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La Russia può falsificare i segnali GPS in profondità europea

La Russia avrebbe ampliato in modo significativo la propria capacità di falsificare i segnali GPS in Europa, arrivando a coprire un raggio d’azione fino a 450 chilometri dalla regione di Kaliningrad, l’enclave russa incastonata tra Lituania e Polonia sulle coste del Mar Baltico. È quanto sostiene Darius Kouliesius, vice capo dell’autorità lituana per la regolamentazione delle telecomunicazioni, che in dichiarazioni a Reuters ha denunciato una crescente attività di interferenza elettronica attribuita a Mosca.

Secondo il funzionario lituano, dall’inizio del 2025 la Russia avrebbe aumentato in maniera considerevole il numero delle antenne dedicate allo “spoofing” GPS, una tecnica che consiste nell’inviare segnali falsi ai sistemi di navigazione per confondere i dispositivi di rilevamento e alterarne la posizione. Kouliesius ha spiegato che le infrastrutture russe sarebbero passate da tre installazioni operative a ben trentasei nel giro di pochi mesi.

Le antenne si troverebbero tutte nell’area altamente militarizzata di Kaliningrad, territorio strategico per Mosca nel Baltico e punto nevralgico delle tensioni con la NATO. La regione, separata dal resto della Federazione Russa, confina infatti con due Paesi membri dell’Alleanza Atlantica, Lituania e Polonia.

Le accuse arrivano in un contesto già estremamente delicato sul piano della sicurezza europea. Dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022, diversi governi occidentali hanno più volte denunciato attività di guerra elettronica, disturbi ai sistemi satellitari e interferenze nelle comunicazioni attribuite alla Russia. Mosca ha sempre respinto ogni accusa, sostenendo che si tratti di campagne orchestrate dall’Occidente per screditare il Cremlino e alimentare la tensione geopolitica.

Kouliesius ha descritto l’evoluzione delle attività russe come una minaccia ormai strutturale. “Le interferenze occasionali sono iniziate durante il vertice NATO del 2023 a Vilnius”, ha dichiarato. “Ora però la Russia ha dispiegato vere e proprie infrastrutture permanenti e le interferenze sono diventate una provocazione sistematica, continua e incessante contro la sicurezza europea”.

L’ambasciata russa a Vilnius non ha rilasciato commenti in merito alle dichiarazioni del funzionario lituano. In passato, tuttavia, il governo di Vladimir Putin aveva già negato accuse analoghe provenienti dai Paesi baltici e da altri membri della NATO.

Secondo una mappa elaborata dall’autorità lituana per le telecomunicazioni, l’area potenzialmente interessata dalle falsificazioni dei segnali GPS si estenderebbe ben oltre il Baltico. I disturbi potrebbero infatti coinvolgere parti dell’Estonia, della Lettonia e della Lituania, oltre a vaste aree della Polonia e porzioni di Finlandia, Svezia e Bielorussia.

Il fenomeno desta particolare preoccupazione soprattutto per le possibili conseguenze sull’aviazione civile e militare europea. Negli ultimi mesi si sono già verificati diversi episodi che hanno alimentato i timori delle autorità occidentali. Lo scorso anno, un aereo militare spagnolo a bordo del quale viaggiava la ministra della Difesa Margarita Robles avrebbe riscontrato problemi ai sistemi GPS durante un volo nei pressi di Kaliningrad.

Un episodio simile avrebbe coinvolto anche l’aereo che trasportava la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, durante un viaggio verso la Bulgaria. In entrambi i casi, le anomalie nei sistemi di navigazione sono state considerate compatibili con possibili interferenze elettroniche nell’area baltica.

Anche Estonia e Finlandia hanno accusato pubblicamente la Russia di disturbare i sistemi di navigazione satellitare nei rispettivi spazi aerei, aumentando ulteriormente la preoccupazione tra i Paesi del Nord Europa.

Nonostante l’allarme, gli esperti ricordano che la maggior parte degli aerei moderni e dei principali aeroporti europei dispone di sistemi di navigazione alternativi che consentono di continuare le operazioni anche in caso di malfunzionamenti del GPS. Tuttavia, l’aumento delle attività di spoofing viene considerato dagli osservatori occidentali un ulteriore segnale dell’intensificazione della guerra ibrida e tecnologica che accompagna ormai stabilmente il confronto tra Russia e NATO.

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