
«Nell’Immanente è possibile capire, in termini rigorosi, cosa vuol dire esistenza, grazie alla Fisica. (…) Nel pensiero rigorosamente logico è possibile capire cosa vuol dire esistere: cioè non contraddirsi. E abbiamo visto le enormi limitazioni della Logica Matematica. Nel Trascendente, cosa vuol dire esistere? (…) Porre il Trascendente sotto il controllo delle leggi scoperte dall’uomo nello studio dell’Immanente sarebbe di gran lunga più assurdo. Ecco perché l’unica risposta all’esistenza del Trascendente è l’atto di Fede. Atto che può essere corroborato dalla Ragione applicata alla sfera trascendentale della nostra esistenza. Atto che non può essere fatto né solo di Scienza né solo di Logica; in quanto sia la Logica sia la Scienza, di quell’irripetibile spettacolo della Creazione, sono solo una parte». Questo brano tratto dal volume Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo. Tra Fede e Scienza (Il Saggiatore, 1999) scritto da Antonino Zichichi (1929-2026) introduce nel pensiero del grande fisico italiano recentemente scomparso. Nasce a Trapani e si laurea in Fisica, dal 1977 al 1982 è Presidente dell’Istituto di Fisica Nucleare, nel 1978 diventa presidente della Società Europea di Fisica. È tra gli ideatori del Laboratori nazionali del Gran Sasso (1980), nel 1963 fonda a Erice (TP) il Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana (Ettore Majorana Foundation and Center for Scientific Culture) che, con la sua Fondazione, lavora nel settore della ricerca scientifica post-universitaria distribuendo borse di studio, «dando vita a un nuovo modo di intendere la collaborazione scientifica internazionale Senza Segreti e Senza Frontiere (…). È questo lo Spirito di Erice, nato grazie a Giovanni Paolo II». Sempre a Erice istituisce l’organizzazione internazionale World Federation of Scientist per affrontare le emergenze tramite la collaborazione internazionale. Ma Zichichi nella sua attività dimostra una spiccata sensibilità alla divulgazione scientifica non tralasciando un afflato polemico: contro l’astrologia, le superstizioni o l’evoluzionismo darwiniano. Anche l’origine antropica dei cambiamenti climatici è oggetto delle sue riflessioni critiche. Tutto questo lo espone a critiche feroci e anche alla satira più o meno rispettosa. Le riflessioni di Zichichi non lasciano indifferenti: quando critica i teoremi della cultura dominante si scontra inevitabilmente con l’establishment che spesso mette sullo stesso piano Scienza e Tecnica o afferma che la Scienza non debba essere sottoposta a principi etici e morali. Ma il punto che sempre sottolinea lo scienziato siciliano è la perfetta compatibilità tra Scienza e Fede, anzi, sono “entrambe doni di Dio” come ricorda san Giovanni Paolo II. Ma è sullo studio del pensiero e delle opere di Galileo Galilei (1564-1642) che si fonda buona parte della riflessione del fisico trapanese: «La grandezza di Galilei non sta tanto nelle straordinarie scoperte astronomiche (e sono molte) quanto nell’avere cercato e trovato le prime impronte di Colui che ha fatto il mondo». E da questa riflessione scaturiscono le sue considerazioni sul fatto che «La Scienza è sorgente di valori che sono in comunione, non in antitesi, con la Fede». Antonino Zichichi, nonostante le sue indubbie qualità di scienziato, non gode di simpatie, anzi, è sempre preso di mira dalla critica e dai comici di turno. Sicuramente l’essersi presentato con un divulgatore del pensiero scientifico che non è quello mainstream, è una causa, ma, forse, il suo modo di presentare la figura di Galileo Galilei influisce molto. Lo scienziato pisano ha assunto un ruolo da “rivoluzionario” e da paladino della scienza moderna. Ecco che parlare di Galilei Divin Uomo (Il Saggiatore, 2001), della sua