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Venerdì, 12 Giugno 2026

Un asteroide scoperto pochi giorni fa passerà vicino alla Terra

Un asteroide dalle dimensioni paragonabili a due scuolabus transiterà oggi vicino alla Terra, passando a una distanza minima di circa 91.593 chilometri dal nostro pianeta. Lo rende noto l’European Space Agency, sottolineando che il corpo celeste attraverserà lo spazio a circa un quarto della distanza media tra la Terra e la Luna.

L’asteroide, denominato 2026JH2, è stato individuato il 10 maggio dagli astronomi del Mount Lemmon Survey, uno dei principali programmi internazionali dedicati all’osservazione e al monitoraggio degli oggetti vicini alla Terra. La scoperta è avvenuta presso l’osservatorio situato nei pressi di Tucson, nello stato americano dell’Arizona.

Secondo le stime degli esperti, il diametro di 2026JH2 sarebbe compreso tra i 15 e i 30 metri. Sebbene le sue dimensioni possano sembrare relativamente contenute su scala astronomica, si tratta comunque di un oggetto capace di attirare grande attenzione da parte della comunità scientifica, soprattutto per la distanza ravvicinata del passaggio.

Nel punto di massimo avvicinamento, l’asteroide si troverà a una distanza pari al 24% di quella che separa abitualmente la Terra dalla Luna. Sarà inoltre circa due volte e mezzo più lontano rispetto all’orbita geosincrona utilizzata da numerosi satelliti per telecomunicazioni, trasmissioni televisive e servizi meteorologici.

Gli scienziati, tuttavia, rassicurano che non esiste alcun rischio per il nostro pianeta. L’asteroide non entrerà infatti nell’atmosfera terrestre e continuerà la propria traiettoria nello spazio senza provocare effetti sulla Terra.

Il confronto con alcuni eventi del passato aiuta però a comprendere perché questi corpi vengano monitorati con grande attenzione. Nel 2013 un meteorite di circa 15 metri esplose nei cieli sopra Čeliabìnsk, in Russia, generando un’onda d’urto che mandò in frantumi migliaia di finestre e provocò oltre un migliaio di feriti. Ancora più devastante fu l’evento di Tunguska del 1908, in Siberia, attribuito a un oggetto celeste stimato intorno ai 30 metri di diametro: l’esplosione in atmosfera rase al suolo immense aree di foresta.

A differenza di quei casi, però, 2026JH2 non rappresenta alcuna minaccia diretta. A chiarirlo è stato anche Richard Binzel, professore di scienze planetarie al Massachusetts Institute of Technology e ideatore della Scala di Torino, il sistema internazionale utilizzato per classificare il rischio di collisione degli oggetti spaziali con la Terra.

“L’asteroide passerà in totale sicurezza vicino al nostro pianeta”, ha spiegato Binzel, ricordando che transiti di questo tipo sono molto più frequenti di quanto si possa immaginare. Secondo l’esperto, piccoli oggetti delle dimensioni di un’automobile attraversano regolarmente la regione compresa tra la Terra e la Luna ogni settimana, mentre corpi grandi quanto uno scuolabus transitano nelle vicinanze del nostro pianeta diverse volte all’anno.

Binzel ha inoltre sottolineato come soltanto negli ultimi anni la tecnologia abbia consentito di individuare con precisione oggetti di queste dimensioni. In passato molti di questi asteroidi passavano inosservati, semplicemente perché gli strumenti di osservazione non erano abbastanza sensibili per rilevarli con anticipo.

Gli astronomi spiegano che 2026JH2 proviene dalla fascia principale degli asteroidi, la vasta regione situata tra Marte e Giove che ospita milioni di frammenti rocciosi. Le collisioni tra questi corpi, unite all’influenza gravitazionale esercitata da Giove, possono modificare nel tempo le loro orbite e spingerli verso le regioni interne del Sistema Solare, avvicinandoli occasionalmente alla Terra.

Proprio per questo motivo le agenzie spaziali internazionali mantengono attivi programmi di monitoraggio continuo degli oggetti vicini al nostro pianeta. L’obiettivo è individuare con largo anticipo eventuali corpi potenzialmente pericolosi e studiare traiettoria, velocità e caratteristiche fisiche.

Il passaggio di 2026JH2 rappresenta quindi soprattutto un’opportunità scientifica: un’occasione per osservare da vicino un piccolo asteroide e testare i sistemi di sorveglianza spaziale che, negli ultimi anni, stanno diventando sempre più sofisticati e precisi.

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