba di verità. Senza giri di parole: «Ciò che veramente ci renderà belli agli occhi di Dio sarà solo il modo in cui lo abbiamo amato e come abbiamo amato i nostri fratelli». L’Eucaristia non era un piano extra per Carlo, era il suo motore. Quell'appuntamento quotidiano con Gesù era la sua bussola sicura, l’unica rotta che non sbaglia. Carlo vedeva la recita del Santo Rosario come un incontro. Ogni Ave Maria era una rosa viva offerta a Maria, sua confidente e guida. Pier Giorgio Frassati: il santo delle otto beatitudini Questo ingegnere italiano ha dimostrato che si può essere giovani, autentici e profondamente felici quando si vive per gli altri. A 24 anni ha lasciato un’impronta indelebile in coloro che lo hanno conosciuto, specialmente nei più bisognosi. La gioia di Pier Giorgio Frassati non era superficiale, ma frutto di una fede profonda e della sua relazione viva con Gesù. Quella luce interiore lo sosteneva nelle difficoltà e lo rendeva capace di trasmettere speranza a chi gli stava accanto. Il suo segreto: vivere con gratitudine, servire con amore e lasciare che Cristo riempisse il suo cuore Nonostante la sua vita agiata, Pier Giorgio Frassati scelse di donarsi ai poveri con tempo, amicizia e presenza reale. La sua carità non era dare ciò che avanzava, ma amare fino a star male, come chiedeva Madre Teresa di Calcutta. Il suo funerale, gremito dei più umili, fu testimonianza di una vita spesa nella generosità autentica. Verso l’alto con Pier: "Vivere senza fede non è vivere, ma semplicemente esistere" Pier Giorgio viveva la fede come un faro in mezzo alla vita universitaria, capace di donare speranza e coraggio anche nella solitudine. La sua fede non lo allontanava dalla realtà, ma la impregnava di senso in ogni gesto, amicizia e sacrificio. Più che regole, era uno sguardo profondo che trasformava l’ordinario in straordinario. Per Pier Giorgio Frassati Gesù non era un ricordo del passato, ma un amico vivo e vicino che dava senso a ogni decisione. La vocazione non è un peso né una rinuncia, ma camminare ogni giorno con Lui, lasciando che la sua presenza trasformi le piccole cose.  "La nostra vera patria è il cielo" Per Pier Giorgio Frassati la montagna era un richiamo al fatto che la vita non si limita a ciò che è materiale, ma tende al cielo. Il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei santi, raccontando la santità giovane di Pier Giorgio e di Carlo, li ha definiti giovani santi della strada, giovani comuni che hanno fatto della sequela del Vangelo la loro ragione di vita. (Benedetta Capelli, Semeraro: Frassati e Acutis, giovani santi della strada, 4.9.25, vaticannews.va/it) Due santi pieni di vitalità con il cuore infiammato dall’amore per Cristo, vissuti nel mondo ma non del mondo. "C’è sempre qualcosa di sorprendente nei santi — afferma il porporato —, molti di loro si assomigliano e d’altra parte l’esercizio delle virtù cristiane non è mai un esercizio isolato, è sempre accompagnato dall’esercizio di molte altre virtù". Il cardinale Semeraro fa riferimento a Papa Francesco nell’esortazione apostolica post-sinodale Christus vivit quando disegnava la Chiesa. "Essa — scriveva Papa Bergoglio — può attrarre i giovani proprio perché non è un’unità monolitica, ma una rete di svariati doni che lo Spirito riversa incessantemente in essa, rendendola sempre nuova nonostante le sue miserie". Il cardinale Semeraro è autore del libro “Pier Giorgio Frassati, Alpinista dello spirito (Edizioni Messaggero Padova 2025, pp. 184, euro 18), pertanto conosce bene il santo torinese. “Pier Giorgio Frassati — afferma Semeraro — incarna il modello del fedele laico offerto dal Concilio Vaticano II. È colui che, impegnato nella vita, ha una particolare esperienza in diverse realtà del mondo, è quella che il Concilio chiama l’indole secolare del fedele laico che ha vissuto in piena consonanza con il Vangelo, incarnandolo in ogni aspetto". L’agire di Pier Giorgio è quello che troviamo nella Lettera agli Efesini di sant’Ignazio di Antiochia: "meglio essere cristiani in silenzio che chiacchierare, dirlo e non esserlo". Anche al funerale di Carlo Acutis parteciparono tanti poveri e anche la sua famiglia non sapeva. "Acutis è stato una scoperta anche per i suoi genitori, ha fatto quello che ha fatto con le sue possibilità di adolescente, con le sue possibilità di giovane". Carlo è espressione della "santità di un ragazzo, pronto ad aprirsi alla vita avendo come punto di riferimento l’Eucaristia, la sua autostrada per il cielo". Frassati e Acutis, giovani comuni che profumano di una santità «da porta accanto», come amava ripetere Papa Francesco. Due figure che lo stesso Leone XIV ha proposto come modello per le nuove generazioni durante il recente Giubileo dei Giovani. Concludo segnalando la puntuale e significativa riflessione dell’amico Daniele Fazio sulla canonizzazione dei due giovani. (La santità nella ricchezza, 6.9.25, alleanzacattolica.org) Fazio ci tiene a precisare che la santità chiama anche due giovani “benestanti” e indica la loro lezione. “Pur vivendo in due momenti storici diversi e pur essendo entrambi giovanissimi, hanno preso sul serio la sequela di Gesù Cristo, vivendo eroicamente le virtù cristiane”. Tra i tanti aspetti che si possono ricordare, “uno emerge in qualche modo in maniera provocatoria, rispetto a certi clichè da “cattolicesimo annacquato”: entrambi provengono da famiglie benestanti”. Non è una novità che la santità cresca anche nella ricchezza economica l’ho constatato in tante figure di nobili e quindi benestanti che ho incontrato nelle mie ricerche bibliografiche, faccio solo qualche nome, i coniugi Giulia e Tancredi di Barolo e poi tante regine e re e nobili che hanno vissuto il Vangelo anche nelle loro agiatezze. Pier Giorgio e Carlo, entrambi nati in famiglie ricche e borghesi e abbastanza indifferenti alla vita religiosa. “L’agiatezza economica non è stata per entrambi motivo di ostacolo per il loro cammino cristiano perché, se è difficile che il ricco passi per la cruna dell’ago evangelica (Mt 19,24), il miracolo non è impossibile”, entrambi i giovani vivevano distaccati dalle sicurezze materiali, ma hanno saputo utilizzarle per la ricerca del Regno di Dio aiutando il prossimo. Fazio ricorda che “Il cristianesimo non può essere ridotto a pauperismo, men che meno a dialettica tra classi sociali. Vi sono benestanti che non hanno legato il loro cuore alle ricchezze materiali, ma ne hanno usato secondo giustizia e carità. Del resto, la condizione di indigenza da sola non è sufficiente per vivere in coerenza il cristianesimo. Gesù proclama beati i poveri in spirito e Lui stesso aveva tra i suoi più cari amici Lazzaro, Maria e Marta: una famiglia agiata del tempo, che assieme ad altre persone sosteneva economicamente la sua missione e la comunità apostolica”. La lezione che, ancora, giunge da questi aspetti esemplari dei due giovani santi è perfettamente in linea con quanto insegnato dalla morale sociale cattolica. La proprietà non è un furto – come vagheggiato da Pierre Joseph Proudhon (1809-1865) e dall’ideologia socialcomunista –, non va altresì idolatrata, ma concepita come un diritto relazionato alla destinazione universale dei beni. Essa, inoltre, garantisce la libertà concreta dei singoli. La presenza dei poveri sarà costante nella storia e per tale ragione il diritto alla proprietà riveste anche una responsabilità sociale di solidarietà. L’intervento si conclude con un riferimento significativo al Compendio della Dottrina sociale della Chiesa che afferma: «Il realismo cristiano, mentre da una parte apprezza i lodevoli sforzi che si fanno per sconfiggere la povertà, dall’altra mette in guardia da posizioni ideologiche e da messianismi che alimentano l’illusione che si possa sopprimere da questo mondo in maniera totale il problema della povertà. Ciò avverrà soltanto al Suo [di Cristo] ritorno, quando Lui sarà di nuovo con noi per sempre. Nel frattempo, i poveri restano a noi affidati e su questa responsabilità saremo giudicati alla fine (cfr. Mt 25,31-46)» (n.183). Pertanto, la proprietà privata non va dunque idolatrata né abolita: il vantaggio personale o familiare degli averi è anch’esso funzionale al bene comune e deve essere strutturato in tale ottica.   Mon, 08 Sep 2025 08:53:02 +0000 Religione Uici e Irifor, un successo l’ultimo Campo estivo del 2025 https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33859-uici-e-irifor-un-successo-l-ultimo-campo-estivo-del-2025.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33859-uici-e-irifor-un-successo-l-ultimo-campo-estivo-del-2025.html   “I tre campi estivi riabilitativi per non vedenti e ipovedenti organizzati dall’Irifor regionale in collaborazione con quello nazionale, anche quest’anno hanno riscosso un grande successo: esperienze preziose che hanno visto compiersi autentici miracoli per le emozioni intense che hanno lasciato ricordi indelebili in tutti i partecipanti”. Lo ha detto Maria Francesca Oliveri, presidente del consiglio regionale dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti e dell’Istituto per la Ricerca la Formazione e la Riabilitazione Sicilia, tracciando un bilancio dell’iniziativa, realizzata con la collaborazione delle sezioni territoriali siciliane dell’Uici dopo la conclusione, nei giorni scorsi, dell’ultimo campo, che ha avuto come base l’hotel Royal di Messina e da cui si è partiti per gite ed escursioni anche nel Catanese. “Una settimana incredibile – ha sottolineato Francesca Panzica, psicologa e coordinatrice del campo -, difficile da descrivere a parole. È stato consentito a una decina di ragazzi non vedenti e ipovedenti e con lievi minorazioni aggiuntive, di età compresa tra i 14 e i 25 anni e non accompagnati, di mettersi in gioco e diventare protagonisti, andando oltre paure e limiti, misurandosi con esperienze fuori dal comune e scoprendosi abili e determinati. E, arricchendo il proprio bagaglio esperienziale, hanno accresciuto la consapevolezza di sé”. A parlare dell’esperienza, Soufiane Agoubi, al suo primo campo estivo, che ha ringraziato gli operatori definendoli “i nostri occhi” e si è detto “felice di aver trovato amici con cui condividere tante cose”. Simone Barbera si è detto entusiasta dell’emozione provata con le immersioni subacquee, le gite in barca e con le moto d’acqua. Giorgia Lomonaco ha poi parlato delle escursioni in kajak, della gita alle Gole dell’Alcantara, delle sedute di agro-yoga, dei percorsi nel Parco Avventura, delle passeggiate nelle zone sommitali dell’Etna. “Esperienze che ho trovato meravigliose – ha concluso – e vorrei rifare”. Maria Francesca Oliveri ha poi ringraziato gli operatori: “grazie alla loro esperienza ed entusiasmo hanno permesso la realizzazione di queste meravigliose esperienze umane”. Ringraziamenti poi, per i Presidenti delle Sezioni Uici, per la Direzione regionale e i dirigenti. Ma soprattutto, come ha sottolineato anche la coordinatrice del campo, per i genitori dei partecipanti “che hanno avuto fiducia nel progetto”. “Alle famiglie – ha sottolineato la presidente dell’Uici - la nostra gratitudine più sincera per averci affidato ciò che hanno di più caro: spero che possiate percepire, nei sorrisi e nella forza dei vostri figli, il valore di questa settimana. Noi ci impegneremo con determinazione perché queste iniziative possano continuare a germogliare, regalando sorrisi, speranze e nuove opportunità”. Francesca Panzica ha poi voluto ringraziare anche le organizzazioni che hanno consentito ai ragazzi non vedenti e ipovedenti di poter fare queste esperienze: Etna-Alcantara, Chalet Clan dei Ragazzi, Lido Mikonos, Messina Avventura, Il Chiosco dei Colli, Franco Impollonia e Oloturia Diving, Hotel Royal, Ristopub La Quartara. Il campo estivo conclusosi in questi giorni era il terzo appuntamento di quest’anno dopo quelli del Sikania Resort, in provincia di Caltanissetta, tra giugno e luglio e del Baglio Basile, nel Trapanese, all’inizio di luglio. Mon, 01 Sep 2025 07:28:58 +0000 Messina “Le Valli del Mito e della Musica”: un viaggio tra montagne, mare e grandi piazze https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33853-le-valli-del-mito-e-della-musica-un-viaggio-tra-montagne-mare-e-grandi-piazze.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33853-le-valli-del-mito-e-della-musica-un-viaggio-tra-montagne-mare-e-grandi-piazze.html Il progetto Le Valli del Mito e della Musica, promosso dal GAL Taormina Peloritani, si conferma un percorso capace di unire tradizione, cultura ed enogastronomia in un racconto corale dei territori. Ogni tappa si è trasformata in un’esperienza collettiva di confronto e festa, riportando al centro l’identità delle comunità e il valore delle produzioni locali. Mongiuffi Melia – Le voci della montagna La tappa di Mongiuffi Melia ha dato spazio ai sapori e alle storie della montagna. Dopo i saluti istituzionali, la piazza si è trasformata in un laboratorio di idee e riflessioni durante la tavola rotonda che ha visto la partecipazione del sindaco Rosario D’Amore, del presidente del GAL Antonio Bonfiglio e dell’agronomo Domenico Bongiorno. Ad arricchire il confronto le voci di tre giovani imprenditori, che hanno rappresentato la nuova generazione pronta a custodire e innovare il territorio: Mauro Siligato, guida escursionistica ambientale, ha raccontato il progetto di recupero e fruizione dei sentieri storici della vallata, oggi percorribili attraverso itinerari che uniscono ambienti fluviali, montani e siti archeologici. Salvatore Longo, laureando in Gastronomia, ha presentato il progetto enologico Tauromenitanum, ideato dal padre, per riportare alla luce un vino di origine greco-romana, legato alla storia millenaria di questi luoghi. Federico Bucalo, titolare dell’Azienda Verde Mare e vincitore dell’Oscar Green Coldiretti, ha condiviso la sua sfida quotidiana nella coltivazione di limoni biologici e nella costruzione di un’agricoltura innovativa e sostenibile. Lo showcooking di Roberto Antonuccio ha celebrato con gusto l’autenticità degli ingredienti locali, grazie a un involtino di peperone fritto, servito con salsa all’aceto di vino bianco: un piatto che ha saputo parlare di montagna con semplicità e forza evocativa. Le casette del gusto hanno offerto un percorso gastronomico ricco e vario: dai cannoli con ricotta del Panificio Fratelli Coglitore alla vastedda miciuffota reinterpretata con grani antichi da Green Slow Experience; dalle pennette al sugo di maiale tipico dell’Osteria “Ammiocugino” al panino con salsiccia dello Snack Bar 2000. La serata si è conclusa con le danze e i canti del gruppo folklorico Triskelion di Roccalumera, che hanno animato la piazza trasformandola in un palcoscenico vibrante. Spadafora – Il mare nel piatto La successiva tappa di Spadafora ha portato in scena il mare e il suo legame indissolubile con le comunità costiere. La tavola rotonda del ciclo “Il Gusto della Consapevolezza: Tradizione, Sostenibilità e Territorio” ha aperto una riflessione profonda su come vivere il rapporto con il mare oggi, tra cultura alimentare, tutela ambientale e nuove prospettive di sviluppo. Sul palco si sono confrontati il sindaco Letterio Pistone, il presidente del GAL Antonio Bonfiglio, il responsabile amministrativo Francesco Romeo, i professori dell’Università di Messina Giacomo D’Amico e Carlo Giannetto, l’artista Giuseppe La Spada e la nutrizionista Marilisa Munafò, dando vita a un dialogo che ha intrecciato istituzioni, ricerca, arte e salute. Lo showcooking del maestro pizzaiolo Enzo Piedimonte ha catturato l’attenzione del pubblico con una pizza fritta con acciughe e colatura di alici: un piatto che ha unito tradizione marinara e innovazione tecnica in un racconto immediato e gustoso del mare. Attorno, le casette del gusto hanno arricchito l’esperienza con granite con biscotto, coppi di pesce fritto, focacce calde, pasta eoliana e arancini, accompagnati dal vino Catarussa. Un’offerta che ha raccontato il territorio tirrenico nella sua pienezza e autenticità.  Ad accompagnare l’evento la Musica del gruppo Folk Val di Nisi.  Santa Teresa di Riva – Dolcezza e grandi emozioni La tappa di Santa Teresa di Riva ha rappresentato uno dei momenti più alti del progetto, con una piazza gremita e un entusiasmo travolgente. Sul palco, le sonorità dei Canterini della Riviera Jonica Melino Romolo hanno evocato il patrimonio musicale e folklorico siciliano, mentre lo chef Pasquale Caliri ha reso omaggio alla tradizione dolciaria con due simboli amati in tutto il mondo: la brioche con il tuppo e la cassatina siciliana. Il gran finale della serata è stato l’attesissimo concerto di Fedez, organizzato dal  Comune di Santa Teresa di Riva in collaborazione con il Gal : un evento che ha richiamato migliaia di persone, offrendo al GAL una straordinaria occasione di visibilità e permettendo di parlare a un pubblico vastissimo del valore del progetto e della missione di valorizzare i territori. Trappitello – Gran finale del viaggio Il percorso de Le Valli del Mito e della Musica si chiuderà oggi a Trappitello, nel cuore della Festa dell’Agricoltura e dell’Artigianato della Valle dell’Alcantara, giunta alla sua 16ª edizione. Una manifestazione popolare che da sempre celebra la terra, i saperi agricoli e le produzioni locali, offrendo un contesto ideale per l’ultima tappa del progetto. Venerdì 29 agosto, la serata inaugurale della festa vedrà lo showcooking dello chef Giovanni Sterrantino, degustazioni di prodotti tipici e uno spettacolo speciale con Salvo La Rosa e Giuseppe Castiglia in “30 anni insieme (ma non finisce qua)”, un mix di comicità, musica e tradizione che chiuderà il percorso con leggerezza e passione. «Dalla montagna al mare, fino alle piazze gremite della riviera ionica, questo viaggio ha dimostrato quanto il nostro territorio sia vivo e ricco di storie da raccontare – ha dichiarato il presidente del GAL, Antonio Bonfiglio –. Ogni tappa ha lasciato un segno profondo, coinvolgendo comunità, produttori e nuove generazioni. Domani a Trappitello concluderemo questo straordinario cammino, ma siamo già al lavoro per rendere questo percorso sempre più strutturato e condiviso.» Fri, 29 Aug 2025 06:03:58 +0000 Messina Un trionfo di creatività per la terza edizione de "L'arte fa rivivere luoghi" https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33836-un-trionfo-di-creativita-per-la-terza-edizione-de-l-arte-fa-rivivere-luoghi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33836-un-trionfo-di-creativita-per-la-terza-edizione-de-l-arte-fa-rivivere-luoghi.html Filadelfia si è trasformata in una galleria a cielo aperto lo scorso 26 luglio, ospitando la terza edizione dell'estemporanea di pittura "L'arte fa rivivere luoghi". L'iniziativa, promossa dall'amministrazione comunale in collaborazione con l'Istituzione Castelmonardo e l'associazione Filadelfia Nostra, ha visto 28 artisti dare nuova vita al centro storico attraverso i loro pennelli. Talenti a confronto: amatori e professionisti incantano la città L'evento ha offerto una vetrina a diverse espressioni creative, suddividendo i partecipanti in due categorie: giovani amatori e artisti professionisti. I giovani talenti locali hanno stupito con opere vibranti e ricche di fantasia, dimostrando una spiccata passione per la pittura. Parallelamente, artisti affermati, provenienti da diverse province e regioni, hanno presentato creazioni di notevole qualità e originalità, elevando il livello artistico della manifestazione. Giuria d'eccellenza e riconoscimenti ai vincitori A valutare le opere una giuria di alto profilo composta dalla prof.ssa Francesca Faro, dalla prof.ssa Bilotta Giovanna, dall'architetto prof. Marcello Sestito e dall'architetto Nicola De Luca. Ecco i vincitori delle rispettive categorie: Giovani Amatori, primo posto: Letizia Caruso (Filadelfia); secondo posto: Domenico Gabriel Capomolla (Filadelfia); terzo posto: Giovanni Caruso (Filadelfia). Artisti Professionisti, primo posto: Gregorio Procopio; (Reggio Calabria); secondo posto: Giovanni Maglio (Mercogliano); terzo posto: Ercole Fortebraccio (Vibo Valentia). La creazione come strumento di valorizzazione culturale "L'arte fa rivivere luoghi" ha ribadito con forza il ruolo cruciale della pittura nella valorizzazione e nel recupero di spazi, anche quelli più trascurati. Gli artisti hanno saputo cogliere l'essenza degli scorci del centro storico di Filadelfia, trasformandoli in tele che hanno saputo evocare il passato o proiettare visioni future.  L'evento si è rivelato un successo su tutta la linea, evidenziando l'importanza della creatività e dell'espressione artistica come motori per la tutela e la promozione del patrimonio culturale e storico locale.  L'Amministrazione Comunale, le associazioni e la giuria esprimono «un sentito ringraziamento a tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito alla riuscita della manifestazione, rendendola un appuntamento imperdibile per la comunità e un veicolo di rinascita per il centro storico. Un plauso speciale va a tutti gli artisti che con la loro passione e il loro talento hanno reso possibile questa magica trasformazione». Wed, 30 Jul 2025 06:31:17 +0000 Vibo Valentia Tutto pronto per “Orecchiette nelle 'nchiosce – On the Road” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33835-tutto-pronto-per-orecchiette-nelle-nchiosce-on-the-road.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33835-tutto-pronto-per-orecchiette-nelle-nchiosce-on-the-road.html Manca davvero poco all’appuntamento più gustoso dell’estate pugliese. L’11 e 12 agosto 2025 torna “Orecchiette nelle 'nchiosce – On the Road”, l’attesissimo evento gastronomico che da undici edizioni anima il centro storico di Grottaglie (TA), trasformandolo in un palcoscenico di sapori, tradizioni e incontri. Protagonista assoluta è lei: l’orecchietta, regina delle tavole pugliesi, celebrata con 11 piatti d’autore firmati da 11 chef provenienti da tutta la regione (e persino dagli Stati Uniti) con un occhio speciale a inclusività e sostenibilità. Tutte le ricette sono realizzate con ingredienti dei Presìdi Slow Food, garanzia di qualità, stagionalità e legame autentico con il territorio, grazie alla collaborazione con Slow Food Vigne e Ceramiche. E per chi ha esigenze alimentari particolari, due postazioni saranno interamente gluten free. Il format è ormai un cult: ogni chef sarà protagonista di una postazione gourmet incastonata tra le caratteristiche 'nchiosce, i vicoli bianchi e suggestivi del centro grottagliese. Un vero e proprio percorso gastronomico a cielo aperto, dove tradizione e innovazione si incontrano sotto il segno dell’orecchietta. Tra gli chef presenti ci sono Anna e Loredana Ballo, Personal Chef / Chef freelance che propongono un’“Orecchietta alla Norma estiva del Mediterraneo” con melanzana violetta di Ostuni, e Maria Carmela D’Acunto de La Luna nel Pozzo di Grottaglie con le sue orecchiette con salsiccia di suino nero pugliese e zucchine in doppia consistenza. Luigi Fabbiano di Wine & Co a San Giorgio Ionico porta un piatto con salicornia, gamberi, pomodorino e tarallo di trebbie, mentre Vito Rossini dagli Stati Uniti propone un originale abbinamento con pesto di pala di fico d’India, pomodori secchi e stracciatella. Non mancano poi i sapori di Bari con Tito Nasufi, che presenta orecchiette con datterino infornato, crema di ricotta e pesto di basilico, e quelli di Palo del Colle con Giuseppe Panebianco che abbina zucchina, spigola e scorza di limone. Alessio Greco delle Tenute Bellamarina porta ceci e ristretto di pomodoro fiaschetto con olive, mentre Roberto Salvemini di Dalle Nonne di Sannicandro stupisce con orecchiette con fonduta di cipolla rossa e ragù di polpo. A completare il gruppo ci sono Adriano Schiena di Terramossa ad Alberobello con orecchiette infornate con mozzarella, polpettine e formaggio, Danilo Doria di Atelier Doria a Brindisi con un piatto che unisce zucca, ricotta salata al limone e alici, e infine Antonella Ricciolo di Moleque a Taranto, che offre due versioni gluten free, con pizzutello di Fasano e crema di bufala, o con cozze, susine ed erbe mediterranee. Ma il gusto non è solo nel piatto. “Orecchiette nelle 'nchiosce” è anche manualità, racconto e comunità. Durante le due giornate, sarà possibile imparare a fare le orecchiette a mano, danzare i primi passi di pizzica o modellare l’argilla nei laboratori del progetto Torniamo, che unisce saperi antichi e nuove generazioni. A raccontare l’anima più autentica della tradizione pugliese ci saranno Nunzia Caputo, la pastaia di Bari Vecchia diventata virale per la sua maestria, e Zia Lella (Aurelia Arces), memoria vivente della cucina grottagliese. Insieme condurranno il podcast live “Le Signore delle Orecchiette”, tra storie di famiglia, ricette tramandate e profumo di casa. A completare il viaggio dei sensi ci penseranno sei cantine e tre birrifici artigianali, con etichette selezionate in abbinamento ai piatti. E poi la musica: l’11 agosto con il ritmo travolgente dei Cardoncelli Seduti, il 12 con il Drum Fest, che porterà sul palco batteristi da tutta Italia per una serata tra pop, rock e dance sotto le stelle. Tra una forchettata e una nota musicale, ogni visitatore potrà votare il proprio piatto preferito grazie a un sistema di QR code, diventando parte attiva di un’esperienza fatta di gusto, partecipazione e memoria. Ad arricchire le serate, “Orecchiette nel Castello”, evento esclusivo firmato Retrogusti – Fuori Menù, in programma l’11 e 12 agosto alle 20:30 nel giardino del Castello Episcopio. Una cena intima e sensoriale con la chef Paola Ortesta (La Cuccagna – Giro di Vite), che proporrà due piatti inediti di orecchiette, accompagnati da eccellenze pugliesi come capocollo di suino nero, taralli artigianali, gelato e una selezione di vini serviti in calici di ceramica locale. Il tutto arricchito da musica dal vivo, pizzica e racconti sotto le fronde. A curare l’evento saranno Franco Peluso e Angelo Loreto – direttore editoriale di Retrogusti e Miglior Sommelier di Puglia 2024 – in un racconto a più voci dove il vino, il cibo e la memoria si danno appuntamento per una serata da ricordare. (Info e prenotazioni via WhatsApp al 392 6761361) “Orecchiette nelle ‘nchiosce – On the Road” è un evento organizzato dall’Associazione Le Idee non Mancano APS, con il patrocinio del Comune di Grottaglie, della Pro Loco e di Slow Food Vigne e Ceramiche, in collaborazione con il progetto internazionale Retrogusti – Food Tales. Le orecchiette saranno fornite dal Pastificio Maffei.   I protagonisti dell’edizione 2025 Gli 11 chef e le loro ricette:   Anna e Loredana Ballo – “Orecchiette alla Norma estiva del Mediterraneo” Presidio: Melanzana violetta di Ostuni Maria Carmela D’Acunto (La Luna nel Pozzo, Grottaglie) – “Orecchiette con salsiccia di suino nero pugliese e zucchine in doppia consistenza” Presidio: Salsiccia di suino nero pugliese Luigi Fabbiano (Wine & Co, San Giorgio Ionico) – “Orecchiette con salicornia, gamberi, pomodorino e tarallo di trebbie”Presidio: Pomodoro giallorosso di Crispiano Vito Rossini (The Heel of the Boot – Austin, USA) – “Orecchiette con pesto di pala di fico d’India, pomodori secchi e stracciatella” Presidio: Pomodorino di Manduria Tito Nasufi (Scardicchio Food, Bari) – “Orecchiette con datterino infornato, crema di ricotta e pesto di basilico”Presidio: Cacioricotta di capra Garganica Giuseppe Panebianco (Fragrante, Palo del Colle) – “Orecchiette al pesto di zucchina, spigola e scorza di limone” Presidio: Agrumi tradizionali di Palagiano Alessio Greco (Tenute Bellamarina) – “Orecchiette e ceci con ristretto di pomodoro fiaschetto e olive”Presidio: Fiaschetto di Torre Guaceto Roberto Salvemini (Dalle Nonne, Sannicandro di Bari) – “Orecchiette con fonduta di cipolla rossa e ragù di polpo”Presidio: Cipolla rossa di Acquaviva Adriano Schiena (Terramossa, Alberobello) – “Orecchiette infornate con mozzarella, polpettine e formaggio” Presidio: Caciocavallo Podolico del Gargano Danilo Doria (Atelier Doria, Brindisi) – “Orecchiette con zucca, ricotta salata al limone e alici” Presidio: Ricotta di capra jonica Antonella Ricciolo (Moleque, Taranto – gluten free) – “Orecchiette gluten free con pizzutello di Fasano, crema di bufala e fagiolini” “Orecchiette gluten free con cozze, susine ed erbe mediterranee” Presidio: Cozza nera di Taranto   Cantine e birrifici: Tenute Motolese Li Cammenere Wines Cantina Nistri Vini Melillo De Quarto Viticoltori Tratturi Reali Birrificio Bap Birrificio B94 Vetrère (per Orecchiette nel Castello)   Per informazioni: www.orecchiettenellenchiosce.com www.facebook.com/orecchiettenellenchiosce Tel. 327.3341089   Wed, 30 Jul 2025 06:28:45 +0000 Taranto “Animare una Biblioteca insieme ai giovani” prorogato fino a gennaio 2026 https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33815-animare-una-biblioteca-insieme-ai-giovani-prorogato-fino-a-gennaio-2026.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33815-animare-una-biblioteca-insieme-ai-giovani-prorogato-fino-a-gennaio-2026.html   “Ho il piacere di comunicare che il progetto “Animare una biblioteca insieme ai giovani” è stato prorogato fino a gennaio 2026. Un percorso che sta trasformando la biblioteca comunale in uno spazio vivo, accessibile, accogliente e pienamente partecipato, capace di rispondere ai bisogni culturali, educativi e relazionali della comunità, con particolare attenzione alle nuove generazioni”. È quanto afferma l’assessore alla Cultura del Comune di Vibo Valentia, Stefano Soriano, nell’annunciare la continuazione di un percorso che ha regalato grandissime soddisfazioni agli utenti nell’ultimo anno. Uno degli elementi centrali del progetto è stato l’ampliamento degli orari di apertura: la biblioteca è oggi accessibile dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 14:00 e dalle 15:30 alle 19:30, e il sabato dalle 9:00 alle 13:00, garantendo una fruizione continua e inclusiva. Un cambiamento concreto, che ha restituito alla biblioteca un ruolo centrale nella vita quotidiana del territorio. Parallelamente, è stato aggiornato il patrimonio librario con nuovi volumi, pensati per offrire un’offerta più ricca e diversificata, adatta a lettori di tutte le età. Alcuni ambienti sono già stati riqualificati, mentre altri saranno oggetto di interventi nei prossimi mesi, per rendere la biblioteca sempre più funzionale, bella e fruibile. Le attività svolte finora hanno riscosso grande partecipazione e interesse. Hanno ottenuto un riscontro particolarmente positivo il laboratorio di fumetto, che ha stimolato l’immaginazione e la creatività dei partecipanti, il corso di astronomia, concluso con una suggestiva osservazione guidata del cielo, e il laboratorio teatrale, che ha offerto uno spazio di espressione e crescita personale. A questi si affianca il Sound Lab, che ha saputo parlare il linguaggio delle nuove generazioni attraverso la musica digitale. Proiezioni di film e iniziative natalizie, con laboratori, tombolate, letture e momenti di festa, hanno rafforzato la biblioteca come luogo di incontro e comunità. Un altro elemento distintivo è l’installazione fotografica “Giovani e memoria”, una mostra permanente allestita negli spazi della biblioteca: ogni immagine è accompagnata da un QR code che rimanda all’ascolto di un podcast dedicato, pensato per raccontare in modo accessibile e coinvolgente alcuni dei momenti più significativi della storia italiana. Un progetto che unisce linguaggi diversi e rafforza il legame tra cultura, tecnologia e cittadinanza attiva. Il progetto ha valorizzato il protagonismo giovanile: un gruppo attivo di ragazze e ragazzi, affiancati da youth workers e volontari del servizio civile, partecipa alla gestione quotidiana degli spazi, alla programmazione culturale e alla comunicazione delle attività, trasformando la biblioteca in un vero laboratorio civico. Nel mese di luglio, la biblioteca ospita un’iniziativa speciale dedicata ai più piccoli: tre mattine – il 23, 24 e 25 luglio – pensate per bambine e bambini dai 6 agli 8 anni, all’insegna della creatività e dell’immaginazione. Ogni giornata sarà un’avventura diversa, tra letture animate, racconti, giochi e laboratori creativi. Si costruiranno treni magici, si inventeranno animali immaginari, si darà vita a supereroi gentili. Un’esperienza educativa e coinvolgente, pensata per stimolare la fantasia e vivere la biblioteca come uno spazio di gioco, scoperta e crescita. Il programma dei prossimi mesi prevede inoltre una giornata di giardinaggio partecipato ad agosto, durante la quale ci si prenderà cura insieme degli spazi esterni, e un servizio educativo per le famiglie nei primi quindici giorni di settembre, pensato per accompagnare i bambini prima dell’inizio della scuola. Da ottobre ripartiranno le attività di doposcuola, continuerà il corso di inglese ogni mercoledì e tornerà il laboratorio musicale Sound Lab, con nuovi percorsi creativi per le ragazze e i ragazzi del territorio. Per restare sempre aggiornati su tutte le attività, invitiamo a seguire le pagine social Giovani in Biblioteca Vibo e Biblioteca Comunale di Vibo Valentia. Invitiamo tutte e tutti a partecipare attivamente alla vita della biblioteca, a viverla come spazio di relazione, crescita, confronto e appartenenza. La biblioteca è oggi un luogo che cresce insieme alla comunità: un presidio culturale, educativo e sociale, dove i giovani sono protagonisti e la cultura si fa esperienza condivisa. Tue, 22 Jul 2025 08:20:45 +0000 Vibo Valentia Al via la 50esima edizione del Festival Internazionale NotoMusica https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33812-al-via-la-50esima-edizione-del-festival-internazionale-notomusica.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33812-al-via-la-50esima-edizione-del-festival-internazionale-notomusica.html Sarà il musical A New West Side Story a inaugurare la 50esima edizione del Festival Internazionale NotoMusica in programma giovedì 24 luglio alle 21.15 al Cortile del Collegio dei Gesuiti.  In questo spettacolo, che ha la regia di Armando Nilletti ed è prodotto dalla Camerata polifonica Siciliana, il celebre musical di Bernstein viene presentato in una originale trascrizione per due pianoforti e percussioni realizzata dai compositori Andrea Amici e Simone Zappalà. Una riscrittura profonda della trama orchestrale con alcuni elementi di novità rispetto al copione originario.  La direzione è affidata a Carmen Failla. Al pianoforte Stefania Cafaro e Luca Ballerini, accompagnati dall’Ensemble di percussioni Officina del ritmo. Il Corpo di ballo è dell’Accademia Danse La Vie. Il cast è formato da Carmelo Gerbaro, Roberta Spampinato, Axel Torrisi, Fausto Monteforte, Laura Sfilio, Silvio Sciarratta, Maria Cristina Litrico, Valerio Rinaudo, Alessandro Chiaramonte, Dario Aceto, Lorenzo Cristofaro, Renato Vinciguerra, Chiara De Pinto, Elisa Laudani, Alessandra Tarantello, Ilaria Frazzetto, Alberto Gandolfo, Antonio Pisasale, Fabio Gambuzza, Mario Mannino, Lorena Impellizzeri, Sofia Briga, Samira Shanahan.  La rassegna, organizzata dall’Associazione Concerti Città di Noto presieduta da Rina Rossitto e con la direzione artistica di Ugo Gennarini, vedrà alternarsi fino al 21 agosto grandi nomi nazionali e internazionale della musica classica, jazz e popolare.  La Presidente Rossitto dichiara: “È arrivato il momento più importante di tutta la nostra programmazione con il cinquantesimo Festival Internazionale Noto Musica, un traguardo lusinghiero che conferma l’evento come indiscusso simbolo della tradizione culturale e dell’identità non solo netina, ma dell’intero Val di Noto, per il quale fin dal 1975 è stato  una presenza costante nella stagione estiva e un cartellone prestigioso con artisti di fama internazionale, costituendo anche un vigoroso  incentivo per il turismo culturale. Mi piace credere che il maestro Corrado Galzio fondatore dell’Associazione Concerti, che per primo ha creduto nel valore della architettonica bellezza di Noto, coniugata all’armonica bellezza della musica, sia orgoglioso del patrimonio che lui ci ha donato e che noi abbiamo conservato e arricchito. Anche quest’anno il nostro cartellone non tradisce le aspettative con sette imperdibili appuntamenti, che abbracciano la musica classica, ma propone un'originale apertura alla contaminazione di generi”.  Il secondo appuntamento, in programma lunedì 28 luglio al Cortile del Collegio dei Gesuiti, vedrà in scena lo Janoska Ensemble formato da Ondrej Janoska (violino), Roman Janoska (violino), Frantisek Janoska (pianoforte) e Julius Darvas (contrabbasso).   I successivi eventi saranno: giovedì 31 luglio è in programma al Cortile del Collegio dei Gesuiti il concerto di Al Di Meola “Acoustic Trio” con Al Di Meola e Peo Alfonsi alla chitarra e Sergio Martinez alle percussioni. Domenica 3 agosto in Piazza Municipio sarà la volta di Simona Molinari, con il suo “Kairos Tour”; l’apprezzata cantante verrà accompagnata da Claudio Filippini (pianoforte, tastiera), Nicola Di Camillo (basso elettrico) e Fabio Colella (batteria). Mercoledì 6 agosto (Piazza Municipio) è in programma “Viaggio”, concerto del noto fisarmonicista Richard Galliano con l’Orchestra Jazz Siciliana diretta da Domenico Riina. Lunedì 11 agosto (Piazza Municipio), il pianista Danilo Rea e il fisarmonicista Luciano Biondini saranno i protagonisti del concerto “Cosa sono le nuvole”.   L’evento conclusivo del 21 agosto, che si svolgerà alle 21.30 sulla Scalinata della Cattedrale di San Nicolò, vedrà protagonista Stefano Bollani con il suo “Piano Solo Tour”.   Il Festival Internazionale NotoMusica è organizzato dall’Associazione Concerti Città di Noto, con il contributo del Ministero della Cultura - Direzione Generale Spettacolo dell’Assessorato Regionale Turismo, Sport, Spettacolo del Comune di Noto e della Fondazione Federico II di Palermo. Tue, 22 Jul 2025 08:15:59 +0000 Siracusa Al via le iscrizioni all’Istituto Superiore Scienze Religiose “San Giuseppe Moscati” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/benevento/33806-al-via-le-iscrizioni-all-istituto-superiore-scienze-religiose-san-giuseppe-moscati.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/benevento/33806-al-via-le-iscrizioni-all-istituto-superiore-scienze-religiose-san-giuseppe-moscati.html Sono iniziate le iscrizioni ai corsi di studio di Baccalaureato/Laurea triennale e Licenza/Laurea magistrale in Scienze Religiose presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Giuseppe Moscati” di Benevento per l’Anno Accademico 2025-2026 che rimarranno aperte fino a novembre 2025. Con il conseguimento del titolo di studio si può diventare docente nelle scuole italiane e il 75% dei laureati trova lavoro a un anno dalla laurea. Le lezioni universitarie inizieranno nel mese di ottobre 2024 e si terranno dal martedì al venerdì in orario pomeridiano con possibilità di frequenza flessibile con modalità mista sia in presenza sia on line da remoto. Le iscrizioni, aperte a tutti senza limiti di età, si effettuano previo appuntamento, telefonando al numero 0824/312246, contattando tramite Whatsapp il cellulare 328/1835632 o tramite mail: info@issrbn.it. Per ulteriori informazioni visitare il sito internet o recarsi presso la sede in Viale Atlantici 69 all’interno della struttura del Seminario Arcivescovile di Benevento. I punti di forza sono costituiti dalla flessibilità dei percorsi formativi, la didattica all’avanguardia e di qualità, la centralità dello studente, le concrete possibilità di inserimento lavorativo nelle scuole, i costi contenuti e rateizzabili. L’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Benevento è un’istituzione ecclesiastica, eretta dalla Congregazione per l’Educazione cattolica, che si propone per la formazione accademica finalizzata all’insegnamento della religione e l’assunzione dei ministeri ecclesiali. L’ente è collegato alla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale e rilascia i titoli abilitanti l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado ai sensi delle intese concordatarie con lo Stato Italiano. Secondo la riforma CEI (Conferenza Episcopale Italiana), con approvazione CEC del 26 maggio 2007 e in attuazione di quanto disposto alla revisione dell’Intesa CEI-MIUR del 28/06/2012, propone il nuovo ordinamento degli studi strutturato in un Triennio istituzionale e un Biennio di specializzazione pedagogico-didattico. L’Istituto, inoltre, in collaborazione con gli uffici diocesani preposti, propone annualmente corsi riconosciuti ai fini dell’aggiornamento in servizio per l’insegnamento della religione cattolica in Italia. Fare teologia a Benevento è un paradigma di quello che significa affondare le radici nel sapere teologico e, allo stesso tempo, appassionarsi dell’uomo, entrando in contatto con l’esperienza di un sapere assoluto. Ogni uomo, infatti, ha bisogno di costruire un dialogo tra sé e l’universale: ognuno è allo stesso tempo pratico e speculativo, così come ci insegna l’antica filosofia della tradizione classica che ha originato i concetti intellettivi della dualità come lo spazio-tempo e lo spirito-materia. Il discorso teologico non è mai lontano dal discorso sull’uomo: la vita, la relazione, la ragione, la volontà, gli affetti, ogni aspetto di noi ha a che vedere con una domanda intima e universale, che riguarda l’assoluto. L’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Benevento è una cerniera, un punto di connessione fra il sapere spirituale e il mondo. Studiare l’essenzialità dei trattati teologici permette di avere una chiave di lettura per ricomporre la profonda frammentarietà dell’uomo contemporaneo, integrando il senso di eterno nella propria vita, rispondendo al bisogno ultimo di restituire la speranza come orizzonte di sintesi delle fatiche e delle paure dell’uomo. Iscriversi all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Benevento apre importanti e fattive prospettive di possibilità lavorativa grazie al riconoscimento dei titoli. Infatti, in base alla legislazione vigente in Italia, a seguito dell'ultimo Accordo di revisione del Concordato di Febbraio 2019, i titoli accademici di Baccalaureato e di Licenza di Teologia e di Scienze Religiose sono riconosciuti dallo Stato Italiano. L'insegnamento della religione cattolica è oggi normato dal DPR 20 agosto 2012, n. 175. Sono annoverati fra i titoli accademici abilitanti il Baccalaureato e licenza in Teologia nelle sue varie specializzazioni, Laurea magistrale in Scienze Religiose. Il Segretario Generale Avvocato Professor Paolo Palumbo e il Direttore Professor Giovanni Tagliaferro fanno sapere che: “A partire dall’Anno Accademico 2006-2007 l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Benevento è collegato alla Pontificia Facoltà Teologica dell’ Italia Meridionale di Napoli ed ha intrapreso il cammino di revisione dei propri statuti e dei piani di studio secondo le direttive emanate dalla Conferenza Episcopale Italiana per la conformazione degli studi di teologia ai parametri accademici europei previsti dal processo di Bologna. L’opera di riordino si è conclusa il 28 Novembre 2007 con il decreto 1404/2007 della Congregazione per l’Educazione Cattolica che ha accademicamente eretto l’ISSR di Benevento abilitandolo a rilasciare i nuovi gradi accademici di Laurea in Scienze Religiose, che è equivalente alla laurea dell’ordinamento Statale – dopo un triennio di studi, e di Laurea Magistrale in Scienze Religiose, che è equivalente alla laurea specialistica dell’ordinamento Statale – dopo un quinquennio di studi. L’istituto rilascia titoli validi in tutta la Comunità Europea, conformemente ai parametri accademici europei previsti dal “processo di Bologna” e dal DPR 63/2019”. Lo studio all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Benevento rappresenta perciò una fondamentale e importante occasione di crescita umana in ambito collettivo che segue un percorso di continua condivisione e interscambio relazionale-culturale. L’offerta di approfondimento formativo delle materie nei vari corsi, che spaziano dalla filosofia, alla psicologia, alla bioetica fino al diritto, è altamente qualificata con docenti di elevato spessore e competenze professionali che riescono a trasmettere il loro insegnamento in modo efficace e comprensivo a tutti gli studenti. Consiglio vivamente di intraprendere questo cammino perché non solo offre la possibilità di un miglioramento scolastico, ma è anche in grado di sviluppare e potenziare fondamentali valori umani come l’amicizia, la collaborazione e l’aiuto fra studenti, la solidarietà. Tutte queste caratteristiche rappresentano inoltre elementi importanti che accrescono le competenze richieste in ambito professionale e lavorativo come soft skills: questo percorso di studi è perciò di duplice importanza perché rappresenta un approfondimento di conoscenza umana oltre che di sapere culturale. Una interessante opportunità è offerta anche dal fatto che è possibile seguire le lezioni sia in presenza sia on line collegandosi da remoto: questa modalità agevola soprattutto l’iscrizione di chi abita lontano dalla sede e fatica a raggiungerla fisicamente. Sono inoltre molto utili le modalità social con cui vengono trasmessi i materiali di studio e la condivisione di notizie fra studenti e docenti sempre aggiornate sui canali on line. Mon, 21 Jul 2025 08:21:12 +0000 Benevento Caffè letterari del Rhegium Julii : La prima volta di un vescovo ai Caffè letterari del Rhegium Julii https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33804-caffe-letterari-del-rhegium-julii-la-prima-volta-di-un-vescovo-ai-caffe-letterari-del-rhegium-julii.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33804-caffe-letterari-del-rhegium-julii-la-prima-volta-di-un-vescovo-ai-caffe-letterari-del-rhegium-julii.html Il terzo incontro dei Caffè letterari del Rhegium Julii passa, alla 44 edizione, come una serata epocale. E’ la prima volta, infatti che il Circolo ospiterà per i consueti dibattiti un Vescovo, per di più della statura di Mons. Antonio Staglianò, calabrese di origine, Presidente dell’Accademia pontificia di teologia, consultore per il Dicastero della dottrina della fede, Rettore della Basilica di Santa Maria in Montesanto, meglio conosciuta come Chiesa degli artisti di Roma, già vescovo emerito della Diocesi di Noto, figura davvero  importante nel variegato mondo della Chiesa cattolica. L’idea del coinvolgimento del prelato è nata con la pubblicazione del libro “Ripensare il pensiero” edito da Marcianum press, un testo che si avvale della prefazione di Papa Francesco e che ha suscitato particolare attenzione in tutto il mondo cattolico perché, com’è nel carattere di questo studioso, radicalizza le domande e propone risposte molto incisive. Mons. Staglianò ha accettato la sfida che gli è stata proposta, e sarà presente al Circolo tennis Polimeni, accompagnato dall’’ Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova Mons. Fortunato Morrone, da Don Valerio Chiovaro e dall’ing. Vincenzo Filardo,  molto coinvolto nel contenitore ecclesiale della Cattolica dei Greci di Reggio Calabria. Tra le sue opere più importanti: La teologia secondo Rosmini (1988), La teologia che serve (1966), La mente umana alla prova di Dio, Il Mistero del Dio vivente, Vangelo e comunicazione, Pensare la fede, Su due ali, Teologia e spiritualità, Cristianesimo da esercitare, Ecce Homo, Intagliatori si sicomoro, Madre di Dio, Una speranza per l’Italia, L’abate calabrese, la Cattedrale di Noto e la sua bellezza difficile, Credo negli esseri umani, Maria di Nazareth da conoscere e amare. Teologia, devozione poetica omiletica, Po-Teology Autocritica del cattolicesimo convenzionale per un Cristianesimo umano, Chiesa e giovani. Più fuori che dentro. Oltre il cattolicesimo convenzionale. L’umanità di Gesù, verità, senso, libertà per tutti, Epistole. Oltre il solipsismo per generare e custodire nuova umanità. L’apertura della serata proporrà, come di consueto, i saluti del Presidente del Circolo Polimeni Avv. Ezio Privitera e  del Presidente del Circolo Rhegium Julii Giuseppe Bova.       Wed, 16 Jul 2025 07:58:31 +0000 Siracusa Annunciata la cinquina dei romanzi finalisti della decima edizione del “Premio Fondazione Megamark - Incontri di Dialoghi” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/trani/33791-annunciata-la-cinquina-dei-romanzi-finalisti-della-decima-edizione-del-premio-fondazione-megamark-incontri-di-dialoghi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/trani/33791-annunciata-la-cinquina-dei-romanzi-finalisti-della-decima-edizione-del-premio-fondazione-megamark-incontri-di-dialoghi.html Annunciata la cinquina dei romanzi finalisti della decima edizione del “Premio Fondazione Megamark - Incontri di Dialoghi” rivolto agli autori esordienti nel campo della narrativa che da quest’anno gode anche dei patrocini dell’assessorato alla Cultura della Regione Puglia, del PACT (Polo Arti Cultura Turismo della Regione Puglia) e della Città di Trani. Sono state 116 le opere prime (record di partecipazioni dalla nascita del premio), proposte da 73 case editrici di tutta Italia, lette e valutate dalla giuria degli esperti, presieduta quest’anno da Cristian Mannu, scrittore e vincitore della prima edizione del Premio, e composta da altre cinque personalità della cultura e dell’informazione. I romanzi finalisti, proposti dalle case editrici sono (in ordine alfabetico): “Ballata di Memmo e del Biondo”, di Paolo Maccari (Elliot); “Macaco”, di Simone Torino (Einaudi); “Patrilineare – Una storia di fantasmi”, di Enrico Fink (Lindau); “Poveri a noi” di Elvio Carrieri (Ventanas); “Sconfina, Beatrice!” di Francesca Zammaretti (Agenzia Alcatraz). “Grammatica di un desiderio” di Vanessa Tonnini (Neri Pozza), ha invece ricevuto una menzione speciale dalla giuria degli esperti «per la capacità dell’autrice di raccontare, con grande delicatezza ed empatia e con uno stile assai vicino a quello dei “classici”, una storia dolorosa, imbevuta di silenzi, paure e vergogna. A Vanessa Tonnini va inoltre il merito di aver riacceso i riflettori, con il suo luminoso romanzo d’esordio, sul ricordo del confino degli omosessuali alle Isole Tremiti durante il regime fascista». Toccherà ora alla giura popolare, composta da 40 lettori, decretare il vincitore al quale sarà riconosciuto un premio di 5.000 euro; ognuno degli altri quattro finalisti riceverà 2.000 euro, mentre un premio extra di 1.000 euro verrà corrisposto all’autrice del romanzo che ha ottenuto la menzione speciale. «A dieci anni dalla nascita del nostro premio, possiamo affermare che questo concorso non è solo un riconoscimento, ma una promessa mantenuta, un faro acceso sulla parola scritta che continua a illuminare talenti emergenti - dichiara il cavaliere del lavoro Giovanni Pomarico, presidente della Fondazione Megamark –. Ai cinque autori finalisti va il mio più sincero augurio: che questo traguardo sia solo l’inizio di un cammino fatto di parole che lasciano il segno e di lettori che sanno ascoltare». «L’edizione di quest’anno è stata la più impegnativa per la Giuria – dichiara il presidente di Giuria, Cristian Mannu - Le opere in gara erano tantissime e molto valide. Non è stato facile escluderne alcune. La ricerca di voci nuove e coraggiose ha animato fin dall’esordio questo Premio e continua a farlo ormai da dieci anni. L’anno scorso è iniziato da qui il lungo e fortunato viaggio di Michele Ruol. Mi auguro che possa essere di buon auspicio per i cinque romanzi finalisti».     Come lo scorso anno, la cinquina dei romanzi finalisti sarà presentata presso la libreria Le Vecchie Segherie Mastrototaro di Bisceglie il 23 luglio in occasione del festival ‘42Gradi – idee sostenibili’; lo scrittore Paolo Di Paolo guiderà gli autori in un dialogo a più voci insieme alla voce narrante dell’attore Valerio Aprea, tra interviste e racconti legati ai dieci anni di evoluzione del premio. Infine, la cerimonia di premiazione del vincitore si terrà nella sede della Fondazione Megamark di Trani, nell’ambito delle manifestazioni della XXIV edizione de ‘I Dialoghi di Trani’, il prossimo 12 settembre, con la conduzione di Gabriele Corsi, showman e conduttore televisivo e radiofonico. Il “Premio Fondazione Megamark - Incontri di Dialoghi”, sostenuto dai supermercati A&O, Dok, Famila e Sole365 del Gruppo Megamark, ha visto la partecipazione, nelle passate edizioni, di quasi 600 titoli di scrittori esordienti provenienti da tutta Italia, affermandosi come uno dei premi letterari di riferimento del sud Italia. La Fondazione Megamark fa capo al Gruppo Megamark, leader della distribuzione moderna con 50 anni di storia e circa 600 punti vendita nel Mezzogiorno a insegna A&O, Dok, Famila, Sole365 e Ottimo. La Fondazione sostiene e promuove iniziative e progetti con l’obiettivo di contribuire alla crescita culturale e sociale dei territori in cui opera. In Puglia promuove il bando ‘Orizzonti solidali’ rivolto al terzo settore pugliese e il premio letterario nazionale ‘Premio Fondazione Megamark - Incontri di Dialoghi’, nato per premiare il talento di scrittori esordienti e per contribuire alla diffusione della lettura nel Mezzogiorno. Mon, 14 Jul 2025 08:29:09 +0000 Trani Cinque anni senza Ennio: il Festival Lirico dei Teatri di Pietra celebra il genio di Morricone https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33773-cinque-anni-senza-ennio-il-festival-lirico-dei-teatri-di-pietra-celebra-il-genio-di-morricone.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33773-cinque-anni-senza-ennio-il-festival-lirico-dei-teatri-di-pietra-celebra-il-genio-di-morricone.html Un vero e proprio must delle estati musicali concepite dal Festival Lirico dei Teatri di Pietra: questo è l'omaggio ad Ennio Morricone, che per l’edizione 2025 - intitolata “Respirare il mito”    - si innova e arricchisce di un serrato e diversificato ciclo di ben nove concerti, per una straordinaria celebrazione del quinto anniversario della morte del compositore. Dai leggii risuoneranno nuove ed esaltanti pagine di bellezza e di emozioni, grazie alla versatilità e al talento compositivo di Corrado Neri che firma gli arrangiamenti. Un percorso a tappe serrate,  da una punta all’altra dell’Isola, per una full immersion in melodie già immortali. E così il 12 Luglio al Teatro greco di Siracusa come il 2 Agosto al Teatro Antico di Taormina sarà un crescendo di emozioni in un’atmosfera sognante per un tributo doveroso ad un grandissimo e versatile genio italiano del pentagramma. Il nuovo concerto sinfonico-corale dedicato al principe del Novecento musicale vedrà la speciale partecipazione di Lorenzo Licitra, voce siciliana dalla vasta eco internazionale. La locandina sarà impreziosita da autentiche novità, interamente ispirate al coté "pop" di Ennio Morricone per un abbraccio corale senza precedenti. Ricchissimo il programma, affidato ai sontuosi organici del Coro Lirico Siciliano e dell'Orchestra Filarmonica della Calabria, diretti da Filippo Arlia, e alla voce unica del soprano Maria Francesca Mazzara, con le interpretazioni suggestive delle colonne sonore di alcuni film simbolo della storia del cinema come Nuovo Cinema Paradiso, Malèna, La leggenda del pianista sull'oceano, Per un pugno di dollari, Mission, C'era una volta il west, Giù la testa, C'era una volta in America, per non citarne che alcuni. Sempre interamente dedicato al compositore è il collaudato format concertistico “Love Morricone – Archi & Voci” che ha registrato, nel corso delle varie edizioni del Festival continue e costanti acclamazioni di pubblico e critica. Questa formula sarà adottata  il 3 Agosto nella magnificenza di Morgantina, la “Pompei di Sicilia”, area archeologica tra le più vaste e meglio conservate del Mediterraneo; il 9 Agosto nella magica cavea del Teatro greco di Tindari, mentre  l'11 Agosto, per la prima volta in assoluto, le elegiache melodie di Morricone risuoneranno a millenovecento metri di altezza, nel cuore delle Madonie, sul monte Mufara che si erge solenne, in un'ampia conca carsica, tra il massiccio di Pizzo Carbonara e Piano Battaglia nell’aera geografica di Petralia Sottana, per una riscoperta e promozione di meravigliosi scenari naturali che diventano golfo mistico a servizio dello spettacolo.  E ancora il 21 Agosto nella cava onirica del Teatro dell'Efebo di Agrigento; il 22 Agosto accarezzati dal mare profondo di Marina di Modica; il 29 Agosto nella prorompente austerità dorica del Tempio di Hera in Selinunte e il 5 Settembre nel cuore culturale della Città dei due mari, Trapani, grazie alla sinergia con l'Ente Luglio Musicale Trapanese. Si conferma quindi una programmazione di alto livello per una manifestazione che promette di regalare esperienze uniche in luoghi suggestivi dove, attraverso il sapiente lavoro degli artisti, la leggenda corre verso l'eternità. Wed, 09 Jul 2025 08:25:29 +0000 Siracusa Silent Reading Party il 15 luglio al Gran Caffé Gambrinus https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33759-silent-reading-party-il-15-luglio-al-gran-caffe-gambrinus.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33759-silent-reading-party-il-15-luglio-al-gran-caffe-gambrinus.html Martedì 15 luglio 2025, dalle 18.30 alle 20.00, al Gran Caffè Gambrinus di Napoli (via Chiaia, 1) si terrà un Silent Reading Party con la presentazione del romanzo d’esordio di Carlo Morriello, Oltre l’ombra dei colori.  Il Silent Reading Party è un evento nato a New York che invita gli appassionati di lettura a riunirsi in un ambiente tranquillo, spegnendo i cellulari per leggere in silenzio insieme o individualmente per circa un’ora, seguito da un momento di confronto e condivisione sulle letture. Questo format nasce per contrastare l’alienazione da smartphone, favorendo la concentrazione, la socialità e la passione per i libri in un’atmosfera conviviale, rilassata e suggestiva.  La serata, moderata da Fabrizia Maltese, prevede letture di Elisa Maschio e un dialogo collettivo sul romanzo, ambientato nella Napoli di fine Ottocento e incentrato su Michele Castaldo, giovane pittore alle prese con un incarico prestigioso e misteri irrisolti. Per l’occasione, i primi 15 iscritti alla serata sul sito silentreadingparty.it riceveranno una copia omaggio del libro firmato dall’autore.  “Avevo sempre voluto scrivere un romanzo ambientato nella mia Napoli, che parlasse della scoperta della propria identità, dei propri sogni da inseguire, anche quando tutto ciò è difficile,” ha dichiarato Carlo Morriello.  Docente di lettere nato a Napoli e residente in provincia di Treviso, con questo libro presenta il suo debutto letterario, un viaggio tra arte, psicologia e storia napoletana, con un forte tema di ricerca interiore e riscoperta di sé, dove il protagonista ha appena perso sua madre, quando riceve un incarico importante: dipingere un affresco nel monastero di Santa Chiara in sole tre settimane. Questo lavoro lo porterà a scoprire segreti del passato e a vivere eventi sorprendenti. Con l’aiuto delle persone a lui care e il ritorno di un amore del passato, riuscirà a capire meglio sé stesso e a superare momenti difficili. Il romanzo è anche un viaggio nella Napoli misteriosa, dove il sacro e il profano si mescolano tra vicoli e segreti. Al centro della storia c’è la scoperta di una verità nascosta che può cambiare la vita di una persona. Un dipinto, una rivelazione e la ricerca di sé stessi guidano la trama fino alla fine.   Thu, 03 Jul 2025 07:40:50 +0000 Napoli Castellammare del Golfo: domani, giovedì 26, al via la rassegna Gustorie di Sicilia https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/33744-castellammare-del-golfo-domani-giovedi-26-al-via-la-rassegna-gustorie-di-sicilia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/33744-castellammare-del-golfo-domani-giovedi-26-al-via-la-rassegna-gustorie-di-sicilia.html Prende il via domani, giovedì 26 giugno a Castellammare del Golfo, la seconda edizione della rassegna Gustorie di Sicilia. Fino a domenica 30 giugno, la Sicilia si racconta tra piatti della tradizione, musica, narrazioni e incontri che mettono al centro il cuore dell’Isola. Organizzata dal Comune di Castellammare del Golfo in collaborazione con l’agenzia Feedback e con il sostegno degli Assessorati al turismo e alla Pesca della Regione Siciliana, Conad, Banca Don Rizzo e Tenute Orestiadi, la manifestazione celebra la cultura siciliana in tutte le sue forme: dalla storia alla letteratura, dall’arte alla cucina. "Siamo orgogliosi di ospitare, per il secondo anno consecutivo, Gustorie di Sicilia - ha sottolineato Giuseppe Fausto, sindaco di Castellammare del Golfo - un evento che racconta la nostra terra attraverso sapori, tradizioni e cultura. Fino a domenica Castellammare del Golfo diventa palcoscenico di un racconto collettivo fatto di eccellenze enogastronomiche, cultura e memoria." Tra le novità la prima edizione del Campionato di cucina popolare siciliana, promosso da Conad, che metterà a confronto 8 chef in una competizione culinaria che attraversa i pilastri della tradizione gastronomica siciliana: primi e secondi piatti e i dolci tipici. Da Agrigento arriva Antonio Bellanca, chef del Ristorante Al Faro di Licata, vincitore del Campionato Italiano di Cous Cous nel 2018; da Catania Rosario Sciuto che dopo esperienze in strutture di alto livello, oggi porta la sua cucina direttamente nelle case; da Enna Enrico Pantorno, che gareggia con la madre Antonia, ambasciatore di una cucina povera e contadina, fatta con amore e memoria; da Messina arrivano Carlotta Andreacchio, cuoca e docente, e Roberto Antonuccio: appassionato vincitore di "MessinTavola"; da Palermo Saverio Greco, chef e patron del ristorante Mylos a Bagheria, da Ragusa Carlotta Baglieri, giovane cuoca italo-thailandese che unisce le sue origini siciliane ai sapori dal mondo; da Siracusa Alessia Liistro, food blogger e ambasciatrice della Sicilia nel mondo e Pietro Provenza, giovane cuoco cresciuto nelle storiche osterie di Ortigia; da Trapani, infine, Ita Galfano, archicuoca e produttrice che fa parte della storica community delle “Cesarine”, la piattaforma nazionale delle imperatrici passionarie della buona cucina italiana. A giudicare i piatti una giuria speciale, con Giusi Battaglia, volto del programma Giusina in cucina, Gianni Marino di MasterChef 14, la blogger Adele Pupella, Totino del duo Toti e Totino e, per la finale, arrivano il food creator Marco Giarratana, conosciuto come l’uomo senza tonno e Stefano Piazza, attore e cabarettista palermitano, tra i più irriverenti del panorama siciliano. A condurre gli appuntamenti sul palco, al fianco di Giusi Battaglia, ci sarà il “Barone” Andrea Lo Cicero, lo chef volto di diversi programmi tv. Confermate, anche quest’anno, le Conversazioni sulla Sicilianitudine, un programma di incontri culturali, interviste e spettacoli promosso da Banca Don Rizzo che si svolgerà a piazza Madrice, con la conduzione di Stefania Renda. Tra i protagonisti Paolo Licata, il regista del film “L’amore che ho” che racconta la storia della cantautrice siciliana Rosa Balistreri e lo scrittore Salvo Toscano che presenterà il suo ultimo libro “La prossima vittima” (Mondadori). Gli appuntamenti con i “Cunti e i sapuri del mare” porteranno i visitatori alla scoperta delle diverse specie ittiche, tra racconti e degustazioni mentre in piazza Petrolo torna ExpoGustorie, la mostra mercato di prodotti artigianali ed enogastronomici siciliani. Le degustazioni Tante specialità della gastronomia siciliana in degustazione tutti i giorni in Piazza Petrolo, dalle 18 e fino a mezzanotte. Tra i primi si può scegliere tra cous cous di pesce, busiate da passeggio al pesto ericino o spada e melanzane, timballo di pasta al forno o con le sarde. Tante le proposte anche per lo street food: arrosticini di mare, coppo del pescato oppure l’hot dog siciliano con salsiccia. Si chiude in dolcezza, scegliendo tra il cannolo, le cassatelle con ricotta o granita e brioche. Le degustazioni sono a cura di San Lorenzo Mercato. Ticket da 3,50 a 15 euro. Gli spettacoli gratuiti La sera, un calendario di spettacoli e concerti gratuiti. Venerdì 27 si balla con Sergio Friscia, attore, autore e showman tra i più amati dal pubblico italiano che porterà tutta la sua energia sul palco di Piazza Petrolo. La serata inizierà alle 22:30 con il gruppo degli Extralarge (Alessandra Certa, Giacinto Renda e Giuseppe Clemente) che accompagnerà il pubblico tra grandi classici italiani e internazionali. A seguire, il dj set di Sergio Friscia, con il suo stile inconfondibile e la sua carica travolgente. Sabato 28 il sound di Dj Jad & Wlady, due icone della scena musicale italiana, protagonisti della storia degli Articolo 31, insieme per una serata che unisce energia e un sound unico. DJ Jad, leggenda dell’hip hop italiano e co-fondatore degli Articolo 31, porta in consolle decenni di successi, premi e dischi di platino, Wlady producer e dj ha fatto ballare intere generazioni, da “Maria Salvador” a “Disco Paradise”, con collaborazioni che spaziano da J-Ax a Fedez. Domenica 29 si chiude con “Rosa ed io”, il concerto di Alessandra Salerno ispirato alla vita di Rosa Balistreri. Gustorie Fashion Show Domenica, a Gustorie, ci sarà spazio anche per la moda. Alle ore 19 la sfilata dei bambini in passerella a cura di Barbera Junior e, alle 22, al termine dello spettacolo di Alessandra Salerno, una sfilata di abiti siciliani a cura di Le Monde Concept Store. L’ingresso è libero. Il programma completo su www.gustoriedisicilia.it Wed, 25 Jun 2025 08:51:23 +0000 Trapani Andrea Bocelli, Live a Pompei https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33742-andrea-bocelli-live-a-pompei.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33742-andrea-bocelli-live-a-pompei.html A grande richiesta, l’organizzazione dell’evento mondiale di Andrea Bocelli Live a Pompei, mette a disposizione gli ultimi posti. Il celebre tenore sarà protagonista di un doppio concerto all’Anfiteatro degli Scavi, il 27 e 28 giugno 2025, accompagnato dall’Orchestra I Filarmonici di Napoli e il Coro That’s Napoli diretto del Maestro Carlo Morelli. L’appuntamento straordinario apre la stagione estiva musicale all’Anfiteatro. Dopo il successo dello scorso anno il Parco archeologico si prepara ad accogliere così una rassegna di artisti internazionali a partire dal grande Maestro, Andrea Bocelli creando un connubio perfetto tra storia e musica. Il concerto è organizzato da DuePunti Eventi con Klassics Music Management e Almud Edizioni Musicali, in collaborazione con Black Star Entertainment, il Parco archeologico di Pompei e con il contributo economico del Comune di Pompei.  L’organizzazione dell’evento dichiara: “Visto la grande richiesta, siamo lieti di annunciare che abbiamo reso disponibili gli ultimi posti per questo appuntamento internazionale che vede il grande artista protagonista assoluto di due imperdibili serate. La carriera di Andrea Bocelli è costellata di esibizioni nei teatri più prestigiosi del mondo, ma crediamo che l’Anfiteatro di Pompei rappresenti un’esperienza unica, sia per l’artista che per il pubblico. Dopo anni di collaborazione con il Maestro nei più importanti siti e piazze d’Italia, come organizzatori siamo estremamente orgogliosi di questo nuovo traguardo, reso possibile grazie alla sinergia con il Parco Archeologico e il Comune di Pompei. Non poteva esserci un palcoscenico più suggestivo di Pompei per presentare la voce di Andrea Bocelli ad un pubblico che arriverà da ogni angolo del pianeta. Sarà pura magia.” Inizio concerti ore 21.30. Ultimi biglietti in vendita online e nei punti vendita Ticketone e Vivaticket. L’organizzazione raccomanda l’acquisto dei biglietti esclusivamente tramite i canali di vendita autorizzati ed invita a non acquistare in altri siti. Wed, 25 Jun 2025 08:46:21 +0000 Napoli Le divine melodie danzanti di Bellini al Teatro Antico di Taormina https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33741-le-divine-melodie-danzanti-di-bellini-al-teatro-antico-di-taormina.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33741-le-divine-melodie-danzanti-di-bellini-al-teatro-antico-di-taormina.html Venerdì 27 Giugno, con inizio alle  21, nella magnifica cornice del Teatro Antico di Taormina, andrà in scena una serata speciale di danza dal titolo già di per sé evocativo: Belliniana, divine melodie danzanti, un progetto speciale ideato e prodotto dalla Fondazione Festival Belliniano di Catania dedicato a Vincenzo Bellini e alla danza che ha tratto ispirazione dalle sue immortali melodie e che nel corso della storia ha ispirato grandi coreografi provenienti dalle più diverse esperienze e tradizioni coreutiche. Si tratta di un atteso Gala di Danza che riunirà sul palcoscenico del Teatro Antico numerosi danzatori provenienti da ogni parte del mondo e da alcune delle compagnie più prestigiose della scena americana ed europea, come la New York City Ballet, Les Etolies du Monde, il Teatro alla Scala di Milano, l’Opéra di Parigi, la Het National Ballet, il Rudra Bejart Lausanne, il Ballet am Rhein, il Duisburg Theatre, solo per citarne alcuni, in una ricco programma di coreografie dedicate all’incontro tra il linguaggio danzante del corpo e le melodie di Vincenzo Bellini, con un omaggio anche ad altri grandi operisti italiani come Gaetano Donizetti e Gioachino Rossini. L’intero programma prende ispirazione e ruota intorno al 200° anniversario che ricorre proprio quest’anno dalla composizione e dal debutto di Adelson e Salvini, la prima opera composta da Vincenzo Bellini, rappresentata nel 1825 al Teatrino del Conservatorio di San Sebastiano a Napoli. La serata, tra le numerose coreografie di brani e sinfonie varie, proporrà anche brani da opere come La Sonnambula, con la celebre coreografia di Balanchine Night Shadow di Ferdinand Hérold, su libretto di Eugène Scribe e Jean Pierre Aumer, dalla Norma, con “Casta Diva” cantata da Maria Callas, da Il pirata e I Capuleti e i Montecchi, di cui saranno danzate le rispettive Sinfonie, e numerosi altre arie e brani, tra cui anche la Sinfonia in re maggiore sempre di Bellini, raramente eseguita ed interpretata. Accanto alle “divine melodie danzanti” di Vincenzo Bellini non mancherà comunque l’omaggio ai compositori d’opera suoi contemporanei, come Gaetano Donizetti, con l’aria “Una furtiva lagrima”, a Gioacchino Rossini, di cui vedremo danzare la trascinante Tarantella in omaggio a Napoli, ma anche coreografie su musiche di Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi, Pietro Mascagni e Francesco Cilea. Un programma ricco che avrà una durata di oltre un’ora e mezza di grande danza e musica. L'iniziativa, unica nel suo genere, realizzata con il sostegno e la collaborazione delle realtà culturali del territorio come il Comune di Taormina e dal Ministero della Cultura, è arricchito anche da mostre e dibattiti con il tema portante "Divine melodie, divine coreografie", realizzata a cura di Domenick Giliberto, con proiezioni, dibattiti, incontri ed installazioni dedicati alla Danza nell'universo belliniano e ai grandi momenti di danza sempre presenti nelle sue opere. I biglietti sono in vendita attraverso il circuito Vivaticket su tutto il territorio nazionale e a Taormina presso il punto vendita di Corso Umberto, 104 (tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 12.30), nonché il giorno di spettacolo del 27 Giugno 2025 dalle ore 9 alle ore 21,30 presso Palazzo dei Congressi a Piazza Vittorio Emanuele.    Wed, 25 Jun 2025 08:43:44 +0000 Messina A Palazzo Gagliardi arriva “Scacciasogni”, tratto dal romanzo di Marcostefano Gallo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33735-a-palazzo-gagliardi-arriva-scacciasogni-tratto-dal-romanzo-di-marcostefano-gallo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33735-a-palazzo-gagliardi-arriva-scacciasogni-tratto-dal-romanzo-di-marcostefano-gallo.html Nell’ambito delle iniziative del cartellone di eventi “Onde d’estate 2025”, organizzato dall’assessorato alla Cultura, sbarca a Vibo Valentia il grande teatro. In una location suggestiva come Palazzo Gagliardi, venerdì 27 giugno 2025 alle ore 20:30 andrà in scena “Scacciasogni”, spettacolo teatrale tratto dal romanzo di Marcostefano Gallo. Scacciasogni non è solo un racconto: è un viaggio tra ombre e redenzioni, tra montagne che osservano e uomini che lottano. È la storia di un padre padrone, di un paesino che sembra fuori dal tempo e di un confine sottile tra il sogno e la realtà. Sul palco, oltre all’autore Marcostefano Gallo, accompagnati da musica dal vivo e interpretazioni che faranno vibrare le parole, gli attori Angela Gaetano, Ruggero Chieffallo, Fedora Cacciatore, Ferdinando Furci, Rosy Vergori, Kamgang Welton e Walter Vasta. Il tutto sarà impreziosito dall’intensa voce di Giuliana Tenuta e dalle atmosfere sonore del musicista Alessandro Gallo. A coordinare l’evento sarà Sabrina Pugliese, direttore artistico del progetto “Arteca”. L’ingresso è gratuito. L’assessore alla Cultura, Stefano Soriano, invita la cittadinanza a partecipare: “Siamo convinti di avere scelto un’opera, per altro tutta calabrese, che saprà toccare le corde dell’anima e fare emozionare. Uno degli eventi di punta di questo mese di giugno a Vibo Valentia”. Tue, 24 Jun 2025 08:48:03 +0000 Vibo Valentia Arte e pace al centro della XXXII edizione del Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33720-arte-e-pace-al-centro-della-xxxii-edizione-del-concorso-di-ceramica-contemporanea-mediterraneo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33720-arte-e-pace-al-centro-della-xxxii-edizione-del-concorso-di-ceramica-contemporanea-mediterraneo.html Sarà il professor Francesco Giorgino, in qualità di docente di Comunicazione e Marketing all'Università Luiss di Roma, ad intervenire all'inaugurazione della XXXII edizione del Concorso di Ceramica Contemporanea "Mediterraneo", in programma sabato 12 luglio alle ore 19 nel Castello Episcopio di Grottaglie (Taranto). La sua relazione offrirà una riflessione sul valore della ceramica come linguaggio identitario, economico e simbolico del territorio, mettendo in evidenza il ruolo centrale della cultura e dell’arte nelle dinamiche della comunicazione contemporanea. Un contributo appassionato e autorevole, capace di coniugare radici locali e visione globale, in sintonia con lo spirito della rassegna, che valorizza la ceramica contemporanea come codice universale di dialogo tra i popoli e le culture. Grottaglie, rinomata Città delle Ceramiche e recentemente insignita del prestigioso titolo di Città d’Arte dalla Regione Puglia, si conferma cuore pulsante e fucina creativa di rilievo nel panorama culturale regionale e internazionale. La mostra sarà visitabile fino a domenica 12 ottobre. Al taglio del nastro, insieme al professor Giorgino, saranno presenti il Sindaco di Grottaglie Ciro D’Alò, l’Assessore alla Cultura, Turismo e valorizzazione della ceramica Raffaella Capriglia, la responsabile del Settore Cultura del Comune, Daniela De Vincentis, la curatrice e storica dell’arte Elena Agosti, ed il presidente della BCC San Marzano di San Giuseppe, partner storico dell’evento, Emanuele Di Palma. In mostra, ci saranno 73 opere selezionate su 362 candidature provenienti da 236 artisti da tutto il mondo, a cura di una giuria tecnica altamente qualificata composta da Elena Agosti, Francesca Pirozzi, Tina Byrne e Giovanni Mirulla. Un risultato record che conferma il prestigio crescente del concorso nel panorama dell’arte contemporanea. I numeri mai raggiunti prima rappresentano un importante traguardo nella storia del concorso. Questo straordinario risultato conferma non solo la crescente autorevolezza della manifestazione, ma anche la forza della sua missione: valorizzare una tradizione millenaria attraverso lo sguardo dell’arte contemporanea. “Siamo orgogliosi di presentare questa XXXII edizione del Concorso di Ceramica Contemporanea ‘Mediterraneo’, che ha raggiunto numeri mai registrati prima nella sua storia - dichiara l’assessore Raffaella Capriglia -. Questo importante traguardo testimonia la crescente autorevolezza e il valore culturale della manifestazione, che rappresenta un momento fondamentale per valorizzare la tradizione millenaria della ceramica attraverso lo sguardo innovativo dell’arte contemporanea. In questo momento di grande tensione internazionale e di conflitto mondiale, crediamo fermamente che l’arte, nel contesto del confronto internazionale e per i contenuti e i messaggi stessi delle opere, assuma ancora di più un ruolo fondamentale come portatrice di dialogo interculturale e ambasciatrice di pace. Grottaglie, Città delle Ceramiche, insignita del titolo di Città d’Arte, conferma così il suo ruolo di protagonista nel panorama artistico internazionale, continuando a promuovere creatività, cultura e sviluppo per il territorio”. Tre i premi principali in palio: il 1° Premio “Mediterraneo” (5.000 euro e acquisizione dell’opera nella collezione del Museo della Ceramica di Grottaglie); il 2° Premio “Mostra personale” (2.000 euro, spazio espositivo gratuito e pubblicazione nel catalogo); il 3° Premio “Residenza d’artista” Under 35, patrocinato dalla BCC San Marzano (1.000 euro e un’esperienza di 2-3 settimane a Grottaglie, con vitto, alloggio, tutor e laboratorio, e opera lasciata in dono alla città con partecipazione all’edizione 2026). Il 10 luglio si riunirà la giuria internazionale incaricata di selezionare i tre vincitori del concorso. La selezione delle opere, secondo il Disciplinare approvato dal Comune, sarà effettuata da esperti di calibro internazionale: Ciro D’Alò (Presidente), Francesca Pirozzi, architetto e conservatrice; Tina Byrne, direttrice di Ceramics Ireland; Elena Agosti, docente e direttrice del Museo di Villa Lattes; Giovanni Mirulla, direttore di D’A Design e Artigianato e presidente ICMEA; e Emanuele Di Palma, presidente BCC San Marzano. Il percorso espositivo si dipanerà nelle sale del Castello Episcopio di Grottaglie, con un allestimento immersivo, pensato per valorizzare ogni opera attraverso un dialogo costante con gli spazi storici del castello, esaltando - in un’atmosfera multisensoriale - le interazioni di luce, materia, suono e memoria. Un racconto emozionale che coinvolgerà i visitatori, conducendoli in un viaggio tra linguaggi artistici differenti ma uniti dal comune desiderio di esplorare il presente e immaginare il futuro della ceramica. Grottaglie si conferma ancora una volta luogo d’elezione, capace di trasformare l’identità in visione e la tradizione in linguaggio universale. L’intera serata sarà arricchita dalla musica dei maestri Francesco Greco al violino e Antonello De Bartolomeo al pianoforte. All’inaugurazione e premiazione, seguirà un raffinato momento conviviale nel Giardino Mediterraneo adiacente. Tra gli appuntamenti culturali in programma per la serata spicca la mostra personale di Margherita Grasselli, intitolata “Marcondirondirondello”, a cura di Stella Marina Gallas. L’esposizione, allestita nella corte del Castello Episcopio, nasce dalla collaborazione dell’artista – già premiata in passate edizioni del concorso – con otto botteghe ceramiche locali, in un incontro tra maestria artigianale e visione contemporanea. A completare il programma della serata, anche la presentazione del catalogo ufficiale della XXXII edizione del Concorso, edito da Claudio Grenzi Editore e promosso dal Comune di Grottaglie, interamente dedicato alle opere selezionate e alla ceramica contemporanea. Saranno inoltre presentate le attività culturali previste per settembre e ottobre, tra cui la mostra personale dell’artista ucraina Ielizaveta Portnova, che indaga le potenzialità sperimentali della ceramica, e la residenza d’artista di Zheng Ying, giovane ceramista cinese attiva a Londra, protagonista di uno scambio interculturale che sottolinea la vocazione internazionale del concorso. Il Concorso è promosso e organizzato dal Comune di Grottaglie, con la segreteria organizzativa affidata all’Info Point Turistico, gestito dalla Cooperativa Imago. La rassegna gode del patrocinio della Regione Puglia, dell’AiCC – Associazione Italiana Città della Ceramica e di POP Ceramiche di Puglia, oltre al sostegno della BCC San Marzano e alla collaborazione tecnica di Monun. Dal 12 luglio al 12 ottobre 2025, Grottaglie si conferma così crocevia di creatività e innovazione, con la ceramica al centro di un dialogo tra culture, storie e linguaggi diversi. Grazie alla presenza di voci autorevoli e all’imponente presenza artistica, il Concorso “Mediterraneo” rinnova la sua missione culturale: rendere l’arte ceramica un ponte tra identità e futuro.  Una storia lunga oltre cinquant’anni Il Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo” nasce nel 1971 per volontà del Comune di Grottaglie, con l’obiettivo di celebrare e rinnovare l’antica tradizione ceramica del territorio. Dedicato esclusivamente alla ceramica, il Concorso rappresenta oggi un punto di riferimento per artisti provenienti da tutto il mondo, chiamati a interpretare in chiave contemporanea un sapere millenario. Radicato nel Quartiere delle Ceramiche – un unicum urbano, situato nella gravina che attraversa Grottaglie – in cui le botteghe tramandano da secoli tecniche e segreti dell’arte figulina –, l’evento è divenuto nel tempo un crocevia culturale tra tradizione e innovazione, capace di unire l’identità storica del territorio con le più avanzate visioni artistiche. Fin dalle sue origini, la manifestazione si è posta l’ambizioso obiettivo di mettere nel nuovo un cuore antico: difendere i valori autentici della storia, della civiltà e dell’originalità dell’oggetto ceramico, opponendosi all’omologazione imposta dalla produzione industriale. In oltre cinquant’anni di storia, il Concorso ha affermato il ruolo centrale della ceramica nell’identità culturale di Grottaglie, evolvendosi in una piattaforma internazionale di dialogo e confronto tra linguaggi artistici differenti. Negli ultimi due decenni, la manifestazione ha rafforzato la sua vocazione mediterranea, promuovendo la ceramica come linguaggio universale, simbolo di appartenenza, narrazione e scambio tra culture. Con la XXXII edizione si rinnova l’impegno a costruire un appuntamento annuale di respiro internazionale, capace di attivare connessioni tra popoli e visioni artistiche, contribuendo nel contempo alla costituzione di una preziosa collezione museale di ceramica contemporanea, patrimonio condiviso della comunità. Grottaglie è l’unica città italiana con un intero insediamento urbano dedicato alla produzione ceramica. Il Quartiere delle Ceramiche, sorto e sviluppatosi nella la gravina di San Giorgio, ospita oltre settanta botteghe d’arte e artigianato e continua a essere luogo di vita e lavoro di maestri ceramisti riconosciuti in tutto il mondo. Grottaglie è tra le Città Italiane della Ceramica riconosciute da AiCC, simbolo di una tradizione viva che ha saputo evolversi nei secoli mantenendo intatta la propria identità, valorizzando il suo patrimonio storico, artistico e cultura. Fri, 20 Jun 2025 08:39:50 +0000 Taranto Vibo Valentia celebra la Festa della musica: tre appuntamenti per vivere la città https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33718-vibo-valentia-celebra-la-festa-della-musica-tre-appuntamenti-per-vivere-la-citta.