religiosità, invece che martire del libero pensiero e mito dell’italianità disturba “il manovratore”. Lo scienziato pisano è indubbiamente il padre della Scienza moderna che, «nata nel cuore della cultura cristiana, non ha mai tradito, nel suo enorme sviluppo, la Fede di Colui che l’ha scoperta. Oggi, infatti, la scienza rappresenta il pilastro principale per chi volesse dimostrare che la Natura è opera di Dio. Come aveva detto Galilei». Un altro tema appassiona lo studio e la riflessione di Antonino Zichichi, quello dell'evoluzione biologica e culturale dell’uomo. Il metodo scientifico sperimentale di Galileo Galilei evidenzia le difficoltà nella dimostrazione degli assunti darwiniani e neo-darwiniani. «Una teoria con anelli mancanti, sviluppi miracolosi, inspiegabili estinzioni, improvvise scomparse non è Scienza galileiana. Essa può, al massimo, essere un tentativo interessante per stabilire una correlazione temporale diretta tra osservazioni di fatti ovviamente non riproducibili, obiettivamente frammentari e necessariamente bisognosi di ulteriori repliche». In Italia si contano sulla punta delle dita di una mano gli scienziati con una posizione critica sull’evoluzionismo darwiniano e Zichichi va ad unirsi a Giuseppe Sermonti (1925-2018) e Roberto Fondi (1943-2024) in questa battaglia di onestà intellettuale e scientifica, battaglia che, sicuramente ha ampia la platea dei suoi denigratori. «Insistere sull’evoluzione biologica della specie umana è legittimo se ad essa viene dato il ruolo di ricerca in un campo applicativo della materia biologica. E invece il discorso non si ferma qui. L’evoluzione biologica della specie umana è uno strumento usato costantemente per mettere in discussione i valori trascendentali della nostra esistenza. Essa diventa uno strumento di mistificazione culturale. (…) Promuovere la Teoria dell’Evoluzione Biologica della specie umana al rango di teoria scientifica corroborata da prove sperimentali e in grado di negare l’esistenza di Dio, è uno degli atti di mistificazione culturale più gravi che siano stati commessi da quando è nata la Scienza». Zichichi basa tutte le sue critiche rifacendosi all’insegnamento galileiano e ancora nel suo lavoro del 2001 afferma: «Galilei insegna che dove non ci sono né formalismo matematico né risultati riproducibili, non c’è Scienza». Il 9 febbraio 2026, questo grande scienziato e grande uomo di fede, chiude la sua lunga e straordinaria parentesi terrena lasciando una grande eredità scientifica e culturale.
Dalla sua bibliografia riproponiamo i titoli disponibili in italiano:
Scienza ed emergenze planetarie. Il paradosso dell'era moderna, Milano, Rizzoli, 1993
Perché credo in colui che ha fatto il mondo, Milano, Il Saggiatore, 1999
L'irresistibile fascino del Tempo. Dalla resurrezione di Cristo all'universo subnucleare, Milano, Il Saggiatore, 2000
Galilei divin uomo, Milano, Il Saggiatore, 2001
Il vero e il falso. Passeggiando tra le stelle e a casa nostra, Milano, Il Saggiatore, 2003.
Galilei. Dall'Ipse Dixit al processo di oggi. 100 risposte, Milano, Il Saggiatore, 2004.
Tra Fede e Scienza. Da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI, Milano, Il Saggiatore, 2005.
Giovanni Paolo II. Il papa amico della scienza, Milano, Tropea, 2011
Fede, scienza, tecnologia. Siamo l'unica forma di materia vivente dotata di ragione, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2016.
Matematica e bellezza. Fibonacci e il numero aureo (a cura di), Roma, Il Cigno GG Edizioni, 2017.
La bellezza del creato, Roma, Il Cigno GG Edizioni, 2018
Un insegnamento per il futuro della nostra scienza. La mia testimonianza su Lord Patrick M.S. Blackett, Catanzaro, Rubbettino Editore, 2023



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