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Domenica, 19 Aprile 2026

Forza Italia, cambio al Senato: esce Gasparri, entra Craxi

Avvicendamento ai vertici del gruppo di Forza Italia al Senato: Maurizio Gasparri lascia la guida, sostituito da Stefania Craxi. Il passaggio di consegne è stato formalizzato in un’assemblea durata appena venti minuti, con un voto per acclamazione che entrambi hanno definito “normale”, già previsto prima dell’esito referendario sulla giustizia.

La sconfitta del “sì” alla riforma, sottolinea Craxi, ha avuto un peso relativo nella decisione. Per il segretario nazionale Antonio Tajani, invece, il cambio rappresenta soprattutto la prova di un partito “vivo”, capace di confrontarsi con l’elettorato e di rinnovarsi, nel solco dell’eredità di Silvio Berlusconi.

Dietro l’operazione, tuttavia, si intravede anche una strategia più ampia: l’allargamento della classe dirigente, sostenuto da ambienti vicini alla famiglia Berlusconi. In particolare Marina Berlusconi spinge da tempo per un rinnovamento che rafforzi il partito in vista delle prossime elezioni politiche. Una linea che, pur accompagnata da una confermata stima nei confronti di Tajani, segnala l’esigenza di consolidare un gruppo dirigente più competitivo e radicato nei valori fondativi del movimento.

Non mancano però letture più critiche all’interno del partito. Secondo alcuni esponenti storici, l’avvicendamento rappresenterebbe anche un segnale indirizzato all’attuale leadership per imprimere un cambio di rotta. A pesare, in particolare, sarebbe stata la pressione di una componente interna favorevole al rinnovamento.

Gasparri, considerato vicino a Tajani e figura di lungo corso, avrebbe pagato proprio questa spinta. A sostegno del cambiamento si sarebbe mosso un gruppo di 14 senatori su 20 – tra cui i ministri Paolo Zangrillo ed Elisabetta Casellati – firmatari di una lettera in cui si chiedeva esplicitamente la sostituzione del capogruppo per favorire l’unità interna. Tra i firmatari anche Claudio Lotito, critico verso quello che avrebbe percepito come un sostegno insufficiente alle sue iniziative.

Una mossa che ha colto di sorpresa Gasparri, lasciandogli poco margine di manovra e accelerando le sue dimissioni. Dietro la raccolta firme, secondo fonti interne, ci sarebbe anche la reazione alla proposta di Tajani di rilanciare il partito attraverso i congressi regionali. Un’idea contestata apertamente da Casellati e dalla senatrice Licia Ronzulli, che avrebbero invece suggerito di puntare maggiormente sui contenuti politici piuttosto che sulle dinamiche organizzative.

Il confronto ha fatto emergere malumori e divisioni, rafforzando la richiesta di un cambio di passo. Un’esigenza che, tuttavia, non sembra destinata a riflettersi anche alla Camera, dove – secondo indiscrezioni – Tajani sarebbe pronto a difendere l’attuale assetto, arrivando persino a fare un passo indietro qualora venisse messo in discussione un altro dei suoi fedelissimi.

Nel suo primo intervento da capogruppo al Senato, Craxi ha cercato di smorzare le tensioni, negando l’esistenza di fratture interne: “Gasparri ha rassegnato le dimissioni e il gruppo mi ha eletto”, ha dichiarato, liquidando con ironia le polemiche e osservando che “fare il capogruppo è logorante”.

La neoeletta ha poi ricambiato pubblicamente la stima di Marina Berlusconi, richiamando il rapporto che legava i rispettivi padri. A 65 anni, Craxi ha rivendicato anche il valore dell’esperienza, dichiarando di non essere “un’appassionata giovanilista”, ma di credere nell’importanza delle cosiddette “quote grigie”.

Infine, con una battuta, ha alleggerito il clima: “La mia prima vera necessità è trovare un parrucchiere”.

Stefania Craxi, profilo e carriera della nuova capogruppo di Forza Italia al Senato

Stefania Craxi è oggi una delle figure di primo piano del centrodestra italiano e ricopre l’incarico di capogruppo di Forza Italia al Senato. Figlia dell’ex presidente del Consiglio Bettino Craxi, ha costruito nel tempo un percorso politico e istituzionale autonomo, mantenendo al contempo un forte legame con l’eredità familiare.

Nata a Milano il 25 ottobre 1960, Stefania Gabriella Anastasia Craxi è cresciuta in un contesto fortemente legato alla politica. Prima dell’impegno diretto nelle istituzioni, ha maturato esperienze nel settore televisivo, lavorando come segretaria di produzione per programmi di intrattenimento e fondando nel 1986 una società di produzioni audiovisive, poi confluita nel gruppo Endemol.

Dopo la scomparsa del padre nel 2000, ha dato vita alla Fondazione Craxi, con l’obiettivo di custodire e valorizzare la memoria politica dello statista socialista.

L’ingresso ufficiale in politica risale al 2006, quando viene eletta deputata con Forza Italia. Due anni più tardi è rieletta con Il Popolo della Libertà e, tra il 2008 e il 2011, ricopre l’incarico di sottosegretaria agli Affari Esteri nel quarto governo guidato da Silvio Berlusconi.

Nel 2011 promuove il movimento dei Riformisti Italiani, esperienza che precede il ritorno in Forza Italia nel 2016. Dal 2018 siede in Senato, dove viene eletta prima nel collegio di Monza e poi, nel 2022, in Sicilia. In ambito parlamentare si distingue per posizioni di chiaro orientamento atlantista ed europeista.

Dal 2022 presiede la Commissione Affari Esteri e Difesa di Palazzo Madama, ruolo che consolida il suo profilo internazionale. Il 26 marzo 2026 è stata nominata capogruppo di Forza Italia al Senato, succedendo a Maurizio Gasparri, incarico che la colloca al centro delle dinamiche parlamentari e della gestione interna del partito.

Sul piano personale, Craxi è stata sposata con Renato Neri, con cui ha avuto un figlio, e successivamente con Marco Bassetti, da cui ha avuto due figlie.

Accanto all’attività politica, ha sviluppato un percorso editoriale con la pubblicazione di diversi volumi, tra cui Nella buona e nella cattiva sorte, Lo sbarco. Genesi di una passione politica e All’ombra della storia. La mia vita tra politica e affetti, nei quali ripercorre la propria esperienza personale e istituzionale.

Oggi Stefania Craxi rappresenta una figura di rilievo nel panorama politico italiano, con un ruolo strategico sia sul fronte della politica estera sia negli equilibri interni di Forza Italia.

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