Corriere Del Sud - edizione online https://www.corrieredelsud.it/ Giornale on-line, periodico politico economico culturale di formazione e informazione it-it Enzo Foglia ancora una volta sul tetto d'Italia https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34630-enzo-foglia-ancora-una-volta-sul-tetto-d-italia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34630-enzo-foglia-ancora-una-volta-sul-tetto-d-italia.html Ci sono uomini che gli anni li contano sul calendario e uomini che li contano in vasche. Enzo Foglia appartiene alla seconda specie. A Riccione, l’1, il 2 e il 3 luglio, ai campionati italiani master, il professore crotonese è salito tre volte sul gradino più alto del podio: 200 rana, 100 delfino, 100 stile libero. Due di quelle gare portano ora accanto al suo nome la sigla che ogni nuotatore insegue una vita intera: record italiano. Sui 200 rana, 3’27"78. Sui 100 stile libero, 1’12"33. Categoria master 75, perché Foglia è del 1951, e questo dettaglio anagrafico è forse la cosa meno interessante di tutta la storia. Con lui, da Crotone, c’era il dottor Franco Garofalo, in gara per la Rari Nantes, argento nei 400 misti. Foglia gareggiava per l’Anzianotti Cosenza. Dietro quei tre ori non c’è nulla di miracoloso. C’è una piscina cittadina chiusa da novembre ad aprile e un uomo che, invece di rassegnarsi, ogni volta ha preso la macchina e ha fatto la strada per Catanzaro Lido, allenandosi sul programma preparato da Daniele Maletta. C’è, da aprile in poi, un allenamento tutti i giorni, vasca e palestra, senza sconti. E ci sono, prima ancora, dei mesi difficili, quelli in cui i problemi di salute lo hanno tenuto all’asciutto. Di quel periodo il professore parla senza giri di parole: «È come se mi fosse mancato qualcosa, perché io vivo di nuoto». L’amarezza, però, è durata poco: si è trasformata in voglia di rivincita, e la rivincita se l’è presa tutta, a Riccione, cronometro alla mano. Il conto complessivo, dal 2014, dice 37 ori, 5 argenti, 1 bronzo e 9 primati nazionali. Numeri che in qualunque altra città avrebbero un monumento; a Crotone, dove il nuoto sopravvive più per testardaggine che per programmazione, hanno il sapore dell’impresa privata. Tutto è cominciato da ragazzo, in una piscina, con una palla in mano: la pallanuoto. Poi il resto è venuto da sé. «È un virus che mi ha contagiato e non smette mai di crescere». Con gli anni non è cambiata l’intensità, è cambiata la consapevolezza: sapere che cosa si può chiedere al proprio corpo, e come chiederglielo. Chi lo ascolta si accorge presto che, per lui, il nuoto non è mai stato soltanto una questione di tempi. «Io faccio nuoto perché voglio bene a me stesso: il nuoto mi fa stare bene con me e con gli altri». Lo sport come cura di sé, e insieme come luogo dove nascono amicizie vere. «Lo sport è un’assicurazione sulla vita», ripete a chiunque incontri, e ormai è una frase che a Crotone conoscono in molti. Sarebbe bello che qualcuno, in città, la prendesse sul serio. Che si trovasse l’umiltà di ammettere i propri limiti, di guardare oltre il perimetro cittadino, di imparare da chi ha fatto meglio. Perché il messaggio di Foglia è alla portata di tutti: «Non bisogna abbattersi ai primi risultati negativi, perché oggi siamo abituati a raggiungere subito l’obiettivo. Bisogna perseverare, avere costanza e soprattutto fiducia in sé stessi e nei propri mezzi: con il lavoro quotidiano, con la perseveranza, con l’impegno, i risultati arrivano». Aristotele aveva un nome per la vita riuscita: eudaimonia (felicità), il bene supremo verso cui l’uomo tende. Non la fortuna, non il talento: una vita spesa bene, fino in fondo. A guardare Enzo Foglia uscire dall’acqua a settantacinque anni con due record italiani sulle spalle, viene il sospetto che il filosofo avesse ragione, e che il professore, semplicemente, lo abbia capito prima degli altri.   Mon, 31 Aug 2026 15:48:50 +0000 Crotone “Il mare colore dei libri” torna al Parco Lilibeo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/34628-il-mare-colore-dei-libri-torna-al-parco-lilibeo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/34628-il-mare-colore-dei-libri-torna-al-parco-lilibeo.html Marsala si prepara a salpare verso una nuova edizione de “Il mare colore dei libri”, il festival dei libri e della cultura che torna il 19 e 20 settembre 2026 al Museo Regionale Lilibeo e al Parco Archeologico, diretto da Anna Occhipinti. Un viaggio tra libri, autori, artisti e comunità che quest’anno comincerà già venerdì 18 settembre, con una delle principali novità dell’edizione: la preview nelle contrade marsalesi, pensata come un vero e proprio “fuori festival” di “Pagine in cammino”. Le onde de “Il mare colore dei libri” arriveranno così anche fuori dal centro cittadino, raggiungendo diversi punti del territorio con incontri e appuntamenti diffusi. Un’anteprima ideata dai direttori artistici Ottavio e Paolo Navarra, Michaela Di Caprio e Daniele Ienna - che vuole trasformare la città e le sue contrade in altrettanti luoghi di incontro e di racconto. Il claim scelto per accompagnare questa nuova edizione guarda lontano: “Io ancora vedo orizzonti, dove tu disegni confini”, frase attribuita all’artista Frida Kahlo. Un invito a superare i limiti, reali e immaginari, e a considerare il libro come una rotta capace di condurre verso nuovi orizzonti. Due giorni nel cuore del Parco Archeologico Sabato 19 e domenica 20 settembre 2026 il festival approderà quindi al Parco Archeologico Lilibeo dove si alterneranno incontri culturali, presentazioni di libri, momenti di confronto con un’Area kids per i più piccoli, curata da Matilde Treno e Stefania Parrinello. Il format consolidato della manifestazione si arricchisce anche quest'anno con L'Agorà delle Associazioni, uno spazio aperto alle realtà culturali, sociali, ambientali, educative e di volontariato del territorio. Un luogo di incontro e confronto pensato per dare visibilità alle attività delle associazioni, favorire lo scambio di esperienze e creare nuove occasioni di collaborazione e partecipazione. Durante le due giornate del festival gli appuntamenti si svolgeranno contemporaneamente in diversi punti del Parco, creando una sorta di itinerario culturale nel quale sarà il pubblico a scegliere la propria rotta.  Libri come luoghi di incontro Al centro della manifestazione ci saranno ancora una volta gli incontri capaci di mettere in comunione artisti, comunità, autori e scrittori intorno alla fiera del libro, che vedrà la partecipazione di numerosi editori con i loro cataloghi e le novità editoriali. Il libro diventa così una barca capace di attraversare epoche, linguaggi e territori. Ogni autore una voce, ogni storia una rotta, ogni lettore un viaggiatore. L’ingresso a tutti gli appuntamenti sarà libero e gratuito.  La sesta edizione del festival è promossa da: Navarra Editore con il patrocinio del Comune di Marsala e con il supporto del Centro per il libro e la lettura, Nati per Leggere, Patto per la lettura di Trapani,  Biblioteca e Archivio Storico Comunale "S. Struppa", Bibliotp, Rete Festival letterari del Trapanese, Parco Archeologico di Lilibeo-Marsala - Regione Siciliana, Associazione Amici del Parco Archeologico insieme a tantissimi altri partner culturali, istituti scolastici, associazioni, media partner e sponsor che a breve saranno resi ufficiali insieme al programma e agli ospiti della sesta edizione.   Thu, 13 Aug 2026 07:50:48 +0000 Trapani Jova Summer Party: il sito non era idoneo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/barletta/34627-jova-summer-party-il-sito-non-era-idoneo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/barletta/34627-jova-summer-party-il-sito-non-era-idoneo.html Non è stato annullato soltanto un concerto. A pochi giorni dall’evento Barletta perde una straordinaria occasione economica e turistica e a pagarne il prezzo saranno soprattutto commercianti, ristoratori, albergatori, imprenditori e tutto l’indotto che da mesi si preparava ad accogliere decine di migliaia di persone. La sicurezza e la salute pubblica vengono prima di tutto, sia chiaro. Proprio per questo trovo assurdo essere arrivati praticamente alla vigilia del Jova Summer Party per scoprire che il sito scelto non era idoneo. Eppure i dubbi sull’ex Cartiera erano noti. Mi chiedo soprattutto chi abbia pensato al danno per le attività che avevano investito, assunto personale, acquistato merci o raccolto prenotazioni. Non perdiamo soltanto una serata di musica: perdiamo fatturato, turismo, promozione e credibilità. Se poi dovesse concretizzarsi l’ipotesi di recuperare l’evento a Bari a settembre, sarebbe la beffa dopo il danno: Barletta perderebbe un appuntamento atteso per mesi e un’altra città ne raccoglierebbe i benefici. E permettetemi una considerazione anche sul Canale H. Nei mesi scorsi, di fronte agli allarmi sull’inquinamento delle acque, abbiamo assistito persino a chi ha scelto simbolicamente di fare il bagno per tranquillizzare i cittadini e ridimensionare le preoccupazioni. A questo punto ci aspettiamo coerenza fino in fondo: magari, dopo il bagno, all’assessore ai grandi eventi toccherà organizzare anche un bel pranzo di Ferragosto tra i detriti dell’amianto dell’ex Cartiera. Sono curioso di ascoltare cosa verrà comunicato nella conferenza stampa annunciata per domani, sempre che si tenga. Temo, però, il solito scaricabarile nel quale questa amministrazione è ormai diventata maestra. Thu, 13 Aug 2026 07:49:29 +0000 Barletta La danza incontra l’opera lirica in Tentazioni D’opera https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/34626-la-danza-incontra-l-opera-lirica-in-tentazioni-d-opera.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/34626-la-danza-incontra-l-opera-lirica-in-tentazioni-d-opera.html Ricadi (VV), Un racconto emozionale attraverso la danza, che si lascia ispirare dalla grande tradizione dell’opera lirica, per far si che i “corpi” diventino “voce”, e il movimento diventi uno strumento narrativo. Il 16 agosto alle 21:30, a Torre Marrana, nell’ambito di C.A.T. - Capo Arte Teatro Festival, il linguaggio dell’opera e quello della danza contemporanea si incontrano in “Tentazioni d’Opera”, spettacolo firmato da Filippo Stabile, autore della regia e delle coreografie.  Sulla scena la Compagnia Create Danza, composta da Marianna Chiarelli, Alex Rambo Esposito, Elena Mandolito, Carola Puglisi, Filippo Stabile, Francesco Rodilosso, Greta Martucci, che danzeranno sulle composizioni tra le più importanti di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini. Lo spettacolo è prodotto da Create Danza, con la coproduzione di Ramificazioni Festival.  Evocazioni che arrivano da opere senza tempo come La Traviata, Nabucco e Aida, e Madama Butterfly e Tosca, rispettivamente di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini, entrambi ritenuti tra i più famosi, amati e influenti compositori d’opera italiani di sempre.  “Tentazioni d’Opera” rappresenta un’esperienza immersiva e contemporanea, dove gesti, suoni, immagini e parole si incontrano e si uniscono, spingendo lo spettatore a interpretare simboli e personaggi, ottenendo una visione fantastica dello spettacolo. Un viaggio emozionale attraverso le melodie di due grandi autori, in grado di far dialogare la forza espressiva della musica lirica con l’energia e la fisicità della danza contemporanea. La compagnia Create Danza, anche associazione culturale, si occupa di produzioni di teatro-danza, danza contemporanea e drammaturgia sperimentale, ed è stata fondata da Filippo Stabile, anche regista dello spettacolo. Il danzatore e coreografo, dopo una brillante carriera in Europa, ha scelto di tornare in Italia, sia per fare formazione a tanti danzatori e danzatrici in Calabria, sia per promuovere la danza, ancora poco valorizzata nella nostra regione. Il progetto è nato nel 2017 con l’obiettivo di creare scambi con altre realtà artistiche, stimolando studio e ricerca, per conoscere il mondo attraverso altri linguaggi: un percorso al tempo stesso formativo e poliedrico, sostenuto da giovani artisti calabresi emergenti.  Capo Arte Teatro Festival è un progetto di DRACMA - Centro di Produzione teatrale, con la direzione artistica di Andrea Naso, organizzato da PRO Loco di Capo Vaticano e in collaborazione con Associazione InUtile, food partner Tata’s, con il sostegno del Comune di Ricadi, Regione Calabria e MIC. Thu, 13 Aug 2026 07:46:36 +0000 Vibo Valentia “Dopo anni di programmazione e investimenti vogliamo sapere quale sarà il futuro dell’Emodinamica e della Cardiologia lametina” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34625-dopo-anni-di-programmazione-e-investimenti-vogliamo-sapere-quale-sara-il-futuro-dell-emodinamica-e-della-cardiologia-lametina.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34625-dopo-anni-di-programmazione-e-investimenti-vogliamo-sapere-quale-sara-il-futuro-dell-emodinamica-e-della-cardiologia-lametina.html Il Coordinamento Sanità 19 Marzo torna a chiedere chiarezza sul futuro della Cardiologia dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme e, in particolare, sul percorso previsto per l’Elettrofisiologia e l’Emodinamica.  Da anni il Coordinamento segue con attenzione il processo di riorganizzazione e potenziamento della sanità lametina, anche alla luce degli atti di programmazione regionale che hanno previsto il rafforzamento delle attività cardiologiche e dell’UTIC, con l’implementazione delle attività di Elettrofisiologia e di Emodinamica.  “Abbiamo seguito concretamente questo percorso – sottolinea il Coordinamento Sanità 19 Marzo – verificando anche gli interventi che hanno interessato la sala di Elettrofisiologia, con gli arredi già arrivati e la professionalità necessaria individuata e assunta. Per questo oggi chiediamo di comprendere quale sia l’effettiva volontà della Regione Calabria rispetto al futuro della Cardiologia di Lamezia”.  A destare particolare preoccupazione è la nuova organizzazione della rete per le Sindromi Coronariche Acute (SCA) approvata nel mese di luglio, che sembra introdurre un modello differente rispetto al percorso che negli anni aveva individuato Lamezia Terme come presidio strategico per un’area territoriale molto ampia.  “Non comprendiamo – prosegue il Coordinamento – come mai si sia arrivati a una soluzione che sembra ridimensionare il ruolo di Lamezia Terme, ricorrendo anche all’ipotesi dell’Emodinamica itinerante, quando per anni si è parlato della necessità di dotare il nostro ospedale di una struttura stabile e in grado di garantire una risposta tempestiva alle emergenze cardiologiche”.  Il tema, secondo il Coordinamento, non riguarda soltanto Lamezia Terme, ma un bacino territoriale molto più ampio, che comprende l’area dell’Alto e del Basso Tirreno e che arriva fino al territorio di Vibo Valentia.  “Se Lamezia era stata individuata come punto strategico per garantire una risposta sanitaria a questo territorio, vogliamo capire cosa sia cambiato. Perché oggi si registra quello che appare come un passo indietro? E soprattutto: quale progetto ha la Regione Calabria per la Cardiologia di Lamezia Terme?”  L’appello alle istituzioni  Il Coordinamento Sanità 19 Marzo rivolge il proprio appello non soltanto al presidente della Regione e commissario ad acta per la sanità, Roberto Occhiuto, ma anche a tutte le istituzioni e ai rappresentanti del territorio che ricoprono un ruolo istituzionale presso la Regione Calabria.  “Ci rivolgiamo anche a tutte le istituzioni che, siamo certi, hanno a cuore Lamezia Terme e il futuro della nostra sanità. Chiediamo loro di utilizzare pienamente il proprio ruolo istituzionale per tutelare gli interessi della nostra città e contribuire a migliorare, e non a ridimensionare, i servizi sanitari del territorio”.  “È importante – prosegue il Coordinamento – che anche i nostri rappresentanti istituzionali si facciano promotori di un confronto con il presidente Occhiuto, affinché venga fatta chiarezza sull’Emodinamica, sulla Cardiologia e, più in generale, sul progetto che la Regione intende portare Thu, 13 Aug 2026 07:43:02 +0000 Catanzaro «Presidio Compagna in agonia: Neurologia senza medici e Medicina Interna al collasso» https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34624-presidio-compagna-in-agonia-neurologia-senza-medici-e-medicina-interna-al-collasso.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34624-presidio-compagna-in-agonia-neurologia-senza-medici-e-medicina-interna-al-collasso.html «Corigliano piange il suo presidio ospedaliero, perché se è giusto dividere l’area medica da quella interventistica per ovvie ragioni di salute dei pazienti, è invece vergognoso assistere al progressivo smantellamento di quest’ala dello spoke che non solo non può più contare su un laboratorio analisi ma, a quanto pare, neppure sul servizio di neurologia». «Per il mese di agosto ben 11 turni vacanti. Mancano medici e personale, e la soluzione – dunque la non soluzione – è quella di non accettare i ricoveri e di mandare i pazienti all’Annunziata. D’altronde Neurologia è confluita in Medicina Interna e qualora non si riuscisse a garantire un servizio adeguato agli utenti, si pensa addirittura di ridurre in modo drastico i posti letto dell’intero reparto da 27 a 16, almeno per il periodo delle ferie estive». «Agosto paziente mio non ti conosco. Eppure è proprio in estate, quando si manifesta il cosiddetto turismo delle radici e i giovani studenti e chi lavora fuori torna a trovare i familiari, che dovremmo farci trovare ancora più pronti. E invece, come ogni estate, manca il personale e le prestazioni subiscono una forte contrazione». «Il Compagna diventa così un punto di smistamento dove il paziente si rivolge e poi viene dirottato altrove. Avvallamenti nel pavimento, con rischi per la sicurezza dei degenti, malfunzionamento degli ascensori e carenza di strumentazione. Mentre si aprono Case di comunità senza personale (mancano medici e infermieri negli ospedali come pensiamo di riempire i nuovi presidi sanitari?), i presidi ospedalieri esistenti vengono lasciati nello stato di abbandono». «L’Asp e la Regione hanno il dovere di garantire i servizi previsti al Compagna. Annunci e reel non bastano più: la Calabria deve colmare il divario con il resto d’Italia in merito ai livelli essenziali di assistenza». Wed, 12 Aug 2026 05:46:18 +0000 Cosenza Soverato accende il Ferragosto: arrivano gli show di Pizzulli e Kawabonga https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34623-soverato-accende-il-ferragosto-arrivano-gli-show-di-pizzulli-e-kawabonga.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34623-soverato-accende-il-ferragosto-arrivano-gli-show-di-pizzulli-e-kawabonga.html Fa tappa a Soverato (14-15 agosto, Lungomare Giovanni Paolo II) la quattordicesima edizione del Vertical Summer Tour, l’evento itinerante più atteso sulle spiagge italiane, con la grande novità di Leapmotor come “Title Partner”. Nato da un’idea di Event’s Way, agenzia specializzata in marketing esperienziale ed eventi, Vertical rappresenta oggi l’appuntamento itinerante più riconoscibile dell’estate italiana. Con alle spalle diciassette edizioni invernali e una tappa urbana (32 edizioni in totale!), il progetto continua a evolversi portando sulle spiagge della Penisola un mix unico di intrattenimento, sport, musica e animazione. Dopo il grande debutto a Bibione e le fantastiche tappe di Rimini, Civitanova Marche, Marina di Massa, Terracina e San Salvo, il Tour attraverserà l’Italia facendo tappa ancora a Marina di Ragusa e San Vito Lo Capo, coinvolgendo centinaia di migliaia di persone nelle località balneari più amate del Paese. “Il Vertical Summer Tour, giunto alla sua quattordicesima edizione, si conferma come l'appuntamento estivo più atteso d'Italia, capace di unire sport, emozioni e musica in un grande villaggio vacanze itinerante. La tappa di Soverato, il 14 e 15 agosto, sarà un'opportunità per tutti i partecipanti di immergersi in un'atmosfera di festa e divertimento. Siamo lieti di vedere come eventi di questo genere possano attrarre centinaia di migliaia di visitatori, promuovendo non solo il nostro territorio, ma anche uno stile di vita sano e attivo che incoraggia il coinvolgimento di giovani e famiglie. Le attività previste, gli show dei talent di Radio Deejay e le numerose esperienze curate dai partner riflettono l’atteggiamento inclusivo e festoso che desideriamo per la nostra comunità.”, così Daniele Vacca, Sindaco di Soverato ed Emanuele Amoruso, Vice Sindaco di Soverato. Anche nel 2026 il cuore pulsante dell’evento sarà il Maxi Village: oltre 3.000 metri quadrati affacciati sul mare, accessibili gratuitamente, dove vivere un intero fine settimana all’insegna del divertimento e della condivisione. Un grande spazio aperto pensato per accogliere famiglie, gruppi di amici, sportivi e turisti di ogni età. L’esperienza proposta dal Vertical Summer Tour combina attività sportive sulla sabbia e in acqua, momenti di relax, animazione, musica e numerose iniziative curate dai partner del tour, il tutto accompagnato dall’inconfondibile energia e dalla colonna sonora estiva di Radio Deejay. La giornata prende il via fin dalle ore del mattino con attività dedicate al benessere e al movimento, tra risveglio muscolare, fitness e appuntamenti pensati per iniziare la giornata con il giusto ritmo. Con il passare delle ore il palco centrale diventa il vero punto di aggregazione del villaggio, animato da giochi, sfide, spettacoli, lezioni di ballo e coinvolgenti momenti di intrattenimento. Nel pomeriggio l’atmosfera entra nel vivo con tornei e competizioni sportive, senza mai perdere la propria vocazione inclusiva: il programma è infatti studiato per offrire esperienze coinvolgenti e accessibili a pubblici, età e interessi differenti. Leapmotor, casa automobilistica leader nella mobilità elettrica in Italia, sarà per la prima volta il Title Partner del Vertical Summer Tour, portando sulle spiagge italiane la propria visione di mobilità innovativa, accessibile e orientata al futuro attraverso un ricco programma di attività esperienziali pensate per coinvolgere il pubblico di ogni età. Cuore della presenza del brand sarà la rinfrescante Leapmotor Lounge, un'area relax immersa nel villaggio dove i visitatori potranno concedersi una pausa tra una sfida e l'altra, scoprire il mondo Leapmotor e vivere da vicino l'atmosfera del Tour. Accanto alla lounge sorgerà il coloratissimo stand, uno spazio dedicato al gioco e all'interazione che ospiterà due coinvolgenti attività. Con Leapmotor Blow Boost, i partecipanti si sfideranno in una gara all'ultima accelerazione, utilizzando pistole ad aria per spingere le proprie mini vetture lungo una pista dedicata. Con Leapmotor Sand Hole, invece, precisione e abilità saranno gli ingredienti principali di una divertente sfida sulla sabbia che metterà alla prova grandi e piccoli. Grande attenzione sarà riservata anche alla possibilità di conoscere da vicino la gamma del marchio grazie all'area espositiva e ai test drive, che permetteranno al pubblico di sperimentare direttamente il piacere di guida e le tecnologie che caratterizzano i modelli Leapmotor. I partecipanti avranno l’opportunità di provare la city car della gamma, la best seller T03 100% elettrica, la B10 REEV Hybrid e la C10 REEV Hybrid alimentate dall’innovativa tecnologia ibrida Range Extender e B05, la nuova compatta elettrica sportiva appena introdotta sul mercato. Sarà proprio la nuova Leapmotor B05 la protagonista dell’estate 2026. Con una chiara vocazione sportiva, la compatta elettrica rappresenta un’evoluzione del brand grazie a design contemporaneo, tecnologie avanzate e soluzioni digitali di ultima generazione. Pensata per un pubblico urbano giovane e dinamico, è l’auto elettrica ideale per chi cerca stile, connettività e comfort nella vita quotidiana. A completare l'esperienza arriverà la spettacolare Leapmotor Beach Race, una competizione ispirata alle più celebri obstacle race e reinterpretata in chiave estiva. Un percorso sulla sabbia ricco di prove, ostacoli e sfide che vedrà i partecipanti confrontarsi in un mix di agilità, energia e divertimento, trasformando la spiaggia in un vero campo di gioco all'insegna dello spirito positivo che da sempre contraddistingue il Vertical Summer Tour. Kinder Bueno Gelato sarà protagonista con uno stand immersivo pensato per offrire un’esperienza coinvolgente e autenticamente “irresistibile”. Al centro dell’area, una doppia postazione di sampling permetterà di degustare i due iconici coni Kinder Bueno e Kinder Bueno White: un cremoso gelato alla nocciola racchiuso in una cialda croccante, sormontato da un disco goloso alla nocciola con pepite al cacao.  Accanto al sampling, i visitatori potranno cimentarsi in un’attività ludica originale, provando a fare canestro all’interno di un maxi cono Kinder Bueno per vincere gadget esclusivi. L’esperienza sarà arricchita da una doppia postazione di tornei di biliardino, con sfide giornaliere e premi dedicati, oltre a competizioni di beach tennis con iscrizioni gestite direttamente nello stand. Durante i weekend, momenti karaoke contribuiranno a creare un’atmosfera di leggerezza e divertimento condiviso. Questa presenza rafforza il legame con la community di consumatori Kinder Bueno, che riconoscono nel gelato la stessa identità dello snack. Kinder Bueno diventa così simbolo di convivialità, spensieratezza e “summer vibes”, consolidando il proprio ruolo come brand capace di accompagnare i momenti più leggeri e piacevoli dell’estate. Eurospin, la catena di distribuzione alimentare con una presenza capillare di 1.300 punti vendita in Italia, annuncia la sponsorizzazione del Vertical Summer Tour in qualità di Main Partner. Protagonista assoluta dell'evento sarà Best Bräu, il celebre brand di birra di proprietà del gruppo, pronto a rinfrescare l'estate di migliaia di appassionati. Sulle spiagge del tour verrà allestito un esclusivo e vivace chiringuito brandizzato, dove sarà possibile gustare una fresca Best Bräu a prezzi eccezionali e competitivi e partecipare ai giochi da spiaggia, con tanti gadget e buoni spesa in palio. Il connubio tra grande musica e freschezza toccherà l'apice durante l'attesissimo momento dei dj set preserali presenti in alcune tappe, che vedrà Best Bräu nel ruolo di partner d'eccezione per l'aperitivo in spiaggia più cool della stagione. Lemonsoda rinnova la partnership e si conferma Official Partner del Vertical Summer Tour 2026. Il brand torna sulle spiagge più belle d'Italia, confermandosi la risposta perfetta al "bisogno d'estate" dei vacanzieri. Quest'anno il villaggio si anima con un'esperienza ancora più dinamica: oltre al coinvolgente gioco dal palco centrale, l'energia di Lemonsoda conquisterà le onde con le esclusive SUP race sponsorizzate. Tra una sfida e l'altra, il pubblico potrà dissetarsi allo stand con i grandi classici Lemonsoda e Oransoda, per poi godersi il tramonto con la linea aperitivo analcolico, che affianca a Lemonsoda Mojito la freschissima novità Lemonsoda Spritz. A completare questa presenza a 360 gradi, la voce del brand viaggerà in etere con una speciale pianificazione on-air su Radio Deejay per tutta la durata dell'evento. Quando il sole cala all’orizzonte e la spiaggia si accende dei colori del tramonto, è il momento perfetto per lasciarsi trasportare da un’atmosfera rilassata, fatta di musica, sorrisi e good vibes. Proprio come dopo una doccia in compagnia di Vidal: un gesto semplice che rigenera i sensi e regala una piacevole sensazione di nuova energia. Anche quest’estate Vidal rinnova la sua partnership con il Vertical Summer Tour di Radio Deejay, portando sulle spiagge italiane tutta l’energia di un’autentica Onda di Vidalità. Un’esperienza coinvolgente che unisce divertimento, condivisione e momenti di relax, accompagnata dalle note della musica e dal calore avvolgente della vaniglia. Protagonista dell’estate sarà proprio il viralissimo Bagnodoccia Vellutante Milky Vanilla. La sua formula, arricchita con Latte di Mandorla e Vaniglia, dona alla pelle un piacevole effetto velluto, avvolgendola in una fragranza golosa e inconfondibile che richiama la dolcezza delle serate estive e dei tramonti sul mare. Tappa dopo tappa, Vidal trasformerà ogni appuntamento in un’occasione per divertirsi, mettersi in gioco e lasciarsi travolgere da una vera Onda di Vidalità. Torneranno le amatissime sessioni di acquagym firmate Vidal e i coinvolgenti giochi sul palco, pensati per regalare momenti di energia e divertimento a grandi e piccoli. All’interno dello stand Vidal sarà possibile sfidarsi con il Ring Game: l’obiettivo è centrare i Bagno Doccia Vidal con gli anelli e conquistare la vittoria. In palio, la travel size del Bagno Doccia Vellutante Milky Vanilla e gadget esclusivi firmati Vidal. Il Vertical Tour di Radio Deejay ospiterà per la prima volta Dufour, storico marchio di caramelle del Gruppo Elah Dufour S.p.A, che entra tra i partner del Vertical per celebrare i suoi 100 anni. Fondato nel 1926, il mondo delle caramelle Dufour invaderà le spiagge libere con un'esperienza autentica di prodotto e di giochi dal gusto "vintage": una simpatica e rotante Slot Machine, per celebrare la frutta protagonista delle caramelle Big Frut, iconica caramella gelèe di Dufour, e i classicissimi "giochi aperitivo", un grande classico delle estati italiane, resi gustosi e frizzanti grazie all'intera gamma delle caramelle, dalla gamma Selz (Selz Soda, Selz Cola e Selz Spritz) alle gommose Morabon alla liquirizia. Per la prima volta, Energade porterà la sua vitalità al Vertical Summer Tour, dissetandovi e reintegrandovi con gusto in tutte le tappe estive. Il brand vi accoglierà nel suo stand vivace, ricco di attività e di bellissimi gadget per colorare la vostra estate. Non mancherà l’occasione di assaggiare Energade Protein, novità dal gusto frutti rossi con aggiunta di proteine. E per chi ama fare sport anche in spiaggia, Energade animerà il pomeriggio con un coinvolgente torneo di beach volley. Al termine delle partite, tutti i partecipanti riceveranno un fresco Energade Protein e per vincitori del torneo ci sarà un’ulteriore sorpresa. Spazio anche al divertimento di gruppo: sul palco Energade prenderà vita con una dinamica staffetta aperta a tutti, perfetta per sfidare amici o sconosciuti. Dopo lo sforzo, Energade sarà pronto a rinfrescare e dissetare tutti i partecipanti, completando un’esperienza all’insegna della ricarica e del gusto. Altra grande novità di quest’anno è l'ingresso di Chanteclair, che debutta per la prima volta al Vertical Summer Tour in veste di Official Partner. Il brand porterà sulle spiagge d’Italia tutta l’energia e la simpatia della sua anima ironica e divertente, facendo leva sul suo mitico prodotto icona: l'Originale Sgrassatore Universale. Chanteclair sarà presente in tutte le tappe del tour con travolgenti attività sul palco centrale che faranno ballare il pubblico sulle note dell'inconfondibile e amatissimo jingle "Chi pulisce più di Chanteclair??". Per l’occasione, un team di ballerini professionisti salirà sul palco per coinvolgere attivamente i presenti e scatenarsi insieme sulle versioni remixate del jingle, create appositamente per far vibrare l'estate. In parallelo alle attività di animazione, sarà attivo il concorso speciale “Sgrassa e Balla”, che metterà in palio fantastici premi. Preparatevi a vivere un'esperienza indimenticabile a ritmo di musica, dove la pulizia incontra il puro divertimento estivo! Nel corso di tutte le tappe, come da tradizione, Vertical Summer Tour propone le ospitate dei talent di Radio Deejay, media partner dell’evento, con tantissimi ospiti in calendario: Fargetta, Prezioso, Rudy Zerbi, Wad, I Vitiello, Pizzulli e Claudio Lauretta. A Soverato sarà presente proprio Pizzulli, il 15 agosto dalle 19: uomo di punta di m2o, a 13 anni, nella sua amata Puglia, vive già tra radio, club e vinili. Presto arriva a Radio Subasio di Assisi, quindi vince un contest tra 50 conduttori, arrivati da tutta Italia, per un posto a Rete 8, la prima radio italiana in FM e via satellite in tutto il mondo. A vent’anni era già a RTL 102.5. Due anni dopo, l’incontro con Discoradio. Un amore durato 20 anni: per tutti è diventato l’Uomo della sveglia. La televisione l’ha ospitato più volte. Per quattro anni ha condotto programmi sulle reti Sky. E così si arriva al 2019, l’anno del cambiamento e del coronamento del suo sogno: Albertino lo vuole con lui su radio m2o per condurre il Morning Show! Sempre il 15 agosto, per un Ferragosto travolgente, arriva anche lo show di Kawabonga (a partire dalle 21), l’unico party dove partecipare vuol dire dimenticarsi del domani! Selezioni musicali che spaziano dalla musica reggaeton a quella trap ed elettronica. Una festa a 360° gradi dove il pubblico è parte integrante del party! A rendere unico Kawabonga non è solo la musica ma anche la scenografia ricca di effetti speciali con un susseguirsi di fiamme, coriandoli, gonfiabili, palloni, canotti, dischi volanti e chi più ne ha più ne metta! “L’estate italiana non è soltanto una stagione – dichiara Flavio Gallarato, patron della manifestazione e CEO e founder di Event’s Way - È uno stato d’animo. È il profumo del mare al mattino, il rumore di un pallone sulla sabbia, una canzone che diventa la colonna sonora di un ricordo destinato a rimanere nel tempo. Quando abbiamo immaginato Vertical per la prima volta, il nostro obiettivo non era semplicemente organizzare un evento itinerante. Volevamo creare un luogo di incontro. Uno spazio capace di unire generazioni diverse, persone provenienti da città differenti, famiglie, giovani e bambini attorno a qualcosa di sempre più raro e prezioso: la condivisione autentica di un’esperienza. Oggi, dopo tanti anni, continuiamo a emozionarci vedendo migliaia di persone vivere il Tour con lo stesso entusiasmo della prima edizione. È la dimostrazione che, nonostante tutto cambi rapidamente, esiste ancora un enorme bisogno di stare insieme, di sorridere, di divertirsi e di sentirsi parte di una comunità. Vertical Summer Tour è il nostro modo di celebrare tutto questo”. “Siamo entusiasti di tornare al Vertical Summer Tour, dopo il successo della partecipazione dello scorso anno, e ancor più onorati di farlo quest’anno in qualità di Title Partner. Si tratta di un progetto capace di portare energia e innovazione nelle località simbolo dell’estate italiana. Per Leapmotor è un’opportunità concreta di dialogo diretto con il pubblico e di racconto della nostra visione di mobilità elettrica: accessibile, pratica e orientata alle esigenze quotidiane. Attraverso esperienze immersive, test drive e momenti di intrattenimento, vogliamo avvicinare sempre più persone a una mobilità sostenibile, coinvolgente e vicina alla vita reale.”, così Federico Scopelliti, Country Manager Leapmotor Italia Vertical Tour si conferma sempre più social, con una presenza e una copertura costante su Instagram e Facebook. Wed, 12 Aug 2026 05:40:05 +0000 Catanzaro Chirurgia ginecologica mini-invasiva al nuovo Ospedale Monopoli-Fasano https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34622-chirurgia-ginecologica-mini-invasiva-al-nuovo-ospedale-monopoli-fasano.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34622-chirurgia-ginecologica-mini-invasiva-al-nuovo-ospedale-monopoli-fasano.html Un intervento importante eseguito attraverso piccole incisioni da 5 millimetri e, dopo 48 ore, il ritorno a casa. Al nuovo Ospedale Monopoli-Fasano è stata eseguita la prima isterectomia in laparoscopia, con la rimozione di utero, tube e ovaie, in una unica soluzione. La paziente, 57 anni e in buone condizioni generali, era affetta da fibromatosi uterina e prolasso utero vescicale di secondo grado. L’intervento si è svolto regolarmente e il recupero è stato rapido, tanto da consentirle di lasciare l’ospedale già in seconda giornata. A eseguire la procedura è stata l’équipe dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia, diretta dalla dott.ssa Maria Rosaria Giangrande, con il dott. Luca Guastamacchia e la dott.ssa Angela Galizia, all’interno del nuovo blocco operatorio dell’ospedale. Il lavoro dei professionisti è stato supportato una sala operatoria nuova e tecnologicamente avanzata e strumentazioni laparoscopiche di ultima generazione, che permettono di visualizzare con grande precisione il campo operatorio e di intervenire attraverso incisioni di dimensioni ridotte. È questo uno dei punti di forza della chirurgia laparoscopica: ridurre l’impatto dell’operazione sul corpo senza ridurre l’efficacia dell’intervento. Quando indicata, questa tecnica può comportare meno dolore dopo l’operazione, minori perdite di sangue, una mobilizzazione più precoce, cicatrici più piccole e tempi di degenza più brevi, favorendo un ritorno più rapido alla quotidianità. La prima isterectomia eseguita con questa tecnica rappresenta l’avvio di una nuova fase per la chirurgia ginecologica del presidio. L’obiettivo è ampliare progressivamente l’utilizzo della laparoscopia nella chirurgia ginecologica del nuovo Ospedale Monopoli-Fasano, individuando per ogni donna l’approccio più appropriato sulla base delle condizioni cliniche. Un percorso che unisce competenze professionali, nuove tecnologie e organizzazione, grazie al lavoro coordinato di ginecologi, anestesisti, infermieri e personale di sala operatoria, per offrire alle donne del territorio una chirurgia sempre più moderna, precisa e attenta ai tempi di recupero. Wed, 12 Aug 2026 05:35:02 +0000 Bari Reggio Calabria e Messina, i due Sindaci si incontrano e danno vita a una sinergia istituzionale https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34621-reggio-calabria-e-messina-i-due-sindaci-si-incontrano-e-danno-vita-a-una-sinergia-istituzionale.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34621-reggio-calabria-e-messina-i-due-sindaci-si-incontrano-e-danno-vita-a-una-sinergia-istituzionale.html Martedì 11 agosto 2026 segna l’avvio di una nuova stagione di cooperazione istituzionale tra Reggio Calabria e Messina, una cooperazione reale, fattiva, con l’obiettivo di rafforzare i rapporti tra le due città dello Stretto e costruire una strategia condivisa di sviluppo, integrazione e valorizzazione, che sia reciproca e complementare. Sancisce esattamente questo l'incontro istituzionale che si è tenuto oggi pomeriggio a Palazzo Alvaro, sede della Città Metropolitana di Reggio Calabria, tra il Sindaco Francesco Cannizzaro ed il Sindaco Federico Basile. Dopo tanti anni nei quali la necessità di una maggiore sinergia tra le due sponde è stata più volte evidenziata e annunciata, da oggi prende forma un percorso concreto, fondato su una programmazione comune di interventi e iniziative destinati a rendere Reggio Calabria e Messina sempre più connesse, integrate e complementari. Programmazione che i due sindaci si riservano di rendere nota nelle prossime settimane. L’intento è superare definitivamente una logica di separazione e promuovere una visione unitaria delle due città dello Stretto, nella consapevolezza che entrambe, pur appartenendo a territori distinti, condividono una prossimità geografica che non può restare inespressa, mettendo concretamente a frutto opportunità di crescita comuni e obiettivi importanti da raggiungere insieme, sulla base di relazioni culturali tanto profonde quanto simili. Il nuovo percorso punta, dunque, a trasformare quella collaborazione istituzionale finora rimasta sempre solo sulla carta in una sinergia stabile e operativa, capace di produrre risultati tangibili nei settori di comune interesse, rafforzando il ruolo dell’area integrata dello Stretto quale territorio strategico per tutto il Mediterraneo. L’11 agosto 2026 rappresenta, pertanto, una data particolarmente significativa: l’inizio di una nuova fase storica nella quale Reggio Calabria e Messina scelgono di camminare insieme, mettendo a sistema energie, competenze e progettualità per costruire un futuro condiviso. Due città, due sponde, una visione comune.   Wed, 12 Aug 2026 05:27:45 +0000 Reggio Calabria Milo celebra Battiato e Dalla, grande successo per il quinto Tributo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34619-milo-celebra-battiato-e-dalla-grande-successo-per-il-quinto-tributo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34619-milo-celebra-battiato-e-dalla-grande-successo-per-il-quinto-tributo.html   È stata una serata di grandi emozioni, musica e memoria quella vissuta a Milo per la quinta edizione del Tributo a Franco Battiato e Lucio Dalla – Premio ‘Caro Amico… Ti vengo a cercare’, organizzato dalla Pro Loco di Milo, guidata dal presidente Alfredo Cavallaro, con la direzione artistica di Alfio Zappalà. Un appuntamento che negli anni è diventato uno degli eventi culturali più significativi dell’estate siciliana, nato per celebrare il legame profondo dei due grandi cantautori con Milo. Il Teatro ‘Lucio Dalla’ era gremito in ogni ordine di posto e il pubblico ha accompagnato con lunghi e scroscianti applausi le esibizioni di Amara e Simone Cristicchi, protagonisti di un concerto intenso e coinvolgente, accompagnati dalla Ethos Orchestra diretta dal maestro Daniele Zappalà. A rendere ancora più speciale la serata, condotta da Ruggero Sardo, è stata la presenza di Cristina Battiato, nipote dell'indimenticato Maestro, accolta con affetto dal pubblico di Milo. Il concerto ha proposto un viaggio attraverso alcune delle pagine più importanti del repertorio di Battiato e Dalla: da 4 marzo a Piazza Grande, da Bandiera bianca a L'animale, passando per Anna e Marco, Strade parallele, Prospettiva Nevskij, Disperato erotico stomp, La sua figura e L'ombra della luce. Nella seconda parte spazio a Torneremo ancora, Centro di gravità permanente e, nel finale, a La cura, eseguita a due voci. Un'accoppiata, quella tra Amara e Cristicchi, che ha conquistato il pubblico per intensità e sensibilità.  Particolarmente emozionanti anche i ricordi personali legati ai due grandi cantautori condivisi da Cristicchi. “È stata una serata che ha confermato quanto sia forte il legame tra Milo e Battiato e Dalla – afferma il direttore artistico Alfio Zappalà – Due artisti che hanno lasciato qualcosa di veramente importante a questa comunità. E due artisti, Amara e Simone Cristicchi, che gli hanno reso omaggio con grande sensibilità. Era esattamente ciò che volevamo. Una serata ricca di emozioni, la riconferma di un appuntamento importante per la Sicilia”. La scelta di affidare il concerto ad Amara e Simone Cristicchi nasce proprio dalla volontà, perseguita dalla direzione artistica, di proporre interpreti capaci di raccontare l'essenza di Battiato e Dalla con sensibilità e personalità, trasformando la musica in occasione di riflessione, memoria e condivisione. Con la quinta edizione, il Tributo conferma così la propria identità: non soltanto un concerto, ma un appuntamento che mantiene vivo il rapporto tra Milo e due artisti che hanno lasciato un segno indelebile nella cultura italiana, continuando a far incontrare musica, memoria, territorio ed emozioni.  Nel corso della quinta edizione avrebbe dovuto essere consegnato anche il Premio ‘Caro Amico… Ti vengo a cercare’ al colonnello Luca Parmitano, scelto quest'anno dalla Pro Loco di Milo per il suo straordinario percorso umano e professionale. Parmitano aveva manifestato la volontà di essere presente personalmente per ritirare il riconoscimento, ma i suoi impegni a Houston, legati alla missione sulla Luna, non gli hanno consentito di essere a Milo ieri sera. Il premio sarà comunque consegnato personalmente a Parmitano. “Lo abbiamo contattato in occasione della sua ultima visita sull’Etna – dichiara il presidente della Pro Loco di Milo, Alfredo Cavallaro – Ci ha detto di essere felice di riceverlo e che avrebbe fatto il possibile per esserci. Impegni più importanti lo hanno portato a Houston. Glielo consegneremo quando tornerà dalle stelle. Speriamo che trovi sul suo cammino anche quella che abbiamo dedicato a Franco Battiato in occasione della prima edizione del Premio”. Il riconoscimento, istituito dalla Pro Loco, è dedicato a personalità e giovani talenti che, attraverso il proprio impegno artistico, culturale o professionale, contribuiscono a promuovere i valori dell'arte, della cultura e del territorio, nel solco dell'esempio lasciato da Battiato e Dalla.     Tue, 11 Aug 2026 07:59:25 +0000 Catania Michele Affidato e Gioielleria Cirillo: due storie di arte orafa si incontrano a Diamante  https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34618-michele-affidato-e-gioielleria-cirillo-due-storie-di-arte-orafa-si-incontrano-a-diamante.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34618-michele-affidato-e-gioielleria-cirillo-due-storie-di-arte-orafa-si-incontrano-a-diamante.html Un incontro nel segno dell’arte, della tradizione e dell’identità calabrese. La Gioielleria Cirillo di Diamante ha accolto il Maestro Orafo Michele Affidato, protagonista di una visita che ha messo in dialogo due importanti realtà legate al mondo del gioiello: da una parte l’esperienza di un artista che ha portato la sua arte oltre i confini regionali, dall’altra una famiglia che da quattro generazioni custodisce a Diamante una lunga tradizione nel settore dell’oreficeria. La presenza di Affidato è stata legata al Premio Mare Pulito “Bruno Giordano”, manifestazione dedicata alla tutela del mare e alla sensibilizzazione sui temi ambientali. Proprio per questa occasione il Maestro ha realizzato l’opera destinata come riconoscimento al Comune di Diamante, dando forma a un premio che vuole rappresentare non soltanto un simbolo celebrativo, ma anche un messaggio legato alla difesa dell’ambiente e alla valorizzazione del territorio.  Prima della cerimonia, Affidato ha fatto tappa nella Gioielleria Cirillo, concessionaria ufficiale delle sue creazioni sul territorio. È stata l’occasione per un confronto sulla sua carriera e, soprattutto, sul valore che l’arte orafa può assumere quando riesce a trasformarsi in racconto. Nel corso di un’intervista concessa per l’occasione a TeleDiamante, il Maestro ha infatti posto l’attenzione sul rapporto tra preziosità e significato, spiegando come dietro un gioiello, una scultura o un riconoscimento possano convivere storia, cultura, memoria e appartenenza. L’opera pensata per Diamante che rappresenta l’Isola di Cirella, assume così una valenza speciale: non è semplicemente un oggetto destinato a una premiazione, ma diventa un elemento capace di collegare l’arte al luogo e ai valori che l’evento intende promuovere.  È proprio questo legame con il territorio uno degli aspetti più interessanti emersi durante l’incontro. Il mestiere dell’orafo, infatti, non si limita alla dimensione tecnica e alla lavorazione dei materiali preziosi. Quando sostenuto da ricerca, creatività e sensibilità artistica, può diventare uno strumento attraverso il quale raccontare una comunità, le sue tradizioni e la sua identità. Un tema che trova una particolare sintonia con la storia della Gioielleria Cirillo. La famiglia, da quattro generazioni, porta avanti una passione che ha attraversato decenni, mantenendo vivo a Diamante quel patrimonio di conoscenze e competenze che appartiene alla tradizione orafa italiana. Durante la visita non è mancato anche uno sguardo rivolto al futuro. Michele Affidato ha dedicato particolare attenzione alle nuove generazioni e a chi sceglie di intraprendere il mestiere dell’orafo. In un’epoca in cui molte professioni artigianali rischiano di perdere spazio, la sua testimonianza ha sottolineato l’importanza di continuare a investire nella formazione e nella trasmissione delle competenze. Creatività, precisione, manualità, studio e soprattutto passione restano elementi indispensabili per trasformare un mestiere antico in una professione capace di guardare al futuro.  La carriera di Michele Affidato rappresenta, in questo senso, un esempio significativo. Le sue opere hanno raggiunto importanti contesti nazionali e internazionali, dal mondo ecclesiastico al Vaticano, fino ai prestigiosi riconoscimenti realizzati in occasione del Festival di Sanremo. Un percorso che ha contribuito a far conoscere anche fuori dalla Calabria una tradizione artistica e artigianale profondamente radicata nella cultura regionale. L’appuntamento alla Gioielleria Cirillo ha quindi assunto un significato che va oltre la semplice visita di un ospite illustre. È stato il punto d’incontro tra una storia artistica personale e una storia familiare costruita nel tempo, entrambe accomunate dalla volontà di preservare e valorizzare la cultura del gioiello. «La visita di  Michele Affidato nella nostra gioielleria è stato per me motivo di grande orgoglio. Essere concessionari delle sue creazioni significa poter rappresentare sul nostro territorio il lavoro di un Maestro che ha saputo portare l’arte orafa calabrese in tutto il mondo», ha dichiarato Pasquale Cirillo al termine dell’incontro.  La visita del Maetro orafo alla Gioielleria Cirillo ha messo in luce il valore di una tradizione che non vive soltanto nel passato, ma continua a rinnovarsi attraverso persone, storie e nuove idee. L’incontro tra Michele Affidato e la famiglia Cirillo racconta due percorsi diversi, accomunati dalla stessa attenzione per l’artigianalità, per la qualità e per il legame con la Calabria. Ed è proprio nella capacità di trasformare un mestiere antico in un linguaggio ancora attuale che risiede il valore dell’arte orafa: custodire ciò che è stato, interpretare il presente e lasciare alle nuove generazioni gli strumenti per costruire il futuro. A Diamante, questo patrimonio continua così a trovare spazio e a essere raccontato attraverso il lavoro di chi, da quattro generazioni, ha scelto di fare del gioiello non soltanto una professione, ma una storia di famiglia.   Tue, 11 Aug 2026 07:57:52 +0000 Cosenza Svelata la natura di un'imponente struttura cosmica: il superammasso della vela https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/34616-svelata-la-natura-di-un-imponente-struttura-cosmica-il-superammasso-della-vela.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/34616-svelata-la-natura-di-un-imponente-struttura-cosmica-il-superammasso-della-vela.html Un team internazionale di astronomi, con la partecipazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), ha messo in luce nuovi dettagli di una gigantesca struttura dell'Universo, a lungo rimasta invisibile perché nascosta dalle stelle e dalle fitte coltri di polveri presenti nella Via Lattea. Grazie a un'innovativa tecnica ibrida che incrocia diverse tipologie di dati sulle galassie, le ricercatrici e i ricercatori sono riusciti a mappare l'effettiva portata del Superammasso della Vela — ad oggi riconosciuto come uno dei più imponenti agglomerati di materia del cosmo a noi vicino. Per decenni una parte importante dell’Universo è rimasta praticamente invisibile agli astronomi. È la cosiddetta zona di evitamento (Zone of Avoidance, in inglese), ossia la fascia di cielo nascosta dal disco della nostra Galassia, in cui polveri e stelle impediscono di osservare direttamente le galassie più lontane. Proprio dietro questo “velo” cosmico si cela una delle strutture più imponenti dell’Universo vicino. Uno studio internazionale, accettato per la pubblicazione sulla rivista Astronomy & Astrophysics, mostra infatti che il Superammasso della Vela emerge come una delle principali concentrazioni di massa del cosmo locale, con una massa paragonabile a quella del Superammasso di Shapley e superiore a quella della regione di Laniakea, il superammasso che ospita la Via Lattea. "Questa scoperta colma una lacuna nella nostra mappa dell’Universo vicino”, afferma Sambatra Rajohnson, ricercatrice dell’INAF e tra gli autori dello studio. “Ciò che è particolarmente entusiasmante è che, per la prima volta, una grande struttura gravitazionale nascosta dietro la nostra galassia è stata svelata grazie alla sinergia di osservazioni radio sensibili e indagini astronomiche complementari ad altre lunghezze d'onda". La nuova ricostruzione mostra che il Superammasso della Vela possiede una struttura a doppio nucleo e una massa complessiva stimata in circa 340 milioni di miliardi di masse solari. Si estende per oltre 220 milioni di anni luce: un'estensione quasi 4000 volte superiore al raggio della Via Lattea, che misura circa 55 mila anni luce. I ricercatori mostrano inoltre come Vela rappresenti oggi uno dei principali “attrattori gravitazionali” dell’Universo locale, esercitando un’influenza paragonabile a quella delle più grandi strutture cosmiche conosciute. Il risultato è stato ottenuto integrando migliaia di nuove misure di redshift – lo spostamento della luce verso il rosso, che fornisce la distanza e, dunque, la distribuzione 3D delle galassie – con le velocità peculiari, ossia le deviazioni dal moto dovuto alla sola espansione cosmica. Queste velocità rivelano infatti l'azione gravitazionale esercitata dalla materia visibile e oscura. La combinazione dei due insiemi di dati ha consentito di ottenere la ricostruzione tridimensionale e dinamica più completa mai realizzata della zona di evitamento. Un ruolo determinante è stato svolto dai dati radio raccolti con il radiotelescopio MeerKAT in Sudafrica. Tra gli oltre 8000 nuovi redshift utilizzati nello studio, più di 2000 derivano infatti da osservazioni interferometriche ad alta sensibilità che hanno permesso di esplorare la parte più nascosta della zona di evitamento, finora sostanzialmente inaccessibile. Lo studio dimostra anche l’efficacia di un nuovo approccio di ricostruzione tridimensionale che integra osservazioni di natura diversa. Questa metodologia sarà particolarmente importante per sfruttare appieno i grandi censimenti cosmologici della prossima generazione, come DESI, 4MOST e WALLABY, che produrranno milioni di nuove misure della distribuzione delle galassie nell’Universo. Per l’INAF il risultato conferma il ruolo di primo piano della radioastronomia italiana nelle grandi collaborazioni internazionali dedicate alla cosmologia osservativa e allo studio della struttura su larga scala dell’Universo. L’esperienza maturata nell’analisi dei dati di MeerKAT, a cui contribuisce anche l’INAF con il potenziamento MeerKAT+ e l’implementazione della banda 5B con il progetto PNRR STILES, costituisce inoltre una tappa fondamentale in vista delle future osservazioni con l’Osservatorio SKA (SKAO), che sarà il più grande radiotelescopio mai realizzato e destinato a rivoluzionare la nostra conoscenza del cosmo, attualmente in costruzione in Sudafrica e in Australia Occidentale.   Nell'immagine: L'Universo locale mappato in 3D con i principali superammassi. A sinistra emerge il Superammasso della Vela. Le linee di flusso tracciano i percorsi delle galassie, mentre i bacini cosmici circostanti evidenziano le regioni in cui la materia si accumula. Crediti: Jérôme Léca, RSA Cosmos Mon, 10 Aug 2026 08:27:47 +0000 Scienza Sicula Gourmet – III Edizione: Mirabella Imbaccari celebra le eccellenze del Calatino https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34615-sicula-gourmet-iii-edizione-mirabella-imbaccari-celebra-le-eccellenze-del-calatino.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34615-sicula-gourmet-iii-edizione-mirabella-imbaccari-celebra-le-eccellenze-del-calatino.html Mirabella Imbaccari (CT), 10 agosto 2026 —  “Sicula Gourmet vuole essere uno strumento di promozione per le nostre aziende agricole, per le tante start-up insediate nel nostro territorio, e per i tanti imprenditori, che vogliono far conoscere in Europa i propri prodotti e competere nei mercati internazionali”. Portando avanti questa mission, il sindaco di Mirabella Imbaccari Giovanni Ferro ha iaperto i lavori  della terza edizione della manifestazione che attraverso la valorizzazione delle produzioni agroalimentari identitarie della Sicilia, guarda alle giovani imprese agricole locali, crea canali di accesso ai mercati esteri, favorisce le filiere integrate e incentiva pratiche produttive a basso impatto ambientale, coerenti con il Green Deal europeo e la strategia Farm to Fork. L’iniziativa è organizzata dal comune di Mirabella Imbaccari e finanziata dall’Assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale, della Pesca mediterranea - Dipartimento Regionale dell’Agricoltura, e vede il coinvolgimento della Proloco locale, dell’Università degli Studi di Catania, il Centro di ricerca CorFiLaC, le associazioni APO Catania, ONAV e ONAF e della Federazione Italiana Cuochi - associazione italiana cuochi Germania. “Sicula Gourmet è un’opportunità per il territorio ed occasione d'incontro tra buyer e produttori del territorio – ha detto l’assessore all’Agricoltura, Iuri Peri, docente Di3A Unict.”Ma vuole essere anche un momento di conoscenza, formazione e divulgazione del valore dei nostri prodotti con il coinvolgimento quest’anno anche esperti di settore ed enti di ricerca, coi cui abbiamo realizzato quattro masterclass sulle 4 produzioni identitarie del territorio: l’olio, i grani antichi, i formaggi e il vino”. “Il contesto internazionale è complesso e la globalizzazione ha permesso ai mercati di essere invasi di merci che vengono da tutto il mondo, con prezzi estremamente competitivi. La strategia è quella di puntare sulla qualità delle nostre produzioni e Sicula Gourmet  può dare la possibilità alle micro e piccole imprese, di avere strategie di comunicazione, di fare formazione e di mettere insieme domanda e offerta”. Il gemellaggio con la città di Schönaich (Baden‑Württemberg) in Germania, in cui  risiede una comunità  di oltre 6 mila  emigranti originari di Mirabella Imbaccari, costituisce poi un canale privilegiato per l’incoming dal mercato tedesco e per l’internazionalizzazione delle produzioni locali, grazie al quale sono arrivati quest’anno a Sicula Gourmet 4 buyers italo-tedeschi specializzati (GDO e import/export: gli chef Vanessa Cristofaro, Antonio Di Gorga, Francesco Stallone, e il rappresentante della Camera di Commercio italiana per la Germania, Francesco Cilluffo  accompagnati dalla lady chef Concetta Ragusa, vice presidente Federazione Italiana Cuochi Germania. “Gli chef  sono i migliori ambasciatori del made in Italy, così come lo sono sempre stati gli emigranti che hanno fatto conoscere le eccellenze italiane nel mondo – ha commentato il sindaco – professionisti che trasformano la materia prima, la valorizzano in prodotti enogastronomici che diventano a loro volta canali per la commercializzazione”. “Far conoscere il mio territorio ha per me un grande valore etico – ha dichiarato la lady chef Concetta Ragusa, originaria di Mirabella Imbaccari con un curriculum ricco di riconoscimenti internazionali –Sicula Gourmet è un anello di congiunzione, una prospettiva nuova per i produttori siciliani per conoscere altre filosofie di mercato e  mi auguro che sappiano superare la paura di investire, perché-posso assicurare  - che i risultati arrivano”. Ad aprire l’iniziativa, sabato mattina, la tavola rotonda “Un territorio si presenta, gli imprenditori si raccontano”, moderata dalla giornalista Letizia Carrara, con gli interventi di Giosuè Catania, Associazione Nazionale Città dell’olio; Calogero Giancona, coordinatore CIA locale; Daniele Aranzulla, Proloco e il produttore Max Carapezza, Frantoi Berretta. Tra sabato  e domenica si sono svolte le 4 masterclass tecnico‑scientifiche; “la vitivinicoltura del Calatino” condotta da Danilo Trapanotto, consigliere nazionale ONAV; “Saperi millenari e visioni future” sulle produzioni lattiero-casearie con Cinzia Gaggia, presidente Consorzio CorFiLaC e Rossella D’urso, consigliere regionale ONAF; “L’oro del Calatino”, sul’olio extravergine con la conduzione scientifica di Riccardo Randello, esperto assaggiatore di Apo Catania; “Custodi della biodiversità, l’eredità dei grani antichi e il futuro della terra” con approfondimenti su Tumminia, Perciasacchi, Maiorca, Russello, condotta da Paolo Caruso, agronomo Unict, fondatore di  Foodverso.  Due giorni ricchi di incontri B2B tra la delegazione dei buyer e le imprese del territorio confronti, degustazioni, opportunità di collaborazione, che si  sono  conclusi con un momento  conviviale, un networking dinner, in cui le aziende hanno messo a disposizione i migliori ingredienti delle proprie produzioni, sapientemente trasformati dagli stessi chef che, durante l’evento, hanno curato le degustazioni aperte a tutti. Mon, 10 Aug 2026 08:18:11 +0000 Catania Scoglitti, presentazione del libro “Costruire la casa. Il magistero di don Antonio Baionetta” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34613-scoglitti-presentazione-del-libro-costruire-la-casa-il-magistero-di-don-antonio-baionetta.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34613-scoglitti-presentazione-del-libro-costruire-la-casa-il-magistero-di-don-antonio-baionetta.html Sarà presentato il prossimo 16 agosto a Scoglitti il libro “Costruire la casa. Il magistero di don Antonio Baionetta”. Il libro, curato da Daniela Baionetta, psicologa e pedagogista, nipote di don Antonio, sacerdote di Comiso morto il 17 febbraio del 2016. Il libro sarà presentato alle 21,30, nel sagrato della chiesa Santa Maria di Portosalvo, in piazza Cavour. Introdurrà il parroco don Robert Dynerowics. Dialogherà con l’autrice l’avvocato Giovannella Incardona, dell’Azione Cattolica di Comiso. Sarà presente Lella Colombo, che ha collaborato nella stesura della prima parte del libro. Seguiranno alcune testimonianze. Il libro ripercorre la parabola umana e spirituale di don Antonio Baionetta, sacerdote che, nell’arco della sua vita, è stato un punto di riferimento per giovani e famiglie, offrendo a tutti una straordinaria esperienza di vita e di fede. Due i pilastri che hanno guidato i momenti diversi della sua vita: il Movimento dei Focolari e Incontro Matrimoniale. La prefazione è del vescovo emerito monsignor Paolo Urso. Ad appena 17 anni, mentre era seminarista a Siracusa, incontrò il nascente Movimento dei Focolari, allora quasi sconosciuto; nel 1959 partecipò alla Mariapoli di Fiera di Primiero. Fu uno dei primi sacerdoti focolarini d’Italia. A Vittoria nacque l’esperienza del primo focolare sacerdotale, in via dei Mille. Negli anni 60 – 70 nacque a Vittoria la Gioventù Studentesca - meglio nota come G.S. - che coinvolse, in circa 15 anni, quasi 2000 giovani. Don Antonio Baionetta ne era il fulcro. L’esperienza nacque da piccoli momenti di condivisione: una passeggiata serale al viale della Stazione, la recita del Rosario. «I ragazzi – si legge nel libro - si moltiplicavano per scelta, per curiosità, per simpatia, per il piacere di stare insieme e sentire esperienze di vita cristiana vissuta. Antonio non predicava (…) camminava accanto a loro (…). Li ha aiutati a ritrovare se stessi, a orientare la propria libertà e a costruire una fede personale e consapevole».  Oggi quei giovani, sparsi in varie città italiane e del mondo, hanno portato nella loro vita personale e professionale l’esperienza straordinaria vissuta negli anni giovanili. Alla fine degli anni 80 comincia per lui l’esperienza di “Incontro Matrimoniale”, secondo pilastro della sua vita di sacerdote. «Il titolo del libro “Costruire la casa” – si legge nel testo - richiama una delle sue immagini più care: la casa non semplicemente come luogo fisico, ma realtà viva, simbolica, sacra: è casa la famiglia, la parrocchia, la comunità, ogni spazio in cui ci si apre all’altro. (…). La casa ha per lui il volto della Chiesa vissuta, il luogo dove l’amore si fa concreto, quotidiano, spazio di relazione, apertura al mistero di Dio. (…) Egli credeva profondamente nella Chiesa domestica, dove l’amore tra i coniugi e la vita familiare si fanno sacramento della presenza di Cristo». Don Antonio, insieme a don Romolo Taddei, fu tra i pionieri del movimento in Italia. Negli anni 1999-2002 fu responsabile nazionale di Incontro Matrimoniale, insieme ai coniugi Giorgio e Pinuccia Licitra di Ragusa. Proverbiale, negli ultimi quindici anni della sua vita, l’esperienza delle vacanze sulle Dolomiti, montagne che egli amava, un’esperienza estiva catalizzante che egli trasformava in oasi di riposo del corpo e dello spirito. Il libro comprende una breve storia della sua vita di sacerdote: operò a Vittoria nelle parrocchie Sacro Cuore, Madonna Assunta, San Francesco di Paola, San Cipriano a Roma, fu parroco della chiesa Santa Maria di Portosalvo a Scoglitti e Santa Maria delle Stelle (Chiesa Madre) di Comiso. Una seconda parte è dedicata ai suoi scritti, alle sue omelie e meditazioni, ai suoi appunti inediti, definiti “Il Quaderno dell’Anima”. Comprende anche l’omelia per il suo funerale del vescovo monsignor Giuseppe La Placa. Mon, 10 Aug 2026 08:12:02 +0000 Ragusa Nicastro: “La Skyview e la pista ciclabile segnano la rinascita di Scoglitti. La città merita visione, cura e responsabilità” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34604-nicastro-la-skyview-e-la-pista-ciclabile-segnano-la-rinascita-di-scoglitti-la-citta-merita-visione-cura-e-responsabilita.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34604-nicastro-la-skyview-e-la-pista-ciclabile-segnano-la-rinascita-di-scoglitti-la-citta-merita-visione-cura-e-responsabilita.html Le ultime giornate segnano un passaggio importante nel percorso di ricostruzione e rinascita della nostra città. A Scoglitti è stata inaugurata la Skyview insieme alla nuova pista ciclabile della Riviera Kamarina, opere finanziate attraverso il Pnrr che hanno permesso di trasformare un’area per anni abbandonata in uno spazio moderno, sicuro e pienamente vissuto dalla comunità. A tagliare il nastro il sindaco Francesco Aiello. C’erano anche gli assessori Salvatore Avola, Cesare Campailla, Arturo Barbante e Fabio Prelati. «Abbiamo rigenerato la riviera – afferma l’assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Nicastro – investendo nella mobilità sostenibile e restituendo ai cittadini un luogo che torna ad essere centro di aggregazione per famiglie, giovani e turisti, spazio di sport e benessere, e percorso ciclabile sicuro per chi sceglie una mobilità più attenta all’ambiente». La nuova Skyview, con la sua struttura panoramica, offrirà a residenti e visitatori un punto privilegiato per ammirare il mare di Scoglitti e i tramonti della Riviera Kamarina. «È un simbolo di bellezza, accoglienza e visione – aggiunge Nicastro – che racconta la volontà dell’amministrazione di valorizzare la nostra frazione e renderla sempre più attrattiva». L’assessore esprime profonda soddisfazione per il completamento dell’opera, realizzata sotto la guida del sindaco Francesco Aiello, grazie alla sinergia con i tecnici della Cuc e dell’assessorato ai Lavori pubblici, con i colleghi della Giunta e con tutti coloro che hanno collaborato con impegno e dedizione. Nicastro ricorda il ruolo fondamentale del Rup, architetto Giancarlo Eterno, che ha seguito l’intero iter progettuale, e della signora Anna Leonardi, dell’Ufficio Gare, che ha curato le procedure amministrative. Importante anche il contributo dell’ingegnere Marco Gionfrido, della signora Lucia Panasia e dell’architetto Elio Cicciarella, che hanno supportato le fasi tecniche e operative. Il direttore della Cuc, l'architetto Rosario Cultrone, ha garantito il coordinamento generale delle attività. Un ringraziamento, inoltre, agli operatori che hanno curato la pulizia e la sistemazione dell’area, coordinati da Anthony Incorvaia e dall’assessore Avola, il cui lavoro ha permesso di presentare la riviera nel migliore dei modi. L’assessore Nicastro ha voluto esprimere apprezzamento anche per la Pro Loco, guidata dalla presidente Giuseppina Spataro, per l’impegno costante nella promozione della frazione e nel sostegno alle iniziative di valorizzazione del territorio. «Abbiamo ereditato una città ferita – conclude Nicastro – ma oggi dimostriamo che la strada intrapresa è quella giusta. La rinascita di Vittoria e Scoglitti non è più solo un obiettivo: è un risultato concreto. Continuiamo a lavorare con determinazione, visione e senso di responsabilità. La città merita questo impegno. E noi ci siamo».   Fri, 31 Jul 2026 08:31:00 +0000 Catanzaro Birrocco torna al Porto Turistico di Marina di Ragusa https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34603-birrocco-torna-al-porto-turistico-di-marina-di-ragusa.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34603-birrocco-torna-al-porto-turistico-di-marina-di-ragusa.html Quattro giorni di birra artigianale, musica, street food e divertimento in una delle location più suggestive dell'estate siciliana. Dal 13 al 16 agosto 2026 il Porto Turistico di Marina di Ragusa ospiterà l'undicesima edizione di Birrocco, il festival che negli anni è riuscito a trasformare la cultura della birra artigianale in un grande rito collettivo, diventando uno degli appuntamenti più attesi del calendario estivo del territorio. Dopo aver celebrato il decennale nel 2025, Birrocco, ideato da Davide Savasta, creative director di Ideology Creative Studio, torna con un'edizione che guarda alle proprie radici e che promette di essere ancora più coinvolgente. "Dieci anni dopo la prima spillatura siamo ancora qui. E questa volta sarà indimenticabile", è il messaggio degli organizzatori, che annunciano quattro serate celebrative all'insegna dei grandi ritorni, della convivialità e della voglia di stare insieme. Per quattro giorni la piazzetta panoramica del porto turistico si trasformerà in un grande villaggio dedicato al gusto, con una selezione di otto birrifici artigianali provenienti dalla Sicilia e da diverse regioni italiane. Un percorso pensato per raccontare il mondo della birra attraverso tradizione, ricerca e sperimentazione. Tra i protagonisti dell'edizione 2026 ci saranno i birrifici ragusani Onei, che unisce il miele alla produzione brassicola, e Kuturi, espressione delle radici iblee. Accanto a loro arriveranno Brewfist da Codogno, Lariano, War da Cassina de' Pecchi, Epica dai Nebrodi, Porta Bruciata dalla Franciacorta e Antikorpo da Trieste, offrendo ai visitatori un viaggio tra luppoli, malti e stili provenienti da tutta Italia. Non solo birra. Anche quest'anno Birrocco proporrà un'ampia area dedicata allo street food, con un'offerta che attraversa i sapori della Sicilia: dalla pasta al cous cous, dalla paranza alla griglia, fino ai dolci della tradizione, in un percorso gastronomico pensato per accompagnare le degustazioni. Tra le iniziative più attese e divertenti torna anche il Beer Passport, diventato ormai uno dei simboli del festival. I visitatori potranno collezionare un timbro per ciascun birrificio degustato e, completando il percorso tra tutti gli stand, riceveranno in premio il boccale ufficiale Birrocco 2026, trasformando ogni assaggio in una vera esperienza di scoperta. Come da tradizione, infatti, anche l'identità visiva dell'evento si lega al patrimonio artistico del territorio. Il logo tridimensionale dell'edizione 2026, realizzato da Ideology Creative Studio e trasformato in boccale da collezionare, è ispirato a uno dei mascheroni scolpiti di Palazzo La Rocca a Ragusa Ibla, confermando il concept che ha dato il nome al festival: l'incontro tra la birra e il barocco, simboli di creatività, tradizione e identità siciliana. Ad accompagnare le degustazioni sarà una ricca programmazione di concerti dal vivo, dj set, intrattenimento ed eventi, con quattro serate pensate per coinvolgere un pubblico di tutte le età e rendere il porto turistico il cuore pulsante dell'estate ragusana. Undici edizioni dopo la prima spillatura, Birrocco continua così a confermarsi molto più di un festival dedicato alla birra artigianale: è un appuntamento che unisce gusto, musica, cultura e socialità.    Fri, 31 Jul 2026 08:27:28 +0000 Ragusa Tiziano protagonista dell'Estate Tizianesca 2026 https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34601-tiziano-protagonista-dell-estate-tizianesca-2026.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34601-tiziano-protagonista-dell-estate-tizianesca-2026.html Tiziano protagonista dell'Estate Tizianesca 2026: oltre 35 eventi per celebrare il Maestro nel 450° anniversario della sua morte Tiziano continua a rappresentare una fonte inesauribile di meraviglia, ricerca e conoscenza. Maestro indiscusso del Rinascimento, resta il simbolo del Cadore, sua terra d'origine, e una figura imprescindibile per comprendere lo straordinario sviluppo dell'arte nella Serenissima e in Europa. A custodirne e valorizzarne l'eredità è la Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, che da anni promuove studi, restauri, pubblicazioni e iniziative culturali dedicate al grande pittore, consolidando il legame tra la sua opera e un territorio di straordinario valore storico, artistico e paesaggistico. Attraverso un autorevole comitato scientifico internazionale, una biblioteca specialistica e un'intensa attività di ricerca, la Fondazione si pone l'obiettivo di favorire una conoscenza sempre più approfondita dell'artista e, al tempo stesso, di valorizzare il patrimonio culturale del Cadore e del Veneto, promuovendo un modello di turismo sostenibile, consapevole e strettamente connesso all'identità dei luoghi. Tra le iniziative più significative spicca l'Estate Tizianesca, manifestazione che da oltre vent'anni anima i mesi estivi con un ricco calendario di conferenze, incontri, concerti e visite guidate nei luoghi che raccontano la vita e l'opera del Maestro. Dallo scorso anno il progetto ha ampliato i propri confini, coinvolgendo anche altre località del Veneto legate ad alcuni dei più grandi protagonisti dell'arte italiana, in un ideale dialogo con Tiziano. Da Giorgione a Veronese, da Tintoretto a Palladio fino a Canova, il percorso si sviluppa dalle montagne bellunesi alle Prealpi venete, dalla terraferma veneziana alle colline trevigiane, arrivando fino ai Colli Euganei. L'edizione 2026, la ventiduesima della rassegna, propone fino al 26 settembre oltre 35 appuntamenti aperti al pubblico e assume un valore ancora più significativo perché si inserisce nelle celebrazioni per il 450° anniversario della morte di Tiziano, raccolte sotto il titolo "Titianus Cadorinus 1576-2026", promosse a Pieve di Cadore. Momento culminante delle celebrazioni sarà la grande mostra curata da Bernard Aikema e Thomas Dalla Costa, in programma dal 18 luglio al 18 ottobre 2026 presso il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore, che concluderà il progetto espositivo dedicato a "Tiziano e il Paesaggio", avviato all'inizio dell'anno. L'Estate Tizianesca è promossa dal Centro Studi Tiziano e Cadore in collaborazione con il Comune di Pieve di Cadore e la Magnifica Comunità di Cadore. L'iniziativa è realizzata con il contributo della Camera di Commercio Treviso-Belluno Dolomiti, la collaborazione di Confindustria Belluno Dolomiti, il patrocinio della Fondazione Dolomiti UNESCO e la partnership della Regione del Veneto attraverso Reteventi, della Provincia di Belluno, del progetto Terre Natie – Tiziano, Canova & Giorgione e della Dolomiti Symphonia Orchestra. A sostenere la manifestazione contribuiscono inoltre BIM-Comuni del Piave, Cortina Banca-Credito Cooperativo Italiano e Villaggio Globale International. La rassegna accompagna idealmente le celebrazioni dedicate al grande artista, trasformandosi in un ponte culturale che, partendo dal paese natale di Tiziano, si estende all'intero territorio veneto per poi ritornare simbolicamente alle sue origini. Un progetto che pone al centro il dialogo tra arte, paesaggio, storia e comunità locali, valorizzando i piccoli centri e le aree montane attraverso un'offerta culturale di qualità e una proposta turistica attenta alla sostenibilità. Il programma, curato dalla presidente della Fondazione Maria Giovanna Coletti, si articola in diversi percorsi tematici, tra cui "Sguardi su Tiziano e Dintorni", "Mattinate alla Casa dell'Oratore", "Promenade in Villa tra Arte e Natura" e una ricca stagione di concerti. La manifestazione ha preso il via il 19 giugno a Treviso con l'incontro dedicato alle Annunciazioni di Tiziano, dal titolo "Due Annunciazioni, un maestro: Tiziano tra Treviso e Venezia", tenuto dalla storica dell'arte Maria Agnese Chiari Moretto Wiel, tra le maggiori studiose del Cinquecento veneziano e docente di Storia dell'arte veneta presso la sede veneziana della Wake Forest University, insieme a Paolo Barbisan. L'edizione 2026 comprende complessivamente 22 conferenze e conversazioni sull'arte, occasione per approfondire gli studi più recenti e presentare nuove ricerche dedicate a opere, artisti, periodi storici e siti culturali. Saranno coinvolti 20 studiosi, affiancati da sei "Virgilio", proprietari o profondi conoscitori di ville e dimore storiche che accompagneranno il pubblico alla scoperta di luoghi normalmente poco accessibili. Completano il programma otto concerti e un itinerario che interessa 20 città e località del Veneto, da Pieve di Cadore a Vigo, Vinigo, Tai, San Vito e Nebbiù di Cadore, passando per Belluno, Cortina d'Ampezzo, Feltre, Lentiai, Modolo, Vittorio Veneto, Agordo e Candide-Comelico Superiore, fino a Treviso, Castelfranco Veneto, Possagno, Susegana, Mira e Galzignano Terme. Saranno invece 25 i siti culturali protagonisti della manifestazione, tra chiese, musei, teatri e ville storiche che ospiteranno incontri, visite ed eventi. Tra questi figurano la Chiesa di San Giovanni Battista di Vinigo di Cadore, il Teatro Accademico di Castelfranco Veneto, la chiesa di Santa Maria Assunta di Lentiai, il Museo Gypsoteca Canova di Possagno, il Museo Diocesano di Feltre e Villa Crotta de' Manzoni ad Agordo, luoghi simbolo di un patrimonio artistico diffuso che l'Estate Tizianesca continua a raccontare e valorizzare, confermandosi come uno dei principali appuntamenti culturali dedicati al grande Maestro del Rinascimento.   Thu, 30 Jul 2026 15:41:57 +0000 Arte Noleggio a lungo termine: quando il rental provider può fare la differenza https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34600-noleggio-a-lungo-termine-quando-il-rental-provider-puo-fare-la-differenza.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34600-noleggio-a-lungo-termine-quando-il-rental-provider-puo-fare-la-differenza.html Per molte persone l'automobile non è più solo un bene materiale, da possedere e preservare nel tempo, ma rappresenta un puro e semplice servizio. Questo cambiamento è stato possibile anche grazie alla diffusione di soluzioni di mobilità alternativa come il noleggio, una formula che oramai non è un'opzione ad esclusivo beneficio delle imprese, ma è facilmente accessibile anche ai privati. Le offerte disponibili sul mercato sono molteplici, e per chi si avvicina al noleggio per la prima volta non è semplice valutare la più adatta alle proprie necessità. Molti scelgono di consultare i comparatori online, alla ricerca del canone più conveniente, ma una rata mensile contenuta non sempre garantisce un servizio all'altezza. Meglio affidarsi a un fornitore in grado di garantire assistenza reale e una costante attenzione al cliente, come Sella Leasing, che ha creato un nuovo servizio di noleggio a lungo termine per aziende che privati. ABordo è il marchio Gruppo Sella pensato per consentire agli utenti di accedere a forme di mobilità più flessibili e sostenibili, con un supporto completo e una consulenza dedicata, che va ben oltre il semplice calcolo del canone mensile.  D’altronde, Sella Leasing costituisce da oltre 25 anni uno dei punti di riferimento più autorevoli nel panorama finanziario; ed è proprio questa esperienza a rendere ABordo uno dei servizi più validi attualmente sul mercato, supportato da consulenti esperti e solerti, sempre pronti a risolvere ogni eventuale problematica. Ma in un settore così competitivo, essere presenti anche online è fondamentale. E il sito web di ABordo Sella Leasing non è semplicemente una vetrina: qui gli utenti non hanno soltanto la possibilità di esaminare le caratteristiche dei modelli disponibili, ma possono creare il proprio canone ideale in pochi clic, semplicemente modificando i parametri di riferimento, come il chilometraggio e la durata del contratto. Le combinazioni che ABordo mette a disposizione degli utenti sono molteplici, così come le motorizzazioni disponibili. Non solo diesel e benzina ma anche autovetture elettriche e ibride, disponibili con o senza anticipo, e opzioni aggiuntive come il cambio gomme stagionale o la vettura sostitutiva. Ogni veicolo, inoltre, è presentato attraverso una scheda tecnica informativa, in modo da rendere ancora più semplice la scelta. Il tutto senza impegno, con la possibilità di richiedere l'assistenza di un consulente tramite il sito stesso. Perché è vero che il noleggio rappresenta la soluzione di mobilità più funzionale, per chi vive la strada ogni giorno, ma è la scelta del fornitore del servizio a fare davvero la differenza. Thu, 30 Jul 2026 15:39:53 +0000 Economia Anzio: una serata dedicata ai mondi femminili https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34597-anzio-una-serata-dedicata-ai-mondi-femminili.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34597-anzio-una-serata-dedicata-ai-mondi-femminili.html Si è svolta con successo, ad Anzio, nel  locale dell’imprenditore Mauro Boccuccia   l’appuntamento culturale “Omaggio a Edda Billi – Serata dedicata ai mondi femminili”, evento che ha saputo unire cultura, comunicazione, moda e sociale in un percorso di confronto e valorizzazione del ruolo delle donne nella società contemporanea. L'iniziativa ha visto una sentita partecipazione di pubblico e la presenza di numerosi protagonisti del panorama culturale, artistico e giornalistico, confermando il valore di una iniziativa capace di creare dialogo tra esperienze e sensibilità diverse. Tra i momenti più apprezzati della serata, la sfilata firmata dalla stilista Grazia Urbano (molto emozionata nel ricevere il suo riconoscimento di settore), accompagnata dalle modelle della MTM Events di Massimo Meschino, che ha coniugato eleganza, creatività e messaggi di inclusione. Particolarmente emozionante anche la consegna degli altri premi in scaletta, promossi con l’egida e la collaborazione di ACSI – Associazione Cultura Sport e Tempo Libero, destinata alle personalità presenti distintesi nei rispettivi ambiti professionali. Il noto Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI - che opera anche come Associazione di Promozione Sociale (APS) - ha firmato i riconoscimenti assegnati in serata. Nel campo dello Sport, ACSI promuove la diffusione di numerose discipline,  organizzando gare, campionati e corsi di formazione; nel campo del Sociale e della Cultura, sostiene l'inclusione delle persone disabili, le attività di volontariato e il turismo sociale. A guidare l'evento con professionalità e dinamismo è stato il conduttore tv Anthony Peth, che ha accompagnato il pubblico attraverso gli interventi degli ospiti e i diversi momenti della manifestazione. Sul palco si sono alternati gli autorevoli rappresentanti del mondo della cultura, dell'informazione e dell'associazionismo che hanno ricevuto gli awards, tra cui  Antonella Giordano (giornalista ed attivista dei diritti umani), che ha ritirato non solo il suo premio, ma anche quello di Maria Laura Annibali (regista ), impossibilitata a ritirarlo personalmente; Antonella Salvucci (attrice); Annamaria Farricelli (poetessa e scrittrice); Anna Maria Bovio (scrittrice); Cristina Roncalli (giornalista e conduttrice); Alessandra Pesaturo (giornalista) e Massimo Meschino (Presidente di MTM Events), offrendo riflessioni sul valore della cultura, della libertà di espressione, dei diritti e del protagonismo femminile. A rendere ancora più coinvolgente la serata è stato il filo conduttore musicale dello special guest Valerio Zelli, cantante, autore e compositore del gruppo O.R.O., che ha emozionato i presenti quando sono risuonate nell’aria note indimenticabili di suoi pezzi, come la canzone Vivo per lei. Il racconto della sua carriera è stato generoso, come profondo negli ultimi anni è il suo impegno sociale come Artista.  Valerio ha raccontato del suo “Cantare in Libertà”, che è molto più di un laboratorio musicale. È un progetto che unisce arte, educazione e rinascita personale all’interno della Casa Circondariale di Foggia, un istituto complesso, segnato da un costante sovraffollamento e da molte delle criticità che caratterizzano il sistema penitenziario italiano. In questo contesto difficile, la musica è diventata una forma di respiro, di espressione e di speranza. Il progetto è nato dal desiderio di Valerio Zelli di mettere la musica al servizio dell’uomo, come strumento di cura, consapevolezza e reinserimento sociale.  “Omaggio ad Edda Billi”, organizzato grazie alla collaborazione di partner culturali e realtà del territorio di Anzio, ha rappresentato un'importante occasione di incontro, valorizzando il dialogo tra arte, informazione e impegno civile nel nome di Edda Billi, figura simbolo di coraggio, libertà e diritti, scomparsa lo scorso gennaio all’età di 93 anni.  Poetessa e attivista, Edda Billi è stata un riferimento nella storia politica delle donne, attraversando oltre cinquant’anni di impegno, trasformazioni e conquiste legate al lesbofemminismo. Una serata intensa e partecipata, dedicata a tutti i mondi femminili, che ha lasciato un segno nel pubblico presente, riaffermando come cultura, comunicazione e solidarietà possano diventare strumenti concreti di crescita sociale e di costruzione di una comunità sempre più inclusiva. Tra gli altri ospiti intervenuti, si sono riconosciuti i volti di Vincenzo Merli, noto brand manager e art director italiano nel settore della moda, celebre per la sua ultradecennale guida della storica maison Egon von Fürstenberg; di Antonio Pascotto (giornalista Mediaset), di George Labrinopoulos (giornalista della Stampa Estera in Italia), di Daniela Prata (disegnatrice); di Catia Acquesta (giornalista, scrittrice,  Presidente Ass. "Alleati con Te"). Intanto il giorno dopo si è svolta la serata conclusiva della quinta edizione del Premio di Giornalismo "Gabicce Donna – Il Linguaggio dell'Uguaglianza", un appuntamento di grande valore culturale e sociale promosso dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Gabicce Mare con il patrocinio della Commissione per le Pari Opportunità tra uomo e donna della Regione Marche e la collaborazione dell'Ordine dei Giornalisti delle Marche e Lions Club di Gabicce Mare. Prima classificata al Premio di Giornalismo “Gabicce Donna” Francesca Belperio con l’elaborato “Io non ho paura". Il racconto della partigiana e patriota Paola Del Din”. Seconda classificata Lisa Bernardini con l’elaborato “Edda Billi: una vita lunga e travagliata spesa per le donne e i diritti sociali”. «Ricevere dichiara Lisa Bernardini al Corriere del Sud, il secondo posto alla quinta edizione del Premio di Giornalismo "Gabicce Donna – Il Linguaggio dell'Uguaglianza" rappresenta per me un riconoscimento di grande valore umano e professionale. Questo premio non celebra soltanto un articolo, ma l'importanza di un giornalismo capace di dare voce a chi troppo spesso rimane ai margini della narrazione pubblica. Il Premio è dedicato alla promozione di un linguaggio rispettoso, inclusivo e attento alle pari opportunità. Il mio elaborato dedicato a Edda Billi, dal titolo "Edda Billi: una vita lunga e travagliata spesa per le donne e i diritti sociali", nasce dal desiderio di raccontare una donna che ha trasformato il proprio impegno civile in una testimonianza concreta di libertà, giustizia e difesa dei diritti. Credo profondamente che il giornalismo debba custodire la memoria di figure come la sua, affinché il loro esempio continui a ispirare le nuove generazioni. Desidero ringraziare la Commissione Pari Opportunità del Comune di Gabicce Mare, la Giuria del Premio e tutti coloro che hanno creduto nel valore del mio lavoro. Condivido idealmente questo riconoscimento con tutte le donne che, ogni giorno, lottano per un futuro più equo e inclusivo, e con i colleghi che continuano a esercitare la professione con indipendenza, sensibilità e responsabilità. Questo secondo posto rappresenta per me uno stimolo a proseguire il mio percorso con ancora maggiore determinazione, nella convinzione che un'informazione libera, rigorosa e rispettosa delle persone possa contribuire concretamente alla crescita culturale e civile del nostro Paese.» Mon, 27 Jul 2026 13:57:32 +0000 Società e costume Anzio: una serata dedicata ai mondi femminili https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34597-anzio-una-serata-dedicata-ai-mondi-femminili.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34597-anzio-una-serata-dedicata-ai-mondi-femminili.html Si è svolta con successo, ad Anzio, nel  locale dell’imprenditore Mauro Boccuccia   l’appuntamento culturale “Omaggio a Edda Billi – Serata dedicata ai mondi femminili”, evento che ha saputo unire cultura, comunicazione, moda e sociale in un percorso di confronto e valorizzazione del ruolo delle donne nella società contemporanea. L'iniziativa ha visto una sentita partecipazione di pubblico e la presenza di numerosi protagonisti del panorama culturale, artistico e giornalistico, confermando il valore di una iniziativa capace di creare dialogo tra esperienze e sensibilità diverse. Tra i momenti più apprezzati della serata, la sfilata firmata dalla stilista Grazia Urbano (molto emozionata nel ricevere il suo riconoscimento di settore), accompagnata dalle modelle della MTM Events di Massimo Meschino, che ha coniugato eleganza, creatività e messaggi di inclusione. Particolarmente emozionante anche la consegna degli altri premi in scaletta, promossi con l’egida e la collaborazione di ACSI – Associazione Cultura Sport e Tempo Libero, destinata alle personalità presenti distintesi nei rispettivi ambiti professionali. Il noto Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI - che opera anche come Associazione di Promozione Sociale (APS) - ha firmato i riconoscimenti assegnati in serata. Nel campo dello Sport, ACSI promuove la diffusione di numerose discipline,  organizzando gare, campionati e corsi di formazione; nel campo del Sociale e della Cultura, sostiene l'inclusione delle persone disabili, le attività di volontariato e il turismo sociale. A guidare l'evento con professionalità e dinamismo è stato il conduttore tv Anthony Peth, che ha accompagnato il pubblico attraverso gli interventi degli ospiti e i diversi momenti della manifestazione. Sul palco si sono alternati gli autorevoli rappresentanti del mondo della cultura, dell'informazione e dell'associazionismo che hanno ricevuto gli awards, tra cui  Antonella Giordano (giornalista ed attivista dei diritti umani), che ha ritirato non solo il suo premio, ma anche quello di Maria Laura Annibali (regista ), impossibilitata a ritirarlo personalmente; Antonella Salvucci (attrice); Annamaria Farricelli (poetessa e scrittrice); Anna Maria Bovio (scrittrice); Cristina Roncalli (giornalista e conduttrice); Alessandra Pesaturo (giornalista) e Massimo Meschino (Presidente di MTM Events), offrendo riflessioni sul valore della cultura, della libertà di espressione, dei diritti e del protagonismo femminile. A rendere ancora più coinvolgente la serata è stato il filo conduttore musicale dello special guest Valerio Zelli, cantante, autore e compositore del gruppo O.R.O., che ha emozionato i presenti quando sono risuonate nell’aria note indimenticabili di suoi pezzi, come la canzone Vivo per lei. Il racconto della sua carriera è stato generoso, come profondo negli ultimi anni è il suo impegno sociale come Artista.  Valerio ha raccontato del suo “Cantare in Libertà”, che è molto più di un laboratorio musicale. È un progetto che unisce arte, educazione e rinascita personale all’interno della Casa Circondariale di Foggia, un istituto complesso, segnato da un costante sovraffollamento e da molte delle criticità che caratterizzano il sistema penitenziario italiano. In questo contesto difficile, la musica è diventata una forma di respiro, di espressione e di speranza. Il progetto è nato dal desiderio di Valerio Zelli di mettere la musica al servizio dell’uomo, come strumento di cura, consapevolezza e reinserimento sociale.  “Omaggio ad Edda Billi”, organizzato grazie alla collaborazione di partner culturali e realtà del territorio di Anzio, ha rappresentato un'importante occasione di incontro, valorizzando il dialogo tra arte, informazione e impegno civile nel nome di Edda Billi, figura simbolo di coraggio, libertà e diritti, scomparsa lo scorso gennaio all’età di 93 anni.  Poetessa e attivista, Edda Billi è stata un riferimento nella storia politica delle donne, attraversando oltre cinquant’anni di impegno, trasformazioni e conquiste legate al lesbofemminismo. Una serata intensa e partecipata, dedicata a tutti i mondi femminili, che ha lasciato un segno nel pubblico presente, riaffermando come cultura, comunicazione e solidarietà possano diventare strumenti concreti di crescita sociale e di costruzione di una comunità sempre più inclusiva. Tra gli altri ospiti intervenuti, si sono riconosciuti i volti di Vincenzo Merli, noto brand manager e art director italiano nel settore della moda, celebre per la sua ultradecennale guida della storica maison Egon von Fürstenberg; di Antonio Pascotto (giornalista Mediaset), di George Labrinopoulos (giornalista della Stampa Estera in Italia), di Daniela Prata (disegnatrice); di Catia Acquesta (giornalista, scrittrice,  Presidente Ass. "Alleati con Te"). Intanto il giorno dopo si è svolta la serata conclusiva della quinta edizione del Premio di Giornalismo "Gabicce Donna – Il Linguaggio dell'Uguaglianza", un appuntamento di grande valore culturale e sociale promosso dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Gabicce Mare con il patrocinio della Commissione per le Pari Opportunità tra uomo e donna della Regione Marche e la collaborazione dell'Ordine dei Giornalisti delle Marche e Lions Club di Gabicce Mare. Prima classificata al Premio di Giornalismo “Gabicce Donna” Francesca Belperio con l’elaborato “Io non ho paura". Il racconto della partigiana e patriota Paola Del Din”. Seconda classificata Lisa Bernardini con l’elaborato “Edda Billi: una vita lunga e travagliata spesa per le donne e i diritti sociali”. «Ricevere dichiara Lisa Bernardini al Corriere del Sud, il secondo posto alla quinta edizione del Premio di Giornalismo "Gabicce Donna – Il Linguaggio dell'Uguaglianza" rappresenta per me un riconoscimento di grande valore umano e professionale. Questo premio non celebra soltanto un articolo, ma l'importanza di un giornalismo capace di dare voce a chi troppo spesso rimane ai margini della narrazione pubblica. Il Premio è dedicato alla promozione di un linguaggio rispettoso, inclusivo e attento alle pari opportunità. Il mio elaborato dedicato a Edda Billi, dal titolo "Edda Billi: una vita lunga e travagliata spesa per le donne e i diritti sociali", nasce dal desiderio di raccontare una donna che ha trasformato il proprio impegno civile in una testimonianza concreta di libertà, giustizia e difesa dei diritti. Credo profondamente che il giornalismo debba custodire la memoria di figure come la sua, affinché il loro esempio continui a ispirare le nuove generazioni. Desidero ringraziare la Commissione Pari Opportunità del Comune di Gabicce Mare, la Giuria del Premio e tutti coloro che hanno creduto nel valore del mio lavoro. Condivido idealmente questo riconoscimento con tutte le donne che, ogni giorno, lottano per un futuro più equo e inclusivo, e con i colleghi che continuano a esercitare la professione con indipendenza, sensibilità e responsabilità. Questo secondo posto rappresenta per me uno stimolo a proseguire il mio percorso con ancora maggiore determinazione, nella convinzione che un'informazione libera, rigorosa e rispettosa delle persone possa contribuire concretamente alla crescita culturale e civile del nostro Paese.» Mon, 27 Jul 2026 13:57:32 +0000 Società e costume L'abbraccio degli iblei al mondo: l'orgoglio senza confini della terra ragusana https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34595-l-abbraccio-degli-iblei-al-mondo-l-orgoglio-senza-confini-della-terra-ragusana.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34595-l-abbraccio-degli-iblei-al-mondo-l-orgoglio-senza-confini-della-terra-ragusana.html A Ragusa, in una Piazza Libertà gremita e carica d'atmosfera, la XXXI edizione del "Premio Ragusani nel Mondo" ha riaffermato la straordinaria vocazione universale del territorio ibleo, dando vita a un’intensa ed elegante celebrazione collettiva in cui il talento della comunità ragusana all'estero si è ricongiunto armoniosamente alle proprie radici. La serata, magistralmente condotta da Salvo Falcone e Caterina Gurrieri e sublimata dall’impeccabile intelaiatura musicale della Catania Philharmonic Orchestra diretta dal M° Paolo Marchese - tra raffinate pagine sinfoniche, iconiche colonne sonore e la presenza del M° Peppe Arezzo con le sue musiche originali - ha trasformato la piazza in un palcoscenico globale, introducendo i premiati attraverso suggestivi video-racconti curati da Ideology e montati da Peppe Occhipinti. L'imponente macchina organizzativa è firmata dalla regia di Paolo Santoro, dalla comunicazione di MediaLive e dalla visione direttiva dell'Associazione Ragusani nel Mondo, guidata da Salvatore Brinch, Peppe Lizzio, Franco Antoci, Gianni Licitra, Salvatore Medici e dal direttore Sebastiano D'Angelo, che ha dato sin d'ora l'appuntamento alla XXXII edizione. In questa cornice ad alta caratura istituzionale, che ha visto i saluti d'apertura del presidente del Libero Consorzio Maria Rita Schembari e del Sindaco Peppe Cassì, affiancati da figure di primo piano quali il sottosegretario agli Affari Esteri Massimo Dell'Utri, il sottosegretario alla Cultura Pietro Cannella, l’onorevole Francesco Porta ed esponenti delle associazioni internazionali come Franco Caramagna, Lina Ammatuna e Ilaria Del Bianco, sono scorse le testimonianze di sei eccellenze assolute: il regista e docente Vito Zagarrio, storico fondatore del Costaiblea Film Festival; il professor Giuseppe Maltese, insigne endocrinologo del King's College di Londra; l’architetto Gianluca Caputo, firma di prestigiosi restauri teatrali e culturali a Parigi; il pozzallese Ignazio Giardina, comandante di navi da crociera, distintosi per una lunga e brillante carriera ai vertici della flotta Costa Crociere; l'odontoiatra Francesco Arezzo, giunto allo storico traguardo della presidenza mondiale del Rotary International; e il soprano Silvia Di Falco, insignita del Premio Speciale per la sua luminosa carriera nei teatri del mondo e interprete di emozionanti duetti lirici nel corso della serata. Ad impreziosire ulteriormente la notte iblea - scandita dai raffinati cambi d'abito firmati dallo stilista Fabrizio Minardo, dal reportage del Ph Giovanni Noto e dal tradizionale omaggio del Cioccolato di Modica Igp - è stato il giovanissimo pianista prodigio Alessandro Gervasi, sostenuto dalla professoressa Elvira Cultrera, presenza storica del Premio, il quale ha commosso il pubblico con un toccante tributo dedicato all'indimenticabile Peppino Di Capri, suggellando una manifestazione che continua a dimostrare come la dedizione e il successo individuale possano trasformarsi in un patrimonio d'identità inestimabile per un'intera comunità. Mon, 27 Jul 2026 05:24:21 +0000 Cultura Apertura straordinaria di grandi monumenti italiani. Dal 1° agosto al via a Roma e a Milano https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34594-apertura-straordinaria-di-grandi-monumenti-italiani-dal-1-agosto-al-via-a-roma-e-a-milano.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34594-apertura-straordinaria-di-grandi-monumenti-italiani-dal-1-agosto-al-via-a-roma-e-a-milano.html I Ministeri della cultura, quello del turismo e il Comune di Milano avviano da sabato 1° agosto l’iniziativa di tenere aperti ogni giorno grandi monumenti e musei italiani fino a quattro ore in più dell’orario consueto. L’esperimento durerà per tutto il mese di agosto; l’iniziativa è realizzata a Roma su monumenti statali e a Milano su monumenti civici. Nello specifico, i monumenti che seguiranno l’estensione dell’orario di apertura sono il Colosseo, il Pantheon e il Castello Sforzesco. L’obiettivo è favorire i turisti, la razionalizzazione e la gestione dei flussi, l’accesso in fasce orarie meno calde e in momenti della giornata più compatibili con gli orari lavorativi. Ecco il dettaglio delle estensioni orarie: Colosseo: nei giorni di venerdì e sabato dalle ore 19:45 alle ore 23:30; Pantheon: dalle 19:00 alle 23:00, a eccezione del giovedì; Castello Sforzesco: dalle 17:30 alle 19:30. “Le aperture serali straordinarie del Colosseo e del Pantheon costituiscono un’occasione per accostarsi, in una dimensione di particolare suggestione, a due testimonianze universali della storia e dell’ingegno umano – ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli - Rendere ancora più accessibili questi luoghi promuove la conoscenza e rafforza la consapevolezza del valore che essi rivestono. La collaborazione tra il Ministero della Cultura e il Ministero del Turismo esprime la capacità delle istituzioni di operare insieme, ponendo competenze e risorse al servizio dei cittadini”. “Questa sperimentazione, frutto del confronto con le guide turistiche e gli operatori del settore, va incontro alle esigenze di viaggiatori e cittadini” commenta il Ministro del turismo Gianmarco Mazzi. “In particolare rafforza il legame tra Ministero del turismo e Ministero della cultura, che dal 2026 come ci dice ISNART (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche), è diventata la prima motivazione di viaggio per i turisti, balzando dal settimo al primo posto in soli dieci anni.  Per questo al turismo culturale dedichiamo la massima attenzione, per approfondire il potenziale di crescita di un settore che già contribuisce all’economia nazionale con una spesa di 58 miliardi di euro”. "Milano aderisce alla sperimentazione nazionale promossa dal Ministero della Cultura e dal Ministero del Turismo insieme al Comune, che da sabato 1° agosto estenderà gli orari di apertura dei grandi monumenti italiani. Il Castello Sforzesco, che nell'ultimo anno ha registrato mezzo milione di ingressi nei suoi musei, resterà aperto ogni giorno fino alle 19:30, due ore oltre l'orario consueto. Il dato si inserisce in una crescita costante dei musei civici milanesi, che dal 2019 hanno visto aumentare i visitatori da 1,3 a 1,7 milioni, confermando l'importanza della cultura nei flussi turistici della città. Per tutto agosto i visitatori, con un biglietto ridotto, potranno ammirare le sale del Museo di Arte Antica e la Pietà Rondanini di Michelangelo, oltre alla mostra "Passione e Disegno" nelle Salette della Grafica, che raccoglie capolavori che spaziano da Leonardo da Vinci a Keith Haring”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi. Mon, 27 Jul 2026 05:22:15 +0000 Cultura Miss Italia Calabria ha incoronato Miss Città di Parghelia 2026 https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/34593-miss-italia-calabria-ha-incoronato-miss-citta-di-parghelia-2026.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/34593-miss-italia-calabria-ha-incoronato-miss-citta-di-parghelia-2026.html Il Comune di Parghelia ha accolto la nona tappa di Miss Italia Calabria 2026, trasformandosi in un palcoscenico suggestivo in cui il fascino della passerella ha incontrato la straordinaria bellezza di uno dei borghi più incantevoli della Costa degli Dei. Affacciato su un mare cristallino e circondato da paesaggi mozzafiato, Parghelia rappresenta uno dei gioielli più preziosi della Calabria, grazie al suo litorale da cartolina caratterizzato da spiagge di sabbia dorata, acque limpide e spettacolari formazioni rocciose che emergono dal mare, dando vita a scenari di straordinaria suggestione. In questa cornice ricca di storia, natura e tradizione, Miss Italia Calabria 2026 ha trovato la sua ambientazione ideale: una serata in cui eleganza, cultura e identità territoriale si sono incontrate, regalando emozioni e momenti indimenticabili. A conquistare la fascia di Miss Città di Parghelia 2026 è stata Rita Cannavino di Vibo Valentia, che grazie a questo titolo ha conquistato l’accesso alle finali regionali di Miss Italia Calabria. Al secondo posto si è classificata Linda Francesca Ruffolo di Marano Principato con la fascia Miss Givova. La terza classificata è stata Soumaya Camara di Reggio Calabria, con la fascia Miss Framesi. Quarto posto per Serena Miano di Cosoleto, quinto posto per Claudia Arcuri di Philadelphia e sesto posto per Emma Calabrò di Reggio Calabria. Dodici anni di passerelle, centinaia di sorrisi e migliaia di emozioni. È questa la storia di Miss Italia Calabria, un percorso che, anno dopo anno, ha saputo trasformarsi da selezione regionale del concorso di bellezza più longevo e amato d'Italia in un autentico viaggio alla scoperta della Calabria. Un tour che attraversa borghi, piazze e località simbolo della regione, raccontandone il patrimonio culturale, le tradizioni, le eccellenze e, soprattutto, le persone. Una manifestazione che va ben oltre l'elezione di una miss: è un'occasione di incontro, di promozione del territorio e di valorizzazione delle comunità locali, offrendo alle giovani calabresi un palcoscenico dove esprimere talento, personalità e ambizioni. Dietro le luci della ribalta, la musica e gli applausi, c'è una macchina organizzativa che da anni lavora con passione e professionalità. A guidarla sono Linda Suriano e Carmelo Ambrogio, esclusivisti regionali di Miss Italia e titolari della Carli Fashion Agency, artefici di un progetto che continua a crescere e a coinvolgere sempre più amministrazioni, partner e pubblico. «Essere qui a Parghelia è sempre un'emozione speciale. Siamo nel cuore della Costa degli Dei, una terra che in questi mesi accoglie migliaia di visitatori e che si conferma sempre più attrattiva e straordinaria. Ci complimentiamo con l'amministrazione comunale per il grande lavoro svolto e siamo orgogliosi di poter portare la nostra manifestazione in questo magnifico scenario. Il nostro obiettivo è contribuire, tappa dopo tappa, alla promozione della Calabria. Un sentito ringraziamento va all'amministrazione comunale di Parghelia, al sindaco Antonio Landro e al vicesindaco Tommaso Belvedere, a cui ci lega una profonda amicizia, per aver creduto fortemente in questo evento. Ringraziamo il Consiglio regionale della Calabria, il presidente Salvatore Cirillo e la Pro Loco di Parghelia, per il contributo concesso alla realizzazione di questa serata. Quando istituzioni, associazioni e organizzazioni fanno squadra, si riescono a costruire eventi capaci di lasciare il segno. Alle ragazze diciamo sempre di vivere fino in fondo questa esperienza e di trarre le conclusioni soltanto al termine del percorso. Miss Italia è una vera palestra di vita, un'occasione di crescita personale prima ancora che professionale. Questo concorso rappresenta un importante trampolino di lancio. Ogni giorno siamo in tour con entusiasmo, perché Miss Italia è anche spettacolo, emozione e condivisione. Un grazie speciale va alla nostra straordinaria squadra, ai partner, agli organi di informazione che raccontano il nostro viaggio e a tutte le persone che, con competenza e dedizione, rendono possibile questo grande progetto». Un ruolo determinante nel successo di Miss Italia Calabria è quello dei partner che, con continuità e fiducia, accompagnano la manifestazione lungo il suo percorso di crescita. Tra questi spicca Carlomagno Auto, storico sostenitore del concorso regionale, da anni al fianco dell'organizzazione e delle concorrenti in tutte le tappe del tour, confermandosi un punto di riferimento prezioso per l'intera kermesse. Fondamentale anche il contributo dei media partner Esperia TV (canale 15), Jonica Radio TV (canale 82) e Jonica Radio FM 90.2, che seguono e raccontano il viaggio di Miss Italia Calabria, portando nelle case dei calabresi immagini, storie e curiosità di ogni appuntamento. «Ogni tappa, ogni città e ogni incontro rendono il nostro viaggio in Calabria ancora più speciale. Grazie alle comunità che ci accolgono con affetto e al pubblico del web che diventa sempre più numeroso. Invitiamo tutte le giovani calabresi a iscriversi sul sito ufficiale di Miss Italia e a vivere da protagoniste un'esperienza unica», concludono Linda Suriano e Carmelo Ambrogio. Il pubblico è stato trascinato in un vortice di energia dalla performance della band “I Freschi di Zona”, che ha riportato sul palco il sound, la vitalità e l’inconfondibile atmosfera degli anni Novanta. A guidare il racconto di questa edizione è stata la direzione artistica di Linda Suriano che, insieme ad Andrea De Iacovo, ha saputo costruire un viaggio immersivo tra immagini, musica e suggestioni.  La magia dello show è stata completata dalle coreografie curate da Lia Molinaro e interpretate da Lorenza Stamati. Il sindaco di Parghelia Antonio Landro ha sottolineato l’importanza di ospitare ancora una volta la tappa di Miss Italia Calabria, evidenziando il forte legame tra la manifestazione e la comunità locale: «È il secondo anno che accogliamo Miss Italia Calabria e siamo felici di poter rinnovare questa collaborazione. Già due anni fa la kermesse ha riscosso un grande successo, ricevendo apprezzamenti dalla comunità, dai turisti e dagli ospiti che hanno partecipato alla serata. Eventi come questo rappresentano un’importante occasione di promozione per il territorio e contribuiscono a valorizzare la nostra identità». Il primo cittadino ha rimarcato i risultati raggiunti dal Comune sul fronte della sostenibilità e della qualità ambientale: «Per il terzo anno consecutivo abbiamo ottenuto la Bandiera Blu, un riconoscimento prestigioso che richiede grande impegno non solo per conquistarla, ma soprattutto per mantenerla nel tempo. Significa continuare a migliorare, investire e lavorare sulla crescita complessiva del territorio». «Parghelia è anche un Comune plastic free e sostenibile- ha aggiunto Landro- e proprio nei giorni scorsi, grazie a un’iniziativa ospitata in piazza, abbiamo ricevuto in anteprima la notizia che Parghelia e Piacenza sono stati indicati tra i Comuni sostenibili per il 2027. È un risultato che ci riempie di orgoglio e che conferma la direzione intrapresa». A decretare la vincitrice della nona tappa di Miss Italia Calabria è stata la giuria composta da: Gabriele Vallone (consigliere comunale di Parghelia), Andrea Vallone (consigliere comunale di Parghelia), Maria Teresa Scordamaglia (Proloco Parghelia). Francesco D’agostino (make-up artist), Maria Teresa Spaccarotella (Les Filles en Rose, abbigliamento uomo/donna Cetraro), Carmela Cannatà (Framesi), Angelo Scorzo (Aesse design). La fascia di Miss Città di Parghelia 2026 rappresenta per Rita Cannavino molto più di un semplice titolo: è il coronamento di un sogno custodito nel cuore fin da bambina e l’inizio di un nuovo percorso fatto di emozioni, sfide e nuove opportunità: «Salire sul palco di Miss Italia è un’emozione indescrivibile, perché questo concorso rappresenta il sogno che porto con me sin da bambina. Ho scelto di partecipare perché lo considero una vetrina straordinaria, capace di valorizzare non solo la bellezza esteriore, ma soprattutto quella interiore. È proprio questo il messaggio che vorrei portare avanti nel mio percorso». Il viaggio di Miss Italia Calabria proseguirà con un calendario ricco di appuntamenti che porterà il concorso alla scoperta di alcuni dei luoghi più affascinanti della regione. Le prossime tappe da segnare in agenda sono: il 31 luglio a Bovalino, prima finale regionale, e il 1° agosto a Rose.   Mon, 27 Jul 2026 05:19:33 +0000 Vibo Valentia Successo a Ragusa Ibla per "WE-CHEESE": celebrata la storia e la bontà dell'arte casearia iblea https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34592-successo-a-ragusa-ibla-per-we-cheese-celebrata-la-storia-e-la-bonta-dell-arte-casearia-iblea.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34592-successo-a-ragusa-ibla-per-we-cheese-celebrata-la-storia-e-la-bonta-dell-arte-casearia-iblea.html   È calato il sipario ieri sera a Ragusa Ibla sulla seconda edizione di "WE-CHEESE – Il Ragusano Dop e i formaggi iblei", l'evento promosso e organizzato dal Centro Commerciale Naturale "Antica Ibla" in collaborazione con il Comune di Ragusa, il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, la Camera di Commercio del Sud-Est, il Consorzio di Tutela del Ragusano Dop, il CoRFiLaC, il Diprosilac e ONAF. Quattro giornate interamente dedicate ai sapori più autentici della tradizione casearia ragusana, quest’anno coronata dal prestigioso riconoscimento di Ragusa come "Città del Formaggio 2026" da parte dell'ONAF, l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggio che per l’occasione ha promosso proprio a Ibla la seconda edizione della Bianca Notte, una lunga diretta televisiva con collegamenti tra diverse piazze d'Italia (tra cui Palermo, Capizzi, Vizzini, Novara di Sicilia e Poggioreale). Più che una semplice rassegna gastronomica, WE-CHEESE si è confermato come un percorso sensoriale ed esperienziale diffuso tra le vie del borgo barocco, i suoi splendidi palazzi e l’anima della sua gente. Ragusano Dop, Cosacavaddu, provola iblea, ricotta, mozzarella di bufala e vaccina, insieme ad altre eccellenze siciliane, sono stati i grandi protagonisti di un palinsesto ricco e articolato. Tra gli ospiti il presidente di AFIDOP Antonio Auricchio, la nota cheese teller ed esperta di turismo caseario Maria Cristina Crucitti e, in collegamento, il prof. Vincenzo Russo della IULM di Milano intervenuto sul contributo delle neuroscienze sulla comunicazione dei prodotti alimentari. Spazio anche alla presentazione di libri con ospiti gli autori Francesco Lauricella e Anna Martano e l’editrice Daniela Tralongo; demo-cooking con gli chef ed i pasticceri dell’APCI presentati dalla food blogger Barbara Conti, menu a tema nei ristoranti aderenti alla kermesse, laboratori e giochi per bambini a cura delle aziende della rete “Fattorie educative iblee”. Un ricco appuntamento pensato per appassionati, turisti e famiglie che desideravano scoprire l'identità del territorio ibleo e che hanno potuto assistere ogni giorno alla preparazione in diretta dei formaggi nel Caseificio Live “Dal latte alla tavola” grazie al giovane gruppo di casari di Passione Latte e all'antico rituale della marchiatura a fuoco che certifica l'autenticità dei formaggi Dop. A completare la cornice dell'evento, la possibilità di dialogare direttamente con i produttori lungo il Viale dei Giardini e la mostra del carretto siciliano allestita in Via Orfanotrofio, regalando ad appassionati, famiglie e turisti un'immersione totale nell'identità del territorio ibleo. «Si chiude WE CHEESE e lo facciamo con la soddisfazione di aver messo al centro il vero motore della nostra economia: la capacità di fare. È il valore che muove le imprese, i produttori, i ristoratori; che sta alla base delle eccellenze del territorio – ha dichiarato l’assessora comunale allo sviluppo economico Catia Pasta-. Questa manifestazione è stata molto più di un evento. È stata un’opportunità di crescita, di confronto e di promozione per il comparto lattiero-caseario e per tutta l’identità ragusana. Come Amministrazione crediamo nello sviluppo economico che parte dal basso, dalla qualità, dalla sostenibilità. WE CHEESE ha dimostrato che Ragusa sa fare rete, sa attrarre, sa raccontarsi. Ringrazio il Ccn Antica Ibla e tutti coloro i quali sono stati coinvolti nell’organizzazione a partire dagli Uffici comunali, gli espositori, i partecipanti ai talk, i ristorati, i visitatori e chi ha creduto in questo progetto che ha voluto unire enogastronomia, cultura e turismo. In questo anno speciale che vede Ragusa Città del Formaggio 2026 proseguiamo un percorso di valorizzazione delle nostre produzioni sui mercati nazionali e internazionali che guarda oltre quest’anno e oltre questo riconoscimento». «WE CHEESE ha dimostrato come il Ragusano Dop e i formaggi degli Iblei possano diventare un autentico prodotto turistico -aggiunge il presidente del Centro Commerciale Naturale "Antica Ibla", Daniele La Rosa -. I giovani casari rappresentano un esempio concreto di restanza e resilienza: scelgono di investire nella propria terra, custodendo la tradizione e innovando. Dobbiamo continuare a costruire un'offerta turistica enogastronomica sempre più integrata, mettendo in rete produttori, strutture ricettive, ristorazione ed esperienze. Allo stesso tempo è fondamentale comunicarla in modo efficace attraverso fiere di settore, tour operator, portali web, operatori turistici e infopoint, affinché le eccellenze del nostro territorio diventino una delle principali motivazioni di viaggio verso Ragusa e gli Iblei». Mon, 27 Jul 2026 05:18:06 +0000 Ragusa Premio Ragusani nel Mondo - XXXI Edizione Orgoglio Ibleo senza confini https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34591-premio-ragusani-nel-mondo-xxxi-edizione-orgoglio-ibleo-senza-confini.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34591-premio-ragusani-nel-mondo-xxxi-edizione-orgoglio-ibleo-senza-confini.html Il countdown è ormai giunto alle sue battute finali e la magia si prepara a rinnovarsi: sabato 25 luglio 2026, alle ore 20:00 i riflettori si accenderanno sull’incantevole cornice di Piazza Libertà (Ragusa) per ospitare la XXXI edizione del "Premio Ragusani nel Mondo", consolidandosi come uno degli appuntamenti culturali ed identitari più rappresentativi dell'intero territorio ibleo. La serata, ad ingresso gratuito sino ad esaurimento posti, si prefigge, come da tradizione, di celebrare le vicende umane e professionali di donne e uomini capaci di conquistare vertici di assoluto rilievo in Italia e sul panorama internazionale, mantenendo saldo e vivo il legame con le proprie radici. A calcare il prestigioso palcoscenico saranno quest'anno cinque premiati d'eccezione, affiancati da un Premio Speciale; multisfaccettate espressioni delle anime più brillanti della provincia ragusana. Tra i riconoscimenti, figurano quello destinato a Francesco Arezzo, medico odontoiatra ragusano giunto al massimo vertice del Rotary International come terzo italiano nella storia a ricoprire la carica di presidente dell'organizzazione; Giuseppe Maltese, endocrinologo e diabetologo originario di Modica, oggi professore associato presso il celebre King's College di Londra e figura di primo piano nella ricerca internazionale su diabete e invecchiamento; Vito Zagarrio, regista, docente universitario e fondatore del Costaiblea Film Festival, insignito per il suo decennale contributo alla valorizzazione del territorio attraverso la Settima Arte; Ignazio Giardina, comandante di navi da crociera pozzallese distintosi per una lunga e brillante carriera ai vertici della flotta Costa Crociere; l'architetto vittoriese Gianluca Caputo, oggi associato in uno dei principali studi di progettazione di Parigi, dove coordina complessi interventi di recupero e riqualificazione di teatri, sale da concerto e prestigiose istituzioni culturali francesi; e infine il soprano ragusano Silvia Di Falco, a cui andrà il Premio Speciale quale tributo ad una carriera lirica internazionale che l'ha vista esibirsi in Europa, America, Medio Oriente e Asia, oltre alla direzione artistica di festival di primo piano quali l'Italian Opera Taormina e il Taormina International Music Festival. Ad impreziosire il racconto di queste straordinarie traiettorie umane vi saranno intarsi di grande spettacolo e musica d'autore, tra i quali spicca l'attesa esibizione del giovanissimo pianista Alessandro Gervasi, autentico enfant prodige della scena musicale italiana, già noto al grande pubblico televisivo per la partecipazione al Festival di Sanremo e per l'interpretazione nella fiction dedicata a Peppino Di Capri; una presenza fortemente desiderata e promossa dalla professoressa Elvira Cultrera, insegnante ragusana e figura iconica della manifestazione in quanto decana degli spettatori per aver presenziato a tutte le edizioni dal 1995 al 2025. La colonna sonora dell'intera cerimonia sarà affidata alle magnifiche sonorità della Catania Philharmonic Orchestra, la cui trama orchestrale accompagnerà con sobrietà ed eleganza i diversi momenti programmatici della serata e l'attribuzione delle consegne ufficiali. A riprova dell'altissimo profilo istituzionale raggiunto dal Premio, l'evento vedrà la partecipazione di autorevoli esponenti del Governo nazionale, tra cui il sottosegretario di Stato con delega agli Italiani nel Mondo Massimo Dell'Utri e il sottosegretario al Ministero della Cultura Pietro Cannella, a testimonianza del forte risalto che l'iniziativa riscuote a livello statale. L'impalcatura organizzativa confermerà la collaudata macchina creativa che ne costituisce il marchio di fabbrica: la conduzione affidata alla coppia composta da Salvo Falcone e Caterina Gurrieri, le musiche originali firmate dal maestro Peppe Arezzo, la veste grafica curata da Emanuele Cavarra, le produzioni video targate Ideology, la regia televisiva curata da Paolo Santoro per Video Tech e la comunicazione gestita dall'agenzia MediaLive. Nel rimarcarne lo spirito profondo della manifestazione, Salvatore Brinch - presidente dell'associazione Ragusani nel Mondo - ha dichiarato come la nuova edizione rinnovi l'entusiasmo di sempre, dimostrando quanto il talento ibleo sappia affermarsi ovunque mantenendo intatto il legame d'origine, mentre Sebastiano D'Angelo - direttore dell'associazione - ha sottolineato come ogni appuntamento rappresenti un tassello fondamentale di un racconto collettivo lungo oltre trent'anni, proiettato al futuro per fare della manifestazione un veicolo permanente di promozione e valorizzazione dell'identità territoriale. Una conferma di come, a distanza di oltre tre decenni, il Premio continui a narrare con fierezza la storia di una comunità virtuosa e poliedrica, capace di proiettare il nome della provincia di Ragusa ben oltre i confini dell'isola. Fri, 24 Jul 2026 09:06:04 +0000 Cultura Riposto, domani a Palazzo Vigo la presentazione del Museo Diffuso del Mare https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34590-riposto-domani-a-palazzo-vigo-la-presentazione-del-museo-diffuso-del-mare.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34590-riposto-domani-a-palazzo-vigo-la-presentazione-del-museo-diffuso-del-mare.html Sarà presentato domani, sabato 25 luglio, alle 19.30, negli spazi di Palazzo Vigo, a Torre Archirafi, il progetto del Museo Diffuso del Mare, un'iniziativa che punta a trasformare il lungomare di Riposto in un museo a cielo aperto dedicato al mare, alla biodiversità e alla memoria della marineria locale. Promosso dall'associazione ‘Riposto è Mare’, il Museo Diffuso del Mare è realizzato con il patrocinio del Comune di Riposto e coinvolge realtà associative, operatori del mare, fotografi, studiosi, pescatori e cittadini, in un progetto aperto a nuovi contributi e collaborazioni. La serata offrirà al pubblico l'opportunità di conoscerne i dettagli, attraverso un percorso espositivo che racconterà le specie marine del Mar Ionio, gli antichi mestieri del porto, la tradizione della pesca artigianale e il patrimonio storico e culturale della comunità marinara ripostese. Saranno inoltre allestiti spazi dedicati al mondo dei pescatori, dei sommozzatori e alle future attività della Stazione del Mare, cuore della componente didattica e divulgativa del progetto.  Il Museo Diffuso del Mare nasce con l'obiettivo di creare un itinerario naturalistico-educativo permanente che si svilupperà lungo il litorale jonico etneo, dal porto di Riposto al belvedere di Torre Archirafi. Non sarà un museo tradizionale, ma un percorso liberamente fruibile durante tutto l'anno. Attraverso pannelli realizzati in ceramica artistica, pietra lavica o acciaio marino, cittadini e visitatori potranno conoscere alcune delle specie più rappresentative del nostro mare, scoprendone le caratteristiche biologiche, le tecniche di pesca tradizionali e il loro valore nella cultura gastronomica locale. Ogni pannello sarà arricchito da un QR Code che consentirà di accedere a contenuti multimediali, fotografie subacquee, video e testimonianze dei pescatori di Riposto. Accanto al percorso naturalistico prenderà forma anche un itinerario storico, che attraverserà il centro antico di Riposto, dalla Chiesa della Lettera alla Chiesa del Carmine, raccontando l'evoluzione della città, del porto e della sua tradizione marinara. A questo si aggiungerà uno specifico approfondimento dedicato al sistema difensivo costiero della Contea di Mascali e di Riposto, offrendo ai visitatori una lettura completa del rapporto tra il territorio e il mare.  Il progetto nasce con finalità educative, culturali e turistiche. Intende valorizzare il patrimonio ambientale del Mar Ionio, preservare la memoria della pesca e dei mestieri del mare, promuovere comportamenti rispettosi dell'ambiente marino e contribuire alla destagionalizzazione dell'offerta turistica di Riposto, attraverso un'attrazione permanente, gratuita e accessibile a tutti.   Fri, 24 Jul 2026 09:03:59 +0000 Catania Urologia riparte in ambienti rinnovati e più sicuri https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34589-urologia-riparte-in-ambienti-rinnovati-e-piu-sicuri.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34589-urologia-riparte-in-ambienti-rinnovati-e-piu-sicuri.html Primi “effetti” del restyling sul “Don Tonino Bello”. L'Unità Operativa Complessa di Urologia dell'Ospedale di Molfetta è tornata pienamente operativa nella sede del primo piano, completamente riqualificata nell'ambito dei lavori finanziati dal Programma pluriennale di investimenti in sanità. Il trasferimento consente ora di proseguire gli interventi previsti al terzo piano, finora utilizzato come sede temporanea del reparto. I lavori non fermano l’Ospedale L'intervento rientra tra le opere finanziate dall’Art. 20 Legge 67/1988 (ex PNC - MISSIONE 6 “SALUTE” – Investimento 1.2 "Verso un ospedale sicuro e sostenibile"), che punta a rendere la struttura più sicura, efficiente e moderna. I lavori interessano l'ala storica dell'ospedale, realizzata tra gli anni Cinquanta e Sessanta, con un importante programma di adeguamento antisismico ed efficientamento energetico. Il progetto prevede il consolidamento strutturale dell'edificio attraverso il rafforzamento delle fondazioni e degli elementi portanti, così da garantire livelli di sicurezza assimilabili a quelli di una nuova costruzione. Sul fronte energetico sono in corso la realizzazione del cappotto termico, la sostituzione degli infissi e il rinnovo degli impianti di climatizzazione con sistemi ad alta efficienza. Previsto, inoltre, il restyling completo della facciata esterna e degli ambienti di degenza. Un intervento complesso, portato avanti senza interrompere l'attività assistenziale grazie a una programmazione che, negli ultimi due anni, ha consentito di trasferire progressivamente reparti e ambulatori, garantendo sempre la continuità delle cure. Fondamentale è stata la piena collaborazione di tutto il personale medico e di comparto delle unità operative con la Direzione medica, amministrativa e l’Area Tecnica. Reparto rinnovato, standard più elevati Con il rientro nella sede definitiva, l'Urologia dispone oggi di ambienti completamente rinnovati, realizzati secondo gli attuali standard strutturali, tecnologici e di sicurezza e in grado di offrire ai pazienti spazi più confortevoli e funzionali e un'organizzazione ancora più efficiente. Negli ultimi anni l'Unità Operativa ha consolidato il proprio ruolo come centro di riferimento per la diagnosi e il trattamento dell'incontinenza urinaria e delle patologie oncologiche dell'apparato uro-genitale, sviluppando competenze altamente specialistiche, investendo nell'innovazione tecnologica e promuovendo percorsi multidisciplinari orientati alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla personalizzazione delle cure. Tra le principali innovazioni per garantire ai pazienti un percorso diagnostico sempre più accurato ed efficace per la cura del carcinoma della prostata, figura la piattaforma per le biopsie prostatiche "Fusion", tecnologia che integra la risonanza magnetica multiparametrica con l'ecografia in tempo reale, migliorando l'accuratezza diagnostica del tumore della prostata e riducendo il ricorso a biopsie non necessarie. Analoga attenzione è dedicata alle patologie oncologiche della vescica e degli altri distretti dell'apparato urinario e genitale. L'attività chirurgica, in particolare, comprende il trattamento delle principali patologie urologiche, tra cui calcolosi urinaria, tumori dell'apparato urinario, ipertrofia prostatica benigna e incontinenza urinaria, mediante tecniche tradizionali e mini-invasive, nel rispetto dei più moderni standard clinici. L’Urologia in cifre L'attività complessiva della struttura conferma il suo ruolo all’interno della rete ospedaliera della ASL Bari. Nel 2025 sono stati effettuati 653 ricoveri ordinari, 523 interventi chirurgici e 7.432 prestazioni ambulatoriali. Nel primo semestre del 2026 sono già stati registrati 293 ricoveri e 242 interventi chirurgici, dati che confermano il costante incremento dell'attività assistenziale. Nel campo della specialistica ambulatoriale, la struttura di Molfetta garantisce prestazioni dedicate all'urologia generale, all'endoscopia urologica, alle biopsie prostatiche, ai percorsi di prevenzione uro-oncologica e ai più avanzati iter diagnostico-terapeutici per la diagnosi e la cura dell'incontinenza urinaria. Particolare rilievo ha assunto il Centro per i disturbi della continenza urinaria, che mette a disposizione dei pazienti un percorso multidisciplinare completo: dalla riabilitazione del pavimento pelvico alle più moderne tecniche chirurgiche mini-invasive, fino alla neuromodulazione sacrale, una tecnologia innovativa nota anche come "pacemaker vescicale", in grado di migliorare significativamente la qualità di vita dei pazienti affetti da disfunzioni urinarie complesse. In questo contesto, la riapertura del reparto nei nuovi locali rappresenta quindi un ulteriore passo avanti nel percorso di ammodernamento dell'Ospedale di Molfetta e testimonia l'impegno della ASL Bari nel coniugare investimenti infrastrutturali, innovazione tecnologica e qualità dell'assistenza, garantendo ai cittadini servizi sempre più sicuri, moderni e vicini ai bisogni del territorio. Fri, 24 Jul 2026 09:02:20 +0000 Bari Chiusi i Giganti della Sila ma confermato il calendario delle Sere FAI D’Estate https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34588-chiusi-i-giganti-della-sila-ma-confermato-il-calendario-delle-sere-fai-d-estate.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34588-chiusi-i-giganti-della-sila-ma-confermato-il-calendario-delle-sere-fai-d-estate.html Chiude temporaneamente la Riserva dei “Giganti di Fallistro”, a Spezzano della Sila (CS), bosco monumentale di pini larici ultracentenari, alti fino a 45 metri, immerso nel Parco Nazionale della Sila e affidato al FAI dal 2016. A seguito della caduta di due alberi, sono temporaneamente sospese le visite, per garantire la sicurezza del pubblico, in attesa di completare le indagini sullo stato di salute degli esemplari più vetusti, a maggior rischio di cedimento. Le analisi permetteranno di ridisegnare i percorsi di visita e di definire nuove strategie per la tutela, la conservazione, la gestione e la fruizione, per poter così riaprire in sicurezza al pubblico la Riserva.  Dal 1987 il bosco dei “Giganti della Sila” è una Riserva Naturale Guidata Biogenetica, dove l’intervento dell’uomo ha lo scopo di lasciare che la natura faccia il suo corso per poter osservare l’evoluzione naturale della foresta offrendo un ambiente spontaneo alla vita e allo sviluppo di flora e fauna autoctone. In questo ambiente la caduta dei due alberi “giganti” è un evento naturale, previsto nel ciclo biologico di una pineta come questa, in cui, dopo secoli di vita, i più vetusti esemplari stanno lasciando spazio ai nuovi “giganti” e alla tipica faggeta. E tuttavia, questo bosco è anche un paesaggio antropico, un bene culturale, testimonianza della storia, oltre che della natura: frequentato nei secoli da pastori e mandrie, sfruttato per l’estrazione della pece (dalla resina dei tronchi intagliati), e storica proprietà della famiglia cosentina dei Baroni Mollo, che l’ha difeso e tutelato, prima ancora dell’istituzione del Parco, e che ha contribuito alla sua valorizzazione donando generosamente al FAI nel 2016 il Casino Mollo, il vicino casino di caccia seicentesco, perché fosse, oltre che un centro di servizi a beneficio del pubblico della Riserva, la sede permanente di un racconto dedicato a questo angolo intatto di paesaggio della Sila.  Per monitorare il naturale avvicendamento del bosco, ma soprattutto per approfondire lo stato di salute, e quindi la stabilità, degli alberi più antichi e monumentali, l’Ente Parco, con il sostegno del FAI, ha commissionato una ricerca scientifica approfondita, diretta dai Proff. Francesco Iovino (già docente di Ecologia e Gestione dei Sistemi Forestali all'Università della Calabria e Vicepresidente dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali) e Gianluca Piovesan (docente di Ecologia e Dendrologia presso il Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università della Tuscia), che sarà completata nelle prossime settimane. Sarà la base su cui elaborare una nuova strategia di gestione che faccia coesistere la naturale trasformazione del bosco con la conservazione e la valorizzazione di questo eccezionale monumento della natura e della storia: perché sia accessibile, aperto e visitato ancora e per il futuro.  Nel frattempo, resta aperto al pubblico il Casino Mollo, Bene del FAI inaugurato a luglio del 2025 a conclusione di una prima fase di restauri, e pensato per essere un centro di accoglienza e servizi per i visitatori della Riserva e del suo circondario. Il FAI garantirà il presidio dell’area, un servizio di informazione e accoglienza, ma soprattutto le attività già previste in occasione della stagione estiva, che saranno solo riorganizzate per essere svolte in sicurezza al di fuori della Riserva. Nel periodo di sospensione delle visite, il FAI al Casino Mollo continuerà a svolgere il ruolo di punto di riferimento per chi voglia conoscere la storia, la biodiversità e le trasformazioni di questo suggestivo angolo di autentico paesaggio calabro.  Nello specifico, resta confermato il calendario delle Sere FAI D’Estate nel mese di agosto: Le musiche tradizionali della Calabria tra i Giganti della Sila- Casino Mollo 2-30 agosto 2026, ore 16.00 Il patrimonio di cultura popolare calabrese presenta un repertorio canoro e musicale tra i più ricchi d'Italia e vede l'utilizzo di strumenti musicali tradizionali antichi e unici. Grazie a Francesco Denaro, musicista e profondo conoscitore di musica di tradizione orale calabrese e del Sud Italia in generale, i protagonisti dell'evento saranno la chitarra battente e la lira calabrese e cretese, strumenti che connotano fortemente la musica tradizionale del territorio e sono parte del patrimonio culturale immateriale della Regione. Scopriremo come le melodie che compongono il repertorio hanno radici comuni con musiche e canti popolari di altre parti del mondo, ma al contempo hanno uno stretto legame con la terra e le comunità cha la abitano. Francesco Denaro accompagnerà l'esecuzione dei brani con il racconto di storie e curiosità legate a questi strumenti musicali tradizionali, tutto nello splendido scenario del Casino Mollo.  Trekking al Tramonto 8-15-23-29 agosto 2026, ore 16.30 Il trekking intorno al bosco de i Giganti è un piacevole percorso ideale per le famiglie e per tutti coloro che desiderano conoscere il territorio circostante la Riserva. L'itinerario, che al calar del sole offre scenari pittoreschi, consentirà agli escursionisti di immergersi nella meraviglia dell’altipiano silano riconoscendone le sue peculiarità naturalistiche e paesaggistiche, rappresentative della biodiversità del Parco Nazionale della Sila. Ma non sarà solo un percorso di natura: l’attraversamento della storica “difesa di Fallistro” consentirà ai partecipanti di ripercorrere alcuni episodi chiave della storia della Sila, legati soprattutto alla contesa della proprietà terriera e al tentativo di superamento delle logiche del latifondo. Il racconto spazierà dalla Sila dei fratelli Bandiera fino alla Sila del secolo scorso, quando, dopo la liberazione d’Italia si diede inizio alla riforma agraria silana e alla nascita dell’Opera di valorizzazione della Sila (O.V.S.). Il trekking, di difficoltà T (turistica), della lunghezza di 6 km per una durata di 4 ore circa, include la visita del Casino Mollo, punto di ritrovo per i partecipanti.  Astronomi per una notte 9-16-22 agosto 2026, ore 21.00 Una emozionante esperienza guidata dall'esperto astrofilo Francesco Veltri che illustrerà le meraviglie del cielo attraverso un’osservazione astronomica ad occhio nudo: un appassionante viaggio alla scoperta di stelle, costellazioni e miti sotto il cielo dei Giganti della Sila che faranno da sfondo ad una passeggiata in notturna dal grande fascino.   Altri eventi previsti tra agosto e settembre a I GIGANTI DELLA SILA- CASINO MOLLO a Spezzano della Sila (CS):  Un giorno da apicoltore 1-9-12-21-30 agosto, 8-13-20 settembre, ore 11.00 Un evento per tuffarsi nella natura incontaminata intorno ai Giganti e vivere una vera e proprio esperienza da apicoltore. In collaborazione con l’Associazione Nazionale Miele in Fiore, i partecipanti riceveranno una tuta protettiva e visiteranno gli apiari, scoprendo la biologia delle api mellifere e il loro ruolo cruciale per il mantenimento della biodiversità, il funzionamento di un’arnia e le proprietà del miele. A conclusione della visita, un punto di assaggio e degustazione di diverse tipologie di miele, per scoprire una selezione di prodotti del territorio e per soddisfare curiosità sul miele: dalle proprietà benefiche per la salute alle diverse tipologie, dai valori nutrizionali agli accostamenti ad altri alimenti. L'attività si svolgerà all'aperto, la degustazione all'interno del Casino Mollo.  Laboratorio di gioielli botanici con fiori veri della Sila 13 settembre, ore 11.00 Nel contesto dell’affascinante e storico Casino Mollo del ‘600 sarà possibile prendere parte a un’originale attività artigianale, la produzione di gioielli botanici fatti a mano, con fiori veri essiccati e poi preservati nella resina. Insieme a Le mille Dalie di Adriana Tavella, i partecipanti, ai quali non è richiesta alcuna esperienza precedente, dopo aver scelto il fiore che più li rappresenta e il cui significato li affascina, potranno incastonare il fiore essiccato creando un gioiello e portarselo a casa. La durata complessiva dell’esperienza è di 3 ore.  Calendario completo, informazioni dettagliate e prenotazioni su: www.serefai.it  Con il Patrocinio del Comune di Spezzano della Sila.  Grazie a Rai, Main Media Partner dell’iniziativa, che anche in questa edizione racconterà al pubblico il ricco e variegato palinsesto di Sere FAI d’Estate nei Beni FAI. Il calendario “Eventi nei Beni del FAI 2026” è reso possibile grazie al sostegno di aziende che condividono con il FAI l’impegno per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano: Ferrarelle, Partner degli eventi istituzionali e Acqua Ufficiale della Fondazione, Nims, società del Gruppo Lavazza che rafforza il proprio sostegno al FAI per il 2026 in qualità di sponsor, Pirelli, accanto al FAI dal 2005, che rinnova per il quattordicesimo anno consecutivo la sua storica vicinanza, PiùMe insegna che opera nel settore della distribuzione specializzata di prodotti per la cura della persona e della casa, per il primo anno sponsor del progetto, e di Mitsubishi Electric, al fianco del FAI da oltre 15 anni, che dal 2025 ha scelto di rinnovare e rafforzare il proprio impegno con un sostegno ancora più significativo. Grazie anche al Consorzio Vini DOC delle Venezie, sponsor delle Sere FAI d’Estate.   Fri, 24 Jul 2026 09:00:34 +0000 Cosenza “L'agricoltura coltiva il sale”: a Marsala Confagricoltura rilancia il riconoscimento della salicoltura come attività agricola https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34585-l-agricoltura-coltiva-il-sale-a-marsala-confagricoltura-rilancia-il-riconoscimento-della-salicoltura-come-attivita-agricola.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34585-l-agricoltura-coltiva-il-sale-a-marsala-confagricoltura-rilancia-il-riconoscimento-della-salicoltura-come-attivita-agricola.html Il sale marino non si estrae: si coltiva. Nasce dal mare, dal sole e dal vento, e dal lavoro di chi governa le vasche stagione dopo stagione. Attorno a questa idea si è sviluppato “L'agricoltura coltiva il sale”, l'incontro promosso da Confagricoltura Sicilia con Confagricoltura Trapani, svoltosi martedì 21 luglio alle saline "Ettore e Infersa" di Marsala, nella Riserva dello Stagnone.  Tre filiere allo stesso tavolo, salicoltura, cerealicoltura e viticoltura, e una sola domanda: come difendere il valore della produzione agricola. Alla tavola rotonda, moderata da Vanessa Galipoli, sono intervenuti Alessandro Vita (Confagricoltura Trapani), Giacomo D'Alì Staiti (Sosalt), Roberto Caponi (Confagricoltura), Rosario Marchese Ragona (Confagricoltura Sicilia), Dario Cartabellotta e gli assessori regionali Girolamo Turano e Luca Sammartino.  Il comparto italiano conta circa 10.000 ettari e 1,2 milioni di tonnellate l'anno, per un valore di 60 milioni di euro. In Sicilia il baricentro è tra Trapani e Marsala, dove Sosalt coltiva un migliaio di ettari. Dal 2023 Confagricoltura e le società di gestione lavorano insieme, in associazione temporanea di scopo, per il riconoscimento normativo della salicoltura: a marzo la presentazione a Roma del Manifesto della salicoltura marina, oggi il ritorno in Sicilia.  “Le saline, la vite, il grano non sono soltanto attività economiche: sono paesaggio, lavoro e identità produttiva”, ha dichiarato Rosario Marchese Ragona. “Ma il valore che questi territori generano si ferma troppo presto lungo la filiera, e alle imprese resta il rischio. Il grano duro a 19 centesimi al chilo è sotto i costi di produzione: gli 80 milioni annunciati dalla Regione servono, purché arrivino in fretta e con criteri semplici, legati alla superficie e alla domanda Pac. E per il sale chiediamo che a un settore che presidia ambiente, biodiversità e occupazione venga riconosciuto ciò che già è”.  Nelle conclusioni il presidente nazionale Massimiliano Giansanti ha collocato il sale in una cornice più ampia: l'impresa agricola non si racconta più soltanto attraverso i beni primari, perché dentro l'azienda ci sono energia rinnovabile, agriturismo, trasformazione e vendita diretta. È in questo perimetro che rientra anche la coltivazione del sale marino.  Un'agricoltura ormai riconosciuta come questione di sicurezza nazionale, ha ricordato, che si misura sul territorio: in ogni comune d'Italia non c'è necessariamente l'industria o il commercio, ma c'è sempre un agricoltore, presidio civile al pari della stazione dei carabinieri o dell'ufficio postale. Da qui il nodo: l'agricoltura produce molto più di quanto riesca a farsi pagare, perché i servizi ambientali ed energetici restano fuori dal conto economico. Per le saline il riconoscimento aprirebbe gli strumenti di cui l'agricoltura già dispone: gestione del rischio, contrattazione collettiva agricola, certificazione ministeriale. Thu, 23 Jul 2026 08:57:09 +0000 Palermo Festival del Gelato Madonita – 9ª edizione “Cuor di Gelato” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34584-festival-del-gelato-madonita-9-edizione-cuor-di-gelato.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34584-festival-del-gelato-madonita-9-edizione-cuor-di-gelato.html Grande attesa nel palermitano per il Festival che proporrà ben  7 gusti esclusivi, creati appositamente per l’evento dai maestri gelatieri locali e ispirati ai prodotti tipici del territorio, Dal gelato al Nero d’Avola al gelato all’amaretto, da quello alla manna di Pollina e Castelbuono a quello alle nocciole, dal gusto al fungo porcino a quello al carciofo o al miele di ape nera, ai gelsi: gusti speciali che saranno presentati per una manifestazione partita anni fa come sagra e oggi divenuto evento e laboratorio per nuovi gusti in grado di esaltare le tipicità del territorio delle Madonie. Dal 24 luglio, e solo per un periodo limitato, sarà possibile gustare questi gelati artigianali creati in esclusiva per l’occasione per una speciale edizione dedicata ai sapori autentici, ai prodotti del territorio per un evento che non è destinato solo agli appassionati del gelato nei suoi gusti tradizionali, ma è anche un vero laboratorio del gusto per professionisti e curiosi alla ricerca di nuove ispirazioni e sapori in grado di esaltare i prodotti tipici del territorio. Il via ufficiale alla kermesse sarà venerdì 24 luglio alle 18.00, attraverso un vero e proprio itinerario con partenza da Calcarelli, da una delle gelaterie partecipanti all’evento. Il noto conduttore televisivo Salvo La Rosa, accompagnato dal Pastry Chef Giuseppe Amato, dalla Prof.ssa Francesca Cerami e da canti e balli tradizionali del Gruppo Folkloristico della Cordella, farà visita alle sette gelaterie partecipanti alla manifestazione. L’evento è cofinanziato dalla Regione Siciliana - Assessorato Attività Produttive, nell’ambito dell’avviso “Sicilia che Piace 2026”. In ogni tappa saranno presentati gli artigiani e i gusti speciali realizzati per questa edizione. Durante il tour, il Sindaco di Castellana Sicula Francesco Calderaro consegnerà a ciascuna gelateria un attestato di partecipazione al Festival. Durante il tour è previsto il coinvolgimento dei ragazzi dell’Istituto Professionale Alberghiero (IPSEOA) che contribuiranno a presentare e raccontare le specialità madonite. Per consultare il programma : https://www.buonastrada.eu/festival-del-gelato-madonita/ Thu, 23 Jul 2026 08:54:06 +0000 Palermo A Venezia debutta “L’enigma umano: il sapere e la sua ombra" https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34581-a-venezia-debutta-l-enigma-umano-il-sapere-e-la-sua-ombra.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34581-a-venezia-debutta-l-enigma-umano-il-sapere-e-la-sua-ombra.html A Venezia debutta “L’enigma umano: il sapere e la sua ombra”, il poema audiovisivo che mette in dialogo filosofia, scienza e arte Venezia si prepara a ospitare un appuntamento dedicato alla riflessione sul rapporto tra conoscenza, linguaggio e intelligenza. Martedì 8 settembre 2026, alle 17.30, nella prestigiosa cornice della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, l'associazione culturale padovana SOPHIA NOVA – L'Unità del Sapere presenterà “L'enigma umano: il sapere e la sua ombra”, un poema audiovisivo articolato in sei episodi che trae ispirazione dal pensiero del filosofo Carlo Sini, socio nazionale dell'Accademia dei Lincei, e dall'epistemologia del matematico Giuseppe Longo. L'evento non si limiterà alla proiezione dell'opera. Al termine della visione è infatti previsto un confronto internazionale che riunirà autorevoli studiosi provenienti dagli ambiti della filosofia, della teologia, della matematica, dell'economia e delle scienze della conoscenza, con l'obiettivo di approfondire i temi affrontati dal progetto. Al dibattito parteciperanno Giuseppe Longo, matematico ed epistemologo, direttore di ricerca emerito del CNRS presso l'École Normale Supérieure di Parigi e membro dell'Academia Europaea; Giorgio Bonaccorso, teologo ed epistemologo e professore emerito dell'Istituto di Liturgia Pastorale di Padova; Francesco Chillemi, fondatore e presidente di SOPHIA NOVA, Ph.D. alla Rutgers University negli Stati Uniti e docente dell'Università Cattolica; mentre Pierluigi Sacco, professore ordinario di Politica economica all'Università "G. d'Annunzio" di Chieti-Pescara, Senior Advisor dell'OCSE e Senior Researcher presso metaLAB di Harvard, interverrà attraverso un contributo video. Un viaggio nella storia del pensiero occidentale "L'enigma umano: il sapere e la sua ombra" propone un percorso che attraversa migliaia di anni di storia della conoscenza occidentale. Dalle prime pitture rupestri alle scritture ideografiche, dalla nascita dell'alfabeto fino alla filosofia e alla matematica della Grecia antica, l'opera segue l'evoluzione delle forme del sapere arrivando alla scienza moderna e alle grandi trasformazioni contemporanee. L'audiovisivo affronta anche le interpretazioni più recenti dell'essere umano, interrogandosi sui riduzionismi che tendono a descrivere il corpo come una semplice macchina biologica e il pensiero come un sistema computabile o una rete neurale. L'intento è quello di offrire una narrazione immersiva che unisca il rigore della riflessione filosofica alla forza evocativa delle immagini e della poesia, raccontando il contributo di alcuni dei più importanti protagonisti della cultura occidentale, da Platone, Aristotele ed Euclide fino a Galileo Galilei, Cartesio, David Hilbert, Kurt Gödel e Alan Turing. I tre pilastri del progetto SOPHIA NOVA L'opera rappresenta la sintesi dei tre principali ambiti di ricerca dell'associazione. Il primo è CONSCIENTIA, dedicato all'indagine sui fondamenti, sui limiti e sui presupposti delle diverse discipline del sapere. Il secondo è INGENIA, che utilizza il linguaggio artistico per esplorare ciò che rimane fuori dai formalismi e dalle interpretazioni dogmatiche. Il terzo è PAIDEIA, orientato alla progettazione di percorsi educativi immersivi e transdisciplinari capaci di coniugare riflessione teorica ed esperienza. Le domande al centro della ricerca Il progetto prende le mosse da alcuni interrogativi fondamentali che accompagnano da secoli la storia del pensiero: in che modo conosciamo il mondo? Quanto di ciò che crediamo di sapere coincide realmente con la realtà? Secondo la prospettiva proposta da SOPHIA NOVA, il sapere non si limita a rappresentare il mondo come uno specchio neutrale. Ogni disciplina – dalla filosofia alla matematica, dalla logica alla scienza fino all'informatica – costituisce invece una particolare lente attraverso cui la realtà viene interpretata e configurata. Da questa impostazione nasce una critica ai principali riduzionismi contemporanei, che rischiano di trasformare il sapere in una visione assoluta, alimentando fenomeni come scientismo, relativismo o nichilismo. Il confronto con l'intelligenza artificiale Uno dei temi più attuali affrontati dall'opera riguarda il rapporto tra uomo e intelligenza artificiale. Le domande più diffuse – le macchine pensano? Imparano? Potranno comprendere? – vengono rilette in una prospettiva diversa. Il progetto sostiene infatti che tali interrogativi rischiano di essere formulati partendo da un equivoco di fondo: identificare il calcolo con la conoscenza. Secondo questa impostazione, una macchina è in grado di elaborare correlazioni statistiche e operare all'interno del proprio codice, mentre l'intelligenza umana si caratterizza per la capacità di oltrepassare continuamente ogni formalizzazione. A sostegno di questa riflessione vengono richiamati anche i risultati teorici di Gödel e Turing, che hanno mostrato i limiti intrinseci dei sistemi formali e degli algoritmi. Per gli autori del progetto, la questione centrale non riguarda tanto ciò che le macchine saranno capaci di fare, quanto il modo in cui l'uomo sceglie di definire se stesso. Se il pensiero viene ridotto esclusivamente alla capacità di computare, il rischio è quello di ridurre anche l'essere umano ai limiti propri delle macchine. L'opera non assume una posizione di rifiuto della tecnologia, ma invita a riconoscere potenzialità e limiti, distinguendo l'efficienza computazionale dall'intelligenza creativa, relazionale e intuitiva che caratterizza l'esperienza umana. La missione: ricomporre l'unità del sapere Alla base dell'attività di SOPHIA NOVA vi è la convinzione che il sapere costituisca un percorso unitario e non un insieme di discipline isolate. L'associazione nasce proprio con l'obiettivo di ricomporre questa unità, favorendo un dialogo tra filosofia, scienza, matematica, arte e formazione. Secondo questa visione, ogni disciplina illumina una parte dell'esperienza umana, ma nessuna può pretendere di esaurirne la complessità. La conoscenza viene quindi interpretata come un processo aperto, critico e creativo, nel quale linguaggio, esperienza e realtà si costruiscono reciprocamente, rendendo l'essere umano non un semplice osservatore del mondo, ma un soggetto consapevole e creativo che partecipa alla sua continua interpretazione. I progetti per il futuro L'appuntamento veneziano rappresenta il primo passo di un percorso destinato a svilupparsi anche sul piano educativo. Tra gli obiettivi dell'associazione figura infatti la realizzazione di esperienze didattiche immersive e transdisciplinari che propongono un modello innovativo di insegnamento. L'idea è quella di superare una trasmissione puramente nozionistica del sapere, ricostruendo insieme agli studenti il percorso storico, filosofico e scientifico che ha portato alla nascita delle diverse conoscenze. Attraverso questa metodologia, gli studenti vengono coinvolti nella ricerca prima ancora di ricevere le risposte, trasformando la conoscenza in un'esperienza di scoperta e partecipazione. "L'enigma umano: il sapere e la sua ombra" costituisce così la prima espressione concreta di questa visione culturale, traducendo in immagini, parole e riflessione filosofica il progetto di SOPHIA NOVA di ricomporre l'unità del sapere e promuovere un nuovo dialogo tra pensiero, arte e scienza.   Wed, 22 Jul 2026 13:43:47 +0000 Cultura Francesco Arezzo: l’eccellenza ragusana alla guida del Rotary International https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34580-francesco-arezzo-l-eccellenza-ragusana-alla-guida-del-rotary-international.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34580-francesco-arezzo-l-eccellenza-ragusana-alla-guida-del-rotary-international.html AlI’apice di un prestigioso percorso che proietta la terra iblea al centro della scena internazionale, si inserisce il tributo della XXXI edizione del "Premio Ragusani nel Mondo”, pronto a celebrare, sabato 25 luglio 2026 a Ragusa in Piazza Libertà, il medico odontoiatra ragusano Francesco Arezzo, asceso alla Presidenza del Rotary International quale terzo italiano nella storia a ricoprire tale incarico. Il suo iter formativo prende le mosse a Ragusa, dall'Istituto “Giovanni Pascoli” di Ragusa Ibla fino alla maturità scientifica al Liceo “Enrico Fermi”, per poi coronarsi con la laurea in Medicina e Chirurgia conseguita a Padova nel 1978, la successiva specializzazione in Odontostomatologia presso la medesima Università e l'ulteriore specializzazione in Ortognatodonzia con master in Ortodonzia Linguale all'Ateneo di Cagliari. Attivo per molti anni nel proprio studio professionale a Ragusa, con costante dedizione all'aggiornamento scientifico e partecipazione alle principali società italiane, europee ed americane del settore, Arezzo ha sempre affiancato alla medicina uno spiccato impegno civico: piccolo produttore di olio extravergine d'oliva DOP Monti Iblei e vicepresidente del relativo Consorzio di controllo, fondatore della sezione FAI di Ragusa e delegato provinciale per sei anni, nonché Cavaliere dell'Ordine di Malta. Nel 1989 l'ingresso nel Rotary Club di Ragusa, dove ha ricoperto incarichi di crescente vertice - presidente di club nel 2000-2001, governatore del Distretto 2110 Sicilia e Malta nel 2009-2010, istruttore e rappresentante presidenziale internazionale in Italia, Europa ed India - per poi essere eletto nel Consiglio di Amministrazione del Rotary International per il biennio 2018-2020 (contribuendo all'Institute di Catania e alla Conferenza Presidenziale di Venezia) e divenire nel 2022 il primo presidente della neonata Fondazione Rotary Italia. Raggiunta la massima vetta globale nel giugno 2025 con l'elezione a Presidente del Rotary International per l'anno rotariano 2025-2026 e l'ingresso dal primo luglio nel CdA della Fondazione Rotary Internazionale, Arezzo testimonia una vita consacrata alla conoscenza, alla competenza, al volontariato e alla cooperazione internazionale, senza mai scindere il proprio profondo legame con la terra natìa. Tue, 21 Jul 2026 16:28:32 +0000 Ragusa Il cinema come ponte di elezione: Vito Zagarrio e il richiamo indissolubile della Val di Noto https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34578-il-cinema-come-ponte-di-elezione-vito-zagarrio-e-il-richiamo-indissolubile-della-val-di-noto.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34578-il-cinema-come-ponte-di-elezione-vito-zagarrio-e-il-richiamo-indissolubile-della-val-di-noto.html In vista della XXXI edizione del "Premio Ragusani nel Mondo", in agenda sabato 25 luglio 2026 in Piazza Libertà a Ragusa, la manifestazione celebra Vito Zagarrio, figura di spicco capace di saldare ricerca accademica, regia e promozione culturale nel nome del territorio ibleo. Nato a Firenze da madre della provincia di Ragusa e padre ragusano d'adozione, Zagarrio ha coltivato un legame mai interrotto con l'isola sin dalle estati dell'infanzia tra il capoluogo e Cava d'Aliga; da questa radice è nato nel 1991 il Costaiblea Film Festival, rassegna ideata per valorizzare il patrimonio cinematografico locale che ha fatto tappa a Scicli, Comiso, Ragusa e Marina di Ragusa, ospitando maestri come Scola, Amelio, Argento, Cavani, Garrone e Andò. Al solido cammino accademico - culminato nei titoli di Master e PhD alla New York University e in docenze presso la stessa NYU, la California State University, lo IULM di Milano, l'Università di Firenze e Roma Tre, dove è stato vicedirettore di Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo e direttore del Centro Produzione Audiovisivi - Zagarrio ha sempre affiancato alla carriera universitaria quella di regista e produttore cinematografico, unendo studio, ricerca e attività creativa. Docente e membro del Comitato Scientifico del Centro Sperimentale di Cinematografia, ha fondato negli anni Ottanta la Cavadaliga srl per produrre opere fortemente radicate nel territorio. La sua filmografia vanta regie televisive, campagne istituzionali, documentari antropologici tra cui Visioni iblee e lungometraggi come La donna della luna, Bonus Malus, Tre giorni d'anarchia, Le seduzioni e il recente Buio Controluce, a cui si aggiunge un'intensa produzione saggistica su autori internazionali del calibro di Kubrick, Coppola, Moretti, i fratelli Taviani e Argento. Con lo sguardo già rivolto al futuro, tra una nuova edizione del festival a Marina di Ragusa, impegni editoriali e un nuovo set, la parabola di Zagarrio incarna perfettamente la filosofia del Premio, rendendo omaggio a un intellettuale che ha proiettato la propria terra d'origine su uno scenario globale avvalendosi del linguaggio universale della cultura e del cinema. Mon, 20 Jul 2026 14:16:30 +0000 Ragusa ZES, Svimez boccia l'ipotesi di estensione al Nord https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34577-zes-svimez-boccia-l-ipotesi-di-estensione-al-nord.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34577-zes-svimez-boccia-l-ipotesi-di-estensione-al-nord.html La Svimez (Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno) boccia l'ipotesi di estendere la Zona economica speciale (ZES) anche ad alcune regioni del Nord, ritenendo che la misura rischierebbe di indebolire uno degli strumenti più efficaci per attrarre investimenti nel Mezzogiorno. La posizione è stata espressa dal direttore generale Luca Bianchi, intervenuto alla trasmissione Settegiorni di Rai Parlamento, dove ha affrontato anche i temi della crescita economica del Sud, dell'occupazione, dell'attuazione del PNRR e delle prospettive dopo il 2026. Per Bianchi, la ZES è nata con una funzione ben precisa: rendere il Mezzogiorno più competitivo nell'attrazione degli investimenti grazie a procedure amministrative semplificate e incentivi fiscali dedicati. Un'estensione delle agevolazioni al Nord, ha osservato, eliminerebbe quel vantaggio competitivo che oggi orienta gli investitori verso il Sud. In assenza di tale differenziale, le imprese sarebbero naturalmente portate a privilegiare territori più vicini ai principali mercati, con il rischio di interrompere un percorso che, secondo la Svimez, ha già dimostrato la propria efficacia.Nel corso dell'intervento, Bianchi ha richiamato anche quello che ha definito il principale paradosso dell'economia meridionale. Negli ultimi anni il prodotto interno lordo del Sud è cresciuto a ritmi superiori rispetto al resto del Paese, ma i salari reali hanno continuato a diminuire. Secondo il direttore generale della Svimez, la soluzione non può limitarsi alla creazione di nuovi posti di lavoro: occorre favorire occupazione qualificata e meglio retribuita. A questa contraddizione se ne aggiunge un'altra. Nonostante l'aumento dell'occupazione, continua infatti la migrazione dei giovani, soprattutto laureati. Bianchi ha spiegato che la crescita è stata sostenuta prevalentemente da comparti tradizionali, come turismo e costruzioni, che spesso non offrono opportunità professionali adeguate ai percorsi di alta formazione. Per invertire la tendenza, la Svimez ritiene indispensabile puntare sull'innovazione, diffondendola in tutti i settori produttivi e rafforzando in particolare il manifatturiero, così da creare condizioni in grado di trattenere i giovani qualificati. Giudizio positivo, invece, sull'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Secondo Bianchi, i Comuni del Mezzogiorno rappresentano una delle sorprese più significative del PNRR, avendo dimostrato capacità di spesa e tempi di realizzazione sostanzialmente in linea con quelli delle amministrazioni del Centro-Nord. Un risultato attribuito sia alle semplificazioni normative sia all'impegno degli enti locali, che hanno saputo valorizzare il modello basato sulla capacità effettiva di realizzare gli interventi. Le maggiori preoccupazioni riguardano infine il periodo successivo al 2026. Per la Svimez il PNRR ha consentito di avviare investimenti fondamentali negli asili nido, nelle mense scolastiche e nella sanità territoriale, contribuendo a ridurre alcuni storici divari tra Nord e Sud. Tuttavia, il processo è ancora incompleto. Per questo l'associazione chiede al Governo di assicurare continuità agli investimenti attraverso nuove risorse nazionali, evitando che il percorso di convergenza territoriale si interrompa con la conclusione del Piano. Mon, 20 Jul 2026 14:12:51 +0000 Economia Silvia Di Falco e l'Università della Lirica nel segno dei "Ragusani nel mondo" https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34574-silvia-di-falco-e-l-universita-della-lirica-nel-segno-dei-ragusani-nel-mondo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34574-silvia-di-falco-e-l-universita-della-lirica-nel-segno-dei-ragusani-nel-mondo.html A Ragusa, sabato 25 luglio 2026, Piazza Libertà ospiterà la XXXI edizione del "Premio Ragusani nel Mondo”, istituito per celebrare le personalità iblee affermatesi a livello internazionale. Tra i premiati di quest'anno spicca il soprano Silvia Di Falco, la cui solida carriera unisce l'attività artistica nei teatri globali a un profondo impegno nella promozione musicale. Nata a Ragusa, si forma inizialmente con Valentina Reuszkaia; nel 2004 si diploma col massimo dei voti all'Istituto Musicale "V. Bellini" di Catania e si perfeziona al Conservatorio "G. B. Martini" di Bologna. Ha consolidato la propria preparazione studiando con illustri interpreti quali William Matteuzzi, Raina Kabaivanska, Leo Nucci e Claudio Desderi, affrontando così un ampio repertorio. Il debutto avviene a Catania nel 2004 con Lo frate 'nnamorato di Pergolesi, riscuotendo subito il plauso di pubblico e critica. Da allora ha interpretato ruoli celebri come Adina (L’elisir d’amore), Musetta e Mimì (La Bohème), Gilda (Rigoletto), Rosina (Il Barbiere di Siviglia), Violetta (La Traviata), Donna Elvira (Don Giovanni), la Contessa e Susanna (Le Nozze di Figaro). La sua attività l'ha portata a esibirsi in diciannove nazioni: Bulgaria, Moldova, Austria, Slovenia, Romania, Serbia, Panama, Cile, Egitto, Polonia, Francia, Germania, Spagna, Stati Uniti, Messico, Cipro, Kosovo, Malta e Turchia. Al percorso sul palco affianca la divulgazione didattica, avendo collaborato come docente con l'Accademia Lirica Santa Croce di Trieste nel progetto "Ragazzi... all’Opera!" per avvicinare le scuole al melodramma italiano. Negli ultimi anni ha, inoltre, assunto la veste di organizzatrice e direttrice artistica per manifestazioni quali Italian Opera Taormina, il Taormina International Music Festival e il Festival Internazionale Organistico Siciliano. La sua attività concertistica prosegue in sinergia con il Festival Pucciniano di Lucca e svariate orchestre italiane e straniere; è stata inoltre ospite d'onore dell'Ambasciata d'Italia ad Abu Dhabi per la Festa della Repubblica e protagonista al Teatro Greco di Taormina durante il Nations Award. Questo percorso le è valso prestigiosi riconoscimenti, tra cui il premio "Donna dell’Anno" dell’Inner Wheel Sicilia-Calabria e il "Lions Day Awards". La sua storia interpreta appieno lo spirito del premio: valorizzare le eccellenze che, partendo da Ragusa, affermano la cultura italiana nel mondo mantenendo vivo il legame con la propria terra d'origine. Fri, 17 Jul 2026 08:10:31 +0000 Cultura Italian Tourism Awards 2026: presentata a Roma la settima edizione della Notte dell’Eccellenza https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34573-italian-tourism-awards-2026-presentata-a-roma-la-settima-edizione-della-notte-dell-eccellenza.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34573-italian-tourism-awards-2026-presentata-a-roma-la-settima-edizione-della-notte-dell-eccellenza.html Il prestigioso premio fil rouge tra istituzioni, imprese e inclusione sociale svela le novità del palinsesto e annuncia la finalissima del 2 dicembre presso il Teatro dell’Opera di Roma. Si è tenuta presso l’Hotel Quirinale la conferenza stampa di presentazione degli Italian Tourism Awards – The Night of Excelence che si terrà il prossimo 2 dicembre 2026 presso il Teatro dell'Opera di Roma. Il premio, ideato e prodotto da Deborah Garlando, founder e ceo di MHR, in collaborazione con Palmiro Noschese, strategic advisor per la luxury hospitality e presidente di giuria, Paolo Garlando, esperto di marketing turistico e networking territoriale, vedrà la conduzione di Gabriella Carlucci sul prestigioso palcoscenico capitolino. Nella giuria, oltre al presidente Palmiro Noschese,  figurano Gian Marco Centinaio, vice presidente del Senato, lo chef pluristellato Carlo Cracco, la vice presidente della “Andrea Bocelli Foundation” e A.D. del beach club Alpemare Veronica Berti Bocelli. Il comparto dell'hotellerie, dell'impresa e dei media è autorevolmente rappresentato da Aldo Melpignano, managing director  Borgo Egnazia,  da Giuseppe De Martino, general manager del The St. Regis e Westin Excelsior Rome nonché brand ambassador Europe per il marchio St. Regis, da Carmela Colaiacovo, a.d. di Tourist spa e da Luca Pirolo, professore associato presso la Luiss Business School. Insieme a loro siederanno Andrea Delfini, founder e ceo del gruppo Blastness, la stessa ideatrice del premio Deborah Garlando e Simona Tedesco, direttrice di Dove e direttrice editoriale dei progetti multimediali in RCS MediaGroup. Ad affiancare i giurati un Comitato Tecnico coordinato da Deborah Garlando,  con l’hospitality advisor e past president di Enit e Confindustria Alberghi e Giorgio Palmucci, l'esperto di marketing e comunicazione turistica Paolo Garlando, il ceo di Zero Limit Consulting, e di XDeers S.a.g.l.s., Filippo Cervi,  e il business development manager di importanti gruppi alberghieri Antonello De Medici. La solida base scientifica del Comitato è completata da Carmen Bizzarri, professore associato in geografia economica presso l'Università Europea di Roma. Gli Italian Tourism Awards vedono 13 categorie in gara, attribuendo un rilievo  oltre alle grandi eccellenze consolidate, all'ecosistema delle giovani imprese e alle soluzioni tecnologiche che stanno rivoluzionando il mercato. La competizione mappa l'intera filiera del comparto attraverso le sezioni dedicate a Destinazioni, Hotel e Resort, Nuove Forme di Ospitalità, Ristorazione e Cucina, Terme Spa e Benessere, Trasporti e mobilità, Eventi, Viaggi in Italia. In questo contesto di rinnovamento, acquista rilievo la nuova categoria delle Esperienze di Viaggio. Un’altra novità è la rilevanza strategica assegnata alle categorie Start Up, Innovazione e Sostenibilità, concepite specificamente come catalizzatori per il ricambio generazionale: una vera e propria vetrina per i modelli di business emergenti, in cui verranno valorizzate le idee pionieristiche dei giovani professionisti che intercettano i nuovi comportamenti dei viaggiatori o che si concentra sull'aspetto puramente tecnologico, e i nuovi parametri di inclusione e impronta green, premiando l'integrazione di software avanzati. A questo impianto si aggiunge la sezione internazionale denominata Best International Tourism Award, per rivolgere uno sguardo anche al di fuori del panorama italiano premiando una destinazione estera che si è distinta per la qualità della propria offerta. Inoltre, nel gran finale il pubblico in sala eleggerà in diretta il vincitore assoluto del Best Tourism Night Award tramite una votazione istantanea sui dispositivi mobili. La serata di gala vedrà infine l'assegnazione di tre prestigiosi premi speciali fuori gara, dedicati all'Uomo del Turismo nel ricordo di Jean Marc Droulers, alla Donna del Turismo in memoria di Elena David, e al titolo di Ambasciatore del Turismo Italiano. Ad aprire i lavori, dopo il saluto di benvenuto del general manager dell’Hotel Quirinale Fabrizio Battisti, sono stati l’ideatrice del premio e ceo di MHR Deborah Garlando, il presidente di giuria Palmiro Noschese, la conduttrice Gabriella Carlucci e il co-direttore artistico Paolo Garlando.. Deborah Garlando, founder e ceo di MHR. “Gli Italian Tourism Awards sono nati per dare voce a chi costruisce il valore del nostro Sistema Paese e l'approdo al Teatro dell'Opera di Roma ne sancisce la consacrazione istituzionale. Dietro i dati positivi del turismo ci sono investimenti, coraggio e visione. Con le 13 categorie del premio vogliamo valorizzare questo motore,  dalle realtà consolidate fino alle start-up e alle innovazioni tecnologiche. La Notte dell'Eccellenza non è una semplice celebrazione, ma una mappa del turismo del futuro". Palmiro Noschese presidente della giuria degli Italian Tourism Awards “L’Italia non è amata soltanto per ciò che possiede, ma per ciò che sa far vivere.  Dietro ogni esperienza memorabile c’è una persona capace di raccontare, accogliere, interpretare e creare emozione. Il capitale umano è la nostra vera opera d’arte: proteggerlo, formarlo e valorizzarlo significa difendere il futuro dell’ospitalità italiana”. Gabriella Carlucci, presentatrice degli Italian Tourism Awards “Il nostro compito, con gli Italian Tourism Awards, è dare un volto al sogno dell’Italia,  premiare chi rende reale l’emozione che il mondo intero si aspetta quando pensa al nostro Paese: l’accoglienza, la bellezza, l’autenticità, l’eccellenza.Il 2 dicembre al Teatro dell’Opera di Roma non celebreremo solo chi fa turismo: celebreremo l’identità di un Paese che il mondo ama e che non smette mai di ispirare. Perché l’Italia non è solo una destinazione, è un sentimento”.   Paolo Garlando, co-direttore artistico della manifestazione. “Italian Tourism Awards  celebra la matura consapevolezza di un comparto che si riconosce come motore pulsante e identitario del Sistema Paese, un’occasione elegante, colta e creativa capace di unire professionisti, imprese e Istituzioni in un legame di networking”. Gianluca Caramanna, consigliere del Ministero del Turismo. “Il grande lavoro che state facendo  mettendo insieme tutti gli attori del turismo per valorizzarli, è molto importante. Per me è un onore essere qui e supportarvi come rappresentante del MInistero ma anche come imprenditore. Un plauso  va anche alla scelta del Teatro dell’Opera come location del premio, per noi romani un luogo iconico. Ma bisogna guardare oltre al turismo delle grandi mete: oggi io vado in Puglia, perché la delocalizzazione  è al centro dei nostri intenti, dopo aver raggiunto dei numeri importantissimi di crescita di settore”. Alessandro Onorato, assessore ai grandi eventi, sport, turismo e moda di Roma Capitale: "È un piacere celebrare e omaggiare i tantissimi professionisti che lavorano nel mondo del turismo. Un settore che deve essere sempre più un’industria che arricchisce il tessuto economico di Roma, generando posti di lavoro maggiormente qualificati e retribuiti. Il turismo è una scienza esatta e non va gestito in modo casuale. Noi abbiamo puntato sui grandi eventi sportivi, musicali, culturali e di moda. Una strategia che si è rivelata corretta. Non è un caso infatti che negli ultimi 4 anni, ogni anno, stiamo battendo ogni record". Edy Palazzi vice presidente della Commissione  Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo della Regione Lazio . “Gli Italian Tourism Awards celebrano le competenze e l'innovazione che guidano lo sviluppo economico e culturale nazionale. Considero prioritario fare rete tra istituzioni e imprese per valorizzare l'identità e la qualità enogastronomica e paesaggistica del nostro territorio. Bisogna investire su competitività, sostenibilità e formazione, ringraziando gli organizzatori per la promozione del merito e del grande patrimonio umano del turismo”. Aldo Melpignano, proprietario Borgo Egnazia, membro della giuria. “Un premio eccezionale per chi crea valore, come, credo abbiamo fatto noi  creando Borgo Egnazia, e come faremo ancora. Annuncio infatti in anteprima che anche nel Lazio, sulla costa, stiamo creando una nuova struttura di cui saprete presto che abbia parametri di accoglienza unici”. Veronica Berti Bocelli vice presidente della Andrea Bocelli Foundation-: “Ogni viaggio, ogni persona è un’esperienza diversa e ogni persona merita di conoscere il nostro modo di vivere l’Italia, per questo sono onorata di far parte della giuria”. Carmen Bizzarri professoressa associata in geografia economica presso l'Università Europea di Roma “Gli Italian Tourism Awards può rappresentare soprattutto per i giovani uno stimolo per migliorarsi dalla candidature arrivate si può infatti capire come sta cambiando il mondo del turismo e dove sta andando  e diventa per noi oggetto di studio, assieme ai miei studenti, sul futuro”. Monica Berarducci, responsabile osservatorio sul mondo del lavoro AiPD. “E per noi un valore il sodalizio con  questa  manifestazione, che si tradurrà nel sostegno concreto per i giovani all'interno del comparto alberghiero italiano”. Le aziende e i professionisti del settore possono sottoporre le proprie candidature direttamente attraverso il sito ufficiale: www.italiantourismawards.com  Fri, 17 Jul 2026 08:08:31 +0000 Economia Marcello Nitti rende omaggio al cinema e alla fotografia analogica https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34569-marcello-nitti-rende-omaggio-al-cinema-e-alla-fotografia-analogica.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34569-marcello-nitti-rende-omaggio-al-cinema-e-alla-fotografia-analogica.html Con “Holly in Love” Marcello Nitti rende omaggio al cinema e alla fotografia analogica: a Martina Franca la sua sesta mostra consecutiva La fotografia analogica torna protagonista a Martina Franca con “Holly in Love”, la nuova esposizione del fotografo tarantino Marcello Nitti, che inaugura il suo sesto progetto espositivo consecutivo. Un traguardo importante nel percorso artistico dell'autore, da anni impegnato nella valorizzazione della fotografia su pellicola, attraverso un linguaggio capace di coniugare ricerca tecnica, sensibilità estetica e suggestioni cinematografiche. L'inaugurazione della mostra è in programma domenica 19 luglio, con un vernissage che si terrà nello spazio espositivo all'aperto di Vico IV Agesilao Milano 7, nel cuore di Martina Franca. L'esposizione resterà poi aperta al pubblico dal 20 luglio al 2 agosto, offrendo ai visitatori la possibilità di immergersi in un percorso artistico che celebra il fascino senza tempo della fotografia analogica. Con “Holly in Love”, Marcello Nitti propone un progetto nato dall'incontro tra due passioni che da sempre alimentano la sua ricerca creativa: il cinema e la musica. L'ispirazione principale arriva da uno dei grandi classici della storia del cinema, "Colazione da Tiffany", il celebre film del 1961 tratto dall'omonimo racconto di Truman Capote. Un'opera entrata nell'immaginario collettivo grazie soprattutto all'indimenticabile interpretazione di Audrey Hepburn, considerata – come evidenziato dallo scrittore Sam Wasson – l'emblema della nascita dell'icona della donna moderna. Le atmosfere raffinate e malinconiche del film, unite alle emozioni suscitate dalla celebre colonna sonora composta da Henry Mancini, hanno rappresentato il punto di partenza per la realizzazione di una serie composta da dieci fotografie, nelle quali Nitti traduce in immagini il proprio universo creativo. Il risultato è una raccolta di scatti che dialogano con il linguaggio cinematografico, evocando eleganza, poesia e capacità narrativa attraverso la forza espressiva della fotografia. L'intero progetto è stato realizzato esclusivamente con tecniche analogiche, scelta che conferma la volontà dell'autore di preservare il valore artigianale della fotografia tradizionale. Per gli scatti è stata utilizzata una Hasselblad 500 C/M, storica macchina fotografica di medio formato, insieme a pellicole Kodak, nello specifico sette diapositive Ektachrome E-100 e tre negativi TMAX 400, strumenti che conferiscono alle immagini una particolare profondità cromatica e una resa visiva fedele alla poetica dell'autore. La realizzazione dell'esposizione è stata possibile anche grazie alla collaborazione di alcune eccellenze del territorio pugliese. Lo sviluppo delle diapositive è stato affidato al laboratorio Clementino di Martina Franca, mentre la stampa e l'allestimento sono stati curati da Printme di Taranto. La scansione dei materiali fotografici è stata invece realizzata dal laboratorio DGTales, anch'esso con sede a Martina Franca. Grande attenzione è stata riservata anche alla qualità dell'allestimento. Le fotografie sono stampate su carta Fine Art Canson, materiale particolarmente apprezzato per la sua capacità di valorizzare dettagli e tonalità, e sono esposte all'interno di eleganti cornici in legno di tiglio con vetro antiriflesso al 95%, studiato per garantire una visione ottimale delle opere. A completare il percorso espositivo sono le poesie dell'autrice Barbara Gortan, inserite accanto alle immagini per creare un dialogo tra fotografia e parola. L'intento è quello di offrire al pubblico un'esperienza immersiva nella quale immagini e testi si intrecciano, arricchendo il racconto emotivo costruito dall'artista. Il vernissage sarà aperto dall'intervento del professor Piero Marinò, esperto d'arte, che accompagnerà i visitatori in una conversazione dedicata ai rapporti tra musica, cinema e fotografia. Un momento di approfondimento pensato per raccontare il percorso creativo di Marcello Nitti e mettere in luce la costante ricerca che caratterizza il suo lavoro artistico. La mostra si distingue anche per la scelta di essere allestita interamente all'aperto, valorizzando la luce naturale come elemento integrante dell'esposizione. Una soluzione che permette alle opere di dialogare con l'ambiente circostante e di offrire ai visitatori una fruizione diversa, in cui la luce diventa parte stessa dell'esperienza visiva. L'esposizione sarà visitabile dal 20 luglio al 2 agosto 2026, tutti i giorni dalle ore 17 alle 20, presso lo spazio di Vico IV Agesilao Milano 7 a Martina Franca. Con “Holly in Love”, Marcello Nitti invita appassionati di fotografia, professionisti del settore e semplici curiosi a scoprire un nuovo capitolo della sua produzione artistica, un progetto che rende omaggio al grande cinema, alla musica e alla fotografia analogica, riaffermando il valore di una tecnica che continua ancora oggi a emozionare e raccontare storie attraverso la magia della pellicola. Thu, 16 Jul 2026 12:55:52 +0000 Arte Da Modica a Londra, la scienza che sfida il tempo: Giuseppe Maltese premiato per la ricerca su diabete e longevità https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34568-da-modica-a-londra-la-scienza-che-sfida-il-tempo-giuseppe-maltese-premiato-per-la-ricerca-su-diabete-e-longevita.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34568-da-modica-a-londra-la-scienza-che-sfida-il-tempo-giuseppe-maltese-premiato-per-la-ricerca-su-diabete-e-longevita.html Il professor Giuseppe Maltese, stimato medico originario di Modica, sarà tra i premiati della XXXI edizione del "Premio Ragusani nel Mondo”, in programma sabato 25 luglio 2026 in Piazza Libertà a Ragusa, un riconoscimento che celebra il suo eccellente percorso clinico e scientifico di livello internazionale partito dalla provincia iblea. Attualmente attivo nel Regno Unito, Maltese opera come specialista in Diabetologia, Endocrinologia e Geriatria presso gli Ospedali Universitari Epsom and St Helier ed è Professore Associato alla School of Medicine del King's College London, svolgendo un'attività che unisce la cura clinica, l'insegnamento e la ricerca con un focus specifico su diabete, invecchiamento, fragilità, multimorbidità e sull'uso delle nuove tecnologie per l'assistenza agli anziani. Il suo percorso formativo include la specializzazione in Medicina Geriatrica all'Università di Messina, la successiva specializzazione in Diabetologia ed Endocrinologia a Londra presso i prestigiosi ospedali Guy's and St Thomas e St George's e un Dottorato di Ricerca in "Ageing: Demography, Biology and Clinical Sciences" - conseguito alla University of Cincinnati negli Stati Uniti. Grazie alla sua straordinaria dedizione ha ottenuto importanti onorificenze britanniche, diventando Fellow del Royal College of Physicians di Londra per l'eccellenza clinica e la leadership e Fellow della Higher Education Academy per il suo impegno nella formazione medica universitaria. Un prestigio testimoniato anche da rilevanti incarichi istituzionali: svolge, infatti, il ruolo di esperto nell'area geriatrica per la European Medicines Agency (EMA) ed è membro dell'External Advisory Board di Ageing Research al King's College London. Nel 2021 è stato selezionato nel Regno Unito tra i soli venti Diabetes UK Clinical Champions per un programma nazionale di leadership triennale, ambito nel quale ha coordinato un progetto per migliorare la gestione del diabete nelle persone anziane ospitate nelle strutture assistenziali a lungo termine. Sul piano della ricerca, Maltese è principal investigator e co-investigator in numerosi studi clinici internazionali dedicati all'efficacia delle nuove tecnologie, ha all'attivo oltre novanta pubblicazioni scientifiche su autorevoli riviste internazionali e si dedica costantemente alla formazione di studenti, specializzandi, medici di medicina generale e altri professionisti sanitari. Infine, a dimostrazione del forte impatto delle sue ricerche sul dibattito scientifico globale per promuovere un invecchiamento sano, nel 2025 è stato intervistato dalla rivista Panorama in merito ad uno studio pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology e incentrato sulla complessa relazione tra l'insorgenza precoce del diabete di tipo 2 e la fragilità, uno dei temi emergenti della diabetologia contemporanea. Thu, 16 Jul 2026 08:37:00 +0000 Cultura Madonna del Carmine, oggi a Ragusa la celebrazione della solennità https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34567-madonna-del-carmine-oggi-a-ragusa-la-celebrazione-della-solennita.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34567-madonna-del-carmine-oggi-a-ragusa-la-celebrazione-della-solennita.html Oggi, 16 luglio, Ragusa celebra la solennità della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, una delle ricorrenze più sentite dalla comunità cittadina. La giornata liturgica conclude la tradizionale Quindicina di preparazione e quest’anno assume un valore ancora più significativo, inserendosi nel percorso celebrativo del 180° anniversario della presenza dei Frati Carmelitani Scalzi a Ragusa.  Fin dal mattino il santuario di piazza Carmine accoglierà i fedeli con un programma intenso di celebrazioni. Alle 8 la Santa Messa sarà presieduta da padre Gianni Iacono, alle 9 da don Giorgio Occhipinti, alle 10 dal novello sacerdote don Gianni Corallo, alle 11 da don Giuseppe Ramondazzo e alle 12,15 da don Angelo Galioto. A mezzogiorno è prevista la tradizionale Supplica alla Madonna del Carmine, momento centrale della devozione popolare. Il Santuario resterà aperto fino alle 19 per consentire la partecipazione dei fedeli durante l’intera giornata.  La solennità richiama le radici della presenza carmelitana in città, fortemente voluta dalla Beata Maria Candida dell’Eucaristia, che nei suoi Colloqui Eucaristici scriveva: «L’amore a Maria vi darà l’amore a Gesù». Un’eredità spirituale che continua a segnare la vita religiosa della comunità ragusana e che oggi trova nuova forza nella ricorrenza del 180° anniversario.  Le celebrazioni saranno trasmesse in diretta da Radio Karis inBlu sulle frequenze FM 87.8 e 99.3, oltre che sul sito e sulla pagina Facebook dell’emittente, permettendo anche a chi non potrà raggiungere il Santuario di seguire la giornata dedicata alla Madonna del Carmelo. La comunità dei Carmelitani Scalzi esprime gratitudine alle istituzioni, agli sponsor e ai volontari che hanno contribuito alla riuscita della festa, sottolineando il valore di una tradizione che continua a unire la città attorno alla sua storia religiosa.   Thu, 16 Jul 2026 08:34:55 +0000 Ragusa Il timoniere degli oceani: Ignazio Giardina e il "Premio Ragusani nel Mondo” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34563-il-timoniere-degli-oceani-ignazio-giardina-e-il-premio-ragusani-nel-mondo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/cultura/34563-il-timoniere-degli-oceani-ignazio-giardina-e-il-premio-ragusani-nel-mondo.html Nella prestigiosa costellazione di eccellenze che compongono la XXXI edizione del Premio Ragusani nel Mondo - solenne celebrazione in programma sabato 25 luglio in Piazza Libertà a Ragusa - brilla la parabola esistenziale e professionale del Comandante pozzallese Ignazio Giardina, fiero interprete di una vocazione marinara tramutata in una rigorosa scelta di vita. Classe 1961, cresciuto in un alveo familiare profondamente legato alle tradizioni del mare, Giardina consegue il diploma all'Istituto Tecnico Nautico di Pozzallo nel 1980 e, nello stesso anno, si imbarca come allievo ufficiale sulle navi di Costa Armatori, inaugurando un periplo oceanico intervallato da esperienze su navi da carico, petroliere e dal servizio di leva nella Marina Militare. Il ritorno stabile in Costa nel 1989 segna l'inizio di un'ascesa fulminea scandita da uno studio indefesso e da una dedizione assoluta che lo porteranno, nel 2001 a soli quarant'anni, a conseguire il titolo di Comandante, iscrivendo il proprio nome tra i più giovani timonieri nella storia della prestigiosa compagnia. Governare colossi del mare nei principali scali del pianeta ha significato coordinare equipaggi internazionali, dirimere variabili complesse e affinare indispensabili virtù di leadership e resilienza, culminate nel prestigioso incarico di seguire la genesi costruttiva e il varo di due ammiraglie della flotta, la Costa Favolosa e la Costa Fascinosa, mirabili espressioni dello stile e del tricolore italiano nel mondo. Dietro il blasone di questa luminosa carriera internazionale si staglia il sostegno insostituibile della famiglia, porto sicuro e baricentro emotivo che gli ha consentito di affrontare con serenità l'onere del comando e i sacrifici della lontananza, preservando intatto l'indissolubile legame con le proprie radici iblee. In vista della cerimonia, lo stesso Giardina ha voluto sottolineare come la partecipazione a questo evento rappresenti l'onore di condividere un percorso vissuto con passione, impegno e dedizione, che affonda le proprie radici nella cultura di un piccolo borgo marinaro per trovare piena realizzazione nel grande mondo della navigazione internazionale. Una traiettoria esemplare che interpreta magistralmente lo spirito del premio, celebrando quegli ingegni che, partendo dalla provincia di Ragusa, hanno saputo convertire il talento e il sacrificio in un’eccellenza universalmente riconosciuta. Wed, 15 Jul 2026 07:47:55 +0000 Cultura “Sound & Vision II”: il 18 luglio speciale preview estiva con il live di Deut da OBL https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34562-sound-vision-ii-il-18-luglio-speciale-preview-estiva-con-il-live-di-deut-da-obl.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34562-sound-vision-ii-il-18-luglio-speciale-preview-estiva-con-il-live-di-deut-da-obl.html Dopo aver chiuso la sua prima stagione in primavera con il partecipatissimo live & talk dedicato al grunge, “Sound & Vision”, la rassegna promossa da Il Santo Bevitore e diretta dal critico musicale e speaker radiofonico Francesco Sacco, che nell’ultimo anno è riuscita a riportare la musica dal vivo nel cuore di Lamezia Terme, torna con una speciale data estiva con cui diffondere la cultura dei progetti originali, locali, nazionali e persino internazionali, anche fuori dai confini lametini. Sabato 18 luglio, alle 22, sarà infatti lo splendido garden dell’OBL (Opificio Brassicolo Lametino) di Maida a ospitare uno dei nomi più interessanti e trasversali del circuito alternativo italiano: Deut, progetto di Giuseppe Vitale, cantautore e polistrumentista (ma anche illustratore, autore, designer di giocattoli e molto altro) originario di Reggio Emilia. Dopo varie esperienze in ambiti musicali diversi (dal prog-metal al synth-pop, in particolare, con gli U BIT, di cui è autore e cantante), nasce Deut come ricerca personale, tra sonorità folk ed elettroniche. Il suo sound unisce strumenti giocattolo, oggetti obsoleti, campionamenti e sintetizzatori per creare un’estetica sonora lo-fi, scura ma melodica, in bilico tra il raffinato e il naïf. Un folk contaminato, che racconta la fragilità, la rinascita e il tempo interiore, con uno spirito artigianale e profondamente umano. Dal 2019, Deut ha pubblicato due lavori: “A Running Start” e “From the Other Hemisphere”. Continua ad oggi il suo viaggio sonoro all’insegna di quel "dark naive folk", come ama definirlo, che sabato farà tappa in Calabria, per la prima volta in carriera, grazie a OBL, sempre più attiva nella promozione di eventi di un certo rilievo. Proprio come il live, in esclusiva regionale, di Deut. L’ingresso è gratuito. Per info e prenotazioni: 3207414668. Wed, 15 Jul 2026 07:45:53 +0000 Catanzaro Terna–PoliTechLab. Master di II livello in “Innovazione nei sistemi elettrici per l’energia” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34561-terna-politechlab-master-di-ii-livello-in-innovazione-nei-sistemi-elettrici-per-l-energia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34561-terna-politechlab-master-di-ii-livello-in-innovazione-nei-sistemi-elettrici-per-l-energia.html Lo scorso 9 giugno è stato presentato al Politecnico di Bari la II edizione del Master di II livello: “Innovazione nei sistemi elettrici per l’energia”. Master nazionale, sostenuto e finanziato da Terna SpA con la partecipazione e il sostegno didattico-scientifico dei tre Politecnici italiani di Bari, Milano e Torino (PoliTechLab). Successivamente, il 16 giugno e il 2 luglio, l’iniziativa è stata presentata nei Politecnici di Milano e Torino. Il prof. Massimo La Scala è il referente scientifico del Master per la sede di Bari Politecnico. Ecco l’intervista. Professore il tema dell’energia è sempre più attuale, necessario. La ricerca, la formazione, l’aggiornamento diventa indispensabile perché? La transizione energetica è una delle sfide più importanti e strategiche del nostro tempo. La crescente domanda di energia, la necessità di accelerare la decarbonizzazione, l’integrazione delle fonti rinnovabili e lo sviluppo di reti elettriche sempre più intelligenti e digitalizzate stanno trasformando profondamente il settore energetico, rendendo indispensabili nuove competenze e professionalità altamente qualificate. In questo contesto, ricerca, formazione e aggiornamento continuo rappresentano leve fondamentali per accompagnare il cambiamento e rispondere alle esigenze di un mercato in costante evoluzione. È da questa consapevolezza che nasce la seconda edizione del Master universitario di II livello “Innovazione nei sistemi elettrici per l'energia”, un percorso di alta formazione pensato per preparare professionisti in grado di affrontare le sfide tecnologiche, ambientali e industriali del futuro. Il Master è sviluppato da Terna nell’ambito della rete dei tre Politecnici di Bari, Milano e Torino per promuovere nuove competenze specialistiche per la transizione energetica e digitale.  Il Master è un invito, ma anche un’occasione altamente professionalizzante con riflessi occupazionali per i laureati. Perché? Il Master si rivolge ai laureati magistrali che desiderano acquisire competenze specialistiche e immediatamente spendibili nel mondo del lavoro. Non rappresenta soltanto un’opportunità di approfondimento accademico, ma un vero percorso altamente professionalizzante, capace di coniugare solide basi scientifiche con applicazioni concrete. Attraverso lezioni frontali, attività laboratoriali e il confronto con esperti del settore, i partecipanti svilupperanno competenze avanzate nella progettazione, gestione e innovazione dei sistemi elettrici per l’energia. Al termine del Master, i partecipanti conseguiranno il titolo di Master rilasciato congiuntamente dai tre Politecnici e potranno lavorare nel settore elettrico come: Ingegnere impiantista (esperto di impianti e tecnologie); Asset manager (esperto di asset management); Ingegnere sistemista (esperto dell’esercizio in tempo reale dei sistemi elettrici di potenza); Market operator (esperto di mercati dell’energia e di regolazione energetica). Al momento dell’immatricolazione, Terna fornirà a tutti i selezionati una lettera di impegno all’assunzione con contratto a tempo indeterminato, da confermare alla fine del percorso formativo. L’assunzione potrà avvenire all’interno di diverse sedi dislocate sul territorio nazionale, tra cui la sede di Bari. Il piano didattico della II edizione come si caratterizzerà? La seconda edizione conferma l’impostazione didattica che ha caratterizzato il successo della prima esperienza, rafforzandone gli elementi distintivi e aggiornando i contenuti alla luce della rapida evoluzione del settore. Il piano formativo approfondirà le tecnologie più innovative applicate ai sistemi elettrici per l’energia e alle più avanzate soluzioni per la gestione intelligente dell’energia. L’obiettivo è offrire una formazione interdisciplinare, capace di coniugare ricerca, innovazione tecnologica e applicazioni operative. Rispetto alla prima edizione ci saranno novità? Rispetto alla prima edizione, il Master si presenta ulteriormente arricchito dall’esperienza maturata e dal continuo confronto con l’evoluzione del settore energetico. Il programma è stato aggiornato per intercettare le nuove esigenze del mercato e offrire ai partecipanti strumenti sempre più attuali, consolidando il dialogo tra università, ricerca, industria con il coinvolgimento degli esperti di Terna e mondo professionale rappresentato da docenti, ricercatori ed esperti che operano quotidianamente nei processi di innovazione del comparto energetico. La scelta della sede da parte del candidato ha valore solo logistico-geografico? Anche la scelta di articolare il Master su tre sedi assume un significato che va ben oltre l’aspetto logistico. Si tratta di una scelta progettuale che arricchisce il percorso formativo, mettendo a sistema competenze scientifiche, metodologie didattiche, laboratori e professionalità. Ogni sede contribuisce con le proprie specificità alla costruzione di un’offerta formativa unitaria e interdisciplinare, consentendo ai partecipanti di confrontarsi con approcci differenti allo studio e all’innovazione dei sistemi elettrici per l’energia. Questa organizzazione favorisce un’esperienza di apprendimento più ampia e dinamica, nella quale il dialogo tra docenti, ricercatori, professionisti e corsisti diventa parte integrante del percorso. La presenza di partecipanti provenienti da percorsi formativi diversi stimola, infatti, lo scambio di competenze, il confronto continuo e la costruzione di una rete di relazioni qualificate. Il networking che si sviluppa durante il Master rappresenta un valore aggiunto destinato a proseguire anche oltre la conclusione del percorso formativo, favorendo future collaborazioni professionali. La scheda. Il Master formerà professioniste e professionisti che saranno chiamati a costruire e gestire la Rete Elettrica Nazionale. Sono potenziali destinatari coloro che abbiano conseguito la laurea magistrale o specialistica in: Ingegneria Elettrica, Elettronica, Energetica e Nucleare, dell’Automazione, Gestionale, Informatica, Meccanica o che la conseguiranno entro il prossimo 31 ottobre. Per partecipare I candidati dovranno proporre la propria candidatura entro l’8 settembre (https://www.polimi.it/index.php?id=1138). Successivamente, il 2 ottobre, saranno sottoposti ad un test di valutazione tecnico-culturale a cura del Comitato Scientifico del Master. La prova avverrà in presenza presso uno dei Politecnici a scelta. Seguirà un colloquio a cura di Terna. Saranno ammessi 45 candidati, equamente distribuiti tra i tre Politecnici (15 per ciascun Ateneo). Il percorso formativo prevede il conseguimento di 60 Crediti Formativi Universitari (CFU), pari a 1.500 ore complessive suddivise tra lezioni frontali, esercitazioni e project work. Il programma è articolato in 10 moduli didattici con project work finale. Nel corso della durata del master, 1 anno, saranno organizzati seminari integrativi di approfondimento e visite presso gli impianti Terna, con l’obiettivo di arricchire ulteriormente l’esperienza formativa. I costi di partecipazione al Master, per tutti i candidati ammessi, saranno interamente sostenuti da Terna. Inoltre, saranno altresì assegnatari di Borse di Studio di 19.000 €, anch’esse a carico di Terna. Infine, Terna coprirà le spese di viaggio e alloggio necessarie per lo svolgimento delle lezioni a classi riunite. L’avvio del Master è previsto per il 24 novembre 2026.   Wed, 15 Jul 2026 07:43:47 +0000 Bari Bronte: Silvia Fallico prima donna Presidente del Consiglio Comunale https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34560-bronte-silvia-fallico-prima-donna-presidente-del-consiglio-comunale.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34560-bronte-silvia-fallico-prima-donna-presidente-del-consiglio-comunale.html La massima assise cittadina segna una svolta ed elegge presidente Silvia Fallico, dottoressa in Scienze Motorie, insegnante e speaker radiofonica di 27 anni, prima donna a rivestire questa prestigiosa carica nella storia democratica della città del pistacchio. Al suo fianco, in veste di vicepresidente, siederà Daniele Faia, dottore in Scienze dell’Amministrazione e dell’Organizzazione. La seduta ha visto la partecipazione straordinaria del deputato regionale Ismaele La Vardera, leader di Centrocorrente, che il consigliere on. Giuseppe Castiglione ha invitato a sedere fra i banchi del Consiglio, e dell’avvocato Massimo Fiumara, vice coordinatore regionale del movimento. Visibilmente emozionata, Silvia Fallico ha espresso la propria gratitudine: «Accolgo questo ruolo con profonda consapevolezza e onore. – ha affermato nel suo intervento – Mi impegnerò a fondo per essere all'altezza del compito, collaborando con l'intero Consiglio per il progresso e il benessere della nostra comunità». Infine, Daniele Faia ha sottolineato l'alto valore istituzionale del mandato: «Ringrazio i colleghi per una fiducia andata oltre le aspettative. – ha aggiunto – Custodirò questa responsabilità garantendo la massima imparzialità nello svolgimento delle funzioni consiliari». Entrambi hanno ricevuto gli auguri di buon lavoro da parte di tutto il Consiglio comunale: «Oggi celebriamo una radiosa pagina di storia per questo paese. – ha affermato il sindaco avv. Giuseppe Gullotta – Per la prima volta abbiamo eletto una donna alla guida dell’Aula. Tra l’altro la più giovane della Sicilia, un primato che si unisce a quello di Sofia Serravalle che è l’assessore più giovane d’Italia. Oggi abbiamo compiuto un passo che riflette le capacità, l’autonomia e la maturità democratica di questo gruppo che è stato in grado di sovvertire i pronostici in occasione delle elezioni e che oggi dimostra di essere capace si assumersi la responsabilità dell’amministrazione della città nel rispetto dei principi della democrazia partecipata». Wed, 15 Jul 2026 07:39:59 +0000 Catania Unika, Accademia dello Spettacolo presenta il musical “Il sogno di un re” tratto dall’opera musicale “Padre Pio - Actor Dei” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34556-unika-accademia-dello-spettacolo-presenta-il-musical-il-sogno-di-un-re-tratto-dall-opera-musicale-padre-pio-actor-dei.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34556-unika-accademia-dello-spettacolo-presenta-il-musical-il-sogno-di-un-re-tratto-dall-opera-musicale-padre-pio-actor-dei.html Venerdì 17 luglio alle 21,00 al Teatro Abeliano di Bari va in scena il musical “Il sogno di un re” liberamente tratto e ispirato dalla celebre opera musicale “Padre Pio - Actor Dei” (ingresso gratuito). Lo spettacolo, realizzato nell’ambito della rassegna Luna barese organizzata dal Gruppo Abeliano di Vito Signorile all'interno del più ampio cartellone cittadino estivo Le Due Bari, è la restituzione del Laboratorio Musicale dell’Accademia dello spettacolo Unika, un viaggio di formazione, musica e spiritualità.   Il musical infatti è l’evento finale del Laboratorio intensivo di musical performing condotto da Attilio Fontana e Maurizio Semeraro che si tiene in questi giorni nella sede di Unika di via Padre Massimiliano Kolbe 3/a. Il workshop con oltre 30 ore di formazione tra danza, recitazione e canto, incentrato sul movimento scenico, sullo studio del personaggio attraverso i brani e le scene più intense dell’opera, è stato finalizzato alla messa in scena di tutti gli allievi/e che l’hanno frequentato nello spettacolo dedicato alla vita di San Pio da Pietrelcina. Nel musical il frate cappuccino di Pietrelcina sarà presentato tra storia, fede e lotte interiori, come un vero combattente di Dio. Sul palco i ragazzi del laboratorio daranno vita a una rilettura intima ed emozionante delle atmosfere e della profonda umanità dell'opera originale. Il focus della performance si concentra sulla forza del sogno, del sacrificio e della ricerca spirituale, tematiche universali rilette attraverso gli occhi delle nuove generazioni. Lo spettacolo con la direzione artistica di Sabrina Speranza, sarà introdotto e impreziosito dalla presenza di Attilio Fontana, qui anche in veste di regista, e di Maurizio Semeraro, nel doppio ruolo di mentori e narratori. “Ciò che rende questo appuntamento davvero speciale è il fatto che si tenga in Puglia, terra in cui le radici di questa storia e la devozione a San Pio sono più vive e intense che mai - dichiara Fontana -. Questa esperienza permetterà alle ragazze e ai ragazzi di riscoprire e vestire i panni di un popolo che fa parte del loro stesso sangue, interpretando una storia che li riguarda da vicino." “I ragazzi avranno l'opportunità di misurarsi come veri professionisti. Insieme, porteranno in scena un estratto del materiale di lavoro tratto dal celebre musical Padre Pio Actor Dei, che sarà in tournée a partire dalla prossima stagione. L'opera  - spiega Semeraro - offre gli ingredienti perfetti per una messa in scena completa, integrando i tre linguaggi fondamentali del performer: recitazione, canto e coreografia, alternando brani profondamente emozionali a momenti di grande spettacolarità”.   Biografie  Attilio Fontana nasce a Roma nel febbraio del 1974. Attore, cantante e performer è attualmente impegnato con la tournée dello spettacolo “Tre Uomini e Una Culla” di Coline Serreau. Negli anni è stato protagonista di fortunate tournée teatrali come “Vacanze Romane” con Serena Autieri, “Quegli Strani Vicini di Casa” di Cesc Gay, “Qualche volta scappano” per la regia di Pino Quartullo. E’ stato protagonista di musical come “Hair”, “ActorDei”, “Tosca Amore Disperato” e “Cenerentola.com”. In teatro è inoltre stato al fianco di Lorella Cuccarini ne “Il Pianeta Proibito” ed è stato scelto per il Festival Magna Graecia da Giorgio Albertazzi con lo spettacolo “Agorafollia”. Nel 2013 e nel 2014 conquista il titolo di Campione e Super campione nel programma di Rai Uno, “Tale e Quale Show”. Nella Fiction lo ricordiamo in “Caterina e le sue Figlie“, “L’ onore e il rispetto” e in numerose altre serie Rai e Mediaset. Scrive e compone inoltre colonne sonore, musiche per il teatro e vanta collaborazioni come autore con Lucio Dalla e diverse major discografiche.  Maurizio Semeraro, attore, cantante, performer nasce a Taranto nel 1983. Dal 2003 al 2007 si forma presso l'Accademia Unika di Bari. Nel 2007 entra a far parte del cast di “Actor Dei”, poi de “Il Principe della Gioventù”,  de “L’ avaro” di Moliere, di “Poveri ma Belli” per la  regia di Massimo Ranieri, de “I Promessi Sposi” di Michele Guardì, di “Aladin”, di “Alice nel paese delle meraviglie”. Nel frattempo inizia la collaborazione coi “Mezzotono” (formazione Pugliese di musica a cappella) con i quali toccherà diversi paesi in tutto il mondo. Nel 2014 inizia l’avventura di “Rapunzel” il musical, con Lorella Cuccarini. Nello stesso anno sarà in “Ma l'amore no” scritto e diretto da MarcoGrossi. Sarà poi in “Billy Elliot”, “L'uomo la bestia e la virtù”, “Evita”, con protagonista MalikaAyane e nel  musical “Robin Hood”. Nel 2025 è Davy Jones ne "Pirati dei Caraibi - La maledizione di Davy Jones". In questa stagione teatrale sarà anche Mr. Simpson in "Cantando sotto la pioggia", per la regia di Luciano Cannito. Tue, 14 Jul 2026 08:24:44 +0000 Bari Università Mediterranea| Il Futuro dell'Ingegneria al DICEAM: Sostenibilità, Innovazione e Territorio https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34555-universita-mediterranea-il-futuro-dell-ingegneria-al-diceam-sostenibilita-innovazione-e-territorio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34555-universita-mediterranea-il-futuro-dell-ingegneria-al-diceam-sostenibilita-innovazione-e-territorio.html Le professioni dei prossimi anni saranno profondamente influenzate dalla transizione ecologica, digitale e inclusiva che l’Italia e l’Europa stanno realizzando. I giovani saranno chiamati a operare in settori strategici come economia circolare, energie rinnovabili, difesa del territorio, mobilità sostenibile, progettazione meccanica, automazione, gestione delle risorse, logistica e innovazione industriale. In questo scenario, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria ha il compito di formare nuove competenze per rispondere alle esigenze di un sistema produttivo e ambientale in rapido cambiamento. L’ingegnere diventa una figura centrale perché unisce progettazione delle infrastrutture, tutela dell’ambiente, efficienza energetica, automazione dei processi, organizzazione delle imprese, logistica e innovazione digitale, contribuendo allo sviluppo della Green e Blue Economy e dei nuovi modelli di impresa sostenibile. Il Dipartimento Ingegneria Civile, dell’Energia, dell’Ambiente e dei Materiali (DICEAM), dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, propone una didattica qualificata ed è, al contempo, un centro di ricerca e innovazione dedicato allo sviluppo scientifico in diversi ambiti dell’Ingegneria, attraverso laboratori specializzati, collaborazioni con enti pubblici e imprese, attività sperimentali e progetti multidisciplinari che connettono territorio e comunità scientifica. Il Dipartimento si è negli anni rinnovato sia per arricchire un’offerta che possa incontrare le propensioni degli studenti, sia per venire incontro alle esigenze del territorio. Il DICEAM offre tre corsi di Laurea Triennali (Ingegneria Civile e Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile, Ingegneria Gestionale, Ingegneria Meccanica) e due corsi di Laurea Magistrali (Ingegneria Civile, Ingegneria per la Gestione Sostenibile dell'ambiente e dell'Energia). Inoltre, il percorso formativo si completa con la possibilità di svolgere il Dottorato di Ricerca in “Ingegneria Civile, Ambientale e Industriale”. Nello specifico, l’offerta formativa include tre lauree triennali. Il corso di Ingegneria Civile e Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile fornisce una preparazione scientifica solida già dal primo anno, grazie allo studio di matematica, fisica, chimica e geometria, fondamentali per comprendere i processi dell’ingegneria. Si affrontano le discipline caratterizzanti l’ingegneria del territorio attraverso la scelta di uno dei quattro curricula: Civile, Infrastrutture di Trasporto, Ambiente e Civil Engineering in lingua inglese. Il laureato potrà operare nella progettazione, gestione e manutenzione di edifici, infrastrutture, opere idrauliche, reti energetiche, interventi per la difesa del suolo, monitoraggio ambientale, sicurezza e prevenzione nei cantieri e nelle grandi opere. Il corso di Ingegneria Gestionale integra competenze ingegneristiche con solide basi economiche e manageriali, offrendo una visione integrata dell’intero ecosistema aziendale. Il corso consente di scegliere tra i due curricula: Processi Aziendali ed Energia Sostenibile, permettendo agli studenti di orientare il proprio percorso verso organizzazione, performance o transizione energetica. Le competenze acquisite permettono di affrontare le sfide della digitalizzazione, della gestione dei dati e nell’ottimizzazione delle risorse, e consentono allo studente di diventare un professionista capace di proporre soluzioni avanzate e responsabili. Si tratta di una figura sempre più richiesta dalle imprese e dalle pubbliche amministrazioni, perché capace di coordinare competenze tecniche, economiche e gestionali e di contribuire all’innovazione dei processi decisionali e produttivi. Il corso di Ingegneria Meccanica permette di progettare il futuro attraverso innovazione, sostenibilità e tecnologie avanzate. Il corso offre una solida preparazione scientifica e tecnica per comprendere, progettare e migliorare macchine, veicoli, impianti e processi produttivi. Dalle basi scientifiche si passa alle discipline caratterizzanti della meccanica — meccanica applicata, tecnologia, impianti industriali, costruzione di macchine ed energetica — con attività applicative e strumenti digitali che trasformano idee in soluzioni concrete e con la possibilità di scegliere tra due curricula: Veicoli e Impianti di produzione. Dopo la laurea le opportunità sono elevate in aziende manifatturiere, energetiche, impiantistiche, dei trasporti e studi professionali, contribuendo allo sviluppo dell’Industria 5.0.   “Il nostro Dipartimento risponde alle sfide globali offrendo percorsi di studio dinamici e fortemente connessi con il mondo del lavoro. Al DICEAM non trasmettiamo solo competenze tecniche avanzate, ma formiamo professionisti capaci di progettare un futuro sostenibile, valorizzando il territorio e guidando l'innovazione industriale e ambientale” conclude il Direttore del DICEAM prof. Giuseppe Barbaro Tue, 14 Jul 2026 08:22:01 +0000 Reggio Calabria Monasterace, la terra che ricorda: Francesco Cuteri racconta il paesaggio di Virgilio Piccari https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34554-monasterace-la-terra-che-ricorda-francesco-cuteri-racconta-il-paesaggio-di-virgilio-piccari.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34554-monasterace-la-terra-che-ricorda-francesco-cuteri-racconta-il-paesaggio-di-virgilio-piccari.html L'archeologo ripercorre la nascita dell’esposizione fotografica “Geografie Possibili – Suoni nel silenzio” e ne svela la dimensione quasi rituale: In mostra un paesaggio che uno dei curatori della mostra riconosce come proprio: la Monasterace scavata per quasi vent'anni ritorna oggi negli scatti in bianco e nero di Piccari, tra luce dell'alba, memoria antica e presenza contemporanea.   CATANZARO – Domani “Geografie possibili – Suoni nel silenzio”, la mostra fotografica di Virgilio Piccari, prenderà il via al Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro, per rimanervi fino al prossimo 21 settembre. L’inaugurazione della mostra è in programma alle ore 18:00.  Intanto, dopo le parole della co-curatrice Maria Saveria Ruga sulla grammatica compositiva delle immagini, è ora Francesco Cuteri – archeologo e co-curatore della mostra – a offrire la propria testimonianza sull’esposizione, radicata in una conoscenza diretta e di lunga data del territorio di Monasterace.   Uno sguardo che nasce da un incontro Cuteri lega la propria testimonianza al ricordo diretto della nascita di questa ricerca fotografica, e a una conoscenza del territorio maturata in quasi vent'anni di campagne di scavo nell'area archeologica di Monasterace, tra il 1998 e il 2015. Un legame che gli permette oggi di riconoscere, negli scatti di Piccari, paesaggi mutati nel tempo al ritmo costante dei fasci di luce del Faro di Punta Stilo, e di ritrovarli catturati con uno sguardo insieme rigoroso e fortemente contemporaneo.  Nella sua testimonianza, l'archeologo attualmente impegnato nell’importante cantiere di Nicea, in Turchia, ripercorre anche la genesi del progetto, nato all'interno del Progetto M.O.R.E. (Monasterace Open Resource Experience) – l'iniziativa di rigenerazione culturale, turistica e tecnologica promossa dal Comune di Monasterace e finanziata con fondi PNRR – per poi soffermarsi sulla dimensione più intima e quasi rituale che la ricerca fotografica ha assunto nel tempo.  «Ricordo ancora con precisione il momento in cui Virgilio Piccari mi mostrò la sua prima fotografia in bianco e nero: uno scatto dall'alto del paese verso la foce della fiumara Assi, in direzione del mare. Eravamo a Monasterace, di mattina presto, e commentai che in quell'immagine avrei potuto contare ogni singolo albero di ulivo e, forse, con più attenzione, ogni singola foglia», esordisce Cuteri.  E prosegue: «Ciascuna cosa, in quel paesaggio in divenire era al suo posto. E quello scatto, “tagliato” con il metro del suo cuore, del suo sguardo e della sua sensibilità, mi ha condotto a riflettere sul valore di ciò che all'improvviso si poneva davanti ai miei occhi. Così, osservare è diventato un pensare necessario: un interrogarsi su ciò che prendeva forma dal potente contrasto che solo il bianco e nero può offrire e svelare. Ma anche un tornare indietro nel mio tempo, come se guardassi attraverso una finestra aperta su linee di profili che sono diventati compagni di viaggio fin dalle mie prime frequentazioni di questa terra di confine; fin dalle campagne di scavo avviate nell'area archeologica a partire dal 1998. Sono luoghi a me familiari, che ho visto mutare al ritmo costante e immancabile dei tre raggi di luce del Faro di Punta Stilo, e che oggi ritrovo catturati con cura maniacale attraverso uno sguardo fortemente contemporaneo».  «La ricerca fotografica di Virgilio – spiega - è un percorso di intima riflessione, di tensione emotiva, di rigore metodologico, di esercizio meditativo, che ha visto il nostro direttore “sparire” all'alba, quando ancora era buio, per trovarsi pronto a dialogare, sorridente e soddisfatto, con i tagli di luce, le inclinazioni delle ombre, il sorgere del sole, il respiro del mare, della fiumara e della terra. E la stessa cosa accadeva poco prima dell'imbrunire».  «In ogni fotografia di Virgilio il silenzio è assordante – continua Cuteri -. E così come i draghi dei mosaici antichi presidiano varchi e soglie, le sue immagini rivelano sempre un livello ulteriore: un passaggio, un orizzonte che si dilata, un residuo che si svela come margine di un universo ulteriore. Ciò che è fotografato diventa luogo di confine: tra terra e mare, tra antico e contemporaneo, tra comunità e solitudine».  «Il paesaggio è un organismo che continua a generare significati, come un bazar in cui si incontrano – in una contrattazione che è espressione dell'universo – la natura, la storia e la presenza dell'uomo. E in queste immagini, che non sono mai uno sfondo immutabile, si coglie una tensione, un movimento leggero, una linea del mare che non è mai soltanto un orizzonte. E poi ci sono loro, le nuvole, presenti in ogni fotografia, a ricordarci quanto basti un nulla per generare un mutamento, per farci riprendere il viaggio assumendo forme sempre nuove, per esercitare l'arte eterna dell'esserci e del non esserci, per immaginare ogni giorno una nuova possibile geografia dell'anima», conclude l’archeologo.   Tue, 14 Jul 2026 08:20:26 +0000 Catanzaro L’omaggio al cinema dei Salerno Summer Concerts https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/34550-l-omaggio-al-cinema-dei-salerno-summer-concerts.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/34550-l-omaggio-al-cinema-dei-salerno-summer-concerts.html Secondo appuntamento dei Salerno Summer Concerts, una eterogenea rassegna di otto concerti, promossi dalla Associazione Gestione Musica, presieduta dal cellista Francesco D’Arcangelo e dall’ Associazione Alessandro Scarlatti guidata da Oreste de Divitiis, con il sostegno del Fondo Nazionale dello Spettacolo dal vivo, Ministero dei Beni Culturali e Regione Campania Legge 6/2007.    Venerdì 10 luglio, Salerno Classica il chiostro del Museo Diocesano, alle ore 20,30, presenta un “Omaggio al cinema” con l’ Orchestra da Camera Fiorentina diretta da Giuseppe Lanzetta, che ospita quali solisti il pianista Fernando Diaz e la tromba di Marcello Nesi, per una cavalcata attraverso le partiture Nicola Piovani, Ennio Morricone, Nino Rota,  Vlad-Capponi e Louis Bacalov. Il compito di una colonna sonora non è semplice. Di solito i musicisti decidono cosa vogliono dire, e il comporre la loro melodia equivale al raccontare una storia che l’autore stesso ha deciso di narrare; per una colonna sonora è diverso, perché è più schiava della trama, deve incastrarsi e scendere a compromessi. Ne’ “La vita è bella” le partiture del maestro Piovani fanno molto di più perché prendono per mano le scene del film. La serata principierà con la sua accattivante e vincente rumbetta. Tutti avranno ascoltato nella propria vita un “Tribute to Ennio Morricone”: dietro quelle colonne  sonore che tutti conosciamo, fischiamo, canticchiamo, e vengono eseguite da qualsivoglia formazione, ragazzini, bande, orchestre giovanili, concerti da camera, grandi arene, c’è l’uso elegante di tecniche modernissime, come il serialismo e la musica concreta, combinate con elementi di popular music, influssi folk, canti celtici, canto gregoriano, trombe mariachi e un complesso di esecutori della taglia di un’orchestra sinfonica. Si inizierà con “C’era una volta il West”, il  tema dell’ Armonica, associato al misterioso pistolero interpretato da Charles Bronson, è guidato dal suono acuto e spettrale di un'armonica, che evoca vendetta e un passato oscuro. Quindi, si passerà alla semisconosciuta della Romanza Quartiere con il suo tocco gentile, il suo particolare “esprit de vie” è l’afflato di un artista, di un poeta che ha trovato nell’impalpabile linguaggio della Musica, nel suo indecifrabile magico messaggio un canale aperto di comunicazione intima e profonda, un metalinguaggio che travalica ogni confine e limite sentimentale, linguistico, culturale riuscendo ad aprire a tutti squarci di cielo, di cui essergli grati in eterno. La canzone è un omaggio ai due anarchici, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, che furono condannati a morte da un tribunale degli Stati Uniti nel 1921 e uccisi sulla sedia elettrica nel 1927 accusati di rapina e omicidio, ma condannati principalmente per la loro appartenenza politica al movimento radicale, invece che a seguito di un regolare processo che ne provasse la colpevolezza, oltre ogni ragionevole dubbio. Tanti gli insegnamenti ricevuti da Ennio: due su tutti: “La musica è esclusiva passione” e “se nella partitura vedi una vigna non è bene”, soleva infatti ripetere, sottolineando che la musica deve essere semplice e deve respirare, lasciando trasparire ogni nota”. Omaggio a Nino Rota con Il Padrino, una colonna sonora diventata ormai un capolavoro assoluto della storia del cinema, tra le più famose, è ancora oggi oggetto di interpretazioni in tutti i generi musicali: il brano I Have But One Heart cantata da Al Martino è nell’intimo sentire di tutti noi. Quindi,  si passerà al tema d’amore tratto da “La leggenda del Pianista sull’Oceano”, un film in cui Tornatore e Morricone hanno sposato le loro arti a meraviglia, creando film e musica uno per l’altro, melodie immortali, tra cui "Playing Love" è uno dei brani pianistici più celebri e intensi. Nel contesto del film, il brano rappresenta un momento magico: il protagonista Novecento (interpretato da Tim Roth) improvvisa questa melodia al pianoforte nell'esatto istante in cui, guardando attraverso l'oblò della nave, si innamora a prima vista di una passeggera. Uno stacco con la colonna sonora del film Storia di una capinera del 1993, diretto da Franco Zeffirelli composta a quattro mani dai musicisti Alessio Vlad e Claudio Capponi, musica caratterizzata da atmosfere classiche, intime e malinconiche, create per rispecchiare il dramma interiore della giovane protagonista Maria, una novizia lacerata tra l'amore per la vita, il sentimento per il vicino Nino e la sua tragica vocazione, in cui spicca il brano di grande successo "Il ricordo di un istante", interpretato da Riccardo Cocciante, che ha contribuito a rendere le musiche del film ancora più iconiche ed emozionanti per il grande pubblico. Ritorno a Ennio Morricone con Gabriel’ oboe. “Avara pena, tarda il tuo dono/in questa mia ora di sospirati abbandoni. Un òboe gelido risillaba gioia di foglie perenni,/non mie, e smemora; in me si fa sera: l’acqua tramonta sulle mie mani erbose. /Ali oscillano in fioco cielo, labili: il cuore trasmigra ed io son gerbido, e i giorni una maceria”. E’ il Salvatore Quasimodo di “Oboe Sommerso”, il cui strumento   potrà esprimere la resurrezione di speranza e gioia e l’inversione del tempo che è alla base di questa pagina. Un brano che ha la capacità di entrare, e soprattutto rimanere, nel cuore di chi ascolta. E questo “rimanere” è sempre la spia di un compositore che scava nel profondo, e deposita nei nostri ricordi note, accordi ed effetti che resistono al tempo, con l’ampiezza della sua linea melodica, il colore delle armonie e uno sviluppo che può richiamare alla memoria certa produzione romantica del secondo Ottocento. Intermezzo con la colonna sonora del film Il Postino scritta da Luis Bacalov, per la quale vinse l’Oscar. La track list è un mix di fisarmonica, clarinetto, quartetto d’archi e pianoforte, che porta su un altro mondo. Il sound è tipicamente nostrano, che identifica l’italianità della pellicola. Gli strumenti si mantengono su una stessa linea, senza esagerare nel produrre il suono: una semplicità che caratterizzava anche il buon Troisi e che è rimasta nel cuore di tutti i cinefili. Finale con il Triello e  “Il buono, il brutto, il cattivo”, e una Western Suite, ove Morricone usa una melodia convenzionale, suonata da una chitarra elettrica, un’ocarina, e un’armonica, accanto a strumentazioni di tipo ancora meno convenzionale che includono il fischio, jodel, grugniti, vocalizzazioni talvolta irriconoscibili come umane, schiocchi di frusta e fucilate. Morricone volta, così, le spalle alle convenzioni hollywoodiane per il western e alla loro enfatizzazione dei profili melodici e dei caratteri armonici propri delle canzoni tradizionali e dell’inedia, e, definendo un nuovo modello di riferimento per la colonna sonora di questo genere.   Thu, 09 Jul 2026 08:50:25 +0000 Salerno Estate 2026 a Caltagirone è anche cultura https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34549-estate-2026-a-caltagirone-e-anche-cultura.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34549-estate-2026-a-caltagirone-e-anche-cultura.html Nel weekend del 17 e 18 luglio il parco di Villa Patti, a Caltagirone ospiterà, alle 18,30, la presentazione di due libri i cui autori, entrambi di Caltagirone, hanno esaltato, con la scrittura, la propria passione per la saggistica e la narrativa.  Venerdi 17 luglio verrà presentato il libro "Carlo Levi. Una voce del Sud. Scritti inediti 1956-1974", di Salvatore Venezia, edito da Navarra Editore.  Si tratta di un saggio storico su una delle personalità culturali italiane più illustri del XX secolo, di cui la Biblioteca comunale “Emanuele Taranto” conserva alcuni documenti, a testimonianza della breve, ma significativa relazione di Levi con Caltagirone. Salvatore Venezia è uno storico e archivista che vive e lavora a Torino, all’Archivio storico comunale. Di lui si ricorda il precedente libro: “Mussolinia. Il fallimento di un’idea”, edito nel 2024.  “L’ombra di Kafka” è il titolo del libro di Andrea Alba, che sarà presentato sabato 18 luglio. Il romanzo, quasi un giallo filologico, racconta di più storie in una fitta rete di corrispondenze emozionali, stilistiche, letterarie e all’ultimo Premio Strega è stato precandidato con segnalazione effettuata dallo storico Claudio Strinati ed è pubblicato da Arkadia Editore.  Andrea Alba è uno scrittore e docente di letteratura italiana in un liceo di Torino, dove vive. Il suo primo romanzo è stato “La solitudine dell’orso”, pubblicato nel 2019.  Alle due presentazioni interverranno il sindaco Fabio Roccuzzo e l’assessora alle Biblioteche Micol Liardo, a conferma dell’attenzione che l’Amministrazione comunale dedica alla promozione del libro e della lettura, valsa nel 2025 l’assegnazione a Caltagirone del riconoscimento “Città che legge” da parte del Ministero della Cultura. Thu, 09 Jul 2026 08:47:36 +0000 Catania Fari e torri come hub museali e ciclovie: con Asset al Libro https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34548-fari-e-torri-come-hub-museali-e-ciclovie-con-asset-al-libro.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34548-fari-e-torri-come-hub-museali-e-ciclovie-con-asset-al-libro.html Da un lato il recupero di torri e fari costieri come hub museali, dall’altro il Piano delle ciclovie e i suoi specifici percorsi: questi i temi che Asset porterà al Libro Possibile di Polignano a Mare, oggetto di due recenti pubblicazioni, collegate dallo sviluppo ecosostenibile della Puglia, rientranti nella collana “Studi e Ricerche” della stessa Agenzia. L’appuntamento è sabato 11 luglio, alle 21.15 in Piazza Domenico Modugno. Si comincerà con il “Piano delle ciclovie e percorsi cicloturistici in Puglia”; interverranno il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, l’assessore regionale alla Mobilità Raffaele Piemontese e il direttore Asset Elio Sannicandro; moderatore, il giornalista di RaiSport Andrea De Luca. La pubblicazione aggiorna il precedente “Piano regionale delle ciclovie di Puglia”, integrandolo anche con l’agile guida “Puglia Bike Destination” pubblicata da Asset due anni fa. Il testo   nasce per raccontare una visione, avviata nel 2021 e sfociata nel Piano Regionale della Mobilità Ciclistica, realizzato da Asset e approvato in Giunta nel 2023: quella di una Puglia che, passo dopo passo, punta su un modello di mobilità dolce, sostenibile, inclusiva. Una Puglia che si fa “regione ciclabile”, connettendo borghi e città, natura e cultura, costa ed entroterra, in un unico grande disegno di futuro, potenziando sempre più l’offerta cicloturistica, per i pugliesi e i turisti (i percorsi sono inquadrabili anche tramite QR code), generando la crescente crescita della bike economy. Una rete che si integra con quella nazionale e internazionale, pianificata nello sviluppo dei ciclopercorsi e dei servizi annessi: dalle velostazioni al bike sharing, dai bike hotel al fondamentale sviluppo dell’intermodalità (dai treni agli autobus).  Spazio poi a “Fari e torri di Puglia”, con gli interventi degli stessi Decaro e Sannicandro, insieme all’assessora regionale alla Cultura e conoscenza Silvia Miglietta; moderatrice, la giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Enrica Simonetti. Il volume suggella il recupero e l’inserimento nella rete culturale di tre fari e tre torri costiere pugliesi - il faro torre San Giovanni a Ugento, la torre San Felice a Vieste, la torre Pietra a Margherita di Savoia, la torre Calderina a Molfetta, il faro di Punta Palascia a Otranto e il faro San Cataldo a Bari - nell’ambito dell’Interreg Co.He.N. (Coastal Heritage Network, Interreg Grecia-Italia 2014-2020) promosso e finanziato dalla Regione Puglia - Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio. Architetture marittime pugliesi che diventano musei tematici e hub culturali in stretta relazione con i territori in cui si ergono. Ma che rinascono anche in connessione tra loro, grazie a una progettazione identitaria, curata da Asset, che fonde immagine coordinata, infografiche e nuove tecnologie multimediali per una narrazione innovativa e suggestiva all’insegna dell’accoglienza e dell’informazione ai visitatori sulla base di progettazioni ecosostenibili. Thu, 09 Jul 2026 08:46:11 +0000 Bari Iosonouncane a Catania per “Azul”, voce e chitarra per il cantautore dei record https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34547-iosonouncane-a-catania-per-azul-voce-e-chitarra-per-il-cantautore-dei-record.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34547-iosonouncane-a-catania-per-azul-voce-e-chitarra-per-il-cantautore-dei-record.html L'estate musicale di Zō centro culture contemporanee di Catania vanta il concerto di Iosonouncane – pseudonimo d'arte del cantautore sardo Jacopo Incani il quale arriverà in Sicilia per un live l'11 luglio al Teatro Antico di Catania. L'evento, che fa parte della rassegna 2026 “Azul – Vicolo ritrovato”, vede la coproduzione di Azul con Zō. Azul, giunta alla quarta edizione, prosegue un percorso avviato nel 2023 attorno a un'idea semplice: costruire concerti pensati per un luogo e un momento specifici. Negli anni, questa ricerca ha portato sul palco di Azul artisti di respiro internazionale come Daniela Pes (2023), Marina Herlop (2024) e Warren Ellis (2025). L'11 luglio, al Teatro antico di Catania Iosonouncane si esibirà in una speciale performance chitarra e voce, per ripercorrere tutta la sua produzione: da “La Macarena su Roma”, passando per la pietra miliare “Die” e il mastodontico “Ira”, fino alle colonne sonore per il cinema. Nato a Buggerru nel 1983, piccolo borgo del Sulcis Iglesiente, e cresciuto a Iglesias, Jacopo Incani all’inizio del decennio scorso si trasferisce a Bologna, dove vive e lavora tuttora. Dopo l’esperienza con la band Adharma, inizia a pubblicare su MySpace alcune canzoni a nome Iosonouncane, interamente composte e suonate da lui con l’uso di loop e campionatori. Questo percorso porta alla pubblicazione di “La Macarena su Roma” (Trovarobato, 2010), album che attira l’attenzione per la fusione di elettronica lo-fi, cantautorato classico e uno sguardo acuto sulla cronaca del periodo in cui è stato scritto: un esordio che suona come un comizio elettronico nato nella postazione di un grigio call center bolognese. Dopo il lungo tour de “La Macarena”, Iosonouncane, si ritira per scrivere “Die”, uscito per Trovarobato nel marzo 2015. Se “La Macarena” è un album narrativo ed epico, “Die” è un affresco lirico che racconta dell’uomo, di un uomo e di una donna, archetipi immersi nella natura. Il disco lo consacra come una delle figure di riferimento della musica italiana: ai primi posti nelle classifiche di gradimento, è tuttora un long-seller, più volte ristampato ed esaurito. “Die” dà vita a tre tour in Italia (in solo, in duo acustico e con band) e a un fortunato tour all’estero, culminato nell’esibizione al Primavera Sound 2017 di Barcellona. Nel 2018 lavora con Paolo Angeli, altra autorevole voce della Sardegna contemporanea, in un tour di improvvisazione radicale che gira l'Italia. Nel 2020 il brano “Stormi” ottiene il Disco d’Oro Fimi. Nello stesso periodo firma le colonne sonore dei documentari “Follow The Paintings” e “Marghe e Giulia: una vita in diretta”, entrambi diretti da Alberto Gottardo e trasmessi su Sky. Parallelamente all’attività di compositore, Iosonouncane lavora come produttore: nel 2018 cura la produzione di “Infedele” di Colapesce e nel 2019 quella di “Coma”, album che segna il ritorno di Dino Fumaretto. Nel 2021 esce il terzo disco “Ira”, in collaborazione con Numero 1/Sony che diventa il caso discografico dell’anno, debuttando al primo posto nella classifica dei vinili più venduti (record per un triplo album). Il disco riceve recensioni anche in Europa e Stati Uniti. La mole di musica scritta per “Ira” è condensata in una scaletta di quasi due ore, cantata in una lingua ipotetica: una babele in cui convivono lemmi in spagnolo, inglese, francese, arabo e tedesco e — tranne il titolo — nessuna parola in italiano. Sempre nel 2021 “Iosonouncane”, insieme al regista Alessandro Gagliardo, realizza la performance “Sacramento”, sonorizzazione di un film muto proiettato in varie sale italiane. Il tour di “Ira”, partito nel 2022, diventa anche europeo chiudedosi a Bercellona. Nel 2023 pubblica due album dal vivo: “Jalitah”, registrato con Paolo Angeli durante il tour condiviso del 2018, e “Qui noi cadiamo verso il fondo gelido”, che raccoglie materiale inedito del tour estivo 2022. Nello stesso anno esce “Spira” di Daniela Pes, interamente prodotto e in parte co-scritto da Iosonouncane. Tra il 2023 e il 2024 lavora a diverse colonne sonore, tra cui quelle del film “Berlinguer. La Grande Ambizione” di Andrea Segre, che ha vinto nel 2025 il David di Donatello, del documentario “Lirica ucraina” di Francesca Mannocchi e de “I diari di mio padre” di Ado Hasanovic. Il 31 ottobre dello scorso anno debutta dal vivo con un nuovo progetto in duo con Daniela Pes al C2C di Torino: un lavoro inedito, nato da una residenza autoprodotta a Bologna. Il set è stato poi replicato a Londra, Berlino, Barcellona e al festival Le Guess Who di Utrecht. Biglietti: € 27, prevendite su https://dice.fm/partner/tickets/event/2w3np7-iosonouncane-chitarra-e-voce-11th-jul-teatro-antico-romano-catania-catania-tickets Thu, 09 Jul 2026 08:44:00 +0000 Catania OPERA SILA, il nuovo capitolo di “A Farla Amare Comincia Tu” tra sentieri, laghi e boschi della Sila Piccola https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34546-opera-sila-il-nuovo-capitolo-di-a-farla-amare-comincia-tu-tra-sentieri-laghi-e-boschi-della-sila-piccola.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34546-opera-sila-il-nuovo-capitolo-di-a-farla-amare-comincia-tu-tra-sentieri-laghi-e-boschi-della-sila-piccola.html Dopo cinque edizioni nel centro storico di Catanzaro, "A Farla Amare Comincia Tu" inaugura un nuovo capitolo della sua storia con OPERA SILA che segna il passaggio nel cuore della Sila Piccola, tra i boschi e i sentieri che circondano i laghi Ampollino e Passante, nel territorio del Comune di Taverna, all’interno del Parco Nazionale della Sila. La rassegna, organizzata da Vivodimusica e con la direzione artistica del cantautore Antonio Pascuzzo, si svolgerà nei primi tre fine settimana di settembre (nei giorni 5-6, 12-13, 19-20) e tutte le attività si terranno esclusivamente nelle ore diurne, dal mattino fino al primo pomeriggio. Non sono previsti eventi serali. Il pubblico parteciperà gratuitamente a escursioni guidate nei boschi, affidate a Giovanni Vizza, guida ambientale del Parco Nazionale della Sila. Da anni impegnato nella tutela del patrimonio naturalistico, Vizza promuove anche attività di riciclo creativo attraverso l’Associazione “Il Barattolo Ecotronei” grazie anche al contributo appassionato della presidente del sodalizio, scrittrice e storica, Maria Assunta Albi. I percorsi saranno a ritmo lento, pensati come esperienze di osservazione e ascolto del paesaggio. Lungo il cammino saranno presenti momenti di divulgazione scientifica e culturale con l’intervento di esperti botanici come Carmine Lupia, che offrirà approfondimenti sulla natura, la storia e le caratteristiche della vegetazione del territorio. Elemento distintivo di questa edizione saranno le “imboscate artistiche”: interventi improvvisi degli artisti ospiti che incontreranno i partecipanti direttamente lungo il percorso. La Sila diventerà così un palcoscenico naturale, senza strutture, senza palchi, in totale integrazione e armonia con l’ambiente. La rassegna ospiterà inoltre una giornata speciale realizzata in collaborazione con il Premio Tenco, dal titolo “Il Tenco delle Due Sicilie”, dedicata alla canzone d’autore e al dialogo culturale tra le diverse anime musicali del Sud. Nel corso della rassegna dopo le escursioni del sabato, il pubblico si ritroverà per “RITORNO ALL’OVILE”, un talk conviviale dedicato ai temi della lingua del bosco, delle radici, della restanza e delle nuove forme di presenza nei paesi delle aree interne. In questo spazio di incontro, antropologi, artisti, studiosi, amministratori, imprenditori e abitanti dialogheranno attorno al tema del bosco come metafora delle comunità: un luogo in cui differenze e relazioni generano equilibrio, resilienza e appartenenza. Incontri dal ritmo dinamico e dallo stile radiofonico, con le incursioni del direttore Antonio Pascuzzo e di Ivan Talarico, cantautore, autore e teatrante. Una presentazione speciale del progetto - nel corso della quale verranno annunciati gli artisti protagonisti del festival - si terrà martedì 28 luglio, una data scelta in maniera significativa in coincidenza con la Giornata Mondiale della Conservazione della Natura (World Nature Conservation Day). L’iniziativa prenderà forma in un set allestito direttamente nei boschi della Sila, proprio nei luoghi in cui sono in corso le operazioni di pulizia e ripristino dei percorsi. Sarà un momento unico, in cui il paesaggio non farà da sfondo ma diventerà protagonista, soggetto vivo che dialoga e chiede ascolto. All’evento parteciperanno rappresentanti istituzionali, enti e partner coinvolti, insieme ad amici e sostenitori del progetto. Il titolo della rassegna, OPERA SILA, richiama la storica istituzione del dopoguerra nata per sostenere quanti avevano scelto di restare ad abitare nell’altopiano silano. Attraverso una reinterpretazione in chiave culturale, la denominazione dell’iniziativa pubblica diventa uno slogan per provare a sfatare il luogo comune secondo cui il passaggio dell’uomo in Calabria è inevitabilmente associato alle storture dell’abusivismo edilizio. “Opera Sila” vuole invece celebrare l’intervento virtuoso dell’uomo che, grazie alla creazione visionaria di un sistema di laghi artificiali – progettato da un ingegnere nei primi anni del Novecento – ha saputo migliorare l’ambiente e contribuire alla nascita di un ecosistema oggi riconosciuto come uno dei più ricchi e preziosi d’Europa. A Farla Amare Comincia Tu continua così il suo percorso di ricerca volto ad accendere i riflettori su luoghi meritevoli di attenzione, attivare nuove forme di sensibilità e osservazione e costruire esperienze culturali uniche. Il progetto è finanziato nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Eventi Straordinari: la Calabria che incanta” della Regione Calabria, con risorse del POC 2014/2020 (Azione 6.8.3). Tra i partner istituzionali dell’iniziativa figurano il Comune di Taverna, il Parco nazionale della Sila, il Reparto Carabinieri Biodiversità di Catanzaro. Sono state inoltre avviate numerose collaborazioni con realtà attive sul territorio, tra cui Cultura Italiae ONG Unesco, Centro Calabrese di Solidarietà, associazione Il Barattolo Ecotronei e Stazione meteorologica di Sant’Elia, curata da Francesco Benevento.     Wed, 08 Jul 2026 08:22:34 +0000 Catanzaro Alkantara Fest 2026 al via con l'Alkantara MediOrkestra, il Mediterraneo come spazio d'incontro https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34545-alkantara-fest-2026-al-via-con-l-alkantara-mediorkestra-il-mediterraneo-come-spazio-d-incontro.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34545-alkantara-fest-2026-al-via-con-l-alkantara-mediorkestra-il-mediterraneo-come-spazio-d-incontro.html Venerdì 10 luglio il Teatro antico di Catania ospiterà il concerto della Alkantara Mediorkestra, anteprima assoluta della XXII edizione di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano. L'Alkantara Mediorkestra è formata da 11 musicisti e un direttore d'orchestra che mettono insieme Sicilia, Nord Europa e Medio Oriente. Con la direzione orchestrale di Giuseppe Privitera, della Mediorkestra fanno parte: Fabio Tiralongo sassofono; Fabio Sodano duduk, ney, sax e flauti; Bronagh Slevin violoncello; Alexandra Dimitrova violino; Enzo Rao violino e oud; Mahmoud Hamad voce, oud e darbouka; Roberto Fiore contrabbasso; Josè Mobilia percussioni; Riccardo Gerbino tabla; Mario Gulisano percussioni e marranzano; Denise Di Maria percussioni e charango. Un concerto che attraversa il Mediterraneo come spazio di incontro, memoria e trasformazione, intreccia strumenti, linguaggi e sensibilità provenienti da diverse sponde del mare comune, tra tradizioni orientali, suoni popolari, jazz contemporaneo e improvvisazione. Il concerto è realizzato in collaborazione con la direzione del Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci. Il progetto Alkantara MediOrkestra – che vede la co-produzione fra Darshan e l'Associazione Algos-Monk Jazz Club -, nasce nel 2023 all'interno dell'Alkantara Fest per presentare una miscela armoniosa di mondi musicali e di strumenti provenienti da diverse tradizioni culturali. Gli strumenti spaziano dal marranzano siciliano all’oud arabo, e comprendono strumenti a fiato come il duduk armeno, e il ney arabo, arricchiti dal charango cileno. L’ensemble comprende anche una piccola sezione d’archi di contrabbasso, violoncello e violino, oltre al bodhràn irlandese. Il suono distintivo dell’Alkantara MediOrkestra è il prodotto di arrangiamenti meticolosi che fondono abilmente una confluenza di forti tradizioni folcloristiche e jazzistiche. L’impegno dell’ensemble per ricreare una evidente diversità musicale si evidenzia nella fusione di questi elementi tradizionali con espressioni contemporanee, influenzate dalla world music e dalla natura improvvisativa del jazz che infonde spontaneità e creatività. Questo approccio ispirato al jazz non solo aggiunge un senso di imprevedibilità alla musica, ma favorisce anche una sinergia unica tra i membri dell’ensemble, creando un’esperienza di ascolto coinvolgente e immersiva. Tre i progetti orchestrali finora realizzati dall'Alkantara MediOrkestra - “Eastbound” del 2023, “Jazzbound” del 2024 e “Terraemaris” del 2025” -, un album all'attivo “Jazzbound” del 2025 pubblicato da Mhodì Music Company, grazie al sostegno di Nuovo Imaie, ed un altro album in “gestazione” che dovrebbe vedere la luce il prossimo anno: «Siamo in piena fase creativa – racconta il direttore dell'ensemble Giuseppe Privitera -, che terminerà a fine anno per poter uscire con il nuovo album nel 2027. E così ci potremo dedicare a nuove sonorità». Ingresso € 15, in prevendita su www.ctbox.it € 12, per gli abbonati al Monk Jazz Club di Catania l'ingresso al botteghino è ridotto a € 8. Alkantara Fest 2026 si svolgerà fino all'8 agosto in più località prevalentemente etnee (con un evento, la Festa greca, il 5 agosto sui monti Iblei netini) con eventi di anteprima e post festival nella sezione Off, e che avrà il suo fulcro dal 23 al 26 luglio a “Il Pigno” azienda agricola di Pisano, la frazione di Zafferana Etnea eletta a quartier generale del festival. La “biodiversità” che identifica un territorio – identificata quest'anno dal  ramarro dell’Etna (specie che contribuisce alla biodiversità nell’ecosistema del Vulcano attivo più alto d’Europa) diventato l’immagine simbolo del festival grazie a Giuseppe Lombardo – si estende alla musica grazie ad Alkantara Fest che attraverso il folk e la world music promuove una cultura musicale “altra”, con l’obiettivo di creare un legame forte tra la Sicilia e le tradizioni popolari del mondo. Grazie al suo fitto programma di concerti, workshop, spettacoli per famiglie ed eventi itineranti tra natura, cultura e tradizioni musicali da tutto il mondo, il festival siciliano è salito al terzo posto nella classifica di Transglobal World Music Chart, la rete di critici musicali che lavora per diffondere la musica tradizionale, dei migliori festival di world music al mondo. E poi, anno dopo anno, il festival ha consolidato la sua vocazione Green, sviluppando una consapevolezza ambientale che ha indotto l'intero festival a promuovere il riciclo. Il direttore artistico Mario Gulisano: «Nel tempo complesso che stiamo vivendo, crediamo che la cultura possa ancora creare connessioni reali tra persone, luoghi e visioni. Alkantara Fest nasce nel cuore del Mediterraneo e ne riflette l’identità: uno spazio di incontro, attraversamento e dialogo tra tradizioni e contemporaneità. Il programma 2026 riunisce artisti che, partendo dalle proprie radici, costruiscono linguaggi nuovi e condivisi. Allo stesso tempo, il festival continua a impegnarsi per un modello sostenibile, attento al territorio e alle comunità che lo abitano». Dopo l'anteprima, Alkantara Fest proseguirà martedì 21 luglio all'Azienda agricola Il Pigno di Pisano (Zafferana Etnea) con l'evento speciale del festival, il concerto della cantautrice franco-greca Melina Vlachos (prevendite su www.ctbox.it) che porta ad Alkantara Fest una delle proposte più fresche della scena mediterranea europea. Melodie cantate e suonate all’oud, pulsazioni elettroniche, richiami balcanici e orientali, la sua musica nasce dall’incontro tra radici greche, sensibilità urbana ed energia pop. Wed, 08 Jul 2026 08:20:49 +0000 Catania NUMTA 2026, l’UNICAL al centro della ricerca scientifica internazionale: a Curinga studiosi da 44 Paesi https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34544-numta-2026-l-unical-al-centro-della-ricerca-scientifica-internazionale-a-curinga-studiosi-da-44-paesi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34544-numta-2026-l-unical-al-centro-della-ricerca-scientifica-internazionale-a-curinga-studiosi-da-44-paesi.html Oltre duecento studiosi e ricercatori provenienti da 44 Paesi si sono dati appuntamento in Calabria per la quinta edizione di NUMTA 2026 – Numerical Computations: Theory and Algorithms, il Congresso Internazionale e la Scuola Estiva dedicati al calcolo numerico, alla modellazione matematica e ai nuovi paradigmi computazionali. L'evento, ospitato dal 22 al 26 giugno al Falkensteiner Garden Resort di Curinga, è stato organizzato dal Dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica dell'Università della Calabria in collaborazione con la Society for Industrial and Applied Mathematics (SIAM, USA). Dopo le edizioni del 2013, 2016, 2019 e 2023, NUMTA ha confermato il proprio ruolo di punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale, promuovendo il confronto tra studiosi provenienti da ambiti teorici e applicativi sui più recenti sviluppi del calcolo numerico, della modellazione matematica e dei nuovi paradigmi computazionali. Nel corso dei lavori sono stati affrontati temi che spaziano dai fondamenti teorici del calcolo numerico alle più avanzate tecniche computazionali, con contributi provenienti dall'informatica teorica, dal machine learning, dalla linguistica, dalla logica, dalla teoria degli insiemi e dalla filosofia, con applicazioni nei campi dell'ingegneria, della fisica, della chimica, dell'economia e della didattica della matematica. Particolare attenzione è stata riservata ai nuovi paradigmi computazionali, alle tecniche di ottimizzazione numerica e all'utilizzo di infiniti e infinitesimi nei calcoli numerici. Uno dei momenti centrali del congresso è stato dedicato alla metodologia sviluppata all’UNICAL dal professor Yaroslav Sergeyev, presidente dei Comitati Scientifici di tutte le edizioni di NUMTA, insieme ai suoi collaboratori. Il paradigma computazionale consente di effettuare calcoli con numeri finiti, infiniti e infinitesimi mediante l'Infinity Computer, tecnologia brevettata in diversi Paesi e già oggetto di numerosi riconoscimenti internazionali. Il programma scientifico ha proposto lezioni plenarie e tutorial affidati a studiosi di riconosciuto prestigio internazionale, tra cui Louis D'Alotto, Renato De Leone, Schahram Dustdar, Daniel Krob, Daniel Kuhn, Gitta Kutyniok, Yurii Nesterov, Panos Pardalos e Davide Rizza. Il presidente del Comitato Organizzativo, professor Dmitri Kvasov, ha annunciato che gli atti del congresso saranno pubblicati da Springer nella prestigiosa collana Lecture Notes in Computer Science. Gli autori dei contributi selezionati saranno inoltre invitati a presentare versioni estese dei propri lavori per la pubblicazione su numeri speciali di autorevoli riviste scientifiche internazionali dedicate alla conferenza. Come da tradizione, anche l'edizione 2026 ha assegnato un premio destinato a riconoscere risultati scientifici di particolare rilievo nei settori di ricerca affrontati dal congresso. Springer conferirà inoltre un riconoscimento speciale alla migliore presentazione realizzata da un giovane ricercatore. Alla cerimonia di apertura ha partecipato il direttore del Dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica dell'Università della Calabria, professor Francesco Scarcello. «NUMTA - ha dichiarato il professor Yaroslav Sergeyev, presidente dei Comitati Scientifici  -  rappresenta un’importante occasione di confronto e collaborazione scientifica tra ricercatori provenienti da tutto il mondo. L’auspicio è che questa manifestazione possa continuare a favorire la nascita di nuove idee, progetti e avanzamenti nei diversi ambiti della ricerca, rafforzando ulteriormente il ruolo dell’Università della Calabria nel panorama scientifico internazionale». Oltre all'elevato profilo scientifico, NUMTA 2026 ha rappresentato anche un'importante occasione di promozione del territorio. Diversi ricercatori e docenti arrivati in Calabria dall'estero hanno scelto di partecipare al congresso insieme alle proprie famiglie, prolungando il soggiorno per visitare alcune località della regione. Un aspetto che conferma come manifestazioni internazionali di questo livello possano generare ricadute positive anche sul turismo e sull'economia locale. Wed, 08 Jul 2026 08:19:31 +0000 Cosenza Annunciata la cinquina dei romanzi finalisti dell’undicesima edizione del “Premio Fondazione Megamark – Incontri di Dialoghi” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/trani/34543-annunciata-la-cinquina-dei-romanzi-finalisti-dell-undicesima-edizione-del-premio-fondazione-megamark-incontri-di-dialoghi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/trani/34543-annunciata-la-cinquina-dei-romanzi-finalisti-dell-undicesima-edizione-del-premio-fondazione-megamark-incontri-di-dialoghi.html Annunciata la cinquina dei romanzi finalisti dell’undicesima edizione del “Premio Fondazione Megamark – Incontri di Dialoghi”, il concorso letterario dedicato alle opere prime di narrativa italiana, promosso dalla Fondazione Megamark di Trani in collaborazione con l’associazione culturale La Maria del porto, (organizzatrice dei Dialoghi di Trani), e con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura della Regione Puglia, del PACT (Polo Arti Cultura Turismo) e della Città di Trani. I romanzi finalisti sono (in ordine alfabetico): ‘Acqua sporca’ (Einaudi) di Nadeesha Uyangoda (vincitrice del Premio Campiello Opera Prima 2026 e già segnalata nella dozzina del Premio Strega 2026); ‘Adriatica’ (Gramma Feltrinelli) di Massimo Gezzi; ‘Armadio di famiglia’ (Minimum Fax) di Gianni Denaro; ‘Calùra’ (Rubbettino) di Saverio Gangemi e ‘Il prodigio’ (Mondadori) di Fabrizio Sinisi. Inoltre, ‘Una brutta voglia’ (Wudz) di Anna Schirru ha ricevuto una menzione speciale dalla giuria degli esperti per «la rara efficacia con cui la voce narrante restituisce il timbro autentico del parlato infantile, inserendolo in un "noi" corale che ne allarga il respiro, fino a farne il racconto di una comunità e della sua terra». Sono state 90 le opere prime in gara, proposte da oltre 75 case editrici provenienti da tutta Italia, a conferma della crescente rilevanza del premio nel panorama letterario nazionale, lette e valutate dalla giuria degli esperti, presieduta quest’anno da Maria Teresa Carbone e composta da altre sei personalità della cultura e dell’informazione: Paolo Di Paolo, Cristian Mannu, Oscar Iarussi, Giancarlo Fiume, Pasquale Guaragnella e Simonetta Sciandivasci. Tra le principali novità di questa edizione “La corte dei lettori”, la nuova giuria popolare chiamata a decretare il vincitore del premio. Ne fanno parte 40 lettori di tutta Italia dal Piemonte alla Puglia, passando per il Veneto e la Campania. Alla corte dei lettori partecipano, inoltre, cinque gruppi di lettura provenienti da Bologna, Milano, Trieste, Rovigo e Pordenone che coinvolgeranno ulteriori 85 lettori. La corte dei lettori esprimerà un voto per ciascun componente, mentre ogni gruppo di lettura avrà diritto a un voto collegiale. «Da undici anni il premio rappresenta un’occasione concreta per valorizzare nuovi talenti della narrativa italiana e per promuovere la lettura come strumento di crescita culturale e sociale – dichiara il cavaliere del lavoro Giovanni Pomarico, presidente della Fondazione Megamark –. La nascita della corte dei lettori rafforza ulteriormente il carattere partecipativo del concorso; è un segnale importante che conferma la volontà del premio di continuare a crescere e innovarsi ogni anno di più». «L'edizione 2026 del premio ha visto un'affluenza notevolissima di romanzi, proposti da case editrici di ogni dimensione – dichiara Maria Teresa Carbone, presidente della giuria degli esperti -, a dimostrazione di quanto il premio Fondazione Megamark occupi ormai un ruolo centrale nel panorama dell'editoria italiana. La cinquina selezionata si affida a lingue che vengono da mondi e discipline differenti (poesia, teatro, design) messe al servizio della verità narrativa, dove il racconto di famiglie e comunità mira a restituire appartenenze e smarrimenti senza mai cedere alla retorica». Il premio farà una prima tappa istituzionale il prossimo 17 luglio a Roma, in occasione della conferenza stampa di presentazione della XXV edizione de ‘I Dialoghi di Trani’, nella Sala Nassirya del Senato della Repubblica, per poi tornare in Puglia, a Bisceglie, il 22 luglio presso la libreria Le Vecchie Segherie Mastrototaro, in occasione del festival ‘42Gradi – idee sostenibili’, per la presentazione della cinquina dei romanzi finalisti. A condurre l’incontro la giornalista culturale Alessandra Tedesco, che dialogherà insieme agli autori finalisti con la partecipazione speciale dell’attore Dario Aita. Infine, appuntamento l’11 settembre a Trani, presso la sede della Fondazione Megamark, per l’evento di proclamazione del vincitore, che aprirà la XXV edizione de ‘I Dialoghi di Trani’, con la partecipazione straordinaria di Francesca Fagnani e Dario Aita. Il “Premio Fondazione Megamark – Incontri di Dialoghi”, sostenuto dai supermercati A&O, Dok, Famila, Sole365 e Ottimo del Gruppo Megamark, si è affermato negli anni come uno dei principali riconoscimenti dedicati alla narrativa d’esordio nel Mezzogiorno, contribuendo alla scoperta e alla valorizzazione di nuove voci della letteratura italiana.   La Fondazione Megamark dell’omonimo Gruppo Megamark, leader della distribuzione moderna con 50 anni di storia e circa 600 punti vendita nel Mezzogiorno a insegna A&O, Dok, Famila, Sole365 e Ottimo, sostiene e promuove iniziative e progetti con l’obiettivo di contribuire alla crescita culturale e sociale dei territori in cui opera. In Puglia promuove il bando ‘Orizzonti solidali’ rivolto al terzo settore pugliese e il premio letterario nazionale ‘Premio Fondazione Megamark - Incontri di Dialoghi’, nato per premiare il talento di scrittori esordienti e per contribuire alla diffusione della lettura nel Mezzogiorno. Wed, 08 Jul 2026 08:17:47 +0000 Trani La cucina etnica incontra quella siciliana per un percorso di enogastronomia e solidarietà https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34538-la-cucina-etnica-incontra-quella-siciliana-per-un-percorso-di-enogastronomia-e-solidarieta.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34538-la-cucina-etnica-incontra-quella-siciliana-per-un-percorso-di-enogastronomia-e-solidarieta.html Cucina e solidarietà camminano a braccetto per un percorso condiviso che vede collaborare il CO.P.E., l’Organizzazione Non Governativa di Catania, federata Focsiv, e Masseria La Timpa di Valverde (Ct), da sempre attenta a tematiche sociali. A partire da venerdì 10 luglio, la struttura ristorativa ospiterà un calendario di eventi unici, dove la cucina italiana e quella etnica si fonderanno in un percorso di sapori, profumi e culture in dialogo tra loro. L’iniziativa Sapori senza confini nasce con uno scopo preciso: trasformare la convivialità in un motore di cambiamento. Parte del ricavato delle serate andrà infatti a finanziare i tantissimi progetti umanitari che il CO.P.E. realizza da anni nel mondo, focalizzati sulla tutela dei diritti dei bambini, sull'istruzione, sulla salute e sul sostegno alle comunità più vulnerabili nei Paesi in via di sviluppo, ma anche in Sicilia e in particolar modo a Catania dove è stato attivato il progetto Giovani e genitori al centro orientato alla lotta contro la povertà educativa. In questo modo, il cibo diventa un linguaggio universale. Nei piatti proposti durante gli eventi, le materie prime del nostro territorio e le ricette della tradizione italiana incontreranno spezie e tecniche culinarie dal mondo. Una commistione che non è solo gastronomica, ma fortemente simbolica: la dimostrazione di come la diversità possa arricchire e creare valore, tanto nel piatto quanto nella società. Il calendario prenderà il via il 10 luglio dalle ore 20.30 a Masseria La Timpa di Valverde di via Crocifisso 44a dove gli chef del locale e la cuoca senegalese Zeina prepareranno un menu con portate tipicamente italiane e piatti del Senegal in un mix di musica e rimandi alle diverse provenienze geografiche.   “La cucina è da sempre il primo e più immediato strumento di conoscenza e accoglienza tra i popoli -spiega Carmela D’Agostino, responsabile progetti del CO.P.E.-. Con questo calendario di eventi vogliamo dimostrare che la contaminazione tra culture non toglie nulla alle singole identità, ma al contrario le arricchisce. Farlo supportando il nostro lavoro sul campo dà a ogni singola serata un valore immenso, trasformando la convivialità in un gesto concreto di solidarietà globale". Un concetto che i ristoratori Giovanni Samperi e Antonio Rosano sposano completamente. “Ci piace l’idea che il nostro lavoro possa essere d’aiuto -spiegano-. Mettiamo volentieri a disposizione i nostri spazi per una causa a cui crediamo molto e che sosterremo in più modi”. All’interno del locale infatti sarà presente materiale informativo sui progetti della ong catanese che in questo momento sta portando avanti la campagna “Abbiamo riso per una cosa seria” che prevede la vendita di riso a sostegno delle attività nei vari Paesi del mondo in cui opera. Da qui si snoderanno una serie di eventi che vedranno un lavoro comune anche nei prossimi mesi con serate tematiche, ulteriori cene a quattro mani e momenti di condivisione. Mon, 06 Jul 2026 08:55:46 +0000 Catania Presentazione della guida “Il Cammino di San Giacomo in Sicilia” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34536-presentazione-della-guida-il-cammino-di-san-giacomo-in-sicilia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/catania/34536-presentazione-della-guida-il-cammino-di-san-giacomo-in-sicilia.html Sarà presentata giovedì 9 luglio, alle 20, nella Basilica di San Giacomo di Caltagirone, la guida “Il Cammino di San Giacomo in Sicilia”, realizzata da Totò Trumino e Giuseppe Riggio. Un percorso di sei tappe che attraversa il cuore della Sicilia, tra storia, spiritualità, arte e paesaggi autentici. Un cammino pensato per pellegrini, camminatori e per tutti coloro che desiderano riscoprire il territorio con lentezza e consapevolezza. Ad aprire l’incontro sarà don Salvatore Gallo, parroco della Basilica di San Giacomo. Interverranno Fabio Roccuzzo, sindaco di Caltagirone, Giovanni Ferro, sindaco di Mirabella Imbaccari, Danilo Parasole, sindaco di San Michele di Ganzaria, e Claudio Lo Monaco, assessore alla Cultura del Comune di Caltagirone. Ospiti della serata saranno Massimo Porta, priore per la Sicilia della Confraternita di San Jacopo di Compostela, e Concetta Galesi, hospitalera del Cammino siciliano di San Giacomo.           Si tratta di un’occasione per conoscere un progetto che valorizza il patrimonio storico, culturale e spirituale della Sicilia, promuovendo un’esperienza di viaggio autentica, da vivere un passo alla volta. Mon, 06 Jul 2026 08:51:55 +0000 Catania Università Mediterranea: Lauree in Economia al Passo con AI e Transizione Ecologica https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34531-universita-mediterranea-lauree-in-economia-al-passo-con-ai-e-transizione-ecologica.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34531-universita-mediterranea-lauree-in-economia-al-passo-con-ai-e-transizione-ecologica.html I nuovi manager, analisti economici e consulenti aziendali si formano anche qui, a Reggio Calabria all’Università Mediterranea presso il Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Scienze Umane (DiGiES). L’offerta formativa prevede due percorsi ambiziosi, la laurea triennale in Scienze Economiche (L-33) e la laurea magistrale biennale in Economia (LM-56), che rispondono all'obiettivo di dotare i laureati di conoscenze e competenze indispensabili per inserirsi con successo in un mercato del lavoro profondamente trasformato dall’intelligenza artificiale e dalla transizione digitale ed ecologica. Il corso di laurea triennale in Scienze Economiche offre una formazione economica solida che consente di acquisire gli strumenti teorici e metodologici necessari per affrontare successivi percorsi di specializzazione professionale. L'approccio è multidisciplinare: competenze economiche e aziendali si intrecciano con quelle quantitative e giuridiche per formare manager junior e porre le basi per profili professionali orientati alla gestione di impresa e alla consulenza aziendale. La possibilità è anche quella dell' iscrizione all’Albo degli Esperti Contabili- previo superamento di un esame di Stato- di un impiego in banche e società finanziarie, all’imprenditorialità, all’analisi economica di supporto alle decisioni economiche di imprese e istituzioni. A dimostrazione di come questo percorso si rivolga a profili molto diversi tra loro, concorre la storia di Umberto Fragomeni, con alle spalle esperienze internazionali a Dubai e oggi funzionario all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Umberto ha scelto il corso di laurea in Scienze Economiche per dare continuità al proprio percorso di crescita personale e professionale. Conciliando con successo studio e lavoro, si è brillantemente laureato nei tempi previsti e ha scelto di proseguire alla Mediterranea di Reggio Calabria, iscrivendosi alla laurea magistrale in Economia. Una scelta questa che rappresenta la naturale evoluzione di un'esperienza accademica vissuta con soddisfazione e profitto. “Gli studi in campo economico consentono l’acquisizione di modelli interpretativi e strumenti di analisi dei contesti economici e sociali in cui si opera”, racconta, aggiungendo: “Sono richiesti impegno e determinazione, ma i risultati ripagano ampiamente ogni sacrificio”. Il corso di laurea magistrale in Economia fornisce competenze economiche e aziendali avanzate che consentono l’analisi di fenomeni economici alla luce delle grandi trasformazioni in corso: globalizzazione, transizione digitale, sostenibilità. Il corso è articolato in due curricula a scelta dello studente: Economia e Diritto d'Impresa (interamente in lingua italiana) e Behavioural & Environmental Economics (che include il secondo anno in lingua inglese). Le figure professionali che il corso di laurea forma sono il dirigente di aziende pubbliche e private, il Dottore Commercialista e il revisore legale (previo superamento di un esame di Stato), l’economista in banche, centri di ricerca economica, università e organismi nazionali e internazionali. Le competenze acquisite nel corso di laurea triennale si evolvono in una prospettiva orientata alla sostenibilità e all'innovazione, valorizzando l'applicazione dell'Intelligenza Artificiale all'economia e al management. Tra gli insegnamenti più innovativi, figurano Artificial Intelligence and Machine Learning e Applied Game Theory, che preparano a interpretare le dinamiche dei mercati e a supportare decisioni strategiche in ambienti ad alta intensità di dati. La dimensione della sostenibilità ambientale è altrettanto valorizzata negli studi economici, con insegnamenti dedicati all’economia e alla politica ambientale, negli insegnamenti giuridici che analizzano gli strumenti normativi attraverso i quali si perseguono obiettivi di sostenibilità ambientale, e negli insegnamenti di ambito aziendale, come Marketing e Strategia Aziendale, affrontati in una prospettiva di corporate social responsibility. La formazione si completa con attività condotte in laboratori di ricerca tra i quali spicca il Decisions Lab, che integra ricerca accademica e intelligenza artificiale nello studio dei processi decisionali di individui, imprese e policy maker, e le attività in collaborazione con lo sportello ImprendiReggioCalabria di Confindustria, che facilita collaborazioni con imprese e istituzioni del territorio. A cinque anni dalla laurea magistrale, secondo il Rapporto AlmaLaurea 2025, il tasso di occupazione di un laureato magistrale in Economia raggiunge il 91,3%. Tra i primi laureati magistrali, spicca il nome di Domenica Romeo, esperta di behavioral economics, oggi ricercatrice presso un importante università italiana. Francesco Cannizzaro, laureato magistrale in Economia che ha optato per il curriculum in lingua inglese, è risultato vincitore di una delle 13 posizioni da stagista presso l’Autorità Antitrust a Roma: “Ho sviluppato competenze trasversali molto richieste, che mi hanno permesso di interfacciarmi con realtà istituzionali di rilevanza nazionale”. Sono attualmente iscritti al corso di laurea magistrale in Economia Francesco Parpiglia e Antonino Pardeo, in continuità con il percorso avviato nella laurea triennale in Scienze Economiche. La loro scelta conferma il valore di un'offerta formativa strutturata in modo da garantire un doppio efficace sviluppo delle competenze tra primo e secondo livello di studi. Francesco e Antonino colgono ogni opportunità di formazione dei due corsi di laurea: programmi di mobilità internazionale nell’ambito del progetto Erasmus+, attività di servizio civile in ambito universitario, competizioni nazionali come la ‘Competizione Italiana della Mediazione’ a Milano. Studenti e studentesse del corso di laurea sfidano colleghi di tutti gli altri atenei italiani in diverse occasioni, come quella del concorso nazionale ‘MakeItACase’ della Società Italiana di Management. La presentazione di casi di studio imprenditoriali locali ha fatto meritare, nelle ultime due edizioni, premi a Happy Abiodun, Nancy Bombardieri, Attilio Febert e Maria Serranò, studenti della laurea magistrale provenienti dalla triennale dell’Università Mediterranea. Una scelta di continuità tra laurea triennale e laurea magistrale è stata anche quella di Giorgia Esposito che ha recentemente aderito a un programma Erasmus+ di mobilità breve a Siviglia sui temi dell’Intelligenza Artificiale. Dell’esperienza dice: "L'esperienza ha rappresentato per me un'importante occasione di crescita accademica, professionale e di scambio culturale". La qualità riconosciuta del percorso magistrale attrae anche studenti internazionali: Alagie Jallow, proveniente dal Gambia, ha optato per la laurea magistrale in Economia a Reggio Calabria per costruire il suo futuro, contribuendo a una comunità accademica sempre più plurale e aperta al mondo. L’esperienza di Gabriele Tavella conferma l'attrattività del corso anche per studenti provenienti da altri atenei: dopo la laurea triennale in Scienze Economiche presso la Mediterranea, Gabriele ha conseguito una laurea magistrale a Milano, ma è tornato alla Mediterranea in un secondo momento: ‘Ho deciso di intraprendere una seconda laurea magistrale per arricchire ulteriormente il mio percorso accademico. L'offerta dell'Università Mediterranea si è rivelata la scelta ideale, possedendo tutti i requisiti per completare la mia formazione con prospettive solide e trasversali. A fare la differenza, rispetto a quando ho deciso di continuare gli studi fuori, è stata la prospettiva di un corso di laurea magistrale completamente rinnovato e in linea con gli orientamenti più attuali del mondo del lavoro’. Dopo una laurea triennale conseguita in altro ateneo anche Antonio Pipicella e Sara Bova hanno scelto Economia per ampliare il proprio bagaglio di competenze e affiancare a una preparazione specialistica una visione più ampia dei fenomeni economici, aziendali e manageriali. Uno degli elementi che distingue il Dipartimento DIGIES dell’Ateneo reggino è la capacità di accompagnare studenti con percorsi di vita complessi, senza che la qualità della formazione ne risenta. Qui, viene accolto chi studia lavorando, chi porta avanti una carriera sportiva agonistica, chi affronta difficoltà di salute o disabilità: la flessibilità non è un'eccezione, ma una scelta culturale del dipartimento. Rosalba Giordano lo sa bene: velista agonista dall'età di sei anni, ha trovato all'Università Mediterranea l'unico ambiente universitario in cui sport e studio non si escludevano a vicenda. Si è brillantemente laureata in Economia a pochi giorni dalla sua partecipazione alle prime Olimpiadi di eSports di Singapore 2023, dove ha rappresentato l'Italia. Oggi è manager olimpico al CONI, dove incontra quotidianamente atleti costretti a scegliere università a distanza per non rinunciare allo sport. La sua esperienza all’Università Mediterranea è stata differente: ‘Ho trovato invece un ambiente stimolante e docenti disponibili, capaci di valorizzare il mio percorso di studentessa atleta". Il suo è un messaggio di grande incoraggiamento per atleti e sportivi: ‘La mia laurea magistrale è un traguardo che mi ha fatto comprendere quanto sport e studio possano davvero crescere insieme’. Inclusione significa anche questo: che nessuno venga lasciato indietro per ragioni che non dipendono dalla propria volontà. Marta Libri si è iscritta a Scienze Economiche nel 2016 e tre anni di sospensione per gravi problemi di salute non l'hanno fermata. Oggi è prossima alla laurea, e racconta un percorso fatto di fatica ma anche di scoperta: “Ho trovato docenti competenti e dotati di profonda sensibilità umana. Non ho mai ricevuto sconti sul programma, ma ho registrato una reale volontà di fare inclusione, pronti ad ascoltare, a valorizzare il merito, senza mai farmi sentire un peso. La disabilità non definisce i miei limiti.” E ancora afferma: “L’università non è solo il luogo in cui costruire il proprio futuro, ma soprattutto il luogo in cui i sogni prendono forma”. Scegliere i Corsi di Laurea di ambito economico dell’Università Mediterranea significa investire in una formazione che guarda all'evoluzione del mondo del lavoro senza trascurare la persona. Un percorso che- come dimostrano le storie degli studenti che ogni anno scelgono questi percorsi formativi-, sa trasformarsi in crescita personale e professionale, qualunque sia il punto di partenza. Info: https://www.unirc.it/corsi/lauree-triennali/scienze-economiche; https://www.unirc.it/corsi/lauree-magistrali/economia Fri, 03 Jul 2026 07:16:35 +0000 Reggio Calabria Al Planetario Pythagoras della Città Metropolitana la chiusura del corso “Il mondo ellenico https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34530-al-planetario-pythagoras-della-citta-metropolitana-la-chiusura-del-corso-il-mondo-ellenico.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34530-al-planetario-pythagoras-della-citta-metropolitana-la-chiusura-del-corso-il-mondo-ellenico.html Si è concluso con l'intervento del Dott. Leonardo Gervasi sul tema "Dalla filosofia al corpo: la nascita del pensiero greco in Magna Grecia" il corso di formazione rivolto ai docenti di ogni ordine e grado e aperto all'intera cittadinanza dal titolo: “Il mondo ellenico: la culla invisibile del sapere occidentale. Scienza, Arte e Politica”. Il corso, svolto in presenza e in modalità da remoto, inserito sulla piattaforma ministeriale S.O.F.I.A., è stato organizzato e promosso da una rete di istituzioni d'eccellenza che comprende la Società Astronomica Italiana (SAIt), Ente qualificato dal MIM per la formazione del personale della scuola, l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC) e il Centro Internazionale degli Scrittori della Calabria (CIS).  L'iniziativa ha goduto del fondamentale supporto della Città Metropolitana di Reggio Calabria che, attraverso il Planetarium Pythagoras, si conferma un punto di riferimento imprescindibile per la diffusione della cultura scientifica sul territorio.  Il percorso si è configurato come un vero e proprio viaggio alle sorgenti della nostra civiltà, ponendo al centro la Magna Grecia come laboratorio formidabile della mente occidentale. In questa terra, secoli fa, il logos ha mosso i suoi primi passi unendo l'osservazione dei fenomeni naturali alla speculazione filosofica, alla bellezza dell'arte e alla cura della polis.  C'era un momento preciso nella storia, un'epoca d'oro, in cui la distinzione tra cultura “scientifica” ed umanistica semplicemente non esisteva: a quel modello di unità ha guardato questo progetto.  Ripercorrere queste tappe significa riappropriarsi di una memoria storica straordinaria, in cui il nostro territorio non era la periferia, ma il cuore pulsante e la culla invisibile della cultura europea.  Proprio per questo, il percorso formativo ha offerto ai docenti e alla cittadinanza una chiave di lettura integrata della conoscenza, mostrando come l'astronomia, la numismatica, la filosofia antica e la politica dialogassero costantemente tra loro.  Il corso ha stimolato una riflessione profonda sulla didattica moderna con l'obiettivo di tornare a "unire i punti" del sapere, esattamente come facevano gli antichi, per restituire alle nuove generazioni una visione globale, armonica e appassionata della realtà.  L'intero ciclo di incontri ha registrato un ottimo riscontro di presenze sia tra i docenti che tra i cittadini, registrando una partecipazione entusiasta a cui ha certamente contribuito l'alto profilo scientifico, il carisma e la professionalità dei relatori coinvolti, tra i quali la Prof.ssa Paola Radici Colace (Ordinario di Filologia Classica e Direttrice del Corso), il Prof. Daniele Castrizio (Ordinario di Numismatica), il Prof. Pasquale Amato (Storico e Politologo), il Prof. Amos Martino (Grecista), il Dott. Fabrizio Sudano (Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria) e il Dott. Leonardo Gervasi (medico).   Fri, 03 Jul 2026 07:13:28 +0000 Reggio Calabria Domani a Grottaglie si inaugura il Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/34529-domani-a-grottaglie-si-inaugura-il-concorso-di-ceramica-contemporanea-mediterraneo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/34529-domani-a-grottaglie-si-inaugura-il-concorso-di-ceramica-contemporanea-mediterraneo.html Ottantuno opere da 29 Paesi trasformano Grottaglie (TA) in un crocevia internazionale dell’arte ceramica contemporanea. Domani, sabato 4 luglio 2026, alle ore 19, nel Castello Episcopio, si inaugura la XXXIII edizione del Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo”, promosso e organizzato dal Comune di Grottaglie, Assessorato alla Cultura. La mostra porterà nella città pugliese 81 opere selezionate, scelte tra le 410 candidature arrivate da artisti di 48 Paesi del mondo. Dal 4 luglio al 18 ottobre 2026, il percorso espositivo riunirà 66 opere della sezione principale e 15 progetti finalisti della nuova sezione “Grande Opera”, dedicata a interventi scultorei e installativi pensati per dialogare con la città, il paesaggio urbano e la comunità. Le opere in mostra raccontano la materia come linguaggio vivo e attuale, attraversando scultura, installazione, ricerca materica e sperimentazione formale. Il progetto mette in relazione artisti, tecniche e visioni provenienti da numerosi Paesi, tra cui Argentina, Bulgaria, Cina, Corea del Sud, Francia, Giappone, Grecia, Italia, Messico, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Taiwan, Ucraina e Venezuela. Con la nuova edizione del Concorso “Mediterraneo”, Grottaglie conferma la sua vocazione internazionale e il suo ruolo di città simbolo della ceramica, capace di mettere in dialogo tradizione, arte contemporanea e ricerca.  Nel cuore di una città simbolo della tradizione figulina italiana, la mostra interpreta l’argilla come materia antica e insieme contemporanea, capace di raccontare identità, memoria, ecologia, trasformazioni sociali e nuove visioni artistiche. La sezione “Grande Opera” amplia il progetto oltre gli spazi museali, portando l’arte ceramica in dialogo con l’architettura, il paesaggio e la comunità, in una prospettiva di rigenerazione culturale. A dare particolare rilievo all’inaugurazione saranno gli interventi di Ascanio Celestini ed Elisabetta Stefanelli, due voci autorevoli del panorama culturale nazionale. Celestini, attore teatrale e regista cinematografico, ospite d’onore dell’evento, proporrà una riflessione sul valore dell’arte come strumento di memoria, identità e partecipazione. Stefanelli, caporedattrice dell’ANSA Cultura nazionale, offrirà invece uno sguardo sul ruolo della comunicazione nel racconto dei territori e sulla capacità della ceramica di diventare linguaggio culturale, identitario e contemporaneo per Grottaglie e per la Puglia. Alla cerimonia parteciperanno inoltre il sindaco di Grottaglie, Ciro D’Alò, l’assessore alla Cultura, Turismo e Valorizzazione della Ceramica, Raffaella Capriglia, la responsabile del Settore Cultura, Daniela De Vincentis, la curatrice Lisa Hockemeyer, storica dell’arte, del design e docente universitaria, e il presidente della BCC San Marzano, Emanuele Di Palma, partner storico dell’evento. Saranno presenti anche i membri della giuria Corinne Julius, curatrice londinese specializzata in design e craft contemporanei, e Paola Centanni, direttrice di Palazzo Merulana a Roma. Durante la serata inaugurale saranno premiati gli artisti vincitori della XXXIII edizione. Il sistema dei riconoscimenti conferma l’attenzione alla qualità artistica e al sostegno concreto degli autori: il 1° Premio “Mediterraneo”, da 5.000 euro, prevede l’ingresso dell’opera vincitrice nella collezione del Museo della Ceramica; il 2° Premio “Mostra Personale”, da 2.000 euro, offre uno spazio espositivo dedicato nell’edizione successiva; il 3° Premio “Residenza d’artista” Under 35, da 1.000 euro, finanziato dalla BCC San Marzano di San Giuseppe, consiste in una residenza completa di tutoraggio e supporto produttivo. A questi premi si aggiunge il riconoscimento da 10.000 euro destinato alla sezione “Grande Opera”. L’intera serata sarà arricchita dalla musica dei maestri Francesco Greco al violino e Antonello De Bartolomeo al pianoforte. All’inaugurazione e alla premiazione seguirà un raffinato momento conviviale nel Giardino Mediterraneo adiacente. A completare il programma anche la presentazione del catalogo ufficiale della XXXIII edizione del Concorso, edito da Claudio Grenzi Editore e promosso dal Comune di Grottaglie. Il volume, interamente dedicato alle opere selezionate e alla ricerca contemporanea, offrirà un ulteriore strumento di approfondimento sul percorso artistico e culturale della manifestazione. Con questa edizione, il Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo” rinnova la vocazione internazionale di Grottaglie e conferma la forza di una tradizione che continua a evolversi, trasformando la materia in racconto, ricerca e futuro. La manifestazione si svolge con il patrocinio della Regione Puglia e la collaborazione di POP Pottery of Puglia. La segreteria organizzativa è curata da CoopCulture, Infopoint Castello Episcopio. Tra i partner figurano inoltre AiCC, Associazione Italiana Città della Ceramica, il main sponsor BCC San Marzano di San Giuseppe e lo sponsor tecnico Monun.   Fri, 03 Jul 2026 07:11:07 +0000 Taranto A New York tutto esaurito per i laboratori delle Strade della Ceramica siciliana https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34524-a-new-york-tutto-esaurito-per-i-laboratori-delle-strade-della-ceramica-siciliana.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34524-a-new-york-tutto-esaurito-per-i-laboratori-delle-strade-della-ceramica-siciliana.html Il nuovo lusso? Mettere le mani nell'argilla di una piccola bottega in un borgo siciliano. Non è uno slogan turistico, ma una delle nuove tendenze del mercato internazionale. E a confermarlo è il pubblico americano che, a New York, ha fatto registrare il tutto esaurito ai laboratori esperienziali delle Strade della Ceramica Siciliana. Un successo che va oltre il dato organizzativo e racconta un cambiamento più profondo: oggi il viaggiatore cerca autenticità, vuole conoscere le persone, imparare antichi mestieri e sentirsi parte delle comunità che visita. Così attività produttive storiche, come quelle delle centinaia di botteghe di ceramica artistica siciliana, si aprono a un nuovo mercato, quello del turismo esperienziale. È proprio su questa nuova idea di viaggio che ha puntato "Sicily Lands in Hands", il progetto promosso da Migi Press, nato dalla collaborazione tra i comuni di Burgio, Caltagirone, Collesano, Monreale, Santo Stefano di Camastra e Sciacca e cofinanziato dalla Regione Siciliana – Assessorato alle Attività Produttive nell'ambito dell'iniziativa "Sicilia che piace 2026", che ha portato negli Stati Uniti le eccellenze artigianali delle sei città siciliane della ceramica, trasformando per tre giorni Brooklyn e Manhattan in una finestra aperta sulla Sicilia più autentica. Il sold out registrato sia al Choplet Ceramic Studio Shop & Gallery di Brooklyn sia da Eataly Flatiron non rappresenta soltanto il successo di un evento, ma conferma l'interesse crescente del mercato nordamericano verso un turismo che mette al centro identità, artigianato, piccoli borghi e tradizioni locali, aprendo nuove prospettive di mercato internazionale per il settore delle ceramiche siciliane. New York ha risposto con il tutto esaurito. I due workshop esperienziali organizzati nell'ambito di "Sicily Lands in Hands" hanno registrato il sold out sia al Choplet Ceramic Studio Shop & Gallery di Brooklyn sia presso Eataly Flatiron, nel cuore di Manhattan, confermando come il patrimonio culturale e manifatturiero della Sicilia rappresenti oggi uno degli strumenti più efficaci per intercettare la crescente domanda internazionale di turismo esperienziale. L'iniziativa, che ha portato negli Stati Uniti le sei città siciliane della ceramica – Burgio, Caltagirone, Collesano, Monreale, Santo Stefano di Camastra e Sciacca – non si è limitata a presentare opere artistiche o produzioni artigianali. Ha proposto un modo diverso di raccontare la Sicilia: attraverso il contatto diretto con gli artigiani, la lavorazione dell'argilla, il dialogo con i maestri ceramisti e la scoperta di una tradizione che affonda le proprie radici in migliaia di anni di storia.  Un modello di promozione turistica che trova piena sintonia con l'evoluzione del mercato internazionale "La Sicilia per il mercato nordamericano è una destinazione ormai molto solida - spiega Caterina Orlando, Country Manager Enit Stati Uniti e Messico - La sfida oggi è offrire nuovi itinerari e nuove esperienze. Il nuovo lusso non è rappresentato dagli alberghi più esclusivi, ma dalla possibilità di vivere realmente le tradizioni locali, diventando protagonisti del viaggio. Il turista americano cerca autenticità, vuole conoscere la storia dei prodotti, incontrare le comunità e immergersi nella vita dei piccoli centri. Ogni prodotto è figlio del territorio e racconta una storia millenaria: è proprio questo che rende la Sicilia una destinazione straordinaria". Una visione che coincide perfettamente con la filosofia delle Strade della Ceramica Siciliana, nate per trasformare un patrimonio artistico in uno strumento di valorizzazione del territorio, capace di accompagnare il visitatore fuori dai tradizionali circuiti dell'overtourism per condurlo dentro botteghe, musei, laboratori, paesaggi e comunità locali. "L'arte ceramica - sottolinea Claudio Lo Monaco, vicepresidente nazionale dell'Associazione Italiana Città della Ceramica - rappresenta uno dei più forti elementi identitari della Sicilia. Attraverso la ceramica si apprende la storia dell'isola, fatta di contaminazioni arabe, spagnole, ebraiche e mediterranee che ancora oggi vivono nei colori, nelle forme e nelle decorazioni. Da questa idea nasce il Passaporto delle Strade della Ceramica Siciliana, che noi definiamo una vera e propria credenziale del turismo esperienziale: uno strumento che invita il visitatore a riscoprire l'identità siciliana attraverso la sua produzione ceramica. "Lands in Hands" significa proprio questo: mettere la terra della Sicilia nelle mani delle persone, trasformando il viaggio in un'esperienza che coinvolge tutti e cinque i sensi". A New York questa idea ha trovato un pubblico attento e curioso. Nei due laboratori, andati rapidamente esauriti, decine di partecipanti hanno potuto modellare l'argilla insieme ai maestri ceramisti siciliani, comprendendo come dietro ogni manufatto si nascondano secoli di storia, cultura e identità mediterranea. Per i piccoli comuni della rete il progetto rappresenta anche una concreta opportunità di sviluppo economico e turistico. "Portare il nostro artigianato oltre i confini italiani significa promuovere i nostri territori - afferma Alessandro Amoroso, assessore al Turismo del comune di Santo Stefano di Camastra - Per realtà come la nostra la ceramica è molto più di una tradizione: è uno dei principali motori dell'economia locale. Fare rete tra le sei città ci permette di presentarci insieme sui mercati internazionali con una proposta forte e credibile. Il sostegno dell'Enit, dell'Istituto Italiano di Cultura di New York e della Regione Siciliana dimostra che il turismo esperienziale rappresenta una strada concreta per valorizzare le eccellenze dei nostri territori e costruire nuove opportunità di sviluppo".  Tra i momenti più significativi della missione americana anche la consegna del Passaporto delle Strade della Ceramica Siciliana al direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di New York, Claudio Pagliara. Un gesto simbolico che sancisce l'avvio internazionale di uno strumento pensato per incentivare il turismo esperienziale nei sei comuni della rete, invitando i visitatori a collezionare i timbri delle città della ceramica e a vivere un percorso fatto di laboratori, musei, botteghe e incontri con gli artigiani. Il debutto statunitense di "Sicily Lands in Hands" conferma così che il patrimonio immateriale della Sicilia può trasformarsi in una leva strategica per attrarre nuovi flussi turistici internazionali. Non soltanto arte, ma un racconto autentico del territorio, capace di coniugare cultura, tradizioni, manifattura d'eccellenza e sviluppo locale. Una prospettiva che trova oggi conferma anche nei dati del mercato internazionale: il turismo contemporaneo premia sempre più le destinazioni capaci di offrire esperienze autentiche, nelle quali il visitatore non sia semplice spettatore, ma protagonista della storia che sta vivendo. È su questa visione che le Strade della Ceramica Siciliana intendono continuare il proprio percorso di internazionalizzazione, portando nel mondo un modello di promozione che mette al centro i borghi, gli artigiani e l'identità più autentica della Sicilia. Thu, 02 Jul 2026 05:18:53 +0000 Economia A Lamezia Terme un suggestivo «Notturno leopardiano di Parole e Musica» https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34521-a-lamezia-terme-un-suggestivo-notturno-leopardiano-di-parole-e-musica.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34521-a-lamezia-terme-un-suggestivo-notturno-leopardiano-di-parole-e-musica.html La poesia senza tempo di Giacomo Leopardi incontra le note avvolgenti del jazz in un appuntamento culturale da non perdere. Venerdì 3 luglio, alle ore 20.45, la splendida cornice della corte-giardino di Palazzo Nicotera ospiterà l’originale evento «Notturno leopardiano di Parole e Musica». Una serata speciale concepita come un viaggio emozionale sospeso nel tempo, dove il concetto filosofico del sublime leopardiano si fonderà con le armonie intime del piano jazz e la poesia del grande recanatese. Protagonisti dell'evento saranno: il filosofo Raffaele Gaetano, studioso leopardiano di lungo corso, il pianista jazz Francesco Scaramuzzino e l’interprete Giancarlo Davoli. Annalisa Spinelli tesserà lo storytelling emozionale della serata. Ingresso sino ad esaurimento posti. Wed, 01 Jul 2026 05:32:14 +0000 Catanzaro Estate sicura, la ASL Bari potenzia la rete dell’emergenza https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34519-estate-sicura-la-asl-bari-potenzia-la-rete-dell-emergenza.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34519-estate-sicura-la-asl-bari-potenzia-la-rete-dell-emergenza.html Sei postazioni 118 aggiuntive per garantire un'assistenza ancora più capillare durante i mesi estivi. La ASL Bari rafforza anche quest'anno la rete dell'emergenza-urgenza con l'attivazione, dal 1° luglio al 31 agosto, di mezzi di soccorso dedicati alle aree interessate dal maggiore afflusso di residenti e turisti. Saranno operative cinque postazioni tutti i giorni, dalle 8 alle 20, a Giovinazzo, Cassano delle Murge, Polignano a Mare, presso il Presidio territoriale San Giacomo di Monopoli e presso il nuovo Ospedale Monopoli-Fasano. A queste si aggiunge una sesta postazione, a Cozze, attiva il sabato e la domenica, sempre nella fascia oraria 8-20. Ogni mezzo sarà composto da un autista-soccorritore e un soccorritore, a supporto della rete territoriale dell’emergenza. Il potenziamento è stato predisposto dalla Direzione Generale della ASL Bari, d'intesa con la Centrale Operativa 118 e in sinergia con Sanitaservice, che garantisce mezzi e personale dedicati. L'obiettivo è rafforzare la capacità di risposta del sistema di emergenza durante il periodo estivo, caratterizzato dall'aumento delle temperature e dall'incremento delle presenze turistiche. Le sei postazioni si integrano con il modello organizzativo predisposto dalla U.O.C. SET 118 e si aggiungono alla rete ordinaria già presente sul territorio provinciale, contribuendo a garantire interventi ancora più tempestivi ed efficaci nelle località costiere e nelle aree di maggiore afflusso di persone. Gli indirizzi delle sei postazioni 118  sono: Polignano a Mare – Via Don Luigi Sturzo, n. 1 Presidio Territoriale San Giacomo di Monopoli – Piazza San Giacomo Cassano delle Murge – Via Diego Laudati Giovinazzo – Via Diomede Illuzzi Ospedale Monopoli-Fasano – Contrada Sant'Antonio d'Ascula Cozze – Largo Puglia Wed, 01 Jul 2026 05:27:05 +0000 Bari Papa Leone XIV riceve un anello con l'effigie di san Pietro realizzato da Michele Affidato https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34516-papa-leone-xiv-riceve-un-anello-con-l-effigie-di-san-pietro-realizzato-da-michele-affidato.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34516-papa-leone-xiv-riceve-un-anello-con-l-effigie-di-san-pietro-realizzato-da-michele-affidato.html In occasione della ricorrenza dell'inizio del Ministero Petrino di Sua Santità Papa Leone XIV, il Santo Padre ha ricevuto in dono un prezioso anello raffigurante l'effigie dell'Apostolo Pietro, opera del maestro orafo Michele Affidato, realizzata su commissione di Don Antonino Vinci, Rettore della Chiesa del Carmine di Reggio Calabria. Il dono è stato consegnato personalmente da Don Vinci a nome dell'intera comunità della Chiesa del Carmine di Reggio Calabria, quale segno di filiale devozione, comunione ecclesiale e vicinanza spirituale al Successore di Pietro. L'anello, realizzato interamente a mano in argento con bagno in oro 24 kt, raffigura in rilievo il volto di San Pietro, primo degli Apostoli e fondamento della Chiesa. Un'opera di profondo valore simbolico che richiama la continuità della successione apostolica, la fede della Chiesa e la missione pastorale affidata al Pontefice. Il Santo Padre ha accolto con particolare apprezzamento il dono, esprimendo il proprio ringraziamento a Don Antonino Vinci e all'intera comunità del Carmine per il gesto di affetto, di preghiera e di vicinanza spirituale. Il legame tra il maestro Michele Affidato e Don Vinci nasce da una collaborazione che affonda le proprie radici nel tempo. Già nel 2007, infatti, Affidato realizzò, su incarico dell'allora parroco di Oliveto, le nuove corone della Madonna della Consolazione di Oliveto, successivamente benedette in Vaticano da Papa Benedetto XVI e incoronate da S.E. Mons. Vittorio Mondello, allora Arcivescovo Metropolita di Reggio Calabria-Bova. L'opera donata a Papa Leone XIV si inserisce nel più ampio percorso artistico e spirituale che il maestro Michele Affidato porta avanti da anni nel campo dell'arte sacra. Numerose sono, infatti, le creazioni realizzate per diocesi, santuari, congregazioni religiose e istituzioni ecclesiali, molte delle quali vengono presentate al Santo Padre per la benedizione prima della loro destinazione al culto. Recentemente nominato Interlocutore Referente presso la Pontificia Accademia di Teologia, Michele Affidato ha costruito nel tempo un importante percorso di ricerca e approfondimento dell'arte sacra, coniugando tradizione, fede e maestria artigianale. Un cammino che gli ha consentito di conoscere gli ultimi quattro Pontefici e di instaurare un profondo rapporto con il mondo ecclesiale, fino a essere riconosciuto come uno degli orafi di riferimento della Santa Sede. Nel corso del pontificato di Papa Francesco, il maestro Michele Affidato ha ricevuto dalla Segreteria di Stato Vaticana il prestigioso incarico di realizzare le opere destinate ai doni ufficiali della Santa Sede, offerte dal Santo Padre a Capi di Stato, Ministri e autorità religiose in occasione degli incontri istituzionali. Opere di grande valore simbolico e artistico, realizzate dal maestro Affidato insieme al figlio Antonio, orafo e scultore. Un'attività che prosegue anche oggi sotto il pontificato di Papa Leone XIV, confermando il valore artistico e simbolico delle sue creazioni, autentica espressione del dialogo tra arte, fede e diplomazia ecclesiale.   Tue, 30 Jun 2026 05:43:51 +0000 Reggio Calabria Il Dialogo dei Due Pianoforti - Sintonie Perfette https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34514-il-dialogo-dei-due-pianoforti-sintonie-perfette.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34514-il-dialogo-dei-due-pianoforti-sintonie-perfette.html C’è un momento preciso in cui la musica smette di essere un semplice ascolto e diventa un atto di resistenza culturale. È successo ieri sera, in un’atmosfera densa, quasi palpabile, sotto un cielo estivo che non ha concesso sconti. Una serata decisamente torrida, di quelle in cui l'aria sembra fermarsi, ma che il pubblico delle grandi occasioni ha deciso di sfidare per un appuntamento imperdibile: il concerto dei pianisti Tatiana Malguina e Rodolfo Rubino, accompagnati dall’Orchestra "O. Stillo". Il programma, d’altra parte, era di quelli che valgono ogni singola goccia di sudore: un viaggio geometrico ed emotivo tra il rigore immortale di Johann Sebastian Bach e la luminosa vivacità di Wolfgang Amadeus Mozart. Il Dialogo dei Due Pianoforti: “Sintonie Perfette” . Aprire una serata così calda con la complessità di Bach richiede non solo una tecnica impeccabile, ma una lucidità mentale fuori dal comune. Malguina e Rubino, seduti l’uno di fronte all’altra come specchi di un’unica mente musicale, hanno dipanato le trame del Concerto per due pianoforti con una nitidezza sorprendente. L’Orchestra "O. Stillo", ha creato il tappeto sonoro ideale, evitando che il caldo appesantisse il fitto contrappunto bachiano. Nonostante l'umidità mettesse a dura prova l'accordatura degli strumenti e la reattività dei tasti, il dialogo tra i due solisti è rimasto serrato, matematico eppure vibrante. Il cambio di atmosfera è arrivato con il genio di Salisburgo. Il Concerto per due pianoforti e orchestra di Mozart ha portato una sferzata di freschezza intellettuale, un contrasto quasi ironico con la temperatura dell'ambiente. Qui l’affiatamento tra Tatiana Malguina e Rodolfo Rubino si è trasformato in pura complicità teatrale: I tempi allegri: Brillanti, agili, capaci di rincorrersi senza mai sovrapporsi. L'Andante: Un’oasi di lirismo in cui il tempo è sembrato, per un attimo, fermarsi (e con esso, fortunatamente, anche la percezione dell'afa). La sinergia con l'orchestra "O.Stillo" ha toccato l'apice nei movimenti finali, dove il brio mozartiano ha letteralmente contagiato la platea, strappando applausi a scena aperta. "Suonare in queste condizioni richiede un controllo fisico ed emotivo immenso. Gli artisti non hanno solo eseguito Bach e Mozart: li hanno difesi dal clima, regalandoci una serata di pura bellezza." Un Successo di Volontà e Talento. Tatiana Malguina e Rodolfo Rubino hanno confermato una maturità artistica straordinaria, capaci di trasformare il disagio climatico in energia pura. Accanto a loro, l'Orchestra "O. Stillo" si proietta sempre più come una realtà solida, resiliente e dal respiro internazionale. Gli scroscianti e prolungati applausi finali hanno rinfrescato gli animi di tutti i presenti, unendo musicisti e pubblico in un unico, grande e caloroso (questa volta in senso metaforico) abbraccio. Tue, 30 Jun 2026 05:36:26 +0000 Crotone Nuvola Comics 2026, il bilancio del direttore artistico Emiliano Lamanna: «Un festival che cresce nella partecipazione e guarda al futuro» https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34510-nuvola-comics-2026-il-bilancio-del-direttore-artistico-emiliano-lamanna-un-festival-che-cresce-nella-partecipazione-e-guarda-al-futuro.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34510-nuvola-comics-2026-il-bilancio-del-direttore-artistico-emiliano-lamanna-un-festival-che-cresce-nella-partecipazione-e-guarda-al-futuro.html «Nuvola Comics è stato capace di dimostrare in soli tre anni come attraverso il fumetto si possa raccontare una città, si possa dialogare con la letteratura, la storia e l’arte, con la musica e il teatro, con il gioco e la pedagogia, con il graphic journalism e l’impegno civile. Tutto attraverso il coinvolgimento delle diverse generazioni che animano l’intera comunità». A una settimana dalla conclusione della terza edizione, è tempo di bilanci per Nuvola Comics, il festival del fumetto, del gioco e dell'arte di Catanzaro che, anno dopo anno, consolida la propria identità culturale e il proprio ruolo nel panorama degli eventi dedicati alla cultura pop. A tracciare il consuntivo della manifestazione è il direttore artistico Emiliano Lamanna, che affida alle sue riflessioni il racconto di un'edizione caratterizzata da un'ampia partecipazione di pubblico, dalla qualità della proposta culturale e da una comunità sempre più coinvolta nel progetto. Le parole del direttore artistico restituiscono il clima vissuto nei tre giorni del festival, tra partecipazione, incontri e una risposta del pubblico che conferma la crescita della manifestazione. Accanto ai numeri, infatti, emerge soprattutto il valore dell'esperienza condivisa in uno dei luoghi simbolo della città, capace di accogliere visitatori di tutte le età e provenienze. «Sono ancora emozionato dall’intensa e sorprendente partecipazione al festival. In questi giorni si sono metabolizzati numeri ed emozioni vissute in un complesso monumentale dove giovani e famiglie, curiosi e appassionati, catanzaresi e forestieri, hanno condiviso mostre e incontri con gli autori, giochi all’aperto e giochi da tavolo, momenti musicali e performance teatrali. Molte persone attente hanno riempito le sedie dei talk di Fumetti In Chiostro. In soli tre giorni circa settecento persone hanno visitato il Nuvola Expo nell’area museale». Tra gli elementi che hanno contraddistinto questa terza edizione c'è stata la capacità del festival di coinvolgere pubblici diversi attraverso attività pensate per ogni fascia d'età. «Siamo orgogliosi e felici della fiducia che i genitori catanzaresi hanno riposto nel Nuvola e per i suoi format. I laboratori di fumetto e manga della scuola Grafite sono stati tre momenti indimenticabili per i più piccoli. Per quanto riguarda la fascia adolescenziale, grande partecipazione nelle sale dedicate ai giochi da tavolo, curate dall’Antro del Troll, con un significativo incremento delle presenze al terzo Nuvola Cosplay Contest e nell’area giochi all’aperto». Accanto alle attività rivolte al pubblico più giovane, il festival ha visto una forte partecipazione anche negli spazi esterni, diventati veri e propri luoghi di socialità e intrattenimento per l’intera durata della manifestazione. «Elemento magico che porto nel cuore è la presenza degli amici e parte integrante del progetto di Joka Calabria, che con lo Joka Park hanno saputo magistralmente accogliere ed intrattenere tutte le generazioni di visitatori, dai 3 ai 60 anni, tra bimbi e famiglie, giovani e appassionati. La terrazza Sandro Pertini è stata frequentatissima nella tre giorni del festival nonostante le alte temperature. Terrazza allietata dalle aree gioco, comics Kitchen e Beer, Sweet Manga e Bar del Fumetto. Dall’AperiComics ai giochi a premi, dalla pasticceria artistica al gelato dedicato a Mimmo Rotella». Un concept culturale che si rafforza grazie a chi ci crede: «Sponsor tecnici e partecipanti al festival hanno abbracciato con passione e competenza il concept di questa terza edizione dedicata al fumetto italiano e all’artista catanzarese scomparso vent’anni fa. Abbracci e collaborazioni importanti sono state le case editrici presenti sin dalla prima edizione, che permettono ai fruitori della manifestazione di reperire fumetti, manga e graphic novel, gudget e giochi, e si poter incontrare l’autore con la sua opera nelle mani». Un ruolo centrale nell’identità del festival è rappresentato dall’offerta culturale multisettoriale e dinamica: «Tre anni di Nuvola Comics si traducono anche in tre edizioni di Nuvola Expo, un’esperienza indimenticabile grazie al supporto e al lavoro dell’artista e docente ABA di Catanzaro, Giuseppe Negro che ne ha curato gli allestimenti. Gli autori internazionali che in tre anni hanno animato le mostre e i Talk di Nuvola raccontano di una Catanzaro viva e interessata, bella e accogliente. Raccontano di un’esperienza da vivere. Solo per citarne qualcuno: Elettra Stamboulis, Gianluca Costantini, David Lloyd, Lelio Bonaccorso, Paolo Bacilieri, Vincenzo Filosa, Riccardo Nunziati. Questo solo uno dei fattori di promozione del territorio messo in atto dal progetto Nuvola Comics. Anno dopo anno sono cresciuti anche gli alloggi dei partecipanti e dei visitatori del festival. Un evento culturale calabrese destinato a crescere e migliorarsi, con un’idea e un’identità ben precise». Il progetto Nuvola Comics, inoltre, si distingue per la sua capacità di andare oltre i giorni del festival, costruendo un lavoro continuativo sul territorio e nelle scuole, con iniziative diffuse e una rete di collaborazioni sempre più ampia. «Voluto fortemente dal sindaco Nicola Fiorita, ho scritto l’intero progetto nell’estate del 2023 dopo aver ricevuto l’affidamento della direzione artistica del primo festival del fumetto della città di Catanzaro. Ho avuto l’onere e l’onore di portare una mostra-racconto a fumetti mettermi una mostra/racconto a fumetto in macchina e girare nelle scuole elementari e medie della zona sud di Catanzaro per parlare ai bambini di cibo di Calabria e di supereroi, di migrazione e inclusione, di amicizia e di avventura. In collaborazione con il Museo del fumetto di Cosenza, il “Comics Food” all’interno di “Nuvole di primavera”. Ho avuto l’opportunità di rappresentare Catanzaro nel settore nona arte e comics, in Italia e In Europa, attraverso la produzione di tre edizioni di un festival culturale multidisciplinare che dialoga a più generazioni. Nuvola è già evento calabrese a dialogo e collaborazione con le altre fiere del fumetto della regione come Cosenza Comics and Games, Lamezia Comics & CO, Amantea Comics, Vibo Comics, 3Beecomics». La conclusione del direttore artistico è dedicata al lavoro di squadra e ai ringraziamenti verso istituzioni, partner e tutte le professionalità coinvolte nella realizzazione del festival, elemento considerato fondamentale per la crescita e la continuità del progetto. «Nuvola è affidato all’organizzazione amministrativa di Fondazione Politeama diretta da Settimio Pisano, che ringraziamo per la professionalità e sensibilità nei confronti del progetto. Un forte ringraziamento al direttore Virgilio Piccari e all’Accademia Belle Arti di Catanzaro. Grazie al deciso entusiasmo del preside del consiglio comunale Gianmichele Bosco, al capo di gabinetto Salvatore Bullotta per l’infinita professionalità. All’operato del settore cultura diretto dall’assessora Donatella Monteverdi. Per la sensibilità e comprensione delle potenzialità del progetto nel campo del marketing territoriale, un grazie all’assessore al turismo Vincenzo Costantino. Agli assessori Nunzio Belcaro e Giuliana Furer che ci hanno connesso alle scuole e alle associazioni di categoria. Grazie anche all’assessore Pasquale Squillace per la sempre decisiva competenza con la quale serve la comunità. Un ringraziamento speciale alla consigliera Daniela Palaia per il supporto organizzativo costante nella pre-produzione del festival. Il ringraziamento più grande però lo rivolgo alla ciurma che naviga nel mare di Nuvola, alla compagnia del fumetto, allo staff del festival: Giorgia Boccuzzi (Direttrice di Produzione), Luca Le Piane (Direttore Creativo della comunicazione), Rosita Mercatante (Responsabile Ufficio Stampa e Copywriter del progetto), Simonluca Spadanuda (Responsabile Grafica); Emanuele Spagnolo (Film-maker); Matteo Gregoraci (Fotografo), Sushma Cavur (Social media manager), Mattia Lavecchia (Web Developer), Anna Giulia Aura e Maria Paola Selvaggi (Assistenti di produzione) e Luigi Lacquaniti (Runner)». Mandata in archivio la terza edizione, lo sguardo è rivolto al futuro del progetto, che punta a consolidare il ruolo di Catanzaro nel panorama nazionale dei festival dedicati alla cultura pop e al fumetto. «Nella città del vento ogni nuvola è un disegno (2024), La bellezza dei segni (2025), Disegni del destino (2026), costituiscono la trilogia concettuale e culturale della genesi del progetto Nuvola Comics: festival del fumetto, del gioco e dell’arte. Una manifestazione che può ricoprire uno spazio importante fra gli eventi pop della Calabria. Le ambizioni artistiche dell’associazione Venti d’autore, ideatrice del progetto, è rivolta all’inserimento di Nuvola nel quadro della rete nazionale dei festival del fumetto. Le prospettive sono positive e valicano i confini nazionali. Abbiamo già messo in atto idee, contatti e rapporti per la realizzazione delle prossime edizioni. Il futuro è la seria programmazione perché Catanzaro merita una grande manifestazione di cultura pop, identitaria e rivolta al territorio, ai giovani, ai bambini e alle famiglie».   Mon, 29 Jun 2026 08:54:01 +0000 Catanzaro La giovane band barese degli ‘Swing 31’ ospiti del secondo appuntamento della rassegna musicale https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34509-la-giovane-band-barese-degli-swing-31-ospiti-del-secondo-appuntamento-della-rassegna-musicale.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34509-la-giovane-band-barese-degli-swing-31-ospiti-del-secondo-appuntamento-della-rassegna-musicale.html Dopo il successo degli E Dall, formazione musicale che ha reso omaggio al grande cantautore bolognese, Lucio Dalla, prosegue mercoledì 1° luglio, alle 20,30 a Palazzo Starita a Bari, la Rassegna musicale dell’estate 2026 “Concerti al tramonto” dedicata al grande cantautorato italiano, allo swing e al jazz, organizzata da Puglia Cultura e Territorio, società e braccio operativo di Fondazione Puglia.  Sul palco la band barese degli Swing 31 con “Swing Live Show”, una serata all’insegna del ritmo e dell’eleganza di questo genere musicale, tra sonorità e atmosfere che richiamano i grandi club musicali internazionali. Si tratta del progetto di quattro ragazzi giovanissimi che riportano in auge la bellezza di un genere ancora frizzante. Il loro spettacolo è curato nei minimi dettagli partendo dall’abbigliamento e strumenti vintage dell’epoca agli arrangiamenti dei più bei brani italiani e americani dagli anni ’30 agli anni ’50 ricchi di ritmo e leggerezza. Il nome della band, formata da Davide Solfrizzi, voce e sassofonista, Armin Chimienti, chitarra, Angelo Loisi, contrabbasso e Gabriel Loiacono, batteria, deriva dal numero civico 31 della casa del sassofonista, luogo in cui il gruppo ha iniziato a provare. Il programma comprende brani che hanno fatto la storia della musica swing, genere jazzistico nato negli Stati Uniti negli anni '20 e che ancora oggi continua a essere suonato e ballato in tutto il mondo.  Il calendario dei “Concerti al tramonto”, dove la magia della musica incontra la bellezza del crepuscolo su una delle terrazze panoramiche più belle di Bari, proseguirà mercoledì 15 luglio con Serena Grittani Quartet in “Battisti Reloaded”, un omaggio in chiave jazz a uno dei più importanti cantautori e compositori italiani del Novecento che ha rivoluzionato la musica leggera italiana. In scaletta le intramontabili canzoni di Lucio Battisti che torneranno a vivere in una dimensione in cui memoria e linguaggio jazzistico si incontrano in un dialogo raffinato e coinvolgente. Il quartetto è composto oltre che dalla cantante Serena Grittani, da Bruno Montrone al piano, Giulio Aceto al basso elettrico e Mimmo Campanale alla batteria.  Infine chiuderà la rassegna mercoledì 29 luglio Davide Solfrizzi e la sua Orchestra in “Jazz Show”.  Attraverso i ritmi sincopati che accompagnavano la vita degli italiani nel periodo di splendore della radio, che entrò nelle case di milioni di persone e trasformò profondamente la vita quotidiana, l’orchestra giovanile composta da dieci elementi, sarà protagonista di un concerto che ricreerà fedelmente le sonorità degli anni ’30 e ’40. Ospite speciale della serata il trombettista Alberto Di Leone.  L’ingresso a tutti gli spettacoli ha un costo di € 20,00 (comprese commissioni della piattaforma ticket) Apertura del palazzo alle 19,30 – Inizio inderogabile dei concerti alle 20,30. I biglietti sono in vendita esclusivamente online: https://www.palazzostarita.it/concerti-al-tramonto/  La rassegna riprenderà a settembre con un nuovo programma. Mon, 29 Jun 2026 08:50:12 +0000 Bari Maurizio Battista sabato 11 luglio al Teatro Giardino Corallo con “Uno, nessuno e centomila” https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34508-maurizio-battista-sabato-11-luglio-al-teatro-giardino-corallo-con-uno-nessuno-e-centomila.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34508-maurizio-battista-sabato-11-luglio-al-teatro-giardino-corallo-con-uno-nessuno-e-centomila.html Imperdibile appuntamento con Maurizio Battista, sabato 11 luglio, al teatro Corallo di Messina. Torna la sfacciata comicità di Battista tra aneddoti, ospiti e tante battute per passare una serata all’insegna della comicità. “Uno nessuno e centomila” è il titolo dello show con il quale il comico romano Maurizio Battista esplora le intricatissime e divertenti sfumature della vita attraverso il suo caratteristico occhio irriverente e dissacrante, con la sua tipica autoironia. Comico, conduttore televisivo, cabarettista, attore e regista: Maurizio Battista è questo e molto altro! La sua comicità si incentra sulla parodia di aspetti e comportamenti comuni nella quotidianità oltre che per la capacità di scovare fatti di cronaca bizzarri e divertenti. Il tour è una produzione Alma e arriva in Sicilia grazie alla Ventidieci e alla Agave Spettacoli di Andrea Randazzo, in collaborazione con Associazione Culturale Development. Ancora disponibili i biglietti su www.ticketone.it e nei circuiti locali autorizzati. Ticket a partire da 39 euro. Per info e approfondimenti è possibile inviare una mail all’indirizzo agavespettacoli@inwind.it. Mon, 29 Jun 2026 08:47:54 +0000 Libri Il futuro dopo Hormuz: abbandonare petrolio, idrogeno rinnovabile per aerei (prodotto in Sicilia) e ammoniaca verde per navi https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/34505-il-futuro-dopo-hormuz-abbandonare-petrolio-idrogeno-rinnovabile-per-aerei-prodotto-in-sicilia-e-ammoniaca-verde-per-navi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/34505-il-futuro-dopo-hormuz-abbandonare-petrolio-idrogeno-rinnovabile-per-aerei-prodotto-in-sicilia-e-ammoniaca-verde-per-navi.html “Dobbiamo abbandonare il petrolio” è l’appello lanciato dagli esperti al Thinkingreen di Taormina. “La chiusura dello Stretto di Hormuz e le gravi conseguenze derivate ci hanno insegnato che dobbiamo sfruttare la possibilità, oggi più che mai concreta, di non usare più combustibili fossili, ma investire sull’idrogeno rinnovabile per il trasporto aereo, come l’e-SAF (Sustainable Avation Fuel) e l’ammoniaca verde per quello marittimo”: il futuro sostenibile post guerra in Iran è chiaro secondo l’ordinario di Sistemi Energetici dell’Università di Catania Rosario Lanzafame, intervenuto durante il talk dei Nations Award nella sala meeting dell’NH, dove si è svolto un confronto a più voci alla presenza dell’assessore dell’Energia della Regione Siciliana Francesco Colianni, il quale ha presieduto il panel “Sicilia: la sfida 100% rinnovabile”. E proprio la Sicilia potrebbe essere protagonista del nuovo e rivoluzionario scenario, dato che qui già si raffina il carburante di molti aeroporti, non solo siciliani, che nei prossimi anni potrebbe trasformarsi in produzione di energie nuove come l’electric fuel: “Il cherosene sintetico è un combustibile che ha le caratteristiche identiche a quello attuale - ha spiegato il prof. Lanzafame - viene dalla raffinazione, ma che non ha bisogno di petrolio bensì di idrogeno pienamente rinnovabile e da scarti di natura industriale. Finora questo non è stato utilizzato perché sono mancate la consapevolezza e l’opportunità, che invece questa volta in Sicilia esistono, soprattutto con l’aiuto dell’Unione Europea con costi certamente competitivi rispetto al passato con il prezzo zonale dell’energia”.  Alla tavola rotonda moderata dal giornalista Maurizio Scaglione, dopo i saluti dell’organizzatore Michel Curatolo, presidente Nations Award – Thinkingreen, hanno preso parte l’ambasciatore dell'Uruguay in Italia Alfredo Guillermo Bogliacini Llambi, che ha presentato in video collegamento una relazione sulla politica green del paese sudamericano: “All’inizio degli anni 2000 dipendevamo dai combustibili fossili, in poco più di due decenni è cambiato tutto, riduzione di oltre il 60% e al contempo una crescita costante di fonti rinnovabili compreso l’eolico. Nel 2024 l’energia prodotta da fonti rinnovabili ammonta al 64% dell’approvvigionamento con una distribuzione in idraulica (46%), fotovoltaica (3%), eolica (34%), biomassa (13%) e termica (1%), ora puntiamo a sfruttare le potenzialità per l’idrogeno”.  La docente di Scienze Merceologiche dell’Università di Messina Roberta Salomone ha sottolineato come “la trasformazione energica va accompagnata da una trasformazione culturale, perché gli atenei sviluppano costantemente nuove tecnologie, innovazioni e sistemi intelligenti, formano il capitale umano, decisori politici e professionisti, dunque la conoscenza multidisciplinare, intradisciplinare e transdisciplinare è essenziale per comprendere e affrontare le sfide che ci attendono”. Tra i relatori anche il presidente A.S.M. Giuseppe Campagna, il  presidente Sicilia Fiera – Heysun Antonio Di Cavolo e il General Manager di Sunleonard Energy Stefano Salerno.    Fri, 26 Jun 2026 06:35:47 +0000 Messina I detenuti diventano assaggiatori di oli vergini di oliva con il progetto formativo “Coltivare Speranze” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34504-i-detenuti-diventano-assaggiatori-di-oli-vergini-di-oliva-con-il-progetto-formativo-coltivare-speranze.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34504-i-detenuti-diventano-assaggiatori-di-oli-vergini-di-oliva-con-il-progetto-formativo-coltivare-speranze.html “I detenuti diventano assaggiatori di oli vergini di oliva, grazie al progetto “Coltivare Speranze”, già partito da alcune settimane nelle carceri della Calabria ed esattamente all’ICA di Laureana di Borrello, in provincia di Reggio Calabria. Il 27 giugno avremo gli esami finali, al termine di un percorso formativo che da settimane li sta vedendo a lezione di teoria e pratica.  Il corso, tenuto da personale docente dell’Arsac, dai docenti della Facoltà di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e dagli esperti di Archeoclub d’Italia è tra quelli previsti nel protocollo di intesa siglato tra la Casa di Reclusione, l’Arsac, la Pastorale della cura del Creato per la Conferenza Episcopale Calabra e l’Archeoclub d’Italia APS. Il protocollo, tenacemente voluto da tutti i partner e che reca l’emblematico nome “Coltivare Speranze”, si articola su una serie di attività che ruotano intorno alla riscoperta di un olivo assai particolare, dai frutti bianchi come confetti, conosciuto anche come “Olivo della Madonna”, assai diffuso nei secoli passati nelle campagne calabresi, ma col tempo quasi scomparso e dimenticato. Questa varietà produce frutti che al momento dell’invaiatura virano dal verde al bianco, quando quelli delle altre cultivar diventano neri”. Lo ha annunciato l’archeologa Annamaria Rotella, Vice Presidente di Archeoclub d’Italia sede di Vibo Valentia.    Una storia nelle storie e una notizia nella notizia. Si erano perse le tracce dell’ Olea Europea varietà Leucocarpa, dalla quale nell’800 si produceva l’olio che serviva soprattutto ad alimentare le lampade nelle chiese e da qui il nome dell’Olivo Bianco della Madonna.  Dopo anni di ricerca sul campo, l’archeologa Rotella è riuscita a trovare la cultivar. Oggi la pianta, grazie al suo ritrovamento, è in molti comuni calabresi ma anche in alcuni comuni della Campania, della Sardegna e del Lazio.  Per cercare di acquisire dati sulla storia della varietà l’archeologa Annamaria Rotella, da nove anni si sta impegnando in Calabria nella mappatura degli esemplari antichi dell’olivo dalle bianche drupe.    Dalle ricerche effettuate fino a questo momento sembra che l'olio ottenuto dalle bianche drupe produca pochissimo fumo durante la combustione e ciò potrebbe averlo reso combustibile ideale per alimentare le lampade all’interno delle chiese ma è anche il motivo per il quale con l’avvento dell’energia elettrica è venuta meno l'esigenza di coltivare questa varietà. Quando questa ricerca è cominciata si ipotizzava che il secolare di questa cultivar fosse scomparso ed invece fortunatamente fino a questo momento sono stati ritrovati circa 120 esemplari, distribuiti in 80 dei 404 comuni calabresi. Ad oggi purtroppo non ci sono iniziative specifiche per mettere in sicurezza gli esemplari antichi della cultivar: eppure, sarebbe indispensabile ai fini del mantenimento della biodiversità oggi tanto osannata. L’impegno di Archeoclub APS, Italia Nostra e WWF Vibo Valentia – ha proseguito la Rotella -  è quello di creare in Calabria “Il percorso dell'olivo bianco”, che metta insieme la particolarità di questo prodigioso olivo con le sue aree di diffusione, i diversi paesi e i luoghi di culto, la bellezza e la maestosità degli areali olivicoli regionali e fondere tutto in un unico percorso, che esalti questa straordinaria cultivar. A partire dal territorio calabrese, dal 2020, nella ricorrenza della giornata mondiale del “Tempo per la Cura del Creato”, l’Archeoclub d’Italia sede di Vibo Valentia, in collaborazione con la Commissione Regionale della Calabria per i problemi sociali e gli Uffici Diocesani calabresi, hanno avviato la campagna di piantumazione di un “Olivo della Madonna” nei pressi di ogni chiesa.  Tale iniziativa persegue il duplice obiettivo di “ridare voce” allo strettissimo rapporto intercorso nel tempo tra l’“Olivo della Madonna” e la gran fede popolare, e di “stimolare” la diffusione della cultivar per proteggerla dall’estinzione. L’Archeoclub d’Italia, grazie all'impegno delle sedi locali, con l'intento di permettere il confronto tra studiosi ed esperti di tutela, salvaguardia e valorizzazione della cultivar ha già organizzato due Convegni Nazionali: “L’Olivo della Madonna: varietà Leucocarpa. Percorso di valorizzazione e speranza” il primo nel 2023 ospiti della Diocesi di Cefalù ed il secondo di quella di Mileto (VV) nel 2024 e nell'anno in corso è in fase organizzativa la terza edizione che si svolgerà a Gravina di Puglia neri”..   L’impegno del personale circondariale ma anche dei detenuti. Infatti, proprio i detenuti hanno messo a dimora Olea Europea varietà Leucocarpa, contribuendo alla salvaguardia della biodiversità.  “E’ un modello nazionale che parte dalla Calabria. La necessità della salvaguardia della varietà, assicurata dalla messa a dimora presso i luoghi di culto a cura di Archeoclub, ma soprattutto il suo valore – simbolico, paesaggistico e produttivo - hanno anche fatto nascere l’idea della possibilità della sua riproduzione  - ha concluso Annamaria Rotella - e coltivazione all’interno degli istituti carcerari, con successiva donazione degli alberelli alla Conferenza Episcopale Calabra per la loro diffusione. Accanto a quest’attività di cura e donazione si è aggiunta, come naturale corollario, quella di formazione sul campo, attraverso i corsi professionali tenuti dall’Arsac, sempre pertinenti alle attività colturali, e l’impegno fattivo del personale interno alla Casa di reclusione. Quando enti e associazioni operano, come nel caso, in sinergia e sintonia i frutti sono assicurati; perché, esattamente come l’albero a cui si ispirano, non si riducono a semplici desideri, ma, grazie alla fatica comune della cura, diventano percorsi e speranze concreti”.   Foto di Raymond Petrik Fri, 26 Jun 2026 06:34:28 +0000 Reggio Calabria Sabato 27 giugno al T-Hotel Lamezia il XV Convegno di Infettivologia Respiratoria. https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34502-sabato-27-giugno-al-t-hotel-lamezia-il-xv-convegno-di-infettivologia-respiratoria.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/catanzaro/34502-sabato-27-giugno-al-t-hotel-lamezia-il-xv-convegno-di-infettivologia-respiratoria.html  Sabato 27 Giugno, a partire dalle ore 8.30, il T-Hotel Lamezia ospiterà il XV Convegno di Infettivologia Respiratoria, organizzato dal Dott. Lorenzo Surace, Infettivologo e Pneumologo dell’ASP di Catanzaro.  Obiettivo principale dell’incontro è quello di mettere in evidenza la necessità di una riorganizzazione dei modelli assistenziali, in particolare nell’ambito dell’infettivologia respiratoria, al fine di rispondere in modo più efficace ai reali fabbisogni di salute della popolazione nell’ottica dell’integrazione ospedale-territorio. Tali modelli assistenziali potrebbero trovare una giusta applicazione nelle future Case di Comunità espressione della riforma della medicina territoriale.  Alla luce di queste considerazioni, emerge l’urgenza di sviluppare strategie strutturate volte a rafforzare il territorio mediante la creazione di avamposti di sanità pubblica efficienti, capaci di garantire un’adeguata presa in carico del paziente e di ridurre l’inappropriato ricorso all’ospedale.  Per approfondire modalità e strategie utili al raggiungimento di tali obiettivi, il XV Convegno di Infettivologia Respiratoria si aprirà con la Lettura Magistrale dal titolo “L’Infettivologia Respiratoria nell’ottica dell’integrazione Ospedale–Territorio”, tenuta dal Dott. Roberto Parrella, che offrirà una visione autorevole e approfondita sul tema.  Il programma dell’evento affronta inoltre numerose problematiche che quotidianamente impegnano infettivologi e pneumologi nei diversi contesti assistenziali. La conoscenza e l’utilizzo appropriato degli strumenti diagnostici risultano fondamentali per garantire una diagnosi accurata e rispondere efficacemente alle richieste provenienti dal territorio nella gestione di patologie tradizionalmente di competenza ospedaliera.  Particolare attenzione sarà dedicata alle infezioni polmonari nei diversi setting assistenziali — territoriale, ospedaliero e di terapia intensiva respiratoria (UTIR) — ambito di grande interesse scientifico, soprattutto in relazione ai programmi di antimicrobial stewardship, al corretto utilizzo degli antibiotici e alla crescente problematica della farmacoresistenza dei microrganismi multiresistenti.  Il convegno includerà infine relazioni su tematiche emergenti che, sebbene talvolta considerate di nicchia, coinvolgono sempre più frequentemente gli operatori sanitari sia ospedalieri sia territoriali nell’ottica del confronto multidisciplinare e l’adozione di strategie mirate strumenti indispensabile per la garanzia del successo diagnostico.  All’evento parteciperanno relatori di comprovata esperienza, provenienti da diverse realtà italiane, a testimonianza del valore scientifico e formativo dell’incontro. Fri, 26 Jun 2026 06:29:57 +0000 Catanzaro Domenica 28 giugno la presentazione del volume fotografico dedicato alla stagione concertistica 2025 https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/34500-domenica-28-giugno-la-presentazione-del-volume-fotografico-dedicato-alla-stagione-concertistica-2025.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/34500-domenica-28-giugno-la-presentazione-del-volume-fotografico-dedicato-alla-stagione-concertistica-2025.html Una stagione di musica, talento, emozioni e crescita racchiusa in oltre 300 pagine di immagini. Domenica 28 giugno 2026, alle ore 18:30, nel Portico della Biblioteca Provinciale di Matera, in piazza Vittorio Veneto, sarà presentato il terzo volume fotografico dedicato alla stagione concertistica 2025 dell’Orchestra Sinfonica di Matera, realizzato dal fotografo e visual artist materano Antonello Di Gennaro ed edito da Matera International Photography. Dopo i saluti istituzionali del Presidente della Provincia di Matera Francesco Mancini, del Sindaco di Matera Antonio Nicoletti, del Presidente del Consiglio Comunale Donato Braia e della Direttrice della Fondazione Matera-Basilicata 2019 Rita Orlando, interverranno Gianna Racamato, Presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera, e Saverio Vizziello, Direttore artistico della Fondazione, che ripercorreranno i principali risultati artistici e progettuali raggiunti nel corso della stagione 2025 e le prospettive di sviluppo dell'Orchestra. L’incontro rappresenta un importante momento di condivisione del percorso artistico e culturale intrapreso dalla Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera e vedrà la partecipazione delle principali istituzioni del territorio, a testimonianza dell’attenzione verso un progetto che, negli anni, ha saputo affermarsi come una delle più significative esperienze culturali della Basilicata. Il volume, composto da oltre 300 pagine di immagini, racconta una stagione intensa e ricca di emozioni, fatta di musica, impegno, crescita e visione. Attraverso gli scatti realizzati nel corso dei sei mesi di programmazione del 2025, prende forma il racconto per immagini di un percorso che ha visto protagonisti musicisti, direttori d’orchestra e tanti giovani talenti del territorio, offrendo una testimonianza concreta del lavoro svolto dalla Fondazione per il consolidamento e il riconoscimento dell’Orchestra Sinfonica di Matera. Le fotografie documentano concerti, prove, incontri e momenti di vita artistica che hanno caratterizzato una stagione di particolare rilievo, segnata dalla presenza di musicisti di fama internazionale, dalla collaborazione con prestigiosi direttori d’orchestra e dalla costante valorizzazione delle nuove generazioni formatesi presso il Conservatorio “Egidio Romualdo Duni” di Matera. L’opera rappresenta inoltre una preziosa testimonianza del cammino intrapreso verso il riconoscimento di Istituzione Concertistico-Orchestrale (ICO), obiettivo strategico per la crescita dell’Orchestra e per il rafforzamento del ruolo di Matera quale città della cultura e della produzione musicale. Giunto al terzo anno consecutivo, il progetto fotografico di Antonello Di Gennaro si conferma uno strumento di memoria e valorizzazione del patrimonio artistico costruito dalla Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera, restituendo alla comunità un racconto visivo capace di custodire e tramandare l'identità di un'esperienza culturale in continua evoluzione. La presentazione sarà anche l’occasione per riaffermare il valore della collaborazione tra istituzioni, mondo della formazione musicale e operatori culturali, nella consapevolezza che investire nei giovani talenti significa investire nel futuro del territorio.  Informazioni sulla Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera: La Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera organizza e promuove le attività dell’Orchestra Sinfonica di Matera. Partecipata da Comune di Matera e Provincia di Matera che ne sostengono le attività. A queste istituzioni si aggiungono: il Ministero della Cultura che ha ammesso l’Orchestra al percorso per il riconoscimento quale ICO Istituzione Concertistica Orchestrale e la sostiene attraverso il Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (Fnsv) e la Regione Basilicata, che la sostiene con fondi regionali. Thu, 25 Jun 2026 10:04:05 +0000 Matera Coldiretti Puglia, le donne dei campi a Lecce fanno rete contro la violenza https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/34499-coldiretti-puglia-le-donne-dei-campi-a-lecce-fanno-rete-contro-la-violenza.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/34499-coldiretti-puglia-le-donne-dei-campi-a-lecce-fanno-rete-contro-la-violenza.html Il lavoro come chiave per riconquistare autonomia, dignità e libertà, è questo l'obiettivo del protocollo d'intesa sottoscritto al Mercato di Campagna Amica di Lecce tra Donne Coldiretti Lecce e il Centro Antiviolenza "Renata Fonte", un'alleanza che trasforma la solidarietà in azioni concrete, offrendo alle donne vittime di violenza percorsi di inserimento lavorativo e nuove opportunità di indipendenza economica. Alla firma dell’accordo hanno partecipato la responsabile di Donne Coldiretti Lecce, Angela Lomuto, il presidente di Coldiretti Lecce, Costantino Carparelli, il direttore Aldo De Sario, la presidente dell'Associazione Donne Insieme ODV ETS – Centro Antiviolenza "Renata Fonte", Maria Luisa Toto, e il Sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone, che ha voluto testimoniare con la sua presenza il valore istituzionale dell'iniziativa e l'importanza di fare rete per contrastare la violenza di genere e sostenere concretamente i percorsi di autonomia delle donne.  L'accordo rappresenta un tassello importante nella costruzione di una rete territoriale capace di accompagnare le donne accolte dal Centro Antiviolenza verso un percorso di autonomia e reinserimento sociale. Le imprese agricole aderenti a Coldiretti Lecce metteranno infatti a disposizione opportunità di lavoro, contribuendo a restituire fiducia e prospettive di futuro a chi ha scelto di ricominciare. Il protocollo prevede inoltre attività di informazione e sensibilizzazione sul contrasto alla violenza di genere e sulla promozione della cultura del rispetto, che saranno realizzate nelle scuole, nei Mercati di Campagna Amica e durante gli eventi organizzati sul territorio, coinvolgendo cittadini, famiglie e giovani generazioni.  Nel corso dell'iniziativa è stata anche sottoscritta una convenzione tra il Centro Antiviolenza "Renata Fonte" ed EPACA Coldiretti Lecce, grazie alla quale il patronato offrirà gratuitamente alle donne accolte dal Centro servizi di assistenza e consulenza. Dalle pratiche previdenziali e assistenziali alle domande di disoccupazione, dai sostegni per i figli alle prestazioni sociali, EPACA accompagnerà le ospiti del Centro nell'accesso ai diritti e alle misure di sostegno previste.  L'iniziativa si inserisce nel percorso avviato da Donne Coldiretti a livello nazionale insieme alla Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, con l'obiettivo di rafforzare una rete sempre più ampia di protezione e sostegno. Dopo i protocolli già sottoscritti da Donne Coldiretti a Brindisi e Foggia con i Centri Antiviolenza dei rispettivi territori, anche Lecce entra a far parte di questo progetto regionale. Le Donne Coldiretti Puglia mettono così a disposizione aziende agricole, agriturismi e strutture di ospitalità presenti sul territorio, trasformando il lavoro agricolo in una concreta opportunità di rinascita, autonomia economica e inclusione sociale.  "Come Donne Coldiretti Lecce abbiamo scelto di esserci perché crediamo nella forza della rete e nella capacità delle donne di sostenere altre donne nei momenti più difficili. Aprire le porte delle nostre aziende significa mettere il lavoro agricolo al servizio della libertà, dell'autonomia e della dignità. Con questo protocollo vogliamo offrire opportunità concrete di rinascita, affinché ogni donna possa ritrovare fiducia in se stessa e costruire un nuovo progetto di vita. Nessuna donna deve sentirsi sola quando decide di ricominciare", sottolinea la responsabile Angela Lomuto.  "Questo protocollo rappresenta molto più di un semplice accordo: dimostra come l'agricoltura possa diventare uno straordinario strumento di inclusione sociale, rinascita e costruzione di nuove opportunità di vita. Il lavoro è uno dei pilastri fondamentali per restituire dignità a chi attraversa momenti di particolare difficoltà. Le nostre imprenditrici agricole hanno scelto di mettere a disposizione competenze, esperienza e umanità per accompagnare queste donne verso un percorso di autonomia e realizzazione personale", afferma il presidente Costantino Carparelli.  L'iniziativa conferma il ruolo dell'agricoltura non solo come settore produttivo strategico, ma anche come presidio sociale – conclude Coldiretti Puglia - capace di generare inclusione, lavoro e nuove opportunità, trasformando la responsabilità sociale delle imprese agricole in un sostegno concreto per le donne che vogliono riprendere in mano la propria vita.   Thu, 25 Jun 2026 10:01:34 +0000 Lecce Vescovo di Trapani e cittadino di Vittoria: nel libro di Gaetano Bruno la vita di monsignor Ferdinando Ricca https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/34497-vescovo-di-trapani-e-cittadino-di-vittoria-nel-libro-di-gaetano-bruno-la-vita-di-monsignor-ferdinando-ricca.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/34497-vescovo-di-trapani-e-cittadino-di-vittoria-nel-libro-di-gaetano-bruno-la-vita-di-monsignor-ferdinando-ricca.html Un sacerdote amatissimo nella sua città, un vescovo che ha dato la vita per la sua gente. È stato dato alle stampe e pubblicato per Etabeta, il libro di Gaetano Bruno dedicato a monsignor Ferdinando Ricca, vescovo di Trapani dal 1932 al 1947. Il libro si intitola “Sua Eccellenza reverendissima monsignor Ferdinando Ricca, vescovo di Trapani. Il buon soldato di Cristo” , con prefazione del vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli. Monsignor Ferdinando Ricca (1880 – 1947), nacque a Vittoria, figlio di un nobile possidente, don Giombattista Ricca e di Giovanna Re. Studiò nel seminario di Siracusa e fu ordinato presbitero nel 1903. Insegnò nel liceo di Siracusa e fu per quattro anni, rettore del Seminario. Nel 1910, il vescovo di Siracusa, Luigi Bignami, lo nominò arciprete e parroco di San Giovanni Battista. Ad appena trent’anni, monsignor Ricca fu alla guida di una popolosa comunità cittadina, dove la diffusione della massoneria e di alcune dottrine anticlericali aveva creato una società scristianizzata. Monsignor Ricca riuscì a ridare nuova linfa alla vita dei sacerdoti, spesso attratti da abitudini mondane, incentivò e sostenne la fede dei laici (egli stesso era terziario francescano), supportò l’Azione Cattolica, come cammino di crescita umana e spirituale dei laici a lui affidati. Promosse la creazione delle nuove parrocchie di San Giuseppe e del Sacro Cuore, nella zona di espansione cittadina. Quando dopo 22 anni, nel 1932, il Papa Pio XI lo nominò vescovo di Trapani, la comunità vittoriese scoprì di dover perdere un padre e un amico. A Trapani, incentivò la vita delle parrocchie e ne istituì di nuove, riorganizzò la Curia vescovile, fece tre visite pastorali e indisse il primo congresso eucaristico diocesano. Monsignor Ricca visse gli anni più difficili del fascismo e il lungo e travagliato periodo bellico, soprattutto la fase dello sbarco degli Alleati e l’occupazione della Sicilia da parte delle truppe del generale George Patton. Fu costretto a lasciare la casa vescovile, danneggiata dai bombardamenti, vide crollare numerose chiese, vide morire numerosi fedeli e sacerdoti. Rimase sempre a Trapani, nonostante i bombardamenti e i pericoli della guerra. Non abbandonò mai il suo popolo. Fu loro vicino nelle tragedie e nei lutti, visitò l’ospedale militare e i feriti e si oppose strenuamente quando i tedeschi volevano chiuderlo. Fece seppellire nel suo giardino i morti quando il cimitero non bastò più. Quando morì nel 1947 chiese di essere seppellito nella sua Vittoria, nella basilica di San Giovanni che aveva guidato per 22 anni. La sua tomba si trova nella navata di sinistra, accanto all’altare del Crocifisso. Gaetano Bruno ha già pubblicato in passato alcuni testi frutto della sua ricerca storica. Tra gli altri: “I frati del popolo – I Cappuccini in Vittoria, 2015; “Il Terz’Ordine Francescano a Vittoria - Storia di una preziosa presenza -  documenti d'archivio, foto, culti e devozioni, 2025 e “Gli Angeli di Taurano – Le Suore Francescane di Maria SS. Mediatrice”, 2025. - “La figura del vescovo Ricca ha sempre suscitato grande interesse nel corso delle mie ricerche archivistiche – spiega l’autore - Da qui è nata l’idea di dedicare una pubblicazione al suo operato pastorale a Vittoria, dove fu arciprete parroco, e a Trapani, dove svolse il ministero episcopale. La scoperta della sua appartenenza al Terz’Ordine Francescano dei Frati Minori Cappuccini ha ulteriormente rafforzato il desiderio di rendergli omaggio in occasione dell’ottocentesimo anniversario della morte di san Francesco d’Assisi e dell’’Anno Francescano’”.  Il libro si articola in due parti. Bruno ha redatto una biografia completa del vescovo Ricca, attingendo a fonti storiche documentali. Nella seconda parte riporta alcuni dei documenti più importanti che hanno contrassegnato la sua vita: le cronache della consacrazione episcopale e del solenne ingresso nella diocesi di Trapani, alcuni testi storici sui bombardamenti di Trapani durante la seconda guerra mondiale e la relazione del tenente generale Daiter alle autorità statunitense sulla città di Trapani e sul vescovo, l’elogio funebre dopo la sua morte a Trapani e l’omelia di monsignor Ettore Baranzini per il suo funerale a Vittoria. Infine, il testo completo del testamento: monsignor Ricca lasciò tutti i suoi beni alla Chiesa Madre di Vittoria, alle diocesi di Siracusa e Caltagirone, a numerose opere civili ed ecclesiastiche e ai poveri. Il libro sarà presentato il prossimo 27 giugno, alle 20, nella basilica di San Giovanni Battista a Vittoria. A presentare il volume saranno il parroco, don Salvatore Converso e la giornalista Francesca Cabibbo. Sarà presente l’autore. Thu, 25 Jun 2026 09:57:37 +0000 Trapani “Una mamma in corriera”: in libreria la brillante commedia di Elisa Benedetto https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34491-una-mamma-in-corriera-in-libreria-la-brillante-commedia-di-elisa-benedetto.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34491-una-mamma-in-corriera-in-libreria-la-brillante-commedia-di-elisa-benedetto.html In libreria “Una mamma in corriera” di Elisa Benedetto: una commedia brillante e sincera sulla resilienza femminile, sull’equilibrio impossibile tra lavoro e famiglia e sull’arte di reinventarsi senza mai perdere leggerezza Dopo anni nel marketing e nella comunicazione, Elisa Benedetto debutta come autrice con “Avevo un piano, la vita no. Una mamma in corriera”, per Edizioni Clandestine, Collana Narrazioni Clandestine. Beatrice è ironica, disastrosa e irresistibilmente umana. Cresciuta in una famiglia “da copertina”, ha sempre avuto il talento innato di trasformare ogni momento perfetto in una catastrofe spettacolare. Da centralinista pasticciona a commerciale in carriera, tra voli prenotati nel giorno sbagliato e caffè rovesciati, Bea affronta il mondo con il sorriso e la convinzione che prima o poi tutto si sistemi — o almeno, che se ne possa ridere. Dopo un salto imprevisto in una multinazionale e una parentesi londinese con Andrea — collega, complice e poi marito — la sua vita sembra finalmente aver trovato un equilibrio. Il ritorno in Italia, il matrimonio, la nascita di Camilla portano felicità e rivoluzione, finché il lavoro non si trasforma in un campo minato: un capo glaciale, colleghi silenziosi, un clima che da competitivo diventa ostile. Beatrice si ritrova al centro di un lento ma inesorabile mobbing, fino al licenziamento che le toglie il terreno sotto i piedi. Ma Bea non è il tipo da restare ferma alla fermata sbagliata. Riparte da sé: tra colloqui surreali, imprevisti domestici, un marito che la sostiene e una piccola rete di vicini che diventano famiglia, ritrova la sua bussola più preziosa — l’ironia. “‘Avevo un piano, la vita no’ non è nato da un progetto studiato a tavolino – ha dichiarato l’autrice. Per anni questa storia mi è rimasta in testa senza essere davvero cercata, tornando ogni tanto a bussare. Poi, a un certo punto, è uscita e basta. È un’autobiografia estremizzata e romanzata all’eccesso, ma tutto quello che succede a Beatrice nasce da qualcosa che ho vissuto davvero. Credo che sia successo perché anch’io, come lei, sono una pianificatrice seriale che la vita si è divertita parecchio a smentire. Volevo raccontare una donna vera: imperfetta, ironica, a volte un po’ casinista, che prova a tenere insieme tutto senza perdere sé stessa. E volevo farlo con leggerezza, perché credo che l’ironia sia uno dei modi migliori per sopravvivere alle cose difficili”. “Come casa editrice, abbiamo scelto di pubblicare ‘Avevo un piano, la vita no’ di Elisa Benedetto perché abbiamo riconosciuto in questa storia una voce autentica, contemporanea e profondamente vicina alla realtà di molte donne e famiglie di oggi – ha commentato l’editore. Il romanzo affronta temi universali: il lavoro, la maternità, l’identità personale, il cambiamento improvviso e la necessità di reinventarsi, con uno sguardo originale che unisce ironia, leggerezza ed emozione. Beatrice è una protagonista imperfetta, brillante e vera: una donna che sbaglia, cade, si rialza e continua a cercare il proprio posto nel mondo senza perdere la capacità di sorridere anche nei momenti più difficili. Ci ha colpito la capacità di Elisa Benedetto di raccontare con ritmo e sensibilità il fragile equilibrio tra ambizione professionale e vita privata, trasformando esperienze comuni in una narrazione fresca, divertente e profondamente umana.   La sua scrittura riesce a parlare con sincerità di precarietà, aspettative sociali e resilienza femminile, senza mai rinunciare alla leggerezza e all’ironia che rendono il romanzo così coinvolgente. Abbiamo creduto in questo libro perché offre alle lettrici e ai lettori una storia in cui riconoscersi, emozionarsi e ritrovare speranza. ‘Avevo un piano, la vita no’ ci ricorda che spesso i percorsi più inaspettati sono quelli che ci portano davvero verso una nuova versione di noi stessi". Questo libro non rappresenta infatti un lieto fine, ma un nuovo inizio: quello di una donna che trova la forza di ripartire, ogni volta, con una tazza di caffè in mano e la certezza che, in fondo, si può sempre ricominciare. Elisa Benedetto Torinese di nascita e viaggiatrice per vocazione: prima di fermarsi (forse) nell’hinterland milanese ha vissuto tra Parigi, Ravenna e Dublino. Dopo anni nel marketing e nella comunicazione, debutta come autrice con Avevo un piano, la vita no. Una mamma in corriera. Wed, 24 Jun 2026 07:08:39 +0000 Libri Vermouth di Torino e cibo: gli abbinamenti ideali https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34489-vermouth-di-torino-e-cibo-gli-abbinamenti-ideali.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34489-vermouth-di-torino-e-cibo-gli-abbinamenti-ideali.html Il Vermouth di Torino non è soltanto un aperitivo da sorseggiare prima dei pasti o un ingrediente per cocktail. Grazie alla sua complessità aromatica, si presta a numerosi abbinamenti gastronomici, valorizzando sia la cucina tradizionale piemontese sia preparazioni più moderne. È così il famoso “Vermouth di Torino” con il presidente del Consorzio, Bruno Malavasi e il direttore Pierstefano Berta è stato ospitato a Palazzo Grazioli a Roma, sede dei giornalisti corrispondenti Italia per una serata memorabile dove si è scoperto un nuovo connubio del Vermouth di Torino con alcuni piatti e dolci tipici piemontesi. Nella sua versione bianca o ambrata, caratterizzata da note floreali, speziate e agrumate, il Vermouth accompagna perfettamente antipasti leggeri, salumi delicati e formaggi freschi. Ottimo, ad esempio, con vitello tonnato, insalata russa, tomini piemontesi e focacce aromatizzate alle erbe. Il Vermouth rosso, più ricco e intenso, trova invece un ottimo equilibrio con salumi stagionati, formaggi a media e lunga maturazione e preparazioni saporite. Si abbina bene a taglieri di prosciutto crudo, salame piemontese, Castelmagno e toma stagionata, ma anche a carni arrosto e piatti a base di funghi. Particolarmente interessante è l’abbinamento con il pesce. Le versioni più secche e fresche del Vermouth esaltano crostacei, acciughe marinate, tartare di tonno e carpacci di pesce, grazie alla loro componente erbacea e agrumata che dona equilibrio e freschezza. Anche il mondo dei dessert offre spunti interessanti. Le note speziate e balsamiche del Vermouth di Torino si sposano con biscotti secchi, paste di meliga, crostate agli agrumi e dolci a base di frutta secca. Le versioni più dolci possono accompagnare cioccolato fondente e dessert al cacao, creando un piacevole contrasto tra amarezza e dolcezza. Negli ultimi anni molti chef hanno iniziato a utilizzare il Vermouth anche in cucina, impiegandolo per sfumare risotti, marinare carni e preparare salse aromatiche. Una scelta che conferma la versatilità di questo prodotto storico, capace di passare dal bicchiere al piatto mantenendo intatta la propria identità. Più che una semplice bevanda da aperitivo, il Vermouth di Torino si rivela dunque un autentico compagno della tavola, in grado di accompagnare un intero percorso gastronomico, dall’antipasto al dessert. In un’epoca in cui consumatori e produttori riscoprono il valore delle tradizioni territoriali, il Vermouth di Torino rappresenta un esempio virtuoso di come storia, cultura e innovazione possano convivere in un unico prodotto. Nato nelle botteghe degli speziali piemontesi e diventato protagonista dell’aperitivo internazionale, continua ancora oggi a raccontare l’eccellenza di un territorio attraverso aromi, profumi e sapori che attraversano i secoli. Da simbolo della Torino sabauda a protagonista della moderna mixology, il Vermouth di Torino vive una nuova stagione di successo. Un patrimonio enogastronomico che non smette di rinnovarsi e che continua a conquistare appassionati e professionisti del settore in tutto il mondo. In un’epoca in cui consumatori e produttori riscoprono il valore delle tradizioni territoriali, il Vermouth di Torino rappresenta un esempio virtuoso di come storia, cultura e innovazione possano convivere in un unico prodotto. Nato nelle botteghe degli speziali piemontesi e diventato protagonista dell’aperitivo internazionale, continua ancora oggi a raccontare l’eccellenza di un territorio attraverso aromi, profumi e sapori che attraversano i secoli. In fondo, è proprio questo lo spirito dell’aperitivo: non solo una bevanda, ma un momento di incontro e di piacere condiviso.    Wed, 24 Jun 2026 07:00:39 +0000 Società e costume Vermouth di Torino e cibo: gli abbinamenti ideali https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34489-vermouth-di-torino-e-cibo-gli-abbinamenti-ideali.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34489-vermouth-di-torino-e-cibo-gli-abbinamenti-ideali.html Il Vermouth di Torino non è soltanto un aperitivo da sorseggiare prima dei pasti o un ingrediente per cocktail. Grazie alla sua complessità aromatica, si presta a numerosi abbinamenti gastronomici, valorizzando sia la cucina tradizionale piemontese sia preparazioni più moderne. È così il famoso “Vermouth di Torino” con il presidente del Consorzio, Bruno Malavasi e il direttore Pierstefano Berta è stato ospitato a Palazzo Grazioli a Roma, sede dei giornalisti corrispondenti Italia per una serata memorabile dove si è scoperto un nuovo connubio del Vermouth di Torino con alcuni piatti e dolci tipici piemontesi. Nella sua versione bianca o ambrata, caratterizzata da note floreali, speziate e agrumate, il Vermouth accompagna perfettamente antipasti leggeri, salumi delicati e formaggi freschi. Ottimo, ad esempio, con vitello tonnato, insalata russa, tomini piemontesi e focacce aromatizzate alle erbe. Il Vermouth rosso, più ricco e intenso, trova invece un ottimo equilibrio con salumi stagionati, formaggi a media e lunga maturazione e preparazioni saporite. Si abbina bene a taglieri di prosciutto crudo, salame piemontese, Castelmagno e toma stagionata, ma anche a carni arrosto e piatti a base di funghi. Particolarmente interessante è l’abbinamento con il pesce. Le versioni più secche e fresche del Vermouth esaltano crostacei, acciughe marinate, tartare di tonno e carpacci di pesce, grazie alla loro componente erbacea e agrumata che dona equilibrio e freschezza. Anche il mondo dei dessert offre spunti interessanti. Le note speziate e balsamiche del Vermouth di Torino si sposano con biscotti secchi, paste di meliga, crostate agli agrumi e dolci a base di frutta secca. Le versioni più dolci possono accompagnare cioccolato fondente e dessert al cacao, creando un piacevole contrasto tra amarezza e dolcezza. Negli ultimi anni molti chef hanno iniziato a utilizzare il Vermouth anche in cucina, impiegandolo per sfumare risotti, marinare carni e preparare salse aromatiche. Una scelta che conferma la versatilità di questo prodotto storico, capace di passare dal bicchiere al piatto mantenendo intatta la propria identità. Più che una semplice bevanda da aperitivo, il Vermouth di Torino si rivela dunque un autentico compagno della tavola, in grado di accompagnare un intero percorso gastronomico, dall’antipasto al dessert. In un’epoca in cui consumatori e produttori riscoprono il valore delle tradizioni territoriali, il Vermouth di Torino rappresenta un esempio virtuoso di come storia, cultura e innovazione possano convivere in un unico prodotto. Nato nelle botteghe degli speziali piemontesi e diventato protagonista dell’aperitivo internazionale, continua ancora oggi a raccontare l’eccellenza di un territorio attraverso aromi, profumi e sapori che attraversano i secoli. Da simbolo della Torino sabauda a protagonista della moderna mixology, il Vermouth di Torino vive una nuova stagione di successo. Un patrimonio enogastronomico che non smette di rinnovarsi e che continua a conquistare appassionati e professionisti del settore in tutto il mondo. In un’epoca in cui consumatori e produttori riscoprono il valore delle tradizioni territoriali, il Vermouth di Torino rappresenta un esempio virtuoso di come storia, cultura e innovazione possano convivere in un unico prodotto. Nato nelle botteghe degli speziali piemontesi e diventato protagonista dell’aperitivo internazionale, continua ancora oggi a raccontare l’eccellenza di un territorio attraverso aromi, profumi e sapori che attraversano i secoli. In fondo, è proprio questo lo spirito dell’aperitivo: non solo una bevanda, ma un momento di incontro e di piacere condiviso.    Wed, 24 Jun 2026 07:00:39 +0000 Società e costume La finale del torneo di Calciotto Carlo Acutis a Ragusa il 30 giugno https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34487-la-finale-del-torneo-di-calciotto-carlo-acutis-a-ragusa-il-30-giugno.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34487-la-finale-del-torneo-di-calciotto-carlo-acutis-a-ragusa-il-30-giugno.html Più che semplici partite: il Torneo Carlo Acutis – Città di Ragusa si conferma un vero e proprio inno ai valori dello sport, al fair play, al rispetto e alla lealtà. Un mese di sfide di calciotto nell’impianto sportivo di viale Colajanni, dove il campo è diventato una vera palestra di vita, capace di far crescere ragazzi e adulti nella disciplina, nella resilienza e nella consapevolezza delle proprie capacità. L’iniziativa è promossa dal centro giovanile Carlo Acutis della parrocchia del Sacro Cuore di Ragusa. La kermesse ha visto la partecipazione di dodici squadre, suddivise in due gironi, grazie al lavoro appassionato dello staff organizzativo e, in particolare, di Emanuele Giampiccolo e Toti Schininà. «Questo torneo – afferma il parroco Marco Diara – non è solo un appuntamento sportivo, ma un momento di comunità. Vedere così tanti giovani e famiglie vivere il campo con entusiasmo, rispetto e spirito di squadra è il segno più bello di ciò che vogliamo costruire. Ringrazio di cuore tutti coloro che hanno reso possibile questa edizione: organizzatori, volontari, arbitri e naturalmente i partecipanti. Lo sport, quando è vissuto così, diventa un dono per tutti». Il torneo si avvia ora alla sua conclusione con grande attesa: la finale è in programma martedì 30 giugno al campo Ottaviano di via Colajanni a Ragusa. Un appuntamento che promette emozioni, partecipazione e un’ulteriore occasione per ribadire che lo sport, quando è autentico, unisce e fa crescere. Wed, 24 Jun 2026 06:55:32 +0000 Ragusa Domani culmine dei festeggiamenti in onore di san Giovanni Battista https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34486-domani-culmine-dei-festeggiamenti-in-onore-di-san-giovanni-battista.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34486-domani-culmine-dei-festeggiamenti-in-onore-di-san-giovanni-battista.html Chiaramonte Gulfi si prepara a vivere il suo giorno più identitario, quello in cui la città intera si stringe attorno a San Giovanni Battista, protettore e riferimento spirituale della comunità. Il 24 giugno non è soltanto il culmine dei festeggiamenti, ma il momento in cui fede, tradizione e memoria collettiva si intrecciano in un’unica, grande celebrazione popolare. La giornata si aprirà alle 6,30 con il festoso scampanìo che annuncia l’inizio della solennità, seguito alle 7 dalla prima celebrazione eucaristica presieduta da padre Joseph Muamba Bulobo. Un nuovo scampanio e lo sparo di colpi a cannone alle 8 accompagneranno la città verso la messa delle 8,30, celebrata da padre Gaston Kaboy Tumpombo. Alle 9,30 il corpo bandistico “V. Cutello” attraverserà le vie cittadine, mentre alla stessa ora padre Giuseppe Damigella op presiederà la celebrazione eucaristica in suffragio dei confrati defunti. Le marce sinfoniche in piazza Duomo, alle 10, anticiperanno il momento più solenne della mattinata. Alle 11, infatti, si terrà il solenne pontificale presieduto da mons. Giuseppe La Placa, vescovo di Ragusa, alla presenza delle confraternite e delle autorità civili e militari. Al termine, il sindaco rinnoverà la consacrazione della città al suo santo protettore, accendendo la lampada davanti al simulacro. A mezzogiorno, come da tradizione, scampanìo e colpi a cannone risuoneranno in tutte le chiese, seguiti alle 12,30 dalla celebrazione eucaristica presieduta da padre Giovanni Piccione. Il pomeriggio si aprirà alle 14,30 con uno dei momenti più attesi dalle famiglie: la benedizione dei bambini, preceduta dalla venerazione del simulacro portato a spalla al centro della Chiesa. Alle 18 la confraternita di San Vito offrirà un cero al santo protettore, come da tradizione, mentre alle 18,30 piazza Duomo sarà animata dalle marce sinfoniche dei corpi bandistici cittadini. Alle 19 l’arciprete rettore, il sacerdote Graziano Martorana, presiederà la celebrazione eucaristica che introduce il rito più atteso della serata. Alle 20 avrà luogo la tradizionale “Sciuta” di San Giovanni Battista, con la venerata reliquia e il taumaturgo simulacro accolti dal sagrato gremito di fedeli. La processione attraverserà le principali vie della città, visitando le chiese di Santa Maria di Gesù, San Vito e San Filippo, accompagnata dal clero, dalle confraternite con i loro stendardi e dalle autorità civili e militari. Alle 21,30 piazza Duomo ospiterà l’intrattenimento musicale del gruppo “MP2 Acoustic Trio”, offerto dalla Pizzeria “A Funtana”. La giornata si chiuderà alle 23 con l’ingresso del simulacro in piazza Duomo e la riflessione spirituale di padre Giuseppe Damigella Op. Alle 23,30, in piazza San Giovanni, il cielo si illuminerà con lo spettacolo piromusicale della ditta Fasima Fuochi Eventi, seguito dal rientro del santo nella sua Chiesa. Una festa che non è solo rito, ma identità: Chiaramonte rinnova così il suo legame secolare con il suo Protettore, San Giovanni Battista, cuore spirituale e simbolo della comunità. Tue, 23 Jun 2026 07:12:04 +0000 Ragusa Italiani innamorati della Thailandia, il Paese del Sorriso https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34485-italiani-innamorati-della-thailandia-il-paese-del-sorriso.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34485-italiani-innamorati-della-thailandia-il-paese-del-sorriso.html C'è un nuovo paese che è entrato nel cuore degli italiani ed è la Thailandia, nota anche come Paese del Sorriso per l'accoglienza calorosa che i suoi cittadini offrono ai turisti. Il 2025 è stato davvero un anno record, con oltre 300.000 visitatori italiani che si sono recati nel paese del sud-est asiatico, con un aumento del 16,5% rispetto al 2024. Il mese di dicembre, evidentemente in concomitanza con le vacanze natalizie, è stato quello maggiormente dinamico per i viaggi dall'Italia alla Thailandia, con ben 47.995 partenze, un numero altissimo mai toccato per tutto l'anno. Ma cosa ha fatto scattare la scintilla tra gli italiani e la Thailandia? I motivi sono tanti, a partire da un'offerta turistica molto ampia, che spazia da paradisi tropicali incantevoli dove godersi mare e relax, ed eventualmente fare attività sportive o escursioni, fino a città con una movida scoppiettante dove fare tante esperienze diverse, sia in chiave culturale che naturalistica. Il rapporto qualità-prezzo è piuttosto buono e quindi, pur senza stanziare budget enormi, si può organizzare una vacanza piacevole con tante esperienze che resteranno nel cuore e nella mente. C'è poi un altro aspetto che ha spinto gli italiani a viaggiare sempre di più in Thailandia: la sicurezza. Stiamo parlando di un viaggio affascinante, ma anche avventuroso. La Thailandia, generalmente sicura, presenta comunque alcuni rischi come le malattie tropicali, le infezioni da cibo o acqua e la presenza di animali selvatici. Per questo motivo le principali polizze assicurative del settore, come Imaway, propongono un'assicurazione viaggio Thailandia estremamente personalizzata per venire incontro alle esigenze di salute e di sicurezza degli italiani che vogliono godersi una vacanza in totale relax e serenità. Il picco di partenze si è registrato nel dicembre del 2025, ma anche l'estate 2026 si preannuncia decisamente vivace. Come ha spiegato Sandro Botticelli, marketing manager dell'ente nazionale per il turismo thailandese in Italia, la Thailandia piace così tanto perché è in grado davvero di soddisfare ogni esigenza e offrire un viaggio su misura per tutti: la famiglia in cerca di relax, i gruppi di amici desiderosi di avventura e divertimento e le coppie a caccia di momenti romantici tutti per loro. Si è notata recentemente una crescente curiosità verso mete più tranquille e selvagge, come Krabi, caratterizzata dalle sue iconiche scogliere calcaree a picco sul mare, o come Khao Lak, ideale per chi cerca un contatto più intimo con la natura e le spiagge incontaminate. Queste alternative sono soluzioni ideali per chi vuole sfuggire al turismo di massa. La vera anima del viaggio meditativo in Thailandia, per il pubblico italiano, risiede soprattutto nel nord del paese. I tour tra Chiang Mai e Chiang Rai sono un mix di spiritualità, natura e cultura e consentono di vedere la Città Vecchia, gli antichi templi sacri, il Santuario degli Elefanti e gli avventurosi e folkloristici mercati notturni. Il principale polo attrattivo di tutta la Thailandia resta naturalmente Bangkok, non a caso la città più visitata al mondo, che offre una serie di esperienze uniche affiancate da una cultura millenaria e una forte spiritualità. Tue, 23 Jun 2026 07:06:18 +0000 Società e costume Italiani innamorati della Thailandia, il Paese del Sorriso https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34485-italiani-innamorati-della-thailandia-il-paese-del-sorriso.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34485-italiani-innamorati-della-thailandia-il-paese-del-sorriso.html C'è un nuovo paese che è entrato nel cuore degli italiani ed è la Thailandia, nota anche come Paese del Sorriso per l'accoglienza calorosa che i suoi cittadini offrono ai turisti. Il 2025 è stato davvero un anno record, con oltre 300.000 visitatori italiani che si sono recati nel paese del sud-est asiatico, con un aumento del 16,5% rispetto al 2024. Il mese di dicembre, evidentemente in concomitanza con le vacanze natalizie, è stato quello maggiormente dinamico per i viaggi dall'Italia alla Thailandia, con ben 47.995 partenze, un numero altissimo mai toccato per tutto l'anno. Ma cosa ha fatto scattare la scintilla tra gli italiani e la Thailandia? I motivi sono tanti, a partire da un'offerta turistica molto ampia, che spazia da paradisi tropicali incantevoli dove godersi mare e relax, ed eventualmente fare attività sportive o escursioni, fino a città con una movida scoppiettante dove fare tante esperienze diverse, sia in chiave culturale che naturalistica. Il rapporto qualità-prezzo è piuttosto buono e quindi, pur senza stanziare budget enormi, si può organizzare una vacanza piacevole con tante esperienze che resteranno nel cuore e nella mente. C'è poi un altro aspetto che ha spinto gli italiani a viaggiare sempre di più in Thailandia: la sicurezza. Stiamo parlando di un viaggio affascinante, ma anche avventuroso. La Thailandia, generalmente sicura, presenta comunque alcuni rischi come le malattie tropicali, le infezioni da cibo o acqua e la presenza di animali selvatici. Per questo motivo le principali polizze assicurative del settore, come Imaway, propongono un'assicurazione viaggio Thailandia estremamente personalizzata per venire incontro alle esigenze di salute e di sicurezza degli italiani che vogliono godersi una vacanza in totale relax e serenità. Il picco di partenze si è registrato nel dicembre del 2025, ma anche l'estate 2026 si preannuncia decisamente vivace. Come ha spiegato Sandro Botticelli, marketing manager dell'ente nazionale per il turismo thailandese in Italia, la Thailandia piace così tanto perché è in grado davvero di soddisfare ogni esigenza e offrire un viaggio su misura per tutti: la famiglia in cerca di relax, i gruppi di amici desiderosi di avventura e divertimento e le coppie a caccia di momenti romantici tutti per loro. Si è notata recentemente una crescente curiosità verso mete più tranquille e selvagge, come Krabi, caratterizzata dalle sue iconiche scogliere calcaree a picco sul mare, o come Khao Lak, ideale per chi cerca un contatto più intimo con la natura e le spiagge incontaminate. Queste alternative sono soluzioni ideali per chi vuole sfuggire al turismo di massa. La vera anima del viaggio meditativo in Thailandia, per il pubblico italiano, risiede soprattutto nel nord del paese. I tour tra Chiang Mai e Chiang Rai sono un mix di spiritualità, natura e cultura e consentono di vedere la Città Vecchia, gli antichi templi sacri, il Santuario degli Elefanti e gli avventurosi e folkloristici mercati notturni. Il principale polo attrattivo di tutta la Thailandia resta naturalmente Bangkok, non a caso la città più visitata al mondo, che offre una serie di esperienze uniche affiancate da una cultura millenaria e una forte spiritualità. Tue, 23 Jun 2026 07:06:18 +0000 Società e costume Un secolo di Galleria Comunale 1925-2025” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34483-un-secolo-di-galleria-comunale-1925-2026.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34483-un-secolo-di-galleria-comunale-1925-2026.html A partire dal 24 giugno si rinnova il percorso espositivo della mostra GAM 100. Un secolo di Galleria Comunale 1925-2025, in corso fino all’11 ottobre 2026 alla Galleria d’Arte Moderna di via Crispi. L’allestimento si arricchisce di una nuova selezione di venticinque dipinti e sculture, che in parte vanno a sostituire i lavori già esposti e in parte costituiscono vere e proprie aggiunte, nell’ottica di far scoprire la ricchezza dei depositi del museo aprendo nuove prospettive su una storia complessa e affascinante. Alle opere già esposte – di artisti come Balla, Casorati e Sironi – si affiancano così altri grandi nomi della storia dell’arte, quali De Nittis, Mafai e Severini, e figure meno note ma centrali per l’evoluzione della collezione. Attraverso oltre 120 opere, la mostra ripercorre le tappe principali che hanno scandito la storia della Galleria capitolina e della sua collezione, profondamente legata alle politiche culturali dell’amministrazione comunale grazie a una lungimirante attività di acquisizioni che dalla fine del XIX secolo continua fino ai giorni nostri. Curata da Ilaria Miarelli Mariani e Arianna Angelelli con Paola Lagonigro, Ilaria Arcangeli, Antonio Ferrara e Vanda Lisanti, l’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura. La prima sezione, dedicata alle prime acquisizioni, alla nascita delle avanguardie e al ruolo delle Quadriennali, si arricchisce di alcuni dipinti entrati nelle collezioni comunali tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, come quelli di Giuseppe De Nittis (Paesaggio invernale, 1867-74), Alessandro Pigna (Frigidarium, 1882) e Augusto Bompiani (Figura pompeiana, 1901). Trovano spazio anche lavori acquisiti in occasione delle Biennali romane – come L’angelo dei crisantemi di Giuseppe Carosi (1921) – e delle Quadriennali, tra cui la scultura Ragazzo che si tuffa di Lorenzo Lorenzetti (1930-31) proveniente dalla prima Quadriennale, Giovani in riva al mare di Franco Gentilini (1934) e L’angelo rapitore di Gino Severini (1933-35), entrambe esposte nell’edizione del 1935. Nella stessa sezione si potranno inoltre scoprire opere poco note, come quattro ceramiche dipinte di Nandù, in dialogo con i capolavori del Secondo Futurismo. La seconda sezione racconta il periodo che va dalla soppressione della Galleria nel 1938 fino alla sua riapertura all’interno della nuova sede del Museo di Roma a Palazzo Braschi. Qui il pubblico troverà alcune opere degli anni Trenta che mostrano orientamenti artistici differenti, dalla Demolizione di via Giulia di Mario Mafai (1936) ai dipinti di Umberto Bottazzi (Scena di vita romana / Fontana delle tartarughe, 1930) e Nino Caffè (Famiglia del circo, 1938-39). Oltre alla scultura Madonna di Ada Salvadori (1955), il nuovo allestimento darà l’opportunità di vedere due opere mai esposte alla Galleria d’Arte Moderna: il paesaggio Agitazione (1916) di Onorato Carlandi e l’encausto Cantiere con figure (1925-1940) di Maria Immacolata Zaffuto. Incentrata sul periodo che va dalla riapertura della Galleria nel 1963 a Palazzo delle Esposizioni fino ai nostri giorni, la terza sezione accoglierà testimonianze di diversi momenti del Novecento: dai paesaggi di Pompeo Fabri (Villa Borghese, 1915, e Sul Monte Parioli, 1919), tra i fondatori a inizio secolo dei XXV della Campagna Romana, a Marina di Pippo Rizzo (1930-34), fino a superare la metà del secolo con la scultura Acrobate di Nicola Rubino (1950-57) e i dipinti astratti di Luigi Montanarini (Pittura astratta, 1955-57) e Primo Conti (La donna del mare, 1969). In questo spazio sarà inoltre possibile scoprire il poco noto movimento dei “tavolettisti”, rappresentato dai dipinti di Maria Cortini Viviani (Domenica, 1960-63) e Arrigo Taggi (Villa Borghese, 1955-60). Tornano invece a essere conservate nei depositi le opere di Giulio Aristide Sartorio (Veduta di ninfa, 1890), Onorato Carlandi (Monte Mario, 1900-02), Adolfo De Carolis (Donna con fiori, 1910), Pompeo Fabri (Terme di Caracalla, 1916), Ferruccio Ferrazzi (Frammento di composizione, 1920), Carlo Socrate (Il tacchino, 1923), Gino Severini (Composizione, 1933), Emanuele Cavalli (Bagnante, 1933-34), Giorgio de Chirico (Combattimento di gladiatori, 1933-34), Carlo Carrà (Partita di calcio, 1934), Luigi Trifoglio (Natura morta, 1934-35), Manzù (Ritratto di Ada De Micheli, 1940), Nicola Rubino (Nudo di donna, 1950-58), Marcello Avenali (Periferia, 1951) e Emilio Greco (Sibilla, 1951). Nuove opere I Sezione - La nascita della Galleria. Le prime acquisizioni, le avanguardie e il ruolo delle Quadriennali 1. Giuseppe De Nittis, Paesaggio invernale, 1867-74 2. Alessandro Pigna, Frigidarium, 1882 3. Augusto Bompiani, Figura pompeiana, 1901 4. Giuseppe Carosi, L’angelo dei crisantemi, 1921 5. Nandù (manifattura Feruccio Palazzi), Regata di canoe, 1924-37 6. Nandù (manifattura Feruccio Palazzi), Rocciatore, 1924-37 7. Nandù (manifattura Feruccio Palazzi), Sidecar, 1924-37 8. Nandù (manifattura Feruccio Palazzi), Automobile, 1924-37 9. Lorenzo Lorenzetti, Ragazzo che si tuffa, 1930-31 10. Franco Gentilini, Giovani in riva al mare, 1934 11. Gino Severini, L’angelo rapitore, 1933-35 II Sezione - Dalla ricerca di una nuova sede alla rinascita negli anni Cinquanta 12. Onorato Carlandi, Agitazione, 1916 13. Umberto Bottazzi, Scena di vita romana / Fontana delle tartarughe, 1930 14. Mario Mafai, Demolizione di via Giulia, 1936 15. Nino Caffè, Famiglia del circo, 1938-39 16. Maria Immacolata Zaffuto, Cantiere con figure, 1925-40 17. Ada Salvadori, Madonna, 1955 III Sezione - Verso la nuova Galleria d’Arte moderna. Una collezione in continua crescita 18. Pompeo Fabri, Villa Borghese, 1915 19. Pompeo Fabri, Sul Monte Parioli, 1919 20. Pippo Rizzo, Marina, 1930-34 21. Nicola Rubino, Acrobate, 1950-57 22. Luigi Montanarini, Pittura astratta, 1955-57 23. Arrigo Taggi, Villa Borghese, 1955-60 24. Maria Cortini Viviani, Domenica, 1960-63 25. Primo Conti, La donna del mare, 1969 Opere che tornano nei depositi 1. Giulio Aristide Sartorio, Veduta di ninfa, 1890 2. Onorato Carlandi, Monte Mario, 1900-1902 3. Adolfo De Carolis, Donna con fiori, 1910 4. Pompeo Fabri, Terme di Caracalla, 1916 5. Ferruccio Ferrazzi, Frammento di composizione, 1920 6. Carlo Socrate, Il tacchino, 1923 7. Gino Severini, Composizione, 1933 8. Emanuele Cavalli, Bagnante, 1933-34 9. Giorgio de Chirico, Combattimento di gladiatori, 1933-34 10. Carlo Carrà, Partita di calcio, 1934 11. Luigi Trifoglio, Natura morta, 1934-35 12. Manzù, Ritratto di Ada De Micheli, 1940 13. Nicola Rubino, Nudo di donna, 1950-58 14. Marcello Avenali, Periferia, 1951 15. Emilio Greco, Sibilla, 1951Uff.st. Zètema Progetto Cultura Tue, 23 Jun 2026 04:55:06 +0000 Arte “Le indagini dell’ispettore Nick Dixon” di Damien Boyd https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34482-le-indagini-dell-ispettore-nick-dixon-di-damien-boyd.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34482-le-indagini-dell-ispettore-nick-dixon-di-damien-boyd.html L'ispettore Nick Dixon deve affrontare un killer tornato dal passato. E questa volta, la posta in gioco è una moneta da 50 pence: arriva in Italia “Una moneta per una vita” di Damien BoydCon “Una moneta per una vita” arriva per Indomitus Publishing il settimo, attesissimo capitolo della serie inglese bestseller da oltre 3 milioni di copie in tutto il mondo, di cui oltre 40 mila in Italia, “Le indagini dell’ispettore Nick Dixon” di Damien Boyd, uno degli autori più amati nel panorama del police procedural britannico.Un uomo mutilato, ammanettato al volante del suo furgone, affoga con l’alta marea sulle rive fangose del fiume Parrett, nel Somerset. In testa, un foro perfetto delle dimensioni di una moneta da 50 pence. L’omicidio riecheggia una serie di uccisioni sadiche, eseguite con precisione chirurgica nella Manchester degli anni ’90, ai tempi delle guerre tra bande. Per l'ispettore Nick Dixon può significare una sola cosa: l'assassino è tornato. Trasferito alla Squadra Investigativa Speciale, viene inviato a Manchester con un nuovo partner, dove inizia a scavare tra corruzione, abusi e faide irrisolte. Ma gli omicidi continuano nel Somerset. Convinto di un legame con il passato e con tutte le probabilità contro di lui, Dixon azzarda una mossa disperata per inchiodare il killer: una moneta per una vita. Ma è davvero lo stesso assassino? Perché è riemerso dopo decenni di silenzio? E quante altre vite reclamerà prima che la verità emerga dal fango?“Ex avvocato con una solida esperienza in diritto penale e un periodo trascorso al Crown Prosecution Service, Damien Boyd ha saputo trasformare la sua conoscenza diretta del sistema giudiziario inglese in romanzi di altissimo livello, capaci di coniugare indagini realistiche, colpi di scena ben congegnati e una profonda attenzione allo sviluppo dei personaggi – ha spiegato l’editore Davide Radice. Il suo protagonista, l’ispettore Nick Dixon, è ormai una figura iconica per i lettori di tutto il mondo: un detective tenace, complesso e profondamente umano, affiancato dalla compagna Jane Winter, il cui rapporto evolve con naturalezza attraverso i libri della serie. ‘Una moneta per una vita’ conferma ancora una volta l’eccellenza di Boyd. I lettori di lingua inglese ne lodano la trama avvincente e i colpi di scena inaspettati, l’atmosfera realistica delle ambientazioni (dalle rive fangose del Somerset alla Manchester degli anni ’90) e la coerenza stilistica che contraddistingue l’intera serie. Ogni nuovo capitolo mantiene lo stesso alto livello di qualità, offrendo al tempo stesso un’evoluzione credibile dei personaggi principali”.Perfetto per gli appassionati di gialli britannici, thriller polizieschi e police procedural, il romanzo si rivolge in particolare a chi ama le trame complesse con indagini dettagliate, i collegamenti tra crimini del passato e del presente e le serie con personaggi ricorrenti da seguire nel tempo. BIOGRAFIA AUTORE Damien Boyd è un ex avvocato diventato scrittore di romanzi polizieschi. Grazie alla sua vasta esperienza in diritto penale e a un periodo nel Crown Prosecution Service, Damien scrive thriller polizieschi dal ritmo serrato con protagonista l’ispettore Nick Dixon. Nel mondo ha venduto oltre 3 milioni di copie, di cui oltre 40 mila in Italia grazie alla serie “Le indagini dell'ispettore Nick Dixon”.    Tue, 23 Jun 2026 04:52:02 +0000 Libri Cala il sipario sulla XVIII edizione de “La scuola dei classici” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34481-cala-il-sipario-sulla-xviii-edizione-de-la-scuola-dei-classici.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34481-cala-il-sipario-sulla-xviii-edizione-de-la-scuola-dei-classici.html Si è conclusa con la forza immortale della parola di Dante e con una delle voci più autorevoli del teatro italiano la diciottesima edizione de “La scuola dei classici”, la rassegna promossa dalla compagnia Porta Cenere con la direzione artistica di Nat Filice e Mario Massaro, il patrocinio del Comune di Mendicino e il cofinanziamento della Regione Calabria. La kermesse si è affermata come una delle più significative esperienze culturali costruite negli ultimi anni sul territorio calabrese. Un percorso che, tra maggio e giugno, ha trasformato il borgo in un grande laboratorio culturale diffuso, capace di unire teatro, formazione, letteratura, paesaggio, arti visive e partecipazione civile. La rassegna si è articolata tra diversi luoghi suggestivi del territorio, coinvolgendo il Teatro Comunale, il Ridotto, Palazzo Campagna, l’Anfiteatro Catalano e i percorsi naturalistici che abbracciano il centro storico, in un itinerario che ha valorizzato spazi scenici e patrimonio urbano. Nella suggestiva cornice dell'Anfiteatro Catalano di Mendicino, con “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, Giorgio Colangeli ha attraversato i primi sei canti del Purgatorio di Dante Alighieri con una potenza interpretativa capace di restituire tutta la dimensione umana del viaggio dantesco. Accanto a lui, la chitarra di Tommaso Cuneo ha costruito un dialogo sonoro inquieto e contemporaneo, sospeso tra musica classica, blues e jazz. Le note non accompagnavano il testo: lo inseguivano, lo interrogavano, ne amplificavano le ombre e le illuminazioni. In questo spettacolo conclusivo sembrava convergere l'intero percorso della rassegna. Perché il viaggio di Dante verso la luce è stato, in fondo, lo stesso viaggio proposto al pubblico durante oltre un mese di programmazione: un attraversamento della memoria per comprendere meglio il presente, una ricerca di senso nelle grandi domande dell'esistenza- E non è un caso che proprio il celebre verso finale dell'Inferno - «E quindi uscimmo a riveder le stelle» - sia diventato il simbolo perfetto di questa esperienza. Perché “La scuola dei classici” ha invitato spettatori, artisti e cittadini a rialzare lo sguardo, a recuperare la capacità di osservare il mondo con curiosità, spirito critico e immaginazione. Il direttore artistico Mario Massaro ha dichiarato: «Questa proposta nasce dal desiderio di offrire al pubblico un’esperienza culturale varia e accessibile, capace di unire teatro, riflessione e scoperta del territorio. L’obiettivo è stato quello di avvicinare le persone a temi importanti attraverso linguaggi diversi, mantenendo sempre un clima di condivisione e partecipazione. Ci auguriamo di ritrovarci alla prossima edizione, ancora insieme per vivere nuovi appuntamenti di cultura e spettacolo». Sin dall'inaugurazione dell'11 maggio, il festival ha chiarito la propria vocazione. Con “Il giudizio” di Onur Uysal, il teatro d'ombre si è trasformato in una riflessione ecologica di straordinaria attualità. In scena erano gli animali a processare gli esseri umani. Un ribaltamento simbolico che ha restituito alla natura una voce troppo spesso ignorata. Attraverso un linguaggio antico e universale, fatto di sagome e controluce, lo spettacolo ha posto una delle questioni più urgenti del nostro tempo: quale relazione stiamo costruendo con il pianeta che abitiamo? Nella stessa giornata, il laboratorio “Karagöz e le Meravigliose Ombre Turche”, realizzato da Astragali Teatro ed Eufonia ETS, ha mostrato come le tradizioni popolari possano diventare strumenti di dialogo tra culture, trasformando il teatro in uno spazio di incontro e condivisione. L’obiettivo de “La scuola dei classici” consisteva nell’attivare processi culturali, generare partecipazione, costruire relazioni. Una delle cifre più riconoscibili della kermesse è stata l'attenzione dedicata alle nuove generazioni. In un tempo in cui il pubblico più giovane viene spesso considerato destinatario passivo di contenuti semplificati, la rassegna ha scelto una strada diversa. “Le avventure di Giovannino”, interpretato da Elisa Ianni Palarchio e liberamente ispirato alla fiaba di Italo Calvino, ha restituito al racconto la sua natura più autentica: quella di un'esperienza condivisa. Il teatro ha rinunciato alle distanze tradizionali tra palco e platea. I bambini sono diventati coautori della narrazione, contribuendo a costruire il racconto attraverso intuizioni, suggerimenti e interventi spontanei. Una scelta artistica che ha recuperato l'antica tradizione orale delle storie raccontate attorno al fuoco, trasformando ogni replica in un evento unico e irripetibile. La stessa vocazione pedagogica ha caratterizzato il laboratorio di narrazione per ragazzi e numerose attività formative che hanno accompagnato l'intera manifestazione. Altrettanto efficace è stata la capacità di riportare i classici al centro del dibattito contemporaneo. Tra i momenti più significativi si colloca la messa in scena delle “Troiane” di Euripide, diretta da Nat Filice e interpretata dagli allievi della Drama School di Cosenza. La tragedia greca è diventata uno specchio del presente. Le donne di Troia non sono apparse come figure lontane nel tempo, ma come simboli universali delle vittime di ogni guerra. Il progetto ha dimostrato come il teatro classico possa continuare a interrogare il nostro tempo, affrontando temi che restano tragicamente attuali. Lo stesso percorso di rilettura ha caratterizzato “Antigone - Il sogno della farfalla” di Donatella Venuti, in cui il mito si è trasformato in un'indagine psicologica sulla memoria, sull'identità e sulla possibilità di immaginare una società libera dal dolore. Intense le interpretazioni di Maria Milasi e Americo Melchionda sul suggestivo sfondo di Palazzo Campagna. Da “Favoloso 2” di Antonio Filippelli al laboratorio “Costruire una storia”, fino allo spettacolo “Sulla strada per OZ” della Drama School di Cosenza, ogni proposta ha confermato la volontà della rassegna di considerare il teatro non soltanto come spettacolo da osservare, ma come esperienza da vivere. Con “Bianchi, Rossi, Gialli e Neri”, Paolo Capodacqua ha portato in scena l'eredità poetica e civile di Gianni Rodari, dimostrando come sia possibile parlare ai bambini senza rinunciare alla complessità. Le sue canzoni hanno costruito un dialogo tra generazioni, affrontando temi come la pace, il sogno, l'utopia e la responsabilità collettiva. Una lezione di pedagogia culturale che ha trovato il suo naturale proseguimento nel laboratorio “Raccontare in musica”, dedicato al rapporto tra parola e suono. La pièce teatrale “Le avventure di un pulcino nel cosmo”, una produzione di Officine Jonike Arti con drammaturgia a cura di Maria Milasi e interpretazione di Kristina Mravcova, ha trasformato il viaggio spaziale in una metafora della crescita e della scoperta. Un invito rivolto ai più piccoli a non rinunciare mai alla capacità di immaginare il futuro. Tra i momenti più intensi dell’intera kermesse, lo spettacolo all’Anfiteatro Catalano che ha visto protagonista Debora Caprioglio in “Non fui gentile, fui Gentileschi”. Attraverso la figura di Artemisia Gentileschi, il lavoro teatrale ha affrontato uno dei temi più urgenti della contemporaneità: la violenza contro le donne. La vicenda della pittrice seicentesca si è fatta racconto universale delle donne costrette a lottare per il riconoscimento del proprio valore. Il monologo ha evitato ogni retorica, concentrandosi sulla forza straordinaria di una donna capace di trasformare il dolore in arte e l’ingiustizia in affermazione della propria identità, consegnando al pubblico un messaggio ancora oggi profondamente attuale. Uno degli elementi più innovativi della Scuola dei Classici è stata la capacità di superare i confini tradizionali del teatro per riscoprire le bellezze del territorio, come la salita verso Monte Cocuzzo, uno dei luoghi più spettacolari e identitari della Calabria tirrenica. Qui la cultura ha cambiato passo e respiro, fondendosi con il paesaggio in un'esperienza capace di coinvolgere corpo, mente e sguardo. Il trekking a cura della guida escursionistica ambientale Francesco La Carbonara ha condotto i partecipanti lungo sentieri immersi tra pinete e faggete, in un lento avvicinamento alla vetta che si è trasformato in un percorso di scoperta del territorio e di ascolto della natura. Ad ogni passo il panorama si apriva sempre di più, fino ad abbracciare in un unico sguardo la Catena Costiera, la Valle del Crati, la Sila, il Tirreno e, nelle giornate più limpide, perfino il profilo lontano delle Eolie. Quando il sole ha iniziato a scendere dietro il mare, tingendo il cielo di sfumature cangianti, la montagna si è trasformata in un luogo sospeso tra terra e infinito. È stato allora che l'osservazione astronomica guidata da Carmelo Primiceri ha completato l'esperienza, accompagnando i presenti in un viaggio tra stelle, pianeti e costellazioni. Non un'esperienza capace di restituire il senso profondo del rapporto tra l'uomo e l'universo. Ancora una volta la conoscenza è uscita dalle aule e dai teatri per abitare il paesaggio, trasformando la montagna in una straordinaria aula a cielo aperto, dove natura, scienza e meraviglia hanno parlato la stessa lingua. Il festival è proseguito tra riflessione e meraviglia con “Il grande viaggio – Il suono e la parola” è un intenso spettacolo scritto, diretto e interpretato da Pippo Franco. Attraverso monologhi, l'artista unisce la sua storica comicità a riflessioni profonde sull'esistenza, sull'evoluzione umana e sul significato dell'arte. Tra gli appuntamenti di maggiore rilievo sotto il profilo civile spicca “Il potere di un no”, scritto da Ludovica Costantini e interpretato da Paola Quattrini, dedicato alla vicenda di Franca Viola. La storia della giovane siciliana che rifiutò il matrimonio riparatore è diventata il simbolo di una profonda svolta culturale nel Paese, ancora oggi emblema di libertà, autodeterminazione e dignità. Lo spettacolo ha ricordato con forza come la conquista dei diritti nasca spesso da scelte individuali coraggiose, capaci di innescare cambiamenti storici e sociali. A rendere ancora più riconoscibile l'identità della rassegna sono stati gli interventi di video mapping a cura di Gianpaolo Palumbo, Alessandro Leale e Valerio Filice che hanno accompagnato l'intero programma trasformando palazzi, piazze e architetture storiche in superfici narrative. La luce ha riscritto il borgo notte dopo notte, costruendo un dialogo continuo tra memoria e innovazione. Quando le ultime immagini del video mapping si sono dissolte sulle facciate del borgo e l'eco della voce di Giorgio Colangeli ha lasciato spazio al silenzio, è rimasta la consapevolezza che il vero successo della rassegna non risiede soltanto negli spettacoli realizzati, ma nella comunità culturale che è riuscita a generare. Una comunità che, proprio come nei versi finali di Dante, continua a guardare verso le stelle.   Tue, 23 Jun 2026 04:49:42 +0000 Cosenza G.O.M. di Reggio Calabria, successo nel trattamento di un caso complesso grazie alla gestione multidisciplinare del paziente https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34479-g-o-m-di-reggio-calabria-successo-nel-trattamento-di-un-caso-complesso-grazie-alla-gestione-multidisciplinare-del-paziente.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34479-g-o-m-di-reggio-calabria-successo-nel-trattamento-di-un-caso-complesso-grazie-alla-gestione-multidisciplinare-del-paziente.html Un caso clinico particolarmente delicato è stato gestito con successo dalla U.O.C. Chirurgia Toracica del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, in sinergia con i professionisti delle unità operative di Otorinolaringoiatria, Terapia Intensiva, Blocco Operatorio, Cardiologia, Radiologia e Terapia Intensiva Post-Operatoria. Si è trattato di un paziente di 71 anni, proveniente dal Pronto Soccorso dell’Ospedale di Vibo Valentia. Dopo essere transitato dall’Ospedale di Catanzaro, l’uomo è stato accompagnato dal 118 al Pronto Soccorso del G.O.M. e successivamente è stato preso in carico dall’U.O.C. di Chirurgia Toracica, in accordo con l’U.O.C. di Otorinolaringoiatria. Giunto in condizioni cliniche assai critiche (dispnea, iperpiressia, disfagia e faringodinia), il paziente era affetto da un ascesso peritonsillare complicatosi in mediastinite, una patologia infettiva del mediastino (lo spazio compreso fra i polmoni, dove si trovano il cuore, i grossi vasi, la trachea e l'esofago) gravata da elevata mortalità. ll paziente è stato pertanto immediatamente sottoposto a un intervento chirurgico combinato — eseguito congiuntamente da più équipe specialistiche — sotto anestesia generale, somministrata dalla dr.ssa Gaetana Franco. La prima parte della procedura è stata effettuata dal dr. Pasquale G. Cannizzaro, Direttore dell'U.O.C. di Otorinolaringoiatria, che ha drenato l'ascesso tonsillare per via interna e per via cervicotomica. La seconda parte è stata eseguita dal dr. Baldassare Mondello, Direttore dell'U.O.C. di Chirurgia Toracica, coadiuvato dai medici specializzandi dr. Abdal Rahman Abu Farhan e dr. Massimino Messinò, che ha effettuato una toracotomia destra con drenaggio di pus dal cavo pleurico, apertura, sbrigliamento, bonifica e drenaggio del mediastino, e successivo drenaggio della cavità pleurica sinistra, per la concomitante presenza di un versamento pleurico. Il decorso postoperatorio, particolarmente delicato nei pazienti affetti da mediastinite, è stato efficacemente gestito in Terapia Intensiva Post-Operatoria, unità guidata dal dr. Massimo Caracciolo e, successivamente, dal dr. Stefano La Scala. Durante il decorso, il dr. Mondello ha eseguito una broncoscopia, mentre il dr. Cannizzaro, coadiuvato dal dr. Vincenzo Loiacono e dalla dr.ssa Teresa Franco, ha eseguito una tracheotomia ed un'ulteriore detersione del collo; in entrambi i casi l'assistenza anestesiologica è stata gestita dalla dr.ssa Clara Scopelliti. Per un concomitante versamento pericardico, il dr. Giuseppe Tassone, dirigente medico in servizio presso l'U.O.C. di Cardiologia, diretta dal dr. Frank Benedetto, ha posizionato un drenaggio. Le condizioni cliniche del paziente sono progressivamente migliorate e il paziente è stato dimesso in buone condizioni. Il successo nel trattamento di questo caso è stato frutto di un lavoro d’équipe multidisciplinare: un esempio di straordinaria sinergia tra professionisti di diverse Unità Operative.   Per saperne di più sulle attività del G.O.M., visita il sito www.gomrc.it e la pagina Facebook (GOM di Reggio Calabria), o consulta la Carta dei servizi sanitari del GOM.   Mon, 22 Jun 2026 07:51:00 +0000 Reggio Calabria Salerno, i giardini della Minerva scelti per un nuovo progetto editoriale sulla nutrizione https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/34478-salerno-i-giardini-della-minerva-scelti-per-un-nuovo-progetto-editoriale-sulla-nutrizione.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/34478-salerno-i-giardini-della-minerva-scelti-per-un-nuovo-progetto-editoriale-sulla-nutrizione.html I Giardini della Minerva di Salerno hanno ospitato le riprese di un nuovo progetto dedicato ai temi della nutrizione e della prevenzione, realizzato per Esserre Pharma, azienda italiana leader nel settore della nutraceutica. Il progetto è curato dal giornalista e autore televisivo salernitano Dario Nuzzo attraverso il Format MEDICOM, realtà specializzata nella divulgazione scientifica e nei contenuti audiovisivi per il settore salute, che gode del patrocinio della Scuola Medica Salernitana – Università Popolare. L’iniziativa nasce con finalità educative e divulgative e punta a rendere accessibili al grande pubblico temi legati alla corretta alimentazione, al benessere e alla prevenzione attraverso linguaggi editoriali e audiovisivi. La scelta dei Giardini della Minerva rappresenta un richiamo diretto alla tradizione medica della città. Nato come “Giardino dei Semplici” e legato alla storia della Scuola Medica Salernitana, il sito è infatti uno dei luoghi più rappresentativi del rapporto tra conoscenza scientifica, piante officinali, alimentazione e benessere. Pochi luoghi in Italia possono vantare un legame così forte tra storia della medicina, cultura della prevenzione e patrimonio botanico. «Questa produzione ha per me un significato particolare perché nasce nel territorio in cui sono nato – dichiara Dario Nuzzo –. Ringrazio il Comune di Salerno e la direzione dei Giardini della Minerva per la disponibilità e la collaborazione dimostrate. Raccontare la nutrizione in un luogo che custodisce una parte così importante della storia della medicina significa dare ancora più valore ai contenuti che realizziamo.» «Sono inoltre felice che, dopo progetti sviluppati negli anni per aziende del settore salute come Daiichi Sankyo e IBSA, anche Esserre Pharma abbia scelto Salerno come scenario di una propria produzione editoriale. È un segnale importante per la città e per il territorio. Sempre più aziende scelgono professionisti e produzioni nate a Salerno per sviluppare progetti di comunicazione e divulgazione destinati a un pubblico nazionale. Attraverso queste iniziative non promuoviamo soltanto temi legati alla salute e alla prevenzione, ma contribuiamo anche a portare fuori dai confini locali il patrimonio culturale, storico e scientifico che rende Salerno un luogo unico nel panorama italiano.» Il progetto sarà distribuito attraverso canali editoriali e digitali dedicati alla divulgazione scientifica, contribuendo a valorizzare ancora una volta il legame tra innovazione, educazione alla salute e tradizione culturale salernitana e rafforzando il ruolo della città come punto di incontro tra storia della medicina, cultura e comunicazione scientifica.   Mon, 22 Jun 2026 07:46:47 +0000 Salerno Al Consultorio Familiare San Pio-Catino-Enziteto si inaugura il nuovo Punto Lettura dedicato alle famiglie https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34477-al-consultorio-familiare-san-pio-catino-enziteto-si-inaugura-il-nuovo-punto-lettura-dedicato-alle-famiglie.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34477-al-consultorio-familiare-san-pio-catino-enziteto-si-inaugura-il-nuovo-punto-lettura-dedicato-alle-famiglie.html Promuovere la salute significa anche accompagnare la crescita dei bambini e sostenere le famiglie nei primi anni di vita. Con questa visione la ASL Bari ha aderito al progetto “Maktaba: la biblioteca che cresce con te”, un'iniziativa che integra la promozione della lettura all'interno dei servizi territoriali dedicati all'infanzia e alla genitorialità, trasformando consultori e centri vaccinali in luoghi sempre più accoglienti, inclusivi e vicini ai bisogni delle persone. Dopo la sottoscrizione dell'accordo con Mama Happy ETS e i partner della rete progettuale, l'iniziativa entra ora nella sua fase operativa con l'inaugurazione del nuovo Punto Lettura del Consultorio Familiare San Pio-Catino-Enziteto, in programma domani martedì 23 giugno alle ore 10.00. Intervengono: il direttore generale della ASL Bari Luigi Fruscio, l’assessore Vito Lacoppola, l’assessore Michelangelo Cavone, la presidente del Municipio 5 Maristella Morisco, la responsabile dei Consultori del distretto di Bari Emanuela Soleti, Silvana Calaprice Tutrice civica per la tutela dei Diritti dell’Infanzia del Comune di Bari e la presidente di Mama Happy ETS Valentina Colonna. Il progetto, sostenuto dal Centro per il Libro e la Lettura e promosso a livello nazionale da Pianoterra ETS, nasce dalla consapevolezza che la lettura condivisa rappresenta uno strumento importante per favorire lo sviluppo cognitivo, linguistico ed emotivo dei bambini fin dai primi mesi di vita. Le evidenze scientifiche dimostrano infatti che leggere ai bambini, già durante la gravidanza e nei primi anni di crescita, favorisce lo sviluppo del linguaggio, rafforza il legame tra genitori e figli e contribuisce al benessere complessivo del nucleo familiare. In questo percorso la ASL Bari ha messo a disposizione i propri servizi territoriali e coinvolto direttamente operatori sanitari, ostetriche, infermieri e professionisti dei consultori e dei centri vaccinali, affinché ogni contatto con le famiglie possa trasformarsi in un'opportunità di sostegno alla genitorialità e promozione del benessere infantile. Nel territorio aziendale il progetto prevede la realizzazione di tre mini biblioteche presso il Consultorio San Pio e i centri vaccinali del CTO e di Japigia, con una dotazione complessiva di circa 150 albi illustrati accessibili e multiculturali. Sono inoltre previsti laboratori di lettura ad alta voce, attività inclusive e multilingue, percorsi dedicati alle famiglie e la distribuzione di book bag contenenti libri e materiali informativi. «Con Maktaba rafforziamo il ruolo dei servizi territoriali come punti di riferimento per le famiglie e come luoghi in cui accompagnare la crescita dei bambini attraverso interventi sempre più integrati – dichiara il direttore generale della ASL Bari Luigi Fruscio –. Investire nella lettura significa investire nelle relazioni, nell'inclusione e nelle opportunità educative fin dai primi 1000 giorni di vita, una fase decisiva per lo sviluppo e il futuro di ogni bambino». «Siamo molto orgogliosi di questa collaborazione con la ASL Bari, che rappresenta un esempio concreto di alleanza tra pubblico e Terzo Settore per sostenere il benessere delle famiglie e contrastare la povertà educativa – dichiara la presidente dell’ETS Mama Happy –. L'apertura del Punto Lettura del Consultorio San Pio-Catino-Enziteto rappresenta un tassello importante nella costruzione di una rete territoriale che riconosce nel sociale, nella salute e nell'educazione tre dimensioni inscindibili per accompagnare le famiglie e rafforzare la nostra comunità educante». Nel corso della mattinata saranno presentati il nuovo Punto Lettura e le attività previste dal progetto. Il programma comprende una lettura a cura di Mariangela Lacalamita, uno spettacolo di bolle, la partecipazione dei bambini del Nido “Le Ali di Michela” e della Scuola dell'Infanzia San Pio, oltre alla presentazione delle “Book Bag”, kit contenenti libri e materiali informativi multilingue destinati alle famiglie che parteciperanno ai percorsi di lettura condivisa. Mon, 22 Jun 2026 07:41:10 +0000 Bari Cent’anni: Crescono le adesioni al Manifesto dedicato a Rosa Balistreri https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34476-cent-anni-crescono-le-adesioni-al-manifesto-dedicato-a-rosa-balistreri.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34476-cent-anni-crescono-le-adesioni-al-manifesto-dedicato-a-rosa-balistreri.html Prosegue la raccolta di adesioni al “Manifesto Cent'Anni”, il documento promosso dalla Fondazione Made in Sicily e dalla Fondazione Rosa Balistreri in vista delle celebrazioni per il centenario della nascita di Rosa Balistreri, che ricorrerà nel 2027. L'iniziativa nasce con l'obiettivo di trasformare il centenario di Rosa Balistreri in un grande progetto collettivo capace di coinvolgere istituzioni, associazioni, scuole, università, comunità di siciliani all'estero e cittadini attorno ai valori che la sua vita e la sua opera continuano a rappresentare: autenticità, libertà, dignità, coraggio e amore per la propria terra. Il Manifesto è stato già sottoscritto da importanti realtà istituzionali e culturali, tra cui la Regione Siciliana, il Comune di Palermo, il Comune di Licata, il Teatro Massimo di Palermo, il Conservatorio di Musica Antonio Scontrino, l'Associazione Italiani di Chicago e da centinaia di cittadini che hanno scelto di aderire a un percorso che vuole fare del centenario non soltanto un momento commemorativo, ma una riflessione collettiva sul ruolo che la Sicilia, al centro del Mediterraneo, può svolgere in una contemporaneità così complessa e che necessità di nuovi slanci culturali e di pace. Accanto alle adesioni istituzionali, sta prendendo forma un significativo movimento di partecipazione civile e culturale grazie all’adesione di donne siciliane che, nei rispettivi ambiti professionali, rappresentano oggi esempi di talento, innovazione e impegno. Hanno già scelto di aderire pubblicamente al Manifesto figure come la conduttrice Giusi Battaglia, la fotografa Shobha Battaglia, l’autrice e formatrice Claudia Fauzia, la saggista e filosofa Maura Gancitano, l’astronoma e astrofisica Violette Impellizzeri, l’avvocata e attivista Chaty La Torre, la cantautrice Giulia Mei, l’attrice Ester Pantano, l’attrice Lucia Sardo e la giornalista Marina Turco. Donne provenienti dal mondo della cultura, dello spettacolo, della ricerca scientifica, dell'impresa e dell'informazione, accomunate dalla volontà di riconoscere nel centenario di Rosa Balistreri un'occasione per raccontare una Sicilia autentica, contemporanea e capace di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici. Per la Fondazione Made in Sicily e per la Fondazione Rosa Balistreri, la partecipazione di queste personalità rappresenta uno dei segnali più importanti del percorso avviato. La figura di Rosa continua così a parlare alle nuove generazioni, diventando un simbolo capace di unire mondi diversi e di ispirare chi ogni giorno affronta sfide professionali, culturali e sociali. Il progetto Cent'Anni parte da una convinzione semplice ma profonda: Rosa Balistreri non appartiene soltanto alla memoria della Sicilia ma appartiene, soprattutto, al suo presente e al suo futuro. La sua storia di donna come Rosa libera, ribelle e determinata rappresenta ancora oggi una delle espressioni più autentiche della capacità dei siciliani di affrontare le difficoltà e trasformarle in forza creativa. Per questo il centenario viene interpretato come una grande occasione per dare voce e valore alla Sicilia migliore, autentica e possibile: una Sicilia fatta di sfide vinte, di talenti riconosciuti nel mondo, di ricerca, cultura, impresa, innovazione e capacità di costruire ponti tra territori e generazioni.  Una Sicilia che non si racconta attraverso gli stereotipi, ma attraverso le persone che ogni giorno contribuiscono a migliorarla e a rappresentarla con orgoglio dentro e fuori dall'isola. Nei prossimi mesi il Manifesto continuerà a raccogliere adesioni da parte di istituzioni, enti culturali, associazioni, università, imprese e cittadini, con l'obiettivo di costruire una grande comunità attorno alle celebrazioni del centenario. Perché celebrare Rosa Balistreri significa celebrare tutte quelle donne e tutti quegli uomini che, con il proprio talento, il proprio lavoro e il proprio impegno, continuano a scrivere la storia più vera e più bella della Sicilia.   Mon, 22 Jun 2026 07:34:49 +0000 Palermo Santa Severina aderisce alla Notte Romantica nei Borghi più belli d’Italia https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34473-santa-severina-aderisce-alla-notte-romantica-nei-borghi-piu-belli-d-italia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34473-santa-severina-aderisce-alla-notte-romantica-nei-borghi-piu-belli-d-italia.html Mezzanotte. A poche ore dal solstizio d’estate, le lanterne salgono in cielo. Decine di piccole luci si alzano lente nel firmamento di giugno, portando con sé i desideri di chi le ha accese. Il Castello Carafa le guarda da dietro le sue mura: secoli di pietra che custodiscono secoli di amori nati tra i vicoli, promesse sussurrate sotto le torri, storie che nessuno ha mai scritto. Sabato 20 giugno, per la Notte Romantica nei Borghi più belli d’Italia, Santa Severina torna in piazza per chiudere la serie di eventi Castelfiaba 2026 con una serata dedicata all’amore. Sullo sfondo, il maniero illuminato di rosso e le lanterne che aspettano la mezzanotte. L’iniziativa è a carattere nazionale e ogni anno porta l’amore e la convivialità nelle piazze dei borghi storici italiani. Lo scenario mozzafiato della serata si divide tra piazza Campo e l’affascinante castello normanno-svevo.  I momenti clou La serata apre alle 18.30. Alle 19, la sfilata dei bambini con attività e laboratori creativi. Alle 20, spazio al linguaggio dell’amore e alle 20.30 i Peccati di gola: degustazioni e momento conviviale con il castello che brillerà di rosso sullo sfondo. Quando gli orologi rintoccano le 21.30 sale sul palco il Trio Italico, tre virtuosi violinisti che uniscono la tradizione classica al rock. Alle 23, il Pensiero d’amore, con il suo inconfondibile sapore di Passione & Ottimismo. A seguire, il brindisi degli innamorati. Quindi, a mezzanotte, il gran finale con il Castello Carafa a consegnare la notte a un romantico bacio tra innamorati e ai poetici barbagli delle lanterne dei desideri.  Il tema della serata “L’amore per i borghi, i nostri ricordi e la memoria che ci unisce”: è il tema scelto quest’anno per la Notte Romantica nazionale. A Santa Severina, borgo che porta nei vicoli e nelle pietre del castello la memoria di mille anni di storia, queste parole trovano una cornice naturale. La serata è pensata per tutti: coppie, famiglie, e chi ha voglia di stare in piazza sotto le stelle di un sabato di giugno.  L’evento, su proposta del Comune di Santa Severina, è realizzato e organizzato dalla Pro Loco Siberene APS, con la collaborazione della Cooperativa Aristippo, dell’Associazione Anastasis e numerose altre associazioni e volontari. Evento presentato a valere su POC 2014/2020 Azione 6.8.3 Avviso pubblico “Eventi Straordinari: la Calabria che incanta”   Thu, 18 Jun 2026 07:11:19 +0000 Crotone Castrovillari si prepara ad accogliere la XXI edizione di SUONI FESTIVAL https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34472-castrovillari-si-prepara-ad-accogliere-la-xxi-edizione-di-suoni-festival.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34472-castrovillari-si-prepara-ad-accogliere-la-xxi-edizione-di-suoni-festival.html Castrovillari si prepara a vivere uno degli appuntamenti culturali più attesi dell'estate. Dall'8 al 10 luglio 2026 torna infatti Suoni Festival, che quest'anno celebra la sua ventunesima edizione, confermandosi come uno degli eventi musicali e culturali più significativi del territorio. La manifestazione si svolgerà nella splendida cornice del Protoconvento Francescano, nel cuore del borgo antico della città del Pollino, e offrirà al pubblico tre serate all'insegna della musica, della cultura e della valorizzazione del patrimonio storico cittadino. A firmare la direzione artistica del festival è Gerardo Bonifati, figura di riferimento nel panorama culturale calabrese, mentre l'organizzazione è curata dalla Pro Loco di Castrovillari, presieduta da Eugenio Iannelli, con il sostegno dell'Amministrazione comunale e nell'ambito del brand "Castrovillari Città Festival". Ogni serata proporrà tre set musicali, dando vita a un cartellone ricco e variegato, capace di attraversare generi, linguaggi e sonorità differenti per coinvolgere un pubblico ampio ed eterogeneo. "Suoni Festival rappresenta un luogo di incontro tra tradizione e innovazione, tra artisti e pubblico, tra memoria e nuove espressioni musicali", afferma il direttore artistico Gerardo Bonifati. "Anche per questa edizione abbiamo lavorato per costruire un percorso artistico di qualità, capace di offrire emozioni, stimolare la curiosità e valorizzare il grande patrimonio culturale della nostra città. Il Protoconvento Francescano diventa ancora una volta uno spazio vivo di condivisione e crescita culturale". Soddisfazione viene espressa anche dal presidente della Pro Loco di Castrovillari, Eugenio Iannelli: "Raggiungere la ventunesima edizione significa guardare con orgoglio a un percorso costruito negli anni grazie all'impegno di tanti volontari, operatori culturali e istituzioni. Suoni Festival è oggi una realtà consolidata che contribuisce a promuovere l'immagine di Castrovillari ben oltre i confini territoriali, attirando visitatori e appassionati e valorizzando il nostro centro storico". Per il Sindaco di Castrovillari, Anna De Gaio, il festival rappresenta un tassello fondamentale della programmazione culturale cittadina: "Suoni Festival è un esempio concreto di come la cultura possa diventare strumento di valorizzazione del territorio, promozione turistica e partecipazione sociale. Eventi come questo rafforzano l'identità della nostra comunità e restituiscono centralità ai luoghi più rappresentativi della città. L'Amministrazione comunale continua a investire nella cultura come motore di crescita e sviluppo, sostenendo iniziative che qualificano l'offerta estiva e rendono Castrovillari sempre più attrattiva". Suoni Festival si conferma dunque come un evento capace di unire musica, memoria e identità, trasformando il borgo antico in un palcoscenico di emozioni, incontri e contaminazioni culturali. Nei prossimi giorni saranno resi noti il programma completo della manifestazione, gli artisti protagonisti della XXI edizione e tutte le informazioni relative alle modalità di prenotazione e partecipazione agli eventi. (foto di Giuseppe Iazzolino). Thu, 18 Jun 2026 07:09:15 +0000 Cosenza A Brindisi “La valle dei ciliegi” di Thalia Ganotakis https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/34464-a-brindisi-la-valle-dei-ciliegi-di-thalia-ganotakis.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/34464-a-brindisi-la-valle-dei-ciliegi-di-thalia-ganotakis.html Nuovo appuntamento dedicato alla lettura e alla promozione culturale a Brindisi. L’Associazione di Promozione Sociale “Brindisi e le Antiche Strade”, nell’ambito delle attività della Casa di Quartiere Accademia degli Erranti, ha organizzato  un incontro letterario inserito nella rassegna “Pagine Erranti – Brindisi città che legge”, che fa parte del programma estivo “Chiostro d’Estate”. L’evento è stato sabato 13 giugno alle ore 18.30 presso il Chiostro dell’Accademia degli Erranti, all’interno dell’ex Convento delle Scuole Pie. Protagonista dell’incontro sarà il libro “La valle dei ciliegi” della scrittrice Thalia Ganotakis. La presentazione, realizzata in collaborazione con il CSV Brindisi-Lecce, ha offerto al pubblico l’opportunità di approfondire i temi e le suggestioni del romanzo attraverso un dialogo diretto con l’autrice. A conversare con Ganotakis e stato Tiziano Mele, responsabile della comunicazione del CSV Brindisi-Lecce e mental coach. L’invito è stato rivolto a tutta la cittadinanza, che ha potuto partecipare gratuitamente a un momento di confronto culturale e di scoperta letteraria. Un viaggio tra passato e presente La valle dei ciliegi è un romanzo che si sviluppa lungo due differenti linee temporali, intrecciando avventura, storia e sentimenti in una narrazione che supera i confini del tempo. Da una parte il lettore segue le immersioni di Francesco, Lorenza e del loro team nelle acque della baia di Kagoshima, in Giappone, a pochi chilometri dal maestoso vulcano Sakurajima. Dall’altra, la storia conduce nel XIII secolo, in un’epoca dominata dai Samurai e dal potere dello Shogun Tokimune. Al centro della vicenda emerge la tragica storia del soldato mongolo Timur, separato dalla moglie Oyun a causa di un devastante tsunami. Un amore spezzato dalla forza della natura che continua a riecheggiare nei secoli, fino a intrecciarsi con le vicende contemporanee dei protagonisti. Nel romanzo il tempo non viene concepito come una linea retta, ma come un cerchio che collega passato e presente. Una promessa d’amore rimasta incompiuta sette secoli prima sembra infatti attendere ancora il proprio compimento, dando vita a una narrazione intensa e ricca di suggestioni storiche e spirituali. Il profilo dell’autrice Thalia Ganotakis è una cittadina italiana di origine greca, nata nella Repubblica Democratica del Congo nel 1955. Il suo percorso umano e professionale è caratterizzato da una forte dimensione internazionale e multiculturale. Parla correntemente inglese, francese, greco e italiano, lingue che insegna da anni, oltre allo swahili, lingua appresa durante la sua esperienza africana. Traduttrice giurata, svolge inoltre il ruolo di consulente tecnico presso il Tribunale di Brindisi. Nel corso della sua carriera ha curato la segreteria del Consolato Onorario di Grecia a Brindisi, occupandosi della traduzione di testi legali, commerciali e letterari. Un’esperienza che ha contribuito a consolidare il suo profondo legame con le culture e le tradizioni del Mediterraneo, elementi che spesso trovano spazio anche nella sua produzione letteraria. L’incontro rappresenta dunque un’occasione per conoscere da vicino una scrittrice dalla formazione cosmopolita e per immergersi nelle atmosfere di un romanzo che unisce storia, memoria e amore, portando il lettore in un affascinante viaggio tra il Giappone contemporaneo e il mondo dei Samurai. Tue, 16 Jun 2026 16:24:25 +0000 Brindisi Vincenzo Grandinetti strega il pubblico a Santa Severina con un recital pianistico di straordinaria intensità https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34463-vincenzo-grandinetti-strega-il-pubblico-a-santa-severina-con-un-recital-pianistico-di-straordinaria-intensita.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34463-vincenzo-grandinetti-strega-il-pubblico-a-santa-severina-con-un-recital-pianistico-di-straordinaria-intensita.html Ci sono serate in cui la storia millenaria di un luogo incontra la freschezza del futuro, fondendosi in un’armonia perfetta. È quanto accaduto nello splendido scenario del Castello di Santa Severina, dove il giovane e talentuoso pianista crotonese Vincenzo Grandinetti ha letteralmente stregato il pubblico presente con un recital pianistico di straordinaria maturità e intensità espressiva. In un’atmosfera intima e suggestiva, Grandinetti ha dimostrato non solo una tecnica impeccabile, ma una rara capacità di penetrazione psicologica dei testi musicali, guidando gli ascoltatori attraverso un viaggio cronologico ed emotivo di rara bellezza. Il Programma: dalla quiete classica al fuoco del Novecento. Il programma della serata, ambizioso e tecnicamente impegnativo, ha messo in luce le diverse anime interpretative del giovane musicista. L.v. Beethoven: Sonata op. 28 “Pastorale”. L’apertura del concerto è stata affidata alle atmosfere serene e bucoliche della celebre sonata beethoveniana. Grandinetti ha saputo restituire con delicatezza il carattere disteso e sognante del primo movimento, mantenendo un controllo del suono magistrale. Il contrasto tra la cantabilità dei temi e il rigore formale ha svelato una sensibilità romantica già solida e consapevole. J. Brahms: Rapsodia op. 79 n. 1. Con il cambio di registro legato a Brahms, il pianista ha cambiato pelle. La Rapsodia in si minore è esplosa in tutta la sua foga passionale e drammatica. Qui Grandinetti ha fatto valere una tastiera vigorosa, capace di gestire le dense trame sonore brahmsiane e i repentini cambi di atmosfera, oscillando magistralmente tra l'irrequietezza dei temi principali e la lirica dolcezza delle sezioni centrali. Prokofiev: “Sarcasmi” op. 17 . Il vero colpo di maestro è arrivato con le dissonanze e l'ironia sferzante di Prokofiev. Una pagina complessa, spigolosa, modernissima. Il giovane talento crotonese ha affrontato i Sarcasmi con un'energia percussiva e un'intelligenza ritmica formidabili, restituendo al pubblico quel senso di grottesco, provocazione e genialità tipico del compositore russo. Una prova di forza tecnica e interpretativa che ha letteralmente tolto il fiato. Un successo da scroscianti applausi Il pubblico che gremiva la sala ha seguito l'intera esibizione in un silenzio quasi reverenziale, per poi sciogliersi in lunghi e calorosi applausi al termine di ogni esecuzione, culminati in una vera e propria ovazione finale. Con questo concerto, Vincenzo Grandinetti si conferma come una delle realtà più brillanti e promettenti del panorama musicale del territorio (e non solo). La sua esibizione al Castello di Santa Severina non è stata solo un saggio di bravura, ma la firma d'autore di un artista che ha tutte le carte in regola per far parlare a lungo di sé i palcoscenici internazionali. La Calabria della musica brilla di una nuova, intensa stella.   Tue, 16 Jun 2026 08:53:57 +0000 Crotone “A Tutto Volume” chiude tra piazze gremite e grandi temi: a Ibla il gran finale della diciassettesima edizione https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34462-a-tutto-volume-chiude-tra-piazze-gremite-e-grandi-temi-a-ibla-il-gran-finale-della-diciassettesima-edizione.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/ragusa/34462-a-tutto-volume-chiude-tra-piazze-gremite-e-grandi-temi-a-ibla-il-gran-finale-della-diciassettesima-edizione.html Una Ragusa Ibla gremita, attenta e partecipe ha salutato ieri sera la conclusione della diciassettesima edizione di “A Tutto Volume – Libri in festa a Ragusa”, confermando ancora una volta la capacità del festival di trasformare la lettura in un’esperienza collettiva capace di coinvolgere migliaia di persone.
