
Albino Badinelli nacque il 6 marzo 1920 ad Allegrezze, frazione di Santo Stefano d’Aveto, in provincia di Genova, da una numerosa famiglia (settimo di undici figli) caratterizzata dalla fede, dal lavoro nei campi e dai valori cristiani. Nel 1939 iniziò gli studi all’Accademia Militare di Torino; nel marzo 1940 entrò nei Carabinieri come ausiliario, svolgendo servizio a Roma, Messina e poi in Jugoslavia, fino a Knin con la Divisione Sassari. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, rientrò in Liguria e finì isolato nella sua caserma di Santa Maria del Taro, attaccata dai partigiani. Tornò quindi a casa dai genitori. Nell’agosto 1944, in seguito a rappresaglie nazifasciste, 20 ostaggi vennero presi e si impose ai “renitenti” (sbandati) di presentarsi alle autorità, sotto pena di morte e incendio del paese. Albino si consegnò spontaneamente: «Devo presentarmi prima che venga ucciso qualcuno… Io devo essere il primo!» Anche se non era parte della Resistenza, si presentò pacificamente, ma fu accusato di diserzione e condannato a morte. Gli fu negata la confessione, ma un sacerdote, Monsignor Giuseppe Monteverde, riuscì comunque a benedirlo e dargli un crocifisso. Di fronte al plotone, baciò il crocifisso e pronunciò con umiltà: «Perdonali, Padre, perché non sanno quello che fanno». Poi fu fucilato il 2 settembre 1944, all'età di 24 anni. Il suo gesto salvò i venti ostaggi e il paese dalla distruzione. Sul muro del luogo dell’esecuzione è affissa una lapide commemorativa, dove si legge: “Qui cadeva serenamente perdonando…”. È stato insignito della Medaglia d’oro al merito civile alla memoria e, nel 2017, è stato riconosciuto come Giusto tra le nazioni. Nel 2019, la caserma dei Carabinieri di Santo Stefano d’Aveto è stata intitolata a suo nome. Nel 2022 è stato aperto il processo di beatificazione: Albino è attualmente designato come Servo di Dio. Nel 2024, in occasione del 80º anniversario della morte, si è svolta una commemorazione ufficiale nella sua città natale.
Lo scrittore Elio Esposito ha scritto il libro “Albino Badinelli, senza mai perdere la fede”.
“Il romanzo narra la vicenda eroica di Albino Badinelli, un giovane carabiniere di 24 anni originario di Santo Stefano d’Aveto, - Ci racconta l’autore - che si sacrifica durante la Seconda Guerra Mondiale per salvare venti ostaggi: rinuncia al suo amore Albina e dà la vita pur di ottenere la loro liberazione. Il libro include dettagli tratti da testimonianze locali, lettere originali (escluse quelle private rivolte alla fidanzata che ha voluto con sé nella tomba) e riporta un intenso conflitto tra fede religiosa, amore personale e dovere militare. Quando ho appurato dell’esistenza di questo Carabiniere, e della sua tragica fine a soli 24 anni, per mano fascista, e che è morto perdonando i suoi esecutori, non ho potuto fare che scrivere la sua storia, che seppur romanzata rispecchia fedelmente la sua vita. Non ho dubbi nell' affermare che questo giovane, e la sua triste ed eroica storia ha cambiato molto la mia esistenza. E ritengo giusto divulgare il suo sacrificio, come monito sull’inutilità della guerra e sul valore del perdono, quello stesso perdono che Gesù riservò sulla croce ai suoi assassini. Oggi la sua storia ha valicato i confini nazionali arrivando in Brasile e in Argentina. Alberi nei viali dei giusti sono stati piantati a suo nome a Milano e a Casaloldo. Un onore per me, aver divulgato questa storia. E ringrazio Don Tommaso Mazza pronipote di Albino, per avermi permesso di pubblicarla”.
Elio Esposito ha ricevuto il premio “Santa Margherita Ligure – Franco Delpino” nella sezione “Un domani di Pace” per questo libro. Il testo è stato presentato a Chiavari in occasione del centenario della nascita di Albino Badinelli, con la partecipazione di autorità civili, militari e un saluto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È stato anche protagonista di eventi locali, come quello del 18 agosto 2020 a Santo Stefano d’Aveto. Albino Badinelli è riconosciuto come Servo di Dio e la sua causa di beatificazione è in corso; inoltre è stato commemorato tra i “Giusti” d’Italia nel 2017 e vi sono riti formali avviati dalla Chiesa per la sua beatificazione.





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