Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Domenica, 19 Aprile 2026

Donne, vita, libertà: alla Stampa Estera le voci spezzate del popolo iraniano

Un pugno allo stomaco. È questa la sensazione che ha attraversato la sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, a Roma, dove il gruppo Giornaliste Italiane ha promosso un incontro dal titolo “Libertà negata: il coraggio delle donne iraniane”. Un appuntamento intenso, carico di emozione e responsabilità, che ha riportato al centro dell’attenzione internazionale la drammatica condizione dei diritti umani in Iran.

La sala gremita di giornalisti italiani ed esteri ha fatto da cornice a una mattinata di testimonianze dirette, capaci di restituire uno spaccato crudo e autentico della vita sotto il regime teocratico. «Se volete parlare dell’Iran, fate parlare il popolo iraniano»: con queste parole si è aperto il convegno, segnando subito il tono di un incontro che ha scelto di dare spazio alle voci di chi ogni giorno combatte per libertà fondamentali negate.

Moderato dalla giornalista del Tg2 Cristiana Ruggeri, l’evento ha sottolineato l’urgenza di non spegnere i riflettori su una crisi che continua a produrre vittime e repressione. «Non possiamo tacere», ha ribadito Ruggeri, richiamando anche le recenti esecuzioni pubbliche di giovani arrestati durante le proteste.

Tra i protagonisti dell’incontro, l’attivista e scrittrice Pegah Moshir Pour, la fotografa Zhara Rastekar, l’attivista Leila Farahbakhsh, la docente di Storia del Medio Oriente alla Sapienza Alessia Melcangi e la violoncellista Leila Shirvani. Voci diverse, unite dal racconto di un Paese attraversato da una fase cruciale, in cui la lotta delle donne potrebbe segnare una svolta storica.

Particolarmente toccante la testimonianza di Rastekar, che attraverso le sue immagini ha raccontato «la doppia identità delle donne iraniane: coperte sopra e vestite da occidentali sotto», simbolo di una libertà nascosta ma mai sopita. In segno di solidarietà e difesa della libertà di stampa, le Giornaliste Italiane hanno annunciato per lei il conferimento della tessera di socia onoraria.

Parole forti anche da Farahbakhsh, che ha denunciato violenze, torture e privazioni subite dalle donne in Iran: «Sono loro a dare coraggio a noi che viviamo qui». Sulla stessa linea Moshir Pour, che ha parlato di un popolo «traumatizzato dal regime islamico», chiedendo un sostegno concreto della comunità internazionale.

Nel corso dell’incontro è stato trasmesso anche un video del giornalista iraniano Reza Rashidy, che ha denunciato la censura sistematica e le violenze nei confronti dei manifestanti: «Spengono Internet per nascondere l’orrore. Entrano negli ospedali e arrestano i feriti».

A chiudere la mattinata, la musica di Shirvani, un momento di intensa partecipazione emotiva: «La mia musica è un inno alle donne iraniane», ha spiegato, Shirvani, commossa ha sottolineato : «La mia musica è un inno alle donne iraniane, affinché possano esprimersi in maniera libera».«Le donne rappresentano una sfida profonda al regime, mettendone in crisi la legittimità. 

Un messaggio raccolto anche dalla professoressa Melcangi, che ha sottolineato come siano proprio le donne a rappresentare «una sfida profonda al regime», pur nel rischio che la loro lotta venga soffocata anche dal contesto bellico.

In conclusione, la direttrice Rai Angela Mariella ha ricordato il ruolo cruciale dell’informazione: «Il coraggio è l’unico gesto di libertà. Dobbiamo far sapere al popolo iraniano che noi sappiamo».

Un incontro che lascia un segno profondo e ribadisce un imperativo chiaro per il giornalismo: non limitarsi a raccontare i fatti, ma farsi eco di chi non ha voce. Comprendere per raccontare meglio, affinché il silenzio non diventi complicità.

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI