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Venerdì, 12 Dicembre 2025

Accordo commerciale tra Usa e Ue

Un'intesa definita “imponente” dal leader americano Donald Trump segna una svolta nei rapporti economici tra Stati Uniti e Unione europea. Il faccia a faccia tra il tycoon e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, avvenuto nella cornice esclusiva del Golf Club di Turnberry, in Scozia, ha portato alla firma di un accordo quadro che punta a rafforzare i legami economici transatlantici e ad allontanare lo spettro di una guerra commerciale.

Il cuore dell’intesa prevede l’azzeramento reciproco dei dazi ("zero per zero") su una gamma di prodotti strategici. Tra questi: aeromobili e componentistica, dispositivi a semiconduttori, alcuni farmaci generici, prodotti chimici selezionati, risorse naturali, materie prime essenziali e alcune categorie agricole. Resta invece confermata, almeno per ora, l'aliquota base del 15% su gran parte dei beni europei importati negli Stati Uniti, inclusi automobili, chip e medicinali. Nessuna decisione definitiva, infine, per quanto riguarda il settore degli alcolici: le discussioni proseguiranno nelle prossime settimane.

Trump ha definito l'accordo “una buona intesa che ci avvicina e apre la strada a una vera e propria partnership”, annunciando anche un maxi-impegno da parte dell’Unione: Bruxelles si sarebbe detta pronta ad acquistare dagli Stati Uniti 750 miliardi di dollari in energia e armamenti. Von der Leyen ha sottolineato la difficoltà dei negoziati, ma ha parlato di “una conclusione positiva per entrambe le parti”.

Soddisfazione anche da parte del governo italiano. In una nota congiunta, la premier Giorgia Meloni, il vice premier Matteo Salvini e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno accolto con favore l’accordo, che a loro dire “scongiura una guerra commerciale all’interno dell’Occidente, i cui effetti sarebbero stati imprevedibili”. I tre esponenti del governo hanno inoltre annunciato di essere pronti a varare misure di sostegno a livello nazionale per i settori eventualmente penalizzati dai dazi americani, chiedendo al contempo un impegno analogo da parte delle istituzioni europee.

Meloni, Salvini e Tajani sull'accordo Trump-Ue: “Intesa positiva, ma servono chiarimenti sui dettagli”

Dopo l’annuncio dell’intesa tra Stati Uniti e Unione europea sui dazi, che prevede una tariffa base al 15% su gran parte delle importazioni europee, non sono tardate ad arrivare le reazioni da parte del governo italiano.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenuta da Addis Abeba, ha accolto con cautela l’accordo. “Giudico positivamente il fatto che si sia raggiunto un accordo”, ha dichiarato, sottolineando come “un’escalation commerciale avrebbe avuto conseguenze imprevedibili, potenzialmente devastanti”. Tuttavia, la premier ha precisato di voler attendere i dettagli dell’intesa prima di esprimere un giudizio definitivo, in particolare su settori strategici per l’Italia come la farmaceutica, l’automotive e l’agroalimentare. “Se il 15% comprende i dazi precedenti, che in media erano al 4,8%, allora può essere una base sostenibile — ha spiegato — ma bisogna capire se saranno previste esenzioni o tutele per i comparti più esposti”.

Meloni ha poi risposto con prudenza anche sulla parte dell’intesa relativa agli impegni europei per l’acquisto di energia e armamenti statunitensi. “Non sono in grado di valutarlo finché non avrò dati chiari”, ha detto.

Sulla stessa linea anche i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, che in una nota congiunta si sono detti soddisfatti per l’intesa raggiunta, giudicata “utile a scongiurare una guerra commerciale all’interno dell’Occidente”. I due esponenti dell’esecutivo hanno anche annunciato la disponibilità del governo a mettere in campo misure di sostegno per i settori italiani eventualmente colpiti, chiedendo che anche Bruxelles intervenga con strumenti compensativi a livello europeo.

 

 

 

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