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Stasera in Italia le salme dei 9 connazionali uccisi a Dacca

Ieri il Bangladesh ha concluso  i due giorni di lutto nazionale per il massacro di venerdì nella Holey Artisanal Bakery con una cerimonia di Stato nello stadio dell'esercito a Dacca in cui la premier Sheik Hasina, vari ministri, diplomatici stranieri e molta gente comune si sono raccolti davanti ai feretri delle 20 vittime, di cui ben nove italiane. L'atto solenne ha chiuso il capitolo del cordoglio ufficiale per quello che per i bengalesi è stato senza dubbio una sorta di 11 settembre, poiché si è trattato dell'attacco terroristico che ha causato il maggior numero di vittime civili nella storia del Paese. Dopo la cerimonia le salme sono state prese in consegna dalle rispettive nazioni di appartenenza. I resti delle vittime italiane arriveranno a Roma questa sera, ha fatto sapere il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. A Ciampino, ad attendere i feretri, ci sarà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che per questo ha ridotto il programma del suo viaggio in America latina, che dopo il Messico avrebbe dovuto vederlo in Uruguay e Argentina.

"Quella sera anch'io avrei dovuto essere nel ristorante dov'è avvenuta la mattanza: l'Holey Artisan Bakery, a Dacca, è frequentato molto dagli italiani perché fanno pane fresco ed è uno dei pochi posti dove si mangia in maniera decente. Io e un altro italiano siamo salvi perché stavamo poco bene e abbiamo preferito rimanere a casa". Lo racconta all'ansa Gennaro Cotugno, originario di Bitonto (Bari) ma da tre anni in Bangladesh con la sua azienda tessile, in un primo momento dato per disperso perchè si pensava si trovasse anche lui nel ristorante della strage. Ora Gennaro sta rientrando a Bitonto e dice che a Dacca, "probabilmente, non tornerò mai più". "Li aiutiamo e li sovvenzioniamo dal 1970 e questo è il ringraziamento che abbiamo". "Non sono mai stato razzista - dice - ma dopo questo episodio credo che lo diventerò". "La mia famiglia, ho tre bellissimi figli - spiega Gennaro - mi ha chiamato preoccupata per avere mie notizie. Li ho rassicurati e poi ho chiamato la Farnesina per avvisare che stavo bene".

Il volo è atteso a Ciampino tra le 18:40, dove ci sarà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, di rientro dal Messico e il ministro degli esteri Paolo Gentiloni. Dopo l'omaggio delle autorità, i cadaveri saranno portati nell'istituto di medicina legale del Policlinico Gemelli dove dopo il riconoscimento da parte dei parenti, saranno sottoposti ad una tac dal professor Tommaso Tartaglione. Domani sono in programma le autopsie.

I venti ostaggi del caffè di Dacca sono stati uccisi nei primi venti minuti dai terroristi che hanno assaltato il locale venerdì sera. Lo riferisce il capo della polizia bengalese AKM Shahidul Haque, secondo quanto riporta il Dhaka Tribune. "Alcuni media stanno dicendo che abbiamo agito troppo tardi con il blitz, ma non è vero. Abbiamo portato a termine l'operazione in 12 ore, mentre in altri Paesi come il Kenya ci sono voluti 4 giorni per affrontare una situazione simile", ha aggiunto.

Sul fronte delle indagini la britannica SkyNews, citando la polizia bengalese, scrive che gli agenti che hanno fatto irruzione nel ristorante potrebbero avere ucciso uno degli ostaggi di Dacca per errore, convinti che fosse uno dei terroristi. Inoltre si allunga la lista dei sospetti:  tra ieri e oggi sono stati fermati i genitori di uno dei terroristi e il padre e il fratello di un altro.

Solidarietà e dolore che in serata si sono manifestati anche con una messa concelebrata nella chiesa seminario del quartiere di Banani dal Nunzio apostolico in Bangladesh, mons. George Kocherrym, dall'arcivescovo di Dacca, mons. Patrick D'Rozario, e da vari sacerdoti per "sottolineare l'unità della chiesa di fronte alla minaccia del terrorismo". Ed infine con una veglia a lume di candela convocata via Facebook in un luogo vicino al ristorante colpito, sulla strada 79 del quartiere di Bushan, e denominata 'Tributo al lume di candela alle anime perdute per l'omicidio di massa della Holey Artisan Bakery a Gulshan-2", il quartiere diplomatico della capital

Di fronte alla sfida di un terrorismo sanguinario occorre ormai "una alleanza della comunità internazionale contro la barbarie". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nei colloqui oggi a Città del Messico con il presidente Enrique Nieto.

La "mano sanguinaria del terrorismo" minaccia l'intero pianeta e i suoi valori di libertà e convivenza. Proprio per combattere la "barbarie terrorista e l'ampiezza delle sfide del mondo contemporaneo, quali migrazioni, tutela dell'ambiente, c'è bisogno ormai di "uno sforzo corale". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, da Città del Messico dove ha incontrato il presidente Enrique Pena Nieto. "Estamos juntos, siamo uniti in questa battaglia di civiltà", ha aggiunto Mattarella.

Intanto sono rientrate a Tokyo nelle prime ore del mattino le salme dei sette cittadini giapponesi tra le vittime dell'attacco terroristico nel ristorante di Dacca, in Bangladesh.
Ad attenderli una delegazione che includeva il ministro degli Esteri Fumio Kishida, l'ambasciatore del Bangladesh in Giappone Rabab Fatima e il capo dell'Agenzia giapponese di cooperazione internazionale, per la quale alcune delle vittime lavoravano nel Paese del sudest asiatico. Sull'aereo messo a disposizione del governo nipponico si trovavano anche i familiari delle vittime, a cui le autorità offriranno assistenza e supporto psicologico.
Sulle bare bianche sono state deposte delle corone dei fiori e si è osservato un minuto di silenzio.

 

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