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33718-vibo-valentia-celebra-la-festa-della-musica-tre-appuntamenti-per-vivere-la-citta.html Anche Vibo Valentia partecipa alla Festa della musica, la rassegna nazionale promossa dal ministero della Cultura e coordinata da Aipfm (Associazione italiana per la promozione della Festa della musica), che unisce ogni anno città, artisti e cittadini all’insegna del linguaggio universale della musica. L’edizione vibonese, patrocinata dal Comune di Vibo Valentia e curata con competenza dal Conservatorio “Torrefranca”, propone tre eventi musicali, pensati per coinvolgere il pubblico in un percorso tra generi, luoghi e talenti. Si parte alle ore 18:00, nell’atrio del palazzo comunale. A dare il via alla serata sarà la travolgente energia della Big Band del Liceo Musicale “Vito Capialbi”, che animerà lo spazio istituzionale con un repertorio coinvolgente. Alle ore 18:45 ci si sposta a Palazzo Gagliardi, dove il pubblico sarà accolto dall’eleganza del Coro di Clarinetti del Conservatorio, una formazione unica per sonorità e impatto scenico, che arricchirà l’atmosfera con suggestioni cameristiche. Alle ore 19:45, all’ex Convento dei Gesuiti, gran finale con una produzione corale che vedrà protagonisti il Trio Jazz del Conservatorio, l’Orchestra del Liceo “Capialbi” - dipartimento Coreutico e l’Ensemble di Archi del Conservatorio, in un’esibizione che unirà classico, contemporaneo e danza in una sinergia tutta da vivere. L’assessore alla Cultura, Stefano Soriano, esprime grande soddisfazione per questa iniziativa che celebra la bellezza della musica e valorizza la formazione artistica sul territorio, ed anche per la sinergia con il Conservatorio e il Liceo Capialbi, valido esempio di collaborazione istituzionale. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. Fri, 20 Jun 2025 08:32:37 +0000 Vibo Valentia Torna il Rito della Luce firmato Presti alla Piramide 38° Parallelo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33713-torna-il-rito-della-luce-firmato-presti-alla-piramide-38-parallelo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33713-torna-il-rito-della-luce-firmato-presti-alla-piramide-38-parallelo.html Il Rito della Luce pensato e voluto da Antonio Presti ritorna a Motta d’Affermo per l’apertura straordinaria della Piramide 38º Parallelo, opera monumentale simbolo della Fiumara d’arte. L’esperienza, gratuita e immersiva, consentirà ai visitatori di sperimentare il Rito della Luce, attraverso l’unico punto d’accesso alla Piramide. Si attraverserà un lungo cunicolo scuro, illuminato soltanto dalla luce che filtra dall’accesso. Poi il buio, lo stesso che Dante descrive nel mezzo del cammin di nostra vita. Il visitatore procederà così a tentoni, potendo contare soltanto sui propri passi. Fino all’accesso alla Piramide, al solstizio d’estate, alla luce nuova che torna a indicare la strada. Tra canti, danze e musiche, il Rito della Luce quest’anno è dedicato all’Incanto dell’Invisibile, “perché la rigenerazione della bellezza è rigenerazione dell’anima - dice Antonio Presti - Stiamo ripartendo da questo, dall’urgenza di un’eresia della coerenza, del coraggio, della gratuità, della responsabilità, dell’impegno e dell’esempio di ognuno di noi”. Sabato 21 e domenica 22 giugno, dalle 11 sarà possibile assistere alle visite guidate delle nuove opere dell’Atelier sul mare - asteroide 20049 antoniopresti a Villa Margi, frazione marinara di Reitano. Un tour guidato direttamente dal maestro e mecenate alla scoperta del Monumento per un poeta morto (Finestra sul Mare) di Tano Festa, del “Cavallo Eretico: Guardiano di Luce” di Antonello Bonanno Conti, della “Ammonite: Gli scudi ribelli - omaggio a Giusto Sucato” di Pablo Sucato e Giacomo Noyà. Nel corso del tour sarà possibile assistere anche alla visita guidata delle Suite D’Autore – Atelier sul Mare, mentre dalle 16.30 fino al tramonto appuntamento a Motta d’Affermo per il Rito della Luce. A curare la direzione artistica del Rito sarà Lucina Lanzara, cantautrice e produttrice siciliana, che osserva «La Piramide 38° Parallelo è rinascita a partire dall’utero materno, il posto in cui qualsiasi essere vivente sperimenta il battito, l’energia vitale, ove inizia a vivere, inconsapevole e inebriato, l’Incanto dell’Invisibile». La lettura delle poesie sarà invece a cura di Pietro Russo, mentre i poeti che si alterneranno sono Emiliano Zappalà, Giambattista Rosso, Rosa Maria Di Natale, Rita Ligresti, Giuseppe Condorelli, Salvatore Vecchio, Angelo Santangelo. «Invisibile - spiega Russo - è la parola che genera l’incanto del mondo, un prodigio di immortalità svincolata dalla materia eppure dentro il mondo. Invisibile è il canto che crea e rinnova e trasforma lo spazio e il tempo che abitiamo. La poesia è un fatto creaturale che apre gli occhi di fronte al mistero dell’Essere. Per questo motivo, rispondendo all’appello di Antonio Presti, i poeti alla Piramide di Motta d’Affermo – luogo apicale di bellezza e in-canto – sono chiamati a dare testimonianza del valore di un messaggio che ha radice nell’universo, di un’energia potentissima che lega tutti gli esseri a un comune destino: un respiro che ogni volta riscopre lo stupore e la vertigine di una creazione infinita che la parola svela e ri-vela allo stesso tempo». «L’arrivo dell’atelier di Antonio Presti a Villa Margi – sottolinea il sindaco di Reitano Salvatore Salvaggio - ha portato una ventata d’aria di futuro all’intera frazione. Le prime opere inaugurate hanno già attirato migliaia di turisti incuriositi dal nuovo progetto, mentre siamo pronti ad approvare una convenzione con la Fiumara d’arte per realizzare opere sul terreno adiacente all’Atelier: saranno 20 opere in tutto, realizzate con la collaborazione di diverse Università. Per noi è motivo d’orgoglio, è una visione destinata a costruire futuro». «Un ringraziamento speciale e affettuoso – conclude Antonio Presti - al presidente della Regione, Renato Schifani, che ha condiviso e contribuito alla nascita della Triennale della Contemporaneità».   Thu, 19 Jun 2025 08:49:44 +0000 Messina A Taranto uno degli eventi ufficiali EU Green Week https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33711-a-taranto-uno-degli-eventi-ufficiali-eu-green-week.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33711-a-taranto-uno-degli-eventi-ufficiali-eu-green-week.html Un percorso sostenibile per la Giusta Transizione. Sarà Taranto, città-simbolo della complessità ambientale, industriale e sociale del Mediterraneo, ad ospitare uno degli eventi ufficiali della EU Green Week, dedicato alla cooperazione tra territori europei impegnati nella transizione ecologica e destinatari del Just Transition Fund. Riflettori puntati sul prossimo 27 giugno quando, all’Hotel Delfino (dalle ore 9 alle 13), si daranno appuntamento numerose istituzioni per questo importante incontro internazionale.  In particolare, a confrontarsi sul tema “A Sustainable path to fulfill the Just Transition” saranno la città di Taranto e la Contea di Ida-Viru, in Estonia: due aree europee accomunate dalla necessità di riconvertire modelli economici ad alta intensità fossile. Al centro le sfide delle energie rinnovabili, dei materiali rari e della riduzione delle emissioni climalteranti e dai loro impatti, ormai tristemente noti, sulla salute collettiva. Particolare attenzione sarà rivolta alla delegazione della Contea di Ida-Viru che ha già realizzato la quasi totalità del proprio programma JTF, investendo oltre mezzo miliardo in infrastrutture per la transizione energetica, l’industria dei materiali strategici e la riqualificazione territoriale.  Saranno presenti numerose autorità a vari livelli, tra cui Regione Puglia e Comune di Taranto, una delegazione estone, membri del Parlamento Europeo e rappresentanti della Direzione Generale per la Politica Regionale e Urbana della Commissione Europea (DG REGIO). Il consorzio JTRAIL - piattaforma di ricerca ed innovazione che vede insieme Cnr, Asl Taranto e Arpa Puglia - illustrerà le azioni avviate per rafforzare competenze green, infrastrutture intelligenti e i sistemi predittivi applicati alla salute nei contesti industriali. A Taranto, il concetto di One Health – promosso dalla CTE Calliope e adottato come chiave strategica di pianificazione territoriale – viene declinato in modo integrato, con l’obiettivo di connettere sanità pubblica, tutela ambientale e innovazione sociale.   Thu, 19 Jun 2025 08:44:43 +0000 Taranto "Sotto la superficie" Un incontro per comprendere il rapporto tra adolescenti e social network https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/33708-sotto-la-superficie-un-incontro-per-comprendere-il-rapporto-tra-adolescenti-e-social-network.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/33708-sotto-la-superficie-un-incontro-per-comprendere-il-rapporto-tra-adolescenti-e-social-network.html Venerdì 20 giugno, alle ore 18:00, presso Scambiologico, in piazzale Istria a Potenza, l’associazione Nodi – generazioni connesse promuove l’iniziativa pubblica dal titolo: “Sotto la superficie. Social network e adolescenti: cosa c’è davvero dietro gli schermi?” Un incontro aperto a genitori, educatori, insegnanti e a chiunque sia interessato al mondo giovanile, per riflettere insieme su uno dei fenomeni più complessi e attuali: l’impatto dei social network sulla vita degli adolescenti. Secondo recenti studi, oltre il 90% dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni utilizza quotidianamente almeno una piattaforma social, con un tempo medio di connessione superiore alle tre ore al giorno. Un dato che si accompagna all’aumento di segnali di disagio: disturbi del sonno, isolamento, difficoltà relazionali, fino a forme conclamate di dipendenza digitale. L’incontro intende andare oltre la superficie di post, like e stories, per esplorare il vissuto emotivo degli adolescenti: dalla costruzione dell’identità digitale al bisogno di appartenenza, fino alle forme di solitudine e vulnerabilità che possono nascere online. La Generazione Z è la prima a crescere interamente connessa, ma questa condizione comporta anche rischi spesso invisibili. A introdurre il dibattito sarà Antonella Giacummo, presidente dell’associazione Nodi – generazioni connesse. Seguiranno la testimonianza di Mirna Mastronardi, presidente dell’associazione Dea per sempre, attiva nell’ascolto quotidiano dei ragazzi e delle loro fragilità, e l’intervento di Antonio Quaglietta, psicologo, counselor e formatore, che offrirà dati e spunti di riflessione sul tema. Sono stati invitati anche rappresentanti istituzionali, con l’obiettivo di avviare un confronto costruttivo e promuovere azioni concrete per il benessere psicologico dei giovani. A chiudere l’evento, l’esibizione del giovane artista emergente Slettorew, originario del capoluogo. Wed, 18 Jun 2025 08:58:19 +0000 Potenza Trevinano RI-WIND Un borgo, una comunità, un progetto di rigenerazione culturale https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/viterbo/33700-trevinano-ri-wind-un-borgo-una-comunita-un-progetto-di-rigenerazione-culturale.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/viterbo/33700-trevinano-ri-wind-un-borgo-una-comunita-un-progetto-di-rigenerazione-culturale.html Nel cuore dell’Alta Tuscia, a Trevinano – minuscola frazione del Comune di Acquapendente (VT), con appena 120 abitanti – con il 2025 prende forma un progetto di narrazione e riappropriazione creativa che mette in dialogo tradizione e contemporaneità, linguaggi e persone, generazioni e territori. Un progetto che attraversa arte contemporanea, musica e poesia: Trevinano RI-WIND. Un progetto di rigenerazione culturale – tra le iniziative finanziate dal Ministero della Cultura nell’ambito del PNRR “Attrattività dei borghi storici” – che parte da un luogo-soglia, e che come tale si presenta: Trevinano, da Trivium, è incrocio, è incontro. Un crocevia geografico tra Lazio, Umbria e Toscana che diventa oggi anche crocevia creativo, emotivo, sociale. Una rinascita che passa dalla cultura, dalla creatività, dalla capacità laterale degli artisti di immaginare nuovi modi di vivere lo spazio e il tempo di comunità. Un anno di eventi, incontri, laboratori, mostre e restituzioni animerà il borgo e l’intera Tuscia tra il 2025 e il 2026, abbracciando poesia, musica, teatro e arti visive. Ad aprire il programma, la sezione dedicata alla parola in forma poetica e musicale: Quando la banda passò, a cura di Oscar Pizzo e Paolo Dalla Sega. Dopo il debutto il 25 maggio a Villa Torlonia, Roma, nell’ambito de Il Parco dei Poeti – Spazio in versi del Teatro di Roma, il progetto prosegue con tre nuovi appuntamenti: il 6 e 7 luglio a Trevinano per la Festa dell’Aia e la prima settimana di agosto, sempre in Tuscia. Un reading-concerto inedito che trasforma i luoghi in palcoscenici di una grande scena condivisa, facendo risuonare la voce poetica e musicale dei borghi dell’Alta Tuscia: bande tradizionali e suoni contemporanei, slam poetry e poesia rurale si fondono in una narrazione corale e originale, guidata da Oscar Pizzo, Massimo Sigillò Massara, Eleonora Fisco e Lorenzo Maragoni. Una dichiarazione d’intenti forte e chiara: fare della banda un passaggio, una soglia sonora tra le generazioni, una cerniera tra chi siamo stati e chi possiamo essere. Il tutto sul filo di quelle parole di chi abita i borghi e di quel patrimonio immateriale rappresentato dal folklore delle marce e delle bande, luoghi di aggregazione e trasmissione di memoria. Nato da mesi di lavoro collettivo tra bande popolari e comunità locali, dopo il debutto romano, Quando la banda passò prosegue così con un calendario estivo diffuso, radicato nel territorio, tra feste, piazze e riti condivisi. Accanto alla poesia e alla musica, il progetto Trevinano RI-WIND trova nella contemporaneità artistica un altro asse portante. All’interno del programma prende vita infatti il progetto di arte contemporanea, a cura di Davide Sarchioni: un vero e proprio motore di rigenerazione urbana, in cui è l’arte pubblica a offrire visione, ascolto e possibilità. Nove artisti e artiste – tra cui Marco Eusepi, Flavio Favelli, Claire Fontaine, Antonello Ghezzi, Mutsuo Hirano, Thomas Lange, Vincenzo Marsiglia, Valentina Palazzari – sono stati invitati a prendere parte a un itinerario di arte pubblica permanente, concepito come un museo a cielo aperto che si snoda attraverso i luoghi strategici e simbolici del borgo. Ogni artista, dopo un lavoro di sopralluogo e dialogo con la comunità locale – fatto di ascolto, scambio di aneddoti, visioni condivise e ricordi – realizzerà un’opera pensata in e per quel luogo, che entrerà a far parte del circuito permanente del progetto. È un processo di prossimità e partecipazione, in cui l’arte non solo si espone, ma si costruisce insieme: un atto generativo che connette passato, presente e futuro, e che fa della relazione tra gli artisti e gli abitanti un gesto politico e poetico insieme. È così che a Trevinano – dove si incontrano le regioni – si incontrano anche le generazioni: le voci dei pochi anziani rimasti nel borgo – alcuni ultranovantenni – dialogano con quelle degli artisti contemporanei e dei giovani che scelgono di tornare, almeno per un tempo, nei luoghi delle proprie radici. Un patrimonio affettivo e culturale che si trasmette attraverso le storie, i riti, le musiche, i racconti familiari, per un progetto che mette tutto questo al centro, costruendo un ponte vivo tra memoria e futuro. Tue, 17 Jun 2025 09:29:50 +0000 Viterbo Salina celebra le eccellenze isolane: sapori e tradizioni nella mostra “Made in Eolie” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33697-salina-celebra-le-eccellenze-isolane-sapori-e-tradizioni-nella-mostra-made-in-eolie.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33697-salina-celebra-le-eccellenze-isolane-sapori-e-tradizioni-nella-mostra-made-in-eolie.html Un’esplosione di sapori e profumi autentici delle isole Eolie: capperi, cucunci, patè artigianali, pesti autoctoni, prodotti lavorati con verdure di stagione, pomodori secchi, mandorle, melanzane, formaggi, malvasie, prosecchi, vini rossi e bianchi, sesamini, nacatole, spicchiteddi. Un suggestivo viaggio nel gusto del “Made in Eolie” sta caratterizzando la XIV edizione di Marefestival - Premio Massimo Troisi che ha inaugurato al Centro Congressi di Malfa la fiera espositiva realizzata grazie al sostegno dell’Assessorato regionale alle Attività Produttive, guidato dall’assessore Edy Tamajo. “Con questa esposizione vogliamo raccontare, attraverso sapori autentici e prodotti d’eccellenza, l’identità profonda delle nostre Isole – ha evidenziato l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamaio – sono luoghi ricchissimi di aziende e attività produttive, molte delle quali vantano decenni di storia. Ogni specialità presente non è soltanto una perla enogastronomica, ma anche un patrimonio culturale. Valorizzare queste produzioni significa sostenere il lavoro di tanti piccoli produttori e artigiani che promuovono un modello di sviluppo legato al territorio, alla qualità e alla sostenibilità, anche all’insegna del km 0”.   L'attrice Marina Suma, che ha che ha ricevuto il Premio Troisi 2025 per la carriera, ha inaugurato insieme con Patrizia Casale, organizzatrice del Marefestival e curatrice della mostra espositiva, i cui allestimenti sono stati affidati alla designer Tina Berenato: un percorso sensoriale ispirato al mare e alle atmosfere eoliane che ha saputo rendere protagonista ogni azienda presente. Ben 21 ditte, fra le più rinomate dell’arcipelago eoliano: Sapori eoliani, Virgona, Fenech, Caravaglio, Ancestrale Agricola, Cantine Colosi, Azienda Agricola D’Amico, Azienda Agricola Mirabito, Eolia, La Vecchia Fattura Di Lo Piccolo Fabrizio, Arte Ulivo, Paola Di Giorgio, Hauner, Azienda Agricola Di Oliva Michele, Simipiacevulcano, L’isolana Doc, Pasticceria Arte e Sapori Di Gianluca e Despina, Caper Sud, I Dolci Di Marisa, Pasticceria Subba e Fratelli Laise. “Abbiamo pensato ad un percorso ricco e articolato - ha spiegato la Casale - che non solo esalta il gusto e il sapore, ma rivela anche storie di tradizione, passione e continuità familiare. Offriamo così ai turisti e ai visitatori un’ampia panoramica sulle eccellenze isolane, mettendo in luce più di venti realtà produttive che rappresentano un’immagine del grande patrimonio enogastronomico made in Eolie appunto, che oggi più che mai si intreccia con il turismo esperienziale, contribuendo in modo significativo alla crescita economica ed alla valorizzazione del territorio”.      Mon, 16 Jun 2025 08:57:20 +0000 Messina Festa della musica: Amii Stewart e il violino contaminato di Alessandro Quarta https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33688-festa-della-musica-amii-stewart-e-il-violino-contaminato-di-alessandro-quarta.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33688-festa-della-musica-amii-stewart-e-il-violino-contaminato-di-alessandro-quarta.html Festa della Musica al via sabato 14 giugno, che quest’anno ci accompagnerà per un’intera settimana sino al 21 giugno, promossa dalla direzione del Conservatorio “G.Martucci” di Salerno. Sarà il M° Jacopo Sipari di Pescasseroli, a dare l’attacco a questi lunghi festeggiamenti, ricomponendo sul palcoscenico del Teatro Verdi di Salerno, sabato alle 20,30, un trio composto dalla vocalist Amii Stewart, affiancata dal violino di Alessandro Quarta, con la sua bacchetta alla testa dell’ Orchestra sinfonica del Conservatorio G. Martucci, ritrovando diversi allievi e rinsaldando, così, quel forte legame che lo unisce alla città di Salerno. Un contatto personale con i protagonisti del concerto, quello del Maestro Sipari, il quale aveva già avuto occasione, in passato, di far musica sia con la Stewart che con Alessandro Quarta nel 2020 sul palcoscenico del Festival di Mezza estate in Tagliacozzo, alla testa della Orchestra Sinfonica Abruzzese, nonché nel 2014 nell’ambito del concerto “Pacem in terris”, in San Giovanni in Laterano, dedicato a Papa Francesco, e ha inteso condividere anche a Salerno la gioia di questo viaggio, per raccontare la storia di questa cantante dalla voce inconfondibile, che si propone di restituire le emozioni delle proprie interpretazioni. Il concerto verrà aperto dal violino di Alessandro Quarta con l’orchestra, che eseguirà il lento, dolcissimo, a tratti struggente, Oblivion, che Piazzolla scrisse nel 1984, per la colonna sonora del film Enrico IV, di Marco Bellocchio, per proseguire, in questo piccolo portrait di Astor Piazzolla, con Fracanapa composta e registrata dal genio argentino negli anni '60, che si segnala per la sensualità che promana della sua melodia principale. La song di sortita di Amii Stewart sarà una preghiera in musica, Nearer my God to Thee, un inno cristiano del XIX secolo, scritto dalla poetessa britannica Sarah Flower Adams, basato sul sogno di Giacobbe raccontato nel Libro della Genesi e sulla canzone del 1865 Bethany, composta dall'americano Lowell Mason. L'inno ha la fama di essere stato, probabilmente, l'ultimo brano suonato dall'orchestra di bordo, guidata dal violinista Wallace Heartley, del transatlantico Titanic prima del suo tragico inabissamento. A seguire, un omaggio ad Ennio Morricone, con due titoli in cui riconosceremo sia il musicista per il cinema di grande fama, sia il compositore “colto”, l’allievo di Goffredo Petrassi, intravvedendo certe sottigliezze di scrittura che rendono riconoscibile la sua musica, attraverso l’uso di circa sei o sette note, in un procedere melodico delle singole linee, che corrisponde a un contesto armonico determinato, ottenendo, così, quell’armonia mutevole pur nella rigidità di una accordalità prefissata. I segreti di Morricone saranno così svelati da Amii Stewart in Saharan Dream, sigla dello sceneggiato il Segreto del Sahara, per, quindi, passare, alla parte più intima e delicata della colonna sonora di Nuovo Cinema Paradiso, un film in cui Tornatore e Morricone hanno sposato le loro arti a meraviglia, creando film e musica, uno per l’altro. Alessandro Quarta, salentino, renderà omaggio alla sua terra, “La Terra del Rimorso”, quella “terra del cattivo passato che torna e opprime col suo rigurgito”, per dirla con Ernesto De Martino, del ragno che morde e avvelena  e dalla potenza estatica e terapeutica della musica e della danza, che è sfida, rito di passaggio, con Tarantula, una pizzica indiavolata e virtuosistica. Il violinista, evocherà, indi, anche “L’amico magico: il maestro Nino Rota”. Suo il delicato fluire musicale, talvolta ingiustamente scambiato per semplicismo, lontano da ogni vezzo avanguardistico, ma nemmeno inconsapevole della lezione novecentesca di Igor Stravinskij, Erik Satie e Kurt Weill. Nino Rota trasferì queste stesse ragioni estetiche nel cinema con una prolificità sorprendente e risultati mai corrivi, bensì, al contrario, sospesi in un’aerea grazia, che divenne l’inconfondibile cifra rotiana, che riconosceremo in Amarcord, nella musica del fisarmonicista cieco al matrimonio della Gradisca, quindi la Dolce vita e il funambolico girotondo di Otto e mezzo. Di Billie Holiday è stato detto tutto. E’ stata definita la più grande cantante di jazz mai vissuta, un mostro sacro, un mito. Incarna un simbolo complesso, misterioso ed intoccabile. Billie Holiday è stata vista come l’eroina del jazz, ed il suo genio musicale, sofisticato e prestigioso, come ineguagliabile. La sua voce, che ha il dono della riconoscibilità al primo attacco, quale solo i grandissimi posseggono, tocca chiunque, anche chi non l’intende, perché il suo canto nasce direttamente dall’anima. L’anima di un essere umano molto profondo, che capisce la tristezza, la felicità, la solitudine, il successo, e che è stata sempre destinata ad avere un “no good man”, un buono a nulla accanto. Nella vita e nei song dell’indimenticabile Billie Holiday i toni cupi, ai limiti dell’angoscia, legano come un sottile filo ogni momento, ogni cruda esperienza, ogni interpretazione, ma la grandezza dell’artista li sa trasformare in radiose opere d’arte. E’ questa un’eredità rischiosa che Amii Stewart andrà ad affrontare in quintetto, con Alessandro Quarta al violino,  Cristian Martina alla batteria, Michele Colaci al contrabbasso, Franco Chirivì alla chitarra e da Giuseppe Magagnino al pianoforte. Andando a rileggere “God bless the Child” e “Fine and Mellow”, pagine che hanno fatto l’esegesi del Jazz e il secondo brano in particolare, nell’incisione dell’8 dicembre 1957 Ben Webster, Gerry Mulligan, Victor Dickenson, Coleman Hawkins, Roy Eldridge, ma su tutti, con il suo “Pres” Lester Young, l’amore oltre le note. Ancora il quintetto con Alessandro Quarta per Jeanne y Paul, che porta ancora la firma di Astor Piazzolla composto e, mai utilizzato, per la colonna sonora di "Ultimo tango a Parigi" di Bertolucci, il quale optò per le musiche del tenorsax “El Gato” Barbieri. Suo il moto quasi barocco di tensione e distensione esteso sia alla minima frase che all’intera composizione, per sottolineare quei momenti regolarmente ed emozionalmente in bilico fra un lirismo allentato e dolente, talora fino alla rarefazione, e picchi di alta drammaticità e forza penetrativa. Quindi, Spain, che Chick Corea scrisse nel 1972 sulla falsariga dell’Adagio del Concierto De Aranjuez di Joaquin Rodrigo e del quale il quintetto riproporrà con le sue particolari sonorità prima di lanciarsi verso sempre più spericolate avventure timbriche. Ribalta per Amii Stewart che proporrà con l’orchestra, il celebre ostinato sotto la melodia di Metti una sera a cena di Ennio Morricone e poi, I never meant to cause you any sorrow / I never meant to cause you any pain / I only wanted to one time to see you laughing / I only wanted to see you laughing in the purple rain”. L’attacco famoso con cui Prince colorò il mondo di viola. Questo ultimo set per Amii, verrà chiuso dal suo successo mondiale Knock on Wood, firmato da Eddie Floyd e Steve Cropper.  Ritornerà il violino con Libertango, ossessivo e perturbante come è tutto ciò che rimanda a pulsioni ancestrali rimosse nell’Es, pur tuttavia presenti nell’inconscio collettivo, ed Etere, il quinto elemento dell’ opera The five elements, che prende spunto dal De Caelo di Aristotele, Aristotele, secondo il quale l’etere costituisce un vero quinto elemento, in seguito la quintessenza, venuto a significare, per gli alchimisti, la parte più pura di una sostanza, ottenuta dopo cinque distillazioni, che egli colloca in realtà al primo posto – accanto ai quattro ben stabiliti dalla tradizione empedoclea precedente, e cioè acqua, aria, terra e fuoco. Finale con tutti i protagonisti per un omaggio alla regina del soul Aretha Franklin everybody loves. Fri, 13 Jun 2025 08:50:42 +0000 Salerno Azzardo minorile, la ferita nascosta: a Salerno la verità scuote la sala https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33679-azzardo-minorile-la-ferita-nascosta-a-salerno-la-verita-scuote-la-sala.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33679-azzardo-minorile-la-ferita-nascosta-a-salerno-la-verita-scuote-la-sala.html Certe mattine di giugno portano con sé il peso e la promessa di una verità che non si può più rimandare. L’11 giugno, a Salerno, nella sala colma di istituzioni, educatori, esperti e cittadini, il tema del gioco d’azzardo minorile ha smesso di essere un dibattito per diventare una ferita esposta, un’urgenza che non conosce più alibi. Sul palco, insieme a figure di primo piano – Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania; Carola Barbato, Presidente Corecom Campania e Coordinatrice nazionale; Vincenzo Napoli, Sindaco di Salerno; Aniello Baselice, Presidente dell’Osservatorio Regionale sul Disturbo da Gioco d’Azzardo; il Presidente del Corecom Calabria, Vice-Coordinatore nazionale, Fulvio Scarpino, ha squarciato il velo dell’abitudine e dell’inerzia con un gesto che ha cambiato il ritmo e il senso della giornata. Non un discorso, non la solita elencazione di dati – pure drammatici: il 53% degli studenti italiani tra i 15 e i 19 anni ha già avuto esperienza di gioco, - ma una dimostrazione concreta, pubblica, tanto semplice quanto spiazzante. Scarpino, prendendo il proprio telefonino, ha avviato in diretta una chat con uno dei servizi di assistenza automatizzata più diffusi. Si è presentato, senza reticenze, come un ragazzo minorenne, connesso di nascosto, dichiarandolo più volte in modo esplicito. Quello che è accaduto ha lasciato la sala senza respiro: la chatbot, lungi dal bloccare l’accesso o segnalare il rischio, ha guidato pazientemente l’utente-minorenne passo dopo passo, offrendo consigli, indicazioni, fino all’accesso alle piattaforme di gioco. Nessun filtro, nessuna domanda, nessun dubbio. Solo una collaborazione docile e inquietante. In pochi secondi, il confine tra protezione e complicità tecnologica è crollato davanti agli occhi di tutti. Lo sconcerto si è tradotto in un silenzio irreale, poi in un applauso fragoroso, che ha attraversato la sala e, simbolicamente, ha segnato il momento in cui la percezione collettiva si è fatta finalmente nitida: il pericolo non è solo fuori, ma dentro i meccanismi invisibili della comunicazione digitale, dove la velocità supera la vigilanza e l’illusione di sicurezza viene smentita dalla realtà. Scarpino, con quella dimostrazione, ha frantumato il muro delle rassicurazioni di maniera e ha imposto una domanda ineludibile: chi protegge davvero i ragazzi, in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale non solo non difende, ma rischia di addestrare alla trasgressione? I dati che ha richiamato sono solo la soglia di un’emergenza più profonda: famiglie impreparate, filtri tecnologici inefficaci, pubblicità occulte e normalizzazione dell’azzardo come esperienza “di crescita”. Ognuno di quei numeri è un volto, una storia, una fragilità che la società ha il dovere di riconoscere e di proteggere. Il Presidente del Corecom Calabria ha insistito con forza: la prevenzione non può essere ridotta a slogan, né demandata solo alla normativa, che spesso resta lettera morta di fronte all’astuzia dei meccanismi digitali e all’ingenuità delle emozioni adolescenti. Serve un patto nuovo, una rete vera tra famiglie, scuole, servizi, comunità, capace di educare al pensiero critico, di ascoltare le inquietudini, di rispondere con empatia e alternative sane. Il Corecom Calabria, in questo senso, si conferma modello nazionale, avendo puntato tutto sulla dimensione affettiva ed educativa attraverso il progetto “Corecom Academy in Tour”, portato avanti con la determinazione e la sensibilità di Pasquale Petrolo e Mario Mazza: un’iniziativa che da settembre attraverserà i territori, entrerà nelle scuole, formando insegnanti e famiglie, ascoltando i ragazzi, costruendo anticorpi sociali non solo contro il rischio, ma soprattutto a favore della crescita, della libertà, della consapevolezza. La sala, ancora scossa dall’esperimento in diretta, ha tributato a Scarpino un applauso lungo, autentico, raro, che ha sancito l’inizio di una nuova stagione di responsabilità e di onestà pubblica. L’esperienza e la voce del Corecom Calabria, sempre più richieste in tutta Italia, rappresentano oggi un riferimento per chi davvero vuole spezzare il ciclo della solitudine e della dipendenza, riportando al centro la dignità e la sicurezza delle nuove generazioni. La realtà, a volte, ha bisogno di essere mostrata senza sconti: quando accade, la coscienza collettiva non può più tornare indietro. E in questa Salerno di giugno, un gesto semplice e coraggioso ha scritto una pagina che resterà.  Thu, 12 Jun 2025 08:10:50 +0000 Salerno I miracoli della Madonna di Guadalupe https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/33664-i-miracoli-della-madonna-di-guadalupe.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/33664-i-miracoli-della-madonna-di-guadalupe.html   “Ora ascoltami, figlio Mio il più piccolo e riponilo nel tuo cuore. Il tuo cuore è turbato, ma tu non ti affliggere per niente. Nessuno di questo genere di mali deve essere per te motivo di preoccupazione. Sono qui Io, tua Mamma. Sei sotto la mia protezione. Io sono la tua salute, la fonte della tua gioia. Tu sei nel mio Cuore. Di che altro hai bisogno? Non darti dunque più pena”.   Dall’apparizione a San Juan Diego (Immagine Acheropita nella Basilica di Nostra Signora di Guadalupe, Messico, 1531).   Don Mario Passeri, Segretario dei Cappellani del Lavoro di Genova , ha effettuato il saluto e la consegna del calendario annuale dei Cappellani del Lavoro in Regione Liguria incontrando i dipendenti e, in tale occasione, ha rivolto loro la benedizione della Madonna di Guadalupe informandoli dei particolari miracoli operati dalla stessa. Nessuno scienziato finora è riuscito a spiegare i molti misteri dell’Immagine di Nostra Signora di Guadalupe, che è detta “Acheropita” (non fatta da mani d’uomo) e Sindone Mariana. I colori sono vivi e non risultano fatti con sostanze di origine vegetale, animale o minerale. Sono sconosciuti alla scienza e sembrano “incorporati” al tessuto. Il fotografo Carlos Salinas (1950) e il medico Charles Wahlig operando degli ingrandimenti degli occhi scoprirono una scena composta da 12 persone secondo le leggi dell’ottica… Dalla Relazione sulla Miracolosa Immagine della Madonna Santissima “detta di Guadalupe” del Messico, patrona delle Americhe e della nuova evangelizzazione e patrona dei Missionari Comboniani della provincia comboniana del Messico, non spiegabile scientificamente, con un meraviglioso Messaggio d’Amore per ognuno. …. Giunto dal Vescovo, Juan Diego aprì il mantello per offrire le rose che, apparse miracolosamente, aveva raccolto come segno; ed ecco un nuovo prodigio! L’immagine di Maria Santissima comparve impressa sulla tilma! …. Ora nel luogo dell’apparizione è sorto un grande tempio, dove la Madonna dona grazie ai sempre più numerosi devoti che vi accorrono, anche in pellegrinaggi penitenziali da ogni parte del mondo. Nessun scienziato finora è riuscito a spiegare i molti misteri dell’Immagine della Madonna di Guadalupe, che è detta “Acheropita” (non fatta da mani d’uomo) e Sindone Mariana. Il tessuto è una rozza fibra di ixtle ricavata dal maguey (cactus). Di solito si deteriora in 20 anni. Questo dura da 454 ed è in ottime condizioni. I colori sono vivi e non risultano fatti con sostanze di origine vegetale, animale o minerale. Sono sconosciuti alla scienza (esaminati dal chimico tedesco Kuhn) e sembrano “incorporati” al tessuto. Secondo Philip Callahan (biologo americano) il blu del manto, il rosa della veste, il colore del volto e delle mani sono stati dipinti, con una tecnica del tutto sconosciuta. Il volto da vicino sembra bianco; da lontano assume una sfumatura olivastra; è un effetto ottico che nessuna mano potrebbe ottenere. Si presenta dunque la Vergine come una giovane donna, come “Segno” di Riconciliazione tra vincitori e vinti. Il Mistero più sorprendente è costituito dagli occhi dell’Immagine. Il fotografo messicano Carlos Salinas (1950) e il medico americano Charles Wahlig operando degli ingrandimenti degli occhi (da 6 mm. fino a 2500 volte) scoprirono una intera scena composta da 12 persone secondo le leggi dell’ottica. Si notano anche particolari ben dettagliati (legacci dei sandali di un indio seduto a terra con le gambe accavallate, un orecchino, una lacrima sul volto di un vecchio!). Gli occhi della Vergine hanno “registrato” il momento in cui Juan Diego mostrò il mantello al Vescovo. Stretto abbinamento tra le stelle del manto e quello del cielo nel giorno dell’Apparizione. Straordinaria correlazione tra i fiori damascati della tunica e l’orografia del Messico riportata in scala 1:1.000.000. Accostamento tra il “quincunce” (fiore a 4 petali), simbolo della Divinità, e i due lembi neri sciolti della cintura (segno della donna in attesa del parto). Ecco il significato: la donna con la corona è la Regina dell’universo, è incinta e il bambino che sta per nascere è Dio. La tilma (mantello) respinge polvere ed insetti. Il 12 dicembre si celebra la Festa della Madonna di Guadalupe, patrona delle Americhe e della nuova evangelizzazione e patrona dei Missionari Comboniani della provincia comboniana del Messico. Nostra Signora di Guadalupe è l’appellativo con cui i cristiani, e in particolare i messicani, venerano Maria in seguito a un’apparizione avvenuta in Messico nel lontano 1531. Maria apparve a San Juan Diego Cuauhtlatoatzin, un ragazzo azteco convertito al cristianesimo, sulla collina del Tepeyac, a nord di Città del Messico, manifestandosi più volte tra il 9 e il 12 dicembre 1531. Festa di San Juan Diego Cuauhtlatoatzin: 9 Dicembre. Da: Libro Claudio Perfetti, … Edizioni Paoline.    Tue, 10 Jun 2025 09:15:57 +0000 Religione Pellegrino a Saragozza https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/33655-pellegrino-a-saragozza.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/33655-pellegrino-a-saragozza.html Non capita spesso ricevere un viaggio “regalo” di grande ed elevato significato. Sono stato a Saragozza, la città spagnola, capitale dell’Aragona, dove è presente il Santuario dedicato alla Madonna del Pilar. Ho vissuto giorni intensi non solo di fervore religioso ma anche di curiosità storiche e artistiche. Sono riuscito addirittura a scambiare qualche riflessione con tre sacerdoti che ho trovato nelle bellissime chiese e con un caballeros de Nuestra Senora del Pilar, il signor Antonio all'interno della Basilica. Avevo una conoscenza parziale del miracolo e della storia della Madonna. Prima del viaggio ne ho approfittato di leggere e recensire il testo che Vittorio Messori, che aveva scritto nel 1998, “Il Miracolo. Spagna, 1640: Indagine sul più sconvolgente prodigio mariano” (Rizzoli), testo che era presente nella mia biblioteca, e che “aspettava” di essere letto. Naturalmente ora dovrei trovare qualche testo, possibilmente in italiano, per avere una maggiore conoscenza della storia sulla venuta di Maria Vergine nella città aragonese, ma anche del mastodontico santuario e della fede religiosa che caratterizza il popolo d’Aragona. Intanto mi sono accontentato di alcuni contributi sintetici trovati su internet. La venuta della Madonna del Pilar a Saragozza ebbe luogo nel 40 d.C., quando Maria viveva ancora in Palestina. A differenza di altre apparizioni mariane, come quelle di Fatima o Lourdes, questo evento è considerato una venuta, non un'apparizione. A differenza del resto delle apparizioni mariane che avvengono dopo l'Assunzione in cielo, nel caso della Vergine del Pilar, più che un'apparizione in sé, si tratta di una traslazione o bilocazione, poiché la sua venuta a Saragozza avvenne durante la sua vita mortale, quando viveva ancora in Terra Santa. La tradizione pilarista sostiene che la Beata Vergine Maria è intervenuta in modo straordinario per confortare e di incoraggiare San Giacomo e un gruppo di convertiti, lasciando loro una colonna di diaspro come simbolo della fermezza della fede cristiana per evangelizzare l’Hispania. Questo evento è all'origine principale della devozione mariana nella Penisola Iberica e, successivamente, in America. Secondo la pia tradizione, nelle prime ore del 2 gennaio del 40 d.C., la Vergine Maria apparve in carne e ossa nella città romana di Caesaraugusta (Saragozza). La Cattedrale-Basilica del Pilar conserva documenti del XIII secolo che confermano che questa tradizione risale ai tempi della Chiesa primitiva. Secondo questi documenti: "Passando per le Asturie, giunse con i suoi nuovi discepoli attraverso la Galizia e la Castiglia, fino all'Aragona, territorio che allora si chiamava Celtiberia, dove sorge la città di Saragozza, sulle rive dell'Ebro. Lì Giacomo predicò per molti giorni e, tra i molti convertiti, scelse otto uomini come compagni, con i quali di giorno discuteva del regno di Dio e di notte passeggiava lungo le rive per riposarsi." La notte tra il 2 il 3 gennaio del 40, nel corso della sua vita terrena, la Beata Vergine apparve all’apostolo Giacomo che stava pregando sulla riva dell’Ebro e supplicando l’intercessione di Maria per la buona riuscita dell’evangelizzazione in Spagna. La Madonna, accompagnata da diversi cori di angeli che portavano una sua raffigurazione e una piccola colonna di diaspro, comunicò all’apostolo la volontà divina di edificare un tempio a Lei dedicato: nacque così la prima chiesa della Spagna e dell’intera cristianità. Solo dopo averla costruita Giacomo tornò a Gerusalemme dove, primo tra tutti gli apostoli, subì il martirio durante le persecuzioni di Erode Agrippa. La tradizione del Pilar è antichissima ed è confermata dalle rivelazioni avute nell’età moderna dalla beata Anna Caterina Emmerick e, prima ancora, dal dettagliato racconto della venerabile Maria di Agreda che riporta le parole della Vergine all’apostolo: «L’eccelso Re ha prescelto questo posto affinché in esso gli innalziate un tempio, dove sotto il titolo del mio nome il Suo sia magnificato […]. Egli darà libero corso alle sue antiche misericordie a vantaggio dei credenti e questi per mezzo della mia intercessione le otterranno, se le domanderanno con autentica confidenza e pia devozione». Aggiunse la Madonna: «Questo pilastro con sopra la mia immagine resterà qui e durerà con la santa fede fino alla fine dei tempi». Sono passati quasi duemila anni e l’attuale gigantesco santuario di Saragozza - sopravvissuto a tre bombe sganciate all’inizio della guerra civile spagnola (1936-1939), nessuna delle quali esplose - sorge sullo stesso luogo dell’apparizione e custodisce il prezioso pilastro all’interno di una cappella, con un oculo che consente ai pellegrini di baciarlo e venerarlo. Questa grande devozione verso la Vergine, patrona della Spagna e di tutta l’ispanità, è constatabile anche nella diffusione del nome Pilar, nelle tantissime edicole e nei canti che le sono dedicati. Nelle mie ricerche emerge un dettaglio importante: Il collegamento tra Pilar e Santiago, e anche l’argomento merita di essere approfondito. La devozione pilarista è strettamente legata alla tradizione giacobina di Compostela, divenendo due assi fondamentali della spiritualità in Spagna. Ci sono delle prove archeologiche e storiche. Fin dall'antichità, i cristiani di Caesaraugusta costruirono una dimora attorno alla Sacra Colonna, forse il primo tempio dedicato alla Vergine Maria. Numerose sono le testimonianze che confermano l'antichità di questa devozione: Il sarcofago di Sant'Engracia (IV secolo) mostra un bassorilievo della Vergine che scende dal cielo per apparire a San Giacomo. A questo proposito visitando la Chiesa, che ha una bellissima facciata, ho ricevuto in dono un testo “Aragonia sacra”, uno studio di vari autori, di ben 475 pagine, naturalmente in lingua spagnola, monografico su S. Engracia e la città di Zaragoza. Il testo corredato di numerose immagini sulla Santa, originaria di Braga in Portogallo, che ha subito il martirio nel 303 d.C insieme a diciotto compagni. Non solo ma è ricco di immagini anche de Los Sarcofagos Romano-Cristianos che troviamo nella cripta della Basilica. La venuta della Madonna a Saragozza è la prima apparizione mariana documentata della storia, divenendo la radice principale della devozione alla Vergine in Spagna e in America. La sua unicità risiede nel fatto che avvenne mentre Maria era ancora in vita, in carne e ossa, il che la distingue da altre apparizioni successive. Questa forte devozione spinse la Santa Sede a riconoscere ufficialmente la Venuta della Vergine come "antica e pia credenza" e a consentire l’istituzione dell'Ufficio del Pilastro. Da allora, ogni 2 gennaio, la Basilica del Pilar ospita una Veglia Eucaristica presieduta dall'Arcivescovo, in commemorazione di questo evento. Inoltre, in questo giorno, l'immagine della Vergine viene mostrata senza mantello, lasciando visibile il fusto del Pilar. La grande Festa di Nuestra Senora del Pilar si svolge il 12 ottobre di ogni anno. Il 13 ottobre 2009 la Tradizione del Pilar è stata riconosciuta come Tesoro del Patrimonio Culturale Immateriale della Spagna, insieme al Cammino di Santiago. Qualche cenno storico sulla Basilica. Esiste un documento del 714, anno dell'occupazione musulmana, che attesta come Saragozza fosse un'importante meta di pellegrinaggio per la cristianità. Intorno all'anno 835, un monaco di nome Almoino, del monastero di Saint - Germain de Paris, scrisse un codice in cui faceva riferimento alla chiesa della Vergine Maria di Saragozza, indicando che nel III secolo vi aveva prestato servizio il grande martire San Vincenzo. Mentre nel XV secolo, Ferdinando il Cattolico notò la diffusione del culto della Vergine del Pilar a Saragozza. A metà del XVII secolo si iniziò a progettare la costruzione di una nuova chiesa più ampia, in linea con le linee guida del Concilio di Trento. Nel 1681 fu posata la prima pietra dell'attuale basilica, la cui costruzione si protrasse fino al XX secolo, nonostante diverse modifiche e interruzioni dei lavori. Una menzione speciale merita l'architetto Ventura Rodríguez, che progettò la Santa Cappella, realizzata tra il 1754 e il 1765. All'interno della Basilica meritano di essere sottolineate anche altre opere di grande valore artistico, come la pala dell'altare maggiore in alabastro di Damián Forment, gli stalli del coro scolpiti da Esteban de Obray e la volta affrescata del Coreto di Francisco de Goya, originario di Zaragoza. Il Pilastro e l'immagine della Vergine Il Pilastro è un fusto cilindrico, senza modanature né ornamenti, alto 1,67 m e con un diametro di 25 cm. Realizzato in diaspro, è racchiuso da una copertura in rame argentato, che è ciò che appare ai fedeli. Per consentire ai fedeli di avvicinarsi e baciare questa colonna, è stata lasciata un'apertura ovale sul fondo della cappella attraverso la quale è possibile venerarla. L'immagine della Vergine poggia sul pilastro. Si tratta di un'effigie lignea alta 38 cm, scolpita secondo i canoni della scultura gotica europea della prima metà del XV secolo e attribuita allo scultore Juan de la Huerta. Rappresenta la Beata Vergine come regina e madre, con corona e manto imperiale, e con il Bambino in braccio. Alcune tradizioni suggeriscono che quest'immagine sia stata donata dalla regina Bianca di Navarra, sposata con Giovanni II d'Aragona, dopo la sua guarigione da una grave malattia. Esistono prove documentali che nel 1433 si svolse un pellegrinaggio in segno di gratitudine per questa guarigione, e il frutto e la testimonianza perpetua di ciò furono l’istituzione da parte della regina dell'Ordine del Pilar, l'unico ordine cavalleresco sopravvissuto nell'ex Regno di Navarra. Del miracolo di Calanda ne ho già parlato presentando il libro di Messori. Tra le curiosità religiose e tradizionali da segnalare: La collezione di mantelli Generalmente, il pilastro è coperto da uno degli innumerevoli mantelli che la Vergine custodisce gelosamente, sebbene vi siano diversi giorni all'anno in cui viene scoperto per la venerazione dei fedeli. Questi giorni sono il 2, il 12 e il 20 di ogni mese, in commemorazione delle date più importanti della devozione pilarista: la venuta della Vergine a Saragozza il 2 gennaio 1940, la solennità della Madonna del Pilar il 12 ottobre e l’incoronazione canonica della Vergine del Pilar il 20 maggio 1905. Dal 1677, alcuni mantelli hanno acquisito un valore aggiunto. Dopo essere stati indossati dalla Vergine del Pilar, vengono prestati a chiunque li desideri per coprire i malati, anche in punto di morte. Molti necrologi recitano: "Morì sotto il manto della Madonna del Pilar ".  La richiesta di mantelli, sia dall'Aragona che dal resto della Spagna e dall'estero, era in crescita e a volte impossibile da soddisfare, così vennero create le "misure". Si tratta di nastri di tessuto di tanti colori quanti mantelli della Vergine, la cui lunghezza corrisponde esattamente alla misura dell'immagine sacra . Servono allo stesso scopo: ricordarci la protezione della Madonna sui suoi figli in ogni momento. Le bandiere Una serie di bandiere offerte alla Beata Vergine in diversi periodi della nostra storia contemporanea è conservata a El Pilar di Saragozza. Una menzione speciale merita il gruppo di 19 bandiere donate dai paesi iberoamericani, giunte a Saragozza dopo essere state benedette da Papa San Pio X. Furono pronunciate il 29 novembre 1908 in una solenne cerimonia, i cui discorsi esprimevano la gratitudine dei popoli d'America per aver ricevuto la luce della fede dalla Spagna. Ci sarebbero molti altri aspetti da sottolineare riguardo alla "Pilarica". Ne ho evidenziati alcuni tra i più significativi per comprendere meglio questa devozione popolare, simbolo di identità per la Spagna e che ci permette di approfondire la spiritualità del popolo aragonese e spagnolo. Ho trovato un interessante studio, una tesis Doctorial: “Usos publicos de la Virgen del Pilar: de la guerra de la indipendencia al premier Franquismo” (568 pagine; 2012) di Ramon Solans Francisco Javier. Fonti BUESA CONDE, Domingo J. e LOZANO LÓPEZ, Juan Carlos. Il Pilastro è una Colonna. La storia di una devozione. Governo dell'Aragona – Consiglio Comunale di Saragozza, 1995. DÍEZ QUINTANILLA, José Manuel. Le apparizioni della Vergine Maria: Dottrina e storia. Free Books, Madrid, 2020. PARDO, Andrés (dir.). Il libro del culto della Vergine. Alfredo Ortells, Valenza, 1998. PASAMAR LAZARO, José Enrique e BLANCO LALINDE, Leonardo. Le bandiere del Pilar, in Emblemata nº11, 2005, pp.429-434. Mon, 09 Jun 2025 08:55:41 +0000 Religione Grottaglie ora “Città d’arte”. https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33639-grottaglie-ora-citta-d-arte.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33639-grottaglie-ora-citta-d-arte.html Grottaglie ha ufficialmente ottenuto il riconoscimento di “Città d’arte” da parte della Regione Puglia. La Regione, con un atto dirigenziale del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del territorio, ha conferito a Grottaglie il titolo di “Città d’arte e a economia prevalentemente turistica”, così come disciplinato dalla normativa regionale e nazionale. Il riconoscimento è frutto di una valutazione, da parte della Regione, della candidatura e proposta di iscrizione al relativo elenco regionale, promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Grottaglie e approvata dalla Giunta comunale. Il Settore Cultura e Turismo del Comune di Grottaglie ha predisposto la documentazione necessaria per l’istanza del titolo, che rappresenta un riconoscimento importante sotto il profilo turistico e culturale per il comune ionico. Grottaglie è risultata meritevole per la presenza di monumenti ed edifici di riconosciuto interesse storico-artistico, per la presenza di offerta di servizi culturali e di collezioni artistiche e per manifestazioni e attività culturali di rilievo. Dichiara il sindaco Ciro D’Alò: “Un traguardo prestigioso che premia l’identità storica, culturale e artistica del nostro territorio, da sempre conosciuto per le sue ceramiche, il centro storico di straordinaria bellezza, le sue gravina e le sue tradizioni secolari. Questo riconoscimento rappresenta non solo un motivo di orgoglio per tutta la comunità, ma anche un'importante opportunità per lo sviluppo culturale, turistico ed economico della città. Grottaglie si afferma così come una delle mete d’eccellenza del panorama culturale pugliese e nazionale. Un ringraziamento sentito va a tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato: istituzioni, cittadini, associazioni e operatori culturali. Grottaglie è arte. Grottaglie è cultura. Grottaglie è storia.”. Dichiara l’assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Grottaglie Raffaella Capriglia: “Il riconoscimento di Città d’arte conferisce ulteriore valore alla realtà turistica e culturale grottagliese. L’arte, la cultura, il paesaggio; la ceramica e le gravine, le tradizioni, la presenza di siti di rilievo storico-artistico e di importanti collezioni museali rendono Grottaglie un luogo di grande interesse e specificità nel territorio pugliese e confermano la sua vocazione mediterranea, di accoglienza e di ponte e confronto con l’arte e la cultura nazionale e internazionale. È un riconoscimento che premia tutta la comunità, per l’impegno costante nel valorizzare Grottaglie e sue bellezze. Siamo felici che questo titolo arrivi alla vigilia del XXXII Concorso di ceramica contemporanea (inaugurazione prevista il 12 luglio, ore 19, Castello episcopio) e in un periodo in cui il nostro comune diventa sempre più meta di visitatori e turisti, alla scoperta della nostra storia, arte e cultura”. Con la sua vocazione all’arte e all’artigianato ceramico, la “Città delle ceramiche”, nota per il suo Quartiere delle ceramiche, sviluppatosi nei secoli nella gravina San Giorgio, che attraversa il centro storico urbano, in cui sono attive circa sessanta botteghe di arte e artigianato ceramico, è anche conosciuta a livello regionale e nazionale per la presenza di servizi turistici e museali collegati al territorio. Nel Castello episcopio sono visitabili la collezione che, diacronicamente, racconta la ceramica dall’epoca messapica (VIII-VII secolo a. C.), alla ceramica novecentesca, la sezione dedicata ai presepi, la sezione dedicata alle ceramiche d’uso; infine, a Grottaglie è presente un vasto corpus di ceramica contemporanea, dalle opere dei vincitori del Concorso di ceramica contemporanea “Mediterraneo”, che, con la sua rassegna espositiva internazionale arricchisce ogni anno il patrimonio pubblico artistico alle opere presenti nel liceo artistico Calò. La Città di Grottaglie è conosciuta e apprezzata inoltre perché luogo di importanti beni architettonici, artistici e paesaggistici e per la presenza alcuni siti storici, di epoca medievale e moderna (come il Castello episcopio, l’ex Convento dei Cappuccini, la Chiesa Matrice in stile romanico pugliese, il Santuario di San Francesco de Geronimo, il presepe in pietra policroma cinquecentesco di Stefano da Putignano - uno dei più antichi d’Italia visitabile -, la collezione di statue in cartapesta e lignee della processione dei Misteri). Il centro storico, oggetto, negli ultimi anni, di interventi di rigenerazione urbana - come il ripristino delle antiche chianche sulle principali strade e la valorizzazione di alcuni palazzi di pregio – sta diventando sempre più attrattivo ed accogliente. Il paesaggio è connotato dalla presenza di gravine che costellano e attraversano il comune e sono possibili interessanti itinerari naturalistici ed escursioni, per la conoscenza del territorio rupestre, della flora (dalle specie mediterranee, alle orchidee e rose selvatiche, al biancospino, ad alcune rare piante endemiche) alla fauna (con la presenza di numerose specie protette). A Grottaglie sono attivi, in maniera strutturata, servizi turistici e culturali per l’accoglienza e le informazioni ai visitatori, con operatori professionisti (Infopoint Castello episcopio) e alcune associazioni a carattere turistico e culturale. Negli anni, Grottaglie ha migliorato l’offerta turistica anche in merito a capacità ricettiva, numero di strutture ricettive e attività sul territorio. Tra i servizi culturali, è attiva la Biblioteca comunale G. Pignatelli, presente nella rete delle biblioteche di Puglia; sono attivi un laboratorio ceramico nell’ex Convento dei Cappuccini, nato da un progetto europeo, e il nodo Galattica al Laboratorio urbano, nell’ambito delle politiche giovanili. Grottaglie si caratterizza anche per manifestazioni culturali o tradizionali di grande richiamo, svolte con il patrocinio della Regione e di altri Enti locali e realizzate in collaborazione con associazioni, come i festeggiamenti patronali dedicati a San Ciro, con l’accensione della foc’ra - nella rete dei riti del fuoco -, Orecchiette nelle ‘nchiosce e la Festa dell’Uva. Wed, 04 Jun 2025 08:01:28 +0000 Taranto Il Responsabile dei Cappellani del lavoro spiega l’enciclica “Rerum novarum” di Leone XIII https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/33615-il-responsabile-dei-cappellani-del-lavoro-spiega-l-enciclica-rerum-novarum-di-leone-xiii.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/33615-il-responsabile-dei-cappellani-del-lavoro-spiega-l-enciclica-rerum-novarum-di-leone-xiii.html Il nuovo Papa Leone XIV ha detto espressamente di aver scelto il nome di Leone richiamandosi all’enciclica “Rerum Novarum” di Leone XIII e, al termine della celebrazione della Santa Messa mensile rivolta ai dipendenti della Regione Liguria, il Responsabile dei Cappellani del Lavoro, Don Gian Piero Carzino, ha spiegato tale documento informando che: “Questa enciclica del 1891 è considerata la prima che ha dato inizio alla dottrina sociale della Chiesa. L’introduzione, al punto 2, rileva che “Comunque sia, è chiaro, ed in ciò si accordano tutti, come sia di estrema necessità venir in aiuto senza indugio e con opportuni provvedimenti ai proletari, che per la maggior parte si trovano in assai misere condizioni, indegne dell'uomo. Poiché, soppresse nel secolo passato le corporazioni di arti e mestieri, senza nulla sostituire in loro vece, nel tempo stesso che le istituzioni e le leggi venivano allontanandosi dallo spirito cristiano, avvenne che poco a poco gli operai rimanessero soli e indifesi in balda della cupidigia dei padroni e di una sfrenata concorrenza. Accrebbe il male un'usura divoratrice che, sebbene condannata tante volte dalla Chiesa., continua lo stesso, sotto altro colore, a causa di ingordi speculatori. Si aggiunga il monopolio della produzione e del commercio, tanto che un piccolissimo numero di straricchi hanno imposto all'infinita moltitudine dei proletari un gioco poco meno che servile”. Il motivo dell’enciclica è la questione operaia, siamo di fronte a un mondo che sta cambiando, ci sono le industrie che nascono in Inghilterra e poi si espandono nel resto d’Europa e una grande massa di persone vengono fatte lavorare nelle grandi fabbriche in condizioni disumane. Papa Leone XIII scrive questo documento perché è preoccupato della soluzione che viene proposta dal socialismo per risolvere il problema creato dalla rivoluzione industriale, ossia togliere la proprietà privata e fare in modo che ci sia solamente la condivisione di tutti i beni immobili e mobili uguale per tutti. Nella parte prima - Il socialismo, falso rimedio – La soluzione socialista inaccettabile dagli operai – al punto 3 viene indicato che “A rimedio di questi disordini, i socialisti, attizzando nei poveri l'odio ai ricchi, pretendono si debba abolire la proprietà, e far di tutti i particolari patrimoni un patrimonio comune, da amministrarsi per mezzo del municipio e dello stato. Con questa trasformazione della proprietà da personale in collettiva, e con l'eguale distribuzione degli utili e degli agi tra i cittadini, credono che il male sia radicalmente riparato”. Questo documento è così interessante perché l’impianto è evidentemente tutto teso a dimostrare come la proprietà privata sia un diritto naturale che nasce dal fatto stesso che una persona, lavorando, crea un materiale e delle cose per cui ha diritto di tenersi ciò che ha prodotto come il suo campo e la sua casa: quindi esiste un diritto naturale della proprietà privata. Al punto 7 si dice che “L'aver poi Iddio dato la terra a uso e godimento di tutto il genere umano, non si oppone per nulla al diritto della privata proprietà; poiché quel dono egli lo fece a tutti, non perché ognuno ne avesse un comune e promiscuo dominio, bensì in quanto non assegnò nessuna parte del suolo determinatamente ad alcuno, lasciando ciò all'industria degli uomini e al diritto speciale dei popoli. La terra, per altro, sebbene divisa tra i privati, resta nondimeno a servizio e beneficio di tutti”. Qui c’è il concetto che Dio ha dato la terra a tutti, non a qualcuno sì e a qualcuno no. Nella parte seconda – L'opera dello Stato - Casi particolari d'intervento: difesa del lavoro alla nota 3, la questione del salario, nel punto 34 si desume che “Tocchiamo ora un punto di grande importanza, e che va inteso bene per non cadere in uno dei due estremi opposti. La quantità del salario, si dice, la determina il libero consenso delle parti: sicché  il padrone, pagata la mercede, ha fatto la sua parte, né sembra sia debitore di altro. Si commette ingiustizia solo quando o il padrone non paga l'intera mercede o l'operaio non presta tutta l'opera pattuita; e solo a tutela di questi diritti, e non per altre ragioni, è lecito l'intervento dello Stato. A questo ragionamento, un giusto estimatore delle cose non può consentire né facilmente né in tutto”. La questione del salario è un argomento di grande importanza in quanto il testo sostiene che la libera contrattazione non va bene perché, come rileva sempre il punto 34 “L'operaio e il padrone allora formino pure di comune consenso il patto e nominatamente la quantità della mercede; vi entra però sempre un elemento di giustizia naturale, anteriore e superiore alla libera volontà dei contraenti, ed è che il quantitativo della mercede non deve essere inferiore al sostentamento dell'operaio”. Al punto 35 si afferma che “Quando l'operaio riceve un salario sufficiente a mantenere sé stesso e la sua famiglia”. C’è tutta una parte in cui si dimostra che il diritto all’associazione è naturale, cioè gli uomini hanno il diritto di associarsi. Il numero 38 dice che “Ora, sebbene queste private associazioni esistano dentro la Stato e ne siano come tante parti, tuttavia in generale, e assolutamente parlando, non può lo Stato proibirne la formazione. Poiché il diritto di unirsi in società l'uomo l'ha da natura, e i diritti naturali lo Stato deve tutelarli, non distruggerli. Vietando tali associazioni, egli contraddirebbe sé stesso”. Perciò l’associazione è un diritto naturale che lo Stato non può conculcare. Il paragrafo 6 afferma che “Le questioni operaie risolte dalle loro associazioni”, ossia le libere associazioni fra i lavoratori hanno il diritto di esserci, altrimenti non possono avere abbastanza forza da discutere di salari con gli imprenditori. La dottrina sociale della Chiesa nasce proprio in questo modo, inizialmente tramite interventi volti a risolvere alcune questioni legate ai problemi lavorativi della classe operaia per poi estendersi ai diritti fondamentali e inalienabili della persona. Wed, 28 May 2025 08:45:37 +0000 Religione Giornata Internazionale dei Bambini Scomparsi: a Pachino un uliveto per ricordare https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33604-giornata-internazionale-dei-bambini-scomparsi-a-pachino-un-uliveto-per-ricordare.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33604-giornata-internazionale-dei-bambini-scomparsi-a-pachino-un-uliveto-per-ricordare.html Don Di Noto, Meter: “Abbiamo piantato la memoria e la speranza. I bambini non svaniscono. Restano nella nostra coscienza e nella nostra lotta”  In questa Giornata Internazionale dei Bambini Scomparsi, l’Associazione Meter lancia un grido che è allo stesso tempo denuncia e promessa: la memoria non si cancella. La speranza non muore.  Nasce oggi, nel cuore del polo dell’Associazione, l’“Uliveto della Memoria e della Speranza”: un luogo vivo, reale, in cui 1.000 bambini scomparsi vengono ricordati. Mille volti. Mille assenze che non accettiamo di dimenticare.  In questo uliveto, ogni albero è piantato tra le foto di bambini scomparsi, molte delle quali dimenticate. Gli ulivi, simbolo di pace e di vita che resiste anche alle intemperie, sorreggono la memoria di chi è stato strappato via. Un filo rosso collega le immagini e gli alberi, intrecciando le loro storie, segnando il legame spezzato tra ogni bambino e la sua infanzia. Quel filo rappresenta il dolore, ma anche il dovere: non spezzare mai il filo della verità.  “Ci hanno rubato i bambini, ma non ci toglieranno la memoria. Ogni volta che piantiamo un albero, diciamo al mondo: tu li hai dimenticati, noi no. In quel filo rosso c’è il sangue dell’innocenza tradita. E c’è anche il nostro grido, che nessuno potrà mettere a tacere”, dichiara don Fortunato Di Noto, fondatore dell’Associazione Meter.  L’Uliveto della Memoria e della Speranza non è solo un giardino commemorativo. È un atto politico, umano, spirituale. È una denuncia contro il silenzio. È un luogo per chi cerca, per chi piange, per chi non vuole rassegnarsi.  In Italia, oltre 21.000 minori sono scomparsi negli ultimi vent’anni (fonte: Ministero dell’Interno, 2024). Molti di loro non sono mai stati ritrovati. Alcuni sono vittime di tratta, sfruttamento, abusi, sparizioni orchestrate. La maggior parte sono avvolti da silenzi, omissioni, indifferenza.  “Io ho guardato negli occhi padri e madri che non sanno dove siano i loro figli. Non esiste un dolore più feroce. E a quel dolore si aggiunge l’indifferenza del mondo. Ma noi non taceremo. Non possiamo tacere”, prosegue don Di Noto.  Nel 2002, Meter aveva già costruito un Muro della Vergogna, con oltre 300 fotografie di bambini scomparsi, abusati, uccisi. Oggi, quel muro si apre alla terra, si trasforma in uliveto. Perché la memoria non sia solo una parete che piange, ma un luogo che cresce, che respira, che chiama.  “Ogni bambino scomparso è un pugno nello stomaco della civiltà. Chi tace, chi non vede, chi non denuncia, è complice. Questo uliveto è la nostra risposta: non vogliamo pietà. Vogliamo giustizia. E memoria”, conclude don Fortunato Di Noto.   Tue, 27 May 2025 07:26:19 +0000 Siracusa Inaugurato a Castelvetrano il nuovo Drugstore Retail https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/33581-inaugurato-a-castelvetrano-il-nuovo-drugstore-retail.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/33581-inaugurato-a-castelvetrano-il-nuovo-drugstore-retail.html È stato inaugurato ieri a Castelvetrano, in via dei Templi, il nuovo punto vendita Drugstore Retail, il secondo dei tre store previsti in Sicilia in questa prima fase del piano di sviluppo della società nata dalla joint venture tra Ergon Spa e Ged Store Srl. Con una superficie di 650 metri quadrati e un team di sette addetti alla vendita, il nuovo store rappresenta non solo un’opportunità di shopping innovativa per i consumatori, ma anche un’occasione concreta di occupazione per il territorio. All’interno del negozio, i clienti possono trovare un assortimento ampio e trasversale, che include prodotti per la cura della casa e della persona, cosmetici e profumeria, make-up, baby food, pet food, articoli casalinghi e piccoli elettrodomestici. Il tutto arricchito da un’esperienza d’acquisto resa unica grazie alla presenza di tecnologie d’avanguardia: dai battenti elettronici alle casse che velocizzano i pagamenti, al sistema Vusion che monitora in tempo reale lo stato degli scaffali, garantendo la disponibilità dei prodotti più richiesti. Il layout del punto vendita unisce la fisicità degli scaffali tradizionali alla dimensione digitale: corner interattivi con touch screen informativi permettono di approfondire le caratteristiche dei prodotti. Grazie alla logistica integrata con Ged ed Ergon, inoltre, il modello di approvvigionamento punta alla sostenibilità, riducendo sprechi e trasferimenti superflui.Tutti gli addetti sono stati selezionati localmente e formati attraverso percorsi specifici, contribuendo a sviluppare competenze professionali nel mondo del retail e generando valore per la comunità. «Ogni nuova apertura è un segnale di crescita ma anche di responsabilità verso la comunità locale – sottolinea Gaetano Marsala, presidente e amministratore delegato di Drugstore Retail – Il nostro obiettivo è offrire un’esperienza quotidiana di shopping che sia efficiente, innovativa e vicina alle persone». Prosegue così il piano di espansione di Drugstore Retail che ha già visto l’apertura del primo nuovo punto vendita a Partinico, in via dei Mulini 10, mentre nelle prossime settimane, il 4 giugno, sarà attivo lo store di Misterbianco, in via Aldo Moro 53.   Thu, 22 May 2025 08:22:40 +0000 Trapani Collaborazione proficua tra il Parco Nazionale dell’Aspromonte e il Reparto CC Biodiversità di Mongiana https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33580-collaborazione-proficua-tra-il-parco-nazionale-dell-aspromonte-e-il-reparto-cc-biodiversita-di-mongiana.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33580-collaborazione-proficua-tra-il-parco-nazionale-dell-aspromonte-e-il-reparto-cc-biodiversita-di-mongiana.html Il capriolo torna a popolare i boschi del sentiero Faunistico di “Villa Vittoria”, sede del reparto Carabinieri Biodiversità di Mongiana, grazie ad una importantissima attività di collaborazione interistituzionale messa in atto dall’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, che ha donato un capriolo detenuto in cattività presso un’area faunistica dell’Ente a Delianuova in loc. Carmelia.  Esito positivo, dunque, per la collaborazione con il Reparto Carabinieri di Mongiana, che ha portato al trasferimento di questo esemplare maschio di capriolo il maggio scorso. Un bel risultato che testimonia l’impegno condiviso per la tutela e la valorizzazione della biodiversità animale.  L’esemplare trasferito, di nome Gelsomino, precedentemente ospitato in uno spazio limitato, ha dimostrato confidenza con l’uomo, circostanza che lo ha reso inadatto alla reintroduzione in natura. Nel sentiero faunistico di “Villa Vittoria” ha trovato una nuova casa in condizioni di semi-naturalità, assistito da personale specializzato. Qui è presente una femmina di capriolo, Bianca, proveniente dal CRAS di Catanzaro. Insieme contribuiranno ad arricchire ulteriormente la biodiversità del Centro.  Un intenso lavoro quello del Parco, che ha già operato la reintroduzione del capriolo nell’Aspromonte, una specie che era scomparsa dal territorio e che, grazie a programmi di reintroduzione, conclusi nel 2011, ha oggi colonizzato l’intera area protetta, estendendosi fino alle Serre.  Il sentiero faunistico di “Villa Vittoria”, aperto al pubblico, rappresenta un’opportunità unica per bambini e adulti di entrare in contatto con la natura e con specie animali che raccontano la ricchezza del nostro territorio; permette di rendere consapevoli le nuove generazioni del nostro capitale naturale e di educarle verso la consapevolezza dell’importanza della natura e della tutela dei suoi equilibri.  “Questa sinergia è motivo di grande orgoglio per il nostro Ente – ha affermato il Commissario Straordinario dell’Ente Parco, Renato Carullo -. Il traguardo è il risultato di una dedizione condivisa e del lavoro di tante persone che credono nella missione dell’Ente Parco. Gelsomino e Bianca, inoltre, possono essere considerati dei simboli della ricchezza della nostra fauna. La stretta collaborazione con il Reparto CC Biodiversità di Mongiana, con a capo il Ten. Col. Rocco Pelle, è un esempio virtuoso di come le istituzioni possano lavorare insieme per raggiungere obiettivi concreti e significativi. Ogni passo avanti nella conservazione della biodiversità è una vittoria per il nostro territorio e per il futuro delle prossime generazioni.” Thu, 22 May 2025 08:20:52 +0000 Vibo Valentia Nel mar piccolo di Taranto biodiversità in aumento https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33561-nel-mar-piccolo-di-taranto-biodiversita-in-aumento.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33561-nel-mar-piccolo-di-taranto-biodiversita-in-aumento.html Nel Mar Piccolo di Taranto la biodiversità è in aumento. Un dato in controtendenza rispetto a quello che sta accadendo nel resto del mondo, ma che può essere spiegato con la chiusura, in questi ultimi anni, di numerosi scarichi abusivi. La notizia arriva in occasione della due giorni del mini BioBlitz nell’ambito del progetto “Pnrr National Biodiversity Future Center - Nbfc Spoke 3” che, nei giorni 14 e 18 maggio, a Taranto, ha coinvolto studenti e cittadini. Una due giorni di citizen science, organizzata dai ricercatori Fernando Rubino e Antonella Petrocelli del Cnr- Irsa Talassografico di Taranto e coordinata con il supporto della Casa delle Tecnologie Emergenti Calliope. Sotto la guida di esperti ricercatori, in tanti hanno potuto scoprire un ecosistema unico.  «Si rilevano profonde connessioni tra biodiversità e bonifiche - ha dichiarato Vito Felice Uricchio, commissario governativo per le Bonifiche dell’area di Taranto - testimoniate anche dall’importante incremento della biodiversità nel Mar Piccolo di Taranto a valle della chiusura di circa 180 scarichi abusivi. È questo un momento di scelte decisive per il territorio tarantino, di un serio impegno collettivo sul riconoscimento del valore della biodiversità e degli ecosistemi, su un uso responsabile delle risorse naturali, sul rafforzamento e la sostenibilità di tutte le attività produttive, oltre che di una progressiva ma inesorabile riduzione della contaminazione, al fine di assicurare un ecosistema florido e resiliente ed un Mar Piccolo fucina di biodiversità, in un contesto naturale integro e rigoglioso».  Alla giornata inaugurale presente anche il direttore del Dipartimento Scienze del sistema terra e tecnologie per l’ambiente del Cnr, Francesco Petracchini: «In questi anni – ha spiegato - abbiamo lavorato in tutta Italia insieme ad altri enti di ricerca per studiare e dimostrare l’importanza della biodiversità e come, soprattutto nel Mediterraneo che ne è ricchissimo, questa può supportare le economie locali e favorire il miglioramento della qualità della vita delle persone».  «Comprendere l’equilibrio tra gli elementi fondamentali della natura, come il mare e un ecosistema unico come quello di Mar Piccolo, - commenta il direttore scientifico di Calliope, Rodolfo Sardone- significa riconoscere il valore profondo della biodiversità come risorsa per la salute umana. Il vero approccio One Health non pone l’uomo al centro, ma lo integra in un sistema complesso che va tutelato con responsabilità, innovazione e visione scientifica. Calliope lavora proprio in questa direzione, mettendo la tecnologia al servizio della sostenibilità e della vita».    L’iniziativa rientra nella “Biodiversity Sampling Week – BSW” organizzata su scala nazionale. Promotore è il National Biodiversity Future Center (Nbfc), primo centro di ricerca nazionale dedicato alla biodiversità finanziato dal Pnrr – Next Generation EU. Tutto questo, poi, in vista della Giornata Mondiale della Biodiversità che cade il 22 maggio. Promotori dell’iniziativa: Nbfc, Irsa-Cnr, Commissario straordinario del governo per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell'area di Taranto, Università degli studi di Bari Aldo Moro, Dipartimento Jonico UniBA, Arpa Puglia, Cte Calliope, Comune di Taranto. A collaborare alle attività: Asd Enjoy Your Dive, Asl Taranto, Guardia Costiera, Jonian Dolphin Conservation, Protezione Civile, Wwf.   Tue, 20 May 2025 08:25:05 +0000 Taranto Arcobaleno di Talenti – La festa che celebra il futuro dei nostri studenti https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33551-arcobaleno-di-talenti-la-festa-che-celebra-il-futuro-dei-nostri-studenti.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33551-arcobaleno-di-talenti-la-festa-che-celebra-il-futuro-dei-nostri-studenti.html È con orgoglio e profonda emozione che l’Istituto di Istruzione Superiore “Carlo Levi” annuncia l’evento conclusivo dell’anno scolastico 2024/2025: “Arcobaleno di Talenti – Oltre i confini, insieme”, una serata pensata per celebrare il percorso, la creatività e la crescita dei nostri studenti e delle nostre studentesse. Promossa da un’idea del Dirigente Scolastico, Professor Giovanni Liccardo, la manifestazione avrà luogo venerdì 30 maggio 2025 nella splendida cornice di Villa Mascolo, a Portici in provincia di Napoli, a partire dalle ore 19.30. Un’occasione unica per vivere insieme un momento di festa, comunità e bellezza, in cui la scuola si apre al territorio per valorizzare i talenti delle sue nuove generazioni. L’evento si articola in due momenti principali: Presentazione dei progetti realizzati dagli alunni durante l’anno scolastico, provenienti dai diversi indirizzi dell’Istituto, a testimonianza di un approccio didattico basato su innovazione, inclusione e partecipazione attiva. Sfilata di moda curata dagli studenti e studentesse del settore Moda, frutto di un percorso laboratoriale che unisce studio, tecnica e creatività, dando voce all’estro e alla visione delle nuove leve della moda contemporanea. A guidare il pubblico in questo viaggio tra colori, storie e aspirazioni sarà il prof. Alberico Lombardi, docente e figura di riferimento per la comunità scolastica, affiancato sul palco dalle Professoresse Gabriella Fiengo e Ambra Viggiani, che con professionalità e calore daranno ritmo alla serata. Un ringraziamento speciale va: al Referente della sede centrale, Professor Alberico Lombardi, al Referente del settore Moda, Professor Giovanni D’Ambrosio, per l’impegno e la cura nell’organizzazione dell’iniziativa. Il titolo scelto, Arcobaleno di Talenti, rappresenta non solo la varietà e la ricchezza delle capacità individuali dei nostri studenti, ma anche la visione educativa della scuola: superare i confini del programma scolastico, per costruire ponti di senso, appartenenza e possibilità concrete di futuro. L’evento è aperto a famiglie, istituzioni, cittadini e cittadine che vorranno condividere con noi questa emozionante conclusione d’anno. Perché la scuola non è solo un luogo di apprendimento, ma un vero e proprio laboratorio di vita. Mon, 19 May 2025 05:55:41 +0000 Napoli Al mercato contadino di Brindisi i biscotti in diretta con gli studenti dell’Istituto Alberghiero ‘Sandro Pertini’ https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/33548-al-mercato-contadino-di-brindisi-i-biscotti-in-diretta-con-gli-studenti-dell-istituto-alberghiero-sandro-pertini.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/33548-al-mercato-contadino-di-brindisi-i-biscotti-in-diretta-con-gli-studenti-dell-istituto-alberghiero-sandro-pertini.html Le specialità coltivate dagli studenti degli istituti agrari e alberghieri italiani sbarcano nei mercati contadini di Campagna Amica per valorizzare l’impegno quotidiano dei ragazzi che nelle scuole producono vini pregiati, olio extravergine, pasta artigianale, conserve e tanto altro. E’ il risultato dell’accordo tra Miur e Fondazione Campagna Amica, sottoscritto nell’ambito della presentazione a Roma del Piano per la valorizzazione degli istituti agrari e alberghieri, alla presenza del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e della presidente di Terranostra Campagna Amica, Dominga Cotarella. In quest’ottica martedì 20 maggio, a partire dalle ore 10,00, gli studenti dell’Istituto Alberghiero ‘Sandro Pertini’ nel mercato contadino di Campagna Amica in Via Appia 226 a Brindisi impasteranno i biscotti in diretta, con l’ausilio dei cuochi contadini, utilizzando i prodotti fatti dagli agricoltori, per preparare i dolci rigorosamente Made in Italy. Intanto, il Ministero selezionerà gli Istituti Agrari e Alberghieri che si distinguono per qualità e innovazione nella produzione del Made in Italy. A loro sarà data la possibilità di partecipare a mercati organizzati da Campagna Amica, dove gli studenti – insieme ai docenti – potranno raccontare, promuovere e vendere direttamente i propri prodotti. Nei mercati saranno allestiti spazi di incontro con il pubblico, gestiti dagli studenti stessi, che potranno così vivere un’esperienza diretta di promozione e racconto del Made in Italy prodotto nelle scuole. “Vogliamo riconoscere in maniera sempre più concreta il ruolo centrale di queste scuole nel formare quelli che sono i giovani che costruiranno un proprio futuro nelle campagne e nel cibo made in Italy, che saranno protagonisti nei mercati, che andranno a raccontare i nostri prodotti agroalimentari – ha sottolineato Dominga Cotarella, presidente di Terranostra Campagna Amica -. Siamo sempre più consapevoli di quanto sia importante dare ai giovani gli strumenti per innamorarsi di questo lavoro, di questo settore. Campagna Amica incontra ogni anno 15 milioni di consumatori, per cui anche questi giovani, questi studenti avranno modo di raccontare il loro prodotto, la loro passione e di innamorarsi di un settore, il settore agricolo, sempre più importante e sempre più centrale”. Non a caso quasi tre italiani su quattro (74%) si dichiarano felici se i propri figli o nipoti lavorassero in campagna, secondo un recente rapporto Coldiretti/Censis. Mon, 19 May 2025 05:49:54 +0000 Brindisi "Sicily food vibes" fa tappa a Castelvetrano: tradizione in chiave gourmet https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/33534-sicily-food-vibes-fa-tappa-a-castelvetrano-tradizione-in-chiave-gourmet.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/33534-sicily-food-vibes-fa-tappa-a-castelvetrano-tradizione-in-chiave-gourmet.html La Sicilia si racconta a tavola, e lo fa con la sua anima più autentica. Dopo il successo della tappa inaugurale a Corleone, il viaggio del gusto di Sicily Food Vibes prosegue verso Castelvetrano, cuore della Valle del Belice, per tre giorni all'insegna della cultura gastronomica e delle eccellenze agroalimentari del territorio. Dal 16 al 18 maggio - in Piazza Carlo D’Aragona e Tagliavia, nel Sistema delle piazze - la cittadina trapanese accoglierà la seconda tappa del tour che celebra il riconoscimento conferito alla Sicilia come Regione Europea della Gastronomia 2025. Un titolo che valorizza il patrimonio enogastronomico isolano e la sua capacità di coniugare identità, innovazione e sostenibilità. Un ricco programma animerà le giornate di festa: laboratori didattici per bambini, masterclass dedicate ai grani antichi, show-cooking con i grandi chef dell’Unione Regionale Cuochi Siciliani, momenti di approfondimento culturale, degustazioni e spettacoli per tutte le età. Per tre giorni Castelvetrano si trasformerà in un laboratorio a cielo aperto del gusto. In vetrina ci saranno i prodotti simbolo di questo territorio: la Vastedda del Belice DOP, l’unico formaggio a pasta filata ovina d’Europa; l’olio extravergine d’oliva Nocellara, emblema della dieta mediterranea; il pane nero di Castelvetrano, realizzato con grani antichi e cotto a legna; e poi il cous cous trapanese, le “siringate”, la cassata reinterpretata e la pasta di San Giuseppe. Un trionfo di ricette che uniscono la tradizione contadina all’arte della trasformazione. «La città di Castelvetrano è onorata di poter rappresentare la qualità dei prodotti enogastronomici dell'intera Valle del Belice – ha dichiarato il sindaco Giovanni Lentini – insieme alle bellezze del suo patrimonio storico e ambientale e alla capacità di accoglienza della sua gente. Questo evento è un’occasione davvero unica per mostrare un territorio che ha molto da offrire, nel segno dell’identità e dell’eccellenza». «Anche per la seconda tappa, il progetto porta con sé una visione più ampia: fare della cultura del cibo un motore di sviluppo territoriale e di coesione sociale – ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura, Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea Salvatore Barbagallo – Sicily Food Vibes è un viaggio corale che attraversa tutta la Sicilia per raccontarne il valore umano, ambientale e produttivo. Castelvetrano, con le sue eccellenze e la sua storia, rappresenta perfettamente lo spirito di questa iniziativa. Continuiamo a costruire, tappa dopo tappa, un racconto autentico e partecipato della nostra Isola, promuovendo uno sviluppo sostenibile fondato sul nostro cibo». «Condividere all’interno del ricco programma e delle diverse tappe previste nei tanti Comuni l’idea progettuale in piena sinergia con l’Assessorato regionale all’Agricoltura, Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea, all’insegna del Premio ottenuto che ha riconosciuto la Sicilia come Regione Europea della Gastronomia 2025, concorre certamente a rafforzare la visione comune fortemente orientata a profilare un’offerta turista integrata e completa – ha affermato Elvira Amata, assessore regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo - Un approccio significativo che favorisce, attraverso il segmento gastronomico, una proficua promozione del nostro straordinario patrimonio sotto ogni profilo».  La tre giorni castelvetranese sarà anche occasione per coinvolgere scuole, associazioni, produttori, ristoratori e cittadini in un grande evento partecipato, capace di generare valore reale per il territorio. La Regione Siciliana, attraverso questo progetto, conferma il proprio impegno a promuovere la filiera agroalimentare come leva culturale ed economica, e a far conoscere al mondo la ricchezza di una terra che ha fatto della diversità il suo punto di forza.  