Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Lunedì, 11 Maggio 2026

Minoranza tracia esclusivamente religiosa

La minoranza musulmana della Tracia è una comunità di natura esclusivamente religiosa e non etnica: è quanto ribadito dal Ministero degli Affari Esteri greco in una nota ufficiale diffusa in risposta alle recenti dichiarazioni provenienti da Ankara. 

Al centro della posizione di Atene vi è il Trattato di Losanna del 1923, che – sottolinea la diplomazia greca – definisce in modo chiaro e non soggetto a interpretazioni lo status giuridico della minoranza.

Secondo il ministero, il trattato non prevede in alcun modo l’elezione dei mufti da parte della minoranza stessa, anche in considerazione del fatto che tali figure esercitano non solo funzioni religiose, ma anche competenze di natura giudiziaria e amministrativa. Proprio per questo motivo, evidenzia Atene, la procedura di nomina rientra nelle prerogative dello Stato.

La nota richiama inoltre la recente legislazione nazionale: con la legge 4964/2022, la Grecia ha istituito un comitato composto da membri della minoranza – incluse rappresentanti femminili – con il compito di valutare e proporre i candidati più idonei alla carica di mufti. In base a questo meccanismo è già stata completata la nomina del nuovo mufti di Didymoteicho, mentre sono state avviate le procedure per le sedi di Xanthi e Komotini. Il ministero sottolinea inoltre che anche in Turchia i mufti vengono nominati e non eletti.

Atene ribadisce quindi di gestire le questioni relative alla minoranza musulmana della Tracia nel pieno rispetto dello stato di diritto, garantendo uguaglianza davanti alla legge e libertà religiosa. Una linea che, si legge nella dichiarazione, non è destinata a cambiare, così come non è modificabile la denominazione ufficiale della minoranza stabilita dal diritto internazionale.

Di segno opposto la posizione del Ministero degli Esteri turco, che accusa la Grecia di violare i diritti della minoranza musulmana nella Tracia occidentale, in particolare per quanto riguarda la scelta dei mufti. Ankara contesta il mancato riconoscimento dei leader religiosi eletti dalla comunità e sollecita un cambio di politica da parte di Atene.

Nel mirino della diplomazia turca vi è soprattutto la procedura adottata per la nomina del mufti di Didymoteicho, definita come una designazione presentata impropriamente come processo elettorale e realizzata senza un adeguato coinvolgimento dei rappresentanti della minoranza. “Non possiamo accettare queste pratiche”, afferma Ankara, che conclude assicurando che continuerà a monitorare attentamente il rispetto dei diritti della minoranza turca nella regione, in linea con gli obblighi derivanti dagli accordi internazionali.

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI