Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Sabato, 11 Luglio 2026

Brasile trovato il più grande giacimento petrolifero degli ultimi 25 anni

Questo è il più grande giacimento petrolifero degli ultimi 25 anni – Dove l'hanno trovato e quando iniziano a trivellare

La compagnia energetica BP si prepara ad avviare una serie di perforazioni di valutazione in Brasile per verificare se quello che viene già considerato il più grande giacimento petrolifero scoperto dall'azienda negli ultimi venticinque anni possa essere sfruttato in modo economicamente sostenibile.

La scoperta risale all'agosto del 2025, quando BP annunciò di aver individuato un importante accumulo di idrocarburi durante una perforazione esplorativa effettuata nel bacino di Santos, al largo delle coste brasiliane. Il giacimento si trova nel blocco offshore denominato Bumerangue, circa 400 chilometri a sud di Rio de Janeiro, a una profondità complessiva di 5.855 metri sotto il livello del mare.

L'entità della scoperta ha immediatamente attirato l'attenzione del settore energetico internazionale, poiché potrebbe rappresentare una delle più significative risorse individuate negli ultimi anni nelle acque profonde del Brasile, una regione già nota per la presenza di enormi riserve petrolifere pre-saline.

Per comprendere il reale potenziale commerciale del giacimento, BP ha pianificato tre perforazioni speciali di valutazione che saranno completate entro la metà del 2027. L'obiettivo di queste operazioni sarà raccogliere dati precisi sulla dimensione del serbatoio, sulla qualità degli idrocarburi presenti e sui volumi effettivamente recuperabili. Solo dopo questa fase sarà possibile stabilire con maggiore accuratezza la convenienza economica dello sviluppo del progetto.

Le prime stime diffuse dopo la scoperta indicavano una colonna verticale di idrocarburi di circa 500 metri. Tuttavia, una successiva comunicazione pubblicata dalla società alla fine di ottobre ha notevolmente ampliato la portata del ritrovamento. Secondo i nuovi dati, il giacimento presenta infatti una colonna complessiva di idrocarburi che raggiunge circa 1.000 metri.

Nel dettaglio, questa struttura comprende circa 100 metri di colonna di petrolio greggio e altri 900 metri costituiti da gas naturale ricco di condensati, una combinazione particolarmente interessante dal punto di vista commerciale per il valore dei prodotti ottenibili durante le fasi di lavorazione e raffinazione.

Il serbatoio geologico è formato da rocce carbonatiche di alta qualità sviluppatesi sotto gli spessi strati di sale presenti nel sottosuolo marino. Si tratta delle cosiddette formazioni pre-saline, considerate tra le più produttive al mondo. Secondo le valutazioni preliminari, il giacimento si estende su una superficie superiore a 300 chilometri quadrati, un'area paragonabile all'intera estensione della città di Parigi.

In termini più semplici, gli esperti descrivono il Bumerangue come un gigantesco contenitore naturale sotterraneo capace di ospitare enormi quantità di petrolio e gas naturale. La sua individuazione è stata resa ancora più significativa dalle difficili condizioni geologiche nelle quali si trova, fattore che rende la scoperta particolarmente rilevante sia per BP sia per l'intero mercato energetico internazionale.

Attualmente la compagnia britannica sta conducendo una vasta serie di analisi di laboratorio per determinare le caratteristiche dettagliate del giacimento. Gli studi riguardano il rapporto tra gas e petrolio, la proporzione tra condensati e gas, nonché la valutazione delle quantità complessive di idrocarburi presenti nel sottosuolo.

Parallelamente, prosegue la pianificazione delle attività di appraisal, ovvero la fase di valutazione tecnica necessaria per definire il futuro sviluppo del campo. Le perforazioni dovrebbero iniziare nei primi mesi del 2027, subordinatamente all'ottenimento di tutte le autorizzazioni normative e ambientali richieste dalle autorità competenti.

Commentando i risultati preliminari, Gordon Birrell, vicepresidente esecutivo Produzione e Operazioni di BP, ha sottolineato come il 2026 abbia rappresentato un anno di forte crescita per il comparto upstream dell'azienda.

«Quest'anno abbiamo registrato progressi significativi nelle attività upstream di BP, con sei grandi progetti entrati in produzione, altri cinque approvati e una serie di nuove scoperte, tra cui Bumerangue», ha dichiarato il dirigente. «Sebbene siamo ancora nella fase esplorativa, i risultati iniziali sono molto incoraggianti e indicano la presenza di una vasta colonna di idrocarburi e di importanti volumi di liquidi all'interno del serbatoio».

Fin dall'annuncio della scoperta, BP aveva inoltre chiarito la propria intenzione di individuare un partner industriale con cui condividere lo sviluppo del progetto. Secondo quanto comunicato dalla società, il processo di ricerca potrebbe richiedere da uno a due anni, con l'obiettivo di raggiungere un accordo prima della decisione finale d'investimento.

Tra i candidati più accreditati figura Petrobras, la compagnia petrolifera statale brasiliana. A confermarlo è stato Andre Guevara, responsabile di BP Brasile, secondo il quale il gruppo brasiliano rappresenta una delle opzioni più concrete. Del resto, anche numerosi analisti del settore indicavano Petrobras fin dall'inizio come il principale favorito, grazie alla sua lunga esperienza nello sfruttamento dei giacimenti offshore e alla profonda conoscenza delle risorse energetiche presenti nel bacino di Santos.

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI