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Sabato, 11 Luglio 2026

Una donna sola, un amore spezzato dalla guerra e una missione destinata a cambiare il corso della sua esistenza. Sono questi gli elementi al centro de “L’ultimo incarico a Parigi”, il nuovo romanzo di Rhys Bowen, pubblicato in Italia da Indomitus Publishing. Edizione italiana di The Paris Assignment, il libro segna il ritorno di una delle autrici più apprezzate della narrativa storica internazionale, capace di conquistare milioni di lettori grazie a storie che intrecciano con rigore storico emozioni, suspense e protagoniste indimenticabili.

Con oltre dieci milioni di copie vendute nel mondo, più di centomila soltanto in Italia e traduzioni in oltre trenta lingue, Rhys Bowen si conferma una delle firme di riferimento del romanzo storico contemporaneo. Da anni specializzata in opere ambientate durante la Seconda guerra mondiale, l'autrice torna a raccontare uno dei periodi più drammatici del Novecento attraverso una vicenda che unisce amore, spionaggio, Resistenza e resilienza.

La storia si apre nella Parigi della fine degli anni Trenta. Madeleine Grant è una giovane londinese brillante, idealista e piena di speranze. Trasferitasi nella capitale francese, crede di aver trovato la felicità accanto a Giles Martin, affascinante giornalista francese con il quale costruisce una famiglia e cresce il loro piccolo Olivier sotto il cielo della Ville Lumière. Ma quella serenità è destinata a durare poco. L'Europa si avvia verso il conflitto mondiale e le prime ombre della guerra travolgono anche la loro esistenza.

Quando la Francia viene occupata, Giles decide di rimanere a combattere nelle file della Resistenza, scegliendo di opporsi all'invasione nazista. Madeleine, invece, è costretta a lasciare Parigi e a rifugiarsi in Inghilterra insieme al figlio, cercando di ricostruire una quotidianità che appare sempre più fragile e precaria.

Il destino, tuttavia, le infligge un colpo ancora più devastante. Olivier le viene improvvisamente portato via, lasciandola senza alcuna certezza e privandola dell'unico punto fermo rimasto nella sua vita. È proprio da questa tragedia che prende forma il cuore del romanzo.

Madeleine rifiuta di lasciarsi sopraffare dal dolore. Quando il ministero britannico le propone di prendere parte a una delicata missione clandestina nella Francia occupata, accetta senza esitazione. La sofferenza si trasforma in determinazione, la speranza diventa la sua arma più preziosa e il desiderio di giustizia si trasforma in una pericolosa missione oltre le linee nemiche.

Nel corso della sua infiltrazione nella Parigi occupata, Madeleine dovrà affrontare tradimenti, pericoli continui e la brutalità del regime nazista. Ogni scelta comporterà rischi enormi, mentre il peso dei ricordi e delle perdite continuerà ad accompagnarla. Ma ogni passo la avvicinerà anche alla possibilità di ottenere giustizia e, forse, di ritrovare Giles, l'uomo che non ha mai smesso di amare.

Con “L’ultimo incarico a Parigi”, Rhys Bowen costruisce una narrazione intensa, nella quale la ricostruzione storica si fonde con una forte componente emotiva. La scrittrice è nota per l'accuratezza delle sue ricerche e per la capacità di trasformare eventi realmente accaduti in storie coinvolgenti, animate da personaggi credibili e profondamente umani.

Il romanzo affronta temi universali come il sacrificio, il coraggio, la maternità e la capacità dell'essere umano di rialzarsi anche nei momenti più difficili. Sullo sfondo della guerra si sviluppa così il ritratto di una donna che, invece di arrendersi alle circostanze, sceglie di reagire, mettendo in gioco la propria vita per difendere ciò che ama.

La critica internazionale ha più volte riconosciuto a Bowen una notevole abilità narrativa. Autrici affermate come Jacqueline Winspear e Deborah Crombie ne hanno elogiato la precisione storica, la profondità psicologica dei personaggi e la capacità di restituire con autenticità le atmosfere della Seconda guerra mondiale.

Anche il pubblico anglosassone ha accolto con entusiasmo The Paris Assignment, definendolo un romanzo "straordinario" e "impossibile da mettere giù", grazie a una scrittura elegante, a personaggi realistici e a una ricostruzione storica ricca di dettagli.

Ambientato tra Parigi, Londra e l'Australia, “L’ultimo incarico a Parigi” si rivolge agli appassionati della narrativa storica, ai lettori che amano le grandi protagoniste femminili e a chi cerca storie capaci di coniugare tensione narrativa, emozione e speranza. Un'opera che rende omaggio al valore della Resistenza, alla forza dell'amore materno e alla straordinaria capacità dell'essere umano di trovare luce anche nei periodi più oscuri della storia.

La carriera di Rhys Bowen rappresenta una delle più solide della narrativa contemporanea. Le sue opere hanno venduto oltre dieci milioni di copie nel mondo, sono state tradotte in più di trenta lingue e le hanno valso candidature ai principali riconoscimenti del genere giallo, oltre alla conquista di prestigiosi premi come gli Agatha, gli Anthony e i Macavity Awards. 

Accanto alle celebri serie di gialli storici, l'autrice ha firmato numerosi romanzi indipendenti diventati bestseller internazionali e continua a essere seguita da una vasta comunità di lettori in tutto il mondo, con oltre 215 mila follower sui social media. Con “L’ultimo incarico a Parigi”, Bowen conferma ancora una volta la sua capacità di raccontare la grande Storia attraverso vicende intime, intense e profondamente umane, lasciando al lettore un racconto destinato a restare a lungo nella memoria.

La giornalista e scrittrice Claudia Conte torna in libreria con il suo nuovo romanzo “Dove nascono i silenzi”, disponibile in esclusiva su Amazon, un'opera che affronta alcune delle più delicate emergenze sociali del nostro tempo attraverso una narrazione intensa e profondamente coinvolgente. Il volume sarà presentato lunedì 14 luglio, alle ore 19, presso il Circolo Canottieri Lazio, in occasione di un incontro che vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo dell'informazione e di esperti impegnati sui temi dell'educazione e del disagio giovanile.

L'appuntamento rappresenta una delle prime tappe del tour nazionale dedicato al libro e offrirà l'occasione per approfondire i temi affrontati nel romanzo, confermando il percorso di impegno civile che da anni caratterizza l'attività di Claudia Conte.

Recentemente insignita del Premio Internazionale Leone d'Oro per il giornalismo sociale e portavoce ufficiale dell'Osservatorio Nazionale sul Bullismo e il Disagio Giovanile, l'autrice concentra la propria attenzione su fenomeni che interessano sempre più famiglie e giovani: dalla violenza domestica alle forme di controllo psicologico ed economico, dal bullismo al disagio adolescenziale, fino al valore dell'ascolto come fondamentale strumento di prevenzione, sostegno e cura.

Attraverso la vicenda narrata in “Dove nascono i silenzi”, il romanzo invita il lettore a riflettere sulla necessità di rompere il muro del silenzio che spesso accompagna situazioni di sofferenza e isolamento, promuovendo una maggiore consapevolezza sull'importanza dell'educazione, dell'empatia e della responsabilità collettiva nei confronti delle persone più fragili.

Ad aprire la serata saranno i saluti istituzionali di Luciano Crea, vicepresidente del Circolo Canottieri Lazio e presidente della Commissione del Consiglio Regionale dedicata a Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo.

Il dibattito sarà moderato dal direttore del Secolo d'Italia, Antonio Rapisarda, e vedrà la partecipazione di autorevoli rappresentanti delle istituzioni e del mondo delle professioni.

