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Domenica, 19 Aprile 2026

Medio Oriente: Cosa significa il coinvolgimento degli Houthi nella guerra

A un mese dall’inizio della guerra in Medio Oriente, emergono nuovi segnali di possibile allargamento del conflitto. Sabato mattina l’esercito israeliano ha reso noto di aver rilevato, per la prima volta, un missile lanciato dallo Yemen. Poche ore più tardi, i ribelli Houthi hanno confermato l’attacco contro Israele.

Il loro eventuale coinvolgimento diretto rappresenta un elemento di forte preoccupazione. Il movimento, attivo nel nord dello Yemen e guidato dalla famiglia Houthi, dispone infatti di un arsenale significativo ed è in grado di colpire anche i Paesi del Golfo. In un contesto già segnato da tensioni, questo potrebbe avere ripercussioni rilevanti sulla sicurezza della navigazione, soprattutto nel Mar Rosso, snodo cruciale per il commercio globale.

Nati come gruppo insurrezionale impegnato in una lunga guerriglia contro l’esercito yemenita, gli Houthi hanno consolidato la propria forza dopo la Primavera Araba del 2011, rafforzando al contempo i legami con l’Iran.

Dopo l’attacco del 7 ottobre 2023, il gruppo ha intensificato le proprie azioni, colpendo navi internazionali nel Mar Rosso e dichiarando di agire a sostegno dei palestinesi. Parallelamente, ha lanciato droni e missili contro Israele, che ha risposto con raid aerei sui loro obiettivi, mentre anche gli Stati Uniti sono intervenuti con operazioni militari. Gli attacchi si erano poi interrotti in seguito al cessate il fuoco tra Israele e Hamas nell’ottobre 2025.

Il 5 marzo scorso, il leader del movimento, Abdul Malik al-Houthi, ha dichiarato che le sue forze sono pronte a colpire in qualsiasi momento. Tuttavia, a differenza di Hezbollah e delle milizie filo-iraniane attive in Iraq, gli Houthi non hanno ancora annunciato formalmente il loro ingresso nel conflitto. Venerdì avevano ribadito l’avvertimento, e poche ore dopo Israele ha segnalato il lancio di un missile dal territorio yemenita.

Secondo un’analisi di Reuters, l’ideologia del movimento non è pienamente allineata a quella della leadership iraniana, a differenza di Hezbollah e di altri gruppi armati della regione. Sebbene Teheran li includa nel cosiddetto “Asse della Resistenza”, diversi esperti sottolineano come gli Houthi siano guidati прежде da dinamiche interne, pur condividendo una convergenza politica con Iran e alleati.

Gli Stati Uniti sostengono che l’Iran abbia fornito al gruppo armi, finanziamenti e addestramento, anche con il supporto di Hezbollah. Accuse respinte dagli Houthi, che rivendicano la propria autonomia e la capacità di sviluppare internamente i sistemi d’arma.

Resta incerta l’evoluzione del loro ruolo nel conflitto. Gli analisti offrono valutazioni divergenti: alcuni ritengono che il gruppo abbia già condotto attacchi isolati contro obiettivi nei Paesi vicini, senza conferme ufficiali; altri ipotizzano che stia attendendo il momento più opportuno per intervenire, in coordinamento con l’Iran, al fine di esercitare la massima pressione.

Il movimento ha inoltre dichiarato di essere pronto ad agire qualora altri Paesi si schierasse al fianco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, o nel caso in cui il Mar Rosso venisse utilizzato per operazioni militari contro la Repubblica islamica.

In questo scenario, l’ultimo sviluppo rafforza il rischio di un’escalation regionale, anche alla luce della capacità degli Houthi di colpire obiettivi a lunga distanza e di compromettere rotte marittime strategiche per l’economia globale.

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