Fin dal tardo pomeriggio, le piazze e gli spazi del centro storico barocco hanno accolto un flusso continuo di visitatori, lettori e curiosi che hanno seguito gli appuntamenti della giornata conclusiva, dedicata alla letteratura, alla scienza, alla riflessione civile e all’attualità. Un pubblico numeroso che ha riempito ogni location, seguendo con attenzione e partecipazione incontri che hanno attraversato temi diversi ma accomunati dalla volontà di interrogare il presente attraverso il racconto, la conoscenza e il confronto.
Da Filippo La Porta a Massimo Polidoro con Sergio Della Sala, da Beatrice Mautino a Eliana Liotta e Michela Matteoli, fino agli incontri con Enzo Fortunato, Lorenzo Guardiano, Daria Bignardi, Vito Mancuso, Davide Rondoni e Simona Lo Iacono, la giornata ha confermato la cifra distintiva del festival: mettere in dialogo linguaggi differenti, intrecciando divulgazione scientifica, narrativa, spiritualità, poesia e impegno civile. 
Tra i momenti più significativi della serata, la consegna del primo Premio Polara “Parole Solari”, nuovo riconoscimento nato all'interno del festival per valorizzare gli autori capaci di raccontare la Sicilia come luogo dell'anima, presenza viva e protagonista della narrazione. A ricevere il premio è stata Simona Lo Iacono, tra le voci più autorevoli della narrativa italiana contemporanea, che con le sue opere ha saputo restituire al pubblico una Sicilia complessa, colta e profondamente umana, sospesa tra memoria, identità e desiderio di futuro.
Il gran finale si è consumato nella straordinaria cornice di Piazza Duomo, letteralmente presa d'assalto dal pubblico per l'incontro “Buon compleanno Repubblica!”, che ha visto protagonisti Serena Dandini e Gherardo Colombo in una riflessione sugli ottant'anni della Repubblica italiana, sulle Madri Costituenti e sul valore della partecipazione democratica. Un dialogo intenso, accompagnato dai disegni dal vivo di Angelo Ruta, che ha chiuso il festival con uno sguardo rivolto al futuro e alla responsabilità civile.
Prima dell'ultimo incontro, il direttore artistico Alessandro Di Salvo ha salutato il pubblico ringraziando autori, editori, volontari, partner e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione.
«Anche quest'anno abbiamo visto una città che si è riconosciuta nei libri e nella cultura. Le piazze piene non sono soltanto un dato numerico: raccontano il desiderio delle persone di incontrarsi, ascoltare, riflettere insieme. A Tutto Volume continua a essere una grande comunità che cresce anno dopo anno», ha dichiarato Di Salvo.
Un bilancio condiviso anche dagli altri direttori del festival, Antonio Pascale, Massimo Polidoro e Paolo Verri, protagonisti di un'edizione che ha saputo alternare grandi nomi della letteratura e del giornalismo, divulgatori scientifici, studiosi e autori capaci di parlare a pubblici differenti, confermando il carattere multidisciplinare della manifestazione.
Per tre giorni Ragusa è stata attraversata da migliaia di presenze provenienti da tutta la Sicilia e da diverse regioni italiane. Dai luoghi di Ragusa Superiore fino alla giornata conclusiva di Ibla, il festival ha costruito un percorso diffuso che ha unito centro storico, piazze, cortili, giardini e palazzi monumentali, trasformando la città in una grande biblioteca a cielo aperto, con migliaia di lettori che hanno acquistato i libri degli autori presenti, in molti casi andati esauriti. Tue, 16 Jun 2026 08:51:20 +0000 Ragusa Gli affitti turistici brevi nelle città Dinamiche strutturali e iniziative di regolamentazione https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34461-gli-affitti-turistici-brevi-nelle-citta-dinamiche-strutturali-e-iniziative-di-regolamentazione.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/bari/34461-gli-affitti-turistici-brevi-nelle-citta-dinamiche-strutturali-e-iniziative-di-regolamentazione.html Si svolgerà a Bari domani, 17 giugno, ore 9,00, presso l’aula magna del Dipartimento di Architettura, Costruzioni, Design (ARCOD) del Politecnico (campus universitario) una giornata-studio sugli affitti turistici brevi nelle città italiane. Dinamiche strutturali e iniziative di regolamentazione con un focus dedicato alla città di Bari. Essa costituisce l’approfondimento della ricerca AIRMAP. L’iniziativa segue due precedenti appuntamenti dedicati al tema: Torino, 22 maggio per un quadro dettagliato delle principali caratteristiche del fenomeno degli affitti brevi: dalla diffusione alle performance economiche; dalla distribuzione geografica alle caratteristiche dei soggetti che gestiscono gli annunci, alla evoluzione nel periodo 2017-2024 e del 25 maggio, presso la sede della Regione Puglia, per presentare un lavoro, Uniba-Poliba, orientato sulla città di Bari. Sugli esiti di questo percorso e del lavoro analitico sul fenomeno (cfr https://full.polito.it/airmap/), sarà ampiamente presentata la ricerca nazionale e locale dedicata al tema, anche per poter stimolare una riflessione aggiornata sulla costituenda proposta di Legge Regionale sulla regolazione del fenomeno delle locazioni brevi. La giornata, ore 9,00 sarà presentata dai rettori del Poliba, Umberto Fratino e di Uniba, Roberto Bellotti. Seguiranno due sessioni. Alle 9,15. Prima sessione. Le dinamiche strutturali. Presiede Mariella Annese - Politecnico di Bari Relazione: Il quadro delle città italiane. Loris Servillo - Politecnico di Torino Intervento: Il caso di Bari. Fabrizio D'Alessandro - Politecnico di Bari Intervento: Mercato dell'affitto e abitare studentesco. Francesco Prota - Università di Bari "Aldo Moro"   Ore 11:00. Seconda sessione. Le iniziative di regolamentazione Presiede, Nicola Martinelli - Politecnico di Bari Relazione: il quadro della regolamentazione in Italia. Filippo Celata - Sapienza Università di Roma Intervento: Le lezioni di Barcellona. Giovanna Mangialardi - Politecnico di Bari Intervento: Il caso della Puglia. Angela Barbanente - Politecnico di Bari Intervento. Giovanna lacovone - Vicesindaca del Comune di Bari Conclusioni Gianfranco Viesti - Università di Bari Aldo Moro L’iniziativa è curata dal Politecnico di Bari e dall’Università “Aldo Moro” di Bari.   Tue, 16 Jun 2026 08:50:03 +0000 Bari Tesori dei faraoni: la mostra da record dalle scuderie del Quirinale vola negli Stati Uniti https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34458-tesori-dei-faraoni-la-mostra-da-record-dalle-scuderie-del-quirinale-vola-negli-stati-uniti.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34458-tesori-dei-faraoni-la-mostra-da-record-dalle-scuderie-del-quirinale-vola-negli-stati-uniti.html Dopo aver registrato 400mila visite e una proroga straordinaria, ecco il tour internazionale al de Young Museum di San Francisco e al Kimbell Art Museum di Fort Worth, Texas Numeri da record e una straordinaria partecipazione delle nuove generazioni. Con oltre 400.000 visitatori complessivi la mostra Tesori dei Faraoni alle Scuderie del Quirinale, inaugurata il 24 ottobre 2025 e prorogata per oltre un mese considerato lo straordinario afflusso di visitatori, è stata una dei maggiori successi espositivi degli ultimi anni, tra le più visitate di sempre nella storia delle Scuderie del Quirinale.

Particolarmente significativo il coinvolgimento del pubblico più giovane, con circa 60.000 tra studentesse e studentiche hanno visitato la mostra, di cui oltre 40.000 provenienti dalle scuole primarie. Senza dimenticare che il 20% del pubblico non scolastico aveva meno di 30 anni. Nel complesso, il 60% dei visitatori è arrivato da Roma e dal Lazio, mentre il 40% dal resto d'Italia e dall'estero. Numeri, questi, che testimoniano quanto la mostra sia stata capace di coniugare valore scientifico, attrattività culturale e divulgazione. A tracciare un bilancio dei risultati raggiunti dalla mostra sono stati oggi, alle Scuderie del Quirinale, Fabio Tagliaferri, Presidente di Ales S.p.A, Matteo Lafranconi, Direttore delle Scuderie del Quirinale, e di Simone Todorow, Amministratore Delegato di MondoMostre, che hanno anche annunciato il prossimo tour internazionale della mostra, che vedrà “I tesori dei Faraoni”protagonisti negli Stati Uniti. "Registrare 400.000 visitatori è un'emozione immensa. Ma la vita di questa esposizione non si esaurisce a Roma. “I Faraoni” volano oltreoceano, a San Francisco e Fort Worth; e da oggi le mostre delle Scuderie del Quirinale ‘Barocco globale’ e ‘Napoli Ottocento’ diventano permanenti grazie al nuovo Virtual Tour, frutto di un investimento rigoroso nella gestione dei diritti per offrire un'esperienza immersiva totale a studenti, studiosi e appassionati di tutto il mondo" ha detto Fabio Tagliaferri, Presidente di Ales S.p.A. Simone Todorow, Amministratore Delegato di MondoMostre, ha aggiunto: “Siamo particolarmente orgogliosi del successo di Tesori dei Faraoni, una mostra che ha saputo unire una straordinaria risposta di pubblico a un forte valore scientifico, culturale e divulgativo. La grande partecipazione di scuole, giovani e famiglie, attraverso visite guidate, attività didattiche e laboratori, conferma la capacità del progetto di essere anche un importante momento formativo ed educativo, grazie all’indubbia attrattiva che la ricchezza del patrimonio dell’antico Egitto da sempre suscita. Un sentito ringraziamento va ad Ales e alle Scuderie del Quirinale: partner fondamentali, con i quali è stato possibile realizzare, nel segno della collaborazione tra pubblico e privato, una mostra di siffatta importanza. Dopo Roma, il progetto prosegue ora negli Stati Uniti: il debutto americano di ‘Treasures of the Pharaohs’ al de Young Museum di San Francisco, cui seguirà la tappa al Kimbell Art Museum di Fort Worth, rappresenta un ulteriore traguardo straordinario e il coronamento di una complessa e ambiziosa operazione culturale internazionale, coprodotta da MondoMostre in stretta sinergia con il Ministero del Turismo e delle Antichità dell’Egitto, il Consiglio Supremo delle Antichità, il Fine ArtsMuseums of San Francisco, il Kimbell Art Museum e una realtà istituzionale italiana d’eccellenza come Ales. L’auspicio è che il tour possa proseguire anche oltre la prevista seconda tappa in Texas”. Per Matteo Lafranconi, Direttore delle Scuderie del Quirinale, "Oltre che uno dei maggiori successi di pubblico, “Tesori dei Faraoni” è stata anche la mostra durata più a lungo nella storia delle Scuderie del Quirinale, registrando un apprezzamento straordinario e costante che si è confermato anche nelle sei settimane di proroga”. Il tour internazionale: i Faraoni sbarcano negli Stati Uniti Dopo la chiusura romana del 14 giugno 2026, il progetto espositivo debutterà oltreoceano con due tappe di assoluto rilievo: de Young Museum, San Francisco: 1° agosto 2026 – 31 gennaio 2027 Il “de Young Museum” è una delle istituzioni culturali più importanti della West Coast americana, parte dei Fine ArtsMuseums of San Francisco. La presentazione californiana è la prima tappa nordamericana della mostra ed è co-organizzata dai: Fine Arts Museums of San Francisco insieme al Kimbell Art Museum, al Ministero del Turismo e delle Antichità della Repubblica Araba d'Egitto e al Supreme Council of Antiquities, in collaborazione con Ales S.p.A. e MondoMostre. Il pubblico di San Francisco potrà ammirare l'intero nucleo scientifico della mostra: i 130 manufatti presentati a Roma, inclusi pezzi che faranno per la prima volta la loro comparsa in Nord America. Kimbell Art Museum, Fort Worth (Texas): 14 marzo – 19 settembre 2027 Il Kimbell Art Museum di Fort Worth è tra le più autorevoli istituzioni museali americane, ospitato in un edificio del 1972 progettato da Louis I. Kahn — considerato uno dei capolavori dell'architettura moderna — e in un padiglione del 2013 firmato da Renzo Piano. Il museo è internazionalmente riconosciuto per la qualità della sua collezione permanente, che include opere di Michelangelo, Caravaggio, Velázquez, Monet e Picasso. La presentazione texana si svolgerà nel Renzo Piano Pavilion. La mostra si articola in sei sezioni tematiche — I Tesori dei Faraoni; Le persone attorno ai Faraoni; Religione e credenze; La vita quotidiana; La Città d'Oro; Morte e aldilà — offrendo una visione a 360° della civiltà egizia, dalla magnificenza del potere regale alla quotidianità degli artigiani. Tra le opere più attese nelle sale americane: la maschera funeraria d'oro di Amenemope, il sarcofago di Tuya, la Triade di Micerino in scisto scolpito. Per il pubblico nordamericano sarà la prima occasione di vedere gli straordinari reperti della Città d'Oro di Amenofi III, scoperta nel 2021 da Zahi Hawass — oggetti mai esposti prima sul continente americano. Eric M. Lee, direttore del Kimbell: "Treasures of the Pharaohs lascerà senza fiato. Dalla scala e dallo splendore di alcuni dei manufatti in mostra alle rivelazioni sulla vita quotidiana, i visitatori troveranno questa esposizione brillante, sia visivamente che intellettualmente". La mostra Tesori dei Faraoni ha portato a Roma una selezione di 130 capolavori dell'arte dell'Antico Egitto provenienti dal Museo Egizio del Cairo e dal Museo di Luxor, molti esposti per la prima volta fuori dall'Egitto. Curata da Tarek El Awady, già direttore del Museo Egizio del Cairo, la mostra è prodotta da ALES - Arte Lavoro e Servizi del Ministero della Cultura con MondoMostre, in collaborazione con il Supreme Council of Antiquities of Egypt, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Cultura e del Ministero del Turismo e delle Antichità d'Egitto, con il patrocinio della Regione Lazio e con la collaborazione scientifica del Museo Egizio di Torino. Il progetto è stato realizzato grazie al fondamentale sostegno dei Main Sponsor Intesa Sanpaolo ed ENI, del Vettore Ufficiale EgyptAir e dei partner Cotral, Urban Vision Group, Ferrovie dello Stato Italiane e Vivaticket. La mostra è stata inoltre accompagnata da un articolato programma editoriale, realizzato con Allemandi, con catalogo e guide curate da Zahi Hawass, e da un calendario di incontri e approfondimenti sviluppato in collaborazione con il Dipartimento SARAS della Facoltà di Lettere dell'Università La Sapienza di Roma. L'esperienza di visita è stata arricchita da un sistema di audioguide incluso nel biglietto, con la voce di Roberto Giacobbo per la versione italiana e dello stesso Zahi Hawassper quella inglese, a conferma della particolare attenzione dedicata alla divulgazione e all'accessibilità dei contenuti. Il percorso ha attraversato lo splendore delle élite egizie attraverso ori e corredi funerari (il sarcofago di Psusennes I, la Collana delle Mosche d'oro), le pratiche rituali del passaggio verso l'aldilà (il monumentale sarcofago di Tuya, gli shabti, i vasi canopi), la quotidianità della regalità e dei suoi servitori, i reperti della Città d'Oro di Amenofi III scoperti nel 2021 da Zahi Hawass, fino alle espressioni più alte dell'arte faraonica: la Hatshepsut in atto d'offerta, la diade di Thutmosi III con Amon, la Triade di Micerino e la splendida maschera d'oro di Amenemope. In chiusura, la Mensa Isiaca del Museo Egizio di Torino ha riannodato il filo simbolico tra Egitto e Roma. La conferenza ha segnato anche il lancio ufficiale del Virtual Tour dedicato alla mostra, che si aggiunge a quelli su Napoli Ottocento (https://my.matterport.com/show/?m=ViXwGt8kxXP) Barocco Globale(https://my.matterport.com/show/?m=ipegggETSYR) e Barocco Globale Kids (https://my.matterport.com/show/?m=8vusjjNBFSX). I Virtual Tour saranno disponibili dal 15 giugno sui siti web delle Scuderie del Quirinale e di Ales S.p.A. Inclusione e audience development. Il Virtual Tour trasforma un evento temporaneo in un patrimonio permanente e accessibile. Raggiunge chi non ha potuto visitare la mostra fisicamente, studenti e universitari in tutta Italia, ricercatori internazionali, utenti con difficoltà di spostamento: un audience development concreto, che supera i confini geografici e temporali dell'esposizione. Per una sede come le Scuderie del Quirinale, il Virtual Tour diventa anche un elemento qualificante dell'identità culturale dell'istituzione, a testimonianza dell'attenzione alla valorizzazione digitale e alla conservazione della memoria espositiva. Mon, 15 Jun 2026 08:55:09 +0000 Arte Sartoria Crimi riconfermata nella Homo Faber Guide https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34457-sartoria-crimi-riconfermata-nella-homo-faber-guide.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34457-sartoria-crimi-riconfermata-nella-homo-faber-guide.html La Sartoria Crimi è stata riconfermata nella Homo Faber Guide, la prestigiosa piattaforma internazionale promossa dalla Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship che seleziona e valorizza le eccellenze dell’alto artigianato nel mondo. Un riconoscimento che assume un valore ancora più significativo considerando che la storica maison fondata a Palermo nel 1970 da Carmelo Crimi è oggi l’unica sartoria siciliana presente all’interno della guida internazionale, inserita in una rete globale di maestri artigiani, atelier e manifatture che rappresentano l’eccellenza del saper fare contemporaneo. Il percorso della Sartoria Crimi verso il riconoscimento internazionale prende un impulso decisivo nel 2022, quando la bottega entra in contatto con la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e viene selezionata, al termine di un lungo processo di valutazione durato circa un anno, per il prestigioso riconoscimento MAM – Maestri d’Arte e Mestiere. Il premio celebra i migliori artigiani italiani per competenze, qualità del lavoro e capacità di trasmettere il sapere alle nuove generazioni e rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di valorizzazione della realtà palermitana. Da quel momento si consolida il legame con il network internazionale dell’alto artigianato promosso dalla Michelangelo Foundation, che conduce la Sartoria Crimi all’ingresso nella Homo Faber Guide, oggi una delle più autorevoli piattaforme mondiali dedicate ai mestieri d’arte. La storia della Sartoria Crimi affonda le proprie radici negli anni Cinquanta, quando Carmelo Crimi muove i primi passi nelle più importanti botteghe sartoriali di Palermo. Nel 1970 fonda la propria sartoria, dando vita a una realtà destinata a diventare un punto di riferimento per l’abito su misura italiano, grazie a una visione che unisce tradizione, ricerca e qualità artigianale. A raccogliere questa eredità è il figlio Mauro Crimi, formatosi accanto al padre e successivamente presso una scuola internazionale di alta moda maschile a Milano. Oggi padre e figlio rappresentano un esempio virtuoso di continuità generazionale, in cui esperienza e innovazione si fondono in un’unica visione artigianale. La stessa Homo Faber Guide definisce Mauro e Carmelo Crimi «un esempio di alleanza intergenerazionale di successo», sottolineando l’impegno costante nella formazione dei giovani e nella trasmissione del mestiere. «La sfida è rimanere a Palermo e, da qui, parlare di Made in Italy», affermano i due maestri sartori nella loro testimonianza pubblicata sulla piattaforma. Una filosofia che sintetizza l’identità della sartoria: radicamento nel territorio siciliano e apertura ai mercati internazionali. La Homo Faber Guide è un progetto della Michelangelo Foundation, organizzazione internazionale fondata nel 2016 per promuovere, sostenere e preservare l’eccellenza artigianale. Lanciata nel 2020 come guida europea, la piattaforma si è evoluta fino a diventare una rete mondiale che raccoglie migliaia di artigiani, atelier, manifatture, musei e istituzioni culturali. L’inserimento avviene attraverso un rigoroso processo di selezione che valuta qualità, autenticità, innovazione e trasmissione del sapere. La riconferma della Sartoria Crimi nella Homo Faber Guide rappresenta dunque non solo un riconoscimento professionale, ma la conferma di un percorso strutturato di crescita e valorizzazione avviato nel 2022 con il premio MAM e proseguito con l’ingresso nella rete internazionale dell’eccellenza artigiana. Un percorso che porta oggi la Sartoria Crimi a essere ambasciatrice del saper fare siciliano e italiano nel mondo. In un’epoca dominata dalla produzione industriale, la Sartoria Crimi continua a rappresentare il valore del tempo, della manualità e della qualità artigianale, contribuendo a mantenere vivo uno dei patrimoni più identitari del Made in Italy.   Mon, 15 Jun 2026 08:53:26 +0000 Palermo Al Gallo torna in libreria con “Trenta e ‘na pizza - Occhio per occhio, figlio per figlio” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/34454-al-gallo-torna-in-libreria-con-trenta-e-na-pizza-occhio-per-occhio-figlio-per-figlio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/34454-al-gallo-torna-in-libreria-con-trenta-e-na-pizza-occhio-per-occhio-figlio-per-figlio.html Lo scrittore e sceneggiatore napoletano Al Gallo torna in libreria con “Trenta e ‘na pizza - Occhio per occhio, figlio per figlio” pubblicato da Bolis Edizioni nella collana CSI, crime story inside.   Già noto al grande pubblico per la sua capacità di svelare il volto più spietato di Napoli, Al Gallo ci conduce nel quartiere Moro, dove la legge coincide con la volontà criminale di Giò Laurano, rampollo di un boss ergastolano. Tutti soccombono al clan che governa il Rione. Michele, un meccanico, per non perdere l’officina paterna chiede aiuto a Giò, iniziando a custodire droga.Il clan lo sacrifica per far passare un carico.Tradotto a Poggioreale, si impicca. Schiantata dal dolore, sua madre Miranda cova vendetta. Quando apprende che i Laurano stanno assumendo pensionate per confezionare droga in cambio di 30 euro e ‘na pizza a notte, implora gli aguzzini del figlio. Il vero scopo della madre-coraggio è vendicarsi, studiando da vicino l’obiettivo. Ad affiancarla in questa follia, Mario ex brigatista custode di tragiche verità…   «Trenta e ‘na pizza non è soltanto una vendetta retributiva: è l’immagine speculare di una società che parcheggia gli ultimi, escludendo poiché ritenuti pesi morti – ha spiegato l’autore. In questo nuovo libro, ho voluto raccontare due anziani – Miranda e Mario – che il Sistema, ambiguo termine che designa tanto lo Stato quanto l’anti-Stato, ha relegato ai margini. Miranda Giannon è una vedova, sola e ammalata. Vive nel rione Moro, ostaggio di un clan e del figlioccio volubile e burbero di un ergastolano. Quando suo figlio ha bisogno di lei, non sa ascoltarlo, non sa aiutarlo. E quando è troppo tardi, decide che l’unica soluzione è vendicarsi di chi glielo ha rubato. In fondo non ha più molto da perdere. Per lei, il camorrista non è solo un bersaglio piuttosto un simbolo, una figura emersa dal crollo delle illusioni in un mondo che ha fatto del denaro – ottenuto a qualsiasi prezzo – il fine ultimo dell’esistenza, smarrito ogni idealismo. In una Napoli di periferia, la vicenda di Miranda si intreccia con quella di un altro “sopravvissuto”: Mario Amato, cognato di un tempo lontano, da sempre innamorato perso di lei. Mario oggi è un malato di Parkinson che non può curarsi, temendo che i suoi trascorsi di brigatista vengano scoperti. Rifiutati dai vivi e perseguitati dal ricordo dei morti, Miranda e Mario pianificano una vendetta dal sapore epico seppur inutile. Cercheranno di realizzare il loro sogno d’amore impossibile, in una città dura, sempre pronta a irridere coloro che ancora credono in qualcosa che non sia il proprio tornaconto».   «La camorra raccontata da Al Gallo fa paura. È furba, istituzionale. A farne le spese, tutti noi» - ha commentato la casa editrice.   Un libro, insomma, che va oltre i confini del crimine e della denuncia sociale, trasformando il dolore privato in una riflessione universale sulla dignità umana. Biografia   Al Gallo vive a Napoli. Ai libri, affianca la stesura di soggetti cinematografici. Ha pubblicato nel 2025 Indian Napoli, Mursia. A gennaio 2026 i racconti L’ultimo m’accompagna, Nulla die.   Fonte Uff.St F.Ghezzani   Fri, 12 Jun 2026 06:33:28 +0000 Napoli A Venezia Annamaria Farricelli presenta “L’Eco del Silenzio” https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34453-a-venezia-annamaria-farricelli-presenta-l-eco-del-silenzio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34453-a-venezia-annamaria-farricelli-presenta-l-eco-del-silenzio.html Presso l’Avani Rio Novo Hotel di Venezia, l’autrice Annamaria Farricelli presenterà il prossimo 11 giugno la nuova edizione del romanzo “L’Eco del Silenzio” e la silloge poetica “ABYSSUM”. Verrà fatto accenno anche all’intenso lavoro letterario “In un soffio d’Amore, pubblicato da We Edizioni, che ha riscosso notevole successo di critica e pubblico al prestigioso salotto letterario di Casa Sanremo Writers 2026. L’approdo di Annamaria Farricelli a Venezia rappresenta un connubio elettivo tra la profondità della parola scritta e l’anima di una città che, da secoli, elegge la bellezza a sua forma d’essere. Questo incontro non si configura come una semplice presentazione editoriale, ma come un momento di alto valore culturale e istituzionale, dove la sensibilità dell’autrice trova nel contesto veneziano la cassa di risonanza ideale per narrare storie di fragilità trasformate in forza.    La città lagunare, crocevia di narrazioni universali, accoglie una voce capace di esplorare l'universo femminile con un'intensità rara, rendendo l'evento un punto di riferimento per il panorama letterario contemporaneo. In un’epoca di rapidi cambiamenti, la sinergia tra letteratura e ospitalità di prestigio diventa un volano fondamentale per la promozione del territorio. Venezia, attraverso l’accoglienza di figure di spicco della cultura internazionale, riafferma il proprio ruolo di capitale intellettuale. L'evento è frutto di una raffinata organizzazione curata dall’Associazione Veneziana Albergatori (AVA), custode dell’accoglienza cittadina, ed è stato reso possibile grazie alla sensibilità e alla intercessione del Dr. Claudio Scarpa, attuale Presidente del Centro Studi, la cui dedizione alla città è testimoniata da una storica carriera di ventisei anni alla direzione dell'Associazione. L’incontro si terrà in una location che simboleggia l'unione tra modernità e tradizione, offrendo uno spazio di riflessione e ascolto nel cuore della città.Key Facts dell'Appuntamento: Data: Martedì 11 giugno Promotori: Associazione Veneziana Albergatori (AVA) Opere in presentazione: “L’Eco del Silenzio” e “ABYSSUM” (Edizioni Il Cuscino di Stelle) Intervista pubblica a cura di Lisa Bernardini, giornalista della Associazione della Stampa Estera in Italia, nonché Presidente della Associazione culturale “Occhio dell’Arte” APS. Oltre l'aspetto organizzativo, l'incontro rappresenta un'immersione nell'estetica del dolore e della sua risoluzione, addentrandosi nel cuore pulsante della produzione di Farricelli. Il Viaggio Letterario: “L’Eco del Silenzio” e “ABYSSUM” La missione narrativa di Annamaria Farricelli risiede nella straordinaria capacità di operare una metamorfosi del dolore, convertendo la sofferenza in testimonianza attiva e luce di speranza. Le sue opere rappresentano un punto di riferimento per l’universo femminile, offrendo uno spazio di riflessione condiviso in cui la scrittura non è solo testimonianza, ma strumento di salvezza. In “L’Eco del Silenzio”, l'autrice propone il suo romanzo biografico in una veste rinnovata per Amazon. L'opera esplora il confine sottile tra la ferita e la guarigione, narrando una sofferenza vissuta fin dall’infanzia che non viene negata, ma trasformata in una rinascita interiore. Farricelli consegna al mondo valori di dignità e ascolto, dimostrando che anche nei luoghi più bui dell'esperienza umana può accendersi una luce capace di orientare altre vite. Con la silloge poetica “ABYSSUM”, il viaggio si fa squisitamente introspettivo. I temi trattati emergono come frutti colti dall’albero della vita e dell'esperienza, colti da un cuore sensibile che ha conosciuto l’abisso. La sua è una poesia che spezza le catene del tempo, risalendo dalle profondità del dolore verso un futuro di libertà, nuovi sogni e colori. L'opera culmina in un'ode alla bellezza presente in ogni frammento dell'esistenza, offrendo uno sguardo lirico e universale sull'animo umano. Questa produzione letteraria è indissolubilmente legata alla resilienza dell'autrice, definendo un profilo intellettuale dove il vissuto personale si eleva a valore collettivo. Annamaria Farricelli incarna l'esempio della resilienza intellettuale contemporanea. Nata e cresciuta a Castellammare di Stabia (NA) e laureata in Materie Letterarie presso l'Istituto "Suor Orsola Benincasa", ha dedicato la sua vita all'insegnamento e alla scrittura, unendo un solido rigore accademico a una vibrante passione creativa. La sua figura di docente le ha permesso di trasmettere l'amore per il patrimonio letterario a generazioni di studenti, valorizzando la lettura critica come strumento di libertà. La carriera di Annamaria Farricelli è un intreccio sapiente di impegno civile e sperimentazione narrativa, suggellata da un prestigioso dittico di riconoscimenti internazionali ricevuti nell'ultimo anno: il Premio “Storie di Donne” e il “Maria Callas Tribute Prize NY”, conferito a New York in occasione dell'ultima Giornata Internazionale della Donna. Questi premi celebrano la sua capacità di trasformare la fragilità in potenza letteraria, restituendo voce a chi abita il silenzio e confermandosi come una delle figure più significative della letteratura italiana odierna. L'incontro veneziano rappresenta dunque un'occasione preziosa per approfondire il percorso di un'autrice che ha saputo fare della parola un ponte verso la speranza. L'autrice e l'organizzazione invitano la stampa, i critici e il pubblico a partecipare a questo momento di condivisione e confronto. Annamaria Farricelli resta a disposizione per interviste e approfondimenti, confermando la trasparenza e l’apertura al dialogo che caratterizzano il suo percorso umano e artistico.   Fri, 12 Jun 2026 06:31:36 +0000 Libri Peperoncino di Calabria IGP: Cia Calabria celebra lo storico traguardo europeo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34449-peperoncino-di-calabria-igp-cia-calabria-celebra-lo-storico-traguardo-europeo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34449-peperoncino-di-calabria-igp-cia-calabria-celebra-lo-storico-traguardo-europeo.html Cia-Agricoltori Italiani della Calabria esprime profonda soddisfazione e orgoglio per l'ufficializzazione dell'Iscrizione dell'Indicazione Geografica Protetta "Peperoncino di Calabria" nel registro dell'Unione Europea, sancita dal Regolamento di Esecuzione (UE) 2026/1273. Questo riconoscimento rappresenta il coronamento di un lungo percorso e premia il lavoro e il sacrificio dei produttori calabresi. Il peperoncino, simbolo indiscusso dell'identità gastronomica e culturale della nostra regione, ottiene finalmente la tutela e la valorizzazione che merita sui mercati internazionali. L'IGP non è solo un marchio di qualità, ma un potente strumento di contrasto alle contraffazioni e un volano economico per le aree rurali della Calabria. Questo successo dimostra che la sinergia tra territorio, tradizione e istituzioni è la chiave per rendere la nostra agricoltura sempre più competitiva e sostenibile. Cia Calabria invita ora tutti gli attori della filiera a fare rete per massimizzare l'impatto di questa storica certificazione, trasformandola in una concreta opportunità di reddito, occupazione e promozione turistica per l'intera regione. Thu, 11 Jun 2026 08:34:31 +0000 Economia Nello Di Micco, “L'arte di stare soli" https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34445-nello-di-micco-l-arte-di-stare-soli.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34445-nello-di-micco-l-arte-di-stare-soli.html In libreria il nuovo saggio di Nello Di Micco “L'arte di stare soli. La solitudine come spazio creativo e come disagio del nostro tempo”, per uno sguardo equilibrato su una realtà spesso fraintesa o semplificata   Curatore di diverse rubriche di psicologia su magazine nazionali, ospite ed opinionista fisso come esperto su temi di psicologia in diverse trasmissioni radiotelevisive e relatore a eventi tematici, culturali e sociali, lo psicoterapeuta Nello Di Micco torna in libreria con un nuovo saggio dal titolo “L'arte di stare soli. La solitudine come spazio creativo e come disagio del nostro tempo” (Editore Brè, Collana Bresag. Saggistica Brè).   Viviamo in un mondo dove tutto è a portata di clic, eppure qualcosa continua a sfuggirci: il senso autentico della connessione. La solitudine non è scomparsa: si è trasformata. Non è più solo assenza, ma può diventare scelta. Spazio. Libertà. Questo libro ti accompagna dentro uno dei paradossi più profondi del nostro tempo: sentirsi soli anche quando non lo si è mai stati così poco, almeno in apparenza. Con uno sguardo lucido e coinvolgente, ribalta la prospettiva comune e ti invita a riscoprire la solitudine non come vuoto da colmare, ma come occasione preziosa per ritrovare te stesso. Perché è proprio lì, nel silenzio che spesso evitiamo, che nascono le connessioni più vere. Quelle che contano davvero. Se vuoi capire come trasformare la solitudine in una forza e costruire relazioni più autentiche, questo è il punto da cui iniziare. “Ho scritto quest’opera per riflettere su una condizione che appartiene a ogni essere umano – ha dichiarato il Dott. Di Micco. Ho sentito l'esigenza di esplorare questo tema nelle sue diverse sfaccettature, mostrando come possa essere sia un'occasione di crescita interiore e di conoscenza di sé, sia una fonte di disagio e sofferenza nella società contemporanea. Da un lato, la solitudine come spazio di introspezione, contemplazione e dialogo con se stessi, capace di favorire la crescita personale e la consapevolezza. Dall'altro, la solitudine come fenomeno sempre più diffuso nella società moderna, caratterizzato da isolamento, incomunicabilità e senso di smarrimento, nonostante le numerose possibilità di connessione offerte dal nostro tempo. La stesura è stata, infatti, un percorso di riflessione e approfondimento. Ho cercato di unire osservazioni personali, considerazioni filosofiche e aspetti legati alla realtà sociale odierna. È stato un lavoro che ha richiesto sensibilità e attenzione, perché l’argomento coinvolge esperienze profonde e molto diverse tra loro”. Il messaggio di queste pagine è, quindi, che la solitudine non è una realtà univoca: può essere una risorsa preziosa oppure una condizione dolorosa. La differenza sta nel modo in cui viene vissuta e affrontata. Attraverso questa opera il lettore è invitato a riscoprire il valore del tempo trascorso con se stesso, senza però dimenticare l'importanza delle relazioni umane autentiche, fondamentali per il benessere individuale e collettivo.   Biografia Nello Di Micco, psicoterapeuta, si occupa di violenza di genere. Lavora esclusivamente online con donne che stanno vivendo un momento di difficoltà emotiva o si sentono bloccate in una situazione stagnante, grazie a percorsi di terapia breve online e ipnosi, clinica Ericksoniana. Laureato in Psicologia e in Filosofia, si è formato in Terapia Breve delle esperienze di equilibrio, specializzandosi in personalizzazione della psicoterapia con Mick Cooper. Inoltre ha conseguito il Master di II livello in Ipnosi Clinica e Psicoterapia Ericksoniana presso la Sipe di Roma, sotto la guida diretta del professor Camillo Loriedo. Precedentemente, ha conseguito la specializzazione quadriennale post-laurea in Psicoterapia presso l’ICLeS di Napoli.   Wed, 10 Jun 2026 16:08:34 +0000 Libri Basta speculazioni su olio e grano: Coldiretti mobilita migliaia di agricoltori in tutta Italia https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34442-basta-speculazioni-su-olio-e-grano-coldiretti-mobilita-migliaia-di-agricoltori-in-tutta-italia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34442-basta-speculazioni-su-olio-e-grano-coldiretti-mobilita-migliaia-di-agricoltori-in-tutta-italia.html Il sit-in a Cosenza davanti la prefettura. Consegnato al prefetto un documento contenente le richieste  A rischio la salute dei cittadini. Le speculazioni e l’import selvaggio fanno crollare le quotazioni, servono più controlli e l’uso delle tecnologie come risonanza magnetica e isotopi da impiegare come prove in giudizio Migliaia di agricoltori della Coldiretti sono scesi in piazza in tutta Italia, in Calabria a Cosenza dove hanno consegnato un documento al Prefetto, per dire basta alle manovre di veri e propri trafficanti che fanno crollare i prezzi di olio extravergine d’oliva e grano, due simboli del nostro agroalimentare e della Dieta Mediterranea, prodotti 100% italiani che devono stare in tutte le mense pubbliche come quelle delle scuole e degli ospedali. “Speculazioni, inganni e mancanza di trasparenza - dichiara un battagliero Aceto presidente di Coldiretti Calabria -mettono a rischio la salute dei cittadini e la tenuta delle aziende agricole, già in grave difficoltà a causa dell’aumento dei costi legato alla guerra in Iran”. Il blitz ha coinvolto tredici capoluoghi con gli agricoltori davanti alle Prefetture dove è stato consegnato un documento con le principali richieste. Agricoltori mobilitati a Roma, Bari, Bologna, Napoli, Palermo, Firenze, Cagliari, Pescara, Cosenza, Ancona, Perugia, Campobasso e Potenza. Gli agricoltori chiedono un’azione immediata rispetto ai vergognosi tentativi in atto da parte dei trafficanti: da chi cerca di “strozzare” le aziende pagando al Sud il grano sotto trebbiatura 19 centesimi al chilo, mentre la pasta costa minimo 2 euro al chilo e il pane 3 euro, o chi taglieggia i produttori italiani pagandoli sotto i costi di produzione.  Olio sotto attacco -Fermiamo i trafficanti di olio extravergine d’oliva Made in Italy  Proprio l’olio extravergine di oliva, pilastro della Dieta Mediterranea, è uno dei casi simbolo del Made in Italy sotto attacco. Nell’ultimo anno il prezzo del prodotto è crollato del 50%, mentre i costi a carico dei produttori nazionali sono aumentati di oltre 200 euro a ettaro, secondo il Centro studi Divulga. Come è possibile? Per capire l’inganno basta guardare ai numeri. I dati ufficiali della filiera mostrano infatti che l’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extra vergine d’oliva, cifra che peraltro potrebbe essere rivista ulteriormente al ribasso con controlli più stringenti, a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, un export di 318 milioni di litri e un import di ben 545 milioni di litri all’anno. In Calabria, con 180mila ettari ulivetati  e una forte presenza di cultivar autoctone la produzione 2025/26 si è attestata di poco sotto le 40mila tonnellate con una qualità elevata. Ma i conti non tornano, sottolinea Coldiretti, perché c’è chi trucca l’origine ingannando cittadini e agricoltori nascondendosi anche dietro l’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, che va cancellata per tutti gli alimenti. Da qui le richieste di Coldiretti contenute nel documento consegnato ai prefetti. Aumentare le ispezioni e fermare le frodi sull’origine con controlli innovativi, risonanza magnetica e mappatura isotopica possono dire con chiarezza da dove arriva un prodotto. Applicare sempre la legge contro le pratiche sleali e le vendite sotto il costo di produzione. Da vietare anche la miscelazione di olio d’oliva extravergine e sottoprodotti trattati termicamente che per magia diventano extravergine. Necessaria la fatturazione obbligatoria delle olive per una tracciabilità completa del prodotto e serve anche sospendere l’olio a dazio zero dalla Tunisia e fermare il meccanismo del traffico di perfezionamento attivo (Tpa) sull’olio estero, ulteriore fonte di frodi. Grano: prezzi indegni e frodi I trafficanti speculatori all’assalto del grano italiano Dall’olio al grano la situazione non cambia. Nelle ultime ore, denuncia Coldiretti, commercianti e industriali senza scrupoli stanno cercando di comprare grano duro durante la trebbiatura alla cifra illogica di 19 centesimi al chilo. Diciannove centesimi è un prezzo che rappresenta un insulto intollerabile a tutti gli agricoltori. Questi, sottolinea Coldiretti, sono gli stessi trafficanti di grano che cercano di comprare fatture da aziende compiacenti per far diventare italiano grano estero e spargono terrore all’apertura della campagna di raccolta per abbassare ancora i prezzi e rubare dalle tasche dei cerealicoltori. Nel frattempo, continuano ad arrivare navi piene di grano al glifosato, molecola chimica che genera cancro soprattutto nei bambini. Coldiretti chiede dunque di fermare le frodi con controlli a tappetto in tutta la filiera per verificare il rispetto delle leggi sull’origine, anche utilizzando la nuova Legge Caselli contro l’agropirateria. I trafficanti speculatori vanno bloccati applicando la legge contro le pratiche sleali a partire dal divieto di vendita sotto il costo di produzione. E serve poi – continua Coldiretti – fermare una volta per tutte il grano al glifosato, applicando il principio di reciprocità. Non è più accettabile continuare a importare grano fatto seccare con il diserbante quando in Europa ciò non è permesso. Dalla Cun (Commissione Unica Nazionale)  Grano vanno poi esclusi i commissari in conflitto di interessi. Non è tollerabile che Confcooperative chieda ribassi più alti di quelli proposti dagli industriali. Rispetto all’aumento record dei costi di produzione serve infine – conclude Coldiretti – mettere a disposizione subito 40 milioni per abbattere le spese dei produttori in contratti di filiera. Wed, 10 Jun 2026 08:31:31 +0000 Cosenza Mediterranean Open 2026, Dojo Catania protagonista assoluto a Ostia https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34440-mediterranean-open-2026-dojo-catania-protagonista-assoluto-a-ostia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34440-mediterranean-open-2026-dojo-catania-protagonista-assoluto-a-ostia.html Si chiude con un bilancio straordinario l'avventura del Dojo Catania al Mediterranean Open 2026, uno degli appuntamenti internazionali più prestigiosi del calendario del Ju Jitsu. Per tre giorni gli atleti rossazzurri hanno dato prova di talento, preparazione e spirito di squadra, conquistando una lunga serie di podi nelle specialità Duo System e Show, dalle categorie giovanili fino agli adulti. Complessivamente il bilancio di Ostia parla di 19 ori, 16 argenti e 15 bronzi: 50 podi complessivi.  Fin dalla prima giornata il Dojo Catania ha imposto il proprio marchio sulla manifestazione. Nel Duo Open è arrivato il successo, l'ennesimo, di Salvatore Molino e Salvatore Ensabella, mentre Salvatore Luca Adornetto e Sebastiano Amore hanno conquistato il bronzo. Gli stessi Adornetto e Amore si sono poi imposti nello Show Men Adults, davanti ai compagni Gaetano Sorce e Andrea Biagio Rinaudo. Ottimi risultati anche nello Show Merged con il trionfo di Angelo Zito e Giovanni Cardillo, seguiti da Maria Amore e Giovanni Cardillo e da Giordana Lombardo e Angelo Zito. Tra gli Under 12 sono arrivate ulteriori soddisfazioni grazie all'oro di Mattia Coco e Matteo Luppino nel Duo Male e nello Show Male, all'argento di Edoardo Di Prima e Flavio Annino, al secondo posto di Flavio Annino e Carla Spampinato nel Duo Mix e all'argento di Alice Di Mauro e Milena Sciacca nel Duo Female. La seconda giornata ha confermato la superiorità tecnica della delegazione etnea. Negli Under 14 sono arrivati successi a ripetizione con Luca Cannavò e Alessio Fazio vincitori nel Duo Men e nello Show Men, Miriam Finocchiaro e Fabiola Torresi prime nel Duo Women e nello Show Women, mentre Miriam Finocchiaro e Alessandro Canfarelli hanno conquistato il gradino più alto del podio sia nel Duo Mix sia nello Show Mix. Da segnalare anche i secondi posti di Alessandro Canfarelli e Tommaso Marino (terzo posto Samuel Roggio e Arseny Sciuto, stesso podio dietro Cannavò e Fazio), e Sofia Spinella e Luca Cannavò (Show Mix e Duo Mix, due argenti). Nelle categorie superiori sono arrivati altri risultati di prestigio: Salvatore Molino e Salvatore Ensabella hanno conquistato l'oro nel Duo Men + Women Adults. Un podio tutto Dojo con il secondo posto di Giada Costa e Alice La Rosa e il terzo di Sebastiano Amore e Salvatore Luca Adornetto Giovanni Cardillo e Angelo Zito hanno dominato il Duo Men U18-U21, Chiara Visalli e Giuliana Petralia hanno vinto il Duo Women U18 (3^ posto Federica Di Geronimo e Sofia Calcagno), mentre Giorgio Sciacca e Giuliana Petralia hanno ottenuto l'argento nel Duo Mix U16. Successi anche nello Show Men U16 con Paolo Panebianco e Alessio Fazio (secondo posto Flavio D’Augusta Perna e Alessandro Picerno e il terzo posto per Francesco Milazzo e Giorgio Sciacca)  e nello Show Mix U18 con ulteriori podi per gli atleti catanesi con il secondo posto di Sofia Calcagno e Lorenzo Ingarao e il terzo posto Chiara Visalli e Paolo Panebianco. Nel Duo Women bronzo per Adriana Petralia e Giordana Lombardo. Nel Duo Mix Under 16 secondi Giorgio Sciacca e Giuliana Petralia. Nell'ultima giornata il Dojo Catania ha completato l'opera. Alice La Rosa e Salvatore Ensabella hanno conquistato l'oro nel Duo Mix Adults, mentre Giada Costa e Sebastiano Amore e Giulia Scaletta e Salvatore Luca Adornetto hanno centrato il bronzo. Argento per Chiara Visalli e Paolo Panebianco nel Duo Mix U18 e bronzo per Sofia Calcagno e Lorenzo Ingarao. Grande spettacolo nello Show Open con il primo posto di Giada Costa e Sebastiano Amore e il secondo di Maria Amore e Giovanni Cardillo (terza anche nel Duo Mix Under 21). Successi anche per Giuliana Petralia e Giorgio Sciacca nello Show Mix U16 e per Adriana Petralia e Chiara Visalli nello Show Men+Women U18 (bronzo per Giacomo Cannizzaro e Francesco Filippini). Nel Duo Men Under 16 secondi Alessio Fazio e Paolo Panebianco; mentre al terzo si sono classificati Flavio D’Augusta Perna e Alessandro Picerno Il quadro complessivo restituisce l'immagine di una società capace di competere ad altissimo livello in tutte le fasce d'età, confermando la qualità del lavoro svolto quotidianamente in palestra. Dai più piccoli agli atleti senior, il Dojo Catania ha saputo coniugare risultati, crescita tecnica e spirito di appartenenza, portando a Ostia una delle delegazioni più numerose e competitive dell'intera manifestazione. «Torniamo da Ostia con enorme soddisfazione – è la considerazione finale dello staff tecnico del Dojo Catania, guidato dal maestro Cosimo Costa –. Le medaglie rappresentano certamente un motivo d'orgoglio, ma il risultato più importante è aver visto tanti ragazzi e ragazze affrontare una competizione internazionale con maturità, determinazione e grande qualità tecnica. Il Mediterranean Open è stato un banco di prova prezioso che ci permette di misurare il percorso di crescita della nostra società. Abbiamo raccolto risultati importanti, ma soprattutto conferme sul valore del gruppo, sulla forza del settore giovanile e sulla capacità dei nostri atleti di esprimersi ai massimi livelli».     PRIMA GIORNATA   DUO OPEN: 1) Salvatore Molino e Salvatore Ensabella; 3) Salvatore Luca Adornetto e Sebastiano Amore; SHOW MEN ADULTS: 1) Salvatore Luca Adornetto e Sebastiano Amore; 2) Gaetano Sorce e Andrea Biagio Rinaudo; SHOW MERGED (Mix, Men & Women U21): 1) Angelo Zito e Giovanni Cardillo; 2) Maria Amore e Giovanni Cardillo; 3) Giordana Lombardo e Angelo Zito; 4 Adriana Petralia e Giordana Lombardo; DUO MALE U12: 1) Mattia Coco e Matteo Luppino; 2) Edoardo Di Prima e Flavio Annino; DUO MIX U12: 2) Flavio Annino e Spampinato Carla; DUO FEMALE U12: 2) Alice Di Mauro e Milena Sciacca; SHOW MALE U12: 1) Mattia Coco e Matteo Luppino    SECONDA GIORNATA   DUO MEN U14: 1) Luca Cannavò e Alessio Fazio; 2) Alessandro Canfarelli e Tommaso Marino; 3) Samuel Roggio e Arseny Sciuto; DUO WOMEN U14: 1) Fabiola Torresi e Miriam Finocchiaro; DUO MIX U14: 1) Miriam Finocchiaro e Alessandro Canfarelli; 2) Sofia Spinella e Luca Cannavò; DUO MEN + WOMEN ADULTS: 1) Salvatore Molino e Salvatore Ensabella; 2) Giada Costa e Alice La Rosa; 3) Sebastiano Amore e Salvatore Luca Adornetto; DUO WOMEN U18: 1) Chiara Visalli e Giuliana Petralia; 3) Federica Di Geronimo e Sofia Calcagno; DUO WOMEN U21: 3) Adriana Petralia e Giordana Lombardo; DUO MEN U18+U21: 1) Giovanni Cardillo e Angelo Zito; DUO MIX U16: 2) Giorgio Sciacca e Giuliana Petralia; SHOW MEN U14: 1) Luca Cannavò e Alessio Fazio; 2) Alessandro Canfarelli e Tommaso Marino; 3) Samuel Roggio e Arseny Sciuto; SHOW WOMEN U14: 1) Miriam Finocchiaro e Fabiola Torresi; SHOW MIX U14: 1) Miriam Finocchiaro e Alessandro Canfarelli; 2) Sofia Spinella e Luca Cannavò; SHOW MIX U18: 2) Sofia Calcagno e Lorenzo Ingarao; 3) Chiara Visalli e Paolo Panebianco; SHOW MEN U16: 1) Paolo Panebianco e Alessio Fazio; 2) Flavio D’Augusta Perna e Alessandro Picerno; 3) Francesco Milazzo e Giorgio Sciacca   TERZA GIORNATA   DUO MEN U16: 2° posto Alessio Fazio e Paolo Panebianco; 3° posto Flavio D’Augusta Perna e Alessandro Picerno. DUO MIX ADULTS: 1° posto Alice La Rosa e Salvatore Ensabella; 3° posto Giada Costa e Sebastiano Amore; 3° posto Giulia Scaletta e Salvatore Luca Adornetto; DUO MIX U21: 3° posto Maria Amore e Giovanni Cardillo; DUO MIX U18: 2° posto Chiara Visalli e Paolo Panebianco; 3° posto Sofia Calcagno e Lorenzo Ingarao; SHOW OPEN: 1° posto Giada Costa e Sebastiano Amore; 2° posto Maria Amore e Giovanni Cardillo; SHOW MIX U16: 1° posto Giuliana Petralia e Giorgio Sciacca; SHOW MEN+WOMEN U18: 1° posto Adriana Petralia e Chiara Visalli; 3° posto Giacomo Cannizzaro e Francesco Filippini Wed, 10 Jun 2026 08:27:24 +0000 Sport Ok alla mozione riguardo il SIN Crotone https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34439-ok-alla-mozione-riguardo-il-sin-crotone.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34439-ok-alla-mozione-riguardo-il-sin-crotone.html «La mozione 14 approvata nella seduta odierna del Consiglio Regionale rappresenta un segnale di forte attenzione verso i temi legati alla salute e alla sua tutela in un territorio, come quello del Sito di Interesse Nazionale (SIN) Crotone- Cassano – Cerchiara, che soffre da decenni gli effetti dell’inquinamento. Il testo è finalizzato a rafforzare le iniziative per la sorveglianza sanitaria gratuita della popolazione residente nell’area e delinea una strategia organica che collega bonifica ambientale, prevenzione sanitaria, monitoraggio epidemiologico e programmazione dello sviluppo del territorio. Un approccio che individua nella tutela della salute il principio guida per ogni scelta riguardante il futuro di Crotone. Un impegno fatto proprio anche dal Presidente Occhiuto lo scorso 24 giugno in audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari, nell’ambito del filone d’inchiesta relativo al SIN di Crotone. Mantenendo fermo il vincolo previsto dal PAUR del 2019, la mozione di oggi ribadisce che i rifiuti pericolosi derivanti dagli interventi di bonifica del SIN Crotone devono essere trasferiti fuori dalla Calabria verso impianti autorizzati e idonei al loro trattamento e smaltimento. Una prescrizione, quella del PAUR 2019, già recepita dalla Conferenza dei Servizi decisoria convocata dal Ministero dell'Ambiente che, con il Decreto Ministeriale n. 7 del 3 marzo 2020, ha approvato definitivamente il progetto operativo di bonifica, confermando l'obbligo di conferire fuori dalla Calabria i rifiuti pericolosi derivanti dagli interventi di risanamento ambientale. Il testo chiede la governo regionale di istituire un protocollo di monitoraggio sanitario attivo e gratuito per tutti i residenti nel perimetro del SIN, garantendo controlli medici periodici e gratuiti con priorità assoluta per bambini, donne in gravidanza, anziani e soggetti fragili. In questo quadro assume particolare importanza anche la previsione di screening sui metalli pesanti attraverso esami su sangue, urine e capelli al fine di verificare l'eventuale presenza nell'organismo di sostanze tossiche quali arsenico, cadmio, mercurio, cromo, nichel, piombo, zinco e rame e consentire di raccogliere dati scientifici affidabili sul livello di esposizione della popolazione e di programmare eventuali interventi sanitari mirati. Un modo per trasformare la prevenzione in un diritto concreto e non in una possibilità riservata a chi dispone delle risorse economiche necessarie per affrontare controlli specialistici e una risposta concreta alle raccomandazioni della comunità scientifica, che da anni chiede un monitoraggio sistematico della popolazione residente nelle aree interessate dalla contaminazione ambientale. La mozione prevede inoltre di rafforzare il Registro Tumori Regionale per effettuare un migliore monitoraggio dell’incidenza delle patologie oncologiche, individuare eventuali anomalie statistiche, supportare la ricerca scientifica e approfondire il possibile rapporto tra contaminazione ambientale e insorgenza delle malattie. Non da ultimo, il testo introduce inoltre un principio destinato a incidere sulle future scelte di sviluppo del territorio: nessun nuovo impianto industriale o infrastrutturale potrà essere valutato esclusivamente sotto il profilo economico o occupazionale. Ogni progetto dovrà essere preventivamente sottoposto a una rigorosa valutazione dell'impatto sanitario. Ringrazio l’autrice della mozione, la collega Barbuto, cui esprimo la mia solidarietà per la sua storia sanitaria di cui ha dato testimonianza in aula, Una storia incarnata in questa mozione che in tanti abbiamo voluto sottoscrivere, dato che riguarda la custodia e la tutela della salute non solo dei crotonesi, ma di tutti i calabresi. Per la prima volta vengono collegati in modo organico bonifica ambientale, prevenzione sanitaria, monitoraggio epidemiologico e pianificazione dello sviluppo territoriale. Il messaggio che emerge è chiaro: la salute dei cittadini non può più essere considerata una variabile secondaria rispetto alle esigenze produttive o industriali». Così Filippo Pietropaolo, Presidente della Presidente Commissione Bilancio, Programmazione economica, Affari dell'Unione europea e Relazioni con l'estero del Consiglio Regionale della Calabria   Tue, 09 Jun 2026 07:47:27 +0000 Crotone C’era una volta il Duale: la lingua perduta dell’amore diventa un libro e una lezione di vita per il presente https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34437-c-era-una-volta-il-duale-la-lingua-perduta-dell-amore-diventa-un-libro-e-una-lezione-di-vita-per-il-presente.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34437-c-era-una-volta-il-duale-la-lingua-perduta-dell-amore-diventa-un-libro-e-una-lezione-di-vita-per-il-presente.html Nella raffinata cornice della Sala degli Specchi della Provincia di Cosenza, gremita di un pubblico partecipe e attento, si è svolta la presentazione del volume “C’era una volta il duale… La lingua perduta dell’amore”. L'opera, edita da Falco Editore, è il frutto di un suggestivo percorso didattico realizzato dagli alunni delle classi I, II e III D del Liceo Classico "B. Telesio" di Cosenza, sotto la sapiente guida della professoressa di latino e greco Daniela Filice. L'evento ha dimostrato come la scuola, quando sa attivare dinamiche empatiche, sia capace di coniugare profondità educativa e attualizzazione della memoria storica. Al centro di tutto vi è il recupero del duale: una categoria grammaticale del greco antico che, lungi dall'essere un mero tecnicismo, si rivela oggi più che mai una preziosa chiave interpretativa dell'umano. Se la comunicazione contemporanea oscilla pericolosamente tra l'individualismo atomizzato dell'“uno” e il rumore indistinto dei social (i “tanti”), gli antichi Greci ci consegnano un'eredità opposta. Dal punto di vista della professoressa Filice, tutto ci fa intendere che il duale sia sempre attuale: “non è singolare e non è plurale, ma rappresenta un'unità intermedia, unica: il noi due. È la dimostrazione che si possa vivere uniti senza avere il timore di perdere la propria identità, né con la paura di avvertire l'altro come una minaccia, ma accogliendolo invece come una presenza capace di migliorarci, di aiutarci a crescere e di consentirci di guardare le cose nella loro giusta complessità”. Dal punto di vista strettamente linguistico, infatti, il duale si colloca esattamente tra il singolare e il plurale. Non indica una quantità numerica generica, ma definisce la relazione pura, in cui l’identità del singolo non si dissolve, ma si completa e si definisce nell’incontro con l’altro. Per la cultura classica, il rapporto di coppia, sia esso espresso nella fratellanza, nell'amicizia eroica o nell'amore, era investito di una dimensione sacra e fondativa. Recuperare questa "lingua perduta" significa riscoprire il valore del legame, del riconoscimento reciproco e del dialogo come unici antidoti al conflitto e all'isolamento. Ad aprire la serie di interventi è stato il Dirigente Scolastico, Domenico De Luca, che si è complimentato per i contenuti significativi dell'opera, soffermandosi sulla perdurante validità dei classici e sul concetto di apprendimento significativo. Il Liceo Classico, ha sottolineato il Dirigente, offre l’opportunità non solo di conoscere a fondo la tradizione, ma di attualizzarla in modo vivo e consapevole. Particolarmente sentito è stato l'intervento dell'editore Falco, presente nella duplice veste di editore e genitore. Falco ha voluto scardinare il luogo comune secondo cui i giovani sarebbero distanti dalla lettura e dalla cultura: "La straordinarietà della prof.ssa Filice risiede nella capacità di dimostrare come i ragazzi, se adeguatamente stimolati, sappiano rispondere con entusiasmo e profondità. Quando si instaura un rapporto empatico, i risultati diventano sorprendenti”; l'editore ha poi concluso evidenziando come “il "duale" diventi sinonimo di una sintonia autentica tra docente e studenti, ribadendo l'originalità e la profondità della mente umana, che non potrà mai essere sostituita dall'intelligenza artificiale”. Il dibattito è entrato nel vivo grazie ai contributi di illustri docenti: la Prof.ssa Franca Occhiuto (già docente del Liceo Telesio): ha indicato nella curiositas il punto di partenza del sapere e nel duale la regola grammaticale che, in un momento complesso per la scuola, si eleva a categoria dell’anima e dello spirito. La Prof.ssa Ada Capilupo (Liceo Classico V. Julia - Acri) ha espresso grande emozione per riflessioni che superano la stessa età anagrafica dei ragazzi. Citando Galimberti ("non si apre la mente se prima non si aprono i cuori"), ha osservato che il duale è alla base di un pensiero pluralistico e democratico: senza il riconoscimento dell’altro non può esserci dialogo, e la sua assenza conduce inevitabilmente al conflitto. Il Prof. Nimpo (Liceo Telesio) con un intervento ricco di ironia e ricordi personali, ha definito la collega Filice un "duale" nella sua esperienza umana e professionale. Ha inoltre elogiato la maturità e la sensibilità non comuni degli studenti, capaci di cogliere nei miti greci verità profonde e legami inaspettati sull'esistenza. Dietro il successo della giornata vi è stata anche una forte sinergia interna al corpo docente. La professoressa Filice ha tenuto a sottolineare come la Prof.ssa Antonella Maio si sia detta subito disponibile ad aiutarla, curando la parte scenografica dell’evento e il servizio d'ordine con gli studenti del quarto e del quinto anno. Ragazzi che la stessa Filice ringrazia e che considera, in quanto suoi ex studenti, comprimari e protagonisti del libro, a testimonianza di un legame continuo che si riflette nella dedica del volume, espressamente rivolta "agli alunni di ieri, di oggi e di domani". La vera magia del progetto è consistita nella capacità dei ragazzi di trasformare le regole della grammatica in sentimento vissuto. Durante la presentazione, tre studentesse, in rappresentanza delle rispettive classi, hanno offerto riflessioni di straordinaria maturità: Francesca Caiello (III D) autrice della bella introduzione del volume, ha guidato il pubblico oltre la dimensione prettamente tecnica del testo, ricordando come i Greci avessero la capacità unica di rendere "eterno il temporaneo". Il duale, ha spiegato la studentessa, in un'epoca distratta, diventa un invito potente a cercare ciò che davvero ci completa. Maria Irene Carere (I D) ha raccontato come il concetto di duale fosse inizialmente del tutto inedito per il gruppo e come la curiositas abbia spinto tutti loro a superare lo scoglio delle difficoltà iniziali e a comprendere ancor più come il greco antico non sia una materia silente da memorizzare, ma una realtà viva da abitare. Sophia Granieri (II D) ha posto l'accento sulla straordinaria esperienza del lavoro di squadra che ha mostrato plasticamente come il linguaggio non sia mai il frutto di una voce solitaria, ma si arricchisca proprio nel passaggio tra sensibilità diverse. Ha inoltre ricordato una verità fondamentale: perdere un elemento linguistico significa spesso smarrire la sensibilità antropologica ad esso collegata. Il percorso narrativo del libro, illustrato in copertina da un disegno di Mariastella Garritano (II D) e riassunto in un emozionante trailer video sulle note di Alex Warren, attraversa i grandi miti della dualità: dalla frattura generativa di Gea e Ponto, fino alle coppie immortali della letteratura come Castore e Polluce, Achille e Patroclo, Elena e Paride, per chiudersi con la matrice latina di Amore e Psiche. A suggello del valore etico dell'iniziativa, l'intero ricavato della vendita del volume sarà devoluto in beneficenza. Un gesto concreto che chiude il cerchio del progetto: perché, come hanno dimostrato i ragazzi del Liceo Telesio e la loro professoressa Daniela Filice, nel mondo dei classici e in quello degli uomini, conoscere non è mai un atto isolato, ma significa, prima di tutto, saper donare.   Tue, 09 Jun 2026 07:44:01 +0000 Cosenza Musei Capitolini , la mostra “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34435-musei-capitolini-la-mostra-diego-rivera-e-la-costruzione-dell-arte-moderna-in-messico-nel-xx-secolo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34435-musei-capitolini-la-mostra-diego-rivera-e-la-costruzione-dell-arte-moderna-in-messico-nel-xx-secolo.html Ai Musei Capitolini – Villa Caffarelli si apre la mostra “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo”: un’intensa retrospettiva dedicata al celebre pittore e muralista messicano, la cui opera rappresenta una cerniera tra tradizione e futuro, capace di dare vita a un linguaggio visivo autonomo e distintivo dell’arte moderna messicana. Accanto alle opere di Diego Rivera, l’esposizione presenta capolavori di artisti straordinari come Frida Kahlo, José María Velasco, José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros, María Izquierdo, Tamayo, Lozano, Montenegro, Ruiz, Dr. Atl, Saturnino Herrán e molti altri. Ad arricchire il percorso alcuni video e scatti suggestivi, tra cui le fotografie di Rivera, immortalato da Tina Modotti. Un gruppo di artisti che ha saputo intrecciare tradizione, avanguardia e pluralità di linguaggi estetici. Il percorso espositivo permette così di ripercorrere le genealogie della modernità messicana, collocando la figura di Rivera al centro di una trama visiva e concettuale in cui la formazione accademica dialoga con la sperimentazione e con una profonda attenzione al presente sociale. Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la mostra è prodotta in collaborazione con MetaMorfosi Eventi e con il Museo Kaluz di Città del Messico, con il supporto di Zètema Progetto Cultura e con il patrocinio dell’INBAL, Instituto Nacional de Bellas Artes y Literatura del Messico e dell’Ambasciata del Messico in Italia. L’esposizione è curata da Miguel Fernández Félix (direttore del Museo Kaluz) e Alberto González Torres (direttore del Museo Robert Brady). Attraverso una straordinaria selezione di oltre 140 opere, di cui trenta di Diego Rivera, il percorso espositivo restituisce la complessità di un processo le cui radici affondano nella nascita del Messico indipendente nel 1821, quando si afferma l’esigenza di un’identità culturale in grado di rappresentare un Paese nuovo, eterogeneo e in continua trasformazione. In questo contesto, l’arte diventa strumento privilegiato per costruire visivamente il volto del Messico, nonché veicolo di progetti di trasformazione culturale che coniugano tradizione e modernità e proiettano sulla scena internazionale un’immagine plurale e in costante evoluzione. Durante la prima metà del Novecento, l’arte messicana si ridefinisce attraverso la creazione di un linguaggio e di un’iconografia di carattere nazionale. La pratica artistica orienta il proprio sguardo verso la fusione tra retaggio precolombiano, culture popolari e istanze sociali emerse nel periodo post-rivoluzionario. In questo quadro, le arti visive svolgono un ruolo decisivo nella ricostruzione del tessuto sociale del Paese, trovando nel movimento muralista uno dei progetti più influenti sul piano nazionale e internazionale. Promosso nel 1921 da José Vasconcelos e consolidato dagli artisti José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros e Diego Rivera, il Muralismo contribuisce a democratizzare l’arte e a costruire una narrazione epica della storia messicana, in cui popolo, operai e contadini diventano protagonisti centrali. Ne scaturisce una nuova iconografia nazionale, che parla alle comunità e agli spazi pubblici e ridisegna il ruolo sociale dell’artista.Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni tematiche: Accademia e tradizione – La formazione di Rivera: esplora il confronto con l’eredità ottocentesca e le genealogie del mestiere, tra accademie e scuole di belle arti, per comprendere le radici tecniche e culturali della modernità messicana. Il contributo di Diego Rivera e del Messico alle avanguardie europee – Gli anni europei: focus sui dialoghi con cubismo e avanguardia, e sull’apporto originale degli artisti messicani alla scena internazionale attraverso una sintassi visiva nuova. Il Rinascimento culturale messicano analizza la stagione successiva alla Rivoluzione quando arti visive, letteratura, architettura e musica convergono nella definizione di una moderna identità nazionale, fondendo retaggio precolombiano, tradizioni popolari e istanze sociali. Oltre il Realismo sociale: esamina la disseminazione di modelli e idee oltre i canoni del muralismo, verso ricerche che ampliano il lessico dell’arte moderna messicana e ne attestano la vitalità nel lungo periodo. Ciascuna sezione riunisce opere emblematiche tra XIX e XX secolo, accompagnate dai contributi critici di autorevoli storici dell’arte raccolti nel catalogo della mostra, edito da Gangemi Editore. “Siamo lieti di ospitare a Roma nei Musei Capitolini l’esposizione “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo”, che restituisce al pubblico la forza di una stagione artistica in cui, soprattutto dopo la Rivoluzione messicana del secondo decennio del Novecento, l’arte divenne uno strumento di ricostruzione civile, di emancipazione popolare, di riflessione collettiva e di definizione di una nuova identità messicana: profondamente radicata nella propria storia e nelle culture indigene, ma al tempo stesso pienamente moderna, internazionale e cosmopolita. Sono certo che tutti i visitatori e le visitatrici della mostra potranno riconoscere, attraverso le opere esposte, quel sentimento di emancipazione e rinascita che attraversò il Messico in quegli anni e che non ha ancora perso la sua spinta propulsiva” dichiara il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri. “Ospitare la mostra “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo” è importante non solo per il suo straordinario talento pittorico, che coinvolse un intero movimento di artiste e di artisti nel suo Paese e nel resto del mondo, ma anche perché egli decise, con le sue opere, di riportare l’arte alla sua funzione pubblica, civile e pedagogica, uscendo dagli spazi esclusivi dedicati all’arte pittorica, per restituirla al popolo, al lavoro, alle persone e alla loro storia collettiva. La trasformazione pittorica, con il Muralismo, di edifici civili e luoghi di lavoro nella narrazione visiva di un Paese, il Messico post-rivoluzionario, fu il suo dono più grande per gli artisti e gli intellettuali contemporanei e successivi, grazie alla sua pittura che sapeva richiamare all’uguaglianza, al senso del progresso e della democrazia, alla cittadinanza. Le artiste e gli artisti le cui opere sono esposte insieme a quelle di Diego Rivera ci raccontano di donne e uomini al lavoro, di comunità indigene, di diritti sociali, di dignità del lavoro e accesso all’istruzione. Ci parlano di una rivoluzione che non si compie solo nella politica, o che tenta di realizzarsi in quei decenni, ma anche nelle arti visive, nell’immaginario pittorico che diventa così accessibile a tutti, è l’arte a diventare, com’è giusto che sia, il diritto di tutte e tutti”, sottolinea l’Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio. “La storia dell’arte moderna messicana è, in questo senso, una straordinaria lezione di libertà. Gli artisti che incontriamo lungo il percorso espositivo non scelgono tra tradizione e innovazione, tra radici e apertura, tra identità e cosmopolitismo. Scelgono di abitare quella tensione creativa. Trasformano il dialogo tra mondi differenti in una sorgente inesauribile di energia culturale” continua Pietro Folena, Presidente di MetaMorfosi Eventi.   Fonte Zètema Progetto Cultura Mon, 08 Jun 2026 15:30:45 +0000 Arte Il docufilm “Sacro Cuore: il suo regno non avrà mai fine” approda a Crotone: evento di chiusura nazionale all’Apollo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34432-il-docufilm-sacro-cuore-il-suo-regno-non-avra-mai-fine-approda-a-crotone-evento-di-chiusura-nazionale-all-apollo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34432-il-docufilm-sacro-cuore-il-suo-regno-non-avra-mai-fine-approda-a-crotone-evento-di-chiusura-nazionale-all-apollo.html Arriva a Crotone, per l’evento conclusivo delle proiezioni in Italia, il docufilm “Sacro Cuore: il suo regno non avrà mai fine”, distribuito da Dominus Production. L’appuntamento è fissato per sabato 13 e domenica 14 giugno, alle ore 21:00, presso il Cinema Teatro Apollo. La pellicola – diretta da Sabrina e Steven J. Gunnell per celebrare il 350° anniversario delle apparizioni del Cuore di Gesù a Paray-le-Monial – ha già registrato un notevole successo internazionale. Nei primi mesi di programmazione in Francia ha superato i 400mila spettatori, nonostante le polemiche che ne hanno osteggiato la promozione. Il documentario esplora il significato storico e sociale della devozione al Sacro Cuore, inserendosi nel solco tracciato dal recente magistero pontificio. Nel 1986, in occasione della visita a Paray le Monial, san Giovanni Paolo II proclamava che «la pietà al Sacro Cuore rappresenta la via fondamentale con cui instaurare nel mondo attuale, in preda al disordine, la “Civiltà dell’amore”». Tale espressione era stata lanciata da Paolo VI al termine dell’anno santo 1975. Il tema è stato ripreso anche da papa Francesco nella sua enciclica Dilexit nos, dedicata proprio al Sacro Cuore di Gesù.   Info e Prenotazioni: Date: 13 e 14 Giugno 2026 Orario: 21:00 Luogo: Cinema Teatro Apollo, Viale Regina Margherita 6, Crotone Biglietto ordinario: € 8,00 Ridotto (gruppi di min. 10 persone): € 6,00 La cittadinanza è invitata a partecipare a questo momento di cultura e spiritualità. Mon, 08 Jun 2026 06:30:12 +0000 Crotone La “Palermo di chitarra e coltello” di Giuseppe Sottile arriva martedì 9 giugno in piazzetta Bagnasco https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34430-la-palermo-di-chitarra-e-coltello-di-giuseppe-sottile-arriva-martedi-9-giugno-in-piazzetta-bagnasco.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34430-la-palermo-di-chitarra-e-coltello-di-giuseppe-sottile-arriva-martedi-9-giugno-in-piazzetta-bagnasco.html Un grande appuntamento, quello in programma alle 18 di martedì 9 giugno in piazzetta Bagnasco. Sarà Giuseppe Sottile con il suo ultimo romanzo “Palermo di chitarra e coltello”, edito da Einaudi, ad animare uno degli spazi più amati dai palermitani. A dialogare con l’autore saranno Stefania Petyx, Salvo Piparo e Gaetano Savatteri. L’evento fa parte del ricco cartellone dell’ottava edizione della stagione culturale di Piazzetta Bagnasco, promossa dall’associazione Piazzetta Bagnasco con Cappadonia Gelati come sponsor e i gemellaggi con Efebo D’Oro ed Etna Book.   Il libro L'educazione sentimentale di un ragazzo degli anni Cinquanta, musicante di paese con gli occhi pieni di sogni. Un'epopea della miseria che dalla provincia siciliana più profonda arriva nella Palermo delle guerre di mafia, teatro in cui si spegne l'incanto della giovinezza. Crescere nel dopoguerra a Gangi – un paese arroccato su una montagna tra i Nebrodi e le Madonie – significa essere destinato a zappare la terra. Pochi fortunati hanno la possibilità di studiare entrando in seminario e il protagonista di questa storia è uno di loro. Nei quattro anni trascorsi in un istituto dei salesiani scopre l’arte, la letteratura, la musica, ma quando la sua vocazione vacilla il ritorno a casa è inevitabile. A Gangi lo attendono una promessa d’amore e un’orchestrina volante che si muove leggera tra serenate e funerali. A questa Sicilia di preziosa favola, in cui «quattro picciottelli con gli strumenti in mano avvampano di sogni e ambizioni», si contrappone la Palermo della mafia e dei tradimenti, dei delinquenti e dei morti ammazzati. Quella che Giuseppe Sottile ha imparato presto a conoscere come cronista di nera e che ha continuato a osservare e raccontare per cinquant’anni. Il ritratto che ci consegna è appassionato e vibrante, intessuto di rimandi letterari e ricco di chiaroscuri, disilluso eppure rivolto verso un futuro in cui la città che ha visto succedersi molte dominazioni possa ritrovare il suo «genio».   L’autore Giuseppe Sottile, giornalista, ha lavorato per ventitré anni a Palermo. Prima a «L'Ora» di Vittorio Nisticò, per il quale ha condotto numerose inchieste sulla mafia, poi al «Giornale di Sicilia», del quale è stato capocronista e vicedirettore. Dopo essere stato caporedattore del «Giorno» e di «Studio aperto» è approdato al «Foglio» di Giuliano Ferrara, dove dirige l'inserto culturale del sabato. Per Einaudi ha pubblicato Nostra Signora della Necessità (2006) e Palermo di chitarra e coltello (2026).   Mon, 08 Jun 2026 06:21:53 +0000 Palermo Brasile trovato il più grande giacimento petrolifero degli ultimi 25 anni https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34429-brasile-trovato-il-piu-grande-giacimento-petrolifero-degli-ultimi-25-anni.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34429-brasile-trovato-il-piu-grande-giacimento-petrolifero-degli-ultimi-25-anni.html Questo è il più grande giacimento petrolifero degli ultimi 25 anni – Dove l'hanno trovato e quando iniziano a trivellare La compagnia energetica BP si prepara ad avviare una serie di perforazioni di valutazione in Brasile per verificare se quello che viene già considerato il più grande giacimento petrolifero scoperto dall'azienda negli ultimi venticinque anni possa essere sfruttato in modo economicamente sostenibile. La scoperta risale all'agosto del 2025, quando BP annunciò di aver individuato un importante accumulo di idrocarburi durante una perforazione esplorativa effettuata nel bacino di Santos, al largo delle coste brasiliane. Il giacimento si trova nel blocco offshore denominato Bumerangue, circa 400 chilometri a sud di Rio de Janeiro, a una profondità complessiva di 5.855 metri sotto il livello del mare. L'entità della scoperta ha immediatamente attirato l'attenzione del settore energetico internazionale, poiché potrebbe rappresentare una delle più significative risorse individuate negli ultimi anni nelle acque profonde del Brasile, una regione già nota per la presenza di enormi riserve petrolifere pre-saline. Per comprendere il reale potenziale commerciale del giacimento, BP ha pianificato tre perforazioni speciali di valutazione che saranno completate entro la metà del 2027. L'obiettivo di queste operazioni sarà raccogliere dati precisi sulla dimensione del serbatoio, sulla qualità degli idrocarburi presenti e sui volumi effettivamente recuperabili. Solo dopo questa fase sarà possibile stabilire con maggiore accuratezza la convenienza economica dello sviluppo del progetto. Le prime stime diffuse dopo la scoperta indicavano una colonna verticale di idrocarburi di circa 500 metri. Tuttavia, una successiva comunicazione pubblicata dalla società alla fine di ottobre ha notevolmente ampliato la portata del ritrovamento. Secondo i nuovi dati, il giacimento presenta infatti una colonna complessiva di idrocarburi che raggiunge circa 1.000 metri. Nel dettaglio, questa struttura comprende circa 100 metri di colonna di petrolio greggio e altri 900 metri costituiti da gas naturale ricco di condensati, una combinazione particolarmente interessante dal punto di vista commerciale per il valore dei prodotti ottenibili durante le fasi di lavorazione e raffinazione. Il serbatoio geologico è formato da rocce carbonatiche di alta qualità sviluppatesi sotto gli spessi strati di sale presenti nel sottosuolo marino. Si tratta delle cosiddette formazioni pre-saline, considerate tra le più produttive al mondo. Secondo le valutazioni preliminari, il giacimento si estende su una superficie superiore a 300 chilometri quadrati, un'area paragonabile all'intera estensione della città di Parigi. In termini più semplici, gli esperti descrivono il Bumerangue come un gigantesco contenitore naturale sotterraneo capace di ospitare enormi quantità di petrolio e gas naturale. La sua individuazione è stata resa ancora più significativa dalle difficili condizioni geologiche nelle quali si trova, fattore che rende la scoperta particolarmente rilevante sia per BP sia per l'intero mercato energetico internazionale. Attualmente la compagnia britannica sta conducendo una vasta serie di analisi di laboratorio per determinare le caratteristiche dettagliate del giacimento. Gli studi riguardano il rapporto tra gas e petrolio, la proporzione tra condensati e gas, nonché la valutazione delle quantità complessive di idrocarburi presenti nel sottosuolo. Parallelamente, prosegue la pianificazione delle attività di appraisal, ovvero la fase di valutazione tecnica necessaria per definire il futuro sviluppo del campo. Le perforazioni dovrebbero iniziare nei primi mesi del 2027, subordinatamente all'ottenimento di tutte le autorizzazioni normative e ambientali richieste dalle autorità competenti. Commentando i risultati preliminari, Gordon Birrell, vicepresidente esecutivo Produzione e Operazioni di BP, ha sottolineato come il 2026 abbia rappresentato un anno di forte crescita per il comparto upstream dell'azienda. «Quest'anno abbiamo registrato progressi significativi nelle attività upstream di BP, con sei grandi progetti entrati in produzione, altri cinque approvati e una serie di nuove scoperte, tra cui Bumerangue», ha dichiarato il dirigente. «Sebbene siamo ancora nella fase esplorativa, i risultati iniziali sono molto incoraggianti e indicano la presenza di una vasta colonna di idrocarburi e di importanti volumi di liquidi all'interno del serbatoio». Fin dall'annuncio della scoperta, BP aveva inoltre chiarito la propria intenzione di individuare un partner industriale con cui condividere lo sviluppo del progetto. Secondo quanto comunicato dalla società, il processo di ricerca potrebbe richiedere da uno a due anni, con l'obiettivo di raggiungere un accordo prima della decisione finale d'investimento. Tra i candidati più accreditati figura Petrobras, la compagnia petrolifera statale brasiliana. A confermarlo è stato Andre Guevara, responsabile di BP Brasile, secondo il quale il gruppo brasiliano rappresenta una delle opzioni più concrete. Del resto, anche numerosi analisti del settore indicavano Petrobras fin dall'inizio come il principale favorito, grazie alla sua lunga esperienza nello sfruttamento dei giacimenti offshore e alla profonda conoscenza delle risorse energetiche presenti nel bacino di Santos. Fri, 05 Jun 2026 13:23:13 +0000 Economia Nasce la Giornata Nazionale del Cavallo https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34428-nasce-la-giornata-nazionale-del-cavallo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34428-nasce-la-giornata-nazionale-del-cavallo.html Nasce la Giornata Nazionale del Cavallo: un omaggio annuale a un animale simbolo della storia dell’uomo È un’iniziativa nata dalla passione e dall’impegno di un’associazione che, sin dal 2005, lavora per promuovere la conoscenza del cavallo, soprattutto tra i più giovani, attraverso eventi di rilevanza nazionale. Da questa esperienza è maturata un’idea semplice ma significativa: dedicare anche al cavallo una giornata nazionale riconosciuta, colmando un vuoto simbolico. “Quasi ogni cosa ha una propria giornata nazionale — spiegano i promotori — tranne il cavallo”. Da qui la decisione di istituire, nel 2022, la Giornata Nazionale del Cavallo, affidando la gestione e la comunicazione al partner mediatico Club Cavallo Italia, con l’obiettivo di rendere finalmente omaggio a un animale che ha avuto un ruolo centrale nella storia dell’umanità. Un riconoscimento che vuole sottolineare l’importanza del cavallo nello sviluppo della civiltà. Senza il suo contributo — ricordano gli organizzatori — l’uomo difficilmente avrebbe raggiunto i traguardi che oggi consideriamo acquisiti: dai trasporti alle attività agricole, fino all’ambito militare e sportivo. Una data simbolica tra storia e tradizione La scelta della data non è casuale. La Giornata Nazionale del Cavallo si celebra ogni anno l’ultima domenica di maggio, un momento carico di significati storici. Secondo quanto ricostruito, infatti, proprio l’ultima domenica di maggio del 1250 rappresenterebbe la prima testimonianza conosciuta in Italia del rapporto organizzato tra uomo e cavallo, segnando l’inizio di una lunga convivenza. Dal 2022, dunque, questa ricorrenza viene celebrata annualmente in tutta Italia con iniziative dedicate, contribuendo a diffondere cultura e sensibilità verso il mondo equestre. L’edizione 2026: protagonista la voce dei più piccoli Il 31 maggio 2026 e stata fatta la quinta edizione della Giornata Nazionale del Cavallo. Per quest’anno, gli organizzatori hanno scelto di dare un forte valore simbolico all’evento, affidando a una bambina di sei anni, Futura, un ruolo centrale nelle celebrazioni. È stata letta la “Lettera al Cavallo” in tre diverse location, all’interno di un maneggio dell’Oltrepò Pavese. Una scelta che intende sottolineare il legame tra le nuove generazioni e il cavallo, con un messaggio educativo e affettivo che guarda al futuro. Solidarietà e sostegno alle attività associative L’evento avrà anche una dimensione solidale. Le eventuali vendite della felpa con il logo di Club Cavallo Italia, indossata dalla piccola Futura durante la lettura della lettera, saranno destinate a sostenere le attività dell’associazione promotrice, contribuendo così alla realizzazione di nuovi progetti dedicati alla promozione del mondo equestre. Un’iniziativa che coniuga cultura, memoria e impegno sociale, e che punta a consolidarsi negli anni come un appuntamento fisso nel calendario italiano, capace di valorizzare il cavallo non solo come animale, ma come parte integrante della storia dell’uomo. Lettera al Cavallo Il mio amico Mito Ti guardo e vedo la storia. Non sei solo un animale, sei un pezzo di noi, un amico che ci accompagna da sempre. Sei passato tra i secoli con passo leggero. Sei nell'arte dei nostri musei e nel sudore di chi ha costruito l'Italia. Sei forza, ma anche misura. Nel tuo passo trovo l'equilibrio. Nel tuo sguardo, imparo cos'è la fiducia. E nel tuo silenzio... scopro la dignità. Oggi è la tua Giornata Nazionale. Ma proteggerti non è solo un dovere, è ricordarsi chi siamo. Perché parlare di te, significa imparare a voler bene al mondo. 31 maggio 2026. Cavalli, Arte e Cultura: il nostro Mito Eterno. Fri, 05 Jun 2026 13:19:22 +0000 Società e costume Nasce la Giornata Nazionale del Cavallo https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34428-nasce-la-giornata-nazionale-del-cavallo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34428-nasce-la-giornata-nazionale-del-cavallo.html Nasce la Giornata Nazionale del Cavallo: un omaggio annuale a un animale simbolo della storia dell’uomo È un’iniziativa nata dalla passione e dall’impegno di un’associazione che, sin dal 2005, lavora per promuovere la conoscenza del cavallo, soprattutto tra i più giovani, attraverso eventi di rilevanza nazionale. Da questa esperienza è maturata un’idea semplice ma significativa: dedicare anche al cavallo una giornata nazionale riconosciuta, colmando un vuoto simbolico. “Quasi ogni cosa ha una propria giornata nazionale — spiegano i promotori — tranne il cavallo”. Da qui la decisione di istituire, nel 2022, la Giornata Nazionale del Cavallo, affidando la gestione e la comunicazione al partner mediatico Club Cavallo Italia, con l’obiettivo di rendere finalmente omaggio a un animale che ha avuto un ruolo centrale nella storia dell’umanità. Un riconoscimento che vuole sottolineare l’importanza del cavallo nello sviluppo della civiltà. Senza il suo contributo — ricordano gli organizzatori — l’uomo difficilmente avrebbe raggiunto i traguardi che oggi consideriamo acquisiti: dai trasporti alle attività agricole, fino all’ambito militare e sportivo. Una data simbolica tra storia e tradizione La scelta della data non è casuale. La Giornata Nazionale del Cavallo si celebra ogni anno l’ultima domenica di maggio, un momento carico di significati storici. Secondo quanto ricostruito, infatti, proprio l’ultima domenica di maggio del 1250 rappresenterebbe la prima testimonianza conosciuta in Italia del rapporto organizzato tra uomo e cavallo, segnando l’inizio di una lunga convivenza. Dal 2022, dunque, questa ricorrenza viene celebrata annualmente in tutta Italia con iniziative dedicate, contribuendo a diffondere cultura e sensibilità verso il mondo equestre. L’edizione 2026: protagonista la voce dei più piccoli Il 31 maggio 2026 e stata fatta la quinta edizione della Giornata Nazionale del Cavallo. Per quest’anno, gli organizzatori hanno scelto di dare un forte valore simbolico all’evento, affidando a una bambina di sei anni, Futura, un ruolo centrale nelle celebrazioni. È stata letta la “Lettera al Cavallo” in tre diverse location, all’interno di un maneggio dell’Oltrepò Pavese. Una scelta che intende sottolineare il legame tra le nuove generazioni e il cavallo, con un messaggio educativo e affettivo che guarda al futuro. Solidarietà e sostegno alle attività associative L’evento avrà anche una dimensione solidale. Le eventuali vendite della felpa con il logo di Club Cavallo Italia, indossata dalla piccola Futura durante la lettura della lettera, saranno destinate a sostenere le attività dell’associazione promotrice, contribuendo così alla realizzazione di nuovi progetti dedicati alla promozione del mondo equestre. Un’iniziativa che coniuga cultura, memoria e impegno sociale, e che punta a consolidarsi negli anni come un appuntamento fisso nel calendario italiano, capace di valorizzare il cavallo non solo come animale, ma come parte integrante della storia dell’uomo. Lettera al Cavallo Il mio amico Mito Ti guardo e vedo la storia. Non sei solo un animale, sei un pezzo di noi, un amico che ci accompagna da sempre. Sei passato tra i secoli con passo leggero. Sei nell'arte dei nostri musei e nel sudore di chi ha costruito l'Italia. Sei forza, ma anche misura. Nel tuo passo trovo l'equilibrio. Nel tuo sguardo, imparo cos'è la fiducia. E nel tuo silenzio... scopro la dignità. Oggi è la tua Giornata Nazionale. Ma proteggerti non è solo un dovere, è ricordarsi chi siamo. Perché parlare di te, significa imparare a voler bene al mondo. 31 maggio 2026. Cavalli, Arte e Cultura: il nostro Mito Eterno. Fri, 05 Jun 2026 13:19:22 +0000 Società e costume Cariati - Premio Ausonia 2026, a Roma la presentazione ufficiale dell'evento https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34427-cariati-premio-ausonia-2026-a-roma-la-presentazione-ufficiale-dell-evento.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/cosenza/34427-cariati-premio-ausonia-2026-a-roma-la-presentazione-ufficiale-dell-evento.html È stata la sede dell’Europe Experience “David Sassoli” di Roma a fare da cornice alla conferenza stampa di presentazione del Premio Ausonia 2026, la manifestazione culturale ideata e diretta da Antonio Maria D’Amico che dal 9 all’11 luglio animerà la città di Cariati con un ricco programma di eventi dedicati alla cultura, all’inclusione, al dialogo interreligioso e alla valorizzazione delle eccellenze italiane. L’incontro, moderato da Giovanni De Negri, direttore di Eurocomunicazione, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, amministratori locali, esponenti del mondo della cultura e dell’associazionismo, offrendo l’occasione per presentare il programma della nuova edizione e illustrare il percorso che, in dodici anni di attività, ha trasformato il Premio Ausonia in un punto di riferimento per la promozione dell’identità culturale e sociale del territorio. Tra gli interventi più significativi quello del sindaco di Cariati, Cataldo Minò, che ha evidenziato il forte rapporto di collaborazione instaurato tra l’amministrazione comunale e il progetto culturale guidato da Antonio Maria D’Amico. «Sono due anni che condividiamo con Antonio questo premio. Questo connubio è stato fortemente voluto da entrambi per i valori e le finalità che rispecchiano anche la volontà dell’amministrazione comunale. Inclusione, ospitalità e cultura sono temi che portiamo avanti con convinzione e che vogliamo continuare a sviluppare. Cariati è una realtà turistica insignita della Bandiera Blu e della Bandiera Verde e intendiamo crescere ulteriormente anche sotto questo profilo», ha dichiarato il primo cittadino. Parole che confermano il ruolo sempre più strategico assunto dal Premio Ausonia nelle politiche di promozione culturale e turistica della città ionica, pronta ad accogliere ospiti, relatori e personalità provenienti da tutta Italia per tre giornate all’insegna del confronto, della riflessione e dello spettacolo. A ripercorrere la storia della manifestazione è stato il suo ideatore e direttore artistico, Antonio Maria D’Amico, che ha ricordato le origini del progetto e il percorso di crescita che lo ha portato ad assumere una dimensione sempre più ampia. «Ausonia è di tutti, Ausonia è Italia. Dodici anni fa eravamo pronti a lanciare questo progetto per celebrare la storia e la tradizione del nostro territorio, ma anche per valorizzare il mondo dello spettacolo e della cultura. Oggi il Premio è diventato un contenitore ancora più grande, capace di accogliere il tema dell’inclusione e di trasmettere il messaggio che tutti possono emergere e contribuire alla crescita della società», ha affermato D’Amico. Una visione che rappresenta il cuore dell’edizione 2026 e che punta a promuovere il merito e le eccellenze senza alcuna barriera, favorendo la partecipazione e il coinvolgimento di tutte le componenti della comunità. La conferenza stampa è stata arricchita da numerosi contributi istituzionali e videomessaggi che hanno confermato il respiro nazionale e internazionale dell’iniziativa. Particolarmente apprezzato il saluto della figlia del grande autore teatrale Pietro Garinei, figura simbolo della cultura italiana, che ha voluto testimoniare la propria vicinanza alla manifestazione. Sono inoltre giunti i messaggi istituzionali di Giusi Princi, deputata al Parlamento Europeo, e di Simona Renata Baldassarre, assessore alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche Giovanili e della Famiglia e Servizio Civile della Regione Lazio. Entrambe hanno sottolineato il valore culturale e sociale del Premio Ausonia e la sua capacità di creare opportunità di dialogo, crescita e sviluppo per i territori. Uno dei momenti più significativi della presentazione è stato dedicato al programma del 9 luglio, incentrato sul dialogo interreligioso e previsto a Rossano. In tale occasione è stato proiettato il video messaggio dell’imam Ataul Wasih Tariq della Comunità Ahmadiyya, che ha evidenziato come la conoscenza reciproca e la costruzione di ponti tra culture e confessioni diverse rappresentano strumenti fondamentali per promuovere la pace e la convivenza tra i popoli. Nella stessa direzione si è inserito anche il contributo della presidente dell’UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Livia Ottolenghi, che attraverso un messaggio ha ribadito l’importanza del dialogo tra le diverse comunità religiose e del rispetto delle differenze come patrimonio comune da custodire e rafforzare. Ampio spazio è stato dedicato anche alle nuove generazioni. Il presidente del Consiglio comunale di Cariati, Alda Montesanto, ha infatti presentato il tema scelto per l’edizione 2026, “Ponti di Luce”, evidenziando il forte coinvolgimento del mondo scolastico nel progetto. «Ponti di Luce sarà il tema del Premio Ausonia 2026 e attorno a questo concetto si è sviluppata una significativa connessione con le scuole. La scelta della mascotte è stata una vera e propria sfida creativa tra bambini, che hanno partecipato con entusiasmo e grande coinvolgimento», ha spiegato. Nel corso della presentazione è stata inoltre annunciata la mascotte ufficiale della manifestazione: Pylos il delfino, simbolo che accompagnerà il Premio Ausonia per i prossimi due anni e che “nuoterà” idealmente nelle acque di Cariati, comune insignito della Bandiera Blu per la qualità del proprio mare. L’iniziativa conferma la volontà degli organizzatori di investire sulle giovani generazioni, promuovendo percorsi educativi fondati sui valori dell’inclusione, della creatività, della partecipazione e della cittadinanza attiva. L’edizione 2026 del Premio Ausonia si presenta così come un grande contenitore culturale multidisciplinare, capace di coniugare spettacolo, memoria, riflessione, dialogo interreligioso e valorizzazione del territorio. Per tre giorni Cariati diventerà il punto d’incontro di personalità provenienti da diversi ambiti culturali, istituzionali e professionali, consolidando la propria vocazione a luogo di accoglienza, confronto e crescita. Con la conferenza stampa ospitata a Roma prende ufficialmente il via il percorso che condurrà alla manifestazione di luglio. Un appuntamento che si annuncia tra i più rilevanti dell’estate culturale calabrese e che punta a rafforzare ulteriormente il ruolo del Premio Ausonia come uno dei principali laboratori italiani dedicati alla promozione delle eccellenze, dell’inclusione sociale e del dialogo tra culture e popoli. Fri, 05 Jun 2026 13:16:14 +0000 Cosenza Provincia di Vibo Valentia e Guardia di Finanza insieme per diffondere la cultura del rispetto delle regole https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/34425-provincia-di-vibo-valentia-e-guardia-di-finanza-insieme-per-diffondere-la-cultura-del-rispetto-delle-regole.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/34425-provincia-di-vibo-valentia-e-guardia-di-finanza-insieme-per-diffondere-la-cultura-del-rispetto-delle-regole.html Rafforzare il senso di responsabilità collettiva, rendere sempre più accessibili e comprensibili le attività delle istituzioni e diffondere una maggiore consapevolezza del valore delle regole nella vita quotidiana. È su questi obiettivi che si fonda la collaborazione istituzionale avviata tra la Provincia di Vibo Valentia e il Comando provinciale della Guardia di Finanza, un percorso condiviso orientato alla crescita civile e sociale del territorio.  L’iniziativa nasce dalla comune convinzione che la legalità non rappresenti soltanto un insieme di norme da osservare, ma costituisca un patrimonio collettivo da promuovere e consolidare attraverso la conoscenza, il dialogo e la partecipazione attiva dei cittadini. In questa prospettiva assume un significato strategico la diffusione di messaggi capaci di tradurre temi complessi in contenuti accessibili e immediatamente comprensibili. Nell’ambito di questa sinergia, particolare attenzione viene riservata alla diffusione dei contenuti del Calendario Storico della Guardia di Finanza. Attraverso immagini evocative e slogan incisivi, il Calendario affronta questioni di rilevante interesse pubblico, contribuendo a diffondere i valori della legalità economica, della responsabilità civile e del rispetto delle regole.  Tra i messaggi più significativi proposti dal Calendario Storico figura quello dedicato al contrasto dell’evasione e delle frodi fiscali, tema sintetizzato dall’efficace slogan «Sull’evasione siamo fiscali anche nei paradisi». Un messaggio che richiama l’attenzione sull’obiettivo prioritario perseguito dalla Guardia di Finanza attraverso verifiche, controlli fiscali e indagini di polizia giudiziaria finalizzati a contrastare i fenomeni più dannosi per il bilancio dell’Unione europea, dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali. Un’azione che si concentra sulle frodi tributarie, in particolare quelle legate all’Iva e alle accise, sul lavoro sommerso, sull’evasione fiscale internazionale, sull’economia sommersa, sui fenomeni di elusione e pianificazione fiscale aggressiva, nonché sulle violazioni in ambito doganale, con specifica attenzione al contrabbando e al settore del gioco pubblico. L’evasione fiscale, infatti, non rappresenta soltanto una violazione delle norme tributarie, ma un comportamento che incide direttamente sulla qualità dei servizi pubblici, sulle opportunità di sviluppo dei territori e sul benessere delle comunità. Contrastarla significa contribuire alla costruzione di una società più giusta, nella quale ciascuno partecipa, secondo le proprie possibilità, al sostegno delle funzioni e dei servizi essenziali garantiti dallo Stato e dagli enti locali.  Attraverso questa collaborazione, la Provincia di Vibo Valentia intende amplificare la diffusione di tali contenuti, promuovendo occasioni di approfondimento e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza. Un impegno che contribuisce anche a consolidare la performance delle attività di informazione pubblica e istituzionale, rafforzando la capacità degli enti di comunicare in modo efficace temi di interesse generale e di favorire una più ampia partecipazione consapevole alla vita della comunità. La collaborazione tra Provincia e Guardia di Finanza testimonia la volontà di costruire un modello di azione condivisa fondato sulla prevenzione, sulla formazione e sulla diffusione dei valori della cittadinanza responsabile. Perché il rispetto delle regole non rappresenta soltanto un dovere civico, ma una condizione essenziale per garantire sviluppo, coesione sociale e opportunità per le future generazioni. È da questa visione comune che prende forma un percorso destinato a rafforzare il legame tra istituzioni e comunità, nella consapevolezza che la legalità, prima ancora che un obbligo, è un valore che appartiene a tutti e che richiede l’impegno quotidiano di ciascuno. Un impegno che la Provincia di Vibo Valentia e il Comando provinciale della Guardia di Finanza hanno scelto di condividere, trasformando l’informazione pubblica e istituzionale in uno strumento concreto di crescita culturale, partecipazione civica e tutela dell’interesse collettivo.     Fri, 05 Jun 2026 09:07:15 +0000 Vibo Valentia Nora Lux e i ciclio femminile https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34424-nora-lux-e-i-ciclio-femminile.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34424-nora-lux-e-i-ciclio-femminile.html Il prossimo 20 giugno a Roma, alle ore 17.00, presso il Palazzo di Giustizia in Piazza Cavour nel rione Prati, l’evento inaugurale del progetto “Le Eretiche, Sante e Profetesse” dell’Artista Nora Lux si pone come un’urgenza ontologica nel panorama della cultura contemporanea, un atto di risignificazione che trasforma la performance in un’interpellanza radicale verso i fondamenti della giustizia universale.  Non si tratta di una mera rievocazione, ma di un intervento site-specific di portata internazionale, che sfida secoli di storiografia maschile proprio nel tempio della legge codificata. La scelta del Solstizio d’Estate e del Palazzo di Giustizia di Roma non è puramente estetica, bensì una mossa strategica di comunicazione simbolica: nel momento di massima luce solare, l’azione rituale penetra l’oscurità delle sentenze storiche per rivendicare la libertà di pensiero e l’autodeterminazione dell’essere. La nota artista visuale e transmediale Nora Lux presenterà in questa occasione la tappa inaugurale del suo nuovo ciclo monumentale, intitolata “LE ERETICHE”.  L'azione avrà quindi luogo nella cornice ieratica di Piazza Cavour, dinanzi al Palazzo di Giustizia, in perfetta coincidenza con il Solstizio d'Estate, e attraverso un linguaggio che fonde corpo, rito e installazione, la performance interrogherà l’istituzione giudiziaria sulla natura del “diritto alla scelta”, riaprendo un processo poetico e filosofico che lega l’attualità della libertà individuale alla profondità millenaria della ricerca di Nora Lux. Il baricentro speculativo del progetto risiede nella riscoperta del termine greco hairetikos, ovvero “colui che sceglie”. Nora Lux opera una trasformazione filosofica decisiva: l'eresia smette di essere un marchio d'infamia per divenire un manifesto di autodeterminazione spirituale. In un ribaltamento sistematico della storiografia tradizionale, che ha storicamente silenziato il dissenso femminile, il progetto si configura come un viaggio visivo ed emotivo attraverso sette figure femminili di cui le prime tre hanno osato deviare dal dogma. Questa azione non celebra la vittima, ma la potenza del pensiero non allineato, materializzando a Roma un nuovo paradigma dove l'atto di scegliere è l'unica vera forma di conoscenza sacra.  L'utilizzo del Palazzo di Giustizia come scenario metafisico crea una frizione feconda tra l'ortodossia del potere e la fluidità del rito. L'imponente architettura giudiziaria diventa il fondale per un'azione dedicata a chi è stato condannato per non essersi piegato alla legge dell'uomo. I giardini di Piazza Cavour si trasformeranno così in uno spazio di connessione tra il “Corpo Terra Acqua” e l’ideale di giustizia intesa come equilibrio cosmico. La performance “LE ERETICHE” di Nora Lux, oltre alla Artista protagonista, sarà composta da figure centrali, corrispondenti a tre eretiche medievali che hanno pagato con la vita il proprio diritto alla scelta, Margherita Porete, Giovanna d’Arco e Guglielma di Milano, interpretate rispettivamente dalle attrici Stefania Morra, Alberta Perini e Ottavia Dominici, le quali daranno corpo e voce a queste figure, agendo come veicoli di una memoria mai sopita. Sotto la luce del fuoco solstiziale, Nora Lux presenterà simboli inediti che fungeranno da archetipi di trasformazione, facendo diventare la performance un rito di sintonizzazione collettiva. L'originalità di Nora Lux risiede nella sua capacità di far convergere la ricerca accademica - attingendo agli studi di Carl Gustav Jung sugli archetipi, di Marija Gimbutas sul matriarcato e di Erich Neumann - con una pratica alchemica e sciamanica vissuta sulla pelle. L'opera non è solo visuale, ma transmediale, integrando video, installazione e sonorità ancestrali. I segni creati dall’artista richiamano le miniature circolari di Ildegarda di Bingen, dove la geometria medievale esprimeva l'ordine del cosmo. Questi “segni di trasformazione” agiscono come ponti teologici tra il microcosmo umano e il macrocosmo universale. La narrazione si snoda attraverso le cinque fasi della trasmutazione alchemica: nero, verde, bianco, oro e rosso. Questo percorso non è solo dell'Artista, ma dello spettatore, invitato a subire una metamorfosi interiore attraverso la visione. Infine, il cosmo è rappresentato come una serie di cerchi concentrici (fuoco, aria, acqua, terra, etere), elementi che Nora Lux manipola per restituire una percezione sacra del femminile. CHI E’ NORA LUX Profilo dell'Artista: vent'anni di Ricerca Nora Lux incarna la figura dell'artista-ricercatrice. Il suo percorso inizia con rigorose opere in pellicola bianco e nero, utilizzando l'autoscatto come strumento di indagine psichica nelle vie sacre e negli ipogei etruschi. La performance attuale è lo sviluppo naturale di quegli autoscatti: il corpo di Nora Lux non si limita più a specchiarsi nell'obiettivo, ma decide di sfuggire alla vocazione dello specchio per diventare parte degli elementi naturali. La sua carriera è segnata da collaborazioni di prestigio, come quella con Roberto Laneri, maestro del canto armonico, che sottolinea la dimensione sciamanica della sua arte. Tra i suoi riferimenti totemici spiccano il corvo (Nigredo), il pavone (Albedo) e l’aquila (Rubedo), figure centrali in lavori come Vitriolum e il serpente in  Unus Mundus. Un elemento distintivo è la presenza di Ygea, il serpente che l’artista alleva da sei anni: richiamando le antiche statue minoiche delle Dee sacerdotesse guaritrici, Lux trasforma un animale storicamente demonizzato in un emblema di ciclicità vitale e potere oracolare.     Thu, 04 Jun 2026 13:40:23 +0000 Roma Beer Bubbles compie 10 anni: a Palermo la decima edizione del festival https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34420-beer-bubbles-compie-10-anni-a-palermo-la-decima-edizione-del-festival.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34420-beer-bubbles-compie-10-anni-a-palermo-la-decima-edizione-del-festival.html Dall’11 al 14 giugno Piazza Politeama ospita 24 birrifici, oltre 200 birre in degustazione, 10 punti food, aziende agroalimentari, distillati, show cooking, talk e musica. A giugno Palermo torna a brindare con Beer Bubbles, il festival che da dieci anni porta nel cuore della città la cultura del bere artigianale, trasformandola in un’esperienza urbana fatta di degustazioni, incontri, musica e nuove forme di convivialità.  Da giovedì 11 a domenica 14 giugno, Piazza Castelnuovo e Piazza Ruggero Settimo ospiteranno la decima edizione di Beer Bubbles: un traguardo importante per un festival nato per raccontare la birra craft e cresciuto, anno dopo anno, fino a diventare un appuntamento riconosciuto per appassionati, curiosi, giovani, famiglie e operatori del settore.  Dieci anni di Beer Bubbles significano dieci anni di birrai, produttori, territori, incontri, amicizie nate davanti a un bicchiere e contaminazioni. Ma significano anche dieci anni di cambiamento: è cambiato il modo di bere, è cresciuta l’attenzione alla qualità, si è rafforzato il desiderio di conoscere cosa c’è dietro un prodotto, chi lo realizza, da dove arrivano le materie prime, quali storie e quali filiere porta con sé. Per questo questa edizione guarda soprattutto a un pubblico giovane e consapevole: una generazione che cerca esperienze autentiche, sceglie con più attenzione cosa consumare, dà valore all’artigianalità, alla sostenibilità, alla prossimità, al lavoro dei produttori e alla cultura del bere.  Ad arricchire il percorso, un programma di talk, show cooking, musica live e dj set, pensato per vivere la piazza come spazio aperto di scoperta e socialità.  Il centro del capoluogo siciliano diventerà per quattro giorni un grande laboratorio a cielo aperto, dove assaggiare, sperimentare abbinamenti, ascoltare le storie dei produttori e lasciarsi guidare dai birrai tra stili, fermentazioni, profumi e contaminazioni. Ipa, Saison, Blanche, Weizen, Stout, Lager, Sour e molti altri stili saranno protagonisti di un viaggio pensato sia per gli appassionati sia per chi si avvicina per la prima volta al mondo della birra artigianale.  Beer Bubbles, nato per promuovere la birra craft, oggi è una piattaforma di valorizzazione delle eccellenze brassicole, agroalimentari ed enogastronomiche siciliane e italiane. Un festival che mette al centro il lavoro artigianale, le produzioni indipendenti, il rapporto con i territori e una nuova idea di consumo: più curiosa, più informata, più responsabile.  Tra le novità di questa edizione, alcuni birrifici arriveranno per la prima volta a Beer Bubbles, portando a Palermo linguaggi, identità e approcci produttivi molto diversi.  Aimara, da Subiaco, porta con sé un racconto che nasce nel Lazio e attraversa stili classici, suggestioni britanniche, riferimenti belgi e sperimentazioni acide. Una realtà che ha costruito il proprio percorso partendo da un legame forte con il territorio e con la produzione artigianale.  Zona Mosto, da Rho, arriva con un’idea contemporanea di birra: giovane, urbana e immediata. Il suo motto, “Crafting beers for modern drinkers”, racconta bene un approccio che unisce pulizia produttiva, influenze anglosassoni, basse fermentazioni e luppolature moderne.   Muttnik, dall’hinterland milanese, porta a Palermo un immaginario riconoscibile e diretto: birre essenziali, beverine, immediate, con un’identità grafica e narrativa ironica e libera.  Nama Brewing, da Treviglio, lavora soprattutto su lager di tradizione tedesca e birre luppolate di ispirazione americana, con grande attenzione all’acqua, alle materie prime e alla pulizia gustativa. Una presenza che racconta bene una nuova generazione di birrifici italiani: tecnici, consapevoli, ma sempre pensati per il piacere della bevuta.  Non mancheranno due grandi ritorni: Birrificio Lambrate e Jungle Juice Brewing. Lambrate, attivo a Milano dal 1996, rappresenta una delle realtà storiche e più riconoscibili della birra artigianale italiana, con un’identità profondamente legata alla scena craft milanese. Jungle Juice Brewing, da Roma, torna a Beer Bubbles con il suo approccio contemporaneo, creativo e diretto, tra luppolature decise, influenze internazionali e una forte riconoscibilità. Due presenze diverse ma complementari, capaci di raccontare l’evoluzione della birra artigianale italiana: dalle radici storiche del movimento craft alle sue espressioni più attuali, giovani e sperimentali.  Accanto ai birrifici, il festival ospiterà anche momenti di approfondimento e confronto. In programma talk e show cooking realizzati in collaborazione con il Comune di Valledolmo, Cantieri Formativi ‘Mursia’, Idimed e l’Unione Regionale dei Cuochi Siciliani, per raccontare il rapporto sempre più fertile tra birra artigianale, cucina, prodotti agricoli e filiere agroalimentari.  La musica avrà un ruolo centrale con quattro format differenti distribuiti nelle quattro giornate del festival. Si parte giovedì con Limoni Sonori, per inaugurare il festival con un sound fresco e coinvolgente. Venerdì si continua con la musica Live e un repertorio pensato per ripercorrere i brani che hanno fatto la storia: canzoni capaci di attraversare generazioni diverse e di trasformarsi, ancora oggi. Sabato Palermo Sonora, il format itinerante che sta portando la musica tra ville, giardini storici e spazi monumentali della città. Domenica sonorità indie con Tachipirina.  “Arrivare alla decima edizione significa guardarsi indietro e vedere un percorso fatto di persone, relazioni e fiducia”, racconta Maurilio Cassata, organizzatore di Beer Bubbles. “Beer Bubbles è cresciuto insieme al suo pubblico: dieci anni fa parlavamo soprattutto agli appassionati di birra artigianale, oggi parliamo anche a una nuova generazione che vuole conoscere, scegliere meglio, capire cosa beve e cosa mangia. Quest’anno celebriamo dieci anni di lavoro, contaminazioni e crescita, portando a Palermo birrifici storici, nuove realtà e un programma pensato per vivere la birra come un’esperienza”.  “Beer Bubbles è diventato un appuntamento che la città aspetta”, aggiunge Alessia Billitteri, organizzatrice del festival. “Per quattro giorni Piazza Politeama sarà uno spazio urbano aperto, con un evento fruibile gratuitamente, attraversato da musica, birra artigianale, street food, produttori e incontri. La decima edizione guarda all’attenzione per la qualità e alla sostenibilità. Vogliamo che Beer Bubbles sia un luogo in cui divertirsi, certo, ma anche scoprire storie, filiere, prodotti e modi più consapevoli di vivere il consumo”.  Beer Bubbles promuove e valorizza le eccellenze agroalimentari, brassicole ed enogastronomiche, raccontando la Sicilia e l’Italia attraverso i prodotti artigianali, le filiere, le competenze e le persone che le rendono vive.  L’evento è patrocinato dal Comune di Palermo – Area della Cultura, Turismo e Sport, della Città Metropolitana di Palermo, dall’Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea e da CNA Palermo. Il progetto è co-finanziato dalla Regione Siciliana – Assessorato per le Attività Produttive, Iniziativa ‘Sicilia che piace’ - Capitolato di Bilancio 342525. Sponsor: Auto System e Doppio Malto. Thu, 04 Jun 2026 07:17:36 +0000 Palermo La “Pier Giorgio Frassati” offre un catalogo "senza confini" https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34419-la-pier-giorgio-frassati-offre-un-catalogo-senza-confini.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34419-la-pier-giorgio-frassati-offre-un-catalogo-senza-confini.html Prosegue l’opera di rinnovamento della Biblioteca “Pier Giorgio Frassati” grazie ai fondi derivati dalla vincita del bando Misure di sostegno per Biblioteche e Archivi Storici pubblici e privati annualità 2024 promosso dalla Regione Calabria – FSC Calabria 2021-2027. L’archivio bibliotecario si arricchisce con un’offerta tutta digitale. È infatti disponibile per gli utenti il prestito digitale, da fruire comodamente da casa, in completa autonomia, attingendo dall’ampio catalogo di ebook e audiolibri ora disponibili tramite l’accesso alla piattaforma MLOL,  la prima e principale biblioteca digitale italiana, accessibile sempre e ovunque. La Frassati ha scelto di acquistare titoli e contenuti (ebook e audiolibri) dei maggiori editori e gruppi editoriali italiani messi a disposizione della piattaforma previo abbonamento. La selezione operata dai nostri bibliotecari include i volumi più richiesti, ultime uscite,  bestseller e le opere pluripremiate in primo piano nel dibattito culturale odierno. A questi contenuti si aggiungono le risorse ad accesso libero che MLOL mette a disposizione. Oltre ebook e audiolibri dei grandi classici della letteratura mondiale, troviamo una collezione variegata, composta da manualistica, periodici scientifici, podcast, risorse e-learning, banche dati, immagini, spartiti musicali, video, videogiochi, mappe, manoscritti e materiale archivistico, per un totale di 52.203.153 risorse. Gli ebook commerciali potranno essere scaricati e letti sia su computer sia su dispositivi mobili scaricando l’app MLOL Reader e saranno disponibili nel numero massimo di 2 al mese, con scadenza di 15 giorni rinnovabile per altri 7. I contenuti a libero accesso potranno essere invece fruiti senza limitazione alcuna. Per quanto riguarda gli audiolibri, l’ascolto potrà avvenire in streaming previo download, utilizzando qualsiasi computer, smartphone e tablet compatibile con MLOL Reader. Il prestito degli audiolibri in download è invece di 28 giorni. Per un’estate all’insegna della cultura, immersi in storie travolgenti anche sotto l’ombrellone, la “Pier Giorgio Frassati” invita gli utenti a recarsi in biblioteca per scoprire nuovi titoli e servizi. Wed, 03 Jun 2026 09:03:46 +0000 Crotone Lo scrittore Luca Sabatini al Salone Internazionale del Libro di Torino https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34416-lo-scrittore-luca-sabatini-al-salone-internazionale-del-libro-di-torino.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34416-lo-scrittore-luca-sabatini-al-salone-internazionale-del-libro-di-torino.html Luca Sabatini, sociologo e docente di statistica, ha presentato alla XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino il suo romanzo “Il nome sbagliato”. Originario di Campomorone, città della Liguria, vive e lavora a Genova, parla il dialetto ligure che è una grande ricchezza storico-culturale, ha studiato all’estero, a Barcellona, e in Italia a Milano e Pavia conseguendo un dottorato di statistica. Mantiene un forte e radicato legame con il suo paese di origine Santo Stefano, una frazione a Campomorone di circa trecento abitanti e, ogni volta che ritorna a casa, va sempre nel cimitero in cui si trovano i suoi parenti e conoscenti proprio per onorare la loro memoria e mantenere il rapporto con le sue origini e le sue radici storiche.  Di quale argomento tratta il romanzo?  “Il libro che ho scritto ha una peculiarità: è una analisi semiseria dei problemi che molti di noi hanno quando emigrano all’estero, ad esempio per motivi di studio o di lavoro. Si parte sempre con una valigia reale e una invisibile che pesa poco all’inizio e tanto in seguito e, fuori di metafora, mi riferisco al bagaglio costituito dalle tradizioni culturali, dalle credenze e dai valori della società di appartenenza”.  Chi sono i protagonisti del libro e quale ruolo svolgono?  “Il protagonista del racconto è Pasquale che parte da Napoli per trasferirsi a Sesto San Giovanni, considerata “cintura DDR” (Repubblica Democratica Tedesca, ovvero l'ex Germania Est) relegata e contrapposta alla Milano della moda e della finanza. Il suo coinquilino, Tonino, è barese, ha le stesse radici socio-culturali di Pasquale, sono simili ma nel contempo diversi nelle dinamiche tradizionali e relazionali che li uniscono e li rendono affini”.  Nel testo esistono componenti socio-culturali di tradizioni locali?  “Ad esempio il rito del caffè nel Meridione ha un carattere quasi “liturgico” perché questa pratica richiede il compimento di una serie di atti in cui si condivide un prodotto, il caffè, e contemporaneamente si trascorre insieme del tempo conversando. Tonino definisce il rito del caffè il luogo e il tempo in cui il problema è la soluzione, altrimenti è solo problema; per lui la caffettiera giusta è quella da tre e infatti riempie sempre tre tazze anche se meno di tre persone bevono il caffè”.  Pasquale è anche un uomo innamorato, come si sviluppa questo sentimento e le dinamiche che lo sottendono?    “Pasquale, uomo del Sud che è arrivato a Sesto San Giovanni, a un certo punto vuole conoscere una donna, ma ritiene che la città non permetta la possibilità di sviluppare e di creare contatti reali, perciò decide di iscriversi al sito social di incontri “Tinder”. Lui crede che la sua provenienza geo-storica e il suo nome Pasquale Esposito possano costituire un limite, perciò decide di chiamarsi Valentino per muoversi sui social più velocemente attirando l’attenzione femminile. Su Tinder Pasquale-Valentino conosce Chiara di Bergamo e, con questa nuova e diversa identità, Pasquale inizia a costruire un castello di bugie che sarà sempre più difficile e pesante da gestire. Il 13 febbraio Chiara gli scrive in chat: “Che bello, domani ci vediamo” e, per Pasquale, questa frase rappresenta quasi un brusco risveglio nella realtà. Pensa subito al suo vero nome che compare sul citofono di casa e studia come sia possibile cancellarlo.   Pasquale come decide di risolvere la situazione che si è creata con la sua bugia?  “La prima idea che gli viene in mente è quella di posizionare del nastro adesivo isolante sul citofono per coprire la P della dicitura “Esposito P. e Laricchia A.”, ma si accorge che così risulta ancora più evidente proprio ciò che vuole nascondere. Tutta questa scena si svolge mentre è in pigiama e scalzo alle due del mattino; al suo rientro nell’appartamento trova una terza persona che funge da coscienza. L’epilogo sarà a Sesto San Giovanni e in un paesino della riviera ligure”.  Questo è il suo primo romanzo?  “I testi che ho scritto finora hanno riguardato temi e argomenti di natura scientifica, perciò questo libro rappresenta una novità dal punto di vista stilistico e narrativo. Su Facebook inserisco post divertenti che narrano storie e, sempre più amici, mi chiedevano perché non provassi a scrivere un libro. Il post progenitore della attuale storia è stato quello di una persona che aveva dei problemi con il suo nome e è stato lo spunto ispiratore che ha dato il via alla narrazione di questo testo. I riferimenti letterari a cui mi sono ispirato sono stati “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde e la commedia degli equivoci. Ho ripercorso l’ironia britannica di Wilde e il romanzo è improntato a caratteri di gentilezza che oscillano fra la commedia romantica e la tradizione anglosassone. La storia è caratterizzata dai riti, dalle identità e dalle relazioni fra le persone con una nota stilistica di rigore metodologico che abbina al lato comico uno stile coerente che non deborda mai in un eccessivo realismo”. Wed, 03 Jun 2026 08:11:06 +0000 Libri Torna “Un caffè…storicamente corretto” a Locri Epizefiri https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34415-torna-un-caffe-storicamente-corretto-a-locri-epizefiri.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34415-torna-un-caffe-storicamente-corretto-a-locri-epizefiri.html Per il terzo anno consecutivo il Museo archeologico nazionale di Locri Epizefiri e il Circolo di Studi Storici “Le Calabrie” offriranno “Un caffè...storicamente corretto”, la rassegna ideata e curata dalla Direttrice del Museo Elena Trunfio e dalla Presidente del Circolo Marilisa Morrone, che ogni anno abbraccia temi multidisciplinari con particolare riferimento alla storia e all’archeologia. L’edizione 2026, patrocinata dai comuni di Locri e Portigliola e dalla Deputazione di Storia Patria per la Calabria, sarà concentrata nella seconda parte dell’anno, da giugno a novembre, con cinque appuntamenti dedicati prevalentemente alla presentazione di volumi. Si partirà il 18 giugno con “Storia della Calabria. Dall’unità del sud all’unità di Italia (Secoli XI-XIX)” di Giuseppe Caridi. A luglio, giorno 7, il prof. Aurelio Musi tratterà “Un medico a rovescio. Marco Aurelio Severino nell’Europa del Seicento”. A tema prettamente storico sarà anche l’appuntamento del 3 settembre con il volume di Roberto Fuda “Aristocratici servitori: corrispondenze fra nobiluomini del Regno di Napoli e la corte toscana in età spagnola (secoli XVI-XVII)”. Il mese di ottobre (giorno 3) sarà invece dedicato all’archeologia: insieme con il prof. Giuseppe Cordiano si andrà “Ai piedi dell’Aspromonte tra Brettii e Romani. Indagini archeologiche presso Capo Spartivento 2020-2024”. Chiuderà il ciclo una conferenza della Presidente Marilisa Morrone sul tema “Fra Mistiae e Stabiae. Francesco Antonio Pellicano numismatico e antichista della Calabria neoclassica” in programma del 21 novembre. Wed, 03 Jun 2026 08:03:16 +0000 Reggio Calabria Concluso il “corso di primo soccorso per la fauna selvatica” organizzato a Caltanissetta dal WWF Sicilia centrale https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/34412-concluso-il-corso-di-primo-soccorso-per-la-fauna-selvatica-organizzato-a-caltanissetta-dal-wwf-sicilia-centrale.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/34412-concluso-il-corso-di-primo-soccorso-per-la-fauna-selvatica-organizzato-a-caltanissetta-dal-wwf-sicilia-centrale.html Domenica si è tenuto a Caltanissetta, presso la Casa delle Culture e del Volontariato “L. Colajanni”, il “Corso di formazione per il Primo Soccorso alla Fauna Selvatica e la gestione degli animali in difficoltà”, organizzato da WWF Sicilia Centrale OdV col sostegno finanziario del CeSVoP (Centro di Servizi per il Volontariato di Palermo) ed il patrocinio dell’Ordine provinciale dei Medici Veterinari e della Consulta comunale Tutela dei Diritti degli Animali. Su disposizione dell’Ispettore ripartimentale delle foreste ing. Salvatore Bonsangue, anche una rappresentanza del Distaccamento di Caltanissetta del Corpo Forestale regionale ha partecipato al corso. L'evento ha riscosso un lusinghiero successo, con oltre 40 partecipanti (tra volontari, guardie venatorie e zoofile, responsabili di associazioni protezioniste, operatori di protezione civile, operatori di aree protette, giovani studenti ecc.) provenienti da tutta la provincia di Caltanissetta e da altri comuni viciniori. Il corso è nato con lo scopo di far conoscere - grazie a qualificati ed esperti docenti - la normativa e le modalità di “primo soccorso” in caso di rinvenimento di un piccolo animale selvatico in difficoltà, per proteggerlo da situazioni di pericolo senza causare incidenti o morte dell’animale o rischi per l’incolumità dei soccorritori. La struttura didattica del Corso – con la direzione scientifica affidata al veterinario dott. Andrea Cortese - prevedeva moduli teorici (quadro normativo e legislazione sulla tutela della fauna; biologia, etologia e riconoscimento delle principali specie autoctone; primo soccorso, triage, stabilizzazione del paziente e tecniche di alimentazione artificiale) ed indicazioni pratiche e di addestramento, per esempio su come utilizzare correttamente guanti, trasportini, reti e asciugamani per immobilizzare l'animale in sicurezza. Le lezioni sono state tenute dal dott. Elia Rizzo (medico veterinario dirigente presso il Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASP n. 2 di Caltanissetta), dall'avv. Salvatore Antonino Patrì (responsabile dell'Ufficio legale di WWF Sicilia Centrale OdV, esperto in diritto ambientale e venatorio); dal dott. Andrea Cortese (medico veterinario libero professionista, specialista in tecnologia e patologia delle specie avicole, del coniglio e della selvaggina, esperto in medicina degli animali non convenzionali) e dalla dott.ssa Daria Collodoro (biologa, operatrice del “Progetto Tartarughe marine” di WWF Italia autorizzata dal Ministero dell’Ambiente per il recupero di animali spiaggiati). Uno degli scopi principali dell’evento di formazione era quello di educare la cittadinanza a riconoscere quando un animale è davvero in pericolo: moltissimi nidiacei di uccelli vengono erroneamente sottratti alla madre da passanti in buona fede (c.d. "falso soccorso"), compromettendone la sopravvivenza. Un altro focus ha riguardato la sicurezza degli operatori e degli animali: le lezioni hanno inteso fornire le competenze necessarie per manipolare specie selvatiche (anche pericolose o protette) senza causare stress o traumi all'animale e riducendo a zero il rischio di morsi, graffi o trasmissione di zoonosi. «Siamo estremamente soddisfatti per il successo di questa iniziativa - dichiara Ennio Bonfanti, direttore organizzativo del corso e presidente di WWF Sicilia Centrale - che conferma l'importanza di iniziative che promuovono la conoscenza degli animali selvatici e la loro tutela, viste le molteplici e sempre più pericolose minacce che in Sicilia colpiscono il patrimonio faunistico. Grazie all’ampia partecipazione di pubblico, siamo in grado di sostenere la formazione di una rete di supporto locale con un bacino di volontari formati, in grado di fare da "ponte" sul territorio, prelevando l'animale ferito e trasportandolo rapidamente nei centri specializzati». «Adesso i nostri sforzi sono rivolti alla creazione di un “Centro di primo soccorso per la fauna selvatica” a Borgo Petilia (CL), nell’ex vivaio forestale che, da circa un anno, il Dipartimento sviluppo territoriale della Regione ha concesso in comodato al WWF – prosegue Marcello Mirisola, membro del project team – che rappresenterà la prima ed unica struttura del genere in Sicilia. Stiamo coinvolgendo istituzioni locali e partner privati per contribuire al finanziamento delle opere di ristrutturazione e riadattamento dell’immobile alle specifiche esigenze veterinarie; il nostro progetto mira ad istituire un presidio di riferimento per le emergenze ma anche un Centro multifunzionale dedicato alla conservazione della fauna e della biodiversità ed alla promozione dell'educazione ambientale e della ricerca scientifica».   Fri, 29 May 2026 07:14:56 +0000 Caltanissetta Grande partecipazione e profonda riflessione a Reggio Calabria per il convegno “Like, identità e senso. Cosa cercano davvero i giovani” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34411-grande-partecipazione-e-profonda-riflessione-a-reggio-calabria-per-il-convegno-like-identita-e-senso-cosa-cercano-davvero-i-giovani.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/reggio-calabria/34411-grande-partecipazione-e-profonda-riflessione-a-reggio-calabria-per-il-convegno-like-identita-e-senso-cosa-cercano-davvero-i-giovani.html Un importante momento di confronto sul disagio giovanile, il mondo digitale e la necessità di ricostruire relazioni autentiche Si è svolto ieri pomeriggio, presso l’Auditorium Santa Maria della Neve di Riparo a Reggio Calabria, il convegno dal titolo “Like, identità e senso. Cosa cercano davvero i giovani”, promosso dalla Parrocchia San Nicola di Bari e Santa Maria della Neve di Prumo, Riparo e Cannavò, in collaborazione con le associazioni Oratorio Sant’Agata e Ape Reggina. L’iniziativa ha registrato una significativa e partecipata presenza di famiglie, educatori, insegnanti, studenti, operatori pastorali, rappresentanti del mondo associativo e semplici cittadini, confermando quanto il tema del disagio giovanile, dell’identità personale e dell’impatto dei social network rappresenti oggi una delle principali emergenze educative e culturali del nostro tempo. Presenti all’evento anche i giovani operatori della comunità “DesTEENazione – Desideri in Azione” di Reggio Calabria, realtà impegnata nell’accompagnamento educativo e relazionale degli adolescenti e dei giovani del territorio. La loro partecipazione ha rappresentato un importante segnale di coinvolgimento attivo delle nuove generazioni nei percorsi di ascolto, prevenzione e crescita comunitaria. L’incontro si è distinto per il clima di ascolto, attenzione e coinvolgimento che ha caratterizzato gli interventi dei relatori e il successivo confronto con il pubblico, offrendo un’importante occasione di riflessione condivisa sulle difficoltà vissute dalle nuove generazioni in una società sempre più segnata dalla velocità della comunicazione, dall’isolamento relazionale e dalla continua ricerca di approvazione virtuale. Presenti all’evento anche il comandante della Stazione dei Carabinieri di Cataforio e San Salvatore, maresciallo Renzo Romeo, e il comandante della Stazione dei Carabinieri di Cannavò, maresciallo Emanuele Vaccari, la cui partecipazione ha rappresentato un significativo segnale di attenzione delle istituzioni e delle forze dell’ordine verso le problematiche giovanili, la prevenzione del disagio e la tutela educativa del territorio. L’evento, patrocinato da Ancore (Associazione Nazionale Counselor Relazionale), dal Comune di Reggio Calabria, dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria e dal Consiglio Regionale della Calabria, ha voluto accendere i riflettori su un fenomeno sempre più diffuso: il bisogno dei giovani di essere riconosciuti, ascoltati e accolti in una società in cui spesso il valore personale sembra misurarsi attraverso la visibilità online, i “like” e il consenso digitale. Ad aprire i lavori è stato il parroco don Giovanni Gattuso, che nel suo intervento ha richiamato la responsabilità educativa condivisa tra famiglie, scuola, istituzioni, Chiesa e territorio. Don Giovanni ha evidenziato come dietro molti comportamenti apparentemente superficiali si nascondano in realtà fragilità profonde, solitudine, paura del giudizio e un forte desiderio di autenticità e relazioni vere. «I giovani – ha sottolineato – hanno bisogno di adulti credibili, capaci di ascoltare senza giudicare e di accompagnare senza sostituirsi. Non possiamo limitarci ad osservare il disagio da lontano, ma dobbiamo creare luoghi veri di incontro, comunità capaci di accogliere e sostenere il loro cammino umano e relazionale». Nel corso dell’incontro il dott. Roberto Placido Di Palma, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, ha affrontato il tema delle nuove fragilità sociali e delle difficoltà che sempre più frequentemente coinvolgono il mondo minorile, richiamando l’attenzione sulla necessità di rafforzare il ruolo educativo della comunità e delle istituzioni. Nel suo intervento il Procuratore ha evidenziato come molti episodi di disagio giovanile nascano da forme di solitudine emotiva, dalla mancanza di riferimenti educativi stabili e dall’assenza di dialogo autentico tra adulti e ragazzi. Ha inoltre sottolineato l’importanza di costruire reti territoriali capaci di prevenire il disagio prima che esso sfoci in fenomeni di devianza o marginalità sociale. La dott.ssa Maria Laura Creazzo della Polizia Postale di Reggio Calabria ha invece approfondito i rischi legati all’utilizzo inconsapevole della rete, soffermandosi sui fenomeni del cyberbullismo, dell’esposizione eccessiva sui social e dei pericoli connessi alla dimensione digitale, invitando giovani e famiglie a sviluppare maggiore consapevolezza nell’uso degli strumenti tecnologici. Durante il suo intervento ha ricordato quanto sia fondamentale educare i ragazzi ad un utilizzo responsabile dei social network, promuovendo una cultura digitale fondata sul rispetto, sulla tutela della privacy e sulla consapevolezza delle conseguenze emotive e legali che alcuni comportamenti online possono generare. Particolarmente apprezzato anche l’intervento della dott.ssa Luciana Megali del Forum delle Associazioni Familiari di Reggio Calabria, che ha evidenziato il ruolo fondamentale della famiglia come primo luogo educativo, spazio di dialogo e punto di riferimento affettivo indispensabile nella crescita dei ragazzi. La dott.ssa Megali ha inoltre sottolineato come le famiglie abbiano oggi bisogno di essere sostenute nel loro compito educativo attraverso reti di prossimità, collaborazione tra scuola e territorio e percorsi condivisi capaci di contrastare l’isolamento relazionale che spesso coinvolge genitori e figli. Il dott. Gianni Trudu, psicologo, ha invece analizzato gli aspetti emotivi e relazionali legati alla costruzione dell’identità nell’epoca digitale, soffermandosi sulle conseguenze psicologiche della continua esposizione ai modelli proposti dal web e sulla difficoltà di molti giovani nel distinguere tra immagine virtuale e autenticità personale. Nel suo intervento ha spiegato come la continua ricerca di approvazione online possa incidere sull’autostima e sulla percezione di sé, generando ansia, senso di inadeguatezza e fragilità emotiva. Ha inoltre evidenziato l’urgenza di restituire ai giovani spazi autentici di relazione, ascolto e confronto reale. A moderare l’incontro è stato il prof. Vincenzo Malacrinò, che ha guidato con equilibrio e sensibilità il confronto tra relatori e pubblico, favorendo momenti di dialogo e approfondimento molto partecipati. Nel corso del convegno è emersa con chiarezza la necessità di costruire vere alleanze educative tra famiglie, scuola, istituzioni, associazioni e comunità ecclesiale, nella consapevolezza che il disagio giovanile non possa essere affrontato in maniera isolata, ma richieda una risposta condivisa, concreta e continuativa. Particolarmente significativo è stato il messaggio finale emerso dall’incontro: dietro la ricerca di visibilità, approvazione e consenso virtuale si nasconde spesso il bisogno autentico di relazioni vere, ascolto, riconoscimento e senso. Un bisogno che interpella l’intera società e che richiede la capacità di restituire centralità alla persona e alla dimensione umana delle relazioni. L’evento è stato sostenuto anche da Termocasa Srl - Clima, Ambiente ed Energia, azienda che ha scelto di condividere e sostenere concretamente i valori educativi, sociali e comunitari dell’iniziativa, offrendo ai partecipanti un segno tangibile di vicinanza al territorio e alle famiglie. Il convegno ha rappresentato un importante momento culturale e sociale per l’intero territorio reggino, riaffermando l’urgenza di investire sulle nuove generazioni, sull’ascolto delle fragilità giovanili e sulla costruzione di comunità educanti capaci di accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescita personale, relazionale e sociale.   Fri, 29 May 2026 07:09:33 +0000 Reggio Calabria Corso BLSD al Filolao di Crotone con la SIMEUP https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34409-corso-blsd-al-filolao-di-crotone-con-la-simeup.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34409-corso-blsd-al-filolao-di-crotone-con-la-simeup.html La formazione dei giovani rappresenta uno degli strumenti più importanti per costruire una società più sicura, consapevole e pronta ad affrontare le emergenze. Con questo obiettivo, la SIMEUP Crotone ha organizzato un importante corso BLSD rivolto agli studenti delle classi quinte del Liceo Scientifico “Filolao” di Crotone, un’iniziativa che ha riscosso grande partecipazione, entusiasmo e coinvolgimento da parte degli alunni e del personale scolastico. L’evento formativo ha permesso ai ragazzi di apprendere le principali tecniche di primo soccorso, le manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP) e l’utilizzo corretto del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), strumenti fondamentali per intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiaco improvviso. Formazione BLSD nelle scuole: un investimento sulla sicurezza e sulla vita Portare i corsi BLSD nelle scuole significa diffondere concretamente la cultura della prevenzione, della sicurezza e dell’emergenza sanitaria tra le nuove generazioni. Oggi più che mai è fondamentale formare i giovani non soltanto dal punto di vista scolastico e culturale, ma anche umano e civico, fornendo loro competenze pratiche che possano rivelarsi decisive in situazioni di emergenza. Gli studenti del quinto anno del Liceo Scientifico Filolao di Crotone hanno partecipato con grande attenzione, entusiasmo e spirito collaborativo alle attività formative organizzate dalla SIMEUP Crotone, dimostrando forte sensibilità verso il tema della tutela della vita umana e della responsabilità sociale. Durante il corso BLSD, i ragazzi hanno avuto modo di approfondire le principali tecniche di primo soccorso e di comprendere quanto sia importante intervenire nei primi minuti in caso di arresto cardiaco improvviso. Gli istruttori hanno spiegato come riconoscere tempestivamente un’emergenza sanitaria, come attivare correttamente il sistema di emergenza territoriale e come mantenere lucidità e rapidità nelle fasi iniziali del soccorso. Un momento particolarmente significativo è stato rappresentato dalle prove pratiche sui manichini didattici, durante le quali gli studenti hanno potuto esercitarsi nelle manovre di rianimazione cardiopolmonare e nell’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE). Attraverso simulazioni realistiche, i partecipanti hanno acquisito maggiore sicurezza, consapevolezza e capacità di gestione delle emergenze. La formazione BLSD nelle scuole assume oggi un ruolo strategico anche dal punto di vista sociale. Sempre più spesso, infatti, episodi di malore improvviso possono verificarsi in ambienti pubblici, sportivi o scolastici, rendendo fondamentale la presenza di persone formate e capaci di intervenire nell’immediato. La tempestività delle manovre salvavita può aumentare significativamente le probabilità di sopravvivenza di una persona colpita da arresto cardiaco. Educare i giovani al primo soccorso significa anche trasmettere valori fondamentali come il senso civico, la solidarietà, il rispetto per la vita e l’importanza dell’aiuto reciproco. Ogni studente formato può diventare un potenziale primo soccorritore e una risorsa importante per la comunità. La scuola, in questo contesto, assume un ruolo centrale nella costruzione di una società più preparata e consapevole. Integrare percorsi BLSD all’interno dell’esperienza scolastica significa creare ambienti più sicuri e promuovere una vera cultura della prevenzione sanitaria. La SIMEUP Crotone continua da anni a investire nella formazione dei giovani, collaborando con istituti scolastici, associazioni e realtà territoriali per diffondere sempre più le competenze salvavita e sensibilizzare la popolazione sull’importanza del primo soccorso. Iniziative come quella svolta presso il Liceo Scientifico Filolao rappresentano un esempio concreto di come scuola e formazione sanitaria possano lavorare insieme per il bene della collettività. BLSD a scuola: studenti protagonisti della prevenzione La giornata formativa organizzata dalla SIMEUP Crotone presso il Liceo Scientifico Filolao non è stata soltanto un momento di apprendimento tecnico, ma una vera esperienza educativa e di crescita personale per tutti gli studenti coinvolti. I ragazzi hanno partecipato con entusiasmo, curiosità e grande senso di responsabilità, comprendendo concretamente quanto la conoscenza delle manovre salvavita possa fare la differenza nei momenti più critici. Sempre più spesso si parla dell’importanza della prevenzione sanitaria e della necessità di diffondere la cultura del primo soccorso tra la popolazione. Coinvolgere direttamente gli studenti delle scuole superiori significa investire sul futuro, formando giovani cittadini capaci di riconoscere un’emergenza, mantenere la calma e intervenire correttamente nell’attesa dei soccorsi sanitari. Durante il corso BLSD, gli studenti hanno avuto modo di capire come anche una persona comune, grazie a una formazione adeguata, possa diventare parte fondamentale della cosiddetta “catena della sopravvivenza”. In caso di arresto cardiaco improvviso, infatti, i primi minuti sono determinanti e un intervento tempestivo con massaggio cardiaco e defibrillatore può aumentare in maniera significativa le possibilità di sopravvivenza della vittima. I partecipanti hanno seguito con attenzione sia la parte teorica sia quella pratica, confrontandosi con scenari realistici di emergenza e mettendo in pratica le tecniche apprese sotto la guida degli istruttori della SIMEUP Crotone. Le esercitazioni pratiche hanno rappresentato uno dei momenti più coinvolgenti della giornata, permettendo agli studenti di acquisire maggiore sicurezza nelle proprie capacità e di comprendere l’importanza della rapidità e della precisione durante un soccorso. L’iniziativa ha inoltre contribuito a sensibilizzare i giovani sul valore della responsabilità sociale e dell’aiuto verso il prossimo. La formazione BLSD non insegna soltanto manovre tecniche, ma educa anche all’empatia, alla solidarietà e al senso civico. Sapere di poter aiutare concretamente una persona in difficoltà rappresenta infatti una consapevolezza di enorme valore umano. La presenza di corsi BLSD nelle scuole assume oggi un’importanza strategica anche dal punto di vista culturale. Diffondere la cultura della prevenzione significa costruire una comunità più preparata, capace di affrontare le emergenze con maggiore competenza e consapevolezza. Gli studenti formati oggi potranno diventare domani cittadini più attenti alla sicurezza, alla salute pubblica e alla tutela della vita umana. Molti ragazzi hanno mostrato particolare interesse verso il mondo del soccorso e dell’emergenza sanitaria, partecipando attivamente alle simulazioni e ponendo domande agli istruttori. Questo dimostra quanto le nuove generazioni siano sensibili ai temi della prevenzione e quanto sia importante offrire loro opportunità formative concrete e di qualità. La SIMEUP Crotone continua a credere fortemente nel valore della formazione sanitaria nelle scuole e nel ruolo fondamentale dei giovani nella diffusione delle competenze salvavita. Ogni studente formato rappresenta infatti un potenziale aiuto per la comunità e un tassello importante nella costruzione di una società più sicura, solidale e preparata ad affrontare le emergenze. Iniziative come quella svolta presso il Liceo Scientifico Filolao di Crotone testimoniano come scuola, formazione e sensibilizzazione possano unirsi per creare un percorso educativo capace di lasciare un segno concreto nei ragazzi e nel territorio. Il ruolo fondamentale della scuola nella diffusione della cultura del primo soccorso La scuola rappresenta uno dei luoghi più importanti per la crescita culturale, personale e civica delle nuove generazioni. Oltre alla formazione scolastica tradizionale, gli istituti hanno oggi un ruolo fondamentale nella diffusione di valori legati alla sicurezza, alla prevenzione e alla tutela della salute pubblica. In questo contesto, la formazione sul primo soccorso e sui protocolli BLSD assume un’importanza sempre più centrale all’interno del percorso educativo degli studenti. Promuovere corsi BLSD nelle scuole significa offrire ai giovani strumenti concreti per affrontare situazioni di emergenza e sviluppare maggiore consapevolezza rispetto al valore della vita umana. La conoscenza delle manovre salvavita permette infatti agli studenti di acquisire competenze pratiche che possono rivelarsi decisive non solo nell’ambiente scolastico, ma anche nella vita quotidiana, nello sport, nei luoghi pubblici e all’interno delle famiglie. La formazione sanitaria nelle scuole contribuisce inoltre a creare ambienti più sicuri e preparati. Sapere come riconoscere un arresto cardiaco, come allertare tempestivamente i soccorsi e come utilizzare correttamente un defibrillatore semiautomatico può fare la differenza nei minuti immediatamente successivi a un’emergenza. Diffondere queste competenze tra i giovani significa aumentare il numero di cittadini pronti a intervenire in caso di necessità. Il percorso educativo legato al primo soccorso non riguarda soltanto l’apprendimento di tecniche pratiche, ma coinvolge anche aspetti umani e sociali molto profondi. Attraverso i corsi BLSD, gli studenti sviluppano senso civico, spirito di collaborazione, autocontrollo e responsabilità verso gli altri. Imparano a gestire situazioni di stress, a mantenere lucidità nei momenti critici e a comprendere l’importanza dell’aiuto reciproco. Le scuole diventano così un punto di riferimento fondamentale per la costruzione di una vera cultura della prevenzione. Inserire attività formative dedicate al primo soccorso all’interno dell’esperienza scolastica significa educare i ragazzi a essere cittadini più consapevoli, attenti e partecipi della vita della comunità. Iniziative come il corso BLSD organizzato dalla SIMEUP Crotone presso il Liceo Scientifico Filolao dimostrano concretamente quanto sia importante creare sinergie tra istituzioni scolastiche e realtà impegnate nella formazione sanitaria. La collaborazione tra scuola e associazioni del territorio permette infatti di offrire agli studenti esperienze formative di alto valore educativo, capaci di lasciare competenze reali e durature. La sensibilità dimostrata dal personale scolastico e la partecipazione attiva degli studenti confermano come i giovani siano pronti ad accogliere percorsi legati alla sicurezza e alla prevenzione sanitaria. Investire nella formazione BLSD nelle scuole significa quindi investire nel futuro della comunità, creando una generazione più preparata ad affrontare le emergenze e più consapevole dell’importanza della solidarietà e della tutela della vita umana. La SIMEUP Crotone continua a promuovere con convinzione progetti educativi dedicati alle scuole, con l’obiettivo di diffondere sempre più la cultura del primo soccorso e rendere la formazione sanitaria parte integrante del percorso di crescita dei giovani. I ringraziamenti della SIMEUP Crotone La riuscita del corso BLSD organizzato presso il Liceo Scientifico Filolao di Crotone è stata possibile grazie alla collaborazione, alla sensibilità e alla disponibilità dimostrate dall’istituzione scolastica e da tutte le persone che hanno creduto nel valore educativo e sociale di questa importante iniziativa formativa. La SIMEUP Crotone desidera esprimere un sentito e sincero ringraziamento al Dirigente Scolastico Prof.ssa Maria R. Iaccarino per l’accoglienza, l’ospitalità e l’attenzione riservata a un progetto dedicato alla diffusione della cultura del primo soccorso e della prevenzione sanitaria tra i giovani. La disponibilità dimostrata dalla Dirigenza scolastica conferma quanto sia fondamentale il ruolo della scuola nella promozione di attività educative capaci di lasciare un impatto concreto sulla formazione degli studenti. Un particolare ringraziamento va inoltre alla professoressa Maria Rosaria Paluccio per l’impegno, la collaborazione e la preziosa organizzazione dell’evento. Grazie al suo contributo e alla sensibilità dimostrata verso le tematiche della sicurezza e della formazione sanitaria, gli studenti hanno avuto l’opportunità di partecipare a un’esperienza altamente formativa e di grande valore umano. La partecipazione attiva degli studenti delle classi quinte del Liceo Scientifico Filolao ha rappresentato uno degli aspetti più significativi della giornata. Interesse, attenzione, entusiasmo e coinvolgimento hanno caratterizzato tutte le attività teoriche e pratiche svolte durante il corso BLSD, dimostrando quanto le nuove generazioni siano sensibili ai temi della prevenzione, della sicurezza e dell’aiuto verso il prossimo. La SIMEUP Crotone ringrazia inoltre tutti gli istruttori, i collaboratori e il personale coinvolto nell’organizzazione del corso, che con professionalità, competenza e passione hanno contribuito alla realizzazione di una giornata di formazione sanitaria di alto livello. Iniziative come questa rappresentano un importante esempio di collaborazione tra scuola e realtà impegnate nella promozione della salute pubblica e della cultura dell’emergenza sanitaria. Continuare a investire nella formazione BLSD nelle scuole significa costruire una comunità più preparata, consapevole e capace di affrontare le emergenze con maggiore responsabilità e competenza. La SIMEUP Crotone continuerà a promuovere progetti formativi, corsi BLSD e attività di sensibilizzazione sul territorio, con l’obiettivo di diffondere sempre più le competenze salvavita e contribuire alla crescita di una cultura della prevenzione accessibile a tutti. SIMEUP Crotone continua la formazione BLSD sul territorio La SIMEUP Crotone prosegue con impegno e continuità il proprio percorso di formazione sanitaria e diffusione delle competenze salvavita sul territorio, promuovendo corsi BLSD, attività di primo soccorso e progetti educativi rivolti a studenti, cittadini, associazioni, operatori sportivi e realtà scolastiche. L’obiettivo principale è quello di diffondere sempre più la cultura della prevenzione e dell’emergenza sanitaria, formando cittadini consapevoli e pronti a intervenire nei primi minuti di un’emergenza. In caso di arresto cardiaco improvviso, infatti, la rapidità dell’intervento può risultare decisiva e aumentare significativamente le possibilità di sopravvivenza della persona colpita. Attraverso i corsi BLSD organizzati sul territorio, la SIMEUP Crotone offre ai partecipanti una formazione completa sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP), sull’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) e sulle corrette procedure di primo soccorso da adottare nelle situazioni di emergenza. Le attività formative vengono svolte con un approccio pratico, coinvolgente e altamente professionale, grazie al lavoro di istruttori qualificati e costantemente aggiornati. Le esercitazioni pratiche permettono ai partecipanti di acquisire maggiore sicurezza, capacità di gestione dello stress e consapevolezza delle proprie competenze durante un intervento di soccorso. Negli ultimi anni, la SIMEUP Crotone ha intensificato il proprio impegno nelle scuole, promuovendo percorsi di formazione sanitaria rivolti agli studenti con l’obiettivo di creare una nuova generazione di giovani preparati, responsabili e sensibili ai temi della sicurezza e della tutela della vita umana. La formazione BLSD nelle scuole rappresenta infatti un investimento concreto sul futuro della comunità. Educare i giovani al primo soccorso significa diffondere valori fondamentali come solidarietà, senso civico, collaborazione e responsabilità sociale. Ogni studente formato può diventare una risorsa importante per il territorio e contribuire concretamente alla sicurezza collettiva. Parallelamente alle attività scolastiche, la SIMEUP Crotone continua a collaborare con associazioni sportive, enti, istituzioni e realtà locali per promuovere eventi, corsi e iniziative dedicate alla prevenzione sanitaria e alla diffusione delle manovre salvavita. L’associazione conferma così la propria volontà di essere un punto di riferimento sul territorio per la formazione BLSD e per la sensibilizzazione della popolazione sui temi dell’emergenza sanitaria. Investire nella formazione significa costruire una comunità più preparata, più sicura e più consapevole. La missione della SIMEUP Crotone continuerà quindi a essere quella di portare la cultura del primo soccorso sempre più vicino ai cittadini, ai giovani e alle famiglie, contribuendo concretamente alla tutela della salute e della vita umana. Fri, 29 May 2026 07:04:20 +0000 Crotone A Michele Affidato la “Menzione Speciale” della Camera di Commercio https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34407-a-michele-affidato-la-menzione-speciale-della-camera-di-commercio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/crotone/34407-a-michele-affidato-la-menzione-speciale-della-camera-di-commercio.html Il maestro orafo Michele Affidato è stato insignito della “Menzione Speciale” nell’ambito della XXI edizione del Premio Fedeltà al Lavoro e Progresso Economico, promosso dalla Camera di Commercio di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia. Il prestigioso riconoscimento è stato conferito dalla Commissione esaminatrice presieduta dal Presidente dell’Ente camerale Pietro Falbo, nel corso della cerimonia ufficiale svoltasi presso il Teatro Politeama di Catanzaro. La “Menzione Speciale” rappresenta un importante tributo al percorso artistico e professionale di Michele Affidato, da anni protagonista nel panorama dell’artigianato artistico italiano grazie alla realizzazione di gioielli e opere create interamente a mano, frutto di una profonda conoscenza delle antiche tecniche di lavorazione orafa, custodite nel tempo e reinterpretate in chiave contemporanea. Nelle sue creazioni convivono tradizione, ricerca e innovazione, elementi che hanno reso il suo stile riconoscibile e apprezzato in Italia e all’estero. Un percorso che, negli anni, si è arricchito di una particolare attenzione verso l’arte sacra, ambito nel quale Affidato si è distinto attraverso la realizzazione di numerose opere destinate a Chiese, Santuari e autorità religiose in tutto il mondo. Un impegno che gli è valso la nomina di “Interlocutore Referente presso la Pontificia Accademia di Teologia”. La sua attività nel campo dell’arte sacra gli ha inoltre consentito di incontrare gli ultimi quattro Pontefici. Durante il Pontificato di Papa Francesco, la Segreteria di Stato Vaticana gli ha affidato la realizzazione di opere ispirate ai valori e ai messaggi contenuti nel Magistero Pontificio. Creazioni che prima Papa Francesco e oggi Papa Leone XIV consegnano a Capi di Stato, Ministri e autorità religiose provenienti da tutto il mondo, rendendo negli anni Michele Affidato e la sua azienda un punto di riferimento nell’ambito dell’artigianato artistico legato alle istituzioni vaticane. Le sue opere, oggi condivise anche con il figlio Antonio Affidato, orafo-scultore, rappresentano un esempio di continuità generazionale e di eccellenza manifatturiera italiana, capace di dialogare con i più alti contesti istituzionali, culturali e religiosi internazionali. Parallelamente all’attività legata all’arte sacra, Michele Affidato si è distinto anche nel panorama dei grandi eventi italiani, firmando premi e riconoscimenti destinati a importanti manifestazioni nazionali dedicate alla musica, al cinema, al giornalismo e alla cultura. Tra le collaborazioni più note figurano quelle con il Festival di Sanremo e con prestigiose rassegne cinematografiche e televisive, nelle quali le sue opere sono diventate autentici simboli dell’eccellenza artistica e del Made in Italy. Il riconoscimento conferito dalla Camera di Commercio assume così un significato che va oltre il percorso personale dell’artista, diventando un tributo al lavoro, alla dedizione e alla visione condivisa dall’intera famiglia Affidato e da tutti i collaboratori dell’azienda. Una realtà nata in Calabria e cresciuta negli anni fino a diventare un punto di riferimento dell’artigianato artistico italiano, capace di custodire le radici culturali del territorio e al tempo stesso proiettarle in una dimensione internazionale. “Ricevere questo riconoscimento dalla mia terra ha per me un significato profondo e speciale – ha dichiarato Michele Affidato –. Ogni opera che realizzo nasce da un legame autentico con la Calabria, con la sua storia, la sua identità e le sue tradizioni. Questo premio lo condivido con mia moglie, con i miei figli Vanessa, Emanuela e Antonio e con tutti i miei collaboratori che ogni giorno, con passione, sacrificio e professionalità, contribuiscono alla crescita della nostra azienda. È un riconoscimento che ci incoraggia a continuare a lavorare con lo stesso entusiasmo, promuovendo l’arte orafa italiana e le eccellenze della nostra terra nei più importanti contesti nazionali e internazionali”. Thu, 28 May 2026 14:07:59 +0000 Crotone Turismo accessibile, a Cerignola un laboratorio per famiglie, associazioni e imprese https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/34398-turismo-accessibile-a-cerignola-un-laboratorio-per-famiglie-associazioni-e-imprese.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/34398-turismo-accessibile-a-cerignola-un-laboratorio-per-famiglie-associazioni-e-imprese.html Ti fa male un ginocchio e rinunci a partire? Sei in sedia a rotelle e ogni vacanza diventa un percorso a ostacoli? La vista o l’udito iniziano a tradirti e viaggiare diventa complicato? Assisti una persona cara e non riesci più a ritagliarti un’esperienza realmente serena? Oppure hai un’attività, organizzi eventi o gestisci un locale e vuoi capire come renderli davvero accessibili a tutti? Da queste domande concrete partirà il laboratorio del progetto “L’A.L.V.E.A.R.E. – Accompagnare Lentamente Valorizzando Esperienze Antiche e Rievocando Emozioni”, in programma giovedì 28 maggio alle 10.00 e alle 16.00 presso lo Spazio Aperto/CERCAT di Cerignola. L’iniziativa rientra nel progetto regionale dedicato al turismo accessibile promosso dall’ATS composta da 24 partner pugliesi con capofila ESCOOP – European Social Cooperative e punta a costruire una rete territoriale capace di trasformare l’accessibilità in una concreta opportunità sociale ed economica per la Puglia. L’obiettivo è chiaro: creare un territorio più inclusivo, ma anche più competitivo, pronto ad accogliere un numero crescente di persone che oggi cercano strutture, servizi, eventi ed esperienze realmente accessibili. Secondo i promotori, il turismo accessibile non riguarda soltanto la disabilità, ma un pubblico molto più ampio: persone anziane, famiglie, caregiver, persone con difficoltà temporanee o esigenze specifiche. Un segmento in forte crescita che rappresenta oggi una nuova domanda turistica e nuove opportunità per operatori, attività commerciali, strutture ricettive, associazioni e territori. “Vogliamo costruire una rete concreta tra famiglie, imprese, associazioni e operatori affinché il turismo accessibile diventi una reale opportunità di crescita sociale ed economica per tutto il territorio”, dichiara Pasquale Panico, presidente di ESCOOP e capofila dell’ATS. La giornata si aprirà alle 10.00 con la conferenza stampa istituzionale alla presenza del sindaco di Cerignola Francesco Bonito, della vicesindaca e assessora al Welfare Maria Dibisceglia, del sindaco di Zapponeta Vincenzo Riontino e del garante regionale dei diritti delle persone con disabilità Antonio Giampietro. Seguiranno i workshop partecipativi curati dalla Cooperativa Sociale L’Integrazione e dalla Cooperativa Sociale Aliante, dedicati ai temi dell’accoglienza inclusiva, dell’accessibilità e delle nuove prospettive del turismo per tutti. L’invito è rivolto a famiglie, associazioni, operatori turistici, ristoratori, gestori di locali, professionisti, imprese e cittadini interessati a comprendere come il turismo accessibile possa diventare una nuova leva di sviluppo per il territorio.   Wed, 27 May 2026 05:09:33 +0000 Foggia UnArchive Forum; crocevia internazionale del riuso delle immagini https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34397-unarchive-forum-crocevia-internazionale-del-riuso-delle-immagini.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34397-unarchive-forum-crocevia-internazionale-del-riuso-delle-immagini.html Oltre 200 professionisti accreditati da tutto il mondo tra archivi, autori, produzione cinematografica, ricerca e industria culturale per la prima edizione del Forum di UnArchive Found Footage Fest A poche ore dall’apertura della prima edizione di UnArchive Forum – The Image Reuse Ecosystem, la nuova piattaforma professionale internazionale nata al fianco di UnArchive Found Footage Fest, emergono i numeri di una partecipazione che conferma immediatamente la portata strategica del progetto: oltre 200  professionisti accreditati, provenienti da più di 18 paesi, si incontreranno all'Orto Botanico di Roma dal 27 al 29 maggio 2026, trasformando la Capitale in uno dei principali punti di riferimento internazionali per il riuso creativo delle immagini d’archivio. Nato dall’esperienza e dal patrimonio di relazioni di UnArchive Found Footage Fest, che giunge alla sua quarta edizione, il Forum rappresenta il primo evento professionale internazionale interamente dedicato all’ecosistema del riuso delle immagini d'archivio e mette per la prima volta in dialogo archivi, cineaste e cineasti, artisti, produttori, broadcaster, studiosi, archive producer, commissioning editor, distributori e operatori culturali impegnati nella valorizzazione e reinterpretazione del patrimonio filmico.  I dati emersi dagli accrediti restituiscono il profilo di un evento già fortemente internazionale: circa il 30% dei partecipanti proviene dall’estero, con rappresentanti principalmente da Regno Unito, Francia, Spagna, Stati Uniti, Polonia, Germania, Svizzera, Paesi Bassi, Québec/Canada, Argentina. Particolarmente significativa anche la composizione professionale del Forum. Il gruppo più numeroso è quello dell’area creativa e autoriale, per circa il 40% filmmaker, artisti, musicisti, montatori, performer e visual artist, tra cui figure di rilievo internazionale come  Bill Morrison, Sierra Pettengill e Tomasz Wolski. Forte anche la presenza del comparto industry, per circa il 30%, con produttori, archive producer, executive e responsabili acquisizioni provenienti da realtà come ARTE, Rai Documentari, Bibi Film, Taskovski Films e Light Cone. Il Forum vede anche una rilevante partecipazione di archivi, istituzioni culturali e festival internazionali (30%) tra cui British Film Institute, l’olandese Beeld and Geluid, la Cinémathèque Quebecoise, DOK-Leipzig e DocsBarcelona, oltre alla presenza delle quattro cineteche romane che, per la prima volta insieme promuovono l’evento: AAMOD, Archivio Luce, Rai Teche, Cineteca Nazionale. Importante anche la componente accademica, con studiose, studiosi e ricercatori provenienti da università italiane e internazionali (Università Roma Tre, Università di Macerata, University of California, Berkeley e The University of Texas at Austin). Il Forum - diretto da Luca Ricciardi per AAMOD e coordinato da Joana de Freitas Ginori e Lorenzo Spinelli - nasce per rispondere a una trasformazione ormai evidente nel panorama audiovisivo contemporaneo: il riuso delle immagini d’archivio è una pratica sempre più centrale nella produzione audiovisiva, dal documentario alle arti visive, dal cinema di finzione alla serialità, alle produzioni museali, all’arte pubblica. Mancava tuttavia uno spazio capace di mettere in relazione tutti gli attori dell'ecosistema. In questo senso, UnArchive Forum si propone come luogo permanente di confronto internazionale sulle sfide artistiche, produttive, tecnologiche ed etiche legate alla memoria audiovisiva, alla riattivazione degli archivi, alle sfide della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale. Cuore dell’iniziativa le sessioni di Project Amplifier e Pitching the Archive, che vedono sul palco progetti di film in sviluppo e alcuni dei più importanti archivi audiovisivi europei, insieme a panel, tavole rotonde, case studies e spazi dedicati al networking professionale.   A moderare i pitch due figure d’eccezione: il regista e intellettuale Eyal Sivan e la studiosa e artista Rossella Catanese. Con questa nuova iniziativa, UnArchive Found Footage Fest amplia ulteriormente il proprio raggio d’azione, consolidandosi non solo come festival internazionale di riferimento per il cinema di found footage, ma anche come piattaforma culturale capace di connettere preservazione, creatività, ricerca e industria audiovisiva su scala globale. UnArchive Forum è ideato e prodotto dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD), con l’Associazione EIKON, in coproduzione con Archivio Luce  e in collaborazione con CSC - Cineteca Nazionale e Rai Teche; con la collaborazione dell’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo Rifiuti del Comune di Roma, del Polo Museale Sapienza Cultura – sezione Orto Botanico, di Doc/it, di Archive Producer Italia; con il sostegno di APA - Associazione Produttori Audiovisivi; con il patrocinio del Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, della Fédération Internationale des Archives du Film (FIAF), di CNA-Cinema e Audiovisivo; con il patrocinio gratuito della Fondazione Roma Lazio Film Commission, Con la partecipazione di ArchiveON, Mnemonica, Regesta.exe, Archives for education, L’Immagine Ritrovata. Media Partnership Rai Cultura, Radio Tre. Tue, 26 May 2026 15:09:40 +0000 Arte Ditonellapiaga ospite della Notte dei Musei https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34386-ditonellapiaga-ospite-della-notte-dei-musei.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34386-ditonellapiaga-ospite-della-notte-dei-musei.html Roma si prepara ad accogliere una delle voci più originali della nuova scena musicale italiana: DITONELLAPIAGA sarà l’ospite speciale della sedicesima edizione della NOTTE DEI MUSEI DI ROMA, l’atteso appuntamento culturale che ogni anno trasforma la Capitale in un grande palcoscenico diffuso di arte, musica e spettacolo. Reduce dal terzo posto ottenuto al 76° Festival di Sanremo, l’artista porterà le sue sonorità all’interno del Museo dell’Ara Pacis in una speciale performance piano e voce, intima e coinvolgente, durante la quale ripercorrerà alcuni dei brani più iconici del suo repertorio riarrangiati per l’occasione in una nuova veste. La performance avrà inizio alle ore 20.30. In ragione della capienza limitata del museo, potranno assistere all’evento solo le prime 250 persone, previo acquisto sul posto del biglietto di accesso al museo di 1 euro per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana e di 2 euro per i non residenti. Per i possessori della Roma MIC Card l’ingresso è gratuito ma non è previsto l’accesso prioritario. I biglietti saranno distribuiti a partire dalle ore 19.30. “Siamo felici che DITONELLAPIAGA, cantautrice molto apprezzata e premiata con molti riconoscimenti, tra cui la Targa Tenco e il Premio Roma Videoclip, voglia omaggiare la città e le migliaia di romane e di romani che parteciperanno alla manifestazione. Ci emoziona che l’Ara Pacis e DITONELLAPIAGA, arte e musica insieme, possano donare in una sola serata tanta bellezza. Grazie all’artista per la sua generosa disponibilità” – dichiara Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale. La NOTTE DEI MUSEI DI ROMA è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata da Zètema Progetto Cultura. Official Partner: Digital360 Gov. Radio Ufficiale: Dimensione Suono Roma.   Fonte Zetema progetto cultura Fri, 22 May 2026 15:44:33 +0000 Roma La Lombardia capitale europea dell'innovazione e della tecnologia quantistica https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34382-la-lombardia-capitale-europea-dell-innovazione-e-della-tecnologia-quantistica.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/economia/34382-la-lombardia-capitale-europea-dell-innovazione-e-della-tecnologia-quantistica.html Alla World Tech Conference di Milano, governi, grandi aziende tecnologiche, fornitori di servizi cloud su larga scala, importanti gruppi industriali e alcuni dei principali scienziati del mondo discuteranno del futuro del calcolo quantistico, dell'intelligenza artificiale, dell'HPC e dell'energia. Tra gli oltre 200 relatori attesi figurano Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, insieme ad alcuni tra i più eminenti fisici e matematici contemporanei, tra cui Alain Connes, vincitore della Medaglia Fields e del Premio Crafoord; Michele Parrinello dell'ETH di Zurigo; Gian Francesco Giudice del CERN; Thibault Damour dell'IHÉS; Jürg Fröhlich dell'ETH di Zurigo; il Dr. Alan Baratz di D-Wave Quantum Inc.; e Hidetoshi Nishimori, considerato uno dei padri teorici del ricottura quantistica. È previsto anche un contributo speciale del premio Nobel Giorgio Parisi. Uno dei protagonisti principali della conferenza sarà D-Wave, azienda pionieristica nel campo dell'informatica quantistica applicata, oggi riconosciuta a livello internazionale per aver trasformato la tecnologia quantistica da sperimentale a piattaforma industriale operativa. I sistemi di ricottura quantistica di D-Wave, con oltre 4.400 qubit e architetture avanzate dedicate all'ottimizzazione computazionale, vengono ora utilizzati per affrontare alcuni dei problemi più complessi al mondo, spesso intrattabili per i computer classici, tra cui l'ottimizzazione finanziaria e bancaria, la gestione del rischio, la logistica avanzata, le reti energetiche intelligenti, le telecomunicazioni, l'ottimizzazione delle infrastrutture di intelligenza artificiale, le catene di approvvigionamento, la ricerca farmaceutica, la scoperta di farmaci, la simulazione molecolare, la difesa, la sicurezza informatica e la gestione delle infrastrutture critiche. Il tema centrale della World Tech Conference sarà la convergenza tra calcolo quantistico, intelligenza artificiale ed energia, in un momento storico caratterizzato da una crescita esplosiva che sta generando una domanda e un'offerta senza precedenti di capacità computazionale ed efficienza energetica. Secondo gli organizzatori, l'informatica quantistica rappresenta oggi una delle poche tecnologie in grado di affrontare concretamente l'ottimizzazione di sistemi industriali complessi, riducendo i costi energetici, i tempi di calcolo e le inefficienze infrastrutturali. L'obiettivo della World Tech Conference è trasformare Milano e la Lombardia nel principale punto di convergenza europeo per governi, industria e ricerca avanzata sulle nuove architetture computazionali. In questo contesto, la presenza di D-Wave riveste inoltre un valore altamente strategico per il posizionamento dell'Italia nel nuovo panorama tecnologico europeo, sempre più orientato verso la capacità di calcolo sovrana, l'intelligenza artificiale industriale, la medicina computazionale e le infrastrutture energetiche avanzate. La World Tech Conference si propone inoltre di incoraggiare la partecipazione dei principali attori mondiali del settore quantistico, creando in Italia il primo grande forum europeo dedicato al futuro industriale del calcolo quantistico. Milano si prepara dunque ad ospitare uno degli eventi più importanti d'Europa dedicati alle tecnologie strategiche del prossimo decennio.       Thu, 21 May 2026 15:10:32 +0000 Economia Nel ricordo di Falcone, lo sport sfida le mafie: doppio evento tra Monreale e Corleone https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34379-nel-ricordo-di-falcone-lo-sport-sfida-le-mafie-doppio-evento-tra-monreale-e-corleone.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34379-nel-ricordo-di-falcone-lo-sport-sfida-le-mafie-doppio-evento-tra-monreale-e-corleone.html Domani, venerdì 22 maggio 2026, sarà una giornata all’insegna dell’impegno civile, della culura della legalità e dei valori dello sport, con un doppio appuntamento tra  Monreale e Corleone organizzato dall'Arcidiocesi di Monreale, in collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, la Rete di Magistrati "Sport e Legalità" e la Sezione distrettuale di Palermo dell'Associazione Nazionale Magistrati.  L’iniziativa si colloca simbolicamente alla vigilia dell’anniversario della strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio 1992, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Un richiamo forte alla memoria e alla responsabilità collettiva, che rafforza il significato degli eventi in programma.  La mattina, dalle ore 10.30 alle 13.00, presso il Centro Maria Immacolata di Monreale  (Strada Provinciale 89 – Poggio San Francesco), si terrà il convegno dal titolo “Le mafie nello sport – Lo sport contro le mafie”, un momento di approfondimento e confronto dedicato a uno dei temi più delicati e attuali del panorama sportivo e sociale. Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Carlo Hamel, presidente Associazione Nazionale Magistrati (ANM) Palermo, e di Antonio Balsamo, presidente della Corte di Appello di Palermo. Seguiranno gli interventi introduttivi di S.E. mons. Gualtiero Isacchi, arcivescovo di Monreale, e di Lia Sava, procuratore generale di Palermo. La relazione centrale sarà affidata a Bruno Brucoli, sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, che approfondirà il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nello sport. A seguire, la tavola rotonda “Lo sport contro le mafie” vedrà il confronto tra autorevoli protagonisti del mondo istituzionale e sportivo, tra cui  Sergio Sottani, procuratore generale di Perugia e presidente della Rete Sport e Legalità,  Beniamino Quintieri, presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, ed  Elena Pantaleo, pluricampionessa mondiale di kickboxing e già consigliera nazionale del CONI. L’incontro sarà moderato da Daniele Pasquini, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport. «Quella del 22 maggio - dichiara S.E. mons. Gualtiero Isacchi, arcivescovo di Monreale - è una giornata importante per l’Arcidiocesi di Monreale, perché racconta una duplice volontà della nostra Chiesa locale: anzitutto il desiderio di abitare il mondo dello sport, affiancando tutti coloro che lo vivono come strumento educativo con la costituzione del nuovo Ufficio diocesano per la Pastorale dello Sport, e in secondo luogo ribadire che lo sport può essere uno strumento efficace di contrasto a ogni forma di illegalità e avamposto di resistenza alla mentalità mafiosa».  Nel pomeriggio, dalle ore 16.00 alle 19.00, l’iniziativa si sposterà al Campo Sportivo Comunale di Corleone (Contrada Santa Lucia), dove si terrà il “Trofeo Sport e Legalità”, un triangolare di calcio che vedrà scendere in campo la Rete di magistrati “Sport e Legalità”, la rappresentativa “Sport Arcidiocesi di Monreale” e una rappresentativa della società civile. L’evento sportivo sarà preceduto dai saluti istituzionali di Giuseppe Tango, presidente nazionale ANM, Fabrizio Basei, coordinatore della Rete di Magistrati “Sport e Legalità”, e S.E. mons. Gualtiero Isacchi. «Mettere insieme riflessione e pratica sportiva nella stessa giornata non è casuale: è una scelta precisa - sottolinea Daniele Pasquini, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport -. Nel ricordo delle vittime di Capaci, lo sport diventa anche un linguaggio capace di rinnovare ogni giorno l’impegno per la legalità. È uno straordinario strumento educativo e un presidio civile: parlare di mafie nello sport significa accendere i riflettori su un fenomeno reale, ma anche ribadire con forza che esiste un’alternativa concreta fatta di regole, rispetto e responsabilità. Il campo, in questo senso, diventa il luogo simbolico dove questi valori prendono forma e si trasmettono soprattutto alle nuove generazioni».  Parole importanti anche quelle del coordinatore della Rete Magistrati “Sport e Legalità” Fabrizio Basei: «Lo sport abbatte le barriere, consente di sensibilizzare le giovani generazioni ai valori della legalità, rende possibile l’incontro e il dialogo tra istituzioni, magistratura e società civile, così divenendo anche strumento concreto di lotta alla mafia. Iniziative come queste testimoniano la vicinanza ai cittadini e la presenza dello Stato nella comunità, affinché si accenda un faro su ogni forma di illegalità nello sport».  La giornata rappresenta un’occasione concreta per ribadire il ruolo dello sport come strumento educativo e presidio di legalità, capace di contrastare ogni forma di illecito e promuovere valori positivi, soprattutto tra i più giovani. Attraverso il dialogo tra istituzioni e la forza simbolica del gioco di squadra, l’iniziativa intende lanciare un messaggio chiaro: lo sport può e deve essere un alleato nella costruzione di una società più giusta, libera da condizionamenti criminali.  Di seguito il programma delle giornata: Convegno “Le mafie nello sport – Lo sport contro le mafie” Monreale – Centro Maria Immacolata (Strada Prov.le 89, Poggio San Francesco) - Ore 10.30 – 13.00 Saluti istituzionali Carlo Hamel – presidente ANM Palermo Antonio Balsamo – presidente Corte di Appello di Palermo Introduzione e interventi S.E. mons. Gualtiero Isacchi – arcivescovo di Monreale Lia Sava – procuratore generale Palermo Relazione “Le mafie nello sport” Bruno Bruccoli – P.M. Direzione Distrettuale Antimafia, Procura di Palermo Tavola rotonda – “Lo sport contro le mafie” Sergio Sottani – procuratore generale Perugia, presidente Rete Sport e Legalità Beniamino Quintieri – presidente Istituto per il Credito Sportivo e Culturale Padre Mauro Billetta – parroco Sant’Agnese V.M., Presidente Associazione Comunità di Danisinni ETS Elena Pantaleo – pluricampionessa mondiale di Kickboxing Modera Daniele Pasquini – presidente Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport  Pomeriggio – Trofeo “Sport e Legalità” – Triangolare di calcio a 11 Campo Sportivo Comunale di Corleone (Contrada Santa Lucia) - Ore 16.00 – 19.00 Squadre partecipanti Rete di magistrati “Sport e Legalità” Rappresentativa “Sport Arcidiocesi di Monreale” Rappresentativa “Società civile” Programma gare Ore 16.00 – Saluti iniziali Ore 16.15 – Magistrati vs Società civile Ore 17.00 – Sport Arcidiocesi vs Magistrati Ore 17.45 – Società civile vs Sport Arcidiocesi Ore 19.00 – Premiazioni Conclusioni Giuseppe Tango – presidente Nazionale ANM Fabrizio Basei – coordinatore Rete Magistrati “Sport e Legalità” S.E. mons. Gualtiero Isacchi – arcivescovo di Monreale Thu, 21 May 2026 08:32:01 +0000 Palermo I mondi di Gustave Moreau: alla Galleria Borghese e a Villa Medici https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34377-i-mondi-di-gustave-moreau-alla-galleria-borghese-e-a-villa-medici.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/arte/34377-i-mondi-di-gustave-moreau-alla-galleria-borghese-e-a-villa-medici.html Il 21 e 22 maggio 2026 l'Accademia di Francia a Roma – Villa Medici e la Galleria Borghese promuovono I mondi di Gustave Moreau, una doppia giornata di studio internazionale dedicata al grande pittore francese in occasione del bicentenario della sua nascita. Un progetto scientifico che intende approfondire il rapporto tra Gustave Moreau e l’Italia, ripercorrendo il fondamentale soggiorno romano dell’artista e il suo ruolo nella definizione della cultura simbolista europea. L’iniziativa si articolerà in due appuntamenti: giovedì 21 maggio alla Galleria Borghese e venerdì 22 maggio a Villa Medici, coinvolgendo storici dell’arte, studiosi e ricercatori italiani e internazionali in un dialogo interdisciplinare sulle influenze artistiche, culturali e intellettuali che hanno attraversato l’opera di Moreau. Presentatosi come il rinnovatore della pittura storica francese al Salon del 1864, Gustave Moreau fondò gran parte della propria ricerca artistica sull’esperienza vissuta in Italia tra il 1857 e il 1859. Roma rappresenta un momento decisivo della sua formazione: accolto a Villa Medici dal direttore Victor Schnetz, il giovane artista frequentò i pensionanti dell’Accademia di Francia, stringendo amicizia con Jules-Élie Delaunay, Henri Chapu e Georges Bizet, e partecipando all’“Académie du soir”, dove incontrò anche Edgar Degas.  Il soggiorno italiano lasciò un’impronta profonda nella sua poetica. Le copie dai maestri italiani, i riferimenti alla grande tradizione rinascimentale e barocca e l’immersione nel patrimonio artistico della penisola alimentarono una visione della pittura capace di intrecciare storia, mito, spiritualità e immaginazione, anticipando molte delle istanze simboliste della fine del XIX secolo. La sessione romana offrirà l’occasione per rileggere quel periodo alla luce di nuove prospettive di ricerca, approfondendo il contesto artistico italiano dell’epoca, le reti culturali frequentate da Moreau e la fortuna critica dell’artista in Italia. Particolare attenzione sarà inoltre dedicata alla storica mostra Gustave Moreau e l’Italia, organizzata a Villa Medici nel 1996 da Geneviève Lacambre, a trent’anni dalla quale studiosi e ricercatori saranno invitati a proseguire il dialogo internazionale attorno alla figura del maestro francese. Per l’occasione, cinque incisioni di Gustave Moreau provenienti dalla Fondazione Primoli saranno esposte nel Grand Salon di Villa Medici. Il programma si aprirà giovedì 21 maggio alle ore 18.00 presso la Loggia della Galleria Borghese con una tavola rotonda introdotta da Francesca Cappelletti, direttrice del museo. Interverranno Giovanna Capitelli, Luisa Capodieci, Francesca Castellani e Peter Cooke, con la moderazione di Maria Grazia Messina. La giornata di venerdì 22 maggio si svolgerà invece nel Grand Salon di Villa Medici a partire dalle ore 10.00, con l’apertura affidata a Sam Stourdzé e Alessandro Gallicchio. Le sessioni approfondiranno il rapporto di Moreau con l’Italia del Risorgimento, la tradizione veneziana, la trasformazione della pittura romantica e la ricezione del simbolismo europeo tra Otto e Novecento, attraverso gli interventi di studiosi provenienti da università e istituzioni internazionali. PROGRAMMA Giovedì 21 maggio 2026 – Galleria Borghese, Loggia Tavola rotonda 18.00 Benvenuto da Francesca Cappelletti (Galleria Borghese) Relatori: Giovanna Capitelli (Università Roma Tre), Luisa Capodieci (Université de Lorraine, CRULH), Francesca Castellani (Università Iuav di Venezia), Peter Cooke (Storico dell’Arte). Moderatore: Maria Grazia Messina (Università degli Studi di Firenze) Venerdì 22 maggio 2026 – Villa Médicis, Grand Salon 10.00 Apertura con Sam Stourdzé e Alessandro Gallicchio (Académie de France à Rome – Villa Médicis) 10.15 Introduzione di Luisa Capodieci (Università della Lorena, CRULH) e Pierre Pinchon (Università Aix-Marseille, TELEMMe) Essere un artista in Italia al tempo dell’Indipendenza Sessione presieduta da: Alessandro Gallicchio (Académie de France à Rome – Villa Médicis) 10.30 Giovanna Capitelli (Università Roma Tre) Le arti a Roma 1857-1859: occasioni, cantieri, incontri, scontri 11.15 Pausa caffè 11.30 Francesca Castellani (Università Iuav di Venezia) “Diventare un colorista”. Il viaggio a Venezia come antagonismo culturale, 1856-1860 12.15 Peter Cooke (storico dell’arte) Gustave Moreau e l’Italia: la trasformazione della pittura romantica Italia dopo Italia Sessione presieduta da Charles Villeneuve de Janti (Musée Gustave-Moreau e Musée Jean-Jacques Henner) 14.30 Pierre Pinchon (Università Aix-Marseille, TELEMMe) Immersione, pietrificazione e generazione: i ricordi della Grotta del Buontalenti nell’opera di Gustave Moreau 15.15 Sara Vitacca (Università Marie et Louis Pasteur, Besançon, Centre Lucien Febvre) Alle origini del simbolismo italiano: la ricezione fin-de-siècle di Gustave Moreau, George F. Watts ed Edward Burne-Jones 16:00 Luisa Capodieci (Università della Lorena, CRULH) Ritorno all’Accademia di Francia a Roma. Gustave Moreau e l’Italia, Villa Medici 1996 Dibattito Comitato di organizzazione Luisa Capodieci (Università di Lorena, CRULH) Alessandro Gallicchio (Accademia di Francia a Roma – Villa Medici) Pierre Pinchon (Université Aix-Marseille, TELEMMe) Comitato scientifico Luisa Capodieci, Professore di Storia dell’Arte, Università di Lorena Alessandro Gallicchio, Direttore del Dipartimento di Storia dell’Arte dell’Académie de France di Roma – Villa Medici Pierre Pinchon, Professore di Storia dell’Arte, Università di Aix-Marseille Charles Villeneuve de Janti, Direttore dei Musei Nazionali Gustave-Moreau e Jean-Jacques Henner Wed, 20 May 2026 11:49:59 +0000 Arte Nel Cinquantesimo dalla sua fondazione, la Cooperativa Valle del Dittaino organizza “La pagnotta del Dittaino DOP Day” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/34373-nel-cinquantesimo-dalla-sua-fondazione-la-cooperativa-valle-del-dittaino-organizza-la-pagnotta-del-dittaino-dop-day.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/34373-nel-cinquantesimo-dalla-sua-fondazione-la-cooperativa-valle-del-dittaino-organizza-la-pagnotta-del-dittaino-dop-day.html Una storia lunga cinquant’anni quella della cooperativa Valle del Dittaino, indissolubilmente legata alla Pagnotta del Dittaino DOP, il pane simbolo della Sicilia, nato dalle spighe di grano duro che crescono rigogliose in una zona tra le più fertili e assolate dell’isola tra le province di Enna e Catania, da cui prende il nome. Ed è in occasione del suo  anniversario che la cooperativa Valle del Dittaino organizza per sabato  23 maggio (dalle 10 alle 15) “La pagnotta del Dittaino DOP Day”, iniziativa che prevede la partecipazione dei produttori della zona di grano duro e gli operatori del settore. Oggi come ieri, la Pagnotta del Dittaino, dal 2009 tutelata dal rigido protocollo di produzione e dalla denominazione d’origine protetta, DOP è custode di storie, tradizioni locali ed elemento identitario per le comunità della valle per la sua genuinità, salubrità e radicamento territoriale. Con la materia prima di eccellenza, il grano duro siciliano, la Cooperativa Valle del Dittaino non solo ha costruito la sua storia cominciata ad Assoro, nel cuore della provincia di Enna, nel lontano 1976, ma ha dato un nuovo volto a quelle terre “siccagne” dell’isola, grazie ad un progetto produttivo innovativo che da lì a breve avrebbe fatto nascere il primo stabilimento di panificazione in Europa dotato di un processo altamente verticalizzato: raccolta, conservazione, macinazione, impasto fino alla cottura, tutto su un’unica linea produttiva. Questa integrazione ha permesso negli anni di valorizzare il grano locale, garantire tracciabilità e qualità costante e sostenere l’economia rurale del territorio. “La Pagnotta del Dittaino DOP è esempio virtuoso di valorizzazione della filiera locale attraverso un sistema integrato che coinvolge gli agricoltori”, sottolinea il presidente della cooperativa, Biagio Pecorino. Nel corso della mattinata si svolgeranno focus e tavole rotonde con esperti di settore legati ai temi: Le opportunità offerte dalle certificazioni europee, con particolare riferimento alla Denominazione di Origine Protetta (DOP); Il ruolo dei disciplinari di produzione, strumenti indispensabili per garantire standard elevati e uniformità lungo tutta la filiera; Norme e procedure di certificazione; I benefici derivanti dall’adesione a un sistema DOP. Inoltre, viene sottolineata l’importanza dell’aggregazione tra operatori, elemento chiave per superare le criticità strutturali del settore e per costruire strategie comuni di sviluppo. Un ulteriore aspetto riguarderà il ruolo del marketing territoriale nella promozione dei prodotti certificati. Un focus sul grano duro e sulla filiera cerealicola siciliana metterà in luce, poi, le principali criticità del settore, tra cui la volatilità dei prezzi, la frammentazione produttiva e la concorrenza internazionale, ma anche le importanti opportunità legate alla crescente domanda di prodotti tracciabili, sostenibili e di qualità certificata. Saranno ospiti anche gli studenti dell’Istituto alberghiero di Giarre e durante l’incontro verranno illustrate le caratteristiche distintive del prodotto: un cereale asciutto, resistente e proteico che presenta un basso indice di glutine e una migliore digeribilità rispetto ad altre varietà coltivate altrove. Il clima mediterraneo dell’isola favorisce una maturazione ottimale del chicco, conferendo al pane un profilo organolettico distintivo. Ne risultano una crosta ben consistente, un colore giallo tenue e una mollica dall’alveolatura fine, compatta e uniforme. “Iniziative come il “DOP Day – commenta il presidente Pecorino – rappresentano occasioni preziose per raccontare il prodotto, il territorio e le persone che ne sono protagoniste, contribuendo a creare un legame emotivo con il consumatore e a rafforzare la reputazione del marchio”. Wed, 20 May 2026 08:23:45 +0000 Enna Al Teatro Agricantus replica il Michael Jackson jazz tribute del Giuseppe Milici 4et https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/34360-al-teatro-agricantus-replica-il-michael-jackson-jazz-tribute-del-giuseppe-milici-4et.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/34360-al-teatro-agricantus-replica-il-michael-jackson-jazz-tribute-del-giuseppe-milici-4et.html Dopo il grande successo della prima esibizione, l'armonicista e compositore Giuseppe Milici  torna ad omaggiare “Re del Pop”, l'artista che più di ogni altro ha influenzato tutto il mondo dello spettacolo, dalla musica alla danza passando per la moda: Michael Jackson, il  “Re del Pop” Con il suo quartetto composto da Aki Spadaro al pianoforte, Marco Gaudio al basso e Simone Rumolo alla batteria, Giuseppe Milici (armonica) sabato 16 maggio alle ore 21 torna in scena al Teatro Agricantus di Palermo in occasione del “Michael Jackson Jazz tribute” presenterà le composizioni più rappresentative dell'artista americano in una chiave assolutamente inedita.   Durante il concerto verrà tracciato un percorso artistico del “Re del Pop”: dai primi successi internazionali con i Jackson Five fino ad arrivare ai capolavori dell’album “Triller”, passando in rassegna sia i brani più celebri quali Billie Jean e Off the Wall, sia quelli meno noti ma non per questo di minore interesse ed intensità, come You Are Not Alone, She’s Out Of My Life. Nella sua quarantennale carriera Giuseppe Milici ha affrontato linguaggi musicali diversi, collaborando a livello internazionale con decine di artisti, da Laura Fygi a Toots Thielemans, da Gino Paoli a Gigi D’Alessio e i Dirotta su Cuba, ma anche esprimendosi da solista come autore ed esecutore di colonne sonore cinematografiche e in alcune tra le maggiori trasmissioni televisive italiane - dal Festival di Sanremo a Fantastico - nonché siglando fiction di successo. Come Frank Sinatra, Elvis Presley ed i Beatles, Michael Jackson oltre ad essere una delle più grandi star del mondo della musica, è uno degli artisti che Milici ha più amato e tra quelli che lo hanno maggiormente influenzato. Da molti riconosciuto come l’ultima grande pop star americana, Michael Jackson è stato quasi del tutto ignorato dal mondo del jazz (fatta eccezione per Miles Davis), ed è per questo motivo che quello del Giuseppe Milici Quartet sarà un omaggio in chiave jazz. Fri, 15 May 2026 06:55:10 +0000 Messina Il Premio Minerva di Anna Maria Mammoliti torna a Roma https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34353-il-premio-minerva-di-anna-maria-mammoliti-torna-a-roma.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34353-il-premio-minerva-di-anna-maria-mammoliti-torna-a-roma.html Il premio Minerva  ideato da Anna Maria Mammoliti torna a Roma con la sua XXXV edizione, confermandosi uno degli appuntamenti più autorevoli dedicati all’eccellenza femminile e alla promozione dei diritti delle donne. Nato nel 1983 da un’idea di Anna Maria Mammoliti, il riconoscimento – primo premio al femminile in Italia – è oggi promosso dall’Associazione Premio Minerva Anna Maria Mammoliti e rappresenta da oltre quarant’anni un simbolo di impegno civile, cultura e pari opportunità. Dal 2009 il Premio è dedicato alla sua fondatrice e continua a portare avanti la visione di una società fondata sull’uguaglianza, valorizzando ogni anno figure femminili che si distinguono nei campi del sapere, delle arti, delle professioni, dell’impresa e dell’impegno sociale. Una vera e propria “holding dei saperi”, come viene definita dagli organizzatori, capace di mettere in rete esperienze, competenze e percorsi di leadership femminile in Italia e nel mondo. La cerimonia si svolgerà nella prestigiosa cornice della Sala della Protomoteca, in Campidoglio, con il patrocinio del Senato della Repubblica Italiana, della Camera dei Deputati e della Regione Lazio, in collaborazione con la Presidenza dell’Assemblea Capitolina. Ad aprire la serata sarà Olga Mammoliti Severi, presidente dell’Associazione promotrice del Premio. L’edizione 2026 è presieduta da Saveria Dandini, mentre la conduzione sarà affidata alla giornalista Maria Chiara Carbone. Porterà il saluto istituzionale l’On. Svetlana Celli. Il Premio Minerva 2026 celebrerà undici personalità di altissimo profilo, donne che si sono distinte per competenza, visione e responsabilità nei rispettivi ambiti. Alle vincitrici sarà consegnata la storica spilla raffigurante la Dea Minerva, disegnata nel 1983 dal Maestro Renato Guttuso. Tra le premiate figura Balghis Badri, insignita del Premio Internazionale ai Diritti Umani e Civili per il suo impegno nei processi di pace e nella promozione dei diritti delle donne in Sudan e nel Corno d’Africa. A Pernilla Cento andrà il riconoscimento per il Digital Transformation Management, mentre Giorgia Todrani riceverà il premio alle Arti, consacrando ancora una volta tra le voci più amate della musica italiana contemporanea. Per l’Impegno Sociale sarà premiata Elena Bulfone, punto di riferimento nella tutela dei diritti e dell’inclusione delle persone con autismo. Il riconoscimento alla Cultura sarà assegnato a Marina Valensise, consigliere delegato della Fondazione INDA, storica istituzione che da oltre un secolo realizza le rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa. A Manuela Battaglia sarà attribuito il premio “Women for STEM” per il contributo alla ricerca scientifica internazionale e allo sviluppo di soluzioni innovative per la salute. Il premio allo Sviluppo e Innovazione andrà invece a Anna Mareschi Danieli, espressione di una leadership imprenditoriale di respiro internazionale. Tra le altre premiate figurano Maria Alessandra Sandulli per le Istituzioni, Francesca De Sanctis per l’Imprenditoria e Raffaella Menichetti per le Professioni, grazie a un percorso artistico capace di coniugare ricerca e linguaggio contemporaneo. Il Premio dell’Associazione Premio Minerva Anna Maria Mammoliti sarà invece conferito a Francesca De Masi, presidente della Cooperativa Sociale Bee Free, realtà impegnata nel contrasto alla violenza di genere, alla tratta e alle discriminazioni. Il riconoscimento “Premio all’Uomo” sarà assegnato a Padre Sandro Barlone, presidente della Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro, per il suo impegno umano, educativo e spirituale. A sostenere la XXXV edizione saranno importanti partner istituzionali e aziendali, tra cui Banca del Fucino, sponsor platinum del Premio, rappresentata dal presidente Mauro Masi. Presenti anche Enel, con la dott.ssa Veronica Jorio, e Consap, con l’amministratore delegato Vincenzo Sanasi d'Arpe. Nel corso della serata, l’attrice Valentina Martino Ghiglia interpreterà alcuni testi tratti da “CICATRICI”, installazione del progetto CHORR – Voci · Arte · Azioni, ideata dall’artista visiva Tiziana Ballarini in collaborazione con l’Associazione Premio Minerva Anna Maria Mammoliti. Il progetto, dedicato al contrasto della violenza di genere, raccoglie testimonianze, parole e segni di donne che hanno attraversato esperienze di violenza e che oggi trasformano il proprio percorso di rinascita in memoria viva attraverso l’arte. In oltre quarant’anni di storia, il Premio Minerva ha costruito un patrimonio culturale e umano straordinario, accogliendo tra le sue protagoniste figure di rilievo internazionale come Simone Veil, Nilde Iotti, Ursula von der Leyen, Margherita Hack e Monica Vitti. Un percorso che continua guardando al futuro, nel segno della libertà, della parità e del riconoscimento del talento femminile. Wed, 13 May 2026 15:07:05 +0000 Società e costume Il Premio Minerva di Anna Maria Mammoliti torna a Roma https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34353-il-premio-minerva-di-anna-maria-mammoliti-torna-a-roma.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34353-il-premio-minerva-di-anna-maria-mammoliti-torna-a-roma.html Il premio Minerva  ideato da Anna Maria Mammoliti torna a Roma con la sua XXXV edizione, confermandosi uno degli appuntamenti più autorevoli dedicati all’eccellenza femminile e alla promozione dei diritti delle donne. Nato nel 1983 da un’idea di Anna Maria Mammoliti, il riconoscimento – primo premio al femminile in Italia – è oggi promosso dall’Associazione Premio Minerva Anna Maria Mammoliti e rappresenta da oltre quarant’anni un simbolo di impegno civile, cultura e pari opportunità. Dal 2009 il Premio è dedicato alla sua fondatrice e continua a portare avanti la visione di una società fondata sull’uguaglianza, valorizzando ogni anno figure femminili che si distinguono nei campi del sapere, delle arti, delle professioni, dell’impresa e dell’impegno sociale. Una vera e propria “holding dei saperi”, come viene definita dagli organizzatori, capace di mettere in rete esperienze, competenze e percorsi di leadership femminile in Italia e nel mondo. La cerimonia si svolgerà nella prestigiosa cornice della Sala della Protomoteca, in Campidoglio, con il patrocinio del Senato della Repubblica Italiana, della Camera dei Deputati e della Regione Lazio, in collaborazione con la Presidenza dell’Assemblea Capitolina. Ad aprire la serata sarà Olga Mammoliti Severi, presidente dell’Associazione promotrice del Premio. L’edizione 2026 è presieduta da Saveria Dandini, mentre la conduzione sarà affidata alla giornalista Maria Chiara Carbone. Porterà il saluto istituzionale l’On. Svetlana Celli. Il Premio Minerva 2026 celebrerà undici personalità di altissimo profilo, donne che si sono distinte per competenza, visione e responsabilità nei rispettivi ambiti. Alle vincitrici sarà consegnata la storica spilla raffigurante la Dea Minerva, disegnata nel 1983 dal Maestro Renato Guttuso. Tra le premiate figura Balghis Badri, insignita del Premio Internazionale ai Diritti Umani e Civili per il suo impegno nei processi di pace e nella promozione dei diritti delle donne in Sudan e nel Corno d’Africa. A Pernilla Cento andrà il riconoscimento per il Digital Transformation Management, mentre Giorgia Todrani riceverà il premio alle Arti, consacrando ancora una volta tra le voci più amate della musica italiana contemporanea. Per l’Impegno Sociale sarà premiata Elena Bulfone, punto di riferimento nella tutela dei diritti e dell’inclusione delle persone con autismo. Il riconoscimento alla Cultura sarà assegnato a Marina Valensise, consigliere delegato della Fondazione INDA, storica istituzione che da oltre un secolo realizza le rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa. A Manuela Battaglia sarà attribuito il premio “Women for STEM” per il contributo alla ricerca scientifica internazionale e allo sviluppo di soluzioni innovative per la salute. Il premio allo Sviluppo e Innovazione andrà invece a Anna Mareschi Danieli, espressione di una leadership imprenditoriale di respiro internazionale. Tra le altre premiate figurano Maria Alessandra Sandulli per le Istituzioni, Francesca De Sanctis per l’Imprenditoria e Raffaella Menichetti per le Professioni, grazie a un percorso artistico capace di coniugare ricerca e linguaggio contemporaneo. Il Premio dell’Associazione Premio Minerva Anna Maria Mammoliti sarà invece conferito a Francesca De Masi, presidente della Cooperativa Sociale Bee Free, realtà impegnata nel contrasto alla violenza di genere, alla tratta e alle discriminazioni. Il riconoscimento “Premio all’Uomo” sarà assegnato a Padre Sandro Barlone, presidente della Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro, per il suo impegno umano, educativo e spirituale. A sostenere la XXXV edizione saranno importanti partner istituzionali e aziendali, tra cui Banca del Fucino, sponsor platinum del Premio, rappresentata dal presidente Mauro Masi. Presenti anche Enel, con la dott.ssa Veronica Jorio, e Consap, con l’amministratore delegato Vincenzo Sanasi d'Arpe. Nel corso della serata, l’attrice Valentina Martino Ghiglia interpreterà alcuni testi tratti da “CICATRICI”, installazione del progetto CHORR – Voci · Arte · Azioni, ideata dall’artista visiva Tiziana Ballarini in collaborazione con l’Associazione Premio Minerva Anna Maria Mammoliti. Il progetto, dedicato al contrasto della violenza di genere, raccoglie testimonianze, parole e segni di donne che hanno attraversato esperienze di violenza e che oggi trasformano il proprio percorso di rinascita in memoria viva attraverso l’arte. In oltre quarant’anni di storia, il Premio Minerva ha costruito un patrimonio culturale e umano straordinario, accogliendo tra le sue protagoniste figure di rilievo internazionale come Simone Veil, Nilde Iotti, Ursula von der Leyen, Margherita Hack e Monica Vitti. Un percorso che continua guardando al futuro, nel segno della libertà, della parità e del riconoscimento del talento femminile. Wed, 13 May 2026 15:07:05 +0000 Società e costume “Summer Camp Energy 2026”: il quartiere Sperone di Palermo a misura di bambino https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34334-summer-camp-energy-2026-il-quartiere-sperone-di-palermo-a-misura-di-bambino.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34334-summer-camp-energy-2026-il-quartiere-sperone-di-palermo-a-misura-di-bambino.html Al via la seconda edizione del Summer Camp Energy 2026, il campus estivo gratuito dedicato a oltre 120 bambini dello Sperone. Il progetto, arrivato al secondo anno, è finanziato da The Human Safety Net, fondazione del gruppo Generali ed è realizzato da Fondazione Reggio Children - Centro Loris Malaguzzi in collaborazione, a Palermo, con l’Istituto comprensivo Sperone-Pertini e con le associazioni Ecomuseo Mare Memoria Viva e Cuore che vede. Un’iniziativa che propone un modello educativo d’eccellenza per contrastare la povertà educativa in periferia. Previsti anche uno sportello di ascolto rivolto ai genitori e tante attività di orientamento per le famiglie.   I giornalisti e le testate sono invitati alla presentazione del programma e delle attività che si terrà: domani 9 maggio alle 10 all’Istituto comprensivo Sperone-Pertini  Plesso Puglisi, via Nicolò Giannotta n.4  Interverrà la dirigente scolastica Antonella Di Bartolo. Sarà l’occasione per fare la pre-iscrizione, conoscere da vicino i laboratori di Fondazione Reggio Children e confrontarsi con gli educatori di Ecomuseo Mare memoria viva.    Fri, 08 May 2026 08:43:13 +0000 Palermo Quando l’amore diventa trappola. Femminicidio e Narcisismo Patologico: a Partinico un confronto necessario https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34326-quando-l-amore-diventa-trappola-femminicidio-e-narcisismo-patologico-a-partinico-un-confronto-necessario.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/palermo/34326-quando-l-amore-diventa-trappola-femminicidio-e-narcisismo-patologico-a-partinico-un-confronto-necessario.html A volte la violenza non urla. Si insinua lentamente, prende la forma dell’amore, del controllo camuffato da premura, della gelosia scambiata per attenzione. È da qui che nasce il convegno “Quando l’amore diventa trappola. Femminicidio e narcisismo patologico”, in programma lunedì 11 maggio 2026, dalle 10.00 alle 12.00, a Partinico presso la Reale Cantina Borbonica. Un appuntamento che non è soltanto un evento culturale, ma un atto di coscienza collettiva, promosso con il coinvolgimento di diverse associazioni e realtà del territorio, unite dall’urgenza di parlare apertamente di violenza di genere, di prevenirla e di riconoscerne i segnali prima che sia troppo tardi. Il convegno affronta uno dei nodi più complessi e dolorosi della cronaca contemporanea: il legame tra narcisismo patologico e femminicidio, tra relazioni tossiche e dinamiche di potere che possono condurre a esiti irreversibili. Non numeri freddi, ma storie che spesso iniziano in silenzio e finiscono tragicamente sotto gli occhi di tutti. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Partinico Pietro Rao, del Vicesindaco Dorotea Speciale e dell’Assessore alla Pubblica Istruzione Nicola DeGaetano, il dibattito entrerà nel vivo con il contributo di esperti che offriranno una lettura profonda e accessibile del fenomeno. Interverranno: - Andrea Giostra, psicologo clinico e criminologo, - Rosa Maria Sciortino, avvocato del Foro di Termini Imerese, - Mariangela Sciandra, professore associato di Statistica presso l’Università di Palermo, - Loredana Berritta, delegata regionale Zero Molestie SINALP.  Quattro voci, quattro prospettive diverse, unite da un obiettivo comune: dare strumenti per capire, per riconoscere le dinamiche manipolative, per sapere che chiedere aiuto è possibile e necessario. A moderare l’incontro sarà la prof.ssa Fausta Santagati, docente di Lettere presso l’Istituto Tecnico “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Partinico, che accompagnerà il pubblico in un percorso di ascolto e riflessione. L’iniziativa vuole parlare a tutti: studenti, famiglie, professionisti, operatori sociali, cittadini, perché la violenza di genere non è un problema privato, ma una ferita che riguarda l’intera comunità. Informare, educare e sensibilizzare restano le armi più forti per spezzare il ciclo della violenza. Un incontro per capire che l’amore non deve mai fare paura. Un’occasione per trasformare la consapevolezza in responsabilità. Sede dell’evento: Reale Cantina Borbonica – Museo delle Tradizioni Storiche, Culturali ed Agricole Via Principe Umberto, 312 – Partinico (PA). Thu, 07 May 2026 07:47:22 +0000 Palermo NBC Camps italia festeggia il suo 20° anniversario https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34323-nbc-camps-italia-festeggia-il-suo-20-anniversario.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34323-nbc-camps-italia-festeggia-il-suo-20-anniversario.html Nel 2026 NBC Camps Italia celebra un traguardo significativo: vent’anni di attività nel settore dei campi estivi di pallacanestro, un percorso che ha contribuito alla formazione sportiva e personale di migliaia di giovani atleti. L’edizione estiva di quest’anno segna infatti il ventennale della presenza nel Paese, confermando il ruolo dell’organizzazione come punto di riferimento nel panorama cestistico giovanile. Le origini di NBC Camps risalgono al 1971, quando il progetto prese vita negli Stati Uniti, a Spokane, nello Stato di Washington, con l’obiettivo di sviluppare un modello formativo basato sulla crescita completa dell’atleta. Fin dall’inizio, l’approccio non si è limitato agli aspetti tecnici del gioco, ma ha puntato a integrare preparazione fisica, sviluppo mentale e valori educativi. Nel corso degli anni, l’organizzazione ha progressivamente ampliato la propria presenza oltre i confini americani, arrivando in Europa e consolidandosi in Paesi come il Regno Unito e l’Italia. Proprio nel contesto italiano, NBC Camps ha costruito una posizione di rilievo tra i camp estivi dedicati alla pallacanestro, distinguendosi per un’offerta formativa strutturata e orientata alla crescita globale dei partecipanti. L’anniversario dei vent’anni rappresenta non solo un momento celebrativo, ma anche un’occasione per rafforzare l’identità del progetto e rilanciarne le prospettive future. Per l’edizione 2026, il programma prevede la partecipazione di ospiti di rilievo del panorama cestistico nazionale e internazionale, oltre a una serie di iniziative pensate sia per gli atleti sia per gli allenatori, con l’obiettivo di favorire il confronto e la condivisione di esperienze. Al centro dell’attività rimane la filosofia educativa che ha caratterizzato NBC Camps fin dalle sue origini: un approccio che considera lo sport come strumento di formazione personale, capace di incidere sul carattere e sulla crescita dei giovani. In questo senso, il camp si propone non soltanto come luogo di allenamento, ma come spazio in cui sviluppare competenze trasversali e valori fondamentali. A sottolineare questa visione è stato Timos Philippou, fondatore e presidente dell’organizzazione, che ha ribadito come l’obiettivo principale non sia esclusivamente il miglioramento dei fondamentali tecnici, ma anche la trasmissione dei principi cardine della pallacanestro: spirito di squadra, rispetto e resilienza. Valori che, secondo Philippou, rappresentano il vero elemento distintivo dell’esperienza NBC Camps. In vent’anni di attività in Italia, il progetto ha coinvolto un numero crescente di giovani cestisti, contribuendo alla diffusione di una cultura sportiva attenta non solo alla performance, ma anche alla dimensione educativa. Un percorso che oggi, con il raggiungimento di questo importante anniversario, guarda al futuro con l’intenzione di continuare a investire nella formazione delle nuove generazioni, mantenendo al centro l’equilibrio tra crescita tecnica e sviluppo umano. Wed, 06 May 2026 14:55:22 +0000 Sport ‘Orizzonti solidali’: 361 progetti per il bando rivolto al terzo settore pugliese promosso dalla Fondazione Megamark https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/trani/34320-orizzonti-solidali-361-progetti-per-il-bando-rivolto-al-terzo-settore-pugliese-promosso-dalla-fondazione-megamark.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/trani/34320-orizzonti-solidali-361-progetti-per-il-bando-rivolto-al-terzo-settore-pugliese-promosso-dalla-fondazione-megamark.html Sono 361 i progetti candidati alla quattordicesima edizione di ‘Orizzonti solidali’, il bando di concorso destinato agli enti del terzo settore - interessati a realizzare progetti in Puglia - promosso dalla Fondazione Megamark di Trani, in collaborazione con le insegne A&O, Dok, Famila, Sole365 e Ottimo. Per numero di candidature è il secondo miglior risultato dal 2012, anno della prima edizione del bando, confermandolo come atteso strumento di ascolto e supporto ai bisogni delle comunità e al lavoro quotidiano delle organizzazioni sociali.  Il bando, chiuso il 30 aprile, mette a disposizione delle organizzazioni del terzo settore 300mila euro per sostenere progetti nei settori dell’assistenza sociale, della sanità, dell’ambiente, della cultura e del contrasto all’abbandono scolastico.  Nel dettaglio, i 361 progetti candidati si concentrano soprattutto nell’ambito dell’assistenza sociale con 118 proposte, seguito dalla cultura con 89 progetti e da 73 iniziative volte al contrasto dell’abbandono scolastico. Completano il quadro 45 progetti in ambito sanitario e 36 dedicati all’ambiente.  La partecipazione è stata capillare in tutte le province pugliesi: 122 progetti arrivano dalla provincia di Bari, 73 dalla Bat, 50 da Taranto, 43 da Foggia, 40 da Lecce e 27 da Brindisi. A questi si aggiungono 6 progetti presentati da enti di livello nazionale, segno dell’attenzione che il bando suscita anche oltre i confini regionali.  La commissione esaminatrice, composta da esponenti della Fondazione Megamark ed esperti di responsabilità sociale, è già al lavoro per la valutazione delle proposte a seguito della quale ci saranno i colloqui conoscitivi con i rappresentanti delle associazioni promotrici dei progetti più meritevoli; i vincitori saranno resi noti entro  fine giugno.  «Il numero così elevato di candidature racconta di una Puglia ricca di energie, competenze e voglia di costruire risposte concrete ai bisogni sociali – dichiara il cavaliere del Lavoro Giovanni Pomarico, presidente della Fondazione Megamark –, continuando a rendere ‘Orizzonti solidali’ un punto di incontro tra le fragilità del territorio e l’impegno quotidiano di associazioni e volontari».  Nel frattempo, il ‘Premio Fondazione Megamark – Incontri di Dialoghi’ - il concorso letterario dedicato alle opere prime di narrativa italiana promosso dalla Fondazione Megamark giunto alla sua undicesima edizione (chiusura del bando il 1° giugno), vola a Torino in occasione del Salone del Libro con momenti di confronto e racconto. Giovedì 14 maggio, al Salone Off, la giornalista Mariateresa Carbone e lo srittore Paolo Di Palo dialogheranno con Paolo Maccari, autore del romanzo “Ballata di Memmo e del Biondo”, uno dei due vincitori della decima edizione del premio. Mentre, venerdì 15 maggio, nello stand della Regione Puglia, il giornalista e scrittore Graziano Graziani incontrerà Enrico Fink, autore del romanzo “Patrilineare. Una storia di fantasmi”, il secondo vincitore della stessa edizione. Wed, 06 May 2026 08:25:27 +0000 Trani “Romeo e Giulietta”, il Teatro dei 3 Mestieri porta in scena Shakespeare con gli allievi della FormAzione Permanente https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/34318-romeo-e-giulietta-il-teatro-dei-3-mestieri-porta-in-scena-shakespeare-con-gli-allievi-della-formazione-permanente.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/34318-romeo-e-giulietta-il-teatro-dei-3-mestieri-porta-in-scena-shakespeare-con-gli-allievi-della-formazione-permanente.html Il Teatro dei 3 Mestieri continua la stagione teatrale “10” con “Romeo e Giulietta”, nuovo appuntamento affidato alla compagnia della FormAzione Permanente. Lo spettacolo andrà in scena venerdì 8 e sabato 9 maggio alle ore 20:45, con replica domenica 10 maggio alle ore 18:00, negli spazi del Teatro dei 3 Mestieri di Messina. Lo spettacolo nasce da un percorso creativo e pedagogico sviluppato nel corso dell’anno dalla classe di FormAzione Permanente del Teatro dei 3 Mestieri, impegnata da ottobre a maggio in un lavoro di approfondimento e riscrittura scenica a partire dal celebre capolavoro di William Shakespeare.L’obiettivo del progetto è stato quello di utilizzare il testo del Bardo come punto di partenza per un’esplorazione contemporanea di temi, conflitti ed emozioni ancora profondamente attuali, attraverso un linguaggio teatrale capace di parlare al presente e di restituire tutta la forza drammaturgica dell’opera originale.La messinscena mantiene l’integrità cronologica del testo shakespeariano, pur intervenendo su alcuni elementi per rendere lo spettacolo più vicino alla sensibilità del pubblico contemporaneo. Un lavoro che mette al centro il corpo, la parola e la relazione scenica, valorizzando le potenzialità espressive degli interpreti.Particolarmente significativo il lavoro svolto con il cast composto interamente dagli allievi attori della FormAzione Permanente, capaci di portare in scena freschezza interpretativa, energia e autenticità.Lo spettacolo vede in scena Mariarita Andronaco, Alessia Bitto, Ash Bitto, Teresa Calabrò, Carmen Calogero, Andrea Curcuruto, Eugenio Enea, Pietro Pellegrino, Emanuele Pilato e Fabio Pisana. Adattamento e regia sono firmati da Stefano Cutrupi e Mariapia Rizzo. Wed, 06 May 2026 08:21:12 +0000 Messina Copagri Salerno protagonista al dibattito sulla sinergia venatoria per la difesa del territorio https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/34314-copagri-salerno-protagonista-al-dibattito-sulla-sinergia-venatoria-per-la-difesa-del-territorio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/34314-copagri-salerno-protagonista-al-dibattito-sulla-sinergia-venatoria-per-la-difesa-del-territorio.html In un panorama agricolo sempre più complesso, la necessità di trovare soluzioni concrete ai danni causati dalla fauna selvatica diventa una priorità assoluta per la sopravvivenza delle aziende. Con questo spirito, l’Istituto Superiore “Enzo Ferrari” di Battipaglia ospiterà, mercoledì 6 maggio 2026 alle ore 10:00, un incontro fondamentale dal titolo "Agricoltura, Biodiversità e Attività Venatoria: una sinergia possibile, forse necessaria". Il dibattito vedrà la partecipazione attiva della Copagri di Salerno, rappresentata dalla Presidente Dott.ssa Angela Pisacane, figura di riferimento nella difesa degli interessi degli agricoltori che, oggi più che mai, si trovano a fronteggiare una crescita esponenziale di specie come i cinghiali, capace di distruggere interi raccolti e vanificare mesi di duro lavoro.  Il contributo della Dott.ssa Pisacane e della Copagri sarà centrale nel ribadire che l'agricoltore non è soltanto un produttore di cibo, ma il vero e proprio "custode" della terra. Senza una gestione equilibrata che includa una regolazione scientifica della fauna, il rischio di abbandono dei campi diventa reale, trascinando con sé il degrado dell'intero paesaggio rurale. In questa ottica, la Copagri si fa promotrice di una collaborazione stretta con il mondo venatorio, visto non come un'attività ludica, ma come uno strumento tecnico indispensabile per riportare l'equilibrio ambientale a livelli sostenibili. La visione della Presidente Pisacane punta a una sinergia dove scienza, istituzioni e operatori sul campo lavorino uniti per garantire che l'agricoltura resti il pilastro economico e ambientale delle nostre zone.  L’evento, moderato dalla giornalista Stefania Cavaliere, si aprirà con i saluti del dirigente scolastico Luca Mattiocco e delle autorità locali, tra cui la sindaca di Battipaglia Cecilia Francese, per poi entrare nel vivo con l’analisi scientifica del Prof. Domenico Fulgione e le prospettive istituzionali dell’assessore regionale Carmela Serluca. La centralità della Copagri nel tessuto produttivo sarà inoltre testimoniata dalla selezione di prodotti tipici offerti dall'associazione per il buffet finale, preparato con cura dagli studenti dell'indirizzo Enogastronomico. Questa conclusione conviviale, arricchita dai vini e dagli oli della FIS, rappresenterà plasticamente il successo di una terra che, grazie alla protezione e alla guida di associazioni attente, continua a generare eccellenza e vita per il futuro della comunità.   Tue, 05 May 2026 07:27:57 +0000 Salerno I medici di famiglia messinesi scrivono ai pazienti contro la riforma Schillaci https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/34304-i-medici-di-famiglia-messinesi-scrivono-ai-pazienti-contro-la-riforma-schillaci.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/34304-i-medici-di-famiglia-messinesi-scrivono-ai-pazienti-contro-la-riforma-schillaci.html I medici di famiglia messinesi scendono in campo contro la bozza di riforma del ministro della Salute Orazio Schillaci sulla medicina generale: "Il tuo medico non esisterà più" è il titolo della missiva firmata da Giuseppe Zagami, vicesegretario vicario FIMMG Messina, la Federazione che riunisce i medici di medicina generale e rappresenta il sindacato più importante della categoria.      Ecco il testo della lettera:    Il tuo medico non esisterà più: lettera di un Medico di Famiglia  Caro paziente il tuo medico, almeno come lo hai conosciuto fino ad oggi, non esisterà più. In questi giorni avrai forse sentito parlare di una riforma della medicina territoriale, legata allo sviluppo delle Case della Comunità. È un cambiamento importante, presentato come necessario per rendere il sistema più efficiente e organizzato. Ma dentro questa trasformazione si nasconde qualcosa che riguarda molto da vicino il nostro rapporto. Da sempre, il cuore della medicina di famiglia è uno solo: la tua libertà di scegliere. Tu scegli il tuo medico. Non è un dettaglio burocratico. È ciò che dà senso a tutto. È il motivo per cui io, ogni giorno, cerco di meritare la tua fiducia: con ascolto, con responsabilità, con impegno. È il motivo per cui ho deciso di fare questa professione. Essere scelti significa rispondere a qualcuno, non a qualcosa. Significa sapere che il mio lavoro ha valore perché è riconosciuto da te, non perché è misurato da un indicatore. La riforma che propone il Ministro Schillaci, però, introduce un cambiamento profondo: il passaggio da un sistema basato sulla tua scelta a uno fondato su obiettivi e indicatori definiti dall’organizzazione. Tradotto in parole semplici: rischio di non essere più guidato principalmente da ciò che ritengo migliore per te, ma da ciò che devo raggiungere secondo criteri stabiliti altrove. E qui nasce una domanda che non posso ignorare: cosa succede alla cura quando entra in competizione con un obiettivo? Un sistema costruito su obiettivi aziendali tende inevitabilmente a privilegiare ciò che è misurabile, standardizzabile, controllabile. Ma la medicina, quella reale, è fatta di complessità, di individualità, di decisioni che non sempre possono essere ricondotte a indicatori numerici. Il pericolo quindi è quello che mi possa trasformare  in un esecutore di linee guida rigide, più attento a rispettare vincoli di spesa che a rispondere ai tuoi bisogni specifici. In questo scenario rischio di diventare “governabile” non nel senso virtuoso della coordinazione, ma in quello più problematico del controllo. Le scelte cliniche potrebbero essere orientate non da ciò che è meglio per te, ma da ciò che è compatibile con i limiti imposti. È un cambio di paradigma che mette in discussione l’autonomia professionale e, con essa, la qualità stessa dell’assistenza. C’è poi un altro aspetto che mi preoccupa, e riguarda il futuro del sistema nel suo insieme. Quando un lavoro perde autonomia e significato, diventa meno attrattivo. E quando un sistema perde attrattività, non resta immobile: si indebolisce. Si allungano i tempi, si riduce la disponibilità, si crea spazio per un’offerta parallela, spesso accessibile solo a chi può permettersela. È così che, lentamente, si passa da un modello universalistico a uno selettivo. Non è una questione che riguarda solo noi medici. Riguarda tutti noi come cittadini. Riguarda te. Riguarda il diritto di essere seguito da qualcuno che hai scelto. Riguarda la possibilità di essere visto come una persona e non come un numero. La medicina di famiglia è sempre stata il primo punto di contatto, il luogo più vicino, quello in cui la prevenzione e la cura si incontrano davvero. Difenderla non significa opporsi al cambiamento, ma chiedere che il cambiamento non perda di vista ciò che conta. Siamo in un momento storico complesso, in cui le trasformazioni sono rapide e spesso inevitabili. Ma proprio per questo è necessario essere consapevoli. Noi medici dobbiamo esserlo del nostro ruolo e della responsabilità che comporta, restando uniti a difesa di tutta la salute pubblica. Tu devi esserlo del valore del sistema che c'è ancora oggi e dei rischi che sta correndo. Io vorrei continuare a fare il mio lavoro come ho sempre fatto, mettendo al centro la tua salute e non una variabile subordinata all’equilibrio economico, purtroppo non so se me lo permetteranno.  La Salute deve restare il centro, come la tua libertà di scegliere da chi vuoi essere seguito e curato per tutta la vita.   Sentivo il bisogno di dirtelo, con chiarezza e onestà. Perché il nostro rapporto non è scontato e perché il futuro della tua cura riguarda anche le scelte che verranno fatte oggi. Con stima e responsabilità, Il tuo medico di famiglia  Giuseppe Zagami  Tue, 28 Apr 2026 06:41:20 +0000 Messina Dopo "“La Pasquetta Brindisina” si prosegue con la Festa della Liberazione al Parco Cillarese https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/34295-dopo-la-pasquetta-brindisina-si-prosegue-con-la-festa-della-liberazione-al-parco-cillarese.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/34295-dopo-la-pasquetta-brindisina-si-prosegue-con-la-festa-della-liberazione-al-parco-cillarese.html Sull’onda dell’entusiasmo e della straordinaria partecipazione registrata lo scorso 6 aprile, giorno della Pasquetta 2026 quando migliaia di persone – famiglie, bambini e giovani – hanno scelto di vivere il Parco Cillarese trasformandolo in un vero e proprio centro di aggregazione cittadina, “La Pasquetta Brindisina” prosegue il suo percorso evolutivo nel 2026. Dopo il grande avvio pasquale, il format si rinnova e si ripropone nella giornata del 25 aprile, Festa della Liberazione, mantenendo saldo il cuore dell’iniziativa ma arricchendosi di nuove sfumature e contenuti invitando i cittadino a partire dalle ore 10 nel Parco 19 maggio 2012 (Parco del Cillarese) che tornerà ad animarsi con le sue aree simbolo: spazi dedicati allo sport, all’intrattenimento, al food e alle famiglie, in un equilibrio ormai riconosciuto e apprezzato dal pubblico. L’evento conserverà la sua identità, ma proporrà esperienze ogni volta differenti grazie al contributo dei protagonisti coinvolti. Un passaggio importante riguarda anche il miglioramento dei servizi: a seguito delle criticità riscontrate durante la giornata di Pasquetta, in particolare per quanto concerne i servizi igienici del parco, il Comune di Brindisi è già intervenuto garantendo il ripristino e la piena funzionalità delle strutture. A questo si affianca l’impegno diretto dell’organizzazione: il maestro Carmine Iaia ha infatti predisposto la presenza di una ditta di pulizie dedicata, al fine di assicurare standard adeguati di igiene e fruibilità durante tutta la durata degli eventi. Particolare attenzione sarà ancora una volta riservata ai più piccoli. L’animazione firmata Que Lo Cura scandirà il pomeriggio con attività coinvolgenti: dalle 14:30 alle 16:00 spazio a giochi, musica, balli e truccabimbi, mentre alle ore 16:30 prenderà vita una suggestiva parata dedicata al mondo dei cartoni animati, con mascotte e personaggi che attraverseranno il parco a ritmo di musica, regalando momenti di magia e la possibilità di scattare foto ricordo con i bambini. Confermata anche l’area ludica dedicata alle famiglie, con gonfiabili, giostrine e attrazioni curate dai Fratelli Montenero, pensata per offrire ai bambini uno spazio sicuro e divertente in cui giocare e socializzare. La componente musicale resterà uno degli elementi centrali dell’evento, con dj set e l’energia della vocalist Vanexa pronti a creare un’atmosfera dinamica e coinvolgente per tutta la durata della giornata. Lo sport continuerà ad essere uno dei pilastri della manifestazione, grazie alla partecipazione di realtà locali che promuoveranno le proprie discipline attraverso dimostrazioni e momenti aperti al pubblico. Accanto alla Volley Koru, si aggiungono l’ASD Lunaris Ritmica di Brindisi, con esibizioni di ginnastica ritmica, e la Bram Sport Brindisi, ampliando così l’offerta e rendendo l’area sportiva ancora più ricca e partecipativa. Sul fronte gastronomico, l’esperienza sarà arricchita da un percorso di sapori pensato per soddisfare ogni gusto: l’area food, coordinata da Armando Iaia, proporrà una selezione variegata di street food e specialità da gustare all’aria aperta, trasformando ogni pausa in un momento di convivialità e piacere. Ideata e organizzata dal maestro Carmine Iaia in tandem con le associazioni di “Uniti Per Lo Sport”, la manifestazione compie infatti un passo decisivo: per la sua quinta edizione è diventata un evento diffuso nel tempo, pensato per accompagnare la città lungo tutti i ponti festivi tra aprile e maggio 2026.  “La Pasquetta Brindisina” si conferma così non solo come un appuntamento, ma come un vero e proprio progetto di valorizzazione del territorio, capace di generare partecipazione, attrarre visitatori e restituire centralità agli spazi pubblici. Un contenitore di energia, relazioni e opportunità che continua a crescere, trasformando il Parco Cillarese nel cuore pulsante della primavera brindisina. Thu, 23 Apr 2026 07:56:52 +0000 Brindisi La nuova fondazione degli ingegneri sarà motore di crescita per il territorio https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/34294-la-nuova-fondazione-degli-ingegneri-sara-motore-di-crescita-per-il-territorio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/34294-la-nuova-fondazione-degli-ingegneri-sara-motore-di-crescita-per-il-territorio.html Formazione continua per gli iscritti, ricerca, divulgazione scientifica e rapporti con le università, gli enti pubblici e privati. Sono queste le priorità della nuova Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri ufficialmente operativa nella provincia di Caltanissetta. È arrivato infatti il riconoscimento della personalità giuridica da parte della Prefettura, con la conseguente iscrizione nel Registro delle Persone Giuridiche ai sensi del D.P.R. 361/2000. Questo traguardo di rilevanza istituzionale segna una nuova fase nel percorso di crescita della Fondazione e consolida il suo ruolo quale presidio di competenza, innovazione e cultura tecnico-scientifica al servizio della collettività. La Fondazione infatti nasce con l’obiettivo di rafforzare l’attività dell’Ordine a servizio dei professionisti e mira al consolidamento del ruolo dell’ingegnere nei processi di sviluppo e innovazione del territorio. Il Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri, a seguito della nomina del Consiglio di Amministrazione, ha nominato alla presidenza l’ingegnere Andrea Polizzi, che guiderà la struttura in questa fase cruciale di avvio e crescita.  «Il riconoscimento della personalità giuridica della Fondazione ricevuta dalla Prefettura rappresenta un passaggio storico per il nostro Ordine – afferma Fabio Corvo – la Fondazione sarà uno strumento strategico per ampliare e qualificare le attività a favore degli iscritti e del territorio, rafforzando il ruolo dell’ingegneria quale motore di crescita». «Assumo questo incarico con senso di responsabilità – spiega Andrea Polizzi, primo presidente della Fondazione - l’obiettivo è rendere la Fondazione un punto di riferimento autorevole per la formazione, la ricerca e il trasferimento di competenze, lavorando in sinergia con l’Ordine per promuovere iniziative di qualità per i professionisti e per l’intero territorio». Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione è costituito da Andrea Polizzi (Presidente), Antonio Catalano (Vicepresidente), Giuseppe Rivituso (Segretario), Aurelio Alaimo (Tesoriere) e dai Consiglieri Maria Grazia Cuda, Gianfranco Di Pietro, Ivana Guarneri, Cecilia Manduca, Michele Privitera, Giuseppe Schillaci e Silvia Sollami. Con l’insediamento del CdA, la Fondazione si appresta ad avviare le prime attività operative per lo sviluppo di collaborazioni a livello locale, regionale e nazionale. Una nuova istituzione, dunque, che ambisce a diventare volano di crescita e laboratorio di idee, contribuendo in modo concreto alla costruzione del futuro del territorio.     Thu, 23 Apr 2026 07:54:01 +0000 Caltanissetta Terra e mare: la sfida della pianificazione a Siracusa esperti, istituzioni e accademici a confronto https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/34287-terra-e-mare-la-sfida-della-pianificazione-a-siracusa-esperti-istituzioni-e-accademici-a-confronto.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/34287-terra-e-mare-la-sfida-della-pianificazione-a-siracusa-esperti-istituzioni-e-accademici-a-confronto.html La fascia costiera come spazio strategico dove s’incontrano ambiente, sviluppo economico e sicurezza del territorio. Sarà questo il focus del convegno “Gestire i margini tra Terra e Mare. La pianificazione integrata della fascia costiera”, in programma giovedì 23 aprile 2026, dalle ore 9 alle 18, nella Sala Ferruzza-Romano dell’Area Marina Protetta del Plemmirio a Siracusa. Un’intera giornata di lavori che riunirà istituzioni, esperti, accademici e professionisti per affrontare uno dei temi più urgenti dell’agenda europea e nazionale: la gestione sostenibile delle aree costiere, oggi sempre più esposte agli effetti dei cambiamenti climatici, all’erosione, al consumo di suolo e alla pressione antropica. L’evento, promosso dall’Area Marina Protetta del Plemmirio, dal Censu, dal CNI, dall’Ordine degli Ingegneri di Catania e di Siracusa e dal Cepsu, con il coinvolgimento di enti di ricerca, ordini professionali e istituzioni, si inserisce nel quadro delle strategie europee sulla Gestione Integrata delle Zone Costiere (ICZM) e della Pianificazione Spaziale Marittima (PSM), strumenti fondamentali per garantire equilibrio tra tutela ambientale e sviluppo economico. Un tema reso ancora più centrale dalle politiche comunitarie sulla biodiversità e dalla strategia UE al 2030, che punta alla protezione del 30% delle aree marine e terrestri. Ad aprire i lavori, alle ore 9.30, saranno i saluti istituzionali, con il presidente dell’Area Marina Protetta del Plemmirio Patrizia Maiorca, il presidente Centro Nazionale Studi Urbanistici Paolo La Greca, il sindaco di Siracusa Francesco Italia, il presidente Libero Consorzio Comunale di Siracusa Michelangelo Giansiracusa, l’assessore regionale al Territorio e Ambiente Giuseppa Savarino e il presidente del Consiglio Nazionale Ingegneri Angelo Domenico Perrini. A seguire, la relazione introduttiva affidata al direttore dell’Area Marina Protetta Salvatore Cartarrasa delineerà il quadro della pianificazione integrata della fascia costiera, mentre alle ore 11 è previsto l’intervento da remoto del ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, sul Piano del Mare, strumento strategico per la governance nazionale degli spazi marittimi. Il programma si articolerà in tre sessioni tematiche che approfondiranno, con un approccio multidisciplinare, le principali sfide e opportunità legate alla gestione delle aree costiere. La prima sessione, moderata dal presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Catania Mauro Scaccianoce ,sarà dedicata alla Gestione Integrata della fascia costiera, con focus su pianificazione spaziale marittima, cambiamenti climatici, vulnerabilità dei territori costieri e nuove prospettive legate alle Zone Economiche Speciali e all’economia blu. Nel pomeriggio, la seconda sessione – moderata dal presidente dell’Ordine di Siracusa Guido Monteforte - analizzerà il ruolo delle Aree Naturali Protette come laboratori di sostenibilità e innovazione ambientale, approfondendo il contributo di parchi e riserve nella tutela degli ecosistemi e nella gestione della biodiversità, in linea con le direttive europee. A chiudere, la terza sessione – moderata dal presidente Centro provinciale Studi Urbanistici di Catania Carmelo Grasso - sarà interamente dedicata alle politiche di gestione della fascia costiera con un focus sul caso Sicilia, con interventi su strumenti urbanistici, pianificazione portuale, gestione del demanio marittimo e mitigazione dei rischi ambientali. L’iniziativa rappresenta un momento di confronto di alto profilo su un tema che riguarda direttamente il futuro dei territori costieri, chiamati a ripensare i propri modelli di sviluppo alla luce delle sfide climatiche, della transizione ecologica e delle nuove dinamiche economiche legate al mare. Un’occasione per mettere a sistema competenze, esperienze e visioni, e per costruire un approccio integrato capace di trasformare i margini tra terra e mare in spazi di innovazione, sostenibilità e crescita.   Wed, 22 Apr 2026 07:51:47 +0000 Siracusa Il Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo” si rinnova: nasce la Sezione “Grande Opera” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/34280-il-concorso-di-ceramica-contemporanea-mediterraneo-si-rinnova-nasce-la-sezione-grande-opera.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/34280-il-concorso-di-ceramica-contemporanea-mediterraneo-si-rinnova-nasce-la-sezione-grande-opera.html Dal 4 luglio al 18 ottobre 2026, Grottaglie (TA) torna a essere uno dei punti di riferimento della scena artistica internazionale con il XXXIII Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo”.  Nata nel 1971 la rassegna ha saputo negli anni evolversi insieme ai linguaggi dell’arte, diventando uno degli appuntamenti più autorevoli dedicati alla sperimentazione ceramica. Un luogo in cui la tradizione manifatturiera incontra la ricerca contemporanea, senza mai perdere il legame con l’identità del territorio.  L’inaugurazione e la cerimonia di premiazione sono in programma sabato 4 luglio alle ore 18.30 al Castello Episcopio, dando ufficialmente il via a una stagione espositiva che conferma Grottaglie come laboratorio vivo del Mediterraneo, dove memoria e innovazione continuano a dialogare.  Nel corso di oltre cinquant’anni, il Concorso “Mediterraneo” ha accompagnato l’evoluzione di tecniche, poetiche e visioni, aprendo il confronto ad artisti provenienti da tutto il mondo e contribuendo a consolidare il ruolo della città come capitale pugliese della ceramica. Un’identità che trova espressione anche nel Quartiere delle Ceramiche e nel Museo ospitato nel Castello Episcopio.  L’edizione 2026 si presenta particolarmente significativa, non solo per la qualità attesa delle opere, ma anche per l’introduzione di una nuova sezione destinata a lasciare un segno concreto nello spazio urbano.  La principale novità è infatti la Sezione “Grande Opera”, dedicata a interventi scultorei e installativi in ceramica pensati per dialogare con la città. Con un premio di 10.000 euro, questa sezione nasce con l’obiettivo di portare la ceramica fuori dagli spazi espositivi, mettendola in relazione con l’architettura e con il tessuto urbano, in una prospettiva di rigenerazione culturale. Il sistema dei premi conferma l’attenzione sia alla qualità artistica sia al sostegno concreto degli autori: il 1° Premio “Mediterraneo” da 5.000 euro prevede l’ingresso dell’opera vincitrice nella collezione del Museo della Ceramica; il 2° Premio “Mostra Personale” da 2.000 euro offre, oltre al riconoscimento economico, uno spazio espositivo dedicato nell’edizione successiva; il 3° Premio “Residenza d’artista” – Under 35 da 1.000 euro, finanziato dalla BCC San Marzano di San Giuseppe, consiste in una residenza completa di tutoraggio e supporto produttivo. A questi si affianca il premio da 10.000 euro per la Sezione “Grande Opera”.   La curatela della XXXIII edizione è affidata a Lisa Hockemeyer, storica dell’arte e del design selezionata tramite bando pubblico. La sua esperienza, maturata tra studi sulla ceramica italiana, il design e la cultura materiale, guiderà un progetto capace di coniugare rigore scientifico e apertura internazionale. Sono state inoltre individuate le giurie, entrambe caratterizzate da un profilo internazionale e multidisciplinare. Per i premi principali, la Giuria sarà composta da Ciro D’Alò, sindaco di Grottaglie, dalla curatrice Lisa Hockemeyer, storica dell’arte e del design, critica e docente universitaria, dalla giornalista, critica e curatrice londinese specializzata in design e craft contemporanei Corinne Julius, da Paola Centanni, direttrice di Palazzo Merulana a Roma, e da Emanuele Di Palma, presidente della BCC San Marzano. Per la sezione “Grande Opera”, la commissione sarà invece composta dal presidente e dalla curatrice, insieme a Valeria Talò, responsabile del Settore Lavori Pubblici, e a Daniela De Vincentis, responsabile del Settore Cultura del Comune. “Il Concorso si conferma un appuntamento di respiro internazionale, capace di attrarre visioni, linguaggi e sensibilità provenienti da contesti culturali differenti. Grottaglie si afferma sempre più come luogo di confronto artistico e culturale, un laboratorio aperto in cui la tradizione ceramica dialoga con la contemporaneità e con le sfide del presente. – dichiara Raffaella Capriglia, assessore alla Cultura del Comune di Grottaglie.  La principale novità di questa edizione, la Sezione ‘Grande Opera’, rappresenta un passaggio importante in questa direzione: portare la ceramica nello spazio pubblico significa rafforzare il legame tra arte, città e comunità, creando opere capaci di dialogare con il contesto urbano e di lasciare un segno duraturo nel tempo. È un’evoluzione che consolida il ruolo di Grottaglie come centro di sperimentazione e produzione culturale proiettato nel panorama internazionale”. Il XXXIII Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo” è promosso dal Comune di Grottaglie – Assessorato e Settore Cultura, Turismo e Valorizzazione della Ceramica, con il patrocinio della Regione Puglia e la collaborazione di POP Pottery of Puglia. La segreteria organizzativa è curata da CoopCulture – Infopoint Castello Episcopio. Tra i partner figurano inoltre AiCC Associazione italiana Città della Ceramica, il main sponsor BCC San Marzano di San Giuseppe e lo sponsor tecnico Monun.   Una storia lunga oltre cinquant’anni Il Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo” nasce nel 1971 per volontà del Comune di Grottaglie, con l’obiettivo di celebrare e rinnovare l’antica tradizione ceramica del territorio. Dedicato esclusivamente alla ceramica, il Concorso rappresenta oggi un punto di riferimento per artisti provenienti da tutto il mondo, chiamati a interpretare in chiave contemporanea un sapere millenario. Radicato nel Quartiere delle Ceramiche – un unicum urbano, situato nella gravina che attraversa Grottaglie – in cui le botteghe tramandano da secoli tecniche e segreti dell’arte figulina –, l’evento è divenuto nel tempo un crocevia culturale tra tradizione e innovazione, capace di unire l’identità storica del territorio con le più avanzate visioni artistiche. Fin dalle sue origini, la manifestazione si è posta l’ambizioso obiettivo di mettere nel nuovo un cuore antico: difendere i valori autentici della storia, della civiltà e dell’originalità dell’oggetto ceramico, opponendosi all’omologazione imposta dalla produzione industriale. In oltre cinquant’anni di storia, il Concorso ha affermato il ruolo centrale della ceramica nell’identità culturale di Grottaglie, evolvendosi in una piattaforma internazionale di dialogo e confronto tra linguaggi artistici differenti. Negli ultimi due decenni, la manifestazione ha rafforzato la sua vocazione mediterranea, promuovendo la ceramica come linguaggio universale, simbolo di appartenenza, narrazione e scambio tra culture. Con la XXXII edizione si rinnova l’impegno a costruire un appuntamento annuale di respiro internazionale, capace di attivare connessioni tra popoli e visioni artistiche, contribuendo nel contempo alla costituzione di una preziosa collezione museale di ceramica contemporanea, patrimonio condiviso della comunità. Grottaglie è l’unica città italiana con un intero insediamento urbano dedicato alla produzione ceramica. Il Quartiere delle Ceramiche, lungo la gravina di San Giorgio, ospita oltre settanta botteghe artigianali e continua a essere luogo di vita e lavoro di maestri ceramisti riconosciuti in tutto il mondo. Grottaglie è tra le Città Italiane della Ceramica riconosciute da AiCC, simbolo di una tradizione viva che ha saputo evolversi nei secoli mantenendo intatta la propria identità, valorizzando il suo patrimonio storico, artistico e cultura. Tue, 21 Apr 2026 08:18:50 +0000 Taranto Ute Lemper: inizia il tour primaverile https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34271-ute-lemper-inizia-il-tour-primaverile.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34271-ute-lemper-inizia-il-tour-primaverile.html Mancano pochi giorni all’inizio del tour italiano di Ute Lemper, uno degli appuntamenti più attesi della primavera 2026, che porterà l’artista in tre città – Chiasso (18 aprile), Roma (20 aprile) e Padova (24 aprile) – con tre concerti diversi, pensati come tappe di un unico percorso artistico. A rendere ancora più ricco questo momento è anche l’annuncio delle prime date del tour estivo, che vedranno Ute Lemper protagonista il 13 giugno a Venezia al Teatro Goldoni con il progetto sinfonico “From Berlin to Broadway”, accompagnata dalla PN3 Orchestra diretta da Valter Sivilotti, solista Andrea Dindo al pianoforte, per poi proseguire il 4 luglio a Pisa, nella cornice del Chiostro del Museo dell’Opera del Duomo, e l’8 luglio a Bari al Teatro Petruzzelli. Tra le tre tappe primaverili, è Roma a rappresentare il cuore simbolico della tournée. Il 20 aprile all’Auditorium Parco della Musica, Ute Lemper porterà in scena “Paris Paris”, il suo nuovo progetto dedicato alla grande chanson française Paris Paris” è un viaggio nella Parigi più poetica ed evocativa: tra le note di Édith Piaf, Jacques Brel, Léo Ferré, Charles Trenet e Barbara e le parole di Jacques Prévert, prende forma un universo fatto di notti lungo la Senna, amori sospesi e atmosfere intrise di malinconia e bellezza. Un racconto musicale intenso e cinematografico, in cui la voce di Lemper diventa guida e presenza scenica di rara eleganza. Ad accompagnarla nel tour (con esclusione della tappa veneziana), tre musicisti di straordinario profilo internazionale: il pianista Vana Gierig, il contrabbassista Giuseppe Bassi e l’accordionista Ludovic Beier, per una formazione capace di restituire tutte le sfumature di un repertorio senza tempo. Artista tra le più complete e riconosciute a livello mondiale, Ute Lemper ha costruito una carriera eccezionale, spaziando dal teatro musicale al repertorio d’autore, dalle interpretazioni di Kurt Weill e del cabaret berlinese fino ai successi a Broadway e nel West End. Premi come il Laurence Olivier Award e il Premio Molière ne attestano il talento, così come una presenza costante nei più importanti teatri internazionali. La carriera di Ute Lemper è vasta e poliedrica. Ha lasciato il segno in teatro, nel cinema, in concerto e come artista discografica unica, con oltre 30 CD pubblicati in 40 anni di carriera. È stata universalmente acclamata per le sue interpretazioni delle canzoni del cabaret berlinese, delle opere di Kurt Weill e Bertolt Brecht e delle chanson di Marlene Dietrich, Édith Piaf, Jacques Brel, Léo Ferré, Jacques Prévert, Nino Rota, Astor Piazzolla; è stata inoltre la voce tedesca di Ariel ed Esmeralda nei film Disney, oltre a distinguersi per le sue composizioni originali e per i suoi ruoli in musical e opere teatrali a Broadway, a Parigi, Berlino e nel West End di Londra. È una delle pochissime artiste nate in Germania ad aver ottenuto un riconoscimento internazionale duraturo per decenni. Recentemente il New York Times ha dedicato la copertina della sezione Cultura al suo ultimo album, Pirate Jenny – Songs of Rebellion Revisited. Ha vinto il Laurence Olivier Award in Gran Bretagna e l’American Theater World Award per la sua interpretazione di Velma Kelly nel West End e a Broadway, il Premio Molière in Francia per il ruolo di Sally Bowles a Parigi, oltre a numerosi altri premi internazionali per la musica e il teatro e diverse nomination ai Grammy Awards. Nel 2023 Ute ha pubblicato la sua autobiografia, Die Zeitreisende, diventata immediatamente un bestseller dello Spiegel. Il libro è stato pubblicato anche in Italia da Baldini & Castoldi. Come cantautrice ha recentemente pubblicato l’album Time Traveler, che ripercorre il suo cammino artistico e umano in occasione dei suoi 60 anni, in dialogo con il libro. Nel 2025 pubblica il nuovo album Pirate Jenny – Kurt Weill Reimagined, una rilettura contemporanea per celebrare il 125° anniversario della nascita di Kurt Weill. Partecipa inoltre a una serie di rappresentazioni di I sette peccati capitali con il Tanztheater Pina Bausch, una collaborazione speciale iniziata 30 anni fa. Le sue creazioni e composizioni originali sono raccolte negli album Forever (su testi di Pablo Neruda), The 9 Secrets (su parole di Paulo Coelho) e The Bukowski Project, progetti portati in tournée in tutto il mondo. Ha inoltre presentato Songs for Eternity, dedicato ai canti eseguiti nei ghetti durante l’Olocausto dai prigionieri ebrei, uno dei progetti a lei più cari, trasmesso anche dalla RAI e disponibile, come gli altri, su YouTube. Nel 2026 Ute celebra il 125° anniversario della nascita di Marlene Dietrich con lo spettacolo Rendezvous with Marlene, ispirato a una conversazione telefonica di tre ore avuta con l’attrice a Parigi nel 1987. Attualmente è in tour con un nuovo spettacolo dedicato alla chanson française che ama profondamente, con brani di Piaf, Brel, Michel Legrand, Ferré e altri. Ute racconta di aver formato la propria identità artistica come giovane donna tedesca nei primi anni Ottanta, vivendo attivamente nella comunità teatrale di Berlino Ovest prima della caduta del Muro. Le pubblicazioni internazionali dei suoi primi album dedicati a Kurt Weill hanno trasformato il suo percorso in una missione, una responsabilità e un viaggio artistico che continua a coltivare e rinnovare, con sempre nuove sfaccettature, a oltre quarant’anni di distanza. Nel 2026 intraprende anche un tour Disney in Germania, per ripercorrere il suo passato come voce originale di Ariel, la sirenetta, e di altri personaggi Disney. Nello stesso anno celebrerà il 125° anniversario della nascita di Marlene Dietrich con spettacoli in tutto il mondo, da Parigi a New York, da Londra a Berlino, da Roma a Madrid e oltre. Fonte  Uff.st.: E.Castiglioni   Mon, 13 Apr 2026 15:52:18 +0000 Moda e spettacolo A Roma la Festa Nazionale Ellenica https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34257-a-roma-la-festa-nazionale-ellenica.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34257-a-roma-la-festa-nazionale-ellenica.html Una serata all’insegna della musica, capace di unire emozione e suggestione sotto il segno del Mediterraneo. Si è svolta pochi giorni fa all’Auditorium Parco della Musica di Roma, oltre mille invitati hanno preso parte alle celebrazioni della Festa nazionale della Repubblica Ellenica, promosse dall’Ambasciata di Grecia in Italia. Protagonista dell’evento è stato un concerto di grande livello, che ha visto esibirsi il tenore Stavros Salabasopoulos, accompagnato da un’orchestra di quindici musicisti diretta dal maestro Georgios Papachristoudis. Il programma musicale ha attraversato repertori greci e internazionali, costruendo un ideale ponte sonoro tra Grecia e Italia. Ad aprire la serata è stata una mostra del pittore Kostas Spiropoulos, le cui opere hanno introdotto il pubblico in un’atmosfera artistica intensa, anticipando le emozioni del concerto. L’iniziativa ha rappresentato anche un momento di riflessione sui profondi legami storici e culturali tra i due Paesi, radicati fin dall’epoca della Magna Grecia e ancora oggi vivi, in particolare nelle regioni del Sud Italia. Un rapporto fatto di vicinanza e solidarietà, rafforzata nel tempo anche grazie al contributo dei filelleni italiani durante la lotta per l’indipendenza greca. A sottolinearlo, nel suo intervento, è stata l’ambasciatrice Eleni Sourani, che ha ricordato come quei valori condivisi abbiano contribuito a intrecciare le storie dei due popoli, fino a ispirare, a loro volta, il percorso verso la libertà dell’Italia. “Un ponte musicale”, dedicato appunto alla Festa Nazionale Ellenica, ma anche ai legami di amicizia e gratitudine per i vincoli storici e culturali che uniscono i Italia e Grecia, nati 28 secoli fa, quando i primi greci fondarono le prime colonie della Magna Grecia.“Legami che hanno resistito a ogni avversità e che sono ancora vivi nelle città di Puglia e Calabria – ha sottolineato dalla S.E Eleni Sourani   -. Legami di solidarietà, che si sono manifestati con la partecipazione dei Filelleni italiani alla lotta per la nostra indipendenza, dalla quale trassero ispirazione per la libertà dell’Italia”.  L’evento, che si è svolto alla presenza di un migliaio di ospiti tra cui rappresentanti della leadership politica e militare italiana, imprenditori e membri della comunità ellenica e del mondo accademico, è stato condotto dal giornalista Teodoro Andreadis. Il tenore greco Stavros Salabasopoulos che ha cantato all'evento organizzato dall Ambasciata Ellenica si è avvicinato alla musica fin da giovane, dedicandosi inizialmente allo studio del pianoforte. In seguito ha intrapreso la formazione nel canto lirico e, nell’arco di un anno, ha debuttato nel Dipartimento Infantile dell’Opera Nazionale di Grecia. Proseguendo il proprio percorso artistico, si è trasferito a Parigi grazie a una borsa di studio concessa dallo Stato francese, dove ha affiancato agli studi un’attività professionale presso l'Opéra di Parigi. Nel corso della sua carriera ha preso parte a numerosi programmi televisivi e ha collaborato con importanti personalità della musica classica, del teatro d’opera e della musica d’arte greca (“entechni”), spaziando anche nei repertori crossover e pop. Artista versatile, ha interpretato ruoli sia del repertorio classico sia di quello contemporaneo, esibendosi in diversi Paesi, tra cui Italia, Francia, Germania e Grecia, e partecipando a festival musicali di rilievo a livello nazionale e internazionale. Mon, 30 Mar 2026 14:46:04 +0000 Roma L’Allievo Baltazar Delmo Herrero Lopez del Valle racconta la sua esperienza alla Scuola Militare Teulié https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34248-l-allievo-baltazar-delmo-herrero-lopez-del-valle-racconta-la-sua-esperienza-alla-scuola-militare-teulie.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34248-l-allievo-baltazar-delmo-herrero-lopez-del-valle-racconta-la-sua-esperienza-alla-scuola-militare-teulie.html Mi chiamo Baltazar Delmo Herrero Lopez del Valle, sono nato a Pietra Ligure, ma sono cresciuto nella città di Savona dove ho frequentato il Liceo Scientifico Orazio Grassi con opzione scienze applicate, per poi proseguire i miei studi alla Scuola Militare Teulié. Sono il secondo figlio di una famiglia numerosa. I miei genitori sono di origine argentina. Mi appassionano l’economia, i motori e la musica che sto continuando a praticare facendo parte del coro alla Scuola Militare.  Perché hai deciso di entrare alla Scuola Militare Teulié? Le motivazioni principali per cui ho deciso di entrare alla Scuola Militare Teulié sono state il desiderio di coltivare la disciplina necessaria per eccellere in futuro e la preparazione che questo Istituto offre per una possibile carriera militare. La scelta è stata rafforzata dal prestigio storico della Scuola Militare Teulié.  Quanto tempo hai dedicato alla preparazione del concorso e cosa consiglieresti a chi come te sta pensando di partecipare al concorso? Ho dedicato diversi mesi alla mia preparazione, cercando di rafforzare le competenze teoriche e fisiche. Sono stato fortunato a provenire da una scuola che mi ha fornito una base molto solida, permettendomi di affrontare il concorso con maggiore sicurezza. A chi sta pensando di partecipare consiglierei di iniziare per tempo, lavorando con disciplina e costanza e senza trascurare la preparazione mentale oltre a quella accademica e fisica. Inoltre, è fondamentale conoscere al dettaglio il bando di concorso per affrontare al meglio ogni prova.  Quali sono state le tue prime impressioni all’arrivo della scuola Militare Teulié e come hai vissuto i primi giorni in Istituto? L’impatto iniziale è stato impegnativo: tutto è molto rapido, quasi travolgente, e richiede una capacità di adattamento immediata. I ritmi serrati e le responsabilità non lasciano spazio all’improvvisazione. In questo mi ha aiutato il mio percorso scout nell’AGESCI in cui ho ricoperto anche ruoli di capo. Inoltre, provenendo da una famiglia numerosa, sono cresciuto abituandomi alla vita condivisa: non ho mai avuto bisogno di attenzioni particolari e l’inserimento in un contesto simile non ha rappresentato per me una difficoltà.  Quale significato ha per te giurare fedeltà alla Repubblica Italiana? Per me il giuramento significa sentirmi finalmente parte di una Patria e dichiararlo ufficialmente. Questo momento rappresenta il riconoscimento formale di un’appartenenza che ho costruito negli anni. È anche un segno di gratitudine verso l’Italia, che ha accolto i miei genitori dall’Argentina, offrendo loro opportunità, stabilità e la possibilità di crescere e di far crescere anche me.  Cosa caratterizza il percorso formativo che svolgi in questo Istituto? quali attività svolgete durante il giorno? Alla Scuola Militare Teulié l’attività principale è lo studio: siamo preparati da professori competenti che ci guidano in un percorso formativo di alto livello. Inoltre, svolgiamo attività di addestramento militare. È presente anche la giusta quantità di sport, fondamentale per la crescita fisica. Mi piacciono molto le numerose conferenze organizzate con personalità del mondo militare e civile, che arricchiscono la nostra formazione culturale.   Come gestisci la distanza dalla famiglia e dagli amici? Quale posto ti manca di più della tua città do origine? La distanza dalla famiglia e dagli amici è sicuramente uno degli aspetti più difficili del percorso e rappresenta una delle sfide con cui bisogna confrontarsi ogni giorno. Nei momenti che abbiamo a disposizione per le chiamate a casa, così come durante le libere uscite e le licenze, cerco sempre di mantenere vivi i miei rapporti con amici e famiglia. Wed, 25 Mar 2026 10:28:54 +0000 Società e costume L’Allievo Baltazar Delmo Herrero Lopez del Valle racconta la sua esperienza alla Scuola Militare Teulié https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34248-l-allievo-baltazar-delmo-herrero-lopez-del-valle-racconta-la-sua-esperienza-alla-scuola-militare-teulie.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34248-l-allievo-baltazar-delmo-herrero-lopez-del-valle-racconta-la-sua-esperienza-alla-scuola-militare-teulie.html Mi chiamo Baltazar Delmo Herrero Lopez del Valle, sono nato a Pietra Ligure, ma sono cresciuto nella città di Savona dove ho frequentato il Liceo Scientifico Orazio Grassi con opzione scienze applicate, per poi proseguire i miei studi alla Scuola Militare Teulié. Sono il secondo figlio di una famiglia numerosa. I miei genitori sono di origine argentina. Mi appassionano l’economia, i motori e la musica che sto continuando a praticare facendo parte del coro alla Scuola Militare.  Perché hai deciso di entrare alla Scuola Militare Teulié? Le motivazioni principali per cui ho deciso di entrare alla Scuola Militare Teulié sono state il desiderio di coltivare la disciplina necessaria per eccellere in futuro e la preparazione che questo Istituto offre per una possibile carriera militare. La scelta è stata rafforzata dal prestigio storico della Scuola Militare Teulié.  Quanto tempo hai dedicato alla preparazione del concorso e cosa consiglieresti a chi come te sta pensando di partecipare al concorso? Ho dedicato diversi mesi alla mia preparazione, cercando di rafforzare le competenze teoriche e fisiche. Sono stato fortunato a provenire da una scuola che mi ha fornito una base molto solida, permettendomi di affrontare il concorso con maggiore sicurezza. A chi sta pensando di partecipare consiglierei di iniziare per tempo, lavorando con disciplina e costanza e senza trascurare la preparazione mentale oltre a quella accademica e fisica. Inoltre, è fondamentale conoscere al dettaglio il bando di concorso per affrontare al meglio ogni prova.  Quali sono state le tue prime impressioni all’arrivo della scuola Militare Teulié e come hai vissuto i primi giorni in Istituto? L’impatto iniziale è stato impegnativo: tutto è molto rapido, quasi travolgente, e richiede una capacità di adattamento immediata. I ritmi serrati e le responsabilità non lasciano spazio all’improvvisazione. In questo mi ha aiutato il mio percorso scout nell’AGESCI in cui ho ricoperto anche ruoli di capo. Inoltre, provenendo da una famiglia numerosa, sono cresciuto abituandomi alla vita condivisa: non ho mai avuto bisogno di attenzioni particolari e l’inserimento in un contesto simile non ha rappresentato per me una difficoltà.  Quale significato ha per te giurare fedeltà alla Repubblica Italiana? Per me il giuramento significa sentirmi finalmente parte di una Patria e dichiararlo ufficialmente. Questo momento rappresenta il riconoscimento formale di un’appartenenza che ho costruito negli anni. È anche un segno di gratitudine verso l’Italia, che ha accolto i miei genitori dall’Argentina, offrendo loro opportunità, stabilità e la possibilità di crescere e di far crescere anche me.  Cosa caratterizza il percorso formativo che svolgi in questo Istituto? quali attività svolgete durante il giorno? Alla Scuola Militare Teulié l’attività principale è lo studio: siamo preparati da professori competenti che ci guidano in un percorso formativo di alto livello. Inoltre, svolgiamo attività di addestramento militare. È presente anche la giusta quantità di sport, fondamentale per la crescita fisica. Mi piacciono molto le numerose conferenze organizzate con personalità del mondo militare e civile, che arricchiscono la nostra formazione culturale.   Come gestisci la distanza dalla famiglia e dagli amici? Quale posto ti manca di più della tua città do origine? La distanza dalla famiglia e dagli amici è sicuramente uno degli aspetti più difficili del percorso e rappresenta una delle sfide con cui bisogna confrontarsi ogni giorno. Nei momenti che abbiamo a disposizione per le chiamate a casa, così come durante le libere uscite e le licenze, cerco sempre di mantenere vivi i miei rapporti con amici e famiglia. Wed, 25 Mar 2026 10:28:54 +0000 Società e costume Lo stilista calabrese Elio Guido presenta la sua prima collezione couture in Campidoglio https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34247-lo-stilista-calabrese-elio-guido-presenta-la-sua-prima-collezione-couture-in-campidoglio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34247-lo-stilista-calabrese-elio-guido-presenta-la-sua-prima-collezione-couture-in-campidoglio.html Domenica 29 marzo, nel cuore pulsante di Roma, là dove la storia si fa pietra e la pietra si fa memoria, il Campidoglio si prepara ad accogliere “Forever”, la prima collezione couture del giovane stilista calabrese — classe 2001 — Elio Guido, in occasione della terza edizione di Roma Couture. Creazioni che oltrepassano la passerella: un linguaggio che si fa identità, visione, presenza. Un titolo che è promessa e vertigine, eco e destino. “Forever” è un viaggio. È una ferita aperta nel tempo e, insieme, una carezza che lo attraversa. È il tentativo - audace - di trattenere l’eterno dentro il gesto effimero dell’abito. È la dichiarazione di un inizio che ambisce a durare per sempre. Ma è anche una riflessione profonda: sull’identità, sulla verità, sulla necessità di togliere le maschere per tornare a ciò che è autentico. E in questa tensione si rivela la sua anima più profonda: un dialogo serrato con la poetica di Luigi Pirandello, dove l’identità si frantuma, si moltiplica, si nasconde dietro le maschere. Come nelle pagine del celebre drammaturgo, anche qui la realtà non è mai una. È prospettiva. È sguardo. È illusione. “Uno, nessuno e centomila” - non è solo letteratura, ma diagnosi del contemporaneo, denuncia di un’industria che si riflette nella propria superficie senza mai toccare la sostanza. L’essere umano - e in questo caso la moda stessa - si frammenta, si sdoppia.  E allora la passerella si fa palcoscenico di verità scomode. Nella collezione di Elio Guido, le maschere - simbolo pirandelliano per eccellenza - si materializzano come elementi scenici e concettuali e si traducono in copricapi che aprono la sfilata e catturano lo sguardo. Una presenza imponente, quasi ieratica, ispirata alla mitra di San Gennaro: simbolo che evoca sacralità e distanza, ma anche costruzione artificiale. Una sacralità ambigua, quasi disturbante. Un volto che non è volto, un’identità imposta. È l’immagine stessa di una moda che guarda principalmente al rumore anziché al silenzio del lavoro sartoriale. È punto di rottura: sotto quella forma rigida si cela una crisi identitaria che Guido trasforma in linguaggio estetico. Poi, lentamente, la verità si rivela. Eppure, proprio in questo contrasto, nasce la forza di “Forever”. Sotto quella superficie, emerge il dialogo tra forme, volumi e materiali; tra controllo e abbandono creativo. Un equilibrio instabile, quasi pirandelliano, in cui la costruzione sartoriale - rigorosa, lucida, disciplinata - si lascia attraversare da improvvise fughe di libertà. Il nero domina come abisso e rinascita, consente di esaltare contrasti di forma e luce. È il colore dell’essenza, del rigore, della verità non filtrata. In questo buio grafico, emergono volumi monumentali e trasparenze leggere, ricami preziosi, pizzi, paillettes. Strutture quasi invisibili. Tutto è presente, ma mai ostentato. La verità, come in Pirandello, si trova “dentro”; nell’anima dell’abito. È una moda che chiede di essere guardata due volte. Una prima volta per emozionare. Una seconda per comprendere. Ogni capo è il risultato di una ricerca meticolosa. Come in Pirandello, l’apparenza è solo un velo: ciò che conta è il percorso verso l’interiorità. Eppure, in questa complessità, Guido non dimentica la donna. La sua è una femminilità viva, concreta. Non un’astrazione, ma un corpo, una presenza, una voce. Gli abiti — con drappeggi studiati, scollature misurate e schiene rivelate con raffinata delicatezza — rivelano il corpo con misura e armonia. Non costruiscono una maschera, ma accompagnano un’identità tra opulenza e sottrazione. E in questa dimensione, si inserisce anche il tributo. Un omaggio silenzioso ma potente a Valentino Garavani, maestro di grazia ed eleganza senza tempo. In una collezione avvolta dal nero, appare un solo abito rosso: una sirena, emblema di eleganza classica, attraversata da una costruzione radicale, quasi scultorea. È un incontro tra passato e presente, tra eredità e futuro. Accanto a questo, un’altra dimensione più intima: gli abiti dedicati alle donne che abitano la vita dello stilista. Non nomi, ma presenze. Non biografie, ma legami. Un ponte emotivo che rende “Forever” un diario emozionale cucito con fili di memoria e affetto. Ogni creazione è una sfida, perché nasce in tempi estremamente ridotti. Il giovane talento affronta così la couture come un campo di battaglia: tra disciplina e visione. In vista della sfilata, Elio Guido dichiara: «Presentare Forever in Campidoglio è un’emozione profonda, una sfida che mi mette alla prova e un grande onore. È un progetto che nasce per tutte le donne che desiderano riconoscersi nella propria unicità e custodire un’eleganza che non conosce tempo». Wed, 25 Mar 2026 10:25:55 +0000 Moda e spettacolo Gipsy Jazz Trio Swing Manouche, Jazz e Musica Gitana https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34231-gipsy-jazz-trio-swing-manouche-jazz-e-musica-gitana.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34231-gipsy-jazz-trio-swing-manouche-jazz-e-musica-gitana.html Il Museo del Saxofono apre le sue porte a una serata che profuma di swing e atmosfere d’altri tempi. Sabato 21 marzo 2026 alle ore 21:00 è di scena il Gipsy Jazz Trio con un concerto che invita il pubblico a immergersi nel mondo elegante e irrequieto del jazz manouche, tra virtuosismo, improvvisazione e suggestioni che arrivano direttamente dalla Parigi degli anni Trenta. Sul palco saliranno tre musicisti tra i più apprezzati della scena manouche italiana: Moreno Viglione e Augusto Creni alle chitarre manouche e Renato Gattone al contrabbasso. Il loro dialogo musicale restituisce tutta la vitalità di uno stile che vive di ritmo, complicità e invenzione. Il repertorio prescelto attraversa alcune delle pagine più affascinanti della tradizione gipsy jazz, alternando standard americani reinterpretati con spirito manouche, composizioni rese celebri da Django Reinhardt e brani della tradizione francese, fino ai suggestivi valzer musette che evocano le sale da ballo e i caffè della Parigi bohémien. Un programma che mira a riaccendere un'epoca con energia contemporanea, trasformando ogni brano in una piccola storia fatta di ritmo, malinconia e improvvisa euforia. Il trio porta con sé anche un bagaglio di esperienze maturate accanto ad alcuni dei protagonisti internazionali del genere. Nel percorso artistico di ognuno dei musicisti figurano infatti collaborazioni con artisti del calibro di Angelo Debarre, Dorado & Samson Schmitt, Noe Reinhardt e Stochelo Rosenberg, interpreti che rappresentano il cuore pulsante della scena gypsy jazz mondiale. Questo dialogo continuo con i grandi del genere ha contribuito a plasmare uno stile personale che coniuga rispetto della tradizione e libertà espressiva. Il jazz manouche, nato nella Parigi cosmopolita degli anni Trenta grazie all’inconfondibile talento di Django Reinhardt, è una musica che porta dentro di sé lo spirito del viaggio. È jazz senza batteria, costruito sul battito delle chitarre e sul respiro del contrabbasso; una musica capace di essere festosa e malinconica nello stesso istante, fatta di melodie appassionate e improvvisazioni scintillanti. che regna nelle strade e nei club dei balli improvvisati e delle notti parigine, con un linguaggio che, nel corso del tempo, ha continuati a rinnovarsi mantenendo intatta la sua anima nomade.   Fonte E.Castiglioni Uff.St   Wed, 18 Mar 2026 16:52:54 +0000 Moda e spettacolo Addio a Enrica Bonaccorti https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34226-addio-a-enrica-bonaccorti.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34226-addio-a-enrica-bonaccorti.html La televisione italiana perde uno dei suoi volti più eleganti e riconoscibili. È morta a Roma Enrica Bonaccorti, conduttrice, autrice e attrice che ha segnato un’epoca del piccolo schermo. Aveva 76 anni. La presentatrice si è spenta questa mattina in una clinica romana, dove era ricoverata a causa delle complicazioni legate a un tumore al pancreas diagnosticato meno di un anno fa. A confermarlo alle agenzie di stampa è stato il suo agente, Andrea Quattrini, che le è stato accanto negli ultimi quindici anni. «La diagnosi era arrivata prima dell’estate del 2025 – ha ricordato – e purtroppo con quel tipo di tumore le speranze sono molto poche». Accanto a lei fino all’ultimo la famiglia. La figlia Verdiana Bonaccorti ha scelto di restare lontana dai riflettori in queste ore di dolore, mentre nelle prossime ore verranno definiti i dettagli delle esequie e della camera ardente. Una carriera tra televisione, teatro e musica Attrice di teatro, cinema e prosa agli esordi, Bonaccorti è diventata negli anni uno dei volti più noti della televisione italiana. Il grande successo è arrivato negli anni Ottanta in Rai con programmi popolari come Italia Sera e Pronto, chi gioca?, erede dello storico format Pronto, Raffaella? condotto da Raffaella Carrà. Successivamente il passaggio alle reti Fininvest, dove guidò anche la prima edizione di Non è la Rai, contribuendo a rendere il programma uno dei fenomeni televisivi dei primi anni Novanta. Parallelamente alla carriera televisiva, Bonaccorti ha lasciato un segno anche nella musica italiana. È infatti l’autrice del testo della celebre La lontananza, interpretata da Domenico Modugno, uno dei brani più amati del repertorio del cantautore. La canzone nacque nel 1970 durante la preparazione dello spettacolo teatrale Mi è caduta una ragazza nel piatto e racconta, con tono nostalgico, il dolore di una separazione e il ricordo dell’ultimo addio. La malattia e il racconto pubblico Dopo la diagnosi di tumore al pancreas, Bonaccorti aveva inizialmente scelto il silenzio. Solo in un secondo momento aveva deciso di condividere sui social e in alcune interviste televisive il suo percorso di cura. Già nel settembre 2023 aveva raccontato pubblicamente un altro momento difficile della sua salute: un delicato intervento a cuore aperto con l’inserimento di quattro bypass. In quell’occasione aveva lanciato un appello ai suoi fan: «Controllatevi il più possibile». Funerali a Roma L’ultimo saluto alla conduttrice si terrà sabato alle ore 15 nella Chiesa degli Artisti a Roma. La camera ardente sarà allestita nella clinica romana dove è morta e resterà aperta da venerdì mattina fino a sabato alle 12 per amici e familiari. Il ricordo del mondo dello spettacolo Numerosi i messaggi di cordoglio. «Enrica mia, sarai sempre con me», ha scritto su Instagram Mara Venier, condividendo una foto insieme all’amica. Il conduttore Pierluigi Diaco ha annunciato uno speciale del programma BellaMa' su Rai, dedicato alla conduttrice: «Enrica si è distinta per passione, educazione, regalità d’animo ed eleganza, qualità che ha trasformato in una vera grammatica televisiva». Anche la ministra del Turismo Daniela Santanchè ha voluto salutarla sui social: «Hai vissuto da protagonista. Ora sarà il cielo a godere della tua bravura e della tua bellezza». La Rai ha ricordato Bonaccorti sottolineandone «il garbo, l’eleganza, la professionalità e il profondo rispetto per il pubblico», definendola una figura capace di attraversare con naturalezza teatro, cinema, radio e televisione. Tra i tanti messaggi anche quelli di Caterina Balivo, Rita Pavone, Antonella Clerici e Simona Ventura, che hanno ricordato la sua ironia, l’eleganza e il coraggio dimostrato negli ultimi mesi. Il legame con Renato Zero Tra le amicizie più profonde della sua vita artistica quella con Renato Zero. Il loro rapporto, nato negli anni della giovinezza e inizialmente sentimentale, si è trasformato nel tempo in un legame di grande affetto e stima reciproca. Lo stesso cantante aveva ricordato recentemente come il rapporto con Bonaccorti non si fosse mai davvero interrotto, ma semplicemente evoluto negli anni in una sincera amicizia. Un legame suggellato anche da un abbraccio sul palco durante un suo concerto romano, gesto che aveva commosso la conduttrice. Con la scomparsa di Enrica Bonaccorti se ne va una figura poliedrica dello spettacolo italiano: una donna capace di muoversi con naturalezza tra teatro, musica e televisione, lasciando dietro di sé una lunga stagione di programmi, canzoni e ricordi che hanno accompagnato generazioni di spettatori. Thu, 12 Mar 2026 17:49:04 +0000 Moda e spettacolo Milano Cortina 2026 in prima linea contro le discriminazioni https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34224-milano-cortina-2026-in-prima-linea-contro-le-discriminazioni.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34224-milano-cortina-2026-in-prima-linea-contro-le-discriminazioni.html Presentato alla Casa Paralimpica Italiana a Cortina d’Ampezzo il Manifesto contro ogni discriminazione nello sport sottoscritto dalla Fondazione Milano Cortina 2026 insieme al Comitato Italiano Paralimpico e all’Osservatorio per la Sicurezza contro gli Atti Discriminatori 10 marzo 2026 - In occasione dei Giochi Paralimpici Invernali, Fondazione Milano Cortina 2026 rinnova il suo impegno contro le discriminazioni, presentando presso la Casa Paralimpica Italiana di Cortina d’Ampezzo il “Manifesto contro ogni discriminazione nello sport”. È stato diffuso inoltre il toolkit educativo “Parità in Campo”, un’occasione per promuovere i valori di inclusività e rispetto tra i più giovani. Si tratta di una legacy significativa del Comitato Organizzatore, che da sempre lavora per sensibilizzare su questi temi universali.   All’incontro promosso da OSCAD hanno partecipato Valentina Marchei, atleta olimpica di pattinaggio di figura e Head of Ambassador Programme Milano Cortina 2026 e Martina Caironi, campionessa paralimpica e Ambassador di Milano Cortina 2026, che hanno presentato il toolkit “Parità in Campo” di Fondazione Milano Cortina 2026. Gli studenti della scuola secondaria di primo grado hanno potuto dialogare con le due atlete e prendere parte ad un’attività pratica dedicata alla rappresentazione inclusiva nello sport, con l’obiettivo di superare gli stereotipi e valorizzare le performance degli atleti. A seguire, si è tenuto l’evento di presentazione del “Manifesto contro ogni discriminazione” in cui OSCAD ha rinnovato il proprio impegno nella lotta contro ogni forma di discriminazione. Il manifesto rappresenta una legacy importante di Fondazione Milano Cortina 2026, raccolta come eredità dalle commissioni atleti di CONI e CIP, che si impegnano a promuovere questi valori attraverso progetti futuri. Durante l’evento, ospitato presso la Casa Paralimpica Italiana, Diana Bianchedi, Chief Strategy, Planning & Legacy Officer di Fondazione Milano Cortina 2026, ha dichiarato: “Ci troviamo nel pieno dei Giochi Paralimpici e non vogliamo dimenticare la grande responsabilità che abbiamo: utilizzare questo palcoscenico per generare un cambiamento concreto nella vita delle persone del nostro Paese. Lo sport è lo specchio della società e, come Comitato Organizzatore, ci impegniamo a costruire insieme a CIP e CONI un percorso condiviso che rafforzi questo impegno.” Martina Caironi ha inoltre sottolineato il valore dei principi alla base del movimento paralimpico: “Gli atleti si impegnano ogni giorno per promuovere valori universali di rispetto e inclusione. Fondazione Milano Cortina 2026 sta lasciando un’eredità fondamentale, e questi Giochi rappresentano un’occasione preziosa per diffondere questi temi e amplificare il significato.” Fonte Fondazione Milano Cortina 2026 Wed, 11 Mar 2026 16:52:11 +0000 Società e costume Milano Cortina 2026 in prima linea contro le discriminazioni https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34224-milano-cortina-2026-in-prima-linea-contro-le-discriminazioni.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/societa-e-costume/34224-milano-cortina-2026-in-prima-linea-contro-le-discriminazioni.html Presentato alla Casa Paralimpica Italiana a Cortina d’Ampezzo il Manifesto contro ogni discriminazione nello sport sottoscritto dalla Fondazione Milano Cortina 2026 insieme al Comitato Italiano Paralimpico e all’Osservatorio per la Sicurezza contro gli Atti Discriminatori 10 marzo 2026 - In occasione dei Giochi Paralimpici Invernali, Fondazione Milano Cortina 2026 rinnova il suo impegno contro le discriminazioni, presentando presso la Casa Paralimpica Italiana di Cortina d’Ampezzo il “Manifesto contro ogni discriminazione nello sport”. È stato diffuso inoltre il toolkit educativo “Parità in Campo”, un’occasione per promuovere i valori di inclusività e rispetto tra i più giovani. Si tratta di una legacy significativa del Comitato Organizzatore, che da sempre lavora per sensibilizzare su questi temi universali.   All’incontro promosso da OSCAD hanno partecipato Valentina Marchei, atleta olimpica di pattinaggio di figura e Head of Ambassador Programme Milano Cortina 2026 e Martina Caironi, campionessa paralimpica e Ambassador di Milano Cortina 2026, che hanno presentato il toolkit “Parità in Campo” di Fondazione Milano Cortina 2026. Gli studenti della scuola secondaria di primo grado hanno potuto dialogare con le due atlete e prendere parte ad un’attività pratica dedicata alla rappresentazione inclusiva nello sport, con l’obiettivo di superare gli stereotipi e valorizzare le performance degli atleti. A seguire, si è tenuto l’evento di presentazione del “Manifesto contro ogni discriminazione” in cui OSCAD ha rinnovato il proprio impegno nella lotta contro ogni forma di discriminazione. Il manifesto rappresenta una legacy importante di Fondazione Milano Cortina 2026, raccolta come eredità dalle commissioni atleti di CONI e CIP, che si impegnano a promuovere questi valori attraverso progetti futuri. Durante l’evento, ospitato presso la Casa Paralimpica Italiana, Diana Bianchedi, Chief Strategy, Planning & Legacy Officer di Fondazione Milano Cortina 2026, ha dichiarato: “Ci troviamo nel pieno dei Giochi Paralimpici e non vogliamo dimenticare la grande responsabilità che abbiamo: utilizzare questo palcoscenico per generare un cambiamento concreto nella vita delle persone del nostro Paese. Lo sport è lo specchio della società e, come Comitato Organizzatore, ci impegniamo a costruire insieme a CIP e CONI un percorso condiviso che rafforzi questo impegno.” Martina Caironi ha inoltre sottolineato il valore dei principi alla base del movimento paralimpico: “Gli atleti si impegnano ogni giorno per promuovere valori universali di rispetto e inclusione. Fondazione Milano Cortina 2026 sta lasciando un’eredità fondamentale, e questi Giochi rappresentano un’occasione preziosa per diffondere questi temi e amplificare il significato.” Fonte Fondazione Milano Cortina 2026 Wed, 11 Mar 2026 16:52:11 +0000 Società e costume Riuso e consumo responsabile, la sfida delle “mistery box” al Vibo Center https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/34216-riuso-e-consumo-responsabile-la-sfida-delle-mistery-box-al-vibo-center.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/34216-riuso-e-consumo-responsabile-la-sfida-delle-mistery-box-al-vibo-center.html Riuso, sostenibilità ambientale e lotta allo spreco. È da questi concetti che prende forma il progetto “Mistery Box”, un format legato allo shopping, dalle forti tinte sociali, che punta a dare una seconda possibilità a prodotti provenienti da resi, giacenze di magazzino, stock invenduti, spedizioni smarrite e pacchi non ritirati dell’e-commerce. Dall’11 al 15 marzo 2026 l’esperienza sbarca anche a Vibo Valentia, con uno spazio dedicato di “Ama discount” all’interno del Centro Commerciale Vibo Center, da anni promotore di eventi legati proprio al mondo del sociale, al rispetto dell’ambiente e alla sostenibilità. Il meccanismo dell’iniziativa è molto semplice: i clienti, nei giorni indicati, possono recarsi nella galleria dello shopping center e scegliere il proprio pacco senza aprirlo e senza conoscerne il contenuto. Il prezzo è di trenta euro al chilo e si paga in base al peso. Solo dopo l’acquisto si può decidere se portare a casa la scatola ancora sigillata oppure aprirla sul momento per scoprirne il contenuto. All’interno delle “mistery box” possono trovarsi prodotti di varia natura: gadget elettronici, accessori per la casa, articoli tecnologici, cosmetici, capi di abbigliamento, orologi, videogiochi e molto altro. Il valore dei beni contenuti non è noto e non è possibile sapere in anticipo se sia superiore o inferiore al prezzo pagato. Al di là dell’effetto sorpresa, l’iniziativa si inserisce nel più ampio tema della gestione dei resi nell’e-commerce. Ogni anno una quantità crescente di prodotti viene restituita dai consumatori. La facilità con cui oggi si può rendere un acquisto - spesso con un semplice click - ha modificato le abitudini di consumo, portando molti clienti ad acquistare più articoli del necessario, talvolta con l’intenzione di provarli e restituirli. Per le aziende, tuttavia, la gestione dei resi comporta procedure articolate e costose: ricezione della merce, controllo, eventuale ripristino dell’imballaggio, reinserimento in magazzino e nuova immissione sul mercato. Lo stesso vale per le rimanenze di stock. In diversi casi, per ragioni economiche e logistiche, parte di questi prodotti rischia di essere smaltita, con un impatto ambientale significativo. Le “mistery box” rappresentano, quindi, una possibile alternativa in chiave di economia circolare: consentono di rimettere in circolo beni che altrimenti potrebbero rimanere inutilizzati o essere distrutti, contribuendo alla riduzione degli sprechi e alla valorizzazione delle risorse già prodotte. In questo senso, l’acquisto “al buio” diventa non solo un’esperienza curiosa, ma anche un piccolo gesto concreto verso un modello di consumo più responsabile e attento all’ambiente. Per ulteriori informazioni è possibile visitare i canali social del Vibo Center e il sito web www.centrocommercialevibocenter.it Mon, 09 Mar 2026 09:35:35 +0000 Vibo Valentia MTB South Experience, prima tappa sui Monti Dauni in memoria di Gianpier Clima https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/34214-mtb-south-experience-prima-tappa-sui-monti-dauni-in-memoria-di-gianpier-clima.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/34214-mtb-south-experience-prima-tappa-sui-monti-dauni-in-memoria-di-gianpier-clima.html È dedicata alla memoria di Gianpier Clima, filmmaker giramondo e spirito libero autentico interprete della filosofia MTB, la prima tappa del circuito Mountain Bike South Experience 2026. Il 15 marzo è la Puglia a inaugurare il calendario MTBSE, alla scoperta dei Monti Dauni. Anche quest’anno, per la quinta edizione consecutiva, l’organizzazione è affidata all’A.S.D. MTB Puglia, con un team d’esperienza capeggiato dal suo presidente, Francesco Velluto, e da Giancarlo Casoli, presidente del Comitato provinciale Federciclismo Foggia. Domenica 15 marzo, Monti Dauni Mtb on Tour partirà alle 9 da Biccari, meta del turismo esperienziale immersa nella natura. Una location ricca di fascino, Masseria Lauri sulla Strada Provinciale 132, ospiterà il raduno dei partecipanti. Sono due i percorsi: Cicloturistica EASY (34km D+ 200mt) e HARD (40 km D+ 1200mt). Il primo, più semplice, si snoda lungo la Via Francigena e le arterie rurali fino a Lucera. Monti Dauni Mtb on Tour attraverserà il centro federiciano, passando per la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta e la Fortezza Svevo Angioina. Si pedala per circa 35 chilometri su fondo misto, asfalto e ghiaia, con dislivello minimo (circa 200 metri). La Cicloturistica è aperta a tutti, percorribile con mountain bike, bici gravel o da cicloturismo. Il percorso più impegnativo, con salite e discese tecniche, invece, conduce i partecipanti nell’incantevole borgo di Biccari, per poi salire sulla vetta più alta della Puglia con i suoi 1151 metri, il Monte Cornacchia. Si passa attraverso il Sentiero Frassati e i nuovi trail per mountain bike dell’area boschiva di Biccari. È prevista una sosta al Lago Pescara, con ristoro al Parco Daunia Avventura. È un percorso panoramico di eccezionale bellezza, ma adatto solo a pedalatori esperti. Sono richieste abilità di guida in fuoristrada, buona forma fisica e attrezzatura adeguata. Durante l’evento promosso dall’A.S.D. MTB Puglia con il patrocinio della Provincia di Foggia e dei Comuni di Biccari e Lucera, sarà intitolato un sentiero, nell’area del Monte Cornacchia, all’indimenticato Gianpier Clima, scomparso il 21 gennaio scorso. In sella alla sua Mtb ha raccontato magistralmente il territorio, trasmettendo nei suoi video reportage tutta la passione per una terra che amava profondamente. Sul sentiero, sarà apposta una targa commemorativa. La partecipazione alle cicloescursioni è gratuita per tutti coloro che hanno conosciuto Gianpier e pedalato con lui. Per informazioni e iscrizioni: Francesco Velluto 328.2873800; Giancarlo Casoli 346.2179600. Monti Dauni Mtb on Tour è il primo evento cicloturistico di nove tappe alla scoperta di Puglia e Campania del circuito Mountain Bike South Experience 2026, progetto ideato da Alfonso Cassella per promuovere il territorio e valorizzare le aree interne.  Fri, 06 Mar 2026 10:18:08 +0000 Foggia Il Dj Miky Bionic alle Paralimpiadi Milano Cortina https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34207-il-dj-miky-bionic-alle-paralimpiadi-milano-cortina.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34207-il-dj-miky-bionic-alle-paralimpiadi-milano-cortina.html Talento, innovazione e determinazione si incontrano sul palcoscenico di uno degli eventi più attesi del 2026: Michele Specchiale, in arte Dj Miky Bionic, parteciperà ufficialmente alla Cerimonia di Apertura dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, in programma il 6 marzo 2026 presso la storica Arena di Verona L’evento si presenta come un incontro tra espressione artistica e valore simbolico, in sintonia con il tema “Life in Motion”, un concept che richiama il linguaggio dell’arte e la sua capacità di leggere una realtà in costante trasformazione, proponendo una visione rinnovata della disabilità come armonia dinamica tra individuo e ambiente.Un simbolo vivente di innovazione e rinascita Michele Specchiale — conosciuto come Dj Miky Bionic — è il primo DJ al mondo a esibirsi con una protesi mioelettrica avanzata. Dopo aver perso il braccio sinistro in un grave incidente da giovanissimo, ha trasformato la propria esperienza in un percorso di rinascita personale e professionale, diventando un punto di riferimento nel panorama musicale e paralimpico italiano. La sua protesi utilizza sensori in grado di leggere i segnali muscolari, consentendogli di manipolare vinili, mixer e controller con straordinaria precisione. Tecnologia e arte si fondono così in uno stile riconoscibile, coinvolgente ed energetico: Miky Bionic incarna un esempio concreto di come una condizione di disabilità possa trasformarsi in una forza creativa, capace di generare innovazione, ispirazione e una nuova consapevolezza sociale. L’Arena di Verona: un palcoscenico storico per un momento storico Per la prima volta, la Cerimonia di Apertura Paralimpica si svolgerà in un sito Patrimonio Mondiale UNESCO, segnando ufficialmente l’inizio dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. L’Arena, già protagonista della spettacolare chiusura Olimpica, si trasformerà nuovamente in un grande teatro a cielo aperto per accogliere atleti, delegazioni e spettatori da tutto il mondo. La produzione è realizzata in collaborazione con Filmmaster, già artefice della cerimonia del 22 febbraio nello stesso scenario. L’obiettivo è dare vita a uno spettacolo di altissimo profilo artistico e istituzionale, capace di intrecciare cultura italiana, narrazione paralimpica e linguaggi contemporanei. La musica che apre nuovi orizzonti La presenza di Miky Bionic alla Cerimonia di Apertura incarna perfettamente lo spirito di questi Giochi: inclusione, resilienza, innovazione sociale. La sua performance si inserirà in un racconto che celebra il talento senza barriere e la capacità degli atleti di riscrivere i confini del possibile. In un’Arena che diventa simbolo di storia e rinascita, la musica di un artista che ha fatto della trasformazione la propria cifra identitaria contribuirà a dare il via a un’edizione destinata a lasciare un segno profondo, non solo sportivo ma umano e culturale.FONDAZIONE MILANO CORTINA 2026 L’obiettivo della Fondazione Milano Cortina 2026, in accordo con il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), il Comitato Paralimpico Internazionale (IPC), il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le Città di Milano e di Cortina d’Ampezzo, la Regione del Veneto e la Regione Lombardia, le Province autonome di Trento e Bolzano, è quello di pianificare, organizzare, finanziare e realizzare i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina nel 2026. Istituita il 9 dicembre 2019, la Fondazione Milano Cortina 2026 è guidata dal Presidente Giovanni Malagò e dal CEO Andrea Varnier. Wed, 04 Mar 2026 16:57:06 +0000 Sport I cieli narrano la gloria di Dio? https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/34203-i-cieli-narrano-la-gloria-di-dio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/34203-i-cieli-narrano-la-gloria-di-dio.html   Alla ricerca delle tracce del divino nel mondo moderno   «I cieli narrano la gloria di Dio, l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.» (Salmo 19,2)  L’obiettivo di questo articolo è risvegliare la curiosità e invitare il lettore a osservare il mondo con occhi diversi, alla ricerca di segni dell’esistenza di Dio e delle sue tracce, sottili ma percepibili. Un Dio che – come insegna la Scrittura – è sì nascosto, ma non per questo irraggiungibile. Un Dio che, per chi lo cerca sinceramente, è possibile incontrare.  Viviamo in un tempo in cui la frenesia e la distrazione regnano sovrane. Eppure, non mancano segnali sorprendenti che ci spingono a riflettere. Uno su tutti: il successo internazionale del libro francese Dio, la scienza, le prove, pubblicato anche in italiano.  Si tratta di un’opera coraggiosa e ben argomentata, che ha attirato la mia attenzione proprio per un motivo curioso: molte delle critiche più severe provengono da ambienti cattolici, da sacerdoti e teologi. Questo paradosso ha suscitato in me il desiderio di indagare con più profondità, per comprendere le ragioni di tali reazioni.   Un'introduzione illuminante: Cornelio Fabro e gli "amici delle idee"   Nel riflettere su questo tema, ho ritenuto utile richiamare le parole di padre Cornelio Fabro (1911–1994), uno dei più acuti filosofi cattolici del Novecento. Nella prefazione a un suo testo dedicato alla filosofia di san Tommaso d’Aquino, egli scrive:  «Esso cerca i sinceri amici delle idee che, appartati dal brusio delle vicende contingenti, cercano in serenità l’itinerario per le cose eterne».  Questo articolo, pur con intenti divulgativi, richiede qualcosa di simile: tempo, attenzione, silenzio interiore. Solo così potremo affrontare insieme questo percorso con spirito autentico.  Scienza e fede: una relazione problematica?  Le critiche rivolte al libro Dio, la scienza, le prove si possono ben sintetizzare nelle riflessioni, pubblicate sul Corriere della Sera, di Carlo Rovelli, fisico, e padre Giuseppe Tanzella-Nitti, teologo:  «Se la struttura e l’evoluzione dell’universo rispondono all’intenzione di un Dio Creatore, ciò non può essere dedotto dalle osservazioni e dalle misure proprie del metodo scientifico […]. Infine, soprattutto, tutto ciò non è una critica a chi desidera leggere il mondo come l’espressione di un Dio Creatore. […] È la sciocca commistione di religione e scienza che qui critichiamo, da scienziato e da teologo».   Una domanda provocatoria   Dopo aver letto e meditato queste parole, mi sono chiesto: È davvero una sciocca commistione? O esistono vie legittime per riflettere sull’origine e sul senso del mondo, anche a partire dalla scienza?  Filosofia e scienza: due strade verso la stessa vetta? A questa domanda, ritengo si possa rispondere in modo affermativo, e su due livelli:  Scientificamente, nell’ambito della scienza galileiana e quantitativa;  Filosoficamente, attraverso una ragione che si confronta con la totalità dell’esperienza.  Riformuliamo la questione così: La nostra ragione, applicata integralmente alla realtà, può condurci a Dio?  Risposta: si.  Ma serve distinguere senza separare, come troppo spesso accade.   Il concetto di NOMA: dialogo o separazione?   Nel 1997, il biologo Stephen Jay Gould propose il celebre concetto di NOMA (Non Overlapping Magisteria), secondo cui scienza e religione operano su piani distinti e non sovrapponibili.  Questa visione ha il merito di evitare conflitti inutili. Tuttavia, se assunta rigidamente, rischia di isolare i saperi e impoverire il nostro approccio alla realtà.   Il cielo come via alla Verità: la voce di un astronomo credente   L’astronomo Piero Benvenuti, in una riflessione profonda e appassionata, offre un punto di vista differente:  «Se il concetto di NOMA è perfettamente accettabile da parte di un non credente […], quando è visto dalla prospettiva di un cristiano esso può non essere soddisfacente. […] Osservare il cielo – oggi con i sofisticati strumenti che la tecnologia ci offre – […] può aiutarci ad avvicinarci sempre più alla Verità».  Benvenuti non nega la distinzione tra i saperi, ma invita a ricomporre l’unità del conoscere, aprendosi alla possibilità che anche la scienza possa offrire spunti per la riflessione teologica.  La fede non ha paura della ragione  Il cammino che propongo non è semplice. Richiede concentrazione e perseveranza. Ma per chi lo intraprende con onestà, può rivelarsi straordinariamente fecondo.  D’altra parte, è proprio la Sacra Scrittura a invitare l’uomo a riflettere sull’opera del Creatore. Il Magistero della Chiesa e persino la scienza moderna, se ben comprese, non sono ostacoli ma alleate di questa ricerca.   Non una confusione, ma una convergenza   Alla luce di quanto detto, la tesi di Rovelli e Tanzella-Nitti secondo cui il libro Dio, la scienza, le prove sarebbe frutto di una "sciocca commistione" tra fede e scienza, non convince.  Una riflessione di mons. Antonio Livi (1938–2020), teologo e filosofo, ci offre una chiave preziosa:  «Riflettere sull’esperienza genera tre discipline del sapere: Teologia, filosofia e scienza. Che conducono a Dio. […] Tutte e tre hanno uno stretto rapporto con il senso comune […] esperienza universale che accomuna tutti gli uomini […]».   Il punto d'origine del sapere: il senso comune   In effetti, alla radice di ogni forma di conoscenza c’è il senso comune: quell’esperienza universale e originaria da cui scaturiscono tutti i rivoli del sapere.   Filosofia, scienza e teologia, pur distinguendosi nei metodi e negli oggetti, non sono mondi separati. Hanno in comune la realtà, ciascuna indagata da prospettive diverse.    Ogni scienza particolare può, nel proprio ambito, cogliere un frammento del reale e – in ultima analisi – condurre alla domanda su Dio.   In cammino verso una sintesi più alta   Nel prosieguo di questo percorso, cercheremo di mostrare come, a partire proprio dal senso comune, sia possibile una convergenza dei saperi, in grado di aprire la ragione umana a una comprensione più ampia del reale. Che cos’è il senso comune? Il senso comune è un insieme di certezze che precede ogni riflessione filosofica e rende possibile la stessa conoscenza scientifica. Esso costituisce il punto di partenza di ogni scienza particolare, insieme ai principi universali dell’essere — non contraddizione, causalità, finalità — e ne rappresenta il fondamento.  Ad esempio, la fisica, l’astronomia e la biologia, che indagano vari aspetti dell’unico ordine ontologico — dal cuore del protone ai confini del cosmo, passando per le cellule viventi di cui noi stessi siamo fatti — si basano sull’evidenza che esiste un mondo naturale da conoscere e che la nostra ragione, come riconosceva anche Albert Einstein (1879-1955), è misteriosamente adatta a coglierne relazioni e caratteristiche, esprimibili in linguaggio matematico.  Questa corrispondenza tra ragione e realtà non è affatto scontata. Nel corso della storia, infatti, le menti più eccelse si sono sempre meravigliate di questa straordinaria armonia.  Galileo affermava che Dio ci aveva donato due libri: la Sacra Scrittura e il libro della natura, quest’ultimo scritto in caratteri matematici. Papa Benedetto XVI (2005-2013), in un colloquio con i giovani avvenuto il 6 aprile 2006, riprese l’argomento:  «Riflettiamo ora su cos’è la matematica: di per sé è un sistema astratto, un’invenzione dello spirito umano, che come tale nella sua purezza non esiste. […] Mi sembra una cosa quasi incredibile che un’invenzione dell’intelletto umano e la struttura dell’universo coincidano: la matematica inventata da noi ci dà realmente accesso alla natura dell’universo e lo rende utilizzabile per noi. Quindi la struttura intellettuale del soggetto umano e la struttura della realtà coincidono: la struttura soggettiva e la realtà oggettivata nella natura sono identiche. Penso che questa coincidenza tra quanto noi abbiamo pensato e il come si realizza e si comporta la natura sia un enigma e una sfida grandi, perché vediamo che, alla fine, è una “ragione” che le collega entrambe: la nostra ragione non potrebbe scoprire quest’altra, se non vi fosse un’identica ragione a monte di entrambe».  Se fisici, astronomi e biologi fossero partiti dall’idea di dover dimostrare previamente l’esistenza di atomi, molecole, stelle, galassie, cellule, ecc., le loro scienze particolari non sarebbero mai nate come discipline specifiche e strutturate. L’esistenza del mondo e la nostra capacità di cogliere l’essere sono dunque evidenze primarie: in quanto tali, non vanno e non possono essere dimostrate.  La dimostrazione scientifica, infatti, è un ragionamento che, partendo da due premesse, giunge a una conclusione: essa mostra qualcosa attraverso un procedimento che utilizza conoscenze evidenti e principi primi. San Tommaso d’Aquino utilizza la nota espressione per aliud nota per indicare il processo con cui si dimostra qualcosa di non evidente ricorrendo a ciò che è già noto.  Se, invece, una cosa è evidente (dal latino evidere, cioè “mostrare con immediatezza”), allora la presenza dell’oggetto davanti al soggetto è, per così dire, “forte” e innegabile: essa rivela all’uomo la sua originaria apertura all’essere. La modernità, purtroppo, a partire da Cartesio, ha rifiutato di riconoscere l’evidenza, pretendendo di dimostrare ciò che era invece di per sé noto. Così si è verificato un rovesciamento che ha spostato il principio della conoscenza dall’essere al pensiero, dall’oggetto al soggetto. È la realtà a fondare la conoscenza, non il contrario: questo è il “peccato originale” della modernità.  Un sapere che non è riconosciuto come tale dalla ragione, ma posto da essa, inevitabilmente non può essere universale, bensì soggettivo; non più immutabile, ma mutevole. In nuce, questi erano i primi vagiti del relativismo e del soggettivismo moderni.  Riassumendo i tratti generali del senso comune: esso è un insieme di evidenze — dunque indubitabili e indimostrabili — derivate dall’esperienza, strutturanti la nostra conoscenza e precedenti qualsiasi riflessione critica. Per questo, è patrimonio di tutta l’umanità.   I contenuti specifici del senso comune   Quali sono i suoi contenuti specifici? Nella formulazione di mons. Antonio Livi, il senso comune si basa su cinque pilastri fondamentali, che costituiscono la garanzia minima di verità assolutamente necessarie per il nostro intelletto. Questi principi ci permettono di evitare, da un lato, le secche dello scetticismo e, dall’altro, le paludi del razionalismo gnostico. Impediscono all’uomo di cadere in due estremi opposti: da una parte, l’illusione di una conoscenza esaustiva, quasi divina, secondo cui “tutto è già dentro di me”; dall’altra, lo scetticismo radicale, che nega la possibilità stessa della conoscenza.   Analizziamo brevemente questi cinque pilastri:   Esistono le cose (res sunt) – Il mondo materiale è la prima esperienza (apprensione) che ciascuno di noi fa non appena viene al mondo.  Percepisco il mio “io” come distinto dal mondo – Ho coscienza, non conoscenza, di me stesso.  Esistono altri “io”, ovvero altre persone.  I rapporti tra le cose e tra gli altri “io” sono ordinati, non casuali – Ogni “io” agisce in vista di un fine: questa è l’evidenza di un ordine morale.  Questo ordine, che non è creato da noi, fa capo a una Causa prima, che chiamiamo Dio.  Come osserva la studiosa Laura Boccenti, la nozione di Dio propria del senso comune non nasce dall’esperienza diretta dell’infinito, né deve essere confusa con una dimostrazione razionale della Sua esistenza. Si tratta, piuttosto, di una nozione che scaturisce dal riconoscimento della trascendenza dell’essere: un’intuizione primordiale (e pre-filosofica) dell’esistenza di un Fondamento del mondo, in cui tutti viviamo, stiamo ed esistiamo.  Ora, con questo “bagaglio” concettuale, con questa “cassetta degli attrezzi”, possiamo inoltrarci in una ricerca razionale più riflessa e critica, in grado di essere utile anche agli altri, per giungere a Colui che ha fatto il mondo.   Il senso comune nella rivelazione   Per chi è credente, già la Sacra Scrittura, fin dall’Antico Testamento, insegna che l’uomo può, per sua stessa natura, cercare e trovare Dio con il solo lume naturale della ragione, riconoscendoLo come Creatore e Causa dell’essere di tutti gli enti, ossia delle creature.  Particolarmente significativi, a tal proposito, ci sembrano questi versetti del Libro della Sapienza (13,1-5):  «Veramente sono vani per natura tutti gli uomini che ignorano Dio e che dai beni visibili non furono capaci di conoscere Colui che è […] Infatti, dalla grandezza e bontà delle creature, ragionando, si può conoscere il loro autore».  Non è da meno un celebre passaggio di San Paolo, nella Lettera ai Romani (1,19-21), che, ispirandosi probabilmente ai versetti della Sapienza, ne sviluppa ulteriormente l’insegnamento:  «Poiché ciò che è noto di Dio è manifesto in loro: infatti, dopo la creazione del mondo, Dio manifestò ad essi le sue proprietà invisibili, come la sua eterna potenza e la sua divinità, che si rendono visibili all’intelligenza mediante le opere da lui fatte. E così essi sono inescusabili, poiché, avendo conosciuto Dio, non lo glorificarono come Dio né gli resero grazie, ma i loro ragionamenti divennero vuoti e la loro coscienza stolta si ottenebrò».  Di particolare interesse è il commento del biblista Martino Conti a questi due passaggi scritturistici:  «Dio manifesta sé stesso per mezzo delle cose create (rivelazione naturale). Dalla grandezza e dalla bontà della natura, ragionando, cioè per mezzo della ragione, l’uomo può giungere a conoscerne l’autore. San Paolo, ispirandosi a questo testo, sposta il ragionamento dalla possibilità al fatto e afferma che, di fatto, i pagani, considerando le opere di Dio, riconobbero il Creatore. Ma proprio per questo sono inescusabili: perché, pur avendolo conosciuto, non gli hanno dato gloria né gli hanno reso grazie come a Dio».  Non meno significativo, citato soprattutto durante il Medioevo, fu un altro celebre passaggio del Libro della Sapienza, precisamente (Sap. 11,20):  «Dio ha disposto ogni cosa con misura, calcolo e peso». Un viaggio non privo di ostacoli, ma animato da una certezza: I cieli narrano davvero la gloria di Dio. Sta a noi imparare ad ascoltare. Lo storico della scienza e Fisico benedettino Stanley L. Jaki (1920-2009) – considerato nella sua disciplina, almeno in campo cattolico, come la più alta autorità mondiale in merito, vincitore, ad esempio, del premio Templeton -, nel commentare quel versetto, disse: «Un teologo riesce a vedere molto più lontano se è disposto a imparare dal versetto biblico che afferma che il Creatore ha disposto ogni cosa secondo misura, calcolo e peso»  Il Magistero della Chiesa Un’affermazione analoga si trova nel Magistero della Chiesa, al suo più alto livello, nella Costituzione dogmatica Dei Filius, promulgata durante il Concilio Vaticano I (24 aprile 1870): «La medesima Santa Madre Chiesa professa ed insegna che Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto con certezza al lume naturale della ragione umana attraverso le cose create; infatti, le cose invisibili di Lui vengono conosciute dall’intelligenza della creatura umana attraverso le cose che furono fatte (Rm 1,20)».  Dopo questa dichiarazione solenne, la questione sembrava chiusa. Tuttavia, accadde un episodio singolare. All’indomani della precipitosa chiusura del Concilio—dapprima sospeso a luglio per lo scoppio della guerra franco-prussiana, e poi definitivamente interrotto dopo la breccia di Porta Pia, il 20 settembre successivo—si costituì una sorta di “santa alleanza” tra modernisti e fideisti di ogni orientamento.  L’oggetto del contendere fu un’espressione latina usata dai Padri nel testo conciliare: certo cognosci posse, che poteva essere interpretata in senso soggettivo, dato che il conoscere con “certezza” non equivale alla “dimostrazione” della filosofia medievale.  In risposta, san Pio X (1903–1914), nel quadro della più ampia lotta al modernismo, promulgò un motu proprio, Sacrorum Antistitum (1º settembre 1910), in cui precisava: «Dio, principio e fine di tutte le cose, con il lume naturale della ragione, “attraverso le cose create” (Rm 1,20), cioè attraverso le visibili opere della creazione, come la Causa attraverso gli effetti, può essere conosciuto con certezza, fino al punto che può essere dimostrato».  Un identico insegnamento si trova anche nel Catechismo della Chiesa Cattolica, che al paragrafo 286 afferma: «Infatti, è possibile conoscere con certezza l’esistenza di Dio Creatore attraverso le sue opere, grazie alla ragione umana».   La scienza e la visione galileiana   Sul versante prettamente scientifico, di stampo galileiano, può essere utile richiamare un’intervista realizzata dal fisico Stefano Cristiani alla rivista L’Astronomia, diretta dalla celebre astronoma Margherita Hack (1922–2013), non certo sospettabile di simpatie clericali.  L’intervistato era Harry van der Laan, radioastronomo di fama internazionale, all’epoca direttore dell’ESO, nonché professore di Fisica presso l’Università di Utrecht.  Dopo aver spiegato la natura interdisciplinare dell’astronomia, e come persino la matematica della scansione tomografica (TAC) derivasse direttamente dalla radioastronomia, gli venne posta la classica domanda: «C’è spazio per Dio in tutto ciò?» La sua risposta fu un capolavoro di epistemologia, meritevole di essere riportata per intero: «Sulla religione non ho alcuna risposta semplice, perché molto dipende dal proprio punto di vista sulla vita e sul mondo. Un esempio: se per qualche ragione la storia della musica del XVII secolo andasse perduta, ma noi trovassimo la musica di Bach, imparassimo a suonarla e ad apprezzarla, e fossimo capaci di derivare le regole con cui venne composta—armonia, tonalità, ecc.—allora potremmo domandarci: è una domanda rilevante chiedersi se c’è stato o meno un compositore? Poiché questa musica è fantastica, ha una struttura, è necessario chiedersi se ha avuto un creatore? No, perché abbiamo tutta questa musica che possiamo eseguire, suonare, discutere, analizzare senza pensare che c’è stato un particolare compositore nato il tal anno, morto il tal anno, impiegato da un certo vescovo in una città, che ogni settimana scriveva un nuovo pezzo per la messa domenicale... Naturalmente, tutti penseranno che questo è un modo ridicolo di trattare la musica di Bach. E per me è ugualmente ridicolo parlare della bellezza dell’universo fisico e dire che un creatore non è necessario. Ma così come è possibile studiare la musica di Bach a un livello accademico ed estetico, e apprezzarla senza supporre che Bach sia esistito, allo stesso modo si può studiare l’astronomia senza presupporre un creatore. Ma per me sarebbe ridicolo» Come si vede, anche uno scienziato di chiara fama come Van der Laan ritiene perfettamente plausibile — e tutt’altro che ingenuo — dedurre l’esistenza di un Creatore dalla bellezza e armonia che l’uomo, anche attraverso la scienza galileiana, scopre nel cosmo. Esattamente la tesi del libro in questione.  Nessuna commistione di metodo, dunque: è chiarissimo come si possa continuare a fare scienza pur essendo atei. Ma è altrettanto evidente che, per alcuni, questa è una scelta “ridicola”.   Fine prima parte Fri, 27 Feb 2026 09:05:18 +0000 Religione A Salerno il Convegno sui sistemi agroalimentari promosso dalla Camera di Commmercio https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/34201-a-salerno-il-convegno-sui-sistemi-agroalimentari-promosso-dalla-camera-di-commmercio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/34201-a-salerno-il-convegno-sui-sistemi-agroalimentari-promosso-dalla-camera-di-commmercio.html Si terrà martedì 3 marzo 2026, alle ore 15.00, a Salerno, presso la Camera di Commercio di Salerno (via Roma, 29), il convegno dal titolo “Il modello cooperativo: motore di sviluppo dei sistemi agroalimentari campani tra terra e mare”, promosso da Confcooperative Campania, con il patrocinio della Camera di Commercio di Salerno e dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Salerno. L’iniziativa prende forma dalla visione del Presidente di Confcooperative Campania, Salvatore Scafuri, che da tempo promuove con convinzione il ruolo strategico della cooperazione nello sviluppo dell’agroalimentare regionale. Il convegno si propone come un’occasione di confronto qualificato tra mondo accademico, istituzioni e sistema imprenditoriale, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo lungo l’intera filiera agroalimentare campana, dalla terra al mare.  “Si tratta di un vero e proprio confronto a più voci, focalizzato sul punto di vista accademico, istituzionale e imprenditoriale”, dichiara Salvatore Scafuri. “Il Made in Campania si fonda su un mix di eccellenze tra agricoltura e pesca, dove tradizione e innovazione si integrano. Il modello cooperativo rappresenta uno strumento moderno ed efficace per accrescere la competitività delle imprese, tutelare il lavoro e promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo”. A sottolineare il rilievo istituzionale dell’appuntamento sarà la partecipazione di due Assessori regionali con deleghe chiave per il comparto agroalimentare: Fiorella Zabatta, Assessore alle Politiche Giovanili, Sport, Protezione Civile, Biodiversità, Politiche di riforestazione, Pesca e acquacoltura e tutela degli animali della Regione Campania, e Maria Carmela Serluca, Assessore all’Agricoltura della Regione Campania. Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Andrea Prete, Presidente di Unioncamere, e dello stesso Salvatore Scafuri. Interverranno inoltre: Vincenzo Peretti, Ordinario del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Rossella Robusto, Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Salerno; A moderare il dibattito sarà la giornalista Anna La Rosa. Fri, 27 Feb 2026 08:51:55 +0000 Salerno The Art of moment: la Ginnastica diventa Leggenda https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34200-the-art-of-moment-la-ginnastica-diventa-leggenda.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34200-the-art-of-moment-la-ginnastica-diventa-leggenda.html   Svelata la nuova divisa ufficiale della Nazionale di Ginnastica firmata Freddy   Presentati i calendari della nuova stagione agonistica 2026   La nuova divisa ufficiale 2026 della Nazionale Italiana di Ginnastica, frutto della collaborazione tra Freddy e la FGI è stato presentato alla “La Lanterna – Palazzo Fuksas”, a pochi giorni dal 157° di fondazione della Federazione Ginnastica d’Italia, il più antico sodalizio sportivo del Bel Paese. La nuova divisa, svelata in anteprima assoluta, è stata raccontata attraverso una performance narrativa ideata e diretta artisticamente da Giulia Staccioli, ex ginnasta olimpica e fondatrice della compagnia Kataklò Athletic Dance Theatre. Un vero e proprio performance & fashion show che ha trasformato la sfilata in un racconto emotivo: il diario ideale di un atleta della Nazionale, dalle prime convocazioni fino alla competizione e al podio. Attraverso una successione di quadri scenici, accompagnati da una narrazione dal vivo, sound design immersivo e contenuti visuali, il pubblico e le istituzioni presenti hanno ripercorso le tappe fondamentali della vita sportiva – allenamento, sacrificio, viaggio, gara e celebrazione – vivendo dall’interno le emozioni, la fatica e i trionfi del Team Italia. In questo racconto, le divise Freddy non sono state semplici uniformi, ma compagne di viaggio, capaci di assecondare il movimento, sostenere la performance e rappresentare l’identità azzurra dentro e fuori dal campo gara.   «Freddy nasce 50 anni fa con l’obiettivo di innovare l’abbigliamento sportivo, unendo performance, tecnologia e stile», ha dichiarato Carlo Freddi, Presidente di Freddy. «Questo approccio si esprime da sempre nel nostro claim The Art of Movement e trova nella ginnastica uno dei suoi pilastri: di questi cinquant’anni, la seconda metà è stata vissuta insieme alla Federazione Ginnastica d’Italia, in un percorso iniziato nel 2001 e oggi rafforzato da un nuovo accordo quadriennale».   «La ginnastica è movimento e Freddy ha sempre saputo cogliere l’arte e l’eleganza del gesto tecnico – ha aggiunto il Presidente Federginnastica Andrea Facci - Per questo il connubio è stato e continuerà ad essere vincente. Sono felice di aver rinnovato l’accordo fino al 2029 e, con l’aiuto di Carlo, di aver aperto alla possibilità di far vestire la maglia azzurra anche ai nostri appassionati, che ora potranno acquistare la divisa dei propri beniamini negli store di Freddy. Alla Lanterna abbiamo acceso di nuovo l’entusiasmo, festeggiando con le nostre Leggende del passato l’inizio di un futuro tutto da scoprire. Lo sport vive di emozioni e le emozioni della ginnastica durano per sempre». Nel corso della serata è stato inoltre presentato Gym Legend, il nuovo club esclusivo dedicato alle leggende della ginnastica italiana e riservato ai partecipanti olimpici e ai medagliati mondiali, nato per valorizzare gli atleti e i protagonisti che hanno contribuito a costruire la storia e il prestigio della disciplina. Presenti per l’occasione stelle del calibro di Vanessa Ferrari, Igor Cassina, Matteo Morandi, Manila Esposito, Giorgia Villa e alcune esponenti delle Farfalle d’Argento di Atene 2004, tanto per citare gli olimpionici. Particolarmente emozionante il tributo federale al compianto Franco Menichelli, oro al corpo libero ai Giochi di Tokyo 1964 e il più medagliato ginnasta olimpico dell’ultracentenaria storia federale. L’angelo azzurro, bronzo a squadre a Roma ’60, l’unica edizione delle Olimpiadi Estive mai organizzata in Italia, è stato ricordato con un’esibizione dal vivo del soprano Cinzia D’Astola Perroni, accompagnato dal maestro Claudio Junior Bielli, con immagini di repertorio del grande campione romano, scomparso alla fine di gennaio. Toccante anche il monologo dell’attore, regista Luca Ferri che, vestito come un gentiluomo dell’Ottocento, ha dato voce alle leggende dei secoli passati della decana delle Federazioni Sportive Nazionali, eroi antichi ma immortali come Alberto Braglia, Romeo Neri, Savino Guglielmetti, Giorgio Zampori, Francesco Martino, e anche le Piccole Pavesi di Amsterdam, Miranda Cicognani, prima portabandiera donna del CONI, e le Farfalle ante litteram di L’Avana e Madrid. In anteprima è stato presentato anche il calendario gare e gli eventi federali della stagione, a cominciare dai Top Events 2026, che saranno trasmessi in diretta su “Vorale Tv”, il canale della ginnastica sul bouquet di SportFace, offrendo una visione complessiva sui principali appuntamenti che segneranno la prossima stagione sportiva. A cominciare dalla tappa inaugurale del Campionato di Serie A e B di Artistica, in programma al PalaPanini di Modena, venerdì 27 e sabato 28 febbraio (i biglietti sono disponibili su VivaTicket).   Alla sfilata hanno partecipato per l’Artistica Maschile Nicola Bartolini (Pro Patria Bustese), Tommaso Brugnami (Giovanile Ancona), Thomas Grasso (Juventus Nova Melzo 1960), Lorenzo Minh Casali e Carlo Macchini (G.S. Fiamme Oro); per l’Artistica Femminile Emma Fioravanti (Forza e Coraggio), Manila Esposito, Martina Maggio e Giorgia Villa (G.S. Fiamme Oro); per la Ritmica le individualiste Sofia Raffaeli e Tara Dragas (G.S. Fiamme Oro) e le componenti della squadra del centro tecnico di Chieti - Chiara Badii, Sofia Sicignano e Bianca Vignozzi(Raffaello Motto), Serena Ottaviani (G.S. Aeronautica Militare), Sasha Mukhina e Gaia Pozzi (San Giorgio ’79) – e dell’Accademia di Desio - Sofia Colombo (San Giorgio ’79),Lorjen D’Ambrogio (Ginnastica Opera), Laura Golfarelli(Eurogymnica), Allegra Jakic (Cervia Ginnastica e Sport), Alexandra Naclerio e Giulia Segatori (G.S. Aeronautica Militare); per il Trampolino Elastico Samuele Patisso Colonna(Milano 2000) e Silvia Coluzzi (G.S. Esercito Italiano); per l’Aerobica Sara Cutini (Artistica Porto S. Elpidio), Matteo Falera(Ginnastica Agorà), Davide Nacci (Ginnastica Francavilla) e Lucrezia Rexhepi (Ginnastica Valentia); per l’Acrobatica Sofia D’Errico e Camilla Poerio (Ginnastica Grugliasco); per ilParkour Andrea Consolini e Giulio De Carolis (Brixia Brescia). La Federazione Ginnastica d’Italia, il Consiglio Direttivo Federale e la Consulta dei Presidenti Regionali, a cominciare dal CR. Lazio del Presidente Paolo Orlando, ringraziano, oltre all’official partner tecnico FGI Freddy, tutte le autorità intervenute, dal Governo al Comune di Roma, Coni e Sport e Salute, i rappresentanti dei Gruppi Sportivi di riferimento, Militari, con Esercito e Aeronautica, e di Pubblica Sicurezza con le Fiamme Oro della Polizia di Stato e le Fiamme Rosse dei Vigili del Fuoco.    Fri, 27 Feb 2026 08:44:12 +0000 Sport Domenica 1 marzo ai Giardini del Castello partono le “Tende Incantate: storie per il pianeta” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/barletta/34199-domenica-1-marzo-ai-giardini-del-castello-partono-le-tende-incantate-storie-per-il-pianeta.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/barletta/34199-domenica-1-marzo-ai-giardini-del-castello-partono-le-tende-incantate-storie-per-il-pianeta.html Barletta si prepara ad accogliere il primo appuntamento di “Tende Incantate: storie per il pianeta”, il progetto del Teatro Fantàsia vincitore del bando europeo No Planet B, promosso da Punto Sud, cofinanziato dall’Unione Europea e sostenuto in Italia da Fondazione Cariplo. L’iniziativa, totalmente gratuita, prenderà il via domenica 1° marzo, dalle ore 11:00 alle 13:00, presso i Giardini del Castello, con un evento completamente gratuito dedicato ai bambini dai 3 ai 10 anni e alle loro famiglie. Per l’occasione saranno allestite tre tende teatrali immersive, all’interno delle quali i bambini potranno vivere esperienze di narrazione dedicate ai temi dell’ambiente e della cura del pianeta. Accanto alle attività teatrali, saranno proposti giochi realizzati con materiali riciclati e laboratori creativi dove ogni bambino potrà dipingere un vasetto e piantare personalmente un semino, trasformando il gesto creativo in un simbolo concreto di responsabilità e attenzione verso la natura. L’obiettivo del progetto è avvicinare le nuove generazioni ai temi ambientali attraverso il linguaggio del teatro, rendendo accessibili contenuti scientifici in modo coinvolgente e partecipato. “Tende Incantate” nasce infatti per contrastare il disinteresse verso l’azione climatica, partendo dai più piccoli e coinvolgendo indirettamente le famiglie e la comunità. «Abbiamo scelto di portare il teatro fuori dagli spazi convenzionali – dichiara Alessandro Piazzolla, direttore artistico del Teatro Fantàsia – perché crediamo che la cultura non debba abitare i luoghi della vita quotidiana. Un parco pubblico non è solo uno spazio verde: è un luogo di incontro, di crescita, di comunità. Portare qui il teatro significa restituire alla cultura la sua funzione più profonda, quella di generare consapevolezza collettiva. Parlare di ambiente attraverso l’arte vuol dire costruire un immaginario diverso, capace di formare cittadini più attenti e responsabili. Il teatro, con la sua forza simbolica ed emotiva, riesce a trasformare temi complessi in esperienze vive, accessibili e condivise. Non si tratta solo di raccontare il cambiamento climatico, ma di educare allo sguardo, alla cura, al senso di appartenenza al pianeta. Seminare cultura ambientale nei bambini significa investire nel futuro della nostra comunità.» A sottolineare l’importanza organizzativa e comunitaria del progetto è anche Rosa Dicuonzo, responsabile dell’organizzazione: «“Tende Incantate” è un lavoro di squadra che coinvolge professionisti, volontari e territorio. Per noi è fondamentale che le famiglie si sentano parte attiva dell’esperienza. Non è solo un evento, ma un percorso che unisce creatività, responsabilità e condivisione.» A ogni partecipante verrà consegnato un ticket e chi completerà il percorso riceverà un biglietto omaggio per lo spettacolo teatrale per bambini, che andrà in scena a fine settembre presso il Teatro Fantàsia, in via Imbriani 144 a Barletta. Dopo l’appuntamento inaugurale del 1° marzo, il progetto proseguirà con i successivi incontri previsti il 5 aprile, il 3 maggio e il 20 settembre, continuando a trasformare i parchi cittadini in luoghi di cultura, incontro e consapevolezza ambientale. L’ingresso è gratuito. Per informazioni contattare il Teatro Fantàsia al 340 3310937. Fri, 27 Feb 2026 08:40:23 +0000 Barletta Nelle profondità della terra un mondo nascosto e dormiente https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/34189-nelle-profondita-della-terra-un-mondo-nascosto-e-dormiente.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/34189-nelle-profondita-della-terra-un-mondo-nascosto-e-dormiente.html Nel profondo della Terra si trova un mondo nascosto di "in-Terra" che è rimasto dormiente per centinaia di migliaia di anni Sotto la superficie terrestre si cela un regno di vita microscopica inesplorata. Questi esseri "sulla Terra" sopravvivono in alcune delle condizioni più dure del pianeta, catturando l'interesse di scienziati e ricercatori.In un estratto dal libro "Intraterrestrials: Discovering the Strangest Life on Earth" (Princeton University Press, 2025), l'autrice Karen Ji Lloyd, biogeochimica microbica presso l'Università della California del Sud, esamina l'idea di evoluzione tra forme di vita che possono sopravvivere per centinaia di migliaia - se non milioni - di anni in uno stato di ibernazione e cosa possiamo aspettarci quando si "risvegliano". Come può un organismo evolversi per smettere di crescere per migliaia di anni? Ricerche recenti suggeriscono che i microbi sepolti in profondità nei sedimenti del fondale oceanico potrebbero fare proprio questo. Tali organismi possono essere definiti endoterrestri: piccoli microrganismi che vivono all'interno della crosta terrestre in tutto il pianeta. Affinché Livescience possa rispondere a questa difficile domanda, esamina cosa sperimenterebbero questi organismi durante la loro vita. Questi organismi lenti non si preoccuperebbero della durata di una giornata. Sono sepolti così in profondità che non riescono nemmeno a percepire il sole. Probabilmente non si accorgerebbero nemmeno del cambio di stagione. Tuttavia, potrebbero essere interessati ad altri ritmi geologici più lunghi: l'apertura e la chiusura dei bacini oceanici attraverso la tettonica a placche, la formazione e il cedimento di nuove catene di isole, o i nuovi flussi di fluidi causati dalla lenta formazione di crepe nella crosta terrestre. Ad esempio, i fringuelli di Darwin hanno sviluppato nuove forme di becco perché sono stati isolati su un'isola con una certa forma di semi da mangiare. Questa evoluzione avvenne durante la scala temporale geologica della creazione dell'isola, ma avvenne in una genealogia delle specie, non in un singolo uccello. Sappiamo però che anche gli individui sono capaci di cambiare in base ai ritmi dell'ambiente circostante. Il mantello di una singola volpe artica (Vulpes lagopus) cambia da bianco a marrone quando la neve si scioglie ogni primavera. Molte persone si svegliano alla stessa ora ogni mattina senza l'aiuto di una sveglia. I ritmi giornalieri e annuali sembrano ragionevoli per un essere umano o animale da tenere d'occhio. I ghiacciai, non tanto. Prevedere cambiamenti su scale temporali più lunghe sembra ridicolo. Sarebbe sciocco supporre che un coleottero nel deserto del Gobi potesse riprodursi solo quando mangiava un seme della foresta pluviale amazzonica perché nacque milioni di anni fa, quando Sud America e Africa erano uniti, e il suo DNA gli ordinava di riprodursi quando la divisione tettonica si chiuse nuovamente. Questi scenari non hanno senso per gli animali, ma potrebbero averlo per gli organismi intraterrestri. Una persona che vive un milione di anni può essere evolutivamente predisposta a fare affidamento su qualcosa di lento come l'affondamento di un'isola, allo stesso modo in cui noi siamo predisposti ad aspettare che il sole sorga domani. Per comprendere appieno gli organismi intraterrestri, potremmo dover riconsiderare cosa viene considerato uno stimolo evolutivo.Vivere per milioni di anni Il fatto che le cellule viventi probabilmente esistano in uno stato di non crescita per lunghi periodi solleva due domande importanti: un microrganismo può adattarsi per evitare la divisione cellulare per migliaia di anni o più, invece che accadere per caso? E, se sì, come funziona l'evoluzione per un organismo che apparentemente non produce mai prole? Affrontiamo la prima domanda formulando nel modo seguente, per aiutarci a collocare questa scoperta nel contesto dell'evoluzione darwiniana: questi microbi sono evolutivamente adattati a rimanere in questo stato dormiente e morto per migliaia o milioni di anni, o persistono semplicemente perché le cellule non hanno bisogno di adattamenti speciali per sopravvivere così a lungo? Per Lloyd, vivere per centinaia di migliaia di anni sembra improbabile senza adattamento. Troppi cambiamenti fisiologici sono necessari per sostenere questo stile di vita, quindi sono solo un effetto collaterale di una vita "normale" frenetica. Inoltre, se questo stile di vita è accidentale, allora le fasi principali del loro sviluppo dovrebbero avvenire in un altro ambiente. Ma raramente vediamo i tipi di microbi che troviamo sul fondo sottomarino altrove. Non è che fossero microbi marini comuni che nuotavano felicemente, si dividevano e crescevano, e quando cadevano sul fondo semplicemente dimenticavano di morire. Al contrario, la maggior parte di questo gruppo altamente diversificato di microbi sembra esistere solo nei sedimenti marini. Dato ciò, potrebbero essere scelti per i sedimenti marini tanto quanto i pappagalli per la foresta pluviale. Infatti, riscontriamo che, con l'aumentare della profondità nei sedimenti marini, i microbi producono enzimi con maggiore specificità per i tipi di substrati disponibili nel sottosuolo, il che suggerisce che siano specificamente adattati a questo ambiente. I microrganismi del sottosuolo possiedono anche adattamenti che permettono metabolismi e divisioni cellulari estremamente lenti. Questo suggerisce che, in qualche modo, siano evolutivamente predisposti a trovarsi in uno stato di non crescita a lungo termine. Ma qui sorge un problema. Secondo la teoria della selezione naturale di Darwin, queste cellule devono crescere e produrre nuova prole per evolversi. La selezione naturale funziona perché, durante la riproduzione, gli organismi subiscono mutazioni. E quando un organismo ha una mutazione benefica, quella mutazione ne aumenta l'adattabilità, così che la sua prole prevalga su quella degli organismi non mutanti, portando a più discendenti portatori della mutazione. Queste generazioni successive continuano a fare meglio delle linee non mutate e, alla fine, la mutazione si diffonde in tutta la popolazione. Ecco qua: l'adattamento è avvenuto tramite selezione naturale. Ma come possiamo anche solo pensare all'evoluzione darwiniana in popolazioni che non si riproducono? Come si può adattarsi a non avere figli? Non credo che Darwin avesse in mente la non-crescita quando descrive la sopravvivenza del più adatto. Fortunatamente, abbiamo un buon modello di inattività stagionale a breve termine. Qui, l'ibernazione durante l'inverno offre un vantaggio evolutivo, poiché gli organismi dormienti mantengono popolazioni più grandi quando le condizioni tornano a crescere in primavera. Pertanto, questi organismi hanno un vantaggio rispetto ad altri organismi e possono trasmettere i geni di inattività a una popolazione più ampia di discendenti in primavera ed estate. Questo è un classico esempio di selezione naturale darwiniana. Estendiamo questo modello all'inerzia che dura migliaia di anni nei sedimenti marini. Dobbiamo pensare a un evento che gli organismi terrestri potrebbero eventualmente aspettarsi e che li porterebbe all'inerzia quando vengono sepolti a centinaia di metri di profondità nella crosta terrestre. Se incontriamo un microrganismo inattivo nel terreno in inverno, possiamo presumere che stia aspettando di ricominciare a crescere in estate. Qual è la situazione corrispondente per un organismo sedimentario marino che è sepolto in profondità e rimane dormiente per migliaia o milioni di anni? Facciamo un esperimento immaginario per liberare la nostra mente dalle nostre supposizioni non dette sulla durata della vita. Immagina che la vita umana durasse solo circa 24 ore. Nasceresti a mezzanotte, ti ribelleresti ai genitori a colazione, ti sistemisti e avresti figli poco prima di pranzo, e inizieresti a pescare come hobby per la pensione intorno a cena. A mezzanotte, i tuoi cari – che a loro volta sarebbero nati solo poche ore prima – si radunano vicino a te e ti tenevano la mano mentre morivi silenziosamente nella profonda vecchiaia di un solo giorno. Se tutti vivessero così, centinaia di generazioni umane verrebbero e sarebbero andate in un solo inverno. Durante tutto questo periodo, che avrebbe rappresentato una parte importante della storia umana, gli alberi decidui rimasero marroni e privi di vita.La vita su scale temporali geologiche Quindi, cosa aspettano questi microrganismi per svegliarsi? I cicli stagionali sono molto veloci. Le uniche cose che arrivano piuttosto tardi sono i processi geologici. Ad esempio, le isole di cedimento, le inondazioni, la siccità o le tempeste spesso si verificano in cicli di centinaia o migliaia di anni. Frane sott'acqua, terremoti, tsunami ed eruzioni vulcaniche possono spostare materiali su scale temporali ancora più ampie, esponendo gli esseri terrestri a nuove fonti di cibo che li riportano fuori dal loro ibernazione dopo centinaia di migliaia di anni. Sembra strano dire che un microbo sia adattato ad aspettare qualcosa di raro come un'eruzione vulcanica, ma la storia della Terra mostra che si può contare sulle eruzioni vulcaniche purché si abbia tempo per aspettarle. Se lasciamo davvero correre la nostra immaginazione, i singoli microbi potrebbero essere adattati ad eventi con periodi ancora più lunghi, come i cicli glaciali, che cambiano ogni circa 30.000 anni. O il lento movimento delle placche tettoniche. Man mano che nuovi fondali marini appaiono sulle dorsali interoceaniche, il fondale esistente viene costantemente spinto lontano dal centro dell'oceano, come una persona che si trova su una pista mobile in un aeroporto. Il fondale marino infine si schianta contro un continente, in una collisione con il movimento più lento di sempre. Alcuni sedimenti e gli esseri endogeotici che vi vivono si riverseranno nella placca sommersa e alla fine schiacceranno temperature e pressioni che distruggeranno qualsiasi forma di vita come la conosciamo. Anche per gli estremofili, essere trascinati giù nel mantello sarebbe certamente un vicolo cieco evolutivo. Tuttavia, alcuni dei sedimenti che si trovano nelle fasi iniziali di subduzione sotto le placche continentali possono tornare attraverso crepe e fessure che si aprono nella placca sovrastante. Durante questa collisione, alcuni sedimenti del fondale marino vengono spinti verso l'alto nei prismi protesici e nelle faglie associate create da terremoti o altre deformazioni delle placche. Il beneficio evolutivo di aspettare milioni di anni nei sedimenti marini profondi sarebbe un ritorno al fondo oceanico superiore, dove il cibo è più nutriente. A quel punto, il microbo trasmetteva i suoi geni alle generazioni future. Come in ogni classica selezione naturale darwiniana, gli individui che possiedono le migliori adattazioni per rimanere dormienti per milioni di anni avrebbero un vantaggio di crescita quando riemergevano, assicurando che tali adattamenti fossero radicati nelle comunità. È la versione estiva degli organismi terrestri a ripartire verso i sedimenti superficiali? Fonte: Livescience/ Ertnews Fri, 20 Feb 2026 17:40:48 +0000 Scienza Gustiamo Insieme la vita - la campagna di sensibilizzazione di Donna Donna Aps https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34179-gustiamo-insieme-la-vita-la-campagna-di-sensibilizzazione-di-donna-donna-aps.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34179-gustiamo-insieme-la-vita-la-campagna-di-sensibilizzazione-di-donna-donna-aps.html A Roma, mercoledì 18 febbraio 2026, a partire dalle h 10:00, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati in Via della Missione 4, si terrà la conferenza stampa di presentazione della campagna di sensibilizzazione e del "concorso partecipato" per le scuole di ogni ordine e grado dal titolo “Gustiamo Insieme la Vita”. Promossa da Donna Donna APS. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di conoscere, affrontare e vincere i disturbi alimentari, favorendo un rapporto sano ed equilibrato con cibo, corpo ed emozioni. Il progetto coinvolgerà studenti e docenti in un percorso educativo e culturale volto a promuovere consapevolezza, prevenzione e corretti stili di vita, attraverso attività formative e un concorso "partecipato", dedicato agli studenti di tutta Italia, dove vincono tutti. Del resto, la vera vittoria è partecipare e mettersi in gioco. È parlare di questi temi senza vergogna per scegliere la vita. Alla conferenza stampa interverranno autorevoli rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico, sanitario ed associativo: l’On. Paola Frassinetti, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione e del Merito; l’On. Paolo Trancassini, Questore della Camera dei Deputati; l’On. Girolamo Cangiano, VII Commissione Cultura, Istruzione e Scienze di Montecitorio; l’On. Antonella Sberna, Vice Presidente del Parlamento Europeo; il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio Antonello Aurigemma; il Dott. Alessio Nardini, Direttore Generale al Ministero della Salute, Dipartimento Corretti Stili di Vita e Rapporti con l’Ecosistema; il Presidente di ANCI Lazio e Sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi; Ciro Toma e Virginia Fiore, Dirigenti INPS; il Prof. Mario Rusconi, Presidente Associazione Nazionale Presidi Roma; Mariagrazia Dardanelli, in rappresentanza della Rete Nazionale Licei Artistici; Marinella Di Stasi, Presidente SIRIDAP; Patrizia Todisco, Presidente SISDCA; Alfredo D’Antimi, Presidente Associazione Nazionale Città dell’Olio Lazio; Adriana Aniceto e Anna Pina Guglielmi, docenti dell’Istituto Pantaleone Buonarroti di Frascati. Saranno, inoltre, presenti gli studenti dell’Istituto, Tiziana Volpes, Presidente Onoraria Donna Donna Aps e la Chef Vitalia Scano. A moderare l’incontro sarà Nadia Accetti, Fondatrice dell’ Associazione Donna Donna APS, vittima di violenza e testimone della malattia che ha fatto della sensibilizzazione dei giovani verso questi temi la sua mission da oltre quindici anni. “Gustiamo Insieme la Vita - dichiara Nadia Accetti - si propone come un percorso multidisciplinare che unisce scuola, istituzioni, professionisti della salute e realtà associative, con l'obiettivo di contrastare i disturbi alimentari, fenomeno in crescente diffusione tra i giovani. Attraverso il coinvolgimento diretto degli studenti, infatti, la campagna mira a promuovere la cultura del benessere, partendo dal cuore e dalla sfera emozionale. Un ringraziamento speciale va a ANCOS, ASSOGIOCATTOLI, ANIR, CREA, ARSIAL e MAESTRI DEL LAVORO per il supporto, unitamente a tutti coloro che ogni anno permettono a questo piccolo miracolo d'amore di crescere e diffondersi sempre più tra le giovani generazioni”. Tue, 17 Feb 2026 09:02:09 +0000 Roma In estate ritorna il Festval Florio 2026 https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/34175-in-estate-ritorna-il-festval-florio-2026.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/34175-in-estate-ritorna-il-festval-florio-2026.html Dopo anni di silenzio e un’anteprima autunnale carica di emozione, il Festival Florio torna finalmente nella sua veste estiva, nella terra che lo ha visto nascere e crescere. Dal 28 giugno al 5 luglio 2026, l’isola di Favignana sarà ancora una volta il cuore pulsante di una rassegna culturale trasversale e di qualità. Un ritorno fortemente voluto, condiviso e costruito con passione da tutta la comunità delle Egadi e dai suoi protagonisti: dal Comune di Favignana all’Associazione Kymbala, passando per artisti, partner istituzionali e privati, e un’intera rete di volontari. Festival Florio 2026 è una promessa mantenuta. È l’eco di un progetto culturale che non si è mai del tutto spento, ma che oggi rinasce con rinnovata energia, come a voler “riannodare i fili” del racconto interrotto, per ritessere il dialogo tra le isole e il mondo. Un dialogo che ha radici lontane e sguardo aperto sull’Europa, grazie anche al lavoro del direttore artistico Giuseppe Scorzelli, che vive e lavora tra la Germania e l’Italia, portando avanti un’intensa attività di promozione del Festival anche nei circuiti internazionali del turismo e della cultura. «Il ritorno del Festival Florio rappresenta un segnale fortissimo di rinascita per la nostra comunità – dichiara il Sindaco di Favignana, Giuseppe Pagoto –. Dopo anni difficili, riportare sull’isola un evento culturale di questa portata significa molto più che riempire un cartellone: vuol dire restituire alle Egadi una voce nel panorama artistico nazionale, offrendo opportunità concrete di sviluppo sostenibile. Il Festival non è solo un appuntamento: è un bene comune, un brand identitario, un progetto che appartiene a tutti noi. E in questa edizione vogliamo tornare a farlo sentire vivo, vicino, accessibile, radicato nel territorio e capace di guardare lontano.». È anche attraverso la cultura, infatti, che le isole Egadi possono ripensare la propria posizione nel Mediterraneo, promuovendo una destagionalizzazione turistica intelligente, fondata sull’esperienza, sulla narrazione e sulla qualità. In quest’ottica, l’intenso lavoro di internazionalizzazione condotto da Giuseppe Scorzelli – in sinergia con enti, festival e reti culturali europee – ha già portato risultati concreti: dalla partecipazione alla BIT di Milano e all’ITB di Berlino, al dialogo avviato con Ryan Air per il potenziamento dei collegamenti diretti dalla Germania a Trapani, passando per il prestigioso riconoscimento dell’EFFE Label, che ogni anno premia i migliori festival europei.  «Questa edizione del Festival Florio nasce come ponte verso il futuro – spiega Giuseppe Scorzelli –. Dopo lo stop forzato, ripartiamo con un cartellone agile, ma denso di contenuti e significati. Volevamo creare un fil rouge che legasse parola e musica, racconto e riflessione, memoria e attualità. Il tema che attraversa tutta la programmazione è quello dell’eredità: artistica, umana, culturale. Lo vedremo nei grandi omaggi teatrali, nei concerti, negli incontri. E lo respireremo nel luogo simbolo del Festival, gli ex Stabilimenti Florio: una cattedrale di pietra che continua a raccontarci storie, a chiederci futuro.». A dare l’avvio al Festival sarà un evento di grande valore simbolico: la consegna del Premio Favignana per il Teatro a Leo Gullotta, domenica 28 giugno. Un riconoscimento che celebra non solo una carriera straordinaria, ma anche un modo di abitare la scena e la vita con profondità, ironia e coerenza. Gullotta sarà protagonista di un incontro pubblico e della cerimonia di premiazione nella storica sede degli ex Stabilimenti Florio, alla presenza delle autorità isolane. Il giorno successivo, spazio a un sentito omaggio a Gigi Proietti, con lo spettacolo Insegnamenti e chiacchiere, portato in scena dalla figlia, Carlotta Proietti, insieme a Claudio Pallottini. Un viaggio teatrale, musicale e affettivo nel mondo del grande maestro romano, tra ricordi, aneddoti e preziose eredità artistiche. Il programma prosegue martedì 30 giugno con una giornata interamente dedicata al pianista e compositore Enrico Pieranunzi, che racconterà e interpreterà due giganti della musica: Bill Evans, al quale ha dedicato il suo più recente libro, oggetto dell’appuntamento pomeridiano, ed Ennio Morricone, in onore del quale è improntato il suo concerto serale, Pieranunzi plays Morricone. Si conferma la tradizionale collaborazione con il Conservatorio di Musica "Antonio Scontrino" di Trapani che il 1° luglio porterà ad esibirsi in concerto a Favignana i migliori studenti dell’anno. Il tour delle Egadi proseguirà successivamente anche a Levanzo e Marettimo. Il 2 luglio sarà invece il giorno dell’intimità familiare e del ricordo, con due incontri che intrecciano arte e memoria: nel pomeriggio, la storica Maria Procino ci guiderà tra le lettere inedite di Eduardo e Luca De Filippo, mentre la sera sarà Marco Morricone, figlio del Maestro, a raccontare il padre Ennio come uomo e genio, in un dialogo carico di emozione. Grande attesa anche per il concerto di Raphaela Gromes e Julian Riem (venerdì 3 luglio), due tra i più affermati interpreti della musica classica europea. Il loro programma, ispirato anche al progetto Fortissima! dedicato dalla Gromes alle compositrici dimenticate, sarà una dichiarazione d’amore per l’arte e per la bellezza, che si estende anche alle masterclass aperte al pubblico. Sabato 4 luglio il Festival si aprirà alla riflessione storica e spirituale con l’incontro condotto da Mario Prignano, che analizzerà la figura di San Francesco e il Papato nell’Italia del Duecento. In serata, spazio alla scienza e alla narrazione teatrale con Cacciatori di comete, una performance inedita che vedrà protagonisti Paolo Ferri e Amedeo Feniello, accompagnati dalla chitarra di Carlo Mascilli Migliorini, per un racconto tra cosmologia, storia e poesia. A chiudere questa intensa settimana sarà, domenica 5 luglio, il pianista e compositore Giovanni Allevi con il suo nuovo progetto Armonie Invisibili: una performance che si annuncia come esperienza immersiva e sensoriale, dove la musica si fa parola, riflessione, guarigione. Un finale evocativo per un’edizione che vuole lasciare il segno. Durante il Festival sono previsti anche laboratori, incontri, degustazioni di vini e masterclass musicali tenute dagli stessi artisti ospiti, tra cui Giovanni Baglioni (chitarra acustica) e Raphaela Gromes (violoncello), in una commistione virtuosa tra alta formazione, tradizione locale e dialogo internazionale. Alcuni eventi saranno a pagamento, ma la gran parte delle iniziative sarà a ingresso gratuito, per favorire la partecipazione più ampia e trasversale possibile. Festival Florio è promosso dall’Associazione Kymbala con il Comune di Favignana, e si avvale della collaborazione del Conservatorio di Trapani, della MEMA Mediterranean Music Association, dell’Associazione Cucina Siciliana, di Camparia e di numerosi sponsor e partner, tra cui Cantine Florio e Mare Puro.   Uff. st.:  E.Castiglioni Wed, 11 Feb 2026 16:49:05 +0000 Trapani Milano Cortina 2026: chi sono i portabandiera https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34161-milano-cortina-2026-chi-sono-i-portabandiera.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34161-milano-cortina-2026-chi-sono-i-portabandiera.html Sono stati annunciati oggi i portabandiera che accompagneranno la Bandiera Olimpica durante la Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Dieci personalità di rilievo internazionale, scelte dal Comitato Olimpico Internazionale e da Fondazione Milano Cortina 2026: atlete e atleti, ma anche persone che per il valore delle loro storie umane e professionali incarnano i principi di pace, unità e solidarietà che ispirano il Movimento Olimpico. Cinque cerchi olimpici intrecciati su sfondo bianco, che rappresentano l’unione dei cinque continenti e l’incontro tra atlete e atleti di tutto il mondo presenti ai Giochi: la Bandiera Olimpica è un emblema senza tempo, capace ancora oggi di parlare al presente e ricordarci la forza dello sport come strumento di dialogo e progresso per l’umanità. Ogni edizione dei Giochi Olimpici ha l’ambizione di lasciare un segno che vada oltre la competizione sportiva. I portabandiera scelti per Milano Cortina 2026 rappresentano questa visione, attraverso percorsi di vita segnati da impegno civile, resilienza, inclusione e responsabilità globale, in grado di ispirare gli spettatori di ogni parte del pianeta. In linea con lo spirito dei Giochi Olimpici Invernali diffusi, la Bandiera Olimpica sfilerà in due luoghi simbolici delle Cerimonie di Apertura: al San Siro Olympic Stadium di Milano, accompagnata da otto portabandiera, e a Cortina, con due portabandiera.Ecco i nomi di coloro che avranno l’onore di portare la bandiera Olimpica a Milano: Tadatoshi Akiba (Giappone) è stato sindaco di Hiroshima dal 1999 al 2011. Nel corso della sua carriera politica si è distinto per il suo impegno globale a favore del disarmo nucleare. È stato inoltre un membro attivo dei Mayors for Peace, organizzazione internazionale dedicata alla promozione della pace. Rebeca Andrade (Brasile) è l’atleta Olimpica più premiata nella storia del suo Paese. Dopo aver superato numerosi e gravi infortuni che più volte l’hanno spinta a pensare al ritiro, è diventata un potente simbolo di perseveranza e resilienza. Ha partecipato a tre Olimpiadi (Rio 2016, Tokyo 2020, Parigi 2024), ha vinto la medaglia d’oro in due edizioni dei Giochi, Tokyo 2020 (volteggio) e Parigi 2024 (corpo libero) oltre ad aver ricevuto il Laureus World Comeback of the Year Award nel 2025. Sostiene attivamente le cause legate ai diritti delle donne, alla sostenibilità e all’educazione, ed è stata ambasciatrice dell’IOC e del programma One Win Leads to Another, organizzato dall’Ente delle Nazioni Unite per l'uguaglianza di genere e l'empowerment femminile, in Brasile. Maryam Bukar Hassan (Nigeria) è stata nominata UN Global Peace Advocate nel luglio 2025. Artista e poetessa di fama internazionale, è profondamente impegnata nella promozione della parità di genere, dell’empowerment giovanile e nella costruzione di una pace più inclusiva e duratura. Nicolò Govoni (Italia) è uno scrittore e attivista, candidato al Premio Nobel per la Pace nel 2020 e nel 2023 per il suo impegno nella protezione dei minori rifugiati. È CEO e Presidente di Still I Rise, organizzazione umanitaria dedicata a contrastare la crisi globale dell’educazione. Filippo Grandi (Italia) è stato Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati dal 2016 al 2025. Forte di decenni di esperienza umanitaria in Africa, Medio Oriente e Asia, ha guidato gli sforzi globali dell’UNHCR per proteggere le persone costrette a fuggire da conflitti e persecuzioni. È Vicepresidente della Olympic Refuge Foundation ed è stato insignito dell’Olympic Laurel ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, riconoscimento che premia figure di spicco per i loro contributi in ambito educativo, culturale, sociale e di promozione della pace attraverso lo sport. Eliud Kipchoge (Kenya) è considerato uno dei più grandi maratoneti di sempre. Ha partecipato cinque volte ai Giochi (Atene 2004, Pechino 2008, Rio 2016, Tokyo 2020, Parigi 2024), è due volte Campione Olimpico di maratona (Rio 2016 e Tokyo 2020). Nel 2019 ha superato i limiti del potenziale umano correndo una maratona in meno di due ore (1:59:40) a Vienna, diventando un simbolo globale di eccellenza, disciplina e perseveranza. È inoltre Ambasciatore di Buona Volontà UNESCO per Sport, Integrità e Valori. Cindy Ngamba è un’atleta del Refugee Olympic Team. Costretta a fuggire nel Regno Unito all’età di 11 anni, ha inizialmente praticato il calcio prima di scoprire nel pugilato la sua vera passione. Ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 ha fatto la storia diventando la prima atleta del Refugee Olympic Team a conquistare una medaglia Olimpica (bronzo). Pita Taufatofua (Tonga) è stato il primo atleta tongano ad aver rappresentato il proprio Paese sia ai Giochi Olimpici Estivi (taekwondo a Rio 2016 e Tokyo 2020) sia ai Giochi Olimpici Invernali (sci di fondo a PyeongChang 2018). Oltre alle sue partecipazioni Olimpiche, è ampiamente riconosciuto per i suoi sforzi umanitari nel soccorso in situazioni di calamità e negli ambiti dell’empowerment giovanile, dell’educazione e della resilienza climatica nel Pacifico. Il suo impegno gli è valso la nomina a UNICEF Pacific Ambassador, ruolo in cui sostiene i diritti, l’educazione e la salute dei bambini.A portare la bandiera Olimpica a Cortina saranno: Franco Nones, nato in Val di Fiemme nel 1941, è il primo campione Olimpico italiano della storia dello sci di fondo. Vinse la medaglia d'oro nella 30 km ai Giochi Olimpici Invernali di Grenoble del 1968, interrompendo così il lungo dominio degli atleti scandinavi nella disciplina. Oltre all'oro Olimpico, vanta anche un bronzo ai Mondiali di Oslo del 1966 e ben 16 ori ottenuti in ambito nazionale. Martina Valcepina gareggia per le Fiamme Oro e fa parte della Nazionale italiana di short track. Ha vinto tre medaglie Olimpiche tra il 2014 e il 2018: 2 argenti e 1 bronzo, tutti ottenuti nelle staffette. In ambito europeo ha vinto oltre dieci medaglie, tra cui 4 ori tra il 2011 e il 2018. La Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 è un evento da non perdere: venerdì 6 febbraio, alle ore 20.00, l’iconico Stadio San Siro di Milano ospiterà uno spettacolo senza precedenti. Firmata da Balich Wonder Studio, la Cerimonia unirà sport, musica e spettacolo in una serata irripetibile, capace di riflettere la storia dell’Italia e la sua visione verso il futuro dell’Italia, emozionando il pubblico di tutto il mondo. Un’occasione unica per essere presenti, dal vivo, a un momento destinato a entrare nella storia Olimpica.   Uff. St.Fondazione Milano Cortina 2026      Mon, 02 Feb 2026 16:52:54 +0000 Sport Milano Cortina 2026: i numeri della cerimonia di apertura https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34156-milano-cortina-2026-i-numeri-della-cerimonia-di-apertura.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34156-milano-cortina-2026-i-numeri-della-cerimonia-di-apertura.html A dieci giorni dal suo inizio, la Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, in programma il 6 febbraio allo Stadio San Siro, si preannuncia come uno degli appuntamenti più imponenti e spettacolari nella storia dei Giochi. Sarà per la prima volta una Cerimonia diffusa, che si svolgerà in località diverse: un evento di portata globale, frutto di un progetto corale che coinvolge migliaia di persone e mette in campo competenze artistiche, tecniche e organizzative di altissimo livello.   Una serata senza precedenti, impreziosita da un eccezionale ensemble di artisti, trasformerà lo stadio di San Siro in un palcoscenico unico agli occhi del mondo. Si esibiranno alcune tra le voci e i volti più conosciuti della scena artistica italiana e internazionale come Mariah Carey, Andrea Bocelli, Laura Pausini, Pierfrancesco Favino, Sabrina Impacciatore, Matilde De Angelis, Ghali, Cecilia Bartoli, Lang Lang e molti altri, che saranno protagonisti di uno show destinato a diventare uno dei momenti più iconici di Milano Cortina 2026.   Inoltre, saranno più di 1.300 i membri del cast impegnati nello spettacolo, tra professionisti e volontari provenienti da oltre 27 Paesi, affiancati da più di 950 operatori tra staff e forza lavoro degli altri fornitori, attivi tra lo Stadio di San Siro e i diversi hub operativi. Insieme a loro, nella realizzazione dello spettacolo, oltre 1.300 membri del cast, tra professionisti e volontari provenienti da oltre 27 Paesi, affiancati da più di 950 operatori tra staff e forza lavoro degli altri fornitori, attivi tra lo Stadio di San Siro e i diversi hub operativi.     La componente musicale ha visto il coinvolgimento di oltre 500 musicisti per la composizione delle colonne sonore originali, mentre la preparazione dell’evento sta richiedendo oltre 700 ore di prove tra Milano, Cortina, Livigno, Predazzo e Arco della Pace. Di grande importanza il lavoro dedicato a costumi, trucco e acconciature: 182 design originali, oltre 1.400 costumi realizzati, 1.500 paia di scarpe e 7.500 metri di tessuto, con il contributo di 110 make-up artist, 70 hair stylist e l’utilizzo di oltre 1.000 elementi di scena. Elemento altamente simbolico della Cerimonia saranno i due Bracieri dei Giochi, che per la prima volta si accenderanno e spegneranno simultaneamente, a Milano e Cortina. Le strutture, ad alta complessità tecnologica, sono composte da 4,5 tonnellate di metallo, 1.440 componenti di connessione e 1.000 metri di LED dinamici. Numeri complessivi che restituiscono la dimensione di un evento pensato per unire spettacolo, innovazione e partecipazione collettiva, che segnerà in maniera indelebile l’apertura dei Giochi, ed è pronto a scrivere una pagina indimenticabile della storia Olimpica, offrendo al pubblico internazionale l’immagine di un’Italia capace di coniugare creatività, visione e capacità organizzativa su scala globale. FONDAZIONE MILANO CORTINA 2026 L’obiettivo della Fondazione Milano Cortina 2026, in accordo con il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), il Comitato Paralimpico Internazionale (IPC), il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le Città di Milano e di Cortina d’Ampezzo, la Regione del Veneto e la Regione Lombardia, le Province autonome di Trento e Bolzano, è quello di pianificare, organizzare, finanziare e realizzare i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina nel 2026. Istituita il 9 dicembre 2019, la Fondazione Milano Cortina 2026 è guidata dal Presidente Giovanni Malagò e dal CEO Andrea Varnier.  Fonte : Uff. St. Fondazione Milano Cortina 2026    Tue, 27 Jan 2026 16:58:39 +0000 Sport La Grecia a Roma https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34152-la-grecia-a-roma.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34152-la-grecia-a-roma.html “La Grecia a Roma”, la grande mostra in corso ai Musei Capitolini – Villa Caffarelli sarà il tema della conferenza di giovedì 29 gennaio, alle ore 16.30, in Sala Tenerani al Museo di Roma a Palazzo Braschi. Per l’occasione la conferenza sarà tenuta dal Sovrintendente Capitolino e curatore della mostra Claudio Parisi Presicce, e da Alessandra Avagliano, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. La conferenza prende spunto dalla mostra “La Grecia a Roma”, ospitata ai Musei Capitolini, Villa Caffarelli, fino al 12 aprile 2026, e intende raccontare il complesso rapporto tra due civiltà fondamentali della storia antica. Attraverso una selezione di opere e temi, l’intervento propone una lettura narrativa del processo con cui Roma, pur affermandosi come potenza politica e militare, fece della cultura greca un modello di riferimento, rielaborando linguaggi e forme. La mostra diventa così occasione per riflettere su concetti quali scambio culturale, copia e originalità, costruzione dell’identità. La conferenza privilegia un approccio accessibile e dialogico, invitando a considerare l’antico come uno spazio di confronto ancora attuale. L’incontro rientra nella programmazione della quarta edizione di Roma Racconta - il ciclo di conferenze organizzate dalla Sovrintendenza Capitolina e ospitate in vari musei di Roma, con cadenza settimanale fino a maggio 2026. Gli appuntamenti accompagnano il pubblico alla scoperta di personaggi, luoghi ed eventi culturali della storia di Roma. La partecipazione alla conferenza in presenza è gratuita e libera fino a esaurimento dei posti disponibili. È possibile partecipare anche con collegamento streaming. L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.LA MOSTRA Con oltre 150 opere tra sculture, rilievi e reperti archeologici, tutti originali greci e alcuni esposti per la prima volta, la mostra racconta l’incontro tra due civiltà straordinarie, in un dialogo che ha plasmato il gusto e l’estetica dell’Occidente. Un viaggio che parte dalla fondazione di Roma e attraversa i secoli fino all’età imperiale, restituendo la straordinaria forza con cui l’arte greca penetrò la società romana: dapprima attraverso gli scambi commerciali e l’importazione di raffinati manufatti, poi grazie alle conquiste nel Mediterraneo Orientale, che portarono a Roma capolavori di inestimabile valore — statue in marmo e bronzo, argenti cesellati, pitture e arredi di lusso. Queste opere, spesso collocate in piazze, edifici pubblici e giardini, trasformarono il volto della città e contribuirono alla ridefinizione dei modelli estetici e culturali romani. Anche negli spazi privati l’arte greca fu sinonimo di distinzione e potere. Tra i numerosi capolavori esposti spiccano i grandi bronzi capitolini, eccezionalmente riuniti, affiancati da monumenti chiave come la magnifica stele dell’Abbazia di Grottaferrata e le sculture di Niobidi dagli Horti Sallustiani, che furono disperse tra Roma e Copenaghen. Un ritorno dal forte valore simbolico è rappresentato da una scultura acroteriale femminile della celebre collezione rinascimentale del cardinale Alessandro Peretti Montalto, venduta oltre due secoli fa e oggi finalmente di nuovo visibile a Roma. Presenti anche dei reperti inediti, come le ceramiche attiche recentemente rinvenute in scavi archeologici presso il Colosseo e qui esposte al pubblico per la prima volta. Il percorso espositivo è arricchito da un apparato multimediale con videoproiezioni che accompagnano il visitatore in un viaggio immersivo alla scoperta del passato.   Fonte Chiara Sanginiti Uff. St. Zètema Progetto Cultura Mon, 26 Jan 2026 16:54:45 +0000 Roma E' morto lo stilista Valentino https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34143-e-morto-lo-stilista-valentino.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34143-e-morto-lo-stilista-valentino.html È morto ieri, all’età di 93 anni, lo stilista Valentino Garavani. «Si è spento nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari», si legge nella nota diffusa dalla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. La camera ardente sarà allestita presso PM 23, in piazza Mignanelli 23 a Roma, e sarà aperta al pubblico mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, dalle 11 alle 18. Valentino Ludovico Clemente Garavani, noto in tutto il mondo semplicemente come Valentino (Voghera, 11 maggio 1932 – Roma, 19 gennaio 2026), è stato uno dei più grandi protagonisti dell’alta moda italiana e il fondatore dell’omonima maison. Attivo sin dagli anni Cinquanta, ha contribuito in maniera decisiva all’affermazione internazionale del Made in Italy nel secondo dopoguerra, diventando un punto di riferimento assoluto dello stile e dell’eleganza del Novecento. Il primo importante riconoscimento arrivò con la vittoria di un concorso internazionale promosso dall’International Wool Secretariat, volto a sostenere i giovani talenti e a valorizzare la lana. Un successo che gli aprì le porte dell’atelier del couturier francese Jean Dessès. Nel 1957, quando Guy Laroche – allora illustratore nello stesso atelier – fondò la propria maison, Valentino lo seguì, lavorando con lui per circa due anni. Fu un periodo fondamentale per la sua formazione: l’influenza dell’alta moda francese, l’eleganza delle donne parigine e il loro stile di vita raffinato segnarono profondamente la sua idea di lusso e la sua estetica. Rientrato in Italia, Valentino si stabilì a Roma, dove completò la formazione lavorando prima come allievo nell’atelier di Emilio Schuberth e successivamente collaborando con Vincenzo Ferdinandi, tra i maggiori interpreti dell’alta moda italiana dell’epoca. Nel 1959 aprì il suo primo atelier in via dei Condotti, grazie al sostegno economico del padre e di alcuni finanziatori, dando ufficialmente inizio alla sua avventura imprenditoriale. I primi anni non furono semplici: i costi elevati e una visione orientata a un lusso estremo misero a dura prova la solidità economica della maison, tanto che alcuni soci si ritirarono. In quegli anni, però, la vita romana di Valentino non era fatta solo di lavoro. «A quel tempo volevo solo divertirmi, guidare una macchina sportiva, prendere il sole in spiaggia, indossare pantaloni di pelle e ballare», ricordava lo stilista. Fu proprio durante una serata mondana che incontrò Giancarlo Giammetti, allora studente di architettura, destinato a diventare il compagno di una vita e il partner fondamentale nella costruzione del successo della maison. Numerosi e immediati i messaggi di cordoglio dal mondo delle istituzioni, della cultura e dello spettacolo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo ha ricordato come «maestro indiscusso di stile ed eleganza e simbolo eterno dell’alta moda italiana. Oggi l’Italia perde una leggenda, ma la sua eredità continuerà a ispirare generazioni. Grazie di tutto». Tra i ricordi più toccanti, quello di Sophia Loren, che sui social ha scritto: «Mio caro Valentino, la notizia della tua scomparsa mi addolora profondamente. Con te ho condiviso momenti di grande affetto e di sincera stima reciproca. Avevi un animo gentile, ricco di umanità. Sei stato un amico e la tua arte e la tua passione resteranno per sempre fonte di ispirazione. È stato un privilegio conoscerti e ti porterò sempre con me». L’attrice ha poi rivolto un pensiero a Giancarlo Giammetti e alla famiglia dello stilista. Dal mondo politico, il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha parlato di «uno dei più grandi simboli della moda italiana, un maestro di stile che ha portato nel mondo l’eleganza, la creatività e il talento del nostro Paese». Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato come Valentino abbia reso il Made in Italy «simbolo di stile, creatività e prestigio». Matteo Salvini lo ha definito «un maestro di eleganza, simbolo del genio italiano conosciuto in tutto il mondo». Indissolubilmente legato al nome di Valentino è il celebre Rosso Valentino, nato da un’immagine rimasta impressa nella memoria dello stilista: una sera all’Opera di Barcellona, quando una donna vestita di rosso catturò il suo sguardo per intensità e presenza scenica. Da quel colpo di fulmine estetico nacque una scelta creativa destinata a diventare una firma. Non un semplice rosso, ma una nuance precisa, calda e regale, riconoscibile e diversa da ogni altra. Nel tempo, come racconta un volume celebrativo, è stata declinata in oltre 550 tonalità, a dimostrazione che il Rosso Valentino è più un linguaggio che un singolo colore. Un’icona capace di attraversare passerelle e red carpet, fino a ispirare alcuni degli abiti rossi più celebri del cinema, come quelli de La signora in rosso e di Pretty Woman. Con la scomparsa di Valentino Garavani, l’Italia perde uno dei suoi interpreti più alti e riconoscibili: un maestro che ha trasformato l’eleganza in patrimonio culturale e che continuerà a vivere nelle sue creazioni. Tue, 20 Jan 2026 17:42:51 +0000 Moda e spettacolo Il Primitivo di Manduria protagonista a Roma, Parigi e Berlino https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/34137-il-primitivo-di-manduria-protagonista-a-roma-parigi-e-berlino.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/34137-il-primitivo-di-manduria-protagonista-a-roma-parigi-e-berlino.html Circa 185 etichette da 80 aziende: questi i numeri con cui il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria sarà presente nelle prossime settimane in tre grandi capitali europee, Roma, Parigi e Berlino, in occasione di importanti eventi internazionali dedicati al vino. Con postazioni dedicate alla grande DOC pugliese, la mescita sarà guidata da sommelier interni, pronti a far degustare le diverse espressioni del Primitivo di Manduria. A Roma il Consorzio parteciperà a Beviamoci Sud, il grande festival dei vini del Sud Italia. La VII edizione si terrà il 31 gennaio e 1° febbraio presso il Westin Excelsior Grand Hotel, in via Veneto, tra Villa Borghese e Trinità dei Monti. Due giorni intensi di degustazioni a banchi di assaggio e masterclass con i produttori del Sud Italia, pronti a far scoprire la varietà e la ricchezza dei vini meridionali. L’evento, rivolto a professionisti, operatori HoReCa, stampa specializzata e appassionati, rappresenta un’occasione unica per conoscere direttamente i produttori e approfondire le caratteristiche delle loro produzioni. Domenica 1° febbraio, alle 14, è in programma una masterclass dedicata al Primitivo di Manduria, pensata per veri wine lovers. Sarà un viaggio attraverso annate storiche e interpretazioni diverse, dal Primitivo di Manduria DOC e DOC Riserva fino alla versione più rara e affascinante, il Dolce Naturale DOCG. Dopo Roma, l’attività prosegue con Wine Paris 2026, in programma dal 9 all’11 febbraio nella capitale francese. L’evento costituisce una delle principali kermesse internazionali per produttori, buyer e operatori del settore vitivinicolo, confermando l’importanza strategica della presenza del Primitivo di Manduria sui mercati esteri. A seguire ESPÓ 2026, fiera mercato B2B dedicata al food & beverage, che si terrà a Berlino il 21 e 22 febbraio presso l’Aedes Forum, nel quartiere Prenzlauer Berg. L’evento è riservato esclusivamente agli operatori professionali e rappresenta un’importante opportunità di posizionamento e sviluppo commerciale nel mercato tedesco. “Iniziamo il 2026 con tre eventi internazionali di grande rilevanza, a Roma, Parigi e Berlino che rappresentano solo l’inizio di un anno ricco di appuntamenti dedicati alla promozione del Primitivo di Manduria nel mondo. - dichiara Novella Pastorelli, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria - La partecipazione a questi eventi si inserisce in una strategia di promozione sempre più orientata all’internazionalizzazione, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento del nostra Dop sui mercati esteri. La nostra identità si fonda su tre pilastri: la territorialità, che racconta le caratteristiche uniche del nostro territorio; la sostenibilità, che guida ogni fase della produzione; e la qualità produttiva, garanzia dell’eccellenza dei nostri vini. Siamo orgogliosi di poter presentare le nostre etichette a professionisti e appassionati di tutto il mondo”. Tue, 20 Jan 2026 09:14:31 +0000 Taranto Magia a Roma https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34135-magia-a-roma.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34135-magia-a-roma.html Supermagic Elementi pronto a incantare Roma con la sua 22ª edizione e talenti internazionali.  la manifestazione Supermagic Elementi 2026 si svolge dal 22 gennaio all'8 febbraio all'Auditorium della Conciliazione di Roma, e prosegue poi a Torino al Teatro Alfieri dal 13 al 15 febbraio. Lo spettacolo offre oltre due ore di magia dal vivo con 16 artisti internazionali, ed è riconosciuto come il migliore spettacolo di magia dalla Fédération Internationale des Sociétés Magiques. Tra i molti, i prestigiatori finlandesi Jay Niemi & Jade portano eleganza e raffinatezza sul palco con apparizioni impossibili di colombe e pappagalli. Jay Niemi, noto per esibizioni in varietà internazionali, emoziona milioni di spettatori con il suo fascino nordico. Il cast include Darcy Oake dal Canada, Maurice Grange dalla Germania, Xavier Mortimer dalla Francia, Topas dalla Germania, Paolo Carta & Sara dall'Italia, Matteo Fraziano e Jimmy Delp dalla Francia. Remo Pannain, ideatore di Supermagic, guida l'evento per oltre 280.000 spettatori nelle edizioni passate. Biglietti e info: Biglietti su TicketOne e supermagic.it, con opzioni per posti premium e incontri esclusivi. Mon, 19 Jan 2026 17:40:08 +0000 Roma La cronaca di Brunori fa chiarezza sul Medio Oriente https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34116-la-cronaca-di-brunori-fa-chiarezza-sul-medio-oriente.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/voce-allopinione/34116-la-cronaca-di-brunori-fa-chiarezza-sul-medio-oriente.html Giovanni Battista Brunori, Corrispondente Responsabile dell’Ufficio Rai per il Medio Oriente ha mandato alle stampe le sue cronache da quella martoriata terra. Cronache che fanno chiarezza di molti luoghi comuni e apparenti contraddizioni che hanno caratterizzato specialmente questi ultimi anni a fare capo dal 7 ottobre 2023. Il capitolo che presenta le testimonianze dei sopravvissuti andrebbe letto in tutte le scuole per toccare con mano l’odio che ha portato le milizie di Hamas a perpetrate una carneficina difficilmente immaginabile nella sua crudeltà. Il volume è corredato da codici QR attraverso i quali è possibile accedere a servizi, interviste e reportage andati in onda sulle reti Rai che Brunori ha fatto in questi anni. Pubblicato dall’editore livornese Belforte, dal titolo Il nuovo Medio Oriente. Il declino della Mezzaluna Sciita si apre con la crisi militare che ha coinvolto l’Iran, prima con gli attacchi a Hezbollah attraverso le esplosioni di walkie talkie minati, poi con l’intervento Usa contro i laboratori dove viene arricchito l’uranio a scopi militari. Tutto questo, oltre a indebolire l’Iran, ha anche ridotto il potenziale militare di Hezbollah che ha nell’Iran la fonte prima di aiuti. Il gesto libanese di chiudere l’aeroporto di Beirut ai voli provenienti dall’Iran è stato indicativo della volontà dei nuovi responsabili del governo libanese di mandare un messaggio forte a proprio ad Hezbollah. I primi capitoli descrivono il declino del progetto iraniano della “Mezzaluna scita”: una regione che abbraccia, oltre all’Iran, l’Iraq, la Siria, il Libano e lo Yemen. Sul Libano e sulla presenza armata di Hezbollah Brunori dedica un capitolo per spiegare i pericoli del partito armato libanese che, come Hamas nella striscia di Gaza, ha costruito tunnel e una città sotterranea al confine con Israele dal quale controllare e colpire, seminando il terrore nel paese vicino. E questo spiega le reazioni di Israele che è arrivata a colpire Hezbollah fin dentro Beirut. Tunnel visitati da Brunori e che non hanno avuto una particolare eco, ma le richieste del nuovo presidente della repubblica libanese, il generale Aoun, di disarmare Hezbollah, la dicono lunga sul pericolo di questo partito armato per la sicurezza del Libano. Disarmerà Hezbollah? Disarmerà Hamas? Questi sono i dubbi che attanagliano gli unici due stati democratici del Medio Oriente: Libano e Israele. La parte centrale del volume è dedicata al 7 ottobre e descrive anche il caos provocato in Israele, il dramma dei rapiti e la guerra ad Hamas. Un capitolo è dedicato agli stupri commessi proprio il 7 ottobre attraverso le numerose testimonianze, i dossier e le inchieste che Al Jazeera ha cercato di smentire, ma che il Tg1 racconta grazie proprio a Brunori (21 febbraio 2024 alle ore 20). Anche la catastrofe umanitaria a Gaza viene descritta grazie ai racconti di Medici Senza Frontiere cercando di fare chiarezza tra le informazioni manipolate da Hamas e anche dalle Nazioni Unite senza negare la sofferenza dei civili. Le violenze dei coloni ebraici non vengono nascoste, come pure le spinte espansionistiche che hanno come fine l’impossibilità della nascita di uno Stato palestinese. Il volume lancia uno sguardo sulla realtà del Medio Oriente senza pregiudizi e senza nulla tacere, scritto da giornalista che racconta i fatti anche scomodi e che coinvolgono tutte le parti in conflitto, ma con una conclusione certa: l’Iran sta perdendo buona parte della sua influenza nell’area. Un’influenza che cresceva anche a scapito di quella dell’Arabia Saudita in una «contesa antica che affonda le sue radici in uno scontro mai sopito che dura da quattordici secoli, esploso con la morte di Maometto, nel 632 d.C. tra chi (i sunniti) sostenevano che la successione dovesse avvenire tramite elezione da parte della comunità e chi invece riteneva che dovesse avvenire all’interno della famiglia del profeta». Ancora la questione non è risolta e da decenni il conflitto è esploso su vari fronti. Ultimi ad entrare in questa guerra gli Houthi che hanno portato alla grave crisi umanitaria nello Yemen. Ma adesso la Lega Araba ha preso posizione contro Hamas e in favore dell’Autorità Nazionale Palestinese. Un fatto storico, ma in Medio Oriente le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Ultimo aspetto affrontato da Giovan Battista Brunori è il ritorno dell’antisemitismo «il virus che ha di nuovo contagiato il mondo, che ha spezzato legami sociali e anche di amicizia, circolerà molto a lungo prima che vangano trovati gli anticorpi»  anche perché si alimenta di un «indottrinamento antioccidentale, che identifica Israele come schiavista, colonizzatore e sfruttatore» e di quell’odio di sé dell’Occidente che portò Benedetto XVI a dire, davanti al Parlamento tedesco (22 settembre 2011) ed è proprio Brunori a citarlo: «La cultura dell’Europa è nata dall’incontro fra Gerusalemme, Atene e Roma – dall’incontro fra la fede in Dio di Israele, la ragione filosofica dei greci e il pensiero giuridico di Roma. Questo triplice incontro forma l’intima identità dell’Europa».   Mon, 12 Jan 2026 10:04:47 +0000 Libri Il professor Antonio Malfi spiega la Liturgia https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/34114-il-professor-antonio-malfi-spiega-la-liturgia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/34114-il-professor-antonio-malfi-spiega-la-liturgia.html Il Professor Antonio Malfi, docente di “Storia e Teologia della Liturgia” all’Istituto Superiore di Scienze Religiose San Giuseppe Moscati di Benevento, durante il suo corso ha sviluppato importanti tematiche di questa disciplina teologica che studia il culto cristiano come partecipazione all'opera di Cristo. Analizzando l'evoluzione dei riti e il significato profondo dei segni sensibili ponendo al centro la partecipazione del fedele per vivere il mistero pasquale di salvezza e, in riferimento a che cosa sia la “Liturgia” spiega: “Tre sono gli aspetti fondamentali della liturgia rinnovata che ci porteranno a capire qual è la essenza stessa della liturgia: quello biblico-teologico, quello rituale e quello pastorale. Per quanto riguarda la dimensione biblico-teologica, la visione della liturgia ereditata, soprattutto a partire dal I millennio, aveva due connotazioni chiare: una di tipo esteriore (insieme di cerimonie) e una di carattere giuridico (complesso di norme fissate dalla gerarchia per esercitare il culto). Come dice Papa S. Giovanni Paolo II nella Lettera Apostolica “Spiritus et Sponsa: “La liturgia viene collocata dai padri conciliari nell’orizzonte della storia della salvezza, il cui fine è la redenzione umana e la perfetta glorificazione di Dio. La redenzione ha il suo preludio nelle mirabili gesta divine dell’Antico Testamento ed è stata portata a compimento da Cristo Signore, specialmente per mezzo del mistero pasquale della sua beata passione, risurrezione dalla morte e gloriosa ascensione”. La Costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen Gentium al capitolo 9 rileva che “Il Dio della rivelazione biblica non è il Dio dei Filosofi, ma il Dio di Abramo, Isacco, Giacobbe e soprattutto il Dio di Gesù Cristo, e che pur Totalmente Altro dagli uomini, cioè trascendente, è entrato nella storia umana. In essa non solo si è fatto conoscere ma si è reso presente ed operante, per invitare gli uomini alla comunione con sé, chiamandoli alla vita attraverso l’alleanza dell’amore. Con tutti quelli che poi, con la fede accolgono la sua proposta, costituisce un popolo, una comunità, che lo riconosca nella verità e fedelmente lo serva”. Così dice infatti la Sacrosanctum Concilium al numero 5: “ Dio, il quale «vuole che tutti gli uomini si salvino e arrivino alla conoscenza della verità» (1 Tm 2,4), «dopo avere a più riprese e in più modi parlato un tempo ai padri per mezzo dei profeti» (Eb 1,1), quando venne la pienezza dei tempi, mandò il suo Figlio, Verbo fatto carne, unto dallo Spirito Santo, ad annunziare la buona novella ai poveri, a risanare i cuori affranti [8], « medico di carne e di spirito » [9], mediatore tra Dio e gli uomini [10]. Infatti la sua umanità, nell'unità della persona del Verbo, fu strumento della nostra salvezza. Per questo motivo in Cristo «avvenne la nostra perfetta riconciliazione con Dio ormai placato e ci fu data la pienezza del culto divino» Eccoci allora ad una puntualizzazione di ciò che è la liturgia nella Sacrosanctum Concilium: costituisce l’oggi della salvezza ed è memoriale. La liturgia è, allora, l’insieme delle parole e dei gesti con cui la Chiesa, popolo sacerdotale convocato in ogni assemblea liturgica, fa memoria e rende presente, specie nei sacramenti e in modo particolare in quello dell’eucarestia, ciò che Egli ha fatto nella sua vita terrena per dare gloria al Padre e donare all’uomo la salvezza (parole ed insegnamento). Per quanto concerne la dimensione rituale, il celebrare significa agire in assemblea: il soggetto dell’agire è la Chiesa e la modalità dell’agire è quella dell’assemblea. Il dinamismo della liturgia viene espresso in tre punti: l’incontro – raduno che è l’elemento fondamentale sul piano valoriale; il dialogo che è l’aspetto che qualifica la celebrazione; i segni rituali, diversi l’uno dall’altro, in riferimento al mistero di Cristo che viene celebrato. Per quanto riguarda la dimensione pastorale, si tratta di portare il popolo alla liturgia e la liturgia al popolo. La liturgia si era ridotta a cerimonie a cui i fedeli assistevano come muti ed estranei spettatori per due ragioni: la lingua e la rottura tra parole e gesti. Per una liturgia che diviene l’oggi della salvezza nel tempo, la Costituzione ci dice che vi è bisogno di partecipare: la Sacrosanctum Concilium al numero 14 :” è ardente desiderio della Madre Chiesa che tutti i fedeli vengano formati a quella piena, consapevole e attiva partecipazione alle celebrazioni liturgiche, che è richiesta dalla natura stessa della liturgia e alla quale il popolo cristiano, stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, ha diritto e dovere in forza del battesimo”. E’ inoltre fondamentale la ministerialità ecclesiale: ognuno è chiamato a svolgere la propria parte e ci deve essere il corretto e armonioso esercizio della propria azione. Ogni competenza necessita di formazione e non può esaurirsi nell’azione liturgica. Al numero 49 ,negli “Orientamenti pastorali” dei vescovi italiani, si afferma: “serve una liturgia seria, bella e semplice, che sia veicolo del mistero rimanendo al tempo stesso intellegibile, capace di narrare la perenne alleanza di Dio con gli uomini”.   Mon, 12 Jan 2026 10:00:13 +0000 Religione In piazza di Porta Capena apre al pubblico la Casina Vignola Boccapaduli https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34102-in-piazza-di-porta-capena-apre-al-pubblico-la-casina-vignola-boccapaduli.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34102-in-piazza-di-porta-capena-apre-al-pubblico-la-casina-vignola-boccapaduli.html Dopo un accurato lavoro di restauro e un processo di riqualificazione e allestimento dell’edificio, apre il nuovo spazio della Casina Vignola Boccapaduli, edificio storico situato in piazza di Porta Capena, a pochi metri da dove sorgeva l’antica porta di accesso alla via Appia. Originariamente destinato a ospitare la dimora del conservatore capitolino Prospero Boccapaduli, l’edificio cinquecentesco, completamente ripensato, si propone oggi come un punto di riferimento informativo per i cittadini e i turisti di passaggio nell’area, grazie alla sua posizione strategica tra l’Area Archeologica Centrale e la via Appia Antica, a poca distanza dal Celio, dal Palatino e dall’Aventino. I lavori di valorizzazione, realizzati sotto la direzione scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, hanno consentito di trasformare l’antico portico in travertino del piano terra in un punto adibito alla vendita dei biglietti del sistema dei Musei Civici e di prodotti culturali e editoriali. Il centro, aperto tutti i giorni, avrà anche la funzione di infopoint per l’Area Archeologica Centrale e i siti monumentali dell’Appia Antica. Per questo è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra il Parco Archeologico dell’Appia Antica e la Sovrintendenza con l’obiettivo di rendere la Casina un punto informazione e di collegamento tra il Celio, il Colosseo e le Terme di Caracalla e una stazione di partenza dei percorsi pedonali e ciclabili diretti verso l’Appia Antica, fornendo informazioni sui numerosi percorsi e punti di interesse che da Porta Capena si diramano verso i Castelli Romani, lungo il tracciato dell’antica via. I lavori, finanziati con fondi giubilari, hanno riconvertito il portico in uno spazio per i visitatori, con vetrate a taglio termico e acustico e con un nuovo sistema di climatizzazione. Gli infissi in legno sono stati sostituiti con nuovi serramenti. Per la rimozione delle barriere architettoniche è stata realizzata una rampa esterna d’accesso, progettata in coerenza con il contesto storico e paesaggistico. Un nuovo impianto di illuminazione e un desk centrale, realizzato su misura, scandiscono le diverse aree funzionali. Il mobile integra una postazione informativa per il personale, una seduta con prese elettriche per la ricarica dei dispositivi mobili, un ripiano con libreria e ulteriori sedute per la consultazione. L’intervento si inserisce all’interno del Centro Archeologico Monumentale (CArMe), il piano di trasformazione dell’area compresa tra Fori, Colosseo, Colle Oppio, Celio, Terme di Caracalla, Circo Massimo, Foro Boario e Campidoglio, il cui primo tassello è la realizzazione della Nuova Passeggiata Archeologica nell’area centrale della città: un grande anello pedonale che consentirà di passeggiare in un contesto mirabile e unico al mondo, dai Fori, al Colosseo, al Celio, al Palatino, alle Terme di Caracalla, al Circo Massimo, fino al Campidoglio.CENNI STORICI La Casina Vignola Boccapaduli rappresenta un brillante recupero della memoria del paesaggio urbano in un periodo di grandi cambiamenti. Con la prima legge sulla zona monumentale di Roma (1887) e le successive (1898,1907) si formò un’apposita Commissione Reale per procedere alla valorizzazione della valle tra i colli Celio e Aventino dove doveva essere realizzata la cosiddetta Passeggiata archeologica. Fu demolito, perché divenuto un ostacolo per il nuovo tracciato di via delle Terme di Caracalla, il casino cinquecentesco che Prospero Boccapaduli, nobile romano e Conservatore in Campidoglio aveva fatto costruire presso le Terme, tra i chiostri di S. Balbina e di S. Saba. L’architetto originario è in realtà ignoto: la denominazione Vignola Boccapaduli suggerisce una suggestiva attribuzione dell’opera originaria a Jacopo Barozzi detto il Vignola, ma al nome è stato anche attribuito il senso di “campagna, piccola vigna”. La Commissione Reale si impegnò tuttavia a ricostruire la Casina nel sito attuale, a circa 300 metri di distanza dal sito originario. Nel 1911 l’architetto Pietro Guidi riedificò dunque l’edificio in piazzale della Moletta, dotandolo di una scalinata di 10 gradini, utilizzando gli elementi decorativi in travertino e cercando di rispettare per quanto possibile la pianta e le volumetrie del Casino originario. Sul fianco destro del Casino venne murata una lapide a memoria di un’antica e celebre fonte consacrata a Mercurio (fons Mercurii) situata nei pressi.   Fonte Zetema Thu, 18 Dec 2025 17:52:03 +0000 Roma Christmas Gala: il Natale nei quartieri della città https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34101-christmas-gala-il-natale-nei-quartieri-della-citta.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34101-christmas-gala-il-natale-nei-quartieri-della-citta.html Dopo la tradizionale accensione dell’Albero di Natale di Piazza del Popolo con il Sindaco di Roma e Presidente della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma Roberto Gualtieri e la Presidente di Acea Barbara Marinali, ha preso il via Christmas Gala, una serie di concerti e recital gratuiti dedicati alla grande tradizione musicale del periodo natalizio in diverse chiese cittadine, protagonisti la Scuola di Canto Corale e gli artisti di Fabbrica Young Artist Program del Teatro dell'Opera di Roma con la partecipazione speciale dei cori del territorio di Roma Capitale.  «Con il Christmas Gala il Teatro dell’Opera di Roma consolida la sua presenza nei territori, dopo l’esperienza di OperaCamion e grazie al coinvolgimento dei cori locali come veri e propri presìdi culturali nel contesto urbano. È un progetto che promuove i giovani talenti della Scuola di Canto Corale e del programma “Fabbrica”, con l’obiettivo di formare artisti consapevoli che la bellezza possa e debba essere accessibile a tutti. Le festività natalizie rappresentano il momento ideale per portare la musica tra le comunità, e la risposta calorosa del pubblico ci emoziona profondamente. Ci conferma che l’opera può contribuire al benessere collettivo, a colmare distanze sociali e geografiche e a "rammendare le nostre città"». Così il Sovrintendente Francesco Giambrone descrive Christmas Gala, un’iniziativa, realizzata con il sostegno di Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale. A sottolineare il valore inclusivo di Christmas Gala è anche l’Assessore Alessandro Onorato: «Dare la possibilità a tutti – famiglie, giovani, adulti, romani – di assistere gratuitamente a questi spettacoli durante il periodo natalizio ci riempie di orgoglio. È un modo per stare insieme, divertirsi e ascoltare buona musica». Onorato richiama inoltre il senso pubblico del progetto: «Abbiamo fortemente voluto questa iniziativa, insieme agli spettacoli gratuiti nelle piazze di Ostia, Don Bosco e Casal de’ Pazzi, perché crediamo in una città che non lascia indietro nessuno, una città dove musica, cultura e intrattenimento siano davvero un diritto di tutti». Una visione condivisa che traduce il patrimonio musicale natalizio in occasioni di incontro e condivisione. Il 17 dicembre il Coro della Cappella Vestiniana della Basilica di San Vitale al Quirinale diretto da Andrea Rossi apre nella basilica omonima il primo dei quattro concerti finali, unendosi il 19 dicembre al Corale S. Maria della Fiducia nel quartiere Don Bosco, il 20 dicembre al Coro Tempi Dispari al Villaggio Breda e il 21 dicembre al Coro In Canto Libero nel quartiere Settecamini. Quattro serate dedicate alla musica e alle atmosfere natalizie, in cui si alternano assoli lirici, parti corali ed esecuzioni d'insieme. L’Opera di Roma porta il Natale in città, con un viaggio musicale che attraversa il repertorio sacro e operistico, passando per celebri melodie gospel e canti popolari. Fino al 21 dicembre un programma fitto di capolavori internazionali che ha visto impegnata la Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera, diretta dai Maestri Alberto de Sanctis e Isabella Giorcelli, docenti di riferimento dell’attività educativa e artistica del Teatro. Gli allievi della Scuola sono stati accompagnati al pianoforte Zenoviia-Anna Danchak, artista diplomata della quinta edizione di Fabbrica Young Artist Program, il progetto del Teatro dell’Opera di Roma che ogni anno forma nuove generazioni di professionisti attraverso percorsi artistici, produzioni, masterclass e debutti nei titoli della stagione lirica e sinfonica. A loro sono stati affidati suggestivi medley natalizi che includono i canti della tradizione italiana (Tu scendi dalle stelle), Noël d’enfants di Fauré, Minuit chrétiens di Adam, spiritual afroamericani e celebri brani del film Sister Act. Oltre ai cori del territorio di Roma Capitale -con il coordinamento di Andrea Rossi e Don Elio Lops- danno vita alle serate gli artisti della quarta edizione di Fabbrica attualmente in corso: le cantanti Sofia Barbashova, Jessica Ricci, Maria Elena Pepi e Irene Zas Martinez, i cantanti Guangwei Yao e Alejo Alvarez Castillo e le pianiste Elettra Aurora Pomponio e Maki Hamada. I programmi combinano composizioni sacre, come Ave Maria di Gounod e tradizionali canti natalizi come Astro del ciel, ad alcune delle pagine più amate da Nabucco, La bohème e Samson et Dalila, insieme a celebri brani di Händel, Puccini, Franck, Bizet e Mendelssohn. I concerti ospitati in varie chiese cittadine, dalle periferie al centro storico, trasformano tradizionali luoghi di culto in spazi di ascolto e partecipazione. Il felice incontro, già sperimentato in occasione di OperaCamion, conferma l’impegno del Teatro dell’Opera di Roma nel diffondere la cultura musicale nel tessuto urbano capitolino, valorizzando il talento dei giovani artisti in un contesto metropolitano di comunità.   Fonte Teatro dell opera di Roma Wed, 17 Dec 2025 16:48:58 +0000 Roma L'Università di "Tor Vergata" esalta l'etica e la cultura del successo sportivo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/34073-l-universita-di-tor-vergata-esalta-l-etica-e-la-cultura-del-successo-sportivo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/34073-l-universita-di-tor-vergata-esalta-l-etica-e-la-cultura-del-successo-sportivo.html Un'analisi profonda e multidisciplinare della vera essenza della vittoria sportiva è stata al centro del seminario "LO SPORT È ORO", tenutosi mercoledì 3 dicembre 2025 presso l'Aula Fleming della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma “Tor Vergata”. L'evento, ideato e coordinato dal Prof. Ivo Pulcini - docente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dello Sport - si è imposto come un crocevia di saperi, unendo mondi apparentemente distanti sotto il segno del rigore e dell'eccellenza. Moderato con acume da Massimo Proietto vicedirettore di Rai Sport, il dibattito ha superato la mera celebrazione atletica per sondare le radici etiche, psicologiche e artigianali del successo. La metafora dell'oro è stata esplorata nel suo duplice significato: il metallo prezioso del trionfo e la qualità intrinseca del percorso formativo. La levatura istituzionale e accademica è stata garantita dalla presenza di figure apicali, tra cui il Sen. Claudio Lotito, il Magnifico Rettore dell’Università di Roma “Tor Vergata” Prof. Nathan Levialdi Ghiron, e il Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia Prof. Roberto Bei, affiancati dal Prof. David Della Morte Canosci Presidente del Corso di Laurea. Il parallelismo tra l'atleta e l'artigiano ha rappresentato il filo conduttore più originale del simposio. Antonio Natale, maestro orafo e docente di Oreficeria, ha descritto la trasformazione della materia grezza in medaglia attraverso una tecnica, precisione e dedizione che echeggiano la disciplina dell'allenamento. Dall'altra parte, il percorso dell'atleta – dalla base fino alla vetta, raggiunto grazie a allenamento, disciplina, autostima e capacità di allontanarsi dalle distrazioni quotidiane – è stato incarnato dalla testimonianza del giovane talento del motociclismo italiano Vincenzo Di Veroli. Il confronto ha delineato una visione univoca e potente: il successo non è un incidente, ma la sintesi virtuosa di fattori interconnessi. La vittoria sportiva è emersa come il risultato finale dell’unione tra talento, preparazione atletica e fisica, alimentazione sana, equilibrio mentale e valori umani profondi. Il contributo di illustri esperti ha arricchito il quadro: il giornalista Osvaldo Bevilacqua ha offerto il suo sguardo sul racconto sportivo, mentre Valerio Bianchini - storico allenatore del basket italiano - ha portato l'esperienza del gesto tecnico calato nella strategia. A completare l'approccio olistico, sono intervenuti il fisioterapista Lorenzo Bonatesta e lo psicologo dello sport Vincenzo Chiavetta, che hanno ribadito l'importanza della cura fisica e psicologica come fondamenta della performance duratura. Nel suo prezioso intervento, il Prof. Ivo Pulcini – figura di spicco che unisce l'Accademia (docente di Tor Vergata) alla Sanità (Consigliere dell’Ordine dei Medici di Roma e Provincia e Direttore Sanitario della S.S. Lazio) e al merito sportivo (insignito della Stella d’Oro al Merito Sportivo del CONI e del Leonardo d’Oro della FMSI) – ha ribadito l’obiettivo formativo dell'Ateneo: formare professionisti capaci di integrare le competenze tecniche con una salda etica e cultura. L'oro, in questa prospettiva, si manifesta non solo nel momento della premiazione, ma soprattutto quando lo sport si fa veicolo di rispetto, empatia, collaborazione, solidarietà e crescita personale. La giornata, grazie a un meticoloso lavoro di squadra e all’entusiastica partecipazione degli studenti, si è rivelata non solo altamente formativa, ma un vibrante manifesto del valore culturale dello sport. Thu, 04 Dec 2025 17:41:09 +0000 Scienza Tor Vergata svela il segreto della perfezione nello sport https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/34058-tor-vergata-svela-il-segreto-della-perfezione-nello-sport.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/34058-tor-vergata-svela-il-segreto-della-perfezione-nello-sport.html Non si tratta solo di fatica ed impegno fisico, né di mero mestiere. La conquista di un oro olimpico, o l'eccellenza in qualsiasi disciplina sportiva, rappresenta l'esito di una complessa sinfonia che fonde scienza, tecnica e arte. È questa la tesi affascinante che anima il seminario di alto profilo intitolato "LO SPORT È ORO: un seminario prezioso", promosso dal Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dello Sport dell’Università di Roma “Tor Vergata”. L'appuntamento è fissato per il prossimo 3 dicembre 2025, alle ore 14:00, presso l’Aula Fleming della Facoltà di Medicina e Chirurgia. L'iniziativa, che si preannuncia come un'analisi approfondita e interdisciplinare, si propone di tracciare l'intera parabola che porta al podio: dai metodi di preparazione dell’atleta, alla forgiatura della medaglia stessa. Un viaggio che ambisce a superare la percezione comune dello sport come semplice prestazione, elevandolo a fenomeno di ricerca e creazione. L'evento è stato fortemente voluto e promosso dal Prof. Ivo Pulcini, docente del Corso di Metodologia di Ricerca, Teoria e Pratica Sportiva presso il Corso di Laurea Magistrale di Scienze e Tecniche dello Sport, che sarà anche relatore centrale. A fare gli onori di casa, il Presidente del Corso di Laurea Magistrale, Prof. David Della Morte. Il parterre di relatori e ospiti riflette l'elevata ambizione del seminario: Prof. Ivo Pulcini (Docente, Tor Vergata) – Curatore scientifico, esplorerà le dinamiche della preparazione atletica d'avanguardia. Antonio Natale (Maestro orafo, docente di Oreficeria presso il Tarí “Design School”) - porterà la prospettiva dell'arte manifatturiera, rivelando come il metallo grezzo si trasformi, con "passione e tecnica", nell'oggetto del desiderio agonistico. Il dibattito sarà moderato da Massimo Proietto, giornalista di spicco e vicedirettore di Rai Sport, garanzia di un confronto incisivo. Ospite d’onore: riflettori puntati sul talento cristallino di Vinci49, al secolo Vincenzo Di Veroli, giovane promessa azzurra del motociclismo, noto non solo per le sue doti in pista ma anche per la lealtà che gli vale la stima dei suoi avversari. Il seminario si configura, dunque, come un'inedita e suggestiva fusione di agon e techne, sport e arte orafa, dando sostanza alla celebre massima attribuita, in diverse varianti, all'intelletto creativo: “Chi lavora con le mani è un manovale; chi lavora con le mani e la mente è un artigiano; ma chi lavora con le mani, la mente e il cuore è un artista.” L’Università di Roma Tor Vergata invita caldamente studiosi, studenti e appassionati a cogliere l’occasione di questo incontro unico, capace di innalzare la discussione sull'eccellenza sportiva oltre la cronaca. Segreteria organizzativa: per informazioni e partecipazione, contattare la Dott.ssa Catia Battaglini presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia – Edificio D, piano 2, stanza D20 (Via Montpellier, 1 – 00133 Roma). Wed, 26 Nov 2025 17:42:11 +0000 Scienza Luigi Cinque Hypertext O’rchestra torna con il Concerto di Santo Stefano https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34056-luigi-cinque-hypertext-o-rchestra-torna-con-il-concerto-di-santo-stefano.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/roma/34056-luigi-cinque-hypertext-o-rchestra-torna-con-il-concerto-di-santo-stefano.html Venerdì 26 dicembre 2025, alle ore 11.00, nella suggestiva cornice della Basilica di Santa Maria in Ara Coeli a Roma, torna il Concerto di Santo Stefano, ideato e diretto da Luigi Cinque, giunto alla sua ventottesima edizione. L’ingresso è gratuito. Il titolo scelto per quest’anno, Le vie dei canti, evoca il celebre libro di Bruce Chatwin e introduce un’edizione che attraversa orizzonti sonori antichi e contemporanei, con un intreccio di voci, culture e linguaggi musicali che spaziano dal flamenco all’Iran, dalle montagne del Caucaso al canto popolare del Sud Mediterraneo, in dialogo con Monteverdi, Ligeti, John McLaughlin e lo stesso Luigi Cinque. Il concerto è un’esperienza immersiva, potente e rituale, che nella Basilica si trasforma in un abbraccio sonoro collettivo. Un evento artistico, ma anche spirituale, che unisce celebrazione e riflessione, in un’atmosfera sospesa tra sacro e profano. Come scrisse all’epoca Ernesto Assante, si tratta di un laboratorio di world music unico nel suo genere, capace di fondere in modo originale tradizione e sperimentazione. Quest’anno saranno protagonisti, tra gli altri: Greta Panettieri, Urna Chahar Tugchi, Carles Denia, Giovanna Famulari, Marco Colonna, Riccardo Tesi, Alireza Mortazavi, i Musicisti del Caucaso, il NUbras Ensemble, e un ensemble di maestri zampognari riuniti nell’Hypertext O’rchestra, che darà vita a una composizione in quadrifonia, pensata per trasformare lo spazio sacro in un’ideale piazza sonora. “Il Concerto di Santo Stefano dichiara Luigi Cinque, ideatore del progetto sin dalla sua prima edizione - è diventato un tempo dell’ascolto condiviso. Ogni anno cerchiamo la forma viva di un canto collettivo che sia insieme memoria, viaggio e interrogazione in grado di aprire spazi di ascolto imprevisti per andare aldilà di un semplice concerto e farsi esperienza rituale unica e condivisibile”. L’appuntamento è ormai un riferimento nella vita culturale della città, con un pubblico numeroso che sin dal mattino riempie la Basilica. Nel corso degli anni, sul sagrato e all’interno della chiesa si sono alternati grandi nomi del jazz, del rock, della musica colta e delle tradizioni popolari – da Paco Peña a Raiz, da Fabrizio Bosso a Jivan Gasparyan, da Petra Magoni ai Tenores di Bitti, da Danilo Rea a Youssou N’Dour, Alex Balanescu, Stefano Di Battista, Efren Lopez Kelly Toma passando per attori, poeti, giornalisti e artisti da tutto il mondo. Il Concerto di Santo Stefano continua a essere un luogo di incontro e sperimentazione, un momento corale che raccoglie voci diverse in un unico grande racconto musicale, ogni anno nuovo, ogni anno necessario. Fonte Uff. st.: Elisabetta Castiglioni Wed, 26 Nov 2025 17:33:33 +0000 Roma SPOLETO JAZZ 2025: Alfredo Rodriguez Coral Way https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34048-spoleto-jazz-2025-alfredo-rodriguez-coral-way.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34048-spoleto-jazz-2025-alfredo-rodriguez-coral-way.html Si avvia al termine la stagione 2025 di Spoleto Jazz, e lo fa nel segno dell’eccellenza con un concerto attesissimo: sabato 22 novembre alle ore 21:00, il Teatro Caio Melisso ospiterà il trio di Alfredo Rodríguez, uno dei pianisti più brillanti della scena jazz internazionale, affiancato da Yarel Hernandez al basso e Michael Olivera alla batteria. Un appuntamento imperdibile che sta avviandosi verso il tutto esaurito, a conferma dell’entusiasmo crescente con cui il pubblico ha seguito l’intera rassegna. Il jazz, con il suo linguaggio universale e sfaccettato, ha saputo parlare a una città storicamente legata ad altri mondi sonori, trovando nel cuore degli spettatori una partecipazione calda, emotiva e  autentica. Il concerto finale vedrà protagonista Alfredo Rodríguez, con un progetto che è un'esplosione di energia, ritmo e raffinatezza, capace di fondere in modo naturale le radici caraibiche con il linguaggio del jazz contemporaneo. Con il suo trio Rodríguez porta sul palco un suono inconfondibile, in cui percussioni incalzanti, armonie sofisticate e improvvisazione si intrecciano in un’alchimia travolgente. Nato a L’Avana, Rodríguez ha iniziato il suo percorso artistico studiando pianoforte classico presso il Conservatorio della sua città. Fin da giovanissimo ha dimostrato una naturale inclinazione alla composizione e all’improvvisazione. La svolta arriva nel 2006, quando viene scoperto da Quincy Jones durante il Montreux Jazz Festival: colpito dal suo talento, il leggendario produttore decide di affiancarlo nella realizzazione del suo primo album, Sounds of Space (2012), che segna l’inizio di un percorso artistico ricco di esplorazioni timbriche e contaminazioni culturali. Da allora, Rodríguez ha saputo conquistare pubblico e critica in tutto il mondo grazie a una discografia sempre più matura e personale. Tra i suoi lavori più significativi si segnalano Tocororo (2016), un omaggio alla diaspora cubana, The Little Dream (2018) e Dialogue (2019), realizzato in duo con il percussionista Pedrito Martínez, con cui esplora l’interazione tra ritmo, spiritualità e improvvisazione. Il suo album più recente, Coral Way (2023), rappresenta una nuova evoluzione del suo stile: un tributo vibrante alle radici afro-cubane del jazz, arricchito da influenze pop, urban e un’energia contagiosa, senza mai perdere la profondità e l’eleganza del linguaggio jazzistico. Artista dalla versatilità straordinaria, Rodríguez ha collaborato con figure di spicco come Chucho Valdés, Robert Glasper e Jon Batiste, portando il suo pianismo in contesti artistici diversi, ma sempre coerenti con la sua visione. Nel 2015 ha ricevuto una nomination ai GRAMMY Awards per il suo arrangiamento di Guantanamera, nella categoria “Best Arrangement, Instrumental or A Cappella”, confermando anche il suo talento nella scrittura e nella rilettura creativa del repertorio tradizionale. Il suo ritorno in Italia, in un teatro dalla bellezza intima come il Caio Melisso, rappresenta un’occasione rara per ascoltare dal vivo un artista che coniuga passione latina, virtuosismo e profondità espressiva, offrendo un’esperienza musicale capace di toccare corde universali. Un gran finale che si preannuncia memorabile. Wed, 19 Nov 2025 18:54:22 +0000 Moda e spettacolo Convegno Nazionale Ciclismo ACSI 2025: le conclusioni https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34027-convegno-nazionale-ciclismo-acsi-2025-le-conclusioni.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/sport/34027-convegno-nazionale-ciclismo-acsi-2025-le-conclusioni.html Si è appena svolta a Riccione l’Assemblea Nazionale del Ciclismo ACSI, che ha visto la partecipazione dei responsabili provinciali e regionali provenienti da tutta Italia. L’incontro ha rappresentato un importante momento di confronto, analisi e coesione del movimento, in un contesto reso complesso dalle recenti vicende con la Federazione Ciclistica Italiana (FCI). L’Assemblea ha preso atto, con piena consapevolezza, della situazione venutasi a creare a seguito della sospensione e della successiva gestione della convenzione da parte della FCI, in un momento delicato per il rinnovo delle affiliazioni per l’anno 2026. I presenti hanno unanimemente stigmatizzato i comportamenti e le comunicazioni federali, giudicando contrari allo spirito di collaborazione, alla trasparenza e ai principi di lealtà sportiva che dovrebbero ispirare ogni Organismo nell’ambito dell’Ordinamento Sportivo Italiano, con eventuale disinformazione di ciclisti ed organizzatori. L’Assemblea ha ritenuto pertanto non più percorribile la strada della sottoscrizione di nuove convenzioni, laddove esse prevedano vincoli o imposizioni di carattere unilaterale da parte della FCI, incompatibili con l’autonomia, la dignità e la funzione istituzionale degli Enti di Promozione Sportiva. L’ACSI ha confermato  la propria disponibilità al dialogo costruttivo con la FCI, ma escludendo ogni forma di accordo basata su imposizioni o concessioni. Nel corso del dibattito è emersa la volontà di valutare accordi diretti di reciprocità tra Enti di Promozione Sportiva, finalizzati a garantire la piena partecipazione degli atleti e delle società alle manifestazioni ciclistiche, senza la mediazione o autorizzazioni estranee alla volontà dei singoli EPS, nel rispetto dell’Ordinamento Sportivo. Una prospettiva che mira a rafforzare la coesione e la sinergia tra gli EPS, restituendo al movimento amatoriale la sua dimensione autentica di libertà, collaborazione e pluralismo sportivo. L’Assemblea ha riconosciuto che, nonostante le difficoltà, la situazione attuale ha reso ancora più evidente la solidità e la credibilità del modello ACSI, fondato su prossimità, competenza, qualità organizzativa e attenzione alle persone. L’ACSI ha dimostrato di saper gestire il ciclismo amatoriale con efficacia, sicurezza e trasparenza, ricevendo la fiducia delle società, degli atleti e delle istituzioni territoriali. L’Assemblea ha in ultima analisi espresso la volontà di ricompattare il movimento ciclistico ACSI e di proseguire con determinazione verso un 2026 certo, duraturo e proficuo, nel segno della crescita, della stabilità e della continuità.  E' stato deliberato di mantenere invariate le quote di affiliazione e tesseramento anche per la stagione sportiva 2026, in continuità con quanto stabilito per il 2024 e il 2025. L’obiettivo comune resta quello di costruire uno sport aperto, inclusivo e sostenibile, dove prevalgono la passione, la correttezza e il rispetto reciproco. Mon, 10 Nov 2025 16:40:09 +0000 Sport Duo Aurilio incanta il pubblico del Teatro Sollima di Marsala https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/34022-duo-aurilio-incanta-il-pubblico-del-teatro-sollima-di-marsala.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/34022-duo-aurilio-incanta-il-pubblico-del-teatro-sollima-di-marsala.html Duo Aurilio, padre e figlio, ha magistralmente incantato il pubblico del Teatro Sollima di Marsala ieri sera, 9 novembre 2025, con una performance che ha confermato l'eccellenza della XXV Stagione Concertistica dell’Accademia Beethoven. La serata ha proposto un programma che, partendo da Mozart, ha attraversato un viaggio musicale ricco di virtuosismo e raffinata sensibilità esecutiva, conquistando con intensità ogni ascoltatore presente. La Sonata in Si bemolle maggiore K 454 di W.A. Mozart ha aperto la serata con un dialogo cameristico che ha messo in luce l'equilibrio e l’intesa tra Amedeo Francesco Aurilio al pianoforte e Vincenzo Aurilio al violino. L’interpretazione di questo capolavoro mozartiano ha svelato una profonda comprensione del fraseggio e una compartecipazione emotiva rara, qualità che hanno dato subito il tono alla serata. La successiva esecuzione del Preludio e Allegro di Pugnani-Kreisler ha rivelato la tecnica virtuosistica del duo, valorizzando tanto la precisione quanto la passionalità del violino di Vincenzo, sostenuto dall’autorevole e solido accompagnamento pianistico del padre.  Il trittico di G. Martucci, Andantino, Allegretto e Allegro op. 67, ha rappresentato un omaggio sentito alla grande tradizione musicale italiana, con una resa che ha saputo fondere la dolcezza melodica con la disinvoltura tecnica, confermando la maturità artistica del duo. Granados-Kreisler con la Danza Andalusa ha aggiunto un tocco di flamenco e folklore, con il violino che ha espresso agilità e pathos in una narrazione sonora coinvolgente e vibrante. Amedeo e Vincenzo Aurilio hanno poi interpretato Le Ronde des Lutins e lo Scherzo Fantastico op. 25 di A. Bazzini con un’energia giocosa e virtuosistica, capace di sorprendere per l’accuratezza esecutiva e il coinvolgimento emotivo. La serata si è conclusa con la celebre Czardas di V. Monti, un pezzo di grande impatto emotivo che ha richiamato l’emozione popolare attraverso una gestione scenica e musicale impeccabile, lasciando il pubblico avvolto in un’atmosfera di sentita partecipazione. Gli applausi convinti hanno premiato un bis suggestivo: la Danza Ungherese n. 5 di J. Brahms, offerta come conclusione vibrante e festosa di un evento che ha saputo onorare la grande musica con un'interpretazione all’altezza delle più alte aspettative.  Il Teatro Sollima ha ospitato una serata di rara intensità artistica, in cui l'unione familiare del Duo Aurilio si è tradotta in una dimostrazione concreta di qualità e passione per la musica. L’Accademia Beethoven si conferma così un faro culturale nel panorama musicale siciliano, portando al pubblico marsalese eventi di pregio e artisti di valore internazionale. Questo dialogo ha contribuito a elevare la crescita culturale dell'area marsalese e trapanese. Non a caso, questa prestigiosa XXV Stagione Concertistica, per un pubblico maturo ed esigente, vanta i patrocini del Ministero della Cultura, dell’Assessorato allo Sport e Spettacolo della Regione Siciliana e del Comune di Marsala. Il prossimo appuntamento della XXV Stagione Concertistica dell'Accademia Beethoven si terrà domenica 23 novembre con il recital "La donna e l'amore", interpretato dal mezzosoprano Elisabetta Paglia e dalla pianista Angela Ignacchiti. La serata proporrà una selezione di brani tratti da celebri opere e operette, offrendo un intenso viaggio emozionale attraverso temi universali. Mon, 10 Nov 2025 07:15:48 +0000 Trapani Spoleto Jazz 2025: Anthony Strong & Colours Jazz Orchestra https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34010-spoleto-jazz-2025-anthony-strong-colours-jazz-orchestra.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/spettacolo/34010-spoleto-jazz-2025-anthony-strong-colours-jazz-orchestra.html Nuovo appuntamento musicale per Spoleto Jazz con uno dei concerti più attesi dell’intera rassegna: venerdì 7 novembre, alle ore 21.00 al Teatro Nuovo G. Menotti, arriva il carismatico Anthony Strong insieme alla potente macchina sonora della Colours Jazz Orchestra, guidata dal direttore e trombonista Massimo Morganti, per un evento che promette scintille. In un’unica serata, due fuochi che si incontrano: da una parte la voce vellutata e il pianismo elegante di Anthony Strong, autentico crooner contemporaneo che ha riportato in auge lo swing con uno stile personale, raffinato e sempre sorprendente; dall’altra, la Colours Jazz Orchestra, una delle più affermate big band italiane, che con la sua precisione esecutiva e il suo spirito avanguardista è diventata un punto di riferimento per il jazz orchestrale europeo. Con un titolo che di per sé è già una promessa sul repertorio proposto - Da Cole Porter a Frank Sinatra -  la performance rappresenta non solo una semplice celebrazione della golden age dello swing, ma una vera e propria reinvenzione del repertorio dei grandi classici, rivisitati con nuovi arrangiamenti, slanci improvvisativi e una freschezza interpretativa che lascia il segno. Anthony Strong, voce e pianoforte, torna in Italia dopo una carriera che l’ha visto protagonista su palchi di tutto il mondo: dalla BBC alla Royal Albert Hall, dai festival jazz europei alle classifiche internazionali. I suoi dischi (Stepping Out, On a Clear Day, Easy Sailing) hanno incantato pubblico e critica, con il loro mix di swing, eleganza e uno stile che attinge tanto a Sinatra, Mel Tormé, Nat King Cole, quanto a Oscar Peterson. Sul palco sarà affiancato dal batterista Luke Tomlinson e da una delle formazioni orchestrali più affiatate del nostro Paese. La Colours Jazz Orchestra, costituita nelle Marche nel 2002, è oggi un laboratorio vivissimo di jazz orchestrale, capace di muoversi con disinvoltura tra standard e composizioni originali, tra tradizione e contemporaneità. Il lavoro di Massimo Morganti, direttore, arrangiatore e solista, ha reso questa big band una delle realtà più ammirate anche fuori dai confini italiani. Non è un caso se artisti come Kenny Wheeler, Ayn Inserto, John Taylor e Scott Robinson abbiano scelto di collaborare con loro in progetti discografici e dal vivo. La serata si inserisce nel cartellone del festival diretto da Silvia Alunni e promosso da Visioninmusica con il contributo del Comune di Spoleto. Una sesta edizione - dal tema Jazz not war - che sta registrando grandi consensi, partecipazione crescente e teatri sold out, confermandosi tra le rassegne più autorevoli per chi ama il jazz come linguaggio contemporaneo e come terreno fertile di contaminazioni. E Spoleto, con la sua storia artistica millenaria, diventa ancora una volta scenario ideale per accogliere questo terzo concerto-evento, che non è solo un tributo alla grande stagione dei crooner, ma una serata esplosiva tra swing incalzante e ballad orchestrali. Tue, 04 Nov 2025 16:46:17 +0000 Moda e spettacolo Gli studenti dell’istituto Omnicomprensivo di Filadelfia protagonisti della prima edizione di “Corri insieme a noi” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33994-gli-studenti-dell-istituto-omnicomprensivo-di-filadelfia-protagonisti-della-prima-edizione-di-corri-insieme-a-noi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33994-gli-studenti-dell-istituto-omnicomprensivo-di-filadelfia-protagonisti-della-prima-edizione-di-corri-insieme-a-noi.html Nella mattinata di sabato 25 ottobre 2025, gli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo “Rita Levi Montalcini” di Filadelfia hanno preso parte alla prima edizione di “Corri Insieme a Noi”, manifestazione sportiva organizzata dall’ASD Filadelfiatletica, con il patrocinio del Comune di Filadelfia e la collaborazione del Progetto SAI – Sistema di Accoglienza e Integrazione. All’iniziativa hanno partecipato gli alunni della scuola secondaria di primo grado di Filadelfia e Francavilla, insieme agli studenti del Liceo Scientifico e dell’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato, tutte articolazioni dell’Istituto Omnicomprensivo di Filadelfia. L’evento si è svolto all’interno del Campo Sportivo di Filadelfia, trasformato per l’occasione in un vivace palcoscenico di entusiasmo, partecipazione e spirito di squadra. La manifestazione si è aperta con i saluti istituzionali del Sindaco di Filadelfia, Anna Bartucca, del Presidente dell’ASD Filadelfiatletica, Vincenzo Buccinnà, del rappresentante regionale della FIDAL – Federazione Italiana di Atletica Leggera, Franco Arena, della Dirigente scolastica, prof.ssa Maria Viscone e dell’Assessore comunale con delega allo Sport, Tommasino Diaco. Nel suo intervento, la dirigente ha sottolineato il valore educativo dello sport come strumento di crescita personale e collettiva: «In un tempo in cui la vita è sempre più sedentaria e digitale, iniziative come questa restituiscono ai ragazzi il piacere del movimento, il valore dell’impegno e la consapevolezza che ogni traguardo si raggiunge con costanza e determinazione. L’atletica, in particolare, insegna a conoscersi, a gestire la fatica e a porsi obiettivi concreti nel rispetto delle regole e degli altri. Come scuola, crediamo fermamente che la formazione dei giovani passi anche attraverso esperienze come questa, capaci di unire mente e corpo, disciplina e passione.» La giornata ha rappresentato un’autentica festa dello sport e dell’inclusione, con una partecipazione numerosissima e un coinvolgimento corale da parte di studenti, docenti e famiglie. Le gare di velocità e di mezzofondo hanno offerto ai giovani l’opportunità di mettersi alla prova in un contesto di condivisione e divertimento, rafforzando il senso di appartenenza e di comunità. L’Istituto Omnicomprensivo “Rita Levi Montalcini” ha aderito con entusiasmo all’iniziativa, riconoscendone il valore educativo e sociale. L’esperienza si inserisce pienamente nella visione formativa della scuola, da sempre attenta a promuovere il benessere, la partecipazione e la cittadinanza attiva, nella convinzione che l’educazione motoria e sportiva sia parte essenziale di una crescita armoniosa e consapevole per i giovani. Tue, 28 Oct 2025 11:27:57 +0000 Vibo Valentia Il professor Giovanni Liccardo presenta a Benevento il suo ultimo libro https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/benevento/33968-il-professor-giovanni-liccardo-presenta-a-benevento-il-suo-ultimo-libro.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/benevento/33968-il-professor-giovanni-liccardo-presenta-a-benevento-il-suo-ultimo-libro.html Martedì 21 ottobre alle ore 17 all’Antico Teatro di Palazzo Paolo V in Corso Garibaldi 145 a Benevento si svolgerà l’incontro con l’autore del libro “Storie insolite di uomini, luoghi e oggetti dei musei di Napoli” Giovanni Liccardo presentato dalla dirigente scolastica Maria Buonaguro. Il valore fondamentale di un museo risiede nella sua funzione di conservare le testimonianze materiali del passato, salvando oggetti destinati alla distruzione e all'oblio. I musei sono custodi e artefici della costruzione e comunicazione della memoria collettiva attraverso il patrimonio materiale. Inoltre, i musei, in linea con la definizione dell'ICOM, sono istituzioni senza scopo di lucro al servizio della società che promuovono ricerca, acquisizione, conservazione, comunicazione ed esposizione di testimonianze materiali e immateriali per studio, educazione e diletto, generando integrazione, dialogo e coesione sociale. Il libro di Giovanni Liccardo, Storie insolite di uomini, luoghi e oggetti dei Musei di Napoli, edito per i tipi di Cuzzolin editore, adotta questa prospettiva, concentrandosi non sulla descrizione dettagliata di ogni sala, ma sul racconto di storie di persone, luoghi e oggetti insoliti custoditi nei musei di Napoli, dopo una contestualizzazione storica e tipologica. Il libro si presenta martedì 21 ottobre nella prestigiosa sala dell’Antico Teatro di Palazzo Paolo V, Benevento; relatrice sarà la prof.ssa Maria Buonaguro, mentre i saluti saranno proposti da Maria Felicia Crisci, presidente del comitato di Benevento della Società Dante Alighieri (e promotrice dell’evento), e dalla dott.ssa Antonella Tartaglia Polcini, assessore alla cultura del Comune di Benevento. Il volume di Liccardo non è una guida descrittiva né una semplice presentazione di luoghi espositivi, piuttosto la valorizzazione della memoria storica dei musei di Napoli, delle loro raccolte e dei personaggi che li hanno plasmati, distinguendo la memoria (emotiva, partecipativa, di continuità) dalla storia (scientifica, critica, di distacco). Di conseguenza intende sottolineare il valore della memoria delle loro trame e delle loro raccolte; memoria che è cosa diversa dalla storia, un’opposizione che bisogna capire bene, perché questa è scientifica e quella è emotiva, questa è critica e quella partecipativa, questa propone distacco dal passato e quella la continuità di un presente senza limiti in cui anche ciò che si è svolto tanto tempo fa è ancora qui. Dunque, il libro di Liccardo vuole fornire un quadro dei musei della città come centri di conoscenza, informazioni, riflessioni e produzione culturale radicati nel territorio urbano; presentarli, in altre parole, con una prospettiva nuova e originale, ovvero nel loro forte connotato educativo e propositivo nei confronti della vita culturale passata, presente e futura di Napoli. Se l’intento di ricordare la storia della città per tramandarla ai posteri è sempre esistito, si scoprono le ragioni per le quali alcune opere d’arte erano collocate un tempo nei luoghi pubblici; si raccontano avvenimenti storici specifici da angolazioni originali; si riconoscono manufatti straordinari conservati e opere di varia natura e tipologia che hanno caratterizzato l’identità, la storia e le tradizioni della città. Certo, i musei di Napoli sono una tipologia molto complessa, soprattutto per le finalità, le collezioni, gli esiti formali e il rapporto con la città. Eppure, paradossalmente è in questa differenza il loro forte legame con Napoli e il territorio in cui essi stessi s’innestano ed esplicano le loro attività: appunto per tale ragione, le caratteristiche proprie di ciascun museo napoletano non solo non sono esportabili, ma sono anche originali e uniche. Giovanni Liccardo, dirigente scolastico, è autore di numerose opere, tra le quali Vita quotidiana a Napoli prima del medioevo (Tempolungo, 1999 - Premio letterario “Campanile d’argento. Città di Cimitile” 2000), Introduzione allo studio dell’archeologia cristiana. Storia, metodo, tecnica (Edizioni San Paolo, 2004), Architettura e liturgia nella Chiesa antica (Edizioni Skira, 2005). Tra i più recenti: Alla scoperta di Napoli archeologica (2021), La storia di Napoli in 1001 luoghi (2022) e Alla scoperta dei segreti perduti di Napoli (2023). Tue, 14 Oct 2025 07:46:55 +0000 Benevento A Taormina il Forum The European House Ambrosetti sul sistema cultura della Sicilia https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33967-a-taormina-il-forum-the-european-house-ambrosetti-sul-sistema-cultura-della-sicilia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33967-a-taormina-il-forum-the-european-house-ambrosetti-sul-sistema-cultura-della-sicilia.html Sarà presentata a Taormina la piattaforma “Sistema Cultura Sicilia”, lanciata da The European House - Ambrosetti (TEHA Group), in collaborazione con il Parco Archeologico di Naxos Taormina e l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, finalizzata a identificare, quantificare e misurare il valore del patrimonio storico, culturale ed artistico della Regione Siciliana: appuntamento giovedì 16 ottobre dalle ore 10 alle ore 17 al San Domenico Palace alla presenza di illustri rappresentanti istituzionali e relatori tra cui: Eleonora Berti (Council of Europe Cultural Routes Coordinator; Membro del Gruppo di esperti Commissione Europea sull’eredità culturale), Giuseppe Cipolla (critico d’arte), Cateno De Luca (sindaco di Taormina), Orazio Micali (direttore Parco Archeologico di Naxos Taormina), Francesco Paolo Scarpinato (assessore regionale Beni Culturali e Identità Siciliana), Elvira Amata (assessora regionale Turismo, Sport e Spettacolo), Dipo Faloyin (giornalista e scrittore), Mauro Felicori (presidente Circolo Marco Biagi), Carlo Adelio Galimberti (critico d’arte e pittore), Eva Giovannini (giornalista RAI), Emilio Isgrò (artista, scrittore, poeta e drammaturgo), Simonetta Agnello Hornby (scrittrice e avvocato), Michele Trimarchi (professore di Economia della cultura, IUAV e Treccani Accademia), Mirella Serlorenzi (direttrice, Terme di Caracalla), Mauro De Bari (Founder, Chrack Lab), Mauro Felicori (presidente, Circolo Marco Biagi), Antonio Lampis (direttore Dipartimento cultura italiana e sviluppo economico, Provincia Autonoma di Bolzano - Alto Adige e vicepresidente Libera Università di Bolzano), Cetti Lauteta (Partner, The European House - Ambrosetti; responsabile Practice Scenario Sud, TEHA Group), Angelo Firrito (consigliere Fondazione BAPR – Gruppo BAPS, Banca Popolare di Sicilia), Elvira Seminara (scrittrice, giornalista e pop artist) e Fabrizio Zappi (direttore Cultura e Educational, RAI). Il progetto “Sistema Cultura Sicilia” mira a individuare contestualmente azioni e progetti concreti in grado di rafforzarne l’attrattività a beneficio dello sviluppo regionale, catalizzando interesse e consenso del territorio in un percorso di crescita che si auto-alimenti nel tempo. L’iniziativa si propone di evidenziare le eccellenze locali, affrontare le criticità infrastrutturali e proporre soluzioni per rafforzare l’accessibilità, la partecipazione giovanile e la sinergia tra territorio e comunità. L’obiettivo è trasformare la cultura in motore di sviluppo sostenibile, posizionando la Sicilia come riferimento creativo e culturale nel Mediterraneo. Tra i temi in programma: Presentazione del Paper SISTEMA-CULTURA SICILIA; L’identità siciliana come perno della cultura mediterranea; Il patrimonio culturale: conservazione, valorizzazione e attrattività e Linguaggi e nuovi paradigmi identitari per la cultura di domani. Tue, 14 Oct 2025 07:44:26 +0000 Messina Più richieste d’aiuto tra i giovani? Il deepnude e il revenge porn nuove frontiere della violenza digitale https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33956-piu-richieste-d-aiuto-tra-i-giovani-il-deepnude-e-il-revenge-porn-nuove-frontiere-della-violenza-digitale.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33956-piu-richieste-d-aiuto-tra-i-giovani-il-deepnude-e-il-revenge-porn-nuove-frontiere-della-violenza-digitale.html Con il ritorno a scuola, l’Associazione Meter richiama l’attenzione sull’aumento dei casi legati all’uso improprio dell’intelligenza artificiale e del revenge porn: immagini manipolate, condivisioni non consensuali e comportamenti digitali che coinvolgono sempre più spesso i minori.  Una delle ultime segnalazioni raccolte da Meter riguarda 125 studentesse italiane denudate virtualmente da coetanei tramite l’IA, a dimostrazione di una violenza digitale che cresce silenziosamente accanto ai casi di sexting, sextortion e adescamento.  Nel 2024 il Centro Ascolto dell’associazione ha gestito 490 richieste di tutela di minori. La maggior parte dei casi riguarda i rischi online, con interventi di supporto psicologico, giuridico e informatico. Significativa anche la presenza di abusi sessuali, disturbi d’ansia e difficoltà familiari, per i quali il Centro ha offerto assistenza.  Il Centro Ascolto di Meter è attivo tutto l’anno, in presenza e online, e mette a disposizione un’équipe multidisciplinare composta da psicologi, psicoterapeuti, legali e tecnici informatici. Offre ascolto e consulenza a minori, famiglie, insegnanti e adulti che affrontano situazioni di disagio: dall’abuso e dalla violenza digitale ai problemi emotivi, alle dipendenze da internet, al cyberbullismo e ai conflitti familiari.  È possibile contattare il Centro Ascolto tramite il Numero Verde o compilando il modulo online — anche in forma anonima — sul sito ufficiale: https://associazionemeter.org/servizi/centro-ascolto/richiedi-consulenza/. Nell’ultimo anno è stato registrato un aumento delle richieste di aiuto via WhatsApp, canale preferito soprattutto dagli adolescenti: il servizio è dunque raggiungibile al numero +39 342 7319716. Wed, 08 Oct 2025 06:39:59 +0000 Siracusa L’orchestra sinfonica di Matera In Mozart dopo le nozze di Figaro https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/33948-l-orchestra-sinfonica-di-matera-in-mozart-dopo-le-nozze-di-figaro.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/33948-l-orchestra-sinfonica-di-matera-in-mozart-dopo-le-nozze-di-figaro.html Il genio di Mozart torna a incantare Matera con un programma che fa vibrare corde di emozione, eleganza e profondità. Dopo la brillante freschezza de Le Nozze di Figaro, il compositore salisburghese apre a nuove sfumature, tra poesia e tensione drammatica, regalando pagine che continuano a vibrare con sorprendente attualità. Sabato 4 ottobre, l’Orchestra Sinfonica di Matera invita il pubblico all’Auditorium “Raffaele Gervasio” (ingresso ore 20:00, inizio ore 20:30) per il concerto Mozart dopo le Nozze di Figaro un appuntamento che trasformerà la sala in uno spazio di emozione e dialogo tra passato e presente. Il programma intreccia tre capolavori che raccontano l’evoluzione creativa del genio viennese: l’Ouverture dalle Nozze di Figaro, esplosiva e teatrale; la Sinfonia n. 40 in sol minore, K. 550, una delle pagine più intense e amate della storia della musica; il luminoso e solenne Concerto per pianoforte e orchestra in do maggiore, K. 503, che incarna la bellezza del classicismo maturo. Considerato tra i più profondi interpreti di Mozart della nostra epoca, Alexander Lonquich ha sviluppato una carriera internazionale che lo ha portato a collaborare con orchestre prestigiose come la Mahler Chamber Orchestra, i Wiener Symphoniker, la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Apprezzato per l’originalità delle sue letture, che coniugano rigore stilistico e libertà poetica, Lonquich è regolarmente ospite dei maggiori festival europei ed è noto anche per la sua intensa attività cameristica. La sua interpretazione di Mozart, riconosciuta per eleganza e profondità espressiva, trova un terreno particolarmente fertile nella doppia veste di pianista e direttore, che gli consente di instaurare un dialogo diretto con l’orchestra e il pubblico. “Il legame tra l’Orchestra Sinfonica di Matera e Mozart è un filo prezioso che attraversa le stagioni – afferma la presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera, Gianna Racamato -  Dalle raffinate esecuzioni nella stagione invernale 2024 del Concerto n. 20 K.466 e della Sinfonia “Jupiter” K.551 del concerto “Il fascino di Mozart”, e, ancor prima nel 2022 in collaborazione con il Festival Duni, con l’incontro tra il classicismo napoletano di Paisiello accostato al Mozart della Sinfonia “Praga” K.504, l’Orchestra ha più volte restituito al pubblico la freschezza e la vitalità del repertorio mozartiano. Questi appuntamenti hanno costruito un patrimonio di esperienze e di interpretazioni che oggi trova una nuova tappa in “Mozart dopo le Nozze di Figaro”, testimoniando la continuità di una ricerca artistica che unisce tradizione e rinnovamento”. I singoli biglietti dei concerti della Quarta Stagione Concertistica Autunno–Inverno dell’Orchestra Sinfonica di Matera, si possono acquistare Online su TicketSms https://www.ticketsms.it/collection/Stagione-Concertistica-2025-Orchestra-Sinfonica-Matera e di persona al botteghino prima dell’inizio dello spettacolo. I 9 concerti della rassegna autunno - inverno si svolgeranno a Matera dal 21 settembre al 30 dicembre 2025 all’Auditorium “Raffaele Gervasio”, con ingresso alle ore 20:00 e inizio alle 20:30.   Prossimo appuntamento: Venerdì 10 ottobre ore 20:30 - Auditorium Raffaele Gervasio - Matera CARMEN 150 Gianna Racamato - mezzosoprano Ugo Tarquini - tenore Domenico Fortunato - voce recitante ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA Direttore: Daniele Agiman Programma di sala Musiche di Georges Bizet     Informazioni sulla Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera:   La Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera organizza e promuove le attività dell’Orchestra Sinfonica di Matera. Partecipata da Comune di Matera, Provincia di Matera e Conservatorio Egidio Romualdo Duni di Matera che ne sostengono le attività. A queste istituzioni si aggiungono: il Ministero della Cultura che ha ammesso l’Orchestra al percorso per il riconoscimento quale ICO Istituzione Concertistica Orchestrale e la sostiene attraverso il Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus), e la Regione Basilicata, che la sostiene con fondi regionali. La stagione concertistica autunno inverno 2025, con la direzione artistica del Maestro Saverio Vizziello, è stata realizzata in collaborazione con Festival Duni Thu, 02 Oct 2025 05:28:26 +0000 Matera “Voci Nascoste” - podcast teatrale in 5 appuntamenti https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/barletta/33947-voci-nascoste-podcast-teatrale-in-5-appuntamenti.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/barletta/33947-voci-nascoste-podcast-teatrale-in-5-appuntamenti.html Il Teatro Fantàsia di Barletta presenta “Voci Nascoste”, un nuovo progetto culturale che unisce teatro e narrazione digitale per dare voce a storie autentiche di donne che, con impegno e passione, hanno saputo trasformare i propri sogni in realtà. L’iniziativa, vincitrice del bando regionale Futura 2025, si articolerà in cinque appuntamenti dal vivo, con la possibilità di seguire gli incontri anche in formato podcast, tutti i venerdì di ottobre. L’idea alla base di “Voci Nascoste” è semplice ma rivoluzionaria: il successo non è un privilegio destinato a pochi, ma una possibilità concreta per chiunque scelga di credere in sé stesso. Per questo, sul palco non saliranno celebrità irraggiungibili, ma donne comuni che racconteranno le loro esperienze con autenticità, mostrando come impegno, resilienza e determinazione possano aprire la strada a percorsi straordinari. Le protagoniste della rassegna saranno cinque figure femminili provenienti da ambiti diversi: 3 ottobre: Angela Dargenio, docente di lettere e storia, che rifletterà sul ruolo delle donne nella scrittura e nella cultura; 10 ottobre: Veronica Inglese, atleta olimpionica, che condividerà il suo percorso di crescita nello sport; 17 ottobre: Cristina Biscozzi, psicologa, che parlerà di salute mentale e autostima; 24 ottobre: Valentina Scatigno, process engineer specialist, che porterà la sua testimonianza di resilienza e affermazione in un settore a prevalenza maschile. 31 ottobre: Cristina Rubbiani, artista ed ex agente di viaggio, che racconterà la sua rinascita creativa dopo la pensione; Gli incontri saranno ospitati dal Teatro Fantàsia, in via Imbriani 144 a Barletta, uno spazio culturale giovane e inclusivo che negli ultimi anni è diventato un punto di riferimento per la città, grazie a una programmazione attenta ai temi sociali e alle nuove generazioni. La conduzione sarà affidata ad Alessandro Piazzolla, direttore artistico del teatro. Il progetto si rivolge in particolare ai giovani fino ai 25 anni, con l’obiettivo di offrire loro esempi concreti e positivi, stimolando la fiducia in sé stessi e la consapevolezza delle proprie possibilità. L’ingresso agli eventi sarà gratuito, così da favorire la massima partecipazione. “Voci Nascoste” è realizzato in collaborazione con partner strategici del territorio: l’ITET “Cassandro-Fermi-Nervi” di Barletta, Springtime Jazz Festival e il Leo Club Barletta. Una rete di sinergie che conferma la natura comunitaria e partecipativa del progetto. Attraverso il teatro e i podcast, “Voci Nascoste” vuole lasciare un’eredità duratura, custodendo e diffondendo testimonianze che possano continuare a ispirare nel tempo. L’ingresso è libero, su prenotazioni. Tutte le informazioni e prenotazioni possono essere effettuate telefonicamente al 340 3310937 o direttamente in sede in via Imbriani 144 a Barletta. Thu, 02 Oct 2025 05:25:45 +0000 Barletta “Aladino – Le notti d’Oriente” apre la 14ª edizione di C’era una volta – I Family Show https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33944-aladino-le-notti-d-oriente-apre-la-14-edizione-di-c-era-una-volta-i-family-show.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33944-aladino-le-notti-d-oriente-apre-la-14-edizione-di-c-era-una-volta-i-family-show.html La magia prende vita sul palco del Teatro delle Arti di Salerno con “Aladino – Le notti d’Oriente”, spettacolo inaugurale della 14ª edizione di C’era una volta – I Family Show, la fortunata rassegna dedicata alle famiglie firmata dalla Compagnia dell’Arte. Un appuntamento da non perdere: domenica 5 ottobre, il sipario si alzerà alle ore 11:00, 17:00 e 19:15, per accompagnare grandi e piccini in un viaggio straordinario tra sogni, magia e amicizia senza confini. Diretto dal regista Antonello Ronga, lo spettacolo è liberamente ispirato al celebre racconto persiano Aladino e la lampada meravigliosa, tratto dalla raccolta Le Mille e una Notte. Una commedia musicale ritmata e coinvolgente, colorata e divertente, che fa volare il pubblico su un tappeto magico tra musiche incalzanti, coreografie spettacolari ed effetti visivi mozzafiato. Sul palco, la storia dell’incontro tra Aladino, giovane ragazzo di strada astuto e sognatore, e la più bella principessa d’Oriente, che fuggendo dal suo palazzo scopre il mondo esterno. Tra loro nasce un’amicizia autentica, destinata a trasformarsi in amore grazie ai consigli del fidato compagno di Aladino: un Genio della Lampada davvero speciale. Un cast di talento porta in scena questa straordinaria avventura: Gianni D’Amato, Giovanni D’Auria, Alessandro Musto, Aurora Renata Ronga, Francesco Maria Sommaripa, Peter Zobel. Le coreografie sono firmate da Fortuna Capasso del Professional Ballet diretto da Pina Testa. Le scenografie video portano la firma di Marcello De Martino e il service è a cura di GfM Service. I raffinati costumi sono realizzati da Francesca Canale. La direzione organizzativa è affidata a Valentina Tortora, la segreteria a Monica Lamberti, mentre l’amministrazione è curata da Mauro Collina. I biglietti sono in vendita presso il botteghino del Teatro delle Arti, aperto tutti i giorni dalle 17:00 alle 21:00. Aladino – Le notti d’Oriente è più di uno spettacolo: è un tuffo in un mondo incantato dove i desideri possono avverarsi. Un’avventura musicale per tutta la famiglia, tra sogno, risate e magia… su un tappeto volante!     Thu, 02 Oct 2025 05:19:27 +0000 Salerno Asportato a Taranto un tumore ovarico da 15 kg https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33922-asportato-a-taranto-un-tumore-ovarico-da-15-kg.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33922-asportato-a-taranto-un-tumore-ovarico-da-15-kg.html Una donna della provincia di Taranto è stata sottoposta a un intervento chirurgico complesso che ha permesso di rimuovere un tumore alle ovaie di circa 15 kg. La massa era stata diagnosticata a giugno, quando misurava meno di 30 centimetri. Nei mesi successivi, prima dell’intervento a settembre presso la Casa di cura Bernardini, la crescita era stata rapida fino a raggiungere i 50 centimetri, comprimendo gli organi interni e provocando serie difficoltà respiratorie e rischio di occlusione intestinale.  L’operazione ha richiesto un lavoro coordinato e altamente specializzato. La complessità non risiedeva solo nelle dimensioni eccezionali del tumore, ma anche nella necessità di proteggere i tessuti circostanti e garantire la massima sicurezza per la paziente. Il risultato, che ha salvato la vita alla donna, è stato possibile grazie alla collaborazione multidisciplinare tra l’unità operativa di Ginecologia, diretta dal dr. Vito Carone, l’unità operativa di Chirurgia Generale diretta dal Dr. Martino Minardi e quella Anestesiologica, diretta dalla dr.ssa Marina Montrone. Fondamentale il supporto di tutto il personale infermieristico di reparto e del blocco operatorio che ha preso in cura la paziente.  Il decorso post-operatorio è stato regolare, privo di complicanze e la paziente è tornata a casa pochi giorni dopo.  «Nella sfera delle neoplasie ginecologiche, il tumore dell’ovaio è sicuramente il più aggressivo e rappresenta il 3% di tutte le neoplasie femminili - ha dichiarato il dr. Vito Carone della Casa di cura Bernardini- l’incidenza massima colpisce la fascia d’età tra i 50 e i 70 anni, ma non risparmia la popolazione giovanile. Per questo è importante effettuare controlli e visite ginecologiche almeno annuali, specialmente quando c’è familiarità per tumore ovarico o della mammella. Questo caso mette in evidenza anche come una diagnosi precoce possa cambiare positivamente la prognosi della malattia. La rapida crescita della massa in pochi mesi dimostra quanto sia essenziale intervenire tempestivamente e quanto sia importante un approccio multidisciplinare nell’interesse del paziente, approccio che quotidianamente caratterizza il nostro lavoro».   Thu, 25 Sep 2025 07:08:02 +0000 Taranto La Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici: con Inaf un viaggio nella scienza italiana https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/33911-la-notte-europea-dei-ricercatori-e-delle-ricercatrici-con-inaf-un-viaggio-nella-scienza-italiana.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/33911-la-notte-europea-dei-ricercatori-e-delle-ricercatrici-con-inaf-un-viaggio-nella-scienza-italiana.html Venerdì 26 settembre, torna la Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici, un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea con l’obiettivo di divulgare la scienza in ogni sua declinazione e avvicinare i cittadini al mondo della ricerca. L'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) partecipa all'evento su tutto il territorio nazionale con un ricco programma di attività gratuite e rivolte a tutte le età. Da nord a sud, gli osservatori e istituti dell’INAF si trasformeranno in luoghi di incontro e scoperta, offrendo al pubblico l'opportunità unica di incontrare ricercatori e ricercatrici che ogni giorno studiano e scoprono le meraviglie dell’Universo. Il programma dell’INAF spazia dalle classiche, ma sempre affascinanti, osservazioni al telescopio, che permetteranno di ammirare da vicino i corpi celesti come Saturno, a esperienze innovative come escape room scientifiche e il “Cody Maze astrofisico” per mettere alla prova l'ingegno di grandi e piccini. Non mancheranno i laboratori interattivi, i caffè e passeggiate astronomiche, le lezioni al planetario e i giochi scientifici, pensati appositamente per far divertire e imparare i più piccoli. Roma, Catania, Palermo, L’Aquila, Teramo, Milano, Firenze, Bologna, Napoli, Trieste, Padova, Torino e Cagliari: la Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici vedrà le sedi INAF aprire le porte con un programma diffuso e variegato. I visitatori avranno l'occasione di scoprire cosa ci cela dietro le quinte della ricerca, visitando i laboratori dove vengono costruiti gli strumenti per le prossime missioni spaziali ed esplorando le grandi infrastrutture scientifiche italiane. La notte dedicata alla ricerca rappresenta ogni anno un'opportunità imperdibile per toccare con mano l'affascinante mondo dell'astrofisica e per scoprire il lavoro di chi ogni giorno si dedica a svelare i segreti dell'universo. L'evento è un invito a guardare al cielo con occhi nuovi, guidati dai protagonisti della scienza italiana. Tue, 23 Sep 2025 06:07:18 +0000 Scienza “La giusta strada”: riparte il progetto della Provincia di Salerno per educare i giovani alla sicurezza stradale e alla consapevolezza dei rischi https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33904-la-giusta-strada-riparte-il-progetto-della-provincia-di-salerno-per-educare-i-giovani-alla-sicurezza-stradale-e-alla-consapevolezza-dei-rischi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33904-la-giusta-strada-riparte-il-progetto-della-provincia-di-salerno-per-educare-i-giovani-alla-sicurezza-stradale-e-alla-consapevolezza-dei-rischi.html Ha ripreso ufficialmente ieri mattina, mercoledì 17 settembre, presso il liceo “Mons. B. Mangino” di Pagani, diretto dalla dottoressa Ezilda Pepe, il progetto “La giusta strada”, promosso dalla Provincia di Salerno e finanziato dall’Unione Province d’Italia nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Mobilità sicura”. Un’iniziativa che parla ai giovani con un linguaggio diretto, concreto e moderno, per costruire insieme a loro una cultura della responsabilità e della sicurezza sulle strade. Il progetto, avviato nella sua prima fase lo scorso marzo, nasce con l’obiettivo di formare e sensibilizzare gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado su temi fondamentali come l’educazione stradale, la prevenzione dei rischi alla guida, l’uso consapevole delle sostanze, l’educazione alimentare e la comprensione dei fattori patologici che possono compromettere la sicurezza di chi è al volante. Attraverso incontri con esperti, agenti della polizia locale, professionisti della salute e operatori della prevenzione, “La giusta strada” offre ai ragazzi strumenti per leggere in modo critico il mondo della mobilità in cui si muovono ogni giorno. Non solo nozioni tecniche, ma anche riflessioni profonde sul concetto di responsabilità, rispetto delle regole, attenzione agli altri e consapevolezza delle proprie azioni. Il progetto vede coinvolti in prima linea i comandi di polizia locale del Comune di Pagani e del Comune di Castel San Giorgio, accanto a importanti istituti scolastici del territorio salernitano, come il Liceo Scientifico “Alfonso Gatto” di Agropoli, il Liceo Statale “Alfano I” di Salerno, l’Istituto d’Istruzione Superiore “Giovanni XXIII” di Salerno e lo stesso Liceo “Mangino” di Pagani, che ha ospitato il primo incontro della seconda fase progettuale. A preoccupare – e a dare ulteriore impulso al progetto – sono i dati contenuti nella tabella ISTAT sull’incidentalità stradale, che fotografano una realtà allarmante, soprattutto tra i giovani. Proprio per questo, la Provincia di Salerno ha scelto di agire in sinergia con le scuole e i comandi di polizia locale, promuovendo azioni concrete di prevenzione e contrasto all’incidentalità legata all’alcol e alle sostanze stupefacenti. “La giusta strada” si propone dunque come un percorso integrato che coniuga informazione, educazione e azione sul campo. Oltre agli incontri in aula, sono previste campagne di sensibilizzazione, attività laboratoriali, momenti interattivi e anche controlli mirati nei pressi di luoghi di aggregazione giovanile, a dimostrazione del fatto che la prevenzione non può essere solo teoria, ma deve entrare nella quotidianità. Ieri mattina al Liceo “Mangino” di Pagani, ad aprire la seconda fase del progetto, è stato anche lo psicologo Dott. Antonio Francese, che ha condotto un incontro di grande impatto emotivo con gli studenti, affrontando il tema dei comportamenti a rischio con uno sguardo attento al vissuto giovanile. Lo stesso dott. Francese sarà presente anche oggi, giovedì 18 settembre, per proseguire il confronto con gli alunni coinvolti. Il progetto entrerà poi nel vivo lunedì 22 settembre, con tre appuntamenti attesi: al mattino si terrà un incontro al Liceo “Alfano I” di Salerno, seguito da un secondo presso l’Istituto “Giovanni XXIII”, dove ancora una volta sarà protagonista il Dott. Antonio Francese. Sempre il 22, nella mattinata, si tornerà infine al Liceo “Mangino” di Pagani, dove ad incontrare gli studenti sarà il comandante Salvatore Dionisio della Polizia Municipale di Vico Equense, per un momento di confronto diretto sulle regole della strada e sull’importanza dell’educazione civica. Un percorso lungo, ma necessario, che vuole lasciare un segno duraturo nella mente e nel cuore dei ragazzi. Perché educare alla sicurezza significa, prima di tutto, educare alla vita.   Thu, 18 Sep 2025 07:43:03 +0000 Salerno Vini di Sicilia: festa per tre giorni di vendemmia https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33901-vini-di-sicilia-festa-per-tre-giorni-di-vendemmia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33901-vini-di-sicilia-festa-per-tre-giorni-di-vendemmia.html Il vino che unisce diventa protagonista del turismo esperienziale in Sicilia. Tra cultura e enogastronomia. Tra futuro e tradizione. La Festa della Vendemmia, in programma dal 19 al 21 settembre a Pachino, in tre giorni celebra oltre 60 etichette delle cantine locali in degustazione alla Stazione del Vino, in Piazza Pietro Nenni durante un susseguirsi di momenti di intrattenimento, gare, conferenze. La Festa della Vendemmia a Pachino è organizzata dall’associazione Vivi Vinum Pachino, anche grazie al progetto Vino Connect Sicilia, l’acceleratore della filiera vitivinicola siciliana, in sinergia con BCC Pachino e BCC di San Cataldo, Federcasse, Confcooperative Sicilia, supportato da Azure Consulting e finanziato da Fondo Sviluppo Spa, svolto in collaborazione con la Cooperativa di Comunità Le Terre di Ebe, con il patrocinio del Comune di Pachino e della Fondazione Ferrovie dello Stato. L’evento avrà inizio venerdì 19 settembre alle 18.00 con la conferenza “Il Palmento Di Rudinì: verso la musealizzazione” per porre l’attenzione sulla riqualificazione dello storico edificio ottocentesco in contrada Lettiera, alle porte di Marzamemi. Il confronto sarà aperto sulle strategie di sviluppo del nuovo polo turistico culturale accessibile. Tra i banchi d’assaggio dei vagoni del vino – durante la tre giorni – il pubblico potrà ammirare opere pittoriche, attrezzi dell’arte contadina, libri di autori locali e potrà assistere a laboratori d’artigianato, gustando cibi tipici preparati dagli “Artigiani del Gusto” e dagli studenti dell’Istituto Alberghiero P. Calleri, ballando tra le performance musicali. Non mancheranno le degustazioni di Mustata, l’antico dolce siciliano ottenuto dal mosto. Sabato 20 settembre alle 16.30 avrà inizio il concorso “La Vendemmia nel Piatto” con la straordinaria partecipazione di Luisa Marabita (“Le Ricette di Luisa). La piazza, durante il pomeriggio, diventerà anche il fulcro dei “giochi di una volta” coinvolgendo giovani e bambini in curiose sfide. Sarà possibile farsi affascinare dalle bolle di Maga Mandina. L’intrattenimento musicale a cura dei gruppi locali renderà piacevole la degustazione dei vini al calice, da scoprire uno dopo l’altro. Alle 18.00 si svolgerà la conferenza “L’enoturismo come nuova motivazione di viaggio: il cammino del vino e i percorsi esperienziali”: a partire dalla ferrovia e guardando alle esperienze di successo, nel focus saranno individuati i fattori chiave che possono dare slancio alle visite dei viaggiatori nei borghi del “Red Heritage Pachino”, il rosso che in questo territorio unisce vino, pomodoro e tonno. Alle 19.00 sarà assegnata la Pampina d’Oro, il pregiato riconoscimento che premia una personalità della filiera vitivinicola che si è distinta per il suo valoroso impegno. Alle 21.00 la serata diventerà più romantica con i Dik Dik, con Sognando la California, Senza luce, L’isola di Wight e molti altri successi hanno fatto la storia della beat generation italiana degli anni ’60. Domenica 21 settembre a partire dalle 16.30 tutti saranno stupiti dal divertente e avventuroso Palio della Botte, alla gara di rotolanti barrique parteciperanno decine cantine, associazioni, famiglie e gruppi che mirano alla vittoria. La serata di domenica sarà dedicata alle premiazioni del Concorso dei Vini dello Scagno, della Vendemmia nel Piatto e del travolgente Palio delle Botti. Il culmine sarà l’arrivo dei tradizionali carretti d’uva e dei piccoli vendemmiatori, daranno il via alla partecipata pigiatura che coinvolgerà tra danze e musiche tutta la collettività.   Thu, 18 Sep 2025 07:28:34 +0000 Siracusa Deepnude su studentesse: Associazione Meter scopre 125 immagini all’apertura delle scuole https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33900-deepnude-su-studentesse-associazione-meter-scopre-125-immagini-all-apertura-delle-scuole.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33900-deepnude-su-studentesse-associazione-meter-scopre-125-immagini-all-apertura-delle-scuole.html Avola, 17 settembre 2025 - Nel giorno in cui milioni di studenti italiani sono tornati in classe, Meter ha acceso i riflettori su un’aula parallela e invisibile: quella delle piattaforme online dove i minori diventano vittime di nuove forme di violenza. Stamattina, nella settimana  di avvio dell’anno scolastico, l’osservatorio mondiale di Meter ha monitorato e segnalato due gruppi Telegram, nei quali circolavano 125 immagini di studentesse manipolate tramite intelligenza artificiale: foto reali di adolescenti, fotografate di nascosto nelle aule scolastiche, poi denudate ed immesse in gruppi pedopornografici. «Questa è la nuova frontiera della pedocriminalità digitale» – denuncia il presidente di Meter, don Fortunato Di Noto – «non siamo più solo davanti a scambi di materiale illegale, ma alla creazione di immagini false, generate o modificate dall’IA, che ledono in modo irreparabile la dignità dei minori. Le studentesse che abbiamo riscontrato sono giovanissime, avranno 14 anni, forse sono ignare delle immagini diffuse online ma il danno per le vittime è reale e devastante, questo non è assolutamente cyberbullismo come qualcuno lo definisce, è pornografia minorile.» Meter sottolinea che il fenomeno dei chatbot e degli strumenti di intelligenza artificiale non è un rischio teorico, ma già oggi una realtà concreta, che si intreccia con l’inizio dell’anno scolastico.  Don Di Noto poi riflette: “Il ministro Valditara ha annunciato dei limiti all’uso dei cellulari a scuola, eppure già nei primi giorni dell’anno scolastico, durante le ore di lezione, tra i banchi, molti studenti scambiano materiale sessualmente esplicito. Di fronte a fenomeni gravissimi come la creazione di deepnude su minori, non si può più aspettare: serve individuare subito artefici e vittime e intervenire concretamente". Thu, 18 Sep 2025 07:25:08 +0000 Siracusa I giovani Santi della strada nel quotidiano https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/33879-i-giovani-santi-della-strada-nel-quotidiano.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/33879-i-giovani-santi-della-strada-nel-quotidiano.html La canonizzazione di Carlo Acutis e Piergiorgio, la prima di Papa Prevost, Leone XIV, che riceve il testimone da Papa Francesco. Come in una staffetta i Papi si passano il testimone anche nelle canonizzazioni. La vera ricchezza della Chiesa sono i santi di tutte le età e di tutte le categorie sociali. Carlo Acutis, il primo santo millennial. Carlo è stato un giovane come tanti altri, amò l’Eucaristia, visse la sua fede con gioia e ci ricorda che la santità non è un sogno lontano, ma una meta possibile per tutti. La semplice vita di Carlo mostra che per prendere sul serio la fede non è necessario avere 80 anni. Godersi i 15 anni e cercare di farlo davanti a Dio è possibile, e lui lo ha dimostrato. Carlo non voleva semplicemente “credere in Dio”: voleva essere connesso a Lui come chi respira è connesso con l’aria. Sempre. Senza pausa. Come il battito del cuore. In un’epoca in cui comandano i filtri, in cui l’autostima si misura con le visualizzazioni e l’amore sembra avere una data di scadenza, Carlo ci lancia questa frase come una bomba di verità. Senza giri di parole: «Ciò che veramente ci renderà belli agli occhi di Dio sarà solo il modo in cui lo abbiamo amato e come abbiamo amato i nostri fratelli». L’Eucaristia non era un piano extra per Carlo, era il suo motore. Quell'appuntamento quotidiano con Gesù era la sua bussola sicura, l’unica rotta che non sbaglia. Carlo vedeva la recita del Santo Rosario come un incontro. Ogni Ave Maria era una rosa viva offerta a Maria, sua confidente e guida. Pier Giorgio Frassati: il santo delle otto beatitudini Questo ingegnere italiano ha dimostrato che si può essere giovani, autentici e profondamente felici quando si vive per gli altri. A 24 anni ha lasciato un’impronta indelebile in coloro che lo hanno conosciuto, specialmente nei più bisognosi. La gioia di Pier Giorgio Frassati non era superficiale, ma frutto di una fede profonda e della sua relazione viva con Gesù. Quella luce interiore lo sosteneva nelle difficoltà e lo rendeva capace di trasmettere speranza a chi gli stava accanto. Il suo segreto: vivere con gratitudine, servire con amore e lasciare che Cristo riempisse il suo cuore Nonostante la sua vita agiata, Pier Giorgio Frassati scelse di donarsi ai poveri con tempo, amicizia e presenza reale. La sua carità non era dare ciò che avanzava, ma amare fino a star male, come chiedeva Madre Teresa di Calcutta. Il suo funerale, gremito dei più umili, fu testimonianza di una vita spesa nella generosità autentica. Verso l’alto con Pier: "Vivere senza fede non è vivere, ma semplicemente esistere" Pier Giorgio viveva la fede come un faro in mezzo alla vita universitaria, capace di donare speranza e coraggio anche nella solitudine. La sua fede non lo allontanava dalla realtà, ma la impregnava di senso in ogni gesto, amicizia e sacrificio. Più che regole, era uno sguardo profondo che trasformava l’ordinario in straordinario. Per Pier Giorgio Frassati Gesù non era un ricordo del passato, ma un amico vivo e vicino che dava senso a ogni decisione. La vocazione non è un peso né una rinuncia, ma camminare ogni giorno con Lui, lasciando che la sua presenza trasformi le piccole cose.  "La nostra vera patria è il cielo" Per Pier Giorgio Frassati la montagna era un richiamo al fatto che la vita non si limita a ciò che è materiale, ma tende al cielo. Il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei santi, raccontando la santità giovane di Pier Giorgio e di Carlo, li ha definiti giovani santi della strada, giovani comuni che hanno fatto della sequela del Vangelo la loro ragione di vita. (Benedetta Capelli, Semeraro: Frassati e Acutis, giovani santi della strada, 4.9.25, vaticannews.va/it) Due santi pieni di vitalità con il cuore infiammato dall’amore per Cristo, vissuti nel mondo ma non del mondo. "C’è sempre qualcosa di sorprendente nei santi — afferma il porporato —, molti di loro si assomigliano e d’altra parte l’esercizio delle virtù cristiane non è mai un esercizio isolato, è sempre accompagnato dall’esercizio di molte altre virtù". Il cardinale Semeraro fa riferimento a Papa Francesco nell’esortazione apostolica post-sinodale Christus vivit quando disegnava la Chiesa. "Essa — scriveva Papa Bergoglio — può attrarre i giovani proprio perché non è un’unità monolitica, ma una rete di svariati doni che lo Spirito riversa incessantemente in essa, rendendola sempre nuova nonostante le sue miserie". Il cardinale Semeraro è autore del libro “Pier Giorgio Frassati, Alpinista dello spirito (Edizioni Messaggero Padova 2025, pp. 184, euro 18), pertanto conosce bene il santo torinese. “Pier Giorgio Frassati — afferma Semeraro — incarna il modello del fedele laico offerto dal Concilio Vaticano II. È colui che, impegnato nella vita, ha una particolare esperienza in diverse realtà del mondo, è quella che il Concilio chiama l’indole secolare del fedele laico che ha vissuto in piena consonanza con il Vangelo, incarnandolo in ogni aspetto". L’agire di Pier Giorgio è quello che troviamo nella Lettera agli Efesini di sant’Ignazio di Antiochia: "meglio essere cristiani in silenzio che chiacchierare, dirlo e non esserlo". Anche al funerale di Carlo Acutis parteciparono tanti poveri e anche la sua famiglia non sapeva. "Acutis è stato una scoperta anche per i suoi genitori, ha fatto quello che ha fatto con le sue possibilità di adolescente, con le sue possibilità di giovane". Carlo è espressione della "santità di un ragazzo, pronto ad aprirsi alla vita avendo come punto di riferimento l’Eucaristia, la sua autostrada per il cielo". Frassati e Acutis, giovani comuni che profumano di una santità «da porta accanto», come amava ripetere Papa Francesco. Due figure che lo stesso Leone XIV ha proposto come modello per le nuove generazioni durante il recente Giubileo dei Giovani. Concludo segnalando la puntuale e significativa riflessione dell’amico Daniele Fazio sulla canonizzazione dei due giovani. (La santità nella ricchezza, 6.9.25, alleanzacattolica.org) Fazio ci tiene a precisare che la santità chiama anche due giovani “benestanti” e indica la loro lezione. “Pur vivendo in due momenti storici diversi e pur essendo entrambi giovanissimi, hanno preso sul serio la sequela di Gesù Cristo, vivendo eroicamente le virtù cristiane”. Tra i tanti aspetti che si possono ricordare, “uno emerge in qualche modo in maniera provocatoria, rispetto a certi clichè da “cattolicesimo annacquato”: entrambi provengono da famiglie benestanti”. Non è una novità che la santità cresca anche nella ricchezza economica l’ho constatato in tante figure di nobili e quindi benestanti che ho incontrato nelle mie ricerche bibliografiche, faccio solo qualche nome, i coniugi Giulia e Tancredi di Barolo e poi tante regine e re e nobili che hanno vissuto il Vangelo anche nelle loro agiatezze. Pier Giorgio e Carlo, entrambi nati in famiglie ricche e borghesi e abbastanza indifferenti alla vita religiosa. “L’agiatezza economica non è stata per entrambi motivo di ostacolo per il loro cammino cristiano perché, se è difficile che il ricco passi per la cruna dell’ago evangelica (Mt 19,24), il miracolo non è impossibile”, entrambi i giovani vivevano distaccati dalle sicurezze materiali, ma hanno saputo utilizzarle per la ricerca del Regno di Dio aiutando il prossimo. Fazio ricorda che “Il cristianesimo non può essere ridotto a pauperismo, men che meno a dialettica tra classi sociali. Vi sono benestanti che non hanno legato il loro cuore alle ricchezze materiali, ma ne hanno usato secondo giustizia e carità. Del resto, la condizione di indigenza da sola non è sufficiente per vivere in coerenza il cristianesimo. Gesù proclama beati i poveri in spirito e Lui stesso aveva tra i suoi più cari amici Lazzaro, Maria e Marta: una famiglia agiata del tempo, che assieme ad altre persone sosteneva economicamente la sua missione e la comunità apostolica”. La lezione che, ancora, giunge da questi aspetti esemplari dei due giovani santi è perfettamente in linea con quanto insegnato dalla morale sociale cattolica. La proprietà non è un furto – come vagheggiato da Pierre Joseph Proudhon (1809-1865) e dall’ideologia socialcomunista –, non va altresì idolatrata, ma concepita come un diritto relazionato alla destinazione universale dei beni. Essa, inoltre, garantisce la libertà concreta dei singoli. La presenza dei poveri sarà costante nella storia e per tale ragione il diritto alla proprietà riveste anche una responsabilità sociale di solidarietà. L’intervento si conclude con un riferimento significativo al Compendio della Dottrina sociale della Chiesa che afferma: «Il realismo cristiano, mentre da una parte apprezza i lodevoli sforzi che si fanno per sconfiggere la povertà, dall’altra mette in guardia da posizioni ideologiche e da messianismi che alimentano l’illusione che si possa sopprimere da questo mondo in maniera totale il problema della povertà. Ciò avverrà soltanto al Suo [di Cristo] ritorno, quando Lui sarà di nuovo con noi per sempre. Nel frattempo, i poveri restano a noi affidati e su questa responsabilità saremo giudicati alla fine (cfr. Mt 25,31-46)» (n.183). Pertanto, la proprietà privata non va dunque idolatrata né abolita: il vantaggio personale o familiare degli averi è anch’esso funzionale al bene comune e deve essere strutturato in tale ottica.   Mon, 08 Sep 2025 08:53:02 +0000 Religione Uici e Irifor, un successo l’ultimo Campo estivo del 2025 https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33859-uici-e-irifor-un-successo-l-ultimo-campo-estivo-del-2025.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33859-uici-e-irifor-un-successo-l-ultimo-campo-estivo-del-2025.html   “I tre campi estivi riabilitativi per non vedenti e ipovedenti organizzati dall’Irifor regionale in collaborazione con quello nazionale, anche quest’anno hanno riscosso un grande successo: esperienze preziose che hanno visto compiersi autentici miracoli per le emozioni intense che hanno lasciato ricordi indelebili in tutti i partecipanti”. Lo ha detto Maria Francesca Oliveri, presidente del consiglio regionale dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti e dell’Istituto per la Ricerca la Formazione e la Riabilitazione Sicilia, tracciando un bilancio dell’iniziativa, realizzata con la collaborazione delle sezioni territoriali siciliane dell’Uici dopo la conclusione, nei giorni scorsi, dell’ultimo campo, che ha avuto come base l’hotel Royal di Messina e da cui si è partiti per gite ed escursioni anche nel Catanese. “Una settimana incredibile – ha sottolineato Francesca Panzica, psicologa e coordinatrice del campo -, difficile da descrivere a parole. È stato consentito a una decina di ragazzi non vedenti e ipovedenti e con lievi minorazioni aggiuntive, di età compresa tra i 14 e i 25 anni e non accompagnati, di mettersi in gioco e diventare protagonisti, andando oltre paure e limiti, misurandosi con esperienze fuori dal comune e scoprendosi abili e determinati. E, arricchendo il proprio bagaglio esperienziale, hanno accresciuto la consapevolezza di sé”. A parlare dell’esperienza, Soufiane Agoubi, al suo primo campo estivo, che ha ringraziato gli operatori definendoli “i nostri occhi” e si è detto “felice di aver trovato amici con cui condividere tante cose”. Simone Barbera si è detto entusiasta dell’emozione provata con le immersioni subacquee, le gite in barca e con le moto d’acqua. Giorgia Lomonaco ha poi parlato delle escursioni in kajak, della gita alle Gole dell’Alcantara, delle sedute di agro-yoga, dei percorsi nel Parco Avventura, delle passeggiate nelle zone sommitali dell’Etna. “Esperienze che ho trovato meravigliose – ha concluso – e vorrei rifare”. Maria Francesca Oliveri ha poi ringraziato gli operatori: “grazie alla loro esperienza ed entusiasmo hanno permesso la realizzazione di queste meravigliose esperienze umane”. Ringraziamenti poi, per i Presidenti delle Sezioni Uici, per la Direzione regionale e i dirigenti. Ma soprattutto, come ha sottolineato anche la coordinatrice del campo, per i genitori dei partecipanti “che hanno avuto fiducia nel progetto”. “Alle famiglie – ha sottolineato la presidente dell’Uici - la nostra gratitudine più sincera per averci affidato ciò che hanno di più caro: spero che possiate percepire, nei sorrisi e nella forza dei vostri figli, il valore di questa settimana. Noi ci impegneremo con determinazione perché queste iniziative possano continuare a germogliare, regalando sorrisi, speranze e nuove opportunità”. Francesca Panzica ha poi voluto ringraziare anche le organizzazioni che hanno consentito ai ragazzi non vedenti e ipovedenti di poter fare queste esperienze: Etna-Alcantara, Chalet Clan dei Ragazzi, Lido Mikonos, Messina Avventura, Il Chiosco dei Colli, Franco Impollonia e Oloturia Diving, Hotel Royal, Ristopub La Quartara. Il campo estivo conclusosi in questi giorni era il terzo appuntamento di quest’anno dopo quelli del Sikania Resort, in provincia di Caltanissetta, tra giugno e luglio e del Baglio Basile, nel Trapanese, all’inizio di luglio. Mon, 01 Sep 2025 07:28:58 +0000 Messina “Le Valli del Mito e della Musica”: un viaggio tra montagne, mare e grandi piazze https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33853-le-valli-del-mito-e-della-musica-un-viaggio-tra-montagne-mare-e-grandi-piazze.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33853-le-valli-del-mito-e-della-musica-un-viaggio-tra-montagne-mare-e-grandi-piazze.html Il progetto Le Valli del Mito e della Musica, promosso dal GAL Taormina Peloritani, si conferma un percorso capace di unire tradizione, cultura ed enogastronomia in un racconto corale dei territori. Ogni tappa si è trasformata in un’esperienza collettiva di confronto e festa, riportando al centro l’identità delle comunità e il valore delle produzioni locali. Mongiuffi Melia – Le voci della montagna La tappa di Mongiuffi Melia ha dato spazio ai sapori e alle storie della montagna. Dopo i saluti istituzionali, la piazza si è trasformata in un laboratorio di idee e riflessioni durante la tavola rotonda che ha visto la partecipazione del sindaco Rosario D’Amore, del presidente del GAL Antonio Bonfiglio e dell’agronomo Domenico Bongiorno. Ad arricchire il confronto le voci di tre giovani imprenditori, che hanno rappresentato la nuova generazione pronta a custodire e innovare il territorio: Mauro Siligato, guida escursionistica ambientale, ha raccontato il progetto di recupero e fruizione dei sentieri storici della vallata, oggi percorribili attraverso itinerari che uniscono ambienti fluviali, montani e siti archeologici. Salvatore Longo, laureando in Gastronomia, ha presentato il progetto enologico Tauromenitanum, ideato dal padre, per riportare alla luce un vino di origine greco-romana, legato alla storia millenaria di questi luoghi. Federico Bucalo, titolare dell’Azienda Verde Mare e vincitore dell’Oscar Green Coldiretti, ha condiviso la sua sfida quotidiana nella coltivazione di limoni biologici e nella costruzione di un’agricoltura innovativa e sostenibile. Lo showcooking di Roberto Antonuccio ha celebrato con gusto l’autenticità degli ingredienti locali, grazie a un involtino di peperone fritto, servito con salsa all’aceto di vino bianco: un piatto che ha saputo parlare di montagna con semplicità e forza evocativa. Le casette del gusto hanno offerto un percorso gastronomico ricco e vario: dai cannoli con ricotta del Panificio Fratelli Coglitore alla vastedda miciuffota reinterpretata con grani antichi da Green Slow Experience; dalle pennette al sugo di maiale tipico dell’Osteria “Ammiocugino” al panino con salsiccia dello Snack Bar 2000. La serata si è conclusa con le danze e i canti del gruppo folklorico Triskelion di Roccalumera, che hanno animato la piazza trasformandola in un palcoscenico vibrante. Spadafora – Il mare nel piatto La successiva tappa di Spadafora ha portato in scena il mare e il suo legame indissolubile con le comunità costiere. La tavola rotonda del ciclo “Il Gusto della Consapevolezza: Tradizione, Sostenibilità e Territorio” ha aperto una riflessione profonda su come vivere il rapporto con il mare oggi, tra cultura alimentare, tutela ambientale e nuove prospettive di sviluppo. Sul palco si sono confrontati il sindaco Letterio Pistone, il presidente del GAL Antonio Bonfiglio, il responsabile amministrativo Francesco Romeo, i professori dell’Università di Messina Giacomo D’Amico e Carlo Giannetto, l’artista Giuseppe La Spada e la nutrizionista Marilisa Munafò, dando vita a un dialogo che ha intrecciato istituzioni, ricerca, arte e salute. Lo showcooking del maestro pizzaiolo Enzo Piedimonte ha catturato l’attenzione del pubblico con una pizza fritta con acciughe e colatura di alici: un piatto che ha unito tradizione marinara e innovazione tecnica in un racconto immediato e gustoso del mare. Attorno, le casette del gusto hanno arricchito l’esperienza con granite con biscotto, coppi di pesce fritto, focacce calde, pasta eoliana e arancini, accompagnati dal vino Catarussa. Un’offerta che ha raccontato il territorio tirrenico nella sua pienezza e autenticità.  Ad accompagnare l’evento la Musica del gruppo Folk Val di Nisi.  Santa Teresa di Riva – Dolcezza e grandi emozioni La tappa di Santa Teresa di Riva ha rappresentato uno dei momenti più alti del progetto, con una piazza gremita e un entusiasmo travolgente. Sul palco, le sonorità dei Canterini della Riviera Jonica Melino Romolo hanno evocato il patrimonio musicale e folklorico siciliano, mentre lo chef Pasquale Caliri ha reso omaggio alla tradizione dolciaria con due simboli amati in tutto il mondo: la brioche con il tuppo e la cassatina siciliana. Il gran finale della serata è stato l’attesissimo concerto di Fedez, organizzato dal  Comune di Santa Teresa di Riva in collaborazione con il Gal : un evento che ha richiamato migliaia di persone, offrendo al GAL una straordinaria occasione di visibilità e permettendo di parlare a un pubblico vastissimo del valore del progetto e della missione di valorizzare i territori. Trappitello – Gran finale del viaggio Il percorso de Le Valli del Mito e della Musica si chiuderà oggi a Trappitello, nel cuore della Festa dell’Agricoltura e dell’Artigianato della Valle dell’Alcantara, giunta alla sua 16ª edizione. Una manifestazione popolare che da sempre celebra la terra, i saperi agricoli e le produzioni locali, offrendo un contesto ideale per l’ultima tappa del progetto. Venerdì 29 agosto, la serata inaugurale della festa vedrà lo showcooking dello chef Giovanni Sterrantino, degustazioni di prodotti tipici e uno spettacolo speciale con Salvo La Rosa e Giuseppe Castiglia in “30 anni insieme (ma non finisce qua)”, un mix di comicità, musica e tradizione che chiuderà il percorso con leggerezza e passione. «Dalla montagna al mare, fino alle piazze gremite della riviera ionica, questo viaggio ha dimostrato quanto il nostro territorio sia vivo e ricco di storie da raccontare – ha dichiarato il presidente del GAL, Antonio Bonfiglio –. Ogni tappa ha lasciato un segno profondo, coinvolgendo comunità, produttori e nuove generazioni. Domani a Trappitello concluderemo questo straordinario cammino, ma siamo già al lavoro per rendere questo percorso sempre più strutturato e condiviso.» Fri, 29 Aug 2025 06:03:58 +0000 Messina Un trionfo di creatività per la terza edizione de "L'arte fa rivivere luoghi" https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33836-un-trionfo-di-creativita-per-la-terza-edizione-de-l-arte-fa-rivivere-luoghi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33836-un-trionfo-di-creativita-per-la-terza-edizione-de-l-arte-fa-rivivere-luoghi.html Filadelfia si è trasformata in una galleria a cielo aperto lo scorso 26 luglio, ospitando la terza edizione dell'estemporanea di pittura "L'arte fa rivivere luoghi". L'iniziativa, promossa dall'amministrazione comunale in collaborazione con l'Istituzione Castelmonardo e l'associazione Filadelfia Nostra, ha visto 28 artisti dare nuova vita al centro storico attraverso i loro pennelli. Talenti a confronto: amatori e professionisti incantano la città L'evento ha offerto una vetrina a diverse espressioni creative, suddividendo i partecipanti in due categorie: giovani amatori e artisti professionisti. I giovani talenti locali hanno stupito con opere vibranti e ricche di fantasia, dimostrando una spiccata passione per la pittura. Parallelamente, artisti affermati, provenienti da diverse province e regioni, hanno presentato creazioni di notevole qualità e originalità, elevando il livello artistico della manifestazione. Giuria d'eccellenza e riconoscimenti ai vincitori A valutare le opere una giuria di alto profilo composta dalla prof.ssa Francesca Faro, dalla prof.ssa Bilotta Giovanna, dall'architetto prof. Marcello Sestito e dall'architetto Nicola De Luca. Ecco i vincitori delle rispettive categorie: Giovani Amatori, primo posto: Letizia Caruso (Filadelfia); secondo posto: Domenico Gabriel Capomolla (Filadelfia); terzo posto: Giovanni Caruso (Filadelfia). Artisti Professionisti, primo posto: Gregorio Procopio; (Reggio Calabria); secondo posto: Giovanni Maglio (Mercogliano); terzo posto: Ercole Fortebraccio (Vibo Valentia). La creazione come strumento di valorizzazione culturale "L'arte fa rivivere luoghi" ha ribadito con forza il ruolo cruciale della pittura nella valorizzazione e nel recupero di spazi, anche quelli più trascurati. Gli artisti hanno saputo cogliere l'essenza degli scorci del centro storico di Filadelfia, trasformandoli in tele che hanno saputo evocare il passato o proiettare visioni future.  L'evento si è rivelato un successo su tutta la linea, evidenziando l'importanza della creatività e dell'espressione artistica come motori per la tutela e la promozione del patrimonio culturale e storico locale.  L'Amministrazione Comunale, le associazioni e la giuria esprimono «un sentito ringraziamento a tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito alla riuscita della manifestazione, rendendola un appuntamento imperdibile per la comunità e un veicolo di rinascita per il centro storico. Un plauso speciale va a tutti gli artisti che con la loro passione e il loro talento hanno reso possibile questa magica trasformazione». Wed, 30 Jul 2025 06:31:17 +0000 Vibo Valentia Tutto pronto per “Orecchiette nelle 'nchiosce – On the Road” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33835-tutto-pronto-per-orecchiette-nelle-nchiosce-on-the-road.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33835-tutto-pronto-per-orecchiette-nelle-nchiosce-on-the-road.html Manca davvero poco all’appuntamento più gustoso dell’estate pugliese. L’11 e 12 agosto 2025 torna “Orecchiette nelle 'nchiosce – On the Road”, l’attesissimo evento gastronomico che da undici edizioni anima il centro storico di Grottaglie (TA), trasformandolo in un palcoscenico di sapori, tradizioni e incontri. Protagonista assoluta è lei: l’orecchietta, regina delle tavole pugliesi, celebrata con 11 piatti d’autore firmati da 11 chef provenienti da tutta la regione (e persino dagli Stati Uniti) con un occhio speciale a inclusività e sostenibilità. Tutte le ricette sono realizzate con ingredienti dei Presìdi Slow Food, garanzia di qualità, stagionalità e legame autentico con il territorio, grazie alla collaborazione con Slow Food Vigne e Ceramiche. E per chi ha esigenze alimentari particolari, due postazioni saranno interamente gluten free. Il format è ormai un cult: ogni chef sarà protagonista di una postazione gourmet incastonata tra le caratteristiche 'nchiosce, i vicoli bianchi e suggestivi del centro grottagliese. Un vero e proprio percorso gastronomico a cielo aperto, dove tradizione e innovazione si incontrano sotto il segno dell’orecchietta. Tra gli chef presenti ci sono Anna e Loredana Ballo, Personal Chef / Chef freelance che propongono un’“Orecchietta alla Norma estiva del Mediterraneo” con melanzana violetta di Ostuni, e Maria Carmela D’Acunto de La Luna nel Pozzo di Grottaglie con le sue orecchiette con salsiccia di suino nero pugliese e zucchine in doppia consistenza. Luigi Fabbiano di Wine & Co a San Giorgio Ionico porta un piatto con salicornia, gamberi, pomodorino e tarallo di trebbie, mentre Vito Rossini dagli Stati Uniti propone un originale abbinamento con pesto di pala di fico d’India, pomodori secchi e stracciatella. Non mancano poi i sapori di Bari con Tito Nasufi, che presenta orecchiette con datterino infornato, crema di ricotta e pesto di basilico, e quelli di Palo del Colle con Giuseppe Panebianco che abbina zucchina, spigola e scorza di limone. Alessio Greco delle Tenute Bellamarina porta ceci e ristretto di pomodoro fiaschetto con olive, mentre Roberto Salvemini di Dalle Nonne di Sannicandro stupisce con orecchiette con fonduta di cipolla rossa e ragù di polpo. A completare il gruppo ci sono Adriano Schiena di Terramossa ad Alberobello con orecchiette infornate con mozzarella, polpettine e formaggio, Danilo Doria di Atelier Doria a Brindisi con un piatto che unisce zucca, ricotta salata al limone e alici, e infine Antonella Ricciolo di Moleque a Taranto, che offre due versioni gluten free, con pizzutello di Fasano e crema di bufala, o con cozze, susine ed erbe mediterranee. Ma il gusto non è solo nel piatto. “Orecchiette nelle 'nchiosce” è anche manualità, racconto e comunità. Durante le due giornate, sarà possibile imparare a fare le orecchiette a mano, danzare i primi passi di pizzica o modellare l’argilla nei laboratori del progetto Torniamo, che unisce saperi antichi e nuove generazioni. A raccontare l’anima più autentica della tradizione pugliese ci saranno Nunzia Caputo, la pastaia di Bari Vecchia diventata virale per la sua maestria, e Zia Lella (Aurelia Arces), memoria vivente della cucina grottagliese. Insieme condurranno il podcast live “Le Signore delle Orecchiette”, tra storie di famiglia, ricette tramandate e profumo di casa. A completare il viaggio dei sensi ci penseranno sei cantine e tre birrifici artigianali, con etichette selezionate in abbinamento ai piatti. E poi la musica: l’11 agosto con il ritmo travolgente dei Cardoncelli Seduti, il 12 con il Drum Fest, che porterà sul palco batteristi da tutta Italia per una serata tra pop, rock e dance sotto le stelle. Tra una forchettata e una nota musicale, ogni visitatore potrà votare il proprio piatto preferito grazie a un sistema di QR code, diventando parte attiva di un’esperienza fatta di gusto, partecipazione e memoria. Ad arricchire le serate, “Orecchiette nel Castello”, evento esclusivo firmato Retrogusti – Fuori Menù, in programma l’11 e 12 agosto alle 20:30 nel giardino del Castello Episcopio. Una cena intima e sensoriale con la chef Paola Ortesta (La Cuccagna – Giro di Vite), che proporrà due piatti inediti di orecchiette, accompagnati da eccellenze pugliesi come capocollo di suino nero, taralli artigianali, gelato e una selezione di vini serviti in calici di ceramica locale. Il tutto arricchito da musica dal vivo, pizzica e racconti sotto le fronde. A curare l’evento saranno Franco Peluso e Angelo Loreto – direttore editoriale di Retrogusti e Miglior Sommelier di Puglia 2024 – in un racconto a più voci dove il vino, il cibo e la memoria si danno appuntamento per una serata da ricordare. (Info e prenotazioni via WhatsApp al 392 6761361) “Orecchiette nelle ‘nchiosce – On the Road” è un evento organizzato dall’Associazione Le Idee non Mancano APS, con il patrocinio del Comune di Grottaglie, della Pro Loco e di Slow Food Vigne e Ceramiche, in collaborazione con il progetto internazionale Retrogusti – Food Tales. Le orecchiette saranno fornite dal Pastificio Maffei.   I protagonisti dell’edizione 2025 Gli 11 chef e le loro ricette:   Anna e Loredana Ballo – “Orecchiette alla Norma estiva del Mediterraneo” Presidio: Melanzana violetta di Ostuni Maria Carmela D’Acunto (La Luna nel Pozzo, Grottaglie) – “Orecchiette con salsiccia di suino nero pugliese e zucchine in doppia consistenza” Presidio: Salsiccia di suino nero pugliese Luigi Fabbiano (Wine & Co, San Giorgio Ionico) – “Orecchiette con salicornia, gamberi, pomodorino e tarallo di trebbie”Presidio: Pomodoro giallorosso di Crispiano Vito Rossini (The Heel of the Boot – Austin, USA) – “Orecchiette con pesto di pala di fico d’India, pomodori secchi e stracciatella” Presidio: Pomodorino di Manduria Tito Nasufi (Scardicchio Food, Bari) – “Orecchiette con datterino infornato, crema di ricotta e pesto di basilico”Presidio: Cacioricotta di capra Garganica Giuseppe Panebianco (Fragrante, Palo del Colle) – “Orecchiette al pesto di zucchina, spigola e scorza di limone” Presidio: Agrumi tradizionali di Palagiano Alessio Greco (Tenute Bellamarina) – “Orecchiette e ceci con ristretto di pomodoro fiaschetto e olive”Presidio: Fiaschetto di Torre Guaceto Roberto Salvemini (Dalle Nonne, Sannicandro di Bari) – “Orecchiette con fonduta di cipolla rossa e ragù di polpo”Presidio: Cipolla rossa di Acquaviva Adriano Schiena (Terramossa, Alberobello) – “Orecchiette infornate con mozzarella, polpettine e formaggio” Presidio: Caciocavallo Podolico del Gargano Danilo Doria (Atelier Doria, Brindisi) – “Orecchiette con zucca, ricotta salata al limone e alici” Presidio: Ricotta di capra jonica Antonella Ricciolo (Moleque, Taranto – gluten free) – “Orecchiette gluten free con pizzutello di Fasano, crema di bufala e fagiolini” “Orecchiette gluten free con cozze, susine ed erbe mediterranee” Presidio: Cozza nera di Taranto   Cantine e birrifici: Tenute Motolese Li Cammenere Wines Cantina Nistri Vini Melillo De Quarto Viticoltori Tratturi Reali Birrificio Bap Birrificio B94 Vetrère (per Orecchiette nel Castello)   Per informazioni: www.orecchiettenellenchiosce.com www.facebook.com/orecchiettenellenchiosce Tel. 327.3341089   Wed, 30 Jul 2025 06:28:45 +0000 Taranto “Animare una Biblioteca insieme ai giovani” prorogato fino a gennaio 2026 https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33815-animare-una-biblioteca-insieme-ai-giovani-prorogato-fino-a-gennaio-2026.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33815-animare-una-biblioteca-insieme-ai-giovani-prorogato-fino-a-gennaio-2026.html   “Ho il piacere di comunicare che il progetto “Animare una biblioteca insieme ai giovani” è stato prorogato fino a gennaio 2026. Un percorso che sta trasformando la biblioteca comunale in uno spazio vivo, accessibile, accogliente e pienamente partecipato, capace di rispondere ai bisogni culturali, educativi e relazionali della comunità, con particolare attenzione alle nuove generazioni”. È quanto afferma l’assessore alla Cultura del Comune di Vibo Valentia, Stefano Soriano, nell’annunciare la continuazione di un percorso che ha regalato grandissime soddisfazioni agli utenti nell’ultimo anno. Uno degli elementi centrali del progetto è stato l’ampliamento degli orari di apertura: la biblioteca è oggi accessibile dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 14:00 e dalle 15:30 alle 19:30, e il sabato dalle 9:00 alle 13:00, garantendo una fruizione continua e inclusiva. Un cambiamento concreto, che ha restituito alla biblioteca un ruolo centrale nella vita quotidiana del territorio. Parallelamente, è stato aggiornato il patrimonio librario con nuovi volumi, pensati per offrire un’offerta più ricca e diversificata, adatta a lettori di tutte le età. Alcuni ambienti sono già stati riqualificati, mentre altri saranno oggetto di interventi nei prossimi mesi, per rendere la biblioteca sempre più funzionale, bella e fruibile. Le attività svolte finora hanno riscosso grande partecipazione e interesse. Hanno ottenuto un riscontro particolarmente positivo il laboratorio di fumetto, che ha stimolato l’immaginazione e la creatività dei partecipanti, il corso di astronomia, concluso con una suggestiva osservazione guidata del cielo, e il laboratorio teatrale, che ha offerto uno spazio di espressione e crescita personale. A questi si affianca il Sound Lab, che ha saputo parlare il linguaggio delle nuove generazioni attraverso la musica digitale. Proiezioni di film e iniziative natalizie, con laboratori, tombolate, letture e momenti di festa, hanno rafforzato la biblioteca come luogo di incontro e comunità. Un altro elemento distintivo è l’installazione fotografica “Giovani e memoria”, una mostra permanente allestita negli spazi della biblioteca: ogni immagine è accompagnata da un QR code che rimanda all’ascolto di un podcast dedicato, pensato per raccontare in modo accessibile e coinvolgente alcuni dei momenti più significativi della storia italiana. Un progetto che unisce linguaggi diversi e rafforza il legame tra cultura, tecnologia e cittadinanza attiva. Il progetto ha valorizzato il protagonismo giovanile: un gruppo attivo di ragazze e ragazzi, affiancati da youth workers e volontari del servizio civile, partecipa alla gestione quotidiana degli spazi, alla programmazione culturale e alla comunicazione delle attività, trasformando la biblioteca in un vero laboratorio civico. Nel mese di luglio, la biblioteca ospita un’iniziativa speciale dedicata ai più piccoli: tre mattine – il 23, 24 e 25 luglio – pensate per bambine e bambini dai 6 agli 8 anni, all’insegna della creatività e dell’immaginazione. Ogni giornata sarà un’avventura diversa, tra letture animate, racconti, giochi e laboratori creativi. Si costruiranno treni magici, si inventeranno animali immaginari, si darà vita a supereroi gentili. Un’esperienza educativa e coinvolgente, pensata per stimolare la fantasia e vivere la biblioteca come uno spazio di gioco, scoperta e crescita. Il programma dei prossimi mesi prevede inoltre una giornata di giardinaggio partecipato ad agosto, durante la quale ci si prenderà cura insieme degli spazi esterni, e un servizio educativo per le famiglie nei primi quindici giorni di settembre, pensato per accompagnare i bambini prima dell’inizio della scuola. Da ottobre ripartiranno le attività di doposcuola, continuerà il corso di inglese ogni mercoledì e tornerà il laboratorio musicale Sound Lab, con nuovi percorsi creativi per le ragazze e i ragazzi del territorio. Per restare sempre aggiornati su tutte le attività, invitiamo a seguire le pagine social Giovani in Biblioteca Vibo e Biblioteca Comunale di Vibo Valentia. Invitiamo tutte e tutti a partecipare attivamente alla vita della biblioteca, a viverla come spazio di relazione, crescita, confronto e appartenenza. La biblioteca è oggi un luogo che cresce insieme alla comunità: un presidio culturale, educativo e sociale, dove i giovani sono protagonisti e la cultura si fa esperienza condivisa. Tue, 22 Jul 2025 08:20:45 +0000 Vibo Valentia Al via la 50esima edizione del Festival Internazionale NotoMusica https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33812-al-via-la-50esima-edizione-del-festival-internazionale-notomusica.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33812-al-via-la-50esima-edizione-del-festival-internazionale-notomusica.html Sarà il musical A New West Side Story a inaugurare la 50esima edizione del Festival Internazionale NotoMusica in programma giovedì 24 luglio alle 21.15 al Cortile del Collegio dei Gesuiti.  In questo spettacolo, che ha la regia di Armando Nilletti ed è prodotto dalla Camerata polifonica Siciliana, il celebre musical di Bernstein viene presentato in una originale trascrizione per due pianoforti e percussioni realizzata dai compositori Andrea Amici e Simone Zappalà. Una riscrittura profonda della trama orchestrale con alcuni elementi di novità rispetto al copione originario.  La direzione è affidata a Carmen Failla. Al pianoforte Stefania Cafaro e Luca Ballerini, accompagnati dall’Ensemble di percussioni Officina del ritmo. Il Corpo di ballo è dell’Accademia Danse La Vie. Il cast è formato da Carmelo Gerbaro, Roberta Spampinato, Axel Torrisi, Fausto Monteforte, Laura Sfilio, Silvio Sciarratta, Maria Cristina Litrico, Valerio Rinaudo, Alessandro Chiaramonte, Dario Aceto, Lorenzo Cristofaro, Renato Vinciguerra, Chiara De Pinto, Elisa Laudani, Alessandra Tarantello, Ilaria Frazzetto, Alberto Gandolfo, Antonio Pisasale, Fabio Gambuzza, Mario Mannino, Lorena Impellizzeri, Sofia Briga, Samira Shanahan.  La rassegna, organizzata dall’Associazione Concerti Città di Noto presieduta da Rina Rossitto e con la direzione artistica di Ugo Gennarini, vedrà alternarsi fino al 21 agosto grandi nomi nazionali e internazionale della musica classica, jazz e popolare.  La Presidente Rossitto dichiara: “È arrivato il momento più importante di tutta la nostra programmazione con il cinquantesimo Festival Internazionale Noto Musica, un traguardo lusinghiero che conferma l’evento come indiscusso simbolo della tradizione culturale e dell’identità non solo netina, ma dell’intero Val di Noto, per il quale fin dal 1975 è stato  una presenza costante nella stagione estiva e un cartellone prestigioso con artisti di fama internazionale, costituendo anche un vigoroso  incentivo per il turismo culturale. Mi piace credere che il maestro Corrado Galzio fondatore dell’Associazione Concerti, che per primo ha creduto nel valore della architettonica bellezza di Noto, coniugata all’armonica bellezza della musica, sia orgoglioso del patrimonio che lui ci ha donato e che noi abbiamo conservato e arricchito. Anche quest’anno il nostro cartellone non tradisce le aspettative con sette imperdibili appuntamenti, che abbracciano la musica classica, ma propone un'originale apertura alla contaminazione di generi”.  Il secondo appuntamento, in programma lunedì 28 luglio al Cortile del Collegio dei Gesuiti, vedrà in scena lo Janoska Ensemble formato da Ondrej Janoska (violino), Roman Janoska (violino), Frantisek Janoska (pianoforte) e Julius Darvas (contrabbasso).   I successivi eventi saranno: giovedì 31 luglio è in programma al Cortile del Collegio dei Gesuiti il concerto di Al Di Meola “Acoustic Trio” con Al Di Meola e Peo Alfonsi alla chitarra e Sergio Martinez alle percussioni. Domenica 3 agosto in Piazza Municipio sarà la volta di Simona Molinari, con il suo “Kairos Tour”; l’apprezzata cantante verrà accompagnata da Claudio Filippini (pianoforte, tastiera), Nicola Di Camillo (basso elettrico) e Fabio Colella (batteria). Mercoledì 6 agosto (Piazza Municipio) è in programma “Viaggio”, concerto del noto fisarmonicista Richard Galliano con l’Orchestra Jazz Siciliana diretta da Domenico Riina. Lunedì 11 agosto (Piazza Municipio), il pianista Danilo Rea e il fisarmonicista Luciano Biondini saranno i protagonisti del concerto “Cosa sono le nuvole”.   L’evento conclusivo del 21 agosto, che si svolgerà alle 21.30 sulla Scalinata della Cattedrale di San Nicolò, vedrà protagonista Stefano Bollani con il suo “Piano Solo Tour”.   Il Festival Internazionale NotoMusica è organizzato dall’Associazione Concerti Città di Noto, con il contributo del Ministero della Cultura - Direzione Generale Spettacolo dell’Assessorato Regionale Turismo, Sport, Spettacolo del Comune di Noto e della Fondazione Federico II di Palermo. Tue, 22 Jul 2025 08:15:59 +0000 Siracusa Al via le iscrizioni all’Istituto Superiore Scienze Religiose “San Giuseppe Moscati” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/benevento/33806-al-via-le-iscrizioni-all-istituto-superiore-scienze-religiose-san-giuseppe-moscati.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/benevento/33806-al-via-le-iscrizioni-all-istituto-superiore-scienze-religiose-san-giuseppe-moscati.html Sono iniziate le iscrizioni ai corsi di studio di Baccalaureato/Laurea triennale e Licenza/Laurea magistrale in Scienze Religiose presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Giuseppe Moscati” di Benevento per l’Anno Accademico 2025-2026 che rimarranno aperte fino a novembre 2025. Con il conseguimento del titolo di studio si può diventare docente nelle scuole italiane e il 75% dei laureati trova lavoro a un anno dalla laurea. Le lezioni universitarie inizieranno nel mese di ottobre 2024 e si terranno dal martedì al venerdì in orario pomeridiano con possibilità di frequenza flessibile con modalità mista sia in presenza sia on line da remoto. Le iscrizioni, aperte a tutti senza limiti di età, si effettuano previo appuntamento, telefonando al numero 0824/312246, contattando tramite Whatsapp il cellulare 328/1835632 o tramite mail: info@issrbn.it. Per ulteriori informazioni visitare il sito internet o recarsi presso la sede in Viale Atlantici 69 all’interno della struttura del Seminario Arcivescovile di Benevento. I punti di forza sono costituiti dalla flessibilità dei percorsi formativi, la didattica all’avanguardia e di qualità, la centralità dello studente, le concrete possibilità di inserimento lavorativo nelle scuole, i costi contenuti e rateizzabili. L’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Benevento è un’istituzione ecclesiastica, eretta dalla Congregazione per l’Educazione cattolica, che si propone per la formazione accademica finalizzata all’insegnamento della religione e l’assunzione dei ministeri ecclesiali. L’ente è collegato alla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale e rilascia i titoli abilitanti l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado ai sensi delle intese concordatarie con lo Stato Italiano. Secondo la riforma CEI (Conferenza Episcopale Italiana), con approvazione CEC del 26 maggio 2007 e in attuazione di quanto disposto alla revisione dell’Intesa CEI-MIUR del 28/06/2012, propone il nuovo ordinamento degli studi strutturato in un Triennio istituzionale e un Biennio di specializzazione pedagogico-didattico. L’Istituto, inoltre, in collaborazione con gli uffici diocesani preposti, propone annualmente corsi riconosciuti ai fini dell’aggiornamento in servizio per l’insegnamento della religione cattolica in Italia. Fare teologia a Benevento è un paradigma di quello che significa affondare le radici nel sapere teologico e, allo stesso tempo, appassionarsi dell’uomo, entrando in contatto con l’esperienza di un sapere assoluto. Ogni uomo, infatti, ha bisogno di costruire un dialogo tra sé e l’universale: ognuno è allo stesso tempo pratico e speculativo, così come ci insegna l’antica filosofia della tradizione classica che ha originato i concetti intellettivi della dualità come lo spazio-tempo e lo spirito-materia. Il discorso teologico non è mai lontano dal discorso sull’uomo: la vita, la relazione, la ragione, la volontà, gli affetti, ogni aspetto di noi ha a che vedere con una domanda intima e universale, che riguarda l’assoluto. L’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Benevento è una cerniera, un punto di connessione fra il sapere spirituale e il mondo. Studiare l’essenzialità dei trattati teologici permette di avere una chiave di lettura per ricomporre la profonda frammentarietà dell’uomo contemporaneo, integrando il senso di eterno nella propria vita, rispondendo al bisogno ultimo di restituire la speranza come orizzonte di sintesi delle fatiche e delle paure dell’uomo. Iscriversi all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Benevento apre importanti e fattive prospettive di possibilità lavorativa grazie al riconoscimento dei titoli. Infatti, in base alla legislazione vigente in Italia, a seguito dell'ultimo Accordo di revisione del Concordato di Febbraio 2019, i titoli accademici di Baccalaureato e di Licenza di Teologia e di Scienze Religiose sono riconosciuti dallo Stato Italiano. L'insegnamento della religione cattolica è oggi normato dal DPR 20 agosto 2012, n. 175. Sono annoverati fra i titoli accademici abilitanti il Baccalaureato e licenza in Teologia nelle sue varie specializzazioni, Laurea magistrale in Scienze Religiose. Il Segretario Generale Avvocato Professor Paolo Palumbo e il Direttore Professor Giovanni Tagliaferro fanno sapere che: “A partire dall’Anno Accademico 2006-2007 l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Benevento è collegato alla Pontificia Facoltà Teologica dell’ Italia Meridionale di Napoli ed ha intrapreso il cammino di revisione dei propri statuti e dei piani di studio secondo le direttive emanate dalla Conferenza Episcopale Italiana per la conformazione degli studi di teologia ai parametri accademici europei previsti dal processo di Bologna. L’opera di riordino si è conclusa il 28 Novembre 2007 con il decreto 1404/2007 della Congregazione per l’Educazione Cattolica che ha accademicamente eretto l’ISSR di Benevento abilitandolo a rilasciare i nuovi gradi accademici di Laurea in Scienze Religiose, che è equivalente alla laurea dell’ordinamento Statale – dopo un triennio di studi, e di Laurea Magistrale in Scienze Religiose, che è equivalente alla laurea specialistica dell’ordinamento Statale – dopo un quinquennio di studi. L’istituto rilascia titoli validi in tutta la Comunità Europea, conformemente ai parametri accademici europei previsti dal “processo di Bologna” e dal DPR 63/2019”. Lo studio all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Benevento rappresenta perciò una fondamentale e importante occasione di crescita umana in ambito collettivo che segue un percorso di continua condivisione e interscambio relazionale-culturale. L’offerta di approfondimento formativo delle materie nei vari corsi, che spaziano dalla filosofia, alla psicologia, alla bioetica fino al diritto, è altamente qualificata con docenti di elevato spessore e competenze professionali che riescono a trasmettere il loro insegnamento in modo efficace e comprensivo a tutti gli studenti. Consiglio vivamente di intraprendere questo cammino perché non solo offre la possibilità di un miglioramento scolastico, ma è anche in grado di sviluppare e potenziare fondamentali valori umani come l’amicizia, la collaborazione e l’aiuto fra studenti, la solidarietà. Tutte queste caratteristiche rappresentano inoltre elementi importanti che accrescono le competenze richieste in ambito professionale e lavorativo come soft skills: questo percorso di studi è perciò di duplice importanza perché rappresenta un approfondimento di conoscenza umana oltre che di sapere culturale. Una interessante opportunità è offerta anche dal fatto che è possibile seguire le lezioni sia in presenza sia on line collegandosi da remoto: questa modalità agevola soprattutto l’iscrizione di chi abita lontano dalla sede e fatica a raggiungerla fisicamente. Sono inoltre molto utili le modalità social con cui vengono trasmessi i materiali di studio e la condivisione di notizie fra studenti e docenti sempre aggiornate sui canali on line. Mon, 21 Jul 2025 08:21:12 +0000 Benevento Caffè letterari del Rhegium Julii : La prima volta di un vescovo ai Caffè letterari del Rhegium Julii https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33804-caffe-letterari-del-rhegium-julii-la-prima-volta-di-un-vescovo-ai-caffe-letterari-del-rhegium-julii.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33804-caffe-letterari-del-rhegium-julii-la-prima-volta-di-un-vescovo-ai-caffe-letterari-del-rhegium-julii.html Il terzo incontro dei Caffè letterari del Rhegium Julii passa, alla 44 edizione, come una serata epocale. E’ la prima volta, infatti che il Circolo ospiterà per i consueti dibattiti un Vescovo, per di più della statura di Mons. Antonio Staglianò, calabrese di origine, Presidente dell’Accademia pontificia di teologia, consultore per il Dicastero della dottrina della fede, Rettore della Basilica di Santa Maria in Montesanto, meglio conosciuta come Chiesa degli artisti di Roma, già vescovo emerito della Diocesi di Noto, figura davvero  importante nel variegato mondo della Chiesa cattolica. L’idea del coinvolgimento del prelato è nata con la pubblicazione del libro “Ripensare il pensiero” edito da Marcianum press, un testo che si avvale della prefazione di Papa Francesco e che ha suscitato particolare attenzione in tutto il mondo cattolico perché, com’è nel carattere di questo studioso, radicalizza le domande e propone risposte molto incisive. Mons. Staglianò ha accettato la sfida che gli è stata proposta, e sarà presente al Circolo tennis Polimeni, accompagnato dall’’ Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova Mons. Fortunato Morrone, da Don Valerio Chiovaro e dall’ing. Vincenzo Filardo,  molto coinvolto nel contenitore ecclesiale della Cattolica dei Greci di Reggio Calabria. Tra le sue opere più importanti: La teologia secondo Rosmini (1988), La teologia che serve (1966), La mente umana alla prova di Dio, Il Mistero del Dio vivente, Vangelo e comunicazione, Pensare la fede, Su due ali, Teologia e spiritualità, Cristianesimo da esercitare, Ecce Homo, Intagliatori si sicomoro, Madre di Dio, Una speranza per l’Italia, L’abate calabrese, la Cattedrale di Noto e la sua bellezza difficile, Credo negli esseri umani, Maria di Nazareth da conoscere e amare. Teologia, devozione poetica omiletica, Po-Teology Autocritica del cattolicesimo convenzionale per un Cristianesimo umano, Chiesa e giovani. Più fuori che dentro. Oltre il cattolicesimo convenzionale. L’umanità di Gesù, verità, senso, libertà per tutti, Epistole. Oltre il solipsismo per generare e custodire nuova umanità. L’apertura della serata proporrà, come di consueto, i saluti del Presidente del Circolo Polimeni Avv. Ezio Privitera e  del Presidente del Circolo Rhegium Julii Giuseppe Bova.       Wed, 16 Jul 2025 07:58:31 +0000 Siracusa Annunciata la cinquina dei romanzi finalisti della decima edizione del “Premio Fondazione Megamark - Incontri di Dialoghi” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/trani/33791-annunciata-la-cinquina-dei-romanzi-finalisti-della-decima-edizione-del-premio-fondazione-megamark-incontri-di-dialoghi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/trani/33791-annunciata-la-cinquina-dei-romanzi-finalisti-della-decima-edizione-del-premio-fondazione-megamark-incontri-di-dialoghi.html Annunciata la cinquina dei romanzi finalisti della decima edizione del “Premio Fondazione Megamark - Incontri di Dialoghi” rivolto agli autori esordienti nel campo della narrativa che da quest’anno gode anche dei patrocini dell’assessorato alla Cultura della Regione Puglia, del PACT (Polo Arti Cultura Turismo della Regione Puglia) e della Città di Trani. Sono state 116 le opere prime (record di partecipazioni dalla nascita del premio), proposte da 73 case editrici di tutta Italia, lette e valutate dalla giuria degli esperti, presieduta quest’anno da Cristian Mannu, scrittore e vincitore della prima edizione del Premio, e composta da altre cinque personalità della cultura e dell’informazione. I romanzi finalisti, proposti dalle case editrici sono (in ordine alfabetico): “Ballata di Memmo e del Biondo”, di Paolo Maccari (Elliot); “Macaco”, di Simone Torino (Einaudi); “Patrilineare – Una storia di fantasmi”, di Enrico Fink (Lindau); “Poveri a noi” di Elvio Carrieri (Ventanas); “Sconfina, Beatrice!” di Francesca Zammaretti (Agenzia Alcatraz). “Grammatica di un desiderio” di Vanessa Tonnini (Neri Pozza), ha invece ricevuto una menzione speciale dalla giuria degli esperti «per la capacità dell’autrice di raccontare, con grande delicatezza ed empatia e con uno stile assai vicino a quello dei “classici”, una storia dolorosa, imbevuta di silenzi, paure e vergogna. A Vanessa Tonnini va inoltre il merito di aver riacceso i riflettori, con il suo luminoso romanzo d’esordio, sul ricordo del confino degli omosessuali alle Isole Tremiti durante il regime fascista». Toccherà ora alla giura popolare, composta da 40 lettori, decretare il vincitore al quale sarà riconosciuto un premio di 5.000 euro; ognuno degli altri quattro finalisti riceverà 2.000 euro, mentre un premio extra di 1.000 euro verrà corrisposto all’autrice del romanzo che ha ottenuto la menzione speciale. «A dieci anni dalla nascita del nostro premio, possiamo affermare che questo concorso non è solo un riconoscimento, ma una promessa mantenuta, un faro acceso sulla parola scritta che continua a illuminare talenti emergenti - dichiara il cavaliere del lavoro Giovanni Pomarico, presidente della Fondazione Megamark –. Ai cinque autori finalisti va il mio più sincero augurio: che questo traguardo sia solo l’inizio di un cammino fatto di parole che lasciano il segno e di lettori che sanno ascoltare». «L’edizione di quest’anno è stata la più impegnativa per la Giuria – dichiara il presidente di Giuria, Cristian Mannu - Le opere in gara erano tantissime e molto valide. Non è stato facile escluderne alcune. La ricerca di voci nuove e coraggiose ha animato fin dall’esordio questo Premio e continua a farlo ormai da dieci anni. L’anno scorso è iniziato da qui il lungo e fortunato viaggio di Michele Ruol. Mi auguro che possa essere di buon auspicio per i cinque romanzi finalisti».     Come lo scorso anno, la cinquina dei romanzi finalisti sarà presentata presso la libreria Le Vecchie Segherie Mastrototaro di Bisceglie il 23 luglio in occasione del festival ‘42Gradi – idee sostenibili’; lo scrittore Paolo Di Paolo guiderà gli autori in un dialogo a più voci insieme alla voce narrante dell’attore Valerio Aprea, tra interviste e racconti legati ai dieci anni di evoluzione del premio. Infine, la cerimonia di premiazione del vincitore si terrà nella sede della Fondazione Megamark di Trani, nell’ambito delle manifestazioni della XXIV edizione de ‘I Dialoghi di Trani’, il prossimo 12 settembre, con la conduzione di Gabriele Corsi, showman e conduttore televisivo e radiofonico. Il “Premio Fondazione Megamark - Incontri di Dialoghi”, sostenuto dai supermercati A&O, Dok, Famila e Sole365 del Gruppo Megamark, ha visto la partecipazione, nelle passate edizioni, di quasi 600 titoli di scrittori esordienti provenienti da tutta Italia, affermandosi come uno dei premi letterari di riferimento del sud Italia. La Fondazione Megamark fa capo al Gruppo Megamark, leader della distribuzione moderna con 50 anni di storia e circa 600 punti vendita nel Mezzogiorno a insegna A&O, Dok, Famila, Sole365 e Ottimo. La Fondazione sostiene e promuove iniziative e progetti con l’obiettivo di contribuire alla crescita culturale e sociale dei territori in cui opera. In Puglia promuove il bando ‘Orizzonti solidali’ rivolto al terzo settore pugliese e il premio letterario nazionale ‘Premio Fondazione Megamark - Incontri di Dialoghi’, nato per premiare il talento di scrittori esordienti e per contribuire alla diffusione della lettura nel Mezzogiorno. Mon, 14 Jul 2025 08:29:09 +0000 Trani Cinque anni senza Ennio: il Festival Lirico dei Teatri di Pietra celebra il genio di Morricone https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33773-cinque-anni-senza-ennio-il-festival-lirico-dei-teatri-di-pietra-celebra-il-genio-di-morricone.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33773-cinque-anni-senza-ennio-il-festival-lirico-dei-teatri-di-pietra-celebra-il-genio-di-morricone.html Un vero e proprio must delle estati musicali concepite dal Festival Lirico dei Teatri di Pietra: questo è l'omaggio ad Ennio Morricone, che per l’edizione 2025 - intitolata “Respirare il mito”    - si innova e arricchisce di un serrato e diversificato ciclo di ben nove concerti, per una straordinaria celebrazione del quinto anniversario della morte del compositore. Dai leggii risuoneranno nuove ed esaltanti pagine di bellezza e di emozioni, grazie alla versatilità e al talento compositivo di Corrado Neri che firma gli arrangiamenti. Un percorso a tappe serrate,  da una punta all’altra dell’Isola, per una full immersion in melodie già immortali. E così il 12 Luglio al Teatro greco di Siracusa come il 2 Agosto al Teatro Antico di Taormina sarà un crescendo di emozioni in un’atmosfera sognante per un tributo doveroso ad un grandissimo e versatile genio italiano del pentagramma. Il nuovo concerto sinfonico-corale dedicato al principe del Novecento musicale vedrà la speciale partecipazione di Lorenzo Licitra, voce siciliana dalla vasta eco internazionale. La locandina sarà impreziosita da autentiche novità, interamente ispirate al coté "pop" di Ennio Morricone per un abbraccio corale senza precedenti. Ricchissimo il programma, affidato ai sontuosi organici del Coro Lirico Siciliano e dell'Orchestra Filarmonica della Calabria, diretti da Filippo Arlia, e alla voce unica del soprano Maria Francesca Mazzara, con le interpretazioni suggestive delle colonne sonore di alcuni film simbolo della storia del cinema come Nuovo Cinema Paradiso, Malèna, La leggenda del pianista sull'oceano, Per un pugno di dollari, Mission, C'era una volta il west, Giù la testa, C'era una volta in America, per non citarne che alcuni. Sempre interamente dedicato al compositore è il collaudato format concertistico “Love Morricone – Archi & Voci” che ha registrato, nel corso delle varie edizioni del Festival continue e costanti acclamazioni di pubblico e critica. Questa formula sarà adottata  il 3 Agosto nella magnificenza di Morgantina, la “Pompei di Sicilia”, area archeologica tra le più vaste e meglio conservate del Mediterraneo; il 9 Agosto nella magica cavea del Teatro greco di Tindari, mentre  l'11 Agosto, per la prima volta in assoluto, le elegiache melodie di Morricone risuoneranno a millenovecento metri di altezza, nel cuore delle Madonie, sul monte Mufara che si erge solenne, in un'ampia conca carsica, tra il massiccio di Pizzo Carbonara e Piano Battaglia nell’aera geografica di Petralia Sottana, per una riscoperta e promozione di meravigliosi scenari naturali che diventano golfo mistico a servizio dello spettacolo.  E ancora il 21 Agosto nella cava onirica del Teatro dell'Efebo di Agrigento; il 22 Agosto accarezzati dal mare profondo di Marina di Modica; il 29 Agosto nella prorompente austerità dorica del Tempio di Hera in Selinunte e il 5 Settembre nel cuore culturale della Città dei due mari, Trapani, grazie alla sinergia con l'Ente Luglio Musicale Trapanese. Si conferma quindi una programmazione di alto livello per una manifestazione che promette di regalare esperienze uniche in luoghi suggestivi dove, attraverso il sapiente lavoro degli artisti, la leggenda corre verso l'eternità. Wed, 09 Jul 2025 08:25:29 +0000 Siracusa Silent Reading Party il 15 luglio al Gran Caffé Gambrinus https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33759-silent-reading-party-il-15-luglio-al-gran-caffe-gambrinus.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33759-silent-reading-party-il-15-luglio-al-gran-caffe-gambrinus.html Martedì 15 luglio 2025, dalle 18.30 alle 20.00, al Gran Caffè Gambrinus di Napoli (via Chiaia, 1) si terrà un Silent Reading Party con la presentazione del romanzo d’esordio di Carlo Morriello, Oltre l’ombra dei colori.  Il Silent Reading Party è un evento nato a New York che invita gli appassionati di lettura a riunirsi in un ambiente tranquillo, spegnendo i cellulari per leggere in silenzio insieme o individualmente per circa un’ora, seguito da un momento di confronto e condivisione sulle letture. Questo format nasce per contrastare l’alienazione da smartphone, favorendo la concentrazione, la socialità e la passione per i libri in un’atmosfera conviviale, rilassata e suggestiva.  La serata, moderata da Fabrizia Maltese, prevede letture di Elisa Maschio e un dialogo collettivo sul romanzo, ambientato nella Napoli di fine Ottocento e incentrato su Michele Castaldo, giovane pittore alle prese con un incarico prestigioso e misteri irrisolti. Per l’occasione, i primi 15 iscritti alla serata sul sito silentreadingparty.it riceveranno una copia omaggio del libro firmato dall’autore.  “Avevo sempre voluto scrivere un romanzo ambientato nella mia Napoli, che parlasse della scoperta della propria identità, dei propri sogni da inseguire, anche quando tutto ciò è difficile,” ha dichiarato Carlo Morriello.  Docente di lettere nato a Napoli e residente in provincia di Treviso, con questo libro presenta il suo debutto letterario, un viaggio tra arte, psicologia e storia napoletana, con un forte tema di ricerca interiore e riscoperta di sé, dove il protagonista ha appena perso sua madre, quando riceve un incarico importante: dipingere un affresco nel monastero di Santa Chiara in sole tre settimane. Questo lavoro lo porterà a scoprire segreti del passato e a vivere eventi sorprendenti. Con l’aiuto delle persone a lui care e il ritorno di un amore del passato, riuscirà a capire meglio sé stesso e a superare momenti difficili. Il romanzo è anche un viaggio nella Napoli misteriosa, dove il sacro e il profano si mescolano tra vicoli e segreti. Al centro della storia c’è la scoperta di una verità nascosta che può cambiare la vita di una persona. Un dipinto, una rivelazione e la ricerca di sé stessi guidano la trama fino alla fine.   Thu, 03 Jul 2025 07:40:50 +0000 Napoli Castellammare del Golfo: domani, giovedì 26, al via la rassegna Gustorie di Sicilia https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/33744-castellammare-del-golfo-domani-giovedi-26-al-via-la-rassegna-gustorie-di-sicilia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/33744-castellammare-del-golfo-domani-giovedi-26-al-via-la-rassegna-gustorie-di-sicilia.html Prende il via domani, giovedì 26 giugno a Castellammare del Golfo, la seconda edizione della rassegna Gustorie di Sicilia. Fino a domenica 30 giugno, la Sicilia si racconta tra piatti della tradizione, musica, narrazioni e incontri che mettono al centro il cuore dell’Isola. Organizzata dal Comune di Castellammare del Golfo in collaborazione con l’agenzia Feedback e con il sostegno degli Assessorati al turismo e alla Pesca della Regione Siciliana, Conad, Banca Don Rizzo e Tenute Orestiadi, la manifestazione celebra la cultura siciliana in tutte le sue forme: dalla storia alla letteratura, dall’arte alla cucina. "Siamo orgogliosi di ospitare, per il secondo anno consecutivo, Gustorie di Sicilia - ha sottolineato Giuseppe Fausto, sindaco di Castellammare del Golfo - un evento che racconta la nostra terra attraverso sapori, tradizioni e cultura. Fino a domenica Castellammare del Golfo diventa palcoscenico di un racconto collettivo fatto di eccellenze enogastronomiche, cultura e memoria." Tra le novità la prima edizione del Campionato di cucina popolare siciliana, promosso da Conad, che metterà a confronto 8 chef in una competizione culinaria che attraversa i pilastri della tradizione gastronomica siciliana: primi e secondi piatti e i dolci tipici. Da Agrigento arriva Antonio Bellanca, chef del Ristorante Al Faro di Licata, vincitore del Campionato Italiano di Cous Cous nel 2018; da Catania Rosario Sciuto che dopo esperienze in strutture di alto livello, oggi porta la sua cucina direttamente nelle case; da Enna Enrico Pantorno, che gareggia con la madre Antonia, ambasciatore di una cucina povera e contadina, fatta con amore e memoria; da Messina arrivano Carlotta Andreacchio, cuoca e docente, e Roberto Antonuccio: appassionato vincitore di "MessinTavola"; da Palermo Saverio Greco, chef e patron del ristorante Mylos a Bagheria, da Ragusa Carlotta Baglieri, giovane cuoca italo-thailandese che unisce le sue origini siciliane ai sapori dal mondo; da Siracusa Alessia Liistro, food blogger e ambasciatrice della Sicilia nel mondo e Pietro Provenza, giovane cuoco cresciuto nelle storiche osterie di Ortigia; da Trapani, infine, Ita Galfano, archicuoca e produttrice che fa parte della storica community delle “Cesarine”, la piattaforma nazionale delle imperatrici passionarie della buona cucina italiana. A giudicare i piatti una giuria speciale, con Giusi Battaglia, volto del programma Giusina in cucina, Gianni Marino di MasterChef 14, la blogger Adele Pupella, Totino del duo Toti e Totino e, per la finale, arrivano il food creator Marco Giarratana, conosciuto come l’uomo senza tonno e Stefano Piazza, attore e cabarettista palermitano, tra i più irriverenti del panorama siciliano. A condurre gli appuntamenti sul palco, al fianco di Giusi Battaglia, ci sarà il “Barone” Andrea Lo Cicero, lo chef volto di diversi programmi tv. Confermate, anche quest’anno, le Conversazioni sulla Sicilianitudine, un programma di incontri culturali, interviste e spettacoli promosso da Banca Don Rizzo che si svolgerà a piazza Madrice, con la conduzione di Stefania Renda. Tra i protagonisti Paolo Licata, il regista del film “L’amore che ho” che racconta la storia della cantautrice siciliana Rosa Balistreri e lo scrittore Salvo Toscano che presenterà il suo ultimo libro “La prossima vittima” (Mondadori). Gli appuntamenti con i “Cunti e i sapuri del mare” porteranno i visitatori alla scoperta delle diverse specie ittiche, tra racconti e degustazioni mentre in piazza Petrolo torna ExpoGustorie, la mostra mercato di prodotti artigianali ed enogastronomici siciliani. Le degustazioni Tante specialità della gastronomia siciliana in degustazione tutti i giorni in Piazza Petrolo, dalle 18 e fino a mezzanotte. Tra i primi si può scegliere tra cous cous di pesce, busiate da passeggio al pesto ericino o spada e melanzane, timballo di pasta al forno o con le sarde. Tante le proposte anche per lo street food: arrosticini di mare, coppo del pescato oppure l’hot dog siciliano con salsiccia. Si chiude in dolcezza, scegliendo tra il cannolo, le cassatelle con ricotta o granita e brioche. Le degustazioni sono a cura di San Lorenzo Mercato. Ticket da 3,50 a 15 euro. Gli spettacoli gratuiti La sera, un calendario di spettacoli e concerti gratuiti. Venerdì 27 si balla con Sergio Friscia, attore, autore e showman tra i più amati dal pubblico italiano che porterà tutta la sua energia sul palco di Piazza Petrolo. La serata inizierà alle 22:30 con il gruppo degli Extralarge (Alessandra Certa, Giacinto Renda e Giuseppe Clemente) che accompagnerà il pubblico tra grandi classici italiani e internazionali. A seguire, il dj set di Sergio Friscia, con il suo stile inconfondibile e la sua carica travolgente. Sabato 28 il sound di Dj Jad & Wlady, due icone della scena musicale italiana, protagonisti della storia degli Articolo 31, insieme per una serata che unisce energia e un sound unico. DJ Jad, leggenda dell’hip hop italiano e co-fondatore degli Articolo 31, porta in consolle decenni di successi, premi e dischi di platino, Wlady producer e dj ha fatto ballare intere generazioni, da “Maria Salvador” a “Disco Paradise”, con collaborazioni che spaziano da J-Ax a Fedez. Domenica 29 si chiude con “Rosa ed io”, il concerto di Alessandra Salerno ispirato alla vita di Rosa Balistreri. Gustorie Fashion Show Domenica, a Gustorie, ci sarà spazio anche per la moda. Alle ore 19 la sfilata dei bambini in passerella a cura di Barbera Junior e, alle 22, al termine dello spettacolo di Alessandra Salerno, una sfilata di abiti siciliani a cura di Le Monde Concept Store. L’ingresso è libero. Il programma completo su www.gustoriedisicilia.it Wed, 25 Jun 2025 08:51:23 +0000 Trapani Andrea Bocelli, Live a Pompei https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33742-andrea-bocelli-live-a-pompei.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33742-andrea-bocelli-live-a-pompei.html A grande richiesta, l’organizzazione dell’evento mondiale di Andrea Bocelli Live a Pompei, mette a disposizione gli ultimi posti. Il celebre tenore sarà protagonista di un doppio concerto all’Anfiteatro degli Scavi, il 27 e 28 giugno 2025, accompagnato dall’Orchestra I Filarmonici di Napoli e il Coro That’s Napoli diretto del Maestro Carlo Morelli. L’appuntamento straordinario apre la stagione estiva musicale all’Anfiteatro. Dopo il successo dello scorso anno il Parco archeologico si prepara ad accogliere così una rassegna di artisti internazionali a partire dal grande Maestro, Andrea Bocelli creando un connubio perfetto tra storia e musica. Il concerto è organizzato da DuePunti Eventi con Klassics Music Management e Almud Edizioni Musicali, in collaborazione con Black Star Entertainment, il Parco archeologico di Pompei e con il contributo economico del Comune di Pompei.  L’organizzazione dell’evento dichiara: “Visto la grande richiesta, siamo lieti di annunciare che abbiamo reso disponibili gli ultimi posti per questo appuntamento internazionale che vede il grande artista protagonista assoluto di due imperdibili serate. La carriera di Andrea Bocelli è costellata di esibizioni nei teatri più prestigiosi del mondo, ma crediamo che l’Anfiteatro di Pompei rappresenti un’esperienza unica, sia per l’artista che per il pubblico. Dopo anni di collaborazione con il Maestro nei più importanti siti e piazze d’Italia, come organizzatori siamo estremamente orgogliosi di questo nuovo traguardo, reso possibile grazie alla sinergia con il Parco Archeologico e il Comune di Pompei. Non poteva esserci un palcoscenico più suggestivo di Pompei per presentare la voce di Andrea Bocelli ad un pubblico che arriverà da ogni angolo del pianeta. Sarà pura magia.” Inizio concerti ore 21.30. Ultimi biglietti in vendita online e nei punti vendita Ticketone e Vivaticket. L’organizzazione raccomanda l’acquisto dei biglietti esclusivamente tramite i canali di vendita autorizzati ed invita a non acquistare in altri siti. Wed, 25 Jun 2025 08:46:21 +0000 Napoli Le divine melodie danzanti di Bellini al Teatro Antico di Taormina https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33741-le-divine-melodie-danzanti-di-bellini-al-teatro-antico-di-taormina.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33741-le-divine-melodie-danzanti-di-bellini-al-teatro-antico-di-taormina.html Venerdì 27 Giugno, con inizio alle  21, nella magnifica cornice del Teatro Antico di Taormina, andrà in scena una serata speciale di danza dal titolo già di per sé evocativo: Belliniana, divine melodie danzanti, un progetto speciale ideato e prodotto dalla Fondazione Festival Belliniano di Catania dedicato a Vincenzo Bellini e alla danza che ha tratto ispirazione dalle sue immortali melodie e che nel corso della storia ha ispirato grandi coreografi provenienti dalle più diverse esperienze e tradizioni coreutiche. Si tratta di un atteso Gala di Danza che riunirà sul palcoscenico del Teatro Antico numerosi danzatori provenienti da ogni parte del mondo e da alcune delle compagnie più prestigiose della scena americana ed europea, come la New York City Ballet, Les Etolies du Monde, il Teatro alla Scala di Milano, l’Opéra di Parigi, la Het National Ballet, il Rudra Bejart Lausanne, il Ballet am Rhein, il Duisburg Theatre, solo per citarne alcuni, in una ricco programma di coreografie dedicate all’incontro tra il linguaggio danzante del corpo e le melodie di Vincenzo Bellini, con un omaggio anche ad altri grandi operisti italiani come Gaetano Donizetti e Gioachino Rossini. L’intero programma prende ispirazione e ruota intorno al 200° anniversario che ricorre proprio quest’anno dalla composizione e dal debutto di Adelson e Salvini, la prima opera composta da Vincenzo Bellini, rappresentata nel 1825 al Teatrino del Conservatorio di San Sebastiano a Napoli. La serata, tra le numerose coreografie di brani e sinfonie varie, proporrà anche brani da opere come La Sonnambula, con la celebre coreografia di Balanchine Night Shadow di Ferdinand Hérold, su libretto di Eugène Scribe e Jean Pierre Aumer, dalla Norma, con “Casta Diva” cantata da Maria Callas, da Il pirata e I Capuleti e i Montecchi, di cui saranno danzate le rispettive Sinfonie, e numerosi altre arie e brani, tra cui anche la Sinfonia in re maggiore sempre di Bellini, raramente eseguita ed interpretata. Accanto alle “divine melodie danzanti” di Vincenzo Bellini non mancherà comunque l’omaggio ai compositori d’opera suoi contemporanei, come Gaetano Donizetti, con l’aria “Una furtiva lagrima”, a Gioacchino Rossini, di cui vedremo danzare la trascinante Tarantella in omaggio a Napoli, ma anche coreografie su musiche di Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi, Pietro Mascagni e Francesco Cilea. Un programma ricco che avrà una durata di oltre un’ora e mezza di grande danza e musica. L'iniziativa, unica nel suo genere, realizzata con il sostegno e la collaborazione delle realtà culturali del territorio come il Comune di Taormina e dal Ministero della Cultura, è arricchito anche da mostre e dibattiti con il tema portante "Divine melodie, divine coreografie", realizzata a cura di Domenick Giliberto, con proiezioni, dibattiti, incontri ed installazioni dedicati alla Danza nell'universo belliniano e ai grandi momenti di danza sempre presenti nelle sue opere. I biglietti sono in vendita attraverso il circuito Vivaticket su tutto il territorio nazionale e a Taormina presso il punto vendita di Corso Umberto, 104 (tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 12.30), nonché il giorno di spettacolo del 27 Giugno 2025 dalle ore 9 alle ore 21,30 presso Palazzo dei Congressi a Piazza Vittorio Emanuele.    Wed, 25 Jun 2025 08:43:44 +0000 Messina A Palazzo Gagliardi arriva “Scacciasogni”, tratto dal romanzo di Marcostefano Gallo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33735-a-palazzo-gagliardi-arriva-scacciasogni-tratto-dal-romanzo-di-marcostefano-gallo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33735-a-palazzo-gagliardi-arriva-scacciasogni-tratto-dal-romanzo-di-marcostefano-gallo.html Nell’ambito delle iniziative del cartellone di eventi “Onde d’estate 2025”, organizzato dall’assessorato alla Cultura, sbarca a Vibo Valentia il grande teatro. In una location suggestiva come Palazzo Gagliardi, venerdì 27 giugno 2025 alle ore 20:30 andrà in scena “Scacciasogni”, spettacolo teatrale tratto dal romanzo di Marcostefano Gallo. Scacciasogni non è solo un racconto: è un viaggio tra ombre e redenzioni, tra montagne che osservano e uomini che lottano. È la storia di un padre padrone, di un paesino che sembra fuori dal tempo e di un confine sottile tra il sogno e la realtà. Sul palco, oltre all’autore Marcostefano Gallo, accompagnati da musica dal vivo e interpretazioni che faranno vibrare le parole, gli attori Angela Gaetano, Ruggero Chieffallo, Fedora Cacciatore, Ferdinando Furci, Rosy Vergori, Kamgang Welton e Walter Vasta. Il tutto sarà impreziosito dall’intensa voce di Giuliana Tenuta e dalle atmosfere sonore del musicista Alessandro Gallo. A coordinare l’evento sarà Sabrina Pugliese, direttore artistico del progetto “Arteca”. L’ingresso è gratuito. L’assessore alla Cultura, Stefano Soriano, invita la cittadinanza a partecipare: “Siamo convinti di avere scelto un’opera, per altro tutta calabrese, che saprà toccare le corde dell’anima e fare emozionare. Uno degli eventi di punta di questo mese di giugno a Vibo Valentia”. Tue, 24 Jun 2025 08:48:03 +0000 Vibo Valentia Arte e pace al centro della XXXII edizione del Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33720-arte-e-pace-al-centro-della-xxxii-edizione-del-concorso-di-ceramica-contemporanea-mediterraneo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33720-arte-e-pace-al-centro-della-xxxii-edizione-del-concorso-di-ceramica-contemporanea-mediterraneo.html Sarà il professor Francesco Giorgino, in qualità di docente di Comunicazione e Marketing all'Università Luiss di Roma, ad intervenire all'inaugurazione della XXXII edizione del Concorso di Ceramica Contemporanea "Mediterraneo", in programma sabato 12 luglio alle ore 19 nel Castello Episcopio di Grottaglie (Taranto). La sua relazione offrirà una riflessione sul valore della ceramica come linguaggio identitario, economico e simbolico del territorio, mettendo in evidenza il ruolo centrale della cultura e dell’arte nelle dinamiche della comunicazione contemporanea. Un contributo appassionato e autorevole, capace di coniugare radici locali e visione globale, in sintonia con lo spirito della rassegna, che valorizza la ceramica contemporanea come codice universale di dialogo tra i popoli e le culture. Grottaglie, rinomata Città delle Ceramiche e recentemente insignita del prestigioso titolo di Città d’Arte dalla Regione Puglia, si conferma cuore pulsante e fucina creativa di rilievo nel panorama culturale regionale e internazionale. La mostra sarà visitabile fino a domenica 12 ottobre. Al taglio del nastro, insieme al professor Giorgino, saranno presenti il Sindaco di Grottaglie Ciro D’Alò, l’Assessore alla Cultura, Turismo e valorizzazione della ceramica Raffaella Capriglia, la responsabile del Settore Cultura del Comune, Daniela De Vincentis, la curatrice e storica dell’arte Elena Agosti, ed il presidente della BCC San Marzano di San Giuseppe, partner storico dell’evento, Emanuele Di Palma. In mostra, ci saranno 73 opere selezionate su 362 candidature provenienti da 236 artisti da tutto il mondo, a cura di una giuria tecnica altamente qualificata composta da Elena Agosti, Francesca Pirozzi, Tina Byrne e Giovanni Mirulla. Un risultato record che conferma il prestigio crescente del concorso nel panorama dell’arte contemporanea. I numeri mai raggiunti prima rappresentano un importante traguardo nella storia del concorso. Questo straordinario risultato conferma non solo la crescente autorevolezza della manifestazione, ma anche la forza della sua missione: valorizzare una tradizione millenaria attraverso lo sguardo dell’arte contemporanea. “Siamo orgogliosi di presentare questa XXXII edizione del Concorso di Ceramica Contemporanea ‘Mediterraneo’, che ha raggiunto numeri mai registrati prima nella sua storia - dichiara l’assessore Raffaella Capriglia -. Questo importante traguardo testimonia la crescente autorevolezza e il valore culturale della manifestazione, che rappresenta un momento fondamentale per valorizzare la tradizione millenaria della ceramica attraverso lo sguardo innovativo dell’arte contemporanea. In questo momento di grande tensione internazionale e di conflitto mondiale, crediamo fermamente che l’arte, nel contesto del confronto internazionale e per i contenuti e i messaggi stessi delle opere, assuma ancora di più un ruolo fondamentale come portatrice di dialogo interculturale e ambasciatrice di pace. Grottaglie, Città delle Ceramiche, insignita del titolo di Città d’Arte, conferma così il suo ruolo di protagonista nel panorama artistico internazionale, continuando a promuovere creatività, cultura e sviluppo per il territorio”. Tre i premi principali in palio: il 1° Premio “Mediterraneo” (5.000 euro e acquisizione dell’opera nella collezione del Museo della Ceramica di Grottaglie); il 2° Premio “Mostra personale” (2.000 euro, spazio espositivo gratuito e pubblicazione nel catalogo); il 3° Premio “Residenza d’artista” Under 35, patrocinato dalla BCC San Marzano (1.000 euro e un’esperienza di 2-3 settimane a Grottaglie, con vitto, alloggio, tutor e laboratorio, e opera lasciata in dono alla città con partecipazione all’edizione 2026). Il 10 luglio si riunirà la giuria internazionale incaricata di selezionare i tre vincitori del concorso. La selezione delle opere, secondo il Disciplinare approvato dal Comune, sarà effettuata da esperti di calibro internazionale: Ciro D’Alò (Presidente), Francesca Pirozzi, architetto e conservatrice; Tina Byrne, direttrice di Ceramics Ireland; Elena Agosti, docente e direttrice del Museo di Villa Lattes; Giovanni Mirulla, direttore di D’A Design e Artigianato e presidente ICMEA; e Emanuele Di Palma, presidente BCC San Marzano. Il percorso espositivo si dipanerà nelle sale del Castello Episcopio di Grottaglie, con un allestimento immersivo, pensato per valorizzare ogni opera attraverso un dialogo costante con gli spazi storici del castello, esaltando - in un’atmosfera multisensoriale - le interazioni di luce, materia, suono e memoria. Un racconto emozionale che coinvolgerà i visitatori, conducendoli in un viaggio tra linguaggi artistici differenti ma uniti dal comune desiderio di esplorare il presente e immaginare il futuro della ceramica. Grottaglie si conferma ancora una volta luogo d’elezione, capace di trasformare l’identità in visione e la tradizione in linguaggio universale. L’intera serata sarà arricchita dalla musica dei maestri Francesco Greco al violino e Antonello De Bartolomeo al pianoforte. All’inaugurazione e premiazione, seguirà un raffinato momento conviviale nel Giardino Mediterraneo adiacente. Tra gli appuntamenti culturali in programma per la serata spicca la mostra personale di Margherita Grasselli, intitolata “Marcondirondirondello”, a cura di Stella Marina Gallas. L’esposizione, allestita nella corte del Castello Episcopio, nasce dalla collaborazione dell’artista – già premiata in passate edizioni del concorso – con otto botteghe ceramiche locali, in un incontro tra maestria artigianale e visione contemporanea. A completare il programma della serata, anche la presentazione del catalogo ufficiale della XXXII edizione del Concorso, edito da Claudio Grenzi Editore e promosso dal Comune di Grottaglie, interamente dedicato alle opere selezionate e alla ceramica contemporanea. Saranno inoltre presentate le attività culturali previste per settembre e ottobre, tra cui la mostra personale dell’artista ucraina Ielizaveta Portnova, che indaga le potenzialità sperimentali della ceramica, e la residenza d’artista di Zheng Ying, giovane ceramista cinese attiva a Londra, protagonista di uno scambio interculturale che sottolinea la vocazione internazionale del concorso. Il Concorso è promosso e organizzato dal Comune di Grottaglie, con la segreteria organizzativa affidata all’Info Point Turistico, gestito dalla Cooperativa Imago. La rassegna gode del patrocinio della Regione Puglia, dell’AiCC – Associazione Italiana Città della Ceramica e di POP Ceramiche di Puglia, oltre al sostegno della BCC San Marzano e alla collaborazione tecnica di Monun. Dal 12 luglio al 12 ottobre 2025, Grottaglie si conferma così crocevia di creatività e innovazione, con la ceramica al centro di un dialogo tra culture, storie e linguaggi diversi. Grazie alla presenza di voci autorevoli e all’imponente presenza artistica, il Concorso “Mediterraneo” rinnova la sua missione culturale: rendere l’arte ceramica un ponte tra identità e futuro.  Una storia lunga oltre cinquant’anni Il Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo” nasce nel 1971 per volontà del Comune di Grottaglie, con l’obiettivo di celebrare e rinnovare l’antica tradizione ceramica del territorio. Dedicato esclusivamente alla ceramica, il Concorso rappresenta oggi un punto di riferimento per artisti provenienti da tutto il mondo, chiamati a interpretare in chiave contemporanea un sapere millenario. Radicato nel Quartiere delle Ceramiche – un unicum urbano, situato nella gravina che attraversa Grottaglie – in cui le botteghe tramandano da secoli tecniche e segreti dell’arte figulina –, l’evento è divenuto nel tempo un crocevia culturale tra tradizione e innovazione, capace di unire l’identità storica del territorio con le più avanzate visioni artistiche. Fin dalle sue origini, la manifestazione si è posta l’ambizioso obiettivo di mettere nel nuovo un cuore antico: difendere i valori autentici della storia, della civiltà e dell’originalità dell’oggetto ceramico, opponendosi all’omologazione imposta dalla produzione industriale. In oltre cinquant’anni di storia, il Concorso ha affermato il ruolo centrale della ceramica nell’identità culturale di Grottaglie, evolvendosi in una piattaforma internazionale di dialogo e confronto tra linguaggi artistici differenti. Negli ultimi due decenni, la manifestazione ha rafforzato la sua vocazione mediterranea, promuovendo la ceramica come linguaggio universale, simbolo di appartenenza, narrazione e scambio tra culture. Con la XXXII edizione si rinnova l’impegno a costruire un appuntamento annuale di respiro internazionale, capace di attivare connessioni tra popoli e visioni artistiche, contribuendo nel contempo alla costituzione di una preziosa collezione museale di ceramica contemporanea, patrimonio condiviso della comunità. Grottaglie è l’unica città italiana con un intero insediamento urbano dedicato alla produzione ceramica. Il Quartiere delle Ceramiche, sorto e sviluppatosi nella la gravina di San Giorgio, ospita oltre settanta botteghe d’arte e artigianato e continua a essere luogo di vita e lavoro di maestri ceramisti riconosciuti in tutto il mondo. Grottaglie è tra le Città Italiane della Ceramica riconosciute da AiCC, simbolo di una tradizione viva che ha saputo evolversi nei secoli mantenendo intatta la propria identità, valorizzando il suo patrimonio storico, artistico e cultura. Fri, 20 Jun 2025 08:39:50 +0000 Taranto Vibo Valentia celebra la Festa della musica: tre appuntamenti per vivere la città https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33718-vibo-valentia-celebra-la-festa-della-musica-tre-appuntamenti-per-vivere-la-citta.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/calabria/vibo-valentia/33718-vibo-valentia-celebra-la-festa-della-musica-tre-appuntamenti-per-vivere-la-citta.html Anche Vibo Valentia partecipa alla Festa della musica, la rassegna nazionale promossa dal ministero della Cultura e coordinata da Aipfm (Associazione italiana per la promozione della Festa della musica), che unisce ogni anno città, artisti e cittadini all’insegna del linguaggio universale della musica. L’edizione vibonese, patrocinata dal Comune di Vibo Valentia e curata con competenza dal Conservatorio “Torrefranca”, propone tre eventi musicali, pensati per coinvolgere il pubblico in un percorso tra generi, luoghi e talenti. Si parte alle ore 18:00, nell’atrio del palazzo comunale. A dare il via alla serata sarà la travolgente energia della Big Band del Liceo Musicale “Vito Capialbi”, che animerà lo spazio istituzionale con un repertorio coinvolgente. Alle ore 18:45 ci si sposta a Palazzo Gagliardi, dove il pubblico sarà accolto dall’eleganza del Coro di Clarinetti del Conservatorio, una formazione unica per sonorità e impatto scenico, che arricchirà l’atmosfera con suggestioni cameristiche. Alle ore 19:45, all’ex Convento dei Gesuiti, gran finale con una produzione corale che vedrà protagonisti il Trio Jazz del Conservatorio, l’Orchestra del Liceo “Capialbi” - dipartimento Coreutico e l’Ensemble di Archi del Conservatorio, in un’esibizione che unirà classico, contemporaneo e danza in una sinergia tutta da vivere. L’assessore alla Cultura, Stefano Soriano, esprime grande soddisfazione per questa iniziativa che celebra la bellezza della musica e valorizza la formazione artistica sul territorio, ed anche per la sinergia con il Conservatorio e il Liceo Capialbi, valido esempio di collaborazione istituzionale. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. Fri, 20 Jun 2025 08:32:37 +0000 Vibo Valentia Torna il Rito della Luce firmato Presti alla Piramide 38° Parallelo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33713-torna-il-rito-della-luce-firmato-presti-alla-piramide-38-parallelo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/messina/33713-torna-il-rito-della-luce-firmato-presti-alla-piramide-38-parallelo.html Il Rito della Luce pensato e voluto da Antonio Presti ritorna a Motta d’Affermo per l’apertura straordinaria della Piramide 38º Parallelo, opera monumentale simbolo della Fiumara d’arte. L’esperienza, gratuita e immersiva, consentirà ai visitatori di sperimentare il Rito della Luce, attraverso l’unico punto d’accesso alla Piramide. Si attraverserà un lungo cunicolo scuro, illuminato soltanto dalla luce che filtra dall’accesso. Poi il buio, lo stesso che Dante descrive nel mezzo del cammin di nostra vita. Il visitatore procederà così a tentoni, potendo contare soltanto sui propri passi. Fino all’accesso alla Piramide, al solstizio d’estate, alla luce nuova che torna a indicare la strada. Tra canti, danze e musiche, il Rito della Luce quest’anno è dedicato all’Incanto dell’Invisibile, “perché la rigenerazione della bellezza è rigenerazione dell’anima - dice Antonio Presti - Stiamo ripartendo da questo, dall’urgenza di un’eresia della coerenza, del coraggio, della gratuità, della responsabilità, dell’impegno e dell’esempio di ognuno di noi”. Sabato 21 e domenica 22 giugno, dalle 11 sarà possibile assistere alle visite guidate delle nuove opere dell’Atelier sul mare - asteroide 20049 antoniopresti a Villa Margi, frazione marinara di Reitano. Un tour guidato direttamente dal maestro e mecenate alla scoperta del Monumento per un poeta morto (Finestra sul Mare) di Tano Festa, del “Cavallo Eretico: Guardiano di Luce” di Antonello Bonanno Conti, della “Ammonite: Gli scudi ribelli - omaggio a Giusto Sucato” di Pablo Sucato e Giacomo Noyà. Nel corso del tour sarà possibile assistere anche alla visita guidata delle Suite D’Autore – Atelier sul Mare, mentre dalle 16.30 fino al tramonto appuntamento a Motta d’Affermo per il Rito della Luce. A curare la direzione artistica del Rito sarà Lucina Lanzara, cantautrice e produttrice siciliana, che osserva «La Piramide 38° Parallelo è rinascita a partire dall’utero materno, il posto in cui qualsiasi essere vivente sperimenta il battito, l’energia vitale, ove inizia a vivere, inconsapevole e inebriato, l’Incanto dell’Invisibile». La lettura delle poesie sarà invece a cura di Pietro Russo, mentre i poeti che si alterneranno sono Emiliano Zappalà, Giambattista Rosso, Rosa Maria Di Natale, Rita Ligresti, Giuseppe Condorelli, Salvatore Vecchio, Angelo Santangelo. «Invisibile - spiega Russo - è la parola che genera l’incanto del mondo, un prodigio di immortalità svincolata dalla materia eppure dentro il mondo. Invisibile è il canto che crea e rinnova e trasforma lo spazio e il tempo che abitiamo. La poesia è un fatto creaturale che apre gli occhi di fronte al mistero dell’Essere. Per questo motivo, rispondendo all’appello di Antonio Presti, i poeti alla Piramide di Motta d’Affermo – luogo apicale di bellezza e in-canto – sono chiamati a dare testimonianza del valore di un messaggio che ha radice nell’universo, di un’energia potentissima che lega tutti gli esseri a un comune destino: un respiro che ogni volta riscopre lo stupore e la vertigine di una creazione infinita che la parola svela e ri-vela allo stesso tempo». «L’arrivo dell’atelier di Antonio Presti a Villa Margi – sottolinea il sindaco di Reitano Salvatore Salvaggio - ha portato una ventata d’aria di futuro all’intera frazione. Le prime opere inaugurate hanno già attirato migliaia di turisti incuriositi dal nuovo progetto, mentre siamo pronti ad approvare una convenzione con la Fiumara d’arte per realizzare opere sul terreno adiacente all’Atelier: saranno 20 opere in tutto, realizzate con la collaborazione di diverse Università. Per noi è motivo d’orgoglio, è una visione destinata a costruire futuro». «Un ringraziamento speciale e affettuoso – conclude Antonio Presti - al presidente della Regione, Renato Schifani, che ha condiviso e contribuito alla nascita della Triennale della Contemporaneità».   Thu, 19 Jun 2025 08:49:44 +0000 Messina A Taranto uno degli eventi ufficiali EU Green Week https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33711-a-taranto-uno-degli-eventi-ufficiali-eu-green-week.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33711-a-taranto-uno-degli-eventi-ufficiali-eu-green-week.html Un percorso sostenibile per la Giusta Transizione. Sarà Taranto, città-simbolo della complessità ambientale, industriale e sociale del Mediterraneo, ad ospitare uno degli eventi ufficiali della EU Green Week, dedicato alla cooperazione tra territori europei impegnati nella transizione ecologica e destinatari del Just Transition Fund. Riflettori puntati sul prossimo 27 giugno quando, all’Hotel Delfino (dalle ore 9 alle 13), si daranno appuntamento numerose istituzioni per questo importante incontro internazionale.  In particolare, a confrontarsi sul tema “A Sustainable path to fulfill the Just Transition” saranno la città di Taranto e la Contea di Ida-Viru, in Estonia: due aree europee accomunate dalla necessità di riconvertire modelli economici ad alta intensità fossile. Al centro le sfide delle energie rinnovabili, dei materiali rari e della riduzione delle emissioni climalteranti e dai loro impatti, ormai tristemente noti, sulla salute collettiva. Particolare attenzione sarà rivolta alla delegazione della Contea di Ida-Viru che ha già realizzato la quasi totalità del proprio programma JTF, investendo oltre mezzo miliardo in infrastrutture per la transizione energetica, l’industria dei materiali strategici e la riqualificazione territoriale.  Saranno presenti numerose autorità a vari livelli, tra cui Regione Puglia e Comune di Taranto, una delegazione estone, membri del Parlamento Europeo e rappresentanti della Direzione Generale per la Politica Regionale e Urbana della Commissione Europea (DG REGIO). Il consorzio JTRAIL - piattaforma di ricerca ed innovazione che vede insieme Cnr, Asl Taranto e Arpa Puglia - illustrerà le azioni avviate per rafforzare competenze green, infrastrutture intelligenti e i sistemi predittivi applicati alla salute nei contesti industriali. A Taranto, il concetto di One Health – promosso dalla CTE Calliope e adottato come chiave strategica di pianificazione territoriale – viene declinato in modo integrato, con l’obiettivo di connettere sanità pubblica, tutela ambientale e innovazione sociale.   Thu, 19 Jun 2025 08:44:43 +0000 Taranto "Sotto la superficie" Un incontro per comprendere il rapporto tra adolescenti e social network https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/33708-sotto-la-superficie-un-incontro-per-comprendere-il-rapporto-tra-adolescenti-e-social-network.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/33708-sotto-la-superficie-un-incontro-per-comprendere-il-rapporto-tra-adolescenti-e-social-network.html Venerdì 20 giugno, alle ore 18:00, presso Scambiologico, in piazzale Istria a Potenza, l’associazione Nodi – generazioni connesse promuove l’iniziativa pubblica dal titolo: “Sotto la superficie. Social network e adolescenti: cosa c’è davvero dietro gli schermi?” Un incontro aperto a genitori, educatori, insegnanti e a chiunque sia interessato al mondo giovanile, per riflettere insieme su uno dei fenomeni più complessi e attuali: l’impatto dei social network sulla vita degli adolescenti. Secondo recenti studi, oltre il 90% dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni utilizza quotidianamente almeno una piattaforma social, con un tempo medio di connessione superiore alle tre ore al giorno. Un dato che si accompagna all’aumento di segnali di disagio: disturbi del sonno, isolamento, difficoltà relazionali, fino a forme conclamate di dipendenza digitale. L’incontro intende andare oltre la superficie di post, like e stories, per esplorare il vissuto emotivo degli adolescenti: dalla costruzione dell’identità digitale al bisogno di appartenenza, fino alle forme di solitudine e vulnerabilità che possono nascere online. La Generazione Z è la prima a crescere interamente connessa, ma questa condizione comporta anche rischi spesso invisibili. A introdurre il dibattito sarà Antonella Giacummo, presidente dell’associazione Nodi – generazioni connesse. Seguiranno la testimonianza di Mirna Mastronardi, presidente dell’associazione Dea per sempre, attiva nell’ascolto quotidiano dei ragazzi e delle loro fragilità, e l’intervento di Antonio Quaglietta, psicologo, counselor e formatore, che offrirà dati e spunti di riflessione sul tema. Sono stati invitati anche rappresentanti istituzionali, con l’obiettivo di avviare un confronto costruttivo e promuovere azioni concrete per il benessere psicologico dei giovani. A chiudere l’evento, l’esibizione del giovane artista emergente Slettorew, originario del capoluogo. Wed, 18 Jun 2025 08:58:19 +0000 Potenza Trevinano RI-WIND Un borgo, una comunità, un progetto di rigenerazione culturale https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/viterbo/33700-trevinano-ri-wind-un-borgo-una-comunita-un-progetto-di-rigenerazione-culturale.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/viterbo/33700-trevinano-ri-wind-un-borgo-una-comunita-un-progetto-di-rigenerazione-culturale.html Nel cuore dell’Alta Tuscia, a Trevinano – minuscola frazione del Comune di Acquapendente (VT), con appena 120 abitanti – con il 2025 prende forma un progetto di narrazione e riappropriazione creativa che mette in dialogo tradizione e contemporaneità, linguaggi e persone, generazioni e territori. Un progetto che attraversa arte contemporanea, musica e poesia: Trevinano RI-WIND. Un progetto di rigenerazione culturale – tra le iniziative finanziate dal Ministero della Cultura nell’ambito del PNRR “Attrattività dei borghi storici” – che parte da un luogo-soglia, e che come tale si presenta: Trevinano, da Trivium, è incrocio, è incontro. Un crocevia geografico tra Lazio, Umbria e Toscana che diventa oggi anche crocevia creativo, emotivo, sociale. Una rinascita che passa dalla cultura, dalla creatività, dalla capacità laterale degli artisti di immaginare nuovi modi di vivere lo spazio e il tempo di comunità. Un anno di eventi, incontri, laboratori, mostre e restituzioni animerà il borgo e l’intera Tuscia tra il 2025 e il 2026, abbracciando poesia, musica, teatro e arti visive. Ad aprire il programma, la sezione dedicata alla parola in forma poetica e musicale: Quando la banda passò, a cura di Oscar Pizzo e Paolo Dalla Sega. Dopo il debutto il 25 maggio a Villa Torlonia, Roma, nell’ambito de Il Parco dei Poeti – Spazio in versi del Teatro di Roma, il progetto prosegue con tre nuovi appuntamenti: il 6 e 7 luglio a Trevinano per la Festa dell’Aia e la prima settimana di agosto, sempre in Tuscia. Un reading-concerto inedito che trasforma i luoghi in palcoscenici di una grande scena condivisa, facendo risuonare la voce poetica e musicale dei borghi dell’Alta Tuscia: bande tradizionali e suoni contemporanei, slam poetry e poesia rurale si fondono in una narrazione corale e originale, guidata da Oscar Pizzo, Massimo Sigillò Massara, Eleonora Fisco e Lorenzo Maragoni. Una dichiarazione d’intenti forte e chiara: fare della banda un passaggio, una soglia sonora tra le generazioni, una cerniera tra chi siamo stati e chi possiamo essere. Il tutto sul filo di quelle parole di chi abita i borghi e di quel patrimonio immateriale rappresentato dal folklore delle marce e delle bande, luoghi di aggregazione e trasmissione di memoria. Nato da mesi di lavoro collettivo tra bande popolari e comunità locali, dopo il debutto romano, Quando la banda passò prosegue così con un calendario estivo diffuso, radicato nel territorio, tra feste, piazze e riti condivisi. Accanto alla poesia e alla musica, il progetto Trevinano RI-WIND trova nella contemporaneità artistica un altro asse portante. All’interno del programma prende vita infatti il progetto di arte contemporanea, a cura di Davide Sarchioni: un vero e proprio motore di rigenerazione urbana, in cui è l’arte pubblica a offrire visione, ascolto e possibilità. Nove artisti e artiste – tra cui Marco Eusepi, Flavio Favelli, Claire Fontaine, Antonello Ghezzi, Mutsuo Hirano, Thomas Lange, Vincenzo Marsiglia, Valentina Palazzari – sono stati invitati a prendere parte a un itinerario di arte pubblica permanente, concepito come un museo a cielo aperto che si snoda attraverso i luoghi strategici e simbolici del borgo. Ogni artista, dopo un lavoro di sopralluogo e dialogo con la comunità locale – fatto di ascolto, scambio di aneddoti, visioni condivise e ricordi – realizzerà un’opera pensata in e per quel luogo, che entrerà a far parte del circuito permanente del progetto. È un processo di prossimità e partecipazione, in cui l’arte non solo si espone, ma si costruisce insieme: un atto generativo che connette passato, presente e futuro, e che fa della relazione tra gli artisti e gli abitanti un gesto politico e poetico insieme. È così che a Trevinano – dove si incontrano le regioni – si incontrano anche le generazioni: le voci dei pochi anziani rimasti nel borgo – alcuni ultranovantenni – dialogano con quelle degli artisti contemporanei e dei giovani che scelgono di tornare, almeno per un tempo, nei luoghi delle proprie radici. Un patrimonio affettivo e culturale che si trasmette attraverso le storie, i riti, le musiche, i racconti familiari, per un progetto che mette tutto questo al centro, costruendo un ponte vivo tra memoria e futuro. Tue, 17 Jun 2025 09:29:50 +0000 Viterbo Festa della musica: Amii Stewart e il violino contaminato di Alessandro Quarta https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33688-festa-della-musica-amii-stewart-e-il-violino-contaminato-di-alessandro-quarta.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33688-festa-della-musica-amii-stewart-e-il-violino-contaminato-di-alessandro-quarta.html Festa della Musica al via sabato 14 giugno, che quest’anno ci accompagnerà per un’intera settimana sino al 21 giugno, promossa dalla direzione del Conservatorio “G.Martucci” di Salerno. Sarà il M° Jacopo Sipari di Pescasseroli, a dare l’attacco a questi lunghi festeggiamenti, ricomponendo sul palcoscenico del Teatro Verdi di Salerno, sabato alle 20,30, un trio composto dalla vocalist Amii Stewart, affiancata dal violino di Alessandro Quarta, con la sua bacchetta alla testa dell’ Orchestra sinfonica del Conservatorio G. Martucci, ritrovando diversi allievi e rinsaldando, così, quel forte legame che lo unisce alla città di Salerno. Un contatto personale con i protagonisti del concerto, quello del Maestro Sipari, il quale aveva già avuto occasione, in passato, di far musica sia con la Stewart che con Alessandro Quarta nel 2020 sul palcoscenico del Festival di Mezza estate in Tagliacozzo, alla testa della Orchestra Sinfonica Abruzzese, nonché nel 2014 nell’ambito del concerto “Pacem in terris”, in San Giovanni in Laterano, dedicato a Papa Francesco, e ha inteso condividere anche a Salerno la gioia di questo viaggio, per raccontare la storia di questa cantante dalla voce inconfondibile, che si propone di restituire le emozioni delle proprie interpretazioni. Il concerto verrà aperto dal violino di Alessandro Quarta con l’orchestra, che eseguirà il lento, dolcissimo, a tratti struggente, Oblivion, che Piazzolla scrisse nel 1984, per la colonna sonora del film Enrico IV, di Marco Bellocchio, per proseguire, in questo piccolo portrait di Astor Piazzolla, con Fracanapa composta e registrata dal genio argentino negli anni '60, che si segnala per la sensualità che promana della sua melodia principale. La song di sortita di Amii Stewart sarà una preghiera in musica, Nearer my God to Thee, un inno cristiano del XIX secolo, scritto dalla poetessa britannica Sarah Flower Adams, basato sul sogno di Giacobbe raccontato nel Libro della Genesi e sulla canzone del 1865 Bethany, composta dall'americano Lowell Mason. L'inno ha la fama di essere stato, probabilmente, l'ultimo brano suonato dall'orchestra di bordo, guidata dal violinista Wallace Heartley, del transatlantico Titanic prima del suo tragico inabissamento. A seguire, un omaggio ad Ennio Morricone, con due titoli in cui riconosceremo sia il musicista per il cinema di grande fama, sia il compositore “colto”, l’allievo di Goffredo Petrassi, intravvedendo certe sottigliezze di scrittura che rendono riconoscibile la sua musica, attraverso l’uso di circa sei o sette note, in un procedere melodico delle singole linee, che corrisponde a un contesto armonico determinato, ottenendo, così, quell’armonia mutevole pur nella rigidità di una accordalità prefissata. I segreti di Morricone saranno così svelati da Amii Stewart in Saharan Dream, sigla dello sceneggiato il Segreto del Sahara, per, quindi, passare, alla parte più intima e delicata della colonna sonora di Nuovo Cinema Paradiso, un film in cui Tornatore e Morricone hanno sposato le loro arti a meraviglia, creando film e musica, uno per l’altro. Alessandro Quarta, salentino, renderà omaggio alla sua terra, “La Terra del Rimorso”, quella “terra del cattivo passato che torna e opprime col suo rigurgito”, per dirla con Ernesto De Martino, del ragno che morde e avvelena  e dalla potenza estatica e terapeutica della musica e della danza, che è sfida, rito di passaggio, con Tarantula, una pizzica indiavolata e virtuosistica. Il violinista, evocherà, indi, anche “L’amico magico: il maestro Nino Rota”. Suo il delicato fluire musicale, talvolta ingiustamente scambiato per semplicismo, lontano da ogni vezzo avanguardistico, ma nemmeno inconsapevole della lezione novecentesca di Igor Stravinskij, Erik Satie e Kurt Weill. Nino Rota trasferì queste stesse ragioni estetiche nel cinema con una prolificità sorprendente e risultati mai corrivi, bensì, al contrario, sospesi in un’aerea grazia, che divenne l’inconfondibile cifra rotiana, che riconosceremo in Amarcord, nella musica del fisarmonicista cieco al matrimonio della Gradisca, quindi la Dolce vita e il funambolico girotondo di Otto e mezzo. Di Billie Holiday è stato detto tutto. E’ stata definita la più grande cantante di jazz mai vissuta, un mostro sacro, un mito. Incarna un simbolo complesso, misterioso ed intoccabile. Billie Holiday è stata vista come l’eroina del jazz, ed il suo genio musicale, sofisticato e prestigioso, come ineguagliabile. La sua voce, che ha il dono della riconoscibilità al primo attacco, quale solo i grandissimi posseggono, tocca chiunque, anche chi non l’intende, perché il suo canto nasce direttamente dall’anima. L’anima di un essere umano molto profondo, che capisce la tristezza, la felicità, la solitudine, il successo, e che è stata sempre destinata ad avere un “no good man”, un buono a nulla accanto. Nella vita e nei song dell’indimenticabile Billie Holiday i toni cupi, ai limiti dell’angoscia, legano come un sottile filo ogni momento, ogni cruda esperienza, ogni interpretazione, ma la grandezza dell’artista li sa trasformare in radiose opere d’arte. E’ questa un’eredità rischiosa che Amii Stewart andrà ad affrontare in quintetto, con Alessandro Quarta al violino,  Cristian Martina alla batteria, Michele Colaci al contrabbasso, Franco Chirivì alla chitarra e da Giuseppe Magagnino al pianoforte. Andando a rileggere “God bless the Child” e “Fine and Mellow”, pagine che hanno fatto l’esegesi del Jazz e il secondo brano in particolare, nell’incisione dell’8 dicembre 1957 Ben Webster, Gerry Mulligan, Victor Dickenson, Coleman Hawkins, Roy Eldridge, ma su tutti, con il suo “Pres” Lester Young, l’amore oltre le note. Ancora il quintetto con Alessandro Quarta per Jeanne y Paul, che porta ancora la firma di Astor Piazzolla composto e, mai utilizzato, per la colonna sonora di "Ultimo tango a Parigi" di Bertolucci, il quale optò per le musiche del tenorsax “El Gato” Barbieri. Suo il moto quasi barocco di tensione e distensione esteso sia alla minima frase che all’intera composizione, per sottolineare quei momenti regolarmente ed emozionalmente in bilico fra un lirismo allentato e dolente, talora fino alla rarefazione, e picchi di alta drammaticità e forza penetrativa. Quindi, Spain, che Chick Corea scrisse nel 1972 sulla falsariga dell’Adagio del Concierto De Aranjuez di Joaquin Rodrigo e del quale il quintetto riproporrà con le sue particolari sonorità prima di lanciarsi verso sempre più spericolate avventure timbriche. Ribalta per Amii Stewart che proporrà con l’orchestra, il celebre ostinato sotto la melodia di Metti una sera a cena di Ennio Morricone e poi, I never meant to cause you any sorrow / I never meant to cause you any pain / I only wanted to one time to see you laughing / I only wanted to see you laughing in the purple rain”. L’attacco famoso con cui Prince colorò il mondo di viola. Questo ultimo set per Amii, verrà chiuso dal suo successo mondiale Knock on Wood, firmato da Eddie Floyd e Steve Cropper.  Ritornerà il violino con Libertango, ossessivo e perturbante come è tutto ciò che rimanda a pulsioni ancestrali rimosse nell’Es, pur tuttavia presenti nell’inconscio collettivo, ed Etere, il quinto elemento dell’ opera The five elements, che prende spunto dal De Caelo di Aristotele, Aristotele, secondo il quale l’etere costituisce un vero quinto elemento, in seguito la quintessenza, venuto a significare, per gli alchimisti, la parte più pura di una sostanza, ottenuta dopo cinque distillazioni, che egli colloca in realtà al primo posto – accanto ai quattro ben stabiliti dalla tradizione empedoclea precedente, e cioè acqua, aria, terra e fuoco. Finale con tutti i protagonisti per un omaggio alla regina del soul Aretha Franklin everybody loves. Fri, 13 Jun 2025 08:50:42 +0000 Salerno Azzardo minorile, la ferita nascosta: a Salerno la verità scuote la sala https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33679-azzardo-minorile-la-ferita-nascosta-a-salerno-la-verita-scuote-la-sala.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33679-azzardo-minorile-la-ferita-nascosta-a-salerno-la-verita-scuote-la-sala.html Certe mattine di giugno portano con sé il peso e la promessa di una verità che non si può più rimandare. L’11 giugno, a Salerno, nella sala colma di istituzioni, educatori, esperti e cittadini, il tema del gioco d’azzardo minorile ha smesso di essere un dibattito per diventare una ferita esposta, un’urgenza che non conosce più alibi. Sul palco, insieme a figure di primo piano – Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania; Carola Barbato, Presidente Corecom Campania e Coordinatrice nazionale; Vincenzo Napoli, Sindaco di Salerno; Aniello Baselice, Presidente dell’Osservatorio Regionale sul Disturbo da Gioco d’Azzardo; il Presidente del Corecom Calabria, Vice-Coordinatore nazionale, Fulvio Scarpino, ha squarciato il velo dell’abitudine e dell’inerzia con un gesto che ha cambiato il ritmo e il senso della giornata. Non un discorso, non la solita elencazione di dati – pure drammatici: il 53% degli studenti italiani tra i 15 e i 19 anni ha già avuto esperienza di gioco, - ma una dimostrazione concreta, pubblica, tanto semplice quanto spiazzante. Scarpino, prendendo il proprio telefonino, ha avviato in diretta una chat con uno dei servizi di assistenza automatizzata più diffusi. Si è presentato, senza reticenze, come un ragazzo minorenne, connesso di nascosto, dichiarandolo più volte in modo esplicito. Quello che è accaduto ha lasciato la sala senza respiro: la chatbot, lungi dal bloccare l’accesso o segnalare il rischio, ha guidato pazientemente l’utente-minorenne passo dopo passo, offrendo consigli, indicazioni, fino all’accesso alle piattaforme di gioco. Nessun filtro, nessuna domanda, nessun dubbio. Solo una collaborazione docile e inquietante. In pochi secondi, il confine tra protezione e complicità tecnologica è crollato davanti agli occhi di tutti. Lo sconcerto si è tradotto in un silenzio irreale, poi in un applauso fragoroso, che ha attraversato la sala e, simbolicamente, ha segnato il momento in cui la percezione collettiva si è fatta finalmente nitida: il pericolo non è solo fuori, ma dentro i meccanismi invisibili della comunicazione digitale, dove la velocità supera la vigilanza e l’illusione di sicurezza viene smentita dalla realtà. Scarpino, con quella dimostrazione, ha frantumato il muro delle rassicurazioni di maniera e ha imposto una domanda ineludibile: chi protegge davvero i ragazzi, in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale non solo non difende, ma rischia di addestrare alla trasgressione? I dati che ha richiamato sono solo la soglia di un’emergenza più profonda: famiglie impreparate, filtri tecnologici inefficaci, pubblicità occulte e normalizzazione dell’azzardo come esperienza “di crescita”. Ognuno di quei numeri è un volto, una storia, una fragilità che la società ha il dovere di riconoscere e di proteggere. Il Presidente del Corecom Calabria ha insistito con forza: la prevenzione non può essere ridotta a slogan, né demandata solo alla normativa, che spesso resta lettera morta di fronte all’astuzia dei meccanismi digitali e all’ingenuità delle emozioni adolescenti. Serve un patto nuovo, una rete vera tra famiglie, scuole, servizi, comunità, capace di educare al pensiero critico, di ascoltare le inquietudini, di rispondere con empatia e alternative sane. Il Corecom Calabria, in questo senso, si conferma modello nazionale, avendo puntato tutto sulla dimensione affettiva ed educativa attraverso il progetto “Corecom Academy in Tour”, portato avanti con la determinazione e la sensibilità di Pasquale Petrolo e Mario Mazza: un’iniziativa che da settembre attraverserà i territori, entrerà nelle scuole, formando insegnanti e famiglie, ascoltando i ragazzi, costruendo anticorpi sociali non solo contro il rischio, ma soprattutto a favore della crescita, della libertà, della consapevolezza. La sala, ancora scossa dall’esperimento in diretta, ha tributato a Scarpino un applauso lungo, autentico, raro, che ha sancito l’inizio di una nuova stagione di responsabilità e di onestà pubblica. L’esperienza e la voce del Corecom Calabria, sempre più richieste in tutta Italia, rappresentano oggi un riferimento per chi davvero vuole spezzare il ciclo della solitudine e della dipendenza, riportando al centro la dignità e la sicurezza delle nuove generazioni. La realtà, a volte, ha bisogno di essere mostrata senza sconti: quando accade, la coscienza collettiva non può più tornare indietro. E in questa Salerno di giugno, un gesto semplice e coraggioso ha scritto una pagina che resterà.  Thu, 12 Jun 2025 08:10:50 +0000 Salerno I miracoli della Madonna di Guadalupe https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/33664-i-miracoli-della-madonna-di-guadalupe.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/33664-i-miracoli-della-madonna-di-guadalupe.html   “Ora ascoltami, figlio Mio il più piccolo e riponilo nel tuo cuore. Il tuo cuore è turbato, ma tu non ti affliggere per niente. Nessuno di questo genere di mali deve essere per te motivo di preoccupazione. Sono qui Io, tua Mamma. Sei sotto la mia protezione. Io sono la tua salute, la fonte della tua gioia. Tu sei nel mio Cuore. Di che altro hai bisogno? Non darti dunque più pena”.   Dall’apparizione a San Juan Diego (Immagine Acheropita nella Basilica di Nostra Signora di Guadalupe, Messico, 1531).   Don Mario Passeri, Segretario dei Cappellani del Lavoro di Genova , ha effettuato il saluto e la consegna del calendario annuale dei Cappellani del Lavoro in Regione Liguria incontrando i dipendenti e, in tale occasione, ha rivolto loro la benedizione della Madonna di Guadalupe informandoli dei particolari miracoli operati dalla stessa. Nessuno scienziato finora è riuscito a spiegare i molti misteri dell’Immagine di Nostra Signora di Guadalupe, che è detta “Acheropita” (non fatta da mani d’uomo) e Sindone Mariana. I colori sono vivi e non risultano fatti con sostanze di origine vegetale, animale o minerale. Sono sconosciuti alla scienza e sembrano “incorporati” al tessuto. Il fotografo Carlos Salinas (1950) e il medico Charles Wahlig operando degli ingrandimenti degli occhi scoprirono una scena composta da 12 persone secondo le leggi dell’ottica… Dalla Relazione sulla Miracolosa Immagine della Madonna Santissima “detta di Guadalupe” del Messico, patrona delle Americhe e della nuova evangelizzazione e patrona dei Missionari Comboniani della provincia comboniana del Messico, non spiegabile scientificamente, con un meraviglioso Messaggio d’Amore per ognuno. …. Giunto dal Vescovo, Juan Diego aprì il mantello per offrire le rose che, apparse miracolosamente, aveva raccolto come segno; ed ecco un nuovo prodigio! L’immagine di Maria Santissima comparve impressa sulla tilma! …. Ora nel luogo dell’apparizione è sorto un grande tempio, dove la Madonna dona grazie ai sempre più numerosi devoti che vi accorrono, anche in pellegrinaggi penitenziali da ogni parte del mondo. Nessun scienziato finora è riuscito a spiegare i molti misteri dell’Immagine della Madonna di Guadalupe, che è detta “Acheropita” (non fatta da mani d’uomo) e Sindone Mariana. Il tessuto è una rozza fibra di ixtle ricavata dal maguey (cactus). Di solito si deteriora in 20 anni. Questo dura da 454 ed è in ottime condizioni. I colori sono vivi e non risultano fatti con sostanze di origine vegetale, animale o minerale. Sono sconosciuti alla scienza (esaminati dal chimico tedesco Kuhn) e sembrano “incorporati” al tessuto. Secondo Philip Callahan (biologo americano) il blu del manto, il rosa della veste, il colore del volto e delle mani sono stati dipinti, con una tecnica del tutto sconosciuta. Il volto da vicino sembra bianco; da lontano assume una sfumatura olivastra; è un effetto ottico che nessuna mano potrebbe ottenere. Si presenta dunque la Vergine come una giovane donna, come “Segno” di Riconciliazione tra vincitori e vinti. Il Mistero più sorprendente è costituito dagli occhi dell’Immagine. Il fotografo messicano Carlos Salinas (1950) e il medico americano Charles Wahlig operando degli ingrandimenti degli occhi (da 6 mm. fino a 2500 volte) scoprirono una intera scena composta da 12 persone secondo le leggi dell’ottica. Si notano anche particolari ben dettagliati (legacci dei sandali di un indio seduto a terra con le gambe accavallate, un orecchino, una lacrima sul volto di un vecchio!). Gli occhi della Vergine hanno “registrato” il momento in cui Juan Diego mostrò il mantello al Vescovo. Stretto abbinamento tra le stelle del manto e quello del cielo nel giorno dell’Apparizione. Straordinaria correlazione tra i fiori damascati della tunica e l’orografia del Messico riportata in scala 1:1.000.000. Accostamento tra il “quincunce” (fiore a 4 petali), simbolo della Divinità, e i due lembi neri sciolti della cintura (segno della donna in attesa del parto). Ecco il significato: la donna con la corona è la Regina dell’universo, è incinta e il bambino che sta per nascere è Dio. La tilma (mantello) respinge polvere ed insetti. Il 12 dicembre si celebra la Festa della Madonna di Guadalupe, patrona delle Americhe e della nuova evangelizzazione e patrona dei Missionari Comboniani della provincia comboniana del Messico. Nostra Signora di Guadalupe è l’appellativo con cui i cristiani, e in particolare i messicani, venerano Maria in seguito a un’apparizione avvenuta in Messico nel lontano 1531. Maria apparve a San Juan Diego Cuauhtlatoatzin, un ragazzo azteco convertito al cristianesimo, sulla collina del Tepeyac, a nord di Città del Messico, manifestandosi più volte tra il 9 e il 12 dicembre 1531. Festa di San Juan Diego Cuauhtlatoatzin: 9 Dicembre. Da: Libro Claudio Perfetti, … Edizioni Paoline.    Tue, 10 Jun 2025 09:15:57 +0000 Religione Pellegrino a Saragozza https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/33655-pellegrino-a-saragozza.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/33655-pellegrino-a-saragozza.html Non capita spesso ricevere un viaggio “regalo” di grande ed elevato significato. Sono stato a Saragozza, la città spagnola, capitale dell’Aragona, dove è presente il Santuario dedicato alla Madonna del Pilar. Ho vissuto giorni intensi non solo di fervore religioso ma anche di curiosità storiche e artistiche. Sono riuscito addirittura a scambiare qualche riflessione con tre sacerdoti che ho trovato nelle bellissime chiese e con un caballeros de Nuestra Senora del Pilar, il signor Antonio all'interno della Basilica. Avevo una conoscenza parziale del miracolo e della storia della Madonna. Prima del viaggio ne ho approfittato di leggere e recensire il testo che Vittorio Messori, che aveva scritto nel 1998, “Il Miracolo. Spagna, 1640: Indagine sul più sconvolgente prodigio mariano” (Rizzoli), testo che era presente nella mia biblioteca, e che “aspettava” di essere letto. Naturalmente ora dovrei trovare qualche testo, possibilmente in italiano, per avere una maggiore conoscenza della storia sulla venuta di Maria Vergine nella città aragonese, ma anche del mastodontico santuario e della fede religiosa che caratterizza il popolo d’Aragona. Intanto mi sono accontentato di alcuni contributi sintetici trovati su internet. La venuta della Madonna del Pilar a Saragozza ebbe luogo nel 40 d.C., quando Maria viveva ancora in Palestina. A differenza di altre apparizioni mariane, come quelle di Fatima o Lourdes, questo evento è considerato una venuta, non un'apparizione. A differenza del resto delle apparizioni mariane che avvengono dopo l'Assunzione in cielo, nel caso della Vergine del Pilar, più che un'apparizione in sé, si tratta di una traslazione o bilocazione, poiché la sua venuta a Saragozza avvenne durante la sua vita mortale, quando viveva ancora in Terra Santa. La tradizione pilarista sostiene che la Beata Vergine Maria è intervenuta in modo straordinario per confortare e di incoraggiare San Giacomo e un gruppo di convertiti, lasciando loro una colonna di diaspro come simbolo della fermezza della fede cristiana per evangelizzare l’Hispania. Questo evento è all'origine principale della devozione mariana nella Penisola Iberica e, successivamente, in America. Secondo la pia tradizione, nelle prime ore del 2 gennaio del 40 d.C., la Vergine Maria apparve in carne e ossa nella città romana di Caesaraugusta (Saragozza). La Cattedrale-Basilica del Pilar conserva documenti del XIII secolo che confermano che questa tradizione risale ai tempi della Chiesa primitiva. Secondo questi documenti: "Passando per le Asturie, giunse con i suoi nuovi discepoli attraverso la Galizia e la Castiglia, fino all'Aragona, territorio che allora si chiamava Celtiberia, dove sorge la città di Saragozza, sulle rive dell'Ebro. Lì Giacomo predicò per molti giorni e, tra i molti convertiti, scelse otto uomini come compagni, con i quali di giorno discuteva del regno di Dio e di notte passeggiava lungo le rive per riposarsi." La notte tra il 2 il 3 gennaio del 40, nel corso della sua vita terrena, la Beata Vergine apparve all’apostolo Giacomo che stava pregando sulla riva dell’Ebro e supplicando l’intercessione di Maria per la buona riuscita dell’evangelizzazione in Spagna. La Madonna, accompagnata da diversi cori di angeli che portavano una sua raffigurazione e una piccola colonna di diaspro, comunicò all’apostolo la volontà divina di edificare un tempio a Lei dedicato: nacque così la prima chiesa della Spagna e dell’intera cristianità. Solo dopo averla costruita Giacomo tornò a Gerusalemme dove, primo tra tutti gli apostoli, subì il martirio durante le persecuzioni di Erode Agrippa. La tradizione del Pilar è antichissima ed è confermata dalle rivelazioni avute nell’età moderna dalla beata Anna Caterina Emmerick e, prima ancora, dal dettagliato racconto della venerabile Maria di Agreda che riporta le parole della Vergine all’apostolo: «L’eccelso Re ha prescelto questo posto affinché in esso gli innalziate un tempio, dove sotto il titolo del mio nome il Suo sia magnificato […]. Egli darà libero corso alle sue antiche misericordie a vantaggio dei credenti e questi per mezzo della mia intercessione le otterranno, se le domanderanno con autentica confidenza e pia devozione». Aggiunse la Madonna: «Questo pilastro con sopra la mia immagine resterà qui e durerà con la santa fede fino alla fine dei tempi». Sono passati quasi duemila anni e l’attuale gigantesco santuario di Saragozza - sopravvissuto a tre bombe sganciate all’inizio della guerra civile spagnola (1936-1939), nessuna delle quali esplose - sorge sullo stesso luogo dell’apparizione e custodisce il prezioso pilastro all’interno di una cappella, con un oculo che consente ai pellegrini di baciarlo e venerarlo. Questa grande devozione verso la Vergine, patrona della Spagna e di tutta l’ispanità, è constatabile anche nella diffusione del nome Pilar, nelle tantissime edicole e nei canti che le sono dedicati. Nelle mie ricerche emerge un dettaglio importante: Il collegamento tra Pilar e Santiago, e anche l’argomento merita di essere approfondito. La devozione pilarista è strettamente legata alla tradizione giacobina di Compostela, divenendo due assi fondamentali della spiritualità in Spagna. Ci sono delle prove archeologiche e storiche. Fin dall'antichità, i cristiani di Caesaraugusta costruirono una dimora attorno alla Sacra Colonna, forse il primo tempio dedicato alla Vergine Maria. Numerose sono le testimonianze che confermano l'antichità di questa devozione: Il sarcofago di Sant'Engracia (IV secolo) mostra un bassorilievo della Vergine che scende dal cielo per apparire a San Giacomo. A questo proposito visitando la Chiesa, che ha una bellissima facciata, ho ricevuto in dono un testo “Aragonia sacra”, uno studio di vari autori, di ben 475 pagine, naturalmente in lingua spagnola, monografico su S. Engracia e la città di Zaragoza. Il testo corredato di numerose immagini sulla Santa, originaria di Braga in Portogallo, che ha subito il martirio nel 303 d.C insieme a diciotto compagni. Non solo ma è ricco di immagini anche de Los Sarcofagos Romano-Cristianos che troviamo nella cripta della Basilica. La venuta della Madonna a Saragozza è la prima apparizione mariana documentata della storia, divenendo la radice principale della devozione alla Vergine in Spagna e in America. La sua unicità risiede nel fatto che avvenne mentre Maria era ancora in vita, in carne e ossa, il che la distingue da altre apparizioni successive. Questa forte devozione spinse la Santa Sede a riconoscere ufficialmente la Venuta della Vergine come "antica e pia credenza" e a consentire l’istituzione dell'Ufficio del Pilastro. Da allora, ogni 2 gennaio, la Basilica del Pilar ospita una Veglia Eucaristica presieduta dall'Arcivescovo, in commemorazione di questo evento. Inoltre, in questo giorno, l'immagine della Vergine viene mostrata senza mantello, lasciando visibile il fusto del Pilar. La grande Festa di Nuestra Senora del Pilar si svolge il 12 ottobre di ogni anno. Il 13 ottobre 2009 la Tradizione del Pilar è stata riconosciuta come Tesoro del Patrimonio Culturale Immateriale della Spagna, insieme al Cammino di Santiago. Qualche cenno storico sulla Basilica. Esiste un documento del 714, anno dell'occupazione musulmana, che attesta come Saragozza fosse un'importante meta di pellegrinaggio per la cristianità. Intorno all'anno 835, un monaco di nome Almoino, del monastero di Saint - Germain de Paris, scrisse un codice in cui faceva riferimento alla chiesa della Vergine Maria di Saragozza, indicando che nel III secolo vi aveva prestato servizio il grande martire San Vincenzo. Mentre nel XV secolo, Ferdinando il Cattolico notò la diffusione del culto della Vergine del Pilar a Saragozza. A metà del XVII secolo si iniziò a progettare la costruzione di una nuova chiesa più ampia, in linea con le linee guida del Concilio di Trento. Nel 1681 fu posata la prima pietra dell'attuale basilica, la cui costruzione si protrasse fino al XX secolo, nonostante diverse modifiche e interruzioni dei lavori. Una menzione speciale merita l'architetto Ventura Rodríguez, che progettò la Santa Cappella, realizzata tra il 1754 e il 1765. All'interno della Basilica meritano di essere sottolineate anche altre opere di grande valore artistico, come la pala dell'altare maggiore in alabastro di Damián Forment, gli stalli del coro scolpiti da Esteban de Obray e la volta affrescata del Coreto di Francisco de Goya, originario di Zaragoza. Il Pilastro e l'immagine della Vergine Il Pilastro è un fusto cilindrico, senza modanature né ornamenti, alto 1,67 m e con un diametro di 25 cm. Realizzato in diaspro, è racchiuso da una copertura in rame argentato, che è ciò che appare ai fedeli. Per consentire ai fedeli di avvicinarsi e baciare questa colonna, è stata lasciata un'apertura ovale sul fondo della cappella attraverso la quale è possibile venerarla. L'immagine della Vergine poggia sul pilastro. Si tratta di un'effigie lignea alta 38 cm, scolpita secondo i canoni della scultura gotica europea della prima metà del XV secolo e attribuita allo scultore Juan de la Huerta. Rappresenta la Beata Vergine come regina e madre, con corona e manto imperiale, e con il Bambino in braccio. Alcune tradizioni suggeriscono che quest'immagine sia stata donata dalla regina Bianca di Navarra, sposata con Giovanni II d'Aragona, dopo la sua guarigione da una grave malattia. Esistono prove documentali che nel 1433 si svolse un pellegrinaggio in segno di gratitudine per questa guarigione, e il frutto e la testimonianza perpetua di ciò furono l’istituzione da parte della regina dell'Ordine del Pilar, l'unico ordine cavalleresco sopravvissuto nell'ex Regno di Navarra. Del miracolo di Calanda ne ho già parlato presentando il libro di Messori. Tra le curiosità religiose e tradizionali da segnalare: La collezione di mantelli Generalmente, il pilastro è coperto da uno degli innumerevoli mantelli che la Vergine custodisce gelosamente, sebbene vi siano diversi giorni all'anno in cui viene scoperto per la venerazione dei fedeli. Questi giorni sono il 2, il 12 e il 20 di ogni mese, in commemorazione delle date più importanti della devozione pilarista: la venuta della Vergine a Saragozza il 2 gennaio 1940, la solennità della Madonna del Pilar il 12 ottobre e l’incoronazione canonica della Vergine del Pilar il 20 maggio 1905. Dal 1677, alcuni mantelli hanno acquisito un valore aggiunto. Dopo essere stati indossati dalla Vergine del Pilar, vengono prestati a chiunque li desideri per coprire i malati, anche in punto di morte. Molti necrologi recitano: "Morì sotto il manto della Madonna del Pilar ".  La richiesta di mantelli, sia dall'Aragona che dal resto della Spagna e dall'estero, era in crescita e a volte impossibile da soddisfare, così vennero create le "misure". Si tratta di nastri di tessuto di tanti colori quanti mantelli della Vergine, la cui lunghezza corrisponde esattamente alla misura dell'immagine sacra . Servono allo stesso scopo: ricordarci la protezione della Madonna sui suoi figli in ogni momento. Le bandiere Una serie di bandiere offerte alla Beata Vergine in diversi periodi della nostra storia contemporanea è conservata a El Pilar di Saragozza. Una menzione speciale merita il gruppo di 19 bandiere donate dai paesi iberoamericani, giunte a Saragozza dopo essere state benedette da Papa San Pio X. Furono pronunciate il 29 novembre 1908 in una solenne cerimonia, i cui discorsi esprimevano la gratitudine dei popoli d'America per aver ricevuto la luce della fede dalla Spagna. Ci sarebbero molti altri aspetti da sottolineare riguardo alla "Pilarica". Ne ho evidenziati alcuni tra i più significativi per comprendere meglio questa devozione popolare, simbolo di identità per la Spagna e che ci permette di approfondire la spiritualità del popolo aragonese e spagnolo. Ho trovato un interessante studio, una tesis Doctorial: “Usos publicos de la Virgen del Pilar: de la guerra de la indipendencia al premier Franquismo” (568 pagine; 2012) di Ramon Solans Francisco Javier. Fonti BUESA CONDE, Domingo J. e LOZANO LÓPEZ, Juan Carlos. Il Pilastro è una Colonna. La storia di una devozione. Governo dell'Aragona – Consiglio Comunale di Saragozza, 1995. DÍEZ QUINTANILLA, José Manuel. Le apparizioni della Vergine Maria: Dottrina e storia. Free Books, Madrid, 2020. PARDO, Andrés (dir.). Il libro del culto della Vergine. Alfredo Ortells, Valenza, 1998. PASAMAR LAZARO, José Enrique e BLANCO LALINDE, Leonardo. Le bandiere del Pilar, in Emblemata nº11, 2005, pp.429-434. Mon, 09 Jun 2025 08:55:41 +0000 Religione Grottaglie ora “Città d’arte”. https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33639-grottaglie-ora-citta-d-arte.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33639-grottaglie-ora-citta-d-arte.html Grottaglie ha ufficialmente ottenuto il riconoscimento di “Città d’arte” da parte della Regione Puglia. La Regione, con un atto dirigenziale del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del territorio, ha conferito a Grottaglie il titolo di “Città d’arte e a economia prevalentemente turistica”, così come disciplinato dalla normativa regionale e nazionale. Il riconoscimento è frutto di una valutazione, da parte della Regione, della candidatura e proposta di iscrizione al relativo elenco regionale, promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Grottaglie e approvata dalla Giunta comunale. Il Settore Cultura e Turismo del Comune di Grottaglie ha predisposto la documentazione necessaria per l’istanza del titolo, che rappresenta un riconoscimento importante sotto il profilo turistico e culturale per il comune ionico. Grottaglie è risultata meritevole per la presenza di monumenti ed edifici di riconosciuto interesse storico-artistico, per la presenza di offerta di servizi culturali e di collezioni artistiche e per manifestazioni e attività culturali di rilievo. Dichiara il sindaco Ciro D’Alò: “Un traguardo prestigioso che premia l’identità storica, culturale e artistica del nostro territorio, da sempre conosciuto per le sue ceramiche, il centro storico di straordinaria bellezza, le sue gravina e le sue tradizioni secolari. Questo riconoscimento rappresenta non solo un motivo di orgoglio per tutta la comunità, ma anche un'importante opportunità per lo sviluppo culturale, turistico ed economico della città. Grottaglie si afferma così come una delle mete d’eccellenza del panorama culturale pugliese e nazionale. Un ringraziamento sentito va a tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato: istituzioni, cittadini, associazioni e operatori culturali. Grottaglie è arte. Grottaglie è cultura. Grottaglie è storia.”. Dichiara l’assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Grottaglie Raffaella Capriglia: “Il riconoscimento di Città d’arte conferisce ulteriore valore alla realtà turistica e culturale grottagliese. L’arte, la cultura, il paesaggio; la ceramica e le gravine, le tradizioni, la presenza di siti di rilievo storico-artistico e di importanti collezioni museali rendono Grottaglie un luogo di grande interesse e specificità nel territorio pugliese e confermano la sua vocazione mediterranea, di accoglienza e di ponte e confronto con l’arte e la cultura nazionale e internazionale. È un riconoscimento che premia tutta la comunità, per l’impegno costante nel valorizzare Grottaglie e sue bellezze. Siamo felici che questo titolo arrivi alla vigilia del XXXII Concorso di ceramica contemporanea (inaugurazione prevista il 12 luglio, ore 19, Castello episcopio) e in un periodo in cui il nostro comune diventa sempre più meta di visitatori e turisti, alla scoperta della nostra storia, arte e cultura”. Con la sua vocazione all’arte e all’artigianato ceramico, la “Città delle ceramiche”, nota per il suo Quartiere delle ceramiche, sviluppatosi nei secoli nella gravina San Giorgio, che attraversa il centro storico urbano, in cui sono attive circa sessanta botteghe di arte e artigianato ceramico, è anche conosciuta a livello regionale e nazionale per la presenza di servizi turistici e museali collegati al territorio. Nel Castello episcopio sono visitabili la collezione che, diacronicamente, racconta la ceramica dall’epoca messapica (VIII-VII secolo a. C.), alla ceramica novecentesca, la sezione dedicata ai presepi, la sezione dedicata alle ceramiche d’uso; infine, a Grottaglie è presente un vasto corpus di ceramica contemporanea, dalle opere dei vincitori del Concorso di ceramica contemporanea “Mediterraneo”, che, con la sua rassegna espositiva internazionale arricchisce ogni anno il patrimonio pubblico artistico alle opere presenti nel liceo artistico Calò. La Città di Grottaglie è conosciuta e apprezzata inoltre perché luogo di importanti beni architettonici, artistici e paesaggistici e per la presenza alcuni siti storici, di epoca medievale e moderna (come il Castello episcopio, l’ex Convento dei Cappuccini, la Chiesa Matrice in stile romanico pugliese, il Santuario di San Francesco de Geronimo, il presepe in pietra policroma cinquecentesco di Stefano da Putignano - uno dei più antichi d’Italia visitabile -, la collezione di statue in cartapesta e lignee della processione dei Misteri). Il centro storico, oggetto, negli ultimi anni, di interventi di rigenerazione urbana - come il ripristino delle antiche chianche sulle principali strade e la valorizzazione di alcuni palazzi di pregio – sta diventando sempre più attrattivo ed accogliente. Il paesaggio è connotato dalla presenza di gravine che costellano e attraversano il comune e sono possibili interessanti itinerari naturalistici ed escursioni, per la conoscenza del territorio rupestre, della flora (dalle specie mediterranee, alle orchidee e rose selvatiche, al biancospino, ad alcune rare piante endemiche) alla fauna (con la presenza di numerose specie protette). A Grottaglie sono attivi, in maniera strutturata, servizi turistici e culturali per l’accoglienza e le informazioni ai visitatori, con operatori professionisti (Infopoint Castello episcopio) e alcune associazioni a carattere turistico e culturale. Negli anni, Grottaglie ha migliorato l’offerta turistica anche in merito a capacità ricettiva, numero di strutture ricettive e attività sul territorio. Tra i servizi culturali, è attiva la Biblioteca comunale G. Pignatelli, presente nella rete delle biblioteche di Puglia; sono attivi un laboratorio ceramico nell’ex Convento dei Cappuccini, nato da un progetto europeo, e il nodo Galattica al Laboratorio urbano, nell’ambito delle politiche giovanili. Grottaglie si caratterizza anche per manifestazioni culturali o tradizionali di grande richiamo, svolte con il patrocinio della Regione e di altri Enti locali e realizzate in collaborazione con associazioni, come i festeggiamenti patronali dedicati a San Ciro, con l’accensione della foc’ra - nella rete dei riti del fuoco -, Orecchiette nelle ‘nchiosce e la Festa dell’Uva. Wed, 04 Jun 2025 08:01:28 +0000 Taranto Il Responsabile dei Cappellani del lavoro spiega l’enciclica “Rerum novarum” di Leone XIII https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/33615-il-responsabile-dei-cappellani-del-lavoro-spiega-l-enciclica-rerum-novarum-di-leone-xiii.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/33615-il-responsabile-dei-cappellani-del-lavoro-spiega-l-enciclica-rerum-novarum-di-leone-xiii.html Il nuovo Papa Leone XIV ha detto espressamente di aver scelto il nome di Leone richiamandosi all’enciclica “Rerum Novarum” di Leone XIII e, al termine della celebrazione della Santa Messa mensile rivolta ai dipendenti della Regione Liguria, il Responsabile dei Cappellani del Lavoro, Don Gian Piero Carzino, ha spiegato tale documento informando che: “Questa enciclica del 1891 è considerata la prima che ha dato inizio alla dottrina sociale della Chiesa. L’introduzione, al punto 2, rileva che “Comunque sia, è chiaro, ed in ciò si accordano tutti, come sia di estrema necessità venir in aiuto senza indugio e con opportuni provvedimenti ai proletari, che per la maggior parte si trovano in assai misere condizioni, indegne dell'uomo. Poiché, soppresse nel secolo passato le corporazioni di arti e mestieri, senza nulla sostituire in loro vece, nel tempo stesso che le istituzioni e le leggi venivano allontanandosi dallo spirito cristiano, avvenne che poco a poco gli operai rimanessero soli e indifesi in balda della cupidigia dei padroni e di una sfrenata concorrenza. Accrebbe il male un'usura divoratrice che, sebbene condannata tante volte dalla Chiesa., continua lo stesso, sotto altro colore, a causa di ingordi speculatori. Si aggiunga il monopolio della produzione e del commercio, tanto che un piccolissimo numero di straricchi hanno imposto all'infinita moltitudine dei proletari un gioco poco meno che servile”. Il motivo dell’enciclica è la questione operaia, siamo di fronte a un mondo che sta cambiando, ci sono le industrie che nascono in Inghilterra e poi si espandono nel resto d’Europa e una grande massa di persone vengono fatte lavorare nelle grandi fabbriche in condizioni disumane. Papa Leone XIII scrive questo documento perché è preoccupato della soluzione che viene proposta dal socialismo per risolvere il problema creato dalla rivoluzione industriale, ossia togliere la proprietà privata e fare in modo che ci sia solamente la condivisione di tutti i beni immobili e mobili uguale per tutti. Nella parte prima - Il socialismo, falso rimedio – La soluzione socialista inaccettabile dagli operai – al punto 3 viene indicato che “A rimedio di questi disordini, i socialisti, attizzando nei poveri l'odio ai ricchi, pretendono si debba abolire la proprietà, e far di tutti i particolari patrimoni un patrimonio comune, da amministrarsi per mezzo del municipio e dello stato. Con questa trasformazione della proprietà da personale in collettiva, e con l'eguale distribuzione degli utili e degli agi tra i cittadini, credono che il male sia radicalmente riparato”. Questo documento è così interessante perché l’impianto è evidentemente tutto teso a dimostrare come la proprietà privata sia un diritto naturale che nasce dal fatto stesso che una persona, lavorando, crea un materiale e delle cose per cui ha diritto di tenersi ciò che ha prodotto come il suo campo e la sua casa: quindi esiste un diritto naturale della proprietà privata. Al punto 7 si dice che “L'aver poi Iddio dato la terra a uso e godimento di tutto il genere umano, non si oppone per nulla al diritto della privata proprietà; poiché quel dono egli lo fece a tutti, non perché ognuno ne avesse un comune e promiscuo dominio, bensì in quanto non assegnò nessuna parte del suolo determinatamente ad alcuno, lasciando ciò all'industria degli uomini e al diritto speciale dei popoli. La terra, per altro, sebbene divisa tra i privati, resta nondimeno a servizio e beneficio di tutti”. Qui c’è il concetto che Dio ha dato la terra a tutti, non a qualcuno sì e a qualcuno no. Nella parte seconda – L'opera dello Stato - Casi particolari d'intervento: difesa del lavoro alla nota 3, la questione del salario, nel punto 34 si desume che “Tocchiamo ora un punto di grande importanza, e che va inteso bene per non cadere in uno dei due estremi opposti. La quantità del salario, si dice, la determina il libero consenso delle parti: sicché  il padrone, pagata la mercede, ha fatto la sua parte, né sembra sia debitore di altro. Si commette ingiustizia solo quando o il padrone non paga l'intera mercede o l'operaio non presta tutta l'opera pattuita; e solo a tutela di questi diritti, e non per altre ragioni, è lecito l'intervento dello Stato. A questo ragionamento, un giusto estimatore delle cose non può consentire né facilmente né in tutto”. La questione del salario è un argomento di grande importanza in quanto il testo sostiene che la libera contrattazione non va bene perché, come rileva sempre il punto 34 “L'operaio e il padrone allora formino pure di comune consenso il patto e nominatamente la quantità della mercede; vi entra però sempre un elemento di giustizia naturale, anteriore e superiore alla libera volontà dei contraenti, ed è che il quantitativo della mercede non deve essere inferiore al sostentamento dell'operaio”. Al punto 35 si afferma che “Quando l'operaio riceve un salario sufficiente a mantenere sé stesso e la sua famiglia”. C’è tutta una parte in cui si dimostra che il diritto all’associazione è naturale, cioè gli uomini hanno il diritto di associarsi. Il numero 38 dice che “Ora, sebbene queste private associazioni esistano dentro la Stato e ne siano come tante parti, tuttavia in generale, e assolutamente parlando, non può lo Stato proibirne la formazione. Poiché il diritto di unirsi in società l'uomo l'ha da natura, e i diritti naturali lo Stato deve tutelarli, non distruggerli. Vietando tali associazioni, egli contraddirebbe sé stesso”. Perciò l’associazione è un diritto naturale che lo Stato non può conculcare. Il paragrafo 6 afferma che “Le questioni operaie risolte dalle loro associazioni”, ossia le libere associazioni fra i lavoratori hanno il diritto di esserci, altrimenti non possono avere abbastanza forza da discutere di salari con gli imprenditori. La dottrina sociale della Chiesa nasce proprio in questo modo, inizialmente tramite interventi volti a risolvere alcune questioni legate ai problemi lavorativi della classe operaia per poi estendersi ai diritti fondamentali e inalienabili della persona. Wed, 28 May 2025 08:45:37 +0000 Religione Giornata Internazionale dei Bambini Scomparsi: a Pachino un uliveto per ricordare https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33604-giornata-internazionale-dei-bambini-scomparsi-a-pachino-un-uliveto-per-ricordare.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33604-giornata-internazionale-dei-bambini-scomparsi-a-pachino-un-uliveto-per-ricordare.html Don Di Noto, Meter: “Abbiamo piantato la memoria e la speranza. I bambini non svaniscono. Restano nella nostra coscienza e nella nostra lotta”  In questa Giornata Internazionale dei Bambini Scomparsi, l’Associazione Meter lancia un grido che è allo stesso tempo denuncia e promessa: la memoria non si cancella. La speranza non muore.  Nasce oggi, nel cuore del polo dell’Associazione, l’“Uliveto della Memoria e della Speranza”: un luogo vivo, reale, in cui 1.000 bambini scomparsi vengono ricordati. Mille volti. Mille assenze che non accettiamo di dimenticare.  In questo uliveto, ogni albero è piantato tra le foto di bambini scomparsi, molte delle quali dimenticate. Gli ulivi, simbolo di pace e di vita che resiste anche alle intemperie, sorreggono la memoria di chi è stato strappato via. Un filo rosso collega le immagini e gli alberi, intrecciando le loro storie, segnando il legame spezzato tra ogni bambino e la sua infanzia. Quel filo rappresenta il dolore, ma anche il dovere: non spezzare mai il filo della verità.  “Ci hanno rubato i bambini, ma non ci toglieranno la memoria. Ogni volta che piantiamo un albero, diciamo al mondo: tu li hai dimenticati, noi no. In quel filo rosso c’è il sangue dell’innocenza tradita. E c’è anche il nostro grido, che nessuno potrà mettere a tacere”, dichiara don Fortunato Di Noto, fondatore dell’Associazione Meter.  L’Uliveto della Memoria e della Speranza non è solo un giardino commemorativo. È un atto politico, umano, spirituale. È una denuncia contro il silenzio. È un luogo per chi cerca, per chi piange, per chi non vuole rassegnarsi.  In Italia, oltre 21.000 minori sono scomparsi negli ultimi vent’anni (fonte: Ministero dell’Interno, 2024). Molti di loro non sono mai stati ritrovati. Alcuni sono vittime di tratta, sfruttamento, abusi, sparizioni orchestrate. La maggior parte sono avvolti da silenzi, omissioni, indifferenza.  “Io ho guardato negli occhi padri e madri che non sanno dove siano i loro figli. Non esiste un dolore più feroce. E a quel dolore si aggiunge l’indifferenza del mondo. Ma noi non taceremo. Non possiamo tacere”, prosegue don Di Noto.  Nel 2002, Meter aveva già costruito un Muro della Vergogna, con oltre 300 fotografie di bambini scomparsi, abusati, uccisi. Oggi, quel muro si apre alla terra, si trasforma in uliveto. Perché la memoria non sia solo una parete che piange, ma un luogo che cresce, che respira, che chiama.  “Ogni bambino scomparso è un pugno nello stomaco della civiltà. Chi tace, chi non vede, chi non denuncia, è complice. Questo uliveto è la nostra risposta: non vogliamo pietà. Vogliamo giustizia. E memoria”, conclude don Fortunato Di Noto.   Tue, 27 May 2025 07:26:19 +0000 Siracusa Inaugurato a Castelvetrano il nuovo Drugstore Retail https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/33581-inaugurato-a-castelvetrano-il-nuovo-drugstore-retail.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/33581-inaugurato-a-castelvetrano-il-nuovo-drugstore-retail.html È stato inaugurato ieri a Castelvetrano, in via dei Templi, il nuovo punto vendita Drugstore Retail, il secondo dei tre store previsti in Sicilia in questa prima fase del piano di sviluppo della società nata dalla joint venture tra Ergon Spa e Ged Store Srl. Con una superficie di 650 metri quadrati e un team di sette addetti alla vendita, il nuovo store rappresenta non solo un’opportunità di shopping innovativa per i consumatori, ma anche un’occasione concreta di occupazione per il territorio. All’interno del negozio, i clienti possono trovare un assortimento ampio e trasversale, che include prodotti per la cura della casa e della persona, cosmetici e profumeria, make-up, baby food, pet food, articoli casalinghi e piccoli elettrodomestici. Il tutto arricchito da un’esperienza d’acquisto resa unica grazie alla presenza di tecnologie d’avanguardia: dai battenti elettronici alle casse che velocizzano i pagamenti, al sistema Vusion che monitora in tempo reale lo stato degli scaffali, garantendo la disponibilità dei prodotti più richiesti. Il layout del punto vendita unisce la fisicità degli scaffali tradizionali alla dimensione digitale: corner interattivi con touch screen informativi permettono di approfondire le caratteristiche dei prodotti. Grazie alla logistica integrata con Ged ed Ergon, inoltre, il modello di approvvigionamento punta alla sostenibilità, riducendo sprechi e trasferimenti superflui.Tutti gli addetti sono stati selezionati localmente e formati attraverso percorsi specifici, contribuendo a sviluppare competenze professionali nel mondo del retail e generando valore per la comunità. «Ogni nuova apertura è un segnale di crescita ma anche di responsabilità verso la comunità locale – sottolinea Gaetano Marsala, presidente e amministratore delegato di Drugstore Retail – Il nostro obiettivo è offrire un’esperienza quotidiana di shopping che sia efficiente, innovativa e vicina alle persone». Prosegue così il piano di espansione di Drugstore Retail che ha già visto l’apertura del primo nuovo punto vendita a Partinico, in via dei Mulini 10, mentre nelle prossime settimane, il 4 giugno, sarà attivo lo store di Misterbianco, in via Aldo Moro 53.   Thu, 22 May 2025 08:22:40 +0000 Trapani Nel mar piccolo di Taranto biodiversità in aumento https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33561-nel-mar-piccolo-di-taranto-biodiversita-in-aumento.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/taranto/33561-nel-mar-piccolo-di-taranto-biodiversita-in-aumento.html Nel Mar Piccolo di Taranto la biodiversità è in aumento. Un dato in controtendenza rispetto a quello che sta accadendo nel resto del mondo, ma che può essere spiegato con la chiusura, in questi ultimi anni, di numerosi scarichi abusivi. La notizia arriva in occasione della due giorni del mini BioBlitz nell’ambito del progetto “Pnrr National Biodiversity Future Center - Nbfc Spoke 3” che, nei giorni 14 e 18 maggio, a Taranto, ha coinvolto studenti e cittadini. Una due giorni di citizen science, organizzata dai ricercatori Fernando Rubino e Antonella Petrocelli del Cnr- Irsa Talassografico di Taranto e coordinata con il supporto della Casa delle Tecnologie Emergenti Calliope. Sotto la guida di esperti ricercatori, in tanti hanno potuto scoprire un ecosistema unico.  «Si rilevano profonde connessioni tra biodiversità e bonifiche - ha dichiarato Vito Felice Uricchio, commissario governativo per le Bonifiche dell’area di Taranto - testimoniate anche dall’importante incremento della biodiversità nel Mar Piccolo di Taranto a valle della chiusura di circa 180 scarichi abusivi. È questo un momento di scelte decisive per il territorio tarantino, di un serio impegno collettivo sul riconoscimento del valore della biodiversità e degli ecosistemi, su un uso responsabile delle risorse naturali, sul rafforzamento e la sostenibilità di tutte le attività produttive, oltre che di una progressiva ma inesorabile riduzione della contaminazione, al fine di assicurare un ecosistema florido e resiliente ed un Mar Piccolo fucina di biodiversità, in un contesto naturale integro e rigoglioso».  Alla giornata inaugurale presente anche il direttore del Dipartimento Scienze del sistema terra e tecnologie per l’ambiente del Cnr, Francesco Petracchini: «In questi anni – ha spiegato - abbiamo lavorato in tutta Italia insieme ad altri enti di ricerca per studiare e dimostrare l’importanza della biodiversità e come, soprattutto nel Mediterraneo che ne è ricchissimo, questa può supportare le economie locali e favorire il miglioramento della qualità della vita delle persone».  «Comprendere l’equilibrio tra gli elementi fondamentali della natura, come il mare e un ecosistema unico come quello di Mar Piccolo, - commenta il direttore scientifico di Calliope, Rodolfo Sardone- significa riconoscere il valore profondo della biodiversità come risorsa per la salute umana. Il vero approccio One Health non pone l’uomo al centro, ma lo integra in un sistema complesso che va tutelato con responsabilità, innovazione e visione scientifica. Calliope lavora proprio in questa direzione, mettendo la tecnologia al servizio della sostenibilità e della vita».    L’iniziativa rientra nella “Biodiversity Sampling Week – BSW” organizzata su scala nazionale. Promotore è il National Biodiversity Future Center (Nbfc), primo centro di ricerca nazionale dedicato alla biodiversità finanziato dal Pnrr – Next Generation EU. Tutto questo, poi, in vista della Giornata Mondiale della Biodiversità che cade il 22 maggio. Promotori dell’iniziativa: Nbfc, Irsa-Cnr, Commissario straordinario del governo per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell'area di Taranto, Università degli studi di Bari Aldo Moro, Dipartimento Jonico UniBA, Arpa Puglia, Cte Calliope, Comune di Taranto. A collaborare alle attività: Asd Enjoy Your Dive, Asl Taranto, Guardia Costiera, Jonian Dolphin Conservation, Protezione Civile, Wwf.   Tue, 20 May 2025 08:25:05 +0000 Taranto Arcobaleno di Talenti – La festa che celebra il futuro dei nostri studenti https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33551-arcobaleno-di-talenti-la-festa-che-celebra-il-futuro-dei-nostri-studenti.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33551-arcobaleno-di-talenti-la-festa-che-celebra-il-futuro-dei-nostri-studenti.html È con orgoglio e profonda emozione che l’Istituto di Istruzione Superiore “Carlo Levi” annuncia l’evento conclusivo dell’anno scolastico 2024/2025: “Arcobaleno di Talenti – Oltre i confini, insieme”, una serata pensata per celebrare il percorso, la creatività e la crescita dei nostri studenti e delle nostre studentesse. Promossa da un’idea del Dirigente Scolastico, Professor Giovanni Liccardo, la manifestazione avrà luogo venerdì 30 maggio 2025 nella splendida cornice di Villa Mascolo, a Portici in provincia di Napoli, a partire dalle ore 19.30. Un’occasione unica per vivere insieme un momento di festa, comunità e bellezza, in cui la scuola si apre al territorio per valorizzare i talenti delle sue nuove generazioni. L’evento si articola in due momenti principali: Presentazione dei progetti realizzati dagli alunni durante l’anno scolastico, provenienti dai diversi indirizzi dell’Istituto, a testimonianza di un approccio didattico basato su innovazione, inclusione e partecipazione attiva. Sfilata di moda curata dagli studenti e studentesse del settore Moda, frutto di un percorso laboratoriale che unisce studio, tecnica e creatività, dando voce all’estro e alla visione delle nuove leve della moda contemporanea. A guidare il pubblico in questo viaggio tra colori, storie e aspirazioni sarà il prof. Alberico Lombardi, docente e figura di riferimento per la comunità scolastica, affiancato sul palco dalle Professoresse Gabriella Fiengo e Ambra Viggiani, che con professionalità e calore daranno ritmo alla serata. Un ringraziamento speciale va: al Referente della sede centrale, Professor Alberico Lombardi, al Referente del settore Moda, Professor Giovanni D’Ambrosio, per l’impegno e la cura nell’organizzazione dell’iniziativa. Il titolo scelto, Arcobaleno di Talenti, rappresenta non solo la varietà e la ricchezza delle capacità individuali dei nostri studenti, ma anche la visione educativa della scuola: superare i confini del programma scolastico, per costruire ponti di senso, appartenenza e possibilità concrete di futuro. L’evento è aperto a famiglie, istituzioni, cittadini e cittadine che vorranno condividere con noi questa emozionante conclusione d’anno. Perché la scuola non è solo un luogo di apprendimento, ma un vero e proprio laboratorio di vita. Mon, 19 May 2025 05:55:41 +0000 Napoli Al mercato contadino di Brindisi i biscotti in diretta con gli studenti dell’Istituto Alberghiero ‘Sandro Pertini’ https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/33548-al-mercato-contadino-di-brindisi-i-biscotti-in-diretta-con-gli-studenti-dell-istituto-alberghiero-sandro-pertini.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/33548-al-mercato-contadino-di-brindisi-i-biscotti-in-diretta-con-gli-studenti-dell-istituto-alberghiero-sandro-pertini.html Le specialità coltivate dagli studenti degli istituti agrari e alberghieri italiani sbarcano nei mercati contadini di Campagna Amica per valorizzare l’impegno quotidiano dei ragazzi che nelle scuole producono vini pregiati, olio extravergine, pasta artigianale, conserve e tanto altro. E’ il risultato dell’accordo tra Miur e Fondazione Campagna Amica, sottoscritto nell’ambito della presentazione a Roma del Piano per la valorizzazione degli istituti agrari e alberghieri, alla presenza del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e della presidente di Terranostra Campagna Amica, Dominga Cotarella. In quest’ottica martedì 20 maggio, a partire dalle ore 10,00, gli studenti dell’Istituto Alberghiero ‘Sandro Pertini’ nel mercato contadino di Campagna Amica in Via Appia 226 a Brindisi impasteranno i biscotti in diretta, con l’ausilio dei cuochi contadini, utilizzando i prodotti fatti dagli agricoltori, per preparare i dolci rigorosamente Made in Italy. Intanto, il Ministero selezionerà gli Istituti Agrari e Alberghieri che si distinguono per qualità e innovazione nella produzione del Made in Italy. A loro sarà data la possibilità di partecipare a mercati organizzati da Campagna Amica, dove gli studenti – insieme ai docenti – potranno raccontare, promuovere e vendere direttamente i propri prodotti. Nei mercati saranno allestiti spazi di incontro con il pubblico, gestiti dagli studenti stessi, che potranno così vivere un’esperienza diretta di promozione e racconto del Made in Italy prodotto nelle scuole. “Vogliamo riconoscere in maniera sempre più concreta il ruolo centrale di queste scuole nel formare quelli che sono i giovani che costruiranno un proprio futuro nelle campagne e nel cibo made in Italy, che saranno protagonisti nei mercati, che andranno a raccontare i nostri prodotti agroalimentari – ha sottolineato Dominga Cotarella, presidente di Terranostra Campagna Amica -. Siamo sempre più consapevoli di quanto sia importante dare ai giovani gli strumenti per innamorarsi di questo lavoro, di questo settore. Campagna Amica incontra ogni anno 15 milioni di consumatori, per cui anche questi giovani, questi studenti avranno modo di raccontare il loro prodotto, la loro passione e di innamorarsi di un settore, il settore agricolo, sempre più importante e sempre più centrale”. Non a caso quasi tre italiani su quattro (74%) si dichiarano felici se i propri figli o nipoti lavorassero in campagna, secondo un recente rapporto Coldiretti/Censis. Mon, 19 May 2025 05:49:54 +0000 Brindisi "Sicily food vibes" fa tappa a Castelvetrano: tradizione in chiave gourmet https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/33534-sicily-food-vibes-fa-tappa-a-castelvetrano-tradizione-in-chiave-gourmet.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/33534-sicily-food-vibes-fa-tappa-a-castelvetrano-tradizione-in-chiave-gourmet.html La Sicilia si racconta a tavola, e lo fa con la sua anima più autentica. Dopo il successo della tappa inaugurale a Corleone, il viaggio del gusto di Sicily Food Vibes prosegue verso Castelvetrano, cuore della Valle del Belice, per tre giorni all'insegna della cultura gastronomica e delle eccellenze agroalimentari del territorio. Dal 16 al 18 maggio - in Piazza Carlo D’Aragona e Tagliavia, nel Sistema delle piazze - la cittadina trapanese accoglierà la seconda tappa del tour che celebra il riconoscimento conferito alla Sicilia come Regione Europea della Gastronomia 2025. Un titolo che valorizza il patrimonio enogastronomico isolano e la sua capacità di coniugare identità, innovazione e sostenibilità. Un ricco programma animerà le giornate di festa: laboratori didattici per bambini, masterclass dedicate ai grani antichi, show-cooking con i grandi chef dell’Unione Regionale Cuochi Siciliani, momenti di approfondimento culturale, degustazioni e spettacoli per tutte le età. Per tre giorni Castelvetrano si trasformerà in un laboratorio a cielo aperto del gusto. In vetrina ci saranno i prodotti simbolo di questo territorio: la Vastedda del Belice DOP, l’unico formaggio a pasta filata ovina d’Europa; l’olio extravergine d’oliva Nocellara, emblema della dieta mediterranea; il pane nero di Castelvetrano, realizzato con grani antichi e cotto a legna; e poi il cous cous trapanese, le “siringate”, la cassata reinterpretata e la pasta di San Giuseppe. Un trionfo di ricette che uniscono la tradizione contadina all’arte della trasformazione. «La città di Castelvetrano è onorata di poter rappresentare la qualità dei prodotti enogastronomici dell'intera Valle del Belice – ha dichiarato il sindaco Giovanni Lentini – insieme alle bellezze del suo patrimonio storico e ambientale e alla capacità di accoglienza della sua gente. Questo evento è un’occasione davvero unica per mostrare un territorio che ha molto da offrire, nel segno dell’identità e dell’eccellenza». «Anche per la seconda tappa, il progetto porta con sé una visione più ampia: fare della cultura del cibo un motore di sviluppo territoriale e di coesione sociale – ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura, Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea Salvatore Barbagallo – Sicily Food Vibes è un viaggio corale che attraversa tutta la Sicilia per raccontarne il valore umano, ambientale e produttivo. Castelvetrano, con le sue eccellenze e la sua storia, rappresenta perfettamente lo spirito di questa iniziativa. Continuiamo a costruire, tappa dopo tappa, un racconto autentico e partecipato della nostra Isola, promuovendo uno sviluppo sostenibile fondato sul nostro cibo». «Condividere all’interno del ricco programma e delle diverse tappe previste nei tanti Comuni l’idea progettuale in piena sinergia con l’Assessorato regionale all’Agricoltura, Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea, all’insegna del Premio ottenuto che ha riconosciuto la Sicilia come Regione Europea della Gastronomia 2025, concorre certamente a rafforzare la visione comune fortemente orientata a profilare un’offerta turista integrata e completa – ha affermato Elvira Amata, assessore regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo - Un approccio significativo che favorisce, attraverso il segmento gastronomico, una proficua promozione del nostro straordinario patrimonio sotto ogni profilo».  La tre giorni castelvetranese sarà anche occasione per coinvolgere scuole, associazioni, produttori, ristoratori e cittadini in un grande evento partecipato, capace di generare valore reale per il territorio. La Regione Siciliana, attraverso questo progetto, conferma il proprio impegno a promuovere la filiera agroalimentare come leva culturale ed economica, e a far conoscere al mondo la ricchezza di una terra che ha fatto della diversità il suo punto di forza.  Sicily Food Vibes La Regione Siciliana ha lanciato "Sicily Food Vibes", un grande tour itinerante che, da maggio a ottobre 2025, attraverserà tutta l’isola con l'obiettivo di: valorizzare le radici agroalimentari siciliane, promuovere le produzioni certificate "Born in Sicily", sviluppare il turismo sostenibile integrandolo con le risorse gastronomiche, creare nuove opportunità lavorative e di inclusione sociale, favorire la cultura dell’alimentazione sana e consapevole, tutelare e raccontare il patrimonio culinario tradizionale Ogni tappa sarà l’occasione per vivere esperienze autentiche tra sapori, tradizioni e innovazione. Il calendario degli eventi Dopo Corleone, il tour Sicily Food Vibes toccherà numerosi borghi e città siciliane, tra cui Castelvetrano, Piraino, Castellammare del Golfo, Nicosia, Agrigento, Piazza Armerina, Serradifalco, Caltagirone, Aci Bonaccorsi, Scicli, Galati Mamertino, Gioiosa Marea, Modica, Gela, Marzamemi, Randazzo, Menfi, Palazzolo Acreide e Cefalù. Ogni appuntamento prevede: Laboratori esperienziali per bambini e famiglie con degustazioni di succhi freschi e preparazioni tipiche realizzate grazie alla collaborazione dell’Unione Regionale Cuochi e di diversi Istituti Alberghieri siciliani Masterclass formative sulla cucina siciliana, rivolte sia ad appassionati che a operatori del settore Show Cooking con chef esperti, che valorizzeranno i prodotti locali reinterpretandoli tra tradizione e creatività Esposizioni di prodotti tipici, artigianato e degustazioni. Spettacoli di musica, animazione e intrattenimento per tutta la famiglia Thu, 15 May 2025 06:15:48 +0000 Trapani Il professor Liccardo in viaggio in Abruzzo con i suoi studenti https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/benevento/33523-il-professor-liccardo-in-viaggio-in-abruzzo-con-i-suoi-ex-studenti.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/benevento/33523-il-professor-liccardo-in-viaggio-in-abruzzo-con-i-suoi-ex-studenti.html Un gruppo di studenti ed ex studenti dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “G. Moscati” di Benevento” è andato in visita a Scanno e alle meravigliose Gole del Sagittario il 9, 10 e 11 maggio scorso. Il Professor Giovanni Liccardo fa sapere che: “La prima tappa è stata la visita a Civitella Alfedena, un paesino lindo e appartato che conserva tra le strette viuzze dell’intatto centro storico alcuni palazzetti del ‘600 e del ‘700, una torre trecentesca e la seicentesca chiesa di San Nicola. Grazie alle numerose strutture ricettive, alle botteghe di prodotti tipici, ai musei ed alle aree faunistiche nei dintorni, Civitella rappresenta uno dei migliori esempi di integrazione tra un’area protetta e l’economia locale. Nella parte alta del paese sorge l’area faunistica della Lince, mentre sulla collina di fronte al paese si trova il Centro visite del Parco, con il Museo e l’area faunistica del Lupo. Il museo è situato in una ex stalla nei pressi del centro di visita del Parco Nazionale d'Abruzzo, raccoglie una vasta documentazione sul lupo appenninico e sulle sue abitudini di vita. Sono esposti uno scheletro ricostruito, un lupo imbalsamato e il diorama di una tana con finti lupi: dal belvedere si vedono i lupi veri, raccolti in un branco di una dozzina di esemplari. A Scanno sono stati ospitati nel sempre accogliente Albergo Seggiovia, dove il sorriso di Matteo ha sostituito quello del conosciutissimo e solare Emanuele, il vecchio proprietario; accompagnati dal prof. Giovanni Liccardo, che da antico frequentatore del borgo ha fatto loro da guida, e dal prof. Giovanni Tagliaferro, Direttore dell’Istituto, il gruppo ha potuto apprezzare le bellezze straordinarie del territorio, il fascino unico delle viuzze strette del paese e il romantico incanto del lago. Per le stradine circondate da palazzi signorili, portali decorati e antichi archi di Scanno, gli studenti hanno visitato i luoghi tipici del borgo e sono stati incuriositi, in particolare, dalle scalinate d’ingresso ai palazzi (le “cemmause”). Hanno percorso più volte la Ciambella, per niente infastiditi da una leggera pioggerella; con il prezioso supporto del parroco, don Luigi Ferrari, hanno visitato la chiesa più importante del paese (Santa Maria della Valle), apprezzando all’esterno l’elegante stile romanico abruzzese e al suo interno le tracce di affreschi medievali, il presbiterio e il coro ligneo. Sono stati a Piazza San Rocco e in altri luoghi tipici di Scanno, ma hanno anche conosciuto diverse botteghe di artigiani, come il profumatissimo biscottificio artigianale di Liliana Di Rosati; qui il generoso proprietario “maestro di prelibatezze” ha fatto gustare loro la dolce fragranza dei biscotti, presentati nelle diverse forme e varietà e realizzati con materie prime naturali e genuine. Il gruppo ha fatto poi visita alla storica oreficeria Di Rienzo: accolti con calore dal Signor Di Rienzo e dalla squisita gentilezza della Signora Lucia, hanno ammirato l’angolo museale e i numerosi luccicanti gioielli, rimanendo intrigati soprattutto dalla “Presentosa” (un gioiello di fidanzamento che la donna indossava per annunciare che si era fidanzata). Con dispiacere, non hanno potuto visitare il Museo della Lana, né incontrare qualcuno dell’amministrazione cittadina con cui avrebbero gradito avere un confronto; di contro, hanno avuto un proficuo scambio di idee con il Sig. Eustachio Gentile, ex sindaco di Scanno ed editor di un seguitissimo sito online (La Piazza di Scanno), tenace custode delle tradizioni del borgo, che li ha accolti nell’Auditorium delle Anime Sante. Fuori dal paese, alcuni hanno percorso l’affascinante “sentiero del Cuore”, che li ha portati in cima alla montagna da dove hanno goduto di un panorama spettacolare sul lago e sulla valle; altri, hanno preferito passeggiare lungo le rive del lago e avventurarsi sui pedalò facendosi cullare dalle lievissime onde del lago. Il Lago di Scanno è il più grande lago naturale d’Abruzzo e si è formato a causa di una frana staccatasi dal Monte Genzana che ha bloccato il corso del fiume Tasso; immerso in un paesaggio naturale unico tra le cime dei Monti Marsicani, è ricco di fauna e di flora. Gli studenti hanno visitato anche la bella Anversa degli Abruzzi. L’antico borgo medievale è individuato da una cinta esterna di case, costruite di solito sopra dirupi su cui emergono i ruderi del Castello Normanno o dei conti di Sangro, edificato dai Normanni nel XII secolo, con lo scopo di controllare uno degli accessi meridionali alla Valle Peligna. Fortemente danneggiato dal terremoto del 1706, sono tuttora visibili i ruderi del puntone della torre trecentesca, un basso ambiente di collegamento tra la torre e il complesso abitativo e l'arco ribassato posto all'ingresso del palazzo, databile ai primi del Cinquecento. Qui Gabriele d'Annunzio nel 1904 ambientò la tragedia "La fiaccola sotto il moggio". Di notevole rilevanza sono anche le Case dei Lombardi, edifici a schiera opera di maestranze settentrionali attive nella regione tra la seconda metà del 1400 e la fine del 1600, esempio tipico di singole strutture fortificate, inserite nella cerchia muraria, che mettevano anche in evidenza il prestigio della famiglia che le possedeva. Da qui è partita l’escursione forse più emozionante del viaggio all’Oasi WWF delle Gole del Sagittario; ha accolto il gruppo l’appassionata direttrice, dott.ssa Sefora Inzaghi, che li ha condotti per mano nei sentieri affascinanti che percorrono la valle. Le Gole del Sagittario sono davvero un paradiso naturale; estese su un’area di circa 450 ettari e circondate da alte pareti rocciose, le gole si sono formate grazie all’azione erosiva delle acque del fiume Sagittario; i numerosi sentieri permettono di scoprire panorami mozzafiato e scorci straordinari. Quest’ambiente incontaminato e selvaggio vede la presenza anche di diverse specie animali come lupi e orsi marsicani. Eppure, lo scopo del viaggio non era solo quello di ammirare posti e luoghi di incomparabile bellezza naturale, ma anche quello di cementare il gruppo e incontrare persone; tutti sanno, infatti, che l’incontro con l’altro è un tema speciale perché permette di riflettere su di una dimensione che va ben oltre le singole entità “io” e “tu”, oltre la semplice somma di queste due parti: incontrare l’altro significa essere partecipi di una dimensione terza, quella intersoggettiva. Entrare in questo “luogo dell’incontro” significa innanzitutto riconoscere l’alterità dell’altro: quando ci si propone la conoscenza, la relazione con l’estraneità, l’estraneo diventa una risorsa per lo sviluppo della relazione sociale e senza diversità da conoscere imploderemmo in noi stessi. E questo traguardo il gruppo lo ha raggiunto alla grande, promettendo anzi di partecipare alla prossima avventura, al prossimo viaggio dell’Istituto: forse nelle Marche (Pesaro, Urbino e Grotte di Frasassi), forse in Puglia (Bari, Otranto, Lecce, Trani) chissà!”.   Wed, 14 May 2025 08:12:01 +0000 Benevento Ultimo appuntamento con la 13ª stagione di “C’era una volta”: al Teatro Delle Arti va in scena “Anastasia, tra storia e leggenda” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33501-ultimo-appuntamento-con-la-13-stagione-di-c-era-una-volta-al-teatro-delle-arti-va-in-scena-anastasia-tra-storia-e-leggenda.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/salerno/33501-ultimo-appuntamento-con-la-13-stagione-di-c-era-una-volta-al-teatro-delle-arti-va-in-scena-anastasia-tra-storia-e-leggenda.html Si conclude in grande stile la 13ª stagione di “C’era una volta”, la fortunata rassegna di family show ideata e prodotta dalla Compagnia dell’Arte al Teatro Delle Arti di Salerno. Domenica 11 maggio, con tre repliche (ore 11:00, 17:00 e 19:15), andrà in scena “Anastasia – tra storia e leggenda”, spettacolo scritto e diretto da Antonello Ronga, ispirato alla suggestiva vicenda della principessa Romanov scomparsa durante la Rivoluzione Russa. Tra atmosfere romantiche e magiche, lo spettacolo ripercorre il viaggio emozionante della giovane Anya, orfana senza passato che, guidata da un ciondolo misterioso, si mette sulle tracce della propria identità. Sullo sfondo, la gelida Pietroburgo degli inizi del Novecento e un’Europa attraversata da speranze e oscuri presagi. Accanto a lei, i due truffatori Dimitri e Vladimir, in cerca di una sosia della granduchessa per incassare la ricompensa promessa dall’imperatrice madre. A ostacolare la protagonista, però, sarà il malvagio stregone Rasputin, deciso a impedire il suo ritorno tra i Romanov. «Da sempre la storia dei Romanov affascina per i suoi misteri – dichiara Antonello Ronga – e questo spettacolo vuole essere il nostro piccolo omaggio a una vera principessa dal destino purtroppo incerto». Sul palco, insieme al regista Antonello Ronga, ci saranno Gianni D’Amato, Chiara D’Amato, Caterina D’Elia, Aurora Renata Ronga, Francesca Canale, Francesco Sommaripa, Giovanni D’Auria, Vittoria Noviello e Federico Mauro. Le coreografie, a cura del Professional Ballet, sono firmate da Fortuna Capasso. Le scenografie sono state realizzate dagli studenti del Liceo Artistico Sabatini Menna – diretto dalla professoressa Renata Florimonte – nell’ambito del progetto PCTO – Classe Scenografica IV E, guidati dai docenti I. Mainenti, E. Elefante e dal tecnico A. Ascoli. Le scene virtuali sono firmate da Marcello De Martino, i costumi sono a cura di Paolo Vitale e Giada D’Ambro. Francesco Sommaripa firma anche la direzione di scena. Valentina Tortora cura la direzione organizzativa, Mauro Collina l’amministrazione, Monica Lamberti la segreteria. Servizio audio e luci a cura di GFM Service. Marù Ronga è assistente alla regia, Teresa Di Florio si occupa della comunicazione social, mentre Mara Gallo è la voce e il sorriso del botteghino. Con questo ultimo capitolo, la Compagnia dell’Arte chiude una stagione di grandi emozioni e partecipazione, confermandosi punto di riferimento per il teatro per famiglie. Ma il sipario si chiude solo per un attimo: è già pronta la 14ª edizione di “C’era una volta”, con cinque nuovi spettacoli per sognare ancora insieme. Sono già in vendita gli abbonamenti al costo di 140 euro, con prelazione riservata a chi vuole garantirsi un nuovo anno di favole, emozioni e magia. Fri, 09 May 2025 07:37:08 +0000 Salerno “Labia - Madri d’Amore”, la maternità nelle sue molteplici forme https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33487-labia-madri-d-amore-la-maternita-nelle-sue-molteplici-forme.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/siracusa/33487-labia-madri-d-amore-la-maternita-nelle-sue-molteplici-forme.html “Labia - Madri d’Amore”, l’ultimo progetto di ACTO Sicilia in onore della donna, madre, figura d’influenza sociale e di amore incondizionato, si svolgerà domenica 11 maggio a partire dalle ore 9 nella piazza di Ortigia. Una giornata di festa e di condivisione, di informazioni per accendere i riflettori sulla lotta al tumore ovarico: una giornata d’amore.  La presentazione all’Urban center di Siracusa, città scelta simbolicamente come rappresentazione di quella madre che culla la cultura, l’arte, l’accoglienza e l’amore. “Questo percorso di resilienza e solidarietà vuole sottolineare che essere madri non si limita alla biologia, ma può esprimersi attraverso gesti di amore e cura verso gli altri. Vogliamo inoltre sensibilizzare su un aspetto cruciale: il diritto alla maternità per le pazienti oncologiche”, afferma la presidente di ACTO Sicilia Annamaria Motta.  Alla presentazione hanno partecipato: Annamaria Motta, Presidente di ACTO Sicilia, Giusy Scandurra, Direttore dell'U.O.C. di Oncologia Medica dell'Azienda Ospedaliera per l'Emergenza Cannizzaro e ricercatrice presso l’Università “Kore” di Enna, nonché socia di ACTO Sicilia, Sonia Tiziana La Spina, Psicoterapeuta, psico-oncologo dell'U.O.C. di Oncologia Medica dell’Ospedale Cannizzaro, Francesco Italia, Sindaco di Siracusa, Edy Bandiera, Vicesindaco della città di Siracusa, Marco Zappulla, Assessore alle Politiche sociali, Agatino Catania, Contrammiraglio (A) delegato per la Sicilia orientale della Lega Navale Italiana, sezione di Siracusa, Sebastiano Floridia, Presidente Lega Navale Sezione di Siracusa e Gianni Saraceno, educatore sportivo Rugby Siracusa.  Domenica 11 maggio, in occasione della Festa della mamma e della Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico, ACTO Sicilia celebra la madre e l’amore materno con un’installazione di copertine di Land Art, frutto dei laboratori di Lanaterapia svolti da ACTO Sicilia nei reparti di oncologia dell’Ospedale Cannizzaro di Catania e di tante comunità, dalla Valsugana a Nicosia, a cui hanno partecipato pazienti, familiari e caregiver. Le copertine saranno donate ai minori del territorio. Per l’occasione di festa sarà anche proiettato un video racconto emozionale del progetto “Labia - Madri d’Amore”. Dalle 11.30 alle 13.30, inoltre, si svolgerà una veleggiata organizzata dalla Lega Navale Italiana sempre accanto ad ACTO Sicilia negli ultimi anni. Le imbarcazioni utilizzate sono state confiscate alla mafia.  Il progetto “Labia - Madri d’Amore” mira a sostenere le donne colpite da tumore ginecologico che non possono più diventare madri biologiche. “Labia - Madri d’Amore” offre sostegno psicologico e legale. Offre informazioni su adozione, affidamento e diritto alla maternità per pazienti oncologiche, anche alla luce della recente legge sull’oblio oncologico (n.193/2023). Una legge che rappresenta una grande conquista per il nostro Paese, ma che ha dei limiti. Ci sono ancora barriere da abbattere considerando i nuovi traguardi scientifici e i casi in cui la malattia viene cronicizzata. Ma ACTO Sicilia vuole lanciare il messaggio alle donne che vivono un problema oncologico che non si deve necessariamente partorire, prendere un bambino in affido o in adozione per dare “amore di madre”.   “Labia - Madri d’Amore” dimostra come nella vita non va tutto come pianificato, ma le vite non perdono significato nel dolore, tutt’altro. Questa alleanza lancia un messaggio d’amore fondamentale che merita tutto il nostro plauso e pieno supporto”, ha dichiarato il sindaco di Siracusa, Francesco Italia.  “Attraverso la bellezza e l’autorevolezza delle vostre anime riuscite in qualcosa di straordinario: trasformare un evento particolarmente triste come un tumore in un momento di bellezza, gioia e infinito amore. Come amministrazione cogliamo con gioia la scelta della nostra città per portare avanti valori universali come fa ACTO Sicilia”, ha affermato Edy Bandiera, vicesindaco di Siracusa.   “A Siracusa c’è una delle strutture più prestigiose della Lega navale italiana e sposiamo sempre iniziative sociali sulla fragilità come quella di ACTO Sicilia. I figli hanno bisogno di un ambiente sano e amorevole e un momento di fragilità non significa non averli più”, è il commento di Agatino Catania, Contrammiraglio (A) delegato per la Sicilia orientale della Lega Navale Italiana, sezione di Siracusa  ACTO Sicilia, Associazione Contro il Tumore Ovarico. A gennaio 2021 in Sicilia è stata costituita l'associazione “ACTO Sicilia -Alleanza Contro il Tumore Ovarico - ETS", fortemente voluta e fondata da pazienti, familiari e medici. L’ACTO - Alleanza Contro il Tumore Ovarico, è presente a livello italiano e la sua missione è quella di unire, in una vera e propria alleanza, pazienti, ricercatori, medici, strutture sul territorio, uomini e donne di buona volontà intenzionati a collaborare, ciascuno con le proprie competenze, al progetto comune di lotta contro il cancro all'ovaio e i tumori ginecologici in generale. Una rete efficace di supporto a pazienti e familiari, con servizi e progetti disegnati sui bisogni specifici, in modo da non sentirsi soli ad affrontare paure e tabù.   Wed, 07 May 2025 07:50:37 +0000 Siracusa Incontro con i genitori sui Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione all’Istituto “Carlo Levi” di Portici https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33473-incontro-con-i-genitori-sui-disturbi-dell-alimentazione-e-della-nutrizione-all-istituto-carlo-levi-di-portici.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33473-incontro-con-i-genitori-sui-disturbi-dell-alimentazione-e-della-nutrizione-all-istituto-carlo-levi-di-portici.html Un incontro di grande spessore e partecipazione si terrà mercoledì 7 maggio presso l’Aula Magna dell’Istituto di Istruzione Superiore “Carlo Levi” di Portici. L’evento, rivolto ai genitori degli studenti, avrà come tema centrale i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, una problematica sempre più preoccupante tra gli adolescenti. Ad intervenire nel corso dell’incontro sarà una squadra di esperti altamente qualificati, tra cui, la Dottoressa Giuseppina Bentivoglio, biologa nutrizionista, la Dottoressa Adele Magrelli, psicologa e coordinatrice del centro Food for Mind Napoli, la Dottoressa Rossana Terni, psicoterapeuta, sessuologa e terapeuta EMDR, la Dottoressa Maria Elena Porciello, medico chirurgo, esperta in medicina preventiva e nutrizione. Dopo un’introduzione del dirigente scolastico, Professor Giovanni Liccardo, che sottolineerà il valore educativo dell’iniziativa, prenderà la parola la Professoressa Ambra Viggiani, referente dei disturbi del comportamento alimentare che evidenzierà il ruolo della scuola come presidio educativo e di prevenzione e l’importanza di avere una figura di riferimento in ambito scolastico. Quindi la Dottoressa Bentivoglio illustrerà le principali problematiche legate ai disturbi dell'alimentazione, sottolineando l'importanza di un approccio multidisciplinare che coinvolga nutrizionisti, psicologi e famiglie. "È fondamentale che i genitori siano consapevoli dei segnali precoci dei disturbi alimentari, come cambiamenti nelle abitudini alimentari, isolamento sociale o preoccupazioni eccessive riguardo al peso corporeo. Un intervento tempestivo può fare la differenza nel percorso di recupero", afferma la Dottoressa Bentivoglio durante l'incontro. La Dottoressa Magrelli evidenzia come l’intervento precoce, anche a scuola, possa fare la differenza: “Gli insegnanti e i genitori sono i primi osservatori: se adeguatamente formati, possono riconoscere precocemente i segnali e orientare i ragazzi verso percorsi di cura”. La Dottoressa Terni approfondisce il legame tra disturbi alimentari ed emozioni, spiegando come spesso le difficoltà con il cibo riflettano traumi, ansia o difficoltà relazionali: “Il corpo diventa il linguaggio con cui si esprime un dolore più grande. Per questo è importante intervenire non solo sul sintomo, ma sulla storia che lo ha generato”. A chiudere la sessione sarà la Dottoressa Porciello, che ha affronterà gli aspetti medici e preventivi, sottolineando l’importanza di uno stile di vita equilibrato e della corretta informazione: “Non possiamo parlare di salute mentale senza parlare anche di salute fisica, alimentazione corretta, sonno, movimento. La prevenzione comincia da qui”. L’incontro si concluderà con uno spazio di confronto tra i genitori e gli esperti, durante il quale emergeranno domande e riflessioni a dimostrazione della necessità di creare spazi di ascolto e dialogo. La Professoressa Viggiani inoltre illustrerà alcune delle azioni già attive nell’istituto rivolte al benessere degli studenti, come sportelli d’ascolto, attività di sensibilizzazione, momenti di formazione ed informazione in collaborazione con esperti esterni. L’iniziativa rientra in un più ampio progetto di promozione della salute e del benessere e di prevenzione del disagio giovanile che l’Istituto “Carlo Levi” porta avanti con impegno e continuità grazie alla sensibilità del suo dirigente. “Siamo convinti che educare significhi anche prendersi cura della dimensione emotiva e sociale dei nostri studenti,” conclude il Professor Giovanni Liccardo.         Tue, 06 May 2025 06:38:16 +0000 Napoli Il Santuario di Pompei si stringe nella preghiera per il Papa https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33409-il-santuario-di-pompei-si-stringe-nella-preghiera-per-il-papa.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33409-il-santuario-di-pompei-si-stringe-nella-preghiera-per-il-papa.html Silenzio e preghiera. La notizia della morte di Papa Francesco, giunta improvvisa dopo la Pasqua di Risurrezione, ha fatto scendere su Pompei una profonda tristezza, rimarcata dal suono delle campane a lutto. Il dolore si è fatto subito preghiera e il Rosario ha raccolto la commozione dei fedeli, che come ogni giorno stanno giungendo in Santuario. L'Arcivescovo Tommaso Caputo, insieme a tutto il clero della Città mariana, ai diaconi, ai religiosi, ai laici, si è raccolto in preghiera dinanzi al Quadro della Madonna di Pompei, la cara Immagine dinanzi alla quale Francesco pregò nella sua visita del 21 marzo 2015. Quello che tanti devoti stanno percorrendo oggi è un pellegrinaggio che si sta ammantando di mestizia, un sentimento confortato dalla certezza dell'abbraccio del Santo Padre con il Signore, che ha tanto amato, servendolo con amore e dedizione, riconoscendolo nei piccoli del Vangelo. Papa Francesco amava in modo speciale il Santuario e il Santuario amava tanto il Santo Padre. Continuerà ad esserci vicino dal Cielo. Il 21 marzo 2015, andando via, davanti alla Basilica, disse: "Abbiamo pregato la Madonna, perché ci benedica tutti: voi, me, e tutto il mondo. Abbiamo bisogno della Madonna, perché ci custodisca. E pregate per me, non dimenticatevi". Continueremo a pregare per lui ogni giorno, certi che il Santo Padre, oggi accanto al Padre e alla sua Mamma celeste, continuerà a pregare per noi dal Paradiso.   Tue, 22 Apr 2025 08:27:52 +0000 Napoli Vinitaly: Coldiretti/terranostra, cresce enoturismo in Puglia da degustazioni 3d a pilates in vigna fino ad astrotasting https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/33380-vinitaly-coldiretti-terranostra-cresce-enoturismo-in-puglia-da-degustazioni-3d-a-pilates-in-vigna-fino-ad-astrotasting.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/33380-vinitaly-coldiretti-terranostra-cresce-enoturismo-in-puglia-da-degustazioni-3d-a-pilates-in-vigna-fino-ad-astrotasting.html Dalle degustazioni 3D, con gli occhiali virtuali  per visitare le vigne mentre si assaggia il vino, al pilates e alla pittura tra i filari, fino all’astrotesting, cresce il fenomeno dell’enoturismo con un aumento previsto delle presenze del 10% rispetto allo scorso anno. Ad affermarlo è un’analisi di Coldiretti e Terranostra diffusa in occasione del Consiglio nazionale dell’associazione agrituristica a Casa Coldiretti al Vinitaly. Un luogo simbolico per ricordare come il turismo del vino stia acquisendo a livello economico un peso sempre maggiore e rappresenta ormai una risorsa per l’intero Paese.  In Puglia, nel Leccese, si combinano degustazioni reali a tour virtuali della cantina e della vigna con gli occhiali 3D, ma si può anche fare pilates o yoga tra i filari o osservare le stelle e le costellazioni sorseggiando un calice di rosso con l’astrotasting. A trainare il fenomeno – rileva Coldiretti Puglia - è soprattutto la spinta all’innovazione che viene dalle aziende vitivinicole, capaci di intercettare la domanda verso un tipo di turismo sempre più esperienziale che proviene da italiani e stranieri. Alle tradizionali degustazioni si sono così aggiunte attività che vanno dall’arte allo sport fino al wellness.  Un segnale importante viene in tale ottica anche dal nuovo Piano Ue per il vino – ricorda Coldiretti - presentato dalla Commissione Europea che riconosce l'enoturismo come un elemento chiave per diversificare e rafforzare il settore vinicolo europeo, contribuendo allo sviluppo economico delle regioni rurali e rispondendo alle nuove tendenze del mercato.   “Solo i produttori di vino possono raccontare con autenticità la naturalità del loro prodotto: conoscono ogni fase, dalla vigna alla bottiglia, e ne custodiscono storia, territorio e passione – sottolinea la presidente di Terranostra Dominga Cotarella -. Questo legame diretto diventa un valore aggiunto per i consumatori sempre più attenti alla sostenibilità e alla trasparenza. In questo contesto, l’enoturismo sta diventando un potente volano di sviluppo per le aree interne, favorendo economia locale, valorizzazione culturale e promozione di pratiche agricole virtuose”.  L’enoturismo, se adeguatamente promosso in Puglia, sarebbe un moltiplicatore di ricchezza con un aumento potenziale del 20% di turisti e un valore aggiunto che potrebbe aumentare di 480 milioni di euro, valorizzando attraverso i vini il territorio anche in chiave turistica e recuperando le antiche tradizioni legate alla cultura enogastronomica, afferma Coldiretti Puglia sulla base dei dati dello studio di SRM del gruppo Intesa Sanpaolo, secondo cui la Puglia presenta grandi potenzialità nella diversificazione dell’offerta turistica, proprio attraverso l’enogastronomia.  Un turista italiano su 3 (32%) posiziona la Puglia sul podio delle 3 migliori regioni italiane per il turismo enogastronomico, con percorsi innovativi – aggiunge Coldiretti Puglia - dell’enoturismo esperienziale per turisti italiani e stranieri che anche nel 2024 hanno preso d’assalto cantine e strutture agrituristiche con l’obiettivo di vivere esperienze nel mondo del vino.  L’identikit delle preferenze degli enoturisti è tracciato dall’indagine Coldiretti/Ixe’ sul fenomeno, con 15 milioni di italiani che hanno avuto esperienze di turismo in cantina. Ben 8 cittadini su 10 si dichiarano poi intenzionati a farlo, un potenziale bacino di assoluto interesse per la crescita del settore. Accanto alle tradizionali degustazioni di abbinamento di vino e ai corsi di cucina, non mancano le attività innovative che catturano l’interesse degli appassionati. Un 24% dichiara di essere interessato a pratiche sportive e salutistiche nelle vigne, tanto che ci sono strutture che propongono yoga e pilates in mezzo ai filari o percorsi in bicicletta, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’. Ma c’è anche un 26% che punta alla vinoterapia e ad attività di benessere con prodotti ricavati dalla vita e dal vino, trainati dalla crescita dell’agriwellness, mentre un 31% chiede concerti e spettacoli organizzati in mezzo ai vigneti.  La Puglia si sta imponendo grazie alla capacità di innovazione dei produttori pugliesi che hanno puntato, soprattutto, sulla distintività e sul legame con il territorio e la cultura locale per vincere la competizione sul mercato globale, facendo concorrenza a territori storicamente imbattibili -  Coldiretti Puglia – grazie alla popolarità internazionale di eccellenze varietali uniche, con il successo di vini DOP quali il Primitivo di Manduria, il Negroamaro, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citarne solo alcuni, hanno fatto del settore vitivinicolo pugliese il riferimento per vocazione, capacità di raccontare e promuovere al meglio il territorio con l’enoturismo. Wed, 09 Apr 2025 08:15:24 +0000 Lecce 30 libri in 30 giorni: si presenta il volume “La Terra dei Giganti" https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/33379-30-libri-in-30-giorni-si-presenta-il-volume-la-terra-dei-giganti.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/33379-30-libri-in-30-giorni-si-presenta-il-volume-la-terra-dei-giganti.html Nell’ambito dell’iniziativa “30 libri in 30 giorni” promossa da BCsicilia, si presenta giovedì 10 aprile 2025 alle ore 17,30 presso Casa San Filippo Sede del Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento il volume curato da Alfonso Lo Cascio e Antonino Filippi “La Terra dei Giganti. Studi di Archeologia e Storia in memoria di Giovanni Mannino”. Dopo i saluti di Roberto Sciarratta, Direttore del Parco e di Elio Di Bella, Presidente BCsicilia di Agrigento, è previsto l’intervento di Nuccia Gulli, Archeologa della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento. Conducono i curatori dell’opera. L’iniziativa è promossa dal Parco valle dei templi di Agrigento BCsicilia e Angelo Mazzotta editore. Il volume, dedicato allo studioso Giovanni Mannino, raccoglie il contributo di 19 studiosi: Giuseppina Battaglia, Alberto Cazzella, Massimo Cultraro, Franco D’Angelo, Rosanna De Simone, Sara Di Salvo, Antonino Filippi, Rossella Giglio Cerniglia, Caterina Greco, Domenico Laudicina, Alfonso Lo Cascio, Giuseppe Lo Iacono, Marcello A. Mannino, Ferdinando Maurici, Giulia Recchia, Alberto Scuderi, Francesca Spatafora, Sebastiano Tusa, Stefano Vassallo. Il libro è pubblicato da Angelo Mazzotta editore. Le dinamiche storiche e archeologiche che hanno interessato la Sicilia e l’Isola di Malta dalla Preistoria al Medioevo sono il tema dei contributi che arricchiscono questo volume, scritto da specialisti del settore, con approfondimenti sulle più recenti scoperte, frutto di scavi, indagini nel territorio e nei magazzini dei musei siciliani. Si scopre così che le nostre conoscenze sulle antiche culture testimoniate nell’Isola si legano strettamente all’attività di ricerca di un uomo, Giovanni Mannino, che per oltre mezzo secolo è stato uno dei protagonisti della cultura siciliana e al quale, come dimostra la sua lunga bibliografia, molto dobbiamo sulle attuali conoscenze in diverse discipline, dall’Archeologia alla Speleologia. I curatori del libro: Alfonso Lo Cascio, giornalista pubblicista, è Presidente regionale di BCsicilia. Direttore della rivista Espero e di “Galleria, Rassegna semestrale di cultura”. Tra le sue pubblicazioni: “La riserva di Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto”, “Un eroe semplice”. “1943: la Reconquista dell’Europa”, “Il futuro delle città. Memoria, identità, bellezza, nuovo umanesimo”. Antonino Filippi, è laureato in Archeologia presso l’Università di Palermo ha condotto un progetto di Dottorato di ricerca sulla Protostoria siciliana presso l’Università di Roma “Tor Vergata”. Vicedirettore nazionale dei Gruppi Archeologici d’Italia, con l’incarico di Responsabile scientifico della rivista “Archeologia”. È socio ordinario dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Wed, 09 Apr 2025 08:12:30 +0000 Agrigento I 200 anni di Francesco Faà di Bruno https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/33340-i-200-anni-di-francesco-faa-di-bruno.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/home/attualita/33340-i-200-anni-di-francesco-faa-di-bruno.html Si è aperto il 29 marzo 2025 il fitto calendario di celebrazioni e incontri in memoria di Francesco Faà di Bruno, per il bicentenario della sua nascita (29 marzo 1825). Tra le attività a cui ha dedicato la vita: la cura degli ultimi, delle donne di servizio, delle ragazze madri e dei loro bambini, la ricerca scientifica a livello accademico e l’insegnamento. 'Personaggio poliedrico che nella Torino dei Santi Sociali dell’ottocento riuscì a coniugare in modo mirabile scienza e fede'. Ad aprire l’anno commemorativo è stato il card. Roberto Repole il 29 marzo scorso con la S. Messa solenne presso la Chiesa di Nostra Signora del Suffragio (via San Donato 31) a Torino. In serata dopo un momento conviviale presso il salone dell'Istituto Faa di Bruno, si è svolto un concerto «Inno alla gioia» dell’orchestra e del coro Ex Novo diretto da Chiara Pavan. Seguiranno altri appuntamenti nei prossimi mesi, sono in calendario, una serie di eventi per celebrare i duecento anni del Beato: concerti, spettacoli teatrali, conferenze e convegni che, per quasi un anno, aiuteranno a comprendere i diversi aspetti della varie vite vissute da Francesco Faà di Bruno. Francesco Faà di Bruno, nel corso della sua esistenza riuscì a vivere più vite tutte insieme. Vestì la talare, amico e coetaneo di don Bosco, ha fondato l’ordine delle suore Minime di Nostra Signora del suffragio. A 15 anni entra all’Accademia militare di Torino, a 19 è nominato luogotenente e ne ha 23 quando partecipa alla prima guerra di indipendenza (1848-49), aiutante di campo del principe Vittorio Emanuele, futuro re d’Italia. L’esperienza lo delude e nel 1851, a 28 anni, lascia l’esercito con il gradi di capitano, per dedicarsi allo studio e al sacerdozio. Torna a studiare alla Sorbonne, dove si era già laureato in matematica alcuni anni prima, per ottenere il dottorato in astronomia, fisica, architettura, filosofia e teologia. Al suo rientro a Torino assume l’incarico di professore aggregato alla Facoltà di Matematica e Fisica. Contemporaneamente si dedica alla missione che lo impegnerà per tutto il resto della sua vita: colpito dallo sfruttamento delle ragazze che migravano dai paesi di campagna verso il capoluogo per servire nelle case delle famiglie benestanti, nel 1858 acquista un terreno e una casa nel borgo di San Donato e alcuni anni dopo inaugura l’opera di Santa Zita per accogliere gratis le donne in cerca di servizio curando la loro formazione. Beatificato nel 1988 da Papa Giovanni Paolo II. Al suo nome sono legate la Gran Carta del Mincio, la formula matematica detta appunto “di Faà di Bruno” e il miracolo architettonico della chiesa di Nostra Signora del Suffragio e Santa Zita, con quel campanile così stretto e alto da costituire una sfida alle leggi della fisica e alla Mole Antonelliana. Al suo “santo di quartiere” lo scrittore cattolico Vittorio Messori – cresciuto da laicista all’ombra della chiesa del Suffragio – ha dedicato la biografia Un italiano serio (riedita nel 2024 da Ares col titolo Il beato Faà di Bruno. Cristiano e scienziato nell’età del Risorgimento) e diversi capitoli di Quando il cielo ci fa segno (Mondadori, Milano 2018). Francesco nacque duecento anni fa, il 29 marzo 1825, da Luigi, marchese di Bruno e da Carolina Sappa de’ Milanesi: una famiglia che si distingueva non solo per i nobili natali ma anche per la fede e la carità. Nella breve carriera militare, guadagnandosi la stima dell’erede al trono Vittorio Emanuele, che aveva combattuto insieme a lui e lo voleva precettore dei suoi figli. Fu inviato alla Sorbona di Parigi per prepararsi a questo ruolo, che non assunse mai a causa dell’ostilità dell’élite risorgimentale: “non sia mai che l’istruzione dei futuri sovrani venga affidata a un fervente cattolico. (…)” Nel 1853 in questo clima maturò l’addio alla carriera militare, senza interrompere mai i contatti con la corte e le istituzioni sabaude. Fu amico di San Giovanni Bosco, e in qualche misura complementare a lui: laddove il primo prediligeva il “fare e tacere”, il secondo preferiva “fare e far sapere” il bene compiuto dai cattolici anche quando le autorità anticlericali mettevano i bastoni fra le ruote. Nella Torino dell'Ottocento cercò di dare risposte ai diversi bisogni della gente del tempo, soprattutto dei più deboli e degli emarginati a cominciare delle numerose donne di servizio disoccupate o comunque bisognose di assistenza materiale e spirituale nacque la Pia Opera di Santa Zita, fondata nel 1859. (...) Opera di carità di cui Faà di Bruno faceva presenti al re Vittorio Emanuele II i risvolti anche sociali. “Essa fu il fulcro attorno al quale sorsero varie iniziative a sostegno di altre donne inferme, invalide o abbandonate. Le sue cure si estendevano poi ad altre categorie di “dimenticati”, preoccupandosi delle condizioni igieniche e del riposo festivo. Per l’Opera di Santa Zita progettò una “lavanderia modello”, che garantiva lavoro e sostentamento alle assistite, e diede inizio alla costruzione della chiesa del Suffragio, destinata alla cura spirituale del quartiere (allora malfamato) e alla preghiera per i caduti di tutte le guerre. E attorno alla chiesa e all’opera fondò nel 1869 la congregazione delle Minime di Nostra Signora del Suffragio, poiché «chi mira a Dio, a lasciare per secoli una successione di bene, non può far senza di religiose».(Stefano Chappalone, bicentenario. Francesco Faà di Bruno, apostolo nella Torino laicista, 29.3.25, lanuovabussola.it) Una chiesa e una comunità di suore richiedevano un sacerdote rettore, così decise di intraprendere la via del sacerdozio tra le obiezioni dell’arcivescovo di Torino e l’incoraggiamento del Papa Pio IX. Fu ordinato a Roma nel 1876, e continuò a prodigarsi per l’istruzione e l’edificazione dei più poveri e specialmente delle donne. Morì il 27 marzo 1888, pochi giorni prima di compiere 63 anni e poche settimane dopo la morte di don Bosco. Tue, 01 Apr 2025 08:41:10 +0000 Religione Coldiretti Puglia: maratona ‘fuggi a foggia’ merenda a km0 contro cibi spazzatura e ultra-trasformati https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/33337-coldiretti-puglia-maratona-fuggi-a-foggia-merenda-a-km0-contro-cibi-spazzatura-e-ultra-trasformati.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/33337-coldiretti-puglia-maratona-fuggi-a-foggia-merenda-a-km0-contro-cibi-spazzatura-e-ultra-trasformati.html L’attività sportiva è accompagnata da una sana e corretta alimentazione con la dieta mediterranea che si è classificata, ancora una volta, come migliore dieta al mondo, mentre incombono le insidie di cibi spazzatura, ultra-trasformati e a base cellulare, oltre ad etichette allarmistiche che demonizzano alcuni prodotti agroalimentari sani. Ad  affermalo è Coldiretti Puglia, in occasione della Maratona ‘Fuggi a Foggia’, dove negli stand Coldiretti e Campagna Amica lungo il percorso di 10 Km è stata  offerta agli sportivi la merenda a Km0.  Coldiretti, come richiesto da illustri scienziati, domanda che vengano fatti studi medici clinici e preclinici prima di dare il via libera ai cibi cellulari e di fermentazione di precisione per tutti i prodotti compresi quelli già presentati prima del 1 febbraio 2025. Un tema importante che intera l’intera popolazione e secondo un'indagine Noto Sondaggi 2024, sette italiani su 10 si dichiarano contrari al consumo di carne, latte e altri cibi fatti in laboratorio, l'8% in più rispetto al 2023.  Un ruolo importante per la salute che – precisa la Coldiretti regionale – è stato riconosciuto ad oltre un decennio dall’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco avvenuta il 16 novembre 2010. L’apprezzamento mondiale per la dieta mediterranea fondata principalmente su pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari – continua la Coldiretti – si deve agli studi dello scienziato americano Ancel Keys che per primo ne ha evidenziato gli effetti benefici dopo aver vissuto per oltre 40 anni ad Acciaroli in provincia di Salerno.  Ma sulla dieta mediterranea pesano minacce come il via libera dell’Unione Europea all’immissione sul mercato degli insetti come nuovi alimenti o l’autorizzazione Ue concessa all’Irlanda che potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze terroristiche. Si rischia di promuovere cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e di sfavorire elisir di lunga vita come l’olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea – conclude Coldiretti Puglia – quando è inaccettabile spacciare per tutela del consumatore un sistema che cerca invece di influenzarlo nei suoi comportamenti orientandolo a preferire prodotti di minore qualità anche perché l’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera come nel sistema di etichettatura a batteria, e non certo sullo specifico prodotto   Mon, 31 Mar 2025 07:55:27 +0000 Foggia La celebrazione della Santa Messa per il percorso verso il Diaconato https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/benevento/33308-la-celebrazione-della-santa-messa-per-il-percorso-verso-il-diaconato.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/benevento/33308-la-celebrazione-della-santa-messa-per-il-percorso-verso-il-diaconato.html Nell’anno liturgico corrente, presso la Chiesa Santa Maria di Costantinopoli a Benevento, si è tenuta la Santa Messa per l'Ammissione al percorso come candidati al Diaconato Permanente. I neo ammessi, dopo un percorso di studi di due anni, sono stati: Mauro Caccese e Carlo Cavallo (già Accolito). La Santa Messa dedicata è stata presieduta dall'Arcivescovo Sua Eccellenza Reverendissimo Felice Accrocca insieme al clero della Diocesi di Benevento. Mauro Caccese, della parrocchia Santissima Addolorata, è stato accompagnato dal suo parroco Don Gaetan Kilumba Papa e dal diacono della parrocchia Addolorata Aristide Ingordigia che ha guidato il rito, Carlo Cavallo, appartenente alla Basilica Madonna delle Grazie, è stato accompagnato dai sacerdoti dell'Ordine dei frati Minori padre Lino e Padre Davide, partecipante anche Don Pompilio Cristino, parroco della parrocchia Santa Maria di Costantinopoli. Erano presenti alla celebrazione il Priore dell'ospedale Fatebenefratelli fra Lorenzo Gamos, la comunità delle suore che opera all'interno del Fatebenefratelli, le suore Francescane di Ognissanti, la comunità delle suore Carmelitane e la comunità delle suore del Preziosissimo Sangue. È stata una bellissima celebrazione con un'omelia da parte dell'Arcivescovo molto sentita che ha messo in risalto l'importanza della figura del diacono all'interno della Chiesa. I canti sono stati curati dalla corale del coro di Santa Maria di Costantinopoli diretto dal maestro Antonella Micco. È stata una celebrazione molto sentita e molto bella, così come riferito da tutte le persone presenti che hanno partecipato alla santa messa e, successivamente, hanno preso parte al buffet che si è tenuto all'interno del campetto della chiesa Santa Maria di Costantinopoli in cui i neo ammessi hanno invitato tutte le persone che hanno partecipato alla santa messa per festeggiare insieme il lieto evento come se fosse un'Agape fraterna. Mauro Caccese, futuro diacono e studente dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Giuseppe Moscati” di Benevento, fa sapere che: “È stato un evento molto significativo che non deve passare inosservato perché questo è motivo di Evangelizzazione e di Missione della stessa Chiesa nel mondo. Questa giornata ha rappresentato un importante momento di unione e di condivisione fraterna collettiva nel Signore per intraprendere il primo passo ufficiale e formale nella strada verso il diaconato. La scelta di intraprendere questo percorso di fede è nata e si è sviluppata nel tempo: da sempre ho sentito questa vocazione che era in me ancora in fase germinale e è maturata quando ho conosciuto la mia amata moglie Maria: infatti la mia prima vocazione era al matrimonio, poi quando ho conosciuto Maria il tutto si è evoluto. Grazie a lei infatti sono stato pienamente affiancato e sostenuto in questa importante scelta di vita condivisa che abbiamo intrapreso insieme in quanto anche Maria ha studiato, proprio come me, teologia all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Benevento che è stato per noi fondamentale nel guidarci e nell’approfondire questo cammino di fede. La teologia, proprio come ci hanno insegnato i nostri docenti, non è solo un apprendimento di studio, ma è anche la formazione dell’essere umano inteso nella sua totalità in comunione con Dio che ci ha creati con l’amore che noi stessi dobbiamo portare e diffondere nel mondo aiutando il prossimo. Ho potuto mettere in pratica questo spirito fraterno di solidarietà e di condivisione grazie alla professione di infermiere che svolgo all’Ospedale Sacro Cuore di Gesù - Fatebenefratelli di Benevento che mi ha dato la possibilità di rendermi sempre di più uno strumento operoso nelle mani del Signore per aiutare gli ammalati. Il mio riferimento di vita, a cui devo molto nella realizzazione di tutte queste scelte di vita, è il medico beneventano San Giuseppe Moscati a cui mi sono sempre ispirato nel portare avanti la mia missione di aiuto collettivo e condiviso. In particolare, oltre alle sue doti umani e professionali, ci tengo a ricordare anche l’elemento di positiva economia sociale che caratterizzava questo fondatore della scienza medica. Infatti lui, sopra il suo tavolo nello studio medico in cui riceveva i pazienti, era solito posizionare un cappello rivolto verso l’alto, come se fosse un contenitore, indicando sopra la seguente dicitura “Chi può lasci. Chi non può prenda”. Ritengo che questo sia un gesto di umanità e benevolenza di profonda carità e vicendevole scambio sociale nel raggiungimento del fine comune che caratterizza tutti noi: chi può aiutare, aiuti, chi ha bisogno si faccia aiutare, sempre nel principio guida dell’interesse reciproco verso il benessere e l’amore condiviso per cui Dio ci ha creato”. Wed, 26 Mar 2025 10:07:24 +0000 Benevento La Festa del Cioccolato e del Vino di Alcamo ha sfiorato le 10mila presenze https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/33298-la-festa-del-cioccolato-e-del-vino-di-alcamo-ha-sfiorato-le-10mila-presenze.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/33298-la-festa-del-cioccolato-e-del-vino-di-alcamo-ha-sfiorato-le-10mila-presenze.html Una grande festa del gusto e dell’intrattenimento: questa la fotografia della terza edizione del Ciokowine Fest, la Festa del Cioccolato e del Vino, che si è svolta ad Alcamo per tre giorni, tra Piazza Ciullo, il Collegio dei Gesuiti ed il Castello dei Conti di Modica. Una manifestazione enogastronomica capace di crescere così tanto in soli tre anni da sfiorare le 10 mila presenze. Un evento nato da un’idea dell’Associazione Sts, diretta da Erasmo Longo e Giuseppe Fiore che ha raggiunto in pieno l’obiettivo che si era predisposto, cioè quello di creare e promuovere attività che possano contribuire allo sviluppo turistico di Alcamo, attraverso il vino e il cioccolato. Non solo un evento dedicato a grandi e piccini, ma anche un’occasione per esaltare il gemellaggio tra le Città di Alcamo e Modica, che nell’antichità facevano parte di un’unica Contea, quella dei Conti di Modica. Grande soddisfazione è stata espressa dagli organizzatori Erasmo Longo e Giuseppe Fiore dell’Associazione Sts, che hanno commentato con queste parole la tre giorni di festa: “un grande successo per il quale dobbiamo ringraziare tutti quelli che hanno creduto dal primo giorno in questa manifestazione -  hanno dichiarato – Un evento che dal primo anno ad oggi è cresciuto molto, grazie all’impegno costante di chi ha lavorato dietro le quinte con noi, delle istituzioni che hanno creduto al nostro progetto e dei nostri sponsor che ci hanno supportato con grande spirito di collaborazione. Prefissarsi degli obiettivi non è mai semplice, ma grazie al supporto di tutti siamo riusciti anche con grande successo a fare uscire la manifestazione dai confini di Alcamo, per coinvolgere gli appassionati di vino e cioccolato di tutta la Sicilia. Proseguiremo nel nostro progetto tentando ogni anni di alzare sempre di più l’asticella”. Il ‘Ciokowine fest’, oggi, è considerato il punto di incontro tra le eccellenze delle due Città, Modica con il suo rinomato cioccolato ed Alcamo con il suo vino, famoso in tutto il mondo. E in questi tre giorni di grandi ‘golosità’, si sono alternarti diversi eventi enogastronomici e di intrattenimento musicale, anche per i più piccoli, spettacoli itineranti ed artisti di strada, Cioko-lab, Cioko-art, Cioko-school, Cioko-game village e Cioko-mascotte e live-show per tutti, perché il Ciokowine Fest è dedicato ai Wine-lovers e Cioko-lovers di tutte le età. Ma anche inedite Master-class ed interessanti Cooking-show con numerosi nomi di prestigio della cucina italiana, di cui direttore artistico è stato Peppe Giuffrè. L’edizione 2025 si è sviluppata con la collaborazione tra Associazione Sts, comune di Alcamo il cui sindaco è Domenico Surdi, assessorato comunale al turismo guidato da Donatella Bonanno, Assessorato Regionale alle Attività Produttive diretto da Edy Tamajo, Assesorato Regionale all’Istruzione e Formazione guidato da Mimmo Turano, Assessorato al Turismo Regionale con alla guida Elvira Amata, la Camera di Commercio di Trapani, il cui presidente è Giuseppe Pace, la Confcommercio e la Unioncamere Sicilia. La direzione tecnica è stata curata dell’Associazione Sts, diretta da Erasmo Longo e Giuseppe Fiore e della Agave Spettacoli di Andrea Randazzo. Foto di Giuliana Stabile. Mon, 24 Mar 2025 11:38:01 +0000 Trapani Il convegno “HOMO VIATOR - Il Giubileo e i Cammini” a Benevento progetta itinerari condivisi https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/benevento/33269-il-convegno-homo-viator-il-giubileo-e-i-cammini-a-benevento-progetta-itinerari-condivisi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/benevento/33269-il-convegno-homo-viator-il-giubileo-e-i-cammini-a-benevento-progetta-itinerari-condivisi.html Il Comitato provinciale UNPLI di Benevento, nella sua azione mirata allo sviluppo del territorio attraverso la promozione di tutte le sue risorse, tra cui quelle culturali, storiche, paesaggistiche, organizza il convegno “Homo Viator – Il Giubileo e i Cammini” giovedì 20 marzo 2025 presso il Salone Biblioteca Arcivescovile “F. Pacca” alle ore 16 con la partecipazione del Professore Giovanni Liccardo, moderatore dell’iniziativa. Dopo i Saluti Istituzionali dei rappresentanti degli enti territoriali, presenteranno l’approfondimento tematico che intende tracciare le linee guida a un percorso di collaborazione in rete per la progettazione di itinerari religiosi, culturali, storico-archeologici e naturalistici, possibilmente connessi a Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa. Per l’occasione sarà presentata la nuova normativa regionale sugli Eco-Musei e gli Albi Regionali e Statali dei Cammini e saranno illustrati i cammini devozionali attivi sul nostro territorio: Cammino di San Nicola nel Sannio, il Cammino di San Bartolomeo, il Cammino dell’Angelo Michele in Campania, nella prospettiva di una significativa valorizzazione delle “Antiquae Viae” (sannite, romane e medievali) e dei percorsi della memoria, del culto, del patrimonio antropologico del Sannio. L’incontro è promosso nell’ottica di una condivisione di “Buone Pratiche” promosse dagli esperti relatori per la diffusione della cultura dei Cammini e per promuovere le linee guida che consentano agli operatori coinvolti di comprendere l’iter di progettazione per il recupero dei fondi a sostegno delle attività per la valorizzazione dell’economia delle aree interne a rischio di spopolamento. Questi sono i relatori presenti al tavolo di lavoro e il loro relativo contributo: PROF. Don MARIO IADANZA Direttore della Biblioteca Capitolare e del Museo Diocesano di Benevento: Pellegrini e Pellegrinaggi; Dott. FELICE PASTORE Vice Direttore Nazionale Gruppi Archeologici d’Italia Direttore del Coordinamento tecnico ATS “Principati e Terre dei Longobardi del Sud- Intesa per gli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa in Campania: L'Eredità Culturale dei Longobardi del Sud ; Dott. NINO CAPOBIANCO Presidente della Proloco di Fragneto Monforte: il Cammino di San Nicola nel Sannio; ING. LUIGI SORRENTINO Direttore Regionale Campania dei Gruppi Archeologici d’Italia: L’Educazione al Patrimonio nelle Scuole; Prof. DOMENICO CAIAZZA Presidente Centro Studi sul Medioevo di Terra di Lavoro - Intesa per gli itinerari culturali del Consiglio d’Europa in Campania: I Cammini  Religiosi e Culturali; PETRONILLA LIUCCI, Ote Campania, - Direttrice Nazionale del tavolo di coordinamento e di lavoro del settore Terme e Benessere Termale per l’Osservatorio Italiano Nazionale  no profit (OINP) APS-ETS  delegato ai progetti USACLI provinciale di Benevento “Salus per Aquam”  Benessere e Sport. Per i saluti finali il Sindaco di Apollosa Danilo Parente, di Montesarchio Morena Cecere e l’Assessore alla cultura del Comune di Bonea Rita Malfi chiuderanno il tavolo di lavoro con la loro testimonianza di promotori del Cammino di San Nicola nel Sannio. Il pomeriggio di studio, aperto al pubblico, avrà inizio dopo i saluti di benvenuto dell’Arcivescovo di Benevento Monsignor Felice Accrocca. L’evento è aperto al pubblico, partecipano gli Operatori Culturali, le Pro Loco, le Associazioni, degli Operatori del Turismo e tutti i Comuni  interessati  allo sviluppo delle iniziative  di sviluppo delle aree interne attraverso lo sport e il turismo lento , per la promozione del Cammino di San Nicola nel Sannio, del Cammino dell’Arcangelo, del Cammino di San Bartolomeo nel Sannio, principali attori coinvolti  per la riqualificazione dei borghi sanniti. Il Comitato provinciale UNPLI di Benevento organizza l’evento in collaborazione con il Centro studi Arti e Tradizioni popolari "La Takkarata/Samnites"; Cammino di San Nicola nel Sannio; il Centro Studi sul Medioevo di Terra di Lavoro-Intesa per gli itinerari culturali del Consiglio d’Europa in Campania; l’ATS Principati e Terre dei Longobardi del Sud; (ATS dei Comuni di Salerno- Benevento- Capua); i Gruppi Archeologici d’Italia; l’Osservatorio Nazionale No profit dello Sport e del Terzo Settore (OINP APS-ETS); l’USACLI Provinciale di Benevento, in cooperazione con l’Arcivescovato di Benevento, la Fondazione Bonazzi ETS. Thu, 20 Mar 2025 07:36:07 +0000 Benevento Napoli Accoglie il Primo Reading Party in Campania: Un'Esperienza Letteraria Collettiva https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33255-napoli-accoglie-il-primo-reading-party-in-campania-un-esperienza-letteraria-collettiva.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33255-napoli-accoglie-il-primo-reading-party-in-campania-un-esperienza-letteraria-collettiva.html Napoli si prepara ad ospitare un evento culturale innovativo nel cuore del suo centro storico. Sabato 22 marzo, dalle 17:00 alle 19:30, Reading Rhythms e Libri Sottolineati approdano per la prima volta in Campania con un formato originale che sta conquistando gli appassionati di lettura in tutto il mondo. Un Salotto Letterario in un Palazzo Storico La cornice scelta per questo debutto è di assoluto prestigio: A'Mbasciata, un affascinante spazio all'interno di Palazzo Venezia, edificio del XIV secolo che per quattro secoli ha ospitato gli ambasciatori della Serenissima nel Regno di Napoli. Situato in Via Benedetto Croce 19, nel cuore dei Decumani, questo luogo carico di storia si trasformerà in un rifugio per bibliofili e appassionati lettori. Non un Book Club, ma un'Esperienza Condivisa A differenza dei tradizionali circoli di lettura, il Reading Party propone un formato originale: ogni partecipante porta con sé il proprio libro e legge in silenzio, condividendo lo spazio con altri lettori. L'atmosfera, curata nei minimi dettagli e arricchita da un sottofondo musicale delicato, alterna momenti di lettura individuale a pause di socializzazione, durante le quali i presenti possono scambiare impressioni e consigli sui libri. "È un'opportunità per ritagliarsi del tempo di qualità dedicato alla lettura, lontano dalle distrazioni quotidiane", spiegano gli organizzatori. "Un'esperienza immersiva che permette di scoprire nuovi titoli attraverso il confronto con altri appassionati, in un contesto sociale stimolante e inclusivo." Musica e Atmosfera Suggestiva Ad arricchire l'esperienza, la serata sarà accompagnata dal suono evocativo dell'handpan, uno strumento musicale capace di fondere ritmo, melodia e armonia in un'unica vibrazione. A suonarlo sarà Domenico Amato, giovane artista di strada originario di Salerno, che con il suo talento trasformerà il Reading Party in un viaggio sensoriale unico. L'handpan, composto da due calotte in ferro unite a formare una cassa armonica, produce un suono ancestrale e avvolgente, perfetto per creare un'atmosfera di raccoglimento e ispirazione. Gli Organizzatori L'evento è organizzato da Antonio Roberto e Alessio Ruggiero, founder di Libri Sottolineati. Il loro impegno nella promozione della lettura e nella creazione di nuovi spazi di condivisione culturale ha portato alla realizzazione di questo primo Reading Party campano, in collaborazione con Reading Rhythms. Il Primo Evento del Genere in Campania L'iniziativa segna un importante passo per la diffusione di questa formula innovativa nel Sud Italia. Dopo il successo riscontrato in altre città d'Italia, Napoli si prepara ad accogliere questa nuova dimensione letteraria nel suo ricco panorama culturale. Per partecipare è sufficiente portare il libro che si sta leggendo e lasciarsi avvolgere dall'atmosfera unica di questo evento. I biglietti sono disponibili sulla piattaforma Lu.ma (https://lu.ma/bqr1cq5i). L'appuntamento è fissato per sabato 22 marzo, dalle 17:00 alle 19:30, presso A'Mbasciata in Via Benedetto Croce 19. Un'occasione imperdibile per gli amanti della lettura e per chiunque desideri sperimentare una nuova forma di condivisione culturale nel magnifico scenario del centro storico partenopeo. Tue, 18 Mar 2025 10:08:36 +0000 Napoli Studio sui pigmenti dei colori usati negli affreschi di Pompei https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33249-studio-sui-pigmenti-dei-colori-usati-negli-affreschi-di-pompei.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33249-studio-sui-pigmenti-dei-colori-usati-negli-affreschi-di-pompei.html E’ stato appena pubblicato l'articolo scientifico dal titolo Pompeian pigments. A glimpse into ancient Roman colouring materials sulla prestigiosa rivista internazionale Journal of Archaeological Science. La ricerca è il frutto di una fruttuosa collaborazione del Parco Archeologico di Pompei con il gruppo di ricerca di Mineralogia e Petrografia del Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi del Sannio, in collaborazione con gli studiosi del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse dell’Università Federico II di Napoli. L'indagine ha avuto come oggetto lo studio dei pigmenti rinvenuti in alcuni eccezionali contesti pompeiani, che vanno dal III secolo a.C. all'eruzione del 79 d.C., coprendo la quasi totalità della tavolozza pittorica degli antichi pittori. La gamma cromatica è composta da pigmenti naturali e sintetici, inorganici e organici e la composizione dei pigmenti è stata rivelata grazie a un approccio analitico non invasivo che combina la microscopia con la spettroscopia, concepito per preservare tali beni per il futuro. Tale approccio ha permesso di scoprire che gli artisti mescolavano sapientemente le materie prime per ottenere un'innumerevole gamma di tonalità cromatiche. "Questo studio rappresenta un significativo passo avanti nella comprensione delle tecniche pittoriche degli antichi Romani", ha dichiarato Celestino Grifa, professore associato di Petrografia e Petrologia presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi del Sannio. "La possibilità di quantificare accuratamente i composti coloranti nelle miscele ci ha permesso di rivedere il processo artistico delle pitture murali, che prevedeva miscelazione dei pigmenti puri -in particolare il blu egizio, il bianco e il rosso piombo- che venivano sapientemente proporzionati per creare la palette desiderata.” Un risultato eccezionale dello studio è stato il primo utilizzo, finora conosciuto, di un nuovo colore grigio in cui la presenza di barite e alunite, forniscono la prima prova dell'utilizzo del solfato di bario nel Mediterraneo in epoca antica. Tale collaborazione prevede anche lo studio dei colori negli affreschi pompeiani, cogliendo le possibilità scientifiche offerte dai nuovi ritrovamenti negli scavi in corso, dove le analisi diagnostiche non invasive vengono condotte coordinandosi con le operazioni di restauro. L’ultima campagna ha riguardato la stanza rossa della “Casa del Tiaso”. “È uno studio essenziale anche ai fini del restauro degli affreschi pompeiani, che sono molto fragili e richiedono una conoscenza approfondita per una corretta conservazione. – aggiunge il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtrieghel - Simili analisi sono già in corso per la megalografia dionisiaca recentemente scoperta. Esemplare sinergia tra ricerca e tutela che esprime l’eccellenza italiana in questo settore.” Grifa C., Germinario C., Pagano S., Lepore A., De Bonis A. Mercurio M., Morra V., Zuchtriegel G., Hay S., Esposito D., Amoretti V. (2025). "Pompeian pigments. A glimpse into ancient Roman colouring materials". Journal of Archaeological Science, Volume 177. Mon, 17 Mar 2025 15:27:17 +0000 Napoli Giuseppe Sermonti e Roberto Fondi, grandi e dimenticati https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/33145-giuseppe-sermonti-e-roberto-fondi-grandi-e-dimenticati.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/33145-giuseppe-sermonti-e-roberto-fondi-grandi-e-dimenticati.html Due giganti del pensiero scientifico italiano, tanto grandi quanto dimenticati: Giuseppe Sermonti (1925-2018) e Roberto Fondi (1943-2024). Quest’ultimo ci ha lasciato in silenzio, com’era vissuto, e nel silenzio più assoluto dei media nazionali quasi nessuno si è accorto della sua scomparsa.  Giuseppe Sermonti aveva avuto una maggiore visibilità, scrittore prolifico dagli anni 1970 e grazie all’editore Rusconi, aveva raggiunto un pubblico ampio con scritti che andavano dalla critica allo scientismo e all’evoluzionismo darwiniano, al mondo delle favole, a racconti brevi, sempre legati al mondo della scienza. Magistrali le “Commedie da tavolo” dove tratteggia le vite drammatiche di molti grandi Scienziati nella tempesta (Di Renzo editore, 2002). Roberto Fondi è legato a Sermonti dalla pubblicazione di Dopo Darwin. Critica all’evoluzionismo (Rusconi, 1980), è un paleontologo, Sermonti è genetista e i due sono «in sintonia massima per quanto riguarda la pars destruens del darwinismo, ma si differenziano nettamente per la pars construens», come ben argomenta Roberto Marchina nel suo volume Evoluzionismo biologico e fede in Dio (Amazon, 2024), omaggio a questi due illustri scienziati. Un volume prezioso per la descrizione accurata dell’evoluzionismo darwiniano e neodarwiniano in tutti i suoi aspetti: dalla terminologia, alla storia con i suoi principali esponenti, dall’origine della vita alle “prove” a sostegno della teoria dell’evoluzione. Tutto questo nella prima parte del volume (pag. 18-83). La seconda (pag. 84-138) è dedicata al ricordo di Giuseppe Sermonti e di Roberto Fondi approfondendo il loro pensiero e la loro critica all’evoluzionismo darwiniano: «un omaggio dovuto dato che hanno pagato di persona, in termini di carriera e di onore, queste loro posizioni». Del pensiero di Sermonti si sottolinea il “significato” delle forme dei viventi «che esistono là fuori in potenza di vita, un po’ come le idee di Platone che trascendono le applicazioni terrene (si pensi, per esempio, all’idea del bene). Fondi, da paleontologo, vede la discontinuità nell’apparizione delle forme viventi, la mancanza di anelli di congiunzione e che le varie forme si succedono nel tempo e propone il suo pensiero: «il paradigma olista, organicista di Aristotele e Linneo, riveduto e corretto dalle acquisizioni della fisica moderna». Roberto Marchina spiega molto bene il pensiero del paleontologo senese che dice: «È illusorio pretendere di giustificare il “fenomeno vivente” nella sua globalità, riconducendolo semplicemente alla logica lineare ed a-finalistica implicita all’evoluzionismo darwiniano e neo-darwiniano». C’è qualcosa di più e più profondo, «la logica della vita è circolare, non lineare» dove i viventi «risultano parti integranti di un organismo più ampio, armonicamente organizzato» come ricorda il fisico Giuseppe Arcidiacono citato da Marchina. Significative altre due citazioni. La prima di Sermonti: «La mia ostilità al darwinismo, che ha segnato la mia vita (e guastata la reputazione e la carriera) non è derivata dall’insoddisfazione per le teorie di Darwin ma dal fatto che quelle teorie si sono imposte come religione di stato, alla maniera del lysenkoismo sovietico». A proposito del pluralismo scientifico il pensiero di Roberto Fondi è riassunto sempre nella stessa pagina (85): «Si. Auspico soprattutto che ogni scienziato possa dire liberamente ciò che pensa ed anche avanzare le tesi più audaci e rivoluzionarie, senza il timore di dover essere ostracizzato in partenza e messo all’indice solo perché alcuni suoi colleghi particolarmente potenti e in grado di dettare legge, non tollerano le sue idee». Proprio questa nostra società aperta, plurale, inclusiva ha dimostrato tutta la sua chiusura e grettezza con persone non allineate al pensiero unico dominante. Roberto Marchina compie un gesto quasi di riparazione nei loro confronti. Da laureato all’Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona e impegnato nella catechesi nella sua parrocchia, dedica la terza parte del libro e l’appendice a neodarwinismo e ateismo attraverso l’analisi del pensiero di Telmo Pievani e di Richard Dawkins. L’appendice riporta i principali documenti della Chiesa sul tema dall’Humani generis (1950) di Pio XII fino al magistero di san Giovanni Paolo II senza dimenticare l’importante apporto del card. Joseph Ratzinger. Il volume, di 197, pagine vede la prefazione di Stefano Serafini amico e grande conoscitore del pensiero dei due scienziati. Fri, 07 Feb 2025 18:14:36 +0000 Scienza NASA: il pompaggio di grandi quantità di acqua ha alterato la rotazione terrestre https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/33035-nasa-il-pompaggio-di-grandi-quantita-di-acqua-ha-alterato-la-rotazione-terrestre.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/scienza/33035-nasa-il-pompaggio-di-grandi-quantita-di-acqua-ha-alterato-la-rotazione-terrestre.html Il pompaggio secondo la NASA, riportato da CNN, di grandi quantità di acqua dal terreno tra il 1993 e il 2010 ha alterato in modo significativo la rotazione terrestre, secondo un nuovo studio.Livelli allarmanti di estrazione di acque sotterranee hanno inclinato la Terra di quasi 80 centimetri a est durante quel periodo, secondo lo studio pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters. Studi precedenti hanno dimostrato che la posizione dell'asse terrestre cambia rispetto alla crosta, con il pianeta che ruota in modo leggermente diverso mentre l'acqua si muove. Utilizzando modelli climatici, gli scienziati hanno calcolato che gli esseri umani hanno pompato 2.150 gigatonnellate di acque sotterranee dal 1993 al 2010, equivalenti a più di 6 millimetri di innalzamento del livello del mare. Mentre la capacità dell'acqua di modificare la rotazione terrestre è stata scoperta per la prima volta nel 2016, il contributo specifico delle acque sotterranee a questi cambiamenti di rotazione è rimasto sconosciuto. Il nuovo studio ha modellato i cambiamenti osservati nello spostamento dell'asse del pianeta e nel movimento dell'acqua. In primo luogo, ha valutato l'effetto delle sole calotte glaciali e dei ghiacciai e poi ha preso in considerazione diversi scenari di ridistribuzione delle acque sotterranee. "L'asse terrestre sta cambiando molto. Il nostro studio mostra che tra le cause legate al clima, la ridistribuzione delle acque sotterranee ha in realtà il maggiore impatto sullo spostamento degli assi", ha detto Ki-Weon Seo, geofisico dell'Università Nazionale di Seoul. È stato riscontrato che l'asse si muove di 78,5 centimetri o 4,3 centimetri all'anno se si tiene conto della ridistribuzione delle acque sotterranee di 2.150 gigatonnellate. "Sono preoccupato e sorpreso che il pompaggio delle acque sotterranee sia un'altra fonte di innalzamento del livello del mare", ha detto il dott. Seo.Dall'America e dall'India l'impatto maggiore I risultati suggeriscono che la posizione da cui viene pompata l'acqua sotterranea è importante per quanto l'asse terrestre potrebbe muoversi. Ad esempio, gli scienziati hanno affermato che la ridistribuzione dell'acqua dalle medie latitudini ha un impatto maggiore. Secondo lo studio, nel periodo dal 1993 al 2010, la maggior parte dell'acqua è stata distribuita nel Nord America occidentale e nell'India nordoccidentale, situati alle medie latitudini. Gli sforzi dei paesi per rallentare i tassi di esaurimento delle acque sotterranee, specialmente in queste aree sensibili, possono teoricamente porre rimedio alla situazione, ma solo se sostenuti per decenni. Poiché l'asse terrestre si sposta di diversi metri entro un anno, i cambiamenti dovuti al pompaggio delle acque sotterranee non comportano il rischio di cambiare le stagioni, hanno detto i ricercatori. Ma è stato dimostrato che lo spostamento dell'asse ha un impatto sul clima su grandi scale temporali geologiche. Intanto uno studio ha rivelato che un lago in California nasconde una quantità "impressionante" di un elemento estremamente prezioso. Ovviamente non bisogna giudicare un lago dalla sua superficie, perché sotto il Salton Sea, nel sud della California, attendeva gli scienziati una sorpresa monumentale. Il lago più grande dello stato si trova in cima a una riserva di litio, qualcosa che gli scienziati già sapevano. Tuttavia, quello che non sapevano era esattamente quanto ci fosse sotto questo elemento chimico. Nel tentativo di scoprirlo, il Dipartimento dell'Energia (DOE) ha finanziato uno studio che ha iniziato la ricerca nel Salton Sea per cercare di analizzare esattamente quanto litio si trovava sotto l'enorme corpo idrico. Il governatore della California Gavin Newsom ha definito il Salton Sea "l'Arabia Saudita dell'estrazione del litio" e i risultati dello studio dimostrano certamente perché. In precedenza era stato stimato che ci fossero circa quattro milioni di tonnellate di litio sotto il lago, ma l'anno scorso è stato rivelato che in realtà potrebbero esserci 18 milioni di tonnellate, noto anche come "oro bianco" a causa del suo valore e del suo aspetto. Per fare un confronto, questo sarebbe sufficiente per alimentare più di 382 milioni di batterie per veicoli elettrici. Alla luce della nuova scoperta, il giacimento californiano è il più grande del mondo. A partire dall'anno scorso, una tonnellata di litio valeva circa 29.000 dollari, quindi, tenendo presente tale importo, il Salton Sea potrebbe nascondere merci per un valore di 540 miliardi di dollari. Uno dei 22 autori dello studio, Michael McKibben, professore di geochimica presso l'Università della California a Riverside, ha dichiarato a proposito dei risultati: "Questo è uno dei più grandi depositi di salamoia di litio al mondo. "Questo potrebbe rendere gli Stati Uniti completamente autosufficienti per quanto riguarda il litio e smettere di importarlo attraverso la Cina". Altri nel settore hanno salutato la scoperta come decisamente "enorme". Sammy Roth, editorialista sul clima del Los Angeles Times, ha dichiarato a The Show di Radio KJZZ: "È noto da molto tempo che c'è un mucchio di litio, un po' in profondità sotto l'estremità meridionale del Salton Sea". Roth ha continuato: "Ci sono state aziende per decenni che hanno cercato di estrarre il litio da lì, e soprattutto nell'ultimo decennio poiché i veicoli elettrici e l'accumulo di energia nella rete elettrica sono diventati una grande necessità. Ma questo nuovo rapporto del governo federale è davvero un numero accattivante. Hanno scoperto che c'è potenzialmente abbastanza litio per alimentare le batterie di 382 milioni di veicoli elettrici, che è più veicoli di quelli attualmente in circolazione negli Stati Uniti. Quindi, se potessimo ottenere tutto quel litio, sarebbe enorme". Fri, 29 Nov 2024 17:37:19 +0000 Scienza Portici - Evento: Sguardo consapevole sui pericoli dei fuochi d’artificio https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33019-portici-evento-sguardo-consapevole-sui-pericoli-dei-fuochi-d-artificio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/napoli/33019-portici-evento-sguardo-consapevole-sui-pericoli-dei-fuochi-d-artificio.html Presso l’auditorium della Parrocchia Sacri Cuori di Gesù e Maria di Portici, in Via Federico Rossano 1, sabato 4 dicembre alle ore 10 si è svolgerà il convegno dal titolo “Non farti prendere la mano – Sguardo consapevole sui pericoli dei fuochi d’artificio”, promosso dal Dirigente scolastico dell’ISIS Carlo Levi di Portici, Professor Giovanni Liccardo. Il convegno, coordinato nei suoi aspetti logistico-organizzativi dalla referente di Scuola Professoressa Assunta Esposito, Referente legalità, con l’intervento del Personale della Questura di Napoli  - Nucleo artificieri della Polizia di Stato, vuole essere il luogo di trasmissione di un messaggio di prevenzione e di sensibilizzazione sull’uso dei fuochi di artificio; soprattutto in relazione ai gravi incidenti che si verificano durante le festività natalizie e di fine anno, emerge infatti l’esigenza di sensibilizzare i giovani sull’uso incauto o inadeguato dei fuochi d’artificio e dai pericoli da essi derivanti. Agenti esperti del Commissariato incontreranno gli studenti per spigare loro la disciplina dei "botti", per indicare quelli vietati e soprattutto quelli pericolosi. Il Professor Giovanni Liccardo, ideatore dell’iniziativa, ci fa sapere che “Non si tratterà però solo di una lezione di scuola, ma di una sorta di laboratorio dove ai ragazzi verranno mostrati filmati e artifici pericolosi, affinché possano memorizzarne la forma e capirne la pericolosità. Sul mercato ci ritroveremo tra pochi giorni vecchi e nuovi botti perché la voglia di fare festa contagia, specie per fine anno, molti italiani che hanno una vera e propria passione per i fuochi d'artificio, non sempre innocui, spesso pericolosissimi: dunque, la campagna di sensibilizzazione non può essere tralasciata dalla Scuola. Non a caso, dal punto di vista statistico i ragazzi tra gli 11 e i 14 anni sono i più colpiti dalle esplosioni e gli organi più interessati sono mani e occhi. Spesso sono proprio loro, i più giovani che credono di mostrare il loro coraggio usando i fuochi in modo spavaldo, a meravigliarsi dei danni che possono provocare giochi pirotecnici apparentemente innocui. Del resto, la visione didattica della cultura della sicurezza è da sempre all’attenzione dell’IIS “C. Levi”. E l’ambizione di tale obiettivo e la complessità del problema che riguarda la vita di ciascuno, spiegano l’impegno profuso a questo scopo dalla Scuola, a molti livelli, sia per quanto concerne l’ambiente di lavoro sia relativamente agli aspetti educativi. Protagonisti di tale compito sono i docenti, in quanto registi dell’azione educativa che si connota per la sua interdisciplinarietà; la cultura della sicurezza infatti, nella sua ampia articolazione implica molteplici elementi: le strutture, la didattica, l’organizzazione scolastica, le convinzioni personali, la normativa, le sanzioni. Al Dirigente il compito di essere un abile regista che studia i fondamenti teorici, cerca le risorse, seleziona gli strumenti, coordina i soggetti e lavora in prima persona con gli studenti. Ne va del nostro futuro. E il futuro sta nelle mani dei ragazzi che la società affida alla scuola. Dunque, un compito enorme, evidentemente, si prospetta ai docenti ai quali compete educare attraverso l’istruzione, promuovere l’assunzione di corretti comportamenti grazie alla prospettazione dei diversi ambiti disciplinari di cui hanno padronanza, sviluppare competenze, grazie all’acquisizione di conoscenze aggiornate e critiche, nonché di sensibili abilità, accompagnare la crescita delle giovani generazioni perché esse sappiano porsi nel mondo con piena e responsabile consapevolezza”. Tue, 19 Nov 2024 17:03:49 +0000 Napoli 40 giovani a scuola di sostenibilità alle Egadi per la Summer school https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/32792-40-giovani-a-scuola-di-sostenibilita-alle-egadi-per-la-summer-school.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/trapani/32792-40-giovani-a-scuola-di-sostenibilita-alle-egadi-per-la-summer-school.html Quaranta giovani siciliani a scuola d’ambiente nell’area marina protetta più grande d’Europa. Ha preso il via, nell’arcipelago delle isole Egadi, la Summer School, un programma di educazione ambientale che si propone di formare i ragazzi sui temi della tutela dell’ambiente, la salvaguardia dei mari, i cambiamenti climatici, le politiche di sviluppo sostenibile e le nuove tecnologie che consentono di ridurre l’impatto dell’uomo sul pianeta. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Solemar Eventi, è svolta in collaborazione con il National Geographic, il Comune di Favignana-Isole Egadi, l’Area marina protetta “Isole Egadi” e il contributo di Bolton Group-Rio Mare che illustrerà ai ragazzi i suoi progetti per la pesca sostenibile. Fino a domenica 14 luglio i ragazzi parteciperanno a lezioni mattutine e conosceranno tutte le isole dell’arcipelago attraverso escursioni via terra e via mare. Parteciperanno ad attività di ricerca condotte da esperti ed operatori del settore ambientale e dagli Explorer del National Geographic Giovanni Chimienti, Marta Musso, Davide Brunetti e Martina Capriotti, biologi marini. La Summer School fa parte del programma collaterale del Marettimo Italian Film Fest, il festival dedicato al cinema made in Italy, la cui quinta edizione si svolgerà sulla più selvaggia delle Egadi dal 16 al 20 luglio 2024. Lunedì 15 luglio un preview di attività con il talk, alle ore 19, “L’olio, sapore e cuore mediterraneo” a cura dell’Associazione nazionale Città dell’Olio Sicilia occidentale e, alle ore 21.30, con la presentazione e la proiezione del film “Un’estate a Favignana” di Carlo Sironi, girato interamente nell’isola madre delle Egadi. Per cinque giorni Marettimo accoglierà alcuni dei maggiori protagonisti del cinema italiano con un ricco programma di proiezioni a cielo aperto, incontri e dibattiti, degustazioni e spettacoli. L’appuntamento è organizzato dall’Associazione culturale SoleMar-Eventi con il contributo dell’assessorato al turismo della Regione Siciliana e del Ministero della cultura. Sui palchi di Scalo nuovo e Scalo di mezzo ogni sera andranno in scena documentari, film e cortometraggi usciti nelle sale cinematografiche nell’ultimo anno. Al tramonto del sole, concerti e spettacoli gratuiti. Cuore dell’evento sarà come sempre il Premio Stella Maris, assegnato alle fiction di maggior successo, agli attori più noti, ai personaggi dell’anno, alla carriera. Tra gli ospiti attesi, Giancarlo Giannini, Giuseppe Zeno, Anna Safroncik, e altre personalità di spicco nel panorama dell’intrattenimento internazionale. Per completare la festa, tanti momenti dedicati all’approfondimento, allo spettacolo e all’enogastronomia siciliana con un focus sul food e sulle eccellenze delle isole Egadi. Presentatori d’eccezione Pierluigi Diaco, Alessio Orsingher, Giordano Bruno Guerri e Gabriella Carlucci.   Tue, 09 Jul 2024 09:01:33 +0000 Trapani Trionfo del Made in Italy, i Sorce arrivano a Singapore https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/32636-trionfo-del-made-in-italy-i-sorce-arrivano-a-singapore.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/32636-trionfo-del-made-in-italy-i-sorce-arrivano-a-singapore.html La prima Giornata nazionale del Made in Italy, che si è celebrata per la prima volta il 15 aprile 2024, ha visto protagonisti anche quattro giovani siciliani. Quattro giovani cugini, Giorgio, Filippo, Alberto e Giorgio Sorce, promotori di un progetto gastronomico ad Agrigento, ora approdano a Singapore. Nel giorno che celebra l’eccellenza dei prodotti e della cucina del nostro paese, la “Famiglia Sorce” - così amano definirsi - vive appieno l’esaltazione della tradizione siciliana e italiana con un’offerta che sfonda all’estero. La pizza e i prodotti gastronomici siciliani arrivano a Singapore. Giorgio, Filippo, Alberto e Giorgio Sorce, sono i promotori del Progetto Sitàri, nato ad Agrigento nel 2013.  Tre di loro sono fratelli, il quarto è un loro cugino. La loro è la storia di un’impresa “Made in Italy”, nata interamente in Sicilia: una storia controcorrente, rispetto a quanto accade oggi. Negli anni in cui tanti giovani sono costretti ad emigrare all’estero per costruire il loro futuro, Giorgio, Alberto, Filippo e Giorgio hanno scelto di rimanere in Sicilia, di costruire nell’isola le radici del loro progetto economico, che è anche un progetto di vita. La loro ambizione era quella di rivoluzionare il settore della pizza ad Agrigento. Le loro famiglie li aiutano concretamente, partecipando alla gestione quotidiana del locale, della sala dove consigliano vini ai clienti, fino alla cassa e alle varie necessità operative di Sitàri. Una figura chiave è rappresentata da nonno Giorgio, omonimo di due dei ragazzi e loro grande ispiratore. Nonno Giorgio gestisce “l’orto degli aromi” assieme ai nipoti e ha trasmesso loro l’amore per la cucina di qualità. Nonostante i suoi 86 anni, nonno Giorgio continua a prendersi cura delle ultime capre e pecore, producendo un formaggio eccezionale che arricchisce alcune delle pizze offerte da Sitàri.  E ora il Progetto Sitàri varca le frontiere e porta all’estero un brand che parlerà di sicilianità anche oltre Oceano. In particolare a Singapore.  A giugno aprirà il nuovo locale “Fortuna”, nel centro di Singapore, con il lancio del nuovo brand che porta il Gruppo Sitàri alla conquista dell’Asia. Loro partner sarà Egon Marzaioli, convinto investitore all’estero in un progetto che affiancherà la trattoria alla pizzeria in puro stile Sorce.  Egon Marzaioli è un giovane imprenditore di successo con radici italiane profonde, suo padre è casertano e sua madre siciliana. Ha già dimostrato le sue capacità manageriali e imprenditoriali all'estero, in particolare con il successo del Gruppo Fortuna a Sydney. Durante una vacanza con Giorgio Sorce, Egon viene catturato dalla passione e dal racconto di Giorgio riguardo la sua pizzeria Sitàri ad Agrigento, così come dall'unico concetto di pizza che essa rappresenta. Colpito dalla qualità e dall'autenticità della proposta di Sitàri, Egon, che stava già pianificando di aprire il suo ristorante "Fortuna" a Singapore, vede un'opportunità unica di ampliare l'offerta del suo futuro ristorante includendo una pizzeria di alta qualità.  Questa decisione è motivata non solo dalla volontà di portare una pizza di qualità superiore all'estero ma anche dall'intento di creare un connubio tra il successo già testato di Sitàri e il nuovo progetto di Fortuna. Egon comprende l’importanza di unire forze con un brand già affermato per garantire il successo del suo ristorante a Singapore e, al contempo, esportare l’eccellenza della cucina italiana in Asia.  La collaborazione tra Egon e la Famiglia Sorce porta alla nascita del nuovo locale “Fortuna”, situato nel cuore di Singapore. Il lancio di questo nuovo brand rappresenta un passo audace verso la conquista del mercato asiatico, con una formula vincente che combina la pizza in puro stile Sorce e una trattoria tradizionale, offrendo così un'ampia gamma di piatti che celebrano l'arte culinaria italiana. Grazie a questa sinergia, Egon e la Famiglia Sorce avviano un progetto ambizioso, frutto di sacrifici, studio approfondito e una visione condivisa di successo e qualità.  Protagonisti indiscussi saranno i prodotti della tradizione italiana che ammaliano gli abitanti della metropoli asiatica che, con la sua forte vocazione turistica, moltiplicherà la capacità di penetrazione dell’arte culinaria e agroalimentare del Belpaese. Le straordinarie materie prime del territorio siculo, come l’immancabile pomodoro Siccagno di Valledolmo o la deliziosa ricotta dei pastori locali, e tanti altri gioielli dello sconfinato firmamento di delizie rendono famosa l’Italia nel mondo: Sitàri le propone con il sigillo dell’alta qualità, cifra distintiva di un’attività che si è imposta negli anni in Sicilia guadagnandosi importanti riconoscimenti come i ‘due spicchi’ del Gambero Rosso e il Premio speciale ‘Pizza e territorio’.  La conferma di una scelta vincente: “Puntiamo tutto sugli ingredienti delle nostre pizze che siano proprio le eccellenze del territorio” ha commentato Giorgio Sorce ricordando che la famiglia, con Sitàri, è stata la prima a entrare nella Guida del Gambero ad Agrigento, e che la valorizzazione delle nostre eccellenze è uno degli obiettivi dell’offerta dei maestri pizzaioli. Un team familiare coeso che grazie a duri sacrifici e tanto studio avvia ora un progetto intraprendente, grazie alla collaborazione con Egon Marzaioli, che consentirà di ampliare la proposta affiancando alla pizzeria anche la trattoria, per la creazione di menu che saranno espressione dell’arte culinaria italiana. Anche Egon, infatti, pur essendo radicato all’estero con riuscite esperienze pregresse del Gruppo Fortuna a Sydney, vanta un pedigree tutto italiano: papà casertano, mamma siciliana e una grande capacità manageriale che lo ha portato a cogliere le potenzialità degli chef agrigentini.  Insieme ricomporranno a Singapore i fasti del Regno delle due Sicilie grazie a “Fortuna”, che vanterà in cucina la direzione del grande Omar Tutino di Agrigento, già capopartita di pasticceria con lo chef Antonino Cannavacciuolo al ristorante dell’Hotel Villa Crespi, e con altre pregresse esperienze da chef in diversi contesti internazionali e nazionali. Questo si unirà alla garanzia dei prodotti di alta qualità italiani, per una proposta in cui “la tradizionalità rimane la base dei nostri piatti – spiega Giorgio Sorce -, ma non mancherà la contemporaneità e… chissà… qualche contaminazione ‘locale’ che dia corpo alla creatività che ci contraddistingue”. È il caso di “chicche” come il dolce “Tra Oriente e Occidente”, un incontro culinario fra la Sicilia e Singapore per “un omaggio al luogo che accoglierà il nostro nuovo progetto – racconta Giorgio – e alla nostra terra che ci ha educato gusto e palato”. Una delizia a forma di rosa realizzata con la tecnica dello shokupan: un fiore lievitato, che ha una forte simbologia in entrambi paesi. Un pane giapponese al latte morbidissimo, diffuso anche in Corea e Cina, che letteralmente significa “pane alimentare”, presentato in forma di rosa, così che ogni commensale possa staccare un petalo e intingerlo in una ciotola di ricotta di pecora e cannella.     Tue, 23 Apr 2024 07:04:59 +0000 Agrigento Trani - Grande successo per la "Notte delle Lanterne" https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/barletta/32187-trani-grande-successo-per-la-notte-delle-lanterne.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/barletta/32187-trani-grande-successo-per-la-notte-delle-lanterne.html Grande successo di pubblico per la terza edizione di “Notte delle lanterne” un evento di condivisione, aggregazione, promozione, valorizzazione e esaltazione dei prodotti di qualità del territorio, delle materie prime sostenibili, innovative e a km 0 che si è tenuto giovedì 31 Agosto e Venerdì 1 Settembre a Trani.  "Notte delle lanterne" è un evento che prende forma attraverso un percorso di degustazione di prodotti tipici del territorio, caratterizzato dalle incantevoli lanterne pugliesi accompagnato da musica live e ospiti. Dopo due edizioni ai piedi della Cattedrale di Trani, quest’anno, la location, è stata il Monastero di Santa Maria di Colonna a Trani.   Con il Patrocinio dell'assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia e con il sostegno economico del Comune di Trani in collaborazione anche con  l’Istituto alberghiero “ A. Moro” e dell’Associazione “Trani Autism Friendly”, e la presenza del presidente Associazione Cuochi, lo Chef Michelangelo Sparapano, che vanta numerose collaborazioni televisive, tra queste diverse edizioni della Prova del cuoco con Antonella Clerici, su Rai 1.L’Evento, offre un momento spettacolare di grande valore, ai cittadini, turisti e visitatori.   Durante la serata finale attesissimo il momento dedicato alla premiazione del miglior prodotto, assegnato a Terre Divine, per la sostenibilità assegnato all’associazione Time Out, prodotto innovativo a Sabino Leone, prodotto della tradizione a Conte Spagnoletti Zeuli e al miglior enologo, dottor Cristoforo Pastore. A condurre l’evento è stato Kevin Dellino, già reduce dal successo della sua trasmissione televisiva Punto di vista, in onda ogni mercoledì in prima serata su Cusano Italia Tv al fianco di Emilio Fede, con lui sul palco anche l’ospite d’onore della terza edizione Beppe Convertini, il sindaco Amedeo Bottaro ed il vice sindaco Fabrizio Ferrante.   L’ Associazione Culturale Forme con i suoi diversi ambiti d’azione crea e sperimenta nuove “FORME espressive” di attività legate al mondo delle comunicazioni, della moda, del marketing, del mondo editoriale e dell'enogastronomia. Propone e realizza progetti di forte spessore culturale, recuperando, riqualificando ed esaltando il patrimonio storico, artistico, culturale, figurativo, letterario, editoriale, gastronomico, ed ambientale del territorio, creando le condizioni di impatto attrattivo turistico. Collabora con aziende Private ed Enti Pubblici per l’organizzazione di eventi mirati principalmente alla promozione del territorio. Oramai alla terza edizione : NOTTE DELLE LANTERNE , evento ideato da Cesare Natalicchio responsabile eventi dell’Associazione Forme diretto dall’impeccabile Elena Brulli entra di diritto nell’elenco delle manifestazioni più caratteristiche dell’estate al Sud, e che vanta un importante interessamento da parte del pubblico e dei turisti. Appuntamento al prossimo anno per la terza edizione. Complimenti a tutti!   Foto Malvina Battiston Sat, 16 Sep 2023 15:40:49 +0000 Barletta Protocollo d'Intesa tra Caritas di Potenza ed Asp: “bagno caldo” e “taxi solidale” per rafforzare l'assistenza domiciliare https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/32151-protocollo-d-intesa-tra-caritas-di-potenza-ed-asp-bagno-caldo-e-taxi-solidale-per-rafforzare-l-assistenza-domiciliare.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/32151-protocollo-d-intesa-tra-caritas-di-potenza-ed-asp-bagno-caldo-e-taxi-solidale-per-rafforzare-l-assistenza-domiciliare.html E' stato sottoscritto il 4 luglio un importante Protocollo d'Intesa tra Caritas Diocesana di Potenza - Muro Lucano - Marsico Nuovo ed Asp  finalizzato ad attuare il progetto di implementazione dell’agenda socioassistenziale in cure domiciliari con l'attivazione sperimentale di una struttura di prossimità fisica e virtuale per pazienti con situazioni di fragilità tutelate. Il Progetto in questione prevede che la UOC Critica Territoriale Cure Domiciliari e Palliative dell’ASP di Potenza abbia competenza nella realizzazione delle attività con il fondamentale coinvolgimento di Caritas in qualità di Organizzazione no-profit che cooperi nella realizzazione delle attività tenuto conto delle comprovate competenze, della professionalità e dell’esperienza del personale volontario anche in virtù della presenza di una struttura operativa ovvero di un Centro d’Ascolto nel quartiere Bucaletto a Potenza, individuato nel Progetto ai fini dell’allocazione della struttura di prossimità. Il Protocollo avrà validità sino al 31.12.2024. Caritas Diocesana di Potenza - Muro Lucano - Marsico Nuovo si impegna, per garantire la corretta realizzazione del progetto, a mettere a disposizione il proprio Osservatorio Diocesano dove da anni, attraverso la piattaforma OSPO Web, vengono censiti bisogni, risorse ed interventi per ogni singola persona/famiglia che accede presso i Centri di Ascolto per richieste di aiuto e la rete dei Centri di Ascolto già presenti in città (1 Diocesano e 13 Parrocchiali). Azioni specifiche di natura sociale: “bagno caldo” e “taxi solidale” Il progetto ha una ratio prettamente sanitaria e sociale al fine di sostenere al tempo stesso le famiglie dei pazienti, dalla mobilità alla cura della persona. Con il “Taxi Solidale” saranno consentiti gli spostamenti dei pazienti per l’esecuzione di esami strumentali o interventi presso strutture ospedaliere o ambulatoriali. Tale servizio usufruirà di un mezzo di trasporto acquistato dall’ASP di Potenza e la gestione spetterà alla Caritas Diocesana che, a tal fine, individuerà, mettendoli a disposizione, i propri volontari (nel numero di 2). Le prestazioni di Taxi Solidale verranno organizzate secondo un calendario di 2-3 giornate settimanali preventivamente programmate. I volontari di Caritas Diocesana impiegati nello svolgimento del servizio Taxi solidale riceveranno apposita copertura assicurativa per responsabilità civile. Con il servizio “Bagno Caldo” a domicilio sarà garantita l'igiene ai pazienti allettati: l’attrezzatura verrà acquistata dall’ASP di Potenza mentre l’esecuzione del servizio verrà garantita dai volontari di Caritas Diocesana. Si prevede personale OSS, ritenendo necessaria la presenza di operatori dotati di specifiche competenze. Sarà, inoltre, garantita l’attivazione di una centrale spoke di Telemedicina, da attuarsi a mezzo di una dotazione informatica di telemedicina e per la valutazione multidimensionale; nello svolgimento del predetto servizio dovranno essere coinvolti operatori OSS, individuati dalla Caritas Diocesana. L’ASP metterà a disposizione, per la gestione del mezzo “Taxi Solidale”, una card carburante ricaricabile trimestralmente con apposita determina dirigenziale e la Caritas Diocesana si impegna a trasmettere trimestralmente le ore effettive espletate per le attività di “bagno caldo” e di “taxi solidale”.    Thu, 13 Jul 2023 08:52:36 +0000 Potenza Rete Imprese Villa Franca: Consuntivo 2021 e previsioni di sviluppo per il 2022 https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/31288-rete-imprese-villa-franca-consuntivo-2021-e-previsioni-di-sviluppo-per-il-2022.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/31288-rete-imprese-villa-franca-consuntivo-2021-e-previsioni-di-sviluppo-per-il-2022.html Lo scorso 31 gennaio, presso la sala ricevimenti di Casa Resta a Francavilla Fontana, si è tenuta la riunione del Comitato di Gestione di Rete Imprese Villa Franca e l’assemblea dei soci per la presentazione ed approvazione de Conto Consuntivo 2021. L’occasione è stata utile per approfondire la conoscenza tra gli imprenditori e i consulenti intervenuti, al fine di creare le giuste sinergie e collaborazioni tra gli operatori. Obiettivo principale è, infatti, la creazione di progetti che portino ben presto sviluppo economico e occupazione nel nostro territorio. A seguito dell’ultimo incontro di gennaio con il sindaco Antonello Denuzzo, l’assessore all’Urbanistica Nicola Lonoce, il consigliere regionale Maurizio Bruno, il consigliere provinciale Mimmo Tardìo e il dirigente del settore Urbanistica Leonardo Scatigna, gli imprenditori di Rete Imprese Villa Franca hanno preso atto della volontà da parte dell’Amministrazione Comunale di dare una svolta definitiva all’area Pip. In particolare, il sindaco Denuzzo aveva dichiarato che la variante alle norme tecniche di attuazione, così come approvata dalla Regione, sarebbe approdata in Consiglio Comunale nella prima occasione utile. In tal modo si potrà riprendere, sicuramente già dalla convocazione di questa settimana, l’iter che porterà all’adozione definitiva nei termini temporali previsti dalla legge. Ottenuto ciò, sarà finalmente possibile l’insediamento delle attività commerciali e dei servizi nell’area Pip, e l’assessore Lonoce, supportato dal dirigente Scatigna, potrà proseguire il suo lavoro per la soluzione delle altre problematiche presenti, tuttora gravate dall’obsolescenza di diversi strumenti regolatori, quali il piano particolareggiato e il regolamento per gli espropri. Si spera, dunque, che gli imprenditori, come richiesto espressamente dal consigliere regionale Bruno, possano ricevere ben presto dall’Amministrazione Comunale un cronoprogramma che, se rispettato, possa permettere di usufruire delle opportunità offerte dal PNRR e dalla ZES Jonica finalmente in avvio. Ed è rimarcando questi aspetti che il vicepresidente della Rete Vincenzo Di Castri chiede di portare avanti il progetto per il completamento della zona industriale, affinché si possano realizzare le strade, l’illuminazione e gli espropri che permettano ad altri imprenditori di investire creando nuove attività e occupazione. Con l’avvio recente della consultazione preliminare di mercato per la locazione del centro di carico intermodale di Francavilla Fontana, tra l’altro, l’Amministrazione Comunale potrà anche valutare i progetti di Rete Imprese Villa Franca, permettendo il recupero di una struttura abbandonata da anni e nella quale sono stati investiti ingenti fondi pubblici senza alcun beneficio per la collettività. Il presidente della Rete Francesco Fullone è certo che se queste premesse saranno confermate, Rete Imprese Villa Franca sarà protagonista di progetti non solo locali, ma anche relativi a comuni limitrofi che già “bussano alla porta”, assumendo un’importanza sempre maggiore anche a livello regionale. Fri, 04 Feb 2022 15:14:00 +0000 Brindisi Coldiretti: Messa di ringraziamento con benedizione degli ulivi https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/31149-coldiretti-messa-di-ringraziamento-con-benedizione-degli-ulivi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/31149-coldiretti-messa-di-ringraziamento-con-benedizione-degli-ulivi.html Giornata del Ringraziamento a Lecce, la tradizionale ricorrenza che dal 1951 viene festeggiata dalla Coldiretti in tutta Italia, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei), per rendere grazie per il raccolto dei campi e benedire gli ulivi pronti ad essere piantati, un gesto di speranza per la rinascita del Salento dopo la grave infezione causata dalla Xylella che ha fatto seccare gli olivi, con la messa celebrata in occasione proprio della giornata mondiale degli alberi 21 Novembre nata per tutelare la natura e la ricchezza botanica italiana. Oltre 300mila nuovi alberi, quasi 8 milioni di metri quadrati aggiuntivi di parchi e giardini, 16mila nuovi terrazzi e balconi fioriti nei prossimi tre anni grazie alla proroga del bonus verde prevista dalla manovra di bilancio che pone l’Italia all’avanguardia nella lotta allo smog e ai cambiamenti climatici. In Puglia la maggior parte delle città possiede una dotazione di verde pro capite che non supera i 10 metri quadrati per abitante. Il rischio è legato anche alla scarsità di aree verdi, con Barletta che registra una percentuale di verde pubblico dello 0,2%, Foggia, Andria e Brindisi dello 0,3%, Lecce e Trani dello 0,4%, Taranto inferiore all’1, solo Bari supera il 2%, con molte città della Puglia - spiega Coldiretti Puglia - dove la dotazione di verde pro capite non supera i 10 metri quadrati per abitante, con Bari che conta 9,2 metri quadri di verde pubblico, mentre il valore più basso si registra a Barletta pari a 3,9 metri quadri per abitante. Una spinta a rendere più belle le case e le città ma anche un contributo a ridurre l’inquinamento e a contrastare i cambiamenti climatici che deve essere accompagnato anche dall’impegno dei comuni tra i quali pero’ – sottolinea la Coldiretti regionale – più di 1 capoluogo di provincia su 2 (54%) è ancora fuorilegge sul verde urbano per non aver rispettato legge 10 del 2013 che impone a tutti i Comuni con oltre 15mila abitanti di piantare un albero per ogni nuovo nato. Una esigenza in linea con le strategie nazionali del Pnrr dove – sottolinea la Coldiretti – sono stati stanziati 330 milioni di euro per la forestazione urbana che consentono di piantare 6,6 milioni di alberi attraverso la tutela delle aree verdi esistenti e la creazione di nuove, anche al fine di preservare e valorizzare la biodiversità e i processi ecologici legati alla piena funzionalità degli ecosistemi. Coldiretti ha elaborato insieme a Federforeste il progetto di piantare milioni di alberi nell’arco dei prossimi anni nelle aree rurali e in quelle metropolitane anche per far nascere foreste urbane con una connessione ecologica tra le città, i sistemi agricoli di pianura a elevata produttività e il vasto e straordinario patrimonio forestale presente nelle aree naturali. Giornata del Ringraziamento a Lecce, la tradizionale ricorrenza che dal 1951 viene festeggiata dalla Coldiretti in tutta Italia, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei), per rendere grazie per il raccolto dei campi e benedire gli ulivi pronti ad essere piantati, un gesto di speranza per la rinascita del Salento dopo la grave infezione causata dalla Xylella che ha fatto seccare gli olivi, con la messa celebrata in occasione proprio della giornata mondiale degli alberi 21 Novembre nata per tutelare la natura e la ricchezza botanica italiana. Oltre 300mila nuovi alberi, quasi 8 milioni di metri quadrati aggiuntivi di parchi e giardini, 16mila nuovi terrazzi e balconi fioriti nei prossimi tre anni grazie alla proroga del bonus verde prevista dalla manovra di bilancio che pone l’Italia all’avanguardia nella lotta allo smog e ai cambiamenti climatici. In Puglia la maggior parte delle città possiede una dotazione di verde pro capite che non supera i 10 metri quadrati per abitante. Il rischio è legato anche alla scarsità di aree verdi, con Barletta che registra una percentuale di verde pubblico dello 0,2%, Foggia, Andria e Brindisi dello 0,3%, Lecce e Trani dello 0,4%, Taranto inferiore all’1, solo Bari supera il 2%, con molte città della Puglia - spiega Coldiretti Puglia - dove la dotazione di verde pro capite non supera i 10 metri quadrati per abitante, con Bari che conta 9,2 metri quadri di verde pubblico, mentre il valore più basso si registra a Barletta pari a 3,9 metri quadri per abitante. Una spinta a rendere più belle le case e le città ma anche un contributo a ridurre l’inquinamento e a contrastare i cambiamenti climatici che deve essere accompagnato anche dall’impegno dei comuni tra i quali pero’ – sottolinea la Coldiretti regionale – più di 1 capoluogo di provincia su 2 (54%) è ancora fuorilegge sul verde urbano per non aver rispettato legge 10 del 2013 che impone a tutti i Comuni con oltre 15mila abitanti di piantare un albero per ogni nuovo nato. Una esigenza in linea con le strategie nazionali del Pnrr dove – sottolinea la Coldiretti – sono stati stanziati 330 milioni di euro per la forestazione urbana che consentono di piantare 6,6 milioni di alberi attraverso la tutela delle aree verdi esistenti e la creazione di nuove, anche al fine di preservare e valorizzare la biodiversità e i processi ecologici legati alla piena funzionalità degli ecosistemi. Coldiretti ha elaborato insieme a Federforeste il progetto di piantare milioni di alberi nell’arco dei prossimi anni nelle aree rurali e in quelle metropolitane anche per far nascere foreste urbane con una connessione ecologica tra le città, i sistemi agricoli di pianura a elevata produttività e il vasto e straordinario patrimonio forestale presente nelle aree naturali. Wed, 24 Nov 2021 10:15:08 +0000 Lecce Inaugurato a Porto Empedocle il parco letterario realizzato grazie alle donazioni M5S Siciliav https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/30096-inaugurato-a-porto-empedocle-il-parco-letterario-realizzato-grazie-alle-donazioni-m5s-siciliav.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/30096-inaugurato-a-porto-empedocle-il-parco-letterario-realizzato-grazie-alle-donazioni-m5s-siciliav.html Grazie alle donazioni del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’Ars a Porto Empedocle nell’Agrigentino sono state installate e inaugurate questa mattina le sei panchine letterarie dedicate al genio di Andrea Camilleri, a poco più di un anno dalla scomparsa e a Luigi Pirandello. La presentazione delle panchine alla cittadinanza è avvenuta alla presenza dei portavoce del Movimento 5 Stelle all’Ars Giorgio Pasqua, Stefania Campo (presidente dell’associazione Movimento 5 Stelle), Roberta Schillaci (vice presidente dell’associazione Movimento 5 Stelle), Giovanni Di Caro, Luigi Sunseri, Nuccio Di Paola, Jose Marano, oltre che del sindaco della città Ida Carmina, autorità e altri portavoce M5S a più livelli istituzionali. Per la realizzazione del progetto, l’Associazione “Movimento Cinque Stelle Sicilia” ha donato 20.000 euro mentre le panchine sono state realizzate dall’associazione A Tutta Vita. A realizzare le opere, sotto il coordinamento di Chiara Giordano e della presidente dell’associazione  A Tutta Vita, D’Asta, sono state le artiste Antonina e Giovanna Bommarito, due giovanissime sorelle originarie di Terrasini. Antonina, 20 anni, diplomata al liceo artistico, è una studentessa del corso di laurea in Beni Culturali a Palermo, mentre Giovanna, appena 17 anni, è una studentessa del Liceo artistico «Catalano» di Palermo. “Oggi Porto Empedocle - spiegano i deputati Ars - il Movimento 5 Stelle dà prova concreta di vicinanza ai cittadini e alle istituzioni locali, supportando le nostre amministrazioni a voler realizzare progetti in grado di valorizzare luoghi e creare nuove opportunità di lavoro. Se si muove un’associazione, si muove una città, si impegnano giovani, si crea rigenerazione urbana e si incentiva il turismo culturale. Abbiamo sposato con entusiasmo il progetto della nostra sindaca di Porto Empedocle, Ida Carmina, di realizzare un parco letterario proprio nella città che ha dato i natali ad Andrea Camilleri e quale miglior occasione se non farlo proprio in vista dell’anniversario della sua nascita, il 6 settembre. Oggi è una grande festa non solo per Porto Empedocle, ma per tutta la Sicilia. Grazie a qeusta iniziativa la città potrà incuriosire i sui visitatori attraverso un vero e proprio percorso letterario che si snoda nelle vie cittadine che rappresenta dunque un valore aggiunto alla bellezza di questa città”.  “Porto Empedocle e la Sicilia tutta - aggiungono ancora i deputati - sono un simbolo concreto di accoglienza. Le persone che, per ragioni diverse, si trovano clandestinamente in Sicilia vanno trattate con dignità perché, prima di ogni cosa, sono esseri umani. Non sono tollerabili strutture totalmente inappropriate, poco sicure e mal allestite come la tensostruttura di Porto Empedocle che la nostra sindaca Ida ha voluto far smantellare. Le continue fughe dai centri d’accoglienza come quello di Siculiana delle scorse ore ne sono la triste dimostrazione. Lo Stato ha il dovere di governare il processo dell’accoglienza, dallo sbarco fino al rimpatrio o al permesso di soggiorno. I flussi migratori sia di tipo umanitario che economico sono fonti di enormi speculazioni, esiste una vera e propria filiera della tratta di esseri umani. Siamo fermamente convinti che diminuendo i flussi di denaro che girano attorno all’immigrazione diminuiranno anche il flussi migratori”. “Stamattina - ha detto la sindaca di Porto Empedocle Ida Carmina - ho tenuto a ribadire il ringraziamento mio personale e della mia città ai deputati regionali del Movimento 5 Stelle per aver condiviso il progetto di fare di questa città una pagina di letteratura vivente. Abbiamo voluto collocare le  panchine, in posti  di particolare rilievo e significato per la storia della città che si lega a doppio filo a quelle personali e letterarie di questi due figli della nostra terra e ambasciatori della sicilianità nel tempo e nel mondo”. “Ringrazio Stefania Campo per averci dato l’opportunità di realizzare questo progetto - dichiara la presidente dell’associazione A Tutta Vita Roberta D’Asta - in continuità con quanto già realizzato a Terrasini. Ma ringrazio anche gli straordinari volontari dell’associazione A Tutta Vita, l’artigiano Giuseppe Mineo che ha realizzato le panchine, la coordinatrice della logistica, Chiara Giordano, l’agenzia Nubes per il supporto sulla comunicazione. L’obiettivo è stato quello di rendere omaggio a tutte quelle eccellenze che hanno fatto della Sicilia una terra con un patrimoniale artistico e culturale senza pari. Grazie alle artiste Giovanna e Antonina Bommarito per la professionalità e la sensibilità artistica dimostrata nella realizzazione delle panchine. Oltre al patrimonio naturalistico del territorio, le panchine vogliono essere simbolo di accoglienza e integrazione, in un porto, quello della moderna Vigata, che per storia e vocazione non si è mai sottratto al dovere di salvare vite” - conclude.   Tue, 08 Sep 2020 08:47:59 +0000 Agrigento Cuore Amico: distribuiti oltre 10mila pacchi alimentari https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/29826-cuore-amico-distribuiti-oltre-10mila-pacchi-alimentari.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/29826-cuore-amico-distribuiti-oltre-10mila-pacchi-alimentari.html Continua l’opera di Cuore Amico che dalla fine di marzo, ha cambiato momentaneamente mission. In questo particolare momento di crisi economica dovuta alle misure di distanziamento e dunque allo stop del mondo del lavoro sono tantissime le famiglie in difficoltà.In modo silente, mantenendo il completo anonimato dei tanti richiedenti, la Onlus del Presidente Paolo Pagliaro ha già distribuito oltre 10mila pacchi alimentari, muovendosi in tutto il Salento, di comune in comune, di parrocchia in parrocchia, da associazione in associazione, con lo slogan che bisogna andare avanti perché nessuno deve rimanere indietro.Su questa linea di pensiero, in questi giorni, Cuore Amico ha iniziato a donare direttamente ai Vescovi delle diocesi salentine in modo da dare un aiuto sostanziale a chi è sempre in prima linea per aiutare il prossimo.La prima tappa è stata dal Vescovo della diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca, Mons. Vito Angiuli e successivamente ci sarà l’incontro con Mons. Michele Seccia dell’Arcidiocesi di Lecce. Un importante incontro fondato sull’unità di intenti per il bene comune e sui buoni rapporti, sempre più saldi, tra l’associazione Cuore Amico e la Chiesa. «Questo è un gesto rilevante innanzitutto per la quantità dei generi alimentari di prima necessità che sono stati donati, per la caritas e per tutti i poveri, che già serviamo ma di cui sappiamo che il numero è aumentato. Al di là della quantità, però, il gesto mi sembra significativo proprio per l’interessamento ed il restare vicini alle persone, e farlo  come dice lo “stemma” con un cuore amico, perché non basta solo donare, bisogna farlo col cuore, perché i generi alimentari sono importanti ma ciò che conta è il cuore, è la solidarietà. - Afferma Mons. Vito Angiuli - Ed io voglio ringraziare perché il gesto acquista un valore di simbolo, una moltiplicità di soggetti ma che lavorano tutti in maniera sinergica per portare un po’ di aiuto in questo momento di grande difficoltà; e diventa anche un augurio per tutti noi, come il melograno simbolo dell’abbondanza». Infine il Vescovo di Ugento plaude all'iniziativa della onlus salentina: «Va bene mettere in evidenza gesti come questo perché le persone vedano ciò che si fa».  «Siamo scesi in campo per aiutare le famiglie e le persone in difficoltà, sono tantissime le chiamate alla nostra segreteria e questo ci ha dato la vera misura del problema. In questo momento la gente ha bisogno di noi e noi ci siamo. Abbiamo incominciato nell’ultima settimana di marzo, siamo andati in giro ovunque, in tantissimi paesi del nostro Salento e abbiamo ascoltato storie, incrociato sguardi, respirato la difficoltà. Adesso abbiamo deciso di voler dare un altro segnale di generosità forte, che poi è la generosità dei salentini, e stiamo donando direttamente ai Vescovi delle diocesi della provincia di Lecce, perché siamo convinti che soprattutto loro hanno bisogno, per i tanti fedeli, di una mano e proprio loro conoscono meglio di altri, vivendola in prima persona, la situazione. Chiudo con un messaggio intrinseco a questo momento: noi ci saremo fino a quando ci sarà bisogno ma aspettiamo che tutto passi presto e arrivino adeguate misure di sostegno da parte del Governo, in modo che riparta il mondo del lavoro e l’economia inizi a respirare, perché il popolo salentino non è un popolo che vuole vivere di carità ma è un popolo orgoglioso, formato da grandi lavoratori, che ha solo bisogno di rimettersi in piedi». Queste le dichiarazioni di Paolo Pagliaro, presidente di Cuore Amico. Sat, 16 May 2020 07:46:56 +0000 Lecce Natale, Coldiretti: a Foggia spesa +29% rispetto alla media europea https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/29416-natale-coldiretti-a-foggia-spesa-29-rispetto-alla-media-europea.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/29416-natale-coldiretti-a-foggia-spesa-29-rispetto-alla-media-europea.html In provincia di Foggia la spesa di una famiglia per le festività natalizie sarà in media pari a 620 euro, il 13% in più rispetto al resto d'Italia e addirittura il 29% in più rispetto alla media europea. E' il risultato dell'analisi elaborata da Coldiretti e Campagna Amica, in occasione dell'inaugurazione del primo Mercato dei Contadini in Via San Lazzaro 22 a Foggia con la mostra delle eccellenze agroalimentari della Capitanata a disposizione dei consumatori nel pieno centro cittadino. La famiglia foggiana conserva tradizioni radicate sul cibo per le feste - spiega Coldiretti - dove non possono mancare le tradizionali anguille, oltre a spigole, cozze, mazzancolle, scampi, canocchie, cannelli, seppie e polpi, gallinella e triglie, per passare agli acquisti di carne locale come agnello per gli ‘spamparill’, turcinelli, il ‘cappello del prete’ per la brasciola, le puntine di maiale, in dialetto foggiano ‘indracchi’, le cotiche, la ventresca e la salsiccia a punta di coltello per il ragù, con le tavole ricche di sottoli, formaggi freschi e stagionati, salumi, verdure e ortaggi cucinati nei modi più disparati, con il pancotto in bella mostra al centro delle tavole. La carrellata di dolci è ritenuta immancabile con le cartellate, i mostacciuoli, le mandorle atterrate ricoperte di cioccolata e l'ostia di Monte Sant'Angelo ripiena di mandorle zuccherate. “Con il progetto economico ‘Campagna Amica’, è stata data una risposta alla grande attenzione dei consumatori alla tutela della salute e dell’ambiente  attraverso scelte agroalimentari consapevoli, testimoniata quotidianamente dall’affluenza nei Mercati di Campagna Amica e nelle Botteghe regionali, che contano 9.000 giornate di apertura, 750 produttori coinvolti, 22mila giornate lavorative (tra lavoro autonomo e dipendente), 6.500 tonnellate di prodotto commercializzato. I Mercati di Campagna Amica sono divenuti punti di incontro e di prossimità dove, oltre alla vendita diretta, trova spazio la comunicazione, l’informazione, il racconto attorno al cibo, spesso salvato dall’estinzione grazie al lavoro dei custodi della biodiversità, i nostri agricoltori che quotidianamente si impegnano nella produzione e al contempo nella salvaguardia del territorio e dell’ambiente”, commenta con soddisfazione il Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, per l'apertura del Mercato cittadino a Foggia. Alla vigilia della festività dell’Immacolata che apre ufficialmente lo shopping delle feste, a Foggia è stato preso d’assalto il ‘Salone dei Sigilli di Campagna Amica della Capitanata’, il primo appuntamento dedicato al Natale a tavola, la tradizione più radicata nella cultura dei pugliesi, con la preparazione fai da te dei tradizionali cesti da mettere sotto l’albero, con i tutor contadini che hanno guidato i consumatori su come allestire la tavola di Natale a Km0. “La famiglia foggiana  mensilmente per il cibo 457 euro – ha detto il presidente di Coldiretti Foggia, Giuseppe De Filippo – con un prepotente ritorno alla dieta mediterranea e l’aumento della spesa per l’olio d’oliva (+11%), frutta e verdura (entrambe con +4%), pane e pasta (+1%) nonché la riscossa della carne dopo anni di costante calo dei consumi, di pesce e formaggi. Contro la crisi della quarta settimana diviene determinante il riequilibrio nei rapporti tra imprese agricole, distribuzione e consumatori con accordi e controlli per la verifica dei margini. Nei Mercati di Campagna Amicai c’è una guida naturale al consumo consapevole, grazie al quale il 56 per cento delle famiglie  ha ridotto gli sprechi facendo la spesa in modo più oculato magari direttamente dal produttore con l’acquisto di cibi più freschi che durano di più, il 34 per cento ha ridotto le dosi acquistate, il 27 per cento utilizzando quello che avanza per il pasto successivo e il 18 per cento prestando più attenzione alla data di scadenza”. Grande attività per la pescheria del Mercato – continua Coldiretti - per far conoscere caratteristiche, qualità ed aiutare a fare scelte di acquisto consapevoli, con il pesce a miglio zero offerto direttamente dai pescatori, al centro delle ricette natalizie della tradizione. Spazio alle degustazioni dei piatti provinciali storici delle feste e alla carrellata dei dolci natalizi, con l’approfondimento di Coldiretti su ‘La spesa a tavola dei foggiani’, con le previsioni su quanto spenderanno le famiglie della provincia per Natale e su quali saranno i prodotti maggiormente acquistati.  La vendita diretta permette di avere a disposizione cibi più freschi, che durano più a lungo, visto che non devono percorrere lunghe distanze – aggiunge Coldiretti Puglia - permettendo di ridurre al massimo gli sprechi. Accanto ai tradizionali luoghi di acquisto dei cibi delle feste un crescente successo viene così rilevato per i mercati degli agricoltori di Campagna Amica che per le festività si moltiplicano nelle città e nei luoghi di villeggiatura,  dove spesso – conclude la Coldiretti – si realizzano anche show cooking degli agrichef per aiutare la riscoperta delle ricette natalizie del passato.     Mon, 09 Dec 2019 15:31:39 +0000 Foggia Continua l’avanzata della Xylella https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/29226-continua-l-avanzata-della-xylella.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/29226-continua-l-avanzata-della-xylella.html Continua l’avanzata della Xylella fastidiosa con altri 73 ulivi infetti nelle province di Taranto e soprattutto Brindisi, dove si sta rischiando di assistere a quanto già accaduto ad Oria e Francavilla. E’ quanto denuncia Coldiretti Puglia, sulla base dei risultati delle analisi che si riferiscono ai campioni di olivi prelevati durante il secondo monitoraggio 2019 e pubblicati su Infoxyella, di cui 38 a Ostuni, 5 a Fasano, 2 a Latiano, 6 a Ceglie Messapica, 2 a Montemesola, 1 a Monteiasi e 19 a Carovigno. “Le nuove infezioni accertate confermano che continua la virata e l’avanzata della malattia sul fronte tarantino verso Matera, mentre la numerosità delle infezioni riscontrate a Carovigno – lamenta Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia - disegnano uno scenario oscuro già visti nei casi di Oria e Francavilla, dove per non abbattere 47 ulivi malati, con espianti bloccati dai ricorsi al TAR, sono morti  3100 alberi, consentendo al vettore di continuare ad infettare migliaia di esemplari anche monumentali, così come sta aumentando il numero di ulivi infetti conclamati a Fasano. La Xylella è certamente la peggior fitopatia che l'Italia potesse conoscere, che ‘cammina’ ad una velocità impressionante, considerato che in 6 anni il danno del patrimonio olivetato ha superato 1,6 miliardi di euro”. “Non esistono cure per salvare gli ulivi monumentali infetti da Xylella, unica strada per tentare di salvarli è la pratica dell’innesto. E’ necessario che la Regione Puglia recuperi i gravi ritardi e definisca quanto prima “un protocollo” tecnico di utilizzo, in modo da avere riferimenti chiari. L’innesto può rappresentare una speranza per il mondo produttivo olivicolo-oleario, ma soprattutto può rappresentare la speranza della tutela paesaggistica soprattutto della Piana degli Ulivi Monumentali”, insiste Muraglia. “Continua a mancare una strategia condivisa e univoca tra enti regionali, nazionali e comunitari per fermare la malattia e ridare speranza di futuro ai territori che hanno perso l’intero patrimonio olivicolo e paesaggistico”, aggiunge ancora Muraglia. “Per la lotta alla malattia il Consiglio regionale ha assunto un orientamento chiaro il 31 maggio 2018, approvando un ordine del giorno all'unanimità che prevede la discussione sul tema Xylella attorno al tavolo istituzionale, di cui Coldiretti Puglia chiede da anni invano la convocazione urgente perché il dramma della Xyella in Puglia continua ad essere affrontato e gestito a pezzi, senza una strategia condivisa anche dai differenti enti preposti della Regione Puglia”, conclude il presidente Muraglia. La stessa Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) – precisa la Coldiretti - ha lanciato l’allarme sulla diffusione della Xylella che minaccia la maggior parte del territorio Ue dove tra l’altro sono stati individuati altri casi di malattia, dalla Francia alla Spagna, dalla Germania al Portogallo con il contagio che avanza inarrestabile verso nord.  Sotto accusa però ci sono anche le responsabilità comunitarie a partire – sottolinea la Coldiretti – dal sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo che hanno lasciato passare materiale vegetale infetto poiché il batterio che sta distruggendo gli ulivi pugliesi è stato introdotto nel Salento dal Costa Rica attraverso le rotte commerciali di Rotterdam. Dall’autunno 2013, data in cui è stata accertata su un appezzamento di olivo a Gallipoli, la malattia – continua Coldiretti – si è estesa senza che venisse applicata una strategia efficace per fermare il contagio che, dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi, ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto. Per effetto dei cambiamenti climatici e della globalizzazione – conclude Coldiretti - si moltiplica l’arrivo di materiale vegetale infetto e parassiti vari che provato stragi nelle coltivazioni e per questo serve un cambio di passo nelle misure di prevenzione e di intervento sia a livello comunitario che nazionale anche con l’avvio di una apposita task force. Fri, 25 Oct 2019 08:03:26 +0000 Brindisi "La Bellezza... la via che conduce a Dio" , intervista a Salvatore Faraci https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/28394-la-bellezza-la-via-che-conduce-a-dio-intervista-a-salvatore-faraci.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/28394-la-bellezza-la-via-che-conduce-a-dio-intervista-a-salvatore-faraci.html In occasione della conferenza "La Bellezza... la via che conduce a Dio", tenutasi a Caltanissetta, abbiamo rivolto alcune domande ai relatori, qui proponiamo un estratto della conversazione con l'arch. Salvatore Faraci, docente di storia dell'Arte. Marc Chagall scrisse che "i pittori per secoli hanno intinto il loro pennello in quell'alfabeto colorato che è la Bibbia", pensa che oggi gli artisti possano essere ancora ispirati dal Magistero della Chiesa Cattolica? … Paolo VI colse, con la sua grande sensibilità verso le cose dell’arte, il bisogno di liberare gli artisti dalle imposizioni riguardanti il rispetto del concetto di imitazione, della tradizione e dei canoni dell’arte; si scusò con essi (discorso del 7 maggio 1964), riaffermando l’amicizia della Chiesa con il mondo dell’arte. Benedetto XVI , san Giovanni Paolo II e oggi papa Francesco, hanno promosso eventi (per esempio il Giubileo del 2000) legati a ricorrenze, alle opere e ai maestri dell’arte, per sottolineare l’importanza del lavoro creativo degli artisti, “della spinta propulsiva generata dall’atto creativo, espressione eletta del trascendente, incarnazione della presenza divina…”, nel costante riferimento alla bellezza, “quale splendore di verità”. Gli artisti di oggi, nella molteplicità delle forme e dei linguaggi, possono e devono avere uno stretto legame con il Magistero della Chiesa, che può trasmettere questa grande ricchezza di stimoli presenti nei documenti. E’ importante anche il ruolo delle Commissioni, a partire dalla Pontificia Commissione per i Beni culturali di Roma, fino alle Commissioni Diocesane legate al territorio; queste ultime devono avere la competenza in materia, aperti alle sensibilità e ai linguaggi artistici del nostro tempo, in un dialogo continuo con gli operatori. Le chiese locali devono avvertire anche l’urgenza di formare i futuri sacerdoti all’arte sacra, al raggiungimento di adeguate competenze nella gestione degli spazi sacri, sempre affiancati da esperti del settore. Le comunità ecclesiali devono promuovere iniziative per l’acquisizione dell’”alfabeto della bellezza”, quello che ci insegna a provare un’intima emozione, una gioia profonda, tanta serenità di fronte a un’opera d’arte, sensibilizzando soprattutto le nuove generazioni. Sembra che l'architettura ecclesiastica contemporanea abbia perso il senso del sacro e soprattutto del bello, come ribaltare questa tendenza? Anche l’architettura sacra, a partire dal secolo che ci ha preceduti, prima del Concilio Vaticano II, ha sperimentato (mi riferisco all’Italia) nuove forme e nuovi linguaggi, utilizzando i materiali edilizi e le tecniche costruttive “moderne”. Spesso i risultati sono stati disastrosi, brutture e bruttezze hanno dominato la scena italiana, associate a goffi tentativi di imitare l’architettura classica negli schemi compositivi in pianta e nei prospetti. Architetture disarmoniche, spesso “capannoni”, contenitori dove la comunità non si identificava e manifestava un disagio nel vivere quegli spazi, che tutt’oggi non aiutano a pregare, a celebrare. Ma abbiamo avuto anche esempi di “buone architetture sacre”: cito soltanto i progetti di Giovanni Michelucci, Renzo Piano, Mario Botta, Paolo Portoghesi, Ludovico Quaroni nella chiesa di Gibellina, ma ce ne sono ancora tanti… Una grande occasione è stato il concorso internazionale “la chiesa del 2000”, indetto dalla curia di Roma per le nuove chiese del Giubileo. Meritatissimo vincitore è stato Richard Meier con la chiesa di “Dio Misericordioso”. In questo nuovo secolo non mancano le sperimentazioni per arrivare a progettare spazi sacri, anche con l’utilizzazione di materiali eco-compatibili; nuovi linguaggi, liberi da correnti predefinite, a volte producono brutte architetture, specialmente quando non promuovono soluzioni che aiutano l’assemblea attorno all’altare delle celebrazioni a sentirsi “comunità”. Vorrei prendere alcuni spunti dall’intervento che il cardinale Gianfranco Ravasi ha fatto nella facoltà di Architettura di Reggio Calabria l’8 settembre del 2017 (youtube: “Ravasi, il progetto dello spazio sacro, 08.09.2017”) per ribadire alcuni punti fermi, fondamentali nella progettazione delle chiese: 1) l’”antropologia dello spazio”, la chiesa è lo spazio dove la persona si ritrova, sta bene, non viene meno la sua identità; 2) la “teologia dello spazio”, il tempio, spazio “finito” che deve contenere Dio, “infinito”, dove i fedeli cantano e fanno la liturgia, incontrano Dio e i fratelli; 3) dialogo tra “spazio interno e spazio esterno alla chiesa”, significa dare dignità allo spazio sacro e al contesto in cui si colloca; 4) “la luce”, che non significa soltanto illuminare con finestre gli spazi interni, ma trasferire la “Trascendenza nell’immanenza” attraverso la luce naturale o artificiale che aiuta il fedele a celebrare e vivere gli spazi; 5) la bellezza, che non è estetismo, nella costruzione di spazi che aiutano a vivere intensamente l’umanità e la trascendenza del popolo di Dio; 6) l’architettura e l’arredo sacro devono trovare punti di incontro, devono conciliarsi le figura professionali dell’architetto e dell’artista nella definizione degli arredi, dei poli liturgici; infine 7) la funzione fondamentale dell’acustica, che deve favorire la comprensione della Parola proclamata e la liturgia che si celebra. Da questi punti fermi si deduce che è fondamentale la formazione dei professionisti che si cimentano nella progettazione degli spazi sacri, in stretta collaborazione con gli organismi diocesani e centrali preposti che devono promuovere la bellezza nell’architettura sacra, la “via che conduce a Dio”, in tutte le sue componenti. Fri, 11 Jan 2019 15:22:47 +0000 Caltanissetta "La Bellezza... la via che conduce a Dio", intervista a padre Salvatore Rumeo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/28393-la-bellezza-la-via-che-conduce-a-dio-intervista-a-padre-salvatore-rumeo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/28393-la-bellezza-la-via-che-conduce-a-dio-intervista-a-padre-salvatore-rumeo.html In occasione della conferenza "La Bellezza... la via che conduce a Dio", tenutasi a Caltanissetta, abbiamo rivolto alcune domande ad uno dei relatori, Padre Salvatore Rumeo, parroco della Chiesa Sacro Cuore di Caltanissetta, e Direttore dell'Ufficio Catechistico e Servizio per l'Insegnamento della Religione Cattolica per la diocesi di Caltanissetta. Padre Salvatore, durante l'edificazione della Sagrada Família, Antoni Gaudí iniziò un percorso parallelo di edificazione della chiesa e del suo edificio spirituale. Può oggi la bellezza essere "la via che conduce a Dio", anche per chi si trova lontano dalla fede?Vicini o lontani da Dio. Dentro o fuori il mistero della grazia. Dio continua ad essere segno di contraddizione per molti. La Bibbia racconta di strade che avvicinano a Dio o portano fuori da ogni grazia. O fedeli al Suo Vangelo o contro Dio. Dirsi lontani dalla fede significa prendere le distanze da Dio e da ogni forma di trascendenza. Eppure anche per chi è lontano c’è uno spiraglio di luce, una nota che può trasformarsi in una stupenda melodia, una pennellata che può diventare un affresco di giovinezza. E il cammino è lungo e faticoso. Perché ci si trova immersi nella strada che conduce alla bellezza non solo quando si è dentro i canoni tradizionali della meraviglia o della bellezza oggettiva, ma anche quando la bellezza si svela a noi nella Luce del mistero rivelato in Cristo Gesù, «il più bello tra i figli degli uomini»: anche nelle pieghe più nascoste delle nostre sofferenze, fisiche o spirituali. La stessa bellezza può senza dubbio costituire una via per avvicinare l'anima al cielo e a quella patria celeste dove ogni inquietudine troverà appagamento. La chiesa per questo non dovrà tralasciare il dialogo con i non credenti e far della bellezza la chiave per un sereno confronto. Pensa che la bellezza, oltre ad incoraggiare l'animo umano a ritrovare il cammino, possa essere portatrice di speranza ed un valido aiuto per non sprofondare nella disperazione? Studiosi, pensatori, spiriti liberi, guru dell’ultima ora, predicatori social, dipingono in modo nefasto le ore della nostra terra propugnandosi come i veri guaritori di turno di questa nostra amata terra. In verità troppa sofferenza ruota dentro e fuori il cuore dell'uomo. Viviamo tempi in cui la speranza trova poca cittadinanza. Siamo avvolti da tragedie mondiali e sofferenze comuni, quelle della porta accanto...! Un vero umanesimo non può che ridire la speranza a più voci e non possiamo tacere come cristiani la profetica forza che viene dalla resurrezione di Gesù. Molti secoli hanno trovato nella Bellezza la strada per uscire dal buio e ritrovare la via del ritorno. Siamo chiamati a ri-pensare la polis come luogo di tutti e la bellezza come comune denominatore e piattaforma per progettare un futuro per tutti e non per pochi. Un cuore egoista non può prestare servizio alla causa della bellezza. Diamo la bellezza vera in mano a tutti e porteremo Dio nel cuore di tanti.         Fri, 11 Jan 2019 15:17:48 +0000 Caltanissetta I e II posto al concorso Sala e Barman per gli allievi del Don Pino Puglisi di Centuripe https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/28256-i-e-ii-posto-al-concorso-sala-e-barman-per-gli-allievi-del-don-pino-puglisi-di-centuripe.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/28256-i-e-ii-posto-al-concorso-sala-e-barman-per-gli-allievi-del-don-pino-puglisi-di-centuripe.html Un oro e un argento per gli allievi dell’Istituto professionale per l'Enogastronomia e l'Ospitalità Alberghiera "Don Pino Puglisi" di Centuripe. Al “Concorso Juniores “Finger Cocktail Service”: Concorso in squadra “Sala, Cucina e Bar” , che ha visto la partecipazione degli allievi delle scuole alberghiere italiane competere  sul tema" Simposium Abruzzo", gli studenti selezionati si sono cimentati nella creazione di nuove ricette di cocktail composte da succhi, sciroppi, frutta fresca, acque gassate, spumanti e prodotti tipici delle diverse senza tralasciare il mix perfetto con le tipicità abruzzesi. Nella rassegna internazionale italian style 2018 - organizzata da "Ristoworld", le giurie, costituite dalle più alte cariche delle associazioni di categoria del settore food & beverage della Siciliati, hanno decretato vincitori del concorso, al 2° posto, Giuliana Leanza, Luca Todaro e Flavio Biondi che hanno presentato in italiano ed inglese il cestino di lenticchia rossa  PAT con filetto di maialino croccante adagiato su purè di patate guarnito da corallo e foglia di menta, rotolo di  crema di riso ripieno con vellutata di zucca ricoperto di nocciola polvere di fiore di zafferano ed il suo petalo e filetto di orata in olio cottura alle mandorle su maionese all' aceto di mele e cracker di farro accarezzata da zucca disidrata. Il tutto è stato accompagnato da un cocktail a base di liquore di genziana abruzzese, arancia bionda "novellino" e centrifugato di fichidindia dell'Etna D.O.P. Primo posto, invece per lo chef intagliatore centuripino Giuseppe Rosano, che ha presentato un’opera a tema floreale. Giuseppe pratica questa straordinaria tecnica tailandese da qualche anno e la passione e l'amore per il bello gli hanno permesso di conseguire un risultato altissimo, conquistando il 1º posto e l'oro assoluto. La vittoria degli allievi del don Pino Puglisi costituisce un altro punto a favore per l’Istituto alberghiero di Centuripe, che , attraverso la promozione della gastronomia etnea ed ennese, forma professionisti in questo  fantastico settore che non conosce crisi. Wed, 14 Nov 2018 14:21:42 +0000 Enna Matera città del Natale https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/28220-matera-citta-del-natale.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/28220-matera-citta-del-natale.html Dopo l’ambito riconoscimento di Capitale Europea della Cultura 2019 Matera si appresta a vivere il titolo di Città del Natale 2018, proprio alla vigilia del suo anno magico. A Matera quest’anno il Natale inizierà prima di ogni altra parte d’Italia dal giorno di Santa Cecilia, giovedì 22 Novembre, a domenica 25 Novembre, con i Mercatini di Natale sotto la neve artificiale nel centro storico da sempre considerato il salotto buono della città, il vero Santa Claus, quello più popolare d’Europa con la barba vera, protagonista di campagne pubblicitarie sulle reti televisive nazionali che aspetterà i bambini per le tradizionali letterine presso il Castello Tramontano al Centro della città ed il Fast food con i bocconi del conte ed i dolci caratteristici del Natale,  non mancheranno degustazioni di vini e caldarroste delle quali la Basilicata è tra i principali produttori in Italia. Tutto questo nell’atrio del Castello. Non mancheranno la pista di ghiaccio, le luminarie e, soprattutto, tanto Spirito Natalizio che si respirerà a Matera per tutto il periodo del Natale. Le associazioni locali di Confcommercio e Confesercenti hanno invitato tutti i commercianti ad allestire per l’occasione le vetrine dei loro negozi. Offerte da parte di tutte le strutture ricettive per i soggiorni in questi quattro giorni. E’ sicuramente questo un esempio reale di destagionalizzazione del turismo. Matera ha guadagnato la vittoria di Capitale Europea della Cultura 2019 per le sue bellezze paesaggistiche e storico-artistiche, quella di Città del Natale per lo spirito natalizio che il suo territorio riesce a dispensare. Il suo peculiare territorio procura a tutti coloro che lo visitano, emozioni indescrivibili per tutti i dodici mesi dell’anno, ma a Natale l’atmosfera è straordinariamente coinvolgente. Il nuovo brand Città del Natale, ideato dall’Associazione Culturale Events & Promotion di Roma e diretto da Antonio Rubino Organizzazioni, che parte quest’anno proprio da Matera, promuove le città che, più di altre, vivono il Natale nella sua interezza, alla riscoperta delle proprie tradizioni che possono essere sì diverse, ma proprio per questo affascinanti. Il know how di Città del Natale è perché, in questi luoghi inizia prima di ogni altra parte d’Italia e coincide con il giorno di Santa Cecilia, una delle feste più popolari della tradizione che segna l’inizio dell’Avvento in tante città del Sud Italia, l’alba dei festeggiamenti natalizi, in netto anticipo rispetto a tutti gli altri paesi in cui si respira aria di festa solo dall’Immacolata o da Santa Lucia. Il ripetersi di antiche usanze rende vivo il legame con il passato. Come dicevamo, in alcune città del Sud, il 22 Novembre vive la tradizione di preparare le pettole fritte, addobbare l’albero di Natale ed iniziare a raccogliere le statue per preparare il presepe. Matera citta del Natale 2018 quest’anno promuoverà le tradizioni della città dei sassi con il Patrocinio del Comune di Matera A Matera, dunque, saranno allestiti i Primi mercatini di Natale d’Europa, insieme a quelli di Bolzano, Vienna, Strasburgo, Stoccolma, Dresda. Trasuderanno di autentico spirito natalizio nel bellissimo Centro storico adibito esclusivamente ad isola pedonale. L’altra grande novità sarà la Neve artificiale che emozionerà tutti i visitatori che potranno acquistare gli oggetti, gli addobbi, le statue, i presepi, ma anche i primi regali da mettere rigorosamente sotto l’albero di Natale, frutto del proprio ingegno di abili e creativi hobbisti, tra i fiocchi di neve come se ci si trovassimo in una città del Nord Europa, sempre che la neve non cada anche a Matera e renda inutile quella finta. A circa 250 metri dal centralissimo centro storico sorge il meraviglioso Castello Tramontano, su una collinetta chiamata di Lapillo, all’interno di un parco dove sarà installata la pista di ghiaccio. Davanti al bellissimo castello che gli antichi materani, stanchi di essere vessati dal tiranno Conte, riuscirono a conquistare, assassinandolo nella Via denominata ‘del riscatto, bella quanto suggestiva. E’ proprio qui, davanti al Castello che giungerà il Vero SANTA CLAUS, quello con la barba vera della pubblicità televisiva nazionale su tutte le reti televisive di una grande catena di Supermercati. Per   la verità, i Santa Claus saranno due e sui social tutti potrete scegliere chi dei due siederà nella Casa davanti al Castello, da mezzogiorno a mezzanotte, aspettando tutti i bambini che gli porteranno la letterina. Sandro o Ambrogio? Chi sarà il vero Santa Claus? Sulla pagina Facebook di Santa Claus potrete deciderlo voi. Il Castello di Tramontano sarà illuminato con delle video proiezioni e luci fantastiche. Infine profumi e sapori della tradizione natalizia davanti al castello, ad iniziare dalle pettole, il vin brûlé, le caldarroste, i bocconi prelibati del Conte, i vini, la cioccolata e tante altre ghiottonerie. L’atmosfera sarà fantastica, con degli artisti di strada che saranno i benvenuti a Matera città del Natale 2018.   Tue, 30 Oct 2018 15:41:32 +0000 Matera Confartigianato: come prevenire la corruzione https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/28195-confartigianato-come-prevenire-la-corruzione.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/28195-confartigianato-come-prevenire-la-corruzione.html Giovedì 18 ottobre 2018, presso la sede provinciale di Confartigianato Imprese Foggia, si è tenuto il primo di una serie di appuntamenti dedicati alle evoluzioni normative con cui sono chiamate a confrontarsi le aziende del territorio. “I sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione” è infatti il titolo del seminario gratuito dedicato all’approfondimento della certificazione UNI ISO 37001 come asset per la prevenzione della corruzione in tutte le realtà aziendali. Organizzato da Confartigianato in collaborazione con Bureau Veritas Italia, leader a livello mondiale nella verifica, valutazione ed analisi dei rischi in ambito qualità, ambiente, salute e sicurezza e responsabilità sociale, l’appuntamento si è aperto con il saluto del presidente della Federazione PMI di Confartigianato, Vincenzo Simeone, che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa, “una delle prime organizzate sul tema”, argomento quanto mai attuale per la vita delle imprese perché “il fenomeno corruzione è articolato, complesso e produce conseguenze terribili per l’economia. Spesso si parla di “rivoluzione” culturale: è vero, la produzione di norme e la repressione da sole non bastano a contenere il problema. Per noi di Confartigianato – ha spiegato il presidente – esiste un punto fermo da cui partire: la corruzione produce solo arretratezza, rappresenta un freno alla crescita, un peso per l’economia ed un ostacolo allo sviluppo delle imprese. Strumenti come quello che presentiamo oggi, la certificazione ISO 37001, permettono alle nostre organizzazioni di tenere sotto controllo il rischio e sviluppare una sana cultura della trasparenza e della legalità”. E’ toccato all’avvocato Sandra Melillo, esperta in Diritto penale di impresa, disegnare l’attuale contesto normativo italiano in materia di anticorruzione, contesto particolare poiché nato “nel 2001 sotto la spinta e la pressione delle normative europee” che hanno di fatto “ribaltato il dogma che voleva le società non perseguibili per reati penali, introducendo elementi di novità rispetto al passato, come la responsabilità ibrida, ed una serie di sanzioni particolarmente afflittive, culminanti con la confisca”. Il quadro si è ulteriormente definito nel 2012 “con una riforma epocale che ha messo a fuoco il ruolo del mediatore, ha codificato l’evoluzione del concetto di tangente ed ha fissato per la prima volta la nozione di prevenzione, attraverso l’istituzione dei piani triennali anticorruzione. Un adeguamento normativo” – ha concluso l’avvocato Melillo - “che nel giro di poco tempo, dal 2012 al 2018, ha permesso al paese Italia di salire dal 74esimo al 50esimo posto nella graduatoria della Trasparency International”. Quali sono i vantaggi offerti da una certificazione ISO 37001? A questa domanda hanno provato a rispondere Claudia Strasserra e Maurizio Genna, rispettivamente Certification division-sustainability sector manager e Ict sector manager di Bureau Veritas Italia, società internazionale di certificazione presente in 18 regioni italiane. “La scelta di certificarsi produce una serie di vantaggi economici ma non solo. Costituisce sia un supporto per enti e società che devono adempiere  agli obblighi legislativi previsti in materia sia, più in generale, un’opportunità per tutte le imprese che intendono acquisire nel tempo una capacità di controllo maggiore dei rischi e dei costi collegati al fenomeno corruzione. Inoltre - hanno spiegato i responsabili di Bureau Veritas -, nei rapporti con la P.A., l’azienda, certificandosi, dimostra serietà, affidabilità e sensibilità sul problema, con ricadute positive sul calcolo dei punteggi di bandi e gare d’appalto. La certificazione, infatti, consente di ottenere non solo un alto rating per trasparenza e legalità ma rappresenta l’attestazione della buona reputazione dell’impresa”.   Fri, 19 Oct 2018 13:28:57 +0000 Foggia Mirabilia Network da oggi conta fra i soci 17 Camere di commercio https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27935-mirabilia-network-da-oggi-conta-fra-i-soci-17-camere-di-commercio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27935-mirabilia-network-da-oggi-conta-fra-i-soci-17-camere-di-commercio.html Da progetto di rete a associazione che coinvolge sempre più Camere di Commercio italiane e estere, Mirabilia Network punta sempre lo sguardo all’Europa ed è parte integrante di un protocollo d’intesa fra Unioncamere nazionale e MIBACT. L’associazione Mirabilia Network, costituita a dicembre 2017 da Unioncamere nazionale e dalle 13 Camere di Commercio che promuovono i luoghi riconosciuti dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, ha tenuto, questa mattina alla Camera di commercio di Matera la prima assemblea dei soci. Organo sovrano dell'associazione, l’assemblea dei soci ha deliberato l’ingresso, come soci ordinari, delle Camere di commercio di Benevento, Crotone, Messina e della Sicilia orientale –Siracusa, Catania e Ragusa. Si amplia, così, a 17 Camere di commercio la partecipazione all’associazione Mirabilia Network. Da oggi ne fanno parte Unioncamere nazionale e le Camere di commercio di Bari, Benevento, Caserta, Crotone, Genova, Matera, Messina, Molise, Pavia, Perugia, Potenza, Riviera di Liguria, Sassari, Sicilia orientale, Udine, Venezia Giulia e Verona. Tenuta a Matera in omaggio alla città in cui nel 2010 è nato il progetto di rete fra Camere di commercio Mirabilia, alla prima assemblea dei soci hanno partecipato il Segretario Generale dell’Unione Italiana delle Camere di Commercio Giuseppe Tripoli e i presidenti e i segretari generali delle 17 Camere di commercio. “La caratteristica di Mirabilia è di sviluppare con equilibrio tanti settori – ha sottolineato Segretario Generale dell’Unioncamere Giuseppe Tripoli - la promozione turistica genera un ecosistema fra saperi tecnologici e consente la crescita delle piccole e medie imprese del settore culturale e creativo, oltre che del turismo e dell’enoagroalimentare. Il settore turistico genera una filiera da 250 miliari di euro all’anno. In Italia abbiamo 53 siti Unesco distribuiti in 18 regioni, ed è nei luoghi Unesco che è concentrato il 40 percento delle imprese culturali e creative del Paese. Un settore che attrae talenti e che riverbera i suoi effetti su tutte le altre imprese. Il valore di progetti come Mirabilia è in questa capacità generatrice di sviluppo economico oltre che culturale. Ed è per questo che, a fine maggio, Unioncamere ha inserito il progetto di valorizzazione in chiave turistica dei territori “Mirabilia Network” nel protocollo siglato con il MIBACT”. Da progetto di rete nazionale, Mirabilia si è aperto all’Europa: sono attive relazioni con Camere di commercio spagnole, greche, croache, bulgare e slovene oltre che con 10 Camere di commercio francesi per un vero sviluppo di un network europeo. “Un lavoro coordinato dal responsabile della sede Unioncamere a Flavio Burlizzi e concretizzato dal segretario generale della Camera di commercio di Matera Luigi Boldrin – ha ricordato il presidente della Camera di commercio di Matera e primo presidente dell’associazione Mirabilia, Angelo Tortorelli – c’è grande attenzione a Mirabilia da parte dell’Unione europea”. Attenzione dimostrata anche con la disponibilità del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani che, presente a Matera per la Festa di Avvenire, questa sera incontrerà i presidenti e i segretari  generali delle Camere di commercio dell’associazione Mirabilia Network. Chiave europea che si riverbera anche sulla settima edizione della Borsa internazionale del turismo culturale. L’evento annuale di Mirabilia si terrà a ottobre a Pavia e in Francia. “Rispetto alle date annunciate abbiamo anticipato la VII Borsa internazionale del turismo culturale a venerdì 26 e sabato 27 ottobre l’evento a Pavia – ha detto il Segretario generale delle Camere di Commercio di Matera e Pavia Luigi Boldrin – perché dal 29 al 30 ottobre la VII Borsa internazionale del turismo culturale proseguirà in Francia come Mirabilia en France”. All’assemblea dei soci è intervenuto, portando il saluto dell’amministrazione comunale di Matera, il sindaco Raffaello De Ruggieri. Wed, 27 Jun 2018 13:48:29 +0000 Matera Presentato il concerto Paolo Fresu & Orchestra di fiati R. D’Ambrosio di Montescaglioso https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27930-presentato-il-concerto-paolo-fresu-orchestra-di-fiati-r-d-ambrosio-di-montescaglioso.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27930-presentato-il-concerto-paolo-fresu-orchestra-di-fiati-r-d-ambrosio-di-montescaglioso.html Tradizione e innovazione per il concerto clou del Matera Spring Music Festival. Venerdì 29 giugno, con inizio alle ore 21, nell’abbazia di San Michele Arcangelo a Montescaglioso si terrà il concerto che vedrà protagonisti l’Orchestra di fiati “Rocco D’Ambrosio” di Montescaglioso e un solista d’eccezione: il jazzista Paolo Fresu. Tradizione con l’Orchestra di fiati Rocco D’Ambrosio, erede della tradizione bandistica della città di Monteescaglioso, e innovazione con l’apporto da solista di Paolo Fresu. Innovazione anche nell’esecuzione dei brani, che spazieranno dal repertorio classico della banda a arragiamenti per banda di composizioni del jazzista. Il concerto, organizzato e promosso dal Laboratorio Arte, Musica e Spettacolo (Lams) Matera e dall’associazione culturale Rocco D’Ambrosio, è stato presentato questa mattina a Matera. “L’abbazia di Montescaglioso sarà cornice di un concerto unico – ha affermato, nel corso dell’incontro con i giornalisti, Giovanni Pompeo, direttore artistico del Lams  - il pubblico potrà ascoltare i brani che sono propri della tradizione bandistica, come le più belle arie d’opera di Verdi, Puccini e Rossini, con le parti da soliste che saranno eseguite alla tromba da Paolo Fresu. Nella seconda parte del concerto, proporremo alcune composizioni dello stesso Fresu arrangiate per la formazione bandistica. Il programma di sala del concerto – ha proseguito Giovanni Pompeo, che venerdì 29 giugno dirigerà l’orchestra di fiati – sarà costruito nei due giorni precedenti, quando proveremo con Paolo Fresu. Il concerto rientra in un progetto di alta formazione”. Progetto illustrato dal sindaco di Montescaglioso Vincenzo Zito: “L’abbazia benedettina di San Michele Arcangelo è un luogo ricco di storia, un monumento restaurato che necessitava di contenuti. L’amministrazione comunale, attraverso accordi come quello sottoscritto con il Lams per il settore musicale, ha ideato il progetto Civitars promosso da Ales (ex Arcus). Un progetto, finanziato dal Ministero per i Beni culturali e il Turismo, che consentirà alla nostra abbazia di divenire un Centro di eccellenza delle arti del Mediterraneo, su quattro assi portanti: la musica, l’arte culinaria, l’archeologia e il restauro”.  “Il concerto doveva essere a ingresso gratuito – ha poi precisato il sindaco Zito - a causa dell’elevato numero di richieste e considerato che lo spazio per il pubblico non è molto ampio, siamo stati costretti a prevedere un biglietto di ingresso del costo di 5 euro”. All’incontro con i giornalisti hanno partecipato anche il presidente della Fondazione Matera – Basilicata 2019, Salvatore Adduce, e il vice sindaco di Matera Nicola Trombetta. “Un connubio "inedito" per salvaguardare, valorizzare e proiettare nel futuro la tradizione musicale delle bande da giro – ha detto il presidente della Fondazione Matera – Basilicata 2019 Adduce, ricordando che le bande da giro saranno protagoniste della cerimonia d’apertura del 2019 – un concerto che rientra in quella “dimensione europea” delle iniziative culturali che l’Europa ci chiede”. “Paolo Fresu che suona con l’Orchestra di fiati di Montescaglioso è un concerto che sarà in grado di raccogliere il gradimento di più generazioni e dei più diversi estimatori dei generi musicali – ha affermato il vice sindaco di Matera, Trombetta – Matera non può essere la sola protagonista di questa felice stagione, deve abbracciare i territori limitrofi. Progetti di alta qualità, come quello realizzato a Montescaglioso dall’amministrazione comunale e dal Lams, troveranno a Matera sempre la massima attenzione e collaborazione istituzionale”. Apprezzamento e soddisfaIone è stata espressa dalla dirigente dell’Ufficio sistemi culturali e turistici della Regione Patrizia Minardi, che in un messaggio agli organizzatori del concerto ha scritto: “la programmazione culturale tra Regione Basilicata e MiBACT ha saputo costruire, in maniera costante e integrata, con attenzione e passione appuntamenti di qualità e momenti di formazione del pubblico. Con il 2018 iniziamo un nuovo cammino con il Fus, mettendo in primo piano, ancora una volta la costruzione della filiera culturale, l’occupazione del personale artistico e la valorizzazione dei luoghi potenzialmente vocati all’ascolto della musica“.   Informazioni e biglietti 29 giugno – ore 21 – Montescaglioso – Abbazia di San Michele Arcangelo PAOLO FRESU & ORCHESTRA DI FIATI “R. D’AMBROSIO” DI MONTESCAGLIOSO Il Jazz incontra la più pura tradizione bandistica con un “solista” d’eccezione Biglietti euro 5,00 (in vendita dalle ore 20,00 nel luogo del concerto) Mon, 25 Jun 2018 08:17:03 +0000 Matera Protocollo d'intesa fra le Camere di commercio di Matera e Pavia https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27896-protocollo-d-intesa-fra-le-camere-di-commercio-di-matera-e-pavia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27896-protocollo-d-intesa-fra-le-camere-di-commercio-di-matera-e-pavia.html Le Camere di Commercio di Matera e Pavia propongono un modello all’interno del sistema camerale con un protocollo d’intesa. Il documento consentirà di presentarsi unite sullo scenario internazionale che si aprirà, nel 2019, con Matera Capitale europea della cultura. Firmato questa mattina nella città dei Sassi dal presidente della Camera di commercio di Pavia Franco Bosi e dal presidente della Camera di commercio di Matera, Angelo Tortorelli, il testo del protocollo prevede iniziative di collaborazione e s’inserisce appieno nell’ambito delle nuove competenze attribuite alle Camere di commercio dalla recente riforma in materia di valorizzazione del patrimonio culturale nonché di sviluppo e promozione del turismo. La firma, avvenuta nella sede della Camera di commercio di Matera al termine della riunione fra le due giunte camerali, rappresenta il primo passo su un percorso di promozione di iniziative della città di Pavia e della sua provincia nell’ambito di Matera Capitale europea della cultura 2019, con particolare riferimento ai settori agro-alimentare, artigiano e turistico. In discussione durante l’incontro diversi temi fra cui l’opportunità di condividere iniziative promozionali e il progetto Mirabilia Network. “Da questo presupposto partiamo per costruire relazioni più solide e durature a cominciare dalla Borsa internazionale del Turismo culturale di Mirabilia che si terrà, dal 28 al 30 ottobre a Pavia. – affermano i presidenti Angelo Tortorelli della Camera di commercio di Matera e Franco Bosi della Camera di commercio di Pavia – Sotto il profilo dell'offerta turistica ed enogastronomica Matera e Pavia sono complementari e forme congiunte di promozione fra i territori potranno solo accrescere i flussi turistici”. Alla riunione ha partecipato anche il sindaco di Pavia Massimo Depaoli, che ha sottolineato la grande collaborazione con l’ente camerale sulla promozione turistica e che ha salutato la firma del protocollo d’intesa come scambio di buone pratiche fra territori lontani ma paragonabili sotto gli aspetti di vivibilità e vivacità culturale. A suggellare questo scambio culturale si è svolta la sera precedente la firma una degustazione enogastronomica con prodotti tipici e di qualità dei rispettivi territori. Ai fornelli un team di cuochi pavesi e materani che hanno valorizzato con ricette della tradizione di altissimo valore salumi, formaggi, riso e pasta, ortaggi, vini, prodotti da forno e frutta. Tue, 19 Jun 2018 13:48:34 +0000 Matera Alla Camera di commercio il CONAI ha presentato il progetto: “Matera capitale europea della cultura 2019" https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27831-alla-camera-di-commercio-il-conai-ha-presentato-il-progetto-matera-capitale-europea-della-cultura-2019.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27831-alla-camera-di-commercio-il-conai-ha-presentato-il-progetto-matera-capitale-europea-della-cultura-2019.html Un progetto di alta formazione per creare nuove competenze nel settore della gestione integrata dei rifiuti con particolare attenzione al riciclo degli imballaggi, per creare “lavori verdi”, green jobs. Un progetto in piena linea con l’azione “Be Green, Be Matera 2019” messa in campo dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 e volta a rendere gli eventi del percorso verso il 2019 più sostenibili. E’ quello presentato nei giorni scorsi alla Camera di commercio di Matera dal CONAI il Consorzio Nazionale Imballaggi. Consorzio privato senza fini di lucro e che offre una risposta delle imprese private ad un problema di interesse collettivo: quello ambientale, il Conai ha incontrato a Matera i referenti della Fondazione Matera Basilicata 2019, della Regione, dell’Agenzia di Promozione Territoriale, dell’Università degli Studi della Basilicata e del Comune di Matera. Walter Facciotto, direttore generale del CONAI, ha illustrato il progetto di alta formazione che prevede: un master e un mini master destinati a laureati e due seminari per addetti ai lavori, privati e pubblici. L’incontro alla Camera di commercio di Matera non è stata una semplice presentazione delle azioni che il CONAI metterà in campo nelle Regioni del Sud Italia a partire dalla Basilicata, ma un momento interlocutorio con i rappresentati di enti e istituzioni per condividere con loro ulteriori attività che rafforzino l’impegno nella creazione di green jobs. “L’etica del “riciclo, riduco, riuso”, evitando inefficienze e sprechi, è già uno dei capisaldi di Matera 2019. Con l’impegno del CONAI vogliamo rafforzare il tema della sostenibilità ambientale promuovendo corsi di alta formazione per avere professionisti sempre più qualificati nel settore della gestione integrata dei rifiuti – afferma Angelo Tortorelli, presidente dell’ente camerale materano – Con La Fondazione Matera 2019 e l’Università degli Studi della Basilicata, la Camera di commercio di Matera sta valutando alcune proposte nate nel corso del recente incontro. Come ente camerale, ad esempio, potremmo formare giovani laureati sui temi della certificazione ambientale e dei marchi ambientali applicate alle strutture ricettive per un turismo sostenibile”.         Wed, 30 May 2018 16:17:50 +0000 Matera La Camera di commercio di Matera premia la classe V A dell’ISS Giovanni Battista Pentasuglia https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27818-la-camera-di-commercio-di-matera-premia-la-classe-v-a-dell-iss-giovanni-battista-pentasuglia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27818-la-camera-di-commercio-di-matera-premia-la-classe-v-a-dell-iss-giovanni-battista-pentasuglia.html Un lavoro corale, non solo per il progetto di alternanza scuola-lavoro ma anche nella realizzazione del video che ha ottenuto il primo premio, a livello territoriale per la provincia di Matera, al Concorso Storie di Alternanza. A vincere questa prima fase del concorso è stata la classe V A del corso d’informatica dell’Istituto tecnico settore tecnologico Liceo scientifico opzione Scienze applicate “Giovanni Battista Pentasuglia” di Matera. Classe che parteciperà, come da bando, alla fase nazionale del Premio Storie di Alternanza. Gli alunni della V A sono stati premiati, questa mattina all’IIS Pentasuglia, dal presidente della Camera di commercio di Matera Angelo Tortorelli e dalla presidente della commissione giudicante la docente Elvira Bianco. Nel consegnare ai ragazzi gli attestati, il presidente Tortorelli ha sottolineato l’importanza dell’alleanza fra scuola e imprese: “Il premio Storie di Alternanza, promosso da Unioncamere e dalle Camere di commercio italiane, vuole valorizzare e dare visibilità ai racconti di progetti d’alternanza scuola-lavoro ideati, elaborati e realizzati dagli studenti e dai tutor degli Istituti scolastici italiani di secondo grado – ha detto Angelo Tortorelli, presidente della Camera di commercio di Matera – racconti che, come nel caso del video realizzato dalla V A dell’IIS Pentasuglia, mettono in risalto la positiva interazione che nasce fra scuola e imprese grazie ai percorsi di alternanza scuola – lavoro”. Gli alunni del Pentasuglia di Matera, coordinati dal docente Franco Lascaro e con l’ausilio di tutto il corpo docente, hanno realizzato un video racconto di quasi sei minuti. Dalla sceneggiatura, alla ripresa e montaggio delle immagini, i ragazzi sono stati protagonisti del video. In pochi minuti hanno condensato il lavoro svolto in un’azienda di medie dimensioni di Gravina in Puglia: «Progettazione e realizzazione di un Database per la gestione del personale della società FEMA». La Camera di commercio di Matera ha assegnato anche un secondo premio, nei giorni scorsi i docenti e gli studenti dell’Istituto d’istruzione superiore "Isabella Morra" di Matera hanno ricevuto gli attestati di merito. Tue, 29 May 2018 15:39:27 +0000 Matera Serata di festa con Povia alle officine Cantelmo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/27717-serata-di-festa-con-povia-alle-officine-cantelmo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/27717-serata-di-festa-con-povia-alle-officine-cantelmo.html Pienone alle Officine Cantelmo di Lecce ieri sera per il concerto di Povia. È stata una serata di festa tra parole, pensieri, concetti, musica e beneficienza: tutto il ricavato delle offerte, perché l’ingresso era gratis, è stato devoluto all’associazione Onlus Cuore Amico. Il cantautore lombardo di origini Pugliesi, che già precedentemente si doveva esibire a Lecce al teatro Paisiello ma poi vide cancellare la sua presenza improvvisamente dopo le proteste e le pressioni della comunità Lgbt, ha ringraziato l’organizzatore dell’evento, Paolo Pagliaro, per aver voluto ristabilire la democrazia sancendo la vittoria del libero pensiero sulla censura. Durante lo spettacolo, unico nel suo genere, Povia ha espresso più volte il concetto di Libertà come linea guida di una società che rischia di omologarsi sul pensiero di pochi perdendo di vista i veri valori. Senza nessuna paura di essere politicamente scorretto ha trattato con sagacia, ironia, e intelligenza, ma in modo serio, spiegando e documentando temi molto importanti: finanza e poteri forti, politica, immigrazione,  razzismo, economia, amore, denunciando gli attacchi ai bambini da parte delle lobby farmaceutiche e parlando contro la teoria gender, contro i radical chic, contro la barbara pratica dell’utero in affitto, e contro tutte quelle situazioni che vogliono omologare il pensiero altrui, ha poi affrontato la delicata questione meridionale in chiave revisionista. Il cantautore non è mai stato banale.Durante il concerto, molto partecipato dal pubblico, Povia non ha esitato a mostrare il cartello No Tap sposando una causa molto cara ai salentini.La serata si è chiusa con l’abbraccio ai tantissimi bambini presenti in sala. Un grande successo per Povia e per la democrazia.     Mon, 23 Apr 2018 12:17:21 +0000 Lecce Pomodoro, Coldiretti Puglia: etichettatura per futuro 2.0 del comparto https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/27591-pomodoro-coldiretti-puglia-etichettatura-per-futuro-2-0-del-comparto.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/27591-pomodoro-coldiretti-puglia-etichettatura-per-futuro-2-0-del-comparto.html La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018 del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro, firmato dall’ex Ministro per le Politiche Agricole Martina, di concerto con quello dello Sviluppo Economico Calenda sarà uno strumento di tutela e promozione della produzione pugliese, in particolare della provincia di Foggia e la base di partenza per il futuro del comparto, secondo quanto emerso nel corso del convegno organizzato oggi a Foggia. “Il 40 percento del pomodoro italiano viene proprio dalla Capitanata - precisa Lorenzo Bazzana, Responsabile Settore Ortofrutta - Area Economica della Coldiretti Nazionale – e la provincia di Foggia è leader nel comparto con 3.500 produttori di pomodoro che coltivano mediamente una superficie di 26 mila ettari, per una produzione di 22 milioni di quintali ed una Produzione Lorda Vendibile di quasi 175.000.000 euro. Dati ragguardevoli se confrontati al resto d’Italia con i suoi 55 milioni di quintali di produzione e i 95mila ettari di superficie investita. A completare il quadro è da precisare che, pur essendo investiti a pomodoro 32mila ettari di superficie in Puglia, la maggior parte degli stabilimenti della trasformazione – in totale 223 – sono fuori regione, in particolare, 134 in Campania e 32 in Emilia Romagna.  E’ evidente, dunque, il danno arrecato alle imprese agricole pugliesi e alle produzioni tipiche e di qualità regionali dalle 82.000 tonnellate di concentrato di pomodoro provenienti dalla Cina per produrre salse ‘italiane’”. Per la Coldiretti l’etichetta deve riportare obbligatoriamente la provenienza della materia prima impiegata per la frutta e verdura trasformata come i derivati del pomodoro, come chiede peraltro l’84 per cento degli italiani secondo la consultazione pubblica on line sull'etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal ministero delle Politiche Agricole, che ha coinvolto 26.547 partecipanti sul sito del Mipaaf. Il consiglio della Coldiretti è, comunque, di preferire i prodotti, concentrato o sughi pronti, che volontariamente indicano sulla confezione l’origine nazionale 100% del pomodoro utilizzato. “Si tratta di una attesa misura di trasparenza per produttori e consumatori dopo che dall’estero – rileva il Presidente di Coldiretti Foggia, Giuseppe De Filippo - sono arrivati nel 2017 ben 170 milioni di chili di derivati di pomodoro che rappresentano circa il 25% della produzione nazionale in equivalente di pomodoro fresco. Un fiume di prodotto che per oltre 1/3 arriva dagli Stati Uniti e per oltre 1/5 dalla Cina e che dalle navi sbarca in fusti da 200 chili di peso di concentrato da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro. Nel 1985 il pomodoro da industria veniva pagato 180 lire. L’attuale prezzo è identico a quell’anno dell’anno scorso e del 1985. Ovviamente gli industriali continuano a chiedere di ridurre la produzione nazionale perché ritenuta eccessiva, mentre continuano inarrestabili gli sbarchi di pomodoro concentrato dall’estero, un affronto alle nostre produzioni di qualità made in Italy”. “I derivati del pomodoro – aggiunge il Direttore di Coldiretti Foggia, Marino Pilati - sono il condimento più apprezzato dagli italiani che ne consumano circa 30 chili a testa all’anno a casa, al ristorante o in pizzeria secondo le stime della Coldiretti. Ad essere preferiti, sono stati nell’ordine le passate, le polpe o il pomodoro a pezzi, i pelati e i concentrati. Finalmente sarà possibile fare scelte di acquisto consapevoli e decidere se acquistare prodotti che arrivano da migliaia di chilometri di distanza spesso senza garantire gli standard di sicurezza europei oppure pomodori Made in Italy per sostenere l’economia e il lavoro sul territorio e l’indicazione dell’origine consentirà di valorizzare la qualità delle produzioni tricolori”. La Cina - sottolinea la Coldiretti - ha conquistato il primato nel numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, da parte dell’Unione Europea, secondo una elaborazione della Coldiretti sulla base della Relazione sul sistema di allerta per gli alimenti relativa al 2015. Su un totale di 2967 allarmi per irregolarità segnalate in Europa, ben 386 (15 per cento) - precisa la Coldiretti - hanno riguardato il gigante asiatico. Il decreto – spiega la Coldiretti – prevede che le confezioni di tutti i derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture: a) Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato; b) Paese di trasformazione del pomodoro: nome del paese in cui il pomodoro è stato trasformato. Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE. Se tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura "Origine del pomodoro: Italia". Per consentire lo smaltimento delle scorte – continua la Coldiretti - i prodotti che non soddisfano i requisiti previsti dal decreto, perché immessi sul mercati sul mercato o etichettati prima dell’entrata in vigore del provvedimento, possono essere commercializzati entro il termine di conservazione previsto in etichetta.   Wed, 21 Mar 2018 17:51:29 +0000 Foggia Grande successo per il Convegno 'Una scelta oltre la vita' https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/27478-grande-successo-per-il-convegno-una-scelta-oltre-la-vita.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/27478-grande-successo-per-il-convegno-una-scelta-oltre-la-vita.html Si può definire una prova superata a pieni voti quella degli studenti delle classi quarte ad indirizzo Sanitario dell’IISS “E. Majorana” di Brindisi organizzatori del convegno sulla tematica della donazione degli organi dal titolo "Una scelta oltre la vita" tenutosi questa mattina sabato 24 febbraio 2018 a partire dalle ore 9:30 presso l’Aula Magna dell'Istituto di via Montebello nel quartiere Santa Chiara del Capoluogo Adriatico. Gli alunni delle classi 4^A e 4^B ad indirizzo Tecnologico-Sanitario hanno relazionato con entusiasmo e competenza sulla importanza etica e medico-scientifica alla base della scelta di diventare donatori di Organi, Tessuti e Cellule in vita e la rilevanza dei trapianti come terapia salva-vita davanti ad una platea composta da genitori, insegnanti, alunni delle terze classi e rappresentanti di altre associazioni di volontariato e alla presenza del Dirigente Scolastico dell’IISS “E. Majorana” Salvatore Giuliano e alla Presidente Provinciale Aido Brindisi Carmen Di Coste. A moderare gli interventi una allieva che dividerà il ruolo con il giornalista Nico Lorusso, Addetto Stampa Aido Brindisi. L’iniziativa, intesa come evento conclusivo del progetto di alternanza Scuola-Lavoro, dall’omonimo titolo, è il frutto di un protocollo d'intesa siglato tra i vertici del Gruppo Comunale Aido - Associazione Italiana per la Donazione di Organi Tessuti e Cellule “Marco Bungaro” di Brindisi e la scuola superiore di secondo grado brindisina e si è svolto nei mesi di gennaio-febbraio 2018. Il convegno, trasmesso anche in Diretta Streaming sulla pagina Facebook di Aido Brindisi con un seguito di oltre 100 spettatori, ha quindi visto come assoluti protagonisti gli scolari, 60 ragazzi dell’Istituto Majorana che, coordinati dai Tutor Aido si sono divisi in ben 14 gruppi di lavoro ognuno dei quali è stato impegnato nella propria attività in un contesto di continuità e sinergia con tutti gli altri. Tra loro hanno poi scelto i compagni che, seduti al tavolo in qualità di relatori, con interventi specifici hanno idealmente preso per mano il pubblico presente relazionando su quanto appreso durante il percorso formativo che hanno frequentato attivamente L’incontro si è concluso con la consegna degli attestati ad opera del Dirigente Scolastico Salvatore Giuliano e la consegne delle magliette Aido. Il Gruppo Comunale “Marco Bungaro” ha così dato vita all’atto conclusivo del Progetto "Una scelta oltre la vita", idea rientrante nel Decreto Scolastico “Buona Scuola”, che prevede i percorsi di alternanza scuola-lavoro anche presso o su proposta di organizzazioni del Terzo Settore e negli enti no profit e di volontariato. Nel particolare Aido Brindisi ha così offerto ai giovani studenti un cammino formativo, della durata di circa 40 ore, durante il quale hanno operato Medici specializzati, Psicologi, Professionisti della comunicazione e Volontari Tutor appositamente selezionati e alternatisi tra lezioni frontali Medico Sanitarie e Psico-Socio-Pedagogiche finalizzate, ma non esclusivamente, alla promozione della cultura della donazione di organi, tessuti e cellule.      Mon, 26 Feb 2018 15:56:58 +0000 Brindisi Convegno sul sovraindebitamento alla Camera di Commercio https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27244-convegno-sul-sovraindebitamento-alla-camera-di-commercio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/matera/27244-convegno-sul-sovraindebitamento-alla-camera-di-commercio.html Le contingenze della vita possono portare a contrarre debiti, è capitato anche a Maurizio Costanzo. A raccontarlo è stato lo stesso Costanzo in collegamento video da Roma con la sala convegni della Camera di Commercio di Matera dove, ieri mattina, si è svolto un incontro dibattito sul sovraindebitamento. “Quando ero un ragazzo, ho fatto anch’io dei debiti – ha detto Costanzo - avevo 17 anni, mio padre era venuto a mancare a mia madre e mia zia si erano ammalate. Iniziavo allora a lavorare come giornalista e, per gli impegni lavorativi, non potevo accudirle. Ho contratto dei debiti per garantire ai miei familiari la necessaria assistenza. Per fortuna il lavoro è proseguito nel migliore dei modi e ho potuto estinguere i debiti”. In un periodo storico ancora sotto lo scacco della crisi economica, i cui effetti si faranno sentire ancora a lungo come dichiarano gli economisti, riuscire a estinguere i debiti può risultare più complesso. Esistono degli strumenti di legge, come quello della Composizione delle crisi da sovraindebitamento: una seconda chance che può portare fino all’esdebitazione: il beneficio della liberazione dei debiti non onorati.  A gestire l’iter per il sovraindebitamento è l’Organismo Sovraindebitamento Unioncamere Basilicata, unico soggetto in Basilicata a essere iscritto (n.59 dal luglio 2016) al Registro tenuto dal Ministero della Giustizia. Ed è per divulgare sempre più questa possibilità, riservata a imprenditori e consumatori, che la Camera di Commercio di Matera ha organizzato il convegno Se potessi avere mille euro al mese. Perché le famiglie s’indebitano, rimedi per non essere travolti. All’incontro, con testimonial il giornalista Maurizio Costanzo, hanno partecipato due classi del Liceo scientifico Dante Alighieri e dell’Istituto tecnico commerciale Adriano Olivetti di Matera. Nutrito il parterre dei relatori, all’incontro hanno portato i saluti istituzionali il Prefetto Antonella Bellomo e il sindaco Raffaello De Ruggieri. seguirà I lavori, moderati dal giornalista Edmondo Soave, sono stati introdotti  dal presidente del Tribunale di Matera Giorgio Pica. A relazione sugli aspetti tecnici sono stati l’avvocato Paolo Porcari, la vice segretario generale Unioncamere Tiziana Pompei e la psicologa Caterina Rotondaro. Don Basilio Gavazzeni, della Fondazione lucana antiusura Mons. Vincenzo Cavalla, ha offerto una sua riflessione. “Da ottobre 2016 l’Organismo Sovraindebitamento Unioncamere Basilicata ha offerto consulenza gratuita a quanti si sono rivolti per ottenere informazioni – ha spiegato il presidente della Camera di commercio di Matera, Angelo Tortorelli - delle tante richieste d’aiuto giunte, sono 32 le domande depositate e, per 17 di queste, è già stato avviato l’iter. Le altre 15 sono in fase d’istruttoria. Delle 17 pratiche istruite, 13 casi riguardano la provincia di Matera e 3 quella di Potenza. Riteniamo che ci siano ancora molte famiglie che potrebbero rivolgersi al nostro sportello, in via Lucana a Matera, o a quello aperto presso la Camera di commercio di Potenza. Un senso del pudore a rappresentare le situazioni di difficoltà, spesso, porta a non chiedere aiuto. Con il convegno di questa mattina abbiamo voluto trasmettere il messaggio che esiste una possibilità per liberarsi dei debiti e l’invito e a rivolgersi ai nostri uffici per valutare se si può accedere allo strumento del sovraindebitamento”. Tutte le informazioni per conoscere chi può e quali requisiti deve avere per accedere a questo strumento di legge, quali documenti e in che tempistica presentarli, sono rintracciabili sul sito di Unioncamere Basilicata al link http://www.bas.camcom.it/P42A202C13S10/Crisi-da-sovraindebitamento--la-modulistica.htm L’ufficio Mediazione della Camera di Commercio di Matera – in via Lucana, 82 - tel. 0835.338411 – è a disposizione per offrire informazioni e supporto. Tue, 12 Dec 2017 14:06:28 +0000 Matera Rimpatriata cancellarese in terra emiliana https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/27042-rimpatriata-cancellarese-in-terra-emiliana.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/27042-rimpatriata-cancellarese-in-terra-emiliana.html Nella penultima domenica di ottobre, si è rinnovato il conviviale appuntamento con i numerosi  cancellaresi sparsi in Emilia Romagna. Un appuntamento attesissimo che quest’anno ha visto la partecipazione istituzionale del sindaco di Cancellara - Fancesco Genzano - seguìto da alcuni amministratori. La rimpatriata si è tenuta in un ristorante di Casalecchio di Reno in un clima festoso e amichevole dove i convenuti hanno percepito una sensazione di fratellanza, poiché accomunati dal medesimo senso di appartenenza alla propria terra di origine e dalla quale sono stati "strappati" per motivi di lavoro o di studio. Una fuga iniziata fin dai tempi della “valigia di cartone” che ancora oggi si ripete e non solo per ragioni di studio. Tra ricordi nostalgici, nuove conoscenze, baci, abbracci e tante emozioni, si è felicemente conclusa la grande rimpatriata tra cancellaresi in terra emiliana. Una terra generosa che li ha adottati, offerto lavoro e benessere, ma che non potrà  mai sostituirsi emotivamente al paese natio, del quale i cancellaresi rimarranno eternamente “innamorati”. Il primo cittadino ha ringraziato e salutato tutti a nome dell’intera comunità cancellarese, ritenendosi pienamente soddisfatto per aver condiviso una piacevole giornata con tanti compaesani e orgoglioso di appartenere a una terra accogliente e ricca di tradizioni. E come da tradizione, non poteva mancare il brindisi collettivo con l’allegra compagnia per auspicare futuri incontri sempre più numerosi e sorprendenti.   Mon, 30 Oct 2017 10:47:50 +0000 Potenza A Nardò da dicembre La Fabbrica8, la casa delle arti https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/27040-a-nardo-da-dicembre-la-fabbrica8-la-casa-delle-arti.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/27040-a-nardo-da-dicembre-la-fabbrica8-la-casa-delle-arti.html Cos’è La Fabbrica8 Un luogo unico in cui trovare un temporary restaurant, teatro cabaret, live music, concept bar, street food e corsi di cucina: esiste, si trova a Nardò, si chiama La Fabbrica8 e aprirà ufficialmente le sue porte dal prossimo 8 dicembre. L’impronta è netta ed è tutta metropolitana, dettagli urban e reminiscenze industriali che lasciano spazio all’arte e alla filosofia della condivisione. Una casa delle arti, centro nevralgico per tutto il Salento, attorno al quale ruoteranno attori, musicisti, chef e artisti di levatura nazionale. Il primo teatro cabaret del Salento La novità assoluta per la provincia leccese è senza dubbio il teatro cabaret, il cui palcoscenico sarà calcato già nei fine settimana di dicembre 2017 e gennaio 2018 da alcuni dei nomi più noti del panorama comico italiano, come Ficarra e Picone, Mago Forest, Nuzzo e Di Biase, Giovanni Cacioppo, Paolo Caiazzo, Pino e gli Anticorpi. L’idea è dare vita ad un teatro tematico alla maniera milanese e newyorkese. Il venerdì sarà live Un’area sarà dedicata alla live music: una resident band composta da sette musicisti si esibirà ogni venerdì riproponendo i classici della musica italiana in chiave moderna, alternando arrangiamenti jazz e swing, per allietare quanti vorranno ascoltare comodamente seduti a degustare un panino gourmet o un calice di buon vino. Ma non mancheranno gli ospiti, musicisti che troveranno alla Fabbrica8 la loro casa dell’arte. L’enogastronomia d’eccellenza: fra street food e temporary restaurant Alle eccellenze enogastronomiche è dedicato l’altro polo attrattivo de La Fabbrica8, declinato in tre forme. Lo street food ogni sabato, quando nella “piazza” della struttura, si alterneranno specialità regionali tipiche italiane, dal pane e panelle della Sicilia alle tigelle toscane, passando per la farinata ligure. Un Temporary Restaurant che vedrà ogni settimana un menu pensato da uno chef ospite, così da permettere agli avventori di sperimentare i dettagli di alcune delle cucine più rinomate d’Italia. Tra le prime ad essere ospitate nella “cucina” della Fabbrica8, i piatti siciliani con Marco Zavatteri dal ristorante Brancato di Siracusa, le declinazioni del panettone con Cosimo Russo dal ristorante Aqua di Porto Cesareo, la cucina campana con Luigi Lionetti dal ristorante Monzù di Capri, la Puglia in chiave moderna con Domingo Schingaro dal ristorante Due Camini di Fasano, del noto resort Borgo Egnazia. A lezione dagli chef Infine, un ricco programma di corsi di cucina, della durata di tre giorni, per la formazione per aspiranti chef o semplici appassionati. Tra le prime proposte i piatti della cena della vigilia di Natale, le farine e il loro impiego, la cucina campana rivisitata, la cucina biologica a chilometro zero. I due padroni di casa I due padroni di casa della Fabbrica8 sono Manuel Cirignaco, giovanissimo e creativo imprenditore salentino del settore ristorazione, e Attilio De Razza, produttore cinematografico, fra gli altri, di tutti i film di Ficarra e Picone e vincitore del David di Donatello 2017 come miglior produttore dell’anno per il pluripremiato film “Indivisibili”. Una fabbrica che rinasce e cambia pelle: la storia Nata nei primi del Novecento come manifattura dei tabacchi, la struttura conserva il fascino del passato, di quando centinaia di donne svolgevano un lavoro duro, con uno spirito collaborativo, allegro e responsabile. Nei primi anni '60 subì le influenze del capitalismo intensivo delle grandi multinazionali, che la portarono alla cessazione definitiva di ogni attività. Negli anni '80 venne ritrovata in totale stato di abbandono, con gli interni devastati da vandali e le pareti imbrattate. Un coraggioso imprenditore locale, Luciano Barbetta, vide del potenziale, la acquistò per farne un laboratorio tessile e, con molta cura e dedizione, recuperò gli interni conservando la struttura originaria. Nel 2010 l'immobile venne lasciato per un ambiente più grande, e rimase chiuso fino al 2015, quando un nuovo imprenditore ne rimase affascinato. Pensò bene di ridare vita a quel luogo, reinventando gli spazi per varie espressioni d'arte. Un polo attrattivo per i giovani, volto a riempire i vuoti delle serate invernali di paese e ridare smalto, stimolo e prestigio con una nuova realtà. L’8 e il concetto filosofico di spazio Il progetto della Fabbrica8 ruota attorno alla concezione filosofica di "spazio", luogo di intersezione tra il mondo delle idee e quello degli enti finiti. Ognuno di noi nella propria esistenza ha la possibilità di creare i propri spazi, di vivere quelli comuni e di utilizzare quelli che gli altri ci mettono a disposizione. Per Sorokin la concezione di spazio non è altro che l'insieme di individui, gruppi e manufatti ma anche di sistemi di significato che egli individua in 8 punti: linguaggio, scienza, filosofia, religione, arte, etica, diritto e tecnica. L'idea de La Fabbrica si basa proprio sull'evidenziare uno spazio sociale per stimolare incontri, scambi culturali, partecipazione e passione per l'arte e per tutto ciò che aiuta a far crescere una comunità intorno ad uno spazio d'élite. Ecco perché "La Fabbrica8", il numero che richiama i sistemi di significato e che mette in evidenza gli 8 servizi differenti che La Fabbrica proporrà. Mon, 30 Oct 2017 10:32:56 +0000 Lecce Mondiali Master di scherma, i risultati dei foggiani: Oro a squadre per Nicastro https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/26977-mondiali-master-di-scherma-i-risultati-dei-foggiani-oro-a-squadre-per-nicastro.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/26977-mondiali-master-di-scherma-i-risultati-dei-foggiani-oro-a-squadre-per-nicastro.html Ottimi risultati per gli atleti del Circolo Schermistico Dauno di Foggia impegnati a rappresentare l’Italia ai XXI Campionati del Mondo Master (Veterans Fencing World Championship) in corso a Maribor, in Slovenia. Ieri, splendido successo di Carlo Nicastro che nella sciabola maschile a squadre, ha vinto il titolo mondiale assieme agli altri azzurri Stefano Lanciotti, Giulio Paroli, Riccardo Carmina, Fabrizio Filippi e Francesco Eugenio Negro. Il team italiano, dopo aver chiuso il girone con due vittorie e nessuna sconfitta, hanno battuto nei quarti la Russia per 30-13 e in semifinale la Germania per 30-27, per poi trionfare nella finalissima, contri la Gran Bretagna per 30-19. Nell’individuale, la corsa di Carlo si era fermata nel tabellone a 16, contro l’altro italiano Filippo Carlucci (che ha vinto 10-9), dopo che il foggiano aveva battuto nel tabellone a 64 l’austriaco Felix Lee per 10-8 e nel tabellone a 32 il tedesco Hart. Ottimi risultati, anche per la fiorettista foggiana Maria Grazia Lattanzio, che mercoledì aveva conquistato il decimo posto individuale nella categoria A –migliore delle italiane- mentre ieri è giunta sesta nella prova a squadre, assieme a Mariagrazia Michieli, Gianna Cirillo, Gianna Della Corte e Mariella Nicolosi. Ottimo anche l’obiettivo centrato oggi da Gabriella Lo Muzio nell’individuale di sciabola categoria A: la foggiana è stata la prima delle azzurre, conquistando il 13° posto, dopo aver perso di misura contro la quotatissima tedesca Friederike Janshen per una sola stoccata, 9-10. Un bilancio più che positivo, considerando che Carlo Nicastro e Maria Grazia Lattanzio erano esordienti in una prova mondiale, mentre Gabriella Lo Muzio aveva già vestito la casacca azzurra ai Mondiali di Stralsund (Germania) lo scorso anno, piazzandosi tra le 16.     Fri, 20 Oct 2017 15:13:45 +0000 Foggia Mesagne da scoprire, una serie di appuntamenti autunnali per valorizzare i beni culturali della città https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/26965-mesagne-da-scoprire-una-serie-di-appuntamenti-autunnali-per-valorizzare-i-beni-culturali-della-citta.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/26965-mesagne-da-scoprire-una-serie-di-appuntamenti-autunnali-per-valorizzare-i-beni-culturali-della-citta.html Si chiama “Mesagne da Scoprire, visite guidate d’autunno tra storie e racconti” ed è un vero e proprio programma articolato per promuovere e valorizzare i beni culturali della Città tramite visite guidate che si terranno nei fine settimana di ottobre e novembre. L’iniziativa è promossa dall’Associazione promoCultura, dall’Assessorato alla Cultura e dall’Info Point Turistico di Mesagne. Tra gli obiettivi, sfruttando anche la positiva ondata turistica sviluppatasi durante la scorsa estate, c’è anche quello di contribuire a rendere Mesagne una città attrattiva anche fuori stagione. Si inizia domenica 22 ottobre alle 18.00 con una visita guidata gratuita al Centro Storico. Sarà questa l'occasione per fare una piacevole passeggiata serale tra le viuzze e le piazze alla scoperta di uno dei centri storici più caratteristici e affascinanti della Puglia. La visita guidata sarà un percorso suggestivo con la possibilità di ascoltare le storie e i racconti, molti dei quali poco conosciuti, che hanno caratterizzato la storia di Mesagne e i suoi luoghi più caratteristici. Domenica 29 ottobre alle 18.00 ci sarà poi l’occasione per scoprire il Museo del Territorio e la storia dei Messapi; i visitatori potranno così ammirare i reperti di eccezionale valore custoditi nel museo cittadino e scoprire importanti ed eccezionali testimonianze archeologiche che testimoniano l’antichissima storia della Città; questo appuntamento richiede il ticket d’ingresso al Museo.   Si continua poi domenica mattina 5 novembre alle 10.00 con “Il Castello Segreto”; sarà questa una visita guidata gratuita esclusiva ed eccezionale con accesso straordinario agli ambienti particolari in genere non visitabili e chiusi al pubblico: dalle prigioni al pergolato, dalle cisterne dell’olio al loggiato, dal piano ammezzato alla gran sala, ambienti che raccontano l’affascinante storia del Castello che va dall’età medioevale a quella moderna. Si potrà quindi scendere eccezionalmente nelle antiche prigioni tramite una piccola scala a chiocciola, per poi continuare la visita passeggiando per il caratteristico loggiato dal quale ammirare il panorama della Città. Si potranno poi osservare da vicino come mai prima d’ora, con una breve sosta, le merlature, le feritoie e le caditoie dell’antico torrione orsiniano. Sarà questo un percorso emozionante che porterà il visitatore a scoprire le storie, le leggende e i racconti di uno dei monumenti più importanti della Puglia meridionale. A completare il programma ogni sabato pomeriggio sarà offerto un servizio di accoglienza e di visite guidate presso il Castello e il Museo del territorio. Per partecipare alle visite guidate domenicali è necessario prenotare e per avere maggiori informazioni è possibile contattare anche con con whatsapp il numero 3280014735 o rivolgersi all’Info Point Turistico sito nel Castello e che risponde al numero telefonico 0831738898.     Thu, 19 Oct 2017 05:19:54 +0000 Brindisi Piccolo Teatro di Foggia: Al via la XXII stagione https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/26900-piccolo-teatro-di-foggia-al-via-la-xxii-stagione.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/26900-piccolo-teatro-di-foggia-al-via-la-xxii-stagione.html Parte sabato 14 ottobre la nuova attesa stagione del  Piccolo Teatro di Foggia, che celebra il traguardo della XXII edizione con una straordinaria proposta di spettacoli, appuntamenti, eventi e laboratori organizzati in sinergia con alcune delle più vivaci realtà culturali del territorio. Infatti, la programmazione 2017/2018 si annuncia quanto mai ricca di interessanti novità, come spiega Dino La Cecilia che, insieme a Fabio Conticelli, guida l’Associazione Culturale Palcoscenico nella gestione quello che è ormai da considerare una vera e propria “officina creativa” nel cuore della città. “Da quattro anni stiamo portando avanti, con molta soddisfazione, il nostro progetto di condivisione di spazi, idee ed energie. Quest’anno  abbiamo deciso di rilanciare la formula delle alleanze progettuali per proporre al nostro pubblico nuove esperienze. Alle tradizionali produzioni di teatro dialettale, sette spettacoli prodotti dalla compagnia residente,  si aggiungono i quattro appuntamenti della  nuova rassegna di teatro famiglia, organizzato in collaborazione con  la compagnia Crew Slup di Paolo Citro, e uno spettacolo  inedito di Nuova Drammaturgia, “Suonavo ad Auschwitz” che ho scritto e interpretato”. Aggiunge, poi La Cecilia: “Spazio quest’anno, poi, alla sperimentazione con il progetto Percorsi d’arte una sorta di cartellone "Extra", con pièces di teatro contemporaneo, danza e concerti che saranno dislocati anche fuori dal palco, negli spazi del foyer e delle sale laboratori destinati ad ospitare mostre e performances estemporanee. Un inedito esperimento di commistioni artistiche, realizzato anche grazie alla collaborazione dell’asso. Belcanto di Maria Gabriella Cianci e Davide Longo .” Particolarmente nutrito anche il programma relativo alla formazione. Come illustra l’attore e regista:  “Sono ben quattro, infatti, le proposte artistiche riservate a tutti coloro che vogliono avvicinarsi alle arti sceniche. Dalle lezioni di Flamenco, Danze spagnole e Teatro-danza di Est Ovest-Danza di Fausta Maiorino alla Scuola di Musica Moderna  La Bequadro  - coordinata dal musicista Luca di Maggio -  che propone corsi di batteria, chitarra, basso e piano per adulti e piccini,dal Corso di dizione condotto dal dott. Pierpaolo Orlando al  Laboratorio di esercitazioni sceniche a cura di Dino La Cecilia. A inaugurare questo entusiasmante programma uno spettacolo di cabaret musicale:  “Nu variete' da manecomije”. Si tratta  di una rivisitazione del varietà che ha chiuso l’apprezzato cartellone   della scorsa stagione,  riproposto per accontentare il numeroso pubblico di appassionati che a grande richiesta ha voluto di nuovo  in scena  Dino La Cecilia, Fabio Conticelli, Angelo Fulchini, Tonia Di Maggio, Rosario Curcelli, Alfredo Scarano, Oreste Delle Donne, Lello Damato e Ciro Carnevale con la straordinaria partecipazione della Unza Unza Band. Un appuntamento all’insegna della comicità corale e la musica in programma due week end di seguito - 14, 15, 21 e 22 ottobre  alle ore 20.30  - per iniziare con brio una stagione che si annuncia quanto mai innovativa. Conclude La Cecilia: “Questo è un anno importante per lo staff del Piccolo Teatro, che ha deciso  di impegnarsi per rispondere alle nuove richieste di un pubblico sempre  più vasto – per età e gusti – e molto attento alla qualità delle nostre proposte. Una stagione in cui, forti delle radici della tradizione,  intendiamo proiettarci verso le nuove frontiere dell’impresa culturale. Infatti, stiamo anche  realizzando un nuovo sito web e potenziando la nostra presenza sui social”. Si ricorda che l’ingresso è riservato ai soli soci. Per tesserarsi basta rivolgersi alla Segreteria aperta tutti i giorni ( escluso il lunedì) dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.30. Wed, 11 Oct 2017 15:13:59 +0000 Foggia Al teatro sociale di Fasano al via "FestivAbile" https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/26830-al-teatro-sociale-di-fasano-al-via-festivabile.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/26830-al-teatro-sociale-di-fasano-al-via-festivabile.html “AccordiAbili” è l’Associazione di Promozione Sociale presieduta dal maestro Vincenzo Deluci, musicista jazz reso tetraplegico da un incidente d’auto e che grazie alla all’informatica e alla robotica, è riuscito a riprendere a suonare la tromba con il supporto di ausili tecnologici. Il sodalizio fasanese, sin dalla sua nascita, si è posto l’obiettivo di avvicinare un disabile all’utilizzo di uno strumento musicale attraverso la realizzazione di strumenti su misura o adattamenti di strumenti preparati per ogni specifica disabilità motoria. L’esperienza fatta finora ha consentito di concretizzare il sogno di suonare a svariati disabili. Alcuni di loro si esibiranno giovedì prossimo, 5 ottobre, alle ore 20:30, sul palco del Teatro Sociale, in una serata a loro dedicata: il “FestivAbile”, un evento ad ingresso gratuito che sarà coordinato da Davide Saccomanno che è anche il direttore del corso “La musica per tutti”, organizzato in collaborazione con il Laboratorio Urbano di Fasano che ha dato la possibilità a molti disabili di approcciarsi alla musica. Anche Vincenzo Deluci si esibirà nella serata del “FestivAbile” che sarà anche occasione per il lancio della raccolta fondi finalizzata alla realizzazione della terza edizione del corso “La musica per tutti”. L'iniziativa del FestivAbile rientra nel progetto, approvato dal Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, “Giovane bene collettivo - spazio per la creatività giovanile”, di cui l'associazione “Le Nove Muse” è capofila e l’associazione “AccordiAbili” è partner della rete. Sicuramente il “FestivAbile” sarà occasione di socializzazione e confronto non solo sulle problematiche legate alla disabilità, ma soprattutto sulla musica che è uno straordinario motore riabilitativo e terapeutico nonché un modo, probabilmente il migliore, per condividere le emozioni. Wed, 04 Oct 2017 08:55:01 +0000 Brindisi A Foggia la V Giornata Europea delle Fondazioni https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/26756-a-foggia-la-v-giornata-europea-delle-fondazioni.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/foggia/26756-a-foggia-la-v-giornata-europea-delle-fondazioni.html Domenica 1° ottobre 2017 si terrà la quinta edizione della Giornata Europea delle Fondazioni, iniziativa ideata da Dafne (Donors and Foundations Networks in Europe), l’organizzazione che riunisce le associazioni di fondazioni del continente, a cui aderiscono in Italia Acri, che associa le Fondazioni di origine bancaria, e Assifero, l’associazione che riunisce altre fondazioni ed enti di erogazione. Si tratta di un’occasione per conoscere un po’ meglio le fondazioni: enti spesso sconosciuti al grande pubblico, ma che insieme al mondo del volontariato e del terzo settore concorrono ad alimentare e innovare il welfare nel nostro Paese. Alla celebrazione della Giornata Europea aderiscono molte fondazioni che da nord a sud organizzano eventi, convegni e spettacoli, momenti per incontrare le loro comunità a favore delle quali intervengono in diversi campi: dal welfare all’istruzione, dalla cultura all’ambiente. Come ogni anno, anche la Fondazione dei Monti Uniti di Foggia aderirà all'iniziativa. Le celebrazioni partiranno domenica 1 ottobre con una giornata di apertura straordinaria della sede dell'ente, in via Arpi 152, (dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20): curiosi ed appassionati avranno l'occasione di visitare l'antico palazzo della Fondazione, la splendida collezione d'arte moderna e contemporanea in esposizione permanente e la mostra di illustrazioni "Il mare racconta", allestita nella galleria della Fondazione in occasione della manifestazione "Aspettando Buck".   Domenica 8 ottobre 2017, invece, presso la sala "Rosa del Vento" del palazzo della Fondazione, lo scrittore Ivan Cotroneo sarà il protagonista di un incontro pubblico, incentrato sul tema scelto dall'Acri per promuovere l'iniziativa: "E' una questione di educazione. Comunità e crescita delle nuove generazioni". L'incontro sarà moderato dalla professoressa Mariolina Cicerale. Note sull'autore Ivan Cotroneo è nato a Napoli, il 21 febbraio del 1968. Nato a Napoli, dopo aver abbandonato gli studi di giurisprudenza si trasferisce a Roma, dove nel 1992 si diploma in sceneggiatura presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. I suoi primi approcci con il cinema avvengono grazie al regista Pappi Corsicato, per il quale Cotroneo scrive l'episodio La stirpe di Iana incluso nel film collettivo I vesuviani e la sceneggiatura del lungometraggio Chimera. Nel 1999, edito da Bompiani, pubblica una raccolta di citazioni intitolata Il piccolo libro della rabbia. Nello stesso anno ha collaborato alla sceneggiatura di In principio erano le mutande di Anna Negri, assieme a Renato De Maria e Francesco Piccolo ha scritto la sceneggiatura di Paz!, portando sul grande schermo i personaggi creati da Andrea Pazienza. Nel 2003 collabora con Daniele Luchetti e Stefania Montorsi per Dillo con parole mie e scrive per Alex Infascelli il cortometraggio L'ultimo giorno. Nel 2003 pubblica il suo primo romanzo, Il re del mondo, mentre nel 2005, sempre edito da Bompiani pubblica il romanzo Cronaca di un disamore. Cotroneo ha lavorato come sceneggiatore per diverse produzioni televisive, come fiction e miniserie tv, come Un posto tranquillo e Raccontami una storia. Sempre per la televisione, ha fatto parte del team di autori del programma L'ottavo nano, di Serena Dandini e Corrado Guzzanti, per la Dandini è stato inoltre autore per tre stagioni del talk show Parla con me. Oltre al cinema e alla televisione, Cotroneo lavora anche per il teatro, ha adattato l'edizione italiana di Closer di Patrick Marber e Le regole dell'attrazione di Bret Easton Ellis, inoltre ha scritto alcuni spettacoli comici e ha scritto per Claudio Gioè il monologo Se stanotte sono qui. Nel 2007 collabora alla sceneggiatura di Piano, solo, adattamento cinematografico di un libro di Walter Veltroni, nello stesso anno pubblica il suo terzo romanzo, La kryptonite nella borsa. Nel 2008 scrive assieme a Maria Sole Tognazzi L'uomo che ama, film d'apertura del Festival Internazionale del Film di Roma 2008, e torna a scrivere la televisione, con la fiction Tutti pazzi per amore, di cui è autore del format originale, e un nuovo adattamento televisivo di Pinocchio. Nel 2009 ha scritto insieme a Sandro Petraglia e Fidel Signorile la sceneggiatura di "La prima linea" di Renato de Maria, e insieme a Barbara Alberti, Walter Fasano e Luca Guadagnino la sceneggiatura di "Io sono L'amore". Insieme a Ferzan Ozpetek nello stesso anno scrive la sceneggiatura del film di Mine vaganti, vincitore del Globo d'Oro 2010 per la migliore sceneggiatura e candidato, per la sceneggiatura, al David di Donatello e al Nastro d'argento 2010. Nell’ottobre del 2007 Bompiani pubblica il suo quarto libro, Un bacio. Sta lavorando all'adattamento cinematografico del suo romanzo "La kryptonite nella borsa", la cui sceneggiatura è scritta, oltre che da Cotroneo, da Monica Rametta e Ludovica Rampoldi. Il film verrà prodotto dalla Indigo Film di Francesca Cima e Nicola Giuliano. È il traduttore ufficiale per l’Italia delle opere di Hanif Kureishi e Michael Cunningham. Thu, 28 Sep 2017 13:34:02 +0000 Foggia Presentato a Barletta il progetto della Cittadella della Musica Concentrazionaria https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/barletta/26656-presentato-a-barletta-il-progetto-della-cittadella-della-musica-concentrazionaria.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/barletta/26656-presentato-a-barletta-il-progetto-della-cittadella-della-musica-concentrazionaria.html C' è il sogno di un singolo uomo che è già Storia, e ora quel sogno si è aperto alla condivisione con il resto del mondo. E' il sogno del musicista pugliese Francesco Lotoro che ha passato gli ultimi trent'anni in giro per il mondo raccogliendo la musica scritta da artisti internati, e spesso uccisi, nei lager militari e civili di tutto il mondo, dal 1933 al 1953. Una ricerca dagli esiti monumentali che mostra come l'arte possa intersecarsi con la vita al punto da diventare un fattore  indispensabile per la stessa sopravvivenza. Tutto il materiale raccolto attende ora di avere una sede appropriata per la quale Lotoro ha scelto la sua Barletta, città dove lo scorso 17 settembre è stato presentato il progetto della Cittadella della Musica Concentrazionaria. Si tratta di un complesso polifunzionale e multimediale di 9 mila metri quadri, suddiviso in cinque sezioni (Campus delle Scienze Musicali, Biblio-mediateca Musicale, Museo dell'Arte Rigenerata, Teatri Nuovi Cantieri, Libreria Internazionale del Novecento)  che nascerà nell'area e nelle strutture storiche della ex Distilleria cittadina, come hanno spiegato l'architetto Nicolangelo Dibitonto, autore del progetto di recupero e riqualificazione, e lo stesso Francesco Lotoro. Un'operazione di altissimo valore culturale, morale, e anche urbanistico, che la Fondazione Istituto di Letteratura Concentrazionaria, presieduta da Lotoro, ha promosso ai massimi livelli, come testimonia il finanziamento di 5 milioni di euro già stanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, cifra che ora dovrà necessariamente essere integrata da altri fondi affinché l'iniziativa vada a buon fine. Intanto il vortice di vite ed emozioni di cui è pregna l'innumerevole quantità di spartiti musicali riportata alla luce da Lotoro, non ha mancato di toccare la sensibilità di pubblico, istituzioni e giornalisti che domenica scorsa hanno gremito la sala dello splendido Palazzo della Marra dove si è svolto l'incontro moderato dal giornalista RAI Michele Peragine, seguito da una visita al cantiere della Cittadella e da un concerto presso il Teatro Comunale Curci. “La grande soddisfazione che provo oggi – ha detto Francesco Lotoro – è di percepire come il sogno della Cittadella della Musica Concentrazionaria non sia più solo mio, ma nostro, di questa città e di una generazione di uomini e donne che da oggi si assume un grande compito: quello di disegnare le linee della storia della musica dei prossimi anni e riaprire questa immensa “biblioteca di Alessandria” che è il patrimonio musicale creato nei lager. Per me è un onore consegnare tutto ciò alla mia città con l'obbligo morale e storico di dare a questa musica il nome di "Letteratura musicale" che significa rendere onore ai compositori, far diventare normale la loro opera, farla entrare nella letteratura musicale come quella di Bach e degli altri musicisti del passato. Il materiale musicale recuperato sarà custodito nel Museo della Musica Rigenerata, che abbiamo scelto di denominare così in antitesi all'espressione “musica degenerata” usata con disprezzo dai gerarchi del Terzo Reich. Mi preme infine ricordare che grazie alle ricerche fatte dal maestro Paolo Candido, la biblioteca della Cittadella avrà anche una sezione dedicata ai compositori e musicisti barlettani come Giovanni Leonardo Primavera, Giuseppe Curci, Renato Virgilio, Vincenzo Gallo, Antonio Gallo, Giuseppe Fanciulli, Giovanni Petrucci, Daniele Varola, Raffaella De Nittis, Giuseppe De Leone e altri”. Di grande interesse le prospettive delineate dall'intervento di Giuseppe Langella, professore ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. “I have a dream..., ha esordito, aggiungendo che “è muovendo da questo semplice anelito che molti uomini hanno seguito il proprio pensiero e cercato di realizzarlo, e così molte idee apparentemente utopiche sono diventate realtà. Tuttavia, affinché un sogno diventi realtà è necessario che tutti lo condividano ed è impossibile non condividere un progetto come questo, nel quale si difende la dignità di tutti i musicisti morti nei lager e dei sopravvissuti. In gioco c'è la difesa ad oltranza dei valori umani ed è per questo che l'Università Cattolica ha dato il suo pieno e incondizionato assenso al progetto. Una delle forme in cui vorremmo dar corpo a questa collaborazione è la organizzazione di summer school destinate a coloro che vorranno studiare e quindi conoscere meglio la musica scritta in cattività da compositori famosi ma che non hanno avuto la fortuna di uscire vivi da quei terribili luoghi di morte. Il mio invito dunque è: siate orgogliosi e custodite questo progetto”. Aldo Patruno, direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio, Regione Puglia  ha a sua volta definito il progetto della Cittadella“pienamente in linea con la logica che spinge la Regione a volerlo valorizzare e finanziare e cioè quella di rendere fruibile il territorio tutto l'anno, il che significa destagionalizzare e internazionalizzare, offrendo quanto di meglio abbiamo ai turisti che arrivano per ammirare le nostre bellezze artistico-architettoniche e paesaggistiche. Stiamo infatti investendo tanto affinché il nostro territorio esca definitivamente da una condizione di sottosviluppo, allineandosi ai migliori standard internazionali. In tale direzione, nell'ambito del progetto regionale Smart-In, abbiamo inserito la Cittadella della Musica Concentrazionaria fra le risorse culturali di maggior rilievo della Puglia.” E' quindi intervenuto Riccardo Pacifici, già presidente della Comunità ebraica di Roma e da sempre attento alle più importanti problematiche dell’ebraismo italiano, che ha elogiato il lavoro condotto sinora da Lotoro, invitando le Istituzioni ad accompagnare con maggior forza e convinzione la costruzione e la crescita della Cittadella perché possa un giorno diventare autentico “luogo di Vita e Arte ebraica”, lungi da aspetti commemorativi e memorialistici che sono pur importanti ma non rendono l’idea dell’energia pulsante, del colore e della ricchezza sonora di questa letteratura musicale. Ha quindi sottolineato l’importanza storica, morale e umana della Cittadella anche nei riguardi dello Stato d’Israele (non a caso l’ambasciatore israeliano a Roma Ofer Sachs ha inviato a Lotoro una bellissima lettera di supporto al progetto, letta pubblicamente durante la conferenza) e la preziosità del Campus delle Scienze Musicali interno alla Cittadella come luogo specificatamente dedicato alla musica ebraica. Riccardo Pacifici ha inoltre donato alla Cittadella l’immenso archivio fonografico e cartaceo di suo padre Emanuele, storico e testimone della Shoah, e per tal ragione, il Polo Nazionale della Musica Ebraica che nascerà nell'ambito della Cittadella sarà dedicato a Emanuele Pacifici. “Il canto e la musica – ha concluso Riccardo Pacifici - sono l'essenza della vita degli Ebrei. Per noi, quelli ritrovati non sono canti e musiche per non dimenticare, ma sono come il segno stesso della vita, rappresentano la continuità della vita e dobbiamo tentare di ribaltare l'immaginario collettivo che vede negli Ebrei soltanto vittime della Shoah. Noi ci siamo, vogliamo raccontare, vogliamo esserci!” Il Sindaco di Barletta, Pasquale Cascella, ha invece ricordato come il recupero dell'area storica dell'ex Distilleria sia da tempo al centro della progettualità amministrativa del Comune: “Quello che per molti è un sogno – ha dichiarato - per me è un assillo. E' noto infatti come questo luogo costruito a fine '800 sia stato sempre sotto i riflettori. In quell'area si sarebbe potuto costruire e invece va dato atto ai cittadini di essersi opposti con forza all'abbattimento, e anzi di aver voluto la salvaguardia della distilleria, simbolo della vivacità e capacità imprenditoriale dei barlettani e quindi della storia locale. Abbiamo così deciso di sostenere il progetto della Cittadella puntando sul finanziamento pubblico e privato, lasciando che assolva ad una funzione pubblica perché la cultura deve essere fruibile da tutti. Ritengo che questo progetto possa essere da esempio per tutto quello che c'è ancora da fare in questa città”. Fra le varie personalità che hanno seguito l'incontro c'erano anche Giuseppe Mastromatteo, ordinario di Politica Economica presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano, e il regista franco-argentino Alexandre Valenti, autore del docufilm The Maestro, una coproduzione franco–italiana realizzata nel 2015 in versione televisiva e cinematografica che racconta la straordinaria opera di ricerca compiuta da Francesco Lotoro nell'arco di 30 anni. Tratto dal volume “Le Maestro” del giornalista e scrittore francese Thomas Saintourens, il docufilm è stato presentato in anteprima assoluta a Barletta e quindi in successione presso la sede Unesco di Parigi, al Los Angeles Italia Film Festival, nelle sale e sulla TV italiane e via via in altri Paesi. E' di ieri la notizia della sua vittoria al Film Festival di Pale, in Bosnia, dove il prossimo 23 settembre si terrà la cerimonia di premiazione. Thu, 21 Sep 2017 15:43:56 +0000 Barletta Cancellara - Successo di pubblico per gli intramontabili Cugini di Campagna https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/26494-cancellara-successo-di-pubblico-per-gli-intramontabili-cugini-di-campagna.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/26494-cancellara-successo-di-pubblico-per-gli-intramontabili-cugini-di-campagna.html Un autentico bagno di folla - domenica 16 luglio - nella piazza principale di Cancellara per assistere al concerto dei Cugini di Campagna, organizzato in occasione dei festeggiamenti della Madonna del Carmine. La band, fondata da oltre 40 anni ad opera dei “cespugliosi” gemelli Michetti, ha letteralmente incantato i presenti con l’esibizione di brani musicali che hanno fatto da colonna sonora a tantissime storie d’amore. Ivano, lo showman del gruppo, ha ripercorso la loro longeva carriera musicale che ha avuto il suo esordio  con “Anima mia”, la mitica canzone riproposta nel corso degli anni in varie lingue e da artisti d’eccezione: Dalida, Frank Sinatra, Claudio Baglioni ecc… L’eccentrico look, in netto contrasto con la delicatezza delle canzoni, ha sbalordito i presenti e ha contribuito a consolidare nel tempo la loro identità oltre alla particolare voce in falsetto, attualmente affidata al giovane Daniel Colangeli. In un clima festoso e coinvolgente, i Cugini di Campagna hanno intrattenuto piacevolmente il pubblico, regalando emozioni e facendo sprofondare i meno giovani nei favolosi anni settanta, quando per ascoltare una canzone si ricorreva al juke-box o si aspettava il venerdì alle ore 13.00 per sintonizzarsi sul 2° canale radio dove veniva trasmesso il programma “Hit Parade” presentato dalla storica voce di Lelio Luttazzi. Durante lo spettacolo, con un’insolita performance, hanno eseguito il famoso brano “Malafemmina”, in omaggio al grande Totò. Infine, sulle note della canzone “Anima mia”, cantata in compagnia di alcuni volontari del pubblico, i Cugini di Campagna hanno salutato e ringraziato tutti per la calorosa accoglienza. E come ogni festa che si rispetti, la serata si è conclusa con una scintillante cascata di fuochi d’artificio. Fri, 21 Jul 2017 13:15:48 +0000 Potenza Cancellara - Straordinario successo a Bucine per il “Festival delle Regioni” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/26333-cancellara-straordinario-successo-a-bucine-per-il-festival-delle-regioni.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/26333-cancellara-straordinario-successo-a-bucine-per-il-festival-delle-regioni.html Si è conclusa domenica 28 maggio - a Bucine - la 14^ edizione del Festival delle Regioni: la kermesse che ospita ogni anno 20 regioni italiane rappresentate da comuni e associazioni varie. Una delegazione di Cancellara composta da Amministratori e componenti della Pro Loco, accompagnati rispettivamente dal sindaco Francesco Genzano e dalla Presidente Donata Claps, ha avuto il prestigioso compito di rappresentare la Basilicata, terra generosa e ricca di reconditi tesori. Non è la prima volta che il comune di Cancellara e la Pro loco partecipano al tradizionale appuntamento che coinvolge tantissime associazioni presenti sul territorio nazionale ed estero e dove si intrecciano culture e tipicità di ogni genere, dando origine ad un caleidoscopio di variegate e colorate sensazioni. A fare la differenza quest’anno, ci ha pensato il gruppo folk “La Rondinella” che a suon di organetto, canti e tarantelle ha invaso allegramente le strade di Bucine. Ospite speciale del gruppo cancellarese è stata Rita Funghini, meglio conosciuta come la barbiera di Arezzo dal sangue lucano, che con la sua esplosiva simpatia ha conquistato l’intera delegazione. La festosa manifestazione ha rappresentato per Cancellara e per le delegazioni intervenute una straordinaria vetrina per promuovere le eccellenze di ciascuna regione, destinate talvolta a rimanere sopite. Dunque, un’Italia che grazie all’impegno solerte e operoso dell’Associazione “Bucine un comune in fiore”, continua a darsi appuntamento ogni anno nella ridente e ospitale cittadina toscana per un proficuo scambio di esperienze e per rinsaldare il comune senso di appartenenza ad un Paese ricco di tradizioni, sapori e inesauribili risorse. Thu, 01 Jun 2017 12:23:28 +0000 Potenza Cancellara - Pellegrinaggio a Maratea in onore del Santo Patrono https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/26301-cancellara-pellegrinaggio-a-maratea-in-onore-del-santo-patrono.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/26301-cancellara-pellegrinaggio-a-maratea-in-onore-del-santo-patrono.html Nella mattinata del 13 maggio, quando i primi raggi di sole indoravano il borgo di Cancellara, un gruppo di pellegrini, ancora assonnato, si apprestava a raggiungere Maratea per assistere ai solenni festeggiamenti di San Biagio. A guidarlo c’era don Giuseppe Calabrese, accompagnato dal primo cittadino Francesco Genzano e alcuni amministratori che hanno accolto di buon grado l’invito del sindaco di Maratea, Domenico Cipolla. Non è un caso che il sindaco di Maratea abbia esteso l’invito ad un comune così distante dal suo e il motivo della scelta è proprio San Biagio, in quanto è il Patrono di entrambi i comuni. Si, perché l’amatissimo San Biagio, Vescovo e Martire, oltre ad essere Patrono e compatrono di tantissimi comuni sparsi in Italia e nel mondo è anche il Patrono di Cancellara dove viene festeggiato il 3 febbraio, data del suo martirio. Sebbene la data e i riti religiosi si differenzino molto, entrambi i comuni sono devotissimi al Santo e questa condivisione è iniziata a Cancellara quando, in occasione dei festeggiamenti del Santo Patrono, è intervenuta una delegazione di Maratea e in tale circostanza fu presentato il libro “San Biagio a Maratea” dell’autrice Tina Polisciano. Da qui è nato l’impegno da parte di don Giuseppe e del Sindaco di Cancellara di voler ricambiare la visita a Maratea durante i festeggiamenti del Santo Patrono. Promessa mantenuta, dunque! Un gesto molto apprezzato dal sindaco Cipolla che ha reso pubblico durante i saluti alle autorità intervenute, esprimendo viva gratitudine nei confronti del comune di Cancellara per la sua presenza e riservando all’intero gruppo una calorosa accoglienza. A presenziare ai solenni festeggiamenti c’erano numerose confraternite e diversi comuni, nonché il Prefetto della provincia di Potenza, Giovanna Stefania Cagliostro e il consigliere regionale Mario Polese. Presente anche Mons. Sirufo in sostituzione dell’Arcivescovo Orofino che ha presieduto la solenne Celebrazione Eucaristica, congratulandosi, durante l’omelia, con il gruppo di Cancellara per la partecipazione decisamente considerevole. Molto caratteristica  la processione  con il busto di San Biagio che si è snodata tra viuzze suggestive e tappezzate da petali di fiori lanciati al suo passaggio da finestre e balconi. Al termine della processione, il busto di San Biagio è stato riposto nella Chiesa dell’Annunziata per essere riportato il giorno successivo nella Basilica Pontificia, sede definitiva del Santo. Il pellegrinaggio dei cancellaresi a Maratea è stato anche un modo per ammirare i paesaggi mozzafiato, la lussureggiante vegetazione, i vertiginosi strapiombi, la bellezza senza fine del mare cristallino e non ultimo, la maestosità della statua del Redentore che dall’alto del monte S. Biagio, sospesa tra cielo e mare, sovrasta l’intera città. Senza dimenticare, ovviamente, l’obiettivo primario del viaggio, ovvero rilanciare la figura di San Biagio nei suoi molteplici aspetti, condividendone nel contempo il culto con la città di Maratea e consolidare i rapporti appena nati, in vista di un auspicabile gemellaggio fra i due comuni. Durante il percorso in autobus si è tenuta una lezione “itinerante” da parte del prof. Saracino e don Giuseppe Calabrese, rispettivamente sulle origini del culto di S. Biagio a Maratea e sulle apparizioni della Madonna di Fatima ai tre pastorelli, ricorrendone il centenario proprio quel giorno.   Tue, 23 May 2017 12:11:49 +0000 Potenza Cancellara - Rita l'aretina, barbiera per passione https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/26114-cancellara-rita-l-aretina-barbiera-per-passione.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/26114-cancellara-rita-l-aretina-barbiera-per-passione.html Da sempre il termine barbiere è associato alla figura maschile ma non per Rita, la singolare barbiera di Arezzo che da circa quarant’anni è alle prese con forbici e rasoi per una clientela esclusivamente maschile. Non ancora maggiorenne, Rita si sentiva “intrappolata” a Rigutino, frazione di Arezzo dove risiedeva con la famiglia; sognava di vivere in città e l’occasione le fu fornita da un annuncio per apprendista barbiere che non si fece sfuggire. Fu assunta presso una barberia di Arezzo e dopo un’adeguata formazione si mise in società con due colleghi, di cui Aldo, prematuramente scomparso, al quale era legata da una profonda riconoscenza e al solo ricordo le brillano gli occhi. Da circa quattordici anni, Rita lavora da sola nel suo storico salone e nel frattempo i clienti si sono moltiplicati. Nonostante le interminabili code, sembra che gli avventori non siano poi tanto dispiaciuti poiché l’attesa è ripagata dall’atmosfera cordiale che si respira, dal caffè che si sorseggia, dalle orchidee che allietano lo sguardo e dalla garbata esuberanza della padrona di casa. Sì, perché Rita non si limita solo a fare barba e capelli, ma ama coccolare i suoi clienti, tutti indistintamente: dal bambino di un anno al vecchietto di novant’anni, dallo studente squattrinato al ricco imprenditore. Altamente professionale e generosamente affabile, Rita conosce di ciascun cliente la propria storia, disposta sempre ad ascoltare e offrire ad ognuno il dovuto riguardo senza mai cedere al pettegolezzo. L’insegna del suo salone è l’unica che rimane accesa fino a tarda sera e lei è ancora lì, pronta per ricominciare. Si trasforma in un vulcano quando in Tv ci sono le partite, soprattutto dove i giocatori sono anche suoi clienti e ne approfitta per ammirarne il “taglio”. La sua singolarità non conosce limiti ed è per questo che non è passata inosservata allo scrittore e giornalista Giorgio Ciofini che nel suo libro “Il Can de' Svizzeri” l’ha pittorescamente descritta. Nelle sue vene scorre anche sangue lucano e precisamente di Cancellara, un suggestivo borgo medievale dove da bambina trascorreva le vacanze dalla nonna che abitava nel castello. Da qualche anno ha ripreso a frequentare il paese per ricomporre il puzzle della sua famiglia, regalando ogni volta un’esplosione di entusiasmo a parenti ed amici. Sat, 01 Apr 2017 15:21:45 +0000 Potenza Il Percorso Oncologico regionale riparte da Lecce https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/26042-il-percorso-oncologico-regionale-riparte-da-lecce.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/26042-il-percorso-oncologico-regionale-riparte-da-lecce.html Gestire la malattia oncologica in ogni sua fase per migliorarne il percorso all’interno della struttura sanitaria. E con effetti positivi sulla vita dei pazienti, dentro e fuori una corsia d’ospedale. E’ il progetto DMO Disease Management Optimization, ovvero ottimizzazione della gestione della malattia, realizzato da ARES Puglia, ASL Lecce e BIP Life Sciences, con il contributo di Roche, nell’Ospedale “Vito Fazzi”. Un “laboratorio” ideale per disegnare un percorso omogeneo in cui prendersi cura dei pazienti oncologici, con i loro bisogni e patologie specifiche alle quali offrire risposte efficaci ed efficienti, migliorando allo stesso tempo la capacità delle strutture e delle professionalità sanitarie di gestire, in modo semplice e preciso, la complessità. Anche eliminando, o riducendo al minimo, sprechi, ridondanze e criticità. Un anno di impegno, dal giugno 2015 al giugno 2016, per verificare e puntellare - partendo dal progetto-pilota di Lecce - la “spina dorsale” del Percorso Oncologico regionale. I cui primi risultati sono stati presentati giovedì scorso nel Polo Oncologico “Giovanni Paolo II”, fulcro operativo del progetto assieme alla Direzione Sanitaria della Asl Lecce, alla Chirurgia Toracica e alla Radioterapia del “Vito Fazzi”, sotto il coordinamento di Giovanni Gorgoni, direttore Ares Puglia, di Ettore Attolini, dirigente Programmazione Sanitaria Ares Puglia, e del direttore sanitario ASL Antonio Sanguedolce. Fondamentali i dati raccolti ed elaborati che, a partire dal focus sul carcinoma del colon retto e del polmone, riflettono un quadro di graduale quanto effettivo miglioramento delle modalità con le quali la Sanità pugliese, e in particolare leccese, sta affrontando la lotta quotidiana contro la malattia oncologica. Un confronto non sempre facile, ad esempio sul versante della crescita della quota di pazienti presi in carico tramite team multidisciplinare: 2,5% per il colon retto, 5% per il carcinoma polmonare. Numeri ancora limitati su cui bisognerà concentrare gli sforzi, ma che costituiscono l’humus su cui innestare il cambiamento in atto. Tendenza certificata, per il colon retto, da performance più marcate in termini di riduzione della degenza media per i pazienti operati (2,4 giorni, meno 15%), oppure nel tempo medio d’accesso alla chemioterapia, calcolato in 6,9 settimane, quindi entro il range di 4-8 previsto dalle linee guida, così come per la mortalità post-operatoria: inferiore al 2% nei 30 giorni successivi per interventi programmati e al 10% per quelli urgenti. Numeri positivi confermati anche sul fronte del carcinoma polmonare, dove la mortalità post-operatoria è infatti inferiore al 2% e 3%, rispettivamente nei 30 e 90 giorni successivi all’intervento. Richiederà un maggiore impegno, invece, riuscire ad abbassare la degenza media dei pazienti in fase pre-operatoria: sono 2 (a Lecce) e 3 (in media in regione) le giornate ancora da “limare” per raggiungere la soglia attesa di 12 giorni. Più incoraggianti i tempi di ricovero connessi con un intervento maggiore programmato, che a Lecce non superano gli 8,3 giorni, quindi sotto la soglia fissata a 9, così come la riduzione del 60% del tempo medio trascorso tra il sospetto diagnostico e la prima visita specialistica (12 giorni nel 2015). Analisi, monitoraggio e rimodulazione hanno riguardato anche i pazienti operati entro un mese dalla diagnosi, la cui quota è cresciuta costantemente. Ed è stata valutata positivamente la progressiva concentrazione delle attività nei centri regionali di riferimento, come avvenuto nella Chirurgia Toracica del “Fazzi”, reparto d’eccellenza con circa 200 interventi l’anno, mentre a livello regionale operano ancora diverse strutture con volumi di attività programmata inferiore alla soglia minima attesa di 65 casi l’anno. Ad un livello più profondo rispetto alle cifre, va quindi letto l’approccio globale alla malattia oncologica, che mette in gioco le attuali modalità di gestione clinica ed assistenziale del paziente, identifica gli ambiti di miglioramento del percorso, approfondendo gli elementi epidemiologici, clinici, organizzativi ed economici e quindi generando elementi quantitativi in grado di supportare un confronto costruttivo all’interno del gruppo di lavoro regionale. Il traguardo, indicato dal direttore Gorgoni, è già in vista: «Definire in modo condiviso le priorità di intervento per migliorare il percorso a parità di risorse. Abbiamo perciò tracciato le linee guida dell’iniziativa che fa di Lecce il punto di riferimento per un modello innovativo, perfettamente in sintonia con le direttive regionali, che ha come obiettivo principale la verifica, attraverso un modello scientifico, del percorso dedicato al paziente oncologico». «Partire dai dati – ha sottolineato il dg Silvana Melli – è fondamentale per riorganizzare e ricalibrare i servizi in termini di terapia e di risultati finali: il Polo Oncologico del “Fazzi” è il luogo giusto e d'eccellenza per la presa in carico adeguata e continuativa del paziente». Linea condivisa dal direttore sanitario Antonio Sanguedolce, che a maggior ragione ha rimarcato «l’importanza di riallineare i dati amministrativi ed economici con quelli più squisitamente clinici, che insieme danno la misura e il valore del lavoro svolto all’interno del percorso oncologico». Una “strada” che ha trovato nell'esperienza di Lecce un test tanto attendibile da poter essere replicato su scala regionale. Sat, 18 Mar 2017 17:49:33 +0000 Lecce Cancellara, l’Arcivescovo Sirufo in visita alla sezione Unitre https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/25823-cancellara-l-arcivescovo-sirufo-in-visita-alla-sezione-unitre.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/25823-cancellara-l-arcivescovo-sirufo-in-visita-alla-sezione-unitre.html Nei giorni scorsi il neo Arcivescovo di Acerenza, S.E. Mons. Francesco Sirufo, è stato ospite presso la sezione Unitre di Cancellara. A fare gli onori di casa nella gremita saletta è stato il Presidente dell’Associazione, prof. Rocco Saracino, che ha illustrato le attività svolte nel corso dell’anno e le iniziative future. Mons. Sirufo, dopo aver ringraziato tutti per la calorosa accoglienza, ha lodato i numerosi anziani seduti tra i “banchi di scuola” che oltre a mantenere attiva la mente, sono da stimolo ai più giovani. L’argomento proposto dal presule “dall'Ebraismo al Cristianesimo” è stato anticipato dalla distribuzione di uno schema dove erano riportate le tappe fondamentali che hanno determinato il passaggio dall'Ebraismo al Cristianesimo. Con estrema chiarezza, Mons. Sirufo ha raccontato fatti e personaggi che hanno scandito la storia del popolo Ebraico fino all'origine del Cristianesimo, evidenziando differenze e similitudini tra le due religioni. Ha accennato, inoltre, alle varie lacerazioni avvenute all'interno della Chiesa a partire dal Grande Scisma d’Oriente, seguito dalla Riforma Luterana e infine dalla nascita della Chiesa Anglicana, auspicando che il Movimento Ecumenico con le numerose iniziative, possa portare un giorno non lontano all'Unità dei Cristiani. Al termine della conferenza, è seguito un momento di convivialità, durante il quale l’Arcivescovo si è “mimetizzato” con gli allievi per scambiare alcune opinioni. Presenti all'incontro don Giuseppe Calabrese, parroco di Cancellara, Don Michele Cillis e Francesco Genzano, sindaco di Cancellara, con il quale l’Arcivescovo si è intrattenuto per un'amichevole conversazione.           Fri, 03 Feb 2017 13:48:32 +0000 Potenza Il Liceo Farinato di Enna primo in Sicilia nella classifica di Ludum https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/25740-il-liceo-farinato-di-enna-primo-in-sicilia-nella-classifica-di-ludum.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/25740-il-liceo-farinato-di-enna-primo-in-sicilia-nella-classifica-di-ludum.html Il Liceo Farinato di Enna è il primo liceo siciliano nella graduatoria da Ludum, lo Science Center isolano. La classifica è stilata in base ai voti conseguiti il primo anno di Università dagli studenti provenienti dai Licei Scientifici della Sicilia sud orientale e quelli provenineti dal Farinato di Enna sono tra i primi per rendimento. I dati sono ottenuti da una analisi delle statistiche fornite dalla fondazione Agnelli. “Il segreto? – dice il dirigente scolastico Anna Marmo -  Un corpo docente, che da 14 anni sono orgogliosa di dirigere, stabile ed entusiasta, impegnato ad accrescere la motivazione allo studio e a guidare i giovani alla scoperta delle vocazioni personali, degli interessi e degli stili di apprendimento individuali”.  Il Farinato, infatti, si avvale di un sistema formativo aperto alle innovazioni tecnologiche ed agli stimoli culturali del territorio. Un sistema completo che cura globalmente, e con la stessa passione, sia l’ambito umanistico che scientifico, dando pertanto una preparazione a trecentosessanta gradi e consentendo così la scelta di qualsiasi facoltà universitaria. Una crescita culturale permeata da una ottica di  provincia che qui sa essere una forza. “Una gratificazione per tutti noi, docenti, il personale non docente, gli studenti – continua la Marmo - Una valutazione che non può che far piacere alle famiglie dei ragazzi che animano la quotidianità della scuola, ma anche a quelle di chi da queste aule ha avuto lo slancio giusto per il proprio futuro. Una spinta a fare bene da parte di tutti docenti e discenti, mantenendo alto l’impegno silenzioso e fattivo delle singole componenti come in ogni squadra vincente”. Sat, 21 Jan 2017 14:15:53 +0000 Enna Cancellaresi a Bologna per un conviviale incontro https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/25297-cancellaresi-a-bologna-per-un-conviviale-incontro.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/basilicata/potenza/25297-cancellaresi-a-bologna-per-un-conviviale-incontro.html Una settantina di compaesani si sono dati appuntamento a Bologna il 23 ottobre scorso intorno ad una tavola riccamente imbandita. Tutti originari di Cancellara, un minuscolo e suggestivo borgo situato nel cuore della Basilicata. Non erano compagni di classe e nemmeno affiliati di un’Associazione, ma semplicemente un insieme di persone accomunate dalla voglia di rinsaldare vecchi e nuovi  legami e condividere il comune senso di appartenenza alla propria terra d’origine. Un gruppo, dunque,  piuttosto eterogeneo che comprendeva lavoratori, pensionati e studenti dimoranti nel comune di Bologna e dintorni. Una sorta di appuntamento al buio dove non sono mancate sorprese e “carrambate”. L’incontro, permeato da forti emozioni, ha raggiunto il suo culmine durante la lettura di un inaspettato, quanto gradito messaggio inviato dal primo cittadino di Cancellara - Francesco Genzano - che, nel rammaricarsi per la mancata presenza, ha manifestato la sua vicinanza a tutti i partecipanti. Ha promesso, inoltre, di non mancare in futuro e di impegnarsi affinché questo evento diventi un appuntamento fisso da rinnovare annualmente. Tanta soddisfazione per Rocco Erario, Giuseppe Scarfiello e Franco Caputo ai quali va il merito per aver organizzato l’evento che si è svolto all'insegna della spontaneità e della convivialità, dove ciascun partecipante si è sentito membro di una grande famiglia e fiero di appartenere ad una terra per la quale non esistono tempi o distanze in grado di affievolire il profondo legame che li tiene uniti sin dalla nascita. Mon, 31 Oct 2016 09:14:33 +0000 Potenza Il centro storico conquistato dall’Innovation bar https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/trani/25212-il-centro-storico-conquistato-dall-innovation-bar.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/trani/25212-il-centro-storico-conquistato-dall-innovation-bar.html Per una sola serata, quella del 16 Ottobre scorso, il centro storico tranese è divenuto un punto d’aggregazione informale per gente incuriosita dal format immediato dell’Innovation bar. Artisti locali con opere in mostra, musica innovativa, aperitivo gratuito prodotto con ingredienti biologici o a chilometro zero, per una proposta vicina a chi di “innovazione” ha sempre sentito parlare, rinunciando ad approfondire per la paura di confrontarsi con un linguaggio tecnico e ostico. Un’iniziativa sostenuta anche dal Comune di Trani con la chiusura al traffico della centralissima via Mario Pagano, che ha permesso all’incredibile afflusso di interessati – circa 300 le presenze confermate  –  di conoscere e usufruire con comodità dei servizi proposti, tra i quali l’applicazione NIDOnet, disponibile gratuitamente su Play Store per rimanere aggiornati sulle prossime tappe in programma. Tra gli ospiti e relatori dell’evento, Maurizio Lotito, founder di Postpickr, Marcella Loporchio, crowd mentor, Maria Teresa Amoruso, direttrice del portale Sì Puglia, e Giancarla Trizio, founder e CEO di Tou.Play. La serata ha coinvolto gli esercenti della zona e le rispettive attività commerciali, trasformando per poche ore via Mario Pagano in un piccolo salotto dell’innovazione.  Abbiamo raccolto le parole di Elio Palumbieri, presidente dell’associazione, a margine dell’evento: "Trani è anche cultura e innovazione, e non c’è risposta migliore di questa per chi ancora dipinge il meridione come un luogo spento e senza iniziativa. Siamo orgogliosi di aver vissuto con i tranesi una serata che ha ridestato interesse per il nuovo, al punto da avere in serbo per questa città un altro appuntamento targato Innovation bar" .   Wed, 19 Oct 2016 14:37:22 +0000 Trani Libertà di espressione negata https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/25176-liberta-di-espressione-negata.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/25176-liberta-di-espressione-negata.html La Costituzione della Repubblica italiana all’art. 21 recita “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Addirittura la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo all’art. 19 recita: “Ogni individuo ha diritto alla libertà d'opinione e d'espressione, il che implica il diritto di non venir disturbato a causa delle proprie opinioni”. Ma evidentemente la libertà di manifestazione del pensiero, che è uno dei diritti fondamentali riconosciuti negli ordinamenti democratici, trova sempre meno spazio in Italia. Un esempio lampante di questa deriva totalitaria è quanto accaduto nei giorni scorsi a Caserta dove si è tenuta una «Marcia per la vita» che ha come obiettivo la salvaguardia della vita nascente minacciata da un sempre crescente numero di aborti permessi dalla contestata legge 194. Il corteo, che si è snodato lungo le strade del centro cittadino, ha visto la libera partecipazione di numerosi gruppi studenteschi. La bontà della manifestazione, tuttavia, non ha evitato polemiche strumentali scatenate da sparute sigle associative e sindacali che hanno avuto come obiettivo il primo promotore della manifestazione, il preside Paolo Mesolella dell’Isiss «Foscolo» di Teano. In particolare sono stati contestati la presunta costrizione degli studenti alla partecipazione alla marcia e la presunta violazione della imparzialità e laicità della scuola su un tema così importante come quello della vita. Quanto al primo punto, urge chiarire che gli istituti scolastici possono consentire la partecipazione dei propri alunni a manifestazioni inerenti anche materie non curriculari. È evidente la previa autorizzazione scritta dei genitori di quegli studenti che intendono aderire. Tutte formalità adempiute dagli istituti scolastici coinvolti. In merito al secondo punto, invece, dovrebbe essere ovvio a tutti che la promozione da parte della scuola di attività a tutela della vita e la formazione civica degli studenti al rispetto della vita nascente e alla non violenza hanno finalità altamente educative e non divisive. Inoltre non v’è stata alcuna violazione della laicità in quanto la difesa dei nascituri non è affatto monopolio della sfera religiosa. Eppure coloro che si oppongono alla maturazione umana dei giovani hanno ottenuto da parte del Ministero l’invio di ispettori presso gli istituti scolastici interessati nonché il richiamo dei rispettivi presidi. È palesemente incoerente l’atteggiamento di coloro che si vantano di essere paladini della libertà di espressione e delle libertà civili e che contemporaneamente intendono ledere il principio dell’autonomia scolastica e della libertà di insegnamento. La verità è che forze politicizzate hanno dimostrato con pretesti ideologici di voler difendere la libertà e la Costituzione a giorni alterni, di non aver alcun rispetto per le idee altrui e soprattutto di adottare atteggiamenti violenti e questi si divisivi. Pare evidente la lesione di principi ulteriori quali il pluralismo delle proposte formative, la libertà di insegnamento, l’autonomia scolastica – tanto decantate quando si vuol imporre anche ai più piccoli discenti una visione pervertita dell’essere umano –. La scuola pubblica – e per riflesso pezzi consistenti di quella privata, sempre più abbandonata e minacciata –, pare diventare sempre più una scuola di regime, indirizzata dalle potenti lobby internazionali di cui ha più volte parlato Papa Francesco e che vogliono stravolgere le radici antropologiche della nostra esistenza. Ci pare esser stata ben diversa la reazione di certi burocrati ministeriali allorquando in diverse realtà italiane gruppi associativi gay hanno distribuito – senza alcun preventivo avviso o parere ai genitori – materiale disgustoso o realizzato spettacoli vari per propagandare le unioni omosessuali e l’utero in affitto. Ci sono già diversi casi in Italia di docenti «inquisiti» per le loro posizioni a favore della famiglia naturale e della Vita, e che al momento stanno affrontando – o hanno da poco affrontato – dolorosi contenziosi e situazioni di mobbing. Forse siamo ad una svolta epocale nell’ambito dei principi che presiedono il nostro ordinamento? È l’ora che le Istituzioni e i cittadini prendano coscienza di quanto sta accadendo. ALLEANZA CATTOLICA GIURISTI PER LA VITA COMITATO DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI DI CASERTA COMITATO DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI DI NAPOLI FONDAZIONE CENACOLI DI MARIA ASSOCIAZIONE ORA ET LABORA Thu, 13 Oct 2016 08:28:55 +0000 Caserta Serie B: Nissa Rugby, presentazione del progetto prima squadra https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/25123-serie-b-nissa-rugby-presentazione-del-progetto-prima-squadra.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/25123-serie-b-nissa-rugby-presentazione-del-progetto-prima-squadra.html Si è svolta mercoledì scorso alle ore 12:00 nella sala gialla di Palazzo del Carmine, la  conferenza stampa per la presentazione del progetto prima squadra nel campionato nazionale di serie B della società nissena Nissa Rugby asd, al tavolo erano presenti otre al sindaco di Caltanissetta Giovanni Ruvolo e all’assessore con delega allo sport Carlo Campine il  presente dell’Amatori Messina Nello Arena e il presidente della Nissa Rugby Giuseppe Lo Celso, che hanno presentato all’amministrazione ed alla stampa il progetto che porterà la città di Caltanissetta a disputare il campionato nazionale di serie B. La neonata unione tra due realtà che oramai sono acclamate sia a livello regionale che nazionale potrà rappresentare l’intera isola a livello nazionale. A guidare la squadra sono stati chiamati due  tecnici argentini Daniel Insurralde e Adrian Giusto che avranno il compito di portare in alto la squadra. Entusiasta il sindaco Ruvolo per quello che il progetto vuole realizzare e per come due grandi società lavorino in sinergia per arrivare allo scopo prefissato. Dello stesso parere l’assessore Campione che oltre ad appoggiare totalmente quello che sta realizzando la Nissa Rugby, plaude la società nissena per tutto il lavoro svolto con i settori giovanili. Univoce le parole dei due presidenti delle società coinvolte nel progetto, a fine conferenza Arena ha voluto presentare ufficialmente la maglia con la quale le nuova franchigia affronterà il campionato che riporterà otre gli stemmi delle città di Caltanissetta e Messina anche gli stemmi delle due società Nissa Rugby e Amatori Messina Mon, 10 Oct 2016 05:39:13 +0000 Caltanissetta Attesi migliaia di pellegrini per l'arrivo della Reliquia di Santa Rita ad Enna https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/25102-attesi-migliaia-di-pellegrini-per-l-arrivo-della-reliquia-di-santa-rita-ad-enna.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/25102-attesi-migliaia-di-pellegrini-per-l-arrivo-della-reliquia-di-santa-rita-ad-enna.html Una settimana dedicata a Santa Rita da Cascia e alla sua reliquia quella in programma ad Enna dall'8 al 16 ottobre che attrarrà migliaia di devoti provenienti da tutta la Sicilia.  Sará don Giuseppe Fausciana, parroco della chiesa di Sant'Anna, che organizza, insieme al "Convegno Maria Cristina di Savoia" , e con il patrocinio del Comune, questo evento, a partire dal 6 ottobre prossimo,  alla volta di Cascia dove si custodisce e si venera il Reliquiario con la Santa Reliquia di un pezzo d'osso “uncinato”, contenuto in una piccola rosa d'oro.  Il 7 ottobre presso la Basilica di Santa Rita di Cascia , avverrà la Concelebrazione Eucaristica, presieduta dal Rettore della Basilica di Santa Rita , Padre Mario De Santis e da Don Giuseppe Fausciana . Subito dopo la Santa Messa il Reliquiario della Santa verra' consegnato in modo solenne dalla Madre Badessa  del Monastero di Santa Rita, Suor Natalina Todeschi, davanti alle  consorelle e al Rettore, al parroco di Sant'Anna , e partirá alla volta di Enna. Sarà una settimana di celebrazioni nel capoluogo, che si aprirà con l'arrivo della Reliquia Sabato 8 ottobre alle ore 17 e 30 , dalla Chiesa piccola di Sant'Anna si muoverà ' un corteo storico , allestito dalla "officina Medievale " che rappresenterà  le varie fasi della vita di Santa Rita e  sarà accompagnato e seguito  dal Sindaco, Maurizio Di Pietro e dall'amministrazione comunale, da autorità civili, militari e religiose, rappresentanze di varie comunità ed associazioni religiose e laicali, e club Service di Enna e dei paesi vicini .Ogni rappresentanza recherà un cesto di Rose , simbolo di Santa Rita , ed un " cesto della Misericordia " contenente offerte  di diversa natura da destinarsi, a scelta di ciascun gruppo partecipante , a diversi soggetti destinatari della Misericordia . Il corteo giungerà alla Chiesa nuova di Sant'Anna dove si terrà la Solenne Concelebrazione, presieduta da Sua Eccellenza il Vescovo Monsignor Rosario Gisana . Al termine avverrà la cerimonia della benedizione delle rose . Nell'auditorium della parrocchia, per salutare la reliquia della Santa, si terrà , in serata , l'esibizione del coro Lirico Sinfonico della Città di Enna.  Durante la settimana la Reliquia  verrà portata da Don Giuseppe , con i suoi Ministri Straordinari dell'eucarestia, a Valguarnera, Calascibetta e Gela ,  visiterà gli ammalati della nostra comunità, i carcerati e gli anziani delle case di riposo , ed incontrerà le confraternite di Enna " dice Melina Greco, presidente provinciale del Convegno Maria Cristina di Savoia, vera anima, insieme a don Fausciana, della concessione della reliquia ad Enna -  Anche i ragazzi delle scuole andranno a visitare la reliquia e riceveranno una particolare benedizione insieme ai lori insegnanti ed ai dirigenti scolastici che li accompagneranno . " La novità assoluta sará l'appuntamento del 9 ottobre alla parrocchia di Sant'Anna con  la celebrazione del congresso  Ritiano, - dice Don Fausciana - É il primo che si celebra nella nostra diocesi e vedrà confluire i devoti della Santa da tutta la regione Sicilia nonché le rappresentanze della Sicilia degli iscritti alla"Pia Unione Primaria Santa Rita da Cascia " guidati dalla Responsabile Regionale Lilla Buggemi . Venerdì 14 ottobre, al Teatro Garibaldi si terrà una conferenza organizzata dalla sezione di Enna del " Convegno Maria Cristina di Savoia " dal titolo " Rita riflesso della Misericordia del Signore " . Tra i relatori, il direttore editoriale della rivista di Rinnovamento nello Spirito, Luciana Leone,  Eleonora Chiavetta di Giovanni, delegata regionale e vice presidente nazionale del "Convegno Maria Cristina di Savoia" e Don Giuseppe Fausciana .  " La presenza della reliquia di Santa Rita nella città di Enna offre a tutta la comunità una importante riflessione sulla misericordia a partire dalla testimonianza di Rita che ha vissuto la sua fede all'insegna del perdono -  conclude Don Fausciana - attraverso la testimonianza dei santi è possibile costruire il tessuto ecclesiale del presente. Sono i Santi , infatti, che indicano il modo in cui è possibile rendere attuale il Vangelo, la buona notizia dell'avvento del regno di Dio" .  Il prezioso Reliquiario è stato realizzato dai Padri Agostiniani nel 2007, in seguito alla visita, a Cascia, nell'ottobre del 2006 di Sua Eccellenza Mons. Giancarlo Bregantini, allora Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace che, in quella circostanza, manifestó il desiderio di portare nella sua Diocesi una Peregrinatio di una Reliquia di Santa Rita . Un'idea che piacque alla madre Badessa, alle suore, ai padri e al rettore che diedero l'avvio ai preparativi per la realizzazione dell'artistico Reliquiario per porre un pezzo d'osso del suo corpo. Le suore anziane, parlando con la Madre Badessa, ricordarono che, in una delle ultime ricognizioni del corpo della Santa, erano stati presi tre piccoli ossi ed erano tenuti nel Monastero. Cosí la prima pellegrinatio del reliquiario venne fatta a San Luca (RC). Da allora ad oggi la reliquia ha raggiunto tanti luoghi  d'Italia ed è stata visitata da migliaia di pellegrini . Wed, 05 Oct 2016 07:04:31 +0000 Enna 15 mila presenze alla festa di Confartigianato ad Enna https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/24899-15-mila-presenze-alla-festa-di-confartigianato-ad-enna.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/24899-15-mila-presenze-alla-festa-di-confartigianato-ad-enna.html E’ stata una tre giorni di festa la prima edizione di “Artigianando 2016”, evento organizzato dalla Confartigianato con il patrocinio del Comune che ha festeggiato l’artigiano e la sua famiglia. Quindicimila le presenze che hanno visitato i 35 stand allestiti nel centro storico della città. Ieri sera la cerimonia di premiazione sul palco di Piazza Umberto che aveva visto, per l’inaugurazione, celebrata giovedì scorso,  tutto il gotha della Confartigianato nazionale, tra cui il presidente Giorgio Merletti,  regionale e provinciale. Il presidente provinciale, Maurizio Gulina, il suo vice, Peter Barreca, e il segretario, Enzo Mantegna hanno consegnato, a ciascuno standista, un gadget in ricordo di questa festa. Premiati gli artigiani più anziani, un maestro falegname di Troina , 81 anni, iscritto da artigiano dal 1959, Nunzio Giuseppe La Ferrera e Salvatore Agliozzo, 23 anni, ennese, anche lui maestro falegname dal 2014 . Premiati anche i responsabili della associazioni sportive, la Uisp,  ADP Dojo Karate, ASD Polisportiva Progetto Enna Sport 2000, La Clave che, con le loro esibizioni, hanno animato le aree dello sport. “ Artigianando 2016 è andata oltre le aspettative . 15 mila presenze è un successo della manifestazione che ha incontrato il favore non sono degli ennesi, ama dei tanti che sono arrivati da fuori provincia e dei tantissimi turisti che hanno affollato l’area food. La cosa che ci inorgoglisce di più è, dopo avere tanto faticato per cercare gli standisti che credessero in questo progetto, oggi raccogliere il plauso dei tanti che si sono fidati di noi e di quelli che già ci chiedono di partecipare ad una prossima edizione.”. Erano anni che non si vedeva tanta gente in giro per la città. IL centro storico si è popolato di famiglie e giovani e meno giovani a testimonianza che quando si organizzano manifestazioni che dietro hanno un progetto, la gente torna a riappropriarsi della città.  Tutto ha funzionato al meglio. Anche l’avere previsto due aree parcheggio, villa Farina e Cimitero,  con bus navette anche abilitate al trasporto per disabili, che hanno fatto la spola tra le zone di sosta e  l’area fiera. Vincente è stata la scelta di affiancare all’area espositiva tutta una serie di attrazioni per piccoli e grandi. Il luna park,  organizzato da l’Animazione Il Delfino, le aree sport, con tante associazioni che si sono esibite nei tre giorni , la musica e l’area dello street food . Sono, infatti, quasi 4000 mila i ticket venduti dalla Confartigianato per accedere agli stand del food, con una presenza costante e massiva di consumatori che ha affollato piazza 6 Dicembre apprezzando le prelibatezze preparate da ristoratori, panettieri, pasticceri, e degustando un buon calice di vino . Suggestiva poi la sfilata di acconciature della scuola Cea di Catania con sede anche a Nicosia. Le ragazze hanno sfilato, con la direzione artistica del maestro Giovanni Botano, lungo la passerella allestita in piazza Vittorio Emanuele. Tra queste anche Vanessa Ardone, Miss Nissoria, Miss Estate 2016 alla Scala della Moda, I^ classificata provinciale e II^ alle finali nazionali del concorso Bellezze di Sicilia. Apprezzati anche i tanti concerti e le performance musicali, tra i quali la cantante catanese Cristina Russo, la vincitrice dell’edizione 2016 del Microfono d’Oro, l’ennese Ilenia Navarra e friends e l’esibizione della Bma, Accademia del Musical e della Canzone, così come anche il grande Roberto Cohiba. “Chiusa con grande soddisfazione la prima edizione, lavoriamo già a progettare la festa del prossimo anno. Vogliamo rendere questo un appuntamento fisso, nel cuore della Sicilia e, dunque facilmente raggiungibile da tutte le province.  Un momento di confronto, di festa ma anche di speranza per il comparto artigiano, ancora forte in Italia e nel nostro territorio “.   Tue, 13 Sep 2016 11:44:09 +0000 Enna Il primo Buskers Fest del centro Sicilia, oltre 50 artisti di strada per le vie del centro storico https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/24601-il-primo-buskers-fest-del-centro-sicilia-oltre-50-artisti-di-strada-per-le-vie-del-centro-storico.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/24601-il-primo-buskers-fest-del-centro-sicilia-oltre-50-artisti-di-strada-per-le-vie-del-centro-storico.html Laboratori di riciclo e riuso creativo, piazza della danza, piazza letteratura, degustazione e vendita di prodotti tipici locali, mercato dell’altro consumo e dell’artigianato prodotto in loco ma, soprattutto, numerosissimi spettacoli di Street Art. Enna e il suo centro storico diventeranno teatro del primo Buskers Fest del centro Sicilia, giovedì 29 e venerdì 30 luglio. Due intere giornate dedicate all’arte di strada; sarà possibile ammirare le performances di circa 50 artisti, di cui circa 35 professionisti del settore (acrobati, equilibristi, giocolieri, trampolieri, maghi, teatranti, musicisti, mangia fuoco, danzatrici, ect.); e poi ben 2 laboratori (giocoleria e riuso creativo) per bambini in fascia pomeridiana. E ancora, un mercatino del gusto e uno dell'artigianato con 11 associazioni di categoria coinvolte; hanno già confermato 60 stand. “Un successo senza precedenti, - affermano soddisfatti i componenti dell’associazione che organizza l’evento, La Fabbrica, - questi sono numeri da capo giro”. “L’Enna Buskers Fest – continuano - è pensato come un modello di rigenerazione artistica e culturale del centro storico. Fondamentale la collaborazione con altre associazioni culturali e di categoria presenti sul territorio. L’idea portante del progetto è la rivitalizzazione culturale della nostra città. Gli organizzatori aggiungono: “gli artisti, per questa prima edizione, sono tutti siciliani. Una scelta etica, così da promuovere le eccellenze della nostra terra oltre al nostro territorio”. “La promozione turistica, - concludono - con il coinvolgimento della Pro Loco Proserpina e del Distretto turistico “Dea di Morgantina” sarà determinante e garantirà la conoscenza del territorio ennese attraverso la distribuzione di materiale informativo e pubblicitario”. Nel progetto sono coinvolti anche diversi Grest coi loro bambini coinvolti nell'allestimento della città con striscioni e festoni. E ancora, un contest Instagram, una mostra fotografica alla Galleria Civica, e pittori che terranno delle estemporanee d'arte in giro per la città. La manifestazione gode del patrocinio del Comune di Enna che ha sposato l'iniziativa. Per l’occasione, il centro storico sarà chiuso al traffico; è possibile beneficiare del servizio bus navetta Pisciotto-Cimitero dove sarà possibile parcheggiare l'auto. Per ulteriori dettagli, visitare il sito internet ennabuskersfest.com Tue, 19 Jul 2016 09:25:05 +0000 Enna Il Corteo Barocco vince il concorso di Nicosia https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/24539-il-corteo-barocco-vince-il-concorso-di-nicosia.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/24539-il-corteo-barocco-vince-il-concorso-di-nicosia.html Il gesto più bello dopo un lungo e faticoso pomeriggio fra le salite di Nicosia, è arrivato dall’Araldo delle Grida del Corteo Barocco di Noto. L’associazione netina ha vinto il concorso ennese per cortei storici di Sicilia e Peppe Montalto, salendo sul palco a ritirare il premio, ha consegnato la targa ricevuta dai rappresentanti istituzionali del Comune di Nicosia, ad Angelo Vella quale capo-delegazione del Corteo, perché simbolicamente era stato tutto il gruppo ad aver meritato quel riconoscimento. Un nobile gesto da un nobile uomo e non solo per il portamento e la rappresentatività del ruolo: “Abbiamo onorato la nostra città in quel di Nicosia – ha detto Montalto esprimendosi sul suo profilo social -. Ci siamo distinti in tutto, come si è soliti fare e i "miei" figuranti (consentitemi il possessivo) sono stati letteralmente un colpo d'occhio. Una gioia indescrivibile, onore a loro, onore al Corteo Barocco e onore all'inestimabile tesoro che risponde al nome di Noto. Non è stato facile per l'itinerario quasi impossibile e dalla pendenza in certi tratti molto difficoltosa, mantenere il portamento, la compostezza, la signorilità nel proporci. Ed è stato fatto, come sempre, tutto ugualmente alla perfezione. Nessuna sbavatura e i complimenti per noi sono andati al di là dell'immaginabile. Ho avuto al seguito un gruppo meraviglioso. Grandi sotto ogni aspetto”. Miglior riconoscimento, dunque, non poteva arrivare per i circa 40 figuranti del Corteo Barocco di Noto, se non dall’Araldo delle Grida, che ha sintetizzato il messaggio e gli apprezzamenti ricevuti per aver vinto il "Corteo Storico Carlo V Visita Nicosia - Civitas Costantissima", dedicato alla visita che l’imperatore Carlo V effettuò nell’ottobre del 1535 a Nicosia. A fare da contorno anche l’esibizione di un gruppo di Musici e Sbandieratori Città di Noto, sempre puntuali e precisi come ha aggiunto il capo-delegazione Angelo Vella: “Si è creato un unicum importante – ha detto – che ci permette di ottenere ancor più consensi di quanto già non ricevessimo, ogni qualvolta facciamo esperienze simili. E tutti questi apprezzamenti ricevuti a Nicosia e la grande attesa che riveste la nostra associazione, è segno che negli anni abbiamo lasciato un segnale importante fra cortei storici di Sicilia e non solo. Merito di tutti, soprattutto dei figuranti che anche in situazioni non sempre idonee riescono a dare il meglio di sé con grande professionalità”. Il gesto più bello dopo un lungo e faticoso pomeriggio fra le salite di Nicosia, è arrivato dall’Araldo delle Grida del Corteo Barocco di Noto. L’associazione netina ha vinto il concorso ennese per cortei storici di Sicilia e Peppe Montalto, salendo sul palco a ritirare il premio, ha consegnato la targa ricevuta dai rappresentanti istituzionali del Comune di Nicosia, ad Angelo Vella quale capo-delegazione del Corteo, perché simbolicamente era stato tutto il gruppo ad aver meritato quel riconoscimento. Un nobile gesto da un nobile uomo e non solo per il portamento e la rappresentatività del ruolo: “Abbiamo onorato la nostra città in quel di Nicosia – ha detto Montalto esprimendosi sul suo profilo social -. Ci siamo distinti in tutto, come si è soliti fare e i "miei" figuranti (consentitemi il possessivo) sono stati letteralmente un colpo d'occhio. Una gioia indescrivibile, onore a loro, onore al Corteo Barocco e onore all'inestimabile tesoro che risponde al nome di Noto. Non è stato facile per l'itinerario quasi impossibile e dalla pendenza in certi tratti molto difficoltosa, mantenere il portamento, la compostezza, la signorilità nel proporci. Ed è stato fatto, come sempre, tutto ugualmente alla perfezione. Nessuna sbavatura e i complimenti per noi sono andati al di là dell'immaginabile. Ho avuto al seguito un gruppo meraviglioso. Grandi sotto ogni aspetto”. Miglior riconoscimento, dunque, non poteva arrivare per i circa 40 figuranti del Corteo Barocco di Noto, se non dall’Araldo delle Grida, che ha sintetizzato il messaggio e gli apprezzamenti ricevuti per aver vinto il "Corteo Storico Carlo V Visita Nicosia - Civitas Costantissima", dedicato alla visita che l’imperatore Carlo V effettuò nell’ottobre del 1535 a Nicosia. A fare da contorno anche l’esibizione di un gruppo di Musici e Sbandieratori Città di Noto, sempre puntuali e precisi come ha aggiunto il capo-delegazione Angelo Vella: “Si è creato un unicum importante – ha detto – che ci permette di ottenere ancor più consensi di quanto già non ricevessimo, ogni qualvolta facciamo esperienze simili. E tutti questi apprezzamenti ricevuti a Nicosia e la grande attesa che riveste la nostra associazione, è segno che negli anni abbiamo lasciato un segnale importante fra cortei storici di Sicilia e non solo. Merito di tutti, soprattutto dei figuranti che anche in situazioni non sempre idonee riescono a dare il meglio di sé con grande professionalità”. Tue, 12 Jul 2016 08:02:35 +0000 Enna A Galatone incontro con Hafez Haidar, candidato al Premio Nobel per la Pace https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/24523-a-galatone-incontro-con-hafez-haidar-candidato-al-premio-nobel-per-la-pace.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/24523-a-galatone-incontro-con-hafez-haidar-candidato-al-premio-nobel-per-la-pace.html Venerdì 8 luglio 2016, presso il Palazzo Marchesale di Galatone, si è svolta la seconda serata del “Festival dell’Arte e della Cultura” organizzato dall’Associazione Culturale Internazionale “VerbumlandiArt” nell'ambito dell'Estate Galatea, promossa dall'Assessorato alla Cultura della città salentina. Tema dell’incontro, di straordinaria attualità, il dialogo interculturale e interreligioso: “La Pace attraverso il Dialogo: l’era della discussione”. Interessanti analisi, testimonianze ed approfondimenti sono emersi nel corso della conversazione che Rosa Nicoletta Tomasone, scrittrice e presidente del Centro Culturale “Luigi Einaudi” di San Severo, e Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore, per molti anni amministratore e vice sindaco dell’Aquila, hanno tenuto con il prof. Hafez Haidar, candidato al Premio Nobel per la Pace. Hafez Haidar, poeta e romanziere, libanese per nascita ed italiano d’adozione, è docente di Lingua e Letteratura Araba presso l'Università degli Studi di Pavia. Considerato uno dei maggiori studiosi delle religioni a livello mondiale, ha scritto, curato e tradotto numerose opere ed è stato insignito di prestigiosi riconoscimenti. E’ promotore ai massimi livelli del dialogo tra religioni e dell’integrazione culturale tra i popoli. Primario impegno della sua vita è quello di promuovere e favorire il dialogo tra il mondo cristiano e quello islamico, un’operosa convivenza e un comune impegno per la Pace, sulla base dei principi posti a fondamento delle due culture e religioni. Nato nel 1953 a Baalbeck, antica città romana in Libano, Hafez Haidar ha studiato Filosofia Greca e Araba all’Università di Beirut. Nel 1978 si trasferisce in Italia, studiando dapprima a Perugia e poi all’Università di Milano, dove si è laureato in Lettere Moderne e poi specializzato in Archivistica, Paleografia e Diplomatica. Nel 1986 ha abbandonato la carriera diplomatica per dedicare tutta la sua attività all’insegnamento e alla scrittura, come ponte di dialogo tra culture e religioni. Molto conosciuti e diffusi i suoi libri di narrativa, saggistica e poesia, pubblicati dalle principali case editrici. Ha presentato e condotto la serata e il dibattito Luigi De Giorgi, dirigente scolastico in pensione, con la collaborazione di Regina Resta, presidente dell’associazione VerbumlandiArt, e di Maria Teresa Infante, consigliere dell’associazione con delega alla Poesia. Nel corso della serata sono stati conferiti i seguenti riconoscimenti: Attestato di Gran Merito ad Hafez Haidar, poeta e scrittore, Borisav Blagojevic, poeta e scrittore (Serbia), Carlo Roberto Sciascia, critico d’arte e docente, e Nadia Celi, critico d’arte. Targa “Premio alla Carriera” a Rosa Nicoletta Tomasone, Goffredo Palmerini, Wojtek Pankiewicz, docente Università del Salento, Enrico Longo, operatore culturale già dirigente scolastico. Targa “Premio alla Cultura” a Rosaria Ricchiuto, attrice e regista. Nel corso della serata Don Giuseppe Venneri ha presentato il progetto “Peace Together Uganda” destinato ai bambini orfani e poveri di Pajule (Uganda), organizzato dal Centro Missionario Diocesano di Nardò-Gallipoli in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali di Galatone. Tue, 12 Jul 2016 07:03:27 +0000 Lecce The Matrix Reloaded rivive in DanzAndria Passion Show 2016 https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/andria/24454-the-matrix-reloaded-rivive-in-danzandria-passion-show-2016.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/andria/24454-the-matrix-reloaded-rivive-in-danzandria-passion-show-2016.html Ennesimo successo per la scuola di danza “Monton de Estrellas” di Gianpaolo Brescia, che conclude questo anno accademico. Piazza gremita, emozioni e adrenalina pura in occasione della sesta edizione di DanzAndria Passion Show, tenutosi domenica scorsa nella centrale Piazza Catuma ad Andria. Il saggio di fine anno si è ispirato al famoso film di fantascienza The Matrix Reloaded, dove il Maestro con il suo team e tutti i suoi allievi di varie fasce di età e di corsi, si sono esibiti sulle colonne sonore futuristiche con passi di salsa, merengue e bachata. Non solo momento di aggregazione e di spettacolo, ma anche di inclusione sociale per la partecipazione e l’esibizione di due allievi con sindrome di down che hanno emozionato il pubblico. Non è mancato il clima caraibico: tripudio di colori per gli abiti realizzati da Gino Iannone, per le scenografie, il make-up fashion realizzato dall’Accademia Effe.Di e la sfilata moda mare, a cura di Lambo biancheria. Presenti, in rappresentanza del sindaco di Andria, la Presidente del Consiglio comunale di Andria Laura Di Pilato, l’assessore Gianluca Grumo e l’assessore Giuseppe Raimondi, che sul palco si sono complimentati con l’organizzazione per lo show e per aver trasmesso con passione la danza e aver integrato i più giovani. “Sono estremamente felice e soddisfatto del successo ottenuto per la sesta edizione del DanzAndria Passion Show, spiega il Maestro della scuola di danza “Monton de Estrellas”, Gianpaolo Brescia. Continuo a ricevere tanti complimenti che mi danno sempre più forza di andare avanti in meglio e di trasmettere la mia passione agli allievi. Ringrazio vivamente tutti i miei allievi che con dedizione contribuiscono ogni anno a rendere unico il mio spettacolo, ringrazio ancora tutto il mio staff e Gino Iannone, che ha curato tutta la parte scenografica e costumistica”. Ma, appena, si chiude un anno accademico già si pensa al prossimo, infatti la scuola di danza “Monton de Estrellas” di Andria cerca di apportare grandi novità all’interno del proprio Staff di professionisti, per dare ai propri allievi la possibilità di studiare nuove discipline e tecniche. Oltre ad aver riconfermato per l’anno accademico 2016/2017 i campioni mondiali Karen Forcano e Ricardo Vega per tecnica prese e salsa cabaret, la “Monton de Estrellas” avrà l’onore di ospitare da ottobre e per tutto l’anno Adrian e Mileydi. Direttamente da Cuba, saranno per la prima volta in Italia qui ad Andria e si occuperanno di insegnare la vera essenza dei balli cubani con lezioni di rumba, timba, santeria cubana e afro. Wed, 06 Jul 2016 05:26:59 +0000 Andria Latiano - Concluso il progetto "Diritti a Scuola" https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/24408-latiano-concluso-il-progetto-qdiritti-a-scuolaq.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/brindisi/24408-latiano-concluso-il-progetto-qdiritti-a-scuolaq.html Si è concluso nei giorni scorsi a Latiano con un evento pubblico il progetto Diritti a Scuola promosso dalla Regione Puglia e realizzato dalle maestre delle scuole elementari dei plessi Bartolo Longo e Filippo Errico in collaborazione con alcune docenti esterne incaricate per il progetto. L’eccellente risultato raggiunto nasce anche da una intensa e proficua collaborazione tra le istituzioni scolastiche, l’Assessorato alla Cultura della Città di Latiano e le associazioni del territorio. I protagonisti del percorso sono stati 40 bambini che, con diligenza ed entusiasmo, hanno partecipato ogni giorno alle attività proposte, ottenendo grandi risultati su più livelli. La prima tappa del progetto ha visto i bambini impegnati con Claudio Santoro che ha curato le visite guidate alle Masserie Grottole e Partemio e alla Cripta di San Giovanni raccontando la magia delle erbe spontanee e della flora autoctona. Guidati da Christian Napolitano i bambini hanno avuto modo di conoscere il patrimonio archeologico presente a Muro Tenente approfondendo quanto scoperto con i laboratori creativi finalizzati alla realizzazione di trozzelle, anfore e altri monili con pasta di sale e cartapesta con la supervisione dei ragazzi del Liceo Palumbo impegnati nel progetto di Alternanza Scuola-Lavoro. Oltre alle visite guidate, le attività hanno toccato l'arte con dipinti e storie raccontate e poi trasferite su tela con materiali di riciclo a cura dell'artista Tiziana Bardaro. Grande chiusura con Tonino Papadia con la notte di San Giovanni sulle tradizioni popolari con la collaborazione di Erminia Parlati e Mauro Rubino e ancora con Claudio Santoro che ha guidato i ragazzi nella conoscenza e costruzione dei giochi antichi. Una esperienza importante per i ragazzi, che, dopo i laboratori e le attività didattiche, hanno arricchito il proprio bagaglio di vita. Mon, 04 Jul 2016 06:03:03 +0000 Brindisi La festa della Musica dedicata ai detenuti https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/24303-la-festa-della-musica-dedicata-ai-detenuti.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/24303-la-festa-della-musica-dedicata-ai-detenuti.html La Festa della Musica ha fatto tappa anche dentro la Casa Circondariale di Enna “Luigi Bodenza” con un appuntamento che ha visto i detenuti protagonisti di un caffè concerto. L’iniziativa era inserita nel cartellone della Festa della Musica di Enna, organizzata da Luigi Orofino di Mille metri in Musica, che si è svolta al Belvedere Marconi. All’evento, promosso dall’associazione “Spiragli”, che da anni opera con i suoi volontari e il suo presidente Giuseppe Petralia all’interno della struttura, hanno partecipato sua eccellenza il prefetto di Enna, Maria Rita Leonardi, e una cinquantina di ospiti esterni. Il presidente del Tribunale di Sorveglianza, magistrato competente per il carcere di Enna, Renata Fulvia Giunta, impossibilita a partecipare per motivi istituzionali, ha inviato un caloroso saluto a tutta la comunità penitenziaria e agli ospiti presenti. Tra il giardino del carcere e la sala polivalente, i visitatori hanno consumato i prodotti offerti da alcune ditte ennesi, rosticceria, vini e cocktail, serviti da uno staff di detenuti, guidati dai maestri pasticceri dell’Ampe, Liberto Campisi e Angelo Cascio, indossando i grembiuli generosamente offerti dalla cantina Tasca di Almerita. Grazie alla partnership con Confartigianato e Cna, l’Associazione Maestri Pasticceri Ennesi, che hanno fatto da raccordo con le aziende, la Festa della Musica del carcere, ha avuto una forte connotazione territoriale. Con gli arancini della rosticceria Europa e della pasticceria Caruso, i prodotti di Di Dio Store e del Caseificio Cavalcatore , i vini della Tommy’s Wine Enoteca e del Boulevard Cucaracha, i fiori di Sinfonia Floreale e La Palma, i servizi della cartoleria Napoli e i gadget della tipografia Incisiva. “La musica unisce aldilà delle razze, religione e sesso” ha detto il direttore della casa Circondariale, Letizia Bellelli, in apertura. Applausi a scena aperta per il gruppo di detenuti extracomunitari che, guidati dall’attore Franz Cantalupo e dal maestro batterista Francesco Argento, accompagnato dal presidente della Associazione Mousikè Andrea Barbarino, si sono esibiti con le percussioni e le danze tipiche dell’Africa nera con intermezzi della musica del dj Franz Scavuzzo. Il video della esibizione è stato trasmesso in differita alla Festa della Musica di Enna, che era in corso di svolgimento al Balvedere Marconi. “ E’ stato un evento che ha unito la musica, l’integrazione e la solidarietà realizzato grazie alla generosità e all’impegno di tanti, primi fra tutti le associazioni di categoria, il direttore dell’area trattamentale del Carcere, Cettina Rampello, che ha coordinato la festa, tutto il personale del Corpo di Polizia penitenziaria, in testa il comandante Marco Pulejio , che hanno garantito la sicurezza del carcere. La somma raccolta sarà destinata al “Fondo detenuti indigenti”, gestito dal volontari del carcere”. Thu, 23 Jun 2016 13:28:24 +0000 Enna Focu sul trattamento percutaneo delle valvole cardiache https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/24237-focu-sul-trattamento-percutaneo-delle-valvole-cardiache.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/24237-focu-sul-trattamento-percutaneo-delle-valvole-cardiache.html Una due giorni di lavoro intensa, ma nello stesso tempo, proficua. Le tappe di Trapani, Sciacca e Agrigento hanno chiuso, almeno per il momento, la serie di “focus sul trattamento percutaneo delle valvole cardiache”, tenuti in tutta la Sicilia dal professor Corrado Tamburino, Direttore dell’Unità U.O.C. Cardiologia con UTIC P.O. Ferrarotto Catania, e dalla sua equipe. La due giorni ha preso il via, martedì 14 giugno all’Hotel Tonnara di Bonagia di Trapani; si è proseguito a Sciacca, all’Ospedale Giovanni Paolo II, per, poi, chiudere i lavori ad Agrigento, all’Ospedale San Giovanni di Dio. Il risultato, come nel caso dei precedenti, appuntamenti, è stato eccellente. Numerosi i partecipanti ai tre corsi: specialisti della cardiologia, medici di base, ma anche persone comuni interessate all’argomento e alla possibilità di curare determinate patologie cardiovascolari con un trattamento, quello percutaneo, poco invasivo rispetto alla chirurgia. A Trapani, come a Sciacca e Agrigento è stato il Prof. Corrado Tamburino ad aprire i lavori incentranti, come da programma, su Tavi, insufficienza mitralica ed auricola. L’argomento Tavi è stato introdotto da Tamburino con quello che è diventato, ormai, un must dei discorsi del coordinatore dei corsi: “Nel giro di 5 anni il trattamento percutaneo soppianterà la chirurgia”. La conclusione del tour di focus è stata anche occasione per tracciare un bilancio di questa esperienza. “Il bilancio – dichiara il professor Corrado Tamburino – è certamente favorevole, perché abbiamo affrontato delle tematiche moderne, riguardanti la cardiologia interventistica strutturale. Una branca di cardiologia trattata pochissimo centri. Esiste una grande esigenza, per l’utenza medica, di conoscere quali sono gli sviluppi tecnologici e i risultati clinici, sia immediati che a distanza, di queste tecniche innovative che hanno necessità di una super specializzazione e di centri adeguatamente formati.” Si è trattato, dunque, di un aggiornamento di fondamentale importanza dedicato sia agli specialisti di cardiologia, sia ai medici di base. La base di partenza è stata l’informazione: il paziente, infatti, deve conoscere quali sono le nuove possibilità di cura di patologie che, fino a qualche tempo fa, non potevano essere affrontate con un intervento, per l’invasività di quest’ultimo soprattutto su soggetti anziani. Il trattamento percutaneo, invece, ha rivoluzionato il modo di intendere e di intervenire in cardiologia, ma i pazienti devono essere informati e ad informarli devono essere i medici di base e gli specialisti. L’obiettivo dei corsi voluti dal professor Tamburino è proprio quelli di diffondere, in tutta la Sicilia, il “verbo” del trattamento percutaneo provando a capire le migliori metodologie, anche per la scelta dei pazienti. Proprio per questo, durante, i corsi è stato dato ampio spazio all’interattività: dopo gli interventi di Tamburino e dei suoi collaboratori, infatti, si è dibattuto di casi reali, provando a capire in quali situazioni si può intervenire con il trattamento percutaneo e in quali no. “Gli interventi con catetere su valvole cardiache – continua Tamburino – sono riservati ai pazienti anziani, oltre gli 80 anni, o ai pazienti che, anche in età più giovani, hanno un rischio cardiochirurgico troppo elevato. Un numero di pazienti che aumenta sempre di più, pazienti che tempo fa venivano rifiutati dal cardiochirurgo e che, verosimilmente, andavano incontro alla morte. Oggi questa categoria di pazienti può beneficiare di interventi a rischio bassissimo, con una possibilità elevatissima di risoluzione del problema”. Una rivoluzione, dunque, per i pazienti, in termini di quantità e qualità di vita.   Thu, 16 Jun 2016 12:18:45 +0000 Agrigento L'atleta ennese Pietro Scavuzzo vince i campionati giovanili https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/23971-latleta-ennese-pietro-scavuzzo-vince-i-campionati-giovanili.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/enna/23971-latleta-ennese-pietro-scavuzzo-vince-i-campionati-giovanili.html Primo posto ai Campionati Giovanili Studenteschi, per l’allievo del Liceo Scientifico “Farinato” di Enna, Pietro Scavuzzo, 15 anni, che si sono disputati allo stadio delle Palme di Palermo. Scavuzzo, con un tempo di 15” 2 sui 110’ ostacoli, si è piazzato così sul podio, al primo posto, guadagnando il pass per partecipare ai Campionati Italiani Stedenteschi, in programma a Roma il prossimo 31 maggio e 1 giugno, dove l’atleta ennese porterà i colori del Liceo Scientifico ennese, prima scuola in Sicilia ad avere avviato, lo scorso anno, una sezione sportiva del liceo scientifico. Una disputa,  quella allo Stadio delle Palme, non semplice per Pietro, che ha dovuto ripetere la gara, insieme ai malcapitati della sua batteria, perché i cronometristi avevano sbagliato a prendere il tempo. Scavuzzo cresciuto con la società sportiva “Pro Sport 85”, ha affinato le sue qualità grazie anche alla professionalità dell’insegnante di Educazione Fisica del liceo sportivo ennese,  Manuel Monasteri, che ha da subito investito sul giovane talento. Pietro Scavuzzo è, infatti, da 4 anni leader indiscusso, nel panorama regionale, di ostacoli veloci. Sat, 21 May 2016 12:39:12 +0000 Enna La morte di Pannella e le vittime dell'ideologia radicale https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23967 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23967 Giovedì è morto a Roma Marco Pannella (1930-2016), leader storico del Partito radicale, che era ricoverato in una clinica in quanto da anni lottava contro due tumori. Il mio primo pensiero nelle prime ore dopo l’annuncio dell’evento e dei commenti che si sono succeduti è stato di ringraziamento al card. Angelo Bagnasco. Sì, di ringraziamento al presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) per il saggio “silenzio” che ha voluto mantenere finora. Di fronte al protagonismo mediatico ed all’intervento di alcuni vescovi su un personaggio che, politicamente e culturalmente, ha condotto nella sua vita solo battaglie di morte è secondo me una scelta molto saggia. Non voglio assolutamente dare giudizi sulla responsabilità morale o sul destino eterno di Pannella ma, dal punto di vista oggettivo e pubblico, non posso dimenticare che lui ed il suo partito sono i diretti responsabili, per non dire altro: 1) della morte civile di centinaia di migliaia di “figli del divorzio” (la legge “Baslini-Fortuna” è per lo più “farina del sacco” dei radicali); 2) della morte di 6 milioni di bambini italiani con l’aborto; 3) della morte del pudore e della dignità della donna con la liberalizzazione della pornografia e della Porn Culture; 4) della morte di decine di migliaia di italiani con le leggi tolleranti il consumo di droga. Ricordo che Pannella si è fatto arrestare per aver fumato uno spinello in pubblico nel 1975. Anche la sua vita privata è stata in netto contrasto con la visione personalistica e cristiana della società e della morale. «Sono legato da 40 anni alla mia compagna Mirella - ha dichiarato lui stesso poco tempo prima della sua morte -, ma ho avuto tre o quattro uomini che ho amato molto. E con lei non c'è stata mai nessuna gelosia». Pannella non ha avuto nessun figlio dalla moglie ma, oltre alla sbandierata bisessualità, ha ammesso pubblicamente di aver «sparsi in giro per l'Italia» alcuni figli avuti con altre donne, frutto dei suoi «amori giovanili». Per questi “diritti civili” e per aver testimoniato ed operato in favore di quella “cultura della morte” condannata innumerevoli volte da San Giovanni Paolo II la salma di Pannella è stata onorata dalle massime cariche dello Stato. È stata collocata nella Sala “Aldo Moro” (!) di Montecitorio e, alla camera ardente, sono subito accorsi a rendergli omaggio il presidente del consiglio Matteo Renzi, che ha appena imposto al Paese le “unioni civili omosessuali” e la presidente della Camera Laura Boldrini, che giusto pochi giorni fa ha reso pubblica una lettera indirizzata alla “ministra” delle Pari Opportunità Maria Elena Boschi per chiedere che intervenga sull’aumento delle sanzioni per le donne che abortiscono clandestinamente e sulla «preoccupante» diffusione dei medici obiettori. Attestati di stima, di apprezzamento, di riconoscimento dell’“eredità” venuti anche da alcuni nella Chiesa, a chi ha a cuore ancora e si batte con fatica per i principi non negoziabili e la “cultura della vita” sono ferite e fonte di scoraggiamento. Quindi grazie Eminenza! Grazie card. Bagnasco per non aver fatto contribuire la Comunità cattolica italiana, tramite la sua persona e il suo saggio silenzio, a questo clima che rinforza il pessimo panorama politico e culturale cui siamo arrivati. Divorzio a richiesta, “diritto” di aborto, droga libera, “nozze” omosessuali, eutanasia, sono ormai entrate nella mentalità e nel costume di tutti quasi tutti i partiti, i giornali e le associazioni, cattolici e “laici”, di “‘destra” e “sinistra”, appartenenti al mondo economico o no profit. Il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, ha rievocato nell’imminenza della sua morte la «bella eredità dal punto di vista umano e spirituale» di Pannella, ed il suo «impegno totale e disinteressato per nobili cause». Dichiarazioni che hanno provocato in molti sconforto o rabbia perché, a dire il meno, appaiono imprudenti, gratuite e facilmente strumentalizzabili. Ma anche altri, purtroppo, nella Chiesa italiana, hanno pronunciato più o meno simili frasi e, non possiamo fare a meno di notare, che si tratta delle stesse persone che hanno taciuto e stanno ancora tacendo quando la politica e il Potere legislativo-mediatico stanno violando e minacciano di fare anche peggio se lasciati fare l’innocenza dell’infanzia, la santità della famiglia, la dignità della donna, degli anziani, degli handicappati e di tutte quelle persone che non parlano sui media, e la cui vita è giudicata poco interessante o, peggio, “non degna di essere vissuta”. Certo, Pannella «aveva stima e ammirazione per Papa Francesco», e il Santo Padre ha giustamente fatto tutto il possibile per aprirgli fino all’ultimo momento della sua vita l’abbraccio materno e misericordioso della Chiesa. Da vero Pastore del Cuore di Cristo. Ma non per dire che Benedetto XVI non lo è stato o la pensasse diversamente. La malattia mortale che ha condotto in pochi anni alla morte Pannella sono stati probabilmente uno dei motivi che hanno spinto il regnante Pontefice a cercare un dialogo con il leader radicale. Un comportamento che non era pensabile per Ratzinger non solo per la diversa contingenza, ma anche per le dure e infondate accuse di “copertura dei pedofili” che Pannella e la sua Radio radicale hanno rivolto moltissime volte nei confronti di Papa Benedetto. Si può aggiungere in questi giorni che nell’“eredità” di Pannella c’è anche quella di aver portato in parlamento Toni Negri, l’ideologo ed ex leader dell’organizzazione comunista e violenta “Potere operaio” che, condannato a trent’anni, poté uscire dal carcere grazie all’immunità parlamentare. Ha fatto eleggere a Montecitorio la porno-diva Cicciolina, l’ex terrorista di “Prima Linea” Sergio D’Elia etc. Le dichiarazioni che abbiamo sentito in favore di Pannella sono intollerabili. Perché non tacere, di fronte alla morte di un nemico della “cultura della vita” e della Chiesa? Non vorremmo che, soprattutto da parte di certi ecclesiastici, le imprudenze e le dichiarazioni sul leader radicale siano anche frutto di quel protagonismo che, Papa Francesco, ci insegna a superare con una maggiore sobrietà e una più intensa vita spirituale. Per riprendere uno dei tanti discorsi in merito del Pontefice, ricordo quello rivolto nella Basilica di Santa Maria in Trastevere ai poveri assistiti dalla Comunità di Sant'Egidio: «Tutto comincia con la preghiera. La preghiera preserva l’uomo anonimo della città da tentazioni che possono essere anche le nostre: il protagonismo per cui tutto gira attorno a sé, l’indifferenza, il vittimismo. La preghiera è la prima opera» (15 giugno 2014). Premesso che a ogni essere umano che muoia è dovuta la "pietas", c'era proprio bisogno di un commento del "portavoce del papa" su un personaggio così controverso come Pannella? Dire come ha fatto padre Lombardi che Pannella aveva «una grandissima ammirazione» per Papa Bergoglio, non ha fatto altro che alimentare l’astio e le polemiche dei tanti ambienti e personaggi, anche nel mondo cattolico italiano, che stanno impegnando da anni il loro tempo e le loro migliori energie nella critica demolitoria del suo Pontificato. Marco Pannella, ha scritto giustamente Marco Invernizzi, «è stato un uomo pubblico che ha contribuito a scristianizzare l'Italia come pochi altri. […] Quando, nel 1968, il processo di disgregazione del mondo occidentale sceglie la via di "liberare" la persona dalla sua natura e dai legami della famiglia e della stessa vita, abbandonando invece la prospettiva comunista, Pannella è in prima fila in tutte le battaglie che vanno in questa direzione: divorzio, aborto, droga, ideologia gay, unioni civili oggi ed eutanasia domani» (Pannella e le vittime dell'ideologia radicale, in “Comunità Ambrosiana. Newsletter di Alleanza Cattolica in Milano”, n. 209 – 20 maggio 2016). Morto Pannella rimangono i radicali, ecco perché è meglio tacere ora. E magari scrivere una biografia del leader radicale ed una storia, anche ad uso di certi cattolici ed ecclesiastici, del suo partito. Sat, 21 May 2016 07:00:16 +0000 ROOT La morte di Pannella e le vittime dell'ideologia radicale https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23967 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23967 Giovedì è morto a Roma Marco Pannella (1930-2016), leader storico del Partito radicale, che era ricoverato in una clinica in quanto da anni lottava contro due tumori. Il mio primo pensiero nelle prime ore dopo l’annuncio dell’evento e dei commenti che si sono succeduti è stato di ringraziamento al card. Angelo Bagnasco. Sì, di ringraziamento al presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) per il saggio “silenzio” che ha voluto mantenere finora. Di fronte al protagonismo mediatico ed all’intervento di alcuni vescovi su un personaggio che, politicamente e culturalmente, ha condotto nella sua vita solo battaglie di morte è secondo me una scelta molto saggia. Non voglio assolutamente dare giudizi sulla responsabilità morale o sul destino eterno di Pannella ma, dal punto di vista oggettivo e pubblico, non posso dimenticare che lui ed il suo partito sono i diretti responsabili, per non dire altro: 1) della morte civile di centinaia di migliaia di “figli del divorzio” (la legge “Baslini-Fortuna” è per lo più “farina del sacco” dei radicali); 2) della morte di 6 milioni di bambini italiani con l’aborto; 3) della morte del pudore e della dignità della donna con la liberalizzazione della pornografia e della Porn Culture; 4) della morte di decine di migliaia di italiani con le leggi tolleranti il consumo di droga. Ricordo che Pannella si è fatto arrestare per aver fumato uno spinello in pubblico nel 1975. Anche la sua vita privata è stata in netto contrasto con la visione personalistica e cristiana della società e della morale. «Sono legato da 40 anni alla mia compagna Mirella - ha dichiarato lui stesso poco tempo prima della sua morte -, ma ho avuto tre o quattro uomini che ho amato molto. E con lei non c'è stata mai nessuna gelosia». Pannella non ha avuto nessun figlio dalla moglie ma, oltre alla sbandierata bisessualità, ha ammesso pubblicamente di aver «sparsi in giro per l'Italia» alcuni figli avuti con altre donne, frutto dei suoi «amori giovanili». Per questi “diritti civili” e per aver testimoniato ed operato in favore di quella “cultura della morte” condannata innumerevoli volte da San Giovanni Paolo II la salma di Pannella è stata onorata dalle massime cariche dello Stato. È stata collocata nella Sala “Aldo Moro” (!) di Montecitorio e, alla camera ardente, sono subito accorsi a rendergli omaggio il presidente del consiglio Matteo Renzi, che ha appena imposto al Paese le “unioni civili omosessuali” e la presidente della Camera Laura Boldrini, che giusto pochi giorni fa ha reso pubblica una lettera indirizzata alla “ministra” delle Pari Opportunità Maria Elena Boschi per chiedere che intervenga sull’aumento delle sanzioni per le donne che abortiscono clandestinamente e sulla «preoccupante» diffusione dei medici obiettori. Attestati di stima, di apprezzamento, di riconoscimento dell’“eredità” venuti anche da alcuni nella Chiesa, a chi ha a cuore ancora e si batte con fatica per i principi non negoziabili e la “cultura della vita” sono ferite e fonte di scoraggiamento. Quindi grazie Eminenza! Grazie card. Bagnasco per non aver fatto contribuire la Comunità cattolica italiana, tramite la sua persona e il suo saggio silenzio, a questo clima che rinforza il pessimo panorama politico e culturale cui siamo arrivati. Divorzio a richiesta, “diritto” di aborto, droga libera, “nozze” omosessuali, eutanasia, sono ormai entrate nella mentalità e nel costume di tutti quasi tutti i partiti, i giornali e le associazioni, cattolici e “laici”, di “‘destra” e “sinistra”, appartenenti al mondo economico o no profit. Il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, ha rievocato nell’imminenza della sua morte la «bella eredità dal punto di vista umano e spirituale» di Pannella, ed il suo «impegno totale e disinteressato per nobili cause». Dichiarazioni che hanno provocato in molti sconforto o rabbia perché, a dire il meno, appaiono imprudenti, gratuite e facilmente strumentalizzabili. Ma anche altri, purtroppo, nella Chiesa italiana, hanno pronunciato più o meno simili frasi e, non possiamo fare a meno di notare, che si tratta delle stesse persone che hanno taciuto e stanno ancora tacendo quando la politica e il Potere legislativo-mediatico stanno violando e minacciano di fare anche peggio se lasciati fare l’innocenza dell’infanzia, la santità della famiglia, la dignità della donna, degli anziani, degli handicappati e di tutte quelle persone che non parlano sui media, e la cui vita è giudicata poco interessante o, peggio, “non degna di essere vissuta”. Certo, Pannella «aveva stima e ammirazione per Papa Francesco», e il Santo Padre ha giustamente fatto tutto il possibile per aprirgli fino all’ultimo momento della sua vita l’abbraccio materno e misericordioso della Chiesa. Da vero Pastore del Cuore di Cristo. Ma non per dire che Benedetto XVI non lo è stato o la pensasse diversamente. La malattia mortale che ha condotto in pochi anni alla morte Pannella sono stati probabilmente uno dei motivi che hanno spinto il regnante Pontefice a cercare un dialogo con il leader radicale. Un comportamento che non era pensabile per Ratzinger non solo per la diversa contingenza, ma anche per le dure e infondate accuse di “copertura dei pedofili” che Pannella e la sua Radio radicale hanno rivolto moltissime volte nei confronti di Papa Benedetto. Si può aggiungere in questi giorni che nell’“eredità” di Pannella c’è anche quella di aver portato in parlamento Toni Negri, l’ideologo ed ex leader dell’organizzazione comunista e violenta “Potere operaio” che, condannato a trent’anni, poté uscire dal carcere grazie all’immunità parlamentare. Ha fatto eleggere a Montecitorio la porno-diva Cicciolina, l’ex terrorista di “Prima Linea” Sergio D’Elia etc. Le dichiarazioni che abbiamo sentito in favore di Pannella sono intollerabili. Perché non tacere, di fronte alla morte di un nemico della “cultura della vita” e della Chiesa? Non vorremmo che, soprattutto da parte di certi ecclesiastici, le imprudenze e le dichiarazioni sul leader radicale siano anche frutto di quel protagonismo che, Papa Francesco, ci insegna a superare con una maggiore sobrietà e una più intensa vita spirituale. Per riprendere uno dei tanti discorsi in merito del Pontefice, ricordo quello rivolto nella Basilica di Santa Maria in Trastevere ai poveri assistiti dalla Comunità di Sant'Egidio: «Tutto comincia con la preghiera. La preghiera preserva l’uomo anonimo della città da tentazioni che possono essere anche le nostre: il protagonismo per cui tutto gira attorno a sé, l’indifferenza, il vittimismo. La preghiera è la prima opera» (15 giugno 2014). Premesso che a ogni essere umano che muoia è dovuta la "pietas", c'era proprio bisogno di un commento del "portavoce del papa" su un personaggio così controverso come Pannella? Dire come ha fatto padre Lombardi che Pannella aveva «una grandissima ammirazione» per Papa Bergoglio, non ha fatto altro che alimentare l’astio e le polemiche dei tanti ambienti e personaggi, anche nel mondo cattolico italiano, che stanno impegnando da anni il loro tempo e le loro migliori energie nella critica demolitoria del suo Pontificato. Marco Pannella, ha scritto giustamente Marco Invernizzi, «è stato un uomo pubblico che ha contribuito a scristianizzare l'Italia come pochi altri. […] Quando, nel 1968, il processo di disgregazione del mondo occidentale sceglie la via di "liberare" la persona dalla sua natura e dai legami della famiglia e della stessa vita, abbandonando invece la prospettiva comunista, Pannella è in prima fila in tutte le battaglie che vanno in questa direzione: divorzio, aborto, droga, ideologia gay, unioni civili oggi ed eutanasia domani» (Pannella e le vittime dell'ideologia radicale, in “Comunità Ambrosiana. Newsletter di Alleanza Cattolica in Milano”, n. 209 – 20 maggio 2016). Morto Pannella rimangono i radicali, ecco perché è meglio tacere ora. E magari scrivere una biografia del leader radicale ed una storia, anche ad uso di certi cattolici ed ecclesiastici, del suo partito. Sat, 21 May 2016 07:00:16 +0000 ROOT AICS, tre "leonesse" conquistano il titolo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/andria/23955-aics-tre-qleonesseq-conquistano-il-titolo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/andria/23955-aics-tre-qleonesseq-conquistano-il-titolo.html Sabato 14 e domenica 15 si è svolto al Palasport di Andria il Campionato Nazionale di Karate Sportivo AICS organizzato dal comitato regionale AICS e dal comitato regionale FIJLKAM. Nella due giorni di gara si sono affrontati oltre 750 atleti cintura nera e marrone. Gli atleti foggiani della Asd “LEONE” hanno fatto incetta di riconoscimenti nel Kumite: ben 7, infatti, sono state le medaglie vinte e 9 gli atleti del Maestro Cosimo Leone partecipanti. Le leonesse che hanno conquistato il titolo italiano sono: Desiree Eronia nella categoria Esordienti A femminile (12 – 13 anni) 47 kg, Chiara Mele negli Esordienti A 68 kg ed Eleonora Pepe nei Cadetti (16 – 17 anni) 53 kg. Brillanti le prove delle vincitrici delle medaglie d’argento Federica Caccavella, che nei Cadetti 53 kg ha disputato una finale tutta in casa contro la compagna di squadra Eleonora Pepe, e Giorgia Giannetti, ancora alle sue prime esperienze di gara, impegnata nella Juniores (18-19-20 anni) 50 kg. A completare i premi le due medaglie di bronzo di Valentina Ronchi negli Esordienti B (14 – 15 anni) 63 kg, anche lei agli esordi in queste prestigiose competizioni, e di Mohammad Khouchan che ha gareggiato nella Senior (oltre 21 anni) 75 kg. Ottimi anche i due quinti posti di Maria Aurora Corvino e Pasquale Moffa che hanno permesso alla Società di piazzarsi al quarto posto nella classifica generale ad un passo dal podio. All’evento erano presenti il Maestro Giuseppe Zaccaro, arbitro mondiale e responsabile nazionale della commissione arbitri FIJLKAM, il Maestro Sabino Silvestri, vice presidente FIJLKAM settore Karate, il Maestro Antonio Lallo Thu, 19 May 2016 06:09:02 +0000 Andria Gettonopoli, si indaga anche a Caltanissetta? https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/23948-gettonopoli-si-indaga-anche-a-caltanissetta.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/23948-gettonopoli-si-indaga-anche-a-caltanissetta.html “Dietro il sequestro degli atti della commissioni consiliari potrebbe esserci gettonopoli? Bene l'attenzione della magistratura potrebbe mettere argine a quello che sembra un fenomeno tutt'altro che insignificante a Palazzo del Carmine, come i numeri messi assieme dal M5S locale hanno evidenziato”. Ha appreso con soddisfazione, il deputato regionale nisseno del M5S Giancarlo Cancelleri, la notizia del sequestro di atti delle commissioni, dietro al quale potrebbe esserci una indagine sul fenomeno gettonopoli. “Se è così – afferma Cancelleri - l'attenzione della magistratura non potrebbe essere che salutare per le casse del Comune. L'indagine, infatti, finirebbe col limitare in futuro un fenomeno che al Comune di Caltanissetta sembra tutt'altro che trascurabile. I dati raccolti dagli attivisti del M5S locale infatti parlano di qualcosa come quasi 1200 commissioni fatte in un anno e di un costo del Consiglio comunale di oltre 350 mila euro”. Prima di Caltanissetta il M5S aveva scoperchiato il pentolone gettonopoli un po' ovunque in Sicilia, scoprendo di tutto: dalle commissioni lampo di Palermo (anche meno di 5 minuti) con toccate e fughe di consiglieri (sedute singole di 5, 10 minuti), alle commissioni messe in piedi per i motivi più assurdi, come alcune ad Acireale, fatte per seguire la sfilata dei carri allegorici. Sulla insufficiente trasparenza degli atti comunali a Caltanissetta il M5S ha anche prodotto una interrogazione all'Ars. Thu, 19 May 2016 05:37:50 +0000 Caltanissetta La guerra globale contro i cristiani https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23871 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23871 L'ultimo numero della rivista, La Roccia, il giornale per la nuova evangelizzazione, che“segue sempre il Papa”, è segnato dai racconti sulla feroce persecuzione dei cristiani. Nella sezione “Nel mondo”, viene proposta la storia degli Assiri e i Caldei, cristiani perseguitati dagli islamisti. “Se ti converti muori”, è la drammatica storia di un anglo-pakistano, convertito al cristianesimo, perseguitato come infedele. Poi si prosegue con gli assassini di Boko Haram, che uccidono senza pietà nel nord della Nigeria, infine viene intervistato Paul Bhatti, fratello di Shahbaz, assassinato dai fondamentalisti islamici, che fa il punto sulla libertà religiosa in Pakistan. Da un po' di tempo le persecuzioni, le discriminazioni dei cristiani nel mondo, viene dato un po' di spazio sui media, occupano venivano conosciute da pochi addetti ai lavori, ora da qualche anno, ma ancora bisogna fare molto di più. Alla fine del 2014 è uscito un approfondito e documentato volume, “Il Libro nero della condizione dei cristiani”, pubblicato da Mondadori, nell'ottobre del 2014. Viene tracciato, forse, per la prima volta un quadro completo delle persecuzioni che i cristiani stanno subendo in tutto il mondo. In 600 pagine si offrono oltre 70 contributi tra testimonianze, reportage e analisi di esperti di 17 nazionalità diverse, sotto la direzione del francese Jean-Michel di Falco, dell'inglese Timothy Radeliffe e dell'italiano Andrea Riccardi, con il coordinamento di Samuel Lieven. Il libro coglie approfondimenti dei più importanti studiosi del mondo: storici, giornalisti, osservatori, rappresentanti di ONG e personalità religiose. Il testo elenca diverse cifre sulle persecuzioni dei cristiani, anche se questi dati, soprattutto negli ultimi mesi, occorre aggiornarli ogni giorno. Comunque sia il libro parte dalla cifra terrificante di 100 e 150 milioni, è il numero dei cristiani perseguitati, una cifra in continuo aumento, una cosa è certa il cristianesimo è la religione più perseguitata del pianeta.“Dietro questi numeri - scrive nell'introduzione Jean-Michel di Falco,– lo si dimentica, talvolta – si nascondono vite umane, storie singolari, volti, uomini e donne, bambini e anziani. Dietro questi numeri ci sono persecutori e perseguitati, carnefici e vittime”. Una guerra globale contro i cristiani. Esiste dunque una guerra globale contro i cristiani. In particolare nel Nord Africa e nel Medio Oriente. Il Pew Forum on religion and pubblic Life di Washington DC ha rivelato che i cristiani sono sottoposti a forme di vessazione, de iure o de facto, in 139 paesi, quasi tre quarti delle società del pianeta. Anche i seguaci di altre confessioni, subiscono minacce, ma non allo stesso livello. Certo non è facile ottenere dati precisi sul numero dei cristiani vittime di persecuzione,ma seguendo i dati delle agenzie internazionali che si occupano della questione sembra che nell'ultimo decennio siano stati uccisi in media 100.000 cristiani ogni anno, per la loro fede.“Si tenga presente che, secondo la stima massima, il numero dei nuovi martiri cristiani sarebbe pari a uno ogni ora, mentre secondo la stima minima ammonterebbe a uno al giorno”. Tuttavia, secondo John Allen, giornalista del “Boston Globe”,“qualunque sia il totale effettivo, comunque, non ci sono dubbi sul fatto che oggi i cristiani rappresentino la confessione più perseguitata del pianeta[...]”.Peraltro il giornalista ci tiene a precisare, che questa osservazione, non significa minimizzare i drammi che affrontano altre comunità religiose. Pertanto,“I cristiani non hanno il monopolio della sofferenza”. Perchè i cristiani sono i più perseguitati? Per Allen, i motivi sono quattro: 1) perchè i cristiani sono semplicemente più numerosi dei seguaci di altre confessioni religiose. 2) I cristiani perseguitati oggi si trovano fuori dell'Occidente, nelle principali zone di crescita della cristianità, qui l'espansione dei cristiani è percepita come un pericolo. Come in Cina, con l'esplosione del cristianesimo pentecostale. Nelle regioni dell'Africa subsahariana, in Nigeria, dove i cristiani e musulmani si trovano a stretto contatto. 3) In molte parti del mondo i cristiani non sono semplicemente una minoranza religiosa, ma anche minoranza etnica, linguistica, culturale, per esempio in India. 4), l'ultima causa della guerra contro i cristiani,“è forse la più significativa. In molti paesi i cristiani vengono identificati con l'Occidente, perciò chi nutre sentimenti di ostilità verso Europa o Stati Uniti talvolta ha la tentazione di sfogare le proprie frustrazioni sui cristiani locali”. Questo è successo soprattutto in Iraq. Perchè tanto silenzio sulle persecuzioni dei cristiani. A proposito del destino dei cristiani perseguitati, Francesca Paci, nel suo, “Dove muoiono i cristiani”, “quante cose ignoriamo. Ma soprattutto, assai più colpevolmente, quante cose pretendiamo di non vedere”. Nel 2011 il patriarca cattolico di Gerusalemme, Fouad Twal, ha parlato della crisi della cristianità araba in Medio Oriente, in occasione di una conferenza a Londra, e ha chiesto, con estrema schiettezza: “Qualcuno sente il nostro grido? Quante atrocità dobbiamo sopportare prima che qualcuno, da qualche parte, venga in nostro aiuto?”. Negli ambienti laicisti delle università, dei giornali, della politica,c'è una forte ignoranza, e questo spiega l'indifferenza nei confronti di questa persecuzione. Ma per Allen, c'è “una sorta di ostilità automatica nei confronti della religione istituzionale, in particolare quella cristiana[...]Chi è condizionato da questa prospettiva tende a vedere la cristianità non come la vittima ma come la colpevole della repressione. E' sufficiente dire 'persecuzioni religiose' e subito vengono in mente le Crociate, l'inquisizione, le guerre di religione, Giordano Bruno e Savonarola, la caccia alle streghe di Salem[...]”. E poi ancora alcuni associano il tema alla gerontocrazia tutta maschile di Roma del Vaticano. Ma l'indifferenza dei media e il pregiudizio laico, non sono gli unici responsabili. Ci sono anche i cattolici, le parrocchie, perfino i religiosi, poco sensibili alla persecuzione dei cristiani. “Per molte persone, la guerra contro i cristiani è semplicemente troppo distante. I nuovi martiri spesso vanno incontro alla morte in luoghi come Sri Lanka, Maldive e Sudan, che molti occidentali faticherebbero a individuare sulla carta geografica, per non parlare dello scarso coinvolgimento emotivo verso gli eventi che accadono”.Addirittura per un vecchio comunista francese come Regis Debray,“le vittime sono 'troppo cristiane' per suscitare l'interesse della sinistra e 'troppo straniere' per attirare la destra”. Anche nelle parrocchie c'è poco interesse per i cristiani perseguitati. A questo punto il giornalista diventa polemico:“quanto si dovrà attendere prima di sentire una predica dedicata alla guerra globale contro i cristiani durante le funzioni delle varie confessioni, di incontrare un gruppo di formazione religiosa per adulti che studi questo fenomeno o di trovare un libro che ne parli tra le pubblicazioni disponibili sul retro della chiesa?” Certamente secondo Allen,“a livello politico-sociale, le Chiese dell'Occidente non hanno ancora posto le persecuzioni anticristiane in cima alla lista delle loro priorità sebbene impieghino enormi risorse per affrontare altre questioni controverse”. In certe parrocchie i temi dominanti sono quelli ambientali, la raccolta differenziata o di recente quelli inerenti al pericolo trivelle. Del resto fa notare Allen che molti fedeli cristiani frequentano la Chiesa per sfuggire all'enorme stress dello loro esistenza, sostanzialmente cercano la pace e la calma. Pertanto,“sentire racconti di fondamentalisti musulmani che, in Egitto, versano sui polsi dei copti acido solforico per cancellare le croci tatuate, simbolo della loro perseveranza, non è esattamente l'ideale per raggiungere la pace interiore. E' inquietante, sgradevole e, forse, persino estraneo a ciò che alcuni cristiani in Occidente cercano”. Peraltro è una sensazione che ho provato anni fa quando proponevo in certe parrocchie di fare delle giornate di sensibilizzazione per il martirio di tanti cristiani nel mondo. Esistono altre difficoltà che il giornalista americano incontra è quella della riluttanza che certi cristiani hanno di parlare delle persecuzioni dei cristiani, per timore di guastare i rapporti con gli islamici per paura di innescare uno “scontro di civiltà”. Altro fattore è quello che i fedeli, i cristiani“hanno introdotto nelle loro Chiese l'astio ideologico e le divisioni della cultura che li circonda”. Spesso finiscono per combattere all'interno della Chiesa, battaglie politico-ideologiche, o di gruppi di interesse (sul sacerdozio femminile o il matrimonio omosessuale per esempio) tendendo a demonizzare chi si trova nel fronte opposto. “Di conseguenza i cristiani sprecano tristemente un'enorme quantità di tempo ed energie in lotte intestine, e faticano a concentrarsi su problemi di più vasta portata”. Anche se occorre precisare che non ci sarebbe bisogno di“essere persone di fede per considerare la persecuzione anticristiana un tema urgente”. Basta avere a cuore i diritti umani e il rispetto delle persone. Tra le strategie da adottare per intervenire sulla questione, bisogna sensibilizzare il più possibile sui rischi enormi che i cristiani devono affrontare. Ma una strategia importante è quella del sostegno politico: “la difesa della libertà religiosa deve diventare un pilastro della politica estera e della diplomazia globale”. La preghiera come risorsa fondamentale per i cristiani perseguitati. Infine Allen rivaluta uno strumento che dovrebbe essere fondamentale per ogni cristiano: la preghiera.“Non si dovrebbe sottovalutarne l'importanza per la nascita di una nuova cultura nella Chiesa[...]Più i cristiani impareranno a pregare per i perseguitati, più diverranno consapevoli della natura della guerra globale contro i loro fratelli e saranno disposti a fare qualcosa per affrontarla”. A questo proposito il giornalista del giornale americano fa riferimento alla preghiera che la Chiesa preconciliare faceva recitare per la “conversione della Russia” alla fine di ogni messa. Quella era una consuetudine liturgica che “aveva lo scopo di ricordare ai cattolici che nel mondo sovietico gruppi di persone soffrivano a causa della propria fede, e che la Chiesa se ne preoccupava. Si creava così una coscienza popolare sulla 'Chiesa del Silenzio', la Chiesa delle catacombe dietro la Cortina di ferro, importante per mantenere alta l'attenzione dei cristiani al destino di quei fratelli”. Ovviamente non fu solo questo a causare la fine del comunismo, ma senza la cultura della partecipazione creata dalla pratica della preghiera per i perseguitati, non ci sarebbe stato quel moto civile contro il comunismo in Polonia per esempio. Ecco oggi quel particolare tipo di preghiera potrebbe avere un impatto simile anche per le vittime della guerra globale contro i cristiani, favorendo la presa di coscienza e consolidando la determinazione. Fri, 13 May 2016 15:13:36 +0000 ROOT La guerra globale contro i cristiani https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23871 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23871 L'ultimo numero della rivista, La Roccia, il giornale per la nuova evangelizzazione, che“segue sempre il Papa”, è segnato dai racconti sulla feroce persecuzione dei cristiani. Nella sezione “Nel mondo”, viene proposta la storia degli Assiri e i Caldei, cristiani perseguitati dagli islamisti. “Se ti converti muori”, è la drammatica storia di un anglo-pakistano, convertito al cristianesimo, perseguitato come infedele. Poi si prosegue con gli assassini di Boko Haram, che uccidono senza pietà nel nord della Nigeria, infine viene intervistato Paul Bhatti, fratello di Shahbaz, assassinato dai fondamentalisti islamici, che fa il punto sulla libertà religiosa in Pakistan. Da un po' di tempo le persecuzioni, le discriminazioni dei cristiani nel mondo, viene dato un po' di spazio sui media, occupano venivano conosciute da pochi addetti ai lavori, ora da qualche anno, ma ancora bisogna fare molto di più. Alla fine del 2014 è uscito un approfondito e documentato volume, “Il Libro nero della condizione dei cristiani”, pubblicato da Mondadori, nell'ottobre del 2014. Viene tracciato, forse, per la prima volta un quadro completo delle persecuzioni che i cristiani stanno subendo in tutto il mondo. In 600 pagine si offrono oltre 70 contributi tra testimonianze, reportage e analisi di esperti di 17 nazionalità diverse, sotto la direzione del francese Jean-Michel di Falco, dell'inglese Timothy Radeliffe e dell'italiano Andrea Riccardi, con il coordinamento di Samuel Lieven. Il libro coglie approfondimenti dei più importanti studiosi del mondo: storici, giornalisti, osservatori, rappresentanti di ONG e personalità religiose. Il testo elenca diverse cifre sulle persecuzioni dei cristiani, anche se questi dati, soprattutto negli ultimi mesi, occorre aggiornarli ogni giorno. Comunque sia il libro parte dalla cifra terrificante di 100 e 150 milioni, è il numero dei cristiani perseguitati, una cifra in continuo aumento, una cosa è certa il cristianesimo è la religione più perseguitata del pianeta.“Dietro questi numeri - scrive nell'introduzione Jean-Michel di Falco,– lo si dimentica, talvolta – si nascondono vite umane, storie singolari, volti, uomini e donne, bambini e anziani. Dietro questi numeri ci sono persecutori e perseguitati, carnefici e vittime”. Una guerra globale contro i cristiani. Esiste dunque una guerra globale contro i cristiani. In particolare nel Nord Africa e nel Medio Oriente. Il Pew Forum on religion and pubblic Life di Washington DC ha rivelato che i cristiani sono sottoposti a forme di vessazione, de iure o de facto, in 139 paesi, quasi tre quarti delle società del pianeta. Anche i seguaci di altre confessioni, subiscono minacce, ma non allo stesso livello. Certo non è facile ottenere dati precisi sul numero dei cristiani vittime di persecuzione,ma seguendo i dati delle agenzie internazionali che si occupano della questione sembra che nell'ultimo decennio siano stati uccisi in media 100.000 cristiani ogni anno, per la loro fede.“Si tenga presente che, secondo la stima massima, il numero dei nuovi martiri cristiani sarebbe pari a uno ogni ora, mentre secondo la stima minima ammonterebbe a uno al giorno”. Tuttavia, secondo John Allen, giornalista del “Boston Globe”,“qualunque sia il totale effettivo, comunque, non ci sono dubbi sul fatto che oggi i cristiani rappresentino la confessione più perseguitata del pianeta[...]”.Peraltro il giornalista ci tiene a precisare, che questa osservazione, non significa minimizzare i drammi che affrontano altre comunità religiose. Pertanto,“I cristiani non hanno il monopolio della sofferenza”. Perchè i cristiani sono i più perseguitati? Per Allen, i motivi sono quattro: 1) perchè i cristiani sono semplicemente più numerosi dei seguaci di altre confessioni religiose. 2) I cristiani perseguitati oggi si trovano fuori dell'Occidente, nelle principali zone di crescita della cristianità, qui l'espansione dei cristiani è percepita come un pericolo. Come in Cina, con l'esplosione del cristianesimo pentecostale. Nelle regioni dell'Africa subsahariana, in Nigeria, dove i cristiani e musulmani si trovano a stretto contatto. 3) In molte parti del mondo i cristiani non sono semplicemente una minoranza religiosa, ma anche minoranza etnica, linguistica, culturale, per esempio in India. 4), l'ultima causa della guerra contro i cristiani,“è forse la più significativa. In molti paesi i cristiani vengono identificati con l'Occidente, perciò chi nutre sentimenti di ostilità verso Europa o Stati Uniti talvolta ha la tentazione di sfogare le proprie frustrazioni sui cristiani locali”. Questo è successo soprattutto in Iraq. Perchè tanto silenzio sulle persecuzioni dei cristiani. A proposito del destino dei cristiani perseguitati, Francesca Paci, nel suo, “Dove muoiono i cristiani”, “quante cose ignoriamo. Ma soprattutto, assai più colpevolmente, quante cose pretendiamo di non vedere”. Nel 2011 il patriarca cattolico di Gerusalemme, Fouad Twal, ha parlato della crisi della cristianità araba in Medio Oriente, in occasione di una conferenza a Londra, e ha chiesto, con estrema schiettezza: “Qualcuno sente il nostro grido? Quante atrocità dobbiamo sopportare prima che qualcuno, da qualche parte, venga in nostro aiuto?”. Negli ambienti laicisti delle università, dei giornali, della politica,c'è una forte ignoranza, e questo spiega l'indifferenza nei confronti di questa persecuzione. Ma per Allen, c'è “una sorta di ostilità automatica nei confronti della religione istituzionale, in particolare quella cristiana[...]Chi è condizionato da questa prospettiva tende a vedere la cristianità non come la vittima ma come la colpevole della repressione. E' sufficiente dire 'persecuzioni religiose' e subito vengono in mente le Crociate, l'inquisizione, le guerre di religione, Giordano Bruno e Savonarola, la caccia alle streghe di Salem[...]”. E poi ancora alcuni associano il tema alla gerontocrazia tutta maschile di Roma del Vaticano. Ma l'indifferenza dei media e il pregiudizio laico, non sono gli unici responsabili. Ci sono anche i cattolici, le parrocchie, perfino i religiosi, poco sensibili alla persecuzione dei cristiani. “Per molte persone, la guerra contro i cristiani è semplicemente troppo distante. I nuovi martiri spesso vanno incontro alla morte in luoghi come Sri Lanka, Maldive e Sudan, che molti occidentali faticherebbero a individuare sulla carta geografica, per non parlare dello scarso coinvolgimento emotivo verso gli eventi che accadono”.Addirittura per un vecchio comunista francese come Regis Debray,“le vittime sono 'troppo cristiane' per suscitare l'interesse della sinistra e 'troppo straniere' per attirare la destra”. Anche nelle parrocchie c'è poco interesse per i cristiani perseguitati. A questo punto il giornalista diventa polemico:“quanto si dovrà attendere prima di sentire una predica dedicata alla guerra globale contro i cristiani durante le funzioni delle varie confessioni, di incontrare un gruppo di formazione religiosa per adulti che studi questo fenomeno o di trovare un libro che ne parli tra le pubblicazioni disponibili sul retro della chiesa?” Certamente secondo Allen,“a livello politico-sociale, le Chiese dell'Occidente non hanno ancora posto le persecuzioni anticristiane in cima alla lista delle loro priorità sebbene impieghino enormi risorse per affrontare altre questioni controverse”. In certe parrocchie i temi dominanti sono quelli ambientali, la raccolta differenziata o di recente quelli inerenti al pericolo trivelle. Del resto fa notare Allen che molti fedeli cristiani frequentano la Chiesa per sfuggire all'enorme stress dello loro esistenza, sostanzialmente cercano la pace e la calma. Pertanto,“sentire racconti di fondamentalisti musulmani che, in Egitto, versano sui polsi dei copti acido solforico per cancellare le croci tatuate, simbolo della loro perseveranza, non è esattamente l'ideale per raggiungere la pace interiore. E' inquietante, sgradevole e, forse, persino estraneo a ciò che alcuni cristiani in Occidente cercano”. Peraltro è una sensazione che ho provato anni fa quando proponevo in certe parrocchie di fare delle giornate di sensibilizzazione per il martirio di tanti cristiani nel mondo. Esistono altre difficoltà che il giornalista americano incontra è quella della riluttanza che certi cristiani hanno di parlare delle persecuzioni dei cristiani, per timore di guastare i rapporti con gli islamici per paura di innescare uno “scontro di civiltà”. Altro fattore è quello che i fedeli, i cristiani“hanno introdotto nelle loro Chiese l'astio ideologico e le divisioni della cultura che li circonda”. Spesso finiscono per combattere all'interno della Chiesa, battaglie politico-ideologiche, o di gruppi di interesse (sul sacerdozio femminile o il matrimonio omosessuale per esempio) tendendo a demonizzare chi si trova nel fronte opposto. “Di conseguenza i cristiani sprecano tristemente un'enorme quantità di tempo ed energie in lotte intestine, e faticano a concentrarsi su problemi di più vasta portata”. Anche se occorre precisare che non ci sarebbe bisogno di“essere persone di fede per considerare la persecuzione anticristiana un tema urgente”. Basta avere a cuore i diritti umani e il rispetto delle persone. Tra le strategie da adottare per intervenire sulla questione, bisogna sensibilizzare il più possibile sui rischi enormi che i cristiani devono affrontare. Ma una strategia importante è quella del sostegno politico: “la difesa della libertà religiosa deve diventare un pilastro della politica estera e della diplomazia globale”. La preghiera come risorsa fondamentale per i cristiani perseguitati. Infine Allen rivaluta uno strumento che dovrebbe essere fondamentale per ogni cristiano: la preghiera.“Non si dovrebbe sottovalutarne l'importanza per la nascita di una nuova cultura nella Chiesa[...]Più i cristiani impareranno a pregare per i perseguitati, più diverranno consapevoli della natura della guerra globale contro i loro fratelli e saranno disposti a fare qualcosa per affrontarla”. A questo proposito il giornalista del giornale americano fa riferimento alla preghiera che la Chiesa preconciliare faceva recitare per la “conversione della Russia” alla fine di ogni messa. Quella era una consuetudine liturgica che “aveva lo scopo di ricordare ai cattolici che nel mondo sovietico gruppi di persone soffrivano a causa della propria fede, e che la Chiesa se ne preoccupava. Si creava così una coscienza popolare sulla 'Chiesa del Silenzio', la Chiesa delle catacombe dietro la Cortina di ferro, importante per mantenere alta l'attenzione dei cristiani al destino di quei fratelli”. Ovviamente non fu solo questo a causare la fine del comunismo, ma senza la cultura della partecipazione creata dalla pratica della preghiera per i perseguitati, non ci sarebbe stato quel moto civile contro il comunismo in Polonia per esempio. Ecco oggi quel particolare tipo di preghiera potrebbe avere un impatto simile anche per le vittime della guerra globale contro i cristiani, favorendo la presa di coscienza e consolidando la determinazione. Fri, 13 May 2016 15:13:36 +0000 ROOT Bild: allarme terrorismo sulle spiagge europee, specialmente in Italia e Spagna https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23570 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23570 Allarme terrorismo sulle spiagge europee. Come scrive la tedesca che cita i servizi segreti italiani che avrebbero contattato quelli tedeschi, nel sanguinario obiettivo dei tagliagole sarebbero finiti il turismo e le assolate vacanze degli europei. Secondo gli esperti della sicurezza i jihadisti, "travestiti da venditori ambulanti", potrebbero farsi esplodere sulle spiagge europee. Ancora una volta i miliziani islamisti puntano a colpire, come già fatto a Parigi, il tempo libero degli occidentali. In ambienti di intelligence si valuta come "destituita di fondamento" la notizia riportata dal giornale Bild su possibili attentati pianificati sulle spiagge italiane. Le stesse fonti italiane sottolineano di non aver inviato alcuna informazione in merito alla possibilità che islamici travestiti da ambulanti possano farsi esplodere. La notizia pubblicata dalla Bild, che titola in apertura Terrorismo pianificato sulle nostre spiagge, conferma lo scoop del quotidiano il Giornale che settimana scorsa svelava l'esistenza di campi di addestramento gestiti dallo Stato islamico in Senegal dove i jihadisti addestrano i vu' cumprà per le spiagge italiane. "Gli uomini del Califfato sono tra noi - denunciava al Giornale il capitano Seck Pouye, capo della polizia di Saly - si addestrano a pochi chilometri da alcuni resort. Tutta l'area è diventata inaccessibile". Saly, 80 chilometri a Sud di Dakar, era uno dei gioielli turistici del Senegal. Adesso dei turisti non si vede nemmeno l'ombra. Gli attentati in Burkina Faso e Mali e la mattanza al resort ivoriano di Grand Bassam hanno segnato il passo per la nuova strategia del terrore. "È qui, a due passi dal nostro albergo che i terroristi preparano i loro piani di battaglia - raccontava Boubacar Sabaly, direttore dell'hotel Les Bougainvilles - per due volte hanno dato fuoco alle auto parcheggiate. Ci minacciano di continuo". La minaccia, però, non è circoscritta all'Africa. "Vogliono colpire le spiagge italiane, francesi e spagnole - aggiungeva Pouye - sfrutteranno alcuni ambulanti radicalizzati. Gente insospettabile che fa la spola tra l'Italia e il Senegal, apparentemente per lavoro. Tutte persone con documenti e visti regolari". L'anticipazione del quotidiano il Giornale trova conferma nelle carte in mano all'intelligence europea le cui informazioni a riguardo arriverebbero proprio dall'Africa. Obiettivi concreti degli attentatori sarebbero le spiagge di Italia, Spagna e Francia del sud. I terroristi, travestiti da venditori di gelati o magliette, sarebbero pronti a fare una carneficina fra lettini e ombrelloni. "Potrebbe darsi che in questo modo - spiega un alto funzionario della sicurezza tedesca - l'Isis concepisca una nuova dimensione di terrore. Le spiagge non possono essere protette". Il "concreto piano" di attacco prevede spari sulla folla dei bagnanti con armi automatiche, attacchi suicidi ed esplosivi nascosti sotto la sabbia. In ambienti di intelligence, tuttavia, si valuta come "destituita di fondamento" la notizia. Intanto arriva un nuovo allarme dal Belgio. L'organismo preposto all'analisi del rischio terroristico (Ocam) ha fatto sapere oggi di aver ricevuto informazioni secondo le quali l'Isis ha inviato altri 'combattenti' verso l'Europa e il Belgio. L'Ocam ha quindi deciso di mantenere a 3, su una scala che arriva fino a 4, il livello di allerta nel Paese, il che vuol dire che il rischio di nuovi attacchi è ancora 'possibile' e 'verosimile' a quattro settimane dagli attentati che hanno colpito l'aeroporto e la metro. L'allarme terrorismo sulle spiagge europee, in particolare in Italia e Spagna: scrive la tedesca Bild, che cita i servizi segreti italiani che hanno contattato quelli tedeschi. "Terrorismo pianificato sulle nostre spiagge!", scrive il giornale in apertura. Secondo gli esperti della sicurezza, "travestiti da venditori ambulanti" gli islamisti potrebbero farsi esplodere sulle spiagge europee. Obiettivi concreti degli attentatori sarebbero le spiagge di Italia, Spagna e Francia del sud. Le informazioni a riguardo arriverebbero dall'Africa. I terroristi sarebbero pronti a usare armi e esplosivo fra lettini e ombrelloni, scrive ancora Bild. Un alto funzionario della sicurezza tedesca afferma: "Potrebbe darsi che in questo modo l'Isis concepisca una nuova dimensione di terrore. Le spiagge non possono essere protette". Tue, 19 Apr 2016 13:51:43 +0000 ROOT Bild: allarme terrorismo sulle spiagge europee, specialmente in Italia e Spagna https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23570 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23570 Allarme terrorismo sulle spiagge europee. Come scrive la tedesca che cita i servizi segreti italiani che avrebbero contattato quelli tedeschi, nel sanguinario obiettivo dei tagliagole sarebbero finiti il turismo e le assolate vacanze degli europei. Secondo gli esperti della sicurezza i jihadisti, "travestiti da venditori ambulanti", potrebbero farsi esplodere sulle spiagge europee. Ancora una volta i miliziani islamisti puntano a colpire, come già fatto a Parigi, il tempo libero degli occidentali. In ambienti di intelligence si valuta come "destituita di fondamento" la notizia riportata dal giornale Bild su possibili attentati pianificati sulle spiagge italiane. Le stesse fonti italiane sottolineano di non aver inviato alcuna informazione in merito alla possibilità che islamici travestiti da ambulanti possano farsi esplodere. La notizia pubblicata dalla Bild, che titola in apertura Terrorismo pianificato sulle nostre spiagge, conferma lo scoop del quotidiano il Giornale che settimana scorsa svelava l'esistenza di campi di addestramento gestiti dallo Stato islamico in Senegal dove i jihadisti addestrano i vu' cumprà per le spiagge italiane. "Gli uomini del Califfato sono tra noi - denunciava al Giornale il capitano Seck Pouye, capo della polizia di Saly - si addestrano a pochi chilometri da alcuni resort. Tutta l'area è diventata inaccessibile". Saly, 80 chilometri a Sud di Dakar, era uno dei gioielli turistici del Senegal. Adesso dei turisti non si vede nemmeno l'ombra. Gli attentati in Burkina Faso e Mali e la mattanza al resort ivoriano di Grand Bassam hanno segnato il passo per la nuova strategia del terrore. "È qui, a due passi dal nostro albergo che i terroristi preparano i loro piani di battaglia - raccontava Boubacar Sabaly, direttore dell'hotel Les Bougainvilles - per due volte hanno dato fuoco alle auto parcheggiate. Ci minacciano di continuo". La minaccia, però, non è circoscritta all'Africa. "Vogliono colpire le spiagge italiane, francesi e spagnole - aggiungeva Pouye - sfrutteranno alcuni ambulanti radicalizzati. Gente insospettabile che fa la spola tra l'Italia e il Senegal, apparentemente per lavoro. Tutte persone con documenti e visti regolari". L'anticipazione del quotidiano il Giornale trova conferma nelle carte in mano all'intelligence europea le cui informazioni a riguardo arriverebbero proprio dall'Africa. Obiettivi concreti degli attentatori sarebbero le spiagge di Italia, Spagna e Francia del sud. I terroristi, travestiti da venditori di gelati o magliette, sarebbero pronti a fare una carneficina fra lettini e ombrelloni. "Potrebbe darsi che in questo modo - spiega un alto funzionario della sicurezza tedesca - l'Isis concepisca una nuova dimensione di terrore. Le spiagge non possono essere protette". Il "concreto piano" di attacco prevede spari sulla folla dei bagnanti con armi automatiche, attacchi suicidi ed esplosivi nascosti sotto la sabbia. In ambienti di intelligence, tuttavia, si valuta come "destituita di fondamento" la notizia. Intanto arriva un nuovo allarme dal Belgio. L'organismo preposto all'analisi del rischio terroristico (Ocam) ha fatto sapere oggi di aver ricevuto informazioni secondo le quali l'Isis ha inviato altri 'combattenti' verso l'Europa e il Belgio. L'Ocam ha quindi deciso di mantenere a 3, su una scala che arriva fino a 4, il livello di allerta nel Paese, il che vuol dire che il rischio di nuovi attacchi è ancora 'possibile' e 'verosimile' a quattro settimane dagli attentati che hanno colpito l'aeroporto e la metro. L'allarme terrorismo sulle spiagge europee, in particolare in Italia e Spagna: scrive la tedesca Bild, che cita i servizi segreti italiani che hanno contattato quelli tedeschi. "Terrorismo pianificato sulle nostre spiagge!", scrive il giornale in apertura. Secondo gli esperti della sicurezza, "travestiti da venditori ambulanti" gli islamisti potrebbero farsi esplodere sulle spiagge europee. Obiettivi concreti degli attentatori sarebbero le spiagge di Italia, Spagna e Francia del sud. Le informazioni a riguardo arriverebbero dall'Africa. I terroristi sarebbero pronti a usare armi e esplosivo fra lettini e ombrelloni, scrive ancora Bild. Un alto funzionario della sicurezza tedesca afferma: "Potrebbe darsi che in questo modo l'Isis concepisca una nuova dimensione di terrore. Le spiagge non possono essere protette". Tue, 19 Apr 2016 13:51:43 +0000 ROOT DDL "Cirinnà", il comitato "Si alla Famiglia" auspica un sereno dibattito https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/23321-ddl-qcirinnaq-il-comitato-qsi-alla-famigliaq-auspica-un-sereno-dibattito.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/23321-ddl-qcirinnaq-il-comitato-qsi-alla-famigliaq-auspica-un-sereno-dibattito.html Abbiamo appreso con un certo disappunto che venerdì 8 c.m. presso la biblioteca comunale Scarabelli di Caltanissetta è previsto un “incontro/dibattito” sul ddl “Cirinnà” organizzato dal PD. Il disappunto nasce dall’amara costatazione che i relatori siano anche tra i firmatari ed i principali sostenitori del testo originario del ddl “Cirinnà”, che all'art. 5 con la “stepchild adoption” avrebbe legittimato “de facto” la pratica della “maternità surrogata”: i senatori Sergio Lo Giudice e Giuseppe Lumia. Ci poniamo anche alcune domande. Chissà se sarà eventualmente  possibile intervenire dalla platea per rivolgere “scomode” domande ai relatori ed avanzare anche dubbi e perplessità, o si rischia di far la fine che han fatto centinaia di pacifiche  “Sentinelle in piedi" in tutta Italia e cioè essere presi a colpi di uova, urla, spintoni e violenze dai "democraticissimi" gruppi LGBT? Ci chiediamo anche a che titolo l’assessore alla cultura dott.ssa Castiglione abbia deciso di intervenire all’evento ed in particolare se la sua presenza voglia rappresentare la posizione ufficiale dell’amministrazione Ruvolo in merito al ddl Cirinnà o sarà li a dibattere eventualmente da "altre posizioni" in un incontro così chiaramente orientato? E se non svolgerà questo ruolo non vi era altro da fare in una città che sta letteralmente affondando ? Vorremmo infine chiedere all’assessore Marina Castiglione se come donna non possa provare un certo disagio di fronte al senatore Lo Giudice che assieme al “marito” il nisseno Michele Giarratano ha acquistato un figlio affittando l’utero di una donna. E  chi tra i presenti, a far parte del coro, al pomeriggio nel PD locale, ritenesse di essere " credente" si sente proprio al massimo della coerenza? Ci chiediamo inoltre se la nostra assessora alla cultura sia a conoscenza del fatto che più di 200 personalità italiane del femminismo, della cultura, dell’arte, del cinema, della letteratura e del sociale hanno firmato un manifesto contro la pratica dell’utero in affitto. E si tratta di nomi importanti. Tra tutti Dacia Maraini, Cristina Comencini, Giuseppe Vacca presidente della “Fondazione Gramsci”, Aurelio Mancuso esponente di spicco dell’associazionismo gay. Ci chiediamo infine cosa pensino i dirigenti ed i tesserati del PD nisseno – assessora compresa -- del fatto che una personalità PD come Livia Turco abbia definito quella della “maternità surrogata” o “utero in affitto” “una PRATICA semplicemente ABOMINEVOLE”. Thu, 07 Apr 2016 12:33:08 +0000 Caltanissetta Supersano - "Incontri d'Autore", Simone mele presenta il suo nuovo libro https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/23295-supersano-qincontri-dautoreq-simone-mele-presenta-il-suo-nuovo-libro.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/lecce/23295-supersano-qincontri-dautoreq-simone-mele-presenta-il-suo-nuovo-libro.html Ha scritto, stampato e venduto, superando le 4 mila copie, "l'ozio è il padre dei vizi, lo zio il padre dei cugini" libretto che ha reso celebre a Lecce e provincia Simone Mele. Ha pensato di rifarlo, ed ecco che lo scorso dicembre è arrivato "Lo scemo del villaggio", giochi di parole che muovono il sorriso pescando nella ricchezza della lingua italiana, calembour, un'ironia giocosa e disincantata. "Lo scemo del villaggio" ha poi conquistato i famosi inviati di Striscia la notizia Fabio e Mingo ed è diventato l'inviato dal Salento per "Luciano - L'Amaro Quotidiano" in onda su Telenorba. Le sue battaglie, per lo più contro le nevrosi del linguaggio e del pensiero, sono anche su Facebook e su youtube. Sabato 9 aprile alle ore 19 Simone Mele sarà ospite della rassegna "incontri d'Autore" organizzata dall'associazione "Fuori dal Comune" nella suggestiva cornice di Palazzo Ferrazzi in via Vittorio Emanuele 109 per presentare il suo ultimo libro. Dialoga con l'autore Antonio Merico. CHI E’ SIMONE MELE Classe '71. Dopo tumultuosi anni da liceale e svariati colpi accademici a vuoto si tuffa da autodidatta in studi matti e disperatissimi non disdegnando la strada come palestra di vita. Civetta con la filosofia orientale accarezzando l'idea di diventare monaco zen e ritirarsi di buon grado. Coltiva da sempre il calembour e l'ironia come arma di difesa nei confronti degli stereotipi e dei luoghi comuni. Dall'amore per il lessico nasce la sua prima opera "L'ozio è il padre dei vizi, lo zio è il padre dei cugini” Caso editoriale locale. Dal successo del libro inizia un avventura nel mondo della comicità. Sketch e cabaret diventano dei contenitori nei quali il Mele ha la possibilità di raccontare le sue storie che diventano un format dal titolo paradigmatico LO SCEMO DEL VILLAGGIO anche titolo della sua seconda fatica. Thu, 07 Apr 2016 05:42:43 +0000 Lecce Cosa disarma l'Occidente di fronte all'aggressione del mondo islamico https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23222 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23222 Neanche il tempo di piangere le vittime degli attentati di Bruxelles, che arriva un'altra mattanza ad opera di terroristi islamici. Il terrorismo islamista non si ferma neanche nella giornata della Santa Pasqua, la festa per eccellenza dei cristiani, questa volta hanno colpito il Pakistan. Un kamikaze talebano a Lahore, si fa esplodere in mezzo a un parco gremito di famiglie e bambini che stavano celebrando la Pasqua. A terra restano per il momento 72 morti e 300 feriti. Quindi non è vero quello che scrive certa intellighenzia e vari gazzettieri: i terroristi islamisti reagiscono perchè noi occidentali andiamo da loro a gettare bombe. Non mi risulta che in Pakistan i cristiani fanno la guerra ai musulmani. L'Islam radicale esporta la guerra in tutto il mondo. Il Foglio del 24 marzo scorso, riporta una intervista del quotidiano francese Le Figarò, al filosofo Pascal Bruckner, commentando gli attentati multipli che hanno investito Bruxelles, ha detto:“L'Islam radicale sta esportando la sua sporca guerra in tutto il mondo. Dalla California alla Cina, passando per i paesi dell'Africa occidentale. La sua follia mortifera si vuole imporre a tutti gli esseri umani. E' una guerra mondiale, seppure un po' particolare”.Il filosofo critica un certo atteggiamento di noi occidentali,“che siamo incapaci di pensare a una guerra totale, di cui le prime vittime sono civili, tutti colpevoli per il solo fatto di esistere”.E' chiaro che non bisogna fare confusione con l'Islam intero, sappiamo che la maggioranza non sono terroristi, gli ultrafondamentalisti islamici che fanno uso del terrore sono una minoranza. Certo è però che questi“soldati dell'Apocalisse sono innanzitutto dei credenti, e noi dobbiamo considerarli come tali”. Anche il filosofo dà conto dell'atteggiamento arrendevole degli europei, e descrive la verità crudele, dove sia“gli eletti di destra come quelli di sinistra, in Belgio come in Francia, attraverso sistemi clientelari hanno negoziato con le associazioni culturali, gli imam e i capipopolo. Hanno lasciato che si costituissero non tanto delle zone di non-diritto, quanto delle zone dove vige un altro diritto, un mix di sharia e codice d'onore”. Sembra che i nostri governanti, spesso svolgono il ruolo degli utili idioti del terrorismo, così come a suo tempo c'erano gli utili idioti del comunismo. La malattia interiore dell'Europa. A proposito di una certa arrendevole cultura presente in Occidente, c'è un interessante editoriale su LaNuovaBQ.it. di Stefano Fontana. La nostra Europa, oltre a soffrire una forte crisi economica, soffre di una terribile malattia interiore, che può essere sintetizzata nella mancanza di certezze, di fiducia, di speranza e di verità. “Ciò che disarma l’Occidente - scrive Fontana - è la sua filosofia di vita e in particolare il modo in cui considera la religione e le religioni. É questo che lo rende debole e vulnerabile e che spiega come sia possibile che esso si sia creato dei nemici in casa e accetti di essere colonizzato dall’interno”. (S. Fontana, Il relativismo che apre la porte alla loro dominazione, 25.3.16, LaNuovaBQ.it) L'articolo riprende gli atti de “L’Osservatorio Cardinale Van Thuân” che ha appena pubblicato due testi sul problema delle “Nuove guerre di religione”: il VII Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo dal titolo Guerre di religione, guerre alla religione e il libro Le Nuove guerre di religione (Cantagalli). Qui si sostiene che “l’Occidente fa una sua guerra alla religione e, in questo modo, si disarma di fronte agli attacchi terroristici a sfondo religioso, soprattutto quelli di matrice islamica. Si sa che dietro questi fenomeni non c’è solo la religione, ma è superficiale negare che lo jihadismo sia una religione”. La guerra in Europa contro la religione cristiana. Gli studi dell'Osservatorio mettono in evidenza che in Occidente e in particolare in Europa è stata condotta una guerra contro la religione cristiana e cattolica in particolare. In pratica si è lavorato“sodo per espellere Dio dalla pubblica piazza. Ha approvato leggi e prodotto politiche di vera e propria messa fuori legge del cristianesimo. In cambio, si trova il territorio delle proprie città occupato da gruppi religiosi e nei quartieri delle sue metropoli si formano le leve dei suoi giustizieri. In ciò l’Occidente è stato anche fortemente aiutato dai cattolici stessi che hanno interpretato tutto ciò come esempio di una sana laicità. Si sono limitati a denunciare le forme più estreme di laicismo e intanto la laicità si trasformava in laicismo sistematico sotto i loro occhi e con la loro collaborazione”. Monsignor Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste e presidente dell'Osservatorio Van Thuan, intervistato sull'argomento ha detto:“La guerra, a parte alcuni casi particolari che la morale cattolica ha sempre contemplato, non è conforme a ragione e ancora meno lo è la violenza scriteriata dei nuovi califfati e di chi sta loro dietro. Le guerre terroristiche, le guerre asimmetriche, le guerre che colpiscono i civili, le guerre che vendono e violentano le donne e i bambini non vengono dal vero Dio. Al contrario, viene dal vero Dio la religione dei martiri cristiani che in tutto il mondo sono vittime di una guerra non dichiarata – come sono ormai tutte le guerre dei nostri giorni. La religione cristiana si dimostra “dal volto umano”, come disse Benedetto XVI a Verona nel 2006, anche per questo: è testimoniata dai martiri e non dai carnefici”. Inoltre l'arcivescovo sempre rispondendo alle domande afferma:“L’autorità politica dovrebbe distinguere tra le religioni, anche a seguito della triste realtà delle nuove guerre di religione. Ma non lo fa, e continua a porre sullo stesso piano tutte le religioni, considerandole tutte come qualcosa di irrazionale. In questo modo, l’autorità politica non corre in aiuto dei cristiani perseguitati nelle varie parti del mondo, accoglie indiscriminatamente nel proprio territorio le varie religioni senza tenere in conto le esigenze del bene comune, non protegge al proprio interno la religione cristiana, che pure è fortemente intrecciata con la storia e la civiltà occidentali. Pertanto, l’autorità politica rinuncia a porsi il problema della verità (o falsità) umana delle religioni e nei loro confronti si pone quindi come moralmente “disarmata”. E’ per questo che essa importa le nuove guerre di religione nei propri confini, ospita e assistenzializza comunità religiose non integrate e addirittura antagoniste, coltiva dentro le proprie case i terroristi immigrati di terza generazione”. Per difederci non basta la libertà serve la Verità. La lotta al cristianesimo ci ha evirato e non sappiamo più rendere ragione dei nostri valori, così “le richieste fatte ai nuovi arrivati sono sempre più ridotte, quasi minime o addirittura inesistenti,perché la ragione politica occidentale, non più sostenuta dalla religione cristiana alla quale ha dichiarato guerra, ha perso la passione della verità e non riesce più a pretendere dai nuovi arrivati il rispetto di nessuno dei suoi valori legati alla persona, alla famiglia, alla vita sociale e politica. Anzi, cede e riforma le proprie stesse leggi in funzione delle esigenze religiose dei nuovi cittadini d’importazione, al punto da immettere elementi di legge islamica nei propri ordinamenti giuridici. Del resto come potrebbe essere altrimenti se a demolire i propri valori è stata dapprima proprio la nostra società occidentale? Dopo aver distrutto la famiglia con quali argomenti si può dire no alla poligamia?” Infatti nessuno sa ormai quali sono i nostri valori, i politici si attaccano al valore della libertà. - scrive Fontana - Ma la concezione occidentale della libertà è proprio il nostro tallone d’Achille, é lì il varco non controllato dove passa di tutto. Altro che Schengen. È impossibile trovare la forza morale per difendere una libertà vuota di contenuti come la nostra. Nessuno è disposto a soffrire, lottare o morire per un involucro vuoto”. Pertanto oggi l'Europa per valutare le visioni della vita, o le religioni, la libertà non basta, ha bisogno della Verità, un concetto che l’Occidente ha dimenticato ormai da molto tempo. Per la verità sì che la gente può essere disposta a soffrire, lottare e anche morire. Tra l'altro,“la verità sì ci permetterebbe di accogliere e di integrare veramente. In questo modo, invece, si crea un panico che va a discapito della vera accoglienza e della vera integrazione. Non c’è integrazione senza porre dei limiti all’integrazione. Se non ci sono limiti vuol dire che non ci sono nemmeno criteri. E i criteri, come i limiti, sono prima di tutto interiori. L’Europa è debole dentro”. Qualcuno ha scritto su facebook, "di cosa dobbiamo avere più paura, dopo gli attentati in Belgio? Probabilmente le immagini peggiori non sono quelle dell’aeroporto di Bruxelles devastato, del fumo, delle ambulanze, dei feriti sanguinanti. No, forse la scena più spaventosa sono le campane dell’Università Cattolica di Lovanio che suonano Imagine di John Lennon, che ha pensato di reagire non con una qualche manifestazione di preghiera o un momento accademico di discussione, ma, incredibilmente, facendo suonare questa canzone che è “l’esatta colonna sonora di questa società senza identità, senza valori, senza religione...”   Wed, 30 Mar 2016 15:22:35 +0000 ROOT Cosa disarma l'Occidente di fronte all'aggressione del mondo islamico https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23222 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=23222 Neanche il tempo di piangere le vittime degli attentati di Bruxelles, che arriva un'altra mattanza ad opera di terroristi islamici. Il terrorismo islamista non si ferma neanche nella giornata della Santa Pasqua, la festa per eccellenza dei cristiani, questa volta hanno colpito il Pakistan. Un kamikaze talebano a Lahore, si fa esplodere in mezzo a un parco gremito di famiglie e bambini che stavano celebrando la Pasqua. A terra restano per il momento 72 morti e 300 feriti. Quindi non è vero quello che scrive certa intellighenzia e vari gazzettieri: i terroristi islamisti reagiscono perchè noi occidentali andiamo da loro a gettare bombe. Non mi risulta che in Pakistan i cristiani fanno la guerra ai musulmani. L'Islam radicale esporta la guerra in tutto il mondo. Il Foglio del 24 marzo scorso, riporta una intervista del quotidiano francese Le Figarò, al filosofo Pascal Bruckner, commentando gli attentati multipli che hanno investito Bruxelles, ha detto:“L'Islam radicale sta esportando la sua sporca guerra in tutto il mondo. Dalla California alla Cina, passando per i paesi dell'Africa occidentale. La sua follia mortifera si vuole imporre a tutti gli esseri umani. E' una guerra mondiale, seppure un po' particolare”.Il filosofo critica un certo atteggiamento di noi occidentali,“che siamo incapaci di pensare a una guerra totale, di cui le prime vittime sono civili, tutti colpevoli per il solo fatto di esistere”.E' chiaro che non bisogna fare confusione con l'Islam intero, sappiamo che la maggioranza non sono terroristi, gli ultrafondamentalisti islamici che fanno uso del terrore sono una minoranza. Certo è però che questi“soldati dell'Apocalisse sono innanzitutto dei credenti, e noi dobbiamo considerarli come tali”. Anche il filosofo dà conto dell'atteggiamento arrendevole degli europei, e descrive la verità crudele, dove sia“gli eletti di destra come quelli di sinistra, in Belgio come in Francia, attraverso sistemi clientelari hanno negoziato con le associazioni culturali, gli imam e i capipopolo. Hanno lasciato che si costituissero non tanto delle zone di non-diritto, quanto delle zone dove vige un altro diritto, un mix di sharia e codice d'onore”. Sembra che i nostri governanti, spesso svolgono il ruolo degli utili idioti del terrorismo, così come a suo tempo c'erano gli utili idioti del comunismo. La malattia interiore dell'Europa. A proposito di una certa arrendevole cultura presente in Occidente, c'è un interessante editoriale su LaNuovaBQ.it. di Stefano Fontana. La nostra Europa, oltre a soffrire una forte crisi economica, soffre di una terribile malattia interiore, che può essere sintetizzata nella mancanza di certezze, di fiducia, di speranza e di verità. “Ciò che disarma l’Occidente - scrive Fontana - è la sua filosofia di vita e in particolare il modo in cui considera la religione e le religioni. É questo che lo rende debole e vulnerabile e che spiega come sia possibile che esso si sia creato dei nemici in casa e accetti di essere colonizzato dall’interno”. (S. Fontana, Il relativismo che apre la porte alla loro dominazione, 25.3.16, LaNuovaBQ.it) L'articolo riprende gli atti de “L’Osservatorio Cardinale Van Thuân” che ha appena pubblicato due testi sul problema delle “Nuove guerre di religione”: il VII Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo dal titolo Guerre di religione, guerre alla religione e il libro Le Nuove guerre di religione (Cantagalli). Qui si sostiene che “l’Occidente fa una sua guerra alla religione e, in questo modo, si disarma di fronte agli attacchi terroristici a sfondo religioso, soprattutto quelli di matrice islamica. Si sa che dietro questi fenomeni non c’è solo la religione, ma è superficiale negare che lo jihadismo sia una religione”. La guerra in Europa contro la religione cristiana. Gli studi dell'Osservatorio mettono in evidenza che in Occidente e in particolare in Europa è stata condotta una guerra contro la religione cristiana e cattolica in particolare. In pratica si è lavorato“sodo per espellere Dio dalla pubblica piazza. Ha approvato leggi e prodotto politiche di vera e propria messa fuori legge del cristianesimo. In cambio, si trova il territorio delle proprie città occupato da gruppi religiosi e nei quartieri delle sue metropoli si formano le leve dei suoi giustizieri. In ciò l’Occidente è stato anche fortemente aiutato dai cattolici stessi che hanno interpretato tutto ciò come esempio di una sana laicità. Si sono limitati a denunciare le forme più estreme di laicismo e intanto la laicità si trasformava in laicismo sistematico sotto i loro occhi e con la loro collaborazione”. Monsignor Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste e presidente dell'Osservatorio Van Thuan, intervistato sull'argomento ha detto:“La guerra, a parte alcuni casi particolari che la morale cattolica ha sempre contemplato, non è conforme a ragione e ancora meno lo è la violenza scriteriata dei nuovi califfati e di chi sta loro dietro. Le guerre terroristiche, le guerre asimmetriche, le guerre che colpiscono i civili, le guerre che vendono e violentano le donne e i bambini non vengono dal vero Dio. Al contrario, viene dal vero Dio la religione dei martiri cristiani che in tutto il mondo sono vittime di una guerra non dichiarata – come sono ormai tutte le guerre dei nostri giorni. La religione cristiana si dimostra “dal volto umano”, come disse Benedetto XVI a Verona nel 2006, anche per questo: è testimoniata dai martiri e non dai carnefici”. Inoltre l'arcivescovo sempre rispondendo alle domande afferma:“L’autorità politica dovrebbe distinguere tra le religioni, anche a seguito della triste realtà delle nuove guerre di religione. Ma non lo fa, e continua a porre sullo stesso piano tutte le religioni, considerandole tutte come qualcosa di irrazionale. In questo modo, l’autorità politica non corre in aiuto dei cristiani perseguitati nelle varie parti del mondo, accoglie indiscriminatamente nel proprio territorio le varie religioni senza tenere in conto le esigenze del bene comune, non protegge al proprio interno la religione cristiana, che pure è fortemente intrecciata con la storia e la civiltà occidentali. Pertanto, l’autorità politica rinuncia a porsi il problema della verità (o falsità) umana delle religioni e nei loro confronti si pone quindi come moralmente “disarmata”. E’ per questo che essa importa le nuove guerre di religione nei propri confini, ospita e assistenzializza comunità religiose non integrate e addirittura antagoniste, coltiva dentro le proprie case i terroristi immigrati di terza generazione”. Per difederci non basta la libertà serve la Verità. La lotta al cristianesimo ci ha evirato e non sappiamo più rendere ragione dei nostri valori, così “le richieste fatte ai nuovi arrivati sono sempre più ridotte, quasi minime o addirittura inesistenti,perché la ragione politica occidentale, non più sostenuta dalla religione cristiana alla quale ha dichiarato guerra, ha perso la passione della verità e non riesce più a pretendere dai nuovi arrivati il rispetto di nessuno dei suoi valori legati alla persona, alla famiglia, alla vita sociale e politica. Anzi, cede e riforma le proprie stesse leggi in funzione delle esigenze religiose dei nuovi cittadini d’importazione, al punto da immettere elementi di legge islamica nei propri ordinamenti giuridici. Del resto come potrebbe essere altrimenti se a demolire i propri valori è stata dapprima proprio la nostra società occidentale? Dopo aver distrutto la famiglia con quali argomenti si può dire no alla poligamia?” Infatti nessuno sa ormai quali sono i nostri valori, i politici si attaccano al valore della libertà. - scrive Fontana - Ma la concezione occidentale della libertà è proprio il nostro tallone d’Achille, é lì il varco non controllato dove passa di tutto. Altro che Schengen. È impossibile trovare la forza morale per difendere una libertà vuota di contenuti come la nostra. Nessuno è disposto a soffrire, lottare o morire per un involucro vuoto”. Pertanto oggi l'Europa per valutare le visioni della vita, o le religioni, la libertà non basta, ha bisogno della Verità, un concetto che l’Occidente ha dimenticato ormai da molto tempo. Per la verità sì che la gente può essere disposta a soffrire, lottare e anche morire. Tra l'altro,“la verità sì ci permetterebbe di accogliere e di integrare veramente. In questo modo, invece, si crea un panico che va a discapito della vera accoglienza e della vera integrazione. Non c’è integrazione senza porre dei limiti all’integrazione. Se non ci sono limiti vuol dire che non ci sono nemmeno criteri. E i criteri, come i limiti, sono prima di tutto interiori. L’Europa è debole dentro”. Qualcuno ha scritto su facebook, "di cosa dobbiamo avere più paura, dopo gli attentati in Belgio? Probabilmente le immagini peggiori non sono quelle dell’aeroporto di Bruxelles devastato, del fumo, delle ambulanze, dei feriti sanguinanti. No, forse la scena più spaventosa sono le campane dell’Università Cattolica di Lovanio che suonano Imagine di John Lennon, che ha pensato di reagire non con una qualche manifestazione di preghiera o un momento accademico di discussione, ma, incredibilmente, facendo suonare questa canzone che è “l’esatta colonna sonora di questa società senza identità, senza valori, senza religione...”   Wed, 30 Mar 2016 15:22:35 +0000 ROOT Agrigento - Venerdì doppio appuntamento con Le Soste di Ulisse https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/23004-agrigento-venerdi-doppio-appuntamento-con-le-soste-di-ulisse.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/23004-agrigento-venerdi-doppio-appuntamento-con-le-soste-di-ulisse.html Venerdì 11 marzo una giornata da non perdere per appassionati e gourmet della città dei Templi. Gli chef de Le Soste di Ulisse,  l’associazione che riunisce i migliori ristoranti gourmet e gli charme hotel della Sicilia si riuniranno per la prima volta ad Agrigento per un doppio imperdibile appuntamento. Alle 18,00, in occasione della Sagra del Mandorlo in Fiore 2016, gli chef Pino Cuttaia, Angelo Treno e Damiano Ferraro al PalaFOOD parleranno dell'uso della mandorla nella cucina gourmet. Alle 20,00 appuntamento all’Hotel Villa Athena di Agrigento, nell’ incantevole cornice della Valle dei Templi per un evento esclusivo per celebrare l’eccellenza enogastronomia siciliana, interpretata da quattro grandi chef siciliani. Si comincia con un aperitivo sulla terrazza che si affaccia sull’imponente Tempio della Concordia , poi la cena all’interno del ristorante La Terrazza degli Dei. Per la prima volta quattro grandi chef insieme per sorprendere con piatti inediti per un menù dal sapore innovativo, per celebrare la bellezza della Valle dei Templi, riconosciuta dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità. Lo chef due stelle Michelin Pino Cuttaia de La Madia di Licata, Damiano Ferraro del ristorante Capitolo Primo di Montallegro; Salvatore Gambuzza executive chef della Terrazza degli Dei dell’Hotel Villa Athena ed Angelo Treno del ristorante AL Fogher di Piazza Armerina, in abbinamento si potranno degustare i vini dell’azienda Firriato. In un contesto di natura ed archeologia di importanza mondiale, la professionalità degli chef da una parte e l’eccellenza della materia prima dall’altra, in un connubio straordinario. L’hotel Villa Athena e Le Soste di Ulisse con questo evento intendono promuovere la cucina d’autore della Sicilia, che negli ultimi anni ha visto crescere notevolmente la qualità della propria offerta gastronomica ed il numero dei ristoranti che hanno ottenuto importanti riconoscimenti. Wed, 09 Mar 2016 15:55:43 +0000 Agrigento Agrigento, da ENOtria i prodotti di eccellenza de La Perla del Sud https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/22993-agrigento-da-enotria-i-prodotti-di-eccellenza-de-la-perla-del-sud.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/22993-agrigento-da-enotria-i-prodotti-di-eccellenza-de-la-perla-del-sud.html Dal pomodoro Datterino, alla Melanzana Perlina, dal pomodoro black chocolate al ciliegino. Questi ed altri prodotti, come il concentrato di datterino arricchiranno il gustoso menu di ENOtria per una serata esclusiva all’insegna del gusto. L’enoteca di Via Atenea dedicherà sabato 12 marzo una serata ai prodotti che meglio esprimono la forza e la brillantezza del sole di Sicilia; il tutto, come sempre, accompagnato da ottimi vini selezionati da ENOtria. La parmigiana, una delle ricette della cucina siciliana, più conosciute ed apprezzate sarà proposta in diverse versioni per andare incontro ai gusti di tutti. Inoltre anche delle proposte originali dai cocktail ai panini, alle insalate, per valorizzare al meglio i prodotti de La Perla del Sud, a cominciare dalla Melanzana Perlina, una piccolissima melanzana che pesa appena 35 grammi, dalla buccia sottile e la forma allungata, nata da un progetto di miglioramento della melanzana ragusana. La Perla del Sud è un’azienda agricola interamente a conduzione familiare, specializzata nella produzione orticola (raccolta, confezionamento e commercializzazione dei prodotti). Il pregio di questo tipo di gestione risiede sia nel recupero di sistemi di coltivazione caduti in disuso, sia nella possibilità di acquisire quelle innovazioni del processo produttivo in sintonia con scelte che privilegiano la qualità. Gli ortaggi vengono coltivati in serre, che si estendono su di una superficie di circa 30.000 mq. L’azienda si trova nella Sicilia Sud-Orientale, nel territorio di Vittoria, in provincia di Ragusa; le serre in cui nostri prodotti sono coltivate si trovano tra Ragusa e Santa Croce Camerina, dove avviene anche il confezionamento dei prodotti. Il territorio, caratterizzato da un clima mite e da una elevata insolazione consente di produrre, anche in inverno, ortaggi di elevata qualità. La gamma di prodotti comprende che verranno presentati nel corso della serata comprende: il pomodorino datterino, il pomodorino ciliegino, il pomodoro vesuviano e il ramato. il peperone a polpa spessa verde, giallo e rosso; la melanzana tonda, lunga e tonda viola e, fiore all’occhiello della nostra produzione, la Baby melanzana “Perlina”, un ortaggio che pesa in media 35 grammi, dalla buccia sottile e la forma allungata, che nasce da un progetto di miglioramento della melanzana ragusana.   Wed, 09 Mar 2016 09:47:34 +0000 Agrigento Eclettica riapre la vecchia pista di pattinaggio chiusa da 15 anni, il M5S Sicilia finanzia il progetto con 120 mila euro a fondo perduto https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/22853-eclettica-riapre-la-vecchia-pista-di-pattinaggio-chiusa-da-15-anni-il-m5s-sicilia-finanzia-il-progetto-con-120-mila-euro-a-fondo-perduto.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/caltanissetta/22853-eclettica-riapre-la-vecchia-pista-di-pattinaggio-chiusa-da-15-anni-il-m5s-sicilia-finanzia-il-progetto-con-120-mila-euro-a-fondo-perduto.html La pista di pattinaggio, grande oltre 3000 mq e chiusa da 15 anni, viene restituita alla collettività. L’area non più abbandonata (accanto la piscina), riprende vita con il Cantiere Party di eCLettica, domenica 21 febbraio, dalle ore 16, in via Rochester, a Caltanissetta. Si tratta del progetto vincitore del concorso di idee Boom Polmoni Urbani, promosso dal MoVimento 5 Stelle Sicilia in collaborazione con Farm Cultural Park di Favara. Street Factory eCLettica aprirà poi al pubblico tra pochi mesi (finiti i lavori di adeguamento). All’associazione eCLettica vanno 120 mila euro a fondo perduto che saranno erogati a tranche annuali di 40 mila euro; l’iniziativa è finanziata con le somme cui rinunciano mensilmente i deputati a sala d’Ercole. “Boom Polmoni Urbani – affermano le deputate Cinquestelle che più da vicino hanno seguito tutta l’operazione Gianina Ciancio e Claudia La Rocca – è un’esperienza molto importante per noi, ci ha dato la prova che ci sono siciliani che vogliono mettersi in gioco e che non vogliono vivere di assistenzialismo, i vincitori hanno tutte le carte in regola per innescare un circolo virtuoso, per portare avanti uno sviluppo reale”. La vecchia pista di pattinaggio viene riqualificata come piattaforma pioneristica ricreativa,  il progetto intende realizzare un polo attrattivo sportivo-culturale e di aggregazione sociale a Caltanissetta, attraverso la riqualifica dell’impianto in disuso, integrandone all’interno lo skatepark comunale, anch’esso in totale degrado poiché ubicato in un’area inadatta e mai gestita. Oltre all’ambito di intervento sportivo, l’idea mira ad un connubio artistico-culturale realizzando una “Street Factory”, la prima nel suo genere in Italia e in tutta Europa. Il programma di domenica prevede la presentazione del progetto, dalle 16; e quindi, degustazioni “cusipodarisiduna” e “cuvolirestariresta”. Protagonisti del pomeriggio gli sport di strada, skate, pattini, bmx, hockey, basket, free climbing. Sarà previsto una spazio dedicato alle diverse forme d’arte e quindi la galleria e giardino d’arte, street art, scultura, installazioni, arredo urbano, videoproiezioni, musica. E inoltre, un’area sarà dedicata in modo permanente al green con la micro filiera a km0, orti urbani, aiuole didattiche, chiosco genuino, conferimento cittadino di raccolta materiali di riuso e riciclo ed energia rinnovabile. Eclettica si avvale di altri partners quali Prism promozione internazionale Sicilia-mondo, il Comune di Caltanissetta, Slow Food Enna e Caltanissetta, Push IT Rosk & Loste, Chilometro7, Sale&Pepe, l’iIng. Donato Mancuso, Red Fox Hockey, AlterErgo Factory, Hitechsolutions Randazzo Michele. Per info scrivere a info@streetfactory.it, o consultare il sito www.streetfactory.it. Ricordiamo che il progetto di Eclettica si è classifico al primo posto del concorso Boom Polmoni Urbani, ed è stato selezionato da una giuria esterna di professionisti composta da Caterina Seia, esperta in economia della cultura, dal giornalista Emilio Casalini e da Annibale D’Elia, esperto di innovazione sociale e politiche giovanili. In totale i progetti finanziati sono tre, gli altri due rispettivamente a Mazara del Vallo, “Periferica”, e  a Catania, “Trame di quartiere”, vengono fuori da una scrematura che ha visto ai blocchi di partenza oltre 120 proposte progettuali. Sat, 20 Feb 2016 15:28:58 +0000 Caltanissetta Le tradizioni siciliane alla Sagra del Mandorlo in Fiore https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/22827-le-tradizioni-siciliane-alla-sagra-del-mandorlo-in-fiore.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/22827-le-tradizioni-siciliane-alla-sagra-del-mandorlo-in-fiore.html Il secondo weekend della Sagra del Mandorlo in Fiore di Agrigento, che ha preso il in via lo scorso 11 febbraio e che continuerà fino al prossimo 13 marzo, sarà dedicato alle tradizioni siciliane ed alla siciliani, come le sue migliori espressioni artistiche e culturali.Sabato 20 febbraio al PalaMandorlo saranno di scena gli episodi dei cicli epici tradizionali con le colorate marionette tradizionali dell’Opera dei Pupi, con due intensi spettacoli che si terranno alle ore 9,00 ed alle ore 11,00.Dalle 16,30 le vie cittadine saranno invase dalla gioiosa quanto contagiosa sonorità folcloristica siciliana. Gruppi folcloristici siciliani, nei costumi tradizionali, sfileranno per le strade di Agrigento, per poi alle 21,00 salire sul palco del PalaMandorlo, per un’esibizione che porterà in scena le musiche ed i balli tradizionali siciliani.Domenica 21 febbraio dalle ore 10,00 la Festa dei Carretti Siciliani. Decine di carretti, provenienti da tutta la Sicilia, invaderanno le strade di Agrigento per rivitalizzare le antiche tradizioni siciliane.I cocchieri, che indosseranno i tradizionali costumi siciliani, guideranno la sfilata dei carretti in legno, costruiti e dipinti a mano dai valenti maestri siciliani, verranno trainati da maestosi cavalli parati a festa, con scintillanti e colorati addobbi.I carretti siciliani saranno preceduti dai gruppi folcloristici siciliani, provenienti da tutta la Sicilia, e seguiti da un corteo di cavali Andalusi e Frisoni.Dalle 14,00, inoltre, sarà possibile ammirare i carretti che rimarranno in esposizione fino alle ore 18,00.Alle ore 16,00 in scena i gruppi folcloristici siciliani che si esibiranno al PalaMandorlo in un travolgente spettacolo folcloristico tradizionale.Sabato e domenica, inoltre, presso il PalaFOOD, di Piazza Vittorio Emanuele, dalle 19,00 alle 23,00 sarà possibile degustare le migliori espressioni dello street food siciliano.15 febbraio 2016Sagra del mandorlo in Fiore 2016SABATO 209,00 – Opera dei Pupi PalaMandorlo11,00 - Opera dei Pupi PalaMandorlo16,30 – Sfilata dei gruppi folk siciliani da piazza Pirandello a piazza Cavour21,00 –  Esibizione di gruppi folk siciliani PalaMandorlo (ingresso libero)Dalle 19,00 alle 23,30 – Street food siciliano – PalaFOOD (Piazza Vittorio Emanuele)DOMENICA 2110,00 – Sfilata dei gruppi folk e dei carretti siciliani. Corteo di cavalli Andalusi e Frisoni da piazza Pirandello a piazza CavourDalle 14,00 alle 18.,00 – Esposizione dei carretti e degli addobbi- piazza Vittorio Emanuele16,00- Esibizione di gruppi folk siciliani PalaMandorlo (ingresso libero)Dalle 19,00 alle 23,30 – Street food siciliano – PalaFOOD (Piazza Vittorio Emanuele) Tue, 16 Feb 2016 17:37:24 +0000 Agrigento Tutto pronto per l'inizio della Sagra del Mandorlo in Fiore 2016 https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/22755-tutto-pronto-per-linizio-della-sagra-del-mandorlo-in-fiore-2016.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/sicilia/agrigento/22755-tutto-pronto-per-linizio-della-sagra-del-mandorlo-in-fiore-2016.html Tutto pronto per l'inizio della Sagra del Mandorlo in Fiore 2016 che prenderà il via giovedì con il Festival Internazionale “I Bambini del Mondo”. Ma sarà un gesto di solidarietà a dare il via al Festival: i ragazzi del gruppo della Russia, “Eralash” di Cheliabinsk alle ore 10, 00 di domani (mercoledì 10 febbraio) faranno visita ai bambini ricoverati presso il Reparto di Pediatria dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento dove porteranno un sorriso, una carezza ed anche momenti di folklore. “Un bel gesto da parte degli organizzatori del Festival con i quali abbiamo da anni istaurato una alleanza”. A dichiararlo Giuseppe Gramaglia  Primario del Reparto di Pediatria.“Grazie ai Bambini del Mondo - continua Gramaglia - anche in ospedale arriva la Sagra, portando un po’ di allegria ma anche amore per i nostri piccoli degenti”. “I Bambini del mondo sono pronti ad aprire la Sagra del Mandorlo in Fiore 2016, coniugando il folklore con la promozione umana e sociale per difendere i diritti dei minori e per continuare a diffondere nel mondo i grandi valori della  pace, della fratellanza e della concordia tra  popoli”.  A dichiararlo Giovanni Di Maida, co-fondatore e presidente del Festival.Sono sette i gruppi internazionali partecipanti che arrivano da: Albania, Artistic Ensemble  “Kaltersia” di Tirana; Bulgaria, Dance Ensemble “ Plamache” di Sofia; Georgia,  Children Ensemble “Merani” di Tiblisi; Corea,  “Woori -Doori” di Seul; Polonia, “Mali Gorzowiacy” di Gorzów Wielkopolski; Russia, “Eralash” di Cheliabinsk e Italia, “I Tamburellisti di Otranto”, Puglia. Con loro i gruppi agrigentini: Gergent, Oratorio Don Guanella, I Piccoli del Val D’Akragas, I Picciotti da Purtedda, Fabaria Folk  e Herbessus. Il primo appuntamento con il Festival del folklore è con le scuole agrigentine, per loro infatti, presso il PalaMandorlo di piazza Vittorio Emanuele, si terranno giovedì 11 febbraio due spettacoli, inizio ore 9,30, il primo e 11,30 il secondo, con la presenza di tutti i gruppi internazionali partecipanti e con loro anche i gruppi agrigentini. Nel pomeriggio alle ore 16,00 i gruppi internazionali partecipanti al Festival “I Bambini del Mondo”, nominati dall’Unicef, Ambasciatori di pace nel mondo, per la promozione dei grandi valori di fratellanza, solidarietà e concordia tra i popoli, saranno ricevuti presso il Collegio dei Filippini dal sindaco di Agrigento Lillo Firetto, per il saluto ufficiale della città.Sempre al PalaMandorlo si terranno gli spettacoli in programma venerdì 12 febbraio alle ore 9,30 e 11,30. Sempre venerdì alle ore 20,30 ancora spettacolo e l’assegnazione del “Premio: Italia, Immagini e Pensieri”, a cura della Società Dante Alighieri. Tue, 09 Feb 2016 14:08:05 +0000 Agrigento Cina, una nazione senza speranza https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22558 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22558 Il 2016 sarà l’anno in cui le mamme e i papà cinesi potranno generare il secondo figlio senza dover essere per forza ricchi burocrati disposti a pagare le multe dai 25.000 ai 100.000 euro previste dalle leggi vigenti fino all’anno scorso. Alla notizia, rilanciata qua e là, è stato dato lo stesso peso che si riserverebbe a un’azienda che dà finalmente il via libera a un incremento di produzione di macchinine. E se una simile decisione per il bilancio di un'azienda può essere sintomo di benessere, per quello di uno Stato è solo l'eco funerea di depressione e di un ambiguo rapporto con la vita. Gli ultimi dati raccontano di tredici milioni di aborti l'anno. Venticinque al secondo. Cui vanno aggiunti gli interventi di sterilizzazione di massa, 196 milioni, i "cripto aborti" e i 403 milioni di interventi per inserire dispositivi contraccettivi e abortivi intrauterini. La pianificazione familiare ideata dal governo cinese doveva essere un toccasana per l’economia dell’intera nazione, ma i conti erano stati fatti senza tener conto della realtà. Qualche anno fa persino una rivista come Time scriveva della crisi del figlio unico. «Nell’attuare il più grande esperimento di ingegneria sociale della storia umana, la Repubblica popolare ha semplicemente scambiato una bomba demografica a orologeria per un’altra». La terra che ospita un miliardo e 401 milioni di uomini avrà presto troppo poche persone o meglio, troppo poche persone del tipo giusto. Più di tre decenni di pianificazione familiare imposta dal governo, la cosiddetta politica del figlio unico, hanno ottenuto risultati al di là dei più grandiosi sogni degli artefici». Sogni che da subito proiettavano sulla parete a quadretti della democrazia, quella fatta di numeri e percentuali, le ombre d’incubi funesti. Nel 2050 un cinese su tre sarà un ultrasessantenne, e da ogni individuo in età lavorativa dipenderanno (anche pensionisticamente) sei anziani. Già da un po’ di tempo la popolazione in età lavorativa si è ridotta. E non è una cosa da poco. Non lo è per nessun posto del mondo, figuriamoci per un governo che dipende dall’abbondante manodopera. Insomma, sebbene annunciata dal primo istante, a oggi c'è l'impossibilità di sostenere in futuro il sistema pensionistico e di mantenere la base produttiva del paese e, quindi, il famoso vantaggio competitivo derivante dall'abbondanza di forza lavoro. E il modestissimo accorgimento alla violenza del figlio unico potrebbe portare al massimo a un milione di nascite in più ogni anno, «troppo poco, e troppo tardi» secondo esperti dell'Università di Pechino. Ma non è tutto qui. Gli aborti selettivi delle bambine in un Paese nel quale l'obbligo del figlio unico si affianca la preferenza per i maschi, ha saputo solo generare un irreparabile squilibrio tra i sessi. In Cina il normale rapporto tra maschi e femmine di 105 a 100, con gli aborti selettivi è stato trasformato in 119 a 100, e in alcune province addirittura a 135 maschi ogni 100 femmine. Ci sono 37 milioni di uomini di più rispetto alle donne. E questo, oltre ad aver creato i cosiddetti "villaggi degli scapoli" – dove vivono solo uomini – e i "rami nudi" – uomini che hanno interrotto definitivamente la propria discendenza –, ha dato il via libera a un vero e proprio traffico di esseri umani: donne rapite e vendute come mogli dentro e fuori il Paese. La Cina ha potuto godere, inoltre, di tutti i vantaggi di un alleato e complice della prima ora come l'agenzia dell'Onu per la questione demografica, l'Unfpa. Dal 1978 l'agenzia ha contribuito a finanziare la politica violenta del controllo delle nascite, chiudendo entrambi gli occhi per le note, palesi, e continue violazioni dei diritti umani. Nel 1983 l'Onu assegnò persino il premio al ministro per la pianificazione familiare di Pechino per la capacità di organizzare politiche di controllo delle nascite "su larga scala". Nel 1991 l'allora direttrice dell'Unfpa dichiarò che l'esperienza cinese in materia di pianificazione doveva diventare un modello. E se è in gioco la vita dell’uomo in un rapporto dalle dinamiche perverse, il credo ambientalista con il Club di Roma non può mai risultare assente. Il botanico David Bellamy nell'introduzione a The Gaia Atlas of Planet management si dedicò a un elogio per il popolo cinese che «consapevole dei limiti dell'ambiente, usa tale consapevolezza per pianificare in modo sostenibile la popolazione». La politica demografica cinese ricevette anche la benedizione del Wwf per la capacità di «persuasione nel cambiare atteggiamento verso la gravidanza». Qualsiasi tipo di commento è superfluo. La Cina, con o senza la politica del secondo figlio, è una nazione già collassata. Senza Speranza. Sat, 23 Jan 2016 17:36:58 +0000 ROOT Cina, una nazione senza speranza https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22558 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22558 Il 2016 sarà l’anno in cui le mamme e i papà cinesi potranno generare il secondo figlio senza dover essere per forza ricchi burocrati disposti a pagare le multe dai 25.000 ai 100.000 euro previste dalle leggi vigenti fino all’anno scorso. Alla notizia, rilanciata qua e là, è stato dato lo stesso peso che si riserverebbe a un’azienda che dà finalmente il via libera a un incremento di produzione di macchinine. E se una simile decisione per il bilancio di un'azienda può essere sintomo di benessere, per quello di uno Stato è solo l'eco funerea di depressione e di un ambiguo rapporto con la vita. Gli ultimi dati raccontano di tredici milioni di aborti l'anno. Venticinque al secondo. Cui vanno aggiunti gli interventi di sterilizzazione di massa, 196 milioni, i "cripto aborti" e i 403 milioni di interventi per inserire dispositivi contraccettivi e abortivi intrauterini. La pianificazione familiare ideata dal governo cinese doveva essere un toccasana per l’economia dell’intera nazione, ma i conti erano stati fatti senza tener conto della realtà. Qualche anno fa persino una rivista come Time scriveva della crisi del figlio unico. «Nell’attuare il più grande esperimento di ingegneria sociale della storia umana, la Repubblica popolare ha semplicemente scambiato una bomba demografica a orologeria per un’altra». La terra che ospita un miliardo e 401 milioni di uomini avrà presto troppo poche persone o meglio, troppo poche persone del tipo giusto. Più di tre decenni di pianificazione familiare imposta dal governo, la cosiddetta politica del figlio unico, hanno ottenuto risultati al di là dei più grandiosi sogni degli artefici». Sogni che da subito proiettavano sulla parete a quadretti della democrazia, quella fatta di numeri e percentuali, le ombre d’incubi funesti. Nel 2050 un cinese su tre sarà un ultrasessantenne, e da ogni individuo in età lavorativa dipenderanno (anche pensionisticamente) sei anziani. Già da un po’ di tempo la popolazione in età lavorativa si è ridotta. E non è una cosa da poco. Non lo è per nessun posto del mondo, figuriamoci per un governo che dipende dall’abbondante manodopera. Insomma, sebbene annunciata dal primo istante, a oggi c'è l'impossibilità di sostenere in futuro il sistema pensionistico e di mantenere la base produttiva del paese e, quindi, il famoso vantaggio competitivo derivante dall'abbondanza di forza lavoro. E il modestissimo accorgimento alla violenza del figlio unico potrebbe portare al massimo a un milione di nascite in più ogni anno, «troppo poco, e troppo tardi» secondo esperti dell'Università di Pechino. Ma non è tutto qui. Gli aborti selettivi delle bambine in un Paese nel quale l'obbligo del figlio unico si affianca la preferenza per i maschi, ha saputo solo generare un irreparabile squilibrio tra i sessi. In Cina il normale rapporto tra maschi e femmine di 105 a 100, con gli aborti selettivi è stato trasformato in 119 a 100, e in alcune province addirittura a 135 maschi ogni 100 femmine. Ci sono 37 milioni di uomini di più rispetto alle donne. E questo, oltre ad aver creato i cosiddetti "villaggi degli scapoli" – dove vivono solo uomini – e i "rami nudi" – uomini che hanno interrotto definitivamente la propria discendenza –, ha dato il via libera a un vero e proprio traffico di esseri umani: donne rapite e vendute come mogli dentro e fuori il Paese. La Cina ha potuto godere, inoltre, di tutti i vantaggi di un alleato e complice della prima ora come l'agenzia dell'Onu per la questione demografica, l'Unfpa. Dal 1978 l'agenzia ha contribuito a finanziare la politica violenta del controllo delle nascite, chiudendo entrambi gli occhi per le note, palesi, e continue violazioni dei diritti umani. Nel 1983 l'Onu assegnò persino il premio al ministro per la pianificazione familiare di Pechino per la capacità di organizzare politiche di controllo delle nascite "su larga scala". Nel 1991 l'allora direttrice dell'Unfpa dichiarò che l'esperienza cinese in materia di pianificazione doveva diventare un modello. E se è in gioco la vita dell’uomo in un rapporto dalle dinamiche perverse, il credo ambientalista con il Club di Roma non può mai risultare assente. Il botanico David Bellamy nell'introduzione a The Gaia Atlas of Planet management si dedicò a un elogio per il popolo cinese che «consapevole dei limiti dell'ambiente, usa tale consapevolezza per pianificare in modo sostenibile la popolazione». La politica demografica cinese ricevette anche la benedizione del Wwf per la capacità di «persuasione nel cambiare atteggiamento verso la gravidanza». Qualsiasi tipo di commento è superfluo. La Cina, con o senza la politica del secondo figlio, è una nazione già collassata. Senza Speranza. Sat, 23 Jan 2016 17:36:58 +0000 ROOT L'Europa o ridiventerà cristiana o diventerà musulmana https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22480 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22480 Sedici anni fa il compianto cardinale Giacomo Biffi, pronunciava un discorso articolato, abbastanza discusso, tra l'altro affermava: “Io penso che l’Europa o ridiventerà cristiana o diventerà musulmana. Ciò che mi pare senza avvenire è la “cultura del niente”, della libertà senza limiti e senza contenuti, dello scetticismo vantato come conquista intellettuale, che sembra essere l’atteggiamento dominante nei popoli europei, più o meno tutti ricchi di mezzi e poveri di verità. Questa “cultura del niente” (sorretta dall’edonismo e dalla insaziabilità libertaria) non sarà in grado di reggere all’assalto ideologico dell’islam che non mancherà: solo la riscoperta dell’avvenimento cristiano come unica salvezza per l’uomo - e quindi solo una decisa risurrezione dell’antica anima dell’Europa - potrà offrire un esito diverso a questo inevitabile confronto”. (Giacomo Biffi, “Sulla immigrazione”. Intervento al Seminario della Fondazione “Migrantes”, 30 settembre 2000) Il cardinale era consapevole che né il mondo “laico, né i “cattolici”, si rendono conto del dramma che si sta profilando nella nostra società. Non comprende soprattutto il mondo laico, che spesso si scaglia contro la Chiesa e il cristianesimo, che invece è proprio questa“l'ispiratrice più forte e la difesa più valida della civiltà occidentale e dei suoi valori di razionalità e di libertà: potrebbero accorgersene troppo tardi”. Mentre per quanto riguarda i cattolici, secondo Biffi, annacquando la propria fede, e lasciandosi suggestionare dall'ansia del dialogo a ogni costo,“inconsciamente preparano (umanamente parlando)la propria estinzione”. Biffi alla fine del suo discorso si augurava, o meglio auspicava dall'Occidente, non solo cristiano, un sussulto, un“risveglio sia della ragione sia dell'antica fede”. E' sotto gli occhi di tutti che il sussulto non c'è stato, nonostante i tanti allarmi lanciati in questi anni. Dopo l'ultimo episodio dell'aggressione alle donne a Colonia e di altre città europee, sembra che la profezia del cardinale si stia realizzando. Il direttore del giornale online, LaNuovaBQ.it, Riccardo Cascioli, vede ormai in Europa, addirittura un assalto ideologico dell'islam. E di fronte a questo assalto quello che sconvolge,“[...] è l’assoluto smarrimento delle istituzioni europee, civili e religiose, incapaci di comprendere quanto sta avvenendo, figurarsi gestire la situazione. A oltre dieci giorni dall’accaduto in Germania non c’è stata praticamente alcuna reazione visibile delle autorità nei confronti dei responsabili, soltanto le solite polemiche e qualche funzionario che perde il posto. È più forte il timore di passare per razzisti e islamofobi che non il dovere di esser giusti e responsabili del bene di tutti”.(Riccardo Cascioli, Prove tecniche di sottomissione, 12.1.16, LaNuova BQ.it). Che l'Occidente abbia paura, ed è paralizzato di fronte a ciò che sta accadendo sul proprio territorio, è un dato di fatto, anche Cascioli, riporta degli episodi sconcertanti come quello in un paese inglese, dove per anni ci sono stati dei funzionari pubblici che hanno taciuto abusi e violenze – sessuali e psicologiche – perpetrate dalla locale comunità islamica contro 1400 minorenni inglesi; e in Svezia, dove di fronte a casi analoghi a quelli accaduti a Colonia, la polizia ha nascosto per mesi la verità. Peraltro in Germania come in Inghilterra già sono stati riconosciuti i tribunali islamici (la shari'a) per contenziosi familiari, mentre nelle maggiori città europee i quartieri islamici sono off limits per le autorità locali e la poligamia è tollerata. Pertanto Cascioli registra, in tutta Europa, una vera e propria “paralisi evidente che non è semplicemente di incompetenza delle autorità, è piuttosto un’impotenza frutto di un vuoto culturale. Proprio come ha detto ieri anche papa Francesco: «L’estremismo e il fondamentalismo trovano un terreno fertile non solo in una strumentalizzazione della religione per fini di potere, ma anche nel vuoto di ideali e nella perdita d’identità – anche religiosa –, che drammaticamente connota il cosiddetto Occidente”. Per questo è evidente che in questo frangente storico, bisogna rafforzare la propria identità, difendendo i propri valori, in particolare quelli della persona e della libertà. Ma qui occorre stare attenti alle parole, per esempio la libertà della donna non è quella nata dalla rivoluzione sessuale, che peraltro ha generato altre forme di schiavitù, espresse nell'uso del corpo della donna che si fa nella pubblicità. E' evidente che“solo l’avvento del cristianesimo ha portato nella storia la pari dignità di ogni essere umano – uomini, donne, bambini, anziani, disabili – pur nella diversità dei ruoli sociali, una pari dignità sconosciuta a qualsiasi altra cultura e religione (non solo l’islam). Solo la consapevolezza di una comune appartenenza a Cristo impedisce che il rapporto tra un uomo e una donna diventi violento, che si imponga la legge del più forte, che si trasformi in possesso della femmina da parte del maschio”.(Ibidem) Non stupisce che oggi l'Europa, avendo tagliato le radici cristiane, ribaltando il vero significato della libertà e della persona, ora non sappia reagire, dando un segnale forte di fronte alle molestie e alle violenze sessuali scatenate in tante città europee. Anzi ci sono addirittura gruppi femministi europei che invitano donne di ogni fede e credo a partecipare il prossimo 1 febbraio alla Giornata mondiale del velo islamico, in solidarietà verso i musulmani e contro la presunta islamofobia dell’Europa. Sul tema è intervenuto il direttore de Il Foglio, Cerasa, ancora una volta,“si perderà un’occasione importante per capire che l’unica solidarietà non pelosa che si può offrire alle donne musulmane non è infilare retorica nella pancia gonfia della political correctness, ma è impegnarsi tutti insieme per denunciare le vergogne che vengono portate avanti, soprattutto sul corpo delle donne, in nome dell’islam. Lucia Annunziata, direttore dell’Huffington Post, giovedì scorso ha ammesso con buona dose di coraggio che “il rapporto dell’islam con le donne è un tema devastante, intriso di violenza e di politica, e non è tale solo nelle forme più estreme, nelle terre più bruciate del medioriente, nelle esperienze più allucinate e militanti delle guerre dell’Isis o del terrorismo”. Ma non c’è nulla da fare - continua Cerasa - “possono scorrere sui video tutte le immagini possibili di poligamie forzate, spose bambine, stupri seriali, infibulazioni, cristiane yazide ridotte in schiavitù, ma la paura di criticare l’islam è forte, il terrore di una reazione è enorme, l’idea di non dover “provocare”, come insegna il sindaco di Colonia, è troppo grande[...].Tuttavia il direttore de Il Foglio insiste, ” forse il primo febbraio le donne, per aiutare le donne musulmane, più che coprire dovrebbero mostrare – mostrare gli orrori. Il caso Colonia è solo l’ultimo di una serie. Il problema non è l’islam, è la sua interpretazione radicale. Ma non mostrare l’orrore, e nasconderlo, significa essere complici di un delitto. Significa prepararci ad accogliere il prossimo crimine senza essere in grado di rispondere. E se non si risponde ora, quando lo si fa?” (Claudio Cerasa, Donne e Charlie. Togliere il velo sulle violenze compiute in nome dell'Islam. Se non ora quando?, 10.1.16, Il Foglio) Indossare il velo per un giorno, una tragica preparazione al futuro. Forse il processo di sottomissione è già iniziato. Infatti, nulla sarà più come prima, visto che la sindachessa di Colonia Reker è costretta a invitare le donne a camminare per strada “tenendo un braccio di distanza dagli stranieri”, e il presidente del concistoro ebraico di Marsiglia, Zvi Ammar, ha suggerito agli ebrei della città di non girare con la kippah in testa.“Queste due reazioni segnano un cedimento strutturale della coscienza europea. Reker e Ammar hanno inconsciamente capito che l'Europa è arrivata al punto critico, che nulla sarà come prima, che, da integranti, gli europei saranno integrati, ovvero, che la cultura importata integrerà (o sostituirà) la nostra. Riconoscono, insomma, che non c'è più nulla da fare, e si adeguano o, meglio, si ritirano. Esattamente come gli inquilini dei palazzi delle varie Chinatown europee che hanno venduto i loro appartamenti agli asiatici quando hanno capito che quella strada, quel quartiere non sarà più la “loro» strada e il «loro» quartiere”. (Marco Cobianchi, “L'Europa è arrivata al punto di non ritorno, nulla sarà più come prima. Gli europei, da integranti, saranno integrati”, 14.1.16, ItaliaOggi) Ancora una volta registriamo una mancanza di reazione da parte almeno della maggioranza degli europei,“tanto è vero che a Colonia l'unica reazione significativa è stata quella dei neonazisti, non della cosiddetta «società civile». Perché? Perché la sinistra, tra la difesa della dignità delle donne e i diritti degli immigrati, ha scelto di schierarsi con questi ultimi; perché la destra, quella moderata, è intimorita dall'accusa di nazismo e/o fascismo e perché la Chiesa Cattolica vuole evitare che un oggettivo scontro di culture si trasformi in un conflitto dagli esiti imprevedibili”.(Ibidem) Sat, 16 Jan 2016 17:53:58 +0000 ROOT L'Europa o ridiventerà cristiana o diventerà musulmana https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22480 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22480 Sedici anni fa il compianto cardinale Giacomo Biffi, pronunciava un discorso articolato, abbastanza discusso, tra l'altro affermava: “Io penso che l’Europa o ridiventerà cristiana o diventerà musulmana. Ciò che mi pare senza avvenire è la “cultura del niente”, della libertà senza limiti e senza contenuti, dello scetticismo vantato come conquista intellettuale, che sembra essere l’atteggiamento dominante nei popoli europei, più o meno tutti ricchi di mezzi e poveri di verità. Questa “cultura del niente” (sorretta dall’edonismo e dalla insaziabilità libertaria) non sarà in grado di reggere all’assalto ideologico dell’islam che non mancherà: solo la riscoperta dell’avvenimento cristiano come unica salvezza per l’uomo - e quindi solo una decisa risurrezione dell’antica anima dell’Europa - potrà offrire un esito diverso a questo inevitabile confronto”. (Giacomo Biffi, “Sulla immigrazione”. Intervento al Seminario della Fondazione “Migrantes”, 30 settembre 2000) Il cardinale era consapevole che né il mondo “laico, né i “cattolici”, si rendono conto del dramma che si sta profilando nella nostra società. Non comprende soprattutto il mondo laico, che spesso si scaglia contro la Chiesa e il cristianesimo, che invece è proprio questa“l'ispiratrice più forte e la difesa più valida della civiltà occidentale e dei suoi valori di razionalità e di libertà: potrebbero accorgersene troppo tardi”. Mentre per quanto riguarda i cattolici, secondo Biffi, annacquando la propria fede, e lasciandosi suggestionare dall'ansia del dialogo a ogni costo,“inconsciamente preparano (umanamente parlando)la propria estinzione”. Biffi alla fine del suo discorso si augurava, o meglio auspicava dall'Occidente, non solo cristiano, un sussulto, un“risveglio sia della ragione sia dell'antica fede”. E' sotto gli occhi di tutti che il sussulto non c'è stato, nonostante i tanti allarmi lanciati in questi anni. Dopo l'ultimo episodio dell'aggressione alle donne a Colonia e di altre città europee, sembra che la profezia del cardinale si stia realizzando. Il direttore del giornale online, LaNuovaBQ.it, Riccardo Cascioli, vede ormai in Europa, addirittura un assalto ideologico dell'islam. E di fronte a questo assalto quello che sconvolge,“[...] è l’assoluto smarrimento delle istituzioni europee, civili e religiose, incapaci di comprendere quanto sta avvenendo, figurarsi gestire la situazione. A oltre dieci giorni dall’accaduto in Germania non c’è stata praticamente alcuna reazione visibile delle autorità nei confronti dei responsabili, soltanto le solite polemiche e qualche funzionario che perde il posto. È più forte il timore di passare per razzisti e islamofobi che non il dovere di esser giusti e responsabili del bene di tutti”.(Riccardo Cascioli, Prove tecniche di sottomissione, 12.1.16, LaNuova BQ.it). Che l'Occidente abbia paura, ed è paralizzato di fronte a ciò che sta accadendo sul proprio territorio, è un dato di fatto, anche Cascioli, riporta degli episodi sconcertanti come quello in un paese inglese, dove per anni ci sono stati dei funzionari pubblici che hanno taciuto abusi e violenze – sessuali e psicologiche – perpetrate dalla locale comunità islamica contro 1400 minorenni inglesi; e in Svezia, dove di fronte a casi analoghi a quelli accaduti a Colonia, la polizia ha nascosto per mesi la verità. Peraltro in Germania come in Inghilterra già sono stati riconosciuti i tribunali islamici (la shari'a) per contenziosi familiari, mentre nelle maggiori città europee i quartieri islamici sono off limits per le autorità locali e la poligamia è tollerata. Pertanto Cascioli registra, in tutta Europa, una vera e propria “paralisi evidente che non è semplicemente di incompetenza delle autorità, è piuttosto un’impotenza frutto di un vuoto culturale. Proprio come ha detto ieri anche papa Francesco: «L’estremismo e il fondamentalismo trovano un terreno fertile non solo in una strumentalizzazione della religione per fini di potere, ma anche nel vuoto di ideali e nella perdita d’identità – anche religiosa –, che drammaticamente connota il cosiddetto Occidente”. Per questo è evidente che in questo frangente storico, bisogna rafforzare la propria identità, difendendo i propri valori, in particolare quelli della persona e della libertà. Ma qui occorre stare attenti alle parole, per esempio la libertà della donna non è quella nata dalla rivoluzione sessuale, che peraltro ha generato altre forme di schiavitù, espresse nell'uso del corpo della donna che si fa nella pubblicità. E' evidente che“solo l’avvento del cristianesimo ha portato nella storia la pari dignità di ogni essere umano – uomini, donne, bambini, anziani, disabili – pur nella diversità dei ruoli sociali, una pari dignità sconosciuta a qualsiasi altra cultura e religione (non solo l’islam). Solo la consapevolezza di una comune appartenenza a Cristo impedisce che il rapporto tra un uomo e una donna diventi violento, che si imponga la legge del più forte, che si trasformi in possesso della femmina da parte del maschio”.(Ibidem) Non stupisce che oggi l'Europa, avendo tagliato le radici cristiane, ribaltando il vero significato della libertà e della persona, ora non sappia reagire, dando un segnale forte di fronte alle molestie e alle violenze sessuali scatenate in tante città europee. Anzi ci sono addirittura gruppi femministi europei che invitano donne di ogni fede e credo a partecipare il prossimo 1 febbraio alla Giornata mondiale del velo islamico, in solidarietà verso i musulmani e contro la presunta islamofobia dell’Europa. Sul tema è intervenuto il direttore de Il Foglio, Cerasa, ancora una volta,“si perderà un’occasione importante per capire che l’unica solidarietà non pelosa che si può offrire alle donne musulmane non è infilare retorica nella pancia gonfia della political correctness, ma è impegnarsi tutti insieme per denunciare le vergogne che vengono portate avanti, soprattutto sul corpo delle donne, in nome dell’islam. Lucia Annunziata, direttore dell’Huffington Post, giovedì scorso ha ammesso con buona dose di coraggio che “il rapporto dell’islam con le donne è un tema devastante, intriso di violenza e di politica, e non è tale solo nelle forme più estreme, nelle terre più bruciate del medioriente, nelle esperienze più allucinate e militanti delle guerre dell’Isis o del terrorismo”. Ma non c’è nulla da fare - continua Cerasa - “possono scorrere sui video tutte le immagini possibili di poligamie forzate, spose bambine, stupri seriali, infibulazioni, cristiane yazide ridotte in schiavitù, ma la paura di criticare l’islam è forte, il terrore di una reazione è enorme, l’idea di non dover “provocare”, come insegna il sindaco di Colonia, è troppo grande[...].Tuttavia il direttore de Il Foglio insiste, ” forse il primo febbraio le donne, per aiutare le donne musulmane, più che coprire dovrebbero mostrare – mostrare gli orrori. Il caso Colonia è solo l’ultimo di una serie. Il problema non è l’islam, è la sua interpretazione radicale. Ma non mostrare l’orrore, e nasconderlo, significa essere complici di un delitto. Significa prepararci ad accogliere il prossimo crimine senza essere in grado di rispondere. E se non si risponde ora, quando lo si fa?” (Claudio Cerasa, Donne e Charlie. Togliere il velo sulle violenze compiute in nome dell'Islam. Se non ora quando?, 10.1.16, Il Foglio) Indossare il velo per un giorno, una tragica preparazione al futuro. Forse il processo di sottomissione è già iniziato. Infatti, nulla sarà più come prima, visto che la sindachessa di Colonia Reker è costretta a invitare le donne a camminare per strada “tenendo un braccio di distanza dagli stranieri”, e il presidente del concistoro ebraico di Marsiglia, Zvi Ammar, ha suggerito agli ebrei della città di non girare con la kippah in testa.“Queste due reazioni segnano un cedimento strutturale della coscienza europea. Reker e Ammar hanno inconsciamente capito che l'Europa è arrivata al punto critico, che nulla sarà come prima, che, da integranti, gli europei saranno integrati, ovvero, che la cultura importata integrerà (o sostituirà) la nostra. Riconoscono, insomma, che non c'è più nulla da fare, e si adeguano o, meglio, si ritirano. Esattamente come gli inquilini dei palazzi delle varie Chinatown europee che hanno venduto i loro appartamenti agli asiatici quando hanno capito che quella strada, quel quartiere non sarà più la “loro» strada e il «loro» quartiere”. (Marco Cobianchi, “L'Europa è arrivata al punto di non ritorno, nulla sarà più come prima. Gli europei, da integranti, saranno integrati”, 14.1.16, ItaliaOggi) Ancora una volta registriamo una mancanza di reazione da parte almeno della maggioranza degli europei,“tanto è vero che a Colonia l'unica reazione significativa è stata quella dei neonazisti, non della cosiddetta «società civile». Perché? Perché la sinistra, tra la difesa della dignità delle donne e i diritti degli immigrati, ha scelto di schierarsi con questi ultimi; perché la destra, quella moderata, è intimorita dall'accusa di nazismo e/o fascismo e perché la Chiesa Cattolica vuole evitare che un oggettivo scontro di culture si trasformi in un conflitto dagli esiti imprevedibili”.(Ibidem) Sat, 16 Jan 2016 17:53:58 +0000 ROOT I cristiani perseguitati in un silenzio vergognoso https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22392 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22392 Ancora una volta il Papa, nel giorno del protomartire Santo Stefano è costretto a ricordare ai troppi distratti dal consumismo natalizio che i cristiani in tutto il mondo sono i più perseguitati. Lo ha fatto all'Angelus del 26 dicembre Papa Francesco in Piazza S. Pietro, ricordando i “tantissimi martiri di oggi”, i cristiani perseguitati, che sono “purtroppo tantissimi – che come santo Stefano subiscono persecuzioni in nome della fede, i nostri tanti martiri di oggi”. Ma “c’è un aspetto particolare, nell’odierno racconto degli Atti degli Apostoli, che avvicina santo Stefano al Signore. È il suo perdono prima di morire lapidato”. Così come hanno fatto gli oltre 1545 religiosi assassinati in odium fidae dai miliziani anarcocomunisti prima e durante la Guerra Civile spagnola. Casualmente in questi giorni mi è capitato di leggere un libretto scritto da Francesca Paci, “Dove i cristiani muoiono”, edito da Mondadori. Il libro è datato, è stato scritto quattro anni fa, ma è sempre attuale, perché le storie che racconta la giornalista de “La Stampa”, si ripetono sempre, sono molto simili a quelle che i cristiani stanno affrontando in queste ore.“Avrei voluto raccontare mille storie”-scrive la Paci -, ma ho dovuto scegliere e ho privilegiato quelle che conoscevo per averne incontrato i protagonisti e verificato le difficoltà”. Il testo ben documentato racconta la persecuzione dei cristiani in Iraq, Egitto, in Palestina, in Indonesia, nell'Orissa, ma anche nella Corea del Nord, in Somalia, in Nigeria. Restano esclusi alcuni Paesi. Naturalmente anche nel 2011, i cristiani soffrivano maggiormente in Medio Oriente, per esempio nell'Iraq, che aveva visto l'esercito americano affrontare la dittatura di Saddam Hussein e poi il difficile dopoguerra contro le varie milizie islamofondamentaliste che si contendono il Paese. Ancora non era iniziata la guerra in Siria, ma già si poteva paventare lo scontro. In tanti si sono scandalizzati, perché solo nel 2015 c'è stato oltre 1 milione di profughi e immigrati, che in tutti i modi hanno raggiunto il continente europeo. Lo scandalo si dissolve se abbiamo tempo e voglia di leggere non solo il testo della Paci, ma anche tutti gli altri libri e articoli che lei ha citato nella nutrita bibliografia, alla fine del suo testo. Ci sono decine e decine di giornalisti, storici ed esperti di tutto il mondo che da tempo hanno affrontato la questione persecuzione e quindi la diaspora dei cristiani, soprattutto dal Medio Oriente. Basta leggere alcuni titoli: “Chiesa d'Oriente assediata”, “Rischiamo un secolo di martirio cristiano”, “Iraq, caccia al cristiano”, “L'ONU: vogliono distruggere tutta la comunità di fedeli”, “I cristiani e il Medio Oriente. La grande fuga”, “Baghdad, strage nelle case dei cristiani”, “Perché i cristiani vengono massacrati nei paesi islamici?”, e tanti altri, io ho citato soltanto alcuni titoli in italiano. Francesca Paci inizia la sua esposizione con l'esperienza di Fatima, una ragazza di 28 anni, che era presente, il 31 ottobre 2010, nella chiesa di Nostra Signora della Salvezza a Baghdad, quando “i terroristi spalancano il portone sparando dappertutto, c'è un'esplosione all'altezza dell'abside, uno salta in piedi sull'altare, ringrazia Allah, abbatte il crocefisso. Sono a volte scoperto, giovanissimi, con un filo di barba appena accennato, indossano la divisa della polizia irachena e la cintura esplosiva. Mi butto a terra e cerco di capire da che parte strisciare per proteggermi. Padre Wasim, il confessore, prova a fermarli e un ragazzo gli spara alla pancia [...]C'è odore di sangue, mi cola addosso dalla panca sotto cui mi nascondo e si mescola al mio, i vetri delle lampade distrutte dalle bombe a mano mi hanno ferita alla testa e alle gambe […] I terroristi invocano Allahu Akbar, Allah è grande, e ripetono che andranno in paradiso mentre noi bruceremo all'inferno […] Sembrano invasati ma completamente sereni. Uccidono con freddezza, ne vedo uno che probabilmente non ha neppure quindici anni. Continua il racconto Fatima, in realtà uguale a tutti gli altri attentati, penso ai poveri giovani del Bataclan,“Ad un certo punto, al tramonto, si mettono a pregare, alcuni si inginocchiano verso la Mecca mentre gli altri fanno il giro dei corpi per controllare chi respira ancora e dargli il colpo di grazia. Mi fingo morta, devo stare immobile, trattenere il fiato,penso ai miei genitori, ai fratelli, alle sorelle, ai nipotini che mi aspettano a casa, se qualcuno qui si accorge che sono viva non li vedrò mai più”. Quello di Fatima è un classico attentato terroristico barbaramente perpetrato da uomini che potrebbero far parte di una qualsiasi organizzazione terroristica islamica. In Iraq prima usavano le auto esplosive, ora entrano dentro le chiese e prendono in ostaggio le persone per fare più morti. I cristiani, secondo la think tank americana Pew, rappresentano il 70% delle vittime dell'odio religioso, “il Medio Oriente convive con i genocidi dall'VIII secolo, spiegava Herman Vahramian, il grande intellettuale armeno, “secondo l'ipotesi di Vahramian, all'origine della diffusa rassegnazione allo stermino di massa percepibile nella regione ci sarebbe l'immaginario collettivo segnato dalle migliaia di torri di crani umani innalzate da Tamerlano sul suo vastissimo impero”. La Paci oltre a raccontare esperienze di persone che hanno subito le persecuzioni, fa riferimento alle varie e complesse questioni aperte del Medio Oriente, come quella della guerra statunitense al terrorismo, dopo l'attentato dell'11 settembre. Il fondamentalismo islamico non si è fermato, anzi ha ripreso il suo folle progetto di conquista di quei Paesi, troppo corrotti e filooccidentali, che praticamente sono diventati sempre più deboli. In mezzo a questa guerra, i cristiani diventano il capro espiatorio, vengono stritolati, perché sono i più indifesi e abbandonati. “Ci saranno ancora dei cristiani in Medio Oriente nel terzo millennio?”, si chiedeva il diplomatico francese Jean Pierre Valognes nel voluminoso Vie et mort des chretiens d'Orient, pubblicato nel 1994. Una domanda che a distanza suona profetica. E pensare che i cristiani “erano lì prima dell'islam e hanno plasmato le società arabe, i chirurghi e i medici del califfo erano cristiani...”, ricorda l'islamologo padre Samir Khalil Samir. Sembrava che con il crollo del Muro di Berlino, la Storia sarebbe finita, mentre la globalizzazione e la democrazia liberale dovevano prevalere nel mondo, invece, secondo Valognes, la vicenda dei cristiani in Medio Oriente,“una delle battaglie più lunghe della Storia è in procinto di essere persa”. Ma perché tutto questo pessimismo sui cristiani? Rispondo con le parole della giornalista de La Stampa, “L'audience globale, come spesso di fronte a massacri così vicini seppur così lontani, sta a guardare. Se da una parte la circolazione in tempo reale dell'informazione telematica rende impossibile chiudere gli occhi davanti allo smembramento di una civiltà che procede ormai a ritmi serrati, dall'altra produce una certa dose di assuefazione, un'abitudine alla notizia soprattutto se non facilmente catalogabile con un'etichetta ideologica”. Citando lo scrittore francese Renè Guitton, si afferma che il genocidio dei cristiani in Medio Oriente, viene seguito dall'opinione pubblica europea distrattamente. In realtà questo accade perché “il caso dei cristiani asserragliati al di là del Mediterraneo, [non rientrano] nelle categorie tradizionali destra-sinistra, poveri-ricchi, laici-religiosi. La caccia ai cristiani, insomma, indigna meno di altre ingiustizie”. Intanto sempre Guitton nota: “una doppia dimenticanza. In primo luogo, essendo maggioritario in Occidente, il cristianesimo sembra non poter aspirare allo status di minoranza in Oriente. D'altro canto si obietta che trasformare i cristiani orientali in protetti dell'Occidente potrebbe esporli a rischi ancor più seri”. Per concludere, il risultato di tutta questa faccenda, del resto lo ha sottolineato lo stesso Papa Francesco, è un“groviglio d'indifferenza e sensi di colpa che si dipana quando l'associazione Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) diffonde la cifra shock di cinquanta milioni di cristiani perseguitati nel mondo, per poi riattorcigliarsi e perdersi nelle mille brutte storie del mondo grande e terribile”. Tue, 29 Dec 2015 10:57:52 +0000 ROOT I cristiani perseguitati in un silenzio vergognoso https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22392 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22392 Ancora una volta il Papa, nel giorno del protomartire Santo Stefano è costretto a ricordare ai troppi distratti dal consumismo natalizio che i cristiani in tutto il mondo sono i più perseguitati. Lo ha fatto all'Angelus del 26 dicembre Papa Francesco in Piazza S. Pietro, ricordando i “tantissimi martiri di oggi”, i cristiani perseguitati, che sono “purtroppo tantissimi – che come santo Stefano subiscono persecuzioni in nome della fede, i nostri tanti martiri di oggi”. Ma “c’è un aspetto particolare, nell’odierno racconto degli Atti degli Apostoli, che avvicina santo Stefano al Signore. È il suo perdono prima di morire lapidato”. Così come hanno fatto gli oltre 1545 religiosi assassinati in odium fidae dai miliziani anarcocomunisti prima e durante la Guerra Civile spagnola. Casualmente in questi giorni mi è capitato di leggere un libretto scritto da Francesca Paci, “Dove i cristiani muoiono”, edito da Mondadori. Il libro è datato, è stato scritto quattro anni fa, ma è sempre attuale, perché le storie che racconta la giornalista de “La Stampa”, si ripetono sempre, sono molto simili a quelle che i cristiani stanno affrontando in queste ore.“Avrei voluto raccontare mille storie”-scrive la Paci -, ma ho dovuto scegliere e ho privilegiato quelle che conoscevo per averne incontrato i protagonisti e verificato le difficoltà”. Il testo ben documentato racconta la persecuzione dei cristiani in Iraq, Egitto, in Palestina, in Indonesia, nell'Orissa, ma anche nella Corea del Nord, in Somalia, in Nigeria. Restano esclusi alcuni Paesi. Naturalmente anche nel 2011, i cristiani soffrivano maggiormente in Medio Oriente, per esempio nell'Iraq, che aveva visto l'esercito americano affrontare la dittatura di Saddam Hussein e poi il difficile dopoguerra contro le varie milizie islamofondamentaliste che si contendono il Paese. Ancora non era iniziata la guerra in Siria, ma già si poteva paventare lo scontro. In tanti si sono scandalizzati, perché solo nel 2015 c'è stato oltre 1 milione di profughi e immigrati, che in tutti i modi hanno raggiunto il continente europeo. Lo scandalo si dissolve se abbiamo tempo e voglia di leggere non solo il testo della Paci, ma anche tutti gli altri libri e articoli che lei ha citato nella nutrita bibliografia, alla fine del suo testo. Ci sono decine e decine di giornalisti, storici ed esperti di tutto il mondo che da tempo hanno affrontato la questione persecuzione e quindi la diaspora dei cristiani, soprattutto dal Medio Oriente. Basta leggere alcuni titoli: “Chiesa d'Oriente assediata”, “Rischiamo un secolo di martirio cristiano”, “Iraq, caccia al cristiano”, “L'ONU: vogliono distruggere tutta la comunità di fedeli”, “I cristiani e il Medio Oriente. La grande fuga”, “Baghdad, strage nelle case dei cristiani”, “Perché i cristiani vengono massacrati nei paesi islamici?”, e tanti altri, io ho citato soltanto alcuni titoli in italiano. Francesca Paci inizia la sua esposizione con l'esperienza di Fatima, una ragazza di 28 anni, che era presente, il 31 ottobre 2010, nella chiesa di Nostra Signora della Salvezza a Baghdad, quando “i terroristi spalancano il portone sparando dappertutto, c'è un'esplosione all'altezza dell'abside, uno salta in piedi sull'altare, ringrazia Allah, abbatte il crocefisso. Sono a volte scoperto, giovanissimi, con un filo di barba appena accennato, indossano la divisa della polizia irachena e la cintura esplosiva. Mi butto a terra e cerco di capire da che parte strisciare per proteggermi. Padre Wasim, il confessore, prova a fermarli e un ragazzo gli spara alla pancia [...]C'è odore di sangue, mi cola addosso dalla panca sotto cui mi nascondo e si mescola al mio, i vetri delle lampade distrutte dalle bombe a mano mi hanno ferita alla testa e alle gambe […] I terroristi invocano Allahu Akbar, Allah è grande, e ripetono che andranno in paradiso mentre noi bruceremo all'inferno […] Sembrano invasati ma completamente sereni. Uccidono con freddezza, ne vedo uno che probabilmente non ha neppure quindici anni. Continua il racconto Fatima, in realtà uguale a tutti gli altri attentati, penso ai poveri giovani del Bataclan,“Ad un certo punto, al tramonto, si mettono a pregare, alcuni si inginocchiano verso la Mecca mentre gli altri fanno il giro dei corpi per controllare chi respira ancora e dargli il colpo di grazia. Mi fingo morta, devo stare immobile, trattenere il fiato,penso ai miei genitori, ai fratelli, alle sorelle, ai nipotini che mi aspettano a casa, se qualcuno qui si accorge che sono viva non li vedrò mai più”. Quello di Fatima è un classico attentato terroristico barbaramente perpetrato da uomini che potrebbero far parte di una qualsiasi organizzazione terroristica islamica. In Iraq prima usavano le auto esplosive, ora entrano dentro le chiese e prendono in ostaggio le persone per fare più morti. I cristiani, secondo la think tank americana Pew, rappresentano il 70% delle vittime dell'odio religioso, “il Medio Oriente convive con i genocidi dall'VIII secolo, spiegava Herman Vahramian, il grande intellettuale armeno, “secondo l'ipotesi di Vahramian, all'origine della diffusa rassegnazione allo stermino di massa percepibile nella regione ci sarebbe l'immaginario collettivo segnato dalle migliaia di torri di crani umani innalzate da Tamerlano sul suo vastissimo impero”. La Paci oltre a raccontare esperienze di persone che hanno subito le persecuzioni, fa riferimento alle varie e complesse questioni aperte del Medio Oriente, come quella della guerra statunitense al terrorismo, dopo l'attentato dell'11 settembre. Il fondamentalismo islamico non si è fermato, anzi ha ripreso il suo folle progetto di conquista di quei Paesi, troppo corrotti e filooccidentali, che praticamente sono diventati sempre più deboli. In mezzo a questa guerra, i cristiani diventano il capro espiatorio, vengono stritolati, perché sono i più indifesi e abbandonati. “Ci saranno ancora dei cristiani in Medio Oriente nel terzo millennio?”, si chiedeva il diplomatico francese Jean Pierre Valognes nel voluminoso Vie et mort des chretiens d'Orient, pubblicato nel 1994. Una domanda che a distanza suona profetica. E pensare che i cristiani “erano lì prima dell'islam e hanno plasmato le società arabe, i chirurghi e i medici del califfo erano cristiani...”, ricorda l'islamologo padre Samir Khalil Samir. Sembrava che con il crollo del Muro di Berlino, la Storia sarebbe finita, mentre la globalizzazione e la democrazia liberale dovevano prevalere nel mondo, invece, secondo Valognes, la vicenda dei cristiani in Medio Oriente,“una delle battaglie più lunghe della Storia è in procinto di essere persa”. Ma perché tutto questo pessimismo sui cristiani? Rispondo con le parole della giornalista de La Stampa, “L'audience globale, come spesso di fronte a massacri così vicini seppur così lontani, sta a guardare. Se da una parte la circolazione in tempo reale dell'informazione telematica rende impossibile chiudere gli occhi davanti allo smembramento di una civiltà che procede ormai a ritmi serrati, dall'altra produce una certa dose di assuefazione, un'abitudine alla notizia soprattutto se non facilmente catalogabile con un'etichetta ideologica”. Citando lo scrittore francese Renè Guitton, si afferma che il genocidio dei cristiani in Medio Oriente, viene seguito dall'opinione pubblica europea distrattamente. In realtà questo accade perché “il caso dei cristiani asserragliati al di là del Mediterraneo, [non rientrano] nelle categorie tradizionali destra-sinistra, poveri-ricchi, laici-religiosi. La caccia ai cristiani, insomma, indigna meno di altre ingiustizie”. Intanto sempre Guitton nota: “una doppia dimenticanza. In primo luogo, essendo maggioritario in Occidente, il cristianesimo sembra non poter aspirare allo status di minoranza in Oriente. D'altro canto si obietta che trasformare i cristiani orientali in protetti dell'Occidente potrebbe esporli a rischi ancor più seri”. Per concludere, il risultato di tutta questa faccenda, del resto lo ha sottolineato lo stesso Papa Francesco, è un“groviglio d'indifferenza e sensi di colpa che si dipana quando l'associazione Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) diffonde la cifra shock di cinquanta milioni di cristiani perseguitati nel mondo, per poi riattorcigliarsi e perdersi nelle mille brutte storie del mondo grande e terribile”. Tue, 29 Dec 2015 10:57:52 +0000 ROOT “Il via libera UE alla commercializzazione delle viti del Salento primo atto concreto contro la Xyella” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/andria/22152-il-via-libera-ue-alla-commercializzazione-delle-viti-del-salento-primo-atto-concreto-contro-la-xyella.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/andria/22152-il-via-libera-ue-alla-commercializzazione-delle-viti-del-salento-primo-atto-concreto-contro-la-xyella.html “Il via libera del Comitato fitosanitario dell’UE alla commercializzazione delle viti salentine è un primo risultato concreto nella lotta alla Xylella e una risposta alla preoccupazione che ho posto a Bruxelles in occasione del workshop del COPA – Cogeca il 12 e 13 novembre scorsi che questa area della Puglia dovesse essere sottoposta ad una quarantena ingiusta e infinita, diventando alla fine un deserto, prospettiva inaccettabile contro cui ci batteremo in ogni sede. Già la certificazione che il contagio non riguardasse la vite faceva ben sperare che potesse essere eliminata dall'elenco delle specie ospiti del ceppo CoDiRO sottoposte a regolamentazione. Lo studio che certifica il fatto che Il ceppo di Xylella per il genere Vitis, denominato CoDiro, e rinvenuto a Lecce, non contamina la vite protegge i 39 milioni di valore delle esportazioni Made in Italy realizzati nel 2014 di talee innestate e barbatelle di vite, messe a rischio da ingiustificate misure protezionistiche adottate da diverse Paesi”. E’ positivo il commento del Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, alla notizia che il Comitato fitosanitario dell’UE ha deciso di permettere senza restrizioni sull'intero territorio europeo la commercializzazione delle barbatelle di vite salentine, autorizzando l’uso di uno specifico trattamento a caldo prima della vendita. Le misure sono completate da ispezioni ufficiali nei campi di produzione. Destava molta preoccupazione la situazione dei vivaisti salentini e di un comparto che fattura 20milioni di euro l'anno, con una produzione di 12 milioni di piante e 70mila giornate lavorative garantite all'indotto, bloccato per la malattia e per l'embargo di Paesi come Francia, Marocco, Algeria.." "Il prossimo passo è dare sostanza al laboratorio scientifico a cielo aperto, comprendente l’intera area dichiarata infetta da Xylella fastidiosa - aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - dove si possa realizzare un’infrastruttura immateriale che sia nodo di una rete di relazioni tra ricerca scientifica e aziende agricole, tra ipotesi scientifiche e trasferimenti di conoscenze, tra formazione degli operatori e informazione dei cittadini. La decretazione del Salento come unica area europea affetta da Xylella e la formazione di uno stabile cordone sanitario a nord di Lecce devono essere affrontate costruendo traiettorie di futuro per olivicoltori, frantoi e cooperative salentini”. “Dovremo trattare le barbatelle dormienti una volta estirpate in una vasca a 45 gradi – spiega il Presidente del Consorzio Vivaisti Viticoli Pugliesi, Ferdinando Miggiano – e non ci è richiesto alcun altro intervento e soprattutto nessun ulteriore campionamento. E’ certamente una notizia molto positiva. Il trattamento viene già usato con successo per eliminare la “flavescenza dorata”, dove talee, barbatelle e innesti vengono trattati in fase di quiescenza, rendendoli commercializzabili verso le zone protette dell’UE”. Resta ancora da definire il quadro delle piante ornamentali – ricorda Coldiretti - che in Puglia ha raggiunto i 185 milioni di euro di valore, con un incidenza dell’11,4 percento del valore della produzione regionale su quella nazionale. Dal punto di vista percentuale, considerato il quadro nazionale, i maggiori incrementi sul numero di aziende in termini assoluti si sono avuti in  Puglia con un aumento di 632 unità. Nel sub-comparto del vivaismo la Puglia è emergente, tanto da contribuire in misura rilevante, negli ultimi dieci anni, alla crescita nel Mezzogiorno, dove le aziende salgono a 1.651 unità (+643) per una superficie di 1.552 ettari (+783). In Puglia gli investimenti di aree (1.619 ettari) risultano superiori rispetto alla Sicilia anche se sono relativi ad un numero di aziende inferiore (1.416 unità). Tue, 24 Nov 2015 08:43:16 +0000 Andria Il terrorismo suicida dell’ultrafondamentalismo https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22116 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22116 La carneficina di uomini e donne nel venerdì nero del 13 novembre scorso a Parigi ad opera di terroristi jihadisti islamici, ha dato l'ennesimo colpo di gong alla società occidentale. Ma ancora nonostante tutto, si fatica a comprendere i tempi di guerra totale che stiamo vivendo nostro malgrado. Si ripetono anche questa volta, i soliti discorsi, le solite domande, e interrogativi. In questi momenti di confusione, è opportuno continuare a raccontarvi il testo, “Il Fondamentalismo dalle origini all'Isis”, del professore Massimo Introvigne, pubblicato da Sugarcoedizioni (2015). In particolare può essere utile leggere il 5 capitolo, dove si affronta il tema del terrorismo suicida. Il professore parte da lontano evocando due episodi tragicamente spettacolari che hanno coinvolto movimenti religiosi marginali. Negli Usa, gli studiosi di Scienza religiose li hanno chiamati“incidenti critici”, il primo riguarda il suicidio collettivo di Jonestown in Guyana, del 18 novembre 1978, dove periscono oltre novecento membri del movimento noto come Peoples Temple, fondato e diretto dal reverendo James Warren “Jim” Jones. In secondo episodio riguarda, quello che è successo in Texas, negli Usa, nel 1993, dopo un attacco dell'FBI, alla fine muoiono sessantacinque persone, membri del movimento degli Branch Davidians, fondato da David Koresh. Dopo questi episodi i media hanno rapidamente interpretato anche altri movimenti che non hanno avuto esiti violenti o di suicidio, con le consuete categorie del “lavaggio di cervello” e della psicopatalogia, e classificandoli tra quelli che professano le teorie millenaristiche e attendono la fine del mondo. Tuttavia questa interpretazione, sia per Introvigne che per altri studiosi,“le ipotesi classiche di 'lavaggio di cervello' appaiono come grossolane semplificazioni”. Pertanto dopo l'11 settembre 2001, gli studiosi di nuovi movimenti religiosi, si son chiesti se “i suicidi e omicidi di cui erano stati protagonisti alcuni nuovi movimenti religiosi potevano avere qualche cosa in comune con gli attentati suicidi dell'ultrafondamentalismo islamico”, e se per caso praticavano il lavaggio di cervello sui loro adepti. Dopo aver citato il testo del politologo americano, Samuel Huntington, Introvigne introduce le tesi di “Economie religiose di guerra”, cominciando a interessarsi del caso della Palestina. Introvigne ha il merito di legare ad un filo conduttore comune, i vari passaggi soprattutto quelli riguardanti il mondo islamico. La questione palestinese, tipico esempio di una economia religiosa di guerra, viene descritta da Introvigne in maniera egregia con ampia documentazione, sfatando tanti luoghi comuni, sulle organizzazioni palestinesi, dai fratelli musulmani ad Al Fatah di Yassir Arafat, Abu Mazen, fino ad Hamas, che ha vinto le elezioni e sostiene che tutti i musulmani del mondo dovrebbero combattere con loro per liberare la Palestina da Israele. Qui si può evidenziare quello che Introvigne definisce il terrorismo del Jihad locale e del Jihad globale. La battaglia per la Palestina, per Hamas,“è la madre di tutte le battaglie”. Introvigne, a questo punto dà conto delle due dimensioni, da una parte Hamas e i palestinesi, dall'altra Osama bin Laden, allievo di Abdullah 'Azzam, che rifiuta la centralità assoluta incondizionata della questione palestinese. E' significativo per Introvigne che la storia di Al-Qaida non ha mai incrociato quella della Palestina. In sequenza vengono analizzati i casi dell'Iraq da Saddam Hussein al dopo Saddam. Il caso Algeria, Tunisia, dove si sottolinea una certa evoluzione dall'islam fondamentalista a quello conservatore. Dove si cita il pensatore Rachid Ghannouchi che critica il modello francese di democrazia, che combatte la religione, per simpatizzare per quello anglosassone, dove non esistono aspri conflitti fra l'elemento religioso e quello civile. Pertanto secondo Introvigne, Ghannouchi presenta un modello originale di democrazia islamica. E se c'è stato un rifiuto della democrazia da parte di certi movimenti islamici è perché gli è stato sempre presentato il modello francese. La lotta francese contro il velo e ogni forma d'islam politico demonizzata come fondamentalismo, può indurire, o meglio radicalizzare i musulmani che sarebbero stati potenzialmente moderati. Ma il testo del professore torinese analizza, aiutandosi con il contributo di diversi studiosi, il pianeta Al-Qaida, studiando le sue origini e che cosa ha rappresentato e rappresenta, in particolare dopo l'11 settembre 2001. Secondo lo studioso cingalese Rohan Gunaratna, “tra i capi terroristi contemporanei, Osama bin Laden non eguali[...].Anzitutto, è il solo leader ad avere costruito un gruppo terroristico veramente multinazionale, che può colpire ovunque nel mondo[...]. In secondo luogo, si è costruito un seguito popolare nel mondo islamico, ed è oggetto quasi di venerazione in ambienti musulmani dell'Asia, dell'Africa e del Medio Oriente, e tra gli emigranti di prima e seconda generazione in America, Europa e Australia”. Il testo fa riferimento ai piani del potente network terroristico, anche a quelli non riusciti. Al-Qaida si presenta come una specie di editore,questi può avere le sue idee su quali libri potrebbero avere successo, ma nella maggior parte dei casi, riceverà proposte da potenziali autori. Bin Laden ascoltava, dava consigli e invitava i terroristi ad addestrarsi in Afghanistan, fornendogli di armi e di fondi. Al-Qaida 2 per Introvigne funzionava come un network e non come movimento, prima c'era il supermercato in Afghanistan, con la caduta dei talebani, il supermercato è stato chiuso. Ma Al-Qaida, funziona lo stesso con il metodo franchising. “Gruppi autonomi non creati da Al-Qaida progettano gli attentati, 'ispirati' dai documenti di bin Laden e al-Zawahiri”. In Iraq si passa ad Al-Qaida 3, qui bin Laden entra in dissidio con Abu Mus'ab al-Zarqawi che peraltro il suo gruppo ha causato ben trentamila morti nel paese, scandalizzando molti musulmani per i suoi metodi brutali. Il 7 luglio 2006 al-Zarqawi viene ucciso dagli americani, forse imbeccati dalla stessa Al-Qaida. I seguaci del terrorista giordano organizzeranno lo “scisma” che porterà alla formazione dell'ISIS, lo stato islamico dell'Iraq e della Grande Siria, il cosiddetto Da'ish o Daresh. Infatti, “pur sconfitto sul piano militare, al-Zarqawi, ha però diffuso l'idea che si possa e si debba passare a una al-Qaida, che non si limiti agli attentati ma controlli veri e propri “Stati terroristi” ultra-fondamentalisti”. Le “primavere arabe”, creano una situazione caotica di cui approfittano sia al-Qaida sia i suoi dissidenti “eretici” e quindi creano “emirati” che funzionano come Stati con un'amministrazione, una polizia, scuole, ospedali. Per ora mi fermo nel prossimo appuntamento ci occuperemo dell'Isis e della giustificazione del suicidio. Sat, 21 Nov 2015 14:14:26 +0000 ROOT Il terrorismo suicida dell’ultrafondamentalismo https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22116 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=22116 La carneficina di uomini e donne nel venerdì nero del 13 novembre scorso a Parigi ad opera di terroristi jihadisti islamici, ha dato l'ennesimo colpo di gong alla società occidentale. Ma ancora nonostante tutto, si fatica a comprendere i tempi di guerra totale che stiamo vivendo nostro malgrado. Si ripetono anche questa volta, i soliti discorsi, le solite domande, e interrogativi. In questi momenti di confusione, è opportuno continuare a raccontarvi il testo, “Il Fondamentalismo dalle origini all'Isis”, del professore Massimo Introvigne, pubblicato da Sugarcoedizioni (2015). In particolare può essere utile leggere il 5 capitolo, dove si affronta il tema del terrorismo suicida. Il professore parte da lontano evocando due episodi tragicamente spettacolari che hanno coinvolto movimenti religiosi marginali. Negli Usa, gli studiosi di Scienza religiose li hanno chiamati“incidenti critici”, il primo riguarda il suicidio collettivo di Jonestown in Guyana, del 18 novembre 1978, dove periscono oltre novecento membri del movimento noto come Peoples Temple, fondato e diretto dal reverendo James Warren “Jim” Jones. In secondo episodio riguarda, quello che è successo in Texas, negli Usa, nel 1993, dopo un attacco dell'FBI, alla fine muoiono sessantacinque persone, membri del movimento degli Branch Davidians, fondato da David Koresh. Dopo questi episodi i media hanno rapidamente interpretato anche altri movimenti che non hanno avuto esiti violenti o di suicidio, con le consuete categorie del “lavaggio di cervello” e della psicopatalogia, e classificandoli tra quelli che professano le teorie millenaristiche e attendono la fine del mondo. Tuttavia questa interpretazione, sia per Introvigne che per altri studiosi,“le ipotesi classiche di 'lavaggio di cervello' appaiono come grossolane semplificazioni”. Pertanto dopo l'11 settembre 2001, gli studiosi di nuovi movimenti religiosi, si son chiesti se “i suicidi e omicidi di cui erano stati protagonisti alcuni nuovi movimenti religiosi potevano avere qualche cosa in comune con gli attentati suicidi dell'ultrafondamentalismo islamico”, e se per caso praticavano il lavaggio di cervello sui loro adepti. Dopo aver citato il testo del politologo americano, Samuel Huntington, Introvigne introduce le tesi di “Economie religiose di guerra”, cominciando a interessarsi del caso della Palestina. Introvigne ha il merito di legare ad un filo conduttore comune, i vari passaggi soprattutto quelli riguardanti il mondo islamico. La questione palestinese, tipico esempio di una economia religiosa di guerra, viene descritta da Introvigne in maniera egregia con ampia documentazione, sfatando tanti luoghi comuni, sulle organizzazioni palestinesi, dai fratelli musulmani ad Al Fatah di Yassir Arafat, Abu Mazen, fino ad Hamas, che ha vinto le elezioni e sostiene che tutti i musulmani del mondo dovrebbero combattere con loro per liberare la Palestina da Israele. Qui si può evidenziare quello che Introvigne definisce il terrorismo del Jihad locale e del Jihad globale. La battaglia per la Palestina, per Hamas,“è la madre di tutte le battaglie”. Introvigne, a questo punto dà conto delle due dimensioni, da una parte Hamas e i palestinesi, dall'altra Osama bin Laden, allievo di Abdullah 'Azzam, che rifiuta la centralità assoluta incondizionata della questione palestinese. E' significativo per Introvigne che la storia di Al-Qaida non ha mai incrociato quella della Palestina. In sequenza vengono analizzati i casi dell'Iraq da Saddam Hussein al dopo Saddam. Il caso Algeria, Tunisia, dove si sottolinea una certa evoluzione dall'islam fondamentalista a quello conservatore. Dove si cita il pensatore Rachid Ghannouchi che critica il modello francese di democrazia, che combatte la religione, per simpatizzare per quello anglosassone, dove non esistono aspri conflitti fra l'elemento religioso e quello civile. Pertanto secondo Introvigne, Ghannouchi presenta un modello originale di democrazia islamica. E se c'è stato un rifiuto della democrazia da parte di certi movimenti islamici è perché gli è stato sempre presentato il modello francese. La lotta francese contro il velo e ogni forma d'islam politico demonizzata come fondamentalismo, può indurire, o meglio radicalizzare i musulmani che sarebbero stati potenzialmente moderati. Ma il testo del professore torinese analizza, aiutandosi con il contributo di diversi studiosi, il pianeta Al-Qaida, studiando le sue origini e che cosa ha rappresentato e rappresenta, in particolare dopo l'11 settembre 2001. Secondo lo studioso cingalese Rohan Gunaratna, “tra i capi terroristi contemporanei, Osama bin Laden non eguali[...].Anzitutto, è il solo leader ad avere costruito un gruppo terroristico veramente multinazionale, che può colpire ovunque nel mondo[...]. In secondo luogo, si è costruito un seguito popolare nel mondo islamico, ed è oggetto quasi di venerazione in ambienti musulmani dell'Asia, dell'Africa e del Medio Oriente, e tra gli emigranti di prima e seconda generazione in America, Europa e Australia”. Il testo fa riferimento ai piani del potente network terroristico, anche a quelli non riusciti. Al-Qaida si presenta come una specie di editore,questi può avere le sue idee su quali libri potrebbero avere successo, ma nella maggior parte dei casi, riceverà proposte da potenziali autori. Bin Laden ascoltava, dava consigli e invitava i terroristi ad addestrarsi in Afghanistan, fornendogli di armi e di fondi. Al-Qaida 2 per Introvigne funzionava come un network e non come movimento, prima c'era il supermercato in Afghanistan, con la caduta dei talebani, il supermercato è stato chiuso. Ma Al-Qaida, funziona lo stesso con il metodo franchising. “Gruppi autonomi non creati da Al-Qaida progettano gli attentati, 'ispirati' dai documenti di bin Laden e al-Zawahiri”. In Iraq si passa ad Al-Qaida 3, qui bin Laden entra in dissidio con Abu Mus'ab al-Zarqawi che peraltro il suo gruppo ha causato ben trentamila morti nel paese, scandalizzando molti musulmani per i suoi metodi brutali. Il 7 luglio 2006 al-Zarqawi viene ucciso dagli americani, forse imbeccati dalla stessa Al-Qaida. I seguaci del terrorista giordano organizzeranno lo “scisma” che porterà alla formazione dell'ISIS, lo stato islamico dell'Iraq e della Grande Siria, il cosiddetto Da'ish o Daresh. Infatti, “pur sconfitto sul piano militare, al-Zarqawi, ha però diffuso l'idea che si possa e si debba passare a una al-Qaida, che non si limiti agli attentati ma controlli veri e propri “Stati terroristi” ultra-fondamentalisti”. Le “primavere arabe”, creano una situazione caotica di cui approfittano sia al-Qaida sia i suoi dissidenti “eretici” e quindi creano “emirati” che funzionano come Stati con un'amministrazione, una polizia, scuole, ospedali. Per ora mi fermo nel prossimo appuntamento ci occuperemo dell'Isis e della giustificazione del suicidio. Sat, 21 Nov 2015 14:14:26 +0000 ROOT Maria Rosaria Madonna «Sono con studenti e insegnanti» https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/20950-maria-rosaria-madonna-lsono-con-studenti-e-insegnantir.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/20950-maria-rosaria-madonna-lsono-con-studenti-e-insegnantir.html “Sono solidale con docenti, studenti, personale amministrativo e genitori che stanno manifestando in questi giorni il loro dissenso contro il progetto di riforma della scuola del Governo Renzi.” Si esprime in questi termini Maria Rosaria Madonna, candidata a un posto nel Consiglio regionale della Campania, per le elezioni del 31 maggio 2015, nella lista Caldoro Presidente. “La scuola - sottolinea Madonna - da sempre è la maggiore agenzia educativa, luogo di coesione sociale e di formazione, in cui i docenti operano con professionalità ma, soprattutto, tenendo ben saldo il principio costituzionale della libertà di insegnamento. La riforma proposta dal Governo Renzi - incalza Madonna - lede dalle fondamenta questo principio, in quanto vorrebbe affidare alla discrezionalità del singolo, nello specifico il dirigente scolastico, la scelta su chi e come dovrebbe insegnare. Inoltre, il ddl ha un’impostazione privatistica, tema che, peraltro, non dovrebbe appartenere a uno schieramento di sinistra. I giovani - prosegue la candidata casertana - sono la risorsa più importante del nostro territorio, rappresentano la scommessa sul futuro, la qualità della formazione dovrebbe, quindi, rappresentare l’obiettivo prioritario di ogni Governo. Non si potrà mai avere la qualità mortificando la professionalità dei docenti italiani che, oltretutto, rispetto agli standard europei, hanno stipendi inferiori. Mi auguro che ci sia un totale ripensamento sul ddl, nel pieno rispetto delle istanze che l’intero mondo scolastico sta portando avanti. Le politiche giovanili – conclude Madonna - rappresentano uno dei punti fondamentali del mio programma elettorale. La sfida, per potere inserire i giovani nel mondo del lavoro, si gioca principalmente sul terreno della formazione e dell’informazione. Fornendo supporti concreti, si potrà incentivare l’imprenditoria giovanile, dando la possibilità di crearsi spazi di lavoro autonomo nei più svariati settori, non ultimo, visto che siamo in Campania felix, quello agricolo, che potrebbe rappresentare un ottimo sbocco occupazionale.” Thu, 07 May 2015 12:54:41 +0000 Caserta L'Italia è il paese che tassa di più gli immobili https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=20228 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=20228 L’Italia, nel confronto internazionale, è il Paese con il maggior livello di tassazione sugli immobili. Lo confermano gli ultimi dati elaborati in uno studio realizzato dal prof. Francesco Forte, Emerito di Scienza delle finanze all’Università di Roma La Sapienza, e presentati nel corso di una conferenza stampa. Già nel 2011 – emerge dallo studio – la media Ocse di imposte immobiliari dirette e indirette era inferiore di 0,17 punti sul Pil e di 0,18 punti sul reddito disponibile netto rispetto al totale italiano. Si può dire quindi che l’Italia fosse allineata, con un piccolo scarto positivo, alla media Ocse. L’Italia superava invece la media Ue, rispettivamente di 0,30 e 0,50 punti per il Pil e per il reddito disponibile. Rispetto all’eurozona, la maggiore pressione fiscale dell’Italia era pari a 0,25 e 0,29 punti. La manovra Monti per il 2012 ha portato l’Italia a una pressione della tassazione patrimoniale immobiliare del 2,2% sul Pil e del 2,75% sul reddito disponibile contro la media Ocse di 1,27% e 1,59%, ossia circa 1 punto in meno sul Pil e 1,15 sul reddito disponibile. Il divario si accentua nei confronti della media Ue – che ha una pressione fiscale, rispettivamente, dell’1,15% e dell’1,40% – e, ulteriormente, con l’eurozona, che ha una pressione dell’1,13% e dell’1,40%, ossia la metà circa di quella dell’Italia sia rispetto al Pil che al reddito disponibile. In proposito, un famoso economista come Luca Ricolfi ha sottolineato che, grazie alla politica, nel giro di pochi anni ci siamo ritrovati molto meno ricchi, e soprattutto molto più timorosi per il futuro. Fino a pochi anni fa chi aveva una casa poteva pensare di avere una riserva di valore racchiusa in un forziere, e se riusciva ad affittarla poteva anche pensare di percepirne un reddito, sia pure modesto. Proprio per questo poteva permettersi di consumare, e qualche volta di indebitarsi per consumare. Oggi chi ha una casa, e la maggior parte degli italiani ne ha una, non la vive come un tesoro ma come un fardello. Corrado Sforza Fogliani Presidente Confedilizia Thu, 22 Jan 2015 17:04:55 +0000 ROOT L'Italia è il paese che tassa di più gli immobili https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=20228 https://www.corrieredelsud.it/nsite/?id=20228 L’Italia, nel confronto internazionale, è il Paese con il maggior livello di tassazione sugli immobili. Lo confermano gli ultimi dati elaborati in uno studio realizzato dal prof. Francesco Forte, Emerito di Scienza delle finanze all’Università di Roma La Sapienza, e presentati nel corso di una conferenza stampa. Già nel 2011 – emerge dallo studio – la media Ocse di imposte immobiliari dirette e indirette era inferiore di 0,17 punti sul Pil e di 0,18 punti sul reddito disponibile netto rispetto al totale italiano. Si può dire quindi che l’Italia fosse allineata, con un piccolo scarto positivo, alla media Ocse. L’Italia superava invece la media Ue, rispettivamente di 0,30 e 0,50 punti per il Pil e per il reddito disponibile. Rispetto all’eurozona, la maggiore pressione fiscale dell’Italia era pari a 0,25 e 0,29 punti. La manovra Monti per il 2012 ha portato l’Italia a una pressione della tassazione patrimoniale immobiliare del 2,2% sul Pil e del 2,75% sul reddito disponibile contro la media Ocse di 1,27% e 1,59%, ossia circa 1 punto in meno sul Pil e 1,15 sul reddito disponibile. Il divario si accentua nei confronti della media Ue – che ha una pressione fiscale, rispettivamente, dell’1,15% e dell’1,40% – e, ulteriormente, con l’eurozona, che ha una pressione dell’1,13% e dell’1,40%, ossia la metà circa di quella dell’Italia sia rispetto al Pil che al reddito disponibile. In proposito, un famoso economista come Luca Ricolfi ha sottolineato che, grazie alla politica, nel giro di pochi anni ci siamo ritrovati molto meno ricchi, e soprattutto molto più timorosi per il futuro. Fino a pochi anni fa chi aveva una casa poteva pensare di avere una riserva di valore racchiusa in un forziere, e se riusciva ad affittarla poteva anche pensare di percepirne un reddito, sia pure modesto. Proprio per questo poteva permettersi di consumare, e qualche volta di indebitarsi per consumare. Oggi chi ha una casa, e la maggior parte degli italiani ne ha una, non la vive come un tesoro ma come un fardello. Corrado Sforza Fogliani Presidente Confedilizia Thu, 22 Jan 2015 17:04:55 +0000 ROOT Premio Biol, domani gran finale con 600 bambini a Castel del Monte https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/andria/17931-premio-biol-domani-gran-finale-con-600-bambini-a-castel-del-monte.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/puglia/andria/17931-premio-biol-domani-gran-finale-con-600-bambini-a-castel-del-monte.html   Tutto pronto per il gran finale del XIX Premio Biol, domani, con Castel del Monte invaso da 600 bambini all’insegna dell’olio biologico e del consumo sostenibile. Anche quest’anno è dunquededicata alle generazioni future del BiolKids la chiusura della kermesse concorsuale organizzata dal CiBi e promossa da Regione Puglia - Area Politiche per lo sviluppo rurale, Camera di Commercio di Bari e Città di Andria,che da mercoledì vede Andria capitale mondiale dell’olivicoltura biologica. Conclusi oggi i lavori della Giuria internazionale: i 27 esperti (provenientianche da Gran Bretagna, Spagna, Grecia, Germania, Tunisia, Usa, Giappone, India e Cina)hanno valutato i finalisti tra gli oltre425 oli provenienti da 17 Paesi, sullo sfondo della tradizionale mostra degli oli all’Oratorio Salesiani. Archiviato anche il convegno internazionale sull'olio d'oliva biologico tra produzione e mercato, col suo focus su Cina, Giappone e Usa, ci si concentra ora sulla spettacolare giornata conclusiva didomani, venerdì 21, incentrata appunto sul BiolKids. Quest’ultimo è promosso con l’assessorato alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, col prezioso supporto del Gal Le Città di Castel del Monte - che, dice il suo direttore Paolo De Leonardis,“ha sposato il progetto con entusiasmo peressere al passo con un futuro che parla di rispetto, valori tradizionali e sostenibilità” - e in collaborazione con l’Acu. Da febbraio il progetto ha visto percorsi formativi e laboratori di assaggio degli oli bio per gli alunni (e seminari per docenti e insegnanti) di 26 quarte e quinte classi di scuole primarie delle sei province pugliesie - novità di quest’anno - anche sette classi calabresi, sarde e liguri, coinvolgendo in tutto 800 ragazzi. Dunque, la giornata BiolKids partiràalle 9 all’Oratorio, dove 30minigiurati affiancheranno gli esperti del panel senior per individuare l’olio in gara più affine ai giovani palati. Poi raggiungeranno alle 11 Castel del Monte, dove dalle 9 ben 600 scolarianimeranno “I laboratori della terra e del villaggio sostenibile”allestiti all’Altro Villaggio dei Padri Trinitari, alle pendici del Castello: fino alle 15, si alterneranno le attività - a cura di Masseria dei Monelli, Sibilla Potenza e IISS “E. Di Savoia” di Bari - che accoglieranno i ragazzi pugliesi e i rappresentanti di quelle calabresi, sarde e liguri, all’insegna dei laboratori Le EcoBombe, Mi porto l’orto, Facciamo le Intorchiàte, Le foglie d’olivo, Lo spaventapasserino, Il telaio umano, I portapensieriBiolKids, Incorniciamo la natura e le analisi sensorialidei Gustodesk. Le attività saranno poi sospese per il grande corteo, con animazioni del Trio di Biolmusici, che alle 11.30 porterà bambini e docenti al piazzale del Castello, per la proclamazione degli oli vincitori del Premio Biol, a cui interverranno anche l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia Fabrizio Nardoni, il presidente della Camera di commercio di Bari Alessandro Ambrosi, il sindaco di Andria Nicola Giorgino con l’assessore comunale allo Sviluppo economico Benedetto Miscioscia, il direttore del GalPaolo De Leonardis e il coordinatore del BiolNino Paparella. Per i bambini la giornata proseguirà con il bio pranzo BiolKids e la ripresa dei laboratori. Alle 18.30 epilogo ad Andria, alle Officine San Domenico, per l’ultima “Biol Officina”, con un incontro pubblico sul miele bio, tenuto da Daniela Caretto (Premio BiolMiel), Vincenzo Panarelli (cenni su norme ed etichette) e l’esperto Giuseppe Rosini (ApiPuglia); in parallelo il laboratorio di videoarte “Organico; dalle 21BiolBar in collaborazione con la LILT, con vendita di cibi bio per beneficenza, e nutrizionisti ad illustrare i vantaggi salutistici del biologico; a seguire, concerto gratuito dei Saluti da Saturno. Il Premio Biol è patrocinato da Provincia Bat, Ifoam, AgroBioMediterraneo, e si svolge in collaborazione con Associazione BiolItalia, Gal - Le Città di Castel del Monte, Consorzio Puglia Natura, Lilt e Axiom Group. Thu, 20 Mar 2014 15:03:34 +0000 Andria Seminario Claai alla Camera di Commercio https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/16731-seminario-claai-alla-camera-di-commercio.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/16731-seminario-claai-alla-camera-di-commercio.html   Si è tenuto, presso la Camera di Commercio di Caserta, il seminario dal titolo “DM 37/08: CONOSCENZA E APPLICAZIONE “Stato dell’arte”, promosso dalla CLAAI provinciale e dal Collegio dei Periti Industriali di Caserta. L'incontro, organizzato da Antonio Razzano, responsabile del Polo Tecnologia e Ambiente CLAAI, e dal coordinatore della Commissione Impianti Elettrici ed Elettronici del Collegio dei Periti Antonio Rauccio, è stato un proficuo momento di informazione e chiarimento in merito al decreto ministeriale 37/08 e di largo confronto con la platea costituita principalmente da professionisti del settore. "Il seminario ci ha aiutato a comprendere una legge complessa e dalle mille sfaccettature - ha dichiarato uno dei professionisti presenti - E' importante che un sindacato di categoria si cali nei problemi reali e quotidiani di noi professionisti ed artigiani". Presenti all'incontro, moderato da Giuseppe Iodice e Silvana Narducci, il Presidente della Camera di Commercio di Caserta Tommaso De Simone, il Presidente Provinciale CLAAI Adelaide Tronco, il Presidente del Collegio dei Periti Industriali e dei Periti Industriali laureati Michele Merola, il Coordinatore del Polo Tecnologia e Ambiente Antonio Razzano, il Coordinatore della Commissione impianti elettrici ed elettronici Antonio Rauccio, il Responsabile dell’Ufficio Accertamenti e Verifiche della Camera di Commercio Anselmo Augusto Tommasone. La trattazione Tecnica è stata affidata ai relatori Antonio Rauccio, Anselmo Augusto Tommasone, Salvatore Corradini, Antonio Di Vaia, Michele Corletti e Pietro Delle Cave. L'ampia partecipazione all'iniziativa (del tutto gratuita) ha convinto gli organizzatori ad approfondire ulteriormente questo tema e di proporre nuovi argomenti su cui far luce, per venire incontro alle esigenze dei tecnici e degli artigiani costretti a farsi strada ogni giorno tra le mille leggi e norme non sempre di facile comprensione. Tue, 12 Nov 2013 15:00:13 +0000 Caserta Gli Studenti del Convitto Nazionale di Maddaloni omaggiano la giovane Medaglia d’Oro Carlo Santagata https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/16366-gli-studenti-del-convitto-nazionale-di-maddaloni-omaggiano-la-giovane-medaglia-doro-carlo-santagata.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/16366-gli-studenti-del-convitto-nazionale-di-maddaloni-omaggiano-la-giovane-medaglia-doro-carlo-santagata.html   Dal primo formale intervento pubblico avuto in qualità di Rettore del Convitto Nazionale “Giordano Bruno” di Maddaloni, il prof. Michele Vigliotti, ha chiarito il suo scopo: contribuire a formare le persone del “domani”, consci dei veri eroi della Storia e della nostra Terra. Già il 12 settembre scorso il prof. Vigliotti anticipò l’iniziativa di portare dei Fiori Bianchi ad un giovane eroe Carlo Santagata, raccontando tra l’altro, un episodio personale che lo vide contribuire a far “riscoprire” e valorizzare la stele che ricorda il sacrificio umano e del come, da quanto ciò accadde, ogni anno accompagna con profonda partecipazione i suoi alunni in loco per ricordare la “nostra storia”. Carlo Santagata è stato, volendo accennare a qualche elemento biografico, un eroe della resistenza ed insignito della medaglia d’oro. Giovanetto nel 1943 sacrificò la propria vita in nome dei valori quali la patria e la libertà. Carlo Santagata nacque a Portici (NA) il 18 settembre 1927,dopodiché si trasferì a Capua con la sua famiglia nel 1936. Era conosciuto da tutti come un giovane buono e di grande coraggio, tant’è che, appena sedicenne, prese parte alla Guerra di Liberazione, subito dopo l’armistizio. La partecipazione degli alunni delle classi terze del Liceo Classico annesso al Convitto Nazionale "Giordano Bruno" di Maddaloni è avvenuta lo scorso 8 ottobre. In quella occasione si sono recati gli alunni ed una rappresentanza del corpo docente, oltre il Rettore prof. Michele Vigliotti, a Capua, per rendere omaggio, offrendo un fascio di fiori bianchi, sulla stele che ricorda l' uccisione dell'eroe bambino Carlo Santagata, posta nella strada a lui intitolata, sotto un albero di gelso al quale, il giovanissimo eroe della nostra terra fu impiccato, il mattino del 5 ottobre 1943, da un gruppo di soldati nazisti, che incattiviti e inferociti dall’odio verso gli italiani ormai ex-alleati e considerati traditori dopo l’8 settembre, infierirono ulteriormente, sparando raffiche di mitra sul corpo del giovane, ormai già morto. Carlo Santagata riposa nel cimitero di Capua tra gli eroi e gli uomini illustri. Sulla stele che lo ricorda si legge la motivazione della Medaglia d’oro di cui Carlo Santagata è stato insignito: "Giovane sedicenne,pur reso edotto del pericolo cui andava incontro,si impegnava,da solo,in azioni di guerriglia contro le truppe tedesche ripieganti tra S.Maria C.V. e Capua.Catturato dal nemico,seviziato ed impiccato,immolava la sua giovane esistenza con serenita' e virile coraggio. Luminoso esempio del tradizionale eroismo della gioventù italiana".  “Un esercito ben armato e forte di milioni di soldati – ha ricordato il Rettore, prof. Vigliotti - si era squagliato come neve al sole, ed un re che era il simbolo vivente dell’unità della nazione era fuggito alla chetichella, senza lasciare ordini e direttive…. invece un povero ragazzo affamato e all’oscuro di tante cose, con coraggio prendeva il fucile per riscattare quell’onore, e donava la sua giovane vita in uno slancio di solidarietà e di patriottismo che nessuno che abbia cuore e sentimento potrà mai dimenticare”. Con la l’appuntamento dell’8 ottobre 2013, a cui a distanza di pochi giorni segue l’11 ottobre 2013 un'altra importante commemorazione e ricordo, quella dedicata a Franco Imposimato, continuano con una certa periodicità le attività di promozione della cultura, storia e territorio di Maddaloni a cura e nel Convitto Nazionale “Giordano Bruno” di Maddaloni.     Fri, 11 Oct 2013 08:47:18 +0000 Caserta AssoTutela: “Asl Frosinone verso il declino” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/frosinone/15851-assotutela-asl-frosinone-verso-il-declino.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/frosinone/15851-assotutela-asl-frosinone-verso-il-declino.html “Due Poli ospedalieri come Alatri e Sora declassati, il nosocomio di Anagni cancellato, neanche 4000 operatori in servizio, contro i 6000 di cui ci sarebbe bisogno e una atavica carenza di posti letto per acuti”. Ė la situazione della sanità frusinate, analizzata dal presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che dichiara: “Non si può uccidere un uomo morto, l’atto aziendale va rivisto sulla base delle esigenze della popolazione. Le strutture sanitarie a Frosinone e provincia - argomenta Maritato - hanno già subito una pesante battuta d’arresto con la creazione della cosiddetta ‘macroarea’, idea della precedente amministrazione che non ha fatto altro che penalizzare una provincia già povera di strutture. Ci chiediamo da chi sia composta la commissione dei cosiddetti ‘saggi’ che hanno provveduto alla stesura dell’atto aziendale e quante risorse aziendali siano state destinate a tale gruppo. Se questi sono i saggi – chiosa il presidente – non credo che la sanità regionale sia destinata a compiere grandi passi avanti”. Wed, 04 Sep 2013 13:33:52 +0000 Frosinone “Montemarano Wine Excellence” parte nel migliore dei modi https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/avellino/15818-montemarano-wine-excellence-parte-nel-migliore-dei-modi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/avellino/15818-montemarano-wine-excellence-parte-nel-migliore-dei-modi.html   Taglio del nastro ufficiale e grande affluenza di pubblico, nonostante il giorno infrasettimanale. E’ partita nel migliore dei modi la manifestazione Montemarano Wine Excellence, la rassegna enogastronomica che unisce cantine e imprenditori locali nella promozione dell’Aglianico di Montemarano, in programma fino a domenica 1 settembre.Coniugare sviluppo locale, filiera corta e responsabilità sociale di impresa, con l’attenzione ai temi della solidarietà. Obiettivi ambiziosi, per un evento che si preannuncia ricco di sorprese. Sapori ed odori nel centro storico di Montemarano, con gli stand enogastronomici ed artigianali pronti a “coccolare” i visitatori. Il programma di oggi (venerdì 30 agosto) Degustazioni di grappe in piazza del Popolo, mostra dei quadri “Oli e pastelli” dei maestri Luigi Grassia e Alessandro Minichiello nella sede di “Amo Montemarano”. E alle 20 il concerto di musica classica della Corale di Sant’Ippolisto diretta da maestro Simone Basso nella cattedrale di Santa Maria Assunta.   Asta di solidarietà Alla degustazione del vino e dei prodotti tipici del territorio, le Cantine Unite di Montemarano hanno voluto associare l’impegno a sostegno delle attività di ActionAid Italia, attraverso due aste nelle quali saranno battute alcune tra le loro migliori bottiglie di vino. Il ricavato andrà a favore di Operazione Fame, la campagna di ActionAid per il diritto al cibo. Le due aste questa sera di venerdì 30 e sabato 31, sempre alle ore 20, vedranno come ‘battitori’ due noti artisti irpini, Carlo Maria Todini ed Eugenio Corsi.Gli attivisti di ActionAid saranno presenti durante le 4 serate per sensibilizzare il pubblico e fornire informazioni sul lavoro dell’organizzazione.   Il programma di sabato 31 agosto Si parte con il trekking attraverso i sentieri del bosco di Montemarano alle 9.30. In mattinata è previsto anche un convegno su “Aglianico: le difficoltà di promuovere in Italia e all’estero questo vino”, con il sindaco di Montemarano, Beniamino Palmieri, ed esperti del settore. Alle 10.30 e alle 15.30 sarà possibile una visita guidata nei vigneti delle aziende di Montemarano. Alle 17 è previsto il simposio a cura della Pro Loco ProMontemarano “In vino veritas – valore e valori del vino irpino” presso l’auditorium del Comune. Alle 19 stage di danza a cura della Scuola di Tarantella Montemaranese. Fri, 30 Aug 2013 14:09:33 +0000 Avellino AssoTutela: “Asl di Latina, si soffoca in Rianimazione” https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/latina/15595-assotutela-asl-di-latina-si-soffoca-in-rianimazione.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/lazio/latina/15595-assotutela-asl-di-latina-si-soffoca-in-rianimazione.html “Ė un paradosso. Proprio il reparto in cui si dovrebbero riportare i malati gravissimi a condizioni di vivibilità accettabili, ristabilendone in primo luogo la respirazione, in questi giorni di afa sconsiderata si soffoca per malfunzionamento dei condizionatori”. La denuncia arriva da Michel Emi Maritato, presidente di AssoTutela, che spiega da quanto tempo l’Associazione tenga sotto controllo l’efficienza degli impianti refrigeranti degli ospedali regionali. “Siamo in prima linea per controllare che non si verifichino disagi ai cittadini ricoverati nelle strutture regionali e alla direzione della Asl, che amministra l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, sono arrivate segnalazioni dal mese di giugno, sia da parte dei parenti che dei ricoverati e soprattutto degli operatori. Proprio i dipendenti – continua Maritato – sono esasperati per la sciatteria con cui si esegue l’ordinaria manutenzione degli impianti. E non solo. Anche situazioni apparentemente di facile risoluzione, come la riparazione di una zanzariera, per l’ufficio tecnico della Asl di Latina diventano problemi insormontabili, come accaduto di recente nel reparto di Medicina. Chiediamo alla Regione Lazio trasparenza sulla destinazione dei 33 milioni e 600 mila euro destinati nel mese di giugno - con immediata liquidità a ogni ospedale per 1 milione e 600 mila euro – per le manutenzioni urgenti delle strutture”. Mon, 29 Jul 2013 15:58:18 +0000 Latina Ritorna “Ozi di Capua”, dal 19 al 28 Luglio un calendario ricco di eventi https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/15411-ritorna-ozi-di-capua-dal-19-al-28-luglio-un-calendario-ricco-di-eventi.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/15411-ritorna-ozi-di-capua-dal-19-al-28-luglio-un-calendario-ricco-di-eventi.html Dopo il successo dello scorsa edizione, con circa 50.000 presenze, ritorna, a partire da venerdì 19 luglio 2013, presso il Parco delle Fortificazioni della città di Capua, la manifestazione “Ozi di Capua”, organizzata dalla Pro Loco di Capua presieduta da Maurizio Orsi e patrocinata da Regione Campania, Provincia di Caserta, Camera di Commercio di Caserta, Comune di Capua, Ente Provinciale per il Turismo e Unione Nazionale delle Pro Loco Italiane, che con un calendario ricco di eventi per tutte le fasce di età animerà il territorio fino a domenica 28 luglio. “La Pro Loco di Capua – dichiara il Presidente Maurizio Orsi organizzatore della manifestazione – ha profuso il massimo sforzo per garantire anche quest’anno alla città di Capua e alla provincia di Caserta l’organizzazione degli Ozi di Capua. Il successo di pubblico e i consensi ricevuti lo scorso anno ci hanno dato ragione su un punto sostanziale: il localismo della proposta si deve integrare con la globalità del marketing.  Le Istituzioni devono comprendere che il territorio è un’entità complessa, composta da attori, risorse e relazioni che è necessario valorizzare partendo dal suo spirito, dalla sua vocazione: è in questo senso che si può parlare di marketing territoriale. Non si possono lasciar morire eventi che promuovono e qualificano il territorio. Desidero ringraziare – conclude Orsi – l’Amministrazione Comunale di Capua e tutti coloro, in particolar modo Andrea Rauso, che, a vario titolo, hanno creduto in me e stanno collaborando per la riuscita di un evento che qualifica ulteriormente il territorio casertano”.   “Ozi di Capua – ha aggiunto il Sindaco Carmine Antropoli -  rappresenta  un appuntamento di grande valenza culturale ed attrattiva. L’encomiabile lavoro degli organizzatori permetterà di ammirare rappresentanze carnascialesche di grande pregio provenienti da varie parti d’Italia e del mondo. Il successo ottenuto nel corso della prima edizione è il frutto dell’intelligente impegno profuso da Maurizio Orsi, nel quale l’Amministrazione Comunale ha sempre creduto. Ozi di Capua si configura come istanza progettuale che trova nel Comune un interlocutore attento e da tempo impegnato nell’opera di tessitura di una trama ricca di riscoperte di giacimenti  culturali di assoluto rilievo. La valorizzazione di tali risorse – chiosa Antropoli - si trasforma, così, in un’ulteriore occasione di rivalutazione della nostra comunità”. “… Fu una pausa non di riposo ma di piaceri quella che caratterizzò la sosta di Annibale e delle sue truppe a Capua nel 212 a.C., una tappa intermedia sulla strada per Roma dopo la vittoria di Canne che si rivelò fatale, perché due anni di vita spensierata, buon vino e gli “Ozi” di allora si rivelarono più forti del più forte esercito. Secoli dopo, ancora Capua, fece da scenario a una delle tragedie dell'umanità, la distruzione della città con il sacco del 1501 voluto da Cesare Borgia per vendicarsi delle nozze negategli da Federico d'Aragona, sovrano di Napoli, con la figlia Carlotta ...”   Grazie ad una brillante intuizione di Maurizio Orsi, Imprenditore e Presidente della Pro Loco di Capua, quest’arco di storia è stato racchiuso e rappresentato dall’evento “Ozi di Capua”, che anche quest’anno proporrà al pubblico  un articolato programma, nel quale spiccano le seguenti iniziative:  Venerdì, 19 luglio 2013, alle ore 21:00, presso il Parco delle Fortificazioni, Inaugurazione con Anteprima del Carnevale Estivo e Social Dance con DJ e Animazione. Sabato, 20 luglio 2013, si comincia alle ore 18:00, con il Carnevale dei Bambini, presso il Parco delle Fortificazioni dove sarà allestito un vero e proprio “Paese dei Balocchi” per i più piccini, con giochi, musica e gonfiabili. Alle ore 19:00, da Piazza San Francesco, partirà la Grande Parata del Carnevale Estivo di Capua con ben undici  gruppi carnascialeschi tra i più importanti e suggestivi d’Italia che sfileranno per la città sulle note della U.S. Naval Forces Europe Band (la banda musicale della N.A.T.O.) che suonerà in esclusiva per gli Ozi di Capua.   Questi i gruppi che si esibiranno a Capua: Ravinis e il suo Carnevale Artistico (Paluaro – Udine); il Carnevale d’Abruzzo (Alba Adriatica – Teramo); Lis Mascaris (Castions di Strada – Udine);  Carnevale Figlio di Bocco (Castiglion Fibocchi  - Arezzo); Le Maschere del Castello di Anna Lorenzetti (Camerata Picena –Ancona) che in occasione del Carnevale Estivo di Capua ha preparato un esclusivo e particolare costume di farfalla (vedi foto allegata); Carnevale di Misterbianco che sfilerà con gli esclusivi abiti del carnevale catanese; Carnevale di Venezia con l’Associazione Amici del Carnevale; Carnevale di Manfredonia (Foggia); Girlesque Street Band, l’unica band italiana tutta al femminile direttamente dalla Toscana; Telefunk’n Marching Band (Roma); Guggen Band Muja (Muggia – Trieste).   Alle ore 20:00, in Piazza dei Giudici, avrà luogo la presentazione dei gruppi folkloristici e delle band con Erennio De Vita. Alle Ore 21:30, i gruppi si ritroveranno e si esibiranno presso il Villaggio del Carnevale, che sarà allestito nel Parco delle Fortificazioni. A seguire il Radio Marte Show con il Dj Gigi Soriani e la Vocalist Mary Boccia che intratterranno il pubblico fino a notte fonda con musica, balli e schiuma party. Domenica, 21 luglio 2013, dalle ore 10:00 “Scopriamo la Città” con visite guidate al patrimonio storico e artistico di Capua. A partire dalle ore 19:00 la Grande Parata sarà riproposta con partenza da Via Napoli e con l’aggiunta de “La Brincadeira”,  un importantissimo gruppo proveniente da Barcellona (Spagna) che farà tappa a Capua in occasione del proprio tour europeo. Ritrovo alle ore 21:30 al  Villaggio del Carnevale, presso il Parco delle Fortificazioni, con il Radio Marte Show e la presenza del Vocalist Gigio Rosa e del Dj Gigi Soriani.   A partire da Venerdì 19 luglio fino a Domenica 28 luglio 2013, presso il Parco delle Fortificazioni, avrà luogo il PizzaFest organizzato con  l’Associazione Pizzaiuoli Napoletani con la partecipazione delle più importanti pizzerie partenopee.   Mercoledì 24 e Giovedì 25 luglio, tra il centro storico di Capua e il Parco delle Fortificazioni, avrà luogo il “Capua Buskers Festival”, il festival riservato ad Artisti di Strada provenienti da tutto il mondo. Domenica, 29 luglio 2013,  sarà ricordato il Sacco di Capua, “uno dei più funesti episodi che la terra abbia esposto al cielo”, con una grande rappresentazione storica con più di 200 figuranti che evocheranno le scene di battaglia di quel tragico giorno. Questo il programma: Si inizierà alle ore 10:30, tra le strade della città, con percorsi a tema nei luoghi simbolo del Sacco che saranno ripetuti più volte nell'arco della giornata.  Alle ore 19:00, sfilata dei 200 figuranti con costumi del '500 per le strade del centro storico con i Cavalieri della Pergamena Bianca, i Trombonieri di Sant'Anna all'Oliveto, gli Sbandieratori di Cava de' Tirreni, la Corte storica del Liceo Luigi Garofano, il Corteo medievale di Sant'Angelo in Formis "Ricorda, Racconta, Cammina...". Seguiranno la Rievocazione dell'Eccidio con la rappresentazione storica dei momenti più cruenti della strage e il Lancio delle Rose nelle acque del Volturno. Alle ore 21.00, presso il Parco delle Fortificazioni, sarà di scena il “Palio delle Ottine”, con spettacoli equestri e premiazione della contrada vincitrice con “Il Palio di Sant’Agata” realizzato dal maestro Gerardo Iorio del Museo D'Arte Contemporaneo di Capua. Con “Ozi di Capua” cultura, teatro, musica, arte si misceleranno tra loro dando vita ad un unico grande spettacolo dal vivo, ambientato nella cornice di una città d’arte come Capua, che, per l’occasione si trasformerà in un accogliente salotto all’aperto.  Il centro storico della città di Capua sarà animato in ogni suo angolo, coinvolgendo tutte le attività commerciali e offrendo al visitatore/turista numerose occasioni di scoperta, conoscenza e svago.   Tue, 16 Jul 2013 13:36:29 +0000 Caserta Alla scuola Lombardi Radice presentato il percorso formativo Ponmania https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/15071-alla-scuola-lombardi-radice-presentato-il-percorso-formativo-ponmania.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/15071-alla-scuola-lombardi-radice-presentato-il-percorso-formativo-ponmania.html Ieri mattina, sabato 8 giugno 2013, con inizio alle ore 10.00, presso il II Circolo Didattico “Lombardi Radice” di Via Roma, si è concluso la prima esperienza del percorso formativo dal titolo “PONMANIA” per l’ attuazione del Piano Integrato  annualità 2011, con una manifestazione briosa organizzata con i bambini coinvolti nei diversi corsi/progetti. Il ventaglio di offerte formative è stato di ben 6 moduli/corsi ( Comunicazione verbale e corporea (Arti marziali-Teatro); Inglese 1 e 2, Matematicamente, Ricicliamo con arte e Informatica azione C-1-FSE-2011-581 per Migliorare i livelli di conoscenze e competenze dei giovani -Interventi per lo sviluppo delle competenze chiave) e, in mani esperte, ha ravvivato l’ambiente formativo della nostra scuola portando una ventata di freschezza, di novità e di motivazioni che hanno reso decisamente più efficace gli esiti apprenditivi degli alunni interessati. Gli alunni hanno potuto recuperare e/o potenziare le competenze disciplinari attraverso didattiche laboratoriali innovative ed accattivanti; hanno espresso le loro potenzialità, consolidando altresì l’autostima, i rapporti interpersonali e comportamentali, nell’ottica di una sana e consapevole convivenza civile. Esperti e Tutor hanno accolto le famiglie per illustrare l'iter formativo e gli esiti a cui gli alunni sono pervenuti. Gli interventi caratterizzati dall'utilizzo da parte degli Esperti di metodologie e strategie innovative (cooperative learning, uso della LIM, ricerca azione, metodo sperimentale, learning by doing, apprendimento costruttivistico) hanno suscitato interesse, impegno, motivazione e desiderio di crescita, attraverso una partecipazione costante alle attività pomeridiane che si concluderanno con la manifestazione finale. Oltre ad essere un momento di festa e spensieratezza per tante famiglie, questo evento rappresenta il risultato di un lavoro di equipe che, integrando risorse e competenze, dimostra come la scuola pubblica italiana, anche in questa fase , possiede un patrimonio umano motivato, professionale e responsabile. Un ringraziamento "speciale" alla Dirigente scolastico dott.ssa Emilia Nocerino che ha sempre creduto nella opportunità formativa del PON e alla DSGA Dott.ssa Antonella Grasso, a tutto lo staff impegnato nel progetto ed al personale ATA per il costante supporto organizzativo. Mon, 10 Jun 2013 15:40:44 +0000 Caserta Caivano - Wwf e guardie zoofile dell’EMPA scoprono deposito illegale di rifiuti speciali e pericolosi in via Sant’Arcangelo https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/14961-caivano-wwf-e-guardie-zoofile-dellempa-scoprono-deposito-illegale-di-rifiuti-speciali-e-pericolosi-in-via-santarcangelo.html https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-15-06-15-37/campania/caserta/14961-caivano-wwf-e-guardie-zoofile-dellempa-scoprono-deposito-illegale-di-rifiuti-speciali-e-pericolosi-in-via-santarcangelo.html   Nella giornata di lunedeì, il Nucleo delle guardie giurate zoofile - venatorie ed ambientali del WWF Italia, in collaborazione con l’ E.M.P.A. (Ente Mediterraneo Protezione Animali), hanno effettuato un controllo mirato a contrastare i reati di maltrattamento animale, bracconaggio, e attività anti-ambientali sul territorio. L’operazione ha riguardato nella fattispecie Via Sant’Arcangelo, dove veniva scoperto in aperta campagna, in presenza di coltivazioni agricole attualmente ancora in atto, un deposito illegale di rifiuti speciali e pericolosi composto da un cumulo di pannelli ondulati e canne fumarie presumibilmente in cemento-amianto, comunemente denominato “eternit”, nonché numerosi pneumatici fuori uso ed altro materiale proveniente da attività edile. La natura e la qualità del materiale individuato hanno fatto supporre alle Guardie la provenienza da una singola impresa edile. Le suddette Guardie hanno denunziato i fatti alla Procura della Repubblica ed alle altre Istituzioni competenti. “Abbandonare questo tipologia di rifiuti” –hanno affermato il Capo Nucleo Provinciale delle Guardie zoofile EMPA Giuseppe Salzano, ed il coordinatore delle guardie giurate del WWF per la Provincia di Napoli Bruno Cajano – “configura il “Reato ambientale”, previsto dal D.Lgs. 152/2006, oltre al danno per l’ecosistema ed il pericolo per la salute umana. È stato, infatti, scientificamente provato che non esiste una soglia minima d’inalazione di fibre d’amianto per contrarre i tumori, quindi ogni minima quantità può essere cancerogena. La bonifica dell’area contaminata” – hanno aggiunto i due volontari – “spetterà al Comune di appartenenza del sito in questione, quindi al Comune di Caivano. Il fenomeno dello smaltimento abusivo di rifiuti tossici, accompagnato dai relativi roghi, sta assumendo sempre di più proporzioni di notevole rilevanza e rappresenta il primo fattore di rischio per la salute della popolazione campana poiché” – hanno tenuto a sottolineare Salzano e Cajano – “genera di conseguenza la dispersione ed il deposito di polveri di amianto e di diossina sulle colture e l’inquinamento, altresì, delle falde acquifere”. Il Wwf e l’EMPA annunciano alla cittadinanza ulteriori azioni di contrasto al fenomeno in collaborazione con gli altri Corpi di Polizia presenti sul territorio. Fri, 31 May 2013 16:37:32 +0000 Caserta