Sicily Food Vibes La Regione Siciliana ha lanciato "Sicily Food Vibes", un grande tour itinerante che, da maggio a ottobre 2025, attraverserà tutta l’isola con l'obiettivo di: valorizzare le radici agroalimentari siciliane, promuovere le produzioni certificate "Born in Sicily", sviluppare il turismo sostenibile integrandolo con le risorse gastronomiche, creare nuove opportunità lavorative e di inclusione sociale, favorire la cultura dell’alimentazione sana e consapevole, tutelare e raccontare il patrimonio culinario tradizionale Ogni tappa sarà l’occasione per vivere esperienze autentiche tra sapori, tradizioni e innovazione. Il calendario degli eventi Dopo Corleone, il tour Sicily Food Vibes toccherà numerosi borghi e città siciliane, tra cui Castelvetrano, Piraino, Castellammare del Golfo, Nicosia, Agrigento, Piazza Armerina, Serradifalco, Caltagirone, Aci Bonaccorsi, Scicli, Galati Mamertino, Gioiosa Marea, Modica, Gela, Marzamemi, Randazzo, Menfi, Palazzolo Acreide e Cefalù. Ogni appuntamento prevede: Laboratori esperienziali per bambini e famiglie con degustazioni di succhi freschi e preparazioni tipiche realizzate grazie alla collaborazione dell’Unione Regionale Cuochi e di diversi Istituti Alberghieri siciliani Masterclass formative sulla cucina siciliana, rivolte sia ad appassionati che a operatori del settore Show Cooking con chef esperti, che valorizzeranno i prodotti locali reinterpretandoli tra tradizione e creatività Esposizioni di prodotti tipici, artigianato e degustazioni. Spettacoli di musica, animazione e intrattenimento per tutta la famiglia Thu, 15 May 2025 06:15:48 +0000 Trapani Il professor Liccardo in viaggio in Abruzzo con i suoi studenti https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/benevento/33523-il-professor-liccardo-in-viaggio-in-abruzzo-con-i-suoi-ex-studenti.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/benevento/33523-il-professor-liccardo-in-viaggio-in-abruzzo-con-i-suoi-ex-studenti.html Un gruppo di studenti ed ex studenti dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “G. Moscati” di Benevento” è andato in visita a Scanno e alle meravigliose Gole del Sagittario il 9, 10 e 11 maggio scorso. Il Professor Giovanni Liccardo fa sapere che: “La prima tappa è stata la visita a Civitella Alfedena, un paesino lindo e appartato che conserva tra le strette viuzze dell’intatto centro storico alcuni palazzetti del ‘600 e del ‘700, una torre trecentesca e la seicentesca chiesa di San Nicola. Grazie alle numerose strutture ricettive, alle botteghe di prodotti tipici, ai musei ed alle aree faunistiche nei dintorni, Civitella rappresenta uno dei migliori esempi di integrazione tra un’area protetta e l’economia locale. Nella parte alta del paese sorge l’area faunistica della Lince, mentre sulla collina di fronte al paese si trova il Centro visite del Parco, con il Museo e l’area faunistica del Lupo. Il museo è situato in una ex stalla nei pressi del centro di visita del Parco Nazionale d'Abruzzo, raccoglie una vasta documentazione sul lupo appenninico e sulle sue abitudini di vita. Sono esposti uno scheletro ricostruito, un lupo imbalsamato e il diorama di una tana con finti lupi: dal belvedere si vedono i lupi veri, raccolti in un branco di una dozzina di esemplari. A Scanno sono stati ospitati nel sempre accogliente Albergo Seggiovia, dove il sorriso di Matteo ha sostituito quello del conosciutissimo e solare Emanuele, il vecchio proprietario; accompagnati dal prof. Giovanni Liccardo, che da antico frequentatore del borgo ha fatto loro da guida, e dal prof. Giovanni Tagliaferro, Direttore dell’Istituto, il gruppo ha potuto apprezzare le bellezze straordinarie del territorio, il fascino unico delle viuzze strette del paese e il romantico incanto del lago. Per le stradine circondate da palazzi signorili, portali decorati e antichi archi di Scanno, gli studenti hanno visitato i luoghi tipici del borgo e sono stati incuriositi, in particolare, dalle scalinate d’ingresso ai palazzi (le “cemmause”). Hanno percorso più volte la Ciambella, per niente infastiditi da una leggera pioggerella; con il prezioso supporto del parroco, don Luigi Ferrari, hanno visitato la chiesa più importante del paese (Santa Maria della Valle), apprezzando all’esterno l’elegante stile romanico abruzzese e al suo interno le tracce di affreschi medievali, il presbiterio e il coro ligneo. Sono stati a Piazza San Rocco e in altri luoghi tipici di Scanno, ma hanno anche conosciuto diverse botteghe di artigiani, come il profumatissimo biscottificio artigianale di Liliana Di Rosati; qui il generoso proprietario “maestro di prelibatezze” ha fatto gustare loro la dolce fragranza dei biscotti, presentati nelle diverse forme e varietà e realizzati con materie prime naturali e genuine. Il gruppo ha fatto poi visita alla storica oreficeria Di Rienzo: accolti con calore dal Signor Di Rienzo e dalla squisita gentilezza della Signora Lucia, hanno ammirato l’angolo museale e i numerosi luccicanti gioielli, rimanendo intrigati soprattutto dalla “Presentosa” (un gioiello di fidanzamento che la donna indossava per annunciare che si era fidanzata). Con dispiacere, non hanno potuto visitare il Museo della Lana, né incontrare qualcuno dell’amministrazione cittadina con cui avrebbero gradito avere un confronto; di contro, hanno avuto un proficuo scambio di idee con il Sig. Eustachio Gentile, ex sindaco di Scanno ed editor di un seguitissimo sito online (La Piazza di Scanno), tenace custode delle tradizioni del borgo, che li ha accolti nell’Auditorium delle Anime Sante. Fuori dal paese, alcuni hanno percorso l’affascinante “sentiero del Cuore”, che li ha portati in cima alla montagna da dove hanno goduto di un panorama spettacolare sul lago e sulla valle; altri, hanno preferito passeggiare lungo le rive del lago e avventurarsi sui pedalò facendosi cullare dalle lievissime onde del lago. Il Lago di Scanno è il più grande lago naturale d’Abruzzo e si è formato a causa di una frana staccatasi dal Monte Genzana che ha bloccato il corso del fiume Tasso; immerso in un paesaggio naturale unico tra le cime dei Monti Marsicani, è ricco di fauna e di flora. Gli studenti hanno visitato anche la bella Anversa degli Abruzzi. L’antico borgo medievale è individuato da una cinta esterna di case, costruite di solito sopra dirupi su cui emergono i ruderi del Castello Normanno o dei conti di Sangro, edificato dai Normanni nel XII secolo, con lo scopo di controllare uno degli accessi meridionali alla Valle Peligna. Fortemente danneggiato dal terremoto del 1706, sono tuttora visibili i ruderi del puntone della torre trecentesca, un basso ambiente di collegamento tra la torre e il complesso abitativo e l'arco ribassato posto all'ingresso del palazzo, databile ai primi del Cinquecento. Qui Gabriele d'Annunzio nel 1904 ambientò la tragedia "La fiaccola sotto il moggio". Di notevole rilevanza sono anche le Case dei Lombardi, edifici a schiera opera di maestranze settentrionali attive nella regione tra la seconda metà del 1400 e la fine del 1600, esempio tipico di singole strutture fortificate, inserite nella cerchia muraria, che mettevano anche in evidenza il prestigio della famiglia che le possedeva. Da qui è partita l’escursione forse più emozionante del viaggio all’Oasi WWF delle Gole del Sagittario; ha accolto il gruppo l’appassionata direttrice, dott.ssa Sefora Inzaghi, che li ha condotti per mano nei sentieri affascinanti che percorrono la valle. Le Gole del Sagittario sono davvero un paradiso naturale; estese su un’area di circa 450 ettari e circondate da alte pareti rocciose, le gole si sono formate grazie all’azione erosiva delle acque del fiume Sagittario; i numerosi sentieri permettono di scoprire panorami mozzafiato e scorci straordinari. Quest’ambiente incontaminato e selvaggio vede la presenza anche di diverse specie animali come lupi e orsi marsicani. Eppure, lo scopo del viaggio non era solo quello di ammirare posti e luoghi di incomparabile bellezza naturale, ma anche quello di cementare il gruppo e incontrare persone; tutti sanno, infatti, che l’incontro con l’altro è un tema speciale perché permette di riflettere su di una dimensione che va ben oltre le singole entità “io” e “tu”, oltre la semplice somma di queste due parti: incontrare l’altro significa essere partecipi di una dimensione terza, quella intersoggettiva. Entrare in questo “luogo dell’incontro” significa innanzitutto riconoscere l’alterità dell’altro: quando ci si propone la conoscenza, la relazione con l’estraneità, l’estraneo diventa una risorsa per lo sviluppo della relazione sociale e senza diversità da conoscere imploderemmo in noi stessi. E questo traguardo il gruppo lo ha raggiunto alla grande, promettendo anzi di partecipare alla prossima avventura, al prossimo viaggio dell’Istituto: forse nelle Marche (Pesaro, Urbino e Grotte di Frasassi), forse in Puglia (Bari, Otranto, Lecce, Trani) chissà!”.   Wed, 14 May 2025 08:12:01 +0000 Benevento Ultimo appuntamento con la 13ª stagione di “C’era una volta”: al Teatro Delle Arti va in scena “Anastasia, tra storia e leggenda” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33501-ultimo-appuntamento-con-la-13-stagione-di-c-era-una-volta-al-teatro-delle-arti-va-in-scena-anastasia-tra-storia-e-leggenda.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33501-ultimo-appuntamento-con-la-13-stagione-di-c-era-una-volta-al-teatro-delle-arti-va-in-scena-anastasia-tra-storia-e-leggenda.html Si conclude in grande stile la 13ª stagione di “C’era una volta”, la fortunata rassegna di family show ideata e prodotta dalla Compagnia dell’Arte al Teatro Delle Arti di Salerno. Domenica 11 maggio, con tre repliche (ore 11:00, 17:00 e 19:15), andrà in scena “Anastasia – tra storia e leggenda”, spettacolo scritto e diretto da Antonello Ronga, ispirato alla suggestiva vicenda della principessa Romanov scomparsa durante la Rivoluzione Russa. Tra atmosfere romantiche e magiche, lo spettacolo ripercorre il viaggio emozionante della giovane Anya, orfana senza passato che, guidata da un ciondolo misterioso, si mette sulle tracce della propria identità. Sullo sfondo, la gelida Pietroburgo degli inizi del Novecento e un’Europa attraversata da speranze e oscuri presagi. Accanto a lei, i due truffatori Dimitri e Vladimir, in cerca di una sosia della granduchessa per incassare la ricompensa promessa dall’imperatrice madre. A ostacolare la protagonista, però, sarà il malvagio stregone Rasputin, deciso a impedire il suo ritorno tra i Romanov. «Da sempre la storia dei Romanov affascina per i suoi misteri – dichiara Antonello Ronga – e questo spettacolo vuole essere il nostro piccolo omaggio a una vera principessa dal destino purtroppo incerto». Sul palco, insieme al regista Antonello Ronga, ci saranno Gianni D’Amato, Chiara D’Amato, Caterina D’Elia, Aurora Renata Ronga, Francesca Canale, Francesco Sommaripa, Giovanni D’Auria, Vittoria Noviello e Federico Mauro. Le coreografie, a cura del Professional Ballet, sono firmate da Fortuna Capasso. Le scenografie sono state realizzate dagli studenti del Liceo Artistico Sabatini Menna – diretto dalla professoressa Renata Florimonte – nell’ambito del progetto PCTO – Classe Scenografica IV E, guidati dai docenti I. Mainenti, E. Elefante e dal tecnico A. Ascoli. Le scene virtuali sono firmate da Marcello De Martino, i costumi sono a cura di Paolo Vitale e Giada D’Ambro. Francesco Sommaripa firma anche la direzione di scena. Valentina Tortora cura la direzione organizzativa, Mauro Collina l’amministrazione, Monica Lamberti la segreteria. Servizio audio e luci a cura di GFM Service. Marù Ronga è assistente alla regia, Teresa Di Florio si occupa della comunicazione social, mentre Mara Gallo è la voce e il sorriso del botteghino. Con questo ultimo capitolo, la Compagnia dell’Arte chiude una stagione di grandi emozioni e partecipazione, confermandosi punto di riferimento per il teatro per famiglie. Ma il sipario si chiude solo per un attimo: è già pronta la 14ª edizione di “C’era una volta”, con cinque nuovi spettacoli per sognare ancora insieme. Sono già in vendita gli abbonamenti al costo di 140 euro, con prelazione riservata a chi vuole garantirsi un nuovo anno di favole, emozioni e magia. Fri, 09 May 2025 07:37:08 +0000 Salerno “Labia - Madri d’Amore”, la maternità nelle sue molteplici forme https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33487-labia-madri-d-amore-la-maternita-nelle-sue-molteplici-forme.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33487-labia-madri-d-amore-la-maternita-nelle-sue-molteplici-forme.html “Labia - Madri d’Amore”, l’ultimo progetto di ACTO Sicilia in onore della donna, madre, figura d’influenza sociale e di amore incondizionato, si svolgerà domenica 11 maggio a partire dalle ore 9 nella piazza di Ortigia. Una giornata di festa e di condivisione, di informazioni per accendere i riflettori sulla lotta al tumore ovarico: una giornata d’amore.  La presentazione all’Urban center di Siracusa, città scelta simbolicamente come rappresentazione di quella madre che culla la cultura, l’arte, l’accoglienza e l’amore. “Questo percorso di resilienza e solidarietà vuole sottolineare che essere madri non si limita alla biologia, ma può esprimersi attraverso gesti di amore e cura verso gli altri. Vogliamo inoltre sensibilizzare su un aspetto cruciale: il diritto alla maternità per le pazienti oncologiche”, afferma la presidente di ACTO Sicilia Annamaria Motta.  Alla presentazione hanno partecipato: Annamaria Motta, Presidente di ACTO Sicilia, Giusy Scandurra, Direttore dell'U.O.C. di Oncologia Medica dell'Azienda Ospedaliera per l'Emergenza Cannizzaro e ricercatrice presso l’Università “Kore” di Enna, nonché socia di ACTO Sicilia, Sonia Tiziana La Spina, Psicoterapeuta, psico-oncologo dell'U.O.C. di Oncologia Medica dell’Ospedale Cannizzaro, Francesco Italia, Sindaco di Siracusa, Edy Bandiera, Vicesindaco della città di Siracusa, Marco Zappulla, Assessore alle Politiche sociali, Agatino Catania, Contrammiraglio (A) delegato per la Sicilia orientale della Lega Navale Italiana, sezione di Siracusa, Sebastiano Floridia, Presidente Lega Navale Sezione di Siracusa e Gianni Saraceno, educatore sportivo Rugby Siracusa.  Domenica 11 maggio, in occasione della Festa della mamma e della Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico, ACTO Sicilia celebra la madre e l’amore materno con un’installazione di copertine di Land Art, frutto dei laboratori di Lanaterapia svolti da ACTO Sicilia nei reparti di oncologia dell’Ospedale Cannizzaro di Catania e di tante comunità, dalla Valsugana a Nicosia, a cui hanno partecipato pazienti, familiari e caregiver. Le copertine saranno donate ai minori del territorio. Per l’occasione di festa sarà anche proiettato un video racconto emozionale del progetto “Labia - Madri d’Amore”. Dalle 11.30 alle 13.30, inoltre, si svolgerà una veleggiata organizzata dalla Lega Navale Italiana sempre accanto ad ACTO Sicilia negli ultimi anni. Le imbarcazioni utilizzate sono state confiscate alla mafia.  Il progetto “Labia - Madri d’Amore” mira a sostenere le donne colpite da tumore ginecologico che non possono più diventare madri biologiche. “Labia - Madri d’Amore” offre sostegno psicologico e legale. Offre informazioni su adozione, affidamento e diritto alla maternità per pazienti oncologiche, anche alla luce della recente legge sull’oblio oncologico (n.193/2023). Una legge che rappresenta una grande conquista per il nostro Paese, ma che ha dei limiti. Ci sono ancora barriere da abbattere considerando i nuovi traguardi scientifici e i casi in cui la malattia viene cronicizzata. Ma ACTO Sicilia vuole lanciare il messaggio alle donne che vivono un problema oncologico che non si deve necessariamente partorire, prendere un bambino in affido o in adozione per dare “amore di madre”.   “Labia - Madri d’Amore” dimostra come nella vita non va tutto come pianificato, ma le vite non perdono significato nel dolore, tutt’altro. Questa alleanza lancia un messaggio d’amore fondamentale che merita tutto il nostro plauso e pieno supporto”, ha dichiarato il sindaco di Siracusa, Francesco Italia.  “Attraverso la bellezza e l’autorevolezza delle vostre anime riuscite in qualcosa di straordinario: trasformare un evento particolarmente triste come un tumore in un momento di bellezza, gioia e infinito amore. Come amministrazione cogliamo con gioia la scelta della nostra città per portare avanti valori universali come fa ACTO Sicilia”, ha affermato Edy Bandiera, vicesindaco di Siracusa.   “A Siracusa c’è una delle strutture più prestigiose della Lega navale italiana e sposiamo sempre iniziative sociali sulla fragilità come quella di ACTO Sicilia. I figli hanno bisogno di un ambiente sano e amorevole e un momento di fragilità non significa non averli più”, è il commento di Agatino Catania, Contrammiraglio (A) delegato per la Sicilia orientale della Lega Navale Italiana, sezione di Siracusa  ACTO Sicilia, Associazione Contro il Tumore Ovarico. A gennaio 2021 in Sicilia è stata costituita l'associazione “ACTO Sicilia -Alleanza Contro il Tumore Ovarico - ETS", fortemente voluta e fondata da pazienti, familiari e medici. L’ACTO - Alleanza Contro il Tumore Ovarico, è presente a livello italiano e la sua missione è quella di unire, in una vera e propria alleanza, pazienti, ricercatori, medici, strutture sul territorio, uomini e donne di buona volontà intenzionati a collaborare, ciascuno con le proprie competenze, al progetto comune di lotta contro il cancro all'ovaio e i tumori ginecologici in generale. Una rete efficace di supporto a pazienti e familiari, con servizi e progetti disegnati sui bisogni specifici, in modo da non sentirsi soli ad affrontare paure e tabù.   Wed, 07 May 2025 07:50:37 +0000 Siracusa Teatro delle Arti di Salerno: presentata la stagione teatrale 2025/2026 https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33480-teatro-delle-arti-di-salerno-presentata-la-stagione-teatrale-2025-2026.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33480-teatro-delle-arti-di-salerno-presentata-la-stagione-teatrale-2025-2026.html È stata presentata questa mattina, nel Salone del Gonfalone del Comune di Salerno, la 22esima stagione teatrale del Teatro Delle Arti, diretto da Claudio Tortora, alla presenza del Sindaco Vincenzo Napoli, l’Assessore Alessandro Ferrara (Turismo e Cultura) e del Direttore del Teatro Pubblico Campano Alfredo Balsamo. Un momento importante per la cultura cittadina e regionale, che ha confermato il valore e la centralità del Teatro Delle Arti nella vita culturale salernitana. Il cartellone 2025/2026 si conferma tra i più ricchi e variegati della scena campana, con 10 spettacoli in abbonamento e 3 eventi fuori abbonamento, portando sul palco grandi nomi del teatro italiano e una proposta artistica capace di spaziare dalla comicità alla prosa contemporanea, dal teatro civile alla musica, con uno sguardo sempre attento all’attualità. “Siamo molto soddisfatti del cartellone di questa 22esima stagione, che rappresenta il frutto di un lavoro costante e appassionato. Il Teatro Delle Arti continua a crescere, sia in termini di qualità delle proposte che di pubblico. Anche quest’anno vogliamo offrire agli spettatori spettacoli che emozionano, fanno riflettere e divertono”, ha dichiarato il direttore artistico Claudio Tortora. Il cartellone in abbonamento: • 25 e 26 ottobre – “Un ponte per 2” Commedia brillante con Paolo Caiazzo e Antonello Costa, sull’incontro/scontro tra due mondi opposti costretti alla convivenza. • 8 e 9 novembre – “Il nuotatore di Auschwitz” Raoul Bova in un testo intenso, ispirato a una storia vera, scritto e diretto da Luca De Bei. • 15 e 16 novembre – “Anni 90” Massimiliano Gallo racconta il decennio degli eccessi e delle trasformazioni, tra ricordi, ironia e musica. • 13 e 14 dicembre – “Finché il giudice non ci separi” Biagio Izzo protagonista di una commedia graffiante sul matrimonio e le sue crisi. • 10 e 11 gennaio – “Benvenuti in casa Esposito” Con Giovanni Esposito e la regia di Alessandro Siani, una commedia esilarante tratta dal romanzo di Pino Imperatore. • 24 e 25 gennaio – “Romeo + Giulietta” La Compagnia dell’Arte rilegge Shakespeare in chiave moderna con regia di Antonello Ronga. • 14 e 15 febbraio – “Qualcosa è andato storto” Il ritorno di Carlo Buccirosso con una nuova commedia scritta e diretta da lui. • 28 febbraio e 1 marzo – “Il padrone” Nancy Brilli protagonista di un dramma domestico attuale e intenso. Regia di Pierluigi Iorio. • 7 e 8 marzo – “Jucature” Antonio Milo e Adriano Falivene raccontano l’ossessione del gioco in una commedia umana e coinvolgente. • 21 e 22 marzo – “Indovina chi viene a cena” Cesare Bocci e Vittoria Belvedere portano in scena un grande classico sul tema delle differenze culturali. Spettacoli fuori abbonamento: • 24 ottobre – “Un ponte per 2” Anteprima straordinaria prima del debutto ufficiale. • 12 dicembre – “Finché il giudice non ci separi” Replica straordinaria fuori abbonamento. • Data da definire – “Sapore di mare” Il musical di Paolo Ruffini e Fatima Trotta, diretto da Maurizio Colombi, che fa rivivere l’estate degli anni ’60 a Forte dei Marmi. Un omaggio alla carriera di Claudio TortoraNel corso della presentazione è stato inoltre annunciato un evento speciale per celebrare i sessant’anni di carriera di Claudio Tortora, figura centrale della scena teatrale salernitana e campana. L’appuntamento è per sabato 10 maggio alle ore 20:30 al Teatro Delle Arti, con uno spettacolo celebrativo a ingresso libero, su invito da ritirare presso il botteghino del teatro. Inoltre, giovedi 8 maggio alle ore 11:30, nella stanza del Sindaco presso Palazzo di Città, si terrà la cerimonia ufficiale di consegna di una targa celebrativa a Claudio Tortora da parte del Comune di Salerno, quale riconoscimento per il lungo e significativo percorso artistico e culturale compiuto nel corso della sua carriera. Una stagione che si preannuncia, dunque, all’insegna della qualità, del coinvolgimento del pubblico e del giusto tributo a un protagonista del teatro campano. Tue, 06 May 2025 07:08:52 +0000 Salerno Incontro con i genitori sui Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione all’Istituto “Carlo Levi” di Portici https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33473-incontro-con-i-genitori-sui-disturbi-dell-alimentazione-e-della-nutrizione-all-istituto-carlo-levi-di-portici.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33473-incontro-con-i-genitori-sui-disturbi-dell-alimentazione-e-della-nutrizione-all-istituto-carlo-levi-di-portici.html Un incontro di grande spessore e partecipazione si terrà mercoledì 7 maggio presso l’Aula Magna dell’Istituto di Istruzione Superiore “Carlo Levi” di Portici. L’evento, rivolto ai genitori degli studenti, avrà come tema centrale i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, una problematica sempre più preoccupante tra gli adolescenti. Ad intervenire nel corso dell’incontro sarà una squadra di esperti altamente qualificati, tra cui, la Dottoressa Giuseppina Bentivoglio, biologa nutrizionista, la Dottoressa Adele Magrelli, psicologa e coordinatrice del centro Food for Mind Napoli, la Dottoressa Rossana Terni, psicoterapeuta, sessuologa e terapeuta EMDR, la Dottoressa Maria Elena Porciello, medico chirurgo, esperta in medicina preventiva e nutrizione. Dopo un’introduzione del dirigente scolastico, Professor Giovanni Liccardo, che sottolineerà il valore educativo dell’iniziativa, prenderà la parola la Professoressa Ambra Viggiani, referente dei disturbi del comportamento alimentare che evidenzierà il ruolo della scuola come presidio educativo e di prevenzione e l’importanza di avere una figura di riferimento in ambito scolastico. Quindi la Dottoressa Bentivoglio illustrerà le principali problematiche legate ai disturbi dell'alimentazione, sottolineando l'importanza di un approccio multidisciplinare che coinvolga nutrizionisti, psicologi e famiglie. "È fondamentale che i genitori siano consapevoli dei segnali precoci dei disturbi alimentari, come cambiamenti nelle abitudini alimentari, isolamento sociale o preoccupazioni eccessive riguardo al peso corporeo. Un intervento tempestivo può fare la differenza nel percorso di recupero", afferma la Dottoressa Bentivoglio durante l'incontro. La Dottoressa Magrelli evidenzia come l’intervento precoce, anche a scuola, possa fare la differenza: “Gli insegnanti e i genitori sono i primi osservatori: se adeguatamente formati, possono riconoscere precocemente i segnali e orientare i ragazzi verso percorsi di cura”. La Dottoressa Terni approfondisce il legame tra disturbi alimentari ed emozioni, spiegando come spesso le difficoltà con il cibo riflettano traumi, ansia o difficoltà relazionali: “Il corpo diventa il linguaggio con cui si esprime un dolore più grande. Per questo è importante intervenire non solo sul sintomo, ma sulla storia che lo ha generato”. A chiudere la sessione sarà la Dottoressa Porciello, che ha affronterà gli aspetti medici e preventivi, sottolineando l’importanza di uno stile di vita equilibrato e della corretta informazione: “Non possiamo parlare di salute mentale senza parlare anche di salute fisica, alimentazione corretta, sonno, movimento. La prevenzione comincia da qui”. L’incontro si concluderà con uno spazio di confronto tra i genitori e gli esperti, durante il quale emergeranno domande e riflessioni a dimostrazione della necessità di creare spazi di ascolto e dialogo. La Professoressa Viggiani inoltre illustrerà alcune delle azioni già attive nell’istituto rivolte al benessere degli studenti, come sportelli d’ascolto, attività di sensibilizzazione, momenti di formazione ed informazione in collaborazione con esperti esterni. L’iniziativa rientra in un più ampio progetto di promozione della salute e del benessere e di prevenzione del disagio giovanile che l’Istituto “Carlo Levi” porta avanti con impegno e continuità grazie alla sensibilità del suo dirigente. “Siamo convinti che educare significhi anche prendersi cura della dimensione emotiva e sociale dei nostri studenti,” conclude il Professor Giovanni Liccardo.         Tue, 06 May 2025 06:38:16 +0000 Napoli Il Santuario di Pompei si stringe nella preghiera per il Papa https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33409-il-santuario-di-pompei-si-stringe-nella-preghiera-per-il-papa.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33409-il-santuario-di-pompei-si-stringe-nella-preghiera-per-il-papa.html Silenzio e preghiera. La notizia della morte di Papa Francesco, giunta improvvisa dopo la Pasqua di Risurrezione, ha fatto scendere su Pompei una profonda tristezza, rimarcata dal suono delle campane a lutto. Il dolore si è fatto subito preghiera e il Rosario ha raccolto la commozione dei fedeli, che come ogni giorno stanno giungendo in Santuario. L'Arcivescovo Tommaso Caputo, insieme a tutto il clero della Città mariana, ai diaconi, ai religiosi, ai laici, si è raccolto in preghiera dinanzi al Quadro della Madonna di Pompei, la cara Immagine dinanzi alla quale Francesco pregò nella sua visita del 21 marzo 2015. Quello che tanti devoti stanno percorrendo oggi è un pellegrinaggio che si sta ammantando di mestizia, un sentimento confortato dalla certezza dell'abbraccio del Santo Padre con il Signore, che ha tanto amato, servendolo con amore e dedizione, riconoscendolo nei piccoli del Vangelo. Papa Francesco amava in modo speciale il Santuario e il Santuario amava tanto il Santo Padre. Continuerà ad esserci vicino dal Cielo. Il 21 marzo 2015, andando via, davanti alla Basilica, disse: "Abbiamo pregato la Madonna, perché ci benedica tutti: voi, me, e tutto il mondo. Abbiamo bisogno della Madonna, perché ci custodisca. E pregate per me, non dimenticatevi". Continueremo a pregare per lui ogni giorno, certi che il Santo Padre, oggi accanto al Padre e alla sua Mamma celeste, continuerà a pregare per noi dal Paradiso.   Tue, 22 Apr 2025 08:27:52 +0000 Napoli Da via Cava alla tomba degli atleti: ecco la notte bianca degli ipogei https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33396-da-via-cava-alla-tomba-degli-atleti-ecco-la-notte-bianca-degli-ipogei.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33396-da-via-cava-alla-tomba-degli-atleti-ecco-la-notte-bianca-degli-ipogei.html L’occasione è di quelle imperdibili: poter entrare nella Tomba degli Atleti, generalmente non fruibile, e negli ipogei di via Cava, prima della loro chiusura per i previsti lavori di ristrutturazione. E poi avere la possibilità di scendere nei sotterranei di palazzi storici e scoprire l’altro volto di Taranto. Quello più nascosto e misterioso, autentico ed emozionante al tempo stesso. Tutto questo accadrà nella magica “Notte Bianca degli Ipogei” in programma sabato 19 aprile in città vecchia, dalle ore 18 a mezzanotte. Il format ideato da Taranto Grand Tour e realizzato con il patrocinio morale di Confcommercio Taranto, darà la possibilità a residenti e turisti di fruire di dieci siti appositamente selezionati, tutti aperti in contemporanea e in via straordinaria. A cominciare, appunto, dalla Tomba degli Atleti di via Crispi, grazie alla collaborazione con il circuito Taranto Sotterranea. Si tratta in assoluto di uno dei più importanti monumenti funerari di età arcaica che la città custodisce. Di pianta quadrangolare, fu rinvenuta e scavata in due fasi (nel 1917 e nel 1921). Insieme al corredo che fu ritrovato, sia all’esterno e all’interno dei sarcofagi, rappresenta una preziosa testimonianza della cultura aristocratica tarantina, con particolare riferimento alla pratica dei banchetti e all’atletismo. All’interno della tomba, poi, per immergersi appieno nelle atmosfere di un tempo, sarà offerta una degustazione di vino in collaborazione con Cantine Palmieri. Sempre nel corso della serata, grazie alla disponibilità degli uffici del Patrimonio del comune di Taranto, sarà possibile visitare l’ipogeo funerario e il frantoio Normanno di via Cava che, nelle prossime settimane, saranno oggetto di interventi di riqualificazione. Il tour prosegue anche nell’ipogeo Portacci e in quelli dei palazzi Galeota, Antonelli, Barion Santamato, Stola, Spartera e Galizia. Un itinerario ricco di fascino per muoversi tra gli ambienti sotterranei di quella che fu l’Acropoli greca e ammirare tagli di cava e blocchi di età greca, resti di strutture romane e medievali.  «Da quando è stata ideata – commentano i promotori - La Notte Bianca degli Ipogei, continua a richiamare tantissimi appassionati e curiosi. A migliaia, infatti, hanno scelto di cogliere questa opportunità. Si tratta di un evento diffuso di valorizzazione del patrimonio storico e culturale che ha come focus la città vecchia, che merita di essere considerata davvero il cuore pulsante di Taranto e sulla quale stiamo investendo grandi energie». Il progetto mira, in senso più ampio, alla creazione di un prodotto turistico innovativo, complice la valorizzazione e messa in rete di molteplici attrattori culturali.  Con un solo biglietto, al costo di 10 euro e con inclusa la degustazione di vino, sarà possibile accedere in autonomia a tutti i dieci siti. L’ingresso è gratuito per i minori sotto i 12 anni. I biglietti disponibili, per ragioni di sicurezza e per garantire la migliore fruizione possibile, sono limitati: una volta raggiunta la capienza massima la vendita dei ticket sarà interrotta. Info e acquisto ticket: 338.8524409. A causa della conformazione degli ambienti da visitare, il tour è sconsigliato a portatori di disabilità motorie. Il giorno dell'evento, dalle ore 17:30, all'Info Point di piazza Castello sarà possibile convertire la prenotazione on line in ticket cartaceo, ritirando anche la mappa con le indicazioni sulla localizzazione dei vari punti di interesse. Inoltre, ogni ipogeo sarà presidiato da personale specializzato che fornirà informazioni sui luoghi visitati. Quelli che un tempo erano gli ipogei, ambienti sotterranei usati per scopi tra loro diversi (produttivi, abitativi, di culto o ricoveri per animali) sono oggi un prodotto turistico dalle straordinarie potenzialità. Tutto da scoprire. Mon, 14 Apr 2025 08:30:02 +0000 Taranto Vinitaly: Coldiretti/terranostra, cresce enoturismo in Puglia da degustazioni 3d a pilates in vigna fino ad astrotasting https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/33380-vinitaly-coldiretti-terranostra-cresce-enoturismo-in-puglia-da-degustazioni-3d-a-pilates-in-vigna-fino-ad-astrotasting.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/33380-vinitaly-coldiretti-terranostra-cresce-enoturismo-in-puglia-da-degustazioni-3d-a-pilates-in-vigna-fino-ad-astrotasting.html Dalle degustazioni 3D, con gli occhiali virtuali  per visitare le vigne mentre si assaggia il vino, al pilates e alla pittura tra i filari, fino all’astrotesting, cresce il fenomeno dell’enoturismo con un aumento previsto delle presenze del 10% rispetto allo scorso anno. Ad affermarlo è un’analisi di Coldiretti e Terranostra diffusa in occasione del Consiglio nazionale dell’associazione agrituristica a Casa Coldiretti al Vinitaly. Un luogo simbolico per ricordare come il turismo del vino stia acquisendo a livello economico un peso sempre maggiore e rappresenta ormai una risorsa per l’intero Paese.  In Puglia, nel Leccese, si combinano degustazioni reali a tour virtuali della cantina e della vigna con gli occhiali 3D, ma si può anche fare pilates o yoga tra i filari o osservare le stelle e le costellazioni sorseggiando un calice di rosso con l’astrotasting. A trainare il fenomeno – rileva Coldiretti Puglia - è soprattutto la spinta all’innovazione che viene dalle aziende vitivinicole, capaci di intercettare la domanda verso un tipo di turismo sempre più esperienziale che proviene da italiani e stranieri. Alle tradizionali degustazioni si sono così aggiunte attività che vanno dall’arte allo sport fino al wellness.  Un segnale importante viene in tale ottica anche dal nuovo Piano Ue per il vino – ricorda Coldiretti - presentato dalla Commissione Europea che riconosce l'enoturismo come un elemento chiave per diversificare e rafforzare il settore vinicolo europeo, contribuendo allo sviluppo economico delle regioni rurali e rispondendo alle nuove tendenze del mercato.   “Solo i produttori di vino possono raccontare con autenticità la naturalità del loro prodotto: conoscono ogni fase, dalla vigna alla bottiglia, e ne custodiscono storia, territorio e passione – sottolinea la presidente di Terranostra Dominga Cotarella -. Questo legame diretto diventa un valore aggiunto per i consumatori sempre più attenti alla sostenibilità e alla trasparenza. In questo contesto, l’enoturismo sta diventando un potente volano di sviluppo per le aree interne, favorendo economia locale, valorizzazione culturale e promozione di pratiche agricole virtuose”.  L’enoturismo, se adeguatamente promosso in Puglia, sarebbe un moltiplicatore di ricchezza con un aumento potenziale del 20% di turisti e un valore aggiunto che potrebbe aumentare di 480 milioni di euro, valorizzando attraverso i vini il territorio anche in chiave turistica e recuperando le antiche tradizioni legate alla cultura enogastronomica, afferma Coldiretti Puglia sulla base dei dati dello studio di SRM del gruppo Intesa Sanpaolo, secondo cui la Puglia presenta grandi potenzialità nella diversificazione dell’offerta turistica, proprio attraverso l’enogastronomia.  Un turista italiano su 3 (32%) posiziona la Puglia sul podio delle 3 migliori regioni italiane per il turismo enogastronomico, con percorsi innovativi – aggiunge Coldiretti Puglia - dell’enoturismo esperienziale per turisti italiani e stranieri che anche nel 2024 hanno preso d’assalto cantine e strutture agrituristiche con l’obiettivo di vivere esperienze nel mondo del vino.  L’identikit delle preferenze degli enoturisti è tracciato dall’indagine Coldiretti/Ixe’ sul fenomeno, con 15 milioni di italiani che hanno avuto esperienze di turismo in cantina. Ben 8 cittadini su 10 si dichiarano poi intenzionati a farlo, un potenziale bacino di assoluto interesse per la crescita del settore. Accanto alle tradizionali degustazioni di abbinamento di vino e ai corsi di cucina, non mancano le attività innovative che catturano l’interesse degli appassionati. Un 24% dichiara di essere interessato a pratiche sportive e salutistiche nelle vigne, tanto che ci sono strutture che propongono yoga e pilates in mezzo ai filari o percorsi in bicicletta, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’. Ma c’è anche un 26% che punta alla vinoterapia e ad attività di benessere con prodotti ricavati dalla vita e dal vino, trainati dalla crescita dell’agriwellness, mentre un 31% chiede concerti e spettacoli organizzati in mezzo ai vigneti.  La Puglia si sta imponendo grazie alla capacità di innovazione dei produttori pugliesi che hanno puntato, soprattutto, sulla distintività e sul legame con il territorio e la cultura locale per vincere la competizione sul mercato globale, facendo concorrenza a territori storicamente imbattibili -  Coldiretti Puglia – grazie alla popolarità internazionale di eccellenze varietali uniche, con il successo di vini DOP quali il Primitivo di Manduria, il Negroamaro, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citarne solo alcuni, hanno fatto del settore vitivinicolo pugliese il riferimento per vocazione, capacità di raccontare e promuovere al meglio il territorio con l’enoturismo. Wed, 09 Apr 2025 08:15:24 +0000 Lecce 30 libri in 30 giorni: si presenta il volume “La Terra dei Giganti" https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/33379-30-libri-in-30-giorni-si-presenta-il-volume-la-terra-dei-giganti.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/33379-30-libri-in-30-giorni-si-presenta-il-volume-la-terra-dei-giganti.html Nell’ambito dell’iniziativa “30 libri in 30 giorni” promossa da BCsicilia, si presenta giovedì 10 aprile 2025 alle ore 17,30 presso Casa San Filippo Sede del Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento il volume curato da Alfonso Lo Cascio e Antonino Filippi “La Terra dei Giganti. Studi di Archeologia e Storia in memoria di Giovanni Mannino”. Dopo i saluti di Roberto Sciarratta, Direttore del Parco e di Elio Di Bella, Presidente BCsicilia di Agrigento, è previsto l’intervento di Nuccia Gulli, Archeologa della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento. Conducono i curatori dell’opera. L’iniziativa è promossa dal Parco valle dei templi di Agrigento BCsicilia e Angelo Mazzotta editore. Il volume, dedicato allo studioso Giovanni Mannino, raccoglie il contributo di 19 studiosi: Giuseppina Battaglia, Alberto Cazzella, Massimo Cultraro, Franco D’Angelo, Rosanna De Simone, Sara Di Salvo, Antonino Filippi, Rossella Giglio Cerniglia, Caterina Greco, Domenico Laudicina, Alfonso Lo Cascio, Giuseppe Lo Iacono, Marcello A. Mannino, Ferdinando Maurici, Giulia Recchia, Alberto Scuderi, Francesca Spatafora, Sebastiano Tusa, Stefano Vassallo. Il libro è pubblicato da Angelo Mazzotta editore. Le dinamiche storiche e archeologiche che hanno interessato la Sicilia e l’Isola di Malta dalla Preistoria al Medioevo sono il tema dei contributi che arricchiscono questo volume, scritto da specialisti del settore, con approfondimenti sulle più recenti scoperte, frutto di scavi, indagini nel territorio e nei magazzini dei musei siciliani. Si scopre così che le nostre conoscenze sulle antiche culture testimoniate nell’Isola si legano strettamente all’attività di ricerca di un uomo, Giovanni Mannino, che per oltre mezzo secolo è stato uno dei protagonisti della cultura siciliana e al quale, come dimostra la sua lunga bibliografia, molto dobbiamo sulle attuali conoscenze in diverse discipline, dall’Archeologia alla Speleologia. I curatori del libro: Alfonso Lo Cascio, giornalista pubblicista, è Presidente regionale di BCsicilia. Direttore della rivista Espero e di “Galleria, Rassegna semestrale di cultura”. Tra le sue pubblicazioni: “La riserva di Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto”, “Un eroe semplice”. “1943: la Reconquista dell’Europa”, “Il futuro delle città. Memoria, identità, bellezza, nuovo umanesimo”. Antonino Filippi, è laureato in Archeologia presso l’Università di Palermo ha condotto un progetto di Dottorato di ricerca sulla Protostoria siciliana presso l’Università di Roma “Tor Vergata”. Vicedirettore nazionale dei Gruppi Archeologici d’Italia, con l’incarico di Responsabile scientifico della rivista “Archeologia”. È socio ordinario dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Wed, 09 Apr 2025 08:12:30 +0000 Agrigento Grande attesa per la Masterclass di sassofono a cura di Nicole Johänntgen https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33359-grande-attesa-per-la-masterclass-di-sassofono-a-cura-di-nicole-johaenntgen.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33359-grande-attesa-per-la-masterclass-di-sassofono-a-cura-di-nicole-johaenntgen.html Il sassofono diventa grande protagonista al Conservatorio Fausto Torrefranca di Vibo Valentia con la Masterclass di alto perfezionamento a cura della sassofonista e compositrice tedesca Nicole Johänntgen, figura di riferimento nel jazz contemporaneo, e coordinata dal Mº Marina Cesari, docente di sassofono presso il Conservatorio Torrefranca. La Masterclass si svolgerà venerdì 4 e sabato 5 Aprile, presso l’Aula Magna della nuova sede del Conservatorio (ex Collegio dei Gesuiti). Al termine delle attività didattiche della prima giornata, seguirà, alle ore 18:00, il concerto, organizzata da AMA Calabria, del trio formato da Nicole Johanntgen, sassofono, Victor Hege, basso tuba, e Pius Baschnagel, percussioni, che con la sua esibizione, che potremmo definire un mosaico sonoro in continuo divenire, sarà protagonista di un imperdibile omaggio alla musica. «Con questa Masterclass - spiega Marina Cesari –siamo felici di affrontare e approfondire con un’artista straordinaria lo studio di tecniche del sassofono moderno molto stimolanti e largamente utilizzate nelle composizioni per questo strumento. Sarà l’occasione per lavorare, suonare e studiare su della musica che supera ogni distinzione di genere. Inoltre, per Nicole Johänntgen questa è una delle prime Masterclass in Italia e siamo davvero felici che il nostro Conservatorio abbia avuto la possibilità di ospitarla». Il direttore del Conservatorio, M° Vittorino Naso, nel sottolineare come la Master Class rappresenti «un importante contributo alla qualità dell’offerta formativa del nostro Conservatorio», evidenzia come questa costituisca «un’esperienza interessante ed estremamente formativa per i partecipanti che avranno modo di arricchire il proprio bagaglio artistico e culturale con una musicista di spicco nel panorama jazz contemporaneo, capace di unire tradizione e innovazione, con una visione artistica sempre in evoluzione». Nicole Johänntgen è una sassofonista e compositrice jazz. Ha studiato sassofono, composizione e arrangiamento a Mannheim presso la State University of Music and Performing Arts. Nicole è in tournée in tutto il mondo e ha ricevuto diversi premi internazionali. Nel 2013 ha fondato in Svizzera il programma “SOFIA Support of Female Improvising Artists” che sostiene le donne del jazz nelle aree del networking, della musica e del music business. Gestisce inoltre il “Kids Jazz Club” ed è attualmente una delle influencer di sassofono di maggior successo sui social media. Maggiori informazioni sono disponibili consultando la sezione eventi del sito istituzionale del Conservatorio. Fri, 04 Apr 2025 08:21:51 +0000 Vibo Valentia I 200 anni di Francesco Faà di Bruno https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/33340-i-200-anni-di-francesco-faa-di-bruno.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/33340-i-200-anni-di-francesco-faa-di-bruno.html Si è aperto il 29 marzo 2025 il fitto calendario di celebrazioni e incontri in memoria di Francesco Faà di Bruno, per il bicentenario della sua nascita (29 marzo 1825). Tra le attività a cui ha dedicato la vita: la cura degli ultimi, delle donne di servizio, delle ragazze madri e dei loro bambini, la ricerca scientifica a livello accademico e l’insegnamento. 'Personaggio poliedrico che nella Torino dei Santi Sociali dell’ottocento riuscì a coniugare in modo mirabile scienza e fede'. Ad aprire l’anno commemorativo è stato il card. Roberto Repole il 29 marzo scorso con la S. Messa solenne presso la Chiesa di Nostra Signora del Suffragio (via San Donato 31) a Torino. In serata dopo un momento conviviale presso il salone dell'Istituto Faa di Bruno, si è svolto un concerto «Inno alla gioia» dell’orchestra e del coro Ex Novo diretto da Chiara Pavan. Seguiranno altri appuntamenti nei prossimi mesi, sono in calendario, una serie di eventi per celebrare i duecento anni del Beato: concerti, spettacoli teatrali, conferenze e convegni che, per quasi un anno, aiuteranno a comprendere i diversi aspetti della varie vite vissute da Francesco Faà di Bruno. Francesco Faà di Bruno, nel corso della sua esistenza riuscì a vivere più vite tutte insieme. Vestì la talare, amico e coetaneo di don Bosco, ha fondato l’ordine delle suore Minime di Nostra Signora del suffragio. A 15 anni entra all’Accademia militare di Torino, a 19 è nominato luogotenente e ne ha 23 quando partecipa alla prima guerra di indipendenza (1848-49), aiutante di campo del principe Vittorio Emanuele, futuro re d’Italia. L’esperienza lo delude e nel 1851, a 28 anni, lascia l’esercito con il gradi di capitano, per dedicarsi allo studio e al sacerdozio. Torna a studiare alla Sorbonne, dove si era già laureato in matematica alcuni anni prima, per ottenere il dottorato in astronomia, fisica, architettura, filosofia e teologia. Al suo rientro a Torino assume l’incarico di professore aggregato alla Facoltà di Matematica e Fisica. Contemporaneamente si dedica alla missione che lo impegnerà per tutto il resto della sua vita: colpito dallo sfruttamento delle ragazze che migravano dai paesi di campagna verso il capoluogo per servire nelle case delle famiglie benestanti, nel 1858 acquista un terreno e una casa nel borgo di San Donato e alcuni anni dopo inaugura l’opera di Santa Zita per accogliere gratis le donne in cerca di servizio curando la loro formazione. Beatificato nel 1988 da Papa Giovanni Paolo II. Al suo nome sono legate la Gran Carta del Mincio, la formula matematica detta appunto “di Faà di Bruno” e il miracolo architettonico della chiesa di Nostra Signora del Suffragio e Santa Zita, con quel campanile così stretto e alto da costituire una sfida alle leggi della fisica e alla Mole Antonelliana. Al suo “santo di quartiere” lo scrittore cattolico Vittorio Messori – cresciuto da laicista all’ombra della chiesa del Suffragio – ha dedicato la biografia Un italiano serio (riedita nel 2024 da Ares col titolo Il beato Faà di Bruno. Cristiano e scienziato nell’età del Risorgimento) e diversi capitoli di Quando il cielo ci fa segno (Mondadori, Milano 2018). Francesco nacque duecento anni fa, il 29 marzo 1825, da Luigi, marchese di Bruno e da Carolina Sappa de’ Milanesi: una famiglia che si distingueva non solo per i nobili natali ma anche per la fede e la carità. Nella breve carriera militare, guadagnandosi la stima dell’erede al trono Vittorio Emanuele, che aveva combattuto insieme a lui e lo voleva precettore dei suoi figli. Fu inviato alla Sorbona di Parigi per prepararsi a questo ruolo, che non assunse mai a causa dell’ostilità dell’élite risorgimentale: “non sia mai che l’istruzione dei futuri sovrani venga affidata a un fervente cattolico. (…)” Nel 1853 in questo clima maturò l’addio alla carriera militare, senza interrompere mai i contatti con la corte e le istituzioni sabaude. Fu amico di San Giovanni Bosco, e in qualche misura complementare a lui: laddove il primo prediligeva il “fare e tacere”, il secondo preferiva “fare e far sapere” il bene compiuto dai cattolici anche quando le autorità anticlericali mettevano i bastoni fra le ruote. Nella Torino dell'Ottocento cercò di dare risposte ai diversi bisogni della gente del tempo, soprattutto dei più deboli e degli emarginati a cominciare delle numerose donne di servizio disoccupate o comunque bisognose di assistenza materiale e spirituale nacque la Pia Opera di Santa Zita, fondata nel 1859. (...) Opera di carità di cui Faà di Bruno faceva presenti al re Vittorio Emanuele II i risvolti anche sociali. “Essa fu il fulcro attorno al quale sorsero varie iniziative a sostegno di altre donne inferme, invalide o abbandonate. Le sue cure si estendevano poi ad altre categorie di “dimenticati”, preoccupandosi delle condizioni igieniche e del riposo festivo. Per l’Opera di Santa Zita progettò una “lavanderia modello”, che garantiva lavoro e sostentamento alle assistite, e diede inizio alla costruzione della chiesa del Suffragio, destinata alla cura spirituale del quartiere (allora malfamato) e alla preghiera per i caduti di tutte le guerre. E attorno alla chiesa e all’opera fondò nel 1869 la congregazione delle Minime di Nostra Signora del Suffragio, poiché «chi mira a Dio, a lasciare per secoli una successione di bene, non può far senza di religiose».(Stefano Chappalone, bicentenario. Francesco Faà di Bruno, apostolo nella Torino laicista, 29.3.25, lanuovabussola.it) Una chiesa e una comunità di suore richiedevano un sacerdote rettore, così decise di intraprendere la via del sacerdozio tra le obiezioni dell’arcivescovo di Torino e l’incoraggiamento del Papa Pio IX. Fu ordinato a Roma nel 1876, e continuò a prodigarsi per l’istruzione e l’edificazione dei più poveri e specialmente delle donne. Morì il 27 marzo 1888, pochi giorni prima di compiere 63 anni e poche settimane dopo la morte di don Bosco. Tue, 01 Apr 2025 08:41:10 +0000 Religione Coldiretti Puglia: maratona ‘fuggi a foggia’ merenda a km0 contro cibi spazzatura e ultra-trasformati https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/33337-coldiretti-puglia-maratona-fuggi-a-foggia-merenda-a-km0-contro-cibi-spazzatura-e-ultra-trasformati.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/33337-coldiretti-puglia-maratona-fuggi-a-foggia-merenda-a-km0-contro-cibi-spazzatura-e-ultra-trasformati.html L’attività sportiva è accompagnata da una sana e corretta alimentazione con la dieta mediterranea che si è classificata, ancora una volta, come migliore dieta al mondo, mentre incombono le insidie di cibi spazzatura, ultra-trasformati e a base cellulare, oltre ad etichette allarmistiche che demonizzano alcuni prodotti agroalimentari sani. Ad  affermalo è Coldiretti Puglia, in occasione della Maratona ‘Fuggi a Foggia’, dove negli stand Coldiretti e Campagna Amica lungo il percorso di 10 Km è stata  offerta agli sportivi la merenda a Km0.  Coldiretti, come richiesto da illustri scienziati, domanda che vengano fatti studi medici clinici e preclinici prima di dare il via libera ai cibi cellulari e di fermentazione di precisione per tutti i prodotti compresi quelli già presentati prima del 1 febbraio 2025. Un tema importante che intera l’intera popolazione e secondo un'indagine Noto Sondaggi 2024, sette italiani su 10 si dichiarano contrari al consumo di carne, latte e altri cibi fatti in laboratorio, l'8% in più rispetto al 2023.  Un ruolo importante per la salute che – precisa la Coldiretti regionale – è stato riconosciuto ad oltre un decennio dall’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco avvenuta il 16 novembre 2010. L’apprezzamento mondiale per la dieta mediterranea fondata principalmente su pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari – continua la Coldiretti – si deve agli studi dello scienziato americano Ancel Keys che per primo ne ha evidenziato gli effetti benefici dopo aver vissuto per oltre 40 anni ad Acciaroli in provincia di Salerno.  Ma sulla dieta mediterranea pesano minacce come il via libera dell’Unione Europea all’immissione sul mercato degli insetti come nuovi alimenti o l’autorizzazione Ue concessa all’Irlanda che potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze terroristiche. Si rischia di promuovere cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e di sfavorire elisir di lunga vita come l’olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea – conclude Coldiretti Puglia – quando è inaccettabile spacciare per tutela del consumatore un sistema che cerca invece di influenzarlo nei suoi comportamenti orientandolo a preferire prodotti di minore qualità anche perché l’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera come nel sistema di etichettatura a batteria, e non certo sullo specifico prodotto   Mon, 31 Mar 2025 07:55:27 +0000 Foggia 37ª Edizione del Premio Charlot https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33309-37-edizione-del-premio-charlot.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33309-37-edizione-del-premio-charlot.html Salerno si prepara a ospitare la 37ª edizione del Premio Charlot, uno degli eventi più attesi nel panorama del cabaret italiano, che quest’anno si terrà dal 11 al 18 ottobre 2025 in tre prestigiosi teatri della città. Un appuntamento imperdibile per gli amanti della comicità, con una programmazione ricca di sorprese e tantissimi ospiti di calibro nazionale e internazionale. Il festival, ideato e diretto da Claudio Tortora, si svolgerà con ingresso gratuito e vedrà una serie di spettacoli distribuiti tra il Teatro Delle Arti, il Teatro Augusteo e il Teatro Verdi. In particolare, sono previsti tre appuntamenti al Teatro Delle Arti, uno al Teatro Augusteo e due al Teatro Verdi, con l’obiettivo di portare la magia del cabaret nelle diverse location della città. Quest’edizione del Premio Charlot presenta una grande novità: spazio ancora una volta ai giovani talenti del cabaret. Infatti, il festival dedicherà ben due serate allo Charlot Giovani, un’iniziativa pensata per dare visibilità ai comici emergenti. Il pubblico sarà protagonista assoluto della serata, chiamato a votare la migliore esibizione, decretando così il vincitore del prestigioso premio. Il Premio Charlot è sostenuto e finanziato dalla Regione Campania e organizzato dal Comune di Salerno, che ancora una volta confermano il loro impegno nella promozione della cultura e dello spettacolo. Il supporto delle istituzioni è fondamentale per la realizzazione di questo evento, che negli anni ha saputo conquistare un pubblico sempre più numeroso. La risata sarà al centro di ogni serata, ma anche la qualità artistica e la scoperta di nuovi talenti, che continueranno a fare del Premio Charlot una vetrina importante per il cabaret italiano e internazionale. Wed, 26 Mar 2025 10:12:03 +0000 Salerno La celebrazione della Santa Messa per il percorso verso il Diaconato https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/benevento/33308-la-celebrazione-della-santa-messa-per-il-percorso-verso-il-diaconato.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/benevento/33308-la-celebrazione-della-santa-messa-per-il-percorso-verso-il-diaconato.html Nell’anno liturgico corrente, presso la Chiesa Santa Maria di Costantinopoli a Benevento, si è tenuta la Santa Messa per l'Ammissione al percorso come candidati al Diaconato Permanente. I neo ammessi, dopo un percorso di studi di due anni, sono stati: Mauro Caccese e Carlo Cavallo (già Accolito). La Santa Messa dedicata è stata presieduta dall'Arcivescovo Sua Eccellenza Reverendissimo Felice Accrocca insieme al clero della Diocesi di Benevento. Mauro Caccese, della parrocchia Santissima Addolorata, è stato accompagnato dal suo parroco Don Gaetan Kilumba Papa e dal diacono della parrocchia Addolorata Aristide Ingordigia che ha guidato il rito, Carlo Cavallo, appartenente alla Basilica Madonna delle Grazie, è stato accompagnato dai sacerdoti dell'Ordine dei frati Minori padre Lino e Padre Davide, partecipante anche Don Pompilio Cristino, parroco della parrocchia Santa Maria di Costantinopoli. Erano presenti alla celebrazione il Priore dell'ospedale Fatebenefratelli fra Lorenzo Gamos, la comunità delle suore che opera all'interno del Fatebenefratelli, le suore Francescane di Ognissanti, la comunità delle suore Carmelitane e la comunità delle suore del Preziosissimo Sangue. È stata una bellissima celebrazione con un'omelia da parte dell'Arcivescovo molto sentita che ha messo in risalto l'importanza della figura del diacono all'interno della Chiesa. I canti sono stati curati dalla corale del coro di Santa Maria di Costantinopoli diretto dal maestro Antonella Micco. È stata una celebrazione molto sentita e molto bella, così come riferito da tutte le persone presenti che hanno partecipato alla santa messa e, successivamente, hanno preso parte al buffet che si è tenuto all'interno del campetto della chiesa Santa Maria di Costantinopoli in cui i neo ammessi hanno invitato tutte le persone che hanno partecipato alla santa messa per festeggiare insieme il lieto evento come se fosse un'Agape fraterna. Mauro Caccese, futuro diacono e studente dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Giuseppe Moscati” di Benevento, fa sapere che: “È stato un evento molto significativo che non deve passare inosservato perché questo è motivo di Evangelizzazione e di Missione della stessa Chiesa nel mondo. Questa giornata ha rappresentato un importante momento di unione e di condivisione fraterna collettiva nel Signore per intraprendere il primo passo ufficiale e formale nella strada verso il diaconato. La scelta di intraprendere questo percorso di fede è nata e si è sviluppata nel tempo: da sempre ho sentito questa vocazione che era in me ancora in fase germinale e è maturata quando ho conosciuto la mia amata moglie Maria: infatti la mia prima vocazione era al matrimonio, poi quando ho conosciuto Maria il tutto si è evoluto. Grazie a lei infatti sono stato pienamente affiancato e sostenuto in questa importante scelta di vita condivisa che abbiamo intrapreso insieme in quanto anche Maria ha studiato, proprio come me, teologia all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Benevento che è stato per noi fondamentale nel guidarci e nell’approfondire questo cammino di fede. La teologia, proprio come ci hanno insegnato i nostri docenti, non è solo un apprendimento di studio, ma è anche la formazione dell’essere umano inteso nella sua totalità in comunione con Dio che ci ha creati con l’amore che noi stessi dobbiamo portare e diffondere nel mondo aiutando il prossimo. Ho potuto mettere in pratica questo spirito fraterno di solidarietà e di condivisione grazie alla professione di infermiere che svolgo all’Ospedale Sacro Cuore di Gesù - Fatebenefratelli di Benevento che mi ha dato la possibilità di rendermi sempre di più uno strumento operoso nelle mani del Signore per aiutare gli ammalati. Il mio riferimento di vita, a cui devo molto nella realizzazione di tutte queste scelte di vita, è il medico beneventano San Giuseppe Moscati a cui mi sono sempre ispirato nel portare avanti la mia missione di aiuto collettivo e condiviso. In particolare, oltre alle sue doti umani e professionali, ci tengo a ricordare anche l’elemento di positiva economia sociale che caratterizzava questo fondatore della scienza medica. Infatti lui, sopra il suo tavolo nello studio medico in cui riceveva i pazienti, era solito posizionare un cappello rivolto verso l’alto, come se fosse un contenitore, indicando sopra la seguente dicitura “Chi può lasci. Chi non può prenda”. Ritengo che questo sia un gesto di umanità e benevolenza di profonda carità e vicendevole scambio sociale nel raggiungimento del fine comune che caratterizza tutti noi: chi può aiutare, aiuti, chi ha bisogno si faccia aiutare, sempre nel principio guida dell’interesse reciproco verso il benessere e l’amore condiviso per cui Dio ci ha creato”. Wed, 26 Mar 2025 10:07:24 +0000 Benevento La Festa del Cioccolato e del Vino di Alcamo ha sfiorato le 10mila presenze https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/33298-la-festa-del-cioccolato-e-del-vino-di-alcamo-ha-sfiorato-le-10mila-presenze.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/33298-la-festa-del-cioccolato-e-del-vino-di-alcamo-ha-sfiorato-le-10mila-presenze.html Una grande festa del gusto e dell’intrattenimento: questa la fotografia della terza edizione del Ciokowine Fest, la Festa del Cioccolato e del Vino, che si è svolta ad Alcamo per tre giorni, tra Piazza Ciullo, il Collegio dei Gesuiti ed il Castello dei Conti di Modica. Una manifestazione enogastronomica capace di crescere così tanto in soli tre anni da sfiorare le 10 mila presenze. Un evento nato da un’idea dell’Associazione Sts, diretta da Erasmo Longo e Giuseppe Fiore che ha raggiunto in pieno l’obiettivo che si era predisposto, cioè quello di creare e promuovere attività che possano contribuire allo sviluppo turistico di Alcamo, attraverso il vino e il cioccolato. Non solo un evento dedicato a grandi e piccini, ma anche un’occasione per esaltare il gemellaggio tra le Città di Alcamo e Modica, che nell’antichità facevano parte di un’unica Contea, quella dei Conti di Modica. Grande soddisfazione è stata espressa dagli organizzatori Erasmo Longo e Giuseppe Fiore dell’Associazione Sts, che hanno commentato con queste parole la tre giorni di festa: “un grande successo per il quale dobbiamo ringraziare tutti quelli che hanno creduto dal primo giorno in questa manifestazione -  hanno dichiarato – Un evento che dal primo anno ad oggi è cresciuto molto, grazie all’impegno costante di chi ha lavorato dietro le quinte con noi, delle istituzioni che hanno creduto al nostro progetto e dei nostri sponsor che ci hanno supportato con grande spirito di collaborazione. Prefissarsi degli obiettivi non è mai semplice, ma grazie al supporto di tutti siamo riusciti anche con grande successo a fare uscire la manifestazione dai confini di Alcamo, per coinvolgere gli appassionati di vino e cioccolato di tutta la Sicilia. Proseguiremo nel nostro progetto tentando ogni anni di alzare sempre di più l’asticella”. Il ‘Ciokowine fest’, oggi, è considerato il punto di incontro tra le eccellenze delle due Città, Modica con il suo rinomato cioccolato ed Alcamo con il suo vino, famoso in tutto il mondo. E in questi tre giorni di grandi ‘golosità’, si sono alternarti diversi eventi enogastronomici e di intrattenimento musicale, anche per i più piccoli, spettacoli itineranti ed artisti di strada, Cioko-lab, Cioko-art, Cioko-school, Cioko-game village e Cioko-mascotte e live-show per tutti, perché il Ciokowine Fest è dedicato ai Wine-lovers e Cioko-lovers di tutte le età. Ma anche inedite Master-class ed interessanti Cooking-show con numerosi nomi di prestigio della cucina italiana, di cui direttore artistico è stato Peppe Giuffrè. L’edizione 2025 si è sviluppata con la collaborazione tra Associazione Sts, comune di Alcamo il cui sindaco è Domenico Surdi, assessorato comunale al turismo guidato da Donatella Bonanno, Assessorato Regionale alle Attività Produttive diretto da Edy Tamajo, Assesorato Regionale all’Istruzione e Formazione guidato da Mimmo Turano, Assessorato al Turismo Regionale con alla guida Elvira Amata, la Camera di Commercio di Trapani, il cui presidente è Giuseppe Pace, la Confcommercio e la Unioncamere Sicilia. La direzione tecnica è stata curata dell’Associazione Sts, diretta da Erasmo Longo e Giuseppe Fiore e della Agave Spettacoli di Andrea Randazzo. Foto di Giuliana Stabile. Mon, 24 Mar 2025 11:38:01 +0000 Trapani Il convegno “HOMO VIATOR - Il Giubileo e i Cammini” a Benevento progetta itinerari condivisi https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/benevento/33269-il-convegno-homo-viator-il-giubileo-e-i-cammini-a-benevento-progetta-itinerari-condivisi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/benevento/33269-il-convegno-homo-viator-il-giubileo-e-i-cammini-a-benevento-progetta-itinerari-condivisi.html Il Comitato provinciale UNPLI di Benevento, nella sua azione mirata allo sviluppo del territorio attraverso la promozione di tutte le sue risorse, tra cui quelle culturali, storiche, paesaggistiche, organizza il convegno “Homo Viator – Il Giubileo e i Cammini” giovedì 20 marzo 2025 presso il Salone Biblioteca Arcivescovile “F. Pacca” alle ore 16 con la partecipazione del Professore Giovanni Liccardo, moderatore dell’iniziativa. Dopo i Saluti Istituzionali dei rappresentanti degli enti territoriali, presenteranno l’approfondimento tematico che intende tracciare le linee guida a un percorso di collaborazione in rete per la progettazione di itinerari religiosi, culturali, storico-archeologici e naturalistici, possibilmente connessi a Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa. Per l’occasione sarà presentata la nuova normativa regionale sugli Eco-Musei e gli Albi Regionali e Statali dei Cammini e saranno illustrati i cammini devozionali attivi sul nostro territorio: Cammino di San Nicola nel Sannio, il Cammino di San Bartolomeo, il Cammino dell’Angelo Michele in Campania, nella prospettiva di una significativa valorizzazione delle “Antiquae Viae” (sannite, romane e medievali) e dei percorsi della memoria, del culto, del patrimonio antropologico del Sannio. L’incontro è promosso nell’ottica di una condivisione di “Buone Pratiche” promosse dagli esperti relatori per la diffusione della cultura dei Cammini e per promuovere le linee guida che consentano agli operatori coinvolti di comprendere l’iter di progettazione per il recupero dei fondi a sostegno delle attività per la valorizzazione dell’economia delle aree interne a rischio di spopolamento. Questi sono i relatori presenti al tavolo di lavoro e il loro relativo contributo: PROF. Don MARIO IADANZA Direttore della Biblioteca Capitolare e del Museo Diocesano di Benevento: Pellegrini e Pellegrinaggi; Dott. FELICE PASTORE Vice Direttore Nazionale Gruppi Archeologici d’Italia Direttore del Coordinamento tecnico ATS “Principati e Terre dei Longobardi del Sud- Intesa per gli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa in Campania: L'Eredità Culturale dei Longobardi del Sud ; Dott. NINO CAPOBIANCO Presidente della Proloco di Fragneto Monforte: il Cammino di San Nicola nel Sannio; ING. LUIGI SORRENTINO Direttore Regionale Campania dei Gruppi Archeologici d’Italia: L’Educazione al Patrimonio nelle Scuole; Prof. DOMENICO CAIAZZA Presidente Centro Studi sul Medioevo di Terra di Lavoro - Intesa per gli itinerari culturali del Consiglio d’Europa in Campania: I Cammini  Religiosi e Culturali; PETRONILLA LIUCCI, Ote Campania, - Direttrice Nazionale del tavolo di coordinamento e di lavoro del settore Terme e Benessere Termale per l’Osservatorio Italiano Nazionale  no profit (OINP) APS-ETS  delegato ai progetti USACLI provinciale di Benevento “Salus per Aquam”  Benessere e Sport. Per i saluti finali il Sindaco di Apollosa Danilo Parente, di Montesarchio Morena Cecere e l’Assessore alla cultura del Comune di Bonea Rita Malfi chiuderanno il tavolo di lavoro con la loro testimonianza di promotori del Cammino di San Nicola nel Sannio. Il pomeriggio di studio, aperto al pubblico, avrà inizio dopo i saluti di benvenuto dell’Arcivescovo di Benevento Monsignor Felice Accrocca. L’evento è aperto al pubblico, partecipano gli Operatori Culturali, le Pro Loco, le Associazioni, degli Operatori del Turismo e tutti i Comuni  interessati  allo sviluppo delle iniziative  di sviluppo delle aree interne attraverso lo sport e il turismo lento , per la promozione del Cammino di San Nicola nel Sannio, del Cammino dell’Arcangelo, del Cammino di San Bartolomeo nel Sannio, principali attori coinvolti  per la riqualificazione dei borghi sanniti. Il Comitato provinciale UNPLI di Benevento organizza l’evento in collaborazione con il Centro studi Arti e Tradizioni popolari "La Takkarata/Samnites"; Cammino di San Nicola nel Sannio; il Centro Studi sul Medioevo di Terra di Lavoro-Intesa per gli itinerari culturali del Consiglio d’Europa in Campania; l’ATS Principati e Terre dei Longobardi del Sud; (ATS dei Comuni di Salerno- Benevento- Capua); i Gruppi Archeologici d’Italia; l’Osservatorio Nazionale No profit dello Sport e del Terzo Settore (OINP APS-ETS); l’USACLI Provinciale di Benevento, in cooperazione con l’Arcivescovato di Benevento, la Fondazione Bonazzi ETS. Thu, 20 Mar 2025 07:36:07 +0000 Benevento Napoli Accoglie il Primo Reading Party in Campania: Un'Esperienza Letteraria Collettiva https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33255-napoli-accoglie-il-primo-reading-party-in-campania-un-esperienza-letteraria-collettiva.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33255-napoli-accoglie-il-primo-reading-party-in-campania-un-esperienza-letteraria-collettiva.html Napoli si prepara ad ospitare un evento culturale innovativo nel cuore del suo centro storico. Sabato 22 marzo, dalle 17:00 alle 19:30, Reading Rhythms e Libri Sottolineati approdano per la prima volta in Campania con un formato originale che sta conquistando gli appassionati di lettura in tutto il mondo. Un Salotto Letterario in un Palazzo Storico La cornice scelta per questo debutto è di assoluto prestigio: A'Mbasciata, un affascinante spazio all'interno di Palazzo Venezia, edificio del XIV secolo che per quattro secoli ha ospitato gli ambasciatori della Serenissima nel Regno di Napoli. Situato in Via Benedetto Croce 19, nel cuore dei Decumani, questo luogo carico di storia si trasformerà in un rifugio per bibliofili e appassionati lettori. Non un Book Club, ma un'Esperienza Condivisa A differenza dei tradizionali circoli di lettura, il Reading Party propone un formato originale: ogni partecipante porta con sé il proprio libro e legge in silenzio, condividendo lo spazio con altri lettori. L'atmosfera, curata nei minimi dettagli e arricchita da un sottofondo musicale delicato, alterna momenti di lettura individuale a pause di socializzazione, durante le quali i presenti possono scambiare impressioni e consigli sui libri. "È un'opportunità per ritagliarsi del tempo di qualità dedicato alla lettura, lontano dalle distrazioni quotidiane", spiegano gli organizzatori. "Un'esperienza immersiva che permette di scoprire nuovi titoli attraverso il confronto con altri appassionati, in un contesto sociale stimolante e inclusivo." Musica e Atmosfera Suggestiva Ad arricchire l'esperienza, la serata sarà accompagnata dal suono evocativo dell'handpan, uno strumento musicale capace di fondere ritmo, melodia e armonia in un'unica vibrazione. A suonarlo sarà Domenico Amato, giovane artista di strada originario di Salerno, che con il suo talento trasformerà il Reading Party in un viaggio sensoriale unico. L'handpan, composto da due calotte in ferro unite a formare una cassa armonica, produce un suono ancestrale e avvolgente, perfetto per creare un'atmosfera di raccoglimento e ispirazione. Gli Organizzatori L'evento è organizzato da Antonio Roberto e Alessio Ruggiero, founder di Libri Sottolineati. Il loro impegno nella promozione della lettura e nella creazione di nuovi spazi di condivisione culturale ha portato alla realizzazione di questo primo Reading Party campano, in collaborazione con Reading Rhythms. Il Primo Evento del Genere in Campania L'iniziativa segna un importante passo per la diffusione di questa formula innovativa nel Sud Italia. Dopo il successo riscontrato in altre città d'Italia, Napoli si prepara ad accogliere questa nuova dimensione letteraria nel suo ricco panorama culturale. Per partecipare è sufficiente portare il libro che si sta leggendo e lasciarsi avvolgere dall'atmosfera unica di questo evento. I biglietti sono disponibili sulla piattaforma Lu.ma (https://lu.ma/bqr1cq5i). L'appuntamento è fissato per sabato 22 marzo, dalle 17:00 alle 19:30, presso A'Mbasciata in Via Benedetto Croce 19. Un'occasione imperdibile per gli amanti della lettura e per chiunque desideri sperimentare una nuova forma di condivisione culturale nel magnifico scenario del centro storico partenopeo. Tue, 18 Mar 2025 10:08:36 +0000 Napoli Studio sui pigmenti dei colori usati negli affreschi di Pompei https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33249-studio-sui-pigmenti-dei-colori-usati-negli-affreschi-di-pompei.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33249-studio-sui-pigmenti-dei-colori-usati-negli-affreschi-di-pompei.html E’ stato appena pubblicato l'articolo scientifico dal titolo Pompeian pigments. A glimpse into ancient Roman colouring materials sulla prestigiosa rivista internazionale Journal of Archaeological Science. La ricerca è il frutto di una fruttuosa collaborazione del Parco Archeologico di Pompei con il gruppo di ricerca di Mineralogia e Petrografia del Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi del Sannio, in collaborazione con gli studiosi del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse dell’Università Federico II di Napoli. L'indagine ha avuto come oggetto lo studio dei pigmenti rinvenuti in alcuni eccezionali contesti pompeiani, che vanno dal III secolo a.C. all'eruzione del 79 d.C., coprendo la quasi totalità della tavolozza pittorica degli antichi pittori. La gamma cromatica è composta da pigmenti naturali e sintetici, inorganici e organici e la composizione dei pigmenti è stata rivelata grazie a un approccio analitico non invasivo che combina la microscopia con la spettroscopia, concepito per preservare tali beni per il futuro. Tale approccio ha permesso di scoprire che gli artisti mescolavano sapientemente le materie prime per ottenere un'innumerevole gamma di tonalità cromatiche. "Questo studio rappresenta un significativo passo avanti nella comprensione delle tecniche pittoriche degli antichi Romani", ha dichiarato Celestino Grifa, professore associato di Petrografia e Petrologia presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi del Sannio. "La possibilità di quantificare accuratamente i composti coloranti nelle miscele ci ha permesso di rivedere il processo artistico delle pitture murali, che prevedeva miscelazione dei pigmenti puri -in particolare il blu egizio, il bianco e il rosso piombo- che venivano sapientemente proporzionati per creare la palette desiderata.” Un risultato eccezionale dello studio è stato il primo utilizzo, finora conosciuto, di un nuovo colore grigio in cui la presenza di barite e alunite, forniscono la prima prova dell'utilizzo del solfato di bario nel Mediterraneo in epoca antica. Tale collaborazione prevede anche lo studio dei colori negli affreschi pompeiani, cogliendo le possibilità scientifiche offerte dai nuovi ritrovamenti negli scavi in corso, dove le analisi diagnostiche non invasive vengono condotte coordinandosi con le operazioni di restauro. L’ultima campagna ha riguardato la stanza rossa della “Casa del Tiaso”. “È uno studio essenziale anche ai fini del restauro degli affreschi pompeiani, che sono molto fragili e richiedono una conoscenza approfondita per una corretta conservazione. – aggiunge il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtrieghel - Simili analisi sono già in corso per la megalografia dionisiaca recentemente scoperta. Esemplare sinergia tra ricerca e tutela che esprime l’eccellenza italiana in questo settore.” Grifa C., Germinario C., Pagano S., Lepore A., De Bonis A. Mercurio M., Morra V., Zuchtriegel G., Hay S., Esposito D., Amoretti V. (2025). "Pompeian pigments. A glimpse into ancient Roman colouring materials". Journal of Archaeological Science, Volume 177. Mon, 17 Mar 2025 15:27:17 +0000 Napoli Giuseppe Sermonti e Roberto Fondi, grandi e dimenticati https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/33145-giuseppe-sermonti-e-roberto-fondi-grandi-e-dimenticati.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/33145-giuseppe-sermonti-e-roberto-fondi-grandi-e-dimenticati.html Due giganti del pensiero scientifico italiano, tanto grandi quanto dimenticati: Giuseppe Sermonti (1925-2018) e Roberto Fondi (1943-2024). Quest’ultimo ci ha lasciato in silenzio, com’era vissuto, e nel silenzio più assoluto dei media nazionali quasi nessuno si è accorto della sua scomparsa.  Giuseppe Sermonti aveva avuto una maggiore visibilità, scrittore prolifico dagli anni 1970 e grazie all’editore Rusconi, aveva raggiunto un pubblico ampio con scritti che andavano dalla critica allo scientismo e all’evoluzionismo darwiniano, al mondo delle favole, a racconti brevi, sempre legati al mondo della scienza. Magistrali le “Commedie da tavolo” dove tratteggia le vite drammatiche di molti grandi Scienziati nella tempesta (Di Renzo editore, 2002). Roberto Fondi è legato a Sermonti dalla pubblicazione di Dopo Darwin. Critica all’evoluzionismo (Rusconi, 1980), è un paleontologo, Sermonti è genetista e i due sono «in sintonia massima per quanto riguarda la pars destruens del darwinismo, ma si differenziano nettamente per la pars construens», come ben argomenta Roberto Marchina nel suo volume Evoluzionismo biologico e fede in Dio (Amazon, 2024), omaggio a questi due illustri scienziati. Un volume prezioso per la descrizione accurata dell’evoluzionismo darwiniano e neodarwiniano in tutti i suoi aspetti: dalla terminologia, alla storia con i suoi principali esponenti, dall’origine della vita alle “prove” a sostegno della teoria dell’evoluzione. Tutto questo nella prima parte del volume (pag. 18-83). La seconda (pag. 84-138) è dedicata al ricordo di Giuseppe Sermonti e di Roberto Fondi approfondendo il loro pensiero e la loro critica all’evoluzionismo darwiniano: «un omaggio dovuto dato che hanno pagato di persona, in termini di carriera e di onore, queste loro posizioni». Del pensiero di Sermonti si sottolinea il “significato” delle forme dei viventi «che esistono là fuori in potenza di vita, un po’ come le idee di Platone che trascendono le applicazioni terrene (si pensi, per esempio, all’idea del bene). Fondi, da paleontologo, vede la discontinuità nell’apparizione delle forme viventi, la mancanza di anelli di congiunzione e che le varie forme si succedono nel tempo e propone il suo pensiero: «il paradigma olista, organicista di Aristotele e Linneo, riveduto e corretto dalle acquisizioni della fisica moderna». Roberto Marchina spiega molto bene il pensiero del paleontologo senese che dice: «È illusorio pretendere di giustificare il “fenomeno vivente” nella sua globalità, riconducendolo semplicemente alla logica lineare ed a-finalistica implicita all’evoluzionismo darwiniano e neo-darwiniano». C’è qualcosa di più e più profondo, «la logica della vita è circolare, non lineare» dove i viventi «risultano parti integranti di un organismo più ampio, armonicamente organizzato» come ricorda il fisico Giuseppe Arcidiacono citato da Marchina. Significative altre due citazioni. La prima di Sermonti: «La mia ostilità al darwinismo, che ha segnato la mia vita (e guastata la reputazione e la carriera) non è derivata dall’insoddisfazione per le teorie di Darwin ma dal fatto che quelle teorie si sono imposte come religione di stato, alla maniera del lysenkoismo sovietico». A proposito del pluralismo scientifico il pensiero di Roberto Fondi è riassunto sempre nella stessa pagina (85): «Si. Auspico soprattutto che ogni scienziato possa dire liberamente ciò che pensa ed anche avanzare le tesi più audaci e rivoluzionarie, senza il timore di dover essere ostracizzato in partenza e messo all’indice solo perché alcuni suoi colleghi particolarmente potenti e in grado di dettare legge, non tollerano le sue idee». Proprio questa nostra società aperta, plurale, inclusiva ha dimostrato tutta la sua chiusura e grettezza con persone non allineate al pensiero unico dominante. Roberto Marchina compie un gesto quasi di riparazione nei loro confronti. Da laureato all’Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona e impegnato nella catechesi nella sua parrocchia, dedica la terza parte del libro e l’appendice a neodarwinismo e ateismo attraverso l’analisi del pensiero di Telmo Pievani e di Richard Dawkins. L’appendice riporta i principali documenti della Chiesa sul tema dall’Humani generis (1950) di Pio XII fino al magistero di san Giovanni Paolo II senza dimenticare l’importante apporto del card. Joseph Ratzinger. Il volume, di 197, pagine vede la prefazione di Stefano Serafini amico e grande conoscitore del pensiero dei due scienziati. Fri, 07 Feb 2025 18:14:36 +0000 Scienza NASA: il pompaggio di grandi quantità di acqua ha alterato la rotazione terrestre https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/33035-nasa-il-pompaggio-di-grandi-quantita-di-acqua-ha-alterato-la-rotazione-terrestre.