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Lunedì, 11 Maggio 2026

Meltin’Folk 2026: il festival che celebra l'incontro fra culture

Dalle coste asiatiche dell’Anatolia, fino alle estreme rive europee dell’Andalusia. Sarà un viaggio attraverso il Mediterraneo, nel segno della condivisione, del dialogo e della pace quello di Meltin’Folk 2026, ventiduesima edizione del festival catanese impaginato da Mario Gulisano con l’associazione Darshan e dedicato all’incontro tra culture attraverso la musica, la danza e la convivialità. È in programma l’8 e il 9 maggio negli spazi del Tinni Tinni Arts Club (zona Castello Ursino).

 Si “salpa” per la Turchia, venerdì 8 maggio (ore 21) con il concerto di Murat Usanmatz, artista con un percorso maturato tra Turchia e Spagna che con chitarra e voce intreccia le radici della tradizione turca con l’espressività del flamenco. Il suo stile unisce repertori del Mediterraneo orientale e occidentale, dando vita a un linguaggio sonoro personale, evocativo e profondamente emotivo.

 Tra danza, convivialità e musica persiana è invece il programma dell’intera giornata di sabato 9 maggio con un workshop di rumba flamenco condotto da Soad Ibrahim (Egitto), danzatrice e danzaterapeuta italo-egiziana impegnata da oltre vent’anni in progetti sociali e interculturali. Due i corsi (principianti alle ore 10, il livello avanzato alle 15). Il corso prevede un’introduzione alla rumba flamenca per i neofiti e approfondimenti su improvvisazione e composizione coreografica per gli esperti. In entrambi i casi, la pratica della danzaterapeuta egiziana è emblematica di un incontro tra culture, promuovendo inclusione e resilienza attraverso il linguaggio del corpo.

Alle ore 20 un momento conviviale con la cena vegetariana naturale, ispirata ai sapori del Mediterraneo, in tutte le sue articolazioni e culture, in linea con il concept del festival.

 Si conclude in musica, alle 21, con il concerto del Simurgh Duo (Iran / Sicilia), formato da Karim Alishahi (voce, tar e daf) ed Enrico Grassi Bertazzi (percussioni). Fondato nel 2012, il progetto prende il nome dall’uccello mitologico Simurgh, simbolo di saggezza e unione tra cielo e terra. Il repertorio affonda nelle radici della musica classica persiana, intrecciando tradizioni pre-islamiche e sonorità contemporanee in un’esperienza intensa e contemplativa. Info, costi e prenotazioni 345 5206150

 

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