
Con l'emissione del NAVTEX 0060/2026 biennale e a lungo termine, la Turchia sta procedendo con una mossa di portata temporale e geografica senza precedenti nell'Egeo. NAVTEX (Navigational Telex), come servizio automatizzato di allerta marittima istantanea, lega l'intera area a est del 25° Meridiano fino al 31 dicembre 2027. Nel suo testo, la parte turca invoca l'argomento che "non c'è stata alcuna delimitazione della piattaforma continentale tra Grecia e Turchia", concludendo che qualsiasi azione o attività di ricerca nell'area dovrebbe essere coordinata dalle autorità turche competenti.
Lo scopo di questo NAVTEX turco biennale non è monodimensionale. Innanzitutto, l'obiettivo è impedire il completamento delle ricerche e delle interconnessioni dell'IPTO per la trasmissione dell'elettricità alle isole dell'Egeo orientale, un programma che va avanti da molto tempo. Un esempio tipico è l'interconnessione tra Amorgos e Astypalaia, avvenuta il 3 gennaio 2026.
Allo stesso tempo, attraverso questo NAVTEX, si sta cercando di creare una sfida alle acque territoriali greche e ai diritti sovrani del nostro Paese, sia a livello della ZEE che della piattaforma continentale. Questa è un'area in cui la Turchia, a causa della geografia, non ha assolutamente alcun rapporto, oltre i tre miglia di costa, come previsto dagli articoli 12 e 16 del Trattato di Losanna.
Allo stesso tempo, Ankara sta cercando di ottenere un fatto compiuto in vista dell'annuncio della Grecia di estendere le acque territoriali a 12 miglia nautiche, come dimostrano le recenti dichiarazioni del governo greco. Nello stesso contesto, il tentativo di "grigiare" ufficialmente la metà dell'Egeo per un lungo periodo di due anni è incluso, sotto forma di normalità e consolidamento di una situazione che appare per la prima volta con una durata così lunga.
Di particolare importanza è il fatto che la Turchia intende unificare l'area a est del 25° Meridiano nei quattro poligoni di tiro e di esercitazione che ha posizionato attraverso la Pianificazione Spaziale Marittima presentata nel giugno 2025. In questo modo, NAVTEX lavora oltre a una pianificazione più ampia della presenza militare e amministrativa.
Questa mossa pregiudizia, allo stesso tempo, il deterioramento delle relazioni greco-turche e porta sostanzialmente al naufragio dei prossimi incontri Mitsotakis-Erdogan, spostando la colpa sulla parte greca. Allo stesso tempo, provoca ritardi diretti e indiretti nella continuazione dell'interconnessione elettrica Kasos-Repubblica di Cipro (GSI), un progetto già ritardato di un anno e mezzo dal luglio 2024.
Anche la dimensione della prova dei riflessi greci non può essere ignorata. La Turchia sta cercando di valutare la reazione greca a un NAVTEX così a lungo termine, che influisce direttamente sul traffico marittimo internazionale e crea disordini in un'ampia area dell'Egeo. Allo stesso tempo, si propone di creare un fatto compiuto nel caso in cui in futuro vengano promosse questioni legate alla ZEE e alla piattaforma continentale, sia tramite un processo di mediazione sia davanti a un tribunale internazionale.
Questo NAVTEX è, inoltre, una strumentalizzazione puramente politica dello spazio marittimo, poiché isola l'entroterra greco delle Cicladi e dalle isole dell'Egeo orientale, agendo come una sfida diretta al nostro paese.
Nel nuovo e in continuo cambiamento di contesto geopolitico, si stima che la Turchia cercherà di utilizzare ogni mezzo disponibile per fermare l'asse geopolitico più ampio Grecia-Repubblica di Cipro-Israele, che è in corso. Non è un caso, dopotutto, che il NAVTEX sia stato emesso contemporaneamente alla visita del Ministro della Difesa di Israele, Katz, che aveva precedentemente annunciato la cooperazione con la Grecia in Siria, Gaza ed Egeo.
In queste circostanze, il nostro Paese, sia a livello diplomatico che operativo, non deve permettere alla Turchia di creare un fatto compiuto a ovest delle isole dell'Egeo orientale, isolando le isole dalla terraferma e sollevando questioni di sicurezza e supporto operativo in situazioni in rapida evoluzione. La Grecia dispone di tutte le contromisure operative necessarie per poter tagliare intenzioni e situazioni simili che la Turchia cerca di imporre "sul nascere".
Fonte Varie agenzie



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