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/33035-nasa-il-pompaggio-di-grandi-quantita-di-acqua-ha-alterato-la-rotazione-terrestre.html Il pompaggio secondo la NASA, riportato da CNN, di grandi quantità di acqua dal terreno tra il 1993 e il 2010 ha alterato in modo significativo la rotazione terrestre, secondo un nuovo studio.Livelli allarmanti di estrazione di acque sotterranee hanno inclinato la Terra di quasi 80 centimetri a est durante quel periodo, secondo lo studio pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters. Studi precedenti hanno dimostrato che la posizione dell'asse terrestre cambia rispetto alla crosta, con il pianeta che ruota in modo leggermente diverso mentre l'acqua si muove. Utilizzando modelli climatici, gli scienziati hanno calcolato che gli esseri umani hanno pompato 2.150 gigatonnellate di acque sotterranee dal 1993 al 2010, equivalenti a più di 6 millimetri di innalzamento del livello del mare. Mentre la capacità dell'acqua di modificare la rotazione terrestre è stata scoperta per la prima volta nel 2016, il contributo specifico delle acque sotterranee a questi cambiamenti di rotazione è rimasto sconosciuto. Il nuovo studio ha modellato i cambiamenti osservati nello spostamento dell'asse del pianeta e nel movimento dell'acqua. In primo luogo, ha valutato l'effetto delle sole calotte glaciali e dei ghiacciai e poi ha preso in considerazione diversi scenari di ridistribuzione delle acque sotterranee. "L'asse terrestre sta cambiando molto. Il nostro studio mostra che tra le cause legate al clima, la ridistribuzione delle acque sotterranee ha in realtà il maggiore impatto sullo spostamento degli assi", ha detto Ki-Weon Seo, geofisico dell'Università Nazionale di Seoul. È stato riscontrato che l'asse si muove di 78,5 centimetri o 4,3 centimetri all'anno se si tiene conto della ridistribuzione delle acque sotterranee di 2.150 gigatonnellate. "Sono preoccupato e sorpreso che il pompaggio delle acque sotterranee sia un'altra fonte di innalzamento del livello del mare", ha detto il dott. Seo.Dall'America e dall'India l'impatto maggiore I risultati suggeriscono che la posizione da cui viene pompata l'acqua sotterranea è importante per quanto l'asse terrestre potrebbe muoversi. Ad esempio, gli scienziati hanno affermato che la ridistribuzione dell'acqua dalle medie latitudini ha un impatto maggiore. Secondo lo studio, nel periodo dal 1993 al 2010, la maggior parte dell'acqua è stata distribuita nel Nord America occidentale e nell'India nordoccidentale, situati alle medie latitudini. Gli sforzi dei paesi per rallentare i tassi di esaurimento delle acque sotterranee, specialmente in queste aree sensibili, possono teoricamente porre rimedio alla situazione, ma solo se sostenuti per decenni. Poiché l'asse terrestre si sposta di diversi metri entro un anno, i cambiamenti dovuti al pompaggio delle acque sotterranee non comportano il rischio di cambiare le stagioni, hanno detto i ricercatori. Ma è stato dimostrato che lo spostamento dell'asse ha un impatto sul clima su grandi scale temporali geologiche. Intanto uno studio ha rivelato che un lago in California nasconde una quantità "impressionante" di un elemento estremamente prezioso. Ovviamente non bisogna giudicare un lago dalla sua superficie, perché sotto il Salton Sea, nel sud della California, attendeva gli scienziati una sorpresa monumentale. Il lago più grande dello stato si trova in cima a una riserva di litio, qualcosa che gli scienziati già sapevano. Tuttavia, quello che non sapevano era esattamente quanto ci fosse sotto questo elemento chimico. Nel tentativo di scoprirlo, il Dipartimento dell'Energia (DOE) ha finanziato uno studio che ha iniziato la ricerca nel Salton Sea per cercare di analizzare esattamente quanto litio si trovava sotto l'enorme corpo idrico. Il governatore della California Gavin Newsom ha definito il Salton Sea "l'Arabia Saudita dell'estrazione del litio" e i risultati dello studio dimostrano certamente perché. In precedenza era stato stimato che ci fossero circa quattro milioni di tonnellate di litio sotto il lago, ma l'anno scorso è stato rivelato che in realtà potrebbero esserci 18 milioni di tonnellate, noto anche come "oro bianco" a causa del suo valore e del suo aspetto. Per fare un confronto, questo sarebbe sufficiente per alimentare più di 382 milioni di batterie per veicoli elettrici. Alla luce della nuova scoperta, il giacimento californiano è il più grande del mondo. A partire dall'anno scorso, una tonnellata di litio valeva circa 29.000 dollari, quindi, tenendo presente tale importo, il Salton Sea potrebbe nascondere merci per un valore di 540 miliardi di dollari. Uno dei 22 autori dello studio, Michael McKibben, professore di geochimica presso l'Università della California a Riverside, ha dichiarato a proposito dei risultati: "Questo è uno dei più grandi depositi di salamoia di litio al mondo. "Questo potrebbe rendere gli Stati Uniti completamente autosufficienti per quanto riguarda il litio e smettere di importarlo attraverso la Cina". Altri nel settore hanno salutato la scoperta come decisamente "enorme". Sammy Roth, editorialista sul clima del Los Angeles Times, ha dichiarato a The Show di Radio KJZZ: "È noto da molto tempo che c'è un mucchio di litio, un po' in profondità sotto l'estremità meridionale del Salton Sea". Roth ha continuato: "Ci sono state aziende per decenni che hanno cercato di estrarre il litio da lì, e soprattutto nell'ultimo decennio poiché i veicoli elettrici e l'accumulo di energia nella rete elettrica sono diventati una grande necessità. Ma questo nuovo rapporto del governo federale è davvero un numero accattivante. Hanno scoperto che c'è potenzialmente abbastanza litio per alimentare le batterie di 382 milioni di veicoli elettrici, che è più veicoli di quelli attualmente in circolazione negli Stati Uniti. Quindi, se potessimo ottenere tutto quel litio, sarebbe enorme". Fri, 29 Nov 2024 17:37:19 +0000 Scienza Portici - Evento: Sguardo consapevole sui pericoli dei fuochi d’artificio https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33019-portici-evento-sguardo-consapevole-sui-pericoli-dei-fuochi-d-artificio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33019-portici-evento-sguardo-consapevole-sui-pericoli-dei-fuochi-d-artificio.html Presso l’auditorium della Parrocchia Sacri Cuori di Gesù e Maria di Portici, in Via Federico Rossano 1, sabato 4 dicembre alle ore 10 si è svolgerà il convegno dal titolo “Non farti prendere la mano – Sguardo consapevole sui pericoli dei fuochi d’artificio”, promosso dal Dirigente scolastico dell’ISIS Carlo Levi di Portici, Professor Giovanni Liccardo. Il convegno, coordinato nei suoi aspetti logistico-organizzativi dalla referente di Scuola Professoressa Assunta Esposito, Referente legalità, con l’intervento del Personale della Questura di Napoli  - Nucleo artificieri della Polizia di Stato, vuole essere il luogo di trasmissione di un messaggio di prevenzione e di sensibilizzazione sull’uso dei fuochi di artificio; soprattutto in relazione ai gravi incidenti che si verificano durante le festività natalizie e di fine anno, emerge infatti l’esigenza di sensibilizzare i giovani sull’uso incauto o inadeguato dei fuochi d’artificio e dai pericoli da essi derivanti. Agenti esperti del Commissariato incontreranno gli studenti per spigare loro la disciplina dei "botti", per indicare quelli vietati e soprattutto quelli pericolosi. Il Professor Giovanni Liccardo, ideatore dell’iniziativa, ci fa sapere che “Non si tratterà però solo di una lezione di scuola, ma di una sorta di laboratorio dove ai ragazzi verranno mostrati filmati e artifici pericolosi, affinché possano memorizzarne la forma e capirne la pericolosità. Sul mercato ci ritroveremo tra pochi giorni vecchi e nuovi botti perché la voglia di fare festa contagia, specie per fine anno, molti italiani che hanno una vera e propria passione per i fuochi d'artificio, non sempre innocui, spesso pericolosissimi: dunque, la campagna di sensibilizzazione non può essere tralasciata dalla Scuola. Non a caso, dal punto di vista statistico i ragazzi tra gli 11 e i 14 anni sono i più colpiti dalle esplosioni e gli organi più interessati sono mani e occhi. Spesso sono proprio loro, i più giovani che credono di mostrare il loro coraggio usando i fuochi in modo spavaldo, a meravigliarsi dei danni che possono provocare giochi pirotecnici apparentemente innocui. Del resto, la visione didattica della cultura della sicurezza è da sempre all’attenzione dell’IIS “C. Levi”. E l’ambizione di tale obiettivo e la complessità del problema che riguarda la vita di ciascuno, spiegano l’impegno profuso a questo scopo dalla Scuola, a molti livelli, sia per quanto concerne l’ambiente di lavoro sia relativamente agli aspetti educativi. Protagonisti di tale compito sono i docenti, in quanto registi dell’azione educativa che si connota per la sua interdisciplinarietà; la cultura della sicurezza infatti, nella sua ampia articolazione implica molteplici elementi: le strutture, la didattica, l’organizzazione scolastica, le convinzioni personali, la normativa, le sanzioni. Al Dirigente il compito di essere un abile regista che studia i fondamenti teorici, cerca le risorse, seleziona gli strumenti, coordina i soggetti e lavora in prima persona con gli studenti. Ne va del nostro futuro. E il futuro sta nelle mani dei ragazzi che la società affida alla scuola. Dunque, un compito enorme, evidentemente, si prospetta ai docenti ai quali compete educare attraverso l’istruzione, promuovere l’assunzione di corretti comportamenti grazie alla prospettazione dei diversi ambiti disciplinari di cui hanno padronanza, sviluppare competenze, grazie all’acquisizione di conoscenze aggiornate e critiche, nonché di sensibili abilità, accompagnare la crescita delle giovani generazioni perché esse sappiano porsi nel mondo con piena e responsabile consapevolezza”. Tue, 19 Nov 2024 17:03:49 +0000 Napoli In Val di Susa, un'Associazione di Astrofili dal 1973 https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/32978-in-val-di-susa-un-associazione-di-astrofili-dal-1973.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/32978-in-val-di-susa-un-associazione-di-astrofili-dal-1973.html L'Associazione Astrofili Segusini APS (AAS), fondata il 9 ottobre 1973, opera da allora con continuità in Valle di Susa per la ricerca e la divulgazione astronomica. Il Presidente Andrea Ainardi ci fa sapere che: “Dal novembre 1973, ininterrottamente fino ad oggi, l'AAS pubblica un bollettino aperiodico denominato "Circolare interna". La pubblicazione contiene articoli su argomenti di attualità e di cultura generale con particolare attinenza all'astronomia; sono inoltre pubblicate effemeridi calcolate specificatamente per la Valle di Susa su fenomeni astronomici di particolare interesse; infine sono riportati i risultati delle osservazioni effettuate dai soci e le attività dell'Associazione. Dal 2006 pubblica inoltre una newsletter telematica aperiodica denominata "Nova", dedicata a fenomeni e argomenti di più stretta attualità. La Circolare interna e la Nova sono distribuite gratuitamente a soci, scuole, biblioteche, altre associazioni e a chiunque ne faccia richiesta. Complessivamente sono state pubblicate più di settemila pagine. I contenuti delle pubblicazioni sono stati spesso citati o riportati su altri siti Internet, su riviste di settore, su quotidiani e periodici, anche a carattere nazionale; inoltre, alcune associazioni di astrofili in Italia inoltrano ai propri soci e simpatizzanti le pubblicazioni dell’AAS. L'AAS dispone, sin dal 1996, di un sito Internet (dal 2003 è operativo l'attuale www.astrofilisusa.it) dal quale, tra le altre cose, sono liberamente scaricabili, in formato pdf e a colori, tutte le Circolari interne e le Nova pubblicate negli ultimi anni. L'AAS ha dal 1993 la disponibilità di un osservatorio astronomico concepito per la ricerca, il Grange Observatory (https://www.grangeobs.org) a Bussoleno (TO), sede del Centro di calcolo AAS, che ospita un riflettore Newton/Cassegrain di 300 mm di diametro con camera CCD. L'osservatorio, che si occupa principalmente di astrometria (misure di posizione di asteroidi e comete allo scopo di raffinare i loro elementi orbitali), fa parte della rete dell'International Astronomical Union (cod. MPC 476) dal 14 maggio 1995 e collabora con NASA/JPL per il modello del Sistema Solare DE405, e successivi, dal 1997. Dal febbraio 2009 l'AAS è referente scientifico del Planetario di Chiusa di San Michele, per il quale, nel 2014, ha curato l'implementazione tecnica. Dal 9 ottobre 2012 con la firma di una Convenzione con la Città di Susa, l'AAS ha un osservatorio astronomico, SPE.S. - Specola Segusina, e la Sede sociale, al Castello della Contessa Adelaide in Susa. L'AAS è Delegazione Territoriale UAI - Unione Astrofili Italiani (codice DELTO02). L'AAS è iscritta al Registro Regionale delle Associazioni di Promozione Sociale - Sez. Provincia di Torino (n. 44/TO)”. Mon, 04 Nov 2024 17:47:36 +0000 Scienza 40 giovani a scuola di sostenibilità alle Egadi per la Summer school https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/32792-40-giovani-a-scuola-di-sostenibilita-alle-egadi-per-la-summer-school.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/32792-40-giovani-a-scuola-di-sostenibilita-alle-egadi-per-la-summer-school.html Quaranta giovani siciliani a scuola d’ambiente nell’area marina protetta più grande d’Europa. Ha preso il via, nell’arcipelago delle isole Egadi, la Summer School, un programma di educazione ambientale che si propone di formare i ragazzi sui temi della tutela dell’ambiente, la salvaguardia dei mari, i cambiamenti climatici, le politiche di sviluppo sostenibile e le nuove tecnologie che consentono di ridurre l’impatto dell’uomo sul pianeta. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Solemar Eventi, è svolta in collaborazione con il National Geographic, il Comune di Favignana-Isole Egadi, l’Area marina protetta “Isole Egadi” e il contributo di Bolton Group-Rio Mare che illustrerà ai ragazzi i suoi progetti per la pesca sostenibile. Fino a domenica 14 luglio i ragazzi parteciperanno a lezioni mattutine e conosceranno tutte le isole dell’arcipelago attraverso escursioni via terra e via mare. Parteciperanno ad attività di ricerca condotte da esperti ed operatori del settore ambientale e dagli Explorer del National Geographic Giovanni Chimienti, Marta Musso, Davide Brunetti e Martina Capriotti, biologi marini. La Summer School fa parte del programma collaterale del Marettimo Italian Film Fest, il festival dedicato al cinema made in Italy, la cui quinta edizione si svolgerà sulla più selvaggia delle Egadi dal 16 al 20 luglio 2024. Lunedì 15 luglio un preview di attività con il talk, alle ore 19, “L’olio, sapore e cuore mediterraneo” a cura dell’Associazione nazionale Città dell’Olio Sicilia occidentale e, alle ore 21.30, con la presentazione e la proiezione del film “Un’estate a Favignana” di Carlo Sironi, girato interamente nell’isola madre delle Egadi. Per cinque giorni Marettimo accoglierà alcuni dei maggiori protagonisti del cinema italiano con un ricco programma di proiezioni a cielo aperto, incontri e dibattiti, degustazioni e spettacoli. L’appuntamento è organizzato dall’Associazione culturale SoleMar-Eventi con il contributo dell’assessorato al turismo della Regione Siciliana e del Ministero della cultura. Sui palchi di Scalo nuovo e Scalo di mezzo ogni sera andranno in scena documentari, film e cortometraggi usciti nelle sale cinematografiche nell’ultimo anno. Al tramonto del sole, concerti e spettacoli gratuiti. Cuore dell’evento sarà come sempre il Premio Stella Maris, assegnato alle fiction di maggior successo, agli attori più noti, ai personaggi dell’anno, alla carriera. Tra gli ospiti attesi, Giancarlo Giannini, Giuseppe Zeno, Anna Safroncik, e altre personalità di spicco nel panorama dell’intrattenimento internazionale. Per completare la festa, tanti momenti dedicati all’approfondimento, allo spettacolo e all’enogastronomia siciliana con un focus sul food e sulle eccellenze delle isole Egadi. Presentatori d’eccezione Pierluigi Diaco, Alessio Orsingher, Giordano Bruno Guerri e Gabriella Carlucci.   Tue, 09 Jul 2024 09:01:33 +0000 Trapani Trionfo del Made in Italy, i Sorce arrivano a Singapore https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/32636-trionfo-del-made-in-italy-i-sorce-arrivano-a-singapore.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/32636-trionfo-del-made-in-italy-i-sorce-arrivano-a-singapore.html La prima Giornata nazionale del Made in Italy, che si è celebrata per la prima volta il 15 aprile 2024, ha visto protagonisti anche quattro giovani siciliani. Quattro giovani cugini, Giorgio, Filippo, Alberto e Giorgio Sorce, promotori di un progetto gastronomico ad Agrigento, ora approdano a Singapore. Nel giorno che celebra l’eccellenza dei prodotti e della cucina del nostro paese, la “Famiglia Sorce” - così amano definirsi - vive appieno l’esaltazione della tradizione siciliana e italiana con un’offerta che sfonda all’estero. La pizza e i prodotti gastronomici siciliani arrivano a Singapore. Giorgio, Filippo, Alberto e Giorgio Sorce, sono i promotori del Progetto Sitàri, nato ad Agrigento nel 2013.  Tre di loro sono fratelli, il quarto è un loro cugino. La loro è la storia di un’impresa “Made in Italy”, nata interamente in Sicilia: una storia controcorrente, rispetto a quanto accade oggi. Negli anni in cui tanti giovani sono costretti ad emigrare all’estero per costruire il loro futuro, Giorgio, Alberto, Filippo e Giorgio hanno scelto di rimanere in Sicilia, di costruire nell’isola le radici del loro progetto economico, che è anche un progetto di vita. La loro ambizione era quella di rivoluzionare il settore della pizza ad Agrigento. Le loro famiglie li aiutano concretamente, partecipando alla gestione quotidiana del locale, della sala dove consigliano vini ai clienti, fino alla cassa e alle varie necessità operative di Sitàri. Una figura chiave è rappresentata da nonno Giorgio, omonimo di due dei ragazzi e loro grande ispiratore. Nonno Giorgio gestisce “l’orto degli aromi” assieme ai nipoti e ha trasmesso loro l’amore per la cucina di qualità. Nonostante i suoi 86 anni, nonno Giorgio continua a prendersi cura delle ultime capre e pecore, producendo un formaggio eccezionale che arricchisce alcune delle pizze offerte da Sitàri.  E ora il Progetto Sitàri varca le frontiere e porta all’estero un brand che parlerà di sicilianità anche oltre Oceano. In particolare a Singapore.  A giugno aprirà il nuovo locale “Fortuna”, nel centro di Singapore, con il lancio del nuovo brand che porta il Gruppo Sitàri alla conquista dell’Asia. Loro partner sarà Egon Marzaioli, convinto investitore all’estero in un progetto che affiancherà la trattoria alla pizzeria in puro stile Sorce.  Egon Marzaioli è un giovane imprenditore di successo con radici italiane profonde, suo padre è casertano e sua madre siciliana. Ha già dimostrato le sue capacità manageriali e imprenditoriali all'estero, in particolare con il successo del Gruppo Fortuna a Sydney. Durante una vacanza con Giorgio Sorce, Egon viene catturato dalla passione e dal racconto di Giorgio riguardo la sua pizzeria Sitàri ad Agrigento, così come dall'unico concetto di pizza che essa rappresenta. Colpito dalla qualità e dall'autenticità della proposta di Sitàri, Egon, che stava già pianificando di aprire il suo ristorante "Fortuna" a Singapore, vede un'opportunità unica di ampliare l'offerta del suo futuro ristorante includendo una pizzeria di alta qualità.  Questa decisione è motivata non solo dalla volontà di portare una pizza di qualità superiore all'estero ma anche dall'intento di creare un connubio tra il successo già testato di Sitàri e il nuovo progetto di Fortuna. Egon comprende l’importanza di unire forze con un brand già affermato per garantire il successo del suo ristorante a Singapore e, al contempo, esportare l’eccellenza della cucina italiana in Asia.  La collaborazione tra Egon e la Famiglia Sorce porta alla nascita del nuovo locale “Fortuna”, situato nel cuore di Singapore. Il lancio di questo nuovo brand rappresenta un passo audace verso la conquista del mercato asiatico, con una formula vincente che combina la pizza in puro stile Sorce e una trattoria tradizionale, offrendo così un'ampia gamma di piatti che celebrano l'arte culinaria italiana. Grazie a questa sinergia, Egon e la Famiglia Sorce avviano un progetto ambizioso, frutto di sacrifici, studio approfondito e una visione condivisa di successo e qualità.  Protagonisti indiscussi saranno i prodotti della tradizione italiana che ammaliano gli abitanti della metropoli asiatica che, con la sua forte vocazione turistica, moltiplicherà la capacità di penetrazione dell’arte culinaria e agroalimentare del Belpaese. Le straordinarie materie prime del territorio siculo, come l’immancabile pomodoro Siccagno di Valledolmo o la deliziosa ricotta dei pastori locali, e tanti altri gioielli dello sconfinato firmamento di delizie rendono famosa l’Italia nel mondo: Sitàri le propone con il sigillo dell’alta qualità, cifra distintiva di un’attività che si è imposta negli anni in Sicilia guadagnandosi importanti riconoscimenti come i ‘due spicchi’ del Gambero Rosso e il Premio speciale ‘Pizza e territorio’.  La conferma di una scelta vincente: “Puntiamo tutto sugli ingredienti delle nostre pizze che siano proprio le eccellenze del territorio” ha commentato Giorgio Sorce ricordando che la famiglia, con Sitàri, è stata la prima a entrare nella Guida del Gambero ad Agrigento, e che la valorizzazione delle nostre eccellenze è uno degli obiettivi dell’offerta dei maestri pizzaioli. Un team familiare coeso che grazie a duri sacrifici e tanto studio avvia ora un progetto intraprendente, grazie alla collaborazione con Egon Marzaioli, che consentirà di ampliare la proposta affiancando alla pizzeria anche la trattoria, per la creazione di menu che saranno espressione dell’arte culinaria italiana. Anche Egon, infatti, pur essendo radicato all’estero con riuscite esperienze pregresse del Gruppo Fortuna a Sydney, vanta un pedigree tutto italiano: papà casertano, mamma siciliana e una grande capacità manageriale che lo ha portato a cogliere le potenzialità degli chef agrigentini.  Insieme ricomporranno a Singapore i fasti del Regno delle due Sicilie grazie a “Fortuna”, che vanterà in cucina la direzione del grande Omar Tutino di Agrigento, già capopartita di pasticceria con lo chef Antonino Cannavacciuolo al ristorante dell’Hotel Villa Crespi, e con altre pregresse esperienze da chef in diversi contesti internazionali e nazionali. Questo si unirà alla garanzia dei prodotti di alta qualità italiani, per una proposta in cui “la tradizionalità rimane la base dei nostri piatti – spiega Giorgio Sorce -, ma non mancherà la contemporaneità e… chissà… qualche contaminazione ‘locale’ che dia corpo alla creatività che ci contraddistingue”. È il caso di “chicche” come il dolce “Tra Oriente e Occidente”, un incontro culinario fra la Sicilia e Singapore per “un omaggio al luogo che accoglierà il nostro nuovo progetto – racconta Giorgio – e alla nostra terra che ci ha educato gusto e palato”. Una delizia a forma di rosa realizzata con la tecnica dello shokupan: un fiore lievitato, che ha una forte simbologia in entrambi paesi. Un pane giapponese al latte morbidissimo, diffuso anche in Corea e Cina, che letteralmente significa “pane alimentare”, presentato in forma di rosa, così che ogni commensale possa staccare un petalo e intingerlo in una ciotola di ricotta di pecora e cannella.     Tue, 23 Apr 2024 07:04:59 +0000 Agrigento Azienda trapanese premiata in Europa per i suoi vini https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/32332-azienda-trapanese-premiata-in-europa-per-i-suoi-vini.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/32332-azienda-trapanese-premiata-in-europa-per-i-suoi-vini.html       Un oro e due argenti. Lo Zibibbo, il Nero d’Avola e lo Chardonnay di “Colomba Bianca-Biocantine di Sicilia” tra i migliori vini secondo la “International Bulk Wine Competition”.  La Fiera internazionale di Amsterdam ha premiato i migliori vini del 2023 nel segmento “sfusi”, che quantitativamente rappresenta quasi un terzo del mercato globale, di cui l’Italia è il secondo esportatore nella classifica mondiale, solo dopo la Spagna. Il presidente dell’azienda siciliana Leonardo Taschetta ha ricevuto il premio rappresentando un team, composto da enologi, agronomi e consulenti, che da anni opera per far crescere il brand Colomba Bianca in Italia e all’estero.    Medaglia d’oro per lo Zibibbo, «prodotto nelle zone collinari che vanno da Marsala verso le montagne di Salemi - spiega l’enologo dell’azienda Mattia Filippi – custodisce il carattere delle uve maturate grazie al clima mediterraneo litorale e a quello collinare e montuoso di Salemi, dunque composto da terreni a medio impasto sabbiosi, dove lo zibibbo si esprime al meglio dal punto di vista aromatico».  Medaglia d’argento per il Nero d’Avola, «espressione dell’entroterra della provincia di Trapani, da Marsala fino a Castelvetrano - ha aggiunto Filippi – solo qui i terreni argillosi incidono distintivamente sul Nero d’Avola, per ottenere vini con riconoscibile profondità che profumano di ciliegia e fragola».  Medaglia d’argento per lo Chardonnay «che offre al palato la leggiadria delle zone collinari dei Comuni di Vita, Salemi e ancora Calatafimi e Segesta - ha concluso l’enologo di Colomba Bianca – lascia percepire la finezza e i pregi delle uve raccolte nel cuore della provincia di Trapani, nella zona con ricca presenza di calcare e gesso. Dunque lo Chardonnay assume un profilo verticale e acquisisce grande sapidità».  «I premi di respiro europeo rappresentano un grande risultato per noi - ha affermato il presidente Taschetta, presente in fiera con l’enologo Francesco Asaro (in foto) - arrivano a coronamento di un percorso lungimirante intrapreso dalla nostra azienda con un team composto da agronomi, diretti dal nostro Filippo Paladino e dagli enologi. Questi riconoscimenti ci riempiono d’orgoglio e premiano gli sforzi profusi dai nostri piccoli viticoltori locali, sono loro da sempre il cuore pulsante della nostra esperienza produttiva».   L’ennesimo risultato di caratura internazionale per Colomba Bianca, come sottolineato dal direttore vendite e sviluppo commerciale dell’azienda Giuseppe Gambino: «Al podio siamo arrivati partendo dalla vigna e percorrendo ogni fase di vinificazione con innovazione, impegno e passione. La Fiera internazionale di Amsterdam dedica grande attenzione ai produttori di vini sfusi, dunque è più orientata a valorizzare le produzioni delle cooperative. Per noi ricevere un oro e due argenti è la conferma di un grande lavoro fatto negli anni. Curato dai nostri agronomi, passo dopo passo: dalla potatura alla vendemmia, dalla trasformazione delle nostre uve in vino, all’imbottigliamento. Vogliamo guidare solo progetti di qualità per puntare ad obiettivi di prestigio». «Da un lato i premi riconoscono l’impegno che è stato profuso lungo la filiera - ha concluso Taschetta - inoltre conferma che la nostra Cantina si sta evolvendo con vini di pregio, adesso riconosciuti a livello internazionale. Continueremo a lavorare bene con sguardo attento sui vitigni autoctoni e sui mercati internazionali».  Thu, 30 Nov 2023 10:31:42 +0000 Trapani Trani - Grande successo per la "Notte delle Lanterne" https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/barletta/32187-trani-grande-successo-per-la-notte-delle-lanterne.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/barletta/32187-trani-grande-successo-per-la-notte-delle-lanterne.html Grande successo di pubblico per la terza edizione di “Notte delle lanterne” un evento di condivisione, aggregazione, promozione, valorizzazione e esaltazione dei prodotti di qualità del territorio, delle materie prime sostenibili, innovative e a km 0 che si è tenuto giovedì 31 Agosto e Venerdì 1 Settembre a Trani.  "Notte delle lanterne" è un evento che prende forma attraverso un percorso di degustazione di prodotti tipici del territorio, caratterizzato dalle incantevoli lanterne pugliesi accompagnato da musica live e ospiti. Dopo due edizioni ai piedi della Cattedrale di Trani, quest’anno, la location, è stata il Monastero di Santa Maria di Colonna a Trani.   Con il Patrocinio dell'assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia e con il sostegno economico del Comune di Trani in collaborazione anche con  l’Istituto alberghiero “ A. Moro” e dell’Associazione “Trani Autism Friendly”, e la presenza del presidente Associazione Cuochi, lo Chef Michelangelo Sparapano, che vanta numerose collaborazioni televisive, tra queste diverse edizioni della Prova del cuoco con Antonella Clerici, su Rai 1.L’Evento, offre un momento spettacolare di grande valore, ai cittadini, turisti e visitatori.   Durante la serata finale attesissimo il momento dedicato alla premiazione del miglior prodotto, assegnato a Terre Divine, per la sostenibilità assegnato all’associazione Time Out, prodotto innovativo a Sabino Leone, prodotto della tradizione a Conte Spagnoletti Zeuli e al miglior enologo, dottor Cristoforo Pastore. A condurre l’evento è stato Kevin Dellino, già reduce dal successo della sua trasmissione televisiva Punto di vista, in onda ogni mercoledì in prima serata su Cusano Italia Tv al fianco di Emilio Fede, con lui sul palco anche l’ospite d’onore della terza edizione Beppe Convertini, il sindaco Amedeo Bottaro ed il vice sindaco Fabrizio Ferrante.   L’ Associazione Culturale Forme con i suoi diversi ambiti d’azione crea e sperimenta nuove “FORME espressive” di attività legate al mondo delle comunicazioni, della moda, del marketing, del mondo editoriale e dell'enogastronomia. Propone e realizza progetti di forte spessore culturale, recuperando, riqualificando ed esaltando il patrimonio storico, artistico, culturale, figurativo, letterario, editoriale, gastronomico, ed ambientale del territorio, creando le condizioni di impatto attrattivo turistico. Collabora con aziende Private ed Enti Pubblici per l’organizzazione di eventi mirati principalmente alla promozione del territorio. Oramai alla terza edizione : NOTTE DELLE LANTERNE , evento ideato da Cesare Natalicchio responsabile eventi dell’Associazione Forme diretto dall’impeccabile Elena Brulli entra di diritto nell’elenco delle manifestazioni più caratteristiche dell’estate al Sud, e che vanta un importante interessamento da parte del pubblico e dei turisti. Appuntamento al prossimo anno per la terza edizione. Complimenti a tutti!   Foto Malvina Battiston Sat, 16 Sep 2023 15:40:49 +0000 Barletta Protocollo d'Intesa tra Caritas di Potenza ed Asp: “bagno caldo” e “taxi solidale” per rafforzare l'assistenza domiciliare https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/32151-protocollo-d-intesa-tra-caritas-di-potenza-ed-asp-bagno-caldo-e-taxi-solidale-per-rafforzare-l-assistenza-domiciliare.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/32151-protocollo-d-intesa-tra-caritas-di-potenza-ed-asp-bagno-caldo-e-taxi-solidale-per-rafforzare-l-assistenza-domiciliare.html E' stato sottoscritto il 4 luglio un importante Protocollo d'Intesa tra Caritas Diocesana di Potenza - Muro Lucano - Marsico Nuovo ed Asp  finalizzato ad attuare il progetto di implementazione dell’agenda socioassistenziale in cure domiciliari con l'attivazione sperimentale di una struttura di prossimità fisica e virtuale per pazienti con situazioni di fragilità tutelate. Il Progetto in questione prevede che la UOC Critica Territoriale Cure Domiciliari e Palliative dell’ASP di Potenza abbia competenza nella realizzazione delle attività con il fondamentale coinvolgimento di Caritas in qualità di Organizzazione no-profit che cooperi nella realizzazione delle attività tenuto conto delle comprovate competenze, della professionalità e dell’esperienza del personale volontario anche in virtù della presenza di una struttura operativa ovvero di un Centro d’Ascolto nel quartiere Bucaletto a Potenza, individuato nel Progetto ai fini dell’allocazione della struttura di prossimità. Il Protocollo avrà validità sino al 31.12.2024. Caritas Diocesana di Potenza - Muro Lucano - Marsico Nuovo si impegna, per garantire la corretta realizzazione del progetto, a mettere a disposizione il proprio Osservatorio Diocesano dove da anni, attraverso la piattaforma OSPO Web, vengono censiti bisogni, risorse ed interventi per ogni singola persona/famiglia che accede presso i Centri di Ascolto per richieste di aiuto e la rete dei Centri di Ascolto già presenti in città (1 Diocesano e 13 Parrocchiali). Azioni specifiche di natura sociale: “bagno caldo” e “taxi solidale” Il progetto ha una ratio prettamente sanitaria e sociale al fine di sostenere al tempo stesso le famiglie dei pazienti, dalla mobilità alla cura della persona. Con il “Taxi Solidale” saranno consentiti gli spostamenti dei pazienti per l’esecuzione di esami strumentali o interventi presso strutture ospedaliere o ambulatoriali. Tale servizio usufruirà di un mezzo di trasporto acquistato dall’ASP di Potenza e la gestione spetterà alla Caritas Diocesana che, a tal fine, individuerà, mettendoli a disposizione, i propri volontari (nel numero di 2). Le prestazioni di Taxi Solidale verranno organizzate secondo un calendario di 2-3 giornate settimanali preventivamente programmate. I volontari di Caritas Diocesana impiegati nello svolgimento del servizio Taxi solidale riceveranno apposita copertura assicurativa per responsabilità civile. Con il servizio “Bagno Caldo” a domicilio sarà garantita l'igiene ai pazienti allettati: l’attrezzatura verrà acquistata dall’ASP di Potenza mentre l’esecuzione del servizio verrà garantita dai volontari di Caritas Diocesana. Si prevede personale OSS, ritenendo necessaria la presenza di operatori dotati di specifiche competenze. Sarà, inoltre, garantita l’attivazione di una centrale spoke di Telemedicina, da attuarsi a mezzo di una dotazione informatica di telemedicina e per la valutazione multidimensionale; nello svolgimento del predetto servizio dovranno essere coinvolti operatori OSS, individuati dalla Caritas Diocesana. L’ASP metterà a disposizione, per la gestione del mezzo “Taxi Solidale”, una card carburante ricaricabile trimestralmente con apposita determina dirigenziale e la Caritas Diocesana si impegna a trasmettere trimestralmente le ore effettive espletate per le attività di “bagno caldo” e di “taxi solidale”.    Thu, 13 Jul 2023 08:52:36 +0000 Potenza Castellammare del Golfo - Premio persona dell'anno a Gregory Bongiorno https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/31546-castellammare-del-golfo-premio-persona-dell-anno-a-gregory-bongiorno.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/31546-castellammare-del-golfo-premio-persona-dell-anno-a-gregory-bongiorno.html È Gregory Bongiorno la “Persona dell’Anno” 2021: al presidente di Sicindustria è stato consegnato sabato sera il “Premio Città di Castellammare del Golfo” nell’aula consiliare di palazzo Crociferi. Il premio, raffigurante lo stemma della città di Castellammare del Golfo – realizzato dall’artista Giuseppe Bosco- è stato consegnato a Gregory Bongiorno dal sindaco Nicolò Rizzo e da Rosaria Vitale, presidentessa dell’associazione “Kernos” che ha organizzato il premio in collaborazione con il Comune. «Abbiamo voluto riconoscere l’imprenditore e l’uomo: il giusto equilibrio che fa di una persona motivo di orgoglio della nostra città e di tutto il territorio» -hanno detto all’unisono il sindaco Nicolò Rizzo e la presidentessa dell’associazione Kernos Rosaria Vitale, premiando Gregory Bongiorno, 47 anni, sposato, padre di due figli. La motivazione del premio “Persona dell’anno”: «Il suo impegno imprenditoriale per Castellammare del Golfo si concretizza fin dal 2005, quanto diventa consigliere delegato dell’azienda Agesp operante in Italia nel settore dei Servizi Ambientali con oltre 300 dipendenti. Si è battuto per diffondere la legalità nel nostro territorio, ma anche per il potenziamento dell’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani – Birgi. La sua attività rivolta ai settori produttivi più vulnerabili, lo ha indotto a sottoscrivere importanti protocolli per l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese, oltre ad interventi finanziari e commerciali – si legge nelle motivazioni del premio al castellammarese presidente di Sicindustria, Gregory Bongiorno-. Ma la commissione ha guardato anche all’uomo, al padre di famiglia a chi non esita a sdraiarsi sul tappeto di casa e giocare con i propri figli con la Playstation, o assecondarli nei loro impegni adolescenziali. È estremamente riservato ma il suo cellulare è sempre acceso, la sua porta sempre aperta ai bisogni degli altri». La seconda edizione del premio «E’ già in cantiere la seconda edizione del premio che in primo piano vede la città di Castellammare del Golfo che ha molti figli illustri dei quali siamo orgogliosi: tantissime le eccellenze castellammaresi, cittadini che si impegnano quotidianamente in più settori o che compiono azioni meritevoli perché nell’interesse della comunità -afferma il sindaco Nicolò Rizzo-. Ci scusiamo ancora con chi merita e non è stato citato o menzionato ma a partire dalla seconda edizione del premio. sempre in collaborazione con l’associazione Kernos e la sua Commissione che ringraziamo ancora, attenzioneremo più nominativi di cittadini e azioni meritevoli di citazione». Le sette menzioni di merito Una commissione ha esaminato i nominativi di cittadini ritenuti meritevoli di riconoscimento purché di origine castellammarese o con stretti legami alla città ed oltre al premio alla persona dell’anno sono state consegnate 7 menzioni di merito ex aequo -La prima a Mario Corso, premiato dall’architetto Giovanni Picciuca perché “Ha reso orgogliosa la nostra Città di Castellammare del Golfo per essere stato esempio di onestà compiendo un gesto di grande valore etico” (La consegna ai carabinieri di un portafogli pieno di denaro ritrovato in terra) -Seconda menzione per lo studente Francesco Stabile, dell’istituto Superiore Piersanti Mattarella premiato dalla professoressa Mirella Rizzo perché “Ha impedito che un’azione di bullismo scolastico potesse degenerare, preservando l’incolumità delle persone coinvolte ed evitando danni alle strutture scolastiche”. -Terza menzione di merito per i “Trekker del Golfo” Gianni La Piana e Vito Lentini, consegnata dall’assessore Maria Tesè “per aver trasmesso valori solidaristici compiendo, nel rispetto degli animali e della natura, una difficile impresa destinata a chi ne ha più bisogno. La Città di Castellammare del Golfo esprime affettuosa ammirazione”. -Quarta menzione di merito per la violinista Laura Sabella che ha deliziato i presenti suonando due brani e premiata da Mario Maimone perché   “il suo talento coinvolge per l’evidente sensibilità artistica. Castellammare del Golfo plaude alla virtuosa orchestrale, orgoglio della nostra terra”. -Quinta menzione di merito per Faro Como, premiato da Rosaria Vitale perché “maestro nell’arte comunicativa e anima del teatro popolare siciliano. Fondatore della compagnia teatrale Filodrammatica del Golfo, ha mantenuto alto il livello di prestigio della Città di Castellammare del Golfo su importanti palcoscenici italiani ed esteri”. -Sesta menzione per il vigile del fuoco Vincenzo Ligotti, premiato da Francesco Bianco “per avere coordinato e partecipato, presso le terme segestane, all’operazione di salvataggio di quattro persone in pericolo di vita per l’esondazione del Fiume Caldo in data 24/10/2021. Il ringraziamento della Città di Castellammare del Golfo”. -Settima menzione di merito per il capitano medico Giovanni Asaro, premiato dal presidente del consiglio comunale Mario di Filippi “per aver partecipato ad azioni militari di respiro internazionale. Ufficiale medico animato da entusiasmo e alto senso del dovere, è esempio e orgoglio per la Città di Castellammare del Golfo”.  Una targa alla memoria  Il sindaco Nicolò Rizzo ha anche consegnato alla figlia Alice, una targa alla memoria di Pietro Angelo - morto di Covid19- perché   “lavoratore modello del servizio antincendio boschivo della Forestale di Castellammare del Golfo, si è speso per la collettività non preoccupandosi di mettere a rischio la propria vita e portando a termine pericolose operazioni di salvataggio di concittadini in difficoltà ed in difesa dell’amato ambiente naturale”. Sat, 21 May 2022 07:22:32 +0000 Trapani Rete Imprese Villa Franca: Consuntivo 2021 e previsioni di sviluppo per il 2022 https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/31288-rete-imprese-villa-franca-consuntivo-2021-e-previsioni-di-sviluppo-per-il-2022.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/31288-rete-imprese-villa-franca-consuntivo-2021-e-previsioni-di-sviluppo-per-il-2022.html Lo scorso 31 gennaio, presso la sala ricevimenti di Casa Resta a Francavilla Fontana, si è tenuta la riunione del Comitato di Gestione di Rete Imprese Villa Franca e l’assemblea dei soci per la presentazione ed approvazione de Conto Consuntivo 2021. L’occasione è stata utile per approfondire la conoscenza tra gli imprenditori e i consulenti intervenuti, al fine di creare le giuste sinergie e collaborazioni tra gli operatori. Obiettivo principale è, infatti, la creazione di progetti che portino ben presto sviluppo economico e occupazione nel nostro territorio. A seguito dell’ultimo incontro di gennaio con il sindaco Antonello Denuzzo, l’assessore all’Urbanistica Nicola Lonoce, il consigliere regionale Maurizio Bruno, il consigliere provinciale Mimmo Tardìo e il dirigente del settore Urbanistica Leonardo Scatigna, gli imprenditori di Rete Imprese Villa Franca hanno preso atto della volontà da parte dell’Amministrazione Comunale di dare una svolta definitiva all’area Pip. In particolare, il sindaco Denuzzo aveva dichiarato che la variante alle norme tecniche di attuazione, così come approvata dalla Regione, sarebbe approdata in Consiglio Comunale nella prima occasione utile. In tal modo si potrà riprendere, sicuramente già dalla convocazione di questa settimana, l’iter che porterà all’adozione definitiva nei termini temporali previsti dalla legge. Ottenuto ciò, sarà finalmente possibile l’insediamento delle attività commerciali e dei servizi nell’area Pip, e l’assessore Lonoce, supportato dal dirigente Scatigna, potrà proseguire il suo lavoro per la soluzione delle altre problematiche presenti, tuttora gravate dall’obsolescenza di diversi strumenti regolatori, quali il piano particolareggiato e il regolamento per gli espropri. Si spera, dunque, che gli imprenditori, come richiesto espressamente dal consigliere regionale Bruno, possano ricevere ben presto dall’Amministrazione Comunale un cronoprogramma che, se rispettato, possa permettere di usufruire delle opportunità offerte dal PNRR e dalla ZES Jonica finalmente in avvio. Ed è rimarcando questi aspetti che il vicepresidente della Rete Vincenzo Di Castri chiede di portare avanti il progetto per il completamento della zona industriale, affinché si possano realizzare le strade, l’illuminazione e gli espropri che permettano ad altri imprenditori di investire creando nuove attività e occupazione. Con l’avvio recente della consultazione preliminare di mercato per la locazione del centro di carico intermodale di Francavilla Fontana, tra l’altro, l’Amministrazione Comunale potrà anche valutare i progetti di Rete Imprese Villa Franca, permettendo il recupero di una struttura abbandonata da anni e nella quale sono stati investiti ingenti fondi pubblici senza alcun beneficio per la collettività. Il presidente della Rete Francesco Fullone è certo che se queste premesse saranno confermate, Rete Imprese Villa Franca sarà protagonista di progetti non solo locali, ma anche relativi a comuni limitrofi che già “bussano alla porta”, assumendo un’importanza sempre maggiore anche a livello regionale. Fri, 04 Feb 2022 15:14:00 +0000 Brindisi Coldiretti: Messa di ringraziamento con benedizione degli ulivi https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/31149-coldiretti-messa-di-ringraziamento-con-benedizione-degli-ulivi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/31149-coldiretti-messa-di-ringraziamento-con-benedizione-degli-ulivi.html Giornata del Ringraziamento a Lecce, la tradizionale ricorrenza che dal 1951 viene festeggiata dalla Coldiretti in tutta Italia, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei), per rendere grazie per il raccolto dei campi e benedire gli ulivi pronti ad essere piantati, un gesto di speranza per la rinascita del Salento dopo la grave infezione causata dalla Xylella che ha fatto seccare gli olivi, con la messa celebrata in occasione proprio della giornata mondiale degli alberi 21 Novembre nata per tutelare la natura e la ricchezza botanica italiana. Oltre 300mila nuovi alberi, quasi 8 milioni di metri quadrati aggiuntivi di parchi e giardini, 16mila nuovi terrazzi e balconi fioriti nei prossimi tre anni grazie alla proroga del bonus verde prevista dalla manovra di bilancio che pone l’Italia all’avanguardia nella lotta allo smog e ai cambiamenti climatici. In Puglia la maggior parte delle città possiede una dotazione di verde pro capite che non supera i 10 metri quadrati per abitante. Il rischio è legato anche alla scarsità di aree verdi, con Barletta che registra una percentuale di verde pubblico dello 0,2%, Foggia, Andria e Brindisi dello 0,3%, Lecce e Trani dello 0,4%, Taranto inferiore all’1, solo Bari supera il 2%, con molte città della Puglia - spiega Coldiretti Puglia - dove la dotazione di verde pro capite non supera i 10 metri quadrati per abitante, con Bari che conta 9,2 metri quadri di verde pubblico, mentre il valore più basso si registra a Barletta pari a 3,9 metri quadri per abitante. Una spinta a rendere più belle le case e le città ma anche un contributo a ridurre l’inquinamento e a contrastare i cambiamenti climatici che deve essere accompagnato anche dall’impegno dei comuni tra i quali pero’ – sottolinea la Coldiretti regionale – più di 1 capoluogo di provincia su 2 (54%) è ancora fuorilegge sul verde urbano per non aver rispettato legge 10 del 2013 che impone a tutti i Comuni con oltre 15mila abitanti di piantare un albero per ogni nuovo nato. Una esigenza in linea con le strategie nazionali del Pnrr dove – sottolinea la Coldiretti – sono stati stanziati 330 milioni di euro per la forestazione urbana che consentono di piantare 6,6 milioni di alberi attraverso la tutela delle aree verdi esistenti e la creazione di nuove, anche al fine di preservare e valorizzare la biodiversità e i processi ecologici legati alla piena funzionalità degli ecosistemi. Coldiretti ha elaborato insieme a Federforeste il progetto di piantare milioni di alberi nell’arco dei prossimi anni nelle aree rurali e in quelle metropolitane anche per far nascere foreste urbane con una connessione ecologica tra le città, i sistemi agricoli di pianura a elevata produttività e il vasto e straordinario patrimonio forestale presente nelle aree naturali. Giornata del Ringraziamento a Lecce, la tradizionale ricorrenza che dal 1951 viene festeggiata dalla Coldiretti in tutta Italia, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei), per rendere grazie per il raccolto dei campi e benedire gli ulivi pronti ad essere piantati, un gesto di speranza per la rinascita del Salento dopo la grave infezione causata dalla Xylella che ha fatto seccare gli olivi, con la messa celebrata in occasione proprio della giornata mondiale degli alberi 21 Novembre nata per tutelare la natura e la ricchezza botanica italiana. Oltre 300mila nuovi alberi, quasi 8 milioni di metri quadrati aggiuntivi di parchi e giardini, 16mila nuovi terrazzi e balconi fioriti nei prossimi tre anni grazie alla proroga del bonus verde prevista dalla manovra di bilancio che pone l’Italia all’avanguardia nella lotta allo smog e ai cambiamenti climatici. In Puglia la maggior parte delle città possiede una dotazione di verde pro capite che non supera i 10 metri quadrati per abitante. Il rischio è legato anche alla scarsità di aree verdi, con Barletta che registra una percentuale di verde pubblico dello 0,2%, Foggia, Andria e Brindisi dello 0,3%, Lecce e Trani dello 0,4%, Taranto inferiore all’1, solo Bari supera il 2%, con molte città della Puglia - spiega Coldiretti Puglia - dove la dotazione di verde pro capite non supera i 10 metri quadrati per abitante, con Bari che conta 9,2 metri quadri di verde pubblico, mentre il valore più basso si registra a Barletta pari a 3,9 metri quadri per abitante. Una spinta a rendere più belle le case e le città ma anche un contributo a ridurre l’inquinamento e a contrastare i cambiamenti climatici che deve essere accompagnato anche dall’impegno dei comuni tra i quali pero’ – sottolinea la Coldiretti regionale – più di 1 capoluogo di provincia su 2 (54%) è ancora fuorilegge sul verde urbano per non aver rispettato legge 10 del 2013 che impone a tutti i Comuni con oltre 15mila abitanti di piantare un albero per ogni nuovo nato. Una esigenza in linea con le strategie nazionali del Pnrr dove – sottolinea la Coldiretti – sono stati stanziati 330 milioni di euro per la forestazione urbana che consentono di piantare 6,6 milioni di alberi attraverso la tutela delle aree verdi esistenti e la creazione di nuove, anche al fine di preservare e valorizzare la biodiversità e i processi ecologici legati alla piena funzionalità degli ecosistemi. Coldiretti ha elaborato insieme a Federforeste il progetto di piantare milioni di alberi nell’arco dei prossimi anni nelle aree rurali e in quelle metropolitane anche per far nascere foreste urbane con una connessione ecologica tra le città, i sistemi agricoli di pianura a elevata produttività e il vasto e straordinario patrimonio forestale presente nelle aree naturali. Wed, 24 Nov 2021 10:15:08 +0000 Lecce Inaugurato a Porto Empedocle il parco letterario realizzato grazie alle donazioni M5S Siciliav https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/30096-inaugurato-a-porto-empedocle-il-parco-letterario-realizzato-grazie-alle-donazioni-m5s-siciliav.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/30096-inaugurato-a-porto-empedocle-il-parco-letterario-realizzato-grazie-alle-donazioni-m5s-siciliav.html Grazie alle donazioni del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’Ars a Porto Empedocle nell’Agrigentino sono state installate e inaugurate questa mattina le sei panchine letterarie dedicate al genio di Andrea Camilleri, a poco più di un anno dalla scomparsa e a Luigi Pirandello. La presentazione delle panchine alla cittadinanza è avvenuta alla presenza dei portavoce del Movimento 5 Stelle all’Ars Giorgio Pasqua, Stefania Campo (presidente dell’associazione Movimento 5 Stelle), Roberta Schillaci (vice presidente dell’associazione Movimento 5 Stelle), Giovanni Di Caro, Luigi Sunseri, Nuccio Di Paola, Jose Marano, oltre che del sindaco della città Ida Carmina, autorità e altri portavoce M5S a più livelli istituzionali. Per la realizzazione del progetto, l’Associazione “Movimento Cinque Stelle Sicilia” ha donato 20.000 euro mentre le panchine sono state realizzate dall’associazione A Tutta Vita. A realizzare le opere, sotto il coordinamento di Chiara Giordano e della presidente dell’associazione  A Tutta Vita, D’Asta, sono state le artiste Antonina e Giovanna Bommarito, due giovanissime sorelle originarie di Terrasini. Antonina, 20 anni, diplomata al liceo artistico, è una studentessa del corso di laurea in Beni Culturali a Palermo, mentre Giovanna, appena 17 anni, è una studentessa del Liceo artistico «Catalano» di Palermo. “Oggi Porto Empedocle - spiegano i deputati Ars - il Movimento 5 Stelle dà prova concreta di vicinanza ai cittadini e alle istituzioni locali, supportando le nostre amministrazioni a voler realizzare progetti in grado di valorizzare luoghi e creare nuove opportunità di lavoro. Se si muove un’associazione, si muove una città, si impegnano giovani, si crea rigenerazione urbana e si incentiva il turismo culturale. Abbiamo sposato con entusiasmo il progetto della nostra sindaca di Porto Empedocle, Ida Carmina, di realizzare un parco letterario proprio nella città che ha dato i natali ad Andrea Camilleri e quale miglior occasione se non farlo proprio in vista dell’anniversario della sua nascita, il 6 settembre. Oggi è una grande festa non solo per Porto Empedocle, ma per tutta la Sicilia. Grazie a qeusta iniziativa la città potrà incuriosire i sui visitatori attraverso un vero e proprio percorso letterario che si snoda nelle vie cittadine che rappresenta dunque un valore aggiunto alla bellezza di questa città”.  “Porto Empedocle e la Sicilia tutta - aggiungono ancora i deputati - sono un simbolo concreto di accoglienza. Le persone che, per ragioni diverse, si trovano clandestinamente in Sicilia vanno trattate con dignità perché, prima di ogni cosa, sono esseri umani. Non sono tollerabili strutture totalmente inappropriate, poco sicure e mal allestite come la tensostruttura di Porto Empedocle che la nostra sindaca Ida ha voluto far smantellare. Le continue fughe dai centri d’accoglienza come quello di Siculiana delle scorse ore ne sono la triste dimostrazione. Lo Stato ha il dovere di governare il processo dell’accoglienza, dallo sbarco fino al rimpatrio o al permesso di soggiorno. I flussi migratori sia di tipo umanitario che economico sono fonti di enormi speculazioni, esiste una vera e propria filiera della tratta di esseri umani. Siamo fermamente convinti che diminuendo i flussi di denaro che girano attorno all’immigrazione diminuiranno anche il flussi migratori”. “Stamattina - ha detto la sindaca di Porto Empedocle Ida Carmina - ho tenuto a ribadire il ringraziamento mio personale e della mia città ai deputati regionali del Movimento 5 Stelle per aver condiviso il progetto di fare di questa città una pagina di letteratura vivente. Abbiamo voluto collocare le  panchine, in posti  di particolare rilievo e significato per la storia della città che si lega a doppio filo a quelle personali e letterarie di questi due figli della nostra terra e ambasciatori della sicilianità nel tempo e nel mondo”. “Ringrazio Stefania Campo per averci dato l’opportunità di realizzare questo progetto - dichiara la presidente dell’associazione A Tutta Vita Roberta D’Asta - in continuità con quanto già realizzato a Terrasini. Ma ringrazio anche gli straordinari volontari dell’associazione A Tutta Vita, l’artigiano Giuseppe Mineo che ha realizzato le panchine, la coordinatrice della logistica, Chiara Giordano, l’agenzia Nubes per il supporto sulla comunicazione. L’obiettivo è stato quello di rendere omaggio a tutte quelle eccellenze che hanno fatto della Sicilia una terra con un patrimoniale artistico e culturale senza pari. Grazie alle artiste Giovanna e Antonina Bommarito per la professionalità e la sensibilità artistica dimostrata nella realizzazione delle panchine. Oltre al patrimonio naturalistico del territorio, le panchine vogliono essere simbolo di accoglienza e integrazione, in un porto, quello della moderna Vigata, che per storia e vocazione non si è mai sottratto al dovere di salvare vite” - conclude.   Tue, 08 Sep 2020 08:47:59 +0000 Agrigento Cuore Amico: distribuiti oltre 10mila pacchi alimentari https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/29826-cuore-amico-distribuiti-oltre-10mila-pacchi-alimentari.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/29826-cuore-amico-distribuiti-oltre-10mila-pacchi-alimentari.html Continua l’opera di Cuore Amico che dalla fine di marzo, ha cambiato momentaneamente mission. In questo particolare momento di crisi economica dovuta alle misure di distanziamento e dunque allo stop del mondo del lavoro sono tantissime le famiglie in difficoltà.In modo silente, mantenendo il completo anonimato dei tanti richiedenti, la Onlus del Presidente Paolo Pagliaro ha già distribuito oltre 10mila pacchi alimentari, muovendosi in tutto il Salento, di comune in comune, di parrocchia in parrocchia, da associazione in associazione, con lo slogan che bisogna andare avanti perché nessuno deve rimanere indietro.Su questa linea di pensiero, in questi giorni, Cuore Amico ha iniziato a donare direttamente ai Vescovi delle diocesi salentine in modo da dare un aiuto sostanziale a chi è sempre in prima linea per aiutare il prossimo.La prima tappa è stata dal Vescovo della diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca, Mons. Vito Angiuli e successivamente ci sarà l’incontro con Mons. Michele Seccia dell’Arcidiocesi di Lecce. Un importante incontro fondato sull’unità di intenti per il bene comune e sui buoni rapporti, sempre più saldi, tra l’associazione Cuore Amico e la Chiesa. «Questo è un gesto rilevante innanzitutto per la quantità dei generi alimentari di prima necessità che sono stati donati, per la caritas e per tutti i poveri, che già serviamo ma di cui sappiamo che il numero è aumentato. Al di là della quantità, però, il gesto mi sembra significativo proprio per l’interessamento ed il restare vicini alle persone, e farlo  come dice lo “stemma” con un cuore amico, perché non basta solo donare, bisogna farlo col cuore, perché i generi alimentari sono importanti ma ciò che conta è il cuore, è la solidarietà. - Afferma Mons. Vito Angiuli - Ed io voglio ringraziare perché il gesto acquista un valore di simbolo, una moltiplicità di soggetti ma che lavorano tutti in maniera sinergica per portare un po’ di aiuto in questo momento di grande difficoltà; e diventa anche un augurio per tutti noi, come il melograno simbolo dell’abbondanza». Infine il Vescovo di Ugento plaude all'iniziativa della onlus salentina: «Va bene mettere in evidenza gesti come questo perché le persone vedano ciò che si fa».  «Siamo scesi in campo per aiutare le famiglie e le persone in difficoltà, sono tantissime le chiamate alla nostra segreteria e questo ci ha dato la vera misura del problema. In questo momento la gente ha bisogno di noi e noi ci siamo. Abbiamo incominciato nell’ultima settimana di marzo, siamo andati in giro ovunque, in tantissimi paesi del nostro Salento e abbiamo ascoltato storie, incrociato sguardi, respirato la difficoltà. Adesso abbiamo deciso di voler dare un altro segnale di generosità forte, che poi è la generosità dei salentini, e stiamo donando direttamente ai Vescovi delle diocesi della provincia di Lecce, perché siamo convinti che soprattutto loro hanno bisogno, per i tanti fedeli, di una mano e proprio loro conoscono meglio di altri, vivendola in prima persona, la situazione. Chiudo con un messaggio intrinseco a questo momento: noi ci saremo fino a quando ci sarà bisogno ma aspettiamo che tutto passi presto e arrivino adeguate misure di sostegno da parte del Governo, in modo che riparta il mondo del lavoro e l’economia inizi a respirare, perché il popolo salentino non è un popolo che vuole vivere di carità ma è un popolo orgoglioso, formato da grandi lavoratori, che ha solo bisogno di rimettersi in piedi». Queste le dichiarazioni di Paolo Pagliaro, presidente di Cuore Amico. Sat, 16 May 2020 07:46:56 +0000 Lecce Natale, Coldiretti: a Foggia spesa +29% rispetto alla media europea https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/29416-natale-coldiretti-a-foggia-spesa-29-rispetto-alla-media-europea.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/29416-natale-coldiretti-a-foggia-spesa-29-rispetto-alla-media-europea.html In provincia di Foggia la spesa di una famiglia per le festività natalizie sarà in media pari a 620 euro, il 13% in più rispetto al resto d'Italia e addirittura il 29% in più rispetto alla media europea. E' il risultato dell'analisi elaborata da Coldiretti e Campagna Amica, in occasione dell'inaugurazione del primo Mercato dei Contadini in Via San Lazzaro 22 a Foggia con la mostra delle eccellenze agroalimentari della Capitanata a disposizione dei consumatori nel pieno centro cittadino. La famiglia foggiana conserva tradizioni radicate sul cibo per le feste - spiega Coldiretti - dove non possono mancare le tradizionali anguille, oltre a spigole, cozze, mazzancolle, scampi, canocchie, cannelli, seppie e polpi, gallinella e triglie, per passare agli acquisti di carne locale come agnello per gli ‘spamparill’, turcinelli, il ‘cappello del prete’ per la brasciola, le puntine di maiale, in dialetto foggiano ‘indracchi’, le cotiche, la ventresca e la salsiccia a punta di coltello per il ragù, con le tavole ricche di sottoli, formaggi freschi e stagionati, salumi, verdure e ortaggi cucinati nei modi più disparati, con il pancotto in bella mostra al centro delle tavole. La carrellata di dolci è ritenuta immancabile con le cartellate, i mostacciuoli, le mandorle atterrate ricoperte di cioccolata e l'ostia di Monte Sant'Angelo ripiena di mandorle zuccherate. “Con il progetto economico ‘Campagna Amica’, è stata data una risposta alla grande attenzione dei consumatori alla tutela della salute e dell’ambiente  attraverso scelte agroalimentari consapevoli, testimoniata quotidianamente dall’affluenza nei Mercati di Campagna Amica e nelle Botteghe regionali, che contano 9.000 giornate di apertura, 750 produttori coinvolti, 22mila giornate lavorative (tra lavoro autonomo e dipendente), 6.500 tonnellate di prodotto commercializzato. I Mercati di Campagna Amica sono divenuti punti di incontro e di prossimità dove, oltre alla vendita diretta, trova spazio la comunicazione, l’informazione, il racconto attorno al cibo, spesso salvato dall’estinzione grazie al lavoro dei custodi della biodiversità, i nostri agricoltori che quotidianamente si impegnano nella produzione e al contempo nella salvaguardia del territorio e dell’ambiente”, commenta con soddisfazione il Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, per l'apertura del Mercato cittadino a Foggia. Alla vigilia della festività dell’Immacolata che apre ufficialmente lo shopping delle feste, a Foggia è stato preso d’assalto il ‘Salone dei Sigilli di Campagna Amica della Capitanata’, il primo appuntamento dedicato al Natale a tavola, la tradizione più radicata nella cultura dei pugliesi, con la preparazione fai da te dei tradizionali cesti da mettere sotto l’albero, con i tutor contadini che hanno guidato i consumatori su come allestire la tavola di Natale a Km0. “La famiglia foggiana  mensilmente per il cibo 457 euro – ha detto il presidente di Coldiretti Foggia, Giuseppe De Filippo – con un prepotente ritorno alla dieta mediterranea e l’aumento della spesa per l’olio d’oliva (+11%), frutta e verdura (entrambe con +4%), pane e pasta (+1%) nonché la riscossa della carne dopo anni di costante calo dei consumi, di pesce e formaggi. Contro la crisi della quarta settimana diviene determinante il riequilibrio nei rapporti tra imprese agricole, distribuzione e consumatori con accordi e controlli per la verifica dei margini. Nei Mercati di Campagna Amicai c’è una guida naturale al consumo consapevole, grazie al quale il 56 per cento delle famiglie  ha ridotto gli sprechi facendo la spesa in modo più oculato magari direttamente dal produttore con l’acquisto di cibi più freschi che durano di più, il 34 per cento ha ridotto le dosi acquistate, il 27 per cento utilizzando quello che avanza per il pasto successivo e il 18 per cento prestando più attenzione alla data di scadenza”. Grande attività per la pescheria del Mercato – continua Coldiretti - per far conoscere caratteristiche, qualità ed aiutare a fare scelte di acquisto consapevoli, con il pesce a miglio zero offerto direttamente dai pescatori, al centro delle ricette natalizie della tradizione. Spazio alle degustazioni dei piatti provinciali storici delle feste e alla carrellata dei dolci natalizi, con l’approfondimento di Coldiretti su ‘La spesa a tavola dei foggiani’, con le previsioni su quanto spenderanno le famiglie della provincia per Natale e su quali saranno i prodotti maggiormente acquistati.  La vendita diretta permette di avere a disposizione cibi più freschi, che durano più a lungo, visto che non devono percorrere lunghe distanze – aggiunge Coldiretti Puglia - permettendo di ridurre al massimo gli sprechi. Accanto ai tradizionali luoghi di acquisto dei cibi delle feste un crescente successo viene così rilevato per i mercati degli agricoltori di Campagna Amica che per le festività si moltiplicano nelle città e nei luoghi di villeggiatura,  dove spesso – conclude la Coldiretti – si realizzano anche show cooking degli agrichef per aiutare la riscoperta delle ricette natalizie del passato.     Mon, 09 Dec 2019 15:31:39 +0000 Foggia Continua l’avanzata della Xylella https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/29226-continua-l-avanzata-della-xylella.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/29226-continua-l-avanzata-della-xylella.html Continua l’avanzata della Xylella fastidiosa con altri 73 ulivi infetti nelle province di Taranto e soprattutto Brindisi, dove si sta rischiando di assistere a quanto già accaduto ad Oria e Francavilla. E’ quanto denuncia Coldiretti Puglia, sulla base dei risultati delle analisi che si riferiscono ai campioni di olivi prelevati durante il secondo monitoraggio 2019 e pubblicati su Infoxyella, di cui 38 a Ostuni, 5 a Fasano, 2 a Latiano, 6 a Ceglie Messapica, 2 a Montemesola, 1 a Monteiasi e 19 a Carovigno. “Le nuove infezioni accertate confermano che continua la virata e l’avanzata della malattia sul fronte tarantino verso Matera, mentre la numerosità delle infezioni riscontrate a Carovigno – lamenta Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia - disegnano uno scenario oscuro già visti nei casi di Oria e Francavilla, dove per non abbattere 47 ulivi malati, con espianti bloccati dai ricorsi al TAR, sono morti  3100 alberi, consentendo al vettore di continuare ad infettare migliaia di esemplari anche monumentali, così come sta aumentando il numero di ulivi infetti conclamati a Fasano. La Xylella è certamente la peggior fitopatia che l'Italia potesse conoscere, che ‘cammina’ ad una velocità impressionante, considerato che in 6 anni il danno del patrimonio olivetato ha superato 1,6 miliardi di euro”. “Non esistono cure per salvare gli ulivi monumentali infetti da Xylella, unica strada per tentare di salvarli è la pratica dell’innesto. E’ necessario che la Regione Puglia recuperi i gravi ritardi e definisca quanto prima “un protocollo” tecnico di utilizzo, in modo da avere riferimenti chiari. L’innesto può rappresentare una speranza per il mondo produttivo olivicolo-oleario, ma soprattutto può rappresentare la speranza della tutela paesaggistica soprattutto della Piana degli Ulivi Monumentali”, insiste Muraglia. “Continua a mancare una strategia condivisa e univoca tra enti regionali, nazionali e comunitari per fermare la malattia e ridare speranza di futuro ai territori che hanno perso l’intero patrimonio olivicolo e paesaggistico”, aggiunge ancora Muraglia. “Per la lotta alla malattia il Consiglio regionale ha assunto un orientamento chiaro il 31 maggio 2018, approvando un ordine del giorno all'unanimità che prevede la discussione sul tema Xylella attorno al tavolo istituzionale, di cui Coldiretti Puglia chiede da anni invano la convocazione urgente perché il dramma della Xyella in Puglia continua ad essere affrontato e gestito a pezzi, senza una strategia condivisa anche dai differenti enti preposti della Regione Puglia”, conclude il presidente Muraglia. La stessa Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) – precisa la Coldiretti - ha lanciato l’allarme sulla diffusione della Xylella che minaccia la maggior parte del territorio Ue dove tra l’altro sono stati individuati altri casi di malattia, dalla Francia alla Spagna, dalla Germania al Portogallo con il contagio che avanza inarrestabile verso nord.  Sotto accusa però ci sono anche le responsabilità comunitarie a partire – sottolinea la Coldiretti – dal sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo che hanno lasciato passare materiale vegetale infetto poiché il batterio che sta distruggendo gli ulivi pugliesi è stato introdotto nel Salento dal Costa Rica attraverso le rotte commerciali di Rotterdam. Dall’autunno 2013, data in cui è stata accertata su un appezzamento di olivo a Gallipoli, la malattia – continua Coldiretti – si è estesa senza che venisse applicata una strategia efficace per fermare il contagio che, dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi, ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto. Per effetto dei cambiamenti climatici e della globalizzazione – conclude Coldiretti - si moltiplica l’arrivo di materiale vegetale infetto e parassiti vari che provato stragi nelle coltivazioni e per questo serve un cambio di passo nelle misure di prevenzione e di intervento sia a livello comunitario che nazionale anche con l’avvio di una apposita task force. Fri, 25 Oct 2019 08:03:26 +0000 Brindisi "La Bellezza... la via che conduce a Dio" , intervista a Salvatore Faraci https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/28394-la-bellezza-la-via-che-conduce-a-dio-intervista-a-salvatore-faraci.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/28394-la-bellezza-la-via-che-conduce-a-dio-intervista-a-salvatore-faraci.html In occasione della conferenza "La Bellezza... la via che conduce a Dio", tenutasi a Caltanissetta, abbiamo rivolto alcune domande ai relatori, qui proponiamo un estratto della conversazione con l'arch. Salvatore Faraci, docente di storia dell'Arte. Marc Chagall scrisse che "i pittori per secoli hanno intinto il loro pennello in quell'alfabeto colorato che è la Bibbia", pensa che oggi gli artisti possano essere ancora ispirati dal Magistero della Chiesa Cattolica? … Paolo VI colse, con la sua grande sensibilità verso le cose dell’arte, il bisogno di liberare gli artisti dalle imposizioni riguardanti il rispetto del concetto di imitazione, della tradizione e dei canoni dell’arte; si scusò con essi (discorso del 7 maggio 1964), riaffermando l’amicizia della Chiesa con il mondo dell’arte. Benedetto XVI , san Giovanni Paolo II e oggi papa Francesco, hanno promosso eventi (per esempio il Giubileo del 2000) legati a ricorrenze, alle opere e ai maestri dell’arte, per sottolineare l’importanza del lavoro creativo degli artisti, “della spinta propulsiva generata dall’atto creativo, espressione eletta del trascendente, incarnazione della presenza divina…”, nel costante riferimento alla bellezza, “quale splendore di verità”. Gli artisti di oggi, nella molteplicità delle forme e dei linguaggi, possono e devono avere uno stretto legame con il Magistero della Chiesa, che può trasmettere questa grande ricchezza di stimoli presenti nei documenti. E’ importante anche il ruolo delle Commissioni, a partire dalla Pontificia Commissione per i Beni culturali di Roma, fino alle Commissioni Diocesane legate al territorio; queste ultime devono avere la competenza in materia, aperti alle sensibilità e ai linguaggi artistici del nostro tempo, in un dialogo continuo con gli operatori. Le chiese locali devono avvertire anche l’urgenza di formare i futuri sacerdoti all’arte sacra, al raggiungimento di adeguate competenze nella gestione degli spazi sacri, sempre affiancati da esperti del settore. Le comunità ecclesiali devono promuovere iniziative per l’acquisizione dell’”alfabeto della bellezza”, quello che ci insegna a provare un’intima emozione, una gioia profonda, tanta serenità di fronte a un’opera d’arte, sensibilizzando soprattutto le nuove generazioni. Sembra che l'architettura ecclesiastica contemporanea abbia perso il senso del sacro e soprattutto del bello, come ribaltare questa tendenza? Anche l’architettura sacra, a partire dal secolo che ci ha preceduti, prima del Concilio Vaticano II, ha sperimentato (mi riferisco all’Italia) nuove forme e nuovi linguaggi, utilizzando i materiali edilizi e le tecniche costruttive “moderne”. Spesso i risultati sono stati disastrosi, brutture e bruttezze hanno dominato la scena italiana, associate a goffi tentativi di imitare l’architettura classica negli schemi compositivi in pianta e nei prospetti. Architetture disarmoniche, spesso “capannoni”, contenitori dove la comunità non si identificava e manifestava un disagio nel vivere quegli spazi, che tutt’oggi non aiutano a pregare, a celebrare. Ma abbiamo avuto anche esempi di “buone architetture sacre”: cito soltanto i progetti di Giovanni Michelucci, Renzo Piano, Mario Botta, Paolo Portoghesi, Ludovico Quaroni nella chiesa di Gibellina, ma ce ne sono ancora tanti… Una grande occasione è stato il concorso internazionale “la chiesa del 2000”, indetto dalla curia di Roma per le nuove chiese del Giubileo. Meritatissimo vincitore è stato Richard Meier con la chiesa di “Dio Misericordioso”. In questo nuovo secolo non mancano le sperimentazioni per arrivare a progettare spazi sacri, anche con l’utilizzazione di materiali eco-compatibili; nuovi linguaggi, liberi da correnti predefinite, a volte producono brutte architetture, specialmente quando non promuovono soluzioni che aiutano l’assemblea attorno all’altare delle celebrazioni a sentirsi “comunità”. Vorrei prendere alcuni spunti dall’intervento che il cardinale Gianfranco Ravasi ha fatto nella facoltà di Architettura di Reggio Calabria l’8 settembre del 2017 (youtube: “Ravasi, il progetto dello spazio sacro, 08.09.2017”) per ribadire alcuni punti fermi, fondamentali nella progettazione delle chiese: 1) l’”antropologia dello spazio”, la chiesa è lo spazio dove la persona si ritrova, sta bene, non viene meno la sua identità; 2) la “teologia dello spazio”, il tempio, spazio “finito” che deve contenere Dio, “infinito”, dove i fedeli cantano e fanno la liturgia, incontrano Dio e i fratelli; 3) dialogo tra “spazio interno e spazio esterno alla chiesa”, significa dare dignità allo spazio sacro e al contesto in cui si colloca; 4) “la luce”, che non significa soltanto illuminare con finestre gli spazi interni, ma trasferire la “Trascendenza nell’immanenza” attraverso la luce naturale o artificiale che aiuta il fedele a celebrare e vivere gli spazi; 5) la bellezza, che non è estetismo, nella costruzione di spazi che aiutano a vivere intensamente l’umanità e la trascendenza del popolo di Dio; 6) l’architettura e l’arredo sacro devono trovare punti di incontro, devono conciliarsi le figura professionali dell’architetto e dell’artista nella definizione degli arredi, dei poli liturgici; infine 7) la funzione fondamentale dell’acustica, che deve favorire la comprensione della Parola proclamata e la liturgia che si celebra. Da questi punti fermi si deduce che è fondamentale la formazione dei professionisti che si cimentano nella progettazione degli spazi sacri, in stretta collaborazione con gli organismi diocesani e centrali preposti che devono promuovere la bellezza nell’architettura sacra, la “via che conduce a Dio”, in tutte le sue componenti. Fri, 11 Jan 2019 15:22:47 +0000 Caltanissetta "La Bellezza... la via che conduce a Dio", intervista a padre Salvatore Rumeo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/28393-la-bellezza-la-via-che-conduce-a-dio-intervista-a-padre-salvatore-rumeo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/28393-la-bellezza-la-via-che-conduce-a-dio-intervista-a-padre-salvatore-rumeo.html In occasione della conferenza "La Bellezza... la via che conduce a Dio", tenutasi a Caltanissetta, abbiamo rivolto alcune domande ad uno dei relatori, Padre Salvatore Rumeo, parroco della Chiesa Sacro Cuore di Caltanissetta, e Direttore dell'Ufficio Catechistico e Servizio per l'Insegnamento della Religione Cattolica per la diocesi di Caltanissetta. Padre Salvatore, durante l'edificazione della Sagrada Família, Antoni Gaudí iniziò un percorso parallelo di edificazione della chiesa e del suo edificio spirituale. Può oggi la bellezza essere "la via che conduce a Dio", anche per chi si trova lontano dalla fede?Vicini o lontani da Dio. Dentro o fuori il mistero della grazia. Dio continua ad essere segno di contraddizione per molti. La Bibbia racconta di strade che avvicinano a Dio o portano fuori da ogni grazia. O fedeli al Suo Vangelo o contro Dio. Dirsi lontani dalla fede significa prendere le distanze da Dio e da ogni forma di trascendenza. Eppure anche per chi è lontano c’è uno spiraglio di luce, una nota che può trasformarsi in una stupenda melodia, una pennellata che può diventare un affresco di giovinezza. E il cammino è lungo e faticoso. Perché ci si trova immersi nella strada che conduce alla bellezza non solo quando si è dentro i canoni tradizionali della meraviglia o della bellezza oggettiva, ma anche quando la bellezza si svela a noi nella Luce del mistero rivelato in Cristo Gesù, «il più bello tra i figli degli uomini»: anche nelle pieghe più nascoste delle nostre sofferenze, fisiche o spirituali. La stessa bellezza può senza dubbio costituire una via per avvicinare l'anima al cielo e a quella patria celeste dove ogni inquietudine troverà appagamento. La chiesa per questo non dovrà tralasciare il dialogo con i non credenti e far della bellezza la chiave per un sereno confronto. Pensa che la bellezza, oltre ad incoraggiare l'animo umano a ritrovare il cammino, possa essere portatrice di speranza ed un valido aiuto per non sprofondare nella disperazione? Studiosi, pensatori, spiriti liberi, guru dell’ultima ora, predicatori social, dipingono in modo nefasto le ore della nostra terra propugnandosi come i veri guaritori di turno di questa nostra amata terra. In verità troppa sofferenza ruota dentro e fuori il cuore dell'uomo. Viviamo tempi in cui la speranza trova poca cittadinanza. Siamo avvolti da tragedie mondiali e sofferenze comuni, quelle della porta accanto...! Un vero umanesimo non può che ridire la speranza a più voci e non possiamo tacere come cristiani la profetica forza che viene dalla resurrezione di Gesù. Molti secoli hanno trovato nella Bellezza la strada per uscire dal buio e ritrovare la via del ritorno. Siamo chiamati a ri-pensare la polis come luogo di tutti e la bellezza come comune denominatore e piattaforma per progettare un futuro per tutti e non per pochi. Un cuore egoista non può prestare servizio alla causa della bellezza. Diamo la bellezza vera in mano a tutti e porteremo Dio nel cuore di tanti.         Fri, 11 Jan 2019 15:17:48 +0000 Caltanissetta I e II posto al concorso Sala e Barman per gli allievi del Don Pino Puglisi di Centuripe https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/28256-i-e-ii-posto-al-concorso-sala-e-barman-per-gli-allievi-del-don-pino-puglisi-di-centuripe.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/28256-i-e-ii-posto-al-concorso-sala-e-barman-per-gli-allievi-del-don-pino-puglisi-di-centuripe.html Un oro e un argento per gli allievi dell’Istituto professionale per l'Enogastronomia e l'Ospitalità Alberghiera "Don Pino Puglisi" di Centuripe. Al “Concorso Juniores “Finger Cocktail Service”: Concorso in squadra “Sala, Cucina e Bar” , che ha visto la partecipazione degli allievi delle scuole alberghiere italiane competere  sul tema" Simposium Abruzzo", gli studenti selezionati si sono cimentati nella creazione di nuove ricette di cocktail composte da succhi, sciroppi, frutta fresca, acque gassate, spumanti e prodotti tipici delle diverse senza tralasciare il mix perfetto con le tipicità abruzzesi. Nella rassegna internazionale italian style 2018 - organizzata da "Ristoworld", le giurie, costituite dalle più alte cariche delle associazioni di categoria del settore food & beverage della Siciliati, hanno decretato vincitori del concorso, al 2° posto, Giuliana Leanza, Luca Todaro e Flavio Biondi che hanno presentato in italiano ed inglese il cestino di lenticchia rossa  PAT con filetto di maialino croccante adagiato su purè di patate guarnito da corallo e foglia di menta, rotolo di  crema di riso ripieno con vellutata di zucca ricoperto di nocciola polvere di fiore di zafferano ed il suo petalo e filetto di orata in olio cottura alle mandorle su maionese all' aceto di mele e cracker di farro accarezzata da zucca disidrata. Il tutto è stato accompagnato da un cocktail a base di liquore di genziana abruzzese, arancia bionda "novellino" e centrifugato di fichidindia dell'Etna D.O.P. Primo posto, invece per lo chef intagliatore centuripino Giuseppe Rosano, che ha presentato un’opera a tema floreale. Giuseppe pratica questa straordinaria tecnica tailandese da qualche anno e la passione e l'amore per il bello gli hanno permesso di conseguire un risultato altissimo, conquistando il 1º posto e l'oro assoluto. La vittoria degli allievi del don Pino Puglisi costituisce un altro punto a favore per l’Istituto alberghiero di Centuripe, che , attraverso la promozione della gastronomia etnea ed ennese, forma professionisti in questo  fantastico settore che non conosce crisi. Wed, 14 Nov 2018 14:21:42 +0000 Enna Matera città del Natale https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/28220-matera-citta-del-natale.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/28220-matera-citta-del-natale.html Dopo l’ambito riconoscimento di Capitale Europea della Cultura 2019 Matera si appresta a vivere il titolo di Città del Natale 2018, proprio alla vigilia del suo anno magico. A Matera quest’anno il Natale inizierà prima di ogni altra parte d’Italia dal giorno di Santa Cecilia, giovedì 22 Novembre, a domenica 25 Novembre, con i Mercatini di Natale sotto la neve artificiale nel centro storico da sempre considerato il salotto buono della città, il vero Santa Claus, quello più popolare d’Europa con la barba vera, protagonista di campagne pubblicitarie sulle reti televisive nazionali che aspetterà i bambini per le tradizionali letterine presso il Castello Tramontano al Centro della città ed il Fast food con i bocconi del conte ed i dolci caratteristici del Natale,  non mancheranno degustazioni di vini e caldarroste delle quali la Basilicata è tra i principali produttori in Italia. Tutto questo nell’atrio del Castello. Non mancheranno la pista di ghiaccio, le luminarie e, soprattutto, tanto Spirito Natalizio che si respirerà a Matera per tutto il periodo del Natale. Le associazioni locali di Confcommercio e Confesercenti hanno invitato tutti i commercianti ad allestire per l’occasione le vetrine dei loro negozi. Offerte da parte di tutte le strutture ricettive per i soggiorni in questi quattro giorni. E’ sicuramente questo un esempio reale di destagionalizzazione del turismo. Matera ha guadagnato la vittoria di Capitale Europea della Cultura 2019 per le sue bellezze paesaggistiche e storico-artistiche, quella di Città del Natale per lo spirito natalizio che il suo territorio riesce a dispensare. Il suo peculiare territorio procura a tutti coloro che lo visitano, emozioni indescrivibili per tutti i dodici mesi dell’anno, ma a Natale l’atmosfera è straordinariamente coinvolgente. Il nuovo brand Città del Natale, ideato dall’Associazione Culturale Events & Promotion di Roma e diretto da Antonio Rubino Organizzazioni, che parte quest’anno proprio da Matera, promuove le città che, più di altre, vivono il Natale nella sua interezza, alla riscoperta delle proprie tradizioni che possono essere sì diverse, ma proprio per questo affascinanti. Il know how di Città del Natale è perché, in questi luoghi inizia prima di ogni altra parte d’Italia e coincide con il giorno di Santa Cecilia, una delle feste più popolari della tradizione che segna l’inizio dell’Avvento in tante città del Sud Italia, l’alba dei festeggiamenti natalizi, in netto anticipo rispetto a tutti gli altri paesi in cui si respira aria di festa solo dall’Immacolata o da Santa Lucia. Il ripetersi di antiche usanze rende vivo il legame con il passato. Come dicevamo, in alcune città del Sud, il 22 Novembre vive la tradizione di preparare le pettole fritte, addobbare l’albero di Natale ed iniziare a raccogliere le statue per preparare il presepe. Matera citta del Natale 2018 quest’anno promuoverà le tradizioni della città dei sassi con il Patrocinio del Comune di Matera A Matera, dunque, saranno allestiti i Primi mercatini di Natale d’Europa, insieme a quelli di Bolzano, Vienna, Strasburgo, Stoccolma, Dresda. Trasuderanno di autentico spirito natalizio nel bellissimo Centro storico adibito esclusivamente ad isola pedonale. L’altra grande novità sarà la Neve artificiale che emozionerà tutti i visitatori che potranno acquistare gli oggetti, gli addobbi, le statue, i presepi, ma anche i primi regali da mettere rigorosamente sotto l’albero di Natale, frutto del proprio ingegno di abili e creativi hobbisti, tra i fiocchi di neve come se ci si trovassimo in una città del Nord Europa, sempre che la neve non cada anche a Matera e renda inutile quella finta. A circa 250 metri dal centralissimo centro storico sorge il meraviglioso Castello Tramontano, su una collinetta chiamata di Lapillo, all’interno di un parco dove sarà installata la pista di ghiaccio. Davanti al bellissimo castello che gli antichi materani, stanchi di essere vessati dal tiranno Conte, riuscirono a conquistare, assassinandolo nella Via denominata ‘del riscatto, bella quanto suggestiva. E’ proprio qui, davanti al Castello che giungerà il Vero SANTA CLAUS, quello con la barba vera della pubblicità televisiva nazionale su tutte le reti televisive di una grande catena di Supermercati. Per   la verità, i Santa Claus saranno due e sui social tutti potrete scegliere chi dei due siederà nella Casa davanti al Castello, da mezzogiorno a mezzanotte, aspettando tutti i bambini che gli porteranno la letterina. Sandro o Ambrogio? Chi sarà il vero Santa Claus? Sulla pagina Facebook di Santa Claus potrete deciderlo voi. Il Castello di Tramontano sarà illuminato con delle video proiezioni e luci fantastiche. Infine profumi e sapori della tradizione natalizia davanti al castello, ad iniziare dalle pettole, il vin brûlé, le caldarroste, i bocconi prelibati del Conte, i vini, la cioccolata e tante altre ghiottonerie. L’atmosfera sarà fantastica, con degli artisti di strada che saranno i benvenuti a Matera città del Natale 2018.   Tue, 30 Oct 2018 15:41:32 +0000 Matera Confartigianato: come prevenire la corruzione https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/28195-confartigianato-come-prevenire-la-corruzione.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/28195-confartigianato-come-prevenire-la-corruzione.html Giovedì 18 ottobre 2018, presso la sede provinciale di Confartigianato Imprese Foggia, si è tenuto il primo di una serie di appuntamenti dedicati alle evoluzioni normative con cui sono chiamate a confrontarsi le aziende del territorio. “I sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione” è infatti il titolo del seminario gratuito dedicato all’approfondimento della certificazione UNI ISO 37001 come asset per la prevenzione della corruzione in tutte le realtà aziendali. Organizzato da Confartigianato in collaborazione con Bureau Veritas Italia, leader a livello mondiale nella verifica, valutazione ed analisi dei rischi in ambito qualità, ambiente, salute e sicurezza e responsabilità sociale, l’appuntamento si è aperto con il saluto del presidente della Federazione PMI di Confartigianato, Vincenzo Simeone, che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa, “una delle prime organizzate sul tema”, argomento quanto mai attuale per la vita delle imprese perché “il fenomeno corruzione è articolato, complesso e produce conseguenze terribili per l’economia. Spesso si parla di “rivoluzione” culturale: è vero, la produzione di norme e la repressione da sole non bastano a contenere il problema. Per noi di Confartigianato – ha spiegato il presidente – esiste un punto fermo da cui partire: la corruzione produce solo arretratezza, rappresenta un freno alla crescita, un peso per l’economia ed un ostacolo allo sviluppo delle imprese. Strumenti come quello che presentiamo oggi, la certificazione ISO 37001, permettono alle nostre organizzazioni di tenere sotto controllo il rischio e sviluppare una sana cultura della trasparenza e della legalità”. E’ toccato all’avvocato Sandra Melillo, esperta in Diritto penale di impresa, disegnare l’attuale contesto normativo italiano in materia di anticorruzione, contesto particolare poiché nato “nel 2001 sotto la spinta e la pressione delle normative europee” che hanno di fatto “ribaltato il dogma che voleva le società non perseguibili per reati penali, introducendo elementi di novità rispetto al passato, come la responsabilità ibrida, ed una serie di sanzioni particolarmente afflittive, culminanti con la confisca”. Il quadro si è ulteriormente definito nel 2012 “con una riforma epocale che ha messo a fuoco il ruolo del mediatore, ha codificato l’evoluzione del concetto di tangente ed ha fissato per la prima volta la nozione di prevenzione, attraverso l’istituzione dei piani triennali anticorruzione. Un adeguamento normativo” – ha concluso l’avvocato Melillo - “che nel giro di poco tempo, dal 2012 al 2018, ha permesso al paese Italia di salire dal 74esimo al 50esimo posto nella graduatoria della Trasparency International”. Quali sono i vantaggi offerti da una certificazione ISO 37001? A questa domanda hanno provato a rispondere Claudia Strasserra e Maurizio Genna, rispettivamente Certification division-sustainability sector manager e Ict sector manager di Bureau Veritas Italia, società internazionale di certificazione presente in 18 regioni italiane. “La scelta di certificarsi produce una serie di vantaggi economici ma non solo. Costituisce sia un supporto per enti e società che devono adempiere  agli obblighi legislativi previsti in materia sia, più in generale, un’opportunità per tutte le imprese che intendono acquisire nel tempo una capacità di controllo maggiore dei rischi e dei costi collegati al fenomeno corruzione. Inoltre - hanno spiegato i responsabili di Bureau Veritas -, nei rapporti con la P.A., l’azienda, certificandosi, dimostra serietà, affidabilità e sensibilità sul problema, con ricadute positive sul calcolo dei punteggi di bandi e gare d’appalto. La certificazione, infatti, consente di ottenere non solo un alto rating per trasparenza e legalità ma rappresenta l’attestazione della buona reputazione dell’impresa”.   Fri, 19 Oct 2018 13:28:57 +0000 Foggia Mirabilia Network da oggi conta fra i soci 17 Camere di commercio https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27935-mirabilia-network-da-oggi-conta-fra-i-soci-17-camere-di-commercio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27935-mirabilia-network-da-oggi-conta-fra-i-soci-17-camere-di-commercio.html Da progetto di rete a associazione che coinvolge sempre più Camere di Commercio italiane e estere, Mirabilia Network punta sempre lo sguardo all’Europa ed è parte integrante di un protocollo d’intesa fra Unioncamere nazionale e MIBACT. L’associazione Mirabilia Network, costituita a dicembre 2017 da Unioncamere nazionale e dalle 13 Camere di Commercio che promuovono i luoghi riconosciuti dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, ha tenuto, questa mattina alla Camera di commercio di Matera la prima assemblea dei soci. Organo sovrano dell'associazione, l’assemblea dei soci ha deliberato l’ingresso, come soci ordinari, delle Camere di commercio di Benevento, Crotone, Messina e della Sicilia orientale –Siracusa, Catania e Ragusa. Si amplia, così, a 17 Camere di commercio la partecipazione all’associazione Mirabilia Network. Da oggi ne fanno parte Unioncamere nazionale e le Camere di commercio di Bari, Benevento, Caserta, Crotone, Genova, Matera, Messina, Molise, Pavia, Perugia, Potenza, Riviera di Liguria, Sassari, Sicilia orientale, Udine, Venezia Giulia e Verona. Tenuta a Matera in omaggio alla città in cui nel 2010 è nato il progetto di rete fra Camere di commercio Mirabilia, alla prima assemblea dei soci hanno partecipato il Segretario Generale dell’Unione Italiana delle Camere di Commercio Giuseppe Tripoli e i presidenti e i segretari generali delle 17 Camere di commercio. “La caratteristica di Mirabilia è di sviluppare con equilibrio tanti settori – ha sottolineato Segretario Generale dell’Unioncamere Giuseppe Tripoli - la promozione turistica genera un ecosistema fra saperi tecnologici e consente la crescita delle piccole e medie imprese del settore culturale e creativo, oltre che del turismo e dell’enoagroalimentare. Il settore turistico genera una filiera da 250 miliari di euro all’anno. In Italia abbiamo 53 siti Unesco distribuiti in 18 regioni, ed è nei luoghi Unesco che è concentrato il 40 percento delle imprese culturali e creative del Paese. Un settore che attrae talenti e che riverbera i suoi effetti su tutte le altre imprese. Il valore di progetti come Mirabilia è in questa capacità generatrice di sviluppo economico oltre che culturale. Ed è per questo che, a fine maggio, Unioncamere ha inserito il progetto di valorizzazione in chiave turistica dei territori “Mirabilia Network” nel protocollo siglato con il MIBACT”. Da progetto di rete nazionale, Mirabilia si è aperto all’Europa: sono attive relazioni con Camere di commercio spagnole, greche, croache, bulgare e slovene oltre che con 10 Camere di commercio francesi per un vero sviluppo di un network europeo. “Un lavoro coordinato dal responsabile della sede Unioncamere a Flavio Burlizzi e concretizzato dal segretario generale della Camera di commercio di Matera Luigi Boldrin – ha ricordato il presidente della Camera di commercio di Matera e primo presidente dell’associazione Mirabilia, Angelo Tortorelli – c’è grande attenzione a Mirabilia da parte dell’Unione europea”. Attenzione dimostrata anche con la disponibilità del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani che, presente a Matera per la Festa di Avvenire, questa sera incontrerà i presidenti e i segretari  generali delle Camere di commercio dell’associazione Mirabilia Network. Chiave europea che si riverbera anche sulla settima edizione della Borsa internazionale del turismo culturale. L’evento annuale di Mirabilia si terrà a ottobre a Pavia e in Francia. “Rispetto alle date annunciate abbiamo anticipato la VII Borsa internazionale del turismo culturale a venerdì 26 e sabato 27 ottobre l’evento a Pavia – ha detto il Segretario generale delle Camere di Commercio di Matera e Pavia Luigi Boldrin – perché dal 29 al 30 ottobre la VII Borsa internazionale del turismo culturale proseguirà in Francia come Mirabilia en France”. All’assemblea dei soci è intervenuto, portando il saluto dell’amministrazione comunale di Matera, il sindaco Raffaello De Ruggieri. Wed, 27 Jun 2018 13:48:29 +0000 Matera Presentato il concerto Paolo Fresu & Orchestra di fiati R. D’Ambrosio di Montescaglioso https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27930-presentato-il-concerto-paolo-fresu-orchestra-di-fiati-r-d-ambrosio-di-montescaglioso.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27930-presentato-il-concerto-paolo-fresu-orchestra-di-fiati-r-d-ambrosio-di-montescaglioso.html Tradizione e innovazione per il concerto clou del Matera Spring Music Festival. Venerdì 29 giugno, con inizio alle ore 21, nell’abbazia di San Michele Arcangelo a Montescaglioso si terrà il concerto che vedrà protagonisti l’Orchestra di fiati “Rocco D’Ambrosio” di Montescaglioso e un solista d’eccezione: il jazzista Paolo Fresu. Tradizione con l’Orchestra di fiati Rocco D’Ambrosio, erede della tradizione bandistica della città di Monteescaglioso, e innovazione con l’apporto da solista di Paolo Fresu. Innovazione anche nell’esecuzione dei brani, che spazieranno dal repertorio classico della banda a arragiamenti per banda di composizioni del jazzista. Il concerto, organizzato e promosso dal Laboratorio Arte, Musica e Spettacolo (Lams) Matera e dall’associazione culturale Rocco D’Ambrosio, è stato presentato questa mattina a Matera. “L’abbazia di Montescaglioso sarà cornice di un concerto unico – ha affermato, nel corso dell’incontro con i giornalisti, Giovanni Pompeo, direttore artistico del Lams  - il pubblico potrà ascoltare i brani che sono propri della tradizione bandistica, come le più belle arie d’opera di Verdi, Puccini e Rossini, con le parti da soliste che saranno eseguite alla tromba da Paolo Fresu. Nella seconda parte del concerto, proporremo alcune composizioni dello stesso Fresu arrangiate per la formazione bandistica. Il programma di sala del concerto – ha proseguito Giovanni Pompeo, che venerdì 29 giugno dirigerà l’orchestra di fiati – sarà costruito nei due giorni precedenti, quando proveremo con Paolo Fresu. Il concerto rientra in un progetto di alta formazione”. Progetto illustrato dal sindaco di Montescaglioso Vincenzo Zito: “L’abbazia benedettina di San Michele Arcangelo è un luogo ricco di storia, un monumento restaurato che necessitava di contenuti. L’amministrazione comunale, attraverso accordi come quello sottoscritto con il Lams per il settore musicale, ha ideato il progetto Civitars promosso da Ales (ex Arcus). Un progetto, finanziato dal Ministero per i Beni culturali e il Turismo, che consentirà alla nostra abbazia di divenire un Centro di eccellenza delle arti del Mediterraneo, su quattro assi portanti: la musica, l’arte culinaria, l’archeologia e il restauro”.  “Il concerto doveva essere a ingresso gratuito – ha poi precisato il sindaco Zito - a causa dell’elevato numero di richieste e considerato che lo spazio per il pubblico non è molto ampio, siamo stati costretti a prevedere un biglietto di ingresso del costo di 5 euro”. All’incontro con i giornalisti hanno partecipato anche il presidente della Fondazione Matera – Basilicata 2019, Salvatore Adduce, e il vice sindaco di Matera Nicola Trombetta. “Un connubio "inedito" per salvaguardare, valorizzare e proiettare nel futuro la tradizione musicale delle bande da giro – ha detto il presidente della Fondazione Matera – Basilicata 2019 Adduce, ricordando che le bande da giro saranno protagoniste della cerimonia d’apertura del 2019 – un concerto che rientra in quella “dimensione europea” delle iniziative culturali che l’Europa ci chiede”. “Paolo Fresu che suona con l’Orchestra di fiati di Montescaglioso è un concerto che sarà in grado di raccogliere il gradimento di più generazioni e dei più diversi estimatori dei generi musicali – ha affermato il vice sindaco di Matera, Trombetta – Matera non può essere la sola protagonista di questa felice stagione, deve abbracciare i territori limitrofi. Progetti di alta qualità, come quello realizzato a Montescaglioso dall’amministrazione comunale e dal Lams, troveranno a Matera sempre la massima attenzione e collaborazione istituzionale”. Apprezzamento e soddisfaIone è stata espressa dalla dirigente dell’Ufficio sistemi culturali e turistici della Regione Patrizia Minardi, che in un messaggio agli organizzatori del concerto ha scritto: “la programmazione culturale tra Regione Basilicata e MiBACT ha saputo costruire, in maniera costante e integrata, con attenzione e passione appuntamenti di qualità e momenti di formazione del pubblico. Con il 2018 iniziamo un nuovo cammino con il Fus, mettendo in primo piano, ancora una volta la costruzione della filiera culturale, l’occupazione del personale artistico e la valorizzazione dei luoghi potenzialmente vocati all’ascolto della musica“.   Informazioni e biglietti 29 giugno – ore 21 – Montescaglioso – Abbazia di San Michele Arcangelo PAOLO FRESU & ORCHESTRA DI FIATI “R. D’AMBROSIO” DI MONTESCAGLIOSO Il Jazz incontra la più pura tradizione bandistica con un “solista” d’eccezione Biglietti euro 5,00 (in vendita dalle ore 20,00 nel luogo del concerto) Mon, 25 Jun 2018 08:17:03 +0000 Matera Protocollo d'intesa fra le Camere di commercio di Matera e Pavia https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27896-protocollo-d-intesa-fra-le-camere-di-commercio-di-matera-e-pavia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27896-protocollo-d-intesa-fra-le-camere-di-commercio-di-matera-e-pavia.html Le Camere di Commercio di Matera e Pavia propongono un modello all’interno del sistema camerale con un protocollo d’intesa. Il documento consentirà di presentarsi unite sullo scenario internazionale che si aprirà, nel 2019, con Matera Capitale europea della cultura. Firmato questa mattina nella città dei Sassi dal presidente della Camera di commercio di Pavia Franco Bosi e dal presidente della Camera di commercio di Matera, Angelo Tortorelli, il testo del protocollo prevede iniziative di collaborazione e s’inserisce appieno nell’ambito delle nuove competenze attribuite alle Camere di commercio dalla recente riforma in materia di valorizzazione del patrimonio culturale nonché di sviluppo e promozione del turismo. La firma, avvenuta nella sede della Camera di commercio di Matera al termine della riunione fra le due giunte camerali, rappresenta il primo passo su un percorso di promozione di iniziative della città di Pavia e della sua provincia nell’ambito di Matera Capitale europea della cultura 2019, con particolare riferimento ai settori agro-alimentare, artigiano e turistico. In discussione durante l’incontro diversi temi fra cui l’opportunità di condividere iniziative promozionali e il progetto Mirabilia Network. “Da questo presupposto partiamo per costruire relazioni più solide e durature a cominciare dalla Borsa internazionale del Turismo culturale di Mirabilia che si terrà, dal 28 al 30 ottobre a Pavia. – affermano i presidenti Angelo Tortorelli della Camera di commercio di Matera e Franco Bosi della Camera di commercio di Pavia – Sotto il profilo dell'offerta turistica ed enogastronomica Matera e Pavia sono complementari e forme congiunte di promozione fra i territori potranno solo accrescere i flussi turistici”. Alla riunione ha partecipato anche il sindaco di Pavia Massimo Depaoli, che ha sottolineato la grande collaborazione con l’ente camerale sulla promozione turistica e che ha salutato la firma del protocollo d’intesa come scambio di buone pratiche fra territori lontani ma paragonabili sotto gli aspetti di vivibilità e vivacità culturale. A suggellare questo scambio culturale si è svolta la sera precedente la firma una degustazione enogastronomica con prodotti tipici e di qualità dei rispettivi territori. Ai fornelli un team di cuochi pavesi e materani che hanno valorizzato con ricette della tradizione di altissimo valore salumi, formaggi, riso e pasta, ortaggi, vini, prodotti da forno e frutta. Tue, 19 Jun 2018 13:48:34 +0000 Matera Alla Camera di commercio il CONAI ha presentato il progetto: “Matera capitale europea della cultura 2019" https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27831-alla-camera-di-commercio-il-conai-ha-presentato-il-progetto-matera-capitale-europea-della-cultura-2019.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27831-alla-camera-di-commercio-il-conai-ha-presentato-il-progetto-matera-capitale-europea-della-cultura-2019.html Un progetto di alta formazione per creare nuove competenze nel settore della gestione integrata dei rifiuti con particolare attenzione al riciclo degli imballaggi, per creare “lavori verdi”, green jobs. Un progetto in piena linea con l’azione “Be Green, Be Matera 2019” messa in campo dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 e volta a rendere gli eventi del percorso verso il 2019 più sostenibili. E’ quello presentato nei giorni scorsi alla Camera di commercio di Matera dal CONAI il Consorzio Nazionale Imballaggi. Consorzio privato senza fini di lucro e che offre una risposta delle imprese private ad un problema di interesse collettivo: quello ambientale, il Conai ha incontrato a Matera i referenti della Fondazione Matera Basilicata 2019, della Regione, dell’Agenzia di Promozione Territoriale, dell’Università degli Studi della Basilicata e del Comune di Matera. Walter Facciotto, direttore generale del CONAI, ha illustrato il progetto di alta formazione che prevede: un master e un mini master destinati a laureati e due seminari per addetti ai lavori, privati e pubblici. L’incontro alla Camera di commercio di Matera non è stata una semplice presentazione delle azioni che il CONAI metterà in campo nelle Regioni del Sud Italia a partire dalla Basilicata, ma un momento interlocutorio con i rappresentati di enti e istituzioni per condividere con loro ulteriori attività che rafforzino l’impegno nella creazione di green jobs. “L’etica del “riciclo, riduco, riuso”, evitando inefficienze e sprechi, è già uno dei capisaldi di Matera 2019. Con l’impegno del CONAI vogliamo rafforzare il tema della sostenibilità ambientale promuovendo corsi di alta formazione per avere professionisti sempre più qualificati nel settore della gestione integrata dei rifiuti – afferma Angelo Tortorelli, presidente dell’ente camerale materano – Con La Fondazione Matera 2019 e l’Università degli Studi della Basilicata, la Camera di commercio di Matera sta valutando alcune proposte nate nel corso del recente incontro. Come ente camerale, ad esempio, potremmo formare giovani laureati sui temi della certificazione ambientale e dei marchi ambientali applicate alle strutture ricettive per un turismo sostenibile”.         Wed, 30 May 2018 16:17:50 +0000 Matera La Camera di commercio di Matera premia la classe V A dell’ISS Giovanni Battista Pentasuglia https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27818-la-camera-di-commercio-di-matera-premia-la-classe-v-a-dell-iss-giovanni-battista-pentasuglia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27818-la-camera-di-commercio-di-matera-premia-la-classe-v-a-dell-iss-giovanni-battista-pentasuglia.html Un lavoro corale, non solo per il progetto di alternanza scuola-lavoro ma anche nella realizzazione del video che ha ottenuto il primo premio, a livello territoriale per la provincia di Matera, al Concorso Storie di Alternanza. A vincere questa prima fase del concorso è stata la classe V A del corso d’informatica dell’Istituto tecnico settore tecnologico Liceo scientifico opzione Scienze applicate “Giovanni Battista Pentasuglia” di Matera. Classe che parteciperà, come da bando, alla fase nazionale del Premio Storie di Alternanza. Gli alunni della V A sono stati premiati, questa mattina all’IIS Pentasuglia, dal presidente della Camera di commercio di Matera Angelo Tortorelli e dalla presidente della commissione giudicante la docente Elvira Bianco. Nel consegnare ai ragazzi gli attestati, il presidente Tortorelli ha sottolineato l’importanza dell’alleanza fra scuola e imprese: “Il premio Storie di Alternanza, promosso da Unioncamere e dalle Camere di commercio italiane, vuole valorizzare e dare visibilità ai racconti di progetti d’alternanza scuola-lavoro ideati, elaborati e realizzati dagli studenti e dai tutor degli Istituti scolastici italiani di secondo grado – ha detto Angelo Tortorelli, presidente della Camera di commercio di Matera – racconti che, come nel caso del video realizzato dalla V A dell’IIS Pentasuglia, mettono in risalto la positiva interazione che nasce fra scuola e imprese grazie ai percorsi di alternanza scuola – lavoro”. Gli alunni del Pentasuglia di Matera, coordinati dal docente Franco Lascaro e con l’ausilio di tutto il corpo docente, hanno realizzato un video racconto di quasi sei minuti. Dalla sceneggiatura, alla ripresa e montaggio delle immagini, i ragazzi sono stati protagonisti del video. In pochi minuti hanno condensato il lavoro svolto in un’azienda di medie dimensioni di Gravina in Puglia: «Progettazione e realizzazione di un Database per la gestione del personale della società FEMA». La Camera di commercio di Matera ha assegnato anche un secondo premio, nei giorni scorsi i docenti e gli studenti dell’Istituto d’istruzione superiore "Isabella Morra" di Matera hanno ricevuto gli attestati di merito. Tue, 29 May 2018 15:39:27 +0000 Matera Serata di festa con Povia alle officine Cantelmo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/27717-serata-di-festa-con-povia-alle-officine-cantelmo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/27717-serata-di-festa-con-povia-alle-officine-cantelmo.html Pienone alle Officine Cantelmo di Lecce ieri sera per il concerto di Povia. È stata una serata di festa tra parole, pensieri, concetti, musica e beneficienza: tutto il ricavato delle offerte, perché l’ingresso era gratis, è stato devoluto all’associazione Onlus Cuore Amico. Il cantautore lombardo di origini Pugliesi, che già precedentemente si doveva esibire a Lecce al teatro Paisiello ma poi vide cancellare la sua presenza improvvisamente dopo le proteste e le pressioni della comunità Lgbt, ha ringraziato l’organizzatore dell’evento, Paolo Pagliaro, per aver voluto ristabilire la democrazia sancendo la vittoria del libero pensiero sulla censura. Durante lo spettacolo, unico nel suo genere, Povia ha espresso più volte il concetto di Libertà come linea guida di una società che rischia di omologarsi sul pensiero di pochi perdendo di vista i veri valori. Senza nessuna paura di essere politicamente scorretto ha trattato con sagacia, ironia, e intelligenza, ma in modo serio, spiegando e documentando temi molto importanti: finanza e poteri forti, politica, immigrazione,  razzismo, economia, amore, denunciando gli attacchi ai bambini da parte delle lobby farmaceutiche e parlando contro la teoria gender, contro i radical chic, contro la barbara pratica dell’utero in affitto, e contro tutte quelle situazioni che vogliono omologare il pensiero altrui, ha poi affrontato la delicata questione meridionale in chiave revisionista. Il cantautore non è mai stato banale.Durante il concerto, molto partecipato dal pubblico, Povia non ha esitato a mostrare il cartello No Tap sposando una causa molto cara ai salentini.La serata si è chiusa con l’abbraccio ai tantissimi bambini presenti in sala. Un grande successo per Povia e per la democrazia.     Mon, 23 Apr 2018 12:17:21 +0000 Lecce Pomodoro, Coldiretti Puglia: etichettatura per futuro 2.0 del comparto https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/27591-pomodoro-coldiretti-puglia-etichettatura-per-futuro-2-0-del-comparto.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/27591-pomodoro-coldiretti-puglia-etichettatura-per-futuro-2-0-del-comparto.html La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018 del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro, firmato dall’ex Ministro per le Politiche Agricole Martina, di concerto con quello dello Sviluppo Economico Calenda sarà uno strumento di tutela e promozione della produzione pugliese, in particolare della provincia di Foggia e la base di partenza per il futuro del comparto, secondo quanto emerso nel corso del convegno organizzato oggi a Foggia. “Il 40 percento del pomodoro italiano viene proprio dalla Capitanata - precisa Lorenzo Bazzana, Responsabile Settore Ortofrutta - Area Economica della Coldiretti Nazionale – e la provincia di Foggia è leader nel comparto con 3.500 produttori di pomodoro che coltivano mediamente una superficie di 26 mila ettari, per una produzione di 22 milioni di quintali ed una Produzione Lorda Vendibile di quasi 175.000.000 euro. Dati ragguardevoli se confrontati al resto d’Italia con i suoi 55 milioni di quintali di produzione e i 95mila ettari di superficie investita. A completare il quadro è da precisare che, pur essendo investiti a pomodoro 32mila ettari di superficie in Puglia, la maggior parte degli stabilimenti della trasformazione – in totale 223 – sono fuori regione, in particolare, 134 in Campania e 32 in Emilia Romagna.  E’ evidente, dunque, il danno arrecato alle imprese agricole pugliesi e alle produzioni tipiche e di qualità regionali dalle 82.000 tonnellate di concentrato di pomodoro provenienti dalla Cina per produrre salse ‘italiane’”. Per la Coldiretti l’etichetta deve riportare obbligatoriamente la provenienza della materia prima impiegata per la frutta e verdura trasformata come i derivati del pomodoro, come chiede peraltro l’84 per cento degli italiani secondo la consultazione pubblica on line sull'etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal ministero delle Politiche Agricole, che ha coinvolto 26.547 partecipanti sul sito del Mipaaf. Il consiglio della Coldiretti è, comunque, di preferire i prodotti, concentrato o sughi pronti, che volontariamente indicano sulla confezione l’origine nazionale 100% del pomodoro utilizzato. “Si tratta di una attesa misura di trasparenza per produttori e consumatori dopo che dall’estero – rileva il Presidente di Coldiretti Foggia, Giuseppe De Filippo - sono arrivati nel 2017 ben 170 milioni di chili di derivati di pomodoro che rappresentano circa il 25% della produzione nazionale in equivalente di pomodoro fresco. Un fiume di prodotto che per oltre 1/3 arriva dagli Stati Uniti e per oltre 1/5 dalla Cina e che dalle navi sbarca in fusti da 200 chili di peso di concentrato da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro. Nel 1985 il pomodoro da industria veniva pagato 180 lire. L’attuale prezzo è identico a quell’anno dell’anno scorso e del 1985. Ovviamente gli industriali continuano a chiedere di ridurre la produzione nazionale perché ritenuta eccessiva, mentre continuano inarrestabili gli sbarchi di pomodoro concentrato dall’estero, un affronto alle nostre produzioni di qualità made in Italy”. “I derivati del pomodoro – aggiunge il Direttore di Coldiretti Foggia, Marino Pilati - sono il condimento più apprezzato dagli italiani che ne consumano circa 30 chili a testa all’anno a casa, al ristorante o in pizzeria secondo le stime della Coldiretti. Ad essere preferiti, sono stati nell’ordine le passate, le polpe o il pomodoro a pezzi, i pelati e i concentrati. Finalmente sarà possibile fare scelte di acquisto consapevoli e decidere se acquistare prodotti che arrivano da migliaia di chilometri di distanza spesso senza garantire gli standard di sicurezza europei oppure pomodori Made in Italy per sostenere l’economia e il lavoro sul territorio e l’indicazione dell’origine consentirà di valorizzare la qualità delle produzioni tricolori”. La Cina - sottolinea la Coldiretti - ha conquistato il primato nel numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, da parte dell’Unione Europea, secondo una elaborazione della Coldiretti sulla base della Relazione sul sistema di allerta per gli alimenti relativa al 2015. Su un totale di 2967 allarmi per irregolarità segnalate in Europa, ben 386 (15 per cento) - precisa la Coldiretti - hanno riguardato il gigante asiatico. Il decreto – spiega la Coldiretti – prevede che le confezioni di tutti i derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture: a) Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato; b) Paese di trasformazione del pomodoro: nome del paese in cui il pomodoro è stato trasformato. Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE. Se tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura "Origine del pomodoro: Italia". Per consentire lo smaltimento delle scorte – continua la Coldiretti - i prodotti che non soddisfano i requisiti previsti dal decreto, perché immessi sul mercati sul mercato o etichettati prima dell’entrata in vigore del provvedimento, possono essere commercializzati entro il termine di conservazione previsto in etichetta.   Wed, 21 Mar 2018 17:51:29 +0000 Foggia Grande successo per il Convegno 'Una scelta oltre la vita' https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/27478-grande-successo-per-il-convegno-una-scelta-oltre-la-vita.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/27478-grande-successo-per-il-convegno-una-scelta-oltre-la-vita.html Si può definire una prova superata a pieni voti quella degli studenti delle classi quarte ad indirizzo Sanitario dell’IISS “E. Majorana” di Brindisi organizzatori del convegno sulla tematica della donazione degli organi dal titolo "Una scelta oltre la vita" tenutosi questa mattina sabato 24 febbraio 2018 a partire dalle ore 9:30 presso l’Aula Magna dell'Istituto di via Montebello nel quartiere Santa Chiara del Capoluogo Adriatico. Gli alunni delle classi 4^A e 4^B ad indirizzo Tecnologico-Sanitario hanno relazionato con entusiasmo e competenza sulla importanza etica e medico-scientifica alla base della scelta di diventare donatori di Organi, Tessuti e Cellule in vita e la rilevanza dei trapianti come terapia salva-vita davanti ad una platea composta da genitori, insegnanti, alunni delle terze classi e rappresentanti di altre associazioni di volontariato e alla presenza del Dirigente Scolastico dell’IISS “E. Majorana” Salvatore Giuliano e alla Presidente Provinciale Aido Brindisi Carmen Di Coste. A moderare gli interventi una allieva che dividerà il ruolo con il giornalista Nico Lorusso, Addetto Stampa Aido Brindisi. L’iniziativa, intesa come evento conclusivo del progetto di alternanza Scuola-Lavoro, dall’omonimo titolo, è il frutto di un protocollo d'intesa siglato tra i vertici del Gruppo Comunale Aido - Associazione Italiana per la Donazione di Organi Tessuti e Cellule “Marco Bungaro” di Brindisi e la scuola superiore di secondo grado brindisina e si è svolto nei mesi di gennaio-febbraio 2018. Il convegno, trasmesso anche in Diretta Streaming sulla pagina Facebook di Aido Brindisi con un seguito di oltre 100 spettatori, ha quindi visto come assoluti protagonisti gli scolari, 60 ragazzi dell’Istituto Majorana che, coordinati dai Tutor Aido si sono divisi in ben 14 gruppi di lavoro ognuno dei quali è stato impegnato nella propria attività in un contesto di continuità e sinergia con tutti gli altri. Tra loro hanno poi scelto i compagni che, seduti al tavolo in qualità di relatori, con interventi specifici hanno idealmente preso per mano il pubblico presente relazionando su quanto appreso durante il percorso formativo che hanno frequentato attivamente L’incontro si è concluso con la consegna degli attestati ad opera del Dirigente Scolastico Salvatore Giuliano e la consegne delle magliette Aido. Il Gruppo Comunale “Marco Bungaro” ha così dato vita all’atto conclusivo del Progetto "Una scelta oltre la vita", idea rientrante nel Decreto Scolastico “Buona Scuola”, che prevede i percorsi di alternanza scuola-lavoro anche presso o su proposta di organizzazioni del Terzo Settore e negli enti no profit e di volontariato. Nel particolare Aido Brindisi ha così offerto ai giovani studenti un cammino formativo, della durata di circa 40 ore, durante il quale hanno operato Medici specializzati, Psicologi, Professionisti della comunicazione e Volontari Tutor appositamente selezionati e alternatisi tra lezioni frontali Medico Sanitarie e Psico-Socio-Pedagogiche finalizzate, ma non esclusivamente, alla promozione della cultura della donazione di organi, tessuti e cellule.      Mon, 26 Feb 2018 15:56:58 +0000 Brindisi Convegno sul sovraindebitamento alla Camera di Commercio https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27244-convegno-sul-sovraindebitamento-alla-camera-di-commercio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27244-convegno-sul-sovraindebitamento-alla-camera-di-commercio.html Le contingenze della vita possono portare a contrarre debiti, è capitato anche a Maurizio Costanzo. A raccontarlo è stato lo stesso Costanzo in collegamento video da Roma con la sala convegni della Camera di Commercio di Matera dove, ieri mattina, si è svolto un incontro dibattito sul sovraindebitamento. “Quando ero un ragazzo, ho fatto anch’io dei debiti – ha detto Costanzo - avevo 17 anni, mio padre era venuto a mancare a mia madre e mia zia si erano ammalate. Iniziavo allora a lavorare come giornalista e, per gli impegni lavorativi, non potevo accudirle. Ho contratto dei debiti per garantire ai miei familiari la necessaria assistenza. Per fortuna il lavoro è proseguito nel migliore dei modi e ho potuto estinguere i debiti”. In un periodo storico ancora sotto lo scacco della crisi economica, i cui effetti si faranno sentire ancora a lungo come dichiarano gli economisti, riuscire a estinguere i debiti può risultare più complesso. Esistono degli strumenti di legge, come quello della Composizione delle crisi da sovraindebitamento: una seconda chance che può portare fino all’esdebitazione: il beneficio della liberazione dei debiti non onorati.  A gestire l’iter per il sovraindebitamento è l’Organismo Sovraindebitamento Unioncamere Basilicata, unico soggetto in Basilicata a essere iscritto (n.59 dal luglio 2016) al Registro tenuto dal Ministero della Giustizia. Ed è per divulgare sempre più questa possibilità, riservata a imprenditori e consumatori, che la Camera di Commercio di Matera ha organizzato il convegno Se potessi avere mille euro al mese. Perché le famiglie s’indebitano, rimedi per non essere travolti. All’incontro, con testimonial il giornalista Maurizio Costanzo, hanno partecipato due classi del Liceo scientifico Dante Alighieri e dell’Istituto tecnico commerciale Adriano Olivetti di Matera. Nutrito il parterre dei relatori, all’incontro hanno portato i saluti istituzionali il Prefetto Antonella Bellomo e il sindaco Raffaello De Ruggieri. seguirà I lavori, moderati dal giornalista Edmondo Soave, sono stati introdotti  dal presidente del Tribunale di Matera Giorgio Pica. A relazione sugli aspetti tecnici sono stati l’avvocato Paolo Porcari, la vice segretario generale Unioncamere Tiziana Pompei e la psicologa Caterina Rotondaro. Don Basilio Gavazzeni, della Fondazione lucana antiusura Mons. Vincenzo Cavalla, ha offerto una sua riflessione. “Da ottobre 2016 l’Organismo Sovraindebitamento Unioncamere Basilicata ha offerto consulenza gratuita a quanti si sono rivolti per ottenere informazioni – ha spiegato il presidente della Camera di commercio di Matera, Angelo Tortorelli - delle tante richieste d’aiuto giunte, sono 32 le domande depositate e, per 17 di queste, è già stato avviato l’iter. Le altre 15 sono in fase d’istruttoria. Delle 17 pratiche istruite, 13 casi riguardano la provincia di Matera e 3 quella di Potenza. Riteniamo che ci siano ancora molte famiglie che potrebbero rivolgersi al nostro sportello, in via Lucana a Matera, o a quello aperto presso la Camera di commercio di Potenza. Un senso del pudore a rappresentare le situazioni di difficoltà, spesso, porta a non chiedere aiuto. Con il convegno di questa mattina abbiamo voluto trasmettere il messaggio che esiste una possibilità per liberarsi dei debiti e l’invito e a rivolgersi ai nostri uffici per valutare se si può accedere allo strumento del sovraindebitamento”. Tutte le informazioni per conoscere chi può e quali requisiti deve avere per accedere a questo strumento di legge, quali documenti e in che tempistica presentarli, sono rintracciabili sul sito di Unioncamere Basilicata al link http://www.bas.camcom.it/P42A202C13S10/Crisi-da-sovraindebitamento--la-modulistica.htm L’ufficio Mediazione della Camera di Commercio di Matera – in via Lucana, 82 - tel. 0835.338411 – è a disposizione per offrire informazioni e supporto. Tue, 12 Dec 2017 14:06:28 +0000 Matera Rimpatriata cancellarese in terra emiliana https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/27042-rimpatriata-cancellarese-in-terra-emiliana.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/27042-rimpatriata-cancellarese-in-terra-emiliana.html Nella penultima domenica di ottobre, si è rinnovato il conviviale appuntamento con i numerosi  cancellaresi sparsi in Emilia Romagna. Un appuntamento attesissimo che quest’anno ha visto la partecipazione istituzionale del sindaco di Cancellara - Fancesco Genzano - seguìto da alcuni amministratori. La rimpatriata si è tenuta in un ristorante di Casalecchio di Reno in un clima festoso e amichevole dove i convenuti hanno percepito una sensazione di fratellanza, poiché accomunati dal medesimo senso di appartenenza alla propria terra di origine e dalla quale sono stati "strappati" per motivi di lavoro o di studio. Una fuga iniziata fin dai tempi della “valigia di cartone” che ancora oggi si ripete e non solo per ragioni di studio. Tra ricordi nostalgici, nuove conoscenze, baci, abbracci e tante emozioni, si è felicemente conclusa la grande rimpatriata tra cancellaresi in terra emiliana. Una terra generosa che li ha adottati, offerto lavoro e benessere, ma che non potrà  mai sostituirsi emotivamente al paese natio, del quale i cancellaresi rimarranno eternamente “innamorati”. Il primo cittadino ha ringraziato e salutato tutti a nome dell’intera comunità cancellarese, ritenendosi pienamente soddisfatto per aver condiviso una piacevole giornata con tanti compaesani e orgoglioso di appartenere a una terra accogliente e ricca di tradizioni. E come da tradizione, non poteva mancare il brindisi collettivo con l’allegra compagnia per auspicare futuri incontri sempre più numerosi e sorprendenti.   Mon, 30 Oct 2017 10:47:50 +0000 Potenza A Nardò da dicembre La Fabbrica8, la casa delle arti https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/27040-a-nardo-da-dicembre-la-fabbrica8-la-casa-delle-arti.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/27040-a-nardo-da-dicembre-la-fabbrica8-la-casa-delle-arti.html Cos’è La Fabbrica8 Un luogo unico in cui trovare un temporary restaurant, teatro cabaret, live music, concept bar, street food e corsi di cucina: esiste, si trova a Nardò, si chiama La Fabbrica8 e aprirà ufficialmente le sue porte dal prossimo 8 dicembre. L’impronta è netta ed è tutta metropolitana, dettagli urban e reminiscenze industriali che lasciano spazio all’arte e alla filosofia della condivisione. Una casa delle arti, centro nevralgico per tutto il Salento, attorno al quale ruoteranno attori, musicisti, chef e artisti di levatura nazionale. Il primo teatro cabaret del Salento La novità assoluta per la provincia leccese è senza dubbio il teatro cabaret, il cui palcoscenico sarà calcato già nei fine settimana di dicembre 2017 e gennaio 2018 da alcuni dei nomi più noti del panorama comico italiano, come Ficarra e Picone, Mago Forest, Nuzzo e Di Biase, Giovanni Cacioppo, Paolo Caiazzo, Pino e gli Anticorpi. L’idea è dare vita ad un teatro tematico alla maniera milanese e newyorkese. Il venerdì sarà live Un’area sarà dedicata alla live music: una resident band composta da sette musicisti si esibirà ogni venerdì riproponendo i classici della musica italiana in chiave moderna, alternando arrangiamenti jazz e swing, per allietare quanti vorranno ascoltare comodamente seduti a degustare un panino gourmet o un calice di buon vino. Ma non mancheranno gli ospiti, musicisti che troveranno alla Fabbrica8 la loro casa dell’arte. L’enogastronomia d’eccellenza: fra street food e temporary restaurant Alle eccellenze enogastronomiche è dedicato l’altro polo attrattivo de La Fabbrica8, declinato in tre forme. Lo street food ogni sabato, quando nella “piazza” della struttura, si alterneranno specialità regionali tipiche italiane, dal pane e panelle della Sicilia alle tigelle toscane, passando per la farinata ligure. Un Temporary Restaurant che vedrà ogni settimana un menu pensato da uno chef ospite, così da permettere agli avventori di sperimentare i dettagli di alcune delle cucine più rinomate d’Italia. Tra le prime ad essere ospitate nella “cucina” della Fabbrica8, i piatti siciliani con Marco Zavatteri dal ristorante Brancato di Siracusa, le declinazioni del panettone con Cosimo Russo dal ristorante Aqua di Porto Cesareo, la cucina campana con Luigi Lionetti dal ristorante Monzù di Capri, la Puglia in chiave moderna con Domingo Schingaro dal ristorante Due Camini di Fasano, del noto resort Borgo Egnazia. A lezione dagli chef Infine, un ricco programma di corsi di cucina, della durata di tre giorni, per la formazione per aspiranti chef o semplici appassionati. Tra le prime proposte i piatti della cena della vigilia di Natale, le farine e il loro impiego, la cucina campana rivisitata, la cucina biologica a chilometro zero. I due padroni di casa I due padroni di casa della Fabbrica8 sono Manuel Cirignaco, giovanissimo e creativo imprenditore salentino del settore ristorazione, e Attilio De Razza, produttore cinematografico, fra gli altri, di tutti i film di Ficarra e Picone e vincitore del David di Donatello 2017 come miglior produttore dell’anno per il pluripremiato film “Indivisibili”. Una fabbrica che rinasce e cambia pelle: la storia Nata nei primi del Novecento come manifattura dei tabacchi, la struttura conserva il fascino del passato, di quando centinaia di donne svolgevano un lavoro duro, con uno spirito collaborativo, allegro e responsabile. Nei primi anni '60 subì le influenze del capitalismo intensivo delle grandi multinazionali, che la portarono alla cessazione definitiva di ogni attività. Negli anni '80 venne ritrovata in totale stato di abbandono, con gli interni devastati da vandali e le pareti imbrattate. Un coraggioso imprenditore locale, Luciano Barbetta, vide del potenziale, la acquistò per farne un laboratorio tessile e, con molta cura e dedizione, recuperò gli interni conservando la struttura originaria. Nel 2010 l'immobile venne lasciato per un ambiente più grande, e rimase chiuso fino al 2015, quando un nuovo imprenditore ne rimase affascinato. Pensò bene di ridare vita a quel luogo, reinventando gli spazi per varie espressioni d'arte. Un polo attrattivo per i giovani, volto a riempire i vuoti delle serate invernali di paese e ridare smalto, stimolo e prestigio con una nuova realtà. L’8 e il concetto filosofico di spazio Il progetto della Fabbrica8 ruota attorno alla concezione filosofica di "spazio", luogo di intersezione tra il mondo delle idee e quello degli enti finiti. Ognuno di noi nella propria esistenza ha la possibilità di creare i propri spazi, di vivere quelli comuni e di utilizzare quelli che gli altri ci mettono a disposizione. Per Sorokin la concezione di spazio non è altro che l'insieme di individui, gruppi e manufatti ma anche di sistemi di significato che egli individua in 8 punti: linguaggio, scienza, filosofia, religione, arte, etica, diritto e tecnica. L'idea de La Fabbrica si basa proprio sull'evidenziare uno spazio sociale per stimolare incontri, scambi culturali, partecipazione e passione per l'arte e per tutto ciò che aiuta a far crescere una comunità intorno ad uno spazio d'élite. Ecco perché "La Fabbrica8", il numero che richiama i sistemi di significato e che mette in evidenza gli 8 servizi differenti che La Fabbrica proporrà. Mon, 30 Oct 2017 10:32:56 +0000 Lecce La Camera di Commercio di Matera a Barcellona https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27023-la-camera-di-commercio-di-matera-a-barcellona.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27023-la-camera-di-commercio-di-matera-a-barcellona.html Azioni sinergiche e di supporto alle imprese lucane e del materano in territorio spagnolo, eventi di promozione per Matera 2019 e la possibilità di realizzare progetti in ambito comunitario, sono stati questi i temi dell’incontro di mercoledì 25 ottobre fra la Camera di Commercio di Matera e la Camera di Commercio italiana di Barcellona. Nella città catalana il presidente Angelo Tortorelli e il segretario Luigi Boldrin della Camera di Commercio di Matera hanno incontrato il presidente Igor Garzesi e il segretario Federica Falzetta della Camera di Commercio italiana di Barcellona. “C’è grande interesse per la città di Matera e per l’imminente anno in cui sarà Capitale europea della Cultura. Interesse che abbiamo potuto riscontrare nei giorni scorsi a Verona e, adesso, anche a Barcellona. – afferma il presidente della Camera di Commercio di Matera Angelo Tortorelli – con il presidente Garzesi abbiamo avuto un positivo confronto su iniziative di promozione, destinate al pubblico catalano, per Matera 2019. Attività da realizzare tramite la Camera di Commercio di Matera e che ci vedranno impegnati nei prossimi mesi”. Il tavolo di lavoro ha posto l’accento anche su possibili accordi fra alcune Camere di Commercio spagnole nel cui territorio insistono beni Unesco, come Terragona con l’Ensemble Archeologico di Tárraco. Non da ultimo si sono poste le basi per la realizzazione di progetti comuni in ambito europeo. Fri, 27 Oct 2017 15:15:04 +0000 Matera Mondiali Master di scherma, i risultati dei foggiani: Oro a squadre per Nicastro https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/26977-mondiali-master-di-scherma-i-risultati-dei-foggiani-oro-a-squadre-per-nicastro.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/26977-mondiali-master-di-scherma-i-risultati-dei-foggiani-oro-a-squadre-per-nicastro.html Ottimi risultati per gli atleti del Circolo Schermistico Dauno di Foggia impegnati a rappresentare l’Italia ai XXI Campionati del Mondo Master (Veterans Fencing World Championship) in corso a Maribor, in Slovenia. Ieri, splendido successo di Carlo Nicastro che nella sciabola maschile a squadre, ha vinto il titolo mondiale assieme agli altri azzurri Stefano Lanciotti, Giulio Paroli, Riccardo Carmina, Fabrizio Filippi e Francesco Eugenio Negro. Il team italiano, dopo aver chiuso il girone con due vittorie e nessuna sconfitta, hanno battuto nei quarti la Russia per 30-13 e in semifinale la Germania per 30-27, per poi trionfare nella finalissima, contri la Gran Bretagna per 30-19. Nell’individuale, la corsa di Carlo si era fermata nel tabellone a 16, contro l’altro italiano Filippo Carlucci (che ha vinto 10-9), dopo che il foggiano aveva battuto nel tabellone a 64 l’austriaco Felix Lee per 10-8 e nel tabellone a 32 il tedesco Hart. Ottimi risultati, anche per la fiorettista foggiana Maria Grazia Lattanzio, che mercoledì aveva conquistato il decimo posto individuale nella categoria A –migliore delle italiane- mentre ieri è giunta sesta nella prova a squadre, assieme a Mariagrazia Michieli, Gianna Cirillo, Gianna Della Corte e Mariella Nicolosi. Ottimo anche l’obiettivo centrato oggi da Gabriella Lo Muzio nell’individuale di sciabola categoria A: la foggiana è stata la prima delle azzurre, conquistando il 13° posto, dopo aver perso di misura contro la quotatissima tedesca Friederike Janshen per una sola stoccata, 9-10. Un bilancio più che positivo, considerando che Carlo Nicastro e Maria Grazia Lattanzio erano esordienti in una prova mondiale, mentre Gabriella Lo Muzio aveva già vestito la casacca azzurra ai Mondiali di Stralsund (Germania) lo scorso anno, piazzandosi tra le 16.     Fri, 20 Oct 2017 15:13:45 +0000 Foggia Mesagne da scoprire, una serie di appuntamenti autunnali per valorizzare i beni culturali della città https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/26965-mesagne-da-scoprire-una-serie-di-appuntamenti-autunnali-per-valorizzare-i-beni-culturali-della-citta.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/26965-mesagne-da-scoprire-una-serie-di-appuntamenti-autunnali-per-valorizzare-i-beni-culturali-della-citta.html Si chiama “Mesagne da Scoprire, visite guidate d’autunno tra storie e racconti” ed è un vero e proprio programma articolato per promuovere e valorizzare i beni culturali della Città tramite visite guidate che si terranno nei fine settimana di ottobre e novembre. L’iniziativa è promossa dall’Associazione promoCultura, dall’Assessorato alla Cultura e dall’Info Point Turistico di Mesagne. Tra gli obiettivi, sfruttando anche la positiva ondata turistica sviluppatasi durante la scorsa estate, c’è anche quello di contribuire a rendere Mesagne una città attrattiva anche fuori stagione. Si inizia domenica 22 ottobre alle 18.00 con una visita guidata gratuita al Centro Storico. Sarà questa l'occasione per fare una piacevole passeggiata serale tra le viuzze e le piazze alla scoperta di uno dei centri storici più caratteristici e affascinanti della Puglia. La visita guidata sarà un percorso suggestivo con la possibilità di ascoltare le storie e i racconti, molti dei quali poco conosciuti, che hanno caratterizzato la storia di Mesagne e i suoi luoghi più caratteristici. Domenica 29 ottobre alle 18.00 ci sarà poi l’occasione per scoprire il Museo del Territorio e la storia dei Messapi; i visitatori potranno così ammirare i reperti di eccezionale valore custoditi nel museo cittadino e scoprire importanti ed eccezionali testimonianze archeologiche che testimoniano l’antichissima storia della Città; questo appuntamento richiede il ticket d’ingresso al Museo.   Si continua poi domenica mattina 5 novembre alle 10.00 con “Il Castello Segreto”; sarà questa una visita guidata gratuita esclusiva ed eccezionale con accesso straordinario agli ambienti particolari in genere non visitabili e chiusi al pubblico: dalle prigioni al pergolato, dalle cisterne dell’olio al loggiato, dal piano ammezzato alla gran sala, ambienti che raccontano l’affascinante storia del Castello che va dall’età medioevale a quella moderna. Si potrà quindi scendere eccezionalmente nelle antiche prigioni tramite una piccola scala a chiocciola, per poi continuare la visita passeggiando per il caratteristico loggiato dal quale ammirare il panorama della Città. Si potranno poi osservare da vicino come mai prima d’ora, con una breve sosta, le merlature, le feritoie e le caditoie dell’antico torrione orsiniano. Sarà questo un percorso emozionante che porterà il visitatore a scoprire le storie, le leggende e i racconti di uno dei monumenti più importanti della Puglia meridionale. A completare il programma ogni sabato pomeriggio sarà offerto un servizio di accoglienza e di visite guidate presso il Castello e il Museo del territorio. Per partecipare alle visite guidate domenicali è necessario prenotare e per avere maggiori informazioni è possibile contattare anche con con whatsapp il numero 3280014735 o rivolgersi all’Info Point Turistico sito nel Castello e che risponde al numero telefonico 0831738898.     Thu, 19 Oct 2017 05:19:54 +0000 Brindisi Piccolo Teatro di Foggia: Al via la XXII stagione https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/26900-piccolo-teatro-di-foggia-al-via-la-xxii-stagione.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/26900-piccolo-teatro-di-foggia-al-via-la-xxii-stagione.html Parte sabato 14 ottobre la nuova attesa stagione del  Piccolo Teatro di Foggia, che celebra il traguardo della XXII edizione con una straordinaria proposta di spettacoli, appuntamenti, eventi e laboratori organizzati in sinergia con alcune delle più vivaci realtà culturali del territorio. Infatti, la programmazione 2017/2018 si annuncia quanto mai ricca di interessanti novità, come spiega Dino La Cecilia che, insieme a Fabio Conticelli, guida l’Associazione Culturale Palcoscenico nella gestione quello che è ormai da considerare una vera e propria “officina creativa” nel cuore della città. “Da quattro anni stiamo portando avanti, con molta soddisfazione, il nostro progetto di condivisione di spazi, idee ed energie. Quest’anno  abbiamo deciso di rilanciare la formula delle alleanze progettuali per proporre al nostro pubblico nuove esperienze. Alle tradizionali produzioni di teatro dialettale, sette spettacoli prodotti dalla compagnia residente,  si aggiungono i quattro appuntamenti della  nuova rassegna di teatro famiglia, organizzato in collaborazione con  la compagnia Crew Slup di Paolo Citro, e uno spettacolo  inedito di Nuova Drammaturgia, “Suonavo ad Auschwitz” che ho scritto e interpretato”. Aggiunge, poi La Cecilia: “Spazio quest’anno, poi, alla sperimentazione con il progetto Percorsi d’arte una sorta di cartellone "Extra", con pièces di teatro contemporaneo, danza e concerti che saranno dislocati anche fuori dal palco, negli spazi del foyer e delle sale laboratori destinati ad ospitare mostre e performances estemporanee. Un inedito esperimento di commistioni artistiche, realizzato anche grazie alla collaborazione dell’asso. Belcanto di Maria Gabriella Cianci e Davide Longo .” Particolarmente nutrito anche il programma relativo alla formazione. Come illustra l’attore e regista:  “Sono ben quattro, infatti, le proposte artistiche riservate a tutti coloro che vogliono avvicinarsi alle arti sceniche. Dalle lezioni di Flamenco, Danze spagnole e Teatro-danza di Est Ovest-Danza di Fausta Maiorino alla Scuola di Musica Moderna  La Bequadro  - coordinata dal musicista Luca di Maggio -  che propone corsi di batteria, chitarra, basso e piano per adulti e piccini,dal Corso di dizione condotto dal dott. Pierpaolo Orlando al  Laboratorio di esercitazioni sceniche a cura di Dino La Cecilia. A inaugurare questo entusiasmante programma uno spettacolo di cabaret musicale:  “Nu variete' da manecomije”. Si tratta  di una rivisitazione del varietà che ha chiuso l’apprezzato cartellone   della scorsa stagione,  riproposto per accontentare il numeroso pubblico di appassionati che a grande richiesta ha voluto di nuovo  in scena  Dino La Cecilia, Fabio Conticelli, Angelo Fulchini, Tonia Di Maggio, Rosario Curcelli, Alfredo Scarano, Oreste Delle Donne, Lello Damato e Ciro Carnevale con la straordinaria partecipazione della Unza Unza Band. Un appuntamento all’insegna della comicità corale e la musica in programma due week end di seguito - 14, 15, 21 e 22 ottobre  alle ore 20.30  - per iniziare con brio una stagione che si annuncia quanto mai innovativa. Conclude La Cecilia: “Questo è un anno importante per lo staff del Piccolo Teatro, che ha deciso  di impegnarsi per rispondere alle nuove richieste di un pubblico sempre  più vasto – per età e gusti – e molto attento alla qualità delle nostre proposte. Una stagione in cui, forti delle radici della tradizione,  intendiamo proiettarci verso le nuove frontiere dell’impresa culturale. Infatti, stiamo anche  realizzando un nuovo sito web e potenziando la nostra presenza sui social”. Si ricorda che l’ingresso è riservato ai soli soci. Per tesserarsi basta rivolgersi alla Segreteria aperta tutti i giorni ( escluso il lunedì) dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.30. Wed, 11 Oct 2017 15:13:59 +0000 Foggia Al teatro sociale di Fasano al via "FestivAbile" https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/26830-al-teatro-sociale-di-fasano-al-via-festivabile.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/26830-al-teatro-sociale-di-fasano-al-via-festivabile.html “AccordiAbili” è l’Associazione di Promozione Sociale presieduta dal maestro Vincenzo Deluci, musicista jazz reso tetraplegico da un incidente d’auto e che grazie alla all’informatica e alla robotica, è riuscito a riprendere a suonare la tromba con il supporto di ausili tecnologici. Il sodalizio fasanese, sin dalla sua nascita, si è posto l’obiettivo di avvicinare un disabile all’utilizzo di uno strumento musicale attraverso la realizzazione di strumenti su misura o adattamenti di strumenti preparati per ogni specifica disabilità motoria. L’esperienza fatta finora ha consentito di concretizzare il sogno di suonare a svariati disabili. Alcuni di loro si esibiranno giovedì prossimo, 5 ottobre, alle ore 20:30, sul palco del Teatro Sociale, in una serata a loro dedicata: il “FestivAbile”, un evento ad ingresso gratuito che sarà coordinato da Davide Saccomanno che è anche il direttore del corso “La musica per tutti”, organizzato in collaborazione con il Laboratorio Urbano di Fasano che ha dato la possibilità a molti disabili di approcciarsi alla musica. Anche Vincenzo Deluci si esibirà nella serata del “FestivAbile” che sarà anche occasione per il lancio della raccolta fondi finalizzata alla realizzazione della terza edizione del corso “La musica per tutti”. L'iniziativa del FestivAbile rientra nel progetto, approvato dal Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, “Giovane bene collettivo - spazio per la creatività giovanile”, di cui l'associazione “Le Nove Muse” è capofila e l’associazione “AccordiAbili” è partner della rete. Sicuramente il “FestivAbile” sarà occasione di socializzazione e confronto non solo sulle problematiche legate alla disabilità, ma soprattutto sulla musica che è uno straordinario motore riabilitativo e terapeutico nonché un modo, probabilmente il migliore, per condividere le emozioni. Wed, 04 Oct 2017 08:55:01 +0000 Brindisi A Foggia la V Giornata Europea delle Fondazioni https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/26756-a-foggia-la-v-giornata-europea-delle-fondazioni.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/26756-a-foggia-la-v-giornata-europea-delle-fondazioni.html Domenica 1° ottobre 2017 si terrà la quinta edizione della Giornata Europea delle Fondazioni, iniziativa ideata da Dafne (Donors and Foundations Networks in Europe), l’organizzazione che riunisce le associazioni di fondazioni del continente, a cui aderiscono in Italia Acri, che associa le Fondazioni di origine bancaria, e Assifero, l’associazione che riunisce altre fondazioni ed enti di erogazione. Si tratta di un’occasione per conoscere un po’ meglio le fondazioni: enti spesso sconosciuti al grande pubblico, ma che insieme al mondo del volontariato e del terzo settore concorrono ad alimentare e innovare il welfare nel nostro Paese. Alla celebrazione della Giornata Europea aderiscono molte fondazioni che da nord a sud organizzano eventi, convegni e spettacoli, momenti per incontrare le loro comunità a favore delle quali intervengono in diversi campi: dal welfare all’istruzione, dalla cultura all’ambiente. Come ogni anno, anche la Fondazione dei Monti Uniti di Foggia aderirà all'iniziativa. Le celebrazioni partiranno domenica 1 ottobre con una giornata di apertura straordinaria della sede dell'ente, in via Arpi 152, (dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20): curiosi ed appassionati avranno l'occasione di visitare l'antico palazzo della Fondazione, la splendida collezione d'arte moderna e contemporanea in esposizione permanente e la mostra di illustrazioni "Il mare racconta", allestita nella galleria della Fondazione in occasione della manifestazione "Aspettando Buck".   Domenica 8 ottobre 2017, invece, presso la sala "Rosa del Vento" del palazzo della Fondazione, lo scrittore Ivan Cotroneo sarà il protagonista di un incontro pubblico, incentrato sul tema scelto dall'Acri per promuovere l'iniziativa: "E' una questione di educazione. Comunità e crescita delle nuove generazioni". L'incontro sarà moderato dalla professoressa Mariolina Cicerale. Note sull'autore Ivan Cotroneo è nato a Napoli, il 21 febbraio del 1968. Nato a Napoli, dopo aver abbandonato gli studi di giurisprudenza si trasferisce a Roma, dove nel 1992 si diploma in sceneggiatura presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. I suoi primi approcci con il cinema avvengono grazie al regista Pappi Corsicato, per il quale Cotroneo scrive l'episodio La stirpe di Iana incluso nel film collettivo I vesuviani e la sceneggiatura del lungometraggio Chimera. Nel 1999, edito da Bompiani, pubblica una raccolta di citazioni intitolata Il piccolo libro della rabbia. Nello stesso anno ha collaborato alla sceneggiatura di In principio erano le mutande di Anna Negri, assieme a Renato De Maria e Francesco Piccolo ha scritto la sceneggiatura di Paz!, portando sul grande schermo i personaggi creati da Andrea Pazienza. Nel 2003 collabora con Daniele Luchetti e Stefania Montorsi per Dillo con parole mie e scrive per Alex Infascelli il cortometraggio L'ultimo giorno. Nel 2003 pubblica il suo primo romanzo, Il re del mondo, mentre nel 2005, sempre edito da Bompiani pubblica il romanzo Cronaca di un disamore. Cotroneo ha lavorato come sceneggiatore per diverse produzioni televisive, come fiction e miniserie tv, come Un posto tranquillo e Raccontami una storia. Sempre per la televisione, ha fatto parte del team di autori del programma L'ottavo nano, di Serena Dandini e Corrado Guzzanti, per la Dandini è stato inoltre autore per tre stagioni del talk show Parla con me. Oltre al cinema e alla televisione, Cotroneo lavora anche per il teatro, ha adattato l'edizione italiana di Closer di Patrick Marber e Le regole dell'attrazione di Bret Easton Ellis, inoltre ha scritto alcuni spettacoli comici e ha scritto per Claudio Gioè il monologo Se stanotte sono qui. Nel 2007 collabora alla sceneggiatura di Piano, solo, adattamento cinematografico di un libro di Walter Veltroni, nello stesso anno pubblica il suo terzo romanzo, La kryptonite nella borsa. Nel 2008 scrive assieme a Maria Sole Tognazzi L'uomo che ama, film d'apertura del Festival Internazionale del Film di Roma 2008, e torna a scrivere la televisione, con la fiction Tutti pazzi per amore, di cui è autore del format originale, e un nuovo adattamento televisivo di Pinocchio. Nel 2009 ha scritto insieme a Sandro Petraglia e Fidel Signorile la sceneggiatura di "La prima linea" di Renato de Maria, e insieme a Barbara Alberti, Walter Fasano e Luca Guadagnino la sceneggiatura di "Io sono L'amore". Insieme a Ferzan Ozpetek nello stesso anno scrive la sceneggiatura del film di Mine vaganti, vincitore del Globo d'Oro 2010 per la migliore sceneggiatura e candidato, per la sceneggiatura, al David di Donatello e al Nastro d'argento 2010. Nell’ottobre del 2007 Bompiani pubblica il suo quarto libro, Un bacio. Sta lavorando all'adattamento cinematografico del suo romanzo "La kryptonite nella borsa", la cui sceneggiatura è scritta, oltre che da Cotroneo, da Monica Rametta e Ludovica Rampoldi. Il film verrà prodotto dalla Indigo Film di Francesca Cima e Nicola Giuliano. È il traduttore ufficiale per l’Italia delle opere di Hanif Kureishi e Michael Cunningham. Thu, 28 Sep 2017 13:34:02 +0000 Foggia Presentato a Barletta il progetto della Cittadella della Musica Concentrazionaria https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/barletta/26656-presentato-a-barletta-il-progetto-della-cittadella-della-musica-concentrazionaria.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/barletta/26656-presentato-a-barletta-il-progetto-della-cittadella-della-musica-concentrazionaria.html C' è il sogno di un singolo uomo che è già Storia, e ora quel sogno si è aperto alla condivisione con il resto del mondo. E' il sogno del musicista pugliese Francesco Lotoro che ha passato gli ultimi trent'anni in giro per il mondo raccogliendo la musica scritta da artisti internati, e spesso uccisi, nei lager militari e civili di tutto il mondo, dal 1933 al 1953. Una ricerca dagli esiti monumentali che mostra come l'arte possa intersecarsi con la vita al punto da diventare un fattore  indispensabile per la stessa sopravvivenza. Tutto il materiale raccolto attende ora di avere una sede appropriata per la quale Lotoro ha scelto la sua Barletta, città dove lo scorso 17 settembre è stato presentato il progetto della Cittadella della Musica Concentrazionaria. Si tratta di un complesso polifunzionale e multimediale di 9 mila metri quadri, suddiviso in cinque sezioni (Campus delle Scienze Musicali, Biblio-mediateca Musicale, Museo dell'Arte Rigenerata, Teatri Nuovi Cantieri, Libreria Internazionale del Novecento)  che nascerà nell'area e nelle strutture storiche della ex Distilleria cittadina, come hanno spiegato l'architetto Nicolangelo Dibitonto, autore del progetto di recupero e riqualificazione, e lo stesso Francesco Lotoro. Un'operazione di altissimo valore culturale, morale, e anche urbanistico, che la Fondazione Istituto di Letteratura Concentrazionaria, presieduta da Lotoro, ha promosso ai massimi livelli, come testimonia il finanziamento di 5 milioni di euro già stanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, cifra che ora dovrà necessariamente essere integrata da altri fondi affinché l'iniziativa vada a buon fine. Intanto il vortice di vite ed emozioni di cui è pregna l'innumerevole quantità di spartiti musicali riportata alla luce da Lotoro, non ha mancato di toccare la sensibilità di pubblico, istituzioni e giornalisti che domenica scorsa hanno gremito la sala dello splendido Palazzo della Marra dove si è svolto l'incontro moderato dal giornalista RAI Michele Peragine, seguito da una visita al cantiere della Cittadella e da un concerto presso il Teatro Comunale Curci. “La grande soddisfazione che provo oggi – ha detto Francesco Lotoro – è di percepire come il sogno della Cittadella della Musica Concentrazionaria non sia più solo mio, ma nostro, di questa città e di una generazione di uomini e donne che da oggi si assume un grande compito: quello di disegnare le linee della storia della musica dei prossimi anni e riaprire questa immensa “biblioteca di Alessandria” che è il patrimonio musicale creato nei lager. Per me è un onore consegnare tutto ciò alla mia città con l'obbligo morale e storico di dare a questa musica il nome di "Letteratura musicale" che significa rendere onore ai compositori, far diventare normale la loro opera, farla entrare nella letteratura musicale come quella di Bach e degli altri musicisti del passato. Il materiale musicale recuperato sarà custodito nel Museo della Musica Rigenerata, che abbiamo scelto di denominare così in antitesi all'espressione “musica degenerata” usata con disprezzo dai gerarchi del Terzo Reich. Mi preme infine ricordare che grazie alle ricerche fatte dal maestro Paolo Candido, la biblioteca della Cittadella avrà anche una sezione dedicata ai compositori e musicisti barlettani come Giovanni Leonardo Primavera, Giuseppe Curci, Renato Virgilio, Vincenzo Gallo, Antonio Gallo, Giuseppe Fanciulli, Giovanni Petrucci, Daniele Varola, Raffaella De Nittis, Giuseppe De Leone e altri”. Di grande interesse le prospettive delineate dall'intervento di Giuseppe Langella, professore ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. “I have a dream..., ha esordito, aggiungendo che “è muovendo da questo semplice anelito che molti uomini hanno seguito il proprio pensiero e cercato di realizzarlo, e così molte idee apparentemente utopiche sono diventate realtà. Tuttavia, affinché un sogno diventi realtà è necessario che tutti lo condividano ed è impossibile non condividere un progetto come questo, nel quale si difende la dignità di tutti i musicisti morti nei lager e dei sopravvissuti. In gioco c'è la difesa ad oltranza dei valori umani ed è per questo che l'Università Cattolica ha dato il suo pieno e incondizionato assenso al progetto. Una delle forme in cui vorremmo dar corpo a questa collaborazione è la organizzazione di summer school destinate a coloro che vorranno studiare e quindi conoscere meglio la musica scritta in cattività da compositori famosi ma che non hanno avuto la fortuna di uscire vivi da quei terribili luoghi di morte. Il mio invito dunque è: siate orgogliosi e custodite questo progetto”. Aldo Patruno, direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio, Regione Puglia  ha a sua volta definito il progetto della Cittadella“pienamente in linea con la logica che spinge la Regione a volerlo valorizzare e finanziare e cioè quella di rendere fruibile il territorio tutto l'anno, il che significa destagionalizzare e internazionalizzare, offrendo quanto di meglio abbiamo ai turisti che arrivano per ammirare le nostre bellezze artistico-architettoniche e paesaggistiche. Stiamo infatti investendo tanto affinché il nostro territorio esca definitivamente da una condizione di sottosviluppo, allineandosi ai migliori standard internazionali. In tale direzione, nell'ambito del progetto regionale Smart-In, abbiamo inserito la Cittadella della Musica Concentrazionaria fra le risorse culturali di maggior rilievo della Puglia.” E' quindi intervenuto Riccardo Pacifici, già presidente della Comunità ebraica di Roma e da sempre attento alle più importanti problematiche dell’ebraismo italiano, che ha elogiato il lavoro condotto sinora da Lotoro, invitando le Istituzioni ad accompagnare con maggior forza e convinzione la costruzione e la crescita della Cittadella perché possa un giorno diventare autentico “luogo di Vita e Arte ebraica”, lungi da aspetti commemorativi e memorialistici che sono pur importanti ma non rendono l’idea dell’energia pulsante, del colore e della ricchezza sonora di questa letteratura musicale. Ha quindi sottolineato l’importanza storica, morale e umana della Cittadella anche nei riguardi dello Stato d’Israele (non a caso l’ambasciatore israeliano a Roma Ofer Sachs ha inviato a Lotoro una bellissima lettera di supporto al progetto, letta pubblicamente durante la conferenza) e la preziosità del Campus delle Scienze Musicali interno alla Cittadella come luogo specificatamente dedicato alla musica ebraica. Riccardo Pacifici ha inoltre donato alla Cittadella l’immenso archivio fonografico e cartaceo di suo padre Emanuele, storico e testimone della Shoah, e per tal ragione, il Polo Nazionale della Musica Ebraica che nascerà nell'ambito della Cittadella sarà dedicato a Emanuele Pacifici. “Il canto e la musica – ha concluso Riccardo Pacifici - sono l'essenza della vita degli Ebrei. Per noi, quelli ritrovati non sono canti e musiche per non dimenticare, ma sono come il segno stesso della vita, rappresentano la continuità della vita e dobbiamo tentare di ribaltare l'immaginario collettivo che vede negli Ebrei soltanto vittime della Shoah. Noi ci siamo, vogliamo raccontare, vogliamo esserci!” Il Sindaco di Barletta, Pasquale Cascella, ha invece ricordato come il recupero dell'area storica dell'ex Distilleria sia da tempo al centro della progettualità amministrativa del Comune: “Quello che per molti è un sogno – ha dichiarato - per me è un assillo. E' noto infatti come questo luogo costruito a fine '800 sia stato sempre sotto i riflettori. In quell'area si sarebbe potuto costruire e invece va dato atto ai cittadini di essersi opposti con forza all'abbattimento, e anzi di aver voluto la salvaguardia della distilleria, simbolo della vivacità e capacità imprenditoriale dei barlettani e quindi della storia locale. Abbiamo così deciso di sostenere il progetto della Cittadella puntando sul finanziamento pubblico e privato, lasciando che assolva ad una funzione pubblica perché la cultura deve essere fruibile da tutti. Ritengo che questo progetto possa essere da esempio per tutto quello che c'è ancora da fare in questa città”. Fra le varie personalità che hanno seguito l'incontro c'erano anche Giuseppe Mastromatteo, ordinario di Politica Economica presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano, e il regista franco-argentino Alexandre Valenti, autore del docufilm The Maestro, una coproduzione franco–italiana realizzata nel 2015 in versione televisiva e cinematografica che racconta la straordinaria opera di ricerca compiuta da Francesco Lotoro nell'arco di 30 anni. Tratto dal volume “Le Maestro” del giornalista e scrittore francese Thomas Saintourens, il docufilm è stato presentato in anteprima assoluta a Barletta e quindi in successione presso la sede Unesco di Parigi, al Los Angeles Italia Film Festival, nelle sale e sulla TV italiane e via via in altri Paesi. E' di ieri la notizia della sua vittoria al Film Festival di Pale, in Bosnia, dove il prossimo 23 settembre si terrà la cerimonia di premiazione. Thu, 21 Sep 2017 15:43:56 +0000 Barletta Cancellara - Successo di pubblico per gli intramontabili Cugini di Campagna https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/26494-cancellara-successo-di-pubblico-per-gli-intramontabili-cugini-di-campagna.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/26494-cancellara-successo-di-pubblico-per-gli-intramontabili-cugini-di-campagna.html Un autentico bagno di folla - domenica 16 luglio - nella piazza principale di Cancellara per assistere al concerto dei Cugini di Campagna, organizzato in occasione dei festeggiamenti della Madonna del Carmine. La band, fondata da oltre 40 anni ad opera dei “cespugliosi” gemelli Michetti, ha letteralmente incantato i presenti con l’esibizione di brani musicali che hanno fatto da colonna sonora a tantissime storie d’amore. Ivano, lo showman del gruppo, ha ripercorso la loro longeva carriera musicale che ha avuto il suo esordio  con “Anima mia”, la mitica canzone riproposta nel corso degli anni in varie lingue e da artisti d’eccezione: Dalida, Frank Sinatra, Claudio Baglioni ecc… L’eccentrico look, in netto contrasto con la delicatezza delle canzoni, ha sbalordito i presenti e ha contribuito a consolidare nel tempo la loro identità oltre alla particolare voce in falsetto, attualmente affidata al giovane Daniel Colangeli. In un clima festoso e coinvolgente, i Cugini di Campagna hanno intrattenuto piacevolmente il pubblico, regalando emozioni e facendo sprofondare i meno giovani nei favolosi anni settanta, quando per ascoltare una canzone si ricorreva al juke-box o si aspettava il venerdì alle ore 13.00 per sintonizzarsi sul 2° canale radio dove veniva trasmesso il programma “Hit Parade” presentato dalla storica voce di Lelio Luttazzi. Durante lo spettacolo, con un’insolita performance, hanno eseguito il famoso brano “Malafemmina”, in omaggio al grande Totò. Infine, sulle note della canzone “Anima mia”, cantata in compagnia di alcuni volontari del pubblico, i Cugini di Campagna hanno salutato e ringraziato tutti per la calorosa accoglienza. E come ogni festa che si rispetti, la serata si è conclusa con una scintillante cascata di fuochi d’artificio. Fri, 21 Jul 2017 13:15:48 +0000 Potenza Cancellara - Straordinario successo a Bucine per il “Festival delle Regioni” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/26333-cancellara-straordinario-successo-a-bucine-per-il-festival-delle-regioni.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/26333-cancellara-straordinario-successo-a-bucine-per-il-festival-delle-regioni.html Si è conclusa domenica 28 maggio - a Bucine - la 14^ edizione del Festival delle Regioni: la kermesse che ospita ogni anno 20 regioni italiane rappresentate da comuni e associazioni varie. Una delegazione di Cancellara composta da Amministratori e componenti della Pro Loco, accompagnati rispettivamente dal sindaco Francesco Genzano e dalla Presidente Donata Claps, ha avuto il prestigioso compito di rappresentare la Basilicata, terra generosa e ricca di reconditi tesori. Non è la prima volta che il comune di Cancellara e la Pro loco partecipano al tradizionale appuntamento che coinvolge tantissime associazioni presenti sul territorio nazionale ed estero e dove si intrecciano culture e tipicità di ogni genere, dando origine ad un caleidoscopio di variegate e colorate sensazioni. A fare la differenza quest’anno, ci ha pensato il gruppo folk “La Rondinella” che a suon di organetto, canti e tarantelle ha invaso allegramente le strade di Bucine. Ospite speciale del gruppo cancellarese è stata Rita Funghini, meglio conosciuta come la barbiera di Arezzo dal sangue lucano, che con la sua esplosiva simpatia ha conquistato l’intera delegazione. La festosa manifestazione ha rappresentato per Cancellara e per le delegazioni intervenute una straordinaria vetrina per promuovere le eccellenze di ciascuna regione, destinate talvolta a rimanere sopite. Dunque, un’Italia che grazie all’impegno solerte e operoso dell’Associazione “Bucine un comune in fiore”, continua a darsi appuntamento ogni anno nella ridente e ospitale cittadina toscana per un proficuo scambio di esperienze e per rinsaldare il comune senso di appartenenza ad un Paese ricco di tradizioni, sapori e inesauribili risorse. Thu, 01 Jun 2017 12:23:28 +0000 Potenza Cancellara - Pellegrinaggio a Maratea in onore del Santo Patrono https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/26301-cancellara-pellegrinaggio-a-maratea-in-onore-del-santo-patrono.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/26301-cancellara-pellegrinaggio-a-maratea-in-onore-del-santo-patrono.html Nella mattinata del 13 maggio, quando i primi raggi di sole indoravano il borgo di Cancellara, un gruppo di pellegrini, ancora assonnato, si apprestava a raggiungere Maratea per assistere ai solenni festeggiamenti di San Biagio. A guidarlo c’era don Giuseppe Calabrese, accompagnato dal primo cittadino Francesco Genzano e alcuni amministratori che hanno accolto di buon grado l’invito del sindaco di Maratea, Domenico Cipolla. Non è un caso che il sindaco di Maratea abbia esteso l’invito ad un comune così distante dal suo e il motivo della scelta è proprio San Biagio, in quanto è il Patrono di entrambi i comuni. Si, perché l’amatissimo San Biagio, Vescovo e Martire, oltre ad essere Patrono e compatrono di tantissimi comuni sparsi in Italia e nel mondo è anche il Patrono di Cancellara dove viene festeggiato il 3 febbraio, data del suo martirio. Sebbene la data e i riti religiosi si differenzino molto, entrambi i comuni sono devotissimi al Santo e questa condivisione è iniziata a Cancellara quando, in occasione dei festeggiamenti del Santo Patrono, è intervenuta una delegazione di Maratea e in tale circostanza fu presentato il libro “San Biagio a Maratea” dell’autrice Tina Polisciano. Da qui è nato l’impegno da parte di don Giuseppe e del Sindaco di Cancellara di voler ricambiare la visita a Maratea durante i festeggiamenti del Santo Patrono. Promessa mantenuta, dunque! Un gesto molto apprezzato dal sindaco Cipolla che ha reso pubblico durante i saluti alle autorità intervenute, esprimendo viva gratitudine nei confronti del comune di Cancellara per la sua presenza e riservando all’intero gruppo una calorosa accoglienza. A presenziare ai solenni festeggiamenti c’erano numerose confraternite e diversi comuni, nonché il Prefetto della provincia di Potenza, Giovanna Stefania Cagliostro e il consigliere regionale Mario Polese. Presente anche Mons. Sirufo in sostituzione dell’Arcivescovo Orofino che ha presieduto la solenne Celebrazione Eucaristica, congratulandosi, durante l’omelia, con il gruppo di Cancellara per la partecipazione decisamente considerevole. Molto caratteristica  la processione  con il busto di San Biagio che si è snodata tra viuzze suggestive e tappezzate da petali di fiori lanciati al suo passaggio da finestre e balconi. Al termine della processione, il busto di San Biagio è stato riposto nella Chiesa dell’Annunziata per essere riportato il giorno successivo nella Basilica Pontificia, sede definitiva del Santo. Il pellegrinaggio dei cancellaresi a Maratea è stato anche un modo per ammirare i paesaggi mozzafiato, la lussureggiante vegetazione, i vertiginosi strapiombi, la bellezza senza fine del mare cristallino e non ultimo, la maestosità della statua del Redentore che dall’alto del monte S. Biagio, sospesa tra cielo e mare, sovrasta l’intera città. Senza dimenticare, ovviamente, l’obiettivo primario del viaggio, ovvero rilanciare la figura di San Biagio nei suoi molteplici aspetti, condividendone nel contempo il culto con la città di Maratea e consolidare i rapporti appena nati, in vista di un auspicabile gemellaggio fra i due comuni. Durante il percorso in autobus si è tenuta una lezione “itinerante” da parte del prof. Saracino e don Giuseppe Calabrese, rispettivamente sulle origini del culto di S. Biagio a Maratea e sulle apparizioni della Madonna di Fatima ai tre pastorelli, ricorrendone il centenario proprio quel giorno.   Tue, 23 May 2017 12:11:49 +0000 Potenza Cancellara - Rita l'aretina, barbiera per passione https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/26114-cancellara-rita-l-aretina-barbiera-per-passione.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/26114-cancellara-rita-l-aretina-barbiera-per-passione.html Da sempre il termine barbiere è associato alla figura maschile ma non per Rita, la singolare barbiera di Arezzo che da circa quarant’anni è alle prese con forbici e rasoi per una clientela esclusivamente maschile. Non ancora maggiorenne, Rita si sentiva “intrappolata” a Rigutino, frazione di Arezzo dove risiedeva con la famiglia; sognava di vivere in città e l’occasione le fu fornita da un annuncio per apprendista barbiere che non si fece sfuggire. Fu assunta presso una barberia di Arezzo e dopo un’adeguata formazione si mise in società con due colleghi, di cui Aldo, prematuramente scomparso, al quale era legata da una profonda riconoscenza e al solo ricordo le brillano gli occhi. Da circa quattordici anni, Rita lavora da sola nel suo storico salone e nel frattempo i clienti si sono moltiplicati. Nonostante le interminabili code, sembra che gli avventori non siano poi tanto dispiaciuti poiché l’attesa è ripagata dall’atmosfera cordiale che si respira, dal caffè che si sorseggia, dalle orchidee che allietano lo sguardo e dalla garbata esuberanza della padrona di casa. Sì, perché Rita non si limita solo a fare barba e capelli, ma ama coccolare i suoi clienti, tutti indistintamente: dal bambino di un anno al vecchietto di novant’anni, dallo studente squattrinato al ricco imprenditore. Altamente professionale e generosamente affabile, Rita conosce di ciascun cliente la propria storia, disposta sempre ad ascoltare e offrire ad ognuno il dovuto riguardo senza mai cedere al pettegolezzo. L’insegna del suo salone è l’unica che rimane accesa fino a tarda sera e lei è ancora lì, pronta per ricominciare. Si trasforma in un vulcano quando in Tv ci sono le partite, soprattutto dove i giocatori sono anche suoi clienti e ne approfitta per ammirarne il “taglio”. La sua singolarità non conosce limiti ed è per questo che non è passata inosservata allo scrittore e giornalista Giorgio Ciofini che nel suo libro “Il Can de' Svizzeri” l’ha pittorescamente descritta. Nelle sue vene scorre anche sangue lucano e precisamente di Cancellara, un suggestivo borgo medievale dove da bambina trascorreva le vacanze dalla nonna che abitava nel castello. Da qualche anno ha ripreso a frequentare il paese per ricomporre il puzzle della sua famiglia, regalando ogni volta un’esplosione di entusiasmo a parenti ed amici. Sat, 01 Apr 2017 15:21:45 +0000 Potenza Il Percorso Oncologico regionale riparte da Lecce https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/26042-il-percorso-oncologico-regionale-riparte-da-lecce.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/26042-il-percorso-oncologico-regionale-riparte-da-lecce.html Gestire la malattia oncologica in ogni sua fase per migliorarne il percorso all’interno della struttura sanitaria. E con effetti positivi sulla vita dei pazienti, dentro e fuori una corsia d’ospedale. E’ il progetto DMO Disease Management Optimization, ovvero ottimizzazione della gestione della malattia, realizzato da ARES Puglia, ASL Lecce e BIP Life Sciences, con il contributo di Roche, nell’Ospedale “Vito Fazzi”. Un “laboratorio” ideale per disegnare un percorso omogeneo in cui prendersi cura dei pazienti oncologici, con i loro bisogni e patologie specifiche alle quali offrire risposte efficaci ed efficienti, migliorando allo stesso tempo la capacità delle strutture e delle professionalità sanitarie di gestire, in modo semplice e preciso, la complessità. Anche eliminando, o riducendo al minimo, sprechi, ridondanze e criticità. Un anno di impegno, dal giugno 2015 al giugno 2016, per verificare e puntellare - partendo dal progetto-pilota di Lecce - la “spina dorsale” del Percorso Oncologico regionale. I cui primi risultati sono stati presentati giovedì scorso nel Polo Oncologico “Giovanni Paolo II”, fulcro operativo del progetto assieme alla Direzione Sanitaria della Asl Lecce, alla Chirurgia Toracica e alla Radioterapia del “Vito Fazzi”, sotto il coordinamento di Giovanni Gorgoni, direttore Ares Puglia, di Ettore Attolini, dirigente Programmazione Sanitaria Ares Puglia, e del direttore sanitario ASL Antonio Sanguedolce. Fondamentali i dati raccolti ed elaborati che, a partire dal focus sul carcinoma del colon retto e del polmone, riflettono un quadro di graduale quanto effettivo miglioramento delle modalità con le quali la Sanità pugliese, e in particolare leccese, sta affrontando la lotta quotidiana contro la malattia oncologica. Un confronto non sempre facile, ad esempio sul versante della crescita della quota di pazienti presi in carico tramite team multidisciplinare: 2,5% per il colon retto, 5% per il carcinoma polmonare. Numeri ancora limitati su cui bisognerà concentrare gli sforzi, ma che costituiscono l’humus su cui innestare il cambiamento in atto. Tendenza certificata, per il colon retto, da performance più marcate in termini di riduzione della degenza media per i pazienti operati (2,4 giorni, meno 15%), oppure nel tempo medio d’accesso alla chemioterapia, calcolato in 6,9 settimane, quindi entro il range di 4-8 previsto dalle linee guida, così come per la mortalità post-operatoria: inferiore al 2% nei 30 giorni successivi per interventi programmati e al 10% per quelli urgenti. Numeri positivi confermati anche sul fronte del carcinoma polmonare, dove la mortalità post-operatoria è infatti inferiore al 2% e 3%, rispettivamente nei 30 e 90 giorni successivi all’intervento. Richiederà un maggiore impegno, invece, riuscire ad abbassare la degenza media dei pazienti in fase pre-operatoria: sono 2 (a Lecce) e 3 (in media in regione) le giornate ancora da “limare” per raggiungere la soglia attesa di 12 giorni. Più incoraggianti i tempi di ricovero connessi con un intervento maggiore programmato, che a Lecce non superano gli 8,3 giorni, quindi sotto la soglia fissata a 9, così come la riduzione del 60% del tempo medio trascorso tra il sospetto diagnostico e la prima visita specialistica (12 giorni nel 2015). Analisi, monitoraggio e rimodulazione hanno riguardato anche i pazienti operati entro un mese dalla diagnosi, la cui quota è cresciuta costantemente. Ed è stata valutata positivamente la progressiva concentrazione delle attività nei centri regionali di riferimento, come avvenuto nella Chirurgia Toracica del “Fazzi”, reparto d’eccellenza con circa 200 interventi l’anno, mentre a livello regionale operano ancora diverse strutture con volumi di attività programmata inferiore alla soglia minima attesa di 65 casi l’anno. Ad un livello più profondo rispetto alle cifre, va quindi letto l’approccio globale alla malattia oncologica, che mette in gioco le attuali modalità di gestione clinica ed assistenziale del paziente, identifica gli ambiti di miglioramento del percorso, approfondendo gli elementi epidemiologici, clinici, organizzativi ed economici e quindi generando elementi quantitativi in grado di supportare un confronto costruttivo all’interno del gruppo di lavoro regionale. Il traguardo, indicato dal direttore Gorgoni, è già in vista: «Definire in modo condiviso le priorità di intervento per migliorare il percorso a parità di risorse. Abbiamo perciò tracciato le linee guida dell’iniziativa che fa di Lecce il punto di riferimento per un modello innovativo, perfettamente in sintonia con le direttive regionali, che ha come obiettivo principale la verifica, attraverso un modello scientifico, del percorso dedicato al paziente oncologico». «Partire dai dati – ha sottolineato il dg Silvana Melli – è fondamentale per riorganizzare e ricalibrare i servizi in termini di terapia e di risultati finali: il Polo Oncologico del “Fazzi” è il luogo giusto e d'eccellenza per la presa in carico adeguata e continuativa del paziente». Linea condivisa dal direttore sanitario Antonio Sanguedolce, che a maggior ragione ha rimarcato «l’importanza di riallineare i dati amministrativi ed economici con quelli più squisitamente clinici, che insieme danno la misura e il valore del lavoro svolto all’interno del percorso oncologico». Una “strada” che ha trovato nell'esperienza di Lecce un test tanto attendibile da poter essere replicato su scala regionale. Sat, 18 Mar 2017 17:49:33 +0000 Lecce Cancellara, l’Arcivescovo Sirufo in visita alla sezione Unitre https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/25823-cancellara-l-arcivescovo-sirufo-in-visita-alla-sezione-unitre.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/25823-cancellara-l-arcivescovo-sirufo-in-visita-alla-sezione-unitre.html Nei giorni scorsi il neo Arcivescovo di Acerenza, S.E. Mons. Francesco Sirufo, è stato ospite presso la sezione Unitre di Cancellara. A fare gli onori di casa nella gremita saletta è stato il Presidente dell’Associazione, prof. Rocco Saracino, che ha illustrato le attività svolte nel corso dell’anno e le iniziative future. Mons. Sirufo, dopo aver ringraziato tutti per la calorosa accoglienza, ha lodato i numerosi anziani seduti tra i “banchi di scuola” che oltre a mantenere attiva la mente, sono da stimolo ai più giovani. L’argomento proposto dal presule “dall'Ebraismo al Cristianesimo” è stato anticipato dalla distribuzione di uno schema dove erano riportate le tappe fondamentali che hanno determinato il passaggio dall'Ebraismo al Cristianesimo. Con estrema chiarezza, Mons. Sirufo ha raccontato fatti e personaggi che hanno scandito la storia del popolo Ebraico fino all'origine del Cristianesimo, evidenziando differenze e similitudini tra le due religioni. Ha accennato, inoltre, alle varie lacerazioni avvenute all'interno della Chiesa a partire dal Grande Scisma d’Oriente, seguito dalla Riforma Luterana e infine dalla nascita della Chiesa Anglicana, auspicando che il Movimento Ecumenico con le numerose iniziative, possa portare un giorno non lontano all'Unità dei Cristiani. Al termine della conferenza, è seguito un momento di convivialità, durante il quale l’Arcivescovo si è “mimetizzato” con gli allievi per scambiare alcune opinioni. Presenti all'incontro don Giuseppe Calabrese, parroco di Cancellara, Don Michele Cillis e Francesco Genzano, sindaco di Cancellara, con il quale l’Arcivescovo si è intrattenuto per un'amichevole conversazione.           Fri, 03 Feb 2017 13:48:32 +0000 Potenza Il Liceo Farinato di Enna primo in Sicilia nella classifica di Ludum https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/25740-il-liceo-farinato-di-enna-primo-in-sicilia-nella-classifica-di-ludum.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/25740-il-liceo-farinato-di-enna-primo-in-sicilia-nella-classifica-di-ludum.html Il Liceo Farinato di Enna è il primo liceo siciliano nella graduatoria da Ludum, lo Science Center isolano. La classifica è stilata in base ai voti conseguiti il primo anno di Università dagli studenti provenienti dai Licei Scientifici della Sicilia sud orientale e quelli provenineti dal Farinato di Enna sono tra i primi per rendimento. I dati sono ottenuti da una analisi delle statistiche fornite dalla fondazione Agnelli. “Il segreto? – dice il dirigente scolastico Anna Marmo -  Un corpo docente, che da 14 anni sono orgogliosa di dirigere, stabile ed entusiasta, impegnato ad accrescere la motivazione allo studio e a guidare i giovani alla scoperta delle vocazioni personali, degli interessi e degli stili di apprendimento individuali”.  Il Farinato, infatti, si avvale di un sistema formativo aperto alle innovazioni tecnologiche ed agli stimoli culturali del territorio. Un sistema completo che cura globalmente, e con la stessa passione, sia l’ambito umanistico che scientifico, dando pertanto una preparazione a trecentosessanta gradi e consentendo così la scelta di qualsiasi facoltà universitaria. Una crescita culturale permeata da una ottica di  provincia che qui sa essere una forza. “Una gratificazione per tutti noi, docenti, il personale non docente, gli studenti – continua la Marmo - Una valutazione che non può che far piacere alle famiglie dei ragazzi che animano la quotidianità della scuola, ma anche a quelle di chi da queste aule ha avuto lo slancio giusto per il proprio futuro. Una spinta a fare bene da parte di tutti docenti e discenti, mantenendo alto l’impegno silenzioso e fattivo delle singole componenti come in ogni squadra vincente”. Sat, 21 Jan 2017 14:15:53 +0000 Enna Cancellaresi a Bologna per un conviviale incontro https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/25297-cancellaresi-a-bologna-per-un-conviviale-incontro.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/25297-cancellaresi-a-bologna-per-un-conviviale-incontro.html Una settantina di compaesani si sono dati appuntamento a Bologna il 23 ottobre scorso intorno ad una tavola riccamente imbandita. Tutti originari di Cancellara, un minuscolo e suggestivo borgo situato nel cuore della Basilicata. Non erano compagni di classe e nemmeno affiliati di un’Associazione, ma semplicemente un insieme di persone accomunate dalla voglia di rinsaldare vecchi e nuovi  legami e condividere il comune senso di appartenenza alla propria terra d’origine. Un gruppo, dunque,  piuttosto eterogeneo che comprendeva lavoratori, pensionati e studenti dimoranti nel comune di Bologna e dintorni. Una sorta di appuntamento al buio dove non sono mancate sorprese e “carrambate”. L’incontro, permeato da forti emozioni, ha raggiunto il suo culmine durante la lettura di un inaspettato, quanto gradito messaggio inviato dal primo cittadino di Cancellara - Francesco Genzano - che, nel rammaricarsi per la mancata presenza, ha manifestato la sua vicinanza a tutti i partecipanti. Ha promesso, inoltre, di non mancare in futuro e di impegnarsi affinché questo evento diventi un appuntamento fisso da rinnovare annualmente. Tanta soddisfazione per Rocco Erario, Giuseppe Scarfiello e Franco Caputo ai quali va il merito per aver organizzato l’evento che si è svolto all'insegna della spontaneità e della convivialità, dove ciascun partecipante si è sentito membro di una grande famiglia e fiero di appartenere ad una terra per la quale non esistono tempi o distanze in grado di affievolire il profondo legame che li tiene uniti sin dalla nascita. Mon, 31 Oct 2016 09:14:33 +0000 Potenza Il centro storico conquistato dall’Innovation bar https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/trani/25212-il-centro-storico-conquistato-dall-innovation-bar.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/trani/25212-il-centro-storico-conquistato-dall-innovation-bar.html Per una sola serata, quella del 16 Ottobre scorso, il centro storico tranese è divenuto un punto d’aggregazione informale per gente incuriosita dal format immediato dell’Innovation bar. Artisti locali con opere in mostra, musica innovativa, aperitivo gratuito prodotto con ingredienti biologici o a chilometro zero, per una proposta vicina a chi di “innovazione” ha sempre sentito parlare, rinunciando ad approfondire per la paura di confrontarsi con un linguaggio tecnico e ostico. Un’iniziativa sostenuta anche dal Comune di Trani con la chiusura al traffico della centralissima via Mario Pagano, che ha permesso all’incredibile afflusso di interessati – circa 300 le presenze confermate  –  di conoscere e usufruire con comodità dei servizi proposti, tra i quali l’applicazione NIDOnet, disponibile gratuitamente su Play Store per rimanere aggiornati sulle prossime tappe in programma. Tra gli ospiti e relatori dell’evento, Maurizio Lotito, founder di Postpickr, Marcella Loporchio, crowd mentor, Maria Teresa Amoruso, direttrice del portale Sì Puglia, e Giancarla Trizio, founder e CEO di Tou.Play. La serata ha coinvolto gli esercenti della zona e le rispettive attività commerciali, trasformando per poche ore via Mario Pagano in un piccolo salotto dell’innovazione.  Abbiamo raccolto le parole di Elio Palumbieri, presidente dell’associazione, a margine dell’evento: "Trani è anche cultura e innovazione, e non c’è risposta migliore di questa per chi ancora dipinge il meridione come un luogo spento e senza iniziativa. Siamo orgogliosi di aver vissuto con i tranesi una serata che ha ridestato interesse per il nuovo, al punto da avere in serbo per questa città un altro appuntamento targato Innovation bar" .   Wed, 19 Oct 2016 14:37:22 +0000 Trani Libertà di espressione negata https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/25176-liberta-di-espressione-negata.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/25176-liberta-di-espressione-negata.html La Costituzione della Repubblica italiana all’art. 21 recita “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Addirittura la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo all’art. 19 recita: “Ogni individuo ha diritto alla libertà d'opinione e d'espressione, il che implica il diritto di non venir disturbato a causa delle proprie opinioni”. Ma evidentemente la libertà di manifestazione del pensiero, che è uno dei diritti fondamentali riconosciuti negli ordinamenti democratici, trova sempre meno spazio in Italia. Un esempio lampante di questa deriva totalitaria è quanto accaduto nei giorni scorsi a Caserta dove si è tenuta una «Marcia per la vita» che ha come obiettivo la salvaguardia della vita nascente minacciata da un sempre crescente numero di aborti permessi dalla contestata legge 194. Il corteo, che si è snodato lungo le strade del centro cittadino, ha visto la libera partecipazione di numerosi gruppi studenteschi. La bontà della manifestazione, tuttavia, non ha evitato polemiche strumentali scatenate da sparute sigle associative e sindacali che hanno avuto come obiettivo il primo promotore della manifestazione, il preside Paolo Mesolella dell’Isiss «Foscolo» di Teano. In particolare sono stati contestati la presunta costrizione degli studenti alla partecipazione alla marcia e la presunta violazione della imparzialità e laicità della scuola su un tema così importante come quello della vita. Quanto al primo punto, urge chiarire che gli istituti scolastici possono consentire la partecipazione dei propri alunni a manifestazioni inerenti anche materie non curriculari. È evidente la previa autorizzazione scritta dei genitori di quegli studenti che intendono aderire. Tutte formalità adempiute dagli istituti scolastici coinvolti. In merito al secondo punto, invece, dovrebbe essere ovvio a tutti che la promozione da parte della scuola di attività a tutela della vita e la formazione civica degli studenti al rispetto della vita nascente e alla non violenza hanno finalità altamente educative e non divisive. Inoltre non v’è stata alcuna violazione della laicità in quanto la difesa dei nascituri non è affatto monopolio della sfera religiosa. Eppure coloro che si oppongono alla maturazione umana dei giovani hanno ottenuto da parte del Ministero l’invio di ispettori presso gli istituti scolastici interessati nonché il richiamo dei rispettivi presidi. È palesemente incoerente l’atteggiamento di coloro che si vantano di essere paladini della libertà di espressione e delle libertà civili e che contemporaneamente intendono ledere il principio dell’autonomia scolastica e della libertà di insegnamento. La verità è che forze politicizzate hanno dimostrato con pretesti ideologici di voler difendere la libertà e la Costituzione a giorni alterni, di non aver alcun rispetto per le idee altrui e soprattutto di adottare atteggiamenti violenti e questi si divisivi. Pare evidente la lesione di principi ulteriori quali il pluralismo delle proposte formative, la libertà di insegnamento, l’autonomia scolastica – tanto decantate quando si vuol imporre anche ai più piccoli discenti una visione pervertita dell’essere umano –. La scuola pubblica – e per riflesso pezzi consistenti di quella privata, sempre più abbandonata e minacciata –, pare diventare sempre più una scuola di regime, indirizzata dalle potenti lobby internazionali di cui ha più volte parlato Papa Francesco e che vogliono stravolgere le radici antropologiche della nostra esistenza. Ci pare esser stata ben diversa la reazione di certi burocrati ministeriali allorquando in diverse realtà italiane gruppi associativi gay hanno distribuito – senza alcun preventivo avviso o parere ai genitori – materiale disgustoso o realizzato spettacoli vari per propagandare le unioni omosessuali e l’utero in affitto. Ci sono già diversi casi in Italia di docenti «inquisiti» per le loro posizioni a favore della famiglia naturale e della Vita, e che al momento stanno affrontando – o hanno da poco affrontato – dolorosi contenziosi e situazioni di mobbing. Forse siamo ad una svolta epocale nell’ambito dei principi che presiedono il nostro ordinamento? È l’ora che le Istituzioni e i cittadini prendano coscienza di quanto sta accadendo. ALLEANZA CATTOLICA GIURISTI PER LA VITA COMITATO DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI DI CASERTA COMITATO DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI DI NAPOLI FONDAZIONE CENACOLI DI MARIA ASSOCIAZIONE ORA ET LABORA Thu, 13 Oct 2016 08:28:55 +0000 Caserta Serie B: Nissa Rugby, presentazione del progetto prima squadra https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/25123-serie-b-nissa-rugby-presentazione-del-progetto-prima-squadra.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/25123-serie-b-nissa-rugby-presentazione-del-progetto-prima-squadra.html Si è svolta mercoledì scorso alle ore 12:00 nella sala gialla di Palazzo del Carmine, la  conferenza stampa per la presentazione del progetto prima squadra nel campionato nazionale di serie B della società nissena Nissa Rugby asd, al tavolo erano presenti otre al sindaco di Caltanissetta Giovanni Ruvolo e all’assessore con delega allo sport Carlo Campine il  presente dell’Amatori Messina Nello Arena e il presidente della Nissa Rugby Giuseppe Lo Celso, che hanno presentato all’amministrazione ed alla stampa il progetto che porterà la città di Caltanissetta a disputare il campionato nazionale di serie B. La neonata unione tra due realtà che oramai sono acclamate sia a livello regionale che nazionale potrà rappresentare l’intera isola a livello nazionale. A guidare la squadra sono stati chiamati due  tecnici argentini Daniel Insurralde e Adrian Giusto che avranno il compito di portare in alto la squadra. Entusiasta il sindaco Ruvolo per quello che il progetto vuole realizzare e per come due grandi società lavorino in sinergia per arrivare allo scopo prefissato. Dello stesso parere l’assessore Campione che oltre ad appoggiare totalmente quello che sta realizzando la Nissa Rugby, plaude la società nissena per tutto il lavoro svolto con i settori giovanili. Univoce le parole dei due presidenti delle società coinvolte nel progetto, a fine conferenza Arena ha voluto presentare ufficialmente la maglia con la quale le nuova franchigia affronterà il campionato che riporterà otre gli stemmi delle città di Caltanissetta e Messina anche gli stemmi delle due società Nissa Rugby e Amatori Messina Mon, 10 Oct 2016 05:39:13 +0000 Caltanissetta Attesi migliaia di pellegrini per l'arrivo della Reliquia di Santa Rita ad Enna https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/25102-attesi-migliaia-di-pellegrini-per-l-arrivo-della-reliquia-di-santa-rita-ad-enna.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/25102-attesi-migliaia-di-pellegrini-per-l-arrivo-della-reliquia-di-santa-rita-ad-enna.html Una settimana dedicata a Santa Rita da Cascia e alla sua reliquia quella in programma ad Enna dall'8 al 16 ottobre che attrarrà migliaia di devoti provenienti da tutta la Sicilia.  Sará don Giuseppe Fausciana, parroco della chiesa di Sant'Anna, che organizza, insieme al "Convegno Maria Cristina di Savoia" , e con il patrocinio del Comune, questo evento, a partire dal 6 ottobre prossimo,  alla volta di Cascia dove si custodisce e si venera il Reliquiario con la Santa Reliquia di un pezzo d'osso “uncinato”, contenuto in una piccola rosa d'oro.  Il 7 ottobre presso la Basilica di Santa Rita di Cascia , avverrà la Concelebrazione Eucaristica, presieduta dal Rettore della Basilica di Santa Rita , Padre Mario De Santis e da Don Giuseppe Fausciana . Subito dopo la Santa Messa il Reliquiario della Santa verra' consegnato in modo solenne dalla Madre Badessa  del Monastero di Santa Rita, Suor Natalina Todeschi, davanti alle  consorelle e al Rettore, al parroco di Sant'Anna , e partirá alla volta di Enna. Sarà una settimana di celebrazioni nel capoluogo, che si aprirà con l'arrivo della Reliquia Sabato 8 ottobre alle ore 17 e 30 , dalla Chiesa piccola di Sant'Anna si muoverà ' un corteo storico , allestito dalla "officina Medievale " che rappresenterà  le varie fasi della vita di Santa Rita e  sarà accompagnato e seguito  dal Sindaco, Maurizio Di Pietro e dall'amministrazione comunale, da autorità civili, militari e religiose, rappresentanze di varie comunità ed associazioni religiose e laicali, e club Service di Enna e dei paesi vicini .Ogni rappresentanza recherà un cesto di Rose , simbolo di Santa Rita , ed un " cesto della Misericordia " contenente offerte  di diversa natura da destinarsi, a scelta di ciascun gruppo partecipante , a diversi soggetti destinatari della Misericordia . Il corteo giungerà alla Chiesa nuova di Sant'Anna dove si terrà la Solenne Concelebrazione, presieduta da Sua Eccellenza il Vescovo Monsignor Rosario Gisana . Al termine avverrà la cerimonia della benedizione delle rose . Nell'auditorium della parrocchia, per salutare la reliquia della Santa, si terrà , in serata , l'esibizione del coro Lirico Sinfonico della Città di Enna.  Durante la settimana la Reliquia  verrà portata da Don Giuseppe , con i suoi Ministri Straordinari dell'eucarestia, a Valguarnera, Calascibetta e Gela ,  visiterà gli ammalati della nostra comunità, i carcerati e gli anziani delle case di riposo , ed incontrerà le confraternite di Enna " dice Melina Greco, presidente provinciale del Convegno Maria Cristina di Savoia, vera anima, insieme a don Fausciana, della concessione della reliquia ad Enna -  Anche i ragazzi delle scuole andranno a visitare la reliquia e riceveranno una particolare benedizione insieme ai lori insegnanti ed ai dirigenti scolastici che li accompagneranno . " La novità assoluta sará l'appuntamento del 9 ottobre alla parrocchia di Sant'Anna con  la celebrazione del congresso  Ritiano, - dice Don Fausciana - É il primo che si celebra nella nostra diocesi e vedrà confluire i devoti della Santa da tutta la regione Sicilia nonché le rappresentanze della Sicilia degli iscritti alla"Pia Unione Primaria Santa Rita da Cascia " guidati dalla Responsabile Regionale Lilla Buggemi . Venerdì 14 ottobre, al Teatro Garibaldi si terrà una conferenza organizzata dalla sezione di Enna del " Convegno Maria Cristina di Savoia " dal titolo " Rita riflesso della Misericordia del Signore " . Tra i relatori, il direttore editoriale della rivista di Rinnovamento nello Spirito, Luciana Leone,  Eleonora Chiavetta di Giovanni, delegata regionale e vice presidente nazionale del "Convegno Maria Cristina di Savoia" e Don Giuseppe Fausciana .  " La presenza della reliquia di Santa Rita nella città di Enna offre a tutta la comunità una importante riflessione sulla misericordia a partire dalla testimonianza di Rita che ha vissuto la sua fede all'insegna del perdono -  conclude Don Fausciana - attraverso la testimonianza dei santi è possibile costruire il tessuto ecclesiale del presente. Sono i Santi , infatti, che indicano il modo in cui è possibile rendere attuale il Vangelo, la buona notizia dell'avvento del regno di Dio" .  Il prezioso Reliquiario è stato realizzato dai Padri Agostiniani nel 2007, in seguito alla visita, a Cascia, nell'ottobre del 2006 di Sua Eccellenza Mons. Giancarlo Bregantini, allora Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace che, in quella circostanza, manifestó il desiderio di portare nella sua Diocesi una Peregrinatio di una Reliquia di Santa Rita . Un'idea che piacque alla madre Badessa, alle suore, ai padri e al rettore che diedero l'avvio ai preparativi per la realizzazione dell'artistico Reliquiario per porre un pezzo d'osso del suo corpo. Le suore anziane, parlando con la Madre Badessa, ricordarono che, in una delle ultime ricognizioni del corpo della Santa, erano stati presi tre piccoli ossi ed erano tenuti nel Monastero. Cosí la prima pellegrinatio del reliquiario venne fatta a San Luca (RC). Da allora ad oggi la reliquia ha raggiunto tanti luoghi  d'Italia ed è stata visitata da migliaia di pellegrini . Wed, 05 Oct 2016 07:04:31 +0000 Enna 15 mila presenze alla festa di Confartigianato ad Enna https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/24899-15-mila-presenze-alla-festa-di-confartigianato-ad-enna.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/24899-15-mila-presenze-alla-festa-di-confartigianato-ad-enna.html E’ stata una tre giorni di festa la prima edizione di “Artigianando 2016”, evento organizzato dalla Confartigianato con il patrocinio del Comune che ha festeggiato l’artigiano e la sua famiglia. Quindicimila le presenze che hanno visitato i 35 stand allestiti nel centro storico della città. Ieri sera la cerimonia di premiazione sul palco di Piazza Umberto che aveva visto, per l’inaugurazione, celebrata giovedì scorso,  tutto il gotha della Confartigianato nazionale, tra cui il presidente Giorgio Merletti,  regionale e provinciale. Il presidente provinciale, Maurizio Gulina, il suo vice, Peter Barreca, e il segretario, Enzo Mantegna hanno consegnato, a ciascuno standista, un gadget in ricordo di questa festa. Premiati gli artigiani più anziani, un maestro falegname di Troina , 81 anni, iscritto da artigiano dal 1959, Nunzio Giuseppe La Ferrera e Salvatore Agliozzo, 23 anni, ennese, anche lui maestro falegname dal 2014 . Premiati anche i responsabili della associazioni sportive, la Uisp,  ADP Dojo Karate, ASD Polisportiva Progetto Enna Sport 2000, La Clave che, con le loro esibizioni, hanno animato le aree dello sport. “ Artigianando 2016 è andata oltre le aspettative . 15 mila presenze è un successo della manifestazione che ha incontrato il favore non sono degli ennesi, ama dei tanti che sono arrivati da fuori provincia e dei tantissimi turisti che hanno affollato l’area food. La cosa che ci inorgoglisce di più è, dopo avere tanto faticato per cercare gli standisti che credessero in questo progetto, oggi raccogliere il plauso dei tanti che si sono fidati di noi e di quelli che già ci chiedono di partecipare ad una prossima edizione.”. Erano anni che non si vedeva tanta gente in giro per la città. IL centro storico si è popolato di famiglie e giovani e meno giovani a testimonianza che quando si organizzano manifestazioni che dietro hanno un progetto, la gente torna a riappropriarsi della città.  Tutto ha funzionato al meglio. Anche l’avere previsto due aree parcheggio, villa Farina e Cimitero,  con bus navette anche abilitate al trasporto per disabili, che hanno fatto la spola tra le zone di sosta e  l’area fiera. Vincente è stata la scelta di affiancare all’area espositiva tutta una serie di attrazioni per piccoli e grandi. Il luna park,  organizzato da l’Animazione Il Delfino, le aree sport, con tante associazioni che si sono esibite nei tre giorni , la musica e l’area dello street food . Sono, infatti, quasi 4000 mila i ticket venduti dalla Confartigianato per accedere agli stand del food, con una presenza costante e massiva di consumatori che ha affollato piazza 6 Dicembre apprezzando le prelibatezze preparate da ristoratori, panettieri, pasticceri, e degustando un buon calice di vino . Suggestiva poi la sfilata di acconciature della scuola Cea di Catania con sede anche a Nicosia. Le ragazze hanno sfilato, con la direzione artistica del maestro Giovanni Botano, lungo la passerella allestita in piazza Vittorio Emanuele. Tra queste anche Vanessa Ardone, Miss Nissoria, Miss Estate 2016 alla Scala della Moda, I^ classificata provinciale e II^ alle finali nazionali del concorso Bellezze di Sicilia. Apprezzati anche i tanti concerti e le performance musicali, tra i quali la cantante catanese Cristina Russo, la vincitrice dell’edizione 2016 del Microfono d’Oro, l’ennese Ilenia Navarra e friends e l’esibizione della Bma, Accademia del Musical e della Canzone, così come anche il grande Roberto Cohiba. “Chiusa con grande soddisfazione la prima edizione, lavoriamo già a progettare la festa del prossimo anno. Vogliamo rendere questo un appuntamento fisso, nel cuore della Sicilia e, dunque facilmente raggiungibile da tutte le province.  Un momento di confronto, di festa ma anche di speranza per il comparto artigiano, ancora forte in Italia e nel nostro territorio “.   Tue, 13 Sep 2016 11:44:09 +0000 Enna Il primo Buskers Fest del centro Sicilia, oltre 50 artisti di strada per le vie del centro storico https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/24601-il-primo-buskers-fest-del-centro-sicilia-oltre-50-artisti-di-strada-per-le-vie-del-centro-storico.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/24601-il-primo-buskers-fest-del-centro-sicilia-oltre-50-artisti-di-strada-per-le-vie-del-centro-storico.html Laboratori di riciclo e riuso creativo, piazza della danza, piazza letteratura, degustazione e vendita di prodotti tipici locali, mercato dell’altro consumo e dell’artigianato prodotto in loco ma, soprattutto, numerosissimi spettacoli di Street Art. Enna e il suo centro storico diventeranno teatro del primo Buskers Fest del centro Sicilia, giovedì 29 e venerdì 30 luglio. Due intere giornate dedicate all’arte di strada; sarà possibile ammirare le performances di circa 50 artisti, di cui circa 35 professionisti del settore (acrobati, equilibristi, giocolieri, trampolieri, maghi, teatranti, musicisti, mangia fuoco, danzatrici, ect.); e poi ben 2 laboratori (giocoleria e riuso creativo) per bambini in fascia pomeridiana. E ancora, un mercatino del gusto e uno dell'artigianato con 11 associazioni di categoria coinvolte; hanno già confermato 60 stand. “Un successo senza precedenti, - affermano soddisfatti i componenti dell’associazione che organizza l’evento, La Fabbrica, - questi sono numeri da capo giro”. “L’Enna Buskers Fest – continuano - è pensato come un modello di rigenerazione artistica e culturale del centro storico. Fondamentale la collaborazione con altre associazioni culturali e di categoria presenti sul territorio. L’idea portante del progetto è la rivitalizzazione culturale della nostra città. Gli organizzatori aggiungono: “gli artisti, per questa prima edizione, sono tutti siciliani. Una scelta etica, così da promuovere le eccellenze della nostra terra oltre al nostro territorio”. “La promozione turistica, - concludono - con il coinvolgimento della Pro Loco Proserpina e del Distretto turistico “Dea di Morgantina” sarà determinante e garantirà la conoscenza del territorio ennese attraverso la distribuzione di materiale informativo e pubblicitario”. Nel progetto sono coinvolti anche diversi Grest coi loro bambini coinvolti nell'allestimento della città con striscioni e festoni. E ancora, un contest Instagram, una mostra fotografica alla Galleria Civica, e pittori che terranno delle estemporanee d'arte in giro per la città. La manifestazione gode del patrocinio del Comune di Enna che ha sposato l'iniziativa. Per l’occasione, il centro storico sarà chiuso al traffico; è possibile beneficiare del servizio bus navetta Pisciotto-Cimitero dove sarà possibile parcheggiare l'auto. Per ulteriori dettagli, visitare il sito internet ennabuskersfest.com Tue, 19 Jul 2016 09:25:05 +0000 Enna Il Corteo Barocco vince il concorso di Nicosia https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/24539-il-corteo-barocco-vince-il-concorso-di-nicosia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/24539-il-corteo-barocco-vince-il-concorso-di-nicosia.html Il gesto più bello dopo un lungo e faticoso pomeriggio fra le salite di Nicosia, è arrivato dall’Araldo delle Grida del Corteo Barocco di Noto. L’associazione netina ha vinto il concorso ennese per cortei storici di Sicilia e Peppe Montalto, salendo sul palco a ritirare il premio, ha consegnato la targa ricevuta dai rappresentanti istituzionali del Comune di Nicosia, ad Angelo Vella quale capo-delegazione del Corteo, perché simbolicamente era stato tutto il gruppo ad aver meritato quel riconoscimento. Un nobile gesto da un nobile uomo e non solo per il portamento e la rappresentatività del ruolo: “Abbiamo onorato la nostra città in quel di Nicosia – ha detto Montalto esprimendosi sul suo profilo social -. Ci siamo distinti in tutto, come si è soliti fare e i "miei" figuranti (consentitemi il possessivo) sono stati letteralmente un colpo d'occhio. Una gioia indescrivibile, onore a loro, onore al Corteo Barocco e onore all'inestimabile tesoro che risponde al nome di Noto. Non è stato facile per l'itinerario quasi impossibile e dalla pendenza in certi tratti molto difficoltosa, mantenere il portamento, la compostezza, la signorilità nel proporci. Ed è stato fatto, come sempre, tutto ugualmente alla perfezione. Nessuna sbavatura e i complimenti per noi sono andati al di là dell'immaginabile. Ho avuto al seguito un gruppo meraviglioso. Grandi sotto ogni aspetto”. Miglior riconoscimento, dunque, non poteva arrivare per i circa 40 figuranti del Corteo Barocco di Noto, se non dall’Araldo delle Grida, che ha sintetizzato il messaggio e gli apprezzamenti ricevuti per aver vinto il "Corteo Storico Carlo V Visita Nicosia - Civitas Costantissima", dedicato alla visita che l’imperatore Carlo V effettuò nell’ottobre del 1535 a Nicosia. A fare da contorno anche l’esibizione di un gruppo di Musici e Sbandieratori Città di Noto, sempre puntuali e precisi come ha aggiunto il capo-delegazione Angelo Vella: “Si è creato un unicum importante – ha detto – che ci permette di ottenere ancor più consensi di quanto già non ricevessimo, ogni qualvolta facciamo esperienze simili. E tutti questi apprezzamenti ricevuti a Nicosia e la grande attesa che riveste la nostra associazione, è segno che negli anni abbiamo lasciato un segnale importante fra cortei storici di Sicilia e non solo. Merito di tutti, soprattutto dei figuranti che anche in situazioni non sempre idonee riescono a dare il meglio di sé con grande professionalità”. Il gesto più bello dopo un lungo e faticoso pomeriggio fra le salite di Nicosia, è arrivato dall’Araldo delle Grida del Corteo Barocco di Noto. L’associazione netina ha vinto il concorso ennese per cortei storici di Sicilia e Peppe Montalto, salendo sul palco a ritirare il premio, ha consegnato la targa ricevuta dai rappresentanti istituzionali del Comune di Nicosia, ad Angelo Vella quale capo-delegazione del Corteo, perché simbolicamente era stato tutto il gruppo ad aver meritato quel riconoscimento. Un nobile gesto da un nobile uomo e non solo per il portamento e la rappresentatività del ruolo: “Abbiamo onorato la nostra città in quel di Nicosia – ha detto Montalto esprimendosi sul suo profilo social -. Ci siamo distinti in tutto, come si è soliti fare e i "miei" figuranti (consentitemi il possessivo) sono stati letteralmente un colpo d'occhio. Una gioia indescrivibile, onore a loro, onore al Corteo Barocco e onore all'inestimabile tesoro che risponde al nome di Noto. Non è stato facile per l'itinerario quasi impossibile e dalla pendenza in certi tratti molto difficoltosa, mantenere il portamento, la compostezza, la signorilità nel proporci. Ed è stato fatto, come sempre, tutto ugualmente alla perfezione. Nessuna sbavatura e i complimenti per noi sono andati al di là dell'immaginabile. Ho avuto al seguito un gruppo meraviglioso. Grandi sotto ogni aspetto”. Miglior riconoscimento, dunque, non poteva arrivare per i circa 40 figuranti del Corteo Barocco di Noto, se non dall’Araldo delle Grida, che ha sintetizzato il messaggio e gli apprezzamenti ricevuti per aver vinto il "Corteo Storico Carlo V Visita Nicosia - Civitas Costantissima", dedicato alla visita che l’imperatore Carlo V effettuò nell’ottobre del 1535 a Nicosia. A fare da contorno anche l’esibizione di un gruppo di Musici e Sbandieratori Città di Noto, sempre puntuali e precisi come ha aggiunto il capo-delegazione Angelo Vella: “Si è creato un unicum importante – ha detto – che ci permette di ottenere ancor più consensi di quanto già non ricevessimo, ogni qualvolta facciamo esperienze simili. E tutti questi apprezzamenti ricevuti a Nicosia e la grande attesa che riveste la nostra associazione, è segno che negli anni abbiamo lasciato un segnale importante fra cortei storici di Sicilia e non solo. Merito di tutti, soprattutto dei figuranti che anche in situazioni non sempre idonee riescono a dare il meglio di sé con grande professionalità”. Tue, 12 Jul 2016 08:02:35 +0000 Enna A Galatone incontro con Hafez Haidar, candidato al Premio Nobel per la Pace https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/24523-a-galatone-incontro-con-hafez-haidar-candidato-al-premio-nobel-per-la-pace.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/24523-a-galatone-incontro-con-hafez-haidar-candidato-al-premio-nobel-per-la-pace.html Venerdì 8 luglio 2016, presso il Palazzo Marchesale di Galatone, si è svolta la seconda serata del “Festival dell’Arte e della Cultura” organizzato dall’Associazione Culturale Internazionale “VerbumlandiArt” nell'ambito dell'Estate Galatea, promossa dall'Assessorato alla Cultura della città salentina. Tema dell’incontro, di straordinaria attualità, il dialogo interculturale e interreligioso: “La Pace attraverso il Dialogo: l’era della discussione”. Interessanti analisi, testimonianze ed approfondimenti sono emersi nel corso della conversazione che Rosa Nicoletta Tomasone, scrittrice e presidente del Centro Culturale “Luigi Einaudi” di San Severo, e Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore, per molti anni amministratore e vice sindaco dell’Aquila, hanno tenuto con il prof. Hafez Haidar, candidato al Premio Nobel per la Pace. Hafez Haidar, poeta e romanziere, libanese per nascita ed italiano d’adozione, è docente di Lingua e Letteratura Araba presso l'Università degli Studi di Pavia. Considerato uno dei maggiori studiosi delle religioni a livello mondiale, ha scritto, curato e tradotto numerose opere ed è stato insignito di prestigiosi riconoscimenti. E’ promotore ai massimi livelli del dialogo tra religioni e dell’integrazione culturale tra i popoli. Primario impegno della sua vita è quello di promuovere e favorire il dialogo tra il mondo cristiano e quello islamico, un’operosa convivenza e un comune impegno per la Pace, sulla base dei principi posti a fondamento delle due culture e religioni. Nato nel 1953 a Baalbeck, antica città romana in Libano, Hafez Haidar ha studiato Filosofia Greca e Araba all’Università di Beirut. Nel 1978 si trasferisce in Italia, studiando dapprima a Perugia e poi all’Università di Milano, dove si è laureato in Lettere Moderne e poi specializzato in Archivistica, Paleografia e Diplomatica. Nel 1986 ha abbandonato la carriera diplomatica per dedicare tutta la sua attività all’insegnamento e alla scrittura, come ponte di dialogo tra culture e religioni. Molto conosciuti e diffusi i suoi libri di narrativa, saggistica e poesia, pubblicati dalle principali case editrici. Ha presentato e condotto la serata e il dibattito Luigi De Giorgi, dirigente scolastico in pensione, con la collaborazione di Regina Resta, presidente dell’associazione VerbumlandiArt, e di Maria Teresa Infante, consigliere dell’associazione con delega alla Poesia. Nel corso della serata sono stati conferiti i seguenti riconoscimenti: Attestato di Gran Merito ad Hafez Haidar, poeta e scrittore, Borisav Blagojevic, poeta e scrittore (Serbia), Carlo Roberto Sciascia, critico d’arte e docente, e Nadia Celi, critico d’arte. Targa “Premio alla Carriera” a Rosa Nicoletta Tomasone, Goffredo Palmerini, Wojtek Pankiewicz, docente Università del Salento, Enrico Longo, operatore culturale già dirigente scolastico. Targa “Premio alla Cultura” a Rosaria Ricchiuto, attrice e regista. Nel corso della serata Don Giuseppe Venneri ha presentato il progetto “Peace Together Uganda” destinato ai bambini orfani e poveri di Pajule (Uganda), organizzato dal Centro Missionario Diocesano di Nardò-Gallipoli in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali di Galatone. Tue, 12 Jul 2016 07:03:27 +0000 Lecce The Matrix Reloaded rivive in DanzAndria Passion Show 2016 https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/andria/24454-the-matrix-reloaded-rivive-in-danzandria-passion-show-2016.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/andria/24454-the-matrix-reloaded-rivive-in-danzandria-passion-show-2016.html Ennesimo successo per la scuola di danza “Monton de Estrellas” di Gianpaolo Brescia, che conclude questo anno accademico. Piazza gremita, emozioni e adrenalina pura in occasione della sesta edizione di DanzAndria Passion Show, tenutosi domenica scorsa nella centrale Piazza Catuma ad Andria. Il saggio di fine anno si è ispirato al famoso film di fantascienza The Matrix Reloaded, dove il Maestro con il suo team e tutti i suoi allievi di varie fasce di età e di corsi, si sono esibiti sulle colonne sonore futuristiche con passi di salsa, merengue e bachata. Non solo momento di aggregazione e di spettacolo, ma anche di inclusione sociale per la partecipazione e l’esibizione di due allievi con sindrome di down che hanno emozionato il pubblico. Non è mancato il clima caraibico: tripudio di colori per gli abiti realizzati da Gino Iannone, per le scenografie, il make-up fashion realizzato dall’Accademia Effe.Di e la sfilata moda mare, a cura di Lambo biancheria. Presenti, in rappresentanza del sindaco di Andria, la Presidente del Consiglio comunale di Andria Laura Di Pilato, l’assessore Gianluca Grumo e l’assessore Giuseppe Raimondi, che sul palco si sono complimentati con l’organizzazione per lo show e per aver trasmesso con passione la danza e aver integrato i più giovani. “Sono estremamente felice e soddisfatto del successo ottenuto per la sesta edizione del DanzAndria Passion Show, spiega il Maestro della scuola di danza “Monton de Estrellas”, Gianpaolo Brescia. Continuo a ricevere tanti complimenti che mi danno sempre più forza di andare avanti in meglio e di trasmettere la mia passione agli allievi. Ringrazio vivamente tutti i miei allievi che con dedizione contribuiscono ogni anno a rendere unico il mio spettacolo, ringrazio ancora tutto il mio staff e Gino Iannone, che ha curato tutta la parte scenografica e costumistica”. Ma, appena, si chiude un anno accademico già si pensa al prossimo, infatti la scuola di danza “Monton de Estrellas” di Andria cerca di apportare grandi novità all’interno del proprio Staff di professionisti, per dare ai propri allievi la possibilità di studiare nuove discipline e tecniche. Oltre ad aver riconfermato per l’anno accademico 2016/2017 i campioni mondiali Karen Forcano e Ricardo Vega per tecnica prese e salsa cabaret, la “Monton de Estrellas” avrà l’onore di ospitare da ottobre e per tutto l’anno Adrian e Mileydi. Direttamente da Cuba, saranno per la prima volta in Italia qui ad Andria e si occuperanno di insegnare la vera essenza dei balli cubani con lezioni di rumba, timba, santeria cubana e afro. Wed, 06 Jul 2016 05:26:59 +0000 Andria Latiano - Concluso il progetto "Diritti a Scuola" https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/24408-latiano-concluso-il-progetto-qdiritti-a-scuolaq.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/24408-latiano-concluso-il-progetto-qdiritti-a-scuolaq.html Si è concluso nei giorni scorsi a Latiano con un evento pubblico il progetto Diritti a Scuola promosso dalla Regione Puglia e realizzato dalle maestre delle scuole elementari dei plessi Bartolo Longo e Filippo Errico in collaborazione con alcune docenti esterne incaricate per il progetto. L’eccellente risultato raggiunto nasce anche da una intensa e proficua collaborazione tra le istituzioni scolastiche, l’Assessorato alla Cultura della Città di Latiano e le associazioni del territorio. I protagonisti del percorso sono stati 40 bambini che, con diligenza ed entusiasmo, hanno partecipato ogni giorno alle attività proposte, ottenendo grandi risultati su più livelli. La prima tappa del progetto ha visto i bambini impegnati con Claudio Santoro che ha curato le visite guidate alle Masserie Grottole e Partemio e alla Cripta di San Giovanni raccontando la magia delle erbe spontanee e della flora autoctona. Guidati da Christian Napolitano i bambini hanno avuto modo di conoscere il patrimonio archeologico presente a Muro Tenente approfondendo quanto scoperto con i laboratori creativi finalizzati alla realizzazione di trozzelle, anfore e altri monili con pasta di sale e cartapesta con la supervisione dei ragazzi del Liceo Palumbo impegnati nel progetto di Alternanza Scuola-Lavoro. Oltre alle visite guidate, le attività hanno toccato l'arte con dipinti e storie raccontate e poi trasferite su tela con materiali di riciclo a cura dell'artista Tiziana Bardaro. Grande chiusura con Tonino Papadia con la notte di San Giovanni sulle tradizioni popolari con la collaborazione di Erminia Parlati e Mauro Rubino e ancora con Claudio Santoro che ha guidato i ragazzi nella conoscenza e costruzione dei giochi antichi. Una esperienza importante per i ragazzi, che, dopo i laboratori e le attività didattiche, hanno arricchito il proprio bagaglio di vita. Mon, 04 Jul 2016 06:03:03 +0000 Brindisi La festa della Musica dedicata ai detenuti https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/24303-la-festa-della-musica-dedicata-ai-detenuti.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/24303-la-festa-della-musica-dedicata-ai-detenuti.html La Festa della Musica ha fatto tappa anche dentro la Casa Circondariale di Enna “Luigi Bodenza” con un appuntamento che ha visto i detenuti protagonisti di un caffè concerto. L’iniziativa era inserita nel cartellone della Festa della Musica di Enna, organizzata da Luigi Orofino di Mille metri in Musica, che si è svolta al Belvedere Marconi. All’evento, promosso dall’associazione “Spiragli”, che da anni opera con i suoi volontari e il suo presidente Giuseppe Petralia all’interno della struttura, hanno partecipato sua eccellenza il prefetto di Enna, Maria Rita Leonardi, e una cinquantina di ospiti esterni. Il presidente del Tribunale di Sorveglianza, magistrato competente per il carcere di Enna, Renata Fulvia Giunta, impossibilita a partecipare per motivi istituzionali, ha inviato un caloroso saluto a tutta la comunità penitenziaria e agli ospiti presenti. Tra il giardino del carcere e la sala polivalente, i visitatori hanno consumato i prodotti offerti da alcune ditte ennesi, rosticceria, vini e cocktail, serviti da uno staff di detenuti, guidati dai maestri pasticceri dell’Ampe, Liberto Campisi e Angelo Cascio, indossando i grembiuli generosamente offerti dalla cantina Tasca di Almerita. Grazie alla partnership con Confartigianato e Cna, l’Associazione Maestri Pasticceri Ennesi, che hanno fatto da raccordo con le aziende, la Festa della Musica del carcere, ha avuto una forte connotazione territoriale. Con gli arancini della rosticceria Europa e della pasticceria Caruso, i prodotti di Di Dio Store e del Caseificio Cavalcatore , i vini della Tommy’s Wine Enoteca e del Boulevard Cucaracha, i fiori di Sinfonia Floreale e La Palma, i servizi della cartoleria Napoli e i gadget della tipografia Incisiva. “La musica unisce aldilà delle razze, religione e sesso” ha detto il direttore della casa Circondariale, Letizia Bellelli, in apertura. Applausi a scena aperta per il gruppo di detenuti extracomunitari che, guidati dall’attore Franz Cantalupo e dal maestro batterista Francesco Argento, accompagnato dal presidente della Associazione Mousikè Andrea Barbarino, si sono esibiti con le percussioni e le danze tipiche dell’Africa nera con intermezzi della musica del dj Franz Scavuzzo. Il video della esibizione è stato trasmesso in differita alla Festa della Musica di Enna, che era in corso di svolgimento al Balvedere Marconi. “ E’ stato un evento che ha unito la musica, l’integrazione e la solidarietà realizzato grazie alla generosità e all’impegno di tanti, primi fra tutti le associazioni di categoria, il direttore dell’area trattamentale del Carcere, Cettina Rampello, che ha coordinato la festa, tutto il personale del Corpo di Polizia penitenziaria, in testa il comandante Marco Pulejio , che hanno garantito la sicurezza del carcere. La somma raccolta sarà destinata al “Fondo detenuti indigenti”, gestito dal volontari del carcere”. Thu, 23 Jun 2016 13:28:24 +0000 Enna Focu sul trattamento percutaneo delle valvole cardiache https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/24237-focu-sul-trattamento-percutaneo-delle-valvole-cardiache.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/24237-focu-sul-trattamento-percutaneo-delle-valvole-cardiache.html Una due giorni di lavoro intensa, ma nello stesso tempo, proficua. Le tappe di Trapani, Sciacca e Agrigento hanno chiuso, almeno per il momento, la serie di “focus sul trattamento percutaneo delle valvole cardiache”, tenuti in tutta la Sicilia dal professor Corrado Tamburino, Direttore dell’Unità U.O.C. Cardiologia con UTIC P.O. Ferrarotto Catania, e dalla sua equipe. La due giorni ha preso il via, martedì 14 giugno all’Hotel Tonnara di Bonagia di Trapani; si è proseguito a Sciacca, all’Ospedale Giovanni Paolo II, per, poi, chiudere i lavori ad Agrigento, all’Ospedale San Giovanni di Dio. Il risultato, come nel caso dei precedenti, appuntamenti, è stato eccellente. Numerosi i partecipanti ai tre corsi: specialisti della cardiologia, medici di base, ma anche persone comuni interessate all’argomento e alla possibilità di curare determinate patologie cardiovascolari con un trattamento, quello percutaneo, poco invasivo rispetto alla chirurgia. A Trapani, come a Sciacca e Agrigento è stato il Prof. Corrado Tamburino ad aprire i lavori incentranti, come da programma, su Tavi, insufficienza mitralica ed auricola. L’argomento Tavi è stato introdotto da Tamburino con quello che è diventato, ormai, un must dei discorsi del coordinatore dei corsi: “Nel giro di 5 anni il trattamento percutaneo soppianterà la chirurgia”. La conclusione del tour di focus è stata anche occasione per tracciare un bilancio di questa esperienza. “Il bilancio – dichiara il professor Corrado Tamburino – è certamente favorevole, perché abbiamo affrontato delle tematiche moderne, riguardanti la cardiologia interventistica strutturale. Una branca di cardiologia trattata pochissimo centri. Esiste una grande esigenza, per l’utenza medica, di conoscere quali sono gli sviluppi tecnologici e i risultati clinici, sia immediati che a distanza, di queste tecniche innovative che hanno necessità di una super specializzazione e di centri adeguatamente formati.” Si è trattato, dunque, di un aggiornamento di fondamentale importanza dedicato sia agli specialisti di cardiologia, sia ai medici di base. La base di partenza è stata l’informazione: il paziente, infatti, deve conoscere quali sono le nuove possibilità di cura di patologie che, fino a qualche tempo fa, non potevano essere affrontate con un intervento, per l’invasività di quest’ultimo soprattutto su soggetti anziani. Il trattamento percutaneo, invece, ha rivoluzionato il modo di intendere e di intervenire in cardiologia, ma i pazienti devono essere informati e ad informarli devono essere i medici di base e gli specialisti. L’obiettivo dei corsi voluti dal professor Tamburino è proprio quelli di diffondere, in tutta la Sicilia, il “verbo” del trattamento percutaneo provando a capire le migliori metodologie, anche per la scelta dei pazienti. Proprio per questo, durante, i corsi è stato dato ampio spazio all’interattività: dopo gli interventi di Tamburino e dei suoi collaboratori, infatti, si è dibattuto di casi reali, provando a capire in quali situazioni si può intervenire con il trattamento percutaneo e in quali no. “Gli interventi con catetere su valvole cardiache – continua Tamburino – sono riservati ai pazienti anziani, oltre gli 80 anni, o ai pazienti che, anche in età più giovani, hanno un rischio cardiochirurgico troppo elevato. Un numero di pazienti che aumenta sempre di più, pazienti che tempo fa venivano rifiutati dal cardiochirurgo e che, verosimilmente, andavano incontro alla morte. Oggi questa categoria di pazienti può beneficiare di interventi a rischio bassissimo, con una possibilità elevatissima di risoluzione del problema”. Una rivoluzione, dunque, per i pazienti, in termini di quantità e qualità di vita.   Thu, 16 Jun 2016 12:18:45 +0000 Agrigento L'atleta ennese Pietro Scavuzzo vince i campionati giovanili https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/23971-latleta-ennese-pietro-scavuzzo-vince-i-campionati-giovanili.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/23971-latleta-ennese-pietro-scavuzzo-vince-i-campionati-giovanili.html Primo posto ai Campionati Giovanili Studenteschi, per l’allievo del Liceo Scientifico “Farinato” di Enna, Pietro Scavuzzo, 15 anni, che si sono disputati allo stadio delle Palme di Palermo. Scavuzzo, con un tempo di 15” 2 sui 110’ ostacoli, si è piazzato così sul podio, al primo posto, guadagnando il pass per partecipare ai Campionati Italiani Stedenteschi, in programma a Roma il prossimo 31 maggio e 1 giugno, dove l’atleta ennese porterà i colori del Liceo Scientifico ennese, prima scuola in Sicilia ad avere avviato, lo scorso anno, una sezione sportiva del liceo scientifico. Una disputa,  quella allo Stadio delle Palme, non semplice per Pietro, che ha dovuto ripetere la gara, insieme ai malcapitati della sua batteria, perché i cronometristi avevano sbagliato a prendere il tempo. Scavuzzo cresciuto con la società sportiva “Pro Sport 85”, ha affinato le sue qualità grazie anche alla professionalità dell’insegnante di Educazione Fisica del liceo sportivo ennese,  Manuel Monasteri, che ha da subito investito sul giovane talento. Pietro Scavuzzo è, infatti, da 4 anni leader indiscusso, nel panorama regionale, di ostacoli veloci. Sat, 21 May 2016 12:39:12 +0000 Enna La morte di Pannella e le vittime dell'ideologia radicale https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23967 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23967 Giovedì è morto a Roma Marco Pannella (1930-2016), leader storico del Partito radicale, che era ricoverato in una clinica in quanto da anni lottava contro due tumori. Il mio primo pensiero nelle prime ore dopo l’annuncio dell’evento e dei commenti che si sono succeduti è stato di ringraziamento al card. Angelo Bagnasco. Sì, di ringraziamento al presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) per il saggio “silenzio” che ha voluto mantenere finora. Di fronte al protagonismo mediatico ed all’intervento di alcuni vescovi su un personaggio che, politicamente e culturalmente, ha condotto nella sua vita solo battaglie di morte è secondo me una scelta molto saggia. Non voglio assolutamente dare giudizi sulla responsabilità morale o sul destino eterno di Pannella ma, dal punto di vista oggettivo e pubblico, non posso dimenticare che lui ed il suo partito sono i diretti responsabili, per non dire altro: 1) della morte civile di centinaia di migliaia di “figli del divorzio” (la legge “Baslini-Fortuna” è per lo più “farina del sacco” dei radicali); 2) della morte di 6 milioni di bambini italiani con l’aborto; 3) della morte del pudore e della dignità della donna con la liberalizzazione della pornografia e della Porn Culture; 4) della morte di decine di migliaia di italiani con le leggi tolleranti il consumo di droga. Ricordo che Pannella si è fatto arrestare per aver fumato uno spinello in pubblico nel 1975. Anche la sua vita privata è stata in netto contrasto con la visione personalistica e cristiana della società e della morale. «Sono legato da 40 anni alla mia compagna Mirella - ha dichiarato lui stesso poco tempo prima della sua morte -, ma ho avuto tre o quattro uomini che ho amato molto. E con lei non c'è stata mai nessuna gelosia». Pannella non ha avuto nessun figlio dalla moglie ma, oltre alla sbandierata bisessualità, ha ammesso pubblicamente di aver «sparsi in giro per l'Italia» alcuni figli avuti con altre donne, frutto dei suoi «amori giovanili». Per questi “diritti civili” e per aver testimoniato ed operato in favore di quella “cultura della morte” condannata innumerevoli volte da San Giovanni Paolo II la salma di Pannella è stata onorata dalle massime cariche dello Stato. È stata collocata nella Sala “Aldo Moro” (!) di Montecitorio e, alla camera ardente, sono subito accorsi a rendergli omaggio il presidente del consiglio Matteo Renzi, che ha appena imposto al Paese le “unioni civili omosessuali” e la presidente della Camera Laura Boldrini, che giusto pochi giorni fa ha reso pubblica una lettera indirizzata alla “ministra” delle Pari Opportunità Maria Elena Boschi per chiedere che intervenga sull’aumento delle sanzioni per le donne che abortiscono clandestinamente e sulla «preoccupante» diffusione dei medici obiettori. Attestati di stima, di apprezzamento, di riconoscimento dell’“eredità” venuti anche da alcuni nella Chiesa, a chi ha a cuore ancora e si batte con fatica per i principi non negoziabili e la “cultura della vita” sono ferite e fonte di scoraggiamento. Quindi grazie Eminenza! Grazie card. Bagnasco per non aver fatto contribuire la Comunità cattolica italiana, tramite la sua persona e il suo saggio silenzio, a questo clima che rinforza il pessimo panorama politico e culturale cui siamo arrivati. Divorzio a richiesta, “diritto” di aborto, droga libera, “nozze” omosessuali, eutanasia, sono ormai entrate nella mentalità e nel costume di tutti quasi tutti i partiti, i giornali e le associazioni, cattolici e “laici”, di “‘destra” e “sinistra”, appartenenti al mondo economico o no profit. Il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, ha rievocato nell’imminenza della sua morte la «bella eredità dal punto di vista umano e spirituale» di Pannella, ed il suo «impegno totale e disinteressato per nobili cause». Dichiarazioni che hanno provocato in molti sconforto o rabbia perché, a dire il meno, appaiono imprudenti, gratuite e facilmente strumentalizzabili. Ma anche altri, purtroppo, nella Chiesa italiana, hanno pronunciato più o meno simili frasi e, non possiamo fare a meno di notare, che si tratta delle stesse persone che hanno taciuto e stanno ancora tacendo quando la politica e il Potere legislativo-mediatico stanno violando e minacciano di fare anche peggio se lasciati fare l’innocenza dell’infanzia, la santità della famiglia, la dignità della donna, degli anziani, degli handicappati e di tutte quelle persone che non parlano sui media, e la cui vita è giudicata poco interessante o, peggio, “non degna di essere vissuta”. Certo, Pannella «aveva stima e ammirazione per Papa Francesco», e il Santo Padre ha giustamente fatto tutto il possibile per aprirgli fino all’ultimo momento della sua vita l’abbraccio materno e misericordioso della Chiesa. Da vero Pastore del Cuore di Cristo. Ma non per dire che Benedetto XVI non lo è stato o la pensasse diversamente. La malattia mortale che ha condotto in pochi anni alla morte Pannella sono stati probabilmente uno dei motivi che hanno spinto il regnante Pontefice a cercare un dialogo con il leader radicale. Un comportamento che non era pensabile per Ratzinger non solo per la diversa contingenza, ma anche per le dure e infondate accuse di “copertura dei pedofili” che Pannella e la sua Radio radicale hanno rivolto moltissime volte nei confronti di Papa Benedetto. Si può aggiungere in questi giorni che nell’“eredità” di Pannella c’è anche quella di aver portato in parlamento Toni Negri, l’ideologo ed ex leader dell’organizzazione comunista e violenta “Potere operaio” che, condannato a trent’anni, poté uscire dal carcere grazie all’immunità parlamentare. Ha fatto eleggere a Montecitorio la porno-diva Cicciolina, l’ex terrorista di “Prima Linea” Sergio D’Elia etc. Le dichiarazioni che abbiamo sentito in favore di Pannella sono intollerabili. Perché non tacere, di fronte alla morte di un nemico della “cultura della vita” e della Chiesa? Non vorremmo che, soprattutto da parte di certi ecclesiastici, le imprudenze e le dichiarazioni sul leader radicale siano anche frutto di quel protagonismo che, Papa Francesco, ci insegna a superare con una maggiore sobrietà e una più intensa vita spirituale. Per riprendere uno dei tanti discorsi in merito del Pontefice, ricordo quello rivolto nella Basilica di Santa Maria in Trastevere ai poveri assistiti dalla Comunità di Sant'Egidio: «Tutto comincia con la preghiera. La preghiera preserva l’uomo anonimo della città da tentazioni che possono essere anche le nostre: il protagonismo per cui tutto gira attorno a sé, l’indifferenza, il vittimismo. La preghiera è la prima opera» (15 giugno 2014). Premesso che a ogni essere umano che muoia è dovuta la "pietas", c'era proprio bisogno di un commento del "portavoce del papa" su un personaggio così controverso come Pannella? Dire come ha fatto padre Lombardi che Pannella aveva «una grandissima ammirazione» per Papa Bergoglio, non ha fatto altro che alimentare l’astio e le polemiche dei tanti ambienti e personaggi, anche nel mondo cattolico italiano, che stanno impegnando da anni il loro tempo e le loro migliori energie nella critica demolitoria del suo Pontificato. Marco Pannella, ha scritto giustamente Marco Invernizzi, «è stato un uomo pubblico che ha contribuito a scristianizzare l'Italia come pochi altri. […] Quando, nel 1968, il processo di disgregazione del mondo occidentale sceglie la via di "liberare" la persona dalla sua natura e dai legami della famiglia e della stessa vita, abbandonando invece la prospettiva comunista, Pannella è in prima fila in tutte le battaglie che vanno in questa direzione: divorzio, aborto, droga, ideologia gay, unioni civili oggi ed eutanasia domani» (Pannella e le vittime dell'ideologia radicale, in “Comunità Ambrosiana. Newsletter di Alleanza Cattolica in Milano”, n. 209 – 20 maggio 2016). Morto Pannella rimangono i radicali, ecco perché è meglio tacere ora. E magari scrivere una biografia del leader radicale ed una storia, anche ad uso di certi cattolici ed ecclesiastici, del suo partito. Sat, 21 May 2016 07:00:16 +0000 ROOT La morte di Pannella e le vittime dell'ideologia radicale https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23967 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23967 Giovedì è morto a Roma Marco Pannella (1930-2016), leader storico del Partito radicale, che era ricoverato in una clinica in quanto da anni lottava contro due tumori. Il mio primo pensiero nelle prime ore dopo l’annuncio dell’evento e dei commenti che si sono succeduti è stato di ringraziamento al card. Angelo Bagnasco. Sì, di ringraziamento al presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) per il saggio “silenzio” che ha voluto mantenere finora. Di fronte al protagonismo mediatico ed all’intervento di alcuni vescovi su un personaggio che, politicamente e culturalmente, ha condotto nella sua vita solo battaglie di morte è secondo me una scelta molto saggia. Non voglio assolutamente dare giudizi sulla responsabilità morale o sul destino eterno di Pannella ma, dal punto di vista oggettivo e pubblico, non posso dimenticare che lui ed il suo partito sono i diretti responsabili, per non dire altro: 1) della morte civile di centinaia di migliaia di “figli del divorzio” (la legge “Baslini-Fortuna” è per lo più “farina del sacco” dei radicali); 2) della morte di 6 milioni di bambini italiani con l’aborto; 3) della morte del pudore e della dignità della donna con la liberalizzazione della pornografia e della Porn Culture; 4) della morte di decine di migliaia di italiani con le leggi tolleranti il consumo di droga. Ricordo che Pannella si è fatto arrestare per aver fumato uno spinello in pubblico nel 1975. Anche la sua vita privata è stata in netto contrasto con la visione personalistica e cristiana della società e della morale. «Sono legato da 40 anni alla mia compagna Mirella - ha dichiarato lui stesso poco tempo prima della sua morte -, ma ho avuto tre o quattro uomini che ho amato molto. E con lei non c'è stata mai nessuna gelosia». Pannella non ha avuto nessun figlio dalla moglie ma, oltre alla sbandierata bisessualità, ha ammesso pubblicamente di aver «sparsi in giro per l'Italia» alcuni figli avuti con altre donne, frutto dei suoi «amori giovanili». Per questi “diritti civili” e per aver testimoniato ed operato in favore di quella “cultura della morte” condannata innumerevoli volte da San Giovanni Paolo II la salma di Pannella è stata onorata dalle massime cariche dello Stato. È stata collocata nella Sala “Aldo Moro” (!) di Montecitorio e, alla camera ardente, sono subito accorsi a rendergli omaggio il presidente del consiglio Matteo Renzi, che ha appena imposto al Paese le “unioni civili omosessuali” e la presidente della Camera Laura Boldrini, che giusto pochi giorni fa ha reso pubblica una lettera indirizzata alla “ministra” delle Pari Opportunità Maria Elena Boschi per chiedere che intervenga sull’aumento delle sanzioni per le donne che abortiscono clandestinamente e sulla «preoccupante» diffusione dei medici obiettori. Attestati di stima, di apprezzamento, di riconoscimento dell’“eredità” venuti anche da alcuni nella Chiesa, a chi ha a cuore ancora e si batte con fatica per i principi non negoziabili e la “cultura della vita” sono ferite e fonte di scoraggiamento. Quindi grazie Eminenza! Grazie card. Bagnasco per non aver fatto contribuire la Comunità cattolica italiana, tramite la sua persona e il suo saggio silenzio, a questo clima che rinforza il pessimo panorama politico e culturale cui siamo arrivati. Divorzio a richiesta, “diritto” di aborto, droga libera, “nozze” omosessuali, eutanasia, sono ormai entrate nella mentalità e nel costume di tutti quasi tutti i partiti, i giornali e le associazioni, cattolici e “laici”, di “‘destra” e “sinistra”, appartenenti al mondo economico o no profit. Il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, ha rievocato nell’imminenza della sua morte la «bella eredità dal punto di vista umano e spirituale» di Pannella, ed il suo «impegno totale e disinteressato per nobili cause». Dichiarazioni che hanno provocato in molti sconforto o rabbia perché, a dire il meno, appaiono imprudenti, gratuite e facilmente strumentalizzabili. Ma anche altri, purtroppo, nella Chiesa italiana, hanno pronunciato più o meno simili frasi e, non possiamo fare a meno di notare, che si tratta delle stesse persone che hanno taciuto e stanno ancora tacendo quando la politica e il Potere legislativo-mediatico stanno violando e minacciano di fare anche peggio se lasciati fare l’innocenza dell’infanzia, la santità della famiglia, la dignità della donna, degli anziani, degli handicappati e di tutte quelle persone che non parlano sui media, e la cui vita è giudicata poco interessante o, peggio, “non degna di essere vissuta”. Certo, Pannella «aveva stima e ammirazione per Papa Francesco», e il Santo Padre ha giustamente fatto tutto il possibile per aprirgli fino all’ultimo momento della sua vita l’abbraccio materno e misericordioso della Chiesa. Da vero Pastore del Cuore di Cristo. Ma non per dire che Benedetto XVI non lo è stato o la pensasse diversamente. La malattia mortale che ha condotto in pochi anni alla morte Pannella sono stati probabilmente uno dei motivi che hanno spinto il regnante Pontefice a cercare un dialogo con il leader radicale. Un comportamento che non era pensabile per Ratzinger non solo per la diversa contingenza, ma anche per le dure e infondate accuse di “copertura dei pedofili” che Pannella e la sua Radio radicale hanno rivolto moltissime volte nei confronti di Papa Benedetto. Si può aggiungere in questi giorni che nell’“eredità” di Pannella c’è anche quella di aver portato in parlamento Toni Negri, l’ideologo ed ex leader dell’organizzazione comunista e violenta “Potere operaio” che, condannato a trent’anni, poté uscire dal carcere grazie all’immunità parlamentare. Ha fatto eleggere a Montecitorio la porno-diva Cicciolina, l’ex terrorista di “Prima Linea” Sergio D’Elia etc. Le dichiarazioni che abbiamo sentito in favore di Pannella sono intollerabili. Perché non tacere, di fronte alla morte di un nemico della “cultura della vita” e della Chiesa? Non vorremmo che, soprattutto da parte di certi ecclesiastici, le imprudenze e le dichiarazioni sul leader radicale siano anche frutto di quel protagonismo che, Papa Francesco, ci insegna a superare con una maggiore sobrietà e una più intensa vita spirituale. Per riprendere uno dei tanti discorsi in merito del Pontefice, ricordo quello rivolto nella Basilica di Santa Maria in Trastevere ai poveri assistiti dalla Comunità di Sant'Egidio: «Tutto comincia con la preghiera. La preghiera preserva l’uomo anonimo della città da tentazioni che possono essere anche le nostre: il protagonismo per cui tutto gira attorno a sé, l’indifferenza, il vittimismo. La preghiera è la prima opera» (15 giugno 2014). Premesso che a ogni essere umano che muoia è dovuta la "pietas", c'era proprio bisogno di un commento del "portavoce del papa" su un personaggio così controverso come Pannella? Dire come ha fatto padre Lombardi che Pannella aveva «una grandissima ammirazione» per Papa Bergoglio, non ha fatto altro che alimentare l’astio e le polemiche dei tanti ambienti e personaggi, anche nel mondo cattolico italiano, che stanno impegnando da anni il loro tempo e le loro migliori energie nella critica demolitoria del suo Pontificato. Marco Pannella, ha scritto giustamente Marco Invernizzi, «è stato un uomo pubblico che ha contribuito a scristianizzare l'Italia come pochi altri. […] Quando, nel 1968, il processo di disgregazione del mondo occidentale sceglie la via di "liberare" la persona dalla sua natura e dai legami della famiglia e della stessa vita, abbandonando invece la prospettiva comunista, Pannella è in prima fila in tutte le battaglie che vanno in questa direzione: divorzio, aborto, droga, ideologia gay, unioni civili oggi ed eutanasia domani» (Pannella e le vittime dell'ideologia radicale, in “Comunità Ambrosiana. Newsletter di Alleanza Cattolica in Milano”, n. 209 – 20 maggio 2016). Morto Pannella rimangono i radicali, ecco perché è meglio tacere ora. E magari scrivere una biografia del leader radicale ed una storia, anche ad uso di certi cattolici ed ecclesiastici, del suo partito. Sat, 21 May 2016 07:00:16 +0000 ROOT AICS, tre "leonesse" conquistano il titolo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/andria/23955-aics-tre-qleonesseq-conquistano-il-titolo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/andria/23955-aics-tre-qleonesseq-conquistano-il-titolo.html Sabato 14 e domenica 15 si è svolto al Palasport di Andria il Campionato Nazionale di Karate Sportivo AICS organizzato dal comitato regionale AICS e dal comitato regionale FIJLKAM. Nella due giorni di gara si sono affrontati oltre 750 atleti cintura nera e marrone. Gli atleti foggiani della Asd “LEONE” hanno fatto incetta di riconoscimenti nel Kumite: ben 7, infatti, sono state le medaglie vinte e 9 gli atleti del Maestro Cosimo Leone partecipanti. Le leonesse che hanno conquistato il titolo italiano sono: Desiree Eronia nella categoria Esordienti A femminile (12 – 13 anni) 47 kg, Chiara Mele negli Esordienti A 68 kg ed Eleonora Pepe nei Cadetti (16 – 17 anni) 53 kg. Brillanti le prove delle vincitrici delle medaglie d’argento Federica Caccavella, che nei Cadetti 53 kg ha disputato una finale tutta in casa contro la compagna di squadra Eleonora Pepe, e Giorgia Giannetti, ancora alle sue prime esperienze di gara, impegnata nella Juniores (18-19-20 anni) 50 kg. A completare i premi le due medaglie di bronzo di Valentina Ronchi negli Esordienti B (14 – 15 anni) 63 kg, anche lei agli esordi in queste prestigiose competizioni, e di Mohammad Khouchan che ha gareggiato nella Senior (oltre 21 anni) 75 kg. Ottimi anche i due quinti posti di Maria Aurora Corvino e Pasquale Moffa che hanno permesso alla Società di piazzarsi al quarto posto nella classifica generale ad un passo dal podio. All’evento erano presenti il Maestro Giuseppe Zaccaro, arbitro mondiale e responsabile nazionale della commissione arbitri FIJLKAM, il Maestro Sabino Silvestri, vice presidente FIJLKAM settore Karate, il Maestro Antonio Lallo Thu, 19 May 2016 06:09:02 +0000 Andria Gettonopoli, si indaga anche a Caltanissetta? https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/23948-gettonopoli-si-indaga-anche-a-caltanissetta.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/23948-gettonopoli-si-indaga-anche-a-caltanissetta.html “Dietro il sequestro degli atti della commissioni consiliari potrebbe esserci gettonopoli? Bene l'attenzione della magistratura potrebbe mettere argine a quello che sembra un fenomeno tutt'altro che insignificante a Palazzo del Carmine, come i numeri messi assieme dal M5S locale hanno evidenziato”. Ha appreso con soddisfazione, il deputato regionale nisseno del M5S Giancarlo Cancelleri, la notizia del sequestro di atti delle commissioni, dietro al quale potrebbe esserci una indagine sul fenomeno gettonopoli. “Se è così – afferma Cancelleri - l'attenzione della magistratura non potrebbe essere che salutare per le casse del Comune. L'indagine, infatti, finirebbe col limitare in futuro un fenomeno che al Comune di Caltanissetta sembra tutt'altro che trascurabile. I dati raccolti dagli attivisti del M5S locale infatti parlano di qualcosa come quasi 1200 commissioni fatte in un anno e di un costo del Consiglio comunale di oltre 350 mila euro”. Prima di Caltanissetta il M5S aveva scoperchiato il pentolone gettonopoli un po' ovunque in Sicilia, scoprendo di tutto: dalle commissioni lampo di Palermo (anche meno di 5 minuti) con toccate e fughe di consiglieri (sedute singole di 5, 10 minuti), alle commissioni messe in piedi per i motivi più assurdi, come alcune ad Acireale, fatte per seguire la sfilata dei carri allegorici. Sulla insufficiente trasparenza degli atti comunali a Caltanissetta il M5S ha anche prodotto una interrogazione all'Ars. Thu, 19 May 2016 05:37:50 +0000 Caltanissetta Automobilismo, Domenico Morabito vince a Fasano https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/23927-automobilismo-domenico-morabito-vince-a-fasano.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/23927-automobilismo-domenico-morabito-vince-a-fasano.html Enorme la soddisfazione di Elisa Denisi e Giuseppe Denisi, rispettivamente direttore sportivo e presidente della Scuderia reggina Piloti per Passione di Sambatello per il prestigioso successo del pilota Domenico Morabito nella 59° Coppa Selva di Fasano. Nella cronoscalata pugliese che ha registrato ben 32 iscritti soltanto tra le bicilindriche, Domenico Morabito con la sua Fiat 500 (preparata da padre Rocco) splendente con la nuova livrea, grazie ad una intelligente ed accorta linea di guida è salito sul gradino più alto del podio del Gruppo VBC. Vittoria tenacemente voluta per il portacolori della Scuderia Piloti per Passione, ma conquistata sul filo dei centesimi: 28 sul secondo classificato Pasquale Coppola e 55 sul terzo classificato Antonio Ferragina, a dimostrazione di una gara durissima ed al tempo stesso entusiasmante. Per gli amanti delle statistiche e dei tempi, Domenico Morabito con il numero 327 sulle fiancate ha vinto con il tempo complessivo nelle due manche di 6’ 19” e 18 (M1 3’ 10” e 45 - M2 3’ 08” e 73), davanti a Coppola Pasquale che ha concluso la gara con il tempo complessivo di 6’ 19” e 46 (M1 3’ 10” e 96 - M2 3’ 08” e 50), lasciando la terza piazza a Ferragina Antonio che ha fatto registrare al cronometraggio il tempo complessivo di 6’ 19” e 73 (M1 3’ 09” e 66 - M2 3’ 10” e 07). Eppure nella prima manche Angelo Mercuri (poi costretto al ritiro) aveva fatto tremare il sangue nelle vene a tutti i piloti della classe VBC realizzando un ottimo 3’ 08” e 56 lasciando intendere che la vittoria nel gruppo non era facile. Morabito che si è classificato 1° di Gruppo e 1° di classe è riuscito a conquistare il successo dopo il terzo posto maturato nelle qualifiche. Domenico Morabito, figlio d’arte, ovvero figlio del pluricampione italiano Rocco Morabito, nel 2015 si è laureato Campione Italiano Minicar 700 alla guida della sua Fiat 500 preparata dallo stesso padre. Padre, sempre al fianco di Domenico ed al tempo stesso preparatore tecnico del bolide e supertifoso. Una gara quella in provincia di Brindisi che ha visto ai nastri di partenza “appena” 256 autovetture per uno spettacolo che ha appagato il pubblico nelle due manche di gara, di questa 59 Coppa Selva di Fasano, gara di velocità in salita valida quale seconda prova del Campionato Italiano Velocità della Montagna. Il successo è arriso al sassarese Omar Magliona (Norma M20 FC), davanti al catanese Domenico Cubeda (Osella PA2000), ed al fasanese Francesco Leogrande (Lola B99/50-Judd). Nella stessa domenica altra soddisfazione per la Scuderia “Piloti per Passione” è giunta da San Giorgio Albanese ove nel locale 1° slalom, il pilota della Scuderia di Sambatello, Carmelo Barbaro ha conquistato il 3° posto assoluto con la sua Elia Avrio, alle spalle di Casillo e Piria. In vista dei prossimi impegni lo staff del Direttore Sportivo Elisa Denisi sta seguendo gli ultimi “ritocchi”  che i tecnici stanno apportando alle vetture per poter, quindi, avere  la disponibilità, di tutti i piloti della Scuderia “Piloti per Passione”; per la disputa del 1° Slalom di Gambarie - organizzato proprio dalla Scuderia presieduta dal Dott. Giuseppe Denisi – (aggiornamenti su https://www.facebook.com/groups/601202553368625/ ) in programma il prossimo 5 Giugno sul caratteristico ed impegnativo tracciato da Mannoli a Gambarie realizzato sul percorso della cronoscalata Santo Stefano Gambarie. La foto di Domenico Morabito è uno scatto di Arcangelo Palumbo. Wed, 18 May 2016 12:25:18 +0000 Brindisi La guerra globale contro i cristiani https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23871 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23871 L'ultimo numero della rivista, La Roccia, il giornale per la nuova evangelizzazione, che“segue sempre il Papa”, è segnato dai racconti sulla feroce persecuzione dei cristiani. Nella sezione “Nel mondo”, viene proposta la storia degli Assiri e i Caldei, cristiani perseguitati dagli islamisti. “Se ti converti muori”, è la drammatica storia di un anglo-pakistano, convertito al cristianesimo, perseguitato come infedele. Poi si prosegue con gli assassini di Boko Haram, che uccidono senza pietà nel nord della Nigeria, infine viene intervistato Paul Bhatti, fratello di Shahbaz, assassinato dai fondamentalisti islamici, che fa il punto sulla libertà religiosa in Pakistan. Da un po' di tempo le persecuzioni, le discriminazioni dei cristiani nel mondo, viene dato un po' di spazio sui media, occupano venivano conosciute da pochi addetti ai lavori, ora da qualche anno, ma ancora bisogna fare molto di più. Alla fine del 2014 è uscito un approfondito e documentato volume, “Il Libro nero della condizione dei cristiani”, pubblicato da Mondadori, nell'ottobre del 2014. Viene tracciato, forse, per la prima volta un quadro completo delle persecuzioni che i cristiani stanno subendo in tutto il mondo. In 600 pagine si offrono oltre 70 contributi tra testimonianze, reportage e analisi di esperti di 17 nazionalità diverse, sotto la direzione del francese Jean-Michel di Falco, dell'inglese Timothy Radeliffe e dell'italiano Andrea Riccardi, con il coordinamento di Samuel Lieven. Il libro coglie approfondimenti dei più importanti studiosi del mondo: storici, giornalisti, osservatori, rappresentanti di ONG e personalità religiose. Il testo elenca diverse cifre sulle persecuzioni dei cristiani, anche se questi dati, soprattutto negli ultimi mesi, occorre aggiornarli ogni giorno. Comunque sia il libro parte dalla cifra terrificante di 100 e 150 milioni, è il numero dei cristiani perseguitati, una cifra in continuo aumento, una cosa è certa il cristianesimo è la religione più perseguitata del pianeta.“Dietro questi numeri - scrive nell'introduzione Jean-Michel di Falco,– lo si dimentica, talvolta – si nascondono vite umane, storie singolari, volti, uomini e donne, bambini e anziani. Dietro questi numeri ci sono persecutori e perseguitati, carnefici e vittime”. Una guerra globale contro i cristiani. Esiste dunque una guerra globale contro i cristiani. In particolare nel Nord Africa e nel Medio Oriente. Il Pew Forum on religion and pubblic Life di Washington DC ha rivelato che i cristiani sono sottoposti a forme di vessazione, de iure o de facto, in 139 paesi, quasi tre quarti delle società del pianeta. Anche i seguaci di altre confessioni, subiscono minacce, ma non allo stesso livello. Certo non è facile ottenere dati precisi sul numero dei cristiani vittime di persecuzione,ma seguendo i dati delle agenzie internazionali che si occupano della questione sembra che nell'ultimo decennio siano stati uccisi in media 100.000 cristiani ogni anno, per la loro fede.“Si tenga presente che, secondo la stima massima, il numero dei nuovi martiri cristiani sarebbe pari a uno ogni ora, mentre secondo la stima minima ammonterebbe a uno al giorno”. Tuttavia, secondo John Allen, giornalista del “Boston Globe”,“qualunque sia il totale effettivo, comunque, non ci sono dubbi sul fatto che oggi i cristiani rappresentino la confessione più perseguitata del pianeta[...]”.Peraltro il giornalista ci tiene a precisare, che questa osservazione, non significa minimizzare i drammi che affrontano altre comunità religiose. Pertanto,“I cristiani non hanno il monopolio della sofferenza”. Perchè i cristiani sono i più perseguitati? Per Allen, i motivi sono quattro: 1) perchè i cristiani sono semplicemente più numerosi dei seguaci di altre confessioni religiose. 2) I cristiani perseguitati oggi si trovano fuori dell'Occidente, nelle principali zone di crescita della cristianità, qui l'espansione dei cristiani è percepita come un pericolo. Come in Cina, con l'esplosione del cristianesimo pentecostale. Nelle regioni dell'Africa subsahariana, in Nigeria, dove i cristiani e musulmani si trovano a stretto contatto. 3) In molte parti del mondo i cristiani non sono semplicemente una minoranza religiosa, ma anche minoranza etnica, linguistica, culturale, per esempio in India. 4), l'ultima causa della guerra contro i cristiani,“è forse la più significativa. In molti paesi i cristiani vengono identificati con l'Occidente, perciò chi nutre sentimenti di ostilità verso Europa o Stati Uniti talvolta ha la tentazione di sfogare le proprie frustrazioni sui cristiani locali”. Questo è successo soprattutto in Iraq. Perchè tanto silenzio sulle persecuzioni dei cristiani. A proposito del destino dei cristiani perseguitati, Francesca Paci, nel suo, “Dove muoiono i cristiani”, “quante cose ignoriamo. Ma soprattutto, assai più colpevolmente, quante cose pretendiamo di non vedere”. Nel 2011 il patriarca cattolico di Gerusalemme, Fouad Twal, ha parlato della crisi della cristianità araba in Medio Oriente, in occasione di una conferenza a Londra, e ha chiesto, con estrema schiettezza: “Qualcuno sente il nostro grido? Quante atrocità dobbiamo sopportare prima che qualcuno, da qualche parte, venga in nostro aiuto?”. Negli ambienti laicisti delle università, dei giornali, della politica,c'è una forte ignoranza, e questo spiega l'indifferenza nei confronti di questa persecuzione. Ma per Allen, c'è “una sorta di ostilità automatica nei confronti della religione istituzionale, in particolare quella cristiana[...]Chi è condizionato da questa prospettiva tende a vedere la cristianità non come la vittima ma come la colpevole della repressione. E' sufficiente dire 'persecuzioni religiose' e subito vengono in mente le Crociate, l'inquisizione, le guerre di religione, Giordano Bruno e Savonarola, la caccia alle streghe di Salem[...]”