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Lunedì, 19 Gennaio 2026

Convocato un vertice a Palazzo Chigi con Meloni

A margine del Consiglio europeo, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, insieme ai Primi Ministri danese, Mette Frederiksen, e olandese, Dick Schoof, ha ospitato una nuova riunione informale tra 15 Stati membri più interessati al tema delle soluzioni innovative in ambito migratorio.

Insieme a Italia, Danimarca, Paesi Bassi e Commissione europea, hanno preso parte all’incontro i leader di Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Germania, Grecia, Polonia, Repubblica ceca, Lettonia, Malta, Ungheria e Svezia.

Secondo quanto riferito da una nota di Palazzo Chigi la Presidente von der Leyen ha illustrato i principali filoni di lavoro, soffermandosi in particolare sui sostanziali progressi registrati sui negoziati relativi al Regolamento rimpatri e alla lista Europea di Paesi di origine sicuri.

Oltre a confermare l’impegno dell’Italia sul fronte delle soluzioni innovative e ad accogliere con soddisfazione la nuova lettera sottoscritta da Ministri degli Affari Esteri e dell’Interno di 19 Stati membri in tema di soluzioni innovative, il Presidente Meloni ha aggiornato sul lavoro in corso sul tema della capacità delle Convenzioni internazionali di rispondere alle sfide della migrazione irregolare e sulle prossime iniziative previste. Dopo il significativo risultato dello scorso 10 dicembre, quando 27 Stati membri del Consiglio d’Europa hanno sottoscritto la dichiarazione politica italo-danese, ora il lavoro continua in vista della Ministeriale del Consiglio d’Europa sotto presidenza moldava del prossimo 15 maggio.

I Leader presenti hanno infine concordato di lanciare iniziative congiunte non solo in ambito UE e Consiglio d’Europa, ma anche  - più in generale - nei diversi contesti internazionali, a partire dalle Nazioni Unite, per promuovere più efficacemente l’approccio europeo ad una gestione ordinata dei flussi migratori.

Oltre al tema dell’utilizzo degli asset russi congelati per finanziare l’Ucraina, al centro del Consiglio Europeo di Bruxelles al via oggi 18 dicembre ci sono anche le politiche migratorie e l’accordo commerciale tra l’Ue e i Paesi sudamericani del Mercosur.

In tema commerciale, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, al suo arrivo al vertice, ha detto: “Il Mercosur svolge un ruolo centrale nei nostri accordi commerciali. È potenzialmente un mercato di 700 miliardi di consumatori, paesi con idee simili che desiderano il libero scambio insieme nel Mercosur. Quindi è di fondamentale importanza ottenere il via libera per il Mercosur e poter completare le firme per il Mercosur”. E ha aggiunto: “Oggi discuteremo anche di geoeconomia, e questo è un dibattito sulle nostre vulnerabilità, sulla nostra competitività globale. Ed è chiaro che le nostre eccessive dipendenze sono un ostacolo alla competitività. Dobbiamo liberarci delle nostre eccessive dipendenze. Questo è possibile solo attraverso una rete di accordi di libero scambio“.

Il presidente francese Emmanuel Macron però frena sull’accordo e chiede maggiori protezioni per gli agricoltori. “Per quanto riguarda il Mercosur, riteniamo che l’accordo sia carente e che non possa essere finalizzato. Riguarda la coerenza europea. Riguarda un’Europa che protegge la sua agricoltura e i suoi produttori. Siamo a favore del commercio. La Francia, inoltre, è una grande potenza agricola e agroalimentare che commercia a livello globale ed esporta. Ma non possiamo accettare di sacrificare la coerenza della nostra agricoltura, del nostro sistema alimentare e della sicurezza alimentare dei nostri cittadini, con accordi che non sono ancora stati finalizzati“, ha detto il leader dell’Eliseo al suo arrivo al Consiglio Europeo. “Siamo stati molto chiari fin dall’inizio. Chiediamo quella che viene chiamata clausola di salvaguardia. È un freno di emergenza. Se i mercati si destabilizzano, dobbiamo essere in grado di fermare la situazione. La Commissione ha presentato una proposta. 

In corrispondenza con il Consiglio Europeo, nuova protesta degli agricoltori con i trattori a Bruxelles, anche contro la possibilità di un accordo con il Mercosur. Una delegazione delle grandi organizzazioni ombrello agricole europee Copa e Cogeca ha incontrato la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e il leader del Consiglio Ue, Antonio Costa. “Grazie a Copa-Cogeca per un incontro proficuo e produttivo. In tempi di incertezza, i nostri agricoltori hanno bisogno di affidabilità e supporto. E l’Europa sarà sempre al loro fianco. Con un sostegno forte e duraturo nel bilancio dell’Ue. Aiuti mirati per le piccole aziende agricole a conduzione familiare e per i giovani agricoltori. E una semplificazione per semplificare la vita quotidiana degli agricoltori. L’Europa è con voi, ora e in futuro”, hanno scritto von der Leyen e Costa in un post congiunto.

Sul fronte economico, la spaccatura tra Usa ed Europa si allarga. I Ventisette hanno attivato la procedura per usare l’articolo 122 del Trattato UE e congelare in modo permanente i fondi della Banca Centrale russa. La presidenza danese è convinta di avere i numeri, ma Belgio e Italia frenano. Come ripete l’alto rappresentante Kaja Kallas, la strategia sugli asset vuole mandare tre messaggi: all’Ucraina, che non sarà abbandonata; alla Russia, che pagherà la guerra; agli Stati Uniti, che l’Europa ha carte pesanti da giocare.

Usa e Ue, lo scontro sulla ricostruzione

Secondo il Wall Street Journal, la Casa Bianca ha consegnato agli europei una serie di documenti riservati con la sua visione per la ricostruzione ucraina e per il reinserimento della Russia nell’economia globale. Washington punta a usare 200 miliardi di dollari di asset congelati per progetti in Ucraina, compreso un maxi centro dati alimentato dalla centrale di Zaporizhzhia. Un’altra appendice propone di integrare gradualmente l’economia russa con investimenti americani in settori strategici: terre rare, petrolio artico, energia.

Per Bruxelles, che dal 2022 prova a liberarsi dalla dipendenza energetica russa, l’idea è intollerabile. I funzionari europei vogliono usare i fondi congelati per finanziare immediatamente l’Ucraina. Gli Usa, invece, immaginano un mega-fondo da 800 miliardi di dollari gestito da Wall Street.

 

il summit del 18 dicembre oltre a presentarsi come tra i più importanti degli ultimi anni, rischia di tramutarsi in una dura resa dei conti. “Qui ci sarà il confronto politico”, ha spiegato Antonio Tajani. Già, perché le perplessità sull’uso degli asset sono ancora tutte nella testa di Bart De Wever, sebbene il premier belga, da Londra, abbia per la prima volta definito “possibile” la decisione. 

 

Ma De Wever non è solo. In una dichiarazione allegata al verbale della procedura scritta, il governo di Giorgia Meloni, assieme a quello di Belgio, Bulgaria e Malta, ha messo nero su bianco le sue osservazioni. Ha sottolineato che la decisione sul blocco degli asset, al pari di quella sul loro uso, avrebbe dovuto tenersi solo dopo il confronto dei leader. Ha rimarcato che il voto a maggioranza qualificata a cui si è fatto ricorso non debba costituire “un precedente per la politica estera e di sicurezza comune”. 

 

E ha ribadito con fermezza che il via libera al blocco non anticipi in alcun modo il placet sull’uso degli asset. Anzi, i 4 Paesi hanno invitato la Commissione a continuare a cercare soluzioni ponte o vie alternative, che comportino “rischi inferiori”. Tutti punti che rischiano di finire sul tavolo già del vertice dei leader europei con Volodymyr Zelensky a Berlino, a cui Meloni parteciperà.

Fonte Palazzo Chigi e varie agenzie 

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