
L’Iran si prepara a rendere omaggio all’Ayatollah Ali Khamenei con una serie di solenni cerimonie funebri che si svolgeranno nei primi giorni di luglio e che coinvolgeranno milioni di persone. Le autorità iraniane hanno annunciato una chiusura straordinaria di tre giorni nella capitale Teheran in occasione delle commemorazioni dedicate alla Guida Suprema, uccisa il 28 febbraio scorso durante attacchi attribuiti a Stati Uniti e Israele.
Secondo quanto riferito dalla televisione di Stato iraniana e riportato anche da fonti internazionali, le celebrazioni ufficiali inizieranno il 4 luglio e proseguiranno fino al 6 luglio, periodo durante il quale negozi, uffici pubblici e gran parte delle attività nella provincia di Teheran rimarranno chiusi.
A confermare il programma è stato Hassan Hassanzadeh, comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) e responsabile dell’organizzazione delle cerimonie. «La cerimonia di commiato e le preghiere per il leader martire si terranno il 4 e il 5 luglio presso la Grande Mossala di Teheran, mentre il funerale avrà luogo il 6 luglio», ha dichiarato alla televisione pubblica.
In precedenza, i media statali avevano annunciato che le giornate del 4 e 5 luglio sarebbero state festive nella capitale, mentre il 6 luglio l’intero Paese osserverà una giornata di lutto nazionale.
Attese milioni di persone a Teheran
Le autorità iraniane prevedono una partecipazione senza precedenti. Tra il 4 e il 6 luglio il corpo di Ali Khamenei sarà esposto alla venerazione popolare nella capitale, dove si stima l’arrivo di circa 20 milioni di persone provenienti da ogni parte dell’Iran.
Per la Repubblica Islamica si tratta di uno degli eventi più significativi dalla morte del fondatore del regime, l’Ayatollah Ruhollah Khomeini, avvenuta nel 1989. Secondo i media iraniani, all’epoca circa 10 milioni di persone parteciparono alle esequie del leader della rivoluzione islamica.
Le celebrazioni dedicate a Khamenei, che ha guidato l’Iran per quasi 37 anni, si preannunciano dunque ancora più imponenti, in un clima di forte mobilitazione nazionale e di profonda emotività per una figura che ha segnato la storia politica e religiosa del Paese per quasi quattro decenni.
Il percorso del feretro: da Teheran a Qom, poi in Iraq e infine a Mashhad
Le commemorazioni non si limiteranno alla capitale. Secondo il programma annunciato dalle autorità iraniane, il 7 luglio le cerimonie si sposteranno nella città santa di Qom, uno dei principali centri religiosi dello sciismo.
L’8 luglio il feretro attraverserà invece l’Iraq, in un percorso altamente simbolico che toccherà alcuni dei luoghi più sacri dell’Islam sciita. Il sindaco di Teheran, Alireza Zakani, ha confermato che il corpo sarà trasferito nel Paese vicino prima del rientro definitivo in Iran.
Secondo fonti vicine all’ambasciata iraniana a Baghdad, la bara verrà trasportata in elicottero da Qom all’aeroporto di Najaf. Da lì il corteo funebre raggiungerà il mausoleo dell’Imam Ali, uno dei siti religiosi più venerati dagli sciiti. Successivamente il feretro verrà trasferito a Kerbala, dove sorge il mausoleo dell’Imam Hussein, altra destinazione centrale del pellegrinaggio sciita.
Al termine di questo percorso, il corpo farà ritorno in Iran per l’ultima tappa delle celebrazioni.
La sepoltura definitiva è prevista per il 9 luglio a Mashhad, città natale di Ali Khamenei e importante centro religioso del Paese grazie alla presenza del santuario dell’Imam Reza.
Il significato del passaggio in Iraq
La scelta di includere l’Iraq nel percorso delle esequie assume un forte significato politico e religioso. Dopo la caduta di Saddam Hussein nel 2003, Baghdad ha cercato di mantenere un delicato equilibrio tra le relazioni con Washington e quelle con Teheran.
L’Iraq ospita infatti alcuni dei luoghi più sacri dello sciismo mondiale e rappresenta un punto di riferimento spirituale per milioni di fedeli iraniani. Il passaggio del feretro attraverso Najaf e Kerbala viene interpretato come un tributo al legame storico e religioso che unisce i due Paesi.
Fino ad ora, tuttavia, le autorità irachene non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali riguardo alle informazioni diffuse da Teheran.
La successione di Mojtaba Khamenei
Sul piano politico, la successione alla guida della Repubblica Islamica è già stata definita. All’inizio di marzo il figlio dell’ex Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, è stato indicato come successore del padre.
Secondo le informazioni diffuse dai media iraniani, Mojtaba sarebbe rimasto ferito nello stesso attacco che provocò la morte di Ali Khamenei. Da allora non è più apparso pubblicamente, alimentando interrogativi sul suo stato di salute e sul futuro assetto della leadership iraniana.
Mentre il Paese si prepara a una delle più grandi manifestazioni pubbliche della sua storia recente, le autorità puntano a trasformare le esequie dell’Ayatollah in un momento di unità nazionale e di continuità istituzionale. Le immagini delle immense folle attese a Teheran, Qom, Najaf, Kerbala e Mashhad saranno seguite con attenzione dalla comunità internazionale, in una fase particolarmente delicata per gli equilibri del Medio Oriente.










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