
La responsabile della diplomazia europea Kaya Kallas ha respinto la proposta del Primo Ministro belga Bart de Wever di normalizzare le relazioni con Mosca e di ripristinare l'accesso all'energia russa a basso costo, sottolineando che un simile approccio minerebbe la strategia dell'UE verso la Russia.
Le dichiarazioni di de Wever, in un'intervista al quotidiano "L'Echo", vanno nella direzione opposta rispetto alla linea ufficiale dell'UE, che mantiene una posizione dura verso Mosca a causa dell'invasione dell'Ucraina e cerca di eliminare gradualmente i combustibili fossili russi. Il primo ministro belga ha anche affermato che diversi leader europei condividono privatamente la sua opinione, ma "nessuno osa dirlo pubblicamente".
Callas, tuttavia, ha detto a Reuters di non avere la stessa immagine delle discussioni all'interno delle istituzioni europee. "Sono stato dietro queste porte chiuse quando parliamo di incontri tra leader, e non vedo quell'umore," ha detto, sottolineando che un ritorno a una logica del "business as usual" con la Russia sarebbe rischioso.
"Quando parliamo con la Russia, la cosa più importante è prima di tutto concordare cosa vogliamo discutere con loro," ha aggiunto.
"Se torniamo alla normalità, avremo più della stessa cosa – più guerre. Abbiamo già visto questo, quindi dobbiamo stare molto attenti a non dare alla Russia ciò che vuole, perché il suo appetito crescerà."
Le sue dichiarazioni arrivano in un momento di intensa pressione sui mercati energetici, mentre i prezzi internazionali del petrolio sono aumentati di circa il 40% dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, raggiungendo i livelli più alti dal 2022.
Le dichiarazioni di de Wever, pubblicate nel fine settimana, hanno provocato reazioni anche all'interno della sua coalizione di governo.
Ha poi cercato di mitigare, chiarendo che sostiene la normalizzazione delle relazioni con Mosca solo dopo che sarà raggiunto un accordo per porre fine alla guerra in Ucraina.
“In un momento come questo di chiusura dei passaggi e degli stretti, autovincolarsi mi sembra demenziale. L’amministrazione americana, la settimana scorsa con lo scoppio del conflitto e l’aumento dei costi di gas e petrolio, ha sospeso alcune sanzioni nei confronti di alcuni paesi, penso all’India, che possono tornare a rifornirsi di energia dalla federazione russa e io mi domando, se lo fanno gli Stati Uniti perche’ non lo puo’ fare l’Unione Europea o l’Italia”.
Gli Stati Uniti hanno concesso una deroga di 30 giorni a tutti i Paesi per acquistare il petrolio russo soggetto a sanzioni e bloccato in mare. Una mossa che per il segretario del Tesoro Scott Bessent serve a stabilizzare i mercati energetici sconvolti dalla guerra in Medio Oriente ..Per l'inviato presidenziale russo Kirill Dmitriev la deroga dovrebbe interessare circa 100 milioni di barili di greggio russo, pari a quasi la produzione mondiale giornaliera.
Il vice premier Matteo Salvini intervistato da Bruno Vespa a Let Expo a Verona. “Io penso che se l’Unione Europea fosse governata da persone reattive noi dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente avremmo immediatamente sospeso tasse, divieti, vincoli e regolamenti che stanno strangolando le nostre imprese e il settore dei trasporti e della logistica – ha proseguito – spero che ci sia una presa di coscienza immediata in queste ore ai vertici della Commissione Europea e che vengano, direi definitivamente cancellati, ma quantomeno sospese tutte le posizioni regolamentari normative e fiscali che stanno mettendo fuori mercato alcuni nostri settori”
Fonte varie agenzie





.jpg)





























.jpeg)













































.jpg)


















