Interverranno infatti Lucia Albano, sottosegretario di Stato al Ministero dell'Economia e delle Finanze; Paola Frassinetti, sottosegretario al Ministero dell'Istruzione e del Merito; Fabio Roscani, deputato e presidente di Gioventù Nazionale, e la psicoterapeuta Marta Di Meo, giudice onorario ed esperta in mutismo selettivo, che offrirà il proprio contributo professionale sui temi affrontati nel libro.

Ad arricchire la presentazione saranno inoltre le letture di alcuni brani del romanzo affidate all'attore Danilo Brugia, che accompagnerà il pubblico all'interno delle atmosfere e delle emozioni della nuova opera.

La presentazione romana costituisce una tappa significativa del tour estivo nazionale di “Dove nascono i silenzi”, che nelle settimane successive farà tappa in alcuni importanti appuntamenti culturali italiani, tra cui il Premio Ausonia, il Caffè della Versiliana e Ombre Festival, proseguendo così il dialogo con il pubblico sui temi affrontati nel romanzo.

La serata si concluderà con il firmacopie dell'autrice e un momento conviviale durante il quale sarà offerto un aperitivo dall'azienda vitivinicola La Pizzuta del Principe, iniziativa realizzata grazie al contributo di Andrea Petrangeli, Private Banker di **Banca Generali>. Un'occasione che consentirà ai partecipanti di incontrare Claudia Conte, confrontarsi con gli ospiti presenti e approfondire le riflessioni suscitate da un romanzo che affronta, con sensibilità e attenzione, alcune delle questioni sociali più urgenti della contemporaneità.

Tullio Iaria è Direttore delle Operazioni della Fabbrica Italiana Droni ([f-i-d.it](https://www.f-i-d.it/)), la prima azienda italiana ed europea a occuparsi di droni, operativa dal 2010. Laureato in Giurisprudenza, pilota e responsabile marketing a livello di Direzione Generale, ha fatto da apripista nel settore avviando collaborazioni con enti e Stati esteri. La società è Entità Riconosciuta dall'ENAC per l'addestramento dei piloti e, da quest'anno, accreditata come polo tecnologico universitario. Iaria è intervenuto alla XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, presso lo stand dell'Esercito Italiano, con una riflessione sulla gamification nei conflitti.

 Quando nasce la Fabbrica Italiana Droni e di che cosa si occupa?

 Nasce nel 2010, in un momento in cui pochi credevano che un drone di piccole dimensioni, prodotto in serie con materiale economico, potesse diventare uno strumento operativo con implicazioni tattiche rilevanti. I piloti di FPV (First Person View) in Italia erano forse una decina. Chi parlava di APR (Aeromobile a Pilotaggio Remoto) veniva ascoltato con scetticismo, e perfino negli ambienti dell'aeromodellismo i dronisti non erano ben visti. Ci siamo occupati fin dall'inizio di sviluppo, programmazione e addestramento, con l'obiettivo di trasformare una tecnologia ancora marginale in una capacità concreta.

 Da cosa nasceva la diffidenza iniziale verso la vostra attività?

 Dalla scarsa fiducia nella sua applicabilità reale. Pesavano i limiti delle batterie, la poca disponibilità di componentistica «marcata» e l'assenza di case history importanti a cui fare riferimento. C'era anche chi mi chiedeva se la Fabbrica Italiana Droni volesse fare concorrenza a Leonardo o a Boeing: non è mai stato quello l'obiettivo, guardavamo ad altro. Ero convinto, e i test lo confermavano, che a definire il valore di un sistema non siano il peso, la dimensione o il costo, ma la capacità, la versatilità e la programmabilità. La guerra dei droni sembrava allora un fatto lontano, confinato ai reparti specializzati d'oltreoceano, eppure quel futuro era più vicino di quanto si pensasse.

 Qual è la visione dell'azienda e lo spirito che la guida?

 Il percorso della Fabbrica Italiana Droni non parte da una gara pubblica, ma da una visione indipendente. Attorno al progetto si è raccolto un gruppo di sviluppatori, tecnici, ex militari e docenti universitari che condividevano uno sguardo diverso sul settore. In quel garage di Piazza della Trivulziana, dove abbiamo iniziato a saldare, avevamo un obiettivo che resta immutato: dare un contributo alla piattaforma industriale nazionale dei sistemi UAS con mezzi leggeri, adattivi e dotati dell'autonomia operativa necessaria a fare ciò che devono fare. Non offriamo soltanto tecnologia, ma un metodo, costruito attraverso sperimentazione e tecnica.

 Quali caratteristiche distinguono il vostro lavoro?

 Ho impostato l'attività sulla qualità e ho dato al comparto dei droni un'impronta aeronautica. Ho introdotto in Italia il volo FPV, che oggi è l'elemento cardine del settore sul piano civile e militare. Pilotare indossando un visore significa vivere l'esperienza in prima persona, come se si fosse a bordo: un'immersione totale che permette manovre acrobatiche impossibili con i droni tradizionali.

  Esistono partnership o collaborazioni con altri enti e realtà affini?

 Sì, su più fronti. Sono consulente delle Forze Armate e della Polizia e formatore nell'ambito della Protezione Civile, della gestione delle emergenze e del soccorso. Sul piano produttivo collaboriamo con LuminosBee, team italiano specializzato negli spettacoli di droni, che unisce arte, media e ricerca sul design come catalizzatore di innovazione scientifica e tecnologica. La nostra peculiarità è importare le migliori pratiche estere e reinterpretarle in chiave italiana. Il miglioramento continuo, il restyling e la programmazione che sviluppiamo qui costituiscono un comparto che crea posti di lavoro e rappresenta una fonte di reddito che contribuisce al PIL.

 Che cosa significa la gamification di cui ha parlato durante il suo intervento al Salone Internazionale del Libro di Torino?

 Il termine gamification viene coniato nel 2002-2003 dal programmatore inglese Nick Pelling, incaricato di progettare interfacce in stile videogioco per bancomat e distributori automatici. La sua società Conundra chiude per mancanza di clienti: l'idea era arrivata troppo presto. Le radici del concetto sono però più antiche e risalgono ai programmi a punti dei boy scout di inizio Novecento, alle S&H Green Stamps del 1896, al programma fedeltà AAdvantage di American Airlines del 1981. Il termine si afferma nel 2005 con Bunchball, prima piattaforma cloud di gamification fondata da Rajat Paharia, e si consolida nel 2010 dopo il talk di Jesse Schell al DICE Summit di Las Vegas. Da allora la gamification è entrata in HR, formazione aziendale, sanità, educazione e ambito militare, dove America's Army del 2002 era stato un precursore inconsapevole.

 Ci racconta la storia della simulazione?

 La simulazione ha radici più profonde. Il Kriegsspiel del barone von Reisswitz del 1812 è il primo wargame moderno: lo Stato Maggiore prussiano ne fece uno strumento di formazione strategica, e i risultati si videro a Sadowa nel 1866 e Sedan nel 1870. Il Naval War College di Newport simulava lo scenario Pacifico già negli anni Trenta, al punto che l'ammiraglio Nimitz dichiarò che durante la Seconda Guerra Mondiale nulla lo aveva sorpreso eccetto l'arma kamikaze. Negli anni Cinquanta la RAND Corporation estende la simulazione alla strategia globale. Oggi i centri NATO e nazionali — penso al CESIVA dell'Esercito Italiano a Civitavecchia — la pongono al centro di ogni dottrina addestrativa. Storia della gamification e storia della simulazione sono due percorsi che oggi confluiscono nello stesso strumento operativo.

Niky Marcelli sorprende i lettori con "Le ragazze sono in giro": una teen dramedy tra ironia, amicizia e colpi di scena

Abiti sartoriali, atmosfere noir e trame gialle ricche di suspense hanno reso Niky Marcelli uno degli autori più riconoscibili del panorama narrativo italiano. Con il suo nuovo romanzo, "Le ragazze sono in giro", pubblicato da Officine Pindariche, lo scrittore sceglie però di cambiare completamente registro, lasciandosi alle spalle le ambientazioni cupe e misteriose che hanno caratterizzato le sue opere precedenti per raccontare una storia fresca, brillante e profondamente umana.

Il nuovo libro conduce il lettore in un piccolo borgo medievale lungo la via Cassia, in direzione Viterbo, dove prende vita una coinvolgente teen dramedy capace di alternare leggerezza, comicità e momenti di intensa emozione. Il titolo richiama volutamente il celebre brano di Luciano Ligabue, diventando la perfetta colonna sonora delle vicende di cinque sedicenni che affrontano l'estate dei primi anni Duemila, un periodo destinato a cambiare per sempre le loro vite.

Protagonista della storia è Alessandra Bevilacqua, soprannominata "Salamandra" per la sua inesauribile passione nel trascorrere intere giornate a prendere il sole a bordo piscina. Attorno a lei si muove un gruppo di amiche inseparabili, ciascuna con una personalità ben definita e fuori dagli schemi. Ci sono Chiara e Giorgia, conosciute da tutti come "le gemelle", unite dall'amore per la tromba e per le motociclette; Viviana, ribattezzata "Mortiana", dall'animo dark e figlia del custode del cimitero del paese; e Monica, la più sensibile della compagnia, alle prese con le proprie insicurezze, il rapporto con il corpo e una situazione familiare non sempre semplice.

A fare da sfondo alle loro giornate estive è una famiglia decisamente fuori dal comune. Il padre di Alessandra è uno scrittore che attraversa una profonda crisi creativa e coltiva una grande passione per le automobili d'epoca. Accanto a lui si muovono due zie eccentriche e una nonna, ex attrice, dalla personalità esplosiva, contribuendo a creare un'atmosfera vivace e ricca di situazioni paradossali.

L'equilibrio del piccolo borgo viene improvvisamente sconvolto da una scoperta destinata ad attirare l'attenzione nazionale: all'interno del Duomo locale emerge casualmente un affresco attribuito a Caravaggio. L'evento trasforma il paese nel centro dell'interesse mediatico, richiamando giornalisti, esperti e curiosi. Tra loro arriva anche una restauratrice tanto affascinante quanto spregiudicata, il cui passato si intreccia inaspettatamente con quello della famiglia di Alessandra: la donna, infatti, è stata il primo grande amore del padre della protagonista.

Da questo momento la narrazione accelera, trasformandosi in un susseguirsi di equivoci, situazioni grottesche e colpi di scena che coinvolgono non solo le cinque ragazze, ma l'intera comunità. La commedia si intreccia progressivamente con momenti più intensi, fino a quando la realtà presenta il suo conto, mettendo i personaggi di fronte a scelte difficili e alla perdita dell'innocenza tipica dell'adolescenza.

Con "Le ragazze sono in giro", Niky Marcelli conferma ancora una volta la propria versatilità narrativa. L'autore dimostra di sapersi muovere con disinvoltura tra generi molto diversi, passando dal noir alla commedia di formazione senza rinunciare alla qualità della scrittura e alla capacità di costruire personaggi credibili e coinvolgenti.

Ma il romanzo non è soltanto il racconto di un'estate e della crescita di cinque adolescenti. Marcelli, che negli anni Novanta è stato tra i fondatori dello storico settimanale satirico La Peste, mantiene intatta la sua vena più pungente. Tra le pagine del libro trova infatti spazio una satira acuta e brillante della società contemporanea, capace di osservare con ironia i meccanismi del mondo dell'informazione, del successo mediatico e delle dinamiche umane, senza rinunciare a momenti di autentica emozione.

Il risultato è un romanzo che alterna comicità e malinconia, leggerezza e riflessione, accompagnando il lettore in una storia dove amicizia, famiglia, primi amori e crescita personale si fondono in un racconto vivace e ricco di sfumature.