. E poi ancora alcuni associano il tema alla gerontocrazia tutta maschile di Roma del Vaticano. Ma l'indifferenza dei media e il pregiudizio laico, non sono gli unici responsabili. Ci sono anche i cattolici, le parrocchie, perfino i religiosi, poco sensibili alla persecuzione dei cristiani. “Per molte persone, la guerra contro i cristiani è semplicemente troppo distante. I nuovi martiri spesso vanno incontro alla morte in luoghi come Sri Lanka, Maldive e Sudan, che molti occidentali faticherebbero a individuare sulla carta geografica, per non parlare dello scarso coinvolgimento emotivo verso gli eventi che accadono”.Addirittura per un vecchio comunista francese come Regis Debray,“le vittime sono 'troppo cristiane' per suscitare l'interesse della sinistra e 'troppo straniere' per attirare la destra”. Anche nelle parrocchie c'è poco interesse per i cristiani perseguitati. A questo punto il giornalista diventa polemico:“quanto si dovrà attendere prima di sentire una predica dedicata alla guerra globale contro i cristiani durante le funzioni delle varie confessioni, di incontrare un gruppo di formazione religiosa per adulti che studi questo fenomeno o di trovare un libro che ne parli tra le pubblicazioni disponibili sul retro della chiesa?” Certamente secondo Allen,“a livello politico-sociale, le Chiese dell'Occidente non hanno ancora posto le persecuzioni anticristiane in cima alla lista delle loro priorità sebbene impieghino enormi risorse per affrontare altre questioni controverse”. In certe parrocchie i temi dominanti sono quelli ambientali, la raccolta differenziata o di recente quelli inerenti al pericolo trivelle. Del resto fa notare Allen che molti fedeli cristiani frequentano la Chiesa per sfuggire all'enorme stress dello loro esistenza, sostanzialmente cercano la pace e la calma. Pertanto,“sentire racconti di fondamentalisti musulmani che, in Egitto, versano sui polsi dei copti acido solforico per cancellare le croci tatuate, simbolo della loro perseveranza, non è esattamente l'ideale per raggiungere la pace interiore. E' inquietante, sgradevole e, forse, persino estraneo a ciò che alcuni cristiani in Occidente cercano”. Peraltro è una sensazione che ho provato anni fa quando proponevo in certe parrocchie di fare delle giornate di sensibilizzazione per il martirio di tanti cristiani nel mondo. Esistono altre difficoltà che il giornalista americano incontra è quella della riluttanza che certi cristiani hanno di parlare delle persecuzioni dei cristiani, per timore di guastare i rapporti con gli islamici per paura di innescare uno “scontro di civiltà”. Altro fattore è quello che i fedeli, i cristiani“hanno introdotto nelle loro Chiese l'astio ideologico e le divisioni della cultura che li circonda”. Spesso finiscono per combattere all'interno della Chiesa, battaglie politico-ideologiche, o di gruppi di interesse (sul sacerdozio femminile o il matrimonio omosessuale per esempio) tendendo a demonizzare chi si trova nel fronte opposto. “Di conseguenza i cristiani sprecano tristemente un'enorme quantità di tempo ed energie in lotte intestine, e faticano a concentrarsi su problemi di più vasta portata”. Anche se occorre precisare che non ci sarebbe bisogno di“essere persone di fede per considerare la persecuzione anticristiana un tema urgente”. Basta avere a cuore i diritti umani e il rispetto delle persone. Tra le strategie da adottare per intervenire sulla questione, bisogna sensibilizzare il più possibile sui rischi enormi che i cristiani devono affrontare. Ma una strategia importante è quella del sostegno politico: “la difesa della libertà religiosa deve diventare un pilastro della politica estera e della diplomazia globale”. La preghiera come risorsa fondamentale per i cristiani perseguitati. Infine Allen rivaluta uno strumento che dovrebbe essere fondamentale per ogni cristiano: la preghiera.“Non si dovrebbe sottovalutarne l'importanza per la nascita di una nuova cultura nella Chiesa[...]Più i cristiani impareranno a pregare per i perseguitati, più diverranno consapevoli della natura della guerra globale contro i loro fratelli e saranno disposti a fare qualcosa per affrontarla”. A questo proposito il giornalista del giornale americano fa riferimento alla preghiera che la Chiesa preconciliare faceva recitare per la “conversione della Russia” alla fine di ogni messa. Quella era una consuetudine liturgica che “aveva lo scopo di ricordare ai cattolici che nel mondo sovietico gruppi di persone soffrivano a causa della propria fede, e che la Chiesa se ne preoccupava. Si creava così una coscienza popolare sulla 'Chiesa del Silenzio', la Chiesa delle catacombe dietro la Cortina di ferro, importante per mantenere alta l'attenzione dei cristiani al destino di quei fratelli”. Ovviamente non fu solo questo a causare la fine del comunismo, ma senza la cultura della partecipazione creata dalla pratica della preghiera per i perseguitati, non ci sarebbe stato quel moto civile contro il comunismo in Polonia per esempio. Ecco oggi quel particolare tipo di preghiera potrebbe avere un impatto simile anche per le vittime della guerra globale contro i cristiani, favorendo la presa di coscienza e consolidando la determinazione. Fri, 13 May 2016 15:13:36 +0000 ROOT La guerra globale contro i cristiani https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23871 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23871 L'ultimo numero della rivista, La Roccia, il giornale per la nuova evangelizzazione, che“segue sempre il Papa”, è segnato dai racconti sulla feroce persecuzione dei cristiani. Nella sezione “Nel mondo”, viene proposta la storia degli Assiri e i Caldei, cristiani perseguitati dagli islamisti. “Se ti converti muori”, è la drammatica storia di un anglo-pakistano, convertito al cristianesimo, perseguitato come infedele. Poi si prosegue con gli assassini di Boko Haram, che uccidono senza pietà nel nord della Nigeria, infine viene intervistato Paul Bhatti, fratello di Shahbaz, assassinato dai fondamentalisti islamici, che fa il punto sulla libertà religiosa in Pakistan. Da un po' di tempo le persecuzioni, le discriminazioni dei cristiani nel mondo, viene dato un po' di spazio sui media, occupano venivano conosciute da pochi addetti ai lavori, ora da qualche anno, ma ancora bisogna fare molto di più. Alla fine del 2014 è uscito un approfondito e documentato volume, “Il Libro nero della condizione dei cristiani”, pubblicato da Mondadori, nell'ottobre del 2014. Viene tracciato, forse, per la prima volta un quadro completo delle persecuzioni che i cristiani stanno subendo in tutto il mondo. In 600 pagine si offrono oltre 70 contributi tra testimonianze, reportage e analisi di esperti di 17 nazionalità diverse, sotto la direzione del francese Jean-Michel di Falco, dell'inglese Timothy Radeliffe e dell'italiano Andrea Riccardi, con il coordinamento di Samuel Lieven. Il libro coglie approfondimenti dei più importanti studiosi del mondo: storici, giornalisti, osservatori, rappresentanti di ONG e personalità religiose. Il testo elenca diverse cifre sulle persecuzioni dei cristiani, anche se questi dati, soprattutto negli ultimi mesi, occorre aggiornarli ogni giorno. Comunque sia il libro parte dalla cifra terrificante di 100 e 150 milioni, è il numero dei cristiani perseguitati, una cifra in continuo aumento, una cosa è certa il cristianesimo è la religione più perseguitata del pianeta.“Dietro questi numeri - scrive nell'introduzione Jean-Michel di Falco,– lo si dimentica, talvolta – si nascondono vite umane, storie singolari, volti, uomini e donne, bambini e anziani. Dietro questi numeri ci sono persecutori e perseguitati, carnefici e vittime”. Una guerra globale contro i cristiani. Esiste dunque una guerra globale contro i cristiani. In particolare nel Nord Africa e nel Medio Oriente. Il Pew Forum on religion and pubblic Life di Washington DC ha rivelato che i cristiani sono sottoposti a forme di vessazione, de iure o de facto, in 139 paesi, quasi tre quarti delle società del pianeta. Anche i seguaci di altre confessioni, subiscono minacce, ma non allo stesso livello. Certo non è facile ottenere dati precisi sul numero dei cristiani vittime di persecuzione,ma seguendo i dati delle agenzie internazionali che si occupano della questione sembra che nell'ultimo decennio siano stati uccisi in media 100.000 cristiani ogni anno, per la loro fede.“Si tenga presente che, secondo la stima massima, il numero dei nuovi martiri cristiani sarebbe pari a uno ogni ora, mentre secondo la stima minima ammonterebbe a uno al giorno”. Tuttavia, secondo John Allen, giornalista del “Boston Globe”,“qualunque sia il totale effettivo, comunque, non ci sono dubbi sul fatto che oggi i cristiani rappresentino la confessione più perseguitata del pianeta[...]”.Peraltro il giornalista ci tiene a precisare, che questa osservazione, non significa minimizzare i drammi che affrontano altre comunità religiose. Pertanto,“I cristiani non hanno il monopolio della sofferenza”. Perchè i cristiani sono i più perseguitati? Per Allen, i motivi sono quattro: 1) perchè i cristiani sono semplicemente più numerosi dei seguaci di altre confessioni religiose. 2) I cristiani perseguitati oggi si trovano fuori dell'Occidente, nelle principali zone di crescita della cristianità, qui l'espansione dei cristiani è percepita come un pericolo. Come in Cina, con l'esplosione del cristianesimo pentecostale. Nelle regioni dell'Africa subsahariana, in Nigeria, dove i cristiani e musulmani si trovano a stretto contatto. 3) In molte parti del mondo i cristiani non sono semplicemente una minoranza religiosa, ma anche minoranza etnica, linguistica, culturale, per esempio in India. 4), l'ultima causa della guerra contro i cristiani,“è forse la più significativa. In molti paesi i cristiani vengono identificati con l'Occidente, perciò chi nutre sentimenti di ostilità verso Europa o Stati Uniti talvolta ha la tentazione di sfogare le proprie frustrazioni sui cristiani locali”. Questo è successo soprattutto in Iraq. Perchè tanto silenzio sulle persecuzioni dei cristiani. A proposito del destino dei cristiani perseguitati, Francesca Paci, nel suo, “Dove muoiono i cristiani”, “quante cose ignoriamo. Ma soprattutto, assai più colpevolmente, quante cose pretendiamo di non vedere”. Nel 2011 il patriarca cattolico di Gerusalemme, Fouad Twal, ha parlato della crisi della cristianità araba in Medio Oriente, in occasione di una conferenza a Londra, e ha chiesto, con estrema schiettezza: “Qualcuno sente il nostro grido? Quante atrocità dobbiamo sopportare prima che qualcuno, da qualche parte, venga in nostro aiuto?”. Negli ambienti laicisti delle università, dei giornali, della politica,c'è una forte ignoranza, e questo spiega l'indifferenza nei confronti di questa persecuzione. Ma per Allen, c'è “una sorta di ostilità automatica nei confronti della religione istituzionale, in particolare quella cristiana[...]Chi è condizionato da questa prospettiva tende a vedere la cristianità non come la vittima ma come la colpevole della repressione. E' sufficiente dire 'persecuzioni religiose' e subito vengono in mente le Crociate, l'inquisizione, le guerre di religione, Giordano Bruno e Savonarola, la caccia alle streghe di Salem[...]”. E poi ancora alcuni associano il tema alla gerontocrazia tutta maschile di Roma del Vaticano. Ma l'indifferenza dei media e il pregiudizio laico, non sono gli unici responsabili. Ci sono anche i cattolici, le parrocchie, perfino i religiosi, poco sensibili alla persecuzione dei cristiani. “Per molte persone, la guerra contro i cristiani è semplicemente troppo distante. I nuovi martiri spesso vanno incontro alla morte in luoghi come Sri Lanka, Maldive e Sudan, che molti occidentali faticherebbero a individuare sulla carta geografica, per non parlare dello scarso coinvolgimento emotivo verso gli eventi che accadono”.Addirittura per un vecchio comunista francese come Regis Debray,“le vittime sono 'troppo cristiane' per suscitare l'interesse della sinistra e 'troppo straniere' per attirare la destra”. Anche nelle parrocchie c'è poco interesse per i cristiani perseguitati. A questo punto il giornalista diventa polemico:“quanto si dovrà attendere prima di sentire una predica dedicata alla guerra globale contro i cristiani durante le funzioni delle varie confessioni, di incontrare un gruppo di formazione religiosa per adulti che studi questo fenomeno o di trovare un libro che ne parli tra le pubblicazioni disponibili sul retro della chiesa?” Certamente secondo Allen,“a livello politico-sociale, le Chiese dell'Occidente non hanno ancora posto le persecuzioni anticristiane in cima alla lista delle loro priorità sebbene impieghino enormi risorse per affrontare altre questioni controverse”. In certe parrocchie i temi dominanti sono quelli ambientali, la raccolta differenziata o di recente quelli inerenti al pericolo trivelle. Del resto fa notare Allen che molti fedeli cristiani frequentano la Chiesa per sfuggire all'enorme stress dello loro esistenza, sostanzialmente cercano la pace e la calma. Pertanto,“sentire racconti di fondamentalisti musulmani che, in Egitto, versano sui polsi dei copti acido solforico per cancellare le croci tatuate, simbolo della loro perseveranza, non è esattamente l'ideale per raggiungere la pace interiore. E' inquietante, sgradevole e, forse, persino estraneo a ciò che alcuni cristiani in Occidente cercano”. Peraltro è una sensazione che ho provato anni fa quando proponevo in certe parrocchie di fare delle giornate di sensibilizzazione per il martirio di tanti cristiani nel mondo. Esistono altre difficoltà che il giornalista americano incontra è quella della riluttanza che certi cristiani hanno di parlare delle persecuzioni dei cristiani, per timore di guastare i rapporti con gli islamici per paura di innescare uno “scontro di civiltà”. Altro fattore è quello che i fedeli, i cristiani“hanno introdotto nelle loro Chiese l'astio ideologico e le divisioni della cultura che li circonda”. Spesso finiscono per combattere all'interno della Chiesa, battaglie politico-ideologiche, o di gruppi di interesse (sul sacerdozio femminile o il matrimonio omosessuale per esempio) tendendo a demonizzare chi si trova nel fronte opposto. “Di conseguenza i cristiani sprecano tristemente un'enorme quantità di tempo ed energie in lotte intestine, e faticano a concentrarsi su problemi di più vasta portata”. Anche se occorre precisare che non ci sarebbe bisogno di“essere persone di fede per considerare la persecuzione anticristiana un tema urgente”. Basta avere a cuore i diritti umani e il rispetto delle persone. Tra le strategie da adottare per intervenire sulla questione, bisogna sensibilizzare il più possibile sui rischi enormi che i cristiani devono affrontare. Ma una strategia importante è quella del sostegno politico: “la difesa della libertà religiosa deve diventare un pilastro della politica estera e della diplomazia globale”. La preghiera come risorsa fondamentale per i cristiani perseguitati. Infine Allen rivaluta uno strumento che dovrebbe essere fondamentale per ogni cristiano: la preghiera.“Non si dovrebbe sottovalutarne l'importanza per la nascita di una nuova cultura nella Chiesa[...]Più i cristiani impareranno a pregare per i perseguitati, più diverranno consapevoli della natura della guerra globale contro i loro fratelli e saranno disposti a fare qualcosa per affrontarla”. A questo proposito il giornalista del giornale americano fa riferimento alla preghiera che la Chiesa preconciliare faceva recitare per la “conversione della Russia” alla fine di ogni messa. Quella era una consuetudine liturgica che “aveva lo scopo di ricordare ai cattolici che nel mondo sovietico gruppi di persone soffrivano a causa della propria fede, e che la Chiesa se ne preoccupava. Si creava così una coscienza popolare sulla 'Chiesa del Silenzio', la Chiesa delle catacombe dietro la Cortina di ferro, importante per mantenere alta l'attenzione dei cristiani al destino di quei fratelli”. Ovviamente non fu solo questo a causare la fine del comunismo, ma senza la cultura della partecipazione creata dalla pratica della preghiera per i perseguitati, non ci sarebbe stato quel moto civile contro il comunismo in Polonia per esempio. Ecco oggi quel particolare tipo di preghiera potrebbe avere un impatto simile anche per le vittime della guerra globale contro i cristiani, favorendo la presa di coscienza e consolidando la determinazione. Fri, 13 May 2016 15:13:36 +0000 ROOT Bild: allarme terrorismo sulle spiagge europee, specialmente in Italia e Spagna https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23570 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23570 Allarme terrorismo sulle spiagge europee. Come scrive la tedesca che cita i servizi segreti italiani che avrebbero contattato quelli tedeschi, nel sanguinario obiettivo dei tagliagole sarebbero finiti il turismo e le assolate vacanze degli europei. Secondo gli esperti della sicurezza i jihadisti, "travestiti da venditori ambulanti", potrebbero farsi esplodere sulle spiagge europee. Ancora una volta i miliziani islamisti puntano a colpire, come già fatto a Parigi, il tempo libero degli occidentali. In ambienti di intelligence si valuta come "destituita di fondamento" la notizia riportata dal giornale Bild su possibili attentati pianificati sulle spiagge italiane. Le stesse fonti italiane sottolineano di non aver inviato alcuna informazione in merito alla possibilità che islamici travestiti da ambulanti possano farsi esplodere. La notizia pubblicata dalla Bild, che titola in apertura Terrorismo pianificato sulle nostre spiagge, conferma lo scoop del quotidiano il Giornale che settimana scorsa svelava l'esistenza di campi di addestramento gestiti dallo Stato islamico in Senegal dove i jihadisti addestrano i vu' cumprà per le spiagge italiane. "Gli uomini del Califfato sono tra noi - denunciava al Giornale il capitano Seck Pouye, capo della polizia di Saly - si addestrano a pochi chilometri da alcuni resort. Tutta l'area è diventata inaccessibile". Saly, 80 chilometri a Sud di Dakar, era uno dei gioielli turistici del Senegal. Adesso dei turisti non si vede nemmeno l'ombra. Gli attentati in Burkina Faso e Mali e la mattanza al resort ivoriano di Grand Bassam hanno segnato il passo per la nuova strategia del terrore. "È qui, a due passi dal nostro albergo che i terroristi preparano i loro piani di battaglia - raccontava Boubacar Sabaly, direttore dell'hotel Les Bougainvilles - per due volte hanno dato fuoco alle auto parcheggiate. Ci minacciano di continuo". La minaccia, però, non è circoscritta all'Africa. "Vogliono colpire le spiagge italiane, francesi e spagnole - aggiungeva Pouye - sfrutteranno alcuni ambulanti radicalizzati. Gente insospettabile che fa la spola tra l'Italia e il Senegal, apparentemente per lavoro. Tutte persone con documenti e visti regolari". L'anticipazione del quotidiano il Giornale trova conferma nelle carte in mano all'intelligence europea le cui informazioni a riguardo arriverebbero proprio dall'Africa. Obiettivi concreti degli attentatori sarebbero le spiagge di Italia, Spagna e Francia del sud. I terroristi, travestiti da venditori di gelati o magliette, sarebbero pronti a fare una carneficina fra lettini e ombrelloni. "Potrebbe darsi che in questo modo - spiega un alto funzionario della sicurezza tedesca - l'Isis concepisca una nuova dimensione di terrore. Le spiagge non possono essere protette". Il "concreto piano" di attacco prevede spari sulla folla dei bagnanti con armi automatiche, attacchi suicidi ed esplosivi nascosti sotto la sabbia. In ambienti di intelligence, tuttavia, si valuta come "destituita di fondamento" la notizia. Intanto arriva un nuovo allarme dal Belgio. L'organismo preposto all'analisi del rischio terroristico (Ocam) ha fatto sapere oggi di aver ricevuto informazioni secondo le quali l'Isis ha inviato altri 'combattenti' verso l'Europa e il Belgio. L'Ocam ha quindi deciso di mantenere a 3, su una scala che arriva fino a 4, il livello di allerta nel Paese, il che vuol dire che il rischio di nuovi attacchi è ancora 'possibile' e 'verosimile' a quattro settimane dagli attentati che hanno colpito l'aeroporto e la metro. L'allarme terrorismo sulle spiagge europee, in particolare in Italia e Spagna: scrive la tedesca Bild, che cita i servizi segreti italiani che hanno contattato quelli tedeschi. "Terrorismo pianificato sulle nostre spiagge!", scrive il giornale in apertura. Secondo gli esperti della sicurezza, "travestiti da venditori ambulanti" gli islamisti potrebbero farsi esplodere sulle spiagge europee. Obiettivi concreti degli attentatori sarebbero le spiagge di Italia, Spagna e Francia del sud. Le informazioni a riguardo arriverebbero dall'Africa. I terroristi sarebbero pronti a usare armi e esplosivo fra lettini e ombrelloni, scrive ancora Bild. Un alto funzionario della sicurezza tedesca afferma: "Potrebbe darsi che in questo modo l'Isis concepisca una nuova dimensione di terrore. Le spiagge non possono essere protette". Tue, 19 Apr 2016 13:51:43 +0000 ROOT Bild: allarme terrorismo sulle spiagge europee, specialmente in Italia e Spagna https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23570 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23570 Allarme terrorismo sulle spiagge europee. Come scrive la tedesca che cita i servizi segreti italiani che avrebbero contattato quelli tedeschi, nel sanguinario obiettivo dei tagliagole sarebbero finiti il turismo e le assolate vacanze degli europei. Secondo gli esperti della sicurezza i jihadisti, "travestiti da venditori ambulanti", potrebbero farsi esplodere sulle spiagge europee. Ancora una volta i miliziani islamisti puntano a colpire, come già fatto a Parigi, il tempo libero degli occidentali. In ambienti di intelligence si valuta come "destituita di fondamento" la notizia riportata dal giornale Bild su possibili attentati pianificati sulle spiagge italiane. Le stesse fonti italiane sottolineano di non aver inviato alcuna informazione in merito alla possibilità che islamici travestiti da ambulanti possano farsi esplodere. La notizia pubblicata dalla Bild, che titola in apertura Terrorismo pianificato sulle nostre spiagge, conferma lo scoop del quotidiano il Giornale che settimana scorsa svelava l'esistenza di campi di addestramento gestiti dallo Stato islamico in Senegal dove i jihadisti addestrano i vu' cumprà per le spiagge italiane. "Gli uomini del Califfato sono tra noi - denunciava al Giornale il capitano Seck Pouye, capo della polizia di Saly - si addestrano a pochi chilometri da alcuni resort. Tutta l'area è diventata inaccessibile". Saly, 80 chilometri a Sud di Dakar, era uno dei gioielli turistici del Senegal. Adesso dei turisti non si vede nemmeno l'ombra. Gli attentati in Burkina Faso e Mali e la mattanza al resort ivoriano di Grand Bassam hanno segnato il passo per la nuova strategia del terrore. "È qui, a due passi dal nostro albergo che i terroristi preparano i loro piani di battaglia - raccontava Boubacar Sabaly, direttore dell'hotel Les Bougainvilles - per due volte hanno dato fuoco alle auto parcheggiate. Ci minacciano di continuo". La minaccia, però, non è circoscritta all'Africa. "Vogliono colpire le spiagge italiane, francesi e spagnole - aggiungeva Pouye - sfrutteranno alcuni ambulanti radicalizzati. Gente insospettabile che fa la spola tra l'Italia e il Senegal, apparentemente per lavoro. Tutte persone con documenti e visti regolari". L'anticipazione del quotidiano il Giornale trova conferma nelle carte in mano all'intelligence europea le cui informazioni a riguardo arriverebbero proprio dall'Africa. Obiettivi concreti degli attentatori sarebbero le spiagge di Italia, Spagna e Francia del sud. I terroristi, travestiti da venditori di gelati o magliette, sarebbero pronti a fare una carneficina fra lettini e ombrelloni. "Potrebbe darsi che in questo modo - spiega un alto funzionario della sicurezza tedesca - l'Isis concepisca una nuova dimensione di terrore. Le spiagge non possono essere protette". Il "concreto piano" di attacco prevede spari sulla folla dei bagnanti con armi automatiche, attacchi suicidi ed esplosivi nascosti sotto la sabbia. In ambienti di intelligence, tuttavia, si valuta come "destituita di fondamento" la notizia. Intanto arriva un nuovo allarme dal Belgio. L'organismo preposto all'analisi del rischio terroristico (Ocam) ha fatto sapere oggi di aver ricevuto informazioni secondo le quali l'Isis ha inviato altri 'combattenti' verso l'Europa e il Belgio. L'Ocam ha quindi deciso di mantenere a 3, su una scala che arriva fino a 4, il livello di allerta nel Paese, il che vuol dire che il rischio di nuovi attacchi è ancora 'possibile' e 'verosimile' a quattro settimane dagli attentati che hanno colpito l'aeroporto e la metro. L'allarme terrorismo sulle spiagge europee, in particolare in Italia e Spagna: scrive la tedesca Bild, che cita i servizi segreti italiani che hanno contattato quelli tedeschi. "Terrorismo pianificato sulle nostre spiagge!", scrive il giornale in apertura. Secondo gli esperti della sicurezza, "travestiti da venditori ambulanti" gli islamisti potrebbero farsi esplodere sulle spiagge europee. Obiettivi concreti degli attentatori sarebbero le spiagge di Italia, Spagna e Francia del sud. Le informazioni a riguardo arriverebbero dall'Africa. I terroristi sarebbero pronti a usare armi e esplosivo fra lettini e ombrelloni, scrive ancora Bild. Un alto funzionario della sicurezza tedesca afferma: "Potrebbe darsi che in questo modo l'Isis concepisca una nuova dimensione di terrore. Le spiagge non possono essere protette". Tue, 19 Apr 2016 13:51:43 +0000 ROOT DDL "Cirinnà", il comitato "Si alla Famiglia" auspica un sereno dibattito https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/23321-ddl-qcirinnaq-il-comitato-qsi-alla-famigliaq-auspica-un-sereno-dibattito.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/23321-ddl-qcirinnaq-il-comitato-qsi-alla-famigliaq-auspica-un-sereno-dibattito.html Abbiamo appreso con un certo disappunto che venerdì 8 c.m. presso la biblioteca comunale Scarabelli di Caltanissetta è previsto un “incontro/dibattito” sul ddl “Cirinnà” organizzato dal PD. Il disappunto nasce dall’amara costatazione che i relatori siano anche tra i firmatari ed i principali sostenitori del testo originario del ddl “Cirinnà”, che all'art. 5 con la “stepchild adoption” avrebbe legittimato “de facto” la pratica della “maternità surrogata”: i senatori Sergio Lo Giudice e Giuseppe Lumia. Ci poniamo anche alcune domande. Chissà se sarà eventualmente  possibile intervenire dalla platea per rivolgere “scomode” domande ai relatori ed avanzare anche dubbi e perplessità, o si rischia di far la fine che han fatto centinaia di pacifiche  “Sentinelle in piedi" in tutta Italia e cioè essere presi a colpi di uova, urla, spintoni e violenze dai "democraticissimi" gruppi LGBT? Ci chiediamo anche a che titolo l’assessore alla cultura dott.ssa Castiglione abbia deciso di intervenire all’evento ed in particolare se la sua presenza voglia rappresentare la posizione ufficiale dell’amministrazione Ruvolo in merito al ddl Cirinnà o sarà li a dibattere eventualmente da "altre posizioni" in un incontro così chiaramente orientato? E se non svolgerà questo ruolo non vi era altro da fare in una città che sta letteralmente affondando ? Vorremmo infine chiedere all’assessore Marina Castiglione se come donna non possa provare un certo disagio di fronte al senatore Lo Giudice che assieme al “marito” il nisseno Michele Giarratano ha acquistato un figlio affittando l’utero di una donna. E  chi tra i presenti, a far parte del coro, al pomeriggio nel PD locale, ritenesse di essere " credente" si sente proprio al massimo della coerenza? Ci chiediamo inoltre se la nostra assessora alla cultura sia a conoscenza del fatto che più di 200 personalità italiane del femminismo, della cultura, dell’arte, del cinema, della letteratura e del sociale hanno firmato un manifesto contro la pratica dell’utero in affitto. E si tratta di nomi importanti. Tra tutti Dacia Maraini, Cristina Comencini, Giuseppe Vacca presidente della “Fondazione Gramsci”, Aurelio Mancuso esponente di spicco dell’associazionismo gay. Ci chiediamo infine cosa pensino i dirigenti ed i tesserati del PD nisseno – assessora compresa -- del fatto che una personalità PD come Livia Turco abbia definito quella della “maternità surrogata” o “utero in affitto” “una PRATICA semplicemente ABOMINEVOLE”. Thu, 07 Apr 2016 12:33:08 +0000 Caltanissetta Supersano - "Incontri d'Autore", Simone mele presenta il suo nuovo libro https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/23295-supersano-qincontri-dautoreq-simone-mele-presenta-il-suo-nuovo-libro.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/23295-supersano-qincontri-dautoreq-simone-mele-presenta-il-suo-nuovo-libro.html Ha scritto, stampato e venduto, superando le 4 mila copie, "l'ozio è il padre dei vizi, lo zio il padre dei cugini" libretto che ha reso celebre a Lecce e provincia Simone Mele. Ha pensato di rifarlo, ed ecco che lo scorso dicembre è arrivato "Lo scemo del villaggio", giochi di parole che muovono il sorriso pescando nella ricchezza della lingua italiana, calembour, un'ironia giocosa e disincantata. "Lo scemo del villaggio" ha poi conquistato i famosi inviati di Striscia la notizia Fabio e Mingo ed è diventato l'inviato dal Salento per "Luciano - L'Amaro Quotidiano" in onda su Telenorba. Le sue battaglie, per lo più contro le nevrosi del linguaggio e del pensiero, sono anche su Facebook e su youtube. Sabato 9 aprile alle ore 19 Simone Mele sarà ospite della rassegna "incontri d'Autore" organizzata dall'associazione "Fuori dal Comune" nella suggestiva cornice di Palazzo Ferrazzi in via Vittorio Emanuele 109 per presentare il suo ultimo libro. Dialoga con l'autore Antonio Merico. CHI E’ SIMONE MELE Classe '71. Dopo tumultuosi anni da liceale e svariati colpi accademici a vuoto si tuffa da autodidatta in studi matti e disperatissimi non disdegnando la strada come palestra di vita. Civetta con la filosofia orientale accarezzando l'idea di diventare monaco zen e ritirarsi di buon grado. Coltiva da sempre il calembour e l'ironia come arma di difesa nei confronti degli stereotipi e dei luoghi comuni. Dall'amore per il lessico nasce la sua prima opera "L'ozio è il padre dei vizi, lo zio è il padre dei cugini” Caso editoriale locale. Dal successo del libro inizia un avventura nel mondo della comicità. Sketch e cabaret diventano dei contenitori nei quali il Mele ha la possibilità di raccontare le sue storie che diventano un format dal titolo paradigmatico LO SCEMO DEL VILLAGGIO anche titolo della sua seconda fatica. Thu, 07 Apr 2016 05:42:43 +0000 Lecce Cosa disarma l'Occidente di fronte all'aggressione del mondo islamico https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23222 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23222 Neanche il tempo di piangere le vittime degli attentati di Bruxelles, che arriva un'altra mattanza ad opera di terroristi islamici. Il terrorismo islamista non si ferma neanche nella giornata della Santa Pasqua, la festa per eccellenza dei cristiani, questa volta hanno colpito il Pakistan. Un kamikaze talebano a Lahore, si fa esplodere in mezzo a un parco gremito di famiglie e bambini che stavano celebrando la Pasqua. A terra restano per il momento 72 morti e 300 feriti. Quindi non è vero quello che scrive certa intellighenzia e vari gazzettieri: i terroristi islamisti reagiscono perchè noi occidentali andiamo da loro a gettare bombe. Non mi risulta che in Pakistan i cristiani fanno la guerra ai musulmani. L'Islam radicale esporta la guerra in tutto il mondo. Il Foglio del 24 marzo scorso, riporta una intervista del quotidiano francese Le Figarò, al filosofo Pascal Bruckner, commentando gli attentati multipli che hanno investito Bruxelles, ha detto:“L'Islam radicale sta esportando la sua sporca guerra in tutto il mondo. Dalla California alla Cina, passando per i paesi dell'Africa occidentale. La sua follia mortifera si vuole imporre a tutti gli esseri umani. E' una guerra mondiale, seppure un po' particolare”.Il filosofo critica un certo atteggiamento di noi occidentali,“che siamo incapaci di pensare a una guerra totale, di cui le prime vittime sono civili, tutti colpevoli per il solo fatto di esistere”.E' chiaro che non bisogna fare confusione con l'Islam intero, sappiamo che la maggioranza non sono terroristi, gli ultrafondamentalisti islamici che fanno uso del terrore sono una minoranza. Certo è però che questi“soldati dell'Apocalisse sono innanzitutto dei credenti, e noi dobbiamo considerarli come tali”. Anche il filosofo dà conto dell'atteggiamento arrendevole degli europei, e descrive la verità crudele, dove sia“gli eletti di destra come quelli di sinistra, in Belgio come in Francia, attraverso sistemi clientelari hanno negoziato con le associazioni culturali, gli imam e i capipopolo. Hanno lasciato che si costituissero non tanto delle zone di non-diritto, quanto delle zone dove vige un altro diritto, un mix di sharia e codice d'onore”. Sembra che i nostri governanti, spesso svolgono il ruolo degli utili idioti del terrorismo, così come a suo tempo c'erano gli utili idioti del comunismo. La malattia interiore dell'Europa. A proposito di una certa arrendevole cultura presente in Occidente, c'è un interessante editoriale su LaNuovaBQ.it. di Stefano Fontana. La nostra Europa, oltre a soffrire una forte crisi economica, soffre di una terribile malattia interiore, che può essere sintetizzata nella mancanza di certezze, di fiducia, di speranza e di verità. “Ciò che disarma l’Occidente - scrive Fontana - è la sua filosofia di vita e in particolare il modo in cui considera la religione e le religioni. É questo che lo rende debole e vulnerabile e che spiega come sia possibile che esso si sia creato dei nemici in casa e accetti di essere colonizzato dall’interno”. (S. Fontana, Il relativismo che apre la porte alla loro dominazione, 25.3.16, LaNuovaBQ.it) L'articolo riprende gli atti de “L’Osservatorio Cardinale Van Thuân” che ha appena pubblicato due testi sul problema delle “Nuove guerre di religione”: il VII Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo dal titolo Guerre di religione, guerre alla religione e il libro Le Nuove guerre di religione (Cantagalli). Qui si sostiene che “l’Occidente fa una sua guerra alla religione e, in questo modo, si disarma di fronte agli attacchi terroristici a sfondo religioso, soprattutto quelli di matrice islamica. Si sa che dietro questi fenomeni non c’è solo la religione, ma è superficiale negare che lo jihadismo sia una religione”. La guerra in Europa contro la religione cristiana. Gli studi dell'Osservatorio mettono in evidenza che in Occidente e in particolare in Europa è stata condotta una guerra contro la religione cristiana e cattolica in particolare. In pratica si è lavorato“sodo per espellere Dio dalla pubblica piazza. Ha approvato leggi e prodotto politiche di vera e propria messa fuori legge del cristianesimo. In cambio, si trova il territorio delle proprie città occupato da gruppi religiosi e nei quartieri delle sue metropoli si formano le leve dei suoi giustizieri. In ciò l’Occidente è stato anche fortemente aiutato dai cattolici stessi che hanno interpretato tutto ciò come esempio di una sana laicità. Si sono limitati a denunciare le forme più estreme di laicismo e intanto la laicità si trasformava in laicismo sistematico sotto i loro occhi e con la loro collaborazione”. Monsignor Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste e presidente dell'Osservatorio Van Thuan, intervistato sull'argomento ha detto:“La guerra, a parte alcuni casi particolari che la morale cattolica ha sempre contemplato, non è conforme a ragione e ancora meno lo è la violenza scriteriata dei nuovi califfati e di chi sta loro dietro. Le guerre terroristiche, le guerre asimmetriche, le guerre che colpiscono i civili, le guerre che vendono e violentano le donne e i bambini non vengono dal vero Dio. Al contrario, viene dal vero Dio la religione dei martiri cristiani che in tutto il mondo sono vittime di una guerra non dichiarata – come sono ormai tutte le guerre dei nostri giorni. La religione cristiana si dimostra “dal volto umano”, come disse Benedetto XVI a Verona nel 2006, anche per questo: è testimoniata dai martiri e non dai carnefici”. Inoltre l'arcivescovo sempre rispondendo alle domande afferma:“L’autorità politica dovrebbe distinguere tra le religioni, anche a seguito della triste realtà delle nuove guerre di religione. Ma non lo fa, e continua a porre sullo stesso piano tutte le religioni, considerandole tutte come qualcosa di irrazionale. In questo modo, l’autorità politica non corre in aiuto dei cristiani perseguitati nelle varie parti del mondo, accoglie indiscriminatamente nel proprio territorio le varie religioni senza tenere in conto le esigenze del bene comune, non protegge al proprio interno la religione cristiana, che pure è fortemente intrecciata con la storia e la civiltà occidentali. Pertanto, l’autorità politica rinuncia a porsi il problema della verità (o falsità) umana delle religioni e nei loro confronti si pone quindi come moralmente “disarmata”. E’ per questo che essa importa le nuove guerre di religione nei propri confini, ospita e assistenzializza comunità religiose non integrate e addirittura antagoniste, coltiva dentro le proprie case i terroristi immigrati di terza generazione”. Per difederci non basta la libertà serve la Verità. La lotta al cristianesimo ci ha evirato e non sappiamo più rendere ragione dei nostri valori, così “le richieste fatte ai nuovi arrivati sono sempre più ridotte, quasi minime o addirittura inesistenti,perché la ragione politica occidentale, non più sostenuta dalla religione cristiana alla quale ha dichiarato guerra, ha perso la passione della verità e non riesce più a pretendere dai nuovi arrivati il rispetto di nessuno dei suoi valori legati alla persona, alla famiglia, alla vita sociale e politica. Anzi, cede e riforma le proprie stesse leggi in funzione delle esigenze religiose dei nuovi cittadini d’importazione, al punto da immettere elementi di legge islamica nei propri ordinamenti giuridici. Del resto come potrebbe essere altrimenti se a demolire i propri valori è stata dapprima proprio la nostra società occidentale? Dopo aver distrutto la famiglia con quali argomenti si può dire no alla poligamia?” Infatti nessuno sa ormai quali sono i nostri valori, i politici si attaccano al valore della libertà. - scrive Fontana - Ma la concezione occidentale della libertà è proprio il nostro tallone d’Achille, é lì il varco non controllato dove passa di tutto. Altro che Schengen. È impossibile trovare la forza morale per difendere una libertà vuota di contenuti come la nostra. Nessuno è disposto a soffrire, lottare o morire per un involucro vuoto”. Pertanto oggi l'Europa per valutare le visioni della vita, o le religioni, la libertà non basta, ha bisogno della Verità, un concetto che l’Occidente ha dimenticato ormai da molto tempo. Per la verità sì che la gente può essere disposta a soffrire, lottare e anche morire. Tra l'altro,“la verità sì ci permetterebbe di accogliere e di integrare veramente. In questo modo, invece, si crea un panico che va a discapito della vera accoglienza e della vera integrazione. Non c’è integrazione senza porre dei limiti all’integrazione. Se non ci sono limiti vuol dire che non ci sono nemmeno criteri. E i criteri, come i limiti, sono prima di tutto interiori. L’Europa è debole dentro”. Qualcuno ha scritto su facebook, "di cosa dobbiamo avere più paura, dopo gli attentati in Belgio? Probabilmente le immagini peggiori non sono quelle dell’aeroporto di Bruxelles devastato, del fumo, delle ambulanze, dei feriti sanguinanti. No, forse la scena più spaventosa sono le campane dell’Università Cattolica di Lovanio che suonano Imagine di John Lennon, che ha pensato di reagire non con una qualche manifestazione di preghiera o un momento accademico di discussione, ma, incredibilmente, facendo suonare questa canzone che è “l’esatta colonna sonora di questa società senza identità, senza valori, senza religione...”   Wed, 30 Mar 2016 15:22:35 +0000 ROOT Cosa disarma l'Occidente di fronte all'aggressione del mondo islamico https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23222 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23222 Neanche il tempo di piangere le vittime degli attentati di Bruxelles, che arriva un'altra mattanza ad opera di terroristi islamici. Il terrorismo islamista non si ferma neanche nella giornata della Santa Pasqua, la festa per eccellenza dei cristiani, questa volta hanno colpito il Pakistan. Un kamikaze talebano a Lahore, si fa esplodere in mezzo a un parco gremito di famiglie e bambini che stavano celebrando la Pasqua. A terra restano per il momento 72 morti e 300 feriti. Quindi non è vero quello che scrive certa intellighenzia e vari gazzettieri: i terroristi islamisti reagiscono perchè noi occidentali andiamo da loro a gettare bombe. Non mi risulta che in Pakistan i cristiani fanno la guerra ai musulmani. L'Islam radicale esporta la guerra in tutto il mondo. Il Foglio del 24 marzo scorso, riporta una intervista del quotidiano francese Le Figarò, al filosofo Pascal Bruckner, commentando gli attentati multipli che hanno investito Bruxelles, ha detto:“L'Islam radicale sta esportando la sua sporca guerra in tutto il mondo. Dalla California alla Cina, passando per i paesi dell'Africa occidentale. La sua follia mortifera si vuole imporre a tutti gli esseri umani. E' una guerra mondiale, seppure un po' particolare”.Il filosofo critica un certo atteggiamento di noi occidentali,“che siamo incapaci di pensare a una guerra totale, di cui le prime vittime sono civili, tutti colpevoli per il solo fatto di esistere”.E' chiaro che non bisogna fare confusione con l'Islam intero, sappiamo che la maggioranza non sono terroristi, gli ultrafondamentalisti islamici che fanno uso del terrore sono una minoranza. Certo è però che questi“soldati dell'Apocalisse sono innanzitutto dei credenti, e noi dobbiamo considerarli come tali”. Anche il filosofo dà conto dell'atteggiamento arrendevole degli europei, e descrive la verità crudele, dove sia“gli eletti di destra come quelli di sinistra, in Belgio come in Francia, attraverso sistemi clientelari hanno negoziato con le associazioni culturali, gli imam e i capipopolo. Hanno lasciato che si costituissero non tanto delle zone di non-diritto, quanto delle zone dove vige un altro diritto, un mix di sharia e codice d'onore”. Sembra che i nostri governanti, spesso svolgono il ruolo degli utili idioti del terrorismo, così come a suo tempo c'erano gli utili idioti del comunismo. La malattia interiore dell'Europa. A proposito di una certa arrendevole cultura presente in Occidente, c'è un interessante editoriale su LaNuovaBQ.it. di Stefano Fontana. La nostra Europa, oltre a soffrire una forte crisi economica, soffre di una terribile malattia interiore, che può essere sintetizzata nella mancanza di certezze, di fiducia, di speranza e di verità. “Ciò che disarma l’Occidente - scrive Fontana - è la sua filosofia di vita e in particolare il modo in cui considera la religione e le religioni. É questo che lo rende debole e vulnerabile e che spiega come sia possibile che esso si sia creato dei nemici in casa e accetti di essere colonizzato dall’interno”. (S. Fontana, Il relativismo che apre la porte alla loro dominazione, 25.3.16, LaNuovaBQ.it) L'articolo riprende gli atti de “L’Osservatorio Cardinale Van Thuân” che ha appena pubblicato due testi sul problema delle “Nuove guerre di religione”: il VII Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo dal titolo Guerre di religione, guerre alla religione e il libro Le Nuove guerre di religione (Cantagalli). Qui si sostiene che “l’Occidente fa una sua guerra alla religione e, in questo modo, si disarma di fronte agli attacchi terroristici a sfondo religioso, soprattutto quelli di matrice islamica. Si sa che dietro questi fenomeni non c’è solo la religione, ma è superficiale negare che lo jihadismo sia una religione”. La guerra in Europa contro la religione cristiana. Gli studi dell'Osservatorio mettono in evidenza che in Occidente e in particolare in Europa è stata condotta una guerra contro la religione cristiana e cattolica in particolare. In pratica si è lavorato“sodo per espellere Dio dalla pubblica piazza. Ha approvato leggi e prodotto politiche di vera e propria messa fuori legge del cristianesimo. In cambio, si trova il territorio delle proprie città occupato da gruppi religiosi e nei quartieri delle sue metropoli si formano le leve dei suoi giustizieri. In ciò l’Occidente è stato anche fortemente aiutato dai cattolici stessi che hanno interpretato tutto ciò come esempio di una sana laicità. Si sono limitati a denunciare le forme più estreme di laicismo e intanto la laicità si trasformava in laicismo sistematico sotto i loro occhi e con la loro collaborazione”. Monsignor Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste e presidente dell'Osservatorio Van Thuan, intervistato sull'argomento ha detto:“La guerra, a parte alcuni casi particolari che la morale cattolica ha sempre contemplato, non è conforme a ragione e ancora meno lo è la violenza scriteriata dei nuovi califfati e di chi sta loro dietro. Le guerre terroristiche, le guerre asimmetriche, le guerre che colpiscono i civili, le guerre che vendono e violentano le donne e i bambini non vengono dal vero Dio. Al contrario, viene dal vero Dio la religione dei martiri cristiani che in tutto il mondo sono vittime di una guerra non dichiarata – come sono ormai tutte le guerre dei nostri giorni. La religione cristiana si dimostra “dal volto umano”, come disse Benedetto XVI a Verona nel 2006, anche per questo: è testimoniata dai martiri e non dai carnefici”. Inoltre l'arcivescovo sempre rispondendo alle domande afferma:“L’autorità politica dovrebbe distinguere tra le religioni, anche a seguito della triste realtà delle nuove guerre di religione. Ma non lo fa, e continua a porre sullo stesso piano tutte le religioni, considerandole tutte come qualcosa di irrazionale. In questo modo, l’autorità politica non corre in aiuto dei cristiani perseguitati nelle varie parti del mondo, accoglie indiscriminatamente nel proprio territorio le varie religioni senza tenere in conto le esigenze del bene comune, non protegge al proprio interno la religione cristiana, che pure è fortemente intrecciata con la storia e la civiltà occidentali. Pertanto, l’autorità politica rinuncia a porsi il problema della verità (o falsità) umana delle religioni e nei loro confronti si pone quindi come moralmente “disarmata”. E’ per questo che essa importa le nuove guerre di religione nei propri confini, ospita e assistenzializza comunità religiose non integrate e addirittura antagoniste, coltiva dentro le proprie case i terroristi immigrati di terza generazione”. Per difederci non basta la libertà serve la Verità. La lotta al cristianesimo ci ha evirato e non sappiamo più rendere ragione dei nostri valori, così “le richieste fatte ai nuovi arrivati sono sempre più ridotte, quasi minime o addirittura inesistenti,perché la ragione politica occidentale, non più sostenuta dalla religione cristiana alla quale ha dichiarato guerra, ha perso la passione della verità e non riesce più a pretendere dai nuovi arrivati il rispetto di nessuno dei suoi valori legati alla persona, alla famiglia, alla vita sociale e politica. Anzi, cede e riforma le proprie stesse leggi in funzione delle esigenze religiose dei nuovi cittadini d’importazione, al punto da immettere elementi di legge islamica nei propri ordinamenti giuridici. Del resto come potrebbe essere altrimenti se a demolire i propri valori è stata dapprima proprio la nostra società occidentale? Dopo aver distrutto la famiglia con quali argomenti si può dire no alla poligamia?” Infatti nessuno sa ormai quali sono i nostri valori, i politici si attaccano al valore della libertà. - scrive Fontana - Ma la concezione occidentale della libertà è proprio il nostro tallone d’Achille, é lì il varco non controllato dove passa di tutto. Altro che Schengen. È impossibile trovare la forza morale per difendere una libertà vuota di contenuti come la nostra. Nessuno è disposto a soffrire, lottare o morire per un involucro vuoto”. Pertanto oggi l'Europa per valutare le visioni della vita, o le religioni, la libertà non basta, ha bisogno della Verità, un concetto che l’Occidente ha dimenticato ormai da molto tempo. Per la verità sì che la gente può essere disposta a soffrire, lottare e anche morire. Tra l'altro,“la verità sì ci permetterebbe di accogliere e di integrare veramente. In questo modo, invece, si crea un panico che va a discapito della vera accoglienza e della vera integrazione. Non c’è integrazione senza porre dei limiti all’integrazione. Se non ci sono limiti vuol dire che non ci sono nemmeno criteri. E i criteri, come i limiti, sono prima di tutto interiori. L’Europa è debole dentro”. Qualcuno ha scritto su facebook, "di cosa dobbiamo avere più paura, dopo gli attentati in Belgio? Probabilmente le immagini peggiori non sono quelle dell’aeroporto di Bruxelles devastato, del fumo, delle ambulanze, dei feriti sanguinanti. No, forse la scena più spaventosa sono le campane dell’Università Cattolica di Lovanio che suonano Imagine di John Lennon, che ha pensato di reagire non con una qualche manifestazione di preghiera o un momento accademico di discussione, ma, incredibilmente, facendo suonare questa canzone che è “l’esatta colonna sonora di questa società senza identità, senza valori, senza religione...”   Wed, 30 Mar 2016 15:22:35 +0000 ROOT Festa in piazza Duomo con Cuore Amico https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/23150-festa-in-piazza-duomo-con-cuore-amico.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/23150-festa-in-piazza-duomo-con-cuore-amico.html Cuore Amico è solidarietà, unità, passione sociale, reciprocità, comunione, condivisione, amore! In una Piazza Duomo bagnata dal sole, con i ramoscelli di ulivo che sventolavano nelle mani dei fedeli che hanno celebrato  la Domenica delle  Palme, si è svolta la consegna delle  auto attrezzate e  dei contributi alle famiglie beneficiarie della XV edizione del Progetto Salento Solidarietà. Dopo la consueta benedizione delle autovetture da parte di S.E. Monsignor Domenico D’Ambrosio, ha avuto inizio l’attesissima cerimonia. Un modo speciale per dire: “Grazie Salento”, grazie per essere riusciti nuovamente a scuotere gli animi, a scalfire l’indifferenza, ad abbattere il muro della vergogna, a vincere la diffidenza e a restituire un sorriso a tanti bambini. E alle loro famiglie che, con dignità e coraggio tentano di guardare al futuro con fiducia e speranza. L’associazione onlus CuoreAmico ideata e fondata dal presidente Paolo Pagliaro, in  15 anni ha aiutato 559 bambini delle province di Lecce e Brindisi, acquistato e donato 140 auto attrezzate, raggiungendo l’incredibile cifra di 4milioni, 340mila e 108 euro.  Ma la macchina della solidarietà non conosce freni:  in questa nuova  edizione alla famiglia del Progetto Salento Solidarietà si sono aggiunti altri 10 bambini e due nuove auto  attrezzate che vedremo scorrazzare per il Salento. Mon, 21 Mar 2016 14:04:16 +0000 Lecce Agrigento - Venerdì doppio appuntamento con Le Soste di Ulisse https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/23004-agrigento-venerdi-doppio-appuntamento-con-le-soste-di-ulisse.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/23004-agrigento-venerdi-doppio-appuntamento-con-le-soste-di-ulisse.html Venerdì 11 marzo una giornata da non perdere per appassionati e gourmet della città dei Templi. Gli chef de Le Soste di Ulisse,  l’associazione che riunisce i migliori ristoranti gourmet e gli charme hotel della Sicilia si riuniranno per la prima volta ad Agrigento per un doppio imperdibile appuntamento. Alle 18,00, in occasione della Sagra del Mandorlo in Fiore 2016, gli chef Pino Cuttaia, Angelo Treno e Damiano Ferraro al PalaFOOD parleranno dell'uso della mandorla nella cucina gourmet. Alle 20,00 appuntamento all’Hotel Villa Athena di Agrigento, nell’ incantevole cornice della Valle dei Templi per un evento esclusivo per celebrare l’eccellenza enogastronomia siciliana, interpretata da quattro grandi chef siciliani. Si comincia con un aperitivo sulla terrazza che si affaccia sull’imponente Tempio della Concordia , poi la cena all’interno del ristorante La Terrazza degli Dei. Per la prima volta quattro grandi chef insieme per sorprendere con piatti inediti per un menù dal sapore innovativo, per celebrare la bellezza della Valle dei Templi, riconosciuta dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità. Lo chef due stelle Michelin Pino Cuttaia de La Madia di Licata, Damiano Ferraro del ristorante Capitolo Primo di Montallegro; Salvatore Gambuzza executive chef della Terrazza degli Dei dell’Hotel Villa Athena ed Angelo Treno del ristorante AL Fogher di Piazza Armerina, in abbinamento si potranno degustare i vini dell’azienda Firriato. In un contesto di natura ed archeologia di importanza mondiale, la professionalità degli chef da una parte e l’eccellenza della materia prima dall’altra, in un connubio straordinario. L’hotel Villa Athena e Le Soste di Ulisse con questo evento intendono promuovere la cucina d’autore della Sicilia, che negli ultimi anni ha visto crescere notevolmente la qualità della propria offerta gastronomica ed il numero dei ristoranti che hanno ottenuto importanti riconoscimenti. Wed, 09 Mar 2016 15:55:43 +0000 Agrigento Agrigento, da ENOtria i prodotti di eccellenza de La Perla del Sud https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/22993-agrigento-da-enotria-i-prodotti-di-eccellenza-de-la-perla-del-sud.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/22993-agrigento-da-enotria-i-prodotti-di-eccellenza-de-la-perla-del-sud.html Dal pomodoro Datterino, alla Melanzana Perlina, dal pomodoro black chocolate al ciliegino. Questi ed altri prodotti, come il concentrato di datterino arricchiranno il gustoso menu di ENOtria per una serata esclusiva all’insegna del gusto. L’enoteca di Via Atenea dedicherà sabato 12 marzo una serata ai prodotti che meglio esprimono la forza e la brillantezza del sole di Sicilia; il tutto, come sempre, accompagnato da ottimi vini selezionati da ENOtria. La parmigiana, una delle ricette della cucina siciliana, più conosciute ed apprezzate sarà proposta in diverse versioni per andare incontro ai gusti di tutti. Inoltre anche delle proposte originali dai cocktail ai panini, alle insalate, per valorizzare al meglio i prodotti de La Perla del Sud, a cominciare dalla Melanzana Perlina, una piccolissima melanzana che pesa appena 35 grammi, dalla buccia sottile e la forma allungata, nata da un progetto di miglioramento della melanzana ragusana. La Perla del Sud è un’azienda agricola interamente a conduzione familiare, specializzata nella produzione orticola (raccolta, confezionamento e commercializzazione dei prodotti). Il pregio di questo tipo di gestione risiede sia nel recupero di sistemi di coltivazione caduti in disuso, sia nella possibilità di acquisire quelle innovazioni del processo produttivo in sintonia con scelte che privilegiano la qualità. Gli ortaggi vengono coltivati in serre, che si estendono su di una superficie di circa 30.000 mq. L’azienda si trova nella Sicilia Sud-Orientale, nel territorio di Vittoria, in provincia di Ragusa; le serre in cui nostri prodotti sono coltivate si trovano tra Ragusa e Santa Croce Camerina, dove avviene anche il confezionamento dei prodotti. Il territorio, caratterizzato da un clima mite e da una elevata insolazione consente di produrre, anche in inverno, ortaggi di elevata qualità. La gamma di prodotti comprende che verranno presentati nel corso della serata comprende: il pomodorino datterino, il pomodorino ciliegino, il pomodoro vesuviano e il ramato. il peperone a polpa spessa verde, giallo e rosso; la melanzana tonda, lunga e tonda viola e, fiore all’occhiello della nostra produzione, la Baby melanzana “Perlina”, un ortaggio che pesa in media 35 grammi, dalla buccia sottile e la forma allungata, che nasce da un progetto di miglioramento della melanzana ragusana.   Wed, 09 Mar 2016 09:47:34 +0000 Agrigento Eclettica riapre la vecchia pista di pattinaggio chiusa da 15 anni, il M5S Sicilia finanzia il progetto con 120 mila euro a fondo perduto https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/22853-eclettica-riapre-la-vecchia-pista-di-pattinaggio-chiusa-da-15-anni-il-m5s-sicilia-finanzia-il-progetto-con-120-mila-euro-a-fondo-perduto.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/22853-eclettica-riapre-la-vecchia-pista-di-pattinaggio-chiusa-da-15-anni-il-m5s-sicilia-finanzia-il-progetto-con-120-mila-euro-a-fondo-perduto.html La pista di pattinaggio, grande oltre 3000 mq e chiusa da 15 anni, viene restituita alla collettività. L’area non più abbandonata (accanto la piscina), riprende vita con il Cantiere Party di eCLettica, domenica 21 febbraio, dalle ore 16, in via Rochester, a Caltanissetta. Si tratta del progetto vincitore del concorso di idee Boom Polmoni Urbani, promosso dal MoVimento 5 Stelle Sicilia in collaborazione con Farm Cultural Park di Favara. Street Factory eCLettica aprirà poi al pubblico tra pochi mesi (finiti i lavori di adeguamento). All’associazione eCLettica vanno 120 mila euro a fondo perduto che saranno erogati a tranche annuali di 40 mila euro; l’iniziativa è finanziata con le somme cui rinunciano mensilmente i deputati a sala d’Ercole. “Boom Polmoni Urbani – affermano le deputate Cinquestelle che più da vicino hanno seguito tutta l’operazione Gianina Ciancio e Claudia La Rocca – è un’esperienza molto importante per noi, ci ha dato la prova che ci sono siciliani che vogliono mettersi in gioco e che non vogliono vivere di assistenzialismo, i vincitori hanno tutte le carte in regola per innescare un circolo virtuoso, per portare avanti uno sviluppo reale”. La vecchia pista di pattinaggio viene riqualificata come piattaforma pioneristica ricreativa,  il progetto intende realizzare un polo attrattivo sportivo-culturale e di aggregazione sociale a Caltanissetta, attraverso la riqualifica dell’impianto in disuso, integrandone all’interno lo skatepark comunale, anch’esso in totale degrado poiché ubicato in un’area inadatta e mai gestita. Oltre all’ambito di intervento sportivo, l’idea mira ad un connubio artistico-culturale realizzando una “Street Factory”, la prima nel suo genere in Italia e in tutta Europa. Il programma di domenica prevede la presentazione del progetto, dalle 16; e quindi, degustazioni “cusipodarisiduna” e “cuvolirestariresta”. Protagonisti del pomeriggio gli sport di strada, skate, pattini, bmx, hockey, basket, free climbing. Sarà previsto una spazio dedicato alle diverse forme d’arte e quindi la galleria e giardino d’arte, street art, scultura, installazioni, arredo urbano, videoproiezioni, musica. E inoltre, un’area sarà dedicata in modo permanente al green con la micro filiera a km0, orti urbani, aiuole didattiche, chiosco genuino, conferimento cittadino di raccolta materiali di riuso e riciclo ed energia rinnovabile. Eclettica si avvale di altri partners quali Prism promozione internazionale Sicilia-mondo, il Comune di Caltanissetta, Slow Food Enna e Caltanissetta, Push IT Rosk & Loste, Chilometro7, Sale&Pepe, l’iIng. Donato Mancuso, Red Fox Hockey, AlterErgo Factory, Hitechsolutions Randazzo Michele. Per info scrivere a info@streetfactory.it, o consultare il sito www.streetfactory.it. Ricordiamo che il progetto di Eclettica si è classifico al primo posto del concorso Boom Polmoni Urbani, ed è stato selezionato da una giuria esterna di professionisti composta da Caterina Seia, esperta in economia della cultura, dal giornalista Emilio Casalini e da Annibale D’Elia, esperto di innovazione sociale e politiche giovanili. In totale i progetti finanziati sono tre, gli altri due rispettivamente a Mazara del Vallo, “Periferica”, e  a Catania, “Trame di quartiere”, vengono fuori da una scrematura che ha visto ai blocchi di partenza oltre 120 proposte progettuali. Sat, 20 Feb 2016 15:28:58 +0000 Caltanissetta Le tradizioni siciliane alla Sagra del Mandorlo in Fiore https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/22827-le-tradizioni-siciliane-alla-sagra-del-mandorlo-in-fiore.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/22827-le-tradizioni-siciliane-alla-sagra-del-mandorlo-in-fiore.html Il secondo weekend della Sagra del Mandorlo in Fiore di Agrigento, che ha preso il in via lo scorso 11 febbraio e che continuerà fino al prossimo 13 marzo, sarà dedicato alle tradizioni siciliane ed alla siciliani, come le sue migliori espressioni artistiche e culturali.Sabato 20 febbraio al PalaMandorlo saranno di scena gli episodi dei cicli epici tradizionali con le colorate marionette tradizionali dell’Opera dei Pupi, con due intensi spettacoli che si terranno alle ore 9,00 ed alle ore 11,00.Dalle 16,30 le vie cittadine saranno invase dalla gioiosa quanto contagiosa sonorità folcloristica siciliana. Gruppi folcloristici siciliani, nei costumi tradizionali, sfileranno per le strade di Agrigento, per poi alle 21,00 salire sul palco del PalaMandorlo, per un’esibizione che porterà in scena le musiche ed i balli tradizionali siciliani.Domenica 21 febbraio dalle ore 10,00 la Festa dei Carretti Siciliani. Decine di carretti, provenienti da tutta la Sicilia, invaderanno le strade di Agrigento per rivitalizzare le antiche tradizioni siciliane.I cocchieri, che indosseranno i tradizionali costumi siciliani, guideranno la sfilata dei carretti in legno, costruiti e dipinti a mano dai valenti maestri siciliani, verranno trainati da maestosi cavalli parati a festa, con scintillanti e colorati addobbi.I carretti siciliani saranno preceduti dai gruppi folcloristici siciliani, provenienti da tutta la Sicilia, e seguiti da un corteo di cavali Andalusi e Frisoni.Dalle 14,00, inoltre, sarà possibile ammirare i carretti che rimarranno in esposizione fino alle ore 18,00.Alle ore 16,00 in scena i gruppi folcloristici siciliani che si esibiranno al PalaMandorlo in un travolgente spettacolo folcloristico tradizionale.Sabato e domenica, inoltre, presso il PalaFOOD, di Piazza Vittorio Emanuele, dalle 19,00 alle 23,00 sarà possibile degustare le migliori espressioni dello street food siciliano.15 febbraio 2016Sagra del mandorlo in Fiore 2016SABATO 209,00 – Opera dei Pupi PalaMandorlo11,00 - Opera dei Pupi PalaMandorlo16,30 – Sfilata dei gruppi folk siciliani da piazza Pirandello a piazza Cavour21,00 –  Esibizione di gruppi folk siciliani PalaMandorlo (ingresso libero)Dalle 19,00 alle 23,30 – Street food siciliano – PalaFOOD (Piazza Vittorio Emanuele)DOMENICA 2110,00 – Sfilata dei gruppi folk e dei carretti siciliani. Corteo di cavalli Andalusi e Frisoni da piazza Pirandello a piazza CavourDalle 14,00 alle 18.,00 – Esposizione dei carretti e degli addobbi- piazza Vittorio Emanuele16,00- Esibizione di gruppi folk siciliani PalaMandorlo (ingresso libero)Dalle 19,00 alle 23,30 – Street food siciliano – PalaFOOD (Piazza Vittorio Emanuele) Tue, 16 Feb 2016 17:37:24 +0000 Agrigento Tutto pronto per l'inizio della Sagra del Mandorlo in Fiore 2016 https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/22755-tutto-pronto-per-linizio-della-sagra-del-mandorlo-in-fiore-2016.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/22755-tutto-pronto-per-linizio-della-sagra-del-mandorlo-in-fiore-2016.html Tutto pronto per l'inizio della Sagra del Mandorlo in Fiore 2016 che prenderà il via giovedì con il Festival Internazionale “I Bambini del Mondo”. Ma sarà un gesto di solidarietà a dare il via al Festival: i ragazzi del gruppo della Russia, “Eralash” di Cheliabinsk alle ore 10, 00 di domani (mercoledì 10 febbraio) faranno visita ai bambini ricoverati presso il Reparto di Pediatria dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento dove porteranno un sorriso, una carezza ed anche momenti di folklore. “Un bel gesto da parte degli organizzatori del Festival con i quali abbiamo da anni istaurato una alleanza”. A dichiararlo Giuseppe Gramaglia  Primario del Reparto di Pediatria.“Grazie ai Bambini del Mondo - continua Gramaglia - anche in ospedale arriva la Sagra, portando un po’ di allegria ma anche amore per i nostri piccoli degenti”. “I Bambini del mondo sono pronti ad aprire la Sagra del Mandorlo in Fiore 2016, coniugando il folklore con la promozione umana e sociale per difendere i diritti dei minori e per continuare a diffondere nel mondo i grandi valori della  pace, della fratellanza e della concordia tra  popoli”.  A dichiararlo Giovanni Di Maida, co-fondatore e presidente del Festival.Sono sette i gruppi internazionali partecipanti che arrivano da: Albania, Artistic Ensemble  “Kaltersia” di Tirana; Bulgaria, Dance Ensemble “ Plamache” di Sofia; Georgia,  Children Ensemble “Merani” di Tiblisi; Corea,  “Woori -Doori” di Seul; Polonia, “Mali Gorzowiacy” di Gorzów Wielkopolski; Russia, “Eralash” di Cheliabinsk e Italia, “I Tamburellisti di Otranto”, Puglia. Con loro i gruppi agrigentini: Gergent, Oratorio Don Guanella, I Piccoli del Val D’Akragas, I Picciotti da Purtedda, Fabaria Folk  e Herbessus. Il primo appuntamento con il Festival del folklore è con le scuole agrigentine, per loro infatti, presso il PalaMandorlo di piazza Vittorio Emanuele, si terranno giovedì 11 febbraio due spettacoli, inizio ore 9,30, il primo e 11,30 il secondo, con la presenza di tutti i gruppi internazionali partecipanti e con loro anche i gruppi agrigentini. Nel pomeriggio alle ore 16,00 i gruppi internazionali partecipanti al Festival “I Bambini del Mondo”, nominati dall’Unicef, Ambasciatori di pace nel mondo, per la promozione dei grandi valori di fratellanza, solidarietà e concordia tra i popoli, saranno ricevuti presso il Collegio dei Filippini dal sindaco di Agrigento Lillo Firetto, per il saluto ufficiale della città.Sempre al PalaMandorlo si terranno gli spettacoli in programma venerdì 12 febbraio alle ore 9,30 e 11,30. Sempre venerdì alle ore 20,30 ancora spettacolo e l’assegnazione del “Premio: Italia, Immagini e Pensieri”, a cura della Società Dante Alighieri. Tue, 09 Feb 2016 14:08:05 +0000 Agrigento Cina, una nazione senza speranza https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22558 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22558 Il 2016 sarà l’anno in cui le mamme e i papà cinesi potranno generare il secondo figlio senza dover essere per forza ricchi burocrati disposti a pagare le multe dai 25.000 ai 100.000 euro previste dalle leggi vigenti fino all’anno scorso. Alla notizia, rilanciata qua e là, è stato dato lo stesso peso che si riserverebbe a un’azienda che dà finalmente il via libera a un incremento di produzione di macchinine. E se una simile decisione per il bilancio di un'azienda può essere sintomo di benessere, per quello di uno Stato è solo l'eco funerea di depressione e di un ambiguo rapporto con la vita. Gli ultimi dati raccontano di tredici milioni di aborti l'anno. Venticinque al secondo. Cui vanno aggiunti gli interventi di sterilizzazione di massa, 196 milioni, i "cripto aborti" e i 403 milioni di interventi per inserire dispositivi contraccettivi e abortivi intrauterini. La pianificazione familiare ideata dal governo cinese doveva essere un toccasana per l’economia dell’intera nazione, ma i conti erano stati fatti senza tener conto della realtà. Qualche anno fa persino una rivista come Time scriveva della crisi del figlio unico. «Nell’attuare il più grande esperimento di ingegneria sociale della storia umana, la Repubblica popolare ha semplicemente scambiato una bomba demografica a orologeria per un’altra». La terra che ospita un miliardo e 401 milioni di uomini avrà presto troppo poche persone o meglio, troppo poche persone del tipo giusto. Più di tre decenni di pianificazione familiare imposta dal governo, la cosiddetta politica del figlio unico, hanno ottenuto risultati al di là dei più grandiosi sogni degli artefici». Sogni che da subito proiettavano sulla parete a quadretti della democrazia, quella fatta di numeri e percentuali, le ombre d’incubi funesti. Nel 2050 un cinese su tre sarà un ultrasessantenne, e da ogni individuo in età lavorativa dipenderanno (anche pensionisticamente) sei anziani. Già da un po’ di tempo la popolazione in età lavorativa si è ridotta. E non è una cosa da poco. Non lo è per nessun posto del mondo, figuriamoci per un governo che dipende dall’abbondante manodopera. Insomma, sebbene annunciata dal primo istante, a oggi c'è l'impossibilità di sostenere in futuro il sistema pensionistico e di mantenere la base produttiva del paese e, quindi, il famoso vantaggio competitivo derivante dall'abbondanza di forza lavoro. E il modestissimo accorgimento alla violenza del figlio unico potrebbe portare al massimo a un milione di nascite in più ogni anno, «troppo poco, e troppo tardi» secondo esperti dell'Università di Pechino. Ma non è tutto qui. Gli aborti selettivi delle bambine in un Paese nel quale l'obbligo del figlio unico si affianca la preferenza per i maschi, ha saputo solo generare un irreparabile squilibrio tra i sessi. In Cina il normale rapporto tra maschi e femmine di 105 a 100, con gli aborti selettivi è stato trasformato in 119 a 100, e in alcune province addirittura a 135 maschi ogni 100 femmine. Ci sono 37 milioni di uomini di più rispetto alle donne. E questo, oltre ad aver creato i cosiddetti "villaggi degli scapoli" – dove vivono solo uomini – e i "rami nudi" – uomini che hanno interrotto definitivamente la propria discendenza –, ha dato il via libera a un vero e proprio traffico di esseri umani: donne rapite e vendute come mogli dentro e fuori il Paese. La Cina ha potuto godere, inoltre, di tutti i vantaggi di un alleato e complice della prima ora come l'agenzia dell'Onu per la questione demografica, l'Unfpa. Dal 1978 l'agenzia ha contribuito a finanziare la politica violenta del controllo delle nascite, chiudendo entrambi gli occhi per le note, palesi, e continue violazioni dei diritti umani. Nel 1983 l'Onu assegnò persino il premio al ministro per la pianificazione familiare di Pechino per la capacità di organizzare politiche di controllo delle nascite "su larga scala". Nel 1991 l'allora direttrice dell'Unfpa dichiarò che l'esperienza cinese in materia di pianificazione doveva diventare un modello. E se è in gioco la vita dell’uomo in un rapporto dalle dinamiche perverse, il credo ambientalista con il Club di Roma non può mai risultare assente. Il botanico David Bellamy nell'introduzione a The Gaia Atlas of Planet management si dedicò a un elogio per il popolo cinese che «consapevole dei limiti dell'ambiente, usa tale consapevolezza per pianificare in modo sostenibile la popolazione». La politica demografica cinese ricevette anche la benedizione del Wwf per la capacità di «persuasione nel cambiare atteggiamento verso la gravidanza». Qualsiasi tipo di commento è superfluo. La Cina, con o senza la politica del secondo figlio, è una nazione già collassata. Senza Speranza. Sat, 23 Jan 2016 17:36:58 +0000 ROOT Cina, una nazione senza speranza https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22558 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22558 Il 2016 sarà l’anno in cui le mamme e i papà cinesi potranno generare il secondo figlio senza dover essere per forza ricchi burocrati disposti a pagare le multe dai 25.000 ai 100.000 euro previste dalle leggi vigenti fino all’anno scorso. Alla notizia, rilanciata qua e là, è stato dato lo stesso peso che si riserverebbe a un’azienda che dà finalmente il via libera a un incremento di produzione di macchinine. E se una simile decisione per il bilancio di un'azienda può essere sintomo di benessere, per quello di uno Stato è solo l'eco funerea di depressione e di un ambiguo rapporto con la vita. Gli ultimi dati raccontano di tredici milioni di aborti l'anno. Venticinque al secondo. Cui vanno aggiunti gli interventi di sterilizzazione di massa, 196 milioni, i "cripto aborti" e i 403 milioni di interventi per inserire dispositivi contraccettivi e abortivi intrauterini. La pianificazione familiare ideata dal governo cinese doveva essere un toccasana per l’economia dell’intera nazione, ma i conti erano stati fatti senza tener conto della realtà. Qualche anno fa persino una rivista come Time scriveva della crisi del figlio unico. «Nell’attuare il più grande esperimento di ingegneria sociale della storia umana, la Repubblica popolare ha semplicemente scambiato una bomba demografica a orologeria per un’altra». La terra che ospita un miliardo e 401 milioni di uomini avrà presto troppo poche persone o meglio, troppo poche persone del tipo giusto. Più di tre decenni di pianificazione familiare imposta dal governo, la cosiddetta politica del figlio unico, hanno ottenuto risultati al di là dei più grandiosi sogni degli artefici». Sogni che da subito proiettavano sulla parete a quadretti della democrazia, quella fatta di numeri e percentuali, le ombre d’incubi funesti. Nel 2050 un cinese su tre sarà un ultrasessantenne, e da ogni individuo in età lavorativa dipenderanno (anche pensionisticamente) sei anziani. Già da un po’ di tempo la popolazione in età lavorativa si è ridotta. E non è una cosa da poco. Non lo è per nessun posto del mondo, figuriamoci per un governo che dipende dall’abbondante manodopera. Insomma, sebbene annunciata dal primo istante, a oggi c'è l'impossibilità di sostenere in futuro il sistema pensionistico e di mantenere la base produttiva del paese e, quindi, il famoso vantaggio competitivo derivante dall'abbondanza di forza lavoro. E il modestissimo accorgimento alla violenza del figlio unico potrebbe portare al massimo a un milione di nascite in più ogni anno, «troppo poco, e troppo tardi» secondo esperti dell'Università di Pechino. Ma non è tutto qui. Gli aborti selettivi delle bambine in un Paese nel quale l'obbligo del figlio unico si affianca la preferenza per i maschi, ha saputo solo generare un irreparabile squilibrio tra i sessi. In Cina il normale rapporto tra maschi e femmine di 105 a 100, con gli aborti selettivi è stato trasformato in 119 a 100, e in alcune province addirittura a 135 maschi ogni 100 femmine. Ci sono 37 milioni di uomini di più rispetto alle donne. E questo, oltre ad aver creato i cosiddetti "villaggi degli scapoli" – dove vivono solo uomini – e i "rami nudi" – uomini che hanno interrotto definitivamente la propria discendenza –, ha dato il via libera a un vero e proprio traffico di esseri umani: donne rapite e vendute come mogli dentro e fuori il Paese. La Cina ha potuto godere, inoltre, di tutti i vantaggi di un alleato e complice della prima ora come l'agenzia dell'Onu per la questione demografica, l'Unfpa. Dal 1978 l'agenzia ha contribuito a finanziare la politica violenta del controllo delle nascite, chiudendo entrambi gli occhi per le note, palesi, e continue violazioni dei diritti umani. Nel 1983 l'Onu assegnò persino il premio al ministro per la pianificazione familiare di Pechino per la capacità di organizzare politiche di controllo delle nascite "su larga scala". Nel 1991 l'allora direttrice dell'Unfpa dichiarò che l'esperienza cinese in materia di pianificazione doveva diventare un modello. E se è in gioco la vita dell’uomo in un rapporto dalle dinamiche perverse, il credo ambientalista con il Club di Roma non può mai risultare assente. Il botanico David Bellamy nell'introduzione a The Gaia Atlas of Planet management si dedicò a un elogio per il popolo cinese che «consapevole dei limiti dell'ambiente, usa tale consapevolezza per pianificare in modo sostenibile la popolazione». La politica demografica cinese ricevette anche la benedizione del Wwf per la capacità di «persuasione nel cambiare atteggiamento verso la gravidanza». Qualsiasi tipo di commento è superfluo. La Cina, con o senza la politica del secondo figlio, è una nazione già collassata. Senza Speranza. Sat, 23 Jan 2016 17:36:58 +0000 ROOT L'Europa o ridiventerà cristiana o diventerà musulmana https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22480 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22480 Sedici anni fa il compianto cardinale Giacomo Biffi, pronunciava un discorso articolato, abbastanza discusso, tra l'altro affermava: “Io penso che l’Europa o ridiventerà cristiana o diventerà musulmana. Ciò che mi pare senza avvenire è la “cultura del niente”, della libertà senza limiti e senza contenuti, dello scetticismo vantato come conquista intellettuale, che sembra essere l’atteggiamento dominante nei popoli europei, più o meno tutti ricchi di mezzi e poveri di verità. Questa “cultura del niente” (sorretta dall’edonismo e dalla insaziabilità libertaria) non sarà in grado di reggere all’assalto ideologico dell’islam che non mancherà: solo la riscoperta dell’avvenimento cristiano come unica salvezza per l’uomo - e quindi solo una decisa risurrezione dell’antica anima dell’Europa - potrà offrire un esito diverso a questo inevitabile confronto”. (Giacomo Biffi, “Sulla immigrazione”. Intervento al Seminario della Fondazione “Migrantes”, 30 settembre 2000) Il cardinale era consapevole che né il mondo “laico, né i “cattolici”, si rendono conto del dramma che si sta profilando nella nostra società. Non comprende soprattutto il mondo laico, che spesso si scaglia contro la Chiesa e il cristianesimo, che invece è proprio questa“l'ispiratrice più forte e la difesa più valida della civiltà occidentale e dei suoi valori di razionalità e di libertà: potrebbero accorgersene troppo tardi”. Mentre per quanto riguarda i cattolici, secondo Biffi, annacquando la propria fede, e lasciandosi suggestionare dall'ansia del dialogo a ogni costo,“inconsciamente preparano (umanamente parlando)la propria estinzione”. Biffi alla fine del suo discorso si augurava, o meglio auspicava dall'Occidente, non solo cristiano, un sussulto, un“risveglio sia della ragione sia dell'antica fede”. E' sotto gli occhi di tutti che il sussulto non c'è stato, nonostante i tanti allarmi lanciati in questi anni. Dopo l'ultimo episodio dell'aggressione alle donne a Colonia e di altre città europee, sembra che la profezia del cardinale si stia realizzando. Il direttore del giornale online, LaNuovaBQ.it, Riccardo Cascioli, vede ormai in Europa, addirittura un assalto ideologico dell'islam. E di fronte a questo assalto quello che sconvolge,“[...] è l’assoluto smarrimento delle istituzioni europee, civili e religiose, incapaci di comprendere quanto sta avvenendo, figurarsi gestire la situazione. A oltre dieci giorni dall’accaduto in Germania non c’è stata praticamente alcuna reazione visibile delle autorità nei confronti dei responsabili, soltanto le solite polemiche e qualche funzionario che perde il posto. È più forte il timore di passare per razzisti e islamofobi che non il dovere di esser giusti e responsabili del bene di tutti”.(Riccardo Cascioli, Prove tecniche di sottomissione, 12.1.16, LaNuova BQ.it). Che l'Occidente abbia paura, ed è paralizzato di fronte a ciò che sta accadendo sul proprio territorio, è un dato di fatto, anche Cascioli, riporta degli episodi sconcertanti come quello in un paese inglese, dove per anni ci sono stati dei funzionari pubblici che hanno taciuto abusi e violenze – sessuali e psicologiche – perpetrate dalla locale comunità islamica contro 1400 minorenni inglesi; e in Svezia, dove di fronte a casi analoghi a quelli accaduti a Colonia, la polizia ha nascosto per mesi la verità. Peraltro in Germania come in Inghilterra già sono stati riconosciuti i tribunali islamici (la shari'a) per contenziosi familiari, mentre nelle maggiori città europee i quartieri islamici sono off limits per le autorità locali e la poligamia è tollerata. Pertanto Cascioli registra, in tutta Europa, una vera e propria “paralisi evidente che non è semplicemente di incompetenza delle autorità, è piuttosto un’impotenza frutto di un vuoto culturale. Proprio come ha detto ieri anche papa Francesco: «L’estremismo e il fondamentalismo trovano un terreno fertile non solo in una strumentalizzazione della religione per fini di potere, ma anche nel vuoto di ideali e nella perdita d’identità – anche religiosa –, che drammaticamente connota il cosiddetto Occidente”. Per questo è evidente che in questo frangente storico, bisogna rafforzare la propria identità, difendendo i propri valori, in particolare quelli della persona e della libertà. Ma qui occorre stare attenti alle parole, per esempio la libertà della donna non è quella nata dalla rivoluzione sessuale, che peraltro ha generato altre forme di schiavitù, espresse nell'uso del corpo della donna che si fa nella pubblicità. E' evidente che“solo l’avvento del cristianesimo ha portato nella storia la pari dignità di ogni essere umano – uomini, donne, bambini, anziani, disabili – pur nella diversità dei ruoli sociali, una pari dignità sconosciuta a qualsiasi altra cultura e religione (non solo l’islam). Solo la consapevolezza di una comune appartenenza a Cristo impedisce che il rapporto tra un uomo e una donna diventi violento, che si imponga la legge del più forte, che si trasformi in possesso della femmina da parte del maschio”.(Ibidem) Non stupisce che oggi l'Europa, avendo tagliato le radici cristiane, ribaltando il vero significato della libertà e della persona, ora non sappia reagire, dando un segnale forte di fronte alle molestie e alle violenze sessuali scatenate in tante città europee. Anzi ci sono addirittura gruppi femministi europei che invitano donne di ogni fede e credo a partecipare il prossimo 1 febbraio alla Giornata mondiale del velo islamico, in solidarietà verso i musulmani e contro la presunta islamofobia dell’Europa. Sul tema è intervenuto il direttore de Il Foglio, Cerasa, ancora una volta,“si perderà un’occasione importante per capire che l’unica solidarietà non pelosa che si può offrire alle donne musulmane non è infilare retorica nella pancia gonfia della political correctness, ma è impegnarsi tutti insieme per denunciare le vergogne che vengono portate avanti, soprattutto sul corpo delle donne, in nome dell’islam. Lucia Annunziata, direttore dell’Huffington Post, giovedì scorso ha ammesso con buona dose di coraggio che “il rapporto dell’islam con le donne è un tema devastante, intriso di violenza e di politica, e non è tale solo nelle forme più estreme, nelle terre più bruciate del medioriente, nelle esperienze più allucinate e militanti delle guerre dell’Isis o del terrorismo”. Ma non c’è nulla da fare - continua Cerasa - “possono scorrere sui video tutte le immagini possibili di poligamie forzate, spose bambine, stupri seriali, infibulazioni, cristiane yazide ridotte in schiavitù, ma la paura di criticare l’islam è forte, il terrore di una reazione è enorme, l’idea di non dover “provocare”, come insegna il sindaco di Colonia, è troppo grande[...].Tuttavia il direttore de Il Foglio insiste, ” forse il primo febbraio le donne, per aiutare le donne musulmane, più che coprire dovrebbero mostrare – mostrare gli orrori. Il caso Colonia è solo l’ultimo di una serie. Il problema non è l’islam, è la sua interpretazione radicale. Ma non mostrare l’orrore, e nasconderlo, significa essere complici di un delitto. Significa prepararci ad accogliere il prossimo crimine senza essere in grado di rispondere. E se non si risponde ora, quando lo si fa?” (Claudio Cerasa, Donne e Charlie. Togliere il velo sulle violenze compiute in nome dell'Islam. Se non ora quando?, 10.1.16, Il Foglio) Indossare il velo per un giorno, una tragica preparazione al futuro. Forse il processo di sottomissione è già iniziato. Infatti, nulla sarà più come prima, visto che la sindachessa di Colonia Reker è costretta a invitare le donne a camminare per strada “tenendo un braccio di distanza dagli stranieri”, e il presidente del concistoro ebraico di Marsiglia, Zvi Ammar, ha suggerito agli ebrei della città di non girare con la kippah in testa.