Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Giovedì, 15 Gennaio 2026

Libia: il governo dell'Est espelle i ministri europei

Il governo libico dell’Est, guidato dal premier Osama Hamad e sostenuto dalla Camera dei Rappresentanti e dal generale Khalifa Haftar, ha annunciato l’annullamento ufficiale della visita dei ministri dell’Interno di Italia, Grecia e Malta, nonché del commissario europeo per la Migrazione, dichiarandoli “persone non gradite”. Alla base della decisione, secondo quanto riferito nel comunicato n. 19 del 2025, ci sarebbero “gravi violazioni del protocollo diplomatico e della sovranità nazionale”.

Secondo le autorità di Bengasi, le delegazioni europee sarebbero arrivate all’aeroporto Benina senza seguire le procedure ufficiali previste dalla normativa libica, né aver ottenuto il necessario coordinamento con il Ministero degli Esteri. Una condotta che, sempre secondo il governo orientale, rappresenta una violazione delle leggi che regolano l’ingresso e la mobilità dei rappresentanti stranieri nel Paese. Da qui la richiesta di abbandonare immediatamente il territorio e la dichiarazione di non ospitalità.

Nel comunicato si precisa che la Libia è disponibile a cooperare con missioni diplomatiche e organizzazioni internazionali, ma solo nel rispetto delle leggi nazionali e della propria sovranità. La mossa di Bengasi arriva a poche ore dalla visita ufficiale, avvenuta a Tripoli, dei ministri Matteo Piantedosi (Italia), Michalis Chrisochoidis (Grecia) e Byron Camilleri (Malta), accolti dal ministro dell’Interno del Governo di Unità Nazionale, Imad Mustafa Al-Trabelsi. L’incontro, tenutosi presso il complesso di Ghabet Al-Nasr, si è concentrato sul dossier migrazione e sui rapporti di cooperazione nel Mediterraneo.

Per il governo dell’Est, tale missione rappresenterebbe un riconoscimento implicito del governo rivale con sede a Tripoli, considerato illegittimo, e un affronto diretto alle istituzioni parallele che controllano la Cirenaica. L’episodio conferma ancora una volta la fragilità degli equilibri in Libia, Paese diviso in due blocchi di potere e terreno sempre più conteso anche sul fronte diplomatico internazionale.

La delegazione dei ministri europei era arrivata in aereo a Bengasi da Tripoli, dove aveva incontrato i rappresentanti del governo di unità nazionale, sostenuto dalle Nazioni Unite e presieduto dal premier ad interim Abdul Hamid Mohammed Dbeibah. L'auto costituito governo parallelo di Bengasi fa invece riferimento al generale Khalifa Haftar.

Per ora la Commissione Europea ha confermato di aver ricevuto la comunicazione del governo di Bengasi, e ha detto che la sta esaminando. Piantedosi nel frattempo è già rientrato a Roma. Almeno finora il governo di Haftar aveva avuto buoni rapporti con quello italiano, da cui ha ottenuto in questi anni una certa legittimazione politica.

Secondo quanto riportato da ItaMilRadar, nel pomeriggio dell’8 luglio, intorno alle 14:30 CEST, sono atterrati all’aeroporto Benina di Bengasi due velivoli militari: un Airbus VC-319A dell’Aeronautica Militare Italiana e un Embraer ERJ-135LR dell’Aeronautica Greca, entrambi provenienti da Tripoli. A bordo si trovavano i ministri dell’Interno di Italia e Grecia, accompagnati dal Commissario europeo per la Migrazione. Il Ministro dell’Interno di Malta sarebbe invece giunto con un volo separato.

Dopo l’invito delle autorità di Bengasi a lasciare il Paese i due velivoli militari sono decollati intorno alle 16:45.

Per l’Italia, che da anni cerca di mantenere un dialogo strategico con le autorità libiche in funzione della gestione dei flussi migratori e della stabilità nel Mediterraneo, si tratta di uno smacco clamoroso. La delegazione italiana, guidata dal Ministro dell’Interno, era parte di un’iniziativa concertata a livello europeo per affrontare le dinamiche migratorie con la componente orientale del governo libico.La missione, organizzata nell'ambito dell'iniziativa Team Europe, vedeva la partecipazione, oltre a Piantedosi, dei ministri dell'Interno di Grecia e Malta e del commissario europeo per la Migrazione Magnus Brunner, e prevedeva incontri con entrambi gli esecutivi libici: quello occidentale di Tripoli, riconosciuto a livello internazionale e guidato da Abdelhamid Dbeibah, e quello orientale sostenuto dal generale Khalifa Haftar. Con l'obiettivo di rafforzare la cooperazione nella lotta all'immigrazione irregolare e consolidare i rapporti sul piano della sicurezza e dei rimpatri. In mattinata, la missione aveva tenuto gli incontri a Tripoli, ottenendo - secondo fonti Ue - un primo via libera alla ripresa delle operazioni congiunte e all'impiego di strumenti europei come Frontex. L'arrivo a Bengasi, previsto come seconda tappa del viaggio, si è però concluso con il respingimento all'aeroporto internazionale Benina nel primo pomeriggio, su ordine del premier Osama Saad Hammad che ha denunciato una "flagrante violazione delle norme diplomatiche" e un "disprezzo per la sovranità nazionale libica".

 

Fonte varie agenzie 

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI