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Venerdì, 15 Maggio 2026

Il presidente degli industriali calabresi sull'intimidazione Callipo

«Ci troviamo purtroppo costretti a registrare l’ennesima intimidazione di matrice criminale ai danni di un’impresa calabrese. A pochi giorni dal vile gesto nei confronti del Gruppo Citrigno, un altro episodio analogo e altrettanto vile ha per protagonista il Gruppo Callipo e il suo insediamento produttivo di San Pietro Lametino, nell’area Zes. A Pippo Callipo e a tutti i suoi collaboratori va la nostra più profonda solidarietà. Come già evidenziato nei giorni e nelle settimane scorse, appare evidente che per rispondere alla recrudescenza dell’azione intimidatoria da parte della criminalità, urgano contromisure forti e immediate da parte di tutti gli apparati dello Stato e delle Forze dell’Ordine. Turbare la libertà d’impresa nella nostra regione equivale a condannare il territorio a rimanere arretrato, a non sviluppare il suo enorme e straordinario potenziale; a impedire l’evoluzione socio-economica della Calabria», scrive in una nota il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, a nome di tutti gli industriali calabresi.

«Si tratta – aggiunge Ferrara – di un tema che più volte abbiamo sollevato: la sicurezza è precondizione imprescindibile per la capacità della nostra regione di attrarre nuovi e importanti investimenti. Se gli imprenditori non hanno garanzia di essere tutelati, a poco serviranno i vantaggi economici e fiscali derivanti dalle misure della Programmazione 21-27 e da altri strumenti di sostegno all’attività imprenditoriale. Anzi, l’insicurezza percepita sarà la motivazione alla base della scelta delle imprese calabresi, italiane e straniere di investire altrove anziché nella nostra regione».

«In quest’ottica, com’è evidente, si pone l’esigenza di avere strumenti di controllo, protezione e vigilanza delle aree deputate agli insediamenti industriali. Nei mesi scorsi, un primo segnale positivo è arrivato con l’avvio, da parte del commissario Zes, Giosy Romano, di un programma di interventi per la sicurezza delle aree Zes, a valere sui fondi Pon, che attualmente è in fase di realizzazione. Ma accanto a questo serve implementare la dotazione finanziaria per rafforzare gli interventi e soprattutto garantire che gli impianti godano della necessaria manutenzione», conclude Ferrara.

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