"Le ragazze sono in giro", pubblicato da Officine Pindariche, sarà disponibile dal 6 luglio in libreria e sulle principali piattaforme online, proponendosi come una delle novità editoriali dell'estate per chi cerca una lettura capace di divertire, emozionare e far riflettere.

Dopo l’esordio con “Puritia. La città dell'aria” nel 2024, il giovane scrittore Bruno Desando è ora di nuovo in libreria con la prima parte di “Puritia. La città dell'acqua” (Ed. Narrazioni Clandestine, Collana Fantasy).

In questo secondo volume della saga Emma torna nel Mondo degli Elementi, per ottenere delle risposte da parte di suo padre, eppure Alex sembra essere ancora una volta sfuggente. Nel frattempo, la sua vita si complica ulteriormente: il principe Edoardo e i suoi amici continuano a tormentarla, mentre oscuri misteri, legati alla particolare sfera fuoriuscita dal corpo del suo amico David l’anno precedente, la perseguiteranno sin da subito, ponendola di fronte a tante domande e continui pericoli.
“Scrivere per me significa poter trasformare idee, emozioni e immaginazione in qualcosa di concreto – ha spiegato l’autore.

Mi piace creare storie e personaggi che possano coinvolgere il lettore e farlo entrare, anche solo per qualche ora, in un mondo diverso. La scrittura è anche un modo per esprimermi liberamente e dare voce alla creatività, cercando ogni volta di trasmettere emozioni, curiosità e messaggi significativi”.

“Abbiamo scelto di pubblicare il secondo volume della saga ‘Puritia’ di Bruno Desando perché abbiamo riconosciuto in quest’opera una combinazione efficace di avventura, crescita personale e immaginazione fantastica, capace di parlare sia ai lettori più giovani sia a un pubblico più ampio appassionato di narrativa fantasy – ha commentato la casa editrice.
La storia di Emma affronta temi universali e profondamente attuali: la ricerca della propria identità, il rapporto con la famiglia, la gestione delle emozioni e la responsabilità che deriva dalla scoperta delle proprie capacità. Attraverso l’ambientazione originale del Mondo degli Elementi e una trama ricca di misteri, l’autore costruisce un percorso narrativo coinvolgente che accompagna il lettore in una riflessione sul coraggio, sull’amicizia e sulle scelte che definiscono il nostro futuro.

Abbiamo inoltre apprezzato la continuità e l’evoluzione della saga, che in questo secondo capitolo amplia l’universo narrativo di ‘Puritia’ introducendo nuovi personaggi, conflitti e segreti, mantenendo alta la tensione e il senso di meraviglia che caratterizzano il fantasy contemporaneo.

Bruno Desando dimostra una passione autentica per la scrittura, coltivata fin dall’infanzia e maturata attraverso un percorso personale e culturale che emerge nella costruzione del racconto. La sua capacità di creare mondi immaginari e di raccontare il percorso di crescita della protagonista rappresenta uno degli elementi che ci hanno convinto a sostenere e valorizzare questo progetto editoriale”.

Tra simboli enigmatici, una sfera potente e nuovi nemici nell’ombra, Emma dovrà così affrontare segreti sempre più oscuri. Perché questa volta, non è solo il suo destino a essere in gioco, ma quello di un intero mondo.

BIOGRAFIA

Bruno Desando (Curinga, 1997) ha conseguito la laurea in Scienze dell’Organizzazione a Milano, città dove ha vissuto e lavorato per circa sei anni, prima di tornare in Calabria. Fin da bambino, si è dilettato a scrivere storie e racconti di ogni genere, cercando sempre di metterci la passione e l’adrenalina che lo spingevano ad inventarle e a metterle nero su bianco. Non a caso ha partecipato ad alcune attività extrascolastiche che lo vedevano impegnato a scrivere diverse poesie per il quotidiano “La Gazzetta del Sud”, grazie alle quali ha avuto l’onore di vincere il primo premio con una sua opera nel 2011. Esordisce con il suo primo romanzo Puritia - La città dell’aria, pubblicato da Rossini Editore, nel 2024.

 

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