
Gli Stati Uniti hanno portato a termine un’operazione per il sequestro di una petroliera battente bandiera russa, ritenuta coinvolta nel traffico di greggio venezuelano soggetto a sanzioni internazionali, al termine di un inseguimento durato oltre due settimane attraverso l’Oceano Atlantico. Secondo fonti americane, l’intervento è stato condotto congiuntamente dalla Guardia Costiera e dalle forze armate statunitensi.
L’imbarcazione, inizialmente identificata come Bella-1, era già riuscita a sottrarsi a un primo tentativo di abbordaggio nel Mar dei Caraibi, rifiutando di autorizzare l’ispezione da parte della Guardia Costiera Usa. In seguito, la nave ha cambiato nome in Marinera, ha issato bandiera russa e ha trasferito la propria registrazione in Russia, una mossa considerata finalizzata a ostacolare eventuali iniziative legali.
Al momento del sequestro, nei pressi della petroliera erano presenti unità navali russe, tra cui un sottomarino e altre imbarcazioni, impegnate in un’operazione di scorta e protezione. La nave, che in quel momento non trasportava carico, era stata “accompagnata” dalle forze russe già nei giorni precedenti, una presenza che ha contribuito ad alimentare il rischio di un’escalation sul piano diplomatico.
Il sequestro si inserisce nella più ampia strategia di pressione dell’amministrazione del presidente Donald Trump contro il Venezuela, mirata in particolare a colpire il settore petrolifero attraverso un rafforzamento delle sanzioni. Dall’invasione russa dell’Ucraina, secondo stime occidentali, oltre 3.000 cosiddette “navi ombra” sarebbero operative a livello globale per trasportare petrolio e gas provenienti da Russia, Iran e Venezuela, aggirando le restrizioni imposte dalla comunità internazionale.
In un’operazione separata, la Guardia Costiera statunitense ha intercettato un’altra petroliera collegata al Venezuela nelle acque dell’America Latina, confermando la prosecuzione del blocco marittimo contro le imbarcazioni ritenute coinvolte in traffici sanzionati.
Da Mosca è arrivata una dura reazione. «L’abbordaggio in alto mare della petroliera russa Marinera (ex Bella-1) da parte delle forze americane rappresenta una violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982», ha dichiarato il ministero dei Trasporti russo, secondo quanto riportato dall’agenzia Ria Novosti.
Ma non è finita qui. Il Comando Meridionale degli Stati Uniti ha annunciato su X il sequestro di un’ulteriore petroliera legata al Venezuela. «In un’operazione condotta all’alba di oggi, il Dipartimento della Difesa, in coordinamento con il Dipartimento per la Sicurezza Interna, ha fermato una petroliera senza bandiera e soggetta a sanzioni, appartenente alla cosiddetta “flotta oscura”», si legge nel messaggio. «La nave intercettata, la M/T Sophia, operava in acque internazionali e svolge attività illecite nel Mar dei Caraibi. La Guardia Costiera statunitense la sta ora scortando verso gli Stati Uniti», ha aggiunto il comando.
Foto di Thanasis Papazacharias da Pixabay


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