
Il responso tanto atteso è arrivato e ha acceso l’entusiasmo in tutta la provincia di Frosinone. Il Ministero della Cultura ha reso noti i dieci progetti finalisti in corsa per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028 e tra questi figura anche Anagni. Un traguardo significativo per la città dei papi che, insieme ai comuni alleati di Alatri, Ferentino e Veroli, ha superato la prima selezione tecnica, conquistando l’accesso alla fase finale della competizione nazionale. Culla di Bonifacio VIII e di altri quattro pontefici, Anagni porta in questa sfida il peso e il fascino di una storia millenaria, custodita nelle sue mura e nel suo patrimonio culturale, proiettandosi ora tra le eccellenze italiane riconosciute dal Ministero.
Germano Caperna – sindaco del Comune di Veroli:“
L’esperienza di Hernica Saxa ha dimostrato che, unendo Città e visioni, è possibile costruire un progetto di ampio respiro territoriale capace di guardare al futuro”.
Daniele Natalia – sindaco del Comune di Anagni:“
Anagni, Veroli, Alatri e Ferentino non sono insieme ed unite con un metodo generico ma sono paritarie nel Dossier candidando un territorio nuovo, un territorio da vivere, da conoscere e la storia dei Popoli Italici. Non c’è una candidata con l’appoggio di altre tre ma ci sono quattro borghi, quattro realtà alla pari e parte reale, integrante del Dossier e di tutto il percorso di crescita culturale”.
Piergianni Fiorletta – sindaco del Comune di Ferentino:
“Territorio che si unisce. Gli Stati Generali della Cultura rappresenteranno un momento storico. In quanto per la prima volta, grazie alla cultura, i paesi condividono un percorso di crescita e rappresenteranno anche una tappa importante per la valorizzazione del bello, della storia, di un insieme di idee per creare”.
Maurizio Cianfrocca – Sindaco del Comune di Alatri :
“ La cultura, nei nostri territori, non è un ornamento né una parentesi. La cultura è la spina dorsale. È ciò che tiene insieme luoghi e persone, memoria e progettualità, radici antiche e capacità di innovare”.
“La cultura è una leva strategica per lo sviluppo del territorio e per la qualità delle politiche pubbliche. L’esperienza di Hernica Saxa ha dimostrato che, unendo Città e visioni, è possibile costruire un progetto di ampio respiro territoriale capace di guardare al futuro. Gli Stati Generali della Cultura rappresentano una scelta politica chiara: investire sulla cooperazione e su una prospettiva dialogica per l’intera Provincia”.
Lo ha dichiarato Germano Caperna, sindaco di Veroli, alla vigilia degli Stati Generali della Cultura che si terranno a Veroli, Sabato 7 Febbraio a partire dalle ore 9 e 30, nell’ambito del percorso di avvicinamento alla finale per il titolo di Capitale Italiana della Cultura. Sul palco ci sarà l’intero patrimonio culturale delle Città Erniche Fortificate, dei Popoli Italici, delle aree interne che sono pronte a continuare la crescita in corso attraverso un ambizioso ma concreto progetto culturale che guarda al futuro.
“Abbiamo invitato 91 sindaci, 91 Assessori alla Cultura di tutto il territorio o Delegati alla Cultura e non solo. Avremo per davvero gli Stati Generali della Cultura senza precedenti non solo per l’area frusinate ma per tutto il Lazio e le aree interne dell’Italia. Sabato avremo al centro le aree interne, i borghi, le loro storie, le loro idee. Anagni, Veroli, Alatri e Ferentino non sono insieme ed unite con un metodo generico ma sono paritarie nel Dossier candidando un territorio nuovo, un territorio da vivere, da conoscere e la storia dei Popoli Italici. Non c’è una candidata con l’appoggio di altre tre ma ci sono quattro borghi, quattro realtà alla pari e parte reale, integrante del Dossier e di tutto il percorso di crescita culturale. Siamo per davvero tutti insieme. Hernica Saxa – il progetto di candidatura congiunta delle Città di Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli a Capitale Italiana della Cultura 2028 – ha rappresentato e continua a rappresentare un’esperienza concreta di lavoro corale. Il recente riconoscimento che ha visto la candidatura rientrare tra le dieci finaliste testimonia il valore di un percorso fondato sulla cooperazione istituzionale - ha affermato Daniele Natalia, sindaco di Anagni - e sulla capacità di costruire un racconto territoriale ampio, credibile e riconoscibile.
Gli Stati Generali della Cultura nascono dunque dalla volontà di estendere e condividere questa prospettiva, aprendo uno spazio di confronto. L’incontro si propone come un momento finalizzato a: presentare il progetto Hernica Saxa come esempio di costruzione di una rete culturale tra Comuni, fondata sulla collaborazione istituzionale e sulla valorizzazione dei patrimoni locali; confrontarsi sulle pratiche culturali già attive nei Comuni, sulle buone esperienze e sulle criticità, individuando possibili ambiti di collaborazione anche semplici, progressivi e concreti; esplorare la possibilità di costruire strumenti di coordinamento e di dialogo permanente tra i Delegati alla Cultura, capaci di potenziare l’impatto delle politiche culturali a livello territoriale”.
Non è un ornamento né una parentesi.
“La cultura, nei nostri territori, non è un ornamento né una parentesi. La cultura è la spina dorsale. È ciò che tiene insieme luoghi e persone, memoria e progettualità, radici antiche e capacità di innovare. Per questo accolgo, in rappresentanza della Città di Alatri, con grande entusiasmo gli Stati Generali della Cultura, che segnano un passaggio di maturità nel modo di pensare e praticare le politiche culturali.
L’esperienza di Hernica Saxa ci ha insegnato che quando i Comuni scelgono di camminare insieme – ha affermato Maurizio Cianfrocca, sindaco di Alatri - le differenze diventano forza narrativa e progettuale. Il riconoscimento nazionale ottenuto non è un traguardo celebrativo,è la conferma che la cooperazione istituzionale può generare credibilità, continuità e futuro.
Gli Stati Generali rappresentano un atto di responsabilità collettiva. Uno spazio in cui la cultura smette di essere un gesto isolato e diventa patto territoriale, costruito attraverso il confronto, l’ascolto e il coraggio di immaginare strumenti comuni e duraturi. Alatri partecipa a questo percorso con convinzione, perché crede in una cultura che non divide, ma connette, e che proprio nella relazione trova la sua più autentica forza generativa”.
“Gli Stati Generali della Cultura rappresenteranno un momento storico. In quanto per la prima volta, grazie alla cultura, i paesi condividono un percorso di crescita e rappresenteranno anche una tappa importante per la valorizzazione del bello, della storia, di un insieme di idee per creare. Siamo insieme senza guardare ai colori politici – – ha affermato Piergianni Fiorletta, Sindaco di Ferentino - e alle formazioni o coalizioni, perchè lo spirito è quello di far conoscere al Mondo un territorio che non sarà più di passaggio e che oltre a guardare allo sviluppo industriale, oggi, guarda allo sviluppo turistico – culturale per rafforzare il tessuto sociale e coinvolgere i giovani. Siamo dinanzi ad un territorio che si unisce, ad un territorio che crede con determinazione alla candidatura a Capitale Italiana della Cultura”.
Anagni, Veroli, Ferentino, Alatri, compatte con Hernica Saxa – La storia lega – la Cultura unisce, progetto di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028, sostenuto dai sindaci, Daniele Natalia, Germano Caperna, Piergianni Fiorletta, Maurizio Cianfrocca e dagli assessori alla Cultura, Carlo Marino e Francesca Cerquozzi e dai consiglieri comunali delegati alla Cultura Luca Zaccari e Sandro Titoni, in rappresentanza delle rispettive amministrazioni comunali da Antonio Ribezzo, direttore della Rivista Agorà e Presidente Archeoclub d’Italia sede di Ferentino.
Anagni – Alatri – Ferentino – Veroli, verso la finale per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028.
Fonte Uff.St.Giuseppe Ragosta



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