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Venerdì, 06 Febbraio 2026

Davos : Zelensky incontra Trump e annuncia il primo trilaterale con Mosca

Nel suo intervento al World Economic Forum di Davos, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto critiche dirette agli alleati europei, accusandoli di mancanza di determinazione e di eccessiva dipendenza dalle scelte di Washington. “L’Europa sembra smarrita nel tentativo di convincere il presidente degli Stati Uniti a cambiare posizione. Ma lui non cambierà”, ha affermato Zelensky, parlando poche ore dopo l’incontro avuto con Donald Trump.

Dal palco di Davos, il leader ucraino ha inoltre annunciato un passaggio diplomatico di rilievo: venerdì e sabato prossimi, negli Emirati Arabi Uniti, si terrà il primo incontro trilaterale tra Stati Uniti, Russia e Ucraina. Un appuntamento che, per stessa ammissione di Zelensky, presenta ancora alcuni margini di incertezza. “Spero che gli Emirati ne siano a conoscenza. Sì. A volte riceviamo delle sorprese da parte americana”, ha risposto con una punta di ironia a chi gli chiedeva conferme sull’organizzazione del vertice.

L’incontro con Donald Trump, durato circa un’ora, viene comunque descritto dal presidente ucraino come “positivo”. “I documenti volti a porre fine a questa guerra sono quasi pronti, e questo è davvero importante”, ha dichiarato, sottolineando che “l’Ucraina sta lavorando con assoluta onestà”. Allo stesso tempo, Zelensky ha ribadito che “anche la Russia deve essere pronta a porre fine” al conflitto, richiamando Mosca alle proprie responsabilità.

Ampio spazio nel discorso è stato dedicato al ruolo dell’Europa. Zelensky ha ringraziato i partner europei per aver congelato gli asset russi, ma ha espresso forte delusione per il mancato passo successivo. “Quando è arrivato il momento di utilizzare quei beni per aiutare a difendere l’Ucraina, la decisione è stata bloccata”, ha affermato, denunciando l’assenza di “veri progressi” anche sul fronte dell’istituzione di un tribunale internazionale per giudicare l’aggressione russa. “È una questione di tempo o di volontà politica?”, ha chiesto apertamente.

Secondo Zelensky, il presidente russo Vladimir Putin non solo non è stato fermato, ma avrebbe persino ottenuto “un certo successo” nella partita sugli asset congelati. “È riuscito a fermare l’Europa”, ha sostenuto, riferendosi al rifiuto di confiscare le proprietà russe per destinare all’Ucraina. Una situazione che, a suo giudizio, mina la credibilità della risposta occidentale all’invasione.

Il presidente ucraino ha poi affrontato il tema delle garanzie di sicurezza, spiegando che Kiev sta lavorando attivamente su questo dossier. “Quelle garanzie serviranno dopo, una volta che la guerra sarà finita”, ha precisato, ringraziando la cosiddetta Coalizione dei Volenterosi. Tuttavia, ha messo in chiaro che senza Washington ogni schema di sicurezza rischia di restare inefficace: “Siamo tutti positivi, ma c’è sempre un ‘ma’: serve l’impegno del presidente Trump. Ancora una volta, le garanzie di sicurezza non possono funzionare senza l’America”.

Nel suo intervento più duro verso l’Europa, Zelensky ha tracciato un paragone tra Vladimir Putin e l’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro. “Trump ha condotto un’operazione in Venezuela e Maduro è stato arrestato. Ci sono state opinioni diverse al riguardo. Ma il fatto resta: Maduro è in tribunale a New York. Ha affermato, ricordando che questo è ormai il quarto anno della “più grande guerra in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale”.

Aprendo il suo discorso a Davos, Zelensky aveva utilizzato una metafora cinematografica, paragonando la situazione ucraina al film Il giorno della marmotta. “Nessuno vorrebbe vivere così, ripetendo la stessa cosa per settimane, mesi e naturalmente per quattro anni”, ha detto. “È esattamente così che viviamo oggi. Proprio l’anno scorso, qui a Davos, avevo concluso dicendo che l’Europa deve sapere come difendersi. È passato un anno e nulla è cambiato. Sono ancora costretto a ripetere le stesse parole”.

Dopo l’incontro con Trump, Zelensky ha ribadito il tono positivo anche in un messaggio pubblicato su X, definendo il colloquio “produttivo e sostanziale”. “Abbiamo discusso del lavoro dei nostri team, che sono in contatto praticamente ogni giorno. I documenti ora sono preparati ancora meglio”, ha scritto, aggiungendo che si è parlato anche della difesa aerea ucraina. “Il nostro precedente incontro ha contribuito a rafforzare la protezione dei nostri cieli e spero che anche questa volta riusciremo a fare ulteriori passi avanti”.

Un giudizio positivo è arrivato anche da Trump, che però ha mantenuto cautela, limitandosi a un “vediamo come va a finire”. Interpellato dai giornalisti su quale fosse il suo messaggio per Vladimir Putin — che in giornata riceverà i suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner — il tycoon ha risposto in modo netto: “Questa guerra deve finire”.

Fonte varie agenzie 

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