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Domenica, 12 Luglio 2026

Trent'anni di odissea iblea: il Premio Ragusani nel Mondo tesse trame di eccellenza e nostalgia

Un abbraccio caloroso da Ragusa, Piazza Libertà, sotto un cielo intessuto di stelle, ha avvolto sabato sera la trentennale celebrazione del Premio Ragusani nel Mondo. Un giubileo di radici e ali, un inno all'orgoglio di una comunità che, da tre decadi, onora i suoi figli più illustri, disseminati ai quattro angoli del globo.
La serata inaugurale, una sinfonia di solennità ed emozione, ha segnato l'apertura di un traguardo storico per la kermesse ideata dall'omonima associazione.
L'incipit della manifestazione è stato un momento di sublime armonia: l'ingresso trionfale della Banda musicale della Marina Militare Italiana, la cui esecuzione dell'inno nazionale ha vibrato nell'aria, toccando le corde più profonde di un pubblico commosso e partecipe.

Sul palco, condotti con grazia e brio dai giornalisti Salvo Falcone e Caterina Gurrieri, si sono dipanati racconti di vita, memorie cristalline e intime emozioni, in una narrazione che ha saputo fondere passato e presente, radici ancestrali e visioni future. Dopo il caloroso benvenuto dei vertici associativi – il presidente Salvatore Brinch, il direttore Sebastiano D’Angelo e il presidente onorario Franco Antoci, affiancati da alcuni membri del direttivo – la serata è entrata nel vivo con le prime, attesissime, onorificenze.

I riflettori si sono accesi su figure di spicco, autentici vessilli dell'ingegno ibleo nel mondo: l'oftalmologo Alberto Distefano, emblema dell'emigrazione ragusana negli Stati Uniti, la cui storia risuona come un ponte tra continenti; l'armatore di navi petrolifere Raffaele Brullo, testimone di audacia e visione in alto mare; Mirja Cartia d’Asero, mente manageriale di primissimo piano nel tessuto economico nazionale, la cui influenza si estende ben oltre i confini regionali; Antonino Ferrera, manager di caratura internazionale, esempio di leadership globale. Al loro fianco, la platea ha applaudito imprenditori di successo quali Vincenzo Venniro, Andrea Russo e l'illuminato team di Sisifo, rappresentato dal presidente Giuseppe Piccolo, dall'amministratore delegato Rosario Alescio e dal direttore della centrale di Ragusa, Maurizio Carnazza, tutti artefici di progresso e innovazione.

Ogni premiazione è stata anticipata da un video-racconto, un caleidoscopio di immagini e parole che ha dischiuso al pubblico il vissuto più intimo dei premiati, trasformando ogni riconoscimento in un'esperienza condivisa. Ad impreziosire ulteriormente i momenti scenici, le evocative performance musicali dirette dal M° Peppe Arezzo, arricchite dalle voci cristalline delle giovani cantanti Beatrice La Rocca e Giorgia Faraone. Un tocco di inattesa magia è giunto dall'esibizione di Francesca Rollo, con una toccante interpretazione dell'"Ave Maria", un inno alla spiritualità che ha avvolto la piazza.

La serata è stata ulteriormente sublimata dall'arte incantatrice dell'illusionista Martin, la cui presenza scenica e i giochi di prestigio hanno catturato lo sguardo e la meraviglia del pubblico, intervallati dalla profonda recitazione poetica del talentuoso regista Gianni Battaglia, che ha saputo tessere un filo invisibile tra parole e anima.

Dietro le quinte, una macchina organizzativa impeccabile, animata da uno staff coeso e supportata da una fitta rete di partner istituzionali e privati, ha garantito una prima serata all'altezza di un'edizione storica, tessendo una trama di perfezione e dedizione. Il gran finale è stato nuovamente affidato alla Banda musicale della Marina Militare, che ha congedato il pubblico con un repertorio studiato ad hoc per Ragusa, chiudendo con eleganza e maestosità un capitolo che si scolpirà indelebilmente nel cuore dei presenti.

Un'ode alla memoria, un tributo al talento e un manifesto per il futuro: la seconda serata del Premio Ragusani nel Mondo, svoltasi ieri, domenica 27 luglio, nell'atmosfera vibrante di una gremita Piazza Libertà a Ragusa, ha suggellato il trentesimo anniversario di un evento che trascende la mera celebrazione per farsi autentico ponte generazionale e culturale.

Dopo l'eco ancora vivida del trionfo inaugurale, questa edizione giubilare ha offerto un nuovo capitolo indimenticabile, intessuto di intense emozioni e luminose testimonianze del genio ibleo proiettato sul palcoscenico globale.

Il fulcro nevralgico della serata è stato indiscutibilmente la consacrazione della gioventù, incarnata in una sezione inedita e visionaria, volta a illuminare l'astro nascente del territorio. Il proscenio ha accolto Ruben Micieli, pianista e compositore la cui arte ha già incantato platee internazionali, testimone di una sensibilità musicale che travalica i confini. Al suo fianco, Loris Fichera, ingegnere specializzato in robotica medico-chirurgica, ha delineato i contorni di un futuro dove scienza e innovazione si fondono al servizio dell'umanità, forte di contributi già incisivi nel suo campo.

E ancora, Lorenzo Guardiano, egittologo e filologo, giovane accademico con un curriculum già denso di esperienze di ricerca d'oltreconfine, ha rivelato la profondità di un sapere antico che continua a ispirare. Un momento di toccante lirismo è stato poi offerto dai fratelli Giovanni e Matteo Cutello, jazzisti chiaramontani, che, accompagnati dal Maestro Peppe Arezzo, hanno stregato l'uditorio con le armonie raffinate delle loro esecuzioni.

Storie, queste, differenti nel loro svolgersi, ma accomunate da una radice profonda e da un unico, ambizioso orizzonte: veicolare il nome di Ragusa nel mondo, con lo sguardo risolutamente rivolto all'avvenire.

La serata è stata altresì impreziosita dalla consegna di due Premi Speciali di ragguardevole levatura. Il primo è stato conferito a Domenico Pisana, giornalista e critico letterario modicano, in riconoscimento del suo instancabile impegno nella promozione della cultura iblea e del suo fondamentale ruolo nel fostering del dialogo interculturale con il mondo arabo-mediterraneo.

Il secondo, emblematico della vocazione etica del Premio, è stato dedicato al settore del volontariato e assegnato dal Centro Servizi per il Volontariato Etneo (CSVE), rappresentato dal suo presidente, Salvatore Raffa. Il prestigioso riconoscimento è stato consegnato al dott. Mario Catalano per il suo encomiabile progetto di cure odontoiatriche in Africa, esempio luminoso e tangibile di solidarietà umana.

Ma è stato il lungo e commovente momento dell'amarcord, autentico cuore pulsante della manifestazione, a infondere alla serata un'aura di eccezionale solennità. La partecipazione straordinaria di un elevato numero di premiati delle passate edizioni, molti dei quali giunti dai cinque continenti per onorare questo storico traguardo, ha dipinto un affresco vivido della diaspora iblea.

Tra gli illustri presenti, nomi che risuonano come eco di un percorso glorioso: Antonio Noto, Ignazio Tasca, Lorenzo Lo Presti, Renato Scuzzarello, Stefano Ricca, Carlo Trigona, Giovanni Morana, Mago Martin, Concetta Castiletti, Giuseppe Libretti, Mario Messina, Carmelo Giannone, Giuseppe Difalco, Enzo Canzonieri, Carlo Alberto Terranova, Aurora Licitra, Giuseppina Torre, Loredana Cannata, John Sudano, Giuseppe Cappello, Santino Coppa, Domenico Occhipinti, Giovanni Vaccaro, Gaspare Decaro, Anna Minardo, Giuseppe Cascone, Angelo Carnemolla, Kathy Chiavola, Stefano Giaquinta, Giovanni Cultrera, Giorgio Tumino, Carlo Corallo, Frank Caramagna, Salvatore Moltisanti, Renzo Cirnigliaro, Giorgio Scarso e Piero Selvaggio.
A suggellare in maniera sublime la serata, la Banda Musicale della Marina Militare Italiana ha offerto, ancora una volta, una performance di rara intensità e raffinata potenza.

Sotto la magistrale direzione del M° Antonio Barbagallo e del vice direttore Gian Luca Cantarini, la prestigiosa formazione bandistica ha metamorfosato Piazza Libertà in un teatro a cielo aperto, regalando un'esibizione che ha oltrepassato la mera dimensione musicale per elevarsi a vero e proprio momento di coesione civile e culturale. Da segnalare, sempre in ambito musicale, l'esibizione delle giovani Beatrice La Rocca e Giorgia Faraone, accompagnate ancora una volta dai musicisti diretti dal M° Peppe Arezzo.

La serata si è conclusa con i saluti istituzionali del presidente dell’associazione Ragusani nel Mondo, Salvatore Brinch, affiancato dal presidente onorario Franco Antoci, dal direttore Sebastiano D’Angelo e dai rappresentanti del direttivo, tra cui il vicepresidente Giuseppe Lizzio, Gianni Licitra e Salvatore Medici.

L'appuntamento è ora fissato al 25 luglio 2026, con la ferma certezza che il Premio Ragusani nel Mondo continuerà a ergersi quale faro inestinguibile delle più autentiche e ispiratrici storie del territorio ibleo. Trent'anni dopo, la narrazione prosegue, ininterrotta.

Il servizio fotografico è stato realizzato dal Ph Giovanni Noto.

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