
La bozza finale di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, mediato dal Pakistan, dovrebbe essere annunciata nelle prossime ore, secondo fonti di Al Arabiya
Una bozza finale di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, mediato dal Pakistan, potrebbe essere annunciata entro le prossime ore. Lo riferiscono fonti citate da Al Arabiya, secondo cui i negoziati avrebbero registrato progressi significativi dopo settimane di forti tensioni militari e diplomatiche nella regione del Golfo.
Secondo le indiscrezioni emerse, il documento conterrebbe una serie di punti chiave destinati a creare le basi per una de-escalation immediata del conflitto e per l’avvio di un percorso politico più ampio tra Washington e Teheran. Al centro della bozza figurerebbe innanzitutto un cessate il fuoco “immediato, completo e incondizionato” su tutti i fronti, inclusi terra, mare e spazio aereo.
L’intesa prevederebbe inoltre un impegno reciproco delle due parti a non colpire infrastrutture militari, civili o economiche, nel tentativo di evitare ulteriori danni alle strutture strategiche della regione e ridurre il rischio di un allargamento del conflitto. Tra i punti inseriti nel testo vi sarebbe anche la cessazione delle operazioni militari accompagnata dalla fine della cosiddetta “guerra mediatica”, elemento considerato cruciale per abbassare il livello dello scontro politico e propagandistico tra i due paesi.
La bozza includerebbe anche il riconoscimento reciproco della sovranità e dell’integrità territoriale, oltre all’impegno a non interferire negli affari interni dell’altra parte. Un passaggio che, secondo osservatori diplomatici, rappresenterebbe uno dei cardini dell’intero accordo, soprattutto alla luce delle accuse reciproche che negli ultimi mesi hanno contribuito ad alimentare le tensioni nella regione.
Particolare attenzione sarebbe stata riservata anche alla questione della sicurezza marittima. Tra le clausole più rilevanti figurerebbe infatti la garanzia della libertà di navigazione nel Golfo Arabico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman, aree strategiche per il commercio energetico mondiale e recentemente al centro di gravi tensioni militari.
Il testo prevederebbe inoltre la creazione di un meccanismo congiunto di monitoraggio per verificare l’attuazione dell’accordo e gestire eventuali controversie future. Parallelamente, le due parti si impegnano ad avviare entro sette giorni nuovi colloqui sulle questioni ancora irrisolte, con particolare riferimento ai dossier nucleari e alla sicurezza regionale.
Uno degli aspetti più delicati della trattativa riguarda il graduale alleggerimento delle sanzioni statunitensi contro l’Iran. Secondo quanto trapelato, Washington sarebbe pronta a valutare una progressiva revoca delle misure economiche in cambio dell’impegno iraniano a rispettare i termini dell’accordo e gli obblighi previsti dall’intesa.
La bozza afferma inoltre il rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, sottolineando la volontà di entrambe le parti di riportare il confronto entro un quadro diplomatico riconosciuto dalla comunità internazionale. Secondo le fonti, l’accordo entrerebbe in vigore immediatamente dopo l’annuncio ufficiale congiunto da parte di Washington e Teheran.
Nel frattempo, arrivano segnali prudentemente ottimistici anche dagli Stati Uniti. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato ai giornalisti che nei colloqui sarebbero emersi “alcuni segnali positivi”, pur invitando alla cautela sull’esito finale del negoziato.
“Ci sono buoni segnali, ma non voglio essere troppo ottimista. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni”, ha affermato Rubio, lasciando intendere che le trattative restano estremamente delicate.
Il capo della diplomazia statunitense ha però ribadito che non potrà esserci alcuna soluzione stabile se Teheran dovesse imporre un sistema di tariffazione sullo Stretto di Hormuz, passaggio strategico che di fatto è stato chiuso alla maggior parte delle navi commerciali dopo l’inizio della guerra, il 28 febbraio scorso.
Anche da parte iraniana emergono segnali di possibile apertura. Una fonte iraniana di alto livello ha dichiarato a Reuters che le differenze tra le due parti si sarebbero ridotte nelle ultime settimane, sebbene restino ancora aperti due nodi fondamentali: il programma di arricchimento dell’uranio e il futuro assetto dello Stretto di Hormuz.
Sul piano regionale, cresce intanto la preoccupazione per le conseguenze di un eventuale nuovo deterioramento della situazione. Anwar Gargash ha avvertito che un’altra fase di ostilità tra Stati Uniti e Iran rischierebbe di aggravare ulteriormente l’instabilità in Medio Oriente.
Secondo Gargash, qualsiasi soluzione politica dovrà affrontare le cause profonde della crisi per evitare il ripetersi di nuove escalation in futuro. Il consigliere emiratino ha sottolineato che la stabilità regionale potrà essere raggiunta soltanto attraverso un approccio diplomatico sostenibile e duraturo, capace di ridurre le tensioni senza creare nuovi fattori di conflitto.
Con informazioni da Al Arabiya, Reuters










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