“Queste due reazioni segnano un cedimento strutturale della coscienza europea. Reker e Ammar hanno inconsciamente capito che l'Europa è arrivata al punto critico, che nulla sarà come prima, che, da integranti, gli europei saranno integrati, ovvero, che la cultura importata integrerà (o sostituirà) la nostra. Riconoscono, insomma, che non c'è più nulla da fare, e si adeguano o, meglio, si ritirano. Esattamente come gli inquilini dei palazzi delle varie Chinatown europee che hanno venduto i loro appartamenti agli asiatici quando hanno capito che quella strada, quel quartiere non sarà più la “loro» strada e il «loro» quartiere”. (Marco Cobianchi, “L'Europa è arrivata al punto di non ritorno, nulla sarà più come prima. Gli europei, da integranti, saranno integrati”, 14.1.16, ItaliaOggi) Ancora una volta registriamo una mancanza di reazione da parte almeno della maggioranza degli europei,“tanto è vero che a Colonia l'unica reazione significativa è stata quella dei neonazisti, non della cosiddetta «società civile». Perché? Perché la sinistra, tra la difesa della dignità delle donne e i diritti degli immigrati, ha scelto di schierarsi con questi ultimi; perché la destra, quella moderata, è intimorita dall'accusa di nazismo e/o fascismo e perché la Chiesa Cattolica vuole evitare che un oggettivo scontro di culture si trasformi in un conflitto dagli esiti imprevedibili”.(Ibidem) Sat, 16 Jan 2016 17:53:58 +0000 ROOT L'Europa o ridiventerà cristiana o diventerà musulmana https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22480 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22480 Sedici anni fa il compianto cardinale Giacomo Biffi, pronunciava un discorso articolato, abbastanza discusso, tra l'altro affermava: “Io penso che l’Europa o ridiventerà cristiana o diventerà musulmana. Ciò che mi pare senza avvenire è la “cultura del niente”, della libertà senza limiti e senza contenuti, dello scetticismo vantato come conquista intellettuale, che sembra essere l’atteggiamento dominante nei popoli europei, più o meno tutti ricchi di mezzi e poveri di verità. Questa “cultura del niente” (sorretta dall’edonismo e dalla insaziabilità libertaria) non sarà in grado di reggere all’assalto ideologico dell’islam che non mancherà: solo la riscoperta dell’avvenimento cristiano come unica salvezza per l’uomo - e quindi solo una decisa risurrezione dell’antica anima dell’Europa - potrà offrire un esito diverso a questo inevitabile confronto”. (Giacomo Biffi, “Sulla immigrazione”. Intervento al Seminario della Fondazione “Migrantes”, 30 settembre 2000) Il cardinale era consapevole che né il mondo “laico, né i “cattolici”, si rendono conto del dramma che si sta profilando nella nostra società. Non comprende soprattutto il mondo laico, che spesso si scaglia contro la Chiesa e il cristianesimo, che invece è proprio questa“l'ispiratrice più forte e la difesa più valida della civiltà occidentale e dei suoi valori di razionalità e di libertà: potrebbero accorgersene troppo tardi”. Mentre per quanto riguarda i cattolici, secondo Biffi, annacquando la propria fede, e lasciandosi suggestionare dall'ansia del dialogo a ogni costo,“inconsciamente preparano (umanamente parlando)la propria estinzione”. Biffi alla fine del suo discorso si augurava, o meglio auspicava dall'Occidente, non solo cristiano, un sussulto, un“risveglio sia della ragione sia dell'antica fede”. E' sotto gli occhi di tutti che il sussulto non c'è stato, nonostante i tanti allarmi lanciati in questi anni. Dopo l'ultimo episodio dell'aggressione alle donne a Colonia e di altre città europee, sembra che la profezia del cardinale si stia realizzando. Il direttore del giornale online, LaNuovaBQ.it, Riccardo Cascioli, vede ormai in Europa, addirittura un assalto ideologico dell'islam. E di fronte a questo assalto quello che sconvolge,“[...] è l’assoluto smarrimento delle istituzioni europee, civili e religiose, incapaci di comprendere quanto sta avvenendo, figurarsi gestire la situazione. A oltre dieci giorni dall’accaduto in Germania non c’è stata praticamente alcuna reazione visibile delle autorità nei confronti dei responsabili, soltanto le solite polemiche e qualche funzionario che perde il posto. È più forte il timore di passare per razzisti e islamofobi che non il dovere di esser giusti e responsabili del bene di tutti”.(Riccardo Cascioli, Prove tecniche di sottomissione, 12.1.16, LaNuova BQ.it). Che l'Occidente abbia paura, ed è paralizzato di fronte a ciò che sta accadendo sul proprio territorio, è un dato di fatto, anche Cascioli, riporta degli episodi sconcertanti come quello in un paese inglese, dove per anni ci sono stati dei funzionari pubblici che hanno taciuto abusi e violenze – sessuali e psicologiche – perpetrate dalla locale comunità islamica contro 1400 minorenni inglesi; e in Svezia, dove di fronte a casi analoghi a quelli accaduti a Colonia, la polizia ha nascosto per mesi la verità. Peraltro in Germania come in Inghilterra già sono stati riconosciuti i tribunali islamici (la shari'a) per contenziosi familiari, mentre nelle maggiori città europee i quartieri islamici sono off limits per le autorità locali e la poligamia è tollerata. Pertanto Cascioli registra, in tutta Europa, una vera e propria “paralisi evidente che non è semplicemente di incompetenza delle autorità, è piuttosto un’impotenza frutto di un vuoto culturale. Proprio come ha detto ieri anche papa Francesco: «L’estremismo e il fondamentalismo trovano un terreno fertile non solo in una strumentalizzazione della religione per fini di potere, ma anche nel vuoto di ideali e nella perdita d’identità – anche religiosa –, che drammaticamente connota il cosiddetto Occidente”. Per questo è evidente che in questo frangente storico, bisogna rafforzare la propria identità, difendendo i propri valori, in particolare quelli della persona e della libertà. Ma qui occorre stare attenti alle parole, per esempio la libertà della donna non è quella nata dalla rivoluzione sessuale, che peraltro ha generato altre forme di schiavitù, espresse nell'uso del corpo della donna che si fa nella pubblicità. E' evidente che“solo l’avvento del cristianesimo ha portato nella storia la pari dignità di ogni essere umano – uomini, donne, bambini, anziani, disabili – pur nella diversità dei ruoli sociali, una pari dignità sconosciuta a qualsiasi altra cultura e religione (non solo l’islam). Solo la consapevolezza di una comune appartenenza a Cristo impedisce che il rapporto tra un uomo e una donna diventi violento, che si imponga la legge del più forte, che si trasformi in possesso della femmina da parte del maschio”.(Ibidem) Non stupisce che oggi l'Europa, avendo tagliato le radici cristiane, ribaltando il vero significato della libertà e della persona, ora non sappia reagire, dando un segnale forte di fronte alle molestie e alle violenze sessuali scatenate in tante città europee. Anzi ci sono addirittura gruppi femministi europei che invitano donne di ogni fede e credo a partecipare il prossimo 1 febbraio alla Giornata mondiale del velo islamico, in solidarietà verso i musulmani e contro la presunta islamofobia dell’Europa. Sul tema è intervenuto il direttore de Il Foglio, Cerasa, ancora una volta,“si perderà un’occasione importante per capire che l’unica solidarietà non pelosa che si può offrire alle donne musulmane non è infilare retorica nella pancia gonfia della political correctness, ma è impegnarsi tutti insieme per denunciare le vergogne che vengono portate avanti, soprattutto sul corpo delle donne, in nome dell’islam. Lucia Annunziata, direttore dell’Huffington Post, giovedì scorso ha ammesso con buona dose di coraggio che “il rapporto dell’islam con le donne è un tema devastante, intriso di violenza e di politica, e non è tale solo nelle forme più estreme, nelle terre più bruciate del medioriente, nelle esperienze più allucinate e militanti delle guerre dell’Isis o del terrorismo”. Ma non c’è nulla da fare - continua Cerasa - “possono scorrere sui video tutte le immagini possibili di poligamie forzate, spose bambine, stupri seriali, infibulazioni, cristiane yazide ridotte in schiavitù, ma la paura di criticare l’islam è forte, il terrore di una reazione è enorme, l’idea di non dover “provocare”, come insegna il sindaco di Colonia, è troppo grande[...].Tuttavia il direttore de Il Foglio insiste, ” forse il primo febbraio le donne, per aiutare le donne musulmane, più che coprire dovrebbero mostrare – mostrare gli orrori. Il caso Colonia è solo l’ultimo di una serie. Il problema non è l’islam, è la sua interpretazione radicale. Ma non mostrare l’orrore, e nasconderlo, significa essere complici di un delitto. Significa prepararci ad accogliere il prossimo crimine senza essere in grado di rispondere. E se non si risponde ora, quando lo si fa?” (Claudio Cerasa, Donne e Charlie. Togliere il velo sulle violenze compiute in nome dell'Islam. Se non ora quando?, 10.1.16, Il Foglio) Indossare il velo per un giorno, una tragica preparazione al futuro. Forse il processo di sottomissione è già iniziato. Infatti, nulla sarà più come prima, visto che la sindachessa di Colonia Reker è costretta a invitare le donne a camminare per strada “tenendo un braccio di distanza dagli stranieri”, e il presidente del concistoro ebraico di Marsiglia, Zvi Ammar, ha suggerito agli ebrei della città di non girare con la kippah in testa.“Queste due reazioni segnano un cedimento strutturale della coscienza europea. Reker e Ammar hanno inconsciamente capito che l'Europa è arrivata al punto critico, che nulla sarà come prima, che, da integranti, gli europei saranno integrati, ovvero, che la cultura importata integrerà (o sostituirà) la nostra. Riconoscono, insomma, che non c'è più nulla da fare, e si adeguano o, meglio, si ritirano. Esattamente come gli inquilini dei palazzi delle varie Chinatown europee che hanno venduto i loro appartamenti agli asiatici quando hanno capito che quella strada, quel quartiere non sarà più la “loro» strada e il «loro» quartiere”. (Marco Cobianchi, “L'Europa è arrivata al punto di non ritorno, nulla sarà più come prima. Gli europei, da integranti, saranno integrati”, 14.1.16, ItaliaOggi) Ancora una volta registriamo una mancanza di reazione da parte almeno della maggioranza degli europei,“tanto è vero che a Colonia l'unica reazione significativa è stata quella dei neonazisti, non della cosiddetta «società civile». Perché? Perché la sinistra, tra la difesa della dignità delle donne e i diritti degli immigrati, ha scelto di schierarsi con questi ultimi; perché la destra, quella moderata, è intimorita dall'accusa di nazismo e/o fascismo e perché la Chiesa Cattolica vuole evitare che un oggettivo scontro di culture si trasformi in un conflitto dagli esiti imprevedibili”.(Ibidem) Sat, 16 Jan 2016 17:53:58 +0000 ROOT I cristiani perseguitati in un silenzio vergognoso https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22392 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22392 Ancora una volta il Papa, nel giorno del protomartire Santo Stefano è costretto a ricordare ai troppi distratti dal consumismo natalizio che i cristiani in tutto il mondo sono i più perseguitati. Lo ha fatto all'Angelus del 26 dicembre Papa Francesco in Piazza S. Pietro, ricordando i “tantissimi martiri di oggi”, i cristiani perseguitati, che sono “purtroppo tantissimi – che come santo Stefano subiscono persecuzioni in nome della fede, i nostri tanti martiri di oggi”. Ma “c’è un aspetto particolare, nell’odierno racconto degli Atti degli Apostoli, che avvicina santo Stefano al Signore. È il suo perdono prima di morire lapidato”. Così come hanno fatto gli oltre 1545 religiosi assassinati in odium fidae dai miliziani anarcocomunisti prima e durante la Guerra Civile spagnola. Casualmente in questi giorni mi è capitato di leggere un libretto scritto da Francesca Paci, “Dove i cristiani muoiono”, edito da Mondadori. Il libro è datato, è stato scritto quattro anni fa, ma è sempre attuale, perché le storie che racconta la giornalista de “La Stampa”, si ripetono sempre, sono molto simili a quelle che i cristiani stanno affrontando in queste ore.“Avrei voluto raccontare mille storie”-scrive la Paci -, ma ho dovuto scegliere e ho privilegiato quelle che conoscevo per averne incontrato i protagonisti e verificato le difficoltà”. Il testo ben documentato racconta la persecuzione dei cristiani in Iraq, Egitto, in Palestina, in Indonesia, nell'Orissa, ma anche nella Corea del Nord, in Somalia, in Nigeria. Restano esclusi alcuni Paesi. Naturalmente anche nel 2011, i cristiani soffrivano maggiormente in Medio Oriente, per esempio nell'Iraq, che aveva visto l'esercito americano affrontare la dittatura di Saddam Hussein e poi il difficile dopoguerra contro le varie milizie islamofondamentaliste che si contendono il Paese. Ancora non era iniziata la guerra in Siria, ma già si poteva paventare lo scontro. In tanti si sono scandalizzati, perché solo nel 2015 c'è stato oltre 1 milione di profughi e immigrati, che in tutti i modi hanno raggiunto il continente europeo. Lo scandalo si dissolve se abbiamo tempo e voglia di leggere non solo il testo della Paci, ma anche tutti gli altri libri e articoli che lei ha citato nella nutrita bibliografia, alla fine del suo testo. Ci sono decine e decine di giornalisti, storici ed esperti di tutto il mondo che da tempo hanno affrontato la questione persecuzione e quindi la diaspora dei cristiani, soprattutto dal Medio Oriente. Basta leggere alcuni titoli: “Chiesa d'Oriente assediata”, “Rischiamo un secolo di martirio cristiano”, “Iraq, caccia al cristiano”, “L'ONU: vogliono distruggere tutta la comunità di fedeli”, “I cristiani e il Medio Oriente. La grande fuga”, “Baghdad, strage nelle case dei cristiani”, “Perché i cristiani vengono massacrati nei paesi islamici?”, e tanti altri, io ho citato soltanto alcuni titoli in italiano. Francesca Paci inizia la sua esposizione con l'esperienza di Fatima, una ragazza di 28 anni, che era presente, il 31 ottobre 2010, nella chiesa di Nostra Signora della Salvezza a Baghdad, quando “i terroristi spalancano il portone sparando dappertutto, c'è un'esplosione all'altezza dell'abside, uno salta in piedi sull'altare, ringrazia Allah, abbatte il crocefisso. Sono a volte scoperto, giovanissimi, con un filo di barba appena accennato, indossano la divisa della polizia irachena e la cintura esplosiva. Mi butto a terra e cerco di capire da che parte strisciare per proteggermi. Padre Wasim, il confessore, prova a fermarli e un ragazzo gli spara alla pancia [...]C'è odore di sangue, mi cola addosso dalla panca sotto cui mi nascondo e si mescola al mio, i vetri delle lampade distrutte dalle bombe a mano mi hanno ferita alla testa e alle gambe […] I terroristi invocano Allahu Akbar, Allah è grande, e ripetono che andranno in paradiso mentre noi bruceremo all'inferno […] Sembrano invasati ma completamente sereni. Uccidono con freddezza, ne vedo uno che probabilmente non ha neppure quindici anni. Continua il racconto Fatima, in realtà uguale a tutti gli altri attentati, penso ai poveri giovani del Bataclan,“Ad un certo punto, al tramonto, si mettono a pregare, alcuni si inginocchiano verso la Mecca mentre gli altri fanno il giro dei corpi per controllare chi respira ancora e dargli il colpo di grazia. Mi fingo morta, devo stare immobile, trattenere il fiato,penso ai miei genitori, ai fratelli, alle sorelle, ai nipotini che mi aspettano a casa, se qualcuno qui si accorge che sono viva non li vedrò mai più”. Quello di Fatima è un classico attentato terroristico barbaramente perpetrato da uomini che potrebbero far parte di una qualsiasi organizzazione terroristica islamica. In Iraq prima usavano le auto esplosive, ora entrano dentro le chiese e prendono in ostaggio le persone per fare più morti. I cristiani, secondo la think tank americana Pew, rappresentano il 70% delle vittime dell'odio religioso, “il Medio Oriente convive con i genocidi dall'VIII secolo, spiegava Herman Vahramian, il grande intellettuale armeno, “secondo l'ipotesi di Vahramian, all'origine della diffusa rassegnazione allo stermino di massa percepibile nella regione ci sarebbe l'immaginario collettivo segnato dalle migliaia di torri di crani umani innalzate da Tamerlano sul suo vastissimo impero”. La Paci oltre a raccontare esperienze di persone che hanno subito le persecuzioni, fa riferimento alle varie e complesse questioni aperte del Medio Oriente, come quella della guerra statunitense al terrorismo, dopo l'attentato dell'11 settembre. Il fondamentalismo islamico non si è fermato, anzi ha ripreso il suo folle progetto di conquista di quei Paesi, troppo corrotti e filooccidentali, che praticamente sono diventati sempre più deboli. In mezzo a questa guerra, i cristiani diventano il capro espiatorio, vengono stritolati, perché sono i più indifesi e abbandonati. “Ci saranno ancora dei cristiani in Medio Oriente nel terzo millennio?”, si chiedeva il diplomatico francese Jean Pierre Valognes nel voluminoso Vie et mort des chretiens d'Orient, pubblicato nel 1994. Una domanda che a distanza suona profetica. E pensare che i cristiani “erano lì prima dell'islam e hanno plasmato le società arabe, i chirurghi e i medici del califfo erano cristiani...”, ricorda l'islamologo padre Samir Khalil Samir. Sembrava che con il crollo del Muro di Berlino, la Storia sarebbe finita, mentre la globalizzazione e la democrazia liberale dovevano prevalere nel mondo, invece, secondo Valognes, la vicenda dei cristiani in Medio Oriente,“una delle battaglie più lunghe della Storia è in procinto di essere persa”. Ma perché tutto questo pessimismo sui cristiani? Rispondo con le parole della giornalista de La Stampa, “L'audience globale, come spesso di fronte a massacri così vicini seppur così lontani, sta a guardare. Se da una parte la circolazione in tempo reale dell'informazione telematica rende impossibile chiudere gli occhi davanti allo smembramento di una civiltà che procede ormai a ritmi serrati, dall'altra produce una certa dose di assuefazione, un'abitudine alla notizia soprattutto se non facilmente catalogabile con un'etichetta ideologica”. Citando lo scrittore francese Renè Guitton, si afferma che il genocidio dei cristiani in Medio Oriente, viene seguito dall'opinione pubblica europea distrattamente. In realtà questo accade perché “il caso dei cristiani asserragliati al di là del Mediterraneo, [non rientrano] nelle categorie tradizionali destra-sinistra, poveri-ricchi, laici-religiosi. La caccia ai cristiani, insomma, indigna meno di altre ingiustizie”. Intanto sempre Guitton nota: “una doppia dimenticanza. In primo luogo, essendo maggioritario in Occidente, il cristianesimo sembra non poter aspirare allo status di minoranza in Oriente. D'altro canto si obietta che trasformare i cristiani orientali in protetti dell'Occidente potrebbe esporli a rischi ancor più seri”. Per concludere, il risultato di tutta questa faccenda, del resto lo ha sottolineato lo stesso Papa Francesco, è un“groviglio d'indifferenza e sensi di colpa che si dipana quando l'associazione Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) diffonde la cifra shock di cinquanta milioni di cristiani perseguitati nel mondo, per poi riattorcigliarsi e perdersi nelle mille brutte storie del mondo grande e terribile”. Tue, 29 Dec 2015 10:57:52 +0000 ROOT I cristiani perseguitati in un silenzio vergognoso https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22392 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22392 Ancora una volta il Papa, nel giorno del protomartire Santo Stefano è costretto a ricordare ai troppi distratti dal consumismo natalizio che i cristiani in tutto il mondo sono i più perseguitati. Lo ha fatto all'Angelus del 26 dicembre Papa Francesco in Piazza S. Pietro, ricordando i “tantissimi martiri di oggi”, i cristiani perseguitati, che sono “purtroppo tantissimi – che come santo Stefano subiscono persecuzioni in nome della fede, i nostri tanti martiri di oggi”. Ma “c’è un aspetto particolare, nell’odierno racconto degli Atti degli Apostoli, che avvicina santo Stefano al Signore. È il suo perdono prima di morire lapidato”. Così come hanno fatto gli oltre 1545 religiosi assassinati in odium fidae dai miliziani anarcocomunisti prima e durante la Guerra Civile spagnola. Casualmente in questi giorni mi è capitato di leggere un libretto scritto da Francesca Paci, “Dove i cristiani muoiono”, edito da Mondadori. Il libro è datato, è stato scritto quattro anni fa, ma è sempre attuale, perché le storie che racconta la giornalista de “La Stampa”, si ripetono sempre, sono molto simili a quelle che i cristiani stanno affrontando in queste ore.“Avrei voluto raccontare mille storie”-scrive la Paci -, ma ho dovuto scegliere e ho privilegiato quelle che conoscevo per averne incontrato i protagonisti e verificato le difficoltà”. Il testo ben documentato racconta la persecuzione dei cristiani in Iraq, Egitto, in Palestina, in Indonesia, nell'Orissa, ma anche nella Corea del Nord, in Somalia, in Nigeria. Restano esclusi alcuni Paesi. Naturalmente anche nel 2011, i cristiani soffrivano maggiormente in Medio Oriente, per esempio nell'Iraq, che aveva visto l'esercito americano affrontare la dittatura di Saddam Hussein e poi il difficile dopoguerra contro le varie milizie islamofondamentaliste che si contendono il Paese. Ancora non era iniziata la guerra in Siria, ma già si poteva paventare lo scontro. In tanti si sono scandalizzati, perché solo nel 2015 c'è stato oltre 1 milione di profughi e immigrati, che in tutti i modi hanno raggiunto il continente europeo. Lo scandalo si dissolve se abbiamo tempo e voglia di leggere non solo il testo della Paci, ma anche tutti gli altri libri e articoli che lei ha citato nella nutrita bibliografia, alla fine del suo testo. Ci sono decine e decine di giornalisti, storici ed esperti di tutto il mondo che da tempo hanno affrontato la questione persecuzione e quindi la diaspora dei cristiani, soprattutto dal Medio Oriente. Basta leggere alcuni titoli: “Chiesa d'Oriente assediata”, “Rischiamo un secolo di martirio cristiano”, “Iraq, caccia al cristiano”, “L'ONU: vogliono distruggere tutta la comunità di fedeli”, “I cristiani e il Medio Oriente. La grande fuga”, “Baghdad, strage nelle case dei cristiani”, “Perché i cristiani vengono massacrati nei paesi islamici?”, e tanti altri, io ho citato soltanto alcuni titoli in italiano. Francesca Paci inizia la sua esposizione con l'esperienza di Fatima, una ragazza di 28 anni, che era presente, il 31 ottobre 2010, nella chiesa di Nostra Signora della Salvezza a Baghdad, quando “i terroristi spalancano il portone sparando dappertutto, c'è un'esplosione all'altezza dell'abside, uno salta in piedi sull'altare, ringrazia Allah, abbatte il crocefisso. Sono a volte scoperto, giovanissimi, con un filo di barba appena accennato, indossano la divisa della polizia irachena e la cintura esplosiva. Mi butto a terra e cerco di capire da che parte strisciare per proteggermi. Padre Wasim, il confessore, prova a fermarli e un ragazzo gli spara alla pancia [...]C'è odore di sangue, mi cola addosso dalla panca sotto cui mi nascondo e si mescola al mio, i vetri delle lampade distrutte dalle bombe a mano mi hanno ferita alla testa e alle gambe […] I terroristi invocano Allahu Akbar, Allah è grande, e ripetono che andranno in paradiso mentre noi bruceremo all'inferno […] Sembrano invasati ma completamente sereni. Uccidono con freddezza, ne vedo uno che probabilmente non ha neppure quindici anni. Continua il racconto Fatima, in realtà uguale a tutti gli altri attentati, penso ai poveri giovani del Bataclan,“Ad un certo punto, al tramonto, si mettono a pregare, alcuni si inginocchiano verso la Mecca mentre gli altri fanno il giro dei corpi per controllare chi respira ancora e dargli il colpo di grazia. Mi fingo morta, devo stare immobile, trattenere il fiato,penso ai miei genitori, ai fratelli, alle sorelle, ai nipotini che mi aspettano a casa, se qualcuno qui si accorge che sono viva non li vedrò mai più”. Quello di Fatima è un classico attentato terroristico barbaramente perpetrato da uomini che potrebbero far parte di una qualsiasi organizzazione terroristica islamica. In Iraq prima usavano le auto esplosive, ora entrano dentro le chiese e prendono in ostaggio le persone per fare più morti. I cristiani, secondo la think tank americana Pew, rappresentano il 70% delle vittime dell'odio religioso, “il Medio Oriente convive con i genocidi dall'VIII secolo, spiegava Herman Vahramian, il grande intellettuale armeno, “secondo l'ipotesi di Vahramian, all'origine della diffusa rassegnazione allo stermino di massa percepibile nella regione ci sarebbe l'immaginario collettivo segnato dalle migliaia di torri di crani umani innalzate da Tamerlano sul suo vastissimo impero”. La Paci oltre a raccontare esperienze di persone che hanno subito le persecuzioni, fa riferimento alle varie e complesse questioni aperte del Medio Oriente, come quella della guerra statunitense al terrorismo, dopo l'attentato dell'11 settembre. Il fondamentalismo islamico non si è fermato, anzi ha ripreso il suo folle progetto di conquista di quei Paesi, troppo corrotti e filooccidentali, che praticamente sono diventati sempre più deboli. In mezzo a questa guerra, i cristiani diventano il capro espiatorio, vengono stritolati, perché sono i più indifesi e abbandonati. “Ci saranno ancora dei cristiani in Medio Oriente nel terzo millennio?”, si chiedeva il diplomatico francese Jean Pierre Valognes nel voluminoso Vie et mort des chretiens d'Orient, pubblicato nel 1994. Una domanda che a distanza suona profetica. E pensare che i cristiani “erano lì prima dell'islam e hanno plasmato le società arabe, i chirurghi e i medici del califfo erano cristiani...”, ricorda l'islamologo padre Samir Khalil Samir. Sembrava che con il crollo del Muro di Berlino, la Storia sarebbe finita, mentre la globalizzazione e la democrazia liberale dovevano prevalere nel mondo, invece, secondo Valognes, la vicenda dei cristiani in Medio Oriente,“una delle battaglie più lunghe della Storia è in procinto di essere persa”. Ma perché tutto questo pessimismo sui cristiani? Rispondo con le parole della giornalista de La Stampa, “L'audience globale, come spesso di fronte a massacri così vicini seppur così lontani, sta a guardare. Se da una parte la circolazione in tempo reale dell'informazione telematica rende impossibile chiudere gli occhi davanti allo smembramento di una civiltà che procede ormai a ritmi serrati, dall'altra produce una certa dose di assuefazione, un'abitudine alla notizia soprattutto se non facilmente catalogabile con un'etichetta ideologica”. Citando lo scrittore francese Renè Guitton, si afferma che il genocidio dei cristiani in Medio Oriente, viene seguito dall'opinione pubblica europea distrattamente. In realtà questo accade perché “il caso dei cristiani asserragliati al di là del Mediterraneo, [non rientrano] nelle categorie tradizionali destra-sinistra, poveri-ricchi, laici-religiosi. La caccia ai cristiani, insomma, indigna meno di altre ingiustizie”. Intanto sempre Guitton nota: “una doppia dimenticanza. In primo luogo, essendo maggioritario in Occidente, il cristianesimo sembra non poter aspirare allo status di minoranza in Oriente. D'altro canto si obietta che trasformare i cristiani orientali in protetti dell'Occidente potrebbe esporli a rischi ancor più seri”. Per concludere, il risultato di tutta questa faccenda, del resto lo ha sottolineato lo stesso Papa Francesco, è un“groviglio d'indifferenza e sensi di colpa che si dipana quando l'associazione Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) diffonde la cifra shock di cinquanta milioni di cristiani perseguitati nel mondo, per poi riattorcigliarsi e perdersi nelle mille brutte storie del mondo grande e terribile”. Tue, 29 Dec 2015 10:57:52 +0000 ROOT “Il via libera UE alla commercializzazione delle viti del Salento primo atto concreto contro la Xyella” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/andria/22152-il-via-libera-ue-alla-commercializzazione-delle-viti-del-salento-primo-atto-concreto-contro-la-xyella.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/andria/22152-il-via-libera-ue-alla-commercializzazione-delle-viti-del-salento-primo-atto-concreto-contro-la-xyella.html “Il via libera del Comitato fitosanitario dell’UE alla commercializzazione delle viti salentine è un primo risultato concreto nella lotta alla Xylella e una risposta alla preoccupazione che ho posto a Bruxelles in occasione del workshop del COPA – Cogeca il 12 e 13 novembre scorsi che questa area della Puglia dovesse essere sottoposta ad una quarantena ingiusta e infinita, diventando alla fine un deserto, prospettiva inaccettabile contro cui ci batteremo in ogni sede. Già la certificazione che il contagio non riguardasse la vite faceva ben sperare che potesse essere eliminata dall'elenco delle specie ospiti del ceppo CoDiRO sottoposte a regolamentazione. Lo studio che certifica il fatto che Il ceppo di Xylella per il genere Vitis, denominato CoDiro, e rinvenuto a Lecce, non contamina la vite protegge i 39 milioni di valore delle esportazioni Made in Italy realizzati nel 2014 di talee innestate e barbatelle di vite, messe a rischio da ingiustificate misure protezionistiche adottate da diverse Paesi”. E’ positivo il commento del Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, alla notizia che il Comitato fitosanitario dell’UE ha deciso di permettere senza restrizioni sull'intero territorio europeo la commercializzazione delle barbatelle di vite salentine, autorizzando l’uso di uno specifico trattamento a caldo prima della vendita. Le misure sono completate da ispezioni ufficiali nei campi di produzione. Destava molta preoccupazione la situazione dei vivaisti salentini e di un comparto che fattura 20milioni di euro l'anno, con una produzione di 12 milioni di piante e 70mila giornate lavorative garantite all'indotto, bloccato per la malattia e per l'embargo di Paesi come Francia, Marocco, Algeria.." "Il prossimo passo è dare sostanza al laboratorio scientifico a cielo aperto, comprendente l’intera area dichiarata infetta da Xylella fastidiosa - aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - dove si possa realizzare un’infrastruttura immateriale che sia nodo di una rete di relazioni tra ricerca scientifica e aziende agricole, tra ipotesi scientifiche e trasferimenti di conoscenze, tra formazione degli operatori e informazione dei cittadini. La decretazione del Salento come unica area europea affetta da Xylella e la formazione di uno stabile cordone sanitario a nord di Lecce devono essere affrontate costruendo traiettorie di futuro per olivicoltori, frantoi e cooperative salentini”. “Dovremo trattare le barbatelle dormienti una volta estirpate in una vasca a 45 gradi – spiega il Presidente del Consorzio Vivaisti Viticoli Pugliesi, Ferdinando Miggiano – e non ci è richiesto alcun altro intervento e soprattutto nessun ulteriore campionamento. E’ certamente una notizia molto positiva. Il trattamento viene già usato con successo per eliminare la “flavescenza dorata”, dove talee, barbatelle e innesti vengono trattati in fase di quiescenza, rendendoli commercializzabili verso le zone protette dell’UE”. Resta ancora da definire il quadro delle piante ornamentali – ricorda Coldiretti - che in Puglia ha raggiunto i 185 milioni di euro di valore, con un incidenza dell’11,4 percento del valore della produzione regionale su quella nazionale. Dal punto di vista percentuale, considerato il quadro nazionale, i maggiori incrementi sul numero di aziende in termini assoluti si sono avuti in  Puglia con un aumento di 632 unità. Nel sub-comparto del vivaismo la Puglia è emergente, tanto da contribuire in misura rilevante, negli ultimi dieci anni, alla crescita nel Mezzogiorno, dove le aziende salgono a 1.651 unità (+643) per una superficie di 1.552 ettari (+783). In Puglia gli investimenti di aree (1.619 ettari) risultano superiori rispetto alla Sicilia anche se sono relativi ad un numero di aziende inferiore (1.416 unità). Tue, 24 Nov 2015 08:43:16 +0000 Andria Il terrorismo suicida dell’ultrafondamentalismo https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22116 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22116 La carneficina di uomini e donne nel venerdì nero del 13 novembre scorso a Parigi ad opera di terroristi jihadisti islamici, ha dato l'ennesimo colpo di gong alla società occidentale. Ma ancora nonostante tutto, si fatica a comprendere i tempi di guerra totale che stiamo vivendo nostro malgrado. Si ripetono anche questa volta, i soliti discorsi, le solite domande, e interrogativi. In questi momenti di confusione, è opportuno continuare a raccontarvi il testo, “Il Fondamentalismo dalle origini all'Isis”, del professore Massimo Introvigne, pubblicato da Sugarcoedizioni (2015). In particolare può essere utile leggere il 5 capitolo, dove si affronta il tema del terrorismo suicida. Il professore parte da lontano evocando due episodi tragicamente spettacolari che hanno coinvolto movimenti religiosi marginali. Negli Usa, gli studiosi di Scienza religiose li hanno chiamati“incidenti critici”, il primo riguarda il suicidio collettivo di Jonestown in Guyana, del 18 novembre 1978, dove periscono oltre novecento membri del movimento noto come Peoples Temple, fondato e diretto dal reverendo James Warren “Jim” Jones. In secondo episodio riguarda, quello che è successo in Texas, negli Usa, nel 1993, dopo un attacco dell'FBI, alla fine muoiono sessantacinque persone, membri del movimento degli Branch Davidians, fondato da David Koresh. Dopo questi episodi i media hanno rapidamente interpretato anche altri movimenti che non hanno avuto esiti violenti o di suicidio, con le consuete categorie del “lavaggio di cervello” e della psicopatalogia, e classificandoli tra quelli che professano le teorie millenaristiche e attendono la fine del mondo. Tuttavia questa interpretazione, sia per Introvigne che per altri studiosi,“le ipotesi classiche di 'lavaggio di cervello' appaiono come grossolane semplificazioni”. Pertanto dopo l'11 settembre 2001, gli studiosi di nuovi movimenti religiosi, si son chiesti se “i suicidi e omicidi di cui erano stati protagonisti alcuni nuovi movimenti religiosi potevano avere qualche cosa in comune con gli attentati suicidi dell'ultrafondamentalismo islamico”, e se per caso praticavano il lavaggio di cervello sui loro adepti. Dopo aver citato il testo del politologo americano, Samuel Huntington, Introvigne introduce le tesi di “Economie religiose di guerra”, cominciando a interessarsi del caso della Palestina. Introvigne ha il merito di legare ad un filo conduttore comune, i vari passaggi soprattutto quelli riguardanti il mondo islamico. La questione palestinese, tipico esempio di una economia religiosa di guerra, viene descritta da Introvigne in maniera egregia con ampia documentazione, sfatando tanti luoghi comuni, sulle organizzazioni palestinesi, dai fratelli musulmani ad Al Fatah di Yassir Arafat, Abu Mazen, fino ad Hamas, che ha vinto le elezioni e sostiene che tutti i musulmani del mondo dovrebbero combattere con loro per liberare la Palestina da Israele. Qui si può evidenziare quello che Introvigne definisce il terrorismo del Jihad locale e del Jihad globale. La battaglia per la Palestina, per Hamas,“è la madre di tutte le battaglie”. Introvigne, a questo punto dà conto delle due dimensioni, da una parte Hamas e i palestinesi, dall'altra Osama bin Laden, allievo di Abdullah 'Azzam, che rifiuta la centralità assoluta incondizionata della questione palestinese. E' significativo per Introvigne che la storia di Al-Qaida non ha mai incrociato quella della Palestina. In sequenza vengono analizzati i casi dell'Iraq da Saddam Hussein al dopo Saddam. Il caso Algeria, Tunisia, dove si sottolinea una certa evoluzione dall'islam fondamentalista a quello conservatore. Dove si cita il pensatore Rachid Ghannouchi che critica il modello francese di democrazia, che combatte la religione, per simpatizzare per quello anglosassone, dove non esistono aspri conflitti fra l'elemento religioso e quello civile. Pertanto secondo Introvigne, Ghannouchi presenta un modello originale di democrazia islamica. E se c'è stato un rifiuto della democrazia da parte di certi movimenti islamici è perché gli è stato sempre presentato il modello francese. La lotta francese contro il velo e ogni forma d'islam politico demonizzata come fondamentalismo, può indurire, o meglio radicalizzare i musulmani che sarebbero stati potenzialmente moderati. Ma il testo del professore torinese analizza, aiutandosi con il contributo di diversi studiosi, il pianeta Al-Qaida, studiando le sue origini e che cosa ha rappresentato e rappresenta, in particolare dopo l'11 settembre 2001. Secondo lo studioso cingalese Rohan Gunaratna, “tra i capi terroristi contemporanei, Osama bin Laden non eguali[...].Anzitutto, è il solo leader ad avere costruito un gruppo terroristico veramente multinazionale, che può colpire ovunque nel mondo[...]. In secondo luogo, si è costruito un seguito popolare nel mondo islamico, ed è oggetto quasi di venerazione in ambienti musulmani dell'Asia, dell'Africa e del Medio Oriente, e tra gli emigranti di prima e seconda generazione in America, Europa e Australia”. Il testo fa riferimento ai piani del potente network terroristico, anche a quelli non riusciti. Al-Qaida si presenta come una specie di editore,questi può avere le sue idee su quali libri potrebbero avere successo, ma nella maggior parte dei casi, riceverà proposte da potenziali autori. Bin Laden ascoltava, dava consigli e invitava i terroristi ad addestrarsi in Afghanistan, fornendogli di armi e di fondi. Al-Qaida 2 per Introvigne funzionava come un network e non come movimento, prima c'era il supermercato in Afghanistan, con la caduta dei talebani, il supermercato è stato chiuso. Ma Al-Qaida, funziona lo stesso con il metodo franchising. “Gruppi autonomi non creati da Al-Qaida progettano gli attentati, 'ispirati' dai documenti di bin Laden e al-Zawahiri”. In Iraq si passa ad Al-Qaida 3, qui bin Laden entra in dissidio con Abu Mus'ab al-Zarqawi che peraltro il suo gruppo ha causato ben trentamila morti nel paese, scandalizzando molti musulmani per i suoi metodi brutali. Il 7 luglio 2006 al-Zarqawi viene ucciso dagli americani, forse imbeccati dalla stessa Al-Qaida. I seguaci del terrorista giordano organizzeranno lo “scisma” che porterà alla formazione dell'ISIS, lo stato islamico dell'Iraq e della Grande Siria, il cosiddetto Da'ish o Daresh. Infatti, “pur sconfitto sul piano militare, al-Zarqawi, ha però diffuso l'idea che si possa e si debba passare a una al-Qaida, che non si limiti agli attentati ma controlli veri e propri “Stati terroristi” ultra-fondamentalisti”. Le “primavere arabe”, creano una situazione caotica di cui approfittano sia al-Qaida sia i suoi dissidenti “eretici” e quindi creano “emirati” che funzionano come Stati con un'amministrazione, una polizia, scuole, ospedali. Per ora mi fermo nel prossimo appuntamento ci occuperemo dell'Isis e della giustificazione del suicidio. Sat, 21 Nov 2015 14:14:26 +0000 ROOT Il terrorismo suicida dell’ultrafondamentalismo https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22116 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22116 La carneficina di uomini e donne nel venerdì nero del 13 novembre scorso a Parigi ad opera di terroristi jihadisti islamici, ha dato l'ennesimo colpo di gong alla società occidentale. Ma ancora nonostante tutto, si fatica a comprendere i tempi di guerra totale che stiamo vivendo nostro malgrado. Si ripetono anche questa volta, i soliti discorsi, le solite domande, e interrogativi. In questi momenti di confusione, è opportuno continuare a raccontarvi il testo, “Il Fondamentalismo dalle origini all'Isis”, del professore Massimo Introvigne, pubblicato da Sugarcoedizioni (2015). In particolare può essere utile leggere il 5 capitolo, dove si affronta il tema del terrorismo suicida. Il professore parte da lontano evocando due episodi tragicamente spettacolari che hanno coinvolto movimenti religiosi marginali. Negli Usa, gli studiosi di Scienza religiose li hanno chiamati“incidenti critici”, il primo riguarda il suicidio collettivo di Jonestown in Guyana, del 18 novembre 1978, dove periscono oltre novecento membri del movimento noto come Peoples Temple, fondato e diretto dal reverendo James Warren “Jim” Jones. In secondo episodio riguarda, quello che è successo in Texas, negli Usa, nel 1993, dopo un attacco dell'FBI, alla fine muoiono sessantacinque persone, membri del movimento degli Branch Davidians, fondato da David Koresh. Dopo questi episodi i media hanno rapidamente interpretato anche altri movimenti che non hanno avuto esiti violenti o di suicidio, con le consuete categorie del “lavaggio di cervello” e della psicopatalogia, e classificandoli tra quelli che professano le teorie millenaristiche e attendono la fine del mondo. Tuttavia questa interpretazione, sia per Introvigne che per altri studiosi,“le ipotesi classiche di 'lavaggio di cervello' appaiono come grossolane semplificazioni”. Pertanto dopo l'11 settembre 2001, gli studiosi di nuovi movimenti religiosi, si son chiesti se “i suicidi e omicidi di cui erano stati protagonisti alcuni nuovi movimenti religiosi potevano avere qualche cosa in comune con gli attentati suicidi dell'ultrafondamentalismo islamico”, e se per caso praticavano il lavaggio di cervello sui loro adepti. Dopo aver citato il testo del politologo americano, Samuel Huntington, Introvigne introduce le tesi di “Economie religiose di guerra”, cominciando a interessarsi del caso della Palestina. Introvigne ha il merito di legare ad un filo conduttore comune, i vari passaggi soprattutto quelli riguardanti il mondo islamico. La questione palestinese, tipico esempio di una economia religiosa di guerra, viene descritta da Introvigne in maniera egregia con ampia documentazione, sfatando tanti luoghi comuni, sulle organizzazioni palestinesi, dai fratelli musulmani ad Al Fatah di Yassir Arafat, Abu Mazen, fino ad Hamas, che ha vinto le elezioni e sostiene che tutti i musulmani del mondo dovrebbero combattere con loro per liberare la Palestina da Israele. Qui si può evidenziare quello che Introvigne definisce il terrorismo del Jihad locale e del Jihad globale. La battaglia per la Palestina, per Hamas,“è la madre di tutte le battaglie”. Introvigne, a questo punto dà conto delle due dimensioni, da una parte Hamas e i palestinesi, dall'altra Osama bin Laden, allievo di Abdullah 'Azzam, che rifiuta la centralità assoluta incondizionata della questione palestinese. E' significativo per Introvigne che la storia di Al-Qaida non ha mai incrociato quella della Palestina. In sequenza vengono analizzati i casi dell'Iraq da Saddam Hussein al dopo Saddam. Il caso Algeria, Tunisia, dove si sottolinea una certa evoluzione dall'islam fondamentalista a quello conservatore. Dove si cita il pensatore Rachid Ghannouchi che critica il modello francese di democrazia, che combatte la religione, per simpatizzare per quello anglosassone, dove non esistono aspri conflitti fra l'elemento religioso e quello civile. Pertanto secondo Introvigne, Ghannouchi presenta un modello originale di democrazia islamica. E se c'è stato un rifiuto della democrazia da parte di certi movimenti islamici è perché gli è stato sempre presentato il modello francese. La lotta francese contro il velo e ogni forma d'islam politico demonizzata come fondamentalismo, può indurire, o meglio radicalizzare i musulmani che sarebbero stati potenzialmente moderati. Ma il testo del professore torinese analizza, aiutandosi con il contributo di diversi studiosi, il pianeta Al-Qaida, studiando le sue origini e che cosa ha rappresentato e rappresenta, in particolare dopo l'11 settembre 2001. Secondo lo studioso cingalese Rohan Gunaratna, “tra i capi terroristi contemporanei, Osama bin Laden non eguali[...].Anzitutto, è il solo leader ad avere costruito un gruppo terroristico veramente multinazionale, che può colpire ovunque nel mondo[...]. In secondo luogo, si è costruito un seguito popolare nel mondo islamico, ed è oggetto quasi di venerazione in ambienti musulmani dell'Asia, dell'Africa e del Medio Oriente, e tra gli emigranti di prima e seconda generazione in America, Europa e Australia”. Il testo fa riferimento ai piani del potente network terroristico, anche a quelli non riusciti. Al-Qaida si presenta come una specie di editore,questi può avere le sue idee su quali libri potrebbero avere successo, ma nella maggior parte dei casi, riceverà proposte da potenziali autori. Bin Laden ascoltava, dava consigli e invitava i terroristi ad addestrarsi in Afghanistan, fornendogli di armi e di fondi. Al-Qaida 2 per Introvigne funzionava come un network e non come movimento, prima c'era il supermercato in Afghanistan, con la caduta dei talebani, il supermercato è stato chiuso. Ma Al-Qaida, funziona lo stesso con il metodo franchising. “Gruppi autonomi non creati da Al-Qaida progettano gli attentati, 'ispirati' dai documenti di bin Laden e al-Zawahiri”. In Iraq si passa ad Al-Qaida 3, qui bin Laden entra in dissidio con Abu Mus'ab al-Zarqawi che peraltro il suo gruppo ha causato ben trentamila morti nel paese, scandalizzando molti musulmani per i suoi metodi brutali. Il 7 luglio 2006 al-Zarqawi viene ucciso dagli americani, forse imbeccati dalla stessa Al-Qaida. I seguaci del terrorista giordano organizzeranno lo “scisma” che porterà alla formazione dell'ISIS, lo stato islamico dell'Iraq e della Grande Siria, il cosiddetto Da'ish o Daresh. Infatti, “pur sconfitto sul piano militare, al-Zarqawi, ha però diffuso l'idea che si possa e si debba passare a una al-Qaida, che non si limiti agli attentati ma controlli veri e propri “Stati terroristi” ultra-fondamentalisti”. Le “primavere arabe”, creano una situazione caotica di cui approfittano sia al-Qaida sia i suoi dissidenti “eretici” e quindi creano “emirati” che funzionano come Stati con un'amministrazione, una polizia, scuole, ospedali. Per ora mi fermo nel prossimo appuntamento ci occuperemo dell'Isis e della giustificazione del suicidio. Sat, 21 Nov 2015 14:14:26 +0000 ROOT Maria Rosaria Madonna «Sono con studenti e insegnanti» https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/20950-maria-rosaria-madonna-lsono-con-studenti-e-insegnantir.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/20950-maria-rosaria-madonna-lsono-con-studenti-e-insegnantir.html “Sono solidale con docenti, studenti, personale amministrativo e genitori che stanno manifestando in questi giorni il loro dissenso contro il progetto di riforma della scuola del Governo Renzi.” Si esprime in questi termini Maria Rosaria Madonna, candidata a un posto nel Consiglio regionale della Campania, per le elezioni del 31 maggio 2015, nella lista Caldoro Presidente. “La scuola - sottolinea Madonna - da sempre è la maggiore agenzia educativa, luogo di coesione sociale e di formazione, in cui i docenti operano con professionalità ma, soprattutto, tenendo ben saldo il principio costituzionale della libertà di insegnamento. La riforma proposta dal Governo Renzi - incalza Madonna - lede dalle fondamenta questo principio, in quanto vorrebbe affidare alla discrezionalità del singolo, nello specifico il dirigente scolastico, la scelta su chi e come dovrebbe insegnare. Inoltre, il ddl ha un’impostazione privatistica, tema che, peraltro, non dovrebbe appartenere a uno schieramento di sinistra. I giovani - prosegue la candidata casertana - sono la risorsa più importante del nostro territorio, rappresentano la scommessa sul futuro, la qualità della formazione dovrebbe, quindi, rappresentare l’obiettivo prioritario di ogni Governo. Non si potrà mai avere la qualità mortificando la professionalità dei docenti italiani che, oltretutto, rispetto agli standard europei, hanno stipendi inferiori. Mi auguro che ci sia un totale ripensamento sul ddl, nel pieno rispetto delle istanze che l’intero mondo scolastico sta portando avanti. Le politiche giovanili – conclude Madonna - rappresentano uno dei punti fondamentali del mio programma elettorale. La sfida, per potere inserire i giovani nel mondo del lavoro, si gioca principalmente sul terreno della formazione e dell’informazione. Fornendo supporti concreti, si potrà incentivare l’imprenditoria giovanile, dando la possibilità di crearsi spazi di lavoro autonomo nei più svariati settori, non ultimo, visto che siamo in Campania felix, quello agricolo, che potrebbe rappresentare un ottimo sbocco occupazionale.” Thu, 07 May 2015 12:54:41 +0000 Caserta L'Italia è il paese che tassa di più gli immobili https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=20228 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=20228 L’Italia, nel confronto internazionale, è il Paese con il maggior livello di tassazione sugli immobili. Lo confermano gli ultimi dati elaborati in uno studio realizzato dal prof. Francesco Forte, Emerito di Scienza delle finanze all’Università di Roma La Sapienza, e presentati nel corso di una conferenza stampa. Già nel 2011 – emerge dallo studio – la media Ocse di imposte immobiliari dirette e indirette era inferiore di 0,17 punti sul Pil e di 0,18 punti sul reddito disponibile netto rispetto al totale italiano. Si può dire quindi che l’Italia fosse allineata, con un piccolo scarto positivo, alla media Ocse. L’Italia superava invece la media Ue, rispettivamente di 0,30 e 0,50 punti per il Pil e per il reddito disponibile. Rispetto all’eurozona, la maggiore pressione fiscale dell’Italia era pari a 0,25 e 0,29 punti. La manovra Monti per il 2012 ha portato l’Italia a una pressione della tassazione patrimoniale immobiliare del 2,2% sul Pil e del 2,75% sul reddito disponibile contro la media Ocse di 1,27% e 1,59%, ossia circa 1 punto in meno sul Pil e 1,15 sul reddito disponibile. Il divario si accentua nei confronti della media Ue – che ha una pressione fiscale, rispettivamente, dell’1,15% e dell’1,40% – e, ulteriormente, con l’eurozona, che ha una pressione dell’1,13% e dell’1,40%, ossia la metà circa di quella dell’Italia sia rispetto al Pil che al reddito disponibile. In proposito, un famoso economista come Luca Ricolfi ha sottolineato che, grazie alla politica, nel giro di pochi anni ci siamo ritrovati molto meno ricchi, e soprattutto molto più timorosi per il futuro. Fino a pochi anni fa chi aveva una casa poteva pensare di avere una riserva di valore racchiusa in un forziere, e se riusciva ad affittarla poteva anche pensare di percepirne un reddito, sia pure modesto. Proprio per questo poteva permettersi di consumare, e qualche volta di indebitarsi per consumare. Oggi chi ha una casa, e la maggior parte degli italiani ne ha una, non la vive come un tesoro ma come un fardello. Corrado Sforza Fogliani Presidente Confedilizia Thu, 22 Jan 2015 17:04:55 +0000 ROOT L'Italia è il paese che tassa di più gli immobili https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=20228 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=20228 L’Italia, nel confronto internazionale, è il Paese con il maggior livello di tassazione sugli immobili. Lo confermano gli ultimi dati elaborati in uno studio realizzato dal prof. Francesco Forte, Emerito di Scienza delle finanze all’Università di Roma La Sapienza, e presentati nel corso di una conferenza stampa. Già nel 2011 – emerge dallo studio – la media Ocse di imposte immobiliari dirette e indirette era inferiore di 0,17 punti sul Pil e di 0,18 punti sul reddito disponibile netto rispetto al totale italiano. Si può dire quindi che l’Italia fosse allineata, con un piccolo scarto positivo, alla media Ocse. L’Italia superava invece la media Ue, rispettivamente di 0,30 e 0,50 punti per il Pil e per il reddito disponibile. Rispetto all’eurozona, la maggiore pressione fiscale dell’Italia era pari a 0,25 e 0,29 punti. La manovra Monti per il 2012 ha portato l’Italia a una pressione della tassazione patrimoniale immobiliare del 2,2% sul Pil e del 2,75% sul reddito disponibile contro la media Ocse di 1,27% e 1,59%, ossia circa 1 punto in meno sul Pil e 1,15 sul reddito disponibile. Il divario si accentua nei confronti della media Ue – che ha una pressione fiscale, rispettivamente, dell’1,15% e dell’1,40% – e, ulteriormente, con l’eurozona, che ha una pressione dell’1,13% e dell’1,40%, ossia la metà circa di quella dell’Italia sia rispetto al Pil che al reddito disponibile. In proposito, un famoso economista come Luca Ricolfi ha sottolineato che, grazie alla politica, nel giro di pochi anni ci siamo ritrovati molto meno ricchi, e soprattutto molto più timorosi per il futuro. Fino a pochi anni fa chi aveva una casa poteva pensare di avere una riserva di valore racchiusa in un forziere, e se riusciva ad affittarla poteva anche pensare di percepirne un reddito, sia pure modesto. Proprio per questo poteva permettersi di consumare, e qualche volta di indebitarsi per consumare. Oggi chi ha una casa, e la maggior parte degli italiani ne ha una, non la vive come un tesoro ma come un fardello. Corrado Sforza Fogliani Presidente Confedilizia Thu, 22 Jan 2015 17:04:55 +0000 ROOT Premio Biol, domani gran finale con 600 bambini a Castel del Monte https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/andria/17931-premio-biol-domani-gran-finale-con-600-bambini-a-castel-del-monte.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/andria/17931-premio-biol-domani-gran-finale-con-600-bambini-a-castel-del-monte.html   Tutto pronto per il gran finale del XIX Premio Biol, domani, con Castel del Monte invaso da 600 bambini all’insegna dell’olio biologico e del consumo sostenibile. Anche quest’anno è dunquededicata alle generazioni future del BiolKids la chiusura della kermesse concorsuale organizzata dal CiBi e promossa da Regione Puglia - Area Politiche per lo sviluppo rurale, Camera di Commercio di Bari e Città di Andria,che da mercoledì vede Andria capitale mondiale dell’olivicoltura biologica. Conclusi oggi i lavori della Giuria internazionale: i 27 esperti (provenientianche da Gran Bretagna, Spagna, Grecia, Germania, Tunisia, Usa, Giappone, India e Cina)hanno valutato i finalisti tra gli oltre425 oli provenienti da 17 Paesi, sullo sfondo della tradizionale mostra degli oli all’Oratorio Salesiani. Archiviato anche il convegno internazionale sull'olio d'oliva biologico tra produzione e mercato, col suo focus su Cina, Giappone e Usa, ci si concentra ora sulla spettacolare giornata conclusiva didomani, venerdì 21, incentrata appunto sul BiolKids. Quest’ultimo è promosso con l’assessorato alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, col prezioso supporto del Gal Le Città di Castel del Monte - che, dice il suo direttore Paolo De Leonardis,“ha sposato il progetto con entusiasmo peressere al passo con un futuro che parla di rispetto, valori tradizionali e sostenibilità” - e in collaborazione con l’Acu. Da febbraio il progetto ha visto percorsi formativi e laboratori di assaggio degli oli bio per gli alunni (e seminari per docenti e insegnanti) di 26 quarte e quinte classi di scuole primarie delle sei province pugliesie - novità di quest’anno - anche sette classi calabresi, sarde e liguri, coinvolgendo in tutto 800 ragazzi. Dunque, la giornata BiolKids partiràalle 9 all’Oratorio, dove 30minigiurati affiancheranno gli esperti del panel senior per individuare l’olio in gara più affine ai giovani palati. Poi raggiungeranno alle 11 Castel del Monte, dove dalle 9 ben 600 scolarianimeranno “I laboratori della terra e del villaggio sostenibile”allestiti all’Altro Villaggio dei Padri Trinitari, alle pendici del Castello: fino alle 15, si alterneranno le attività - a cura di Masseria dei Monelli, Sibilla Potenza e IISS “E. Di Savoia” di Bari - che accoglieranno i ragazzi pugliesi e i rappresentanti di quelle calabresi, sarde e liguri, all’insegna dei laboratori Le EcoBombe, Mi porto l’orto, Facciamo le Intorchiàte, Le foglie d’olivo, Lo spaventapasserino, Il telaio umano, I portapensieriBiolKids, Incorniciamo la natura e le analisi sensorialidei Gustodesk. Le attività saranno poi sospese per il grande corteo, con animazioni del Trio di Biolmusici, che alle 11.30 porterà bambini e docenti al piazzale del Castello, per la proclamazione degli oli vincitori del Premio Biol, a cui interverranno anche l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia Fabrizio Nardoni, il presidente della Camera di commercio di Bari Alessandro Ambrosi, il sindaco di Andria Nicola Giorgino con l’assessore comunale allo Sviluppo economico Benedetto Miscioscia, il direttore del GalPaolo De Leonardis e il coordinatore del BiolNino Paparella. Per i bambini la giornata proseguirà con il bio pranzo BiolKids e la ripresa dei laboratori. Alle 18.30 epilogo ad Andria, alle Officine San Domenico, per l’ultima “Biol Officina”, con un incontro pubblico sul miele bio, tenuto da Daniela Caretto (Premio BiolMiel), Vincenzo Panarelli (cenni su norme ed etichette) e l’esperto Giuseppe Rosini (ApiPuglia); in parallelo il laboratorio di videoarte “Organico; dalle 21BiolBar in collaborazione con la LILT, con vendita di cibi bio per beneficenza, e nutrizionisti ad illustrare i vantaggi salutistici del biologico; a seguire, concerto gratuito dei Saluti da Saturno. Il Premio Biol è patrocinato da Provincia Bat, Ifoam, AgroBioMediterraneo, e si svolge in collaborazione con Associazione BiolItalia, Gal - Le Città di Castel del Monte, Consorzio Puglia Natura, Lilt e Axiom Group. Thu, 20 Mar 2014 15:03:34 +0000 Andria Seminario Claai alla Camera di Commercio https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/16731-seminario-claai-alla-camera-di-commercio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/16731-seminario-claai-alla-camera-di-commercio.html   Si è tenuto, presso la Camera di Commercio di Caserta, il seminario dal titolo “DM 37/08: CONOSCENZA E APPLICAZIONE “Stato dell’arte”, promosso dalla CLAAI provinciale e dal Collegio dei Periti Industriali di Caserta. L'incontro, organizzato da Antonio Razzano, responsabile del Polo Tecnologia e Ambiente CLAAI, e dal coordinatore della Commissione Impianti Elettrici ed Elettronici del Collegio dei Periti Antonio Rauccio, è stato un proficuo momento di informazione e chiarimento in merito al decreto ministeriale 37/08 e di largo confronto con la platea costituita principalmente da professionisti del settore. "Il seminario ci ha aiutato a comprendere una legge complessa e dalle mille sfaccettature - ha dichiarato uno dei professionisti presenti - E' importante che un sindacato di categoria si cali nei problemi reali e quotidiani di noi professionisti ed artigiani". Presenti all'incontro, moderato da Giuseppe Iodice e Silvana Narducci, il Presidente della Camera di Commercio di Caserta Tommaso De Simone, il Presidente Provinciale CLAAI Adelaide Tronco, il Presidente del Collegio dei Periti Industriali e dei Periti Industriali laureati Michele Merola, il Coordinatore del Polo Tecnologia e Ambiente Antonio Razzano, il Coordinatore della Commissione impianti elettrici ed elettronici Antonio Rauccio, il Responsabile dell’Ufficio Accertamenti e Verifiche della Camera di Commercio Anselmo Augusto Tommasone. La trattazione Tecnica è stata affidata ai relatori Antonio Rauccio, Anselmo Augusto Tommasone, Salvatore Corradini, Antonio Di Vaia, Michele Corletti e Pietro Delle Cave. L'ampia partecipazione all'iniziativa (del tutto gratuita) ha convinto gli organizzatori ad approfondire ulteriormente questo tema e di proporre nuovi argomenti su cui far luce, per venire incontro alle esigenze dei tecnici e degli artigiani costretti a farsi strada ogni giorno tra le mille leggi e norme non sempre di facile comprensione. Tue, 12 Nov 2013 15:00:13 +0000 Caserta Gli Studenti del Convitto Nazionale di Maddaloni omaggiano la giovane Medaglia d’Oro Carlo Santagata https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/16366-gli-studenti-del-convitto-nazionale-di-maddaloni-omaggiano-la-giovane-medaglia-doro-carlo-santagata.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/16366-gli-studenti-del-convitto-nazionale-di-maddaloni-omaggiano-la-giovane-medaglia-doro-carlo-santagata.html   Dal primo formale intervento pubblico avuto in qualità di Rettore del Convitto Nazionale “Giordano Bruno” di Maddaloni, il prof. Michele Vigliotti, ha chiarito il suo scopo: contribuire a formare le persone del “domani”, consci dei veri eroi della Storia e della nostra Terra. Già il 12 settembre scorso il prof. Vigliotti anticipò l’iniziativa di portare dei Fiori Bianchi ad un giovane eroe Carlo Santagata, raccontando tra l’altro, un episodio personale che lo vide contribuire a far “riscoprire” e valorizzare la stele che ricorda il sacrificio umano e del come, da quanto ciò accadde, ogni anno accompagna con profonda partecipazione i suoi alunni in loco per ricordare la “nostra storia”. Carlo Santagata è stato, volendo accennare a qualche elemento biografico, un eroe della resistenza ed insignito della medaglia d’oro. Giovanetto nel 1943 sacrificò la propria vita in nome dei valori quali la patria e la libertà. Carlo Santagata nacque a Portici (NA) il 18 settembre 1927,dopodiché si trasferì a Capua con la sua famiglia nel 1936. Era conosciuto da tutti come un giovane buono e di grande coraggio, tant’è che, appena sedicenne, prese parte alla Guerra di Liberazione, subito dopo l’armistizio. La partecipazione degli alunni delle classi terze del Liceo Classico annesso al Convitto Nazionale "Giordano Bruno" di Maddaloni è avvenuta lo scorso 8 ottobre. In quella occasione si sono recati gli alunni ed una rappresentanza del corpo docente, oltre il Rettore prof. Michele Vigliotti, a Capua, per rendere omaggio, offrendo un fascio di fiori bianchi, sulla stele che ricorda l' uccisione dell'eroe bambino Carlo Santagata, posta nella strada a lui intitolata, sotto un albero di gelso al quale, il giovanissimo eroe della nostra terra fu impiccato, il mattino del 5 ottobre 1943, da un gruppo di soldati nazisti, che incattiviti e inferociti dall’odio verso gli italiani ormai ex-alleati e considerati traditori dopo l’8 settembre, infierirono ulteriormente, sparando raffiche di mitra sul corpo del giovane, ormai già morto. Carlo Santagata riposa nel cimitero di Capua tra gli eroi e gli uomini illustri. Sulla stele che lo ricorda si legge la motivazione della Medaglia d’oro di cui Carlo Santagata è stato insignito: "Giovane sedicenne,pur reso edotto del pericolo cui andava incontro,si impegnava,da solo,in azioni di guerriglia contro le truppe tedesche ripieganti tra S.Maria C.V. e Capua.Catturato dal nemico,seviziato ed impiccato,immolava la sua giovane esistenza con serenita' e virile coraggio. Luminoso esempio del tradizionale eroismo della gioventù italiana".  “Un esercito ben armato e forte di milioni di soldati – ha ricordato il Rettore, prof. Vigliotti - si era squagliato come neve al sole, ed un re che era il simbolo vivente dell’unità della nazione era fuggito alla chetichella, senza lasciare ordini e direttive…. invece un povero ragazzo affamato e all’oscuro di tante cose, con coraggio prendeva il fucile per riscattare quell’onore, e donava la sua giovane vita in uno slancio di solidarietà e di patriottismo che nessuno che abbia cuore e sentimento potrà mai dimenticare”. Con la l’appuntamento dell’8 ottobre 2013, a cui a distanza di pochi giorni segue l’11 ottobre 2013 un'altra importante commemorazione e ricordo, quella dedicata a Franco Imposimato, continuano con una certa periodicità le attività di promozione della cultura, storia e territorio di Maddaloni a cura e nel Convitto Nazionale “Giordano Bruno” di Maddaloni.     Fri, 11 Oct 2013 08:47:18 +0000 Caserta AssoTutela: “Asl Frosinone verso il declino” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/frosinone/15851-assotutela-asl-frosinone-verso-il-declino.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/frosinone/15851-assotutela-asl-frosinone-verso-il-declino.html “Due Poli ospedalieri come Alatri e Sora declassati, il nosocomio di Anagni cancellato, neanche 4000 operatori in servizio, contro i 6000 di cui ci sarebbe bisogno e una atavica carenza di posti letto per acuti”. Ė la situazione della sanità frusinate, analizzata dal presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che dichiara: “Non si può uccidere un uomo morto, l’atto aziendale va rivisto sulla base delle esigenze della popolazione. Le strutture sanitarie a Frosinone e provincia - argomenta Maritato - hanno già subito una pesante battuta d’arresto con la creazione della cosiddetta ‘macroarea’, idea della precedente amministrazione che non ha fatto altro che penalizzare una provincia già povera di strutture. Ci chiediamo da chi sia composta la commissione dei cosiddetti ‘saggi’ che hanno provveduto alla stesura dell’atto aziendale e quante risorse aziendali siano state destinate a tale gruppo. Se questi sono i saggi – chiosa il presidente – non credo che la sanità regionale sia destinata a compiere grandi passi avanti”. Wed, 04 Sep 2013 13:33:52 +0000 Frosinone “Montemarano Wine Excellence” parte nel migliore dei modi https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/avellino/15818-montemarano-wine-excellence-parte-nel-migliore-dei-modi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/avellino/15818-montemarano-wine-excellence-parte-nel-migliore-dei-modi.html   Taglio del nastro ufficiale e grande affluenza di pubblico, nonostante il giorno infrasettimanale. E’ partita nel migliore dei modi la manifestazione Montemarano Wine Excellence, la rassegna enogastronomica che unisce cantine e imprenditori locali nella promozione dell’Aglianico di Montemarano, in programma fino a domenica 1 settembre.Coniugare sviluppo locale, filiera corta e responsabilità sociale di impresa, con l’attenzione ai temi della solidarietà. Obiettivi ambiziosi, per un evento che si preannuncia ricco di sorprese. Sapori ed odori nel centro storico di Montemarano, con gli stand enogastronomici ed artigianali pronti a “coccolare” i visitatori. Il programma di oggi (venerdì 30 agosto) Degustazioni di grappe in piazza del Popolo, mostra dei quadri “Oli e pastelli” dei maestri Luigi Grassia e Alessandro Minichiello nella sede di “Amo Montemarano”. E alle 20 il concerto di musica classica della Corale di Sant’Ippolisto diretta da maestro Simone Basso nella cattedrale di Santa Maria Assunta.   Asta di solidarietà Alla degustazione del vino e dei prodotti tipici del territorio, le Cantine Unite di Montemarano hanno voluto associare l’impegno a sostegno delle attività di ActionAid Italia, attraverso due aste nelle quali saranno battute alcune tra le loro migliori bottiglie di vino. Il ricavato andrà a favore di Operazione Fame, la campagna di ActionAid per il diritto al cibo. Le due aste questa sera di venerdì 30 e sabato 31, sempre alle ore 20, vedranno come ‘battitori’ due noti artisti irpini, Carlo Maria Todini ed Eugenio Corsi.Gli attivisti di ActionAid saranno presenti durante le 4 serate per sensibilizzare il pubblico e fornire informazioni sul lavoro dell’organizzazione.   Il programma di sabato 31 agosto Si parte con il trekking attraverso i sentieri del bosco di Montemarano alle 9.30. In mattinata è previsto anche un convegno su “Aglianico: le difficoltà di promuovere in Italia e all’estero questo vino”, con il sindaco di Montemarano, Beniamino Palmieri, ed esperti del settore. Alle 10.30 e alle 15.30 sarà possibile una visita guidata nei vigneti delle aziende di Montemarano. Alle 17 è previsto il simposio a cura della Pro Loco ProMontemarano “In vino veritas – valore e valori del vino irpino” presso l’auditorium del Comune. Alle 19 stage di danza a cura della Scuola di Tarantella Montemaranese. Fri, 30 Aug 2013 14:09:33 +0000 Avellino AssoTutela: “Asl di Latina, si soffoca in Rianimazione” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/latina/15595-assotutela-asl-di-latina-si-soffoca-in-rianimazione.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/latina/15595-assotutela-asl-di-latina-si-soffoca-in-rianimazione.html “Ė un paradosso. Proprio il reparto in cui si dovrebbero riportare i malati gravissimi a condizioni di vivibilità accettabili, ristabilendone in primo luogo la respirazione, in questi giorni di afa sconsiderata si soffoca per malfunzionamento dei condizionatori”. La denuncia arriva da Michel Emi Maritato, presidente di AssoTutela, che spiega da quanto tempo l’Associazione tenga sotto controllo l’efficienza degli impianti refrigeranti degli ospedali regionali. “Siamo in prima linea per controllare che non si verifichino disagi ai cittadini ricoverati nelle strutture regionali e alla direzione della Asl, che amministra l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, sono arrivate segnalazioni dal mese di giugno, sia da parte dei parenti che dei ricoverati e soprattutto degli operatori. Proprio i dipendenti – continua Maritato – sono esasperati per la sciatteria con cui si esegue l’ordinaria manutenzione degli impianti. E non solo. Anche situazioni apparentemente di facile risoluzione, come la riparazione di una zanzariera, per l’ufficio tecnico della Asl di Latina diventano problemi insormontabili, come accaduto di recente nel reparto di Medicina. Chiediamo alla Regione Lazio trasparenza sulla destinazione dei 33 milioni e 600 mila euro destinati nel mese di giugno - con immediata liquidità a ogni ospedale per 1 milione e 600 mila euro – per le manutenzioni urgenti delle strutture”. Mon, 29 Jul 2013 15:58:18 +0000 Latina Ritorna “Ozi di Capua”, dal 19 al 28 Luglio un calendario ricco di eventi https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/15411-ritorna-ozi-di-capua-dal-19-al-28-luglio-un-calendario-ricco-di-eventi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/15411-ritorna-ozi-di-capua-dal-19-al-28-luglio-un-calendario-ricco-di-eventi.html Dopo il successo dello scorsa edizione, con circa 50.000 presenze, ritorna, a partire da venerdì 19 luglio 2013, presso il Parco delle Fortificazioni della città di Capua, la manifestazione “Ozi di Capua”, organizzata dalla Pro Loco di Capua presieduta da Maurizio Orsi e patrocinata da Regione Campania, Provincia di Caserta, Camera di Commercio di Caserta, Comune di Capua, Ente Provinciale per il Turismo e Unione Nazionale delle Pro Loco Italiane, che con un calendario ricco di eventi per tutte le fasce di età animerà il territorio fino a domenica 28 luglio. “La Pro Loco di Capua – dichiara il Presidente Maurizio Orsi organizzatore della manifestazione – ha profuso il massimo sforzo per garantire anche quest’anno alla città di Capua e alla provincia di Caserta l’organizzazione degli Ozi di Capua. Il successo di pubblico e i consensi ricevuti lo scorso anno ci hanno dato ragione su un punto sostanziale: il localismo della proposta si deve integrare con la globalità del marketing.  Le Istituzioni devono comprendere che il territorio è un’entità complessa, composta da attori, risorse e relazioni che è necessario valorizzare partendo dal suo spirito, dalla sua vocazione: è in questo senso che si può parlare di marketing territoriale. Non si possono lasciar morire eventi che promuovono e qualificano il territorio. Desidero ringraziare – conclude Orsi – l’Amministrazione Comunale di Capua e tutti coloro, in particolar modo Andrea Rauso, che, a vario titolo, hanno creduto in me e stanno collaborando per la riuscita di un evento che qualifica ulteriormente il territorio casertano”.   “Ozi di Capua – ha aggiunto il Sindaco Carmine Antropoli -  rappresenta  un appuntamento di grande valenza culturale ed attrattiva. L’encomiabile lavoro degli organizzatori permetterà di ammirare rappresentanze carnascialesche di grande pregio provenienti da varie parti d’Italia e del mondo. Il successo ottenuto nel corso della prima edizione è il frutto dell’intelligente impegno profuso da Maurizio Orsi, nel quale l’Amministrazione Comunale ha sempre creduto. Ozi di Capua si configura come istanza progettuale che trova nel Comune un interlocutore attento e da tempo impegnato nell’opera di tessitura di una trama ricca di riscoperte di giacimenti  culturali di assoluto rilievo. La valorizzazione di tali risorse – chiosa Antropoli - si trasforma, così, in un’ulteriore occasione di rivalutazione della nostra comunità”. “… Fu una pausa non di riposo ma di piaceri quella che caratterizzò la sosta di Annibale e delle sue truppe a Capua nel 212 a.C., una tappa intermedia sulla strada per Roma dopo la vittoria di Canne che si rivelò fatale, perché due anni di vita spensierata, buon vino e gli “Ozi” di allora si rivelarono più forti del più forte esercito. Secoli dopo, ancora Capua, fece da scenario a una delle tragedie dell'umanità, la distruzione della città con il sacco del 1501 voluto da Cesare Borgia per vendicarsi delle nozze negategli da Federico d'Aragona, sovrano di Napoli, con la figlia Carlotta ...”   Grazie ad una brillante intuizione di Maurizio Orsi, Imprenditore e Presidente della Pro Loco di Capua, quest’arco di storia è stato racchiuso e rappresentato dall’evento “Ozi di Capua”, che anche quest’anno proporrà al pubblico  un articolato programma, nel quale spiccano le seguenti iniziative:  Venerdì, 19 luglio 2013, alle ore 21:00, presso il Parco delle Fortificazioni, Inaugurazione con Anteprima del Carnevale Estivo e Social Dance con DJ e Animazione. Sabato, 20 luglio 2013, si comincia alle ore 18:00, con il Carnevale dei Bambini, presso il Parco delle Fortificazioni dove sarà allestito un vero e proprio “Paese dei Balocchi” per i più piccini, con giochi, musica e gonfiabili. Alle ore 19:00, da Piazza San Francesco, partirà la Grande Parata del Carnevale Estivo di Capua con ben undici  gruppi carnascialeschi tra i più importanti e suggestivi d’Italia che sfileranno per la città sulle note della U.S. Naval Forces Europe Band (la banda musicale della N.A.T.O.) che suonerà in esclusiva per gli Ozi di Capua.   Questi i gruppi che si esibiranno a Capua: Ravinis e il suo Carnevale Artistico (Paluaro – Udine); il Carnevale d’Abruzzo (Alba Adriatica – Teramo); Lis Mascaris (Castions di Strada – Udine);  Carnevale Figlio di Bocco (Castiglion Fibocchi  - Arezzo); Le Maschere del Castello di Anna Lorenzetti (Camerata Picena –Ancona) che in occasione del Carnevale Estivo di Capua ha preparato un esclusivo e particolare costume di farfalla (vedi foto allegata); Carnevale di Misterbianco che sfilerà con gli esclusivi abiti del carnevale catanese; Carnevale di Venezia con l’Associazione Amici del Carnevale; Carnevale di Manfredonia (Foggia); Girlesque Street Band, l’unica band italiana tutta al femminile direttamente dalla Toscana; Telefunk’n Marching Band (Roma); Guggen Band Muja (Muggia – Trieste).   Alle ore 20:00, in Piazza dei Giudici, avrà luogo la presentazione dei gruppi folkloristici e delle band con Erennio De Vita. Alle Ore 21:30, i gruppi si ritroveranno e si esibiranno presso il Villaggio del Carnevale, che sarà allestito nel Parco delle Fortificazioni. A seguire il Radio Marte Show con il Dj Gigi Soriani e la Vocalist Mary Boccia che intratterranno il pubblico fino a notte fonda con musica, balli e schiuma party. Domenica, 21 luglio 2013, dalle ore 10:00 “Scopriamo la Città” con visite guidate al patrimonio storico e artistico di Capua. A partire dalle ore 19:00 la Grande Parata sarà riproposta con partenza da Via Napoli e con l’aggiunta de “La Brincadeira”,  un importantissimo gruppo proveniente da Barcellona (Spagna) che farà tappa a Capua in occasione del proprio tour europeo. Ritrovo alle ore 21:30 al  Villaggio del Carnevale, presso il Parco delle Fortificazioni, con il Radio Marte Show e la presenza del Vocalist Gigio Rosa e del Dj Gigi Soriani.   A partire da Venerdì 19 luglio fino a Domenica 28 luglio 2013, presso il Parco delle Fortificazioni, avrà luogo il PizzaFest organizzato con  l’Associazione Pizzaiuoli Napoletani con la partecipazione delle più importanti pizzerie partenopee.   Mercoledì 24 e Giovedì 25 luglio, tra il centro storico di Capua e il Parco delle Fortificazioni, avrà luogo il “Capua Buskers Festival”, il festival riservato ad Artisti di Strada provenienti da tutto il mondo. Domenica, 29 luglio 2013,  sarà ricordato il Sacco di Capua, “uno dei più funesti episodi che la terra abbia esposto al cielo”, con una grande rappresentazione storica con più di 200 figuranti che evocheranno le scene di battaglia di quel tragico giorno. Questo il programma: Si inizierà alle ore 10:30, tra le strade della città, con percorsi a tema nei luoghi simbolo del Sacco che saranno ripetuti più volte nell'arco della giornata.  Alle ore 19:00, sfilata dei 200 figuranti con costumi del '500 per le strade del centro storico con i Cavalieri della Pergamena Bianca, i Trombonieri di Sant'Anna all'Oliveto, gli Sbandieratori di Cava de' Tirreni, la Corte storica del Liceo Luigi Garofano, il Corteo medievale di Sant'Angelo in Formis "Ricorda, Racconta, Cammina...". Seguiranno la Rievocazione dell'Eccidio con la rappresentazione storica dei momenti più cruenti della strage e il Lancio delle Rose nelle acque del Volturno. Alle ore 21.00, presso il Parco delle Fortificazioni, sarà di scena il “Palio delle Ottine”, con spettacoli equestri e premiazione della contrada vincitrice con “Il Palio di Sant’Agata” realizzato dal maestro Gerardo Iorio del Museo D'Arte Contemporaneo di Capua. Con “Ozi di Capua” cultura, teatro, musica, arte si misceleranno tra loro dando vita ad un unico grande spettacolo dal vivo, ambientato nella cornice di una città d’arte come Capua, che, per l’occasione si trasformerà in un accogliente salotto all’aperto.  Il centro storico della città di Capua sarà animato in ogni suo angolo, coinvolgendo tutte le attività commerciali e offrendo al visitatore/turista numerose occasioni di scoperta, conoscenza e svago.   Tue, 16 Jul 2013 13:36:29 +0000 Caserta Alla scuola Lombardi Radice presentato il percorso formativo Ponmania https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/15071-alla-scuola-lombardi-radice-presentato-il-percorso-formativo-ponmania.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/15071-alla-scuola-lombardi-radice-presentato-il-percorso-formativo-ponmania.html Ieri mattina, sabato 8 giugno 2013, con inizio alle ore 10.00, presso il II Circolo Didattico “Lombardi Radice” di Via Roma, si è concluso la prima esperienza del percorso formativo dal titolo “PONMANIA” per l’ attuazione del Piano Integrato  annualità 2011, con una manifestazione briosa organizzata con i bambini coinvolti nei diversi corsi/progetti. Il ventaglio di offerte formative è stato di ben 6 moduli/corsi ( Comunicazione verbale e corporea (Arti marziali-Teatro); Inglese 1 e 2, Matematicamente, Ricicliamo con arte e Informatica azione C-1-FSE-2011-581 per Migliorare i livelli di conoscenze e competenze dei giovani -Interventi per lo sviluppo delle competenze chiave) e, in mani esperte, ha ravvivato l’ambiente formativo della nostra scuola portando una ventata di freschezza, di novità e di motivazioni che hanno reso decisamente più efficace gli esiti apprenditivi degli alunni interessati. Gli alunni hanno potuto recuperare e/o potenziare le competenze disciplinari attraverso didattiche laboratoriali innovative ed accattivanti; hanno espresso le loro potenzialità, consolidando altresì l’autostima, i rapporti interpersonali e comportamentali, nell’ottica di una sana e consapevole convivenza civile. Esperti e Tutor hanno accolto le famiglie per illustrare l'iter formativo e gli esiti a cui gli alunni sono pervenuti. Gli interventi caratterizzati dall'utilizzo da parte degli Esperti di metodologie e strategie innovative (cooperative learning, uso della LIM, ricerca azione, metodo sperimentale, learning by doing, apprendimento costruttivistico) hanno suscitato interesse, impegno, motivazione e desiderio di crescita, attraverso una partecipazione costante alle attività pomeridiane che si concluderanno con la manifestazione finale. Oltre ad essere un momento di festa e spensieratezza per tante famiglie, questo evento rappresenta il risultato di un lavoro di equipe che, integrando risorse e competenze, dimostra come la scuola pubblica italiana, anche in questa fase , possiede un patrimonio umano motivato, professionale e responsabile. Un ringraziamento "speciale" alla Dirigente scolastico dott.ssa Emilia Nocerino che ha sempre creduto nella opportunità formativa del PON e alla DSGA Dott.ssa Antonella Grasso, a tutto lo staff impegnato nel progetto ed al personale ATA per il costante supporto organizzativo. Mon, 10 Jun 2013 15:40:44 +0000 Caserta Caivano - Wwf e guardie zoofile dell’EMPA scoprono deposito illegale di rifiuti speciali e pericolosi in via Sant’Arcangelo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/14961-caivano-wwf-e-guardie-zoofile-dellempa-scoprono-deposito-illegale-di-rifiuti-speciali-e-pericolosi-in-via-santarcangelo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/14961-caivano-wwf-e-guardie-zoofile-dellempa-scoprono-deposito-illegale-di-rifiuti-speciali-e-pericolosi-in-via-santarcangelo.html   Nella giornata di lunedeì, il Nucleo delle guardie giurate zoofile - venatorie ed ambientali del WWF Italia, in collaborazione con l’ E.M.P.A. (Ente Mediterraneo Protezione Animali), hanno effettuato un controllo mirato a contrastare i reati di maltrattamento animale, bracconaggio, e attività anti-ambientali sul territorio. L’operazione ha riguardato nella fattispecie Via Sant’Arcangelo, dove veniva scoperto in aperta campagna, in presenza di coltivazioni agricole attualmente ancora in atto, un deposito illegale di rifiuti speciali e pericolosi composto da un cumulo di pannelli ondulati e canne fumarie presumibilmente in cemento-amianto, comunemente denominato “eternit”, nonché numerosi pneumatici fuori uso ed altro materiale proveniente da attività edile. La natura e la qualità del materiale individuato hanno fatto supporre alle Guardie la provenienza da una singola impresa edile. Le suddette Guardie hanno denunziato i fatti alla Procura della Repubblica ed alle altre Istituzioni competenti. “Abbandonare questo tipologia di rifiuti” –hanno affermato il Capo Nucleo Provinciale delle Guardie zoofile EMPA Giuseppe Salzano, ed il coordinatore delle guardie giurate del WWF per la Provincia di Napoli Bruno Cajano – “configura il “Reato ambientale”, previsto dal D.Lgs. 152/2006, oltre al danno per l’ecosistema ed il pericolo per la salute umana. È stato, infatti, scientificamente provato che non esiste una soglia minima d’inalazione di fibre d’amianto per contrarre i tumori, quindi ogni minima quantità può essere cancerogena. La bonifica dell’area contaminata” – hanno aggiunto i due volontari – “spetterà al Comune di appartenenza del sito in questione, quindi al Comune di Caivano. Il fenomeno dello smaltimento abusivo di rifiuti tossici, accompagnato dai relativi roghi, sta assumendo sempre di più proporzioni di notevole rilevanza e rappresenta il primo fattore di rischio per la salute della popolazione campana poiché” – hanno tenuto a sottolineare Salzano e Cajano – “genera di conseguenza la dispersione ed il deposito di polveri di amianto e di diossina sulle colture e l’inquinamento, altresì, delle falde acquifere”. Il Wwf e l’EMPA annunciano alla cittadinanza ulteriori azioni di contrasto al fenomeno in collaborazione con gli altri Corpi di Polizia presenti sul territorio. Fri, 31 May 2013 16:37:32 +